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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 19 min 46 sec ago

Cardinale Bassetti: “salvaguardare incalpestabile dignità” di ogni uomo, “italiano o migrante”, cui offrire “cura e ricovero”

Mon, 2017-08-28 17:16

La “Perdonanza” che Gesù “ha messo in pratica”, non si è configurata “come una formula esteriore, ma si è attuata nelle opere”. Lo ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nell’omelia della celebrazione eucaristica presieduta questa sera a L’Aquila, sul sagrato della basilica di Collemaggio, insieme con il rito di apertura della Porta Santa in occasione della Perdonanza celestiniana. “Chiediamo la grazia – la preghiera del porporato – di poter anche noi vivere la fede non solo a parole”. Cristo “ci conceda di essere davvero ‘Chiesa in uscita’ e spalancare le porte del cuore, perché possiamo anche noi varcare, insieme ai più poveri, la porta della Sua misericordia. Nei poveri, infatti, negli ‘sconfitti dalla vita’ e negli scarti della nostra società noi vediamo riflesso il volto di Cristo sulla Croce”. E a questo proposito, ha proseguito Bassetti, “mi sembra opportuno riaffermare il sacrosanto principio cristiano di salvaguardare sempre l’incalpestabile dignità di ogni persona umana a cui non si può mai negare una cura premurosa e un ricovero dignitoso. Sia che si tratti di cittadini italiani che di migranti”. Dopo avere richiamato il legame tra pace, misericordia e giustizia, secondo le parole di san Giovanni Paolo II: “Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono”, Bassetti ha ricordato le parole di Papa Francesco all’Angelus di ieri: “Nella Chiesa non mancano le crepe, ‘ha sempre bisogno di essere riformata, riparata’. E noi stessi siamo le pietre! Nelle mani di Gesù, per opera dello Spirito Santo, ‘la più piccola pietra diventa preziosa’”.

Sierra Leone: Unicef, sono bambini un terzo delle vittime e la metà dei 6.000 sfollati. Presto milioni di rifugiati climatici?

Mon, 2017-08-28 16:00

“Mentre l’uragano Harvey spaventa il Texas e fa parlare il mondo intero, in Sierra Leone il bilancio dei danni provocati della recente alluvione continua a peggiorare. Le ondate di fango e le alluvioni hanno spazzato via interi villaggi, colpendo circa 6.000 persone di cui si stima che quasi la metà siano minori. Le famiglie sono in agonia, delle 1.000 vittime stimate dall’Ufficio della sicurezza nazionale della Sierra Leone un terzo sono bambini. Tra i sopravvissuti molti bambini hanno perso uno o entrambi i genitori, non hanno una casa in cui poter tornare e sono circondati solo da morte e distruzione”. Lo ricorda oggi il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini. L’Unicef sta lavorando insieme al governo della Sierra Leone per rintracciare i familiari dei bimbi rimasti soli, sta ospitando centinaia di minori nei rifugi e negli spazi a misura di bambino. “Dobbiamo evitare che siano vittime di malattie e sfruttamento”, precisa Iacomini. L’Unicef cita un rapporto sulle migrazioni in cui mettevano in guardia sui rischi riguardanti di 100 milioni di persone in Africa Occidentale e Centrale, che vivono in città a meno di 1 metro al di sopra del livello del mare, un dato destinato a raddoppiare entro il 2050.
“L’aumento previsto del livello del mare, collegato al surriscaldamento globale e alle gravi inondazioni e siccità di questi anni mettono queste popolazioni seriamente a rischio – ricorda Iacomini -. È un problema che la comunità internazionale dovrà seriamente prendere in considerazione: questa situazione non solo potrebbe causare milioni di ‘rifugiati climatici’, ma scatenare anche tensioni sull’accesso alle scarse risorse idriche e alimentari. Un vero e proprio inferno”.

Diocesi: Carpi, dal 7 settembre la “Peregrinatio Mariae“. Raccolta fondi per i cristiani iracheni profughi a Erbil

Mon, 2017-08-28 15:49

“Vogliamo chiedere il dono della concordia e della pace. Il mondo, infatti, non è tranquillo, non è felice. Tutti auspicano una società più fraterna e più unita, invece in seno all’umanità ogni giorno scoppiano tremendi e continui conflitti che alimentano inquietudini“. Con queste parole il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, ha presentato, questa mattina in episcopio, la “Peregrinatio Mariae” che si svolgerà dal 7 al 17 settembre. Nell’anno in cui si celebra il centenario delle Apparizioni della Vergine, a visitare le parrocchie della diocesi sarà la statua della Madonna di Fatima, benedetta da Papa Francesco nel 2013, tramite l’Unitalsi di Roma e già accolta in varie Regioni d’Italia. Fortemente voluta dal vescovo Cavina, l’iniziativa vuole essere anche occasione per manifestare vicinanza concreta a chi soffre la guerra: le offerte raccolte durante la “Peregrinatio” saranno, infatti, devolute alla Fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre a sostegno dei cristiani iracheni, cacciati dall’Isis e attualmente profughi ad Erbil in Kurdistan. A raccontare le loro condizioni e portare la sua testimonianza, sarà, il 14 settembre, alle 21, nella parrocchia di Mirandola, suor Silvia dell’Istituto delle Domenicane di santa Caterina da Siena, religiosa scampata ai massacri dell’Isis. Nella stessa serata è previsto anche un incontro con lo scrittore e vaticanista Saverio Gaeta. Il giorno dopo, in cattedrale a Carpi, a parlare sarà la scrittrice e giornalista Costanza Miriano. Sabato 16 settembre, presso la parrocchia di santa Croce avrà luogo un pranzo di beneficenza a sostegno dei cristiani iracheni nell’ambito della Festa regionale dell’Unitalsi. Alle 19, in cattedrale, durante la messa, monsignor Cavina consacrerà la diocesi al Cuore Immacolato di Maria.

Cardinale Bassetti: oggi a L’Aquila ha visitato alcuni luoghi significativi e pregato per le 309 vittime del sisma del 2009

Mon, 2017-08-28 15:43

Questa sera, alle 18, il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, presiederà a L’Aquila, sul sagrato della basilica di Collemaggio, la Messa della Perdonanza Celestiniana con il rito di apertura della Porta Santa. Prima della celebrazione, riferisce don Claudio Tracanna, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi dell’Aquila, in mattinata il card. Bassetti si è recato in visita privata in alcuni luoghi significativi della città de L’Aquila.

Innanzitutto ha fatto tappa presso la cappella della memoria in piazza Duomo dove ha sostato in preghiera per le 309 vittime del sisma del 2009. Successivamente ha visitato il cantiere del Complesso della Curia e del Seminario. Si è recato poi tra le macerie del duomo di san Massimo “per cui ancora non è previsto alcun intervento di restauro”, prosegue don Tracanna. Nell’immediata periferia della città “ha fatto visita, infine, alla parrocchia di S. Giovanni Battista di Pile che è ancora terremotata dal 2009. In particolare ha visitato i container delle attività pastorali, quelli della mensa della Caritas parrocchiale e la tenda-chiesa”. Durante la visita, il presidente della Cei è stato accompagnato dall’arcivescovo dell’Aquila mons. Giuseppe Petrocchi.

Corridoi umanitari: Sant’Egidio e Chiese protestanti, domani a Fiumicino altri 35 profughi siriani dal Libano. Raggiunta quota 900

Mon, 2017-08-28 15:41

Giungeranno domani all’aeroporto di Fiumicino altri 35 profughi siriani dal Libano grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e Tavola Valdese. “Con questo nuovo gruppo, costituito da famiglie con molti minori – fanno sapere i tre organismi promotori – sarà raggiunta la cifra di 900 persone, arrivate in sicurezza e legalmente in Italia, dal febbraio 2016, in accordo con i ministeri degli Esteri e dell’Interno”. “Si tratta – aggiungono – di un’alternativa concreta e ormai sperimentata ai viaggi della disperazione nel Mediterraneo e ai trafficanti di esseri umani. Un modello replicato in Francia, dove il 5 luglio scorso è giunto un primo contingente di profughi con lo stesso progetto ecumenico e di società civile in vigore in Italia”. L’accoglienza domani a Fiumicino sarà anche l’occasione per illustrare alcune proposte in tema di immigrazione: “risposte concrete che possono aiutare le istituzioni e l’opinione pubblica ad uscire da un clima avvelenato, in cui prevalgono troppo spesso scontri e polemiche al posto di soluzioni”. Ad illustrarle ai giornalisti, ci saranno Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, Massimo Aquilante, ex presidente della Fcei, Mario Giro, viceministro degli Esteri.

Società: Vittadini (Fond. Sussidiarietà), “senza ricostruzione dell’uomo, non si gestisce alcun problema”

Mon, 2017-08-28 15:32

“C’è bisogno di una ricostruzione dell’uomo, dell’io. Dopo l’illusione degli uomini soli al comando a livello globale e locale, se non c’è qualcuno che educa all’io, a riprendere coscienza del desiderio, della positività delle cose e della realtà, non si gestisce alcun problema: migrazione, sviluppo, lavoro, povertà, politica”. Lo afferma Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, in un’intervista al Sir nella quale traccia il bilancio della XXXVIII edizione del Meeting per l’amicizia dei popoli. “L’eredità del Meeting è la percezione di una critica serrata di ciò che è capitato, per vivere oggi”, spiega Vittadini, secondo cui “la critica migliore è con i fatti, con gente che si mette insieme e non guarda al passato”. Due i fili rossi della kermesse riminese: “Il primo è legato al fatto che si vede in tutto questo cambiamento d’epoca che c’è bisogno di una costruzione dell’io”. Il secondo – prosegue – “è il rilancio dei corpi intermedi: tutti hanno capito che senza corpi intermedi non si gestiscono gli immigrati, non si fa impresa, non si rilancia il lavoro, non si costruiscono luoghi di pace e di convivenza tra i popoli”. Secondo il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, “è finita l’epoca del ‘ci penso io, levatevi dai piedi’”, atteggiamento che ha contraddistinto “leadership precedenti alle attuali e alcune che le hanno sostituite”. Per Vittadini sono quattro i temi che il Meeting consegna al dibattito italiano: “Autonomia e parità della scuola e rilancio degli investimenti in capitale umano”, il “lavoro, inteso come aiuto a chi investe, occupa ed esporta”, “il tema demografico, da affrontare realisticamente pensando che a questo si lega il tema dell’immigrazione” e, infine, “il superamento della giustizia come giustizialismo”. “Sono temi – conclude – sui quali il cattolico non difende la sua fetta per i cattolici ma ciò che è per il bene comune”.

Mediterraneo: mons. Mogavero (Mazara del Vallo), “permettere che diventasse cimitero liquido è stata una scelta sciagurata e dissacrante”

Mon, 2017-08-28 15:30

“Permettere che questo mare, grembo di vita e crogiolo che accoglie le tre grandi religioni monoteistiche, diventasse un cimitero liquido è stata una scelta sciagurata e dissacrante”. Lo ha detto il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, leggendo il suo messaggio, ieri, al rientro della processione a mare del simulacro di san Vito, a conclusione del Festino dedicato al Patrono della cittadina trapanese. L’urna del santo è stata portata in processione a bordo di una barca sulle acque del Mediterraneo e una corona di alloro è stata deposta presso la statua del Cristo, che si trova nei fondali mazaresi. Il vescovo ha sottolineato di avere rivolto un pensiero “alle vittime di un lavoro, duro e talora ingrato. A loro abbiamo accomunato anche gli innumerevoli migranti, vittime di un destino che ha posto sul loro cammino di speranza un rifiuto disumano che mortifica la nostra coscienza civile e la nostra religiosità”. Mons. Mogavero ha poi posto l’attenzione sul futuro del Mediterraneo, “un orizzonte che si presenta denso di nubi oscure, presaghe di nuove incertezze e, Dio non voglia, di nuovi martiri tra la pacifica e operosa gente del mare. Il Mediterraneo ha una vocazione di laboriosità, di incontro, di dialogo, di pace e di sicurezza, oggi messa in forse da insorgenti, e forse mai sopiti, rigurgiti di ostilità e di predominio”. Ecco perché, secondo il vescovo, “occorre intervenire subito in tutte le sedi – istituzionali e non – prima che la situazione sfugga di mano e devastanti bagliori di guerra sconvolgano questo mare, mettendo a repentaglio la vita e il lavoro dei nostri equipaggi e di quanti operano in esso”. La traversata del Santo è stata trasmessa in diretta Facebook sulla pagina della diocesi, grazie alla redazione del giornale diocesano “Condividere”.

Yemen: Unicef, “da giugno casi di colera in diminuzione, ma 550.000 casi sospetti e 2.000 morti”

Mon, 2017-08-28 15:19

Da giugno è diminuito di un terzo, nello Yemen, il numero settimanale di casi di diarrea acquosa acuta e sospetto colera. Operatori sanitari, per l’acqua e per i servizi igienici – che non hanno ricevuto retribuzione per oltre 10 mesi – stanno lavorando instancabilmente per fermare l’epidemia, che resta la peggiore al mondo con 550.000 casi sospetti e oltre 2.000 morti registrate associate alla malattia da aprile. Oltre la metà dei casi sospetti sono bambini. Sono i dati forniti dall’Unicef, che ha mobilitato 40.000 volontari porta a porta e raggiunto fino ad ora oltre 2,7 milioni di famiglie, l’80% delle famiglie in Yemen. L’organismo Onu ricorda che “almeno 15 milioni di persone sono tagliate fuori dall’accesso all’acqua sicura e ai servizi sanitari di base; il Paese resta ancora sull’orlo della carestia, si stima che circa 385.000 bambini stiano soffrendo di malnutrizione acuta grave”. Gli sforzi collettivi per curare i malati e migliorare i sistemi idrici e i servizi igienico sanitari hanno contribuito a rallentare la diffusione della malattia. “Abbiamo avuto difficoltà a curare il numero di pazienti che sono venuti da noi – molti dei quali in condizioni gravi”, ha dichiarato Nahla Arishi, vice direttore e responsabile del centro di cura del colera all’Ospedale Alsadaqah ad Aden: “L’ospedale è affollato e abbiamo scarsa disponibilità di letti e medicine di base. Non posso chiudere le porte dell’ospedale e non accettare i bambini perché non ci sono abbastanza letti”. Attraverso la campagna Unicef circa 12,5 milioni di persone hanno ricevuto informazioni su come disinfettare l’acqua, come lavarsi le mani, su servizi igienici e cibi sicuri;  250.000 bambini e adulti che soffrono di diarrea hanno ricevuto sali per la reidratazione orale e ricevuto indicazioni per la cura. Nonostante questi progressi, la fine della lotta contro il colera è ancora lontana, tra continue violenze, sistemi idrici e servizi igienici al collasso e oltre la metà delle strutture sanitarie fuori uso. Bisogna “ricostruire le strutture sanitarie, per l’acqua e per i servizi igienico sanitari e investire per prevenire future epidemie”, dice l’Unicef chiedendo a tutte le parti in conflitto “di trovare una soluzione politica di pace alle violenze per salvare le vite dei bambini”.

Diocesi: Novara, nuovi incarichi per tre sacerdoti a Omegna, Galliate e Valle Anzasca

Mon, 2017-08-28 14:57

Nuovi incarichi per tre sacerdoti della diocesi di Novara: don Fabrizio Cammelli, don Alessandro Maffioli e don Andrea Primatesta. Ne è stata data comunicazione ai fedeli delle comunità interessate nelle messe prefestive di sabato 26 agosto e in quelle domenicali del 27 agosto. Don Fabrizio Cammelli diventerà parroco delle parrocchie di Calasca e Castiglione, sostituendo don Andrea Primatesta e divenendo parroco anche di Bannio, Anzino e Pontegrande che, dopo la rinuncia del precedente parroco don Gabriele Romagnoli, erano state affidate proprio a don Primatesta. “Don Fabrizio viene da una bella esperienza in due grandi oratori della diocesi, Gozzano prima e negli ultimi quattro anni a Galliate. Viene con entusiasmo e disponibilità per servire le vostre comunità in unione con le altre della valle Anzasca e in collaborazione agli altri sacerdoti presenti”, ha scritto il vescovo, mons. Franco Giulio Brambilla, in una lettera alle comunità. Don Fabrizio assumerà la responsabilità giuridica delle parrocchie a partire dal 1° ottobre. Don Alessandro Maffioli, sacerdote ordinato nello scorso giugno, sostituisce come coadiutore a Galliate don Cammelli. “È una grande grazia e responsabilità per tutti voi accogliere don Alessandro all’inizio del suo cammino e aiutarlo a vivere pienamente la bellezza del suo sacerdozio che sarà un dono non solo per Galliate, ma per tutta l’unità pastorale missionaria alla quale appartenete che è chiamata a crescere nella comunione e nella collaborazione”, ha scritto il vicario generale don Fausto Cossalter in una lettera alla parrocchia, letta al termine delle messe dello scorso fine settimana dal parroco don Ernesto Bozzini. Don Alessandro sarà accolto a Galliate domenica prossima, 3 settembre.
Don Andrea Primatesta sarà coadiutore ad Omegna, sostituendo don Nur El Din Nassar, che ha lasciato la parrocchia per prepararsi all’esperienza missionaria che vivrà come fidei donum in Ciad. Affiancherà il parroco don Gianmario Lanfranchini e gli altri sacerdoti dell’unità pastorale missionaria. Torna nel Cusio, dopo essere stato parroco in Valle Strona. “Don Andrea ha vissuto con generosità ventun anni del suo sacerdozio a Calasca e, in seguito alla morte del caro don Severino Cantonetti, anche a Castiglione. Nello stesso tempo ha prestato servizio anche nelle altre parrocchie della valle, e nell’ultimo anno anche a Bannio, Anzino e Pontegrande. Gli sono molto grato per la sua passione e amore per le vostre comunità e la vostra Valle”, ha scritto mons. Brambilla alle comunità ossolane che salutano don Andrea. Il sacerdote si trasferirà ad Omegna entro fine ottobre.

Solidarietà: associazione Cittadini del mondo, rientrano a casa i bambini bielorussi accolti a Cagliari

Mon, 2017-08-28 14:38

Rientrano in patria oggi gli ultimi gruppi di bambini bielorussi che hanno trascorso le vacanze estive in Sardegna ospiti delle famiglie aderenti al Progetto Chernobyl estate 2017 dell’associazione Cittadini del Mondo di Cagliari. I primi arrivi sono stati a giugno per le accoglienze della durata di tre mesi, mentre gli altri arrivi si sono avuti a luglio e agosto per soggiorni della durata di due mesi e di un mese. Le partenze a fine agosto consentono ai bambini di essere presenti regolarmente in patria il primo settembre per l’inizio dell’anno scolastico. Nei prossimi mesi i volontari saranno al lavoro per organizzare l’accoglienza dei bambini per il Progetto Natale 2017, quando le famiglie potranno ospitarli durante le festività natalizie e di fine anno. Quest’estate le accoglienze realizzate in Sardegna a vario titolo, come confermato anche dal Consolato onorario bielorusso, hanno superato le 100 unità. Il Console onorario Giuseppe Carboni, in un messaggio inviato alle famiglie accoglienti, ha sottolineato “la profonda riconoscenza delle istituzioni bielorusse nei confronti delle famiglie della Sardegna che con grande generosità ospitano i bambini di questa Repubblica” da oltre 25 anni: “Un vero e proprio esempio di efficace diplomazia popolare dal basso”.

Dialogo interreligioso: Università Sophia (Focolari), 42 studenti cristiani e musulmani a scuola di convivenza interreligiosa

Mon, 2017-08-28 14:17

Quarantadue studenti cristiani e musulmani sciiti a scuola di dialogo e convivenza. Succede a Tonadico (Trento) dove è in corso dal 25 al 30 agosto la quarta Summer School “Interfaith Engagement in Theory and Practice” (Impegno interreligioso tra teoria e pratica) promossa dall’Istituto Universitario Sophia (Loppiano – Firenze) e il Risalat Institute di Qum (Iran). Tra i docenti il teologo Piero Coda (preside dell’istituto universitario Sophia) e il professor Mohammad Shomali, direttore del Centro Islamico di Londra. Obiettivo dell’iniziativa, promossa con il sostegno del Centro per il dialogo interreligioso dei Focolari, e che usufruisce di un contributo economico della Provincia Autonoma di Trento, è “permettere ai giovani partecipanti di conoscere e condividere le reciproche esperienze religiose e di approfondire la necessità e la possibilità di una collaborazione interreligiosa proficua, al fine di contribuire al risanamento delle ferite che stanno coinvolgendo in modo diretto la società europea”. “Un orizzonte – si legge in un comunicato di Sophia – reso ancora più vicino dai drammatici fatti di cronaca delle ultime settimane e dalla situazione internazionale, che chiede da tempo di assumere il dialogo interreligioso come un elemento cruciale e necessario tanto per le comunità religiose quanto per la società civile, per risanare le numerose fratture che attraversano il tessuto sociale, soprattutto in Europa”.
“Oggi l’argomento chiede uno sguardo ampio e integrato, non solo per decifrarne le potenzialità e criticità, ma anche per arrivare a implementare modelli sostenibili di convivenza interculturale e interreligiosa”. Condotto e facilitato da un gruppo internazionale e interreligioso di docenti ed esperti, il programma è promosso da Sophia in collaborazione con l’Islamic Institute of England di Londra (Regno Unito) e il Risalat Institute di Qum (Iran), con la presenza del professor Mohammad Shomali, direttore dell’Istituto di Londra. Le giornate offriranno – spiegano i promotori – uno spazio di riflessione e condivisione sui patrimoni culturali e religioni di cristianesimo e islam, sulle frontiere e le prospettive del dialogo e della collaborazione, su come attivare un impegno condiviso alla luce delle sfide del continente europeo e a livello globale.

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