Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 21 min ago

Terremoto Centro Italia: Mangialardi e Pasqui (Anci), “servono semplificazioni amministrative, organici dei Comuni rinforzati e certezza del quadro normativo”

Mon, 2018-07-09 18:37

“Semplificazioni amministrative, organici dei Comuni rinforzati, eliminazione dei vincoli di finanza che ostacolano le acquisizioni immobiliari per il recupero e il ripristino del tessuto urbano. E poi certezza del quadro normativo rispetto alle soluzioni abitative di emergenza, per permettere il loro utilizzo attraverso la manutenzione affidata a soggetti specializzati, quali gli enti per l’edilizia residenziale pubblica”. È quanto chiedono Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche e coordinatore delle Anci regionali, e Gianluca Pasqui, sindaco di Camerino e coordinatore per Anci dei sindaci del cratere del sisma del 2016, alla vigilia della ripresa dei lavori alla Camera della conversione in legge del decreto 55/2018.
Con gli emendamenti proposti, inoltre, Anci chiede di prevedere che siano anche i rappresentanti dei Comuni a prendere parte alla cabina di coordinamento sisma presieduta dal Commissario straordinario. “Questo – rimarcano Mangialardi e Pasqui – per istituire una forma stabile di raccordo con le amministrazioni locali colpite, stante la complessità delle questioni ancora da affrontare”.
“I 130 Comuni colpiti dal sisma del 2016 – continuano gli esponenti di Anci – si appellano al relatore, ai gruppi e al Parlamento affinché si intervenga con norme che agevolino il complesso e faticoso lavoro che le Amministrazioni comunali stanno svolgendo per il ritorno alla normalità. Ribadiamo inoltre – concludono Mangialardi e Pasqui – la centralità della norma che consente di derogare ai limiti degli alunni presenti nelle classi nel prossimo anno scolastico ormai alle porte. Senza tale deroga anche per i prossimi due anni scolastici sarebbe concreto il rischio spopolamento per i centri urbani maggiormente colpiti, eventualità da evitare ad ogni costo”.

Ue-Ucraina: summit a Bruxelles, dichiarazione finale in 11 punti. “Pieno sostegno a integrità nazionale” di Kiev

Mon, 2018-07-09 17:34

Una dichiarazione congiunta con undici punti fissa le conclusioni del XX summit Ue-Ucraina che si è svolto stamane a Bruxelles per fare il punto anche sull’implementazione degli Accordi di associazione Ue-Ucraina. Nel testo, sottoscritto dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e dal presidente ucraino Petro Poroshenko, l’Ue ribadisce “il suo incrollabile sostegno e impegno per l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”; si riconoscono “i progressi sostanziali compiuti dall’Ucraina nei suoi processi di riforma” e “l’aumento sostanziale” del flusso commerciale e delle relazioni a seguito dell’abolizione dei visti. Bene sta facendo l’Ucraina nell’ambito delle pensioni, della salute, della decentralizzazione e dell’amministrazione pubblica, dell’ambiente. Da “continuare e accelerare gli sforzi di riforma in particolare nella lotta contro la corruzione”, precisa la dichiarazione: indipendenza delle istituzioni anti-corruzione e riforma del sistema giuridico sono obiettivi importanti da raggiungere ora. Da migliorare anche il “clima degli investimenti”.
Nel testo ancora un appello alla Russia perché “permetta l’ingresso delle ong e degli attori per i diritti umani nelle aree che attualmente non sono sotto il controllo” del governo di Kiev, compresa la Crimea, e si chiede la liberazione di alcuni attivisti ucraini illegalmente detenuti. In conferenza stampa il presidente Tusk ha citato in particolare il regista e scrittore Oleh Sentsov, che da 50 giorni sta facendo lo sciopero della fame. Nella dichiarazione si condanna “la continuazione delle violenze nelle regioni del Donetsk e Luhansk”, e si ribadisce che le sanzioni sulla Russia “recentemente rinnovate” dureranno fino a quando non saranno “completamente implementati gli accordi di Minsk”. Da Bruxelles infine partiranno verso l’Ucraina nuovi finanziamenti per sostenere la “resilienza” della popolazione ucraina. Il polacco Tusk in conferenza stampa a fianco di Poroshenko, ha anche invocato “un nuovo approccio” nelle relazioni tra Kiev e Varsavia: “Le recenti tensioni dimostrano che non tutti hanno fatto i compiti di storia. Solo la piena solidarietà tra l’Ucraina e la Polonia potrà salvarci dalla ripetizione di una tragica storia in futuro”. “Solo i nostri avversari o politici sciocchi vorrebbero vedere un conflitto tra noi”.

Germania: è morto mons. Schätzler. Card. Marx, “sacerdote e guida pastorale”

Mon, 2018-07-09 17:31

“Con il prelato Wilhelm Schätzler ci lascia una personalità a cui la nostra Conferenza episcopale deve molto e che ha segnato in modo profondo il Segretariato della Conferenza. Gli stava soprattutto molto a cuore essere fedele al suo ministero sacerdotale”. Lo ha scritto il card. Reinhard Marx, presidente dei vescovi tedeschi, in una lettera di cordoglio al confratello mons. Rudolf Voderholzer, vescovo di Regensburg, città dove si è spento oggi mons. Schätzler che dal 1983 al 1996 è stato segretario generale dei vescovi. Nato a Weiden nel 1929 e ordinato sacerdote nel 1957, mons. Schätzler ha dato un “contributo essenziale” quando, dopo il crollo del muro, i vescovi tedeschi si sono riuniti in una unica Conferenza: in quegli ani, accanto ad una “analisi critica degli eventi sociopolitici”, si è reso necessario “sviluppare prospettive adeguate per la Chiesa in Germania”, costruire la “fiducia reciproca nel dialogo aperto con le altre Chiese e comunità ecclesiali”, compiti in cui mons. Schätzler “ha investito molto tempo ed energie”. “Mi inchino”, scrive ancora il cardinale “davanti a un sacerdote e a una guida pastorale, a un architetto e a un precursore per la Chiesa cattolica in Germania, che ha fatto molto per la Conferenza episcopale e per la riunificazione delle due Conferenze episcopali della Germania dell’est e dell’ovest”.

Discriminazioni: Torino, giro di vite per i reati razziali

Mon, 2018-07-09 17:27

Giro di vite sui reati motivati da odio razziale e sulla discriminazione etnico-religiosa. A prendere posizione duramente è stato il Tribunale di Torino che oggi ha annunciato una serie di nuove direttive d’azione sul tema. A parlare sono stati il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, e il procuratore generale del Piemonte Francesco Saluzzo, affiancati da tutti i vertici delle forze dell’ordine di Torino e Provincia oltre che dal Questore. Spataro – a margine dell’illustrazione delle direttive –, ha anche affermato: “Nessuno può vietare a un barcone di attraccare. La convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati prevede il diritto al non respingimento. Ragionando per assurdo se un barcone arrivasse a Torino ai Murazzi sul Po e qualcuno impedisse a chi sta sopra di scendere, avvierei degli accertamenti. Nessuno può vietare a un barcone di attraccare. Non si può respingere in mare gli immigrati e non vagliare la loro richiesta di status di rifugiato politico”. Mentre Saluzzo ha aggiunto: “Io non discuto che magari il singolo straniero, che viene fatto oggetto di espressioni odiose, possa avere alle spalle un vissuto non specchiato, però qui entra in gioco il rispetto della persona umana. Se l’individuo deve essere punito è perché ha fatto qualcosa. Non può essere soggetto a ulteriori sanzioni che sono quelle dell’umiliazione, dell’aggressione verbale, del dileggio, del disprezzo per ragioni di provenienza o religiose. Questo è semplicemente inammissibile”.
È stato quindi raccomandato a tutti gli uffici del Tribunale di evitare, per quanto possibile, l’archiviazione di fascicoli aperti su episodi di violenza, anche soltanto verbale, a sfondo razziale, nei confronti di cittadini stranieri. Anche quando le vittime non abbiano riportato gravi conseguenze dalle stesse aggressioni. Alla Polizia giudiziaria, inoltre, è stato chiesto di accelerare la comunicazione dei loro diritti alle stesse vittime dei reati e in una lingua a loro comprensibile. I vertici del Tribunale hanno poi stabilito di incrementare le sinergie tra la procura e il tribunale civile per accelerare l’esame dei ricorsi presentati dopo il diniego del permesso di soggiorno per motivi umanitari, ad opera del consiglio territoriale.
Obiettivo di tutto è quello di arrivare, ha spiegato Spataro, ad un “più efficace contrasto dei reati motivati da ragione di odio razziale e discriminazione etnico-religiosa”, ma anche ad “una più rapida trattazione degli affari dell’immigrazione, tra cui le procedure per il riconoscimento di protezione internazionale e altre forme di tutela umanitaria, nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone”.
Saluzzo ha poi concluso spiegando: “Il cittadino straniero ha egualmente il diritto di essere tutelato. Nel senso che se si commettono dei reati nei confronti di uno straniero, non bisogna né banalizzare né dire ‘beh, in fondo questi se la sono cercata’”.

Malta: mons. Grech (Gozo), “Dio è lì immerso nel mare insieme ai migranti”. Monito contro il populismo

Mon, 2018-07-09 17:23

La crocifissione di Gesù avvenuta duemila anni fa “è ancora in corso”: “Cristo è in agonia, ovunque l’uomo lotta contro la paura, lo scoraggiamento, l’ingiustizia, la violenza, la povertà, e così via”. Così ha esordito il vescovo di Gozo (Malta), mons. Mario Grech, durante la sua omelia nella festa della Madonna del perpetuo soccorso, domenica 8 luglio. Di fronte alle “migliaia di persone che muoiono nel mare intorno a noi, qualcuno potrebbe chiedere ‘Dov’è il tuo Dio?’”, come fecero con Elie Wiesel ad Auschwitz. “La risposta è nella coscienza: Dio è lì immerso nel mare insieme” a coloro che cercano di salvarsi. “È veramente scandaloso e vergognoso l’atteggiamento generale dell’Europa di fronte a questo esodo epocale”, ha continuato il vescovo, denunciando “la mancanza di sincerità e volontà politica da parte dei vertici istituzionali” che “ha portato alcuni Paesi a prendere misure per impedire a questi migranti di arrivare al sicuro in porto”, ma anche alle Ong di salvare le persone. Se è vero che “questi Paesi, tra cui il nostro, non possono essere lasciati soli a portare il peso” degli arrivi, l’Europa non può continuare “a essere l’Europa di Caino”: l’incapacità dell’Europa di affrontare questa crisi umanitaria rivela che è gravemente malata e ha perso la sua coscienza sociale. L’Europa ha gettato a mare i suoi principi fondanti, come la solidarietà, la giustizia, l’uguaglianza”.
Secondo mons. Grech, “questo comportamento criminale dell’Europa non dovrebbe mai giustificare le decisioni” di Malta: “la salvaguardia della vita umana viene prima di ogni calcolo economico e politico”, ha ricordato il vescovo che ha fatto appello al governo e all’opposizione a “non cedere al populismo, a fare fronte comune verso l’Europa, in solidarietà con i più poveri” e a non fare “discriminazioni istituzionali tra gli stranieri ricchi e quelli poveri, tra chi proviene da Oriente e chi dall’Africa”. Il vescovo, che in passato aveva chiesto a ogni parrocchia di ospitare una famiglia di immigrati, si è detto preoccupato “che nella nostra società ci siano il razzismo e l’indifferenza, ma ancora di più quando noi, popolo della Chiesa, siamo indifferenti”: per questo l’appello di Grech “è caduto nel vuoto”. Solo due famiglie sono state accolte negli anni: “Grave contraddizione nella nostra vita come Chiesa”.

Nigeria: Unicef, rilasciati 183 bambini dalle Forze armate a Maiduguri

Mon, 2018-07-09 17:17

L’Unicef accoglie con favore il rilascio di 183 bambini dalle Forze armate nigeriane a Maiduguri, nello Stato di Borno, nord-est della Nigeria. Questo rilascio è avvenuto dopo che è stato chiarito il legame dei bambini, fra i 7 e i 18 anni, con i ribelli di Boko Haram. “Queste 8 ragazze e 175 ragazzi sono prima di tutto vittime del conflitto in corso e il loro rilascio è un passo importante nella loro lunga strada di ripresa”, ha dichiarato Mohamed Fall, rappresentante dell’Unicef in Nigeria. “Lavoreremo con il ministero per le questioni femminili e lo sviluppo sociale dello Stato di Borno e con i partner per fornire ai bambini tutta l’assistenza di cui hanno bisogno. Voglio inoltre elogiare l’azione dei militari e delle autorità, che dimostra un chiaro impegno a proteggere meglio i bambini coinvolti nel conflitto”.
Dopo essere stati trattenuti in custodia, i bambini riceveranno cure mediche e supporto psicosociale prima che cominci il processo di ricongiungimento con le loro famiglie e di reintegrazione nella società.
Dal 2017, l’Unicef ha supportato la reintegrazione economica e sociale di oltre 8.700 bambini rilasciati da gruppi armati, aiutandoli a rintracciare le loro famiglie, facendoli rientrare nelle loro comunità, offrendo loro supporto psicosociale, istruzione, formazione professionale e tirocini informali, ma anche opportunità per migliorare le condizioni di vita.

Germania: card. Marx ricorda mons. Schätzler. “Un architetto e un precursore per la Chiesa cattolica” nazionale dopo il muro di Berlino

Mon, 2018-07-09 17:06

“Con il prelato Wilhelm Schätzler ci lascia una personalità a cui la nostra Conferenza episcopale deve molto e che ha segnato in modo profondo il Segretariato della Conferenza. Gli stava soprattutto molto a cuore essere fedele al suo ministero sacerdotale”. Così il card. Reinhard Marx, presidente dei vescovi tedeschi, in una lettera di cordoglio al confratello mons. Rudolf Voderholzer, vescovo di Regensburg, città dove si è spento oggi mons. Schätzler che, dal 1983 al 1996, è stato segretario generale dei vescovi. Nato a Weiden nel 1929 e ordinato sacerdote nel 1957, mons. Schätzler ha dato un “contributo essenziale” quando, dopo il crollo del muro di Berlino, i vescovi tedeschi si sono riuniti in una unica Conferenza: in quegli anni, accanto a una “analisi critica degli eventi sociopolitici”, si è reso necessario “sviluppare prospettive adeguate per la Chiesa in Germania”, costruire la “fiducia reciproca nel dialogo aperto con le altre Chiese e comunità ecclesiali”, compiti in cui mons. Schätzler “ha investito molto tempo ed energie”. “Mi inchino – scrive ancora il cardinale – davanti a un sacerdote e a una guida pastorale, a un architetto e a un precursore per la Chiesa cattolica in Germania, che ha fatto molto per la Conferenza episcopale e per la riunificazione delle due Conferenze episcopali della Germania dell’est e dell’ovest”.

Ministranti: 60mila chierichetti attesi a Roma a fine luglio per il pellegrinaggio internazionale

Mon, 2018-07-09 17:00

Sessantamila chierichetti arriveranno a Roma per il loro annuale “pellegrinaggio internazionale” che si svolgerà dal 30 luglio al 3 agosto prossimi. I pellegrinaggi dei singoli Paesi e diocesi avranno “ciascuno il proprio profilo”, spiega l’ufficio stampa della Conferenza episcopale tedesca che ha il compito di coordinare l’informazione. Momenti comuni saranno l’udienza speciale con Papa Francesco, martedì 31 luglio alle 18, preceduta da un evento di festa e di preghiera per “entrare in clima”, mentre mercoledì 1 agosto a partire dalle 18 in trecento luoghi di Roma si ritroveranno gruppi provenienti ciascuno da tre diocesi diverse. “Cerca la pace e perseguila” è il tema generale del pellegrinaggio, per il quale è stato anche predisposto un “inno”, in diverse lingue. “Gli sconvolgimenti politici degli ultimi mesi e anni nel mondo hanno dimostrato che soprattutto i giovani dell’Europa devono sperimentare anche a livello personale il legame e i valori comuni per costruire insieme il futuro”, spiegano gli organizzatori. “Rafforzati dalle radici comuni e dal percorso condiviso, incoraggiati dal Santo Padre, siamo quindi tutti impegnati a favore di bambini, adolescenti e giovani adulti in questo prezioso servizio”. Un’app “goRome“ e un canale youtube, dove i diversi gruppi possono caricare un video con la loro esperienza, contribuiscono allo scambio in vista di questo grande incontro.

Nicaragua: Ortega dice no alle elezioni anticipate. Ancora scontri e repressioni. I vescovi si chiedono se abbia senso far proseguire il dialogo

Mon, 2018-07-09 16:43

Il presidente del Nicaragua Daniel Ortega ha respinto sabato la proposta dei Vescovi di anticipare le elezioni presidenziali al marzo 2019, mentre scontri e repressioni hanno preso ulteriore forza durante il fine settimana. Rischia perciò di ripartire senza prospettive il dialogo nazionale, il cui incontro è in programma oggi. Si tratta di una ripresa azzoppata in partenza, proprio perché l’incontro della Commissione elettorale (che avrebbe dovuto discutere la proposta di anticipare le elezioni) è stato rinviato, mentre si riunirà la Commissione per la verifica e la sicurezza. Ma la Conferenza episcopale, in seguito agli ultimi sviluppi, potrebbe prendere un’ulteriore pausa di riflessione o addirittura valutare se ci siano le premesse per dare un seguito al dialogo nazionale, come ha fatto intendere ieri dopo la messa domenicale il vescovo ausiliare di Managua, mons. Silvio José Báez: “Non possiamo continuare a restare seduti con rappresentanti di un Governo che mente, che non accetta le sue responsabilità e che continua ad attaccare e massacrare la popolazione civile”.
Nel fine settimana le repressioni più gravi sono avvenute nelle città di Jinotepe e Diaramba. Un appello a cessare gli attacchi è stato rivolto anche dall’arcivescovo di Managua, cardinale Leopoldo Brenes. Gli attacchi degli ultimi giorni sono stati condannati anche dal segretario esecutivo della Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh), Paulo Abrao. La Cidh ha espresso, insieme all’Onu, formale richiesta al Governo del Nicaragua di far cessare gli attacchi contro la popolazione civile.

Sud Sudan: Caritas italiana, a 7 anni dall’indipendenza prosegue l’impegno tra spiragli di pace e nuove violenze

Mon, 2018-07-09 16:27

Sono trascorsi sette anni da quel 9 luglio 2011, quando nasceva il Sud Sudan, il 54° Stato africano, divenuto indipendente dal Sudan dopo due decenni di guerra civile e un referendum vinto con il 99% dei consensi. Dopo appena due anni, però, il sogno di pace e di prosperità si è infranto con lo scoppio di una guerra civile fratricida, trasformata dalla élite al potere in conflitto a sfondo etnico. A febbraio di quest’anno i vescovi del Sud Sudan si sono pronunciati nuovamente con una lettera pastorale e un appello congiunto nel quale denunciano ancora la guerra e le condizioni di povertà estrema della popolazione. Anche Papa Francesco ha implorato più volte la pace per il Paese. Caritas italiana, da anni impegnata nel Paese, continua a sostenere la popolazione con un nuovo e articolato programma in Sud Sudan e in Uganda, in collaborazione con le Caritas locali e con l’organizzazione Medici con l’Africa Cuamm. Gli interventi sono resi possibili grazie a un nuovo contributo della Conferenza episcopale italiana dai fondi dell’8xmille e grazie alle offerte ricevute da singole persone e comunità. Caritas italiana, in un comunicato pubblicato oggi, sottolinea che il conflitto ha colpito soprattutto la già poverissima popolazione: la vita di milioni di persone dipende esclusivamente dagli aiuti umanitari, l’inflazione è in costante aumento, le infrastrutture distrutte, l’economia in ginocchio con gravi conseguenze sulle capacità di auto-sostentamento della popolazione anche nelle aree meno colpite dal conflitto. Una crisi di ampiezza regionale con milioni di persone fuggite nei paesi limitrofi, bisognose di assistenza. Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), sono circa 2.1 milioni le persone sfollate rimaste all’interno del Paese e 2,5 milioni i profughi nei Paesi confinanti. In particolare oltre 1 milione in Uganda, 770.000 in Sudan, 440.000 in Etiopia, 110.000, in Kenya, 90.000 in Repubblica democratica del Congo. Gli interventi principali portati avanti da Caritas italiana sono la fornitura di viveri alimentari e non alimentari, servizi sanitari di base, supporto alla riattivazione socio-economica e iniziative di promozione della pace. Per quanto riguarda la sanità il programma sostiene le iniziative di Medici con l’Africa Cuamm nelle aree più colpite dalla crisi. In Uganda, il Paese che ospita il numero maggiore di profughi e un flusso incessante di nuovi arrivi, gli interventi di Caritas italiana sono volti a migliorare la capacità di autoproduzione dei mezzi di sussistenza di rifugiati e famiglie di comunità ospitanti, riducendo al contempo il rischio di violenze di genere.

Argentina: mons. Ojea (Cea), “perplessi e addolorati per la possibilità che venga approvata la legge che depenalizza l’aborto”

Mon, 2018-07-09 16:17

Migliaia di persone hanno partecipato ieri, di fronte alla basilica di Luján, il maggior santuario mariano dell’Argentina, alla messa per la Vita presieduta da mons. Oscar Vicente Ojea, vescovo di San Isidro e presidente della Conferenza episcopale argentina (Cea). La messa è stata concelebrata da 52 vescovi, tra i quali il cardinale Mario Aurelio Poli, arcivescovo di Buenos Aires. È stata nell’occasione ribadita la condanna per la depenalizzazione dell’aborto, mentre si attende il voto decisivo del Senato, ed è stata rinnovata la consacrazione del popolo argentino alla Vergine patrona del Paese.
Il presule ha spiegato che i fedeli sono stati convocati di fronte alla Vergine di Luján per chiedere a Maria di “insegnarci le strade per imparare a rispettare la vita, a custodirla, a difenderla e a servirla”.
Durante l’omelia, mons. Ojea ha sottolineato: “Siamo perplessi e addolorati di fronte alla possibilità che venga approvata la legge che depenalizza l’aborto. Sarebbe la prima volta che accade in Argentina, in tempo di democrazia, una legge che legittimi la soppressione di un essere umano da parte di un altro essere umano”.
Il presidente della Conferenza episcopale ha poi avvertito: “Tutti noi, che diciamo di difendere la vita dal concepimento al suo fine naturale attraverso tutte le fasi della sua crescita, non possiamo rimanere alle enunciazioni di principio e alle semplici parole”. E ha aggiunto: “Dobbiamo assumere l’impegno sociale concreto che ci guidi a creare condizioni dignitose per ricevere la vita, accompagnando molto da vicino quelle nostre sorelle che affrontano gravidanze in situazioni psicologiche e sociali estremamente vulnerabili e fragili”. È quindi necessario “trovare soluzioni nuove e creative in modo che nessuna donna cerchi di conseguire un risultato che non è una soluzione per nessuno”, ha affermato.
All’inizio della cerimonia è stato dato il benvenuto al nuovo nunzio apostolico in Argentina, mons. León Kalenga Badikebele.

Diocesi: Caltanissetta, a fine luglio tre giorni di esercizi spirituali per i giovani guidati dal vescovo Russotto

Mon, 2018-07-09 16:12

“I giovani e il sogno di Dio” è il titolo della tre giorni di esercizi spirituali per giovani dai 16 anni in su della diocesi di Caltanissetta, guidati dal vescovo mons. Mario Russotto. L’appuntamento è per l’ultimo fine settimana di luglio, dal 27 al 29, nella struttura di Montagna Gebbia, nei pressi di Piazza Armerina. Mons. Russotto proporrà alcune riflessioni partendo da figure bibliche particolarmente vicine all’esperienza dei giovani e alle loro problematiche esistenziali: Giacobbe, Giuseppe, Maria e Giuseppe di Nazareth, con le loro vicende a volte tormentate, difficili, ma sempre aperte alla conquista della gioia possibile e al superamento delle difficoltà in un orizzonte di forte respiro spirituale. I giovani che sono interessati potranno contattare l’Ufficio di pastorale giovanile, diretto da don Rino Dello Spedale Alongi, oppure rivolgendosi ai parroci.

Enti locali: Decaro (presidente Anci) indica Nogarin (sindaco Livorno) per le conferenze Unificata e Stato-Città

Mon, 2018-07-09 16:00

Il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, ha indicato Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, quale delegato a partecipare in rappresentanza dell’associazione dei sindaci, alle conferenze Unificata e Stato Città. Lo comunica l’Anci, in una nota. “Si tratta, come è noto – spiega Decaro – dei due organi fondamentali di raccordo fra l’amministrazione centrale e le amministrazioni locali, che svolgono un periodico e incessante lavoro di confronto e mediazione nell’interesse dei cittadini”. “Ringrazio della disponibilità il sindaco Nogarin, che fin dall’inizio del mandato di presidente dell’Anci mi ha aiutato a sostenere gli interessi dei Comuni, e gli auguro buon lavoro”, conclude Decaro.

Diocesi: Udine, al via il progetto delle collaborazioni pastorali e delle nuove fornaie. L’11 luglio mons. Mazzocato consegna il documento

Mon, 2018-07-09 15:45

Al via mercoledì 11 luglio a Udine il progetto diocesano delle collaborazioni pastorali e delle nuove foranie, con la nomina da parte dell’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, dei nuovi otto vicari foranei e la consegna del documento “Siano una cosa sola perché il mondo creda. Le collaborazioni pastorali, nuove opportunità per l’azione missionaria della Chiesa sul territorio friulano”. La scelta della data è tutt’altro che casuale. È, infatti, tradizione che in occasione della festa dei patroni dell’arcidiocesi, i santi Ermacora e Fortunato, l’arcivescovo celebri i primi Vepri della festa insieme a sacerdoti, diaconi e operatori pastorali. L’appuntamento di mons. Mazzocato con i tanti collaboratori impegnati nelle parrocchie e nelle foranie è per mercoledì 11 luglio, alle 20.30, in cattedrale. “È un appuntamento di fede e di preghiera che quest’anno avrà un’importanza straordinaria – scrive infatti ai fedeli mons. Mazzocato nella sua lettera di invito –. Tutti comprendiamo che, sotto la guida dello Spirito Santo, stiamo iniziando un cammino nuovo e ricco di opportunità per le nostre parrocchie e per tutta la Chiesa di Udine. Per questo sarà bello e importante che ci avviamo in questo cammino con una grande preghiera comunitaria affidandoci all’intercessione della Vergine Maria e dei santi patroni”. Giovedì 12 luglio, solennità dei santi Ermacora e Fortunato, alle 10.30 mons. Mazzocato presiederà la messa in cattedrale. Al termine della liturgia eucaristica, alle 11.30, si terrà la benedizione della città con le reliquie dei santi patroni sul sagrato della cattedrale. Alle 20, nella basilica di Aquileia, la concelebrazione eucaristica con i vescovi della regione, che sarà presieduta dal card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. La celebrazione dei Vespri, così come la messa, saranno trasmesse in diretta dall’emittente radiofonica diocesana “Radio Spazio, la voce del Friuli”.

