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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 16 min 6 sec ago

Trattati di Roma: Acli, oggi mobilitazione con “le bandiere della pace e dell’Europa” nelle città italiane e nelle capitali del continente

Tue, 2017-03-21 14:27

Nell’ambito delle celebrazioni del 60° anniversario dei Trattati di Roma firmati in Campidoglio nel 1957, le Acli promuovono oggi una mobilitazione nei luoghi simbolici di ogni città italiana e nelle capitali europee, sventolando “le bandiere della pace e dell’Europa”. “Lo scopo – spiega una nota – ribadire quanto siano stati fondamentali il dialogo e la cooperazione tra gli Stati europei nella costruzione di una convivenza di pace salda e duratura”. “Oggi – proseguono le Acli – sono stati costruiti muri con i mattoni degli egoismi nazionali soffocando l’idea d’Europa che sanciva la libertà di circolazione delle persone. Così rischia di disintegrarsi la comune casa europea, disegnata nel ‘Manifesto di Ventotene’, che unisce la prospettiva dello stato federale alla democrazia europea, alla pace e alla lotta alle diseguaglianze”. Per “scongiurare questo pericolo e sottolineare l’importanza della ricorrenza”, le Acli hanno aderito a due appelli: “il primo, promosso dal Consiglio italiano del Movimento europeo (Cime), per “un’Europa unita, solidale, democratica ed autorevole”, il secondo, “dello stesso tenore”, riguarda la petizione promossa dalla Coalizione “La nostra Europa”.

Migrazioni: mons. Perego (Migrantes), serve un’“integrazione graduale e progressiva”

Tue, 2017-03-21 14:22

“Nