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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 9 hours 47 min ago

Ritrovata reliquia don Bosco: mons. Nosiglia (Torino), “nessuno, per quanto ladro e brigante, avrebbe potuto resistere alla preghiera e alla condanna”

Thu, 2017-06-15 20:30

“È con grande gioia e riconoscenza al Signore che ho appreso la notizia del ritrovamento della reliquia di San Giovanni Bosco. Ero certo che saremmo arrivati a questo risultato perché la figura del Santo dei Giovani è così amata e onorata in tutto il mondo che nessuno, per quanto ladro e brigante, avrebbe potuto resistere alla corale preghiera e forte condanna da parte di chi ha appreso la notizia e ha pregato perché la reliquia fosse recuperata al più presto”. Lo dichiara mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, a seguito del ritrovamento del reliquiario contenente il cervello di san Giovanni Bosco, che era stato rubato nel pomeriggio di venerdì 2 giugno a Colle don Bosco (At). “Un grazie particolare desidero rivolgere alle Forze dell’Ordine che hanno lavorato indefessamente e con grande professionalità per ritrovare la reliquia e assicurare alla giustizia il responsabile del furto. Voglia San Giovanni Bosco perdonare questa persona e infondere il pentimento necessario per ritrovare pace e serenità nel cuore – prosegue il vescovo – oltre che la volontà di non commettere più gesti simili. I fedeli e tanti giovani amici del Santo potranno ora continuare a pregarlo davanti alla sua reliquia chiedendogli di seguirne l’esempio di misericordia e di bontà che lui ha avuto sempre verso coloro che pure aveva commesso azioni malvagie, vincendo così il male con il bene come ci ha insegnato Gesù”.

++ Ritrovata reliquia don Bosco: don Cereda (salesiani), “nulla è stato toccato, l’ampolla e la ceralacca sono intatte”. Grati ai Carabinieri ++

Thu, 2017-06-15 20:18

“Quando il comandante dei Carabinieri di Asti ha avvisato il rettor maggiore, dicendo che la reliquia era stata ritrovata, abbiamo tirato un sospiro di sollievo”. Don Francesco Cereda, vicario del rettor maggiore dei Salesiani, commenta al Sir il ritrovamento del reliquiario contenente il cervello di san Giovanni Bosco, che era stato rubato nel pomeriggio di venerdì 2 giugno a Colle don Bosco (At). “L’ampolla di vetro in cui è contenuta la reliquia e la ceralacca sono intatte. Nulla è stato toccato”, rivela don Cereda. “Siamo riconoscenti ai Carabinieri, che hanno condotto un’operazione rapida ed efficiente. Ma soprattutto siamo riconoscenti a Dio, perché l’affetto che nutriamo verso Don Bosco è rappresentato anche dalla cura con cui conserviamo le sue reliquie. Quando è avvenuto il furto, abbiamo ricevuto migliaia di messaggi da tutto il mondo. Nessuno di noi, però, ha mai disperato”.

Notizie Sir del giorno: Papa su piaga corruzione, domani inaugurazione Centro di comunità a Norcia, 312 imam austriaci contro il terrorismo

Thu, 2017-06-15 19:30

Papa Francesco: “la corruzione è la peggiore piaga sociale”

“La corruzione rivela una condotta anti-sociale tanto forte da sciogliere la validità dei rapporti e quindi, poi, i pilastri sui quali si fonda una società: la coesistenza fra persone e la vocazione a svilupparla”. È quanto scrive Papa Francesco nella prefazione al libro-intervista del cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, con Vittorio V. Alberti, dal titolo “Corrosione”, in uscita oggi. “La corruzione spezza tutto questo sostituendo il bene comune con un interesse particolare che contamina ogni prospettiva generale”, spiega Francesco: “Nasce da un cuore corrotto ed è la peggiore piaga sociale, perché genera gravissimi problemi e crimini che coinvolgono tutti”. La parola “corrotto”, sottolinea infatti il Papa, “ricorda il cuore rotto, il cuore infranto, macchiato da qualcosa, rovinato come un corpo che in natura entra in un processo di decomposizione e manda cattivo odore”. “Cosa c’è all’origine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo?”, si chiede Francesco: “Cosa, all’origine del degrado e del mancato sviluppo? Cosa, all’origine del traffico di persone, di armi, di droga? Cosa, all’origine dell’ingiustizia sociale e della mortificazione del merito? Cosa, all’origine dell’assenza dei servizi per le persone? Cosa, alla radice della schiavitù, della disoccupazione, dell’incuria delle città, dei beni comuni e della natura? Cosa, insomma, logora il diritto fondamentale dell’essere umano e l’integrità dell’ambiente?”. (clicca qui)

Terremoto: Norcia, domani inaugurazione primo Centro di comunità. Boccardo, “spinta a ricostruzione spirituale”

Un momento di preghiera, con la benedizione dei locali e lo svelamento di un’immagine raffigurante la Madonna Addolorata, cui la gente di Norcia è molto devota, recuperata intatta da sotto le macerie della chiesetta omonima andata tutta a causa del terremoto. E saranno proprio i due vigili del Fuoco protagonisti del recupero a svelare il quadro che sarà collocato nel Centro, che sorge accanto ai resti della chiesa della Madonna delle Grazie, esposto alla venerazione dei fedeli. È questo il programma della cerimonia di inaugurazione, domani a Norcia, del primo dei cinque Centri di comunità – edifici polifunzionali a carattere emergenziale e di pubblica utilità, pensati come luoghi per la liturgia e per attività pastorali, sociali, culturali e ricreative – realizzati col sostegno della Caritas, nazionale o di delegazioni regionali, nell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia dopo i terremoti dello scorso anno. A rivelarlo al Sir è lo stesso arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, che domani sarà al fianco del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve, alla sua prima visita ufficiale ad una diocesi umbra dopo l’elezione a presidente dei vescovi Italiani. (clicca qui)

Albania: tre nuove nomine episcopali

Tre nuove nomine episcopali di Papa Francesco in Albania. Il Papa ha accettato oggi la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Rrëshen, presentata da mons. Cristoforo Palmieri, e ha nominato vescovo mons. Gjergj Meta, finora vicario generale dell’arcidiocesi di Tirana. Padre Giovanni Peragine, finora parroco della parrocchia di San Nicola a Milot, nell’arcidiocesi d Tirana, è il nuovo amministratore apostolico dell’Albania meridionale: succede a mons. Hil Kabashi, che lo ha preceduto in questo incarico. Il Papa ha nominato, infine, vescovo di Sapë don Simon Kulli, finora amministratore diocesano della medesima diocesi. Don Meta è nato a Dürres, in Albania, il 30 aprile 1976: è stato ordinato sacerdote il 21 aprile 2001 e dal dicembre 2016 è vicario generale dell’arcidiocesi di Tirana e portavoce della Conferenza episcopale albanese. Padre Peragine è nato in Italia, ad Altamura, il 25 giugno 1965: nell’ottobre 1998 è stato inviato come missionario in Albania, dal 2009 è presidente della Conferenza albanese dei superiori maggiori e dal 2012 presidente dell’Unione delle Conferenze europee dei superiori maggiori. Don Kulli è nato il 14 febbraio 1973 nel villaggio di Pistull, nella diocesi di Sapë. Il 29 giugno 2000 è stato ordinato sacerdote insieme ad altri quattro diaconi albanesi. Si è trattato delle prime ordinazioni sacerdotali dopo la fine del regime comunista. (clicca qui)

Honduras: vescovi, priorità a famiglia e giovani. “No alla riduzione di età per la punibilità”

È dedicato ai temi della famiglia e dei giovani il Messaggio inviato dalla Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh) al Paese a conclusione della propria assemblea, che si è svolta a Los Laureles sul tema “Famiglia, casa e scuola dell’amore”. “Poiché crediamo nell’amore e nella famiglia, stiamo elaborando una lettera pastorale diretta a tutte le famiglie e, dentro questo cammino, è programmato per il prossimo mese di luglio il secondo Congresso sulla famiglia, per dare impulso alla pastorale familiare”, si legge nel testo. Per ciascuna delle dieci diocesi del Paese, “abbiamo condiviso un rapporto informativo sulla situazione reale della famiglia e dei suoi problemi, arrivando a considerare l’urgente necessità di fare una scelta preferenziale in favore della famiglia e, di conseguenza, una scelta per costruire una società basata su relazioni di rispetto, amore e promozione della vita umana”. I vescovi invitano a prestare maggiore attenzione ai minori, agli adolescenti e ai giovani, nel difficile e violento contesto sociale in cui vive l’Honduras. (clicca qui)

Stati Uniti: Conferenza episcopale, gruppo di lavoro su immigrazione. “Dato voce alla solidarietà”

In circa sei mesi di attività, il gruppo di lavoro sull’immigrazione della Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha dato “voce alla solidarietà” con i migranti e “alla preoccupazione pastorale per le persone a rischio”, e cercato di arginare le “paure esagerate” ha spiegato l’arcivescovo di Los Angeles José H. Gomez di fronte ai vescovi riuniti a Indianapolis per l’Assemblea plenaria di primavera. Mons. Gomez è presidente del gruppo voluto dalla plenaria dello scorso novembre per sviluppare “attività di sostegno pastorale, spirituale e politico per rifugiati e immigranti”. Il gruppo ha messo a disposizione delle diocesi materiale informativo ed educativo, proposte, ha risposto “agli ordini esecutivi sulla sicurezza interna, le città santuario e il reinsediamento dei rifugiati” firmati dal presidente Trump nel gennaio scorso, o ad atti legislativi come il Bridge Act, che allevia le misure sul rimpatrio per i giovani che rientrano nel programma di protezione internazionale e si è interfacciato con una serie di attori cattolici che lavorano nel settore (www.justiceforimmigrants.org). (clicca qui)

Austria: 312 imam si schierano contro il terrorismo. Card. Schönborn (Vienna) loda l’iniziativa

Con una dichiarazione “contro l’estremismo e il terrorismo”, 312 imam della Comunità islamica in Austria (IggiÖ) hanno voluto esprimere un segno di pace e di buona volontà in vista della convivenza sociale nel Paese: la dichiarazione, presentata presso il centro islamico di Vienna-Floridsdorf, sede della più grande moschea austriaca, evidenzia che gli atti terroristici in nome dell’islam sono condannati in tutto il mondo e allo stesso tempo invita i musulmani in Austria all’integrazione sociale attiva. “Una religione che si distingue per la pace, non può essere integralista, terrorista o avere tendenze radicali”, ha detto Ibrahim Olgun, presidente della IggiÖ durante la presentazione. Oltre alla condanna della violenza terroristica viene osservato che “è compito di ogni musulmano e ogni musulmana lavorare attivamente per la sicurezza e la pace del Paese e dei suoi cittadini”. L’arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, al termine della sessione plenaria estiva dell’Assemblea dei vescovi, presso il santuario Mariano di Mariazell, ha espresso ieri soddisfazione per la dichiarazione contro l’estremismo e il terrorismo firmata dagli imam d’Austria. (clicca qui)

Disabili in ospedale: mons. Giuliodori (Un. Cattolica), “prima sfida è avere visione centrata su dignità e valore della persona”

“La prima grande sfida è avere una visione centrata non sulla condizione fisica o mentale della persona ma sulla dignità e sul valore di ogni persona”. Ne è convinto mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, che questo pomeriggio ha introdotto i lavori del convegno “Il diritto negato. Persone con disabilità e salute” che si è svolto presso il Policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma per iniziativa del Centro di ateneo di bioetica dell’Università Cattolica in collaborazione con il Centro di ateneo per la vita. “Pochi anni fa – ha osservato Giuliodori – è stata lanciata la Carta dei diritti delle persone con disabilità in ospedale, un pregevole progetto che però ha bisogno di essere costantemente monitorato. Dove porre il confine della disabilità? Come la identifichiamo?”. Per il presule “è importante cogliere lo spessore, la portata esistenziale che accompagna la disabilità e al tempo stesso essere attenti a organizzare il servizio sanitario perché per chi deve fare costantemente i conti con la disabilità non si aggiungano le difficoltà del muoversi in ospedale”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 16 giugno. Contestazione violenta al Senato, inchiesta su Trump, armi prodotte in Italia

Thu, 2017-06-15 19:29

“Avvenire” dedica l’apertura della sua prima pagina alla violenta contestazione che è stata messa in atto al Senato durante l’ìnizio della discussione sulla legge per la cittadinanza agli immigrati. Il commento è affidato a Danilo Paolini. “Non è stata la prima né, temiamo, sarà l’ultima pagina oscura nella vita delle aule parlamentari, quella vissuta ieri al Senato – si dice nell’editoriale – dove è andata in scena una rissa, animata per lo più dal gruppo della Lega che intendeva così contestare la legge sulla cittadinanza. Però, sicuramente, è un episodio tra i più gravi della storia repubblicana. Per il provvedimento di legge oggetto della protesta, per la veemenza e per lo spirito “esclusivo” (teso a escludere) che animava quest’ultima”. A centro pagina, una foto per l’inchiesta a carico di Donald Trump. Rileva nel suo commento Vittorio E. Parsi: “Un Paese sempre più diviso, politicamente radicalizzato, nel quale nessuna parte riconosce l’altra come legittima, anche a costo di mettere in pericolo la sopravvivenza dell’intero, con tanti saluti a quello spirito “bipartisan” che abbiamo per anni invidiato all’America. La notizia che il presidente Trump è indagato per “ostruzione alla giustizia” non farà che peggiorare il clima in cui gli Stati Uniti sono scivolati non certo da ieri. L’accusa in sé è grave, anche se è molto improbabile che possa portare all’impeachment del capo della Casa Bianca”. Un altro titolo è dedicato all’esportazione di armi prodotte in Italia verso i Paesi che combattono in Yemen: si sono avute altre prove del loro uso sul teatro di guerra. Tra i “temi di Avvenire”, una riflessione di Stefania Falasca su don Mazzolari alla vigilia della visita del Papa e un approfondimento di Antonio Maria Mira sull’azzardo.

Colf e Badanti: Acli e Caritas Internationalis, domani convegno sul “lavoro dignitoso”

Thu, 2017-06-15 19:20

Domani, 16 giugno, è la Giornata internazionale del lavoro dignitoso. La data celebra l’anniversario della Convenzione 189 e della Raccomandazione 201 sulle lavoratrici e lavoratori domestici da parte dell’Organizzazione internazionale del lavoro nel 2011. Per l’occasione, l’associazione Acli Colf e la Caritas Internationalis organizzano il convegno “Colf e badanti: il lavoro dignitoso inizia in casa” che si svolgerà a Roma presso la Casa internazionale delle Donne.  “Nel nostro paese – afferma Raffaella Maioni, responsabile nazionale Acli Colf – già dal 1974 ci sono delle forme di garanzia previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro domestico. Di fatto però il lavoro domestico risulta ancora poco tutelato, e in particolare i sostegni alle famiglie che assistono i propri anziani in casa, sono troppo deboli. Stiamo registrando nuovamente un aumento del lavoro nero e forti differenziazioni territoriali tra Sud e Nord Italia in merito alle retribuzioni. Sicuramente solitudine e fragilità sono il male peggiore di questo rapporto di lavoro”.
Nelle recente ricerca e promossa dalle Acli Colf Viaggio nel lavoro di cura (Ediesse 2016), emergono alcune evidenti situazioni di criticità. Ad esempio, tra le badanti coinvolte in mansioni di piccola assistenza medica e para infermieristica (cosa tra l’altro vietata), il 33,9% lavora “in nero”. Insistono inoltre forti sperequazioni a livello retributivo: se un’assistente familiare a Bologna raggiunge uno stipendio mensile di 1000 euro, a Benevento si arriva appena a 550 euro. In affanno economico le famiglie spesso costrette a tagliare le spese per la cura, la salute, l’alimentazione. In Italia secondo i dati Inps i rapporti di lavoro iscritti all’Inps nel settore domestico sono 886.125. Di questi l’87,5% sono donne (circa 780 mila), mentre il 76% sono di origine straniera (circa 692 mila). Dal 2015 l’Europa dell’Est è stata l’area geografica da dove provengono quasi la metà dei lavoratori stranieri (circa 404.571). Un numero interessante ed in aumento sono state le lavoratrici e lavoratori italiani che raggiungono 213mila (con un sostanziale incremento dei badanti di nazionalità italiana nel 2015 del +13,0%).

Caldei arrestati negli Usa: mons. Yaldo (Baghdad), “I governi non ci ascolterebbero”. Si prova a bloccare l’espulsione verso l’Iraq

Thu, 2017-06-15 19:14

L’arresto di decine di cattolici caldei di origine irachena residenti negli Usa che nelle decadi passate si erano macchiati di crimini più o meno gravi per i quali hanno scontato le pene loro inflitte e che sarebbero ora destinati ad essere deportati in Iraq ha suscitato molto scalpore nella comunità in nord America ma anche in Iraq. Secondo il vicario patriarcale caldeo, mons. Basel Yaldo, di recente tornato da una lunga visita proprio alla diocesi di San Tommaso Apostolo a Detroit, interpellato dal sito Baghdahope, “decine di famiglie stanno contattando il patriarcato dopo ciò che è successo a Detroit chiedendo che esso intervenga presso il governo iracheno perché faccia pressione su quello americano e blocchi i provvedimenti di espulsione”. “È una questione molto delicata che riguarda i due governi e non ascolterebbero le nostre proposte – spiega mons. Yaldo –; l’amministrazione Trump vuol ripulire gli Stati Uniti da chi ha la fedina penale macchiata ed anche queste persone sono state coinvolte in questa politica. Nel caso venissero deportati in Iraq però i problemi sarebbero enormi. Ciò che noi auspichiamo è che l’amministrazione Usa aspetti che la situazione qui sia migliorata e la misericordia per queste persone che hanno già pagato il loro debito verso la società e che, ripeto, in alcuni se non molti casi non hanno con l’Iraq nessun legame materiale, affettivo o culturale”.
Il vescovo della diocesi di San Tommaso Apostolo, mons. Francis Kalabat, dal canto suo ha affermato che “la questione è già arrivata sul tavolo del vice-presidente Mike Pence che solo lo scorso mese al summit mondiale per i cristiani perseguitati tenutosi a Washington aveva affermato di parlare per conto del Presidente (Trump) come segno tangibile del suo impegno nella difesa dei cristiani e di tutti coloro che al mondo soffrono a causa del loro credo religioso”. Inoltre si starebbe cercando di convincere i membri del Congresso a firmare una petizione da inviare a John F. Kelly, Segretario di Stato per la sicurezza, per fermare il processo di deportazione”.

Sgombero richiedenti asilo Roma: Iacomini (Unicef Italia), “è inaccettabile, decine di bambini lasciati in strada”

Thu, 2017-06-15 19:06

“Quello a cui abbiamo assistito ieri è inaccettabile: a Roma, sotto i nostri occhi, decine di bambini con le loro famiglie sono stati lasciati in strada a seguito dello sgombero operato in via Vannina, in zona Tiburtina”. È l’accusa lanciata oggi da Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, a seguito dello sgombero di due capannoni fatiscenti in cui – si legge in una nota – “avevano trovato rifugio circa 500 richiedenti asilo, di cui famiglie con bambini anche molto piccoli, che vivevano in situazioni limite ma che avevano iniziato un percorso di accoglienza”. “È questa la risposta ‘francescana’ della sindaca Raggi al ‘problema’ dei migranti? Lasciare che decine di bimbi che hanno bisogno di protezione e aiuto vivano in strada?”, chiede Iacomini, secondo cui ora “ci sono centinaia di persone accampate lungo le strade romane, bambini che piangono, che giocano con le poche cose che sono riusciti a prendere prima dello sfratto, prima che la loro casa fosse sigillata col filo spinato”. “Ci auguriamo che l’assessore Baldassarre intervenga al più presto per risolvere questa emergenza dimostrando umanità e lungimiranza”, prosegue il portavoce, rilevando che “non possiamo credere a una sua adesione serena alle recenti affermazioni di Grillo e Raggi sul tema dei migranti”.

Dire: i titoli e il tg politico

Thu, 2017-06-15 18:54

(DIRE-SIR) Roma, 15 giu. – Ecco titoli e tg politico realizzato dall’agenzia DIRE (anche su www.dire.it e www.agensir.it)

http://89.97.250.172/News/2017/06/15/2017061501942902505.MP4

Arriva lo ius soli, bagarre al Senato

Primo giorno di fuoco per il ddl sullo ius soli al Senato. L’avvio della discussione sul provvedimento che introduce una nuova disciplina della cittadinanza finisce con due contusi. La Lega Nord da’ il via alla proteste esponendo cartelli con le scritte: “Stop all’invasione”, “Prima gli italiani”. Nella confusione che ne segue Centinaio riporta un colpo alla mano. Ne fa le spese anche la ministra Fedeli, che finisce in infermeria. In mattinata, era stata Casapound a manifestare fuori da Palazzo Madama. La gazzarra potrebbe ripetersi la prossima settimana, quando riprendera’ l’esame in aula.

Da Palazzo Madama ok alla manovrina, è legge

Palazzo Madama ha approvato in via definitiva la manovrina, su cui era stata posta la questione di fiducia. I voti favorevoli sono stati 144, 104 i contrari, un astenuto. Tra le novita’ l’inserimento dei ‘nuovi voucher’ per famiglie e imprese, l’istituzione della web tax sui colossi di internet, rimborsi Iva più rapidi, il decreto per il commissariamento di Alitalia con i 600 milioni di ‘prestito pontè. Soddisfatto il premier Paolo Gentiloni per gli impegni di bilancio mantenuti senza nuove tasse. Contraria alle norme sui voucher la Cgil, che sabato scende in piazza. È un vulnus alla democrazia, dice Susanna Camusso.

Papa Francesco contro la corruzione, combatterla insieme

“Dobbiamo parlare di corruzione, denunciarne i mali. Affermare la curiosita’ e la creativita’ sulla stanchezza rassegnata, la bellezza sul nulla”. Cosi’ Papa Francesco nella prefazione al libro-intervista “Corrosione” del cardinale Turkson. “Noi, cristiani e non cristiani- dice il Papa- siamo fiocchi di neve. Ma se ci uniamo possiamo diventare una valanga: un movimento forte e costruttivo”. Da Bergoglio arriva l’invito a “lavorare tutti insieme, persone di tutte le fedi e non credenti, per combattere questo cancro che logora le nostre vite. È urgente prenderne consapevolezza, e per questo ci vuole educazione e cultura misericordiosa”.

Proposta di Pd e Mdp: limitare rinnovo porto d’armi

Servono procedure e requisiti più rigorosi per conseguire o vedersi rinnovato il porto d’armi. È questo lo spirito che muove il disegno di legge di Pd e Mdp, illustrato oggi in Senato. Queste in sintesi le misure del provvedimento: obbligo di certificazione rilasciata dalle Asl, riduzione a tre anni della durata del porto di fucile anche per uso di caccia, istituzione di una banca dati per il controllo dei disturbi mentali, divieto di detenzione in casa delle armi sportive. “C’è il rischio di un’escalation di violenza, siamo molto preoccupati dalla rincorsa alle armi da fuoco in casa”, dicono i proponenti.

Comunicazioni sociali: Grottammare, dal 22 al 25 giugno il IV “Meeting nazionale giornalisti cattolici e non”

Thu, 2017-06-15 18:54

Oltre 30 relatori di spicco nel panorama nazionale dell’informazione, sette strutture alberghiere coinvolte, oltre duecento giornalisti da tutta Italia, momenti di intrattenimento, solidarietà ed iscritti anche dall’estero. Sono solo alcuni dei numeri della quarta edizione del “Meeting nazionale giornalisti cattolici e non” in programma dal 22 al 25 giugno a Grottammare nelle Marche, e presentata oggi nel comune del litorale marchigiano. “Tutto nel mondo è intimamente connesso” (Papa Francesco), questo il tema dell’evento che è stato organizzato in collaborazione tra l’Ufficio comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana (Cei), la Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), l’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi), Tv2000, Radio InBlu, Agenzia Sir, Avvenire, Ordine Dei Giornalisti, L’Ancora e La Vita Picena. Denso il calendario di appuntamenti programmato per i quattro giorni: incontri, workshops, tavole rotonde, che avranno luogo anche ad Arquata del Tronto, uno dei territori vicini colpiti dal sisma della scorsa estate. Tra i relatori saranno presenti monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, Amministratore apostolico del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini, il direttore delle relazioni Istituzionali Rai Fabrizio Ferragni, i direttori delle testate Avvenire, Marco Tarquinio, Tv 2000, Paolo Ruffini. In attesa di conferma definitiva la presenza del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.
“Saranno giorni di confronto importante e attese a livello nazionale sulle tematiche al centro dell’evento – ha affermato il responsabile organizzativo del Meeting, Simone Incicco – relatori di alto livello parleranno della nostra professione e di come sta cambiando. Nella seconda giornata ci si sposterà ad Arquata del Tronto perché avremo la possibilità di toccare con mano la situazione dei luoghi del terremoto”. “E’ motivo di orgoglio per noi ospitare un evento come quello del Meeting ed essere una terra di confronto sulla comunicazione vista nell’ottica delle sensibilità cattoliche che da sempre sono state disposte a confrontarsi con il mondo laico – ha detto il sindaco di Grottammare, Enrico Piergallini –; sarà un momento importante in cui si riconnette la città con un dibattito nazionale e raramente abbiamo la possibilità di confrontarci con personaggi di questa importanza”. A fare gli onori di casa i vescovi della diocesi di San Benedetto, Ripatransone e Montalto, monsignor Carlo Bresciani e il vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole, che hanno fortemente sostenuto l’evento che, nelle intenzioni degli organizzatori, “sarà un modo per far conoscere ulteriormente il territorio, le splendide città turistiche capaci di accogliere decine di operatori della comunicazione provenienti da tutta Italia”.
La “Riviera delle Palme” ha “dimostrato in maniera evidente la propria vocazione all’ospitalità e alla solidarietà. Ne abbiamo avuto prova in questi mesi di emergenza post-sisma e il Meeting potrebbe dare una piccola risposta ai molti albergatori che sono stati generosi fin dai primi giorni dell’emergenza nell’accogliere i terremotati e che, ora, temono che gli effetti indiretti del terremoto possano compromettere la prossima stagione turistica. Vogliamo quindi estendere a tutti un invito caloroso a scoprire le bellezze di questa terra e a sostenere realmente le economie di un territorio generoso che vive oggi un momento di forte difficoltà”.

Polonia: Festival dei Sette Angeli, a Jarocin iniziativa di evangelizzazione e incontro

Thu, 2017-06-15 18:33

“Vivere gli esercizi spirituali creando uno spazio di discussione e di incontro” è lo scopo degli organizzatori del Festival dei Sette Angeli che domani e sabato, 16-17 giugno, si svolgerà a Jarocin, una piccola cittadina al centro della Polonia. La Comunità dei Sette Angeli raggruppa sia grandi che piccoli, religiosi e laici, noti artisti e persone con esperienze di emarginazione o disabilità impegnandosi nelle iniziative evangelizzatrici attraverso il Paese. Quest’anno durante l’estate la Comunità attraverserà la regione della Casciubia ma prima di immettersi in viaggio a Jarocin si raccoglierà in preghiera e riflessione spirituale. “Abbiamo delle personalità diverse, diverse potenzialità e deficit ma ognuno può dare agli altri qualcosa di particolare e molto personale”, spiega fr. Cordian Szwarc, uno di animatori del gruppo. La Comunità è nata nel 2014 con lo scopo di prepararsi alla Gmg2016 di Cracovia, ma dopo l’incontro con il Papa i partecipanti al gruppo hanno deciso di andare avanti con il progetto di allestimento degli spazi “per proclamare la Parola, adorare il Creatore e pregare in una tenda d’incontro itinerante”. Quest’anno l’iniziativa è dedicata in particolare al concetto della casa e del sentirsi a casa che verrà presentato, come spiegano gli organizzatori, “non solo da coloro che l’hanno sempre vissuta in maniera positiva ma anche dai senzatetto o quelli che non vi siano stati felici”.

Iraq: Msf, “oltre 300 bambini malnutriti fuggiti da Mosul ovest. La maggior parte ha meno di 6 mesi”

Thu, 2017-06-15 18:18

A Qayyarah, 60 chilometri a sud di Mosul, il centro di nutrizione terapeutica di Medici Senza Frontiere (Msf) ha trattato da marzo oltre 300 bambini malnutriti, di cui la maggior parte ha meno di sei mesi. Le loro famiglie sono fuggite dalle aree di Mosul Ovest e Shriqat controllate dallo Stato Islamico, “dove i combattimenti continui hanno un impatto devastante sulla popolazione civile, che ha sempre meno accesso a cibo, acqua, beni essenziali e assistenza medica e a cui sempre più spesso viene impedito di fuggire”. A renderlo noto la stessa organizzazione medica secondo la quale “questi bambini sono piombati nella spirale della malnutrizione perché le madri non potevano allattarli al seno e il latte in polvere è difficile da reperire o troppo costoso, sia nelle aree controllate dallo Stato Islamico sia nei campi”. Msf riferisce inoltre che il suo centro “è stracolmo e ospita tre pazienti per letto, i bambini sono nutriti con latte terapeutico formulato in maniera specifica per aiutarli a tornare a un peso normale e ricevono cure per le infezioni collaterali che contraggono a causa del sistema immunitario indebolito”.
A Mosul la guerra per il controllo della città non si è ancora arrestata e combattimenti e bombardamenti continuano nella parte occidentale. In città e nei dintorni, Msf offre assistenza medica e chirurgica alle persone colpite dal conflitto, assiste le famiglie che sono riuscite a rifugiarsi nei campi, dove vivono in condizioni del tutto precarie, e ha avviato una maternità aperta 24 ore al giorno che da marzo ha aiutato oltre 200 mamme a partorire. Msf ha diversi progetti aperti nella zona di Mosul, dall’area più vicina ai combattimenti fino ai campi sfollati fuori città. A sud di Mosul, l’ospedale di Hammam al-Alil è dotato di due sale operatorie e pronto soccorso, dove in tre mesi sono arrivati 2.689 pazienti di cui oltre la metà erano donne e bambini.

Diocesi: card. Betori (Firenze), “con grande gioia accoglieremo Papa Francesco a Barbiana”

Thu, 2017-06-15 18:07

“Con grande gioia fra cinque giorni accoglieremo Papa Francesco a Barbiana, in visita privata per pregare sulla tomba di don Lorenzo Milani”. È iniziato con queste parole l’intervento del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, all’assemblea del clero fiorentino, a Monte Senario. “Quando proposi al Papa di venire a Barbiana per il 50° anniversario della morte di don Milani temetti di aver osato troppo, ma rimasi subito sorpreso dalla disponibilità di Papa Francesco a prendere in considerazione l’invito e grande fu la felicità quando il Segretario di Stato mi confermò che il Papa aveva deciso di venire”, ha raccontato il cardinale. “Ancor più lieto fui poi nell’apprendere, dalla lettera che ufficialmente mi dava notizia della visita, che il Papa aveva pensato di unire nella stessa giornata l’omaggio a un’altra rilevante figura di sacerdote italiano del secolo scorso, andando a pregare sulla tomba di don Primo Mazzolari nella parrocchia di Bozzolo. Diventava così evidente con questo duplice gesto, l’intento di Papa Francesco di richiamare l’attenzione sull’identità e la missione del prete e sul legame di questi con la gente affidatagli nel ministero parrocchiale”.
“Come clero fiorentino – ha proseguito Betori – ci sentiamo particolarmente onorati dalla decisione del Papa e dobbiamo sentire rafforzata la nostra responsabilità nel custodire in modo fedele e creativo l’eredità che don Milani e, con lui, tutti i protagonisti del cattolicesimo fiorentino della metà del Novecento ci hanno lasciato. È un’eredità che chiama a un serio radicamento nella fede e nella vita spirituale, a una comprensione sempre più profonda del legame del Vangelo con la storia, a una compromissione senza riserve per i fratelli, specialmente per quanti soffrono”. “Di tutto questo vogliamo fare memoria non solo il prossimo 20 giugno con il Papa, ma poi anche il 26 giugno, giorno anniversario della morte di don Lorenzo, nella messa che celebrerò a Barbiana”, ha reso noto l’arcivescovo di Firenze, ricordando che la visita del Papa sarà privata e si svolgerà “in una forma riservata e non ufficiale”. Per volere di Francesco, potranno partecipare solo i discepoli di don Milani ancora viventi, un gruppo di sacerdoti della diocesi e alcuni ragazzi ospiti di case-famiglia.

 

Disabilità: Serafico di Assisi, al via “Tocca a te!”, concorso nazionale dell’editoria tattile illustrata

Thu, 2017-06-15 17:58

Mancano poche ore all’inizio della quarta edizione del Concorso nazionale di editoria tattile illustrata “Tocca a Te!”, organizzata dall’Istituto Serafico di Assisi, insieme alla Federazione nazionale delle Istituzioni pro ciechi Onlus, la Fondazione Robert Hollman, con il patrocinio del Comune di Assisi e della Regione Umbria. Da venerdì 16 a domenica 18 giugno 2017, il Serafico di Assisi, centro di riabilitazione, cura ed educazione di bambini e ragazzi con gravi disabilità fisiche, sarà la sede di questa importante competizione, che vedrà in gara quasi 250 libri tattili, arrivati da tutta Italia. A due giurie, Senior e Junior, il compito di decretare i cinque vincitori dell’edizione 2017, che rappresenteranno l’Italia al concorso internazionale Typhlo & Tactus, che si terrà a ottobre in Francia. Domenica, 18 giugno, alle ore 10.00, sono tutti invitati a partecipare alla cerimonia di premiazione dei vincitori e a venire a ammirare le opere partecipanti al concorso, che per l’occasione verranno esposte al pubblico. I libri tattili – ricordano i promotori dell’iniziativa in una nota –  sono pensati per aiutare i soggetti con deficit visivo a associare la situazione descritta a un’esperienza reale. Si stima che in Italia siano stati pubblicati solo 40 titoli di libri tattili, riprodotti in pochissimi esemplari da un minimo di 50 a un massimo di 1000 copie a libro.
Sono testi costituiti oltre che dalla doppia scrittura Nero-Braille, anche dalla presenza di immagini in rilievo create con diversi materiali che, attraverso il tatto, stimolano la curiosità del lettore potenziandone le sue capacità di analisi percettiva, di esplorazione tattile e anche motorie. Per questo sono riconosciuti a tutti gli effetti come un valido strumento di apprendimento.

Disabili in ospedale: la testimonianza di Cesare e Daniela Bocci, “insieme ne siamo usciti più forti”

Thu, 2017-06-15 17:40

“Un medico dovrebbe pensare che una persona prima di essere malata ha vissuto incosciente di quello che le sarebbe successo, ha avuto la sua storia, paure, aspirazioni”. Inizia così la testimonianza di Cesare Bocci, noto attore che presta la faccia a Mimì Augello nei film di Montalbano, che con la moglie, e attrice, Daniela Spada, ha scritto il libro “Pesce d’aprile” dedicato al loro percorso personale e familiare dopo la disabilità di Daniela. “Questo libro – prosegue Bocci – abbiamo fatto bene a scriverlo, anzitutto per noi stessi, per noi due. È stata una sorta di enorme seduta psicologica, se avessimo avuto un supporto psicologico tanti errori non li avremmo fatti”. A una settimana dal parto della piccola Mia, il 26 marzo 2000, Daniela ha un ictus post partum, un lungo coma dal quale si sveglia sentendosi dire che non avrebbe camminato più. “Sarebbe stato fondamentale – dice Bocci – che i medici avessero conosciuto chi era lei prima: andava in moto, a cavallo, suonava il sassofono”. Quando con determinazione di ferro riprende a camminare, lo fa senza ritmo; al marito viene l’idea di darle il ritmo come aveva sperimentato al servizio militare: un-due, un-due, e così, piano piano, ricomincia. “Abbiamo incontrato professionisti di altissimo spessore umano, ma non tutti i medici sono stati sensibili ed empatici”.
Cesare racconta le difficoltà incontrate e superate insieme, mediche ma anche burocratiche, soprattutto per le pratiche legate alla pensione di invalidità, ma “insieme ne siamo usciti più forti”. Daniela parla della figlioletta rimasta a sei giorni di vita senza mamma: “Mentre ero in ospedale Cesare è stato la madre surrogata”. Per tre anni non ha potuto prendere in braccio la bambina, cambiarla. “Io non volevo – ammette Cesare Bocci – e sbagliavo perché non avere nessun rapporto con sua figlia non è stato semplice”. “Avevamo perso la strada giusta – interviene Daniela Spada – fino a quando abbiamo incontrato due medici che ci hanno guidato”. Bocci: “A me hanno detto ‘faccia due passi indietro’, a lei ‘due passi avanti’. Insomma ho dovuto smettere di scansarle gli ostacoli. Dopo otto anni, quando pensavamo che tutto fosse passato, Daniela ha avuto anche un tumore al seno”. Tra mille difficoltà Daniela comincia a pensare alla cucina: “Mi ha tenuto compagnia – racconta -; sono diventata pasticcera e ho aperto una piccola scuola di cucina. Mi sono creata un lavoro e mi dà la possibilità di realizzare i miei sogni”.

Diocesi: Palermo, mons. Lorefice consacra sei donne impegnate nel lavoro e nel volontariato

Thu, 2017-06-15 17:33

Sei donne palermitane, impegnate nel mondo lavoro e del volontariato, hanno deciso di consacrarsi al Signore. Lo faranno domani, venerdì 16 giugno, alle 18, nella cattedrale di Palermo, nel corso di una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Corrado Lorefice, che imporrà loro il velo, l’anello nuziale e il libro della Liturgia delle Ore, simbolo di preghiera continua e incessante. Tutte hanno svolto un percorso di preparazione, durato diversi anni, sotto la guida del delegato arcivescovile, don Giacomo Ribaudo. Le candidate sono l’insegnante nelle scuole elementari Salvina Aiello, l’insegnante di sostegno in una scuola media Valeria Calderone, l’impiegata regionale in pensione Nella Di Carlo, l’insegnante di Filosofia Antonietta La Spisa, l’assicuratrice Maria Grazia Messina e la parrucchiera Giovanna Ventimiglia. Si aggiungeranno ad altre 11 donne già consacrate dell’arcidiocesi di Palermo.

Austria: 312 imam si schierano contro il terrorismo. Card. Schönborn (Vienna) loda l’iniziativa

Thu, 2017-06-15 17:31

Con una dichiarazione “contro l’estremismo e il terrorismo”, 312 imam della Comunità islamica in Austria (IggiÖ) hanno voluto esprimere ieri un segno di pace e di buona volontà in vista della convivenza sociale nel Paese: la dichiarazione, presentata presso il centro islamico di Vienna-Floridsdorf, sede della più grande moschea austriaca, evidenzia che gli atti terroristici in nome dell’islam sono condannati in tutto il mondo e allo stesso tempo invita i musulmani in Austria all’integrazione sociale attiva. “Una religione che si distingue per la pace, non può essere integralista, terrorista o avere tendenze radicali”, ha detto Ibrahim Olgun, presidente della IggiÖ durante la presentazione. Oltre alla condanna della violenza terroristica viene osservato che “è compito di ogni musulmano e ogni musulmana lavorare attivamente per la sicurezza e la pace del Paese e dei suoi cittadini”. E per Olgun deve essere sottolineato il “rispetto dei principi costituzionali della Repubblica d’Austria, ivi inclusi, e in particolare l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, il pluralismo, la democrazia e lo stato di diritto”. Nella dichiarazione gli imam mettono l’importanza della prevenzione e il lavoro giovanile al primo posto e sono preoccupati per la crescente “stigmatizzazione sociale della popolazione musulmana e il razzismo anti-musulmano in Austria” che “ha trovato terreno fertile in tendenze estremiste in varie parti della società”.
L’arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, al termine della sessione plenaria estiva dell’Assemblea dei vescovi, presso il santuario Mariano di Mariazell, ha espresso soddisfazione per la dichiarazione “contro l’estremismo ed il terrorismo” firmata dagli imam d’Austria. Il cardinale, definendoli “persone buone e forti”, ha ribadito il concetto che è molto importante “prendere le distanze in modo chiaro contro la violenza del terrorismo estremista”, e ha lodato il passo degli imam austriaci, che con il loro documento riconoscono il fatto che questo non è il modo in cui l’islam possa integrarsi nella società austriaca, e hanno invece invitato i musulmani in Austria a ricercare la convivenza pacifica. Per Schönborn è un fatto particolarmente significativo ed è “un chiaro segno che può soltanto essere apprezzato”.

Diocesi: Caritas Novara, sabato a Borgomanero la prima “Fiera della carità” con 26 realtà del territorio

Thu, 2017-06-15 17:12

Saranno 26 le realtà operanti in ambito caritativo sul territorio della diocesi di Novara che sabato 17 giugno presenteranno la propria attività nel corso della prima “Fiera della carità” organizzata dalla Caritas diocesana di Novara. A partire dalle 15, presso la parrocchia di san Marco a Borgomanero, saranno allestiti gli stands di centri d’ascolto e onlus legati alle Caritas parrocchiali. Trasparenza e condivisione di buone prassi sono i due elementi al centro dell’evento che si pone come ultima tappa del percorso formativo che ha coinvolto gli operatori Caritas nel corso dell’ultimo anno pastorale. La “Fiera della carità”, afferma il direttore della Caritas diocesana novarese, don Giorgio Borroni, “vorremmo diventasse appuntamento fisso per le nostre comunità”. Rispetto alla trasparenza, il direttore spiega che “a Borgomanero presenteremo i risultati dei progetti finanziati grazie ai fondi dell’otto per mille”. E poi c’è la condivisione: “la nostra diocesi – aggiunge don Borroni – è così grande che spesso anche chi si occupa di problemi simili non conosce le esperienze fatte in altre zone o parrocchie”. Il focus sarà incentrato sulle “Nuove povertà”, che – prosegue la nota – “sono state anche il tema del percorso formativo di quest’anno affidato a Pasquale Seddio, docente presso l’Università Avogadro e presidente dell’Opera cardinal Ferrari di Milano”. “Si tratta di imparare a leggere i cambiamenti sociali che riguardano il nostro Paese e il nostro territorio”, conclude don Borroni, perché “il rischio è di proporre vecchie logiche di assistenza e di accoglienza che non sono più in grado di dare risposte efficaci contro l’emarginazione sociale e la povertà”.

Disabili in ospedale: Bosisio (Fish Lombardia), “accessibilità, non discriminazione, consenso informato, accomodamento ragionevole”

Thu, 2017-06-15 17:02

Accessibilità, non discriminazione, consenso informato: sono queste, in estrema sintesi, le indicazioni di Luisella Bosisio Fazzi (Consiglio direttivo Ledha – Fish Lombardia) al convegno “Il diritto negato. Persone con disabilità e salute” in corso presso il Policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma. Bosisio parla di diritto alla cura in ospedale delle persone con disabilità intellettiva e di accomodamento ragionevole. “Spesso – spiega – le stanze e i servizi igienici non sono pensati per persone disabili, e neppure la somministrazione delle medicine per via orale”. “Non discriminazione – prosegue – significa che a nessuna persona deve essere negata la cura”. Quanto al consenso informato: “è troppo poco il tempo impiegato per spiegare di che si tratta e per attendere la risposta”. “Quali competenze tecniche e relazionali – si chiede Bosisio – hanno i sanitari che ne hanno la responsabilità?”. Infine il concetto di “accomodamento ragionevole” che si riferisce alle modifiche e agli adattamenti necessari per “garantire qualità e appropriatezza dei servizi assicurando anche a queste persone l’esercizio e il godimento su base di uguaglianza con gli altri del loro diritto alla salute”. Il primo accomodamento “può essere un assistente personale che interpreti silenzi e ‘non detti’ della persona”. Infine, conclude Bosisio, “suggerimenti per l’accoglienza e linee guida per operatori e genitori per affrontare l’accesso in ospedale per esami dei pazienti con autismo”.

Lotta alla mafia: mons. Pennisi (Monreale), necessario “un profondo cambiamento di mentalità, un riarmo morale”

Thu, 2017-06-15 16:55

“La mafia potrà essere sconfitta attraverso un profondo cambiamento di mentalità, a un ‘riarmo morale’ che porti a non idolatrare il denaro e la violenza e a ritrovare il nesso indispensabile che deve legare morale, economia e politica”. È quanto scrive l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, in un intervento pubblicato da “L’Osservatore Romano” nel quale ripercorre la battaglia di don Sturzo contro la mafia. “L’impegno di don Luigi Sturzo per contrastare la corruzione e il fenomeno mafioso inizia come un impegno educativo attraverso la stampa e il teatro popolare”, ricorda mons. Pennisi, aggiungendo che “la denunzia di Sturzo aveva lo scopo di educare il popolo per formarne la coscienza a una cultura della legalità e della moralità, che erano assenti o sopite”. “Quando Sturzo divenne amministratore locale, il tema da letterario divenne esistenziale per gli scontri che egli ebbe con i mafiosi che usavano metodi violenti per condizionare il voto dei cittadini e i politici che praticavano la corruzione elettorale”, prosegue l’arcivescovo, secondo cui “Sturzo fu uno dei pochi politici che denunciarono senza timori l’esistenza di una mafia criminale e non come innocuo costume isolano e nelle vesti di sociologo comprese le cause più profonde del fenomeno e le sue tendenze all’urbanizzazione”. “Don Luigi Sturzo condusse la sua battaglia per la moralizzazione della vita pubblica nelle vesti del sacerdote, del sociologo e del leader politico”, convinto che “per combattere le varie mafie si tratta di comprenderne la presenza non innanzitutto e solo come problema di sottosviluppo economico, ma come un problema culturale, morale e religioso”.

Disabili in ospedale: Corti (Fondazione Sospiro), “protagonisti con il medico del percorso di cura”

Thu, 2017-06-15 16:40

“Deve essere chiaro che nel percorso di cura ci sono due protagonisti: la persona con disabilità e il medico”. Sull’importanza di “rendere protagoniste” le persone con disabilità in ospedale è Serafino Corti, direttore del Dipartimento delle disabilità, Fondazione Istituto ospedaliero di Sospiro Onlus, intervenuto al convegno “Il diritto negato. Persone con disabilità e salute in corso presso il Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma. “Anzitutto conoscere la persona, osservarla cercare di capire le sue esigenze, anche chiedendole a lei”: la prima indicazione, in estrema sintesi, offerta dal relatore. Quindi “bisogna avere le tecniche giuste, ossia mettere in campo interventi medici e riabilitativi il più possibile adeguati per dare risposte adeguate alla persona”. Poiché “la modifica dei nostri pensieri modifica i nostri comportamenti, occorre rispettare la persona con disabilità, i suoi valori e bisogni; parlare la lingua di chi ci ascolta e capire quali siano le strategie per darle sostegno”. Infine, secondo l’esperto, occorre “sostenere la compliance, ossia la disponibilità del soggetto a costruire un percorso di cure”. Infine è necessario “formare il personale sanitario per metterlo in grado di aiutare le persone con disabilità ad autodeterminarsi non solo in ospedale ma anche nei loro stili di vita”.

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