Diocesi: Civitavecchia, il 12 luglio veglia di preghiera ecumenica “Morire di speranza”

Mon, 2018-07-09 15:34

“Morire di speranza”: è questo il titolo della veglia di preghiera ecumenica per i migranti che hanno perso la vita nel viaggio verso l’Europa, che si terrà giovedì 12 luglio, alle 18.30, nella chiesa dei santi Martiri Giapponesi di Civitavecchia. L’iniziativa è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con la diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, le Chiese evangeliche battiste e la Chiesa ortodossa rumena. Alla veglia di giovedì prossimo sono attesi anche molti cittadini immigrati che vivono stabilmente nel territorio diocesano e una delegazione di rifugiati giunti recentemente in Italia dalla Siria e dall’Eritrea grazie ai corridoi umanitari che la Comunità di Sant’Egidio ha promosso e organizzato in collaborazione con la Conferenza episcopale italiana, la Chiesa valdese e la Federazione delle Chiese evangeliche. Alla veglia seguirà una processione sul mare per deporre una corona di fiori in memoria delle vittime dei naufragi. A rappresentare gli equipaggi che hanno partecipato a numerose operazioni di salvataggio in mare, sarà presente una delegazione della Guardia costiera di Civitavecchia. La veglia di preghiera ecumenica sarà presieduta da mons. Riccardo Mensuali della Comunità di Sant’Egidio di Roma e concelebrata dal parroco, p. Eusebio Gonzalez Hernandez. Saranno presenti il pastore Italo Benedetti della Chiesa Evangelica Battista e padre Giovanni Dimulescu, della Chiesa Ortodossa Rumena. Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell’Europa oltre 36.000 persone. Nel 2017 sono stati 3.139 i migranti morti nel Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere il vecchio continente via mare, con una media di quasi 10 morti al giorno. E il 2018 purtroppo si mostra altrettanto agghiacciante: da gennaio ad oggi risultano morte più di 1.200 persone. Sono tredici anni che la Comunità di Sant’Egidio promuove la preghiera “Morire di speranza” nei vari Pesi europei ed è la quinta volta che viene celebrata a Civitavecchia, per non dimenticare la speranza di tante persone e la sofferenza di chi cerca protezione in Europa, e per non assuefarsi alle tragedie, ma impegnarsi per un mondo più umano e più giusto.

Mondiali di calcio: “mission ouvrière” diocesi di Lille, “vivere la coppa del mondo da cristiani”

Mon, 2018-07-09 15:15

È dall’inizio dei mondiali che la “mission ouvrière” della diocesi di Lille segue l’avvicendarsi delle partite con il suo sito “vivere la coppa del mondo da cristiani” (https://cdmenchretiens.wordpress.com/). Testimonianze, giochi, quiz, preghiere, vignette, accompagnano i tifosi che vogliono rimettere Dio “al centro del cerchio di centrocampo con umorismo e gentilezza!” per ogni partita che la Francia sta giocando c’è un quiz da affrontare a due squadre, “fede e football”, che ruota attorno ai Paesi degli avversari che “i blu” affrontano. Alcune partite si possono anche vedere insieme, su uno schermo gigante alla sede della missione a Lille, o commentare sui social. Perché per “vivere la Coppa del mondo da cristiani”, “non si tratta di mettere le magliette “I love Jesus” per andare allo stadio o organizzare messe nella fan-zone”, ma “semplicemente vivere la gioia del calcio con gli altri (credenti o meno) e condividere queste due passioni che abbiamo: l’amore di Dio e l’amore per il bel gioco”. Tutte le iniziative che il sito propone non sono che “pretesti per lanciare confronti e condivisioni”.

Football World Cup: “Mission Ouvrière” diocese of Lille, “enjoy the World Cup as Christians”

Mon, 2018-07-09 15:15

Since the beginning of the World Cup, the “Mission Ouvrière” of the diocese of Lille has been following matches through its site “Enjoy the World Cup as Christians” (https://cdmenchretiens.wordpress.com/). ) Interviews, games, quiz programmes, prayers, and cartoons accompany supporters intending to put God “at the centre of the midfield circle with humour and kindness!” For every match France is playing, a quiz will be faced by two teams, “faith and football”, hinging on the countries of the rival teams opposed by the “Bleu”. A few matches may also be seen together, on a giant screen at the headquarters of the Mission, in Lille, or they may be commented on social media. To “Enjoy the World Cup as Christians”, “it is not a matter of wearing T-shirts such as ‘I love Jesus’ to go to the arena or set up Masses in the fan-area”; “it is just enjoying football with others (believers or not), sharing those two passions: love for God and love for good game”. All the initiatives proposed by the site are just “pretexts to stimulate debate, competition and sharing”.

Abusi nella Chiesa: p. Zollner (La Civiltà Cattolica), “centralizzazione dei processi aiuta a prevenire occultamento e copertura da parte dei superiori”

Mon, 2018-07-09 14:59

“Alti e altissimi rappresentanti della gerarchia ecclesiastica, e al di sopra di tutti papa Benedetto XVI e papa Francesco, hanno richiesto di affrontare seriamente la questione degli abusi sessuali sui minori commessi da uomini di Chiesa. Già prima di diventare papa, l’allora cardinale Josef Ratzinger, in qualità di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, aveva preso alcune decisioni rilevanti per il trattamento dei casi di abuso. Erano stati prolungati i termini di prescrizione, al fine di proteggere le vittime, e l’abuso contro le persone con disabilità mentale era stato considerato come reato. Papa Francesco ha continuato e rafforzato la linea del suo predecessore, soprattutto con l’istituzione della Pontificia Commissione per la tutela dei minori”. Lo scrive padre Hans Zollner, direttore del Centre for Child Protection (Ccp), nel terzo volume della collana di monografie digitali de “La Civiltà Cattolica” dal nome “Accènti”. “Ci si continua a chiedere perché non vi siano linee guida unitarie per tutta la Chiesa. Occorre dire al riguardo, anzitutto, che le norme giuridiche, ovviamente, sono valide ovunque nella Chiesa cattolica. Questo concerne quindi le imputazioni, per le quali ogni vescovo deve seguire in ogni parte del mondo la stessa procedura. Si inizia con una istruzione preliminare e, se si conclude che un’accusa è fondata, bisogna inoltrare i documenti alla Congregazione per la Dottrina della Fede a Roma, dove si decide a quale livello debbano svolgersi le ulteriori fasi del processo. Naturalmente – osserva Zollner – sarebbe auspicabile che questi processi penali potessero aver luogo nel territorio d’origine. Si faciliterebbe così un iter più veloce e più trasparente. Ma ciò è impedito dal fatto che in quasi nessuna Chiesa locale vi sono esperti in diritto canonico in numero sufficiente e adeguatamente formati, e per di più specializzati in diritto penale, e quindi i processi non potrebbero svolgersi con la dovuta competenza. Bisogna inoltre tenere presente che la centralizzazione dei processi aiuta a prevenire temibili meccanismi di occultamento e di copertura da parte dei superiori”.

Abusi nella Chiesa: p. Zollner (La Civiltà Cattolica), “la prevenzione deve fare i conti con situazioni culturali assai diverse tra loro”

Mon, 2018-07-09 14:40

“L’impegno universale della Chiesa per la prevenzione dell’abuso sessuale deve fare i conti con situazioni culturali assai diverse tra loro. A questo riguardo basta soltanto tener presente che la Chiesa cattolica conta circa 1,3 miliardi di fedeli sparsi in 200 Paesi, e nonsi con gura in una unità compatta. Ad esempio, tra le strutture cattoliche esistono più di 220.000 scuole che operano nei contesti più vari di ordine economico, giuridico e culturale. Lo stesso vale per le circa 1.450 università cattoliche, come pure per le centinaia di migliaia di asili infantili, scuole materne, centri per la cura dei disabili e per l’assistenza sociale, ospedali, ricoveri e altro ancora. In alcuni Paesi – per esempio, Australia, Irlanda, Germania, Austria –, per reagire contro gli scandali pubblici la Chiesa ha introdotto misure preventive capillari e provvede a formare sul piano professionale e normativo i collaboratori ad ogni livello e in ogni settore”. È un passaggio del contributo di padre Hans Zollner, direttore del Centre for Child Protection (Ccp) e membro della Pontifica Commissione per la tutela dei minori, nel terzo volume di “Accènti”, la collana di monografie digitali de “La Civiltà Cattolica”. Per p. Zollner, “si registra anche una forte resistenza passiva, che in diverse Chiese locali procede in direzione opposta per quanto riguarda l’impegno nello scoprire, intervenire e prevenire gli abusi sessuali. Già da questo semplice fatto si può constatare che – contrariamente a quello che si può percepire e ci si può raffigurare dall’esterno – la Chiesa cattolica, almeno in questo campo, non possiede direttive gerarchicamente strutturate e non dispone di quei meccanismi di controllo che sarebbero normali nella pubblica amministrazione e nel settore dell’economia”.

Quirinale: Mattarella ha ricevuto questa mattina Tawadros II

Mon, 2018-07-09 11:36

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale Sua Santità Tawadros II, Papa di Alessandria e Patriarca della Sede di San Marco. Ne dà notizia il Quirinale sul suo sito web.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie