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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 36 min ago

Consiglio permanente: card. Bagnasco, Ue “deve arrivare fino alle nostre coste”. “Più Europa” per fronteggiare Brexit e populismi

Mon, 2017-03-20 18:09

“L’Unione Europea deve uscire dai propri ambienti chiusi, e arrivare idealmente fino alle nostre coste; deve farsi più responsabile e meno giudicante”. E’ l’appello con cui il card. Bagnasco ha concluso la sua prolusione al Consiglio permanente della Cei, in corso a Roma fino al 22 marzo. “A giorni sarà celebrato qui a Roma il 60° anniversario dell’inizio dell’Unione Europea”, ha ricordato il cardinale: “Come Pastori di questo Paese che fu uno dei fondatori, siamo lieti e preghiamo perché il cammino intrapreso non solo prosegua e si allarghi, ma in primo luogo migliori”. “A fronte della Brexit e di altri movimenti populisti, noi crediamo che l’Unione sia un percorso necessario per il bene del Continente”, ha ribadito il porporato a nome della Chiesa italiana. “C’è ancora più bisogno d’Europa, ma ad una condizione”, ha ripetuto anche in veste di presidente del Ccee: “Che l’Europa non diventi altro rispetto a se stessa, alle sue origini giudaico-cristiane, alla sua storia, alla sua identità continentale, alla sua pluralità di tradizioni e culture, ai suoi valori, alla sua missione”. Per Bagnasco, “l’Unione non è fatta dai Capi di Stato, ma dai popoli degli Stati membri, ed è ai popoli che bisogna pensare con stima e rispetto senza imporsi”. “Accelerare i processi – ha ammonito – non può significare l’omologazione di culture e tradizioni, e neppure la ricerca di compromessi al ribasso, né aggirare le dichiarazioni e le leggi comuni. E neppure limitare le sovranità nazionali. I Capi degli Stati e dei governi sanno che essi sono delegati dei loro popoli e che nelle decisioni comuni devono tener conto delle loro nazioni”.

Consiglio permanente: card. Bagnasco, i tre livelli dell’azione della Chiesa a favore dei migranti

Mon, 2017-03-20 18:08

“Continua l’attenzione e l’impegno solidale del nostro Paese verso i flussi di tanta povera gente che fugge da guerra, fame, persecuzione religiosa ed etnica, alla ricerca di un futuro migliore”. Lo ha assicurato il card. Bagnasco, nella prolusione del Consiglio permanente della Cei. “Sembrano essere in atto tentativi di cooperazione concreta che mirano a incentivare, in modo proporzionato e garantito, lo sviluppo e la pace in Paesi che si trovano da anni in gravi difficoltà”, l’analisi del cardinale a proposito dello “sfondo” entro cui “si colloca anche l’azione della nostra Chiesa”, che si articola su tre livelli. Innanzitutto, ha spiegato Bagnasco, “con un’azione di sostegno direttamente nei Paesi di provenienza: per fermarci agli ultimi 4 anni, sono 2.727 i progetti di formazione e sviluppo sociale sostenuti con fondi 8xmille destinati alla Chiesa cattolica, con uno stanziamento pari a 370 milioni e 400mila euro”. In quest’ottica, va letta anche l’iniziativa straordinaria della Cei “Liberi di partire, liberi di restare”, che “punta a costruire un ponte tra le nostre Chiese e, in particolare, quelle dell’Africa e ha per beneficiari principali i migranti minorenni”. Il progetto, ha reso noto Bagnasco, prevede un impegno complessivo di 30 milioni di euro, tratti sempre dai fondi 8xmille.Un secondo livello di intervento riguarda “il coinvolgimento diretto anche della Cei nella realizzazione di corridoi umanitari per l’arrivo in Italia di profughi, fuggiti da Paesi in conflitto: attraverso le diocesi si accompagnerà un adeguato processo di integrazione ed inclusione nella società italiana”. Il terzo livello, infine, vede “la presenza operosa della Chiesa, in collaborazione con le Autorità locali competenti”: “Parrocchie, istituti religiosi, associazioni e gruppi, Caritas diocesane e Uffici Migrantes: ogni risorsa è in campo – ha garantito Bagnasco – nell’ottica dell’accoglienza sempre necessaria, ma anche nell’intento di integrare coloro che mostrano nei fatti di volerlo, di partecipare attivamente ai percorsi previsti, di imparare la lingua, di conoscere il nostro Paese e la sua cultura, di cominciare ad amarlo come il proprio, operando per il bene comune”.

Consiglio permanente: card. Bagnasco, né accanimento, né eutanasia. Ddl fine vita riduce medico a “funzionario notarile”

Mon, 2017-03-20 18:07

“La legge sul fine vita, di cui è in atto l’iter parlamentare, è lontana da un’impostazione personalistica; è, piuttosto, radicalmente individualistica, adatta a un individuo che si interpreta a prescindere dalle relazioni, padrone assoluto di una vita che non si è dato”. A lanciare il grido d’allarme è il card. Bagnasco, che nella parte finale della prolusione del Consiglio permanente della Cei ha ricordato che “la vita è un bene originario: se non fosse indisponibile tutti saremmo esposti all’arbitrio di chi volesse farsene padrone”. “Questa visione antropologica, oltre ad essere corrispondente all’esperienza, ha ispirato leggi, costituzioni e carte internazionali, ha reso le società più vivibili, giuste e solidali”, ha fatto notare il presidente della Cei. “È acquisito che l’accanimento terapeutico – di cui non si parla nel testo – è una situazione precisa da escludere, ma è evidente che la categoria di ‘terapie proporzionate o sproporzionate’ si presta alla più ampia discrezionalità soggettiva, distinguendo tra intervento terapeutico e sostegno alle funzioni vitali”, il rilievo del card. Bagnasco a proposito del ddl in discussione: “Si rimane sconcertati – ha aggiunto – anche vedendo il medico ridotto a un funzionario notarile, che prende atto ed esegue, prescindendo dal suo giudizio in scienza e coscienza; così pure, sul versante del paziente, suscita forti perplessità il valore praticamente definitivo delle dichiarazioni, senza tener conto delle età della vita, della situazione, del momento di chi le redige: l’esperienza insegna che questi sono elementi che incidono non poco sul giudizio”. “La morte non deve essere dilazionata tramite l’accanimento, ma neppure anticipata con l’eutanasia”, ha affermato il presidente della Cei ribadendo la posizione tradizionale del magistero della Chiesa: “Il malato deve essere accompagnato con le cure, la costante vicinanza e l’amore. Ne è parte integrante la qualità delle relazioni tra paziente, medico e familiari”.

Germany: Munich and Freising, adult baptisms on the rise. Ms Grunden (diocese), “some come from Islam”

Mon, 2017-03-20 17:02

Most Catholics cannot remember the day of their Baptism. Yet it is one of the most significant moments in their lives. But this is not the case for the adults who decide to be baptised after their catechumenate. Over the past five years, the number of candidates for adult Baptism “has constantly risen in the Archdiocese of Munich and Freising”, Gabriela Grunden, director of the religious orientation course, explained: there are currently 50 persons who will receive Baptism in 2017 following a period of formation and discernment. “The course, which was very popular, was attended by people from different walks of life – Ms Grunden explained”. “There were also Muslim people who decided that their future lies in the Christian faith”. The course is not just about learning; rather, “it is an opportunity to answer questions and discuss – the director pointed out -, and those who have received Baptism in recent years accompany the new candidates as volunteers” twice a month for three hours. On the Easter Vigil, Cardinal Reinhard Marx, Archbishop of Munich and Freising, will baptise 22-year-old Eva-Maria Bach Meier, a non-believer from a Saxon family who converted to Christianity after meeting her husband – whom she first married in a civil ceremony – and his family. For a year and a half, Eva-Maria Bach Meier has been preparing for Baptism, also by attending spiritual events together with her husband; they are scheduled to receive the Sacrament of Matrimony in June.

Germania: Monaco-Frisinga, aumentano battesimi adulti. Grunden (diocesi), “alcuni provengono dall’islam”

Mon, 2017-03-20 17:02

La maggior parte dei cattolici non può ricordare il giorno del Battesimo. Eppure è uno dei più importanti della loro vita. Ma è diverso per gli adulti che decidono di farsi battezzare dopo il cammino del catecumenato. Negli ultimi cinque anni, il numero dei candidati al battesimo da adulti “è cresciuto costantemente nella arcidiocesi di Monaco-Frisinga”, come spiega Gabriela Grunden, che dirige il corso di orientamento religioso: e nel 2017 risultano al momento 50 le persone che si faranno battezzare dopo il periodo di formazione e discernimento. “Il corso è stato molto frequentato da persone di varia estrazione – spiega Grunden –; c’erano anche persone di provenienza musulmana che hanno deciso che il loro futuro era nella fede cristiana”. Il corso non è solo di apprendimento ma “deve essere immaginato come un’occasione per rispondere alle domande e per discutere – sottolinea la direttrice – e coloro che sono stati battezzati negli ultimi anni accompagnano da volontari i nuovi candidati”, due volte al mese, per tre ore. La notte della veglia pasquale il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco-Frisinga, battezzerà la 22enne Eva-Maria Bach Meier, che si è convertita dopo l’incontro con il marito, sposato inizialmente civilmente, e la sua famiglia, lei proveniente da una famiglia sassone non credente. Per un anno e mezzo Eva-Maria Bach Meier si è preparata per il proprio battesimo, frequentando anche i momenti di spiritualità insieme con il marito; è stata anche decisa per giugno la data del matrimonio sacramentale.

Diocesi: Roma, “Preghiera per i missionari martiri” nel nome di padre Ragheed Ganni

Mon, 2017-03-20 16:50

Nel 10° anniversario della morte di padre Ragheed Ganni, giovane sacerdote cattolico di rito caldeo barbaramente ucciso all’uscita della chiesa dello Spirito Santo a Mosul, dove era parroco, l’Ufficio catechistico della diocesi di Roma, insieme a varie associazioni e in collaborazione con il Centro per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma, ha promosso per giovedì 23 marzo la “Preghiera per i missionari martiri”. Sarà questa l’occasione per riscoprire la figura del sacerdote iracheno che a Roma visse, dal 1996 al 2003, nel Collegio irlandese. La preghiera si articolerà in tre momenti: il primo alle ore 18, proprio al Collegio irlandese, il secondo nell’adiacente monastero dei Santi Quattro Coronati, dove verrà pregato il Vespro animato dalle monache agostiniane e presieduto da monsignor Paolo Lojudice, vescovo ausiliare della diocesi di Roma per il settore Sud e incaricato della cooperazione missionaria. Il terzo momento avrà luogo, alle 19, all’isola Tiberina, alla basilica di San Bartolomeo, che, per volontà di San Giovani Paolo II, è stata dedicata alla memoria dei martiri del XX e XXI secolo. Qui i partecipanti potranno ammirare la stola sacerdotale di padre Ganni, insieme con le reliquie dei martiri di ogni continente.

Lavoro: Ucid Messina, domani presentazione di un corso su etica e valori cristiani nelle professioni e nell’impresa

Mon, 2017-03-20 16:44

Verrà presentato domani a Messina (chiesa S. Maria all’Arcivescovado – ore 10) il secondo corso della Scuola permanente per imprenditori organizzato dall’Unione cristiana imprenditori e dirigenti (Ucid) – sezione di Messina, in collaborazione con l’Università degli studi di Messina e il Progetto Policoro dell’arcidiocesi di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela. Il corso è rivolto a giovani che intendono intraprendere un’attività imprenditoriale e a imprenditori che intendano acquisire competenze per affrontare il mondo aziendale, sulla base dei valori cristiani. Soci Ucid, imprenditori, dirigenti e professionisti daranno ai partecipanti nel corso degli incontri supporto allo sviluppo di idee imprenditoriali e creazione e/o conduzione dell’impresa rimanendo un punto di riferimento nel prosieguo della loro attività imprenditoriale. Il primo incontro, “Etica e valori cristiani nelle professioni e nell’impresa”, si terrà il 1° aprile alle 9.30 presso l’Aula Cannizzaro dell’Università degli Studi di Messina alla presenza dell’arcivescovo monsignor Giovanni Accolla; del rettore Pietro Navarra e del consulente ecclesiastico Ucid monsignor Adriano Vincenzi . Gli ulteriori cinque incontri settimanali tenuti da docenti e professionisti si terranno presso la Facoltà di economia. Domande di iscrizione entro il 25 marzo a sez.messina@ucid.it

Papa Francesco: reso noto il programma del pellegrinaggio a Fatima (12-13 maggio)

Mon, 2017-03-20 16:44

È stato reso noto oggi dalla Sala stampa vaticana il programma del pellegrinaggio di papa Francesco al Santuario di Nostra Signora di Fatima, in Portogallo, in occasione del centenario delle apparizioni della Beata Vergine Maria alla Cova da Iria. Il Papa partirà venerdì 12 maggio alle 14 in aereo da Fiumicino, diretto alla Base Aerea di Monte Real, dove l’arrivo è previsto per le 16.20. Qui la cerimonia di benvenuto, venti minuti d’incontro privato con il Presidente della Repubblica (alle 16.35) e la visita alla cappella della base aerea, quindi, alle 17.15, il trasferimento in elicottero allo stadio di Fatima. Alle 17.35 arrivo allo stadio di Fatima e trasferimento in auto aperta al Santuario, dove alle 18.15 il Papa visiterà la cappellina delle apparizioni. In serata, alle 21.30, nella medesima cappellina benedizione delle candele.

Il giorno seguente (13 maggio) Bergoglio incontrerà alle 9.10 il Primo ministro nella Casa “N.S. do Carmo”; alle 9.40 visita alla basilica “Nossa Senhora do Rosário de Fátima” e alle 10 Messa sul sagrato del santuario. Al termine della Messa, il saluto del Santo Padre ai malati e, alle 12.30, il pranzo con i vescovi del Portogallo nella Casa “N.S. do Carmo”. Francesco ripartirà quindi alle 15 dalla base aerea di Monte Real, dopo la cerimonia di congedo, per atterrare a Ciampino alle 19.05.

Giornata vittime mafie: la partecipazione della Consulta nazionale antiusura e Fondazione antiusura S. Nicola e Ss. Medici

Mon, 2017-03-20 16:34

La Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II e la Fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici parteciperanno domani con una delegazione alla XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie in programma a Locri. “La mafie si nutrono di silenzio, di solitudine e di assenze dello Stato, della cultura della legalità e dello spirito di associazionismo e condivisione”, ha dichiarato monsignor Alberto D’Urso, presidente della Consulta. “Laddove ci sono questi grandi assenti – ha proseguito – i fenomeni criminali hanno campo libero per proliferare e per ingrossare le file della manovalanza criminale. La marcia di domani sarà un’altra occasione per levare un’unica voce contro il malaffare e per fare sentire la nostra presenza alle tante persone che vivono sotto lo schiaffo della criminalità”. Gli usurati “che si rivolgono alle nostre Fondazioni – ha concluso mons. D’Urso – affrontano il grande passo della denuncia degli usurai quando sentono forte la vicinanza delle forze dell’ordine, delle istituzioni e della solidarietà della società civile”.

Migranti: Cir, “l’Europa ripensi l’approccio al fenomeno migratorio”

Mon, 2017-03-20 16:33

“L’Europa ritrovi la volontà politica di una visione comune su migrazione e mobilità delle persone, coinvolgendo i singoli governi verso un positivo ripensamento dell’approccio al tema dei rifugiati, al diritto d’asilo e, più in generale, al fenomeno migratorio”: questo l’appello del Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) in vista del 60° anniversario dei Trattati di Roma e ad un anno dall’entrata in vigore dell’accordo Ue-Turchia. A 12 mesi dall’entrata in vigore, secondo le autorità elleniche sono ancora 14.371 le persone bloccate negli hotspot, costrette a vivere in condizioni disumane. A ciò si aggiungono le denunce delle principali Ong sugli abusi ai quali sono esposti i profughi bloccati in un limbo burocratico, dove le domande dei richiedenti asilo e i diritti umani vengono trascurati. “Misure così restrittive non impediscono alle persone in fuga di intraprendere il viaggio, ma lo rendono più difficile e di fatto ancor più insicuro – dichiara il presidente del Cir Roberto Zaccaria -. Nonostante la Commissione europea tracci un bilancio positivo dell’accordo per la diminuzione degli arrivi sulle coste greche, non si può nascondere il fatto che nei primi mesi del 2017 sono stati più di 500 i morti nel Mediterraneo centrale.  Solo il pieno rispetto del diritto d’asilo, l’apertura di vie legali e sicure, come reinsediamenti, ricollocamenti, visti umanitari e ricongiungimento familiare, così come i visti per motivi di lavoro o di studio, rappresentano l’unica soluzione praticabile per porre fine alle morti e alle sofferenze ai confini dell’Europa, sia in terra sia in mare”.

Penitenza e misericordia: Università europea di Roma, giovedì convegno e presentazione di un libro del rettore

Mon, 2017-03-20 16:22

“Grazia, giustificazione e penitenza” è il tema del convegno che si terrà giovedì 23 marzo alle 10, all’Università europea di Roma, in occasione della presentazione del libro di padre Pedro Barrajón, rettore dell’Ateneo, “Mistero della grazia misericordiosa” (If Press). Introdurrà l’incontro il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore. Interverranno diversi docenti: Renata Salvarani, Università europea di Roma, sul tema “Tra teologia e storia del cristianesimo: percorsi di ricerca”; Marco Bartoli, Lumsa, su “Colpa e individuo nella sensibilità tardo medievale”. Marco Pellegrini, Università degli studi di Bergamo, parlerà di “Concetti e pratiche di giustificazione nel Rinascimento”. “Riforma e riforma cattolica: aspetti di teologia delle immagini” sarà il tema trattato da Costanza Barbieri (Accademia di Belle Arti, Roma), mentre Guido Traversa, Università europea di Roma, si soffermerà su “La libertà come ‘non indifferenza’”. Concluderà padre Barrajón. “Incontri come questo sono molto utili per comprendere meglio i temi attuali della nostra società”, spiega Salvarani. “Lo studio della storia aiuta a conoscere le radici e i valori comuni delle diverse comunità cristiane, in un momento in cui Papa Francesco ci invita a sviluppare amicizia e dialogo”. Il convegno, che apre la Settimana della Storia del cristianesimo del Vicariato, è riconosciuto come attività di formazione e aggiornamento per gli Insegnanti di religione cattolica (Irc).

Migrazioni: #NotMyEurope, mobilitazione della società civile il 25 marzo sul Tevere a Roma

Mon, 2017-03-20 16:16

Il 25 marzo, quando i leader europei saranno riuniti per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, le organizzazioni della società civile porteranno il Mediterraneo nel cuore della capitale, sulle acque del Tevere, per una simbolica azione di protesta contro le politiche migratorie dell’Ue e per chiedere un’Europa più umana e accogliente verso chi fugge da guerre, persecuzioni o povertà. Appuntamento alle 15.30 sulle rive del “Mar Tevere”, di fronte a Castel Sant’Angelo. Sul fiume, una imponente installazione riprodurrà l’impatto delle politiche dei muri sulle persone in cerca di sicurezza in Europa. Sul palco, un uomo sopravvissuto al viaggio, Emma Bonino, Luigi Manconi, Gad Lerner, reading di Moni Ovadia e Roberta Caroni, interventi delle organizzazioni promotrici. “Muri, blocchi e accordi disumani con Paesi in Africa, Asia e Medio Oriente condannano persone in cerca di sicurezza a viaggi sempre più spesso mortali o le respingono verso la sofferenza che si sono lasciati alle spalle” dichiarano le organizzazioni. “Il destino di migranti e rifugiati ci riguarda. La strage nel Mediterraneo deve finire, attraverso l’apertura immediata di canali d’ingresso regolare e protetto. Mostriamo ai leader l’altra faccia dell’Europa, che vogliamo accogliente e solidale”.  La mobilitazione è promossa da tante organizzazioni della società civile impegnate in prima linea sulla migrazione, tra le quali Amnesty international, Amref, Arci, Baobab Experience, Centro Astalli, Consiglio italiano per i rifugiati, Comitato 3 Ottobre, Intersos, Legambiente, Medici per i diritti umani, Medici senza frontiere, Oxfam, R@inbow for Africa – R4A, Save the children, Sea-Watch, Terre des hommes, Unicef. Evento su Facebook: Not My Europe. Si twitta: #NotMyEurope

Scritta su vescovado Locri: amministrazione comunale, “orgogliosamente sbirri per il cambiamento”

Mon, 2017-03-20 16:07

“Orgogliosamente sbirri per il cambiamento”. Questo lo striscione apparso sui muri del centro di aggregazione giovanile di Locri e firmato Amministrazione comunale apparso dopo il messaggio intimidatorio di questa mattina sui muri del Vescovado, “Più lavoro meno sbirri”. Scritta che non ha risparmiato neanche don Luigi Ciotti. Nella tarda mattinata il sindaco Giovanni Calabrese ha tenuto una conferenza stampa sull’accaduto, proprio dinanzi al Centro di aggregazione, anch’esso preso di mira. “I soliti ignoti, per la tendenza criminale che li contraddistingue, hanno dimostrato per l’ennesima volta di essere vigliacchi e inutili per questo territorio, che però continuano a mortificare quotidianamente con i loro vili atti criminali e criminosi. Condanniamo con tutte le nostre forze quanto accaduto, ma anche questo non fermerà il grande sentimento di riscatto che sta coinvolgendo il nostro territorio e tutti i suoi cittadini onesti, affinché l’occupazione sia uno dei risultati di questa lotta”, si legge in un comunicato dell’Amministrazione comunale. “Sicuramente – si legge ancora nel comunicato – non ci fermerà una bomboletta spray e parole insensate scritte da gente vigliacca, in grado di rovinare anche momenti di festa e di unitaria partecipazione. Domani manifesteremo anche per dire basta alla criminalità, all’ignoranza, alla trasversale tendenza di voler a tutti costi arrestare il vento del cambiamento che ormai soffia su tutta la Locride. Locri non è questa. Locri è la gente onesta che ieri ha condiviso un momento di profonda riflessione e ricordo, Locri è di chi ama questo territorio, non di chi lo denigra, calpestandone l’immagine, tendando di fermare i sentimenti di coraggio di chi crede in un futuro diverso e migliore. Insieme a tutte le persone oneste, alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine, riusciremo a sconfiggere questa ignobile piaga”. “Orgogliosamente sbirri per il cambiamento” sarà apposto anche per tutti i luoghi del corteo di domattina, quando verrà celebrata la Giornata della memoria e dell’impegno.

Iraq: Patriarcato caldeo, comunità della diaspora si facciano carico della scarsità di vocazioni sacerdotali

Mon, 2017-03-20 15:30

Molte comunità caldee della diaspora, sparse nei Paesi occidentali, chiedono al Patriarcato l’invio urgente di sacerdoti per la cura pastorale. Ma il Patriarcato caldeo non può inviare all’estero sacerdoti che operano al servizio delle diocesi in Iraq, anche perché è prioritaria la cura pastorale delle comunità presenti nei territori di radicamento storico della Chiesa caldea. Per questo, le comunità della diaspora, con i loro Vescovi, sono sollecitate a prendere iniziative per affrontare in loco il problema della carenza di vocazioni sacerdotali, anche incentivando le ordinazioni sacerdotali di uomini sposati. Sono queste le indicazioni e i suggerimenti contenuti in un comunicato appena diffuso dal Patriarcato caldeo, e rilanciato da Fides, in risposta alle richieste di invio di sacerdoti indirizzate al Patriarcato dalle comunità caldee disseminate in tutto il mondo. “Il Patriarcato – si legge nel testo – sa bene che ci sarebbe bisogno di sacerdoti per le comunità caldee che si trovano in Australia, Canada, Stati Uniti, Europa e in diversi Paesi del Medio Oriente”. Ma la scarsità di vocazioni rende di fatto impossibile venire incontro alle tante richieste. E dovendo scegliere, il Patriarcato riferisce di considerare prioritaria la permanenza di un congruo numero di sacerdoti presso le diocesi che amministrano i territori iracheni. Il fenomeno dell’esodo dei cristiani caldei – si legge nel documento – si è intensificato negli ultimi 15 anni a causa di diversi fattori: mancanza di sicurezza, estremismo e terrorismo anche di marca settaria, instabilità politica. Per tutti questi fenomeni “i cristiani hanno sofferto tanto, insieme con gli altri cittadini” rimarca il documento del Patriarcato. Il Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako, contattato da Fides, chiama in causa la responsabilità di ogni singolo Vescovo, compresi quelli che guidano le comunità caldee in diaspora. Il comunicato diffuso dal Patriarcato caldeo invita tutti loro a cercare soluzioni per favorire l’aumento del numero dei sacerdoti nelle rispettive diocesi, compreso un maggior ricorso all’ordinazione sacerdotale di uomini sposati, contemplata nella disciplina canonica delle Chiese cattoliche orientali.

Cardinal Vlk: archbishop Zvolensky, “extraordinary herald of the faith”

Mon, 2017-03-20 15:18

“The Lord has called to Himself this extraordinary herald of the faith who bore a truly beautiful witness during the rule of communism and after its fall, when he wisely led the Church in the Czech Republic”, says Msgr. Stanislav Zvolensky, president of the Bishops’ Conference of Slovakia, expressing his deepest condolences on the death of Cardinal Miloslav Vlk to Cardinal Dominik Duka, president of the Czech Bishops’ Conference, and the faithful in Bohemia and Moravia. The prelate also recalled the fruitful joint meetings of Czech and Slovak bishops in the first years of freedom after 1989, as well as the cardinal’s brave attitude and absolute devotion to God’s will when he learned about his serious disease. “We are grateful to the Lord for his life and for his example of true faith”, continues Msgr. Zvolensky. The funeral mass will take place on Saturday, March 25, 2017 in the Cathedral of St. Vitus in Prague. The remains of the late cardinal Miloslav Vlk will be exposed on Tuesday and Friday, so that the faithful can pay their respects to him in prayer.

Card. Vlk: mons. Zvolensky (vescovi slovacchi), “uno straordinario testimone della fede”

Mon, 2017-03-20 15:18

“Il Signore ha chiamato a sé questo straordinario testimone della fede che ha saputo offrire una meravigliosa testimonianza durante l’epoca del comunismo e dopo la sua caduta quando con saggezza guidava la Chiesa in Repubblica Ceca”, ha dichiarato mons. Stanislav Zvolensky, presidente della Conferenza episcopale slovacca, esprimendo le sue sentite condoglianze per la morte del cardinale Miloslav Vlk al cardinale Dominik Duka, presidente della Conferenza episcopale ceca e ai fedeli boemi e moravi. Il presule ha inoltre ricordato le fruttuose riunioni congiunte dei vescovi cechi e slovacchi nei primi anni di libertà dopo il 1989, nonché il coraggio e la totale sottomissione del cardinale alla volontà di Dio quando venne a conoscenza della gravità della sua malattia. “Siamo grati al Signore per la sua vita e il suo esempio di autentica fede”, ha continuato mons. Zvolensky. Le esequie si svolgeranno sabato, 25 marzo 2017, presso la cattedrale di San Vito a Praga. La salma del cardinale defunto verrà esposta martedì e venerdì per permettere ai fedeli di rendergli un ultimo omaggio in preghiera.

Giornata comunicazioni sociali: Marroni (Sole 24 Ore) a Copercom, “notizie profondamente oneste. Sempre!”

Mon, 2017-03-20 15:03

Con l’intervento di Carlo Marroni, vaticanista de “Il Sole 24 Ore”, prende slancio la riflessione a più voci avviata dal Copercom sul Messaggio di Papa Francesco per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. “Sono principi talmente naturali che neppure dovrebbero essere messi a corollario della professione. Eppure – scrive Marroni – il Papa li elenca all’inizio del suo messaggio, e tanto basta per fare luce ancora una volta sugli scalini dove la comunicazione (in Italia) spesso inciampa”. Fare informazione, spiega il vaticanista, “implica onestà di pensiero e di comportamento”. “Naturalmente esistono le nostre convinzioni che ci guidano, ma non vanno lasciate tracimare sopra il livello di guardia dell’onestà, là dove i pregiudizi prevalgono sopra i giudizi, dove l’occhio del cronista viene offuscato da quello del censore”. La penna, ricorda Marroni, “è uno strumento formidabile e insostituibile nell’umano consorzio, ma trasformarla in spada è tradire la penna stessa, nata per comunicare, anche con grande rigore, ma non per trafiggere in modo indiscriminato e tantomeno per accarezzare e blandire”. Solo su “questi binari – osserva – non ci sarà distinzione tra buone e cattive notizie, ma tra notizie interessati e altre meno, scritte bene o confuse, ma sempre profondamente oneste”. Il Papa, aggiunge il vaticanista, “parla a tutti, e tutti comprendono la forza del suo messaggio. La buona notizia quindi può diventare ‘buona novella’ quando anche le storie di sofferenza e di malaffare – le cattive notizie che fanno notizia – possono essere scritte o trasmesse con uno sguardo in avanti, con un animo positivo e non distruttivo”, conclude Marroni.

Migranti: p. Baggio (Santa Sede), “nelle periferie non serve il trucco ma trasformazioni per inclusione sociale e dignitosa”

Mon, 2017-03-20 14:48

“Gli operatori impegnati nella pastorale migratoria devono pensare agli obiettivi a lungo termine, impegnandosi nella costruzione di città migliori cominciando dalle periferie”. Lo ha detto questa mattina padre Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero dello Sviluppo Umano Integrale, intervenendo all’incontro annuale dei responsabili della pastorale dei migranti delle grandi città europee in corso a Roma sul tema “Le periferie geografiche ed esistenziali nella mobilità umana”. Quella della migrazione, ha spiegato p. Baggio, è una “sfida missionaria” che “ nasce spontanea dalla coscienza della necessità di essere una ‘Chiesa in uscita’”. E in questa missione, ha aggiunto, “non possiamo andare mai da soli, ma sempre come Chiesa, come comunità missionaria”. Occorre andare “dal centro alle periferie”. I missionari possono “caricare le batterie” nel “centro”, ma “devono poi andare nelle periferie” perché “devono confrontarsi personalmente con la realtà delle periferie per essere credibili, concreti ed efficaci”: “Il trucco non serve. Nelle periferie non servono interventi di chirurgia estetica, ma trasformazioni reali tese a un inclusione sociale e dignitosa”. P. Baggio ha quindi rivolto lo sguardo ai gruppi “particolarmente vulnerabili” come i rom e i bambini . “Tra le persone vulnerabili delle periferie – ha concluso – un’attenzione speciale va ai bambini migranti, rifugiati e vittime della tratta”, ai rom e sinti che “rappresentano gruppi particolarmente vulnerabili tra gli abitanti delle periferie”.

Venezuela: ritrovati 15 cadaveri in fossa comune in un carcere. Dura presa di posizione dei vescovi

Mon, 2017-03-20 14:30

La Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale venezuelana prende posizione sul ritrovamento di fosse comuni, con almeno 15 cadaveri, nella Penitenciaría General de Venezuela, un carcere chiuso da qualche mese nello stato di Guárico. Nel comunicato a firma di monsignor Roberto Lückert, arcivescovo emerito di Coro, si definisce “terribile” questa scoperta che dimostra “la violazione di diritti umani fondamentali” attraverso “torture e atti crudeli, inumani e degradanti” e si fa presente che delitti come questi “sono perseguibili d’ufficio”. Perciò si chiede alle istituzioni venezuelane, ai vari livelli e competenze, di mettere in atto con urgenza le indagini che portino al chiarimento di quanto accaduto. Inoltre i vescovi rivolgono al Ministero competente la richiesta “di garantite l’integrità e la dignità delle persone detenute, perché non si ripeta una tragedia come questa”. A tutte le organizzazioni della società civile si chiede, invece, di esigere dalle autorità la garanzia del rispetto dei diritti umani nelle carceri.

Editoria religiosa: don Costa (Lev), “la nostra priorità è servire e offrire supporto al Papa”

Mon, 2017-03-20 14:28

“Papa Francesco è un ottimo comunicatore. La sua spontaneità affascina la gente”. Lo dice don Giuseppe Costa, direttore della Libreria editrice vaticana, a margine del convegno sull’educazione religiosa che si è svolto a Los Angeles: “È un comunicatore per sua natura. Quando incontra qualcuno lo guarda negli occhi, gli sorride, l’accarezza. Lui ama parlare con tutti, percepisce il sentimento di chi incontra e prova a farsi capire usando esempi di vita pratica. È davvero spontaneo”.

Don Costa si è poi soffermato sul modo di fare comunicazione della Lev: “La nostra priorità è servire e offrire supporto al Papa nelle pubblicazioni. Io credo che per realizzare una buona comunicazione bisogna usare differenti strumenti insieme: libri, video, audio e supporti elettronici. E poi le persone devono essere aperte a capire”. Infine, un pensiero sui cattolici americani: “Mi piace l’atmosfera del cattolicesimo americano nei giovani e negli adulti, nei religiosi e nei laici. È la manifestazione della gioia dello stare insieme”.

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