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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 10 min 51 sec ago

Papa Francesco: alla Cisl, “è urgente un nuovo patto sociale per il lavoro”

Wed, 2017-06-28 09:55

“È una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti”. Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco ricevendo in udienza, prima dell’udienza generale, i delegati della Confederazione italiana sindacati lavoratori (Cisl) in occasione del XVIII Congresso nazionale sul tema: “Per la persona, per il lavoro” (28 giugno – 1° luglio 2017). “Quando i giovani sono fuori dal mondo del lavoro – ha detto il Papa – alle imprese mancano energia, entusiasmo, innovazione, gioia di vivere, che sono preziosi beni comuni che rendono migliore la vita economica e la pubblica felicità. È allora urgente un nuovo patto sociale umano, un nuovo patto sociale per il lavoro, che riduca le ore di lavoro di chi è nell’ultima stagione lavorativa, per creare lavoro per i giovani che hanno il diritto-dovere di lavorare”. Francesco ha poi ricordato che “il dono del lavoro è il primo dono dei padri e delle madri ai figli e alle figlie, è il primo patrimonio di una società. È la prima dote con cui li aiutiamo a spiccare il loro volo libero della vita adulta”.

Diocesi: Andria, mercoledì 12 luglio mons. Mansi celebra Messa in ricordo vittime incidente ferroviario di un anno fa

Wed, 2017-06-28 09:41

Mercoledì 12 luglio, alle ore 20, nella cattedrale di Andria, il vescovo, mons. Luigi Mansi, presiederà una celebrazione eucaristica ad un anno dal tragico incidente ferroviario, nel quale morirono 23 persone e ne restarono ferite oltre 50. Era, infatti, martedì 12 luglio 2016, quando, poco dopo le ore 11, due convogli, uno partito da Corato e diretto ad Andria e l’altro proveniente da Andria che viaggiava in direzione Corato si scontrarono. L’impatto tra i due treni fu violentissimo. I vagoni furono letteralmente sbriciolati, pezzi di lamiera volarono per decine di metri tra gli ulivi della campagna pugliese, ai lati dei binari.
La celebrazione di mercoledì 12 luglio “sarà propizia per far sentire alle famiglie colpite dal dolore la vicinanza dei cittadini di Andria, delle città limitrofe e dell’intera comunità ecclesiale – si legge in una nota -. Vogliamo condividere il dolore perché appartiene a tutti, perché il dolore condiviso fa meno male, perché questo dolore ci ha colpiti ‘in casa’ e perché siamo tutti una stessa famiglia. Desideriamo ancora una volta che i parenti delle vittime non si sentano soli in questo terribile lutto”.
“Per espressa volontà delle famiglie, in rispetto del dolore che le ha coinvolte e per garantire un clima di raccoglimento e di preghiera, alla celebrazione eucaristica non è ammesso nessun mezzo di ripresa”, fa sapere la diocesi.

Diocesi: Molfetta, torna la rubrica on line “Dammi tre parole e racconta la tua estate”

Wed, 2017-06-28 09:22

Torna puntuale, dal 2013, la rubrica on line “Dammi tre parole” per raccontare l’estate vissuta nelle parrocchie e associazioni e anche da singoli. Sono infatti tante le attività che si promuovono sul territorio diocesano di di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, come si evince dalla mappa con le risposte delle parrocchie che hanno risposto al questionario diffuso on line dalla redazione di “Luce e Vita”. Quasi la metà delle parrocchie che hanno risposto (42,5%) realizza l’oratorio estivo o Grest per bambini e ragazzi da 6 a 14 anni, con gruppi tra i 50 e i 100 partecipanti (qualche parrocchia va anche sui 200) animati da circa 20 volontari per parrocchia, tra giovanissimi, giovani e adulti. Ci sono parrocchie che limitano l’oratorio a una o due settimane, ma la maggior parte copre circa un mese di tempo a cavallo tra giugno e luglio. Una analoga percentuale di parrocchie (40%) promuove anche il camposcuola, di circa una settimana, che coinvolge persone di tutte le età, o in proposte differenziate per fasce o anche unitarie, con famiglie intere. Poi ci sono parrocchie che propongono gite giornaliere o di più giorni e pellegrinaggi; molto gettonata Fatima, quest’anno, per il centenario delle apparizioni, e infatti anche la diocesi ne propone uno, presieduto dal vescovo, mons. Domenico Cornacchia, dal 12 al 17 luglio. Ancora: ci sono tante altre proposte disseminate parrocchia per parrocchia e associazioni: Anspi, Salesiani, Azione Cattolica, Scout… per un servizio aggregativo ed educativo.

“Queste esperienze – si legge in una nota – vogliamo condividere con la rubrica ‘Dammi tre parole e racconta la tua estate’ promossa da Luce e Vita, non fermandosi alla cronaca delle attività, ma rileggendole sintetizzando intorno a tre parole-chiave che dicano i significati e valori sperimentati: divertimento, relazione, spiritualità, cammino, stupore, tristezza… Sempre però nella lunghezza massima di 2000 caratteri spazi inclusi”. I testi vanno inviati con una foto a luceevita@diocesimolfetta.it entro e non oltre il 30 agosto 2017. Saranno pubblicati in ordine di arrivo sul sito diocesano e sul settimanale (da settembre).

Lotta alla mafia: don Ciotti (Libera), “c’è una Chiesa in Italia che si mette in gioco e senza rumore sta aprendo varchi”

Wed, 2017-06-28 09:15

(Torino) – “C’è una Chiesa in Italia che si mette in gioco e senza chiasso, senza rumore sta aprendo varchi per dare una mano a ritrovare un senso, un significato, una speranza a donne e ragazzi vittime delle mafie. È una rivoluzione stupenda”. Lo ha affermato ieri sera don Luigi Ciotti, fondatore di Gruppo Abele e Libera, intervenendo alla 67ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale in corso a Pianezza (To) sul tema “Ri-partire dalle periferie”. Don Ciotti ha ripercorso la sua storia, raccontando che “la strada è sempre stata la grande protagonista della mia vita”. “Sono felice che quando padre Michele Pellegrino mi ordinò sacerdote anche a me consegnò una parrocchia: erano la strada e quel popolo colorato conosciuto per strada che affollava la Chiesa il giorno della mia ordinazione”. Il sacerdote ha evidenziato che “considero la parrocchia la realtà più difficile, perché lì percorri tutte le dimensioni della vita, accompagni la storia di tante persone, devi misurarti con le dimensioni culturali, sociali, politiche, con la vita”. “Il compito di ogni persona libera – ha osservato – è impegnarsi per chi ancora libero non è: non sono liberi i poveri, chi non ha risposte a bisogni primari, chi deve fare i conti con i ricatti e lo sfruttamento di mafie e corruzione, chi è costretto al lavoro nero e senza diritti, chi è vittima di caporalato, tratta, prostituzione, illegalità”. “Io – ha spiegato – ho cercato di fare con tante persone una Chiesa che ascolta la strada” perché “ieri come oggi dalla strada si eleva un grido di libertà e giustizia”. Don Ciotti ha parlato anche di dipendenze – da droga, gioco d’azzardo, bulimia e anoressia, consumismo, dal digitale – e di povertà. “Certo – ha ammonito – ci sono la povertà materiale e quella culturale. Ma oggi la più grande povertà è relazionale, con la solitudine che colpisce a tutte le età”. Secondo il sacerdote, “dobbiamo spogliarci innanzitutto dei nostri panni per metterci in quelli degli altri, per sentire la loro nudità e povertà, condizione fondamentale per il nostro impegno”. Inoltre “dobbiamo spogliarci da pregiudizi, idee false ed etichette”, ha continuato, “contribuendo a risvegliare le coscienze”. E “dobbiamo recuperare linguaggi che accolgono, accompagnano”. Il sacerdote ha dedicato l’ultima parte dell’intervento a mafie, illegalità e corruzione, ricordando anche il recente dibattito internazionale svoltosi in Vaticano per volere di Papa Francesco. In questi anni, “forse abbiamo molto enfatizzato la legalità e abbiamo fatto meno civiltà che vuol dire lavoro, politiche per la famiglia e sociali, scuola, cultura. Le mafie non sono figlie di povertà e arretratezza ma di povertà e arretratezza si avvalgono e lì trovano terreno fertile”.

Festa di Avvenire: mons. Todisco (Melfi), “se non abbiamo a cuore la nostra terra non cambieremo le cose”

Wed, 2017-06-28 09:13

“Se non abbiamo a cuore la nostra terra non cambieremo le cose”. Lo ha detto ieri sera a Matera mons. Gianfranco Todisco, amministratore apostolico della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, durante la Festa di Avvenire, dedicata al tema dello “Sviluppo del Mezzogiorno”. Nelle sue parole l’espressione di don Milani “ho a cuore” per spiegare che “i nostri giovani vanno via perché forse non abbiamo insegnato loro ad amare questa terra. Vanno via perché non c’è lavoro. Ma la risposta può essere far venire alla luce quella ricchezza di tesori che abbiamo”. Negli anni vissuti all’estero, mons. Todisco ha notato un elemento comune in Paesi diversi, dal Canada all’Australia: “Gli italiani del Sud che sono emigrati hanno reso grandi i Paesi dove sono andanti. È possibile che noi non ci riusciamo col nostro Mezzogiorno? Quindi, dobbiamo fare squadra. Possiamo fare dei nostri paesi che si spopolano luoghi di attrazione. Ma abbiamo bellezze che non risplendono”. Passando dall’emigrazione all’immigrazione, Todisco ha raccontato il successo di un progetto della diocesi di Melfi. “Alcuni immigrati che venivano sfruttati nei campi di raccolta dei pomodori sono tornati in Mali, noi li abbiamo accompagnati aiutandoli a realizzare i loro progetti sia nell’allevamento sia nell’agricoltura. Aiutati da un’associazione di volontariato che opera lì, abbiamo contribuito con 8mila euro a dare lavoro e speranza a più di 30 famiglie”.

Festa di Avvenire: Tarquinio, “il Sud ha le forze per un riscatto”

Wed, 2017-06-28 09:12

“Credo che dal Sud si possano dire parole molto utili all’intero Paese”. Lo ha affermato ieri sera a Matera il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, durante la Festa del quotidiano, dedicata al tema dello “Sviluppo del Mezzogiorno”, indicando da quali luoghi possa venire il riscatto del Meridione. “Sono stanco di sentire parlare di un Paese che non sa considerare le ricchezze umane per quello che sono. Anzi, le vive come un problema – ha aggiunto -. È intollerabile che sia così”. Tarquinio ha portato l’esempio di quanto avvenuto proprio a Matera, capitale europea della Cultura 2019. “Tra le storie che parlano di un Sud che non si rassegna c’è quanto sta succedendo a Matera, una testimonianza che va custodita e trasformata in investimento sul futuro. Il Sud ha le forze per un riscatto, l’idea del ‘noi’ sia un’idea fondamentale. Senza il Sud che aiuta se stesso non si va da nessuna parte. La crisi della politica è crisi di rappresentanza. Ma ci sono le soluzioni per superarla”.

Festa di Avvenire: Orlando (Palermo), “nel Sud è la cultura che cambia e produce economia”

Wed, 2017-06-28 09:11

“Palermo da capitale della mafia è diventata capitale della cultura”. Lo ha detto il sindaco del capoluogo siciliano Leoluca Orlando, in collegamento video con la piazza di Matera che ha ospitato ieri sera la “Festa di Avvenire”. “Nel Mezzogiorno è la cultura che cambia e produce l’economia. E non viceversa. Anzitutto dobbiamo liberarci dalla logica dell’appartenenza. Se l’appartenenza è forte si può far carriera anche senza avere qualità, se non si appartiene a nessuno a volte è possibile avere qualità ma non si può fare carriera. Questo è uno dei principali sistemi da combattere”. Durante il suo intervento, Orlando ha ricordato l’impegno della Chiesa a Palermo nel contrasto alla mafia tra gli anni ‘80 e ‘90, in particolare richiamando le parole del card. Salvatore Pappalardo e l’impegno di padre Pino Puglisi: “Era un semplice prete che rivendicava i diritti dei bambini ad avere una scuola. Ma questo era molto più eversivo per la mafia di un poliziotto che arresta un mafioso, perché rompeva la dimensione culturale del suo sistema di potere”. Infine, l’attenzione della città all’accoglienza dei migranti. “Con la Carta di Palermo abbiamo proposto di abolire il permesso di soggiorno, perché a Palermo nessuno è straniero”.

Festa di Avvenire: Bubbico (viceministro), “il Sud con soli trasferimenti monetari non risolverà mai i suoi problemi”

Wed, 2017-06-28 09:08

“Il sindaco di un comune dove il condizionamento mafioso è forte non ha particolari strumenti per fronteggiarlo”. A dirlo ieri sera a Matera è stato il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, durante la Festa di Avvenire, dedicata al tema dello “Sviluppo del Mezzogiorno”. Bubbico ha parlato delle difficoltà della politica “delegittimata da chi trae beneficio a indebolirla e da deficit propri della cattiva politica”, ma ha indicato anche le vie che possono condurre le regioni meridionali fuori dalla crisi: “Non possiamo pensare a un’eterna Cassa del Mezzogiorno, a incentivi automatici o immediati. Credo che l’investimento più importante sia relativo al funzionamento efficace della pubblica amministrazione – ha detto -. Noi ci siamo convinti che le amministrazioni locali dovessero somigliare alle aziende ma hanno altre funzionalità, non si può rispondere a logiche di finanziamento e ritorno immediato. Criminalità organizzata e corruzione sono figlie di un eccesso di regolamentazione”. Da qui la necessità, secondo Bubbico, di “semplificare ma rendere efficaci le regole. Il Mezzogiorno con meri trasferimenti monetari non risolverà mai i suoi problemi”.

Festa di Avvenire: Emiliano (Regione Puglia), “la questione meridionale passa da Calabria e Campania”

Wed, 2017-06-28 09:06

“In Puglia la gente è riuscita a isolare i politici che hanno chiesto favori alla mafia. Vi è stata una organizzazione di popolo che ha negato il consenso alla Sacra Corona Unita”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e magistrato in aspettativa, Michele Emiliano, durante la Festa di Avvenire ieri sera a Matera, parlando dello “Sviluppo del Mezzogiorno”. “In Puglia non ho mai avuto la percezione di infiltrazione mafiosa nella politica, non ci sono casi di coinvolgimento di soggetti politici in indagini di mafia. A differenza della ‘ndrangheta la Sacra Corona unita ha trovato una vigilanza di comunità che ha impedito ai politici di ottenere favori. Così si è evitata un’infezione pericolosa”. Subito dopo, il governatore della Puglia ha parlato della situazione in Calabria. “La rivoluzione calabrese è la rivoluzione italiana, perché da lì l’Italia riconquisterebbe la sua sovranità. È difficile che un territorio come la Calabria possa farcela da solo, serve l’intervento della Repubblica – ha aggiunto -. La questione meridionale passa dalla Calabria come passa dalla Campania”. Infine, Emiliano ha raccontato della difficoltà di fare rete tra presidenti delle Regioni del Mezzogiorno: “Ci si preoccupa di equilibri interni al proprio partito e non di una logica di collaborazione per la Regione che si rappresenta. È pur vero però che il Mezzogiorno ha elementi di positività della classe dirigente politica che non consente di fare di tutta l’erba un fascio. Sarebbero esemplificazioni che agevolano solo le associazioni mafiose”.

Festa di Avvenire: Gratteri (procuratore), “oggi c’è una ‘ndrangheta più forte della politica”

Wed, 2017-06-28 09:05

“La visita di Papa Francesco in Calabria per me è stato uno spartiacque, subito dopo nei documenti della Chiesa calabrese si è letto il termine ‘ndrangheta”. Lo ha detto Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro, durante la Festa di Avvenire ieri sera a Matera, dedicata al tema dello “Sviluppo del Mezzogiorno”. “Papa Francesco nella Piana di Sibari ha scomunicato i mafiosi ma ha parlato anche ai vescovi, da lì è cambiato qualcosa”. Intervenendo, il direttore di Avvenire Marco Taquinio ha ricordato che anche Benedetto XVI “ha pronunciato molte volte la parola mafia, ha beatificato un prete ucciso dalla mafia, don Pino Puglisi”. Ha ricordato anche che il postulatore della causa del sacerdote palermitano è stato l’arcivescovo di Catanzaro, mons. Vincenzo Bertolone, che “ha proposto un corso antimafia nel seminario calabrese prima della visita di Papa Francesco”. A proposito della commistione tra mafia e politica, Gratteri ha affermato che “oggi c’è una ‘ndrangheta più forte della politica a tal punto che sono i candidati a chiedere pacchetti di voti promettendo in cambio appalti. I capimafia oggi danno risposte che la politica non sa dare – ha aggiunto Gratteri, che ha risposto anche alle domande di alcuni giovani -. Le mafie sono una minoranza ma sono organizzate. Trent’anni fa i mafiosi andavano dal politico e chiedevano qualcosa, ora decidono se l’appalto si deve fare e dove. Quindi è una ‘ndrangheta che è entrata nella pubblica amministrazione e gestisce la cosa pubblica”.

Festa di Avvenire: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), nel Sud “socialità e cultura” alimentano le speranze di riscatto

Wed, 2017-06-28 09:02

“Il bene comune è molto più della somma del bene delle singole parti”. Lo ha ribadito ieri sera l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, durante la “Festa di Avvenire” parlando dello “Sviluppo del Mezzogiorno” e citando il documento della Cei “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno”. Durante il suo intervento, ha ricordato le sfide per lo sviluppo delle regioni meridionali: “La Chiesa mette in evidenza il cancro delle mafie, l’inadeguatezza delle classi dirigenti, la situazione ambientale, il lavoro nero, la povertà delle famiglie, l’emigrazione dei giovani. Problemi drammatici che rischiano di tagliare fuori il Mezzogiorno dal canale dalla ridistribuzione delle risorse”. Mons. Caiazzo, aprendo il dibattito, ha ricordato anche un passaggio dell’enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate”: “Il bene comune è un bene di quel noi-tutti formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale. Non è un bene ricercato per se stesso, ma per le persone che fanno parte della comunità sociale”. Quindi, secondo l’arcivescovo, nella società del Sud sono le “risorse di socialità e cultura” ad “alimentare le speranze di riscatto. Nel federalismo solidale sta uno strumento efficace”.

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