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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 31 min ago

Santa Sede: morto a 97 anni mons. Andrea Wang Chongyi

Mon, 2017-05-08 16:57

Giovedì 20 aprile è deceduto monsignor Andrea Aniceto Wang Chongyi, arcivescovo emerito di Guiyang, nella provincia di Guizhou. Aveva 97 anni ed era uno dei vescovi più anziani della Cina Continentale. A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede. “Con zelo apostolico ha guidato il Popolo di Dio affidatogli”, si legge nel comunicato: “Pastore generoso, preparava con cura gli impegni pastorali. È ricordato anche per la sua gentilezza e la grande cortesia umana”. Il presule era nato il 26 ottobre 1919 nel villaggio di Huangguoshu, distretto di Zhenning nel Guizhou, da una famiglia di tradizione cattolica. A 13 anni entrò nel Seminario minore di Guiyang. Successivamente passò al Seminario intermedio “San Paolo” e poi a quello maggiore “San Pietro”. Ordinato sacerdote il 24 ottobre 1949, fu nominato parroco di Meitan e di Zunyi. Durante la rivoluzione culturale fu arrestato e costretto ai lavori forzati nel villaggio di Zhenning per nove anni. Nel 1979 tornò nella parrocchia di Zunyi e nel 1981 venne nominato parroco della chiesa nord di Guiyang. Il 4 dicembre 1988 fu ordinato vescovo di Guiyang. L’8 settembre 2014 aveva rassegnato le dimissioni dall’ufficio episcopale, che furono accolte da Papa Francesco il 4 marzo 2015. Lasciò la guida dell’arcidiocesi al suo coadiutore, monsignor Paolo Xiao Zejiang, da lui stesso consacrato l’8 settembre 2007. L’arcidiocesi di Guiyang conta attualmente 23 sacerdoti e oltre 40 religiose; i fedeli sono circa 100.000, compresi i numerosi appartenenti a minoranze etniche. I funerali sono stati celebrati il 22 aprile nella cattedrale di Guiyang.

Comunicazione: don Buttiglieri (Ucsi Sicilia), porre al centro “la vita dell’uomo nel rispetto dell’etica e del codice deontologico”

Mon, 2017-05-08 16:53

“Ritornare a una comunicazione bioetica, con al centro la vita dell’uomo nel rispetto dell’etica e del codice deontologico”. Lo ha chiesto don Paolo Buttiglieri, consulente ecclesiastico dell’Ucsi Sicilia, giornalista e sacerdote salesiano, nel corso dell’incontro formativo che si è svolto sabato scorso, nell’auditorium della Società San Paolo di Catania, sul tema “Il comunicatore: faro nel buio di questo mondo”. Il seminario, che si colloca in preparazione alla 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, è stato organizzato dall’Ucsi Sicilia e dalla sezione Ucsi di Catania, in collaborazione con Ordine dei giornalisti di Sicilia, Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti e Paolini di Catania.
Nell’attuale contesto, ha ribadito il consulente ecclesiastico Ucsi, diventa fondamentale l’apporto del “giornalista in qualità di educatore, formatore e ‘faro’ della conoscenza per indicare la realtà cosi come è, senza giudizi e preconcetti”. Il paolino don Agatino Gugliara (superiore Società San Paolo, Comunità di Catania), riprendendo il messaggio di Papa Francesco, ha ribadito “la necessità di guardare alla realtà con la luce dell’annuncio della ‘buona notizia’ del Vangelo”. E don Valdir Josè de Castro, superiore generale della Società San Paolo (per la prima volta in Sicilia), riproponendo la genesi dell’intuizione profetica di don Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, ha evidenziato le difficoltà e le sfide legate al nostro tempo in cui la comunicazione “corre il rischio di scontrarsi con una massa impersonale digitale dimenticando di promuovere interazione, dialogo e condivisione”.

Diocesi: Campobasso-Bojano, “peregrinatio” nelle parrocchie della statua della Madonna di Lourdes

Mon, 2017-05-08 16:42

Prosegue la peregrinatio della statua della Madonna di Lourdes a Campobasso. Oggi pomeriggio la statua sarà accolta nella cattedrale. L’appuntamento è per le 17.40 e all’accoglienza farà seguito la Messa celebrata dal parroco, don Michele Tartaglia. L’immagine sacra sosterà nella cattedrale fino all’11 maggio.

La tappa fa parte della peregrinatio promossa dalla locale sottosezione dell’Unitalsi molisana che vede coinvolte le parrocchie di Campobasso dal 1° al 20 maggio. Nell’arcidiocesi di Campobasso-Bojano la visita mariana itinerante ha avuto inizio a febbraio e ad aprile ha fatto tappa prima nella parrocchia San Silvestro Papa di Matrice e poi nella parrocchia di Petrella Tifernina. La conclusione è prevista per il 30 maggio a Cercemaggiore. Insieme alla statua vengono condotti nella parrocchie anche un cero e un contenitore nel quale le persone che lo desiderano possono deporre le intenzioni di preghiera o di ringraziamento. Il contenitore sarà poi portato a Lourdes, sotto la Grotta, in occasione del pellegrinaggio regionale del 2 agosto. In quella stessa occasione sarà anche acceso il cero.

Riviste: “Vita e pensiero”, nel sommario le sfide spirituali di oggi secondo Bartolomeo I e la globalizzazione al capolinea

Mon, 2017-05-08 16:30

“Le cinque sfide spirituali della società contemporanea”: la rivista “Vita e pensiero”, nel nuovo numero (2/2017), presenta una riflessione del patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. “Il mondo oggi conosce i più grandi sconvolgimenti che abbia mai visto e pone sfide eccezionali: il fondamentalismo, la libertà, l’ambiente, la mediazione e il dialogo. E a tutto ciò sono legate libertà religiosa e sorte dei cristiani in Oriente”. Un altro articolo, con la testimonianza del gesuita Franz Magnis-Suseno, si intitola “Islam e cristianesimo, il modello è l’Indonesia”. In un Paese “a maggioranza musulmana, nonostante alcune tensioni con gli estremisti il dialogo e la conoscenza reciproca sono cresciuti moltissimo negli ultimi decenni”, vi si legge. Altri articoli riguardano la “fine del secolo democratico” (1917-2017) e i “malesseri” della società francese. Nella rubrica Focus spazio e “Donne con uomini, l’avvenire della Chiesa”, contributo della teologa francese Anne-Marie Pelletier, e “Vox populi vox Dei. Quanto contano i laici?”, approfondimento del biblista Timothy Radcliffe. Marco Lossani, docente di Economia internazionale all’Università Cattolica, affronta il tema “Globalizzazione, un fenomeno al capolinea?”.

Germania: scuola materna cattolica di Fasangarten in Baviera, foresta come elemento educativo per i bambini

Mon, 2017-05-08 16:29

Non c’è cattivo tempo, ci sono solo abiti inappropriati: questa è la filosofia della scuola materna cattolica di St. Birgitta a Fasangarten, in Baviera. Durante l’anno scolastico, in ogni stagione, le lezioni si svolgono anche nella vicina foresta di Perlacher. I 70 alunni della scuola una volta alla settimana nelle belle stagioni, e in inverno almeno un giorno al mese, si recano nella foresta. Perlacher è in una splendida posizione, i bambini possono giocare in una piccola rotonda di benvenuto, scavare, costruire teepee e piccole capanne in muschio. “La regolarità è molto importante per noi”, dice Carolin Kramer, vice direttrice della scuola materna. “L’esperienza della foresta avviene sempre –dice Kramer -. I bambini dovrebbero vedere come cambia la natura durante l’anno, la foresta sembra sempre diversa, odori diversi e lo vogliamo mostrare ai bambini”. Per la Kramer è importante riuscire a convincere le persone diffidenti, per gli eventuali pericoli della foresta (insetti, piante velenose, animali), ma la maggior parte delle mamme e papà sono entusiasti: i bambini imparano che nel bosco non ci sono animali e piante, ma “il suolo della foresta non è uniforme, si sviluppano le abilità motorie, imparano a intagliare e rafforzano il sistema immunitario”. Per le lezioni in foresta è importante l’abbigliamento corretto: la scuola ha organizzato un sistema di rotazione e scambio dei vestiti per aiutare le famiglie a coprire i costi, e anche la condivisione diviene un punto formativo nell’esperienza pedagogica della scuola di santa Birgitta.

Povertà alimentare: Banco, a Milano, oltre 11mila minori. Chiesto al Comune sconto sulla Tari per aziende donatrici

Mon, 2017-05-08 16:25

L’istituzione di un tavolo di lavoro “per arrivare concretamente e in tempi rapidi all’approvazione di un provvedimento che preveda la riduzione della tassa sui rifiuti per le aziende che donano, tassello fondamentale che permetterebbe un sensibile aumento del cibo recuperato e distribuito alle strutture caritative con noi convenzionate che solo a Milano hanno aiutano 54.700 persone”. A chiederla è Marco Lucchini, segretario generale della Fondazione Banco alimentare, all’incontro “Spreco e povertà: trasformare un paradosso in ricchezza sociale”, promosso oggi nella cornice di Milano Food City da Banco alimentare, Fondazione Cariplo e altri organismi. “Nell’ambito delle linee d’intervento tracciate dalla food policy – risponde la vicesindaco e assessore all’Educazione del Comune milanese, Anna Scavuzzo – la lotta allo spreco alimentare rappresenta una priorità assoluta”. Per questo, “Palazzo Marino promuove e sostiene le donazioni alimentari e fa propria la richiesta di valutare all’interno di un tavolo tecnico le agevolazioni sulla Tari previste dalla legge”.

Secondo il Banco alimentare, a Milano dal 2009 ad oggi il numero delle persone in povertà alimentare è aumentato del +62% e nella capitale economica d’Italia si contano oltre 11mila minori che non si alimentano a sufficienza. “Abbiamo lanciato un programma da 25 milioni di euro di contrasto alla povertà”, dichiara Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo. “Stiamo recuperando sempre più cibo e grazie alla legge Gadda abbiamo sbloccato le donazioni da parte delle imprese, rendendole più semplici”, osserva Maurizio Martina, ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. “Certo – conclude -, c’è ancora molto da fare ma l’obiettivo di 1 milione di tonnellate di alimenti recuperate e distribuite a chi è in difficoltà è alla nostra portata”.

Elezioni in Francia: Quinio (Settimane sociali), “bene la sconfitta della Le Pen. Futuro in salita per Macron”

Mon, 2017-05-08 16:12

“L’aspetto maggiormente positivo della vittoria di Macron è che non ha vinto il Front National”: Dominique Quinio ha diretto per anni il quotidiano cattolico francese “La Croix” e ora è responsabile delle Settimane sociali di Francia. Intervistata dal Sir sul risultato delle presidenziali, osserva ancora: “Un partito, quello di Le Pen, che ha, comunque, preso molti voti, ma non così tanti come ci si attendeva. Un partito importante che ha saputo evolversi nel tempo, che si presenta con un programma inquietante fondato su esclusione e divisione. L’altro aspetto positivo è che, con Macron, si è riusciti a uscire da un clima tradizionale che vedeva storicamente contrapposte la sinistra e la destra, nel tentativo di riunire una parte di giovani che condividono il desiderio di dare una scossa alla Francia e riformarla. Altro aspetto positivo è il sostegno fermo del nuovo presidente al progetto europeo. È stato il solo a esprimere parole di fiducia per l’Europa”.
Di Macron, Quinio dice: “Il nuovo presidente si è affacciato sulla vita politica abbastanza recentemente. Sappiamo che ha grandi capacità. Ciò che preoccupa è che dovrà fare i conti con una Francia molto divisa. E lo è soprattutto tra le zone urbane e le zone rurali, tra chi ritiene che non bisogna avere paura dell’apertura al mondo e chi invece si sente minacciato da questa mondializzazione. Un clima complicato di cui i responsabili politici oggi dovranno tenere conto”. A giugno sono attese le elezioni legislative: “Non è affatto sicuro che ci sarà una maggioranza al Parlamento. Questo è un aspetto che preoccupa: d’altra parte i partiti tradizionali, come i repubblicani e i socialisti, non hanno voglia di immaginare né tanto meno sono abituati a ragionare in termini di coalizioni, rimanendo ancorati alla politica del blocco contro blocco. Ci troviamo dunque di fronte a un’incognita e il futuro non si presenta semplice” per il nuovo presidente.

Polonia: sostegno alle Chiese dell’est. Gemellaggi e aiuti da Varsavia ai cattolici in Siberia

Mon, 2017-05-08 15:43

“Per le Chiese dell’est Europa l’aiuto più importante è quello spirituale”, sottolinea don Leszek Kryza, direttore del Gruppo di sostegno alle Chiese dell’est dell’episcopato polacco. Il presule ha preannunciato che alla fine di maggio i sacerdoti di quattro delle parrocchie di Varsavia andranno in Siberia per concretizzare i programmi di collaborazione tra parrocchie che prevedono, tra gli altri, scambi di giovani e visite reciproche. “Cerchiamo di aiutare quella gente nella loro vita quotidiana, nello sforzo volto alla formazione spirituale e al vedere in un modo nuovo se stessi e il proprio Paese”, sottolinea don Kryze. Quest’anno il Gruppo ha finanziato le borse di studio per 16 universitari provenienti dalle ex repubbliche sovietiche mentre l’anno scorso ha aiutato finanziariamente con quasi 4mila euro ciascuna delle diocesi cattoliche nell’ex Urss, destinando poi somme considerevoli all’acquisto di paramenti liturgici e alla ristrutturazione di chiese, centri pastorali, istituti religiosi, asili, centri diurni e case di cura per anziani. Inoltre, attraverso il Gruppo, la Chiesa polacca ha aiutato l’opera di catechizzazione degli abitanti dei territori ex Urss che per oltre 70 anni furono privati della libertà di culto, finanziando l’acquisto di libri religiosi e assicurando l’accesso ai media cattolici.

Ong: Aoi risponde con dati su efficacia e trasparenza, “a rischio patrimonio civile”

Mon, 2017-05-08 15:37

Dopo gli “attacchi gravissimi e indiscriminati sulla base di accuse generiche e non circostanziate” tutte le Ong italiane riunite nell’Aoi rispondono organizzando il 10 maggio a Roma (ore 11, sala Capranichetta, piazza Montecitorio 125) un incontro con la politica e i media, durante il quale presenteranno dati sull’efficacia e la trasparenza delle attività delle organizzazioni. Secondo l’Aoi “è stato criminalizzato l’intero sistema della cooperazione internazionale, generando uno scollamento pericoloso tra i cittadini e le organizzazioni sociali”. Le Ong italiane mobilitano più di 600 milioni di euro nella lotta alla povertà e per lo sviluppo attraverso circa 3.000 progetti e programmi di cooperazione, volontariato e aiuto umanitario in decine di Paesi, impegnando più di 16.000 operatori che agiscono in situazioni difficili, a volte a rischio della vita, con circa 82.000 volontari. “La trasparenza è uno degli elementi caratterizzanti dell’operato delle Ong”, ricordano, testimoniato da “bilanci certificati, controlli di carattere amministrativo e di valutazione del lavoro realizzato da parte di donatori istituzionali, bilanci sociali e relazioni di missione annuali”. Inoltre, “più del 50% delle risorse proviene da milioni di cittadini italiani” attraverso donazioni o 5 per mille.

“Questo patrimonio civile, politico e di solidarietà concreta – affermano – rischia di essere irrimediabilmente compromesso dal cinismo e dall’irresponsabilità delle polemiche di questi giorni”. Le Ong citano come primi frutti velenosi gli attacchi xenofobi di fronte alla sede dell’Oim (Organizzazione internazionale migrazioni) a Roma o la violenza verbale lo scorso fine settimana durante il Festival Mediterraneo Downtown promosso da Cospe, Amnesty international e Legambiente a Prato. Senza contare le accuse, i commenti e insulti razzisti sui social. “Il rischio più grande – sottolineano – è l’allontanamento dell’opinione pubblica, dei cittadini, dal ‘farsi protagonisti’ della solidarietà, del volontariato e della cooperazione per sconfiggere povertà, guerre, violenza e violazione dei diritti umani nel mondo”. Modera il dibattito Luciano Scalettari, giornalista di Famiglia Cristiana. #OngATestaAlta

Pace: al BergamoFestival questa sera il teologo portoghese Josè Tolentino Mendonça

Mon, 2017-05-08 15:33

Al Bergamo Festival “Fare La Pace” ospite questa sera, lunedì 8 maggio, alle ore 21.00 don Josè Tolentino Mendonça, teologo e poeta portoghese, che parlerà de “L’amicizia, cammino della pace”. Nell’incontro, in programma al Centro Congressi Giovanni XXIII, don Mendonça guiderà il pubblico del Festival, alla scoperta del segreto dell’amicizia, della sua natura e vocazione. L’amicizia come “questione culturale e politica centrale in qualsiasi riflessione sulla pace – si legge in una nota -. Anche se spesso non ce ne accorgiamo, essa amplifica, rivela, approfondisce, diverte; è un miracolo che conserva, serenamente, l’apparenza di non essere affatto un miracolo: si tratta della naturalità della
vita in opera”. In tal senso, “i libri sacri, la letteratura, i testi filosofici e la nostra stessa esistenza ci insegnano che senza amicizia non si può arrivare alla pace: per questo motivo abbiamo bisogno di ripensarla dedicandole un po’ della nostra attenzione”. Don Josè Tolentino Mendonça è teologo, scrittore e poeta, Vicerettore dell’Università Cattolica di Lisbona è consultore del Pontificio Consiglio per la Cultura e docente di Scienze bibliche.
L’ingresso è gratuito previa iscrizione on line sul sito: www.bergamofestival.it

Elezioni in Francia: sondaggio Ifop per Lacroix/Pèlerin, il cattolici hanno votato per Emmanuel Macron

Mon, 2017-05-08 15:20

I cattolici di Francia hanno votato per Emmanuel Macron, che “in casa cattolica” ha ottenuto un ampio vantaggio rispetto alla candidata del Front National Marine Le Pen. È quanto emerge da un sondaggio Ifop diffuso oggi per il quotidiano “La Croix” e il settimanale “Pèlerin”.

Il candidato di En Marche ha ottenuto il 62% dei voti complessivi dei cattolici. Tra costoro i praticanti “regolari” (che vanno regolarmente a messa) hanno scelto per il 71% il candidato Macron, percentuale che si ferma invece al 54% tra i cattolici praticanti “occasionali”. La Conferenza episcopale francese non aveva dato indicazioni di voto e non aveva sottoscritto un appello congiunto di musulmani, ebrei e protestanti a votare per Macron. Non sorprende pertanto che sempre dal sondaggio Ifop emerga come la percentuale dei protestanti che ha votato per il candidato di En Marche (72%) sia superiore a quella dei cattolici. Nettamente superiore è invece la percentuale dei musulmani che hanno votato per Macron (92%).

Marine Le Pen ha conquistato il 38% delle preferenze complessive dei cattolici. Percentuale che scende al 29% tra i cattolici regolari e sale al 46% tra quelli praticanti occasionali. I protestanti che l’hanno scelta sono stati il 33%, tra i musulmani solo l’8%.

Non c’è stato – riporta l’indagine – il temuto fenomeno di astensionismo cattolico e l’affluenza alle urne è stata come sempre alta. Anche a questo appuntamento elettorale i cattolici che hanno adempiuto al loro dovere di cittadini sono stati il 78%, dato che raggiunge l’80% tra i praticanti regolari. I cattolici superano così sia i protestanti (che fanno segnare una partecipazione alle urne del 76%) sia i musulmani (62%). L’indagine – dalla quale non emerge in quale percentuale i cattolici abbiano optato per scheda bianca o nulla – è stata realizzata attraverso una serie di interviste realizzate dal 4 al 7 maggio su un campione di 4.330 persone.

 

French election: Ifop survey for Lacroix/Pèlerin, Catholics voted for Emmanuel Macron

Mon, 2017-05-08 15:20

The French Catholics voted for Emmanuel Macron, who “in the Catholic house” widely surpassed the nominee of the Front National, Marine Le Pen. This has been revealed by a survey conducted by Ifop and published today on the newspaper “La Croix” and on the weekly “Pèlerin”.

The En Marche nominee received 62% of the Catholics’ total votes. This means “regular” churchgoers, with 71% of them voting for Macron, a proportion that stops instead at 54% among “occasional” churchgoers. The French Bishops Conference had never given any direction about how to vote and had not signed any joint appeal with Muslims, Jews and Protestants to call people to vote for Macron. It’s no surprise, then, that the Ifop survey also shows that the proportion of Protestants who voted for the En Marche nominee (72%) outnumbers that of the Catholics’. The number of Muslims who voted for Macron is markedly higher, though (92%). Marine Le Pen got 38% of the Catholics’ total votes. A number that drops to 29% among regular churchgoers and rises up to 46% among occasional churchgoers. 33% of Protestants chose her, only 8% of Muslims did. The survey finds that the much-feared problem of Catholic abstentions did not happen, and the turnout, as usual, was very high. For this election, again, the number of Catholics who did their duty as citizens amounted to 78%, a figure that goes up to 80% among regular churchgoers. So, Catholics outnumber both Protestants (76% of whom went to vote) and Muslims (62%). The survey – which does not say what proportion of Catholics opted for a blank or spoilt ballot – was based on a number of interviews made from May 4th to 7th on a sample of 4,300 people.

Comece: in agenda robotica e intelligenza artificiale, economia digitale e impatto su lavoro e famiglia

Mon, 2017-05-08 15:12

(Bruxelles) La Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) sta partecipando in queste settimane alle riflessioni in corso sui temi della “robotica e intelligenza artificiale e delle nuove sfide giuridiche ed etiche che presentano”, si legge in una nota diffusa dal segretariato di Bruxelles. Il riferimento è alla consultazione della Commissione Ue “sulle norme in materia di responsabilità del produttore per i danni causati da prodotti difettosi” che “stabilisce il principio di responsabilità oggettiva a carico dei produttori europei”, così come alla Risoluzione sulle norme di diritto civile sulla robotica, su cui la Comece esprime riserve: la proposta del Parlamento (al paragrafo 59, f) di istituire uno “status giuridico specifico per i robot” con relative responsabilità, segnala la Comece, “contraddice il concetto stesso di responsabilità fondato sui diritti della persona” e la comprensione di libertà, da non confondere con autonomia. Altro tema che ha impegnato la Comece è stato quello dell’economia digitale e l’impatto delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro, con particolare attenzione a “lavoro mobile e telelavoro”. La digitalizzazione del lavoro, secondo un recente rapporto Ilo-Eurofound, “permette una riduzione dei tempi di spostamento e più autonomia sui quelli di lavoro, permettendo un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata, con però anche il rischio di un loro accavallamento e una intensificazione del lavoro” a scapito della vita privata.

Esorcismo: si è aperto oggi il corso al Regina Apostolorum. 240 partecipanti da oltre 40 Paesi

Mon, 2017-05-08 15:12

“È indispensabile una preparazione approfondita per evitare derive intellettuali e pratiche non consentite dalle norme della Chiesa”. Lo ha ribadito questa mattina Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa  di Bologna), introducendo il corso “Esorcismo e preghiera di liberazione” organizzato presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma dall’Istituto  Sacerdos  e dal Gris, in collaborazione con l’Associazione internazionale esorcisti (Aie). All’appuntamento partecipano circa 240 sacerdoti e laici da oltre 40 Paesi. Per padre José Enrique Oyarzún, vice rettore accademico dell’Ateneo, “le pratiche di adorazione di satana sono sempre più pubblicizzate da media e social network coinvolgendo persone di ogni età, in particolare giovani”. “Il diavolo esiste – ha concluso – anche se non sono in tanti ad ammetterlo”.

Esorcismo: mons. Castellucci (Modena-Nonantola), “in ogni diocesi ci sia uno o più esorcisti”

Mon, 2017-05-08 15:02

“Non ha senso mettere in discussione l’esistenza e l’opera del demonio”. Così mons. Erio Castellucci, vescovo di Modena e Nonantola, intervenendo questa mattina alla XII edizione del corso “Esorcismo e preghiera di liberazione” organizzato presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma dall’Istituto  Sacerdos  e dal Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa  di Bologna), in collaborazione con l’Associazione internazionale esorcisti (Aie). “L’intreccio tra le forme straordinarie di possessione e le patologie psichiche avviene, perché i confini non sono sempre netti”, ha spiegato. Per questo è fondamentale la figura dell’esorcista: “È importante che nelle chiese locali sia offerto un servizio specifico, con la nomina di uno o più esorcisti. Se in una diocesi non vi è la possibilità di trovare un esorcista, infatti, non si applica completamente la missione affidata da Gesù agli apostoli”. Secondo mons. Castellucci, “l’opera demoniaca è devastante, ma non onnipotente; il diavolo, infatti, è un leone al guinzaglio”. La teologia, d’altra parte, “non riesce a farsi un’idea completa del fenomeno perché nelle azioni straordinarie del demonio c’è sempre qualche elemento che sfugge alla logica. Non sempre è preda del diavolo chi compie il male, talvolta può accadere anche a persone sante e persino a neonati”. “Una Chiesa che si fa ospedale da campo – ha concluso – deve offrire anche sacerdoti esorcisti”.

Migrante morto a Milano: don Colmegna (Casa della carità), “grido di sofferenza dalle nostre città. Servono politiche sociali efficaci”

Mon, 2017-05-08 14:58

“Bisogna aprire uno spazio di riflessione al più presto: la morte del giovane migrante a cui abbiamo assistito ieri fa vedere il grido di sofferenza che arriva nelle nostre città. Siamo di fronte a un’emergenza silenziosa che va affrontata con coraggio, senza slogan o dichiarazioni dettate dalla convenienza elettorale”. Non usa giri di parole don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, per tornare sull’episodio di ieri che ha visto protagonista un giovane migrante che si è tolto la vita in pieno giorno nei pressi della Stazione Centrale di Milano. L’uomo, un 31enne proveniente dal Mali, si è suicidato appendendosi con un cappio a un pilone accanto ai binari della ferrovia, in via Ferrante Aporti. “L’episodio di ieri mette in luce tutta la sofferenza diffusa di queste persone che si sentono anonime e abbandonate dal mondo – spiega al Sir don Colmegna –. Abbiamo bisogno di politiche sociali efficaci, non si può ridurre il tutto all’intervento dei militari per ripristinare l’ordine pubblico. La prima cosa da fare è abbandonare le strumentalizzazioni e le grida che provengono da una certa parte della politica. Perché in questo modo non solo si ingigantisce il problema, ma si riduce lo spazio del dialogo su questi temi. Serve, allora, maggiore impegno da parte delle istituzioni, sia a livello sociale che culturale”. Secondo il presidente della Casa della carità, è compito della politica “dare uno sguardo diverso su questo fenomeno”, evitando di spargere falsi stereotipi come quello che “i migranti sono tutti clandestini o sono tutti potenziali terroristi”.

Fatima: card. Amato (Holy See), “there’s no hidden fourth secret”

Mon, 2017-05-08 14:48

“Fatima is a counterpoint of the satanic deviance of the minds and bodies that happened in the last century”. This is the belief of card. Angelo Amato, prefect of the Congregation for the Causes of the Saints, who spoke today at the XII course “Exorcism and releasing prayer”, at the Pontifical Regina Apostolorum College, in Rome. A few days before Pope Francis’s apostolic journey to Fatima for the 100th anniversary of the apparitions of the Virgin to the three little shepherds (May 12th and 13th), the prefect pointed out that “there is no hidden fourth secret of Fatima that speaks of huge calamities for the Church”: “There are no other secrets, everything has been revealed”. As to the third seer, in addition to young siblings Francisco and Jacinta Marto who will be canonised by Pope Francis himself, card. Amato added: “Sister Lucia is waiting for her cause of beatification to be completed”. Recalling the terrorist attack against John Paul II on May 13th 1981, the cardinal revealed that Wojtyla “was upset by the Fatima affair”, while “the professional killer never repented of his infamous deed”. For the Polish Pope, it was “a sort of second birth, it was the beginning of his Marian time, and all of Peter’s ministry was reset in the light of the Totus tuus”. Therefore, that was a “turning point in his personal and apostolic life”.

Diocesi: Milano, in seminario “Festa dei fiori” ricordando il centenario delle apparizioni di Fatima

Mon, 2017-05-08 14:18

L’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, parteciperà domani alla “Festa dei fiori”, evento dedicato ai futuri preti e agli anniversari di sacerdozio che si terrà al seminario arcivescovile di Venegono Inferiore (via Pio XI, 32). A pochi giorni dal centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima, quest’anno la festa avrà anche un carattere mariano. La giornata avrà inizio alle 10 con un convegno sulla figura di Maria: interverranno don Franco Manzi, direttore della sezione parallela della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale. Manzi, che è anche docente di sacre scritture al seminario e membro della Pontificia accademia mariana internazionale, parteciperà con una relazione dal titolo “Lo sguardo dei tre profeti bambini sui risorti”. Insieme a lui, anche don Gianni Colzani, docente di missiologia e mariologia alla Pontificia università urbaniana di Roma, che parlerà del tema “Maria nella vita del prete”. In seguito, ci si sposterà in basilica, dove alle 11.15 il cardinale Scola presiederà la messa. Al termine della celebrazione, nel quadriportico del seminario, saranno presentati i candidati al presbiterio e il loro motto, “Con amore che non conosce confini”, tratto dal Vere Sanctus della preghiera eucaristica VI.
Quest’anno sono 10 i candidati al sacerdozio: saranno ordinati in Duomo il prossimo 10 giugno. Fra gli anniversari di quest’anno, sarà ricordato il 60esimo di ordinazione sacerdotale del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano. L’immagine della Vergine sarà al centro anche del secondo appuntamento della giornata nell’agenda del cardinale Scola. Alle ore 16 infatti, al santuario della Madonna del Bosco ad Imbersago, provincia di Lecco, l’arcivescovo presiederà la messa in occasione del IV centenario dell’apparizione di Maria.

Biotestamento: Giuristi cattolici, approvare il ddl “per evitare interventi creativi della giurisprudenza”

Mon, 2017-05-08 14:00

Il Consiglio centrale dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci) “memore che l’atteggiamento ostruzionistico a proposte di leggi su temi etici ha spesso portato il Parlamento a legiferare successivamente in senso addirittura peggiorativo”, ritiene “necessaria l’approvazione del Disegno di legge intitolato ‘Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico’”. Questa la posizione dell’Ugci espressa in un comunicato “approvato – si legge – dal Consiglio centrale dell’Ugci il 2 maggio, col voto favorevole di tutti i presenti”. Un’urgenza, spiegano i giuristi cattolici, “motivata da una latente lacerazione dell’opinione pubblica che richiede un’intelligente e faticosa opera di mediazione tra istanze individualistiche, sempre più rilevanti nella società attuale, e il decisivo apporto solidaristico-personalista che connota le radici della Carta costituzionale italiana”. Inoltre l’Ugci valuta “con favore” il testo approvato dalla Camera dei Deputati il 20 aprile scorso “là dove indica tre limiti alle dichiarazioni anticipate e in generale alla volontà del paziente: la non violazione di norme di diritto positivo; il rispetto della deontologia professionale; il rispetto delle buone pratiche cliniche”. Nel ritenere che “il metodo della mediazione dovrebbe coinvolgere anche i riferimenti alla nutrizione e l’idratazione” che, nel caso di somministrazione artificiale, “rientrano tra le cure dovute al paziente terminale, quando non risultino troppo gravose o di alcun beneficio”, l’associazione auspica che “il ruolo del medico e del personale sanitario non sia compresso in una gabbia troppo rigida specie ove le dichiarazioni anticipate del paziente non siano conformi alla sua effettiva condizione clinica”.
Infine, l’Ugci ritiene che “in generale”, l’attuale ddl “possa e debba essere migliorato in punti non irrilevanti, anche per evitare interventi creativi della giurisprudenza, nella consapevolezza che solo una mediazione alta può resistere alla tentazione, sempre dietro l’angolo, di richieste di modifica strumentali e poco lungimiranti”.

Neonata abbandonata e morta a Trieste: Griffini (Aibi), “diffondere su tutto il territorio nazionale le culle per la vita”

Mon, 2017-05-08 13:58

“Una ‘culla per la vita’ in ogni quartiere della città. Da nord a sud d’Italia, una mappa chiara e accessibile a tutti”. Questo l’appello di Marco Griffini, presidente di Aibi, Amici dei bambini, alla luce dell’ennesima tragedia di Trieste, dove una neonata è stata abbandonata in un giardino condominiale e, nonostante la corsa in ospedale, dopo poche ore è morta. Indagata la madre, di appena 16 anni. “Se ci fosse stata una culla per la vita nel suo quartiere – precisa Griffini – la bambina sarebbe ancora viva. La giovane mamma avrebbe, infatti, lasciato la neonata al caldo e al riparo nella culla, si sarebbe allontanata in tutta sicurezza senza il rischio di essere identificata e la piccola, presa in carico dal personale del 118, sarebbe stata portata in ospedale. Insomma tutto si sarebbe svolto nel modo più corretto. E si sarebbe salvata una vita”. Una tragedia che si aggiunge a una lunga lista di abbandoni che attraversa tutta la penisole e continua a mietere vittime innocenti. Per Griffini, quanto accaduto è la “punta di iceberg di un fenomeno sommerso le cui dimensioni ci sono sconosciute. Quanti bambini, infatti, vengono abbandonati e poi finiscono in ‘cattive mani’ alimentando anche un losco mercato?”. “Che senso ha – aggiunge – arrestare una madre disperata? Bisogna prevenire e aiutare. Proprio con la diffusione delle culle per la vita. Per questo della morte di questa neonata siamo tutti responsabili: a Trieste non c’e neanche una culla per la vita”. Di qui la necessità di diffondere a livello capillare su tutto il territorio nazionale la culla per la vita, unica vera alternativa al parto in anonimato in ospedale. In Italia sono circa 50, tra queste quella di Aibi inaugurata lo scorso 1 dicembre 2015 a Melegnano (Milano) in una struttura  dove sono presenti costantemente operatori specializzati nel rispetto dell’anonimato della mamma.

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