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Updated: 2 hours 13 min ago

Notizie Sir del giorno: Giornata del malato, progetto Avsi in Siria, nuova scoperta a Qumran, Italia-Regno Unito, Giorno del ricordo

Fri, 2017-02-10 20:30

Giornata del malato: Papa Francesco a Commissione Cei carità e salute, appello per “malattie rare e neglette”

Un appello “per le malattie rare e neglette, verso le quali non sempre viene prestata la dovuta attenzione, con il rischio di dare adito a ulteriori sofferenze”. A lanciarlo è stato il Papa, che ha ricevuto oggi in udienza la commissione carità e salute della Cei, in occasione dei 25 anni della Giornata mondiale del malato, che si celebra domani, 11 febbraio, e dei 20 anni dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute. “Ringraziamo il Signore per il cammino compiuto in questo tempo, per quanto è stato fatto a beneficio di una cura integrale dei malati e per la generosità di tanti uomini e donne che hanno accolto l’invito di Gesù a visitarlo nella persona degli infermi”, ha esordito Francesco. Bergoglio ha poi ringraziato “per tanti operatori sanitari che con scienza e coscienza vivono il loro lavoro come una missione, ministri della vita e partecipi dell’amore effusivo di Dio creatore; le loro mani toccano ogni giorno la carne sofferente di Cristo, e questo è un grande onore e una grave responsabilità”. (clicca qui; con intervista a don Carmine Arice, direttore direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute Cei, in occasione della Giornata del malato: clicca qui)

Siria: “Si muore più per mancanza di cure che nei campi di battaglia”. La risposta di Avsi con il progetto “Ospedali aperti”

Si chiama “Ospedali aperti” ed è il progetto messo a punto dalla Fondazione Avsi allo scopo di “potenziare tre ospedali cattolici siriani (due a Damasco e uno ad Aleppo), offrire la formazione dei medici, la disponibilità dei macchinari necessari, ma soprattutto garantire le cure anche ai più poveri”. In tal modo l’ong, che nella sua missione s’ispira alla dottrina sociale della Chiesa cattolica, vuole rispondere ai costanti appelli di Papa Francesco a favore della “martoriata Siria” e al richiamo del nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari, che ha cercato vie concrete per aiutare il Paese mediorientale: “In Siria – ha dichiarato – stanno morendo più persone per l’impossibilità di curarsi, che sul campo di battaglia. Sono due milioni le persone senza cure ad Aleppo e oltre un milione a Damasco, solo per citare le città più grandi: vittime dei bombardamenti, ma anche malati cronici, malati di mente, donne incinte e bambini”. (clicca qui)

Qumran: Hebrew University Gerusalemme, “sorprendente scoperta” nella Grotta 12

“Una sorprendente scoperta” è stata compiuta dall’équipe internazionale di Oren Gutfeld e Ahiad Ovadia, archeologi della Hebrew University di Gerusalemme: si tratterebbe di quella che è subito stata chiamata la Grotta 12 di Qumran (Q12), vicino alla riva nord-occidentale del Mar Morto. La notizia è stata data dal dipartimento di archeologia dell’Università, che spiega come siano state riportate alla luce “numerose giare per la conservazione e coperchi del periodo del Secondo Tempio; sono stati trovati nascosti in nicchie lungo le pareti della grotta e all’interno di un lungo tunnel”. Si tratta di vasi rotti, senza contenuto, ma anche di frammenti di custodie, una stringa che legava i rotoli e un pezzo di pelle lavorata, che, ha dichiarato Oren Gutfeld, direttore dello scavo, “senza ombra di dubbio” testimonierebbero che i rotoli che qui erano contenuti sono stati rubati, come dimostra anche il ritrovamento di una coppia di teste di piccone di ferro degli anni ‘50. Fino ad ora, si riteneva che solo 11 delle grotte avessero contenuto le antiche pergamene. (clicca qui)

Comunicazione: don Maffeis (Cei), “coniugare i tempi rapidi dell’informazione con l’accuratezza”

La cultura digitale, nella quale “siamo immersi con il nostro lavoro, che cambia e ci cambia”, “c’impegna a coniugare i tempi rapidi dell’informazione con l’essere accurati, verificare le fonti”. È il richiamo che don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali, ha rivolto oggi pomeriggio a Bologna all’incontro promosso dall’Ufficio regionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, dedicato a “Giornalismo, strumento di comunione e di riconciliazione”. Le analisi su questo tempo dicono che “controlliamo il cellulare in media ogni 6 minuti, siamo sempre raggiungibili, connessi, esposti alla possibilità di essere interrotti in quel che stiamo facendo, e quindi esposti al pericolo di essere allontanati dalla persona con cui stiamo parlando”. (clicca qui)

Santuari: a Lourdes pellegrini aumentati del 4,2% nel 2016

Il numero dei pellegrini che hanno visitato il santuario di Lourdes ha segnato nel 2016 un leggero rialzo facendo registrare un +4,2% rispetto al 2015. È quanto emerge dal bilancio stilato dal santuario di Lourdes, alla vigilia della 25ª Giornata mondiale del malato che si celebra domani, sabato 11 gennaio. Per l’occasione Papa Francesco ha inviato come suo legato pontificio il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin; della delegazione vaticana fa parte anche il cardinale Peter Turkson, prefetto del neo Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Parolin e Turkson hanno partecipato oggi pomeriggio al colloquio internazionale dal titolo: “Il Magnificat, cantico della speranza”. Secondo i dati riportati dal santuario nel 2016 sono stati 573.049 i pellegrini iscritti. Nel 2014 erano stati 638.824. L’anno 2017 è ritenuto “determinante per confermare la tendenza al rialzo”. (clicca qui)

Italia-Regno Unito: Hine (un. Oxford), “tra May e Gentiloni incontro positivo. Brexit non è sembrato una minaccia”

“Un incontro molto positivo, uno dei pochi momenti in cui il Brexit non è sembrato una minaccia”. Per David Hine, docente di politica all’università di Oxford, specializzato in questioni italiane, l’incontro tenutosi ieri a Londra tra la premier britannica Theresa May con il primo ministro italiano Paolo Gentiloni, si è chiuso all’insegna della speranza che il distacco del Regno Unito dall’Unione europea possa avvenire con minori traumi del previsto. “L’Italia è naturalmente preoccupata che la Gran Bretagna continui a svolgere un ruolo nel sistema di difesa europeo”, spiega Hine al Sir, “soprattutto nel Mediterraneo e in nord Africa. È indispensabile per stabilizzare la situazione in Libia”. “Il Regno Unito ha trovato un alleato nell’Italia che vuole un’Europa pacifica”, dice ancora Hine. (clicca qui)

Giorno del ricordo: Ungaro (“Voce Isontina”), “impegnarsi in cammini di riconciliazione e di condivisione della memoria”

“Celebrare il Giorno del ricordo è un dovere per il nostro Paese per onorare la memoria di quanti furono parte delle tragedie di quei giorni. Ma per farlo è altrettanto doveroso impegnarsi in cammini di riconciliazione e di condivisione della memoria che soli possono garantire il non ripetersi di quegli avvenimenti. Altrimenti 70 anni saranno passati inutilmente”. Lo afferma Mauro Ungaro, direttore del settimanale della diocesi di Gorizia “Voce Isontina”, in una nota pubblicata oggi dal Sir in occasione del Giorno del ricordo, nel quale si fa memoria “di tutte le vittime delle foibe”. “In fondo alle foibe – ricorda Ungaro – si ritrovarono affratellati dalla violenza di un tragico destino coloro che l’idiozia delle ideologie aveva voluto rendere nemici: italiani, sloveni, tedeschi, croati”. (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 11 febbraio. Stretta su migranti e città, primo decreto attuativo per servizio civile universale, Trump

Fri, 2017-02-10 20:29

È dedicata alla stretta su migranti e città il titolo di apertura di Avvenire. Il governo promette processi più veloci per la concessione del diritto d’asilo, tagliando però un grado di giudizio, quello di appello, e nel contempo rimpatri rapidi per chi non ha diritto alla protezione. Preoccupano gli ampi margini lasciati ai sindaci nella tutela del “decoro urbano” con la possibilità di decretare, assieme ai prefetti, dei Daspo per allontare persone dal proprio territorio.

In evidenza anche il primo decreto attuativo per l’istituzione del servizio civile universale, aperto a 100mila ragazze e ragazzi che vorranno impegnarsi per un anno in servizi di utilità pubblica. Completa la prima pagina la vicenda del bando ai cittadini di 7 Paesi a maggioranza musulmana, deciso dal neopresidente Usa e bocciato dai tribunali. Trump è deciso ad andare avanti fino alla Corte suprema, ma il percorso è tutt’altro che scontato.

Card. Simoni: “non ho mai odiato miei torturatori”

Fri, 2017-02-10 20:28

“Non ho mai odiato coloro che mi hanno torturato”. Lo ha detto il cardinale Ernest Simoni ospite del programma “Il Diario di Papa Francesco” su Tv2000. Il sacerdote albanese creato cardinale da Francesco fu incarcerato, torturato, costretto ai lavori forzati durante il regime comunista che ha oppresso l’Albania. Stamane ha concelebrato la messa con Francesco a Santa Marta: “Ogni giorno recito il Rosario, prego e ho assoluta speranza in Gesù. E oggi per la prima volta ho concelebrato la Santa Messa con il Papa”.
“Il regime – ha ricordato il card. Simoni – mi aveva fatto mettere una microspia. Un mio amico che aveva mangiato cento volte nella mia canonica era diventato una spia. Dicevo sempre che Dio che è padre di tutti gli uomini ci insegna ad amare, pregare e perdonare i nemici. Queste parole erano arrivate al regime che aveva ascoltato le mie parole grazie a questa microspia. Dopo 10 giorni è stata emanato la sentenza di impiccarmi perché avevo incitato il popolo a morire per Gesù. La condanna a morte fu poi commutata in 25 anni di prigionia e lavori forzati. Durante la prigionia ho celebrato la santa messa in latino a memoria. Ho confessato, dato la comunione, consolato tanti fedeli e celebrato matrimoni. Da condannato nelle fogne ho celebrato, con l’aiuto del Signore, una messa davanti a 180 persone. Se il regime lo avesse scoperto mi avrebbe impiccato”. Durante la lunga prigionia proposero a padre Ernest di diventare professore universitario e di sposare una bella donna: “Credevano che fossi un giovane debole, volevano che rinunciassi alla mia fede. Questo fu terribile. Gli ho risposto ‘scusate ma ho una donna brillantissima che non muore mai che è la Chiesa’. Così mi ributtarono in carcere”.
“Tutti i giovani che vogliono salvare la propria anima – ha aggiunto il card. Simoni – devono praticare la fede perché Dio creatore del cielo e della terra è il donatore della vita. Senza la Resurrezione di Gesù la fede e la nostra religione sarebbe svanita. La castità è la virtù più potente in grado di scacciare il demonio e di farci avvicinare a Gesù. Chiunque voglia andare in Paradiso deve amare Dio con tutto il cuore, non con parole o lusinghe”. Il card. Simoni ha inoltre rivelato un particolare: “Ho parlato direttamente con il diavolo. Una volta venne da me il fratello di un indemoniato ad Atene per un esorcismo. Satana mi ha parlato in italiano e detto che era il principe di 5 mila anime perdute. Era tutto bruciato ne maschio né femmina con una voce svanita. Gli ho dato l’ordine di andare via e quella persona ad Atene è guarita. E’ Gesù che guarisce, non siamo noi: mi è capitato con dei malati di cancro e con alcune donne che non riuscivano da 10 anni ad avere figli”. Il card. Simoni ha infine sottolineato la necessità di “recitare tre rosari, essere casti e avere una dedicazione totale al Santissimo cuore di Gesù”.

Benedetto XVI: padre Lombardi, “rinuncia Ratzinger non fu drammatica”

Fri, 2017-02-10 20:27

L’annuncio della rinuncia di Papa Benedetto XVI “non lo riesco a definire drammatico perché era una decisione presa con totale responsabilità e quindi anche con serenità di fronte a Dio”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Ratzinger, padre Federico Lombardi, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, alla vigilia del quarto anno dalla rinuncia di Papa Benedetto XVI. “Lo sgomento – ha aggiunto padre Lombardi – è una sensazione che non ho assolutamente mai avuto. Del resto chi era vicino al Papa, negli ultimi mesi prima della rinuncia, si era reso conto che si sentiva giunto al limite delle sue possibilità per uno svolgimento normale e pieno del suo servizio”.
“Certamente – ha concluso padre Lombardi – Benedetto XVI ha fatto diventare reale quella che era semplicemente una possibilità. Con questo ha aperto una strada che può essere eventualmente percorsa dai suoi successori. Così se si dovessero trovare in una situazione analoga, liberamente davanti a Dio, potrebbero giungere ad una conclusione simile”.

San Valentino: Irlanda e Francia, dalla Chiesa suggerimenti per la festa degli innamorati

Fri, 2017-02-10 20:20

Fare a San Valentino un “dono diverso dalla tradizionale scatola di cioccolatini e le rose, un regalo che aiuti a crescere nell’amore”: è questo l’invito che il comitato irlandese della Giornata mondiale delle famiglie 2018 (Wmof2018) ha lanciato per la festa degli innamorati del 14 febbraio. L’incoraggiamento a cercare vie diverse per “celebrare l’importanza dell’amore romantico” arriva dall’Amoris laetitia di Papa Francesco. Tra le idee suggerite: una serata “technology-free” per fare qualcosa di diverso; un tempo di preghiera in coppia; una passeggiata mano nella mano; preparare una cena speciale per l’amata/o; un sacco di abbracci; un viaggio nella memoria per ricordare come ci si è incontrati e si è cresciuti insieme. Sul sito www.worldmeeting2018.ie, così come in alcune cattedrali e consultori dell’Irlanda si possono trovare i “buoni regalo” con queste idee da donare. Un’altra idea suggerita è di visitare a Dublino il reliquiario contenente i resti di san Valentino nella chiesa di Whitefriar Street per chiedere l’intercessione del santo “per le persone che stanno cercando l’amore o perché chi l’ha già trovato continui a crescere”. In Francia, nove movimenti ecclesiali che si occupano di famiglia, propongono l’iniziativa “un san Valentino diverso” (saintvalentinautrement.fr) e hanno messo a disposizione delle diocesi francesi il kit necessario per organizzare serate romantiche con cene raffinate, intercalate da testimonianze, momenti di dialogo a due e intrattenimento.

Diocesi: San Benedetto del Tronto, Curia chiede a ente gestore di “Casa Gioiosa” di “rinunciare al diritto al rimborso”

Fri, 2017-02-10 20:12

La Curia di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montanto “ha chiesto, come gesto di buona volontà, all’ente gestore di Casa Gioiosa di rinunciare al suo diritto al rimborso, stabilito dal ‘Protocollo di collaborazione tra Regione Marche e Anci Marche’ che riguarda le strutture recettive ospitanti persone colpite dal sisma firmato il 3-12-2016, importo comunque non a carico del Comune di Montemonaco né dei cittadini che ivi hanno trovato pronta accoglienza, ma della sola Protezione civile”. Lo rende noto un comunicato della diocesi marchigiana, a seguito delle polemiche suscitate da “ripetute dichiarazioni prive di fondamento” apparse su un quotidiano nazionale. “Casa Gioiosa – comunica la diocesi – si limiterà a chiedere il puro indennizzo delle utenze documentate da fatture, comunque sempre a carico della Protezione civile, e la rimessa in ordine al momento del rilascio della struttura”. “​La Curia – termina la nota – ribadisce la volontà della diocesi di continuare ad assistere moralmente, religiosamente ed economicamente le persone colpite dal sisma, come peraltro ha sempre fatto”.

Diocesi: Ascoli Piceno, un progetto per i giovani alla scoperta del territorio attraverso il fotogiornalismo

Fri, 2017-02-10 20:09

Un progetto per tentare di superare le paure legate al terremoto attraverso la fotografia e aiutare i giovani in un viaggio alla scoperta del territorio attraverso il fotogiornalismo. È la sintesi del progetto nato dalla collaborazione tra la diocesi di Ascoli Piceno e l’associazione Photolux presentato questa mattina alla presenza di monsignor Giovanni D’Ercole e pensato per le popolazioni delle aree colpite dal sisma. L’iniziativa prevede una serie di attività a beneficio dei ragazzi, con corsi gratuiti per gli studenti delle scuole medie e superiori, che si concluderà con una mostra degli scatti più belli da loro realizzati. Secondo passaggio sarà il percorso di mostre fotografiche ad ingresso gratuito che ha come obiettivo il coinvolgimento di tutta la popolazione per ricreare un interesse artistico e culturale. Il programma educativo, spiega la diocesi, è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Neapolis Art ed è orientato a sviluppare le capacità di comunicazione visiva degli adolescenti e vuole rappresentare uno stimolo affinché possano conoscere le possibilità dell’industria creativa dei media. In programma anche incontri in esterna per approfondire tecniche, applicazioni e metodi di ripresa e post produzione attraverso il cellulare. Ad illustrare i passaggi del progetto, questa mattina, il vescovo di Ascoli Piceno Giovanni D’Ercole, il direttore artistico di Photolux (biennale internazionale di fotografia) Enrico Stefanelli, il fotografo Andrea Boccalini e l’architetto Michele Picciolo. Nell’ambito del progetto, proprio domani, 11 febbraio, alle ore 12 , presso la sala Fogolino del palazzo vescovile, sarà inaugurata la mostra del fotografo Andrea Boccalini, dal titolo “L’interludio: il passaggio fra due pontificati”. Una esposizione che parte dall’ultimo Angelus di Benedetto XVI per giungere all’elezione di Papa Francesco.
“Una iniziativa che abbiamo promosso e accettato perché i riflettori continuino ad essere accesi sulla nostra zona terremotata e perché possiamo suscitare in tutti i modi oltre all’attenzione, anche qualche aiuto concreto – ha affermato il vescovo di Ascoli, mons. D’Ercole -. Tra le tante iniziative che noi facciamo per mantenere accesa l’attenzione su questa zona, la decisione che ho preso, cioè di tenere aperta, nell’episcopio (anche se parzialmente inagibile), la stanza più bella, quella del Fogolino dove, a partire da domani si susseguiranno le mostre per iniziativa di Photolux”.

Giornata del malato: Diella (Unitalsi), “solitudine, depressione e dipendenze nuove frontiere della sofferenza umana”

Fri, 2017-02-10 20:07

“I pellegrini prima delle cure mediche hanno bisogno di un solido sostegno umano e spirituale. Solitudine, depressione e dipendenze sono le nuove frontiere della sofferenza umana che spesso ritroviamo nei nostri pellegrinaggi”. È quanto afferma Antonio Diella, presidente nazionale dell’Unitalsi, commentato i dati contenuti nel dossier che verrà presentato oggi a Lourdes in occasione del colloquio internazionale “Il Magnificat, cantico della speranza” promosso dal santuario mariano per la XXV Giornata mondiale del malato. “L’anno scorso – si legge in una nota – su 35.138 pellegrini – che si sono affidati all’Unitalsi per partecipare a un viaggio verso i luoghi sacri e in particolare a Lourdes – ben 8.382 erano persone malate con diverse patologie”. Nel 2016 si è registrato anche un aumento di giovani: “sono stati 3.942 di cui 840 si sono dichiarati malati o disabili”. Dal dossier realizzato dall’associazione, emerge che di questi “il 33,5% soffre di depressione, il 10% da psicosi, il 3% da schizofrenia, il 2,5% da disturbi generalizzati dello sviluppo, il 2% da sindromi fobiche, l’1,5% da disturbi del comportamento alimentare e lo 0,5% da dipendenza da droghe”.
Più in generale, “sul campione complessivo di malati (8.382) sono state riscontrate 10.737 patologie. Le più diffuse sono quelle del sistema cardiovascolare (52,9%), del tessuto connettivo (36,2 %), neurologiche (38,4%), psichiatriche (27,5%)”. “In molti casi un malato presenta più di una patologia”, prosegue la nota, evidenziando che “il 70% dei malati è deambulante, 14% è su carrozzina, il 14% usa le stampelle mentre solo il 2% è in barella”. Per Diella, “la presenza a Lourdes delle persone disabili e malate è una costante nella nostra storia, ma oggi l’Unitalsi è chiamata ad affrontare nuove sfide per essere uno ‘strumento’ di consolazione non solo per malattie del corpo, ma soprattutto dell’anima”. “Nel pellegrinaggio – spiega Federico Baiocco, responsabile nazionale dei medici Unitalsi – i ragazzi vedono una chance importante per fuggire dalla depressione, dalla solitudine ed anche dalle dipendenze”. “Non chiedono un miracolo – conclude – ma solo di potere fare un viaggio che è prima di tutto un percorso spirituale ed umano”.

Comunicazione: mons. Zuppi (Bologna), le “buone notizie” per “spezzare il circolo vizioso dell’angoscia”

Fri, 2017-02-10 20:05

“Far passare le buone notizie” per “spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e la spirale della paura”. E’ l’invito che l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, ha rivolto questa sera ai giornalisti convenuti nel capoluogo emiliano per l’annuale convegno promosso da Ufficio regionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna insieme a Fisc, Ucsi, Gater e Acec, in occasione della festa regionale di San Francesco di Sales. Commentando il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali – che quest’anno ha per tema “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo” – l’arcivescovo ha sottolineato come i mezzi di comunicazione siano “uno strumento indispensabile con cui ci dobbiamo misurare”. E, per trasmettere speranza e fiducia – come chiede il Papa – bisogna “essere attraenti nel comunicare le buone notizie”. Come Chiesa, “dobbiamo imparare sempre di più a lavorare insieme” e “con lungimiranza” per “produrre una comunicazione efficace e che sappia rendere vicini, interessanti, attraenti tanti fatti che ci troviamo a vivere. Non dobbiamo inventarci niente! Dobbiamo comunicare – ha concluso – quello che viviamo”.

Giornata del malato: Roma, all’Università Campus Bio-Medico un corso per familiari di pazienti con patologie cronico-degenerative

Fri, 2017-02-10 19:59

In occasione della Giornata mondiale del malato, all’Università Campus Bio-Medico di Roma ha preso il via la quinta edizione del corso di formazione teorico-pratico per caregiver. “Il caregiver – si legge in una nota – ovvero il familiare che prende in carico un congiunto con particolari fragilità legate al suo stato di salute, è oggi una figura sempre più centrale nelle attività sanitarie di supporto a pazienti con patologie croniche, specie se fortemente invalidanti”. Il corso – prosegue la nota – “ha l’obiettivo di fornire al familiare caregiver una ‘cassetta degli attrezzi’ teorico-pratica adeguata con cui affrontare le quotidiane difficoltà a cui va incontro nell’aiuto al proprio caro malato, mettendolo in grado di assumere su di sé molteplici funzioni e carichi di fatica tanto fisica che psicologica, senza dimenticare l’impatto dato dal forte coinvolgimento affettivo”. “Vengono forniti a tutti i partecipanti – spiega Daniela Tartaglini, direttrice dei dervizi infermieristici del Policlinico Universitario – elementi di sostegno psicologico, orientamento ai servizi sul territorio, ma anche percorsi di educazione alla salute per se stessi e per il familiare”. Dal 2011 ad oggi, il Centro di Ascolto ‘VoiNoi’ del Policlinico Universitario, che co-promuove l’iniziativa, ha preso in carico quasi 2mila famiglie fragili, “con una percentuale superiore al 90% di familiari intervistati – spiegano i promotori – che hanno avuto un’impressione ‘ottima’ sull’efficacia degli insegnamenti ricevuti e più dell’80% degli intervistati che si ritiene ‘soddisfatto’ rispetto alla propria qualità della vita, al termine del percorso terapeutico e formativo, nonostante l’intenso carico assistenziale che deve soddisfare”.

Fine vita: mons. Leuzzi (ausiliare Roma), “garantire la dignità del nascere e del morire è la vera sfida del cambiamento d’epoca”

Fri, 2017-02-10 19:48

“Suggerire o legalizzare l’astensione dell’intervento sanitario verso l’uomo in fin di vita, incapace di intendere e di volere, significa oggettivarlo e negare la sua partecipazione alla vita della società. Il momento della sua uscita dal tempo appartiene alla sua identità e stabilità, nel tempo e oltre il tempo”. Lo ha detto oggi mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma, delegato per la pastorale della salute, intervenendo al convegno “Oltre il fine vita. La dignità del morire”, che si è svolto nell’Aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense, in occasione della XXV Giornata mondiale del malato. “È compito del sanitario verificare la richiesta del paziente, la quale nel cambiamento d’epoca potrebbe essere ideologica, ossia espressione di un concetto di salute che esuli dalle competenze specifiche del sanitario”, ha aggiunto. Di qui “l’importanza, in una società democratica, del codice deontologico e il ruolo culturale della professione sanitaria. Educare a distinguere ciò che è sanitario da ciò che è ideologico è quanto mai urgente e indilazionabile”.
Per mons. Leuzzi, “garantire la dignità del nascere e del morire è la vera sfida del cambiamento d’epoca. Non si tratta di riaffermare le norme etico-morale, ma di promuovere una vera progettualità sociale che non esclude nessuno, ma accompagna e sostiene tutti gli uomini nella loro esperienza di storicizzazione, ciò a dire nell’essere protagonisti della propria biografia”. “Annunciare l’immortalità non è specifico del Cristianesimo. Il Cristianesimo deve annunciare la vita eterna per promuovere la società del noi-tutti, dove la vita dell’uomo è sacra perché aperta alla comunione dell’uomo con se stesso, con gli altri e con Dio. È l’annuncio che la morte è stata vinta e che l’uomo non vive più nella solitudine e nella separazione”, ha concluso il presule.

Giovani e lavoro: mons. D’Ambrosio (Lecce), “la nostra Chiesa ha messo in campo gesti concreti per costruire un futuro di speranza”

Fri, 2017-02-10 19:42

“Nel nostro piccolo la nostra Chiesa locale prova a fare qualcosa per incoraggiare e sostenere i giovani che tentano di inventarsi un lavoro e di investire sulla propria vita per costruirsi un futuro di speranza. Ma ci rendiamo conto che si tratta di gocce in un mare di difficoltà”. Lo dice l’arcivescovo di Lecce di ritorno da Napoli, dove si è recato per partecipare, nei giorni scorsi, al convegno “Chiesa e lavoro. Quale futuro per i giovani nel Sud?”. “Negli ultimi anni – rileva D’Ambrosio – attraverso alcune nostre inziative, attingendo al Prestito della Speranza, fondo di solidarietà finanziato dalla Cei e al Microcredito Sant’Oronzo, un fondo tutto leccese nato proprio per non restare sordi al grido di aiuto che giunge ogni giorno dalle migliaia di giovani senza occupazione, abbiamo aiutato alcune decine di imprese a nascere o a superare momenti di ‘sofferenza’. Gesti concreti che hanno espresso la vicinanza della comunità diocesana al disagio di tanti padri e tante madri che perdono la speranza e vedono i propri figli senza una prospettiva reale e nell’impossibilità concreta di metter su famiglia”.
“Per quanto necessario, utile e doveroso – ha evidenziato l’arcivescovo – il sostegno della comunità cristiana non si ferma, anzi prosegue con convinzione e generosità nel segno della carità e della solidarietà ma non potrà essere sufficiente a risolvere un problema che è di sistema. ‘Bisogna sgombrare il campo – sottolinea il documento finale del convegno che considero pertinente anche rispetto alla realtà leccese e salentina – dalle logiche del clientelismo, dalle lentezze della burocrazia, dalle invadenze della malavita organizzata. Ma è necessario soprattutto fare spazio alle nuove frontiere del lavoro, sviluppando modelli organizzativi in linea con l’evoluzione della società e della tecnologia’”. “La nostra Chiesa – conclude mons. D’Ambrosio – è in prima linea e non si stancherà di esserlo. E, mutuando le parole del messaggio dei vescovi, assicuriamo ai giovani in cerca di occupazione che non li perderemo di vista e che li affiancheremo nel cammino. Potranno contare sempre sulla nostra concreta e vigile vicinanza nella ricerca e nella realizzazione delle loro legittime aspirazioni”.

Giovani: Monda (insegnante) , “dobbiamo riuscire a reinstillare in loro il desiderio delle stelle”

Fri, 2017-02-10 19:42

“Oggi i ragazzi si sballano il sabato sera, ‘buttano via’ la loro vita. Occorre ricordare loro che ognuno di noi è unico e irripetibile, aiutarli a sviluppare le loro risorse”, e i più grandi, “noi adulti, dobbiamo accompagnare i giovani ad affrontare la loro vita”. Ad affermarlo è Andrea Monda, giornalista e insegnante di religione nei licei, intervenuto al XXXVII convegno Bachelet “Mobilità – immobilità. La società italiana per le nuove generazioni” che si è aperto oggi a Roma per iniziativa dell’Azione cattolica italiana e dell’Istituto “Vittorio Bachelet” (fino a domani). “L’uomo – spiega – è un animale ‘desiderante’, da de-sidera, lontananza dalle stelle di cui sente la mancanza. Noi dobbiamo giocare su questo, instillare il desiderio nei ragazzi, non desertificarlo con l’appagamento facile e immediato; reinstillare in loro il desiderio delle stelle”. Monda sottolinea la somiglianza tra artista e scienziato: “Entrambi guardano il cielo, anche se con prospettive diverse”, e ricorda le figure dei Magi, la “grandissima gioia” provata nel vedere la stella. Quindi, richiamando la pagina evangelica del giovane ricco, mette in evidenza lo sguardo di Gesù: “lo amò”; questa, osserva, è “la cosa più importante”. Quello che dobbiamo fare, conclude richiamando Papa Francesco, “non è occupare spazi ma avviare processi. La cosa più importante è accendere il fuoco”.

Obiezione di coscienza: Norvegia, metodi anticoncezionali, licenziata donna medico cattolica. Respinto il suo ricorso

Fri, 2017-02-10 19:25

La corte del distretto norvegese di Aust-Telemark ha emesso ieri il verdetto respingendo il ricorso della dottoressa Katarzyna Jachimowicz, polacca e cattolica, contro il comune di Saherad che nel 2015 aveva licenziato la Jachimowicz, “medico di base” dal 2010, perché aveva rifiutato di rinunciare all’obiezione di coscienza riguardo all’applicazione della spirale, metodo anticoncezionale che può avere conseguenze abortive. Sebbene il contratto di lavoro stipulato nel 2010 lasciava alla dottoressa la facoltà “di non dover inserire spirali sulla base del proprio convincimento come cattolica”, spiega in una nota l’avvocato difensore Håkon Bleken, una legge nazionale in vigore dal 2014 “obbliga i medici di base a inserire personalmente alle pazienti le spirali” e proibisce il ricorso all’obiezione di coscienza. Secondo la Corte però, spiega l’avvocato, “il fatto che una donna che richiede la spirale sia rimandata a un altro medico diverso dal proprio che si avvale dell’obiezione di coscienza, rappresenta una forma di discriminazione in base al sesso”: infatti i pazienti maschi non incorrerebbero in una simile situazione. Secondo la Corte, spiega l’avvocato, si tratta di “dare priorità all’interesse delle donne al massimo limite possibile” nel rispetto della Convenzione europea.
Sentenza discutibile per una serie di motivi, tra cui, spiega Bleken “è molto difficile capire perché il solo fatto che una donna abbia bisogno di andare da un altro dottore sia discriminante quando è dimostrato che nessun paziente riceve tutte le cure che sono di responsabilità del proprio medico di base dal medico stesso”. La Corte stessa, secondo l’avvocato, sarebbe consapevole delle fragilità della propria sentenza considerato il fatto che, diversamente dalla norma, non ha imputato alla parte perdente i costi legali. “La dottoressa potrà fare ricorso alla protezione di Strasburgo”, dichiara l’avvocato.

Card. Bagnasco: “i bambini ci costringono a tornare con i piedi sulla terra”

Fri, 2017-02-10 19:23

“La realtà viva che i bambini rappresentano meglio di ogni altra espressione ci costringe a ritornare con i piedi sulla terra”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, durante l’omelia che ha pronunciato oggi pomeriggio nella Messa celebrata presso l’ospedale Giannina Gaslini, in occasione della Giornata del malato e per ricordare il centenario della morte della giovane cui l’ospedale è stato intitolato. Ai piccoli ricoverati e ai loro genitori, il cardinale ha espresso “la mia e la nostra gratitudine perché la vostra presenza è un dono per noi, umano e cristiano insieme, perché ci provoca, ci stimola, ci costringe beneficamente a uscire dai nostri egoismi e dalle nostre miopie, dalle nostre vanità, dalle ambizioni e dagli egoismi”. Il cardinale ha anche espresso al personale presente “una parola di incoraggiamento e sollecitudine a continuare il vostro lavoro con fiducia”. “La fiducia – infatti – nella vita è fondamentale per affrontare momenti di gioia e momenti di dolore, di serenità, di tranquillità e momenti difficili” perché “senza un senso profondo che ci apre le porte all’avvenire, noi siamo rinchiusi e ripiegati sulle nostre vicende personali”. “Andiamo avanti con fiducia – ha concluso – perché in discussione ci sono i nostri bambini: a loro spetta il primato, tutto il resto è secondario”.

Card. Bagnasco: “in nome della dignità umana si arriva a curare, ma anche a trascurare, fino a lasciare morire”

Fri, 2017-02-10 19:18

“Oggi si parla molto di dignità umana, potremmo dire quasi che oggi è di moda questa parola. Se ne parla nel nostro Paese e se ne parla in Europa. Quanti discorsi. Quanta retorica”. Ma, “guardando bene la realtà delle cose, in nome della dignità umana, molti si prendono cura delle persone, specialmente nelle loro fragilità, e molti altri trascurano le persone che sono nella fragilità e nella inefficienza fino, in nome della dignità umana, a lasciarle morire”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, che questo pomeriggio ha celebrato una Messa presso l’ospedale pediatrico Giannina Gaslini di Genova, in occasione della Giornata del malato e per ricordare il centenario della morte della giovane alla quale è stato intitolato l’ospedale. L’arcivescovo ha affermato che la dignità umana è una “categoria altissima e nobilissima, dovrebbe farci vibrare interiormente e metterci in ginocchio”. Invece, ha proseguito, “in nome di questo valore che vuole essere primario, si arriva a curare e a trascurare, fino a lasciare morire”. Questo accade, per il porporato, perché “spesso manca il fondamento della dignità”. Infatti, “il fondamento della vita non è in noi, ma è fuori di noi, è il nostro essere a immagine e somiglianza di Dio”.

Pedofilia: don Di Noto (Meter), “non è una malattia ma un crimine”

Fri, 2017-02-10 19:10

La pedofilia “non è una malattia, ma un crimine”. Lo chiarisce don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente di Meter, in una riflessione inviata al Sir. “È importante – sottolinea – non confondere la pedofilia (come malattia psichiatrica) e la capacità di intendere e volere: nel 99,9% dei casi, infatti, le condotte pedofile sono condotte lucide e quindi perseguibili penalmente”. Si tratta, perciò, di “una semplice devianza sessuale, senza influenza alcuna sulle capacità intellettive e volitive della persona, che non implica una deresponsabilizzazione penale”, nonché costituisce “una nuova forma di schiavitù che ha legami con il traffico di esseri umani, la sottrazione, la schiavitù e l’orrore dello sfruttamento sessuale del minore”. Il sacerdote rimarca il dilagare “senza sosta” di questa “realtà attuale e tragica”, “favorita dall’indifferenza di molti e da quella cultura economica che quantifica in denaro tutto ciò che è mercificabile”, “amplificata globalmente dalla pedopornografia online e sostenuta dai vari e molteplici movimenti pro-pedofili, che giustificano tale devianza sessuale ritenendola come un orientamento sessuale che la società deve accettare socialmente, politicamente, culturalmente e religiosamente”. “La rete dei trafficanti e dei pedofili – prosegue – si è ben inserita all’interno delle nostre stesse libertà”.

Don Di Noto ricorda quindi come vi sia “un binomio inscindibile” tra “pedofilia e responsabilità”, che esclude la giustificazione della malattia. “Infatti se diciamo che un pedofilo è un malato come può essere malato uno con la febbre a 38, lo rendiamo non imputabile. E se non è imputabile davanti ai tribunali – s’interroga – come possiamo fare prevenzione e poi come possiamo portare un prete pedofilo o un pedofilo davanti ad un giudice?”.

Giornata del malato: “Sulla via di Damasco” (Rai Due), domani puntata con storie e testimonianze

Fri, 2017-02-10 19:08

Sarà la malattia, “un’esperienza che tocca tutte le fibre della vita”, il tema della puntata di “Sulla Via di Damasco” in onda domani, sabato 11 febbraio, alle 7.45 su Rai Due. Con l’appuntamento di domani, intitolato “La mia battaglia”, si “entra dentro il mistero del dolore – si legge in una nota – attraverso la testimonianza di chi, grazie alla fede, è riuscito a vincere la lotta contro paure e angosce della malattia, sapendone cogliere le ricchezze”. Ad aprire il programma (in onda nella Giornata mondiale del malato) di mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti sarà l’intervista esclusiva a Fabio Pisacane, difensore del Cagliari Calcio, che racconta come “grazie al sostegno della famiglia e alla sua forza di volontà sia riuscito a vincere la partita più importante della vita, quella contro una malattia che l’aveva costretto alla paralisi dei quattro arti”. “Con la stessa determinazione – prosegue la nota – Pisacane, qualche anno dopo, rifiuta 50mila euro per alterare il risultato di una partita”. Altre testimonianze ricche di speranza saranno dedicate a chi lotta giorno per giorno contro la fibrosi cistica, come Annalisa (una madre) e Fabio (un giovane). Nella puntata di domani si parlerà anche di Paola e della sua reazione alla malattia, mentre con Gennaro Rispoli, direttore del Museo delle Arti sanitarie di Napoli si ricorderà la grande figura del “medico santo” Giuseppe Moscati.
Altri filmati presenteranno il Dispensario pediatrico di Santa Marta in Vaticano e raccoglieranno “le voci di professionisti e operatori sanitari su ruolo e vocazione di chi ogni giorno si confronta con la sofferenza degli uomini, dispensando misericordia”.

Giovani: Rosina (demografo), “nonostante basso indice di fecondità rimane alto il desiderio di avere figli”

Fri, 2017-02-10 18:51

“La società cresce e prospera quanto più investe sulla possibilità che i giovani siano energia viva che mette in moto processi. Mettere i giovani ai margini significa creare società bloccate e provocare meno crescita e meno coesione sociale”, avverte Alessandro Rosina, docente di demografia all’Università Cattolica di Milano e coordinatore scientifico del Rapporto Giovani promosso dall’Istituto Toniolo. Intervenendo questo pomeriggio alla prima giornata del XXXVII convegno Bachelet “Mobilità – immobilità. La società italiana per le nuove generazioni” (Roma, 10 – 11 febbraio), Rosina afferma: “Siamo diventati un paese che ha difeso il benessere che ha acquisito; ci siamo messi in una fase difensiva senza più investire sulle nuove generazioni. Mancano politiche attive e uscire dalla casa dei propri genitori, formare famiglia, tutte le tappe verso l’età adulta vengono posticipate”. “Il basso indice di fecondità dei giovani tra 18 e 34 anni – avverte però il demografo – non riflette il desiderio di aver figli che rimane alto e appare l’unica scelta ‘irreversibile’ in termini di assunzione di responsabilità”.

Aleppo: video-appello di suor Maria Guadalupe de Rodrigo ad Acs-Italia

Fri, 2017-02-10 18:40

“Ad Aleppo circa 2.000 famiglie cristiane hanno urgente bisogno di cibo, acqua potabile, gasolio per riscaldamento, indumenti e medicinali. Anche se la fase più cruenta del conflitto si è conclusa non dobbiamo dimenticare le sue tristi conseguenze, che purtroppo permarranno per un tempo non certo breve”. Alessandro Monteduro, direttore di Acs-Italia, spiega così l’iniziativa assunta dalla Fondazione, che sta proponendo alla comunità italiana uno specifico progetto per la martoriata città siriana. “Grazie ai nostri benefattori dal 2011 al 2016 nella sola Aleppo siamo riusciti a finanziare progetti per 2.458.731 euro, ma si tratta di una goccia nel mare delle attuali necessità”.

“Nel luglio 2012 i cristiani aleppini erano circa 120.000, oggi si stima siano 35.000. Sono stati presi di mira in particolare i quartieri cristiani Azizie e Sulaymaniyeh. Dobbiamo curare le famiglie rimaste, e creare le condizioni per il ritorno di quanti loro malgrado si sono allontanati”. Nella città attualmente operano diversi religiosi, e fra questi vi è Suor Maria Guadalupe de Rodrigo, missionaria argentina dell’Istituto del Verbo Incarnato (Ive). “Ieri Suor Guadalupe mi ha inviato un video-appello che stiamo diffondendo, e che sta attirando l’attenzione di molti – prosegue Monteduro -. Ci auguriamo che non cali l’attenzione pubblica sul dramma di una nazione, e in particolare di una città, in cui troppi innocenti hanno perso la vita o il futuro”.

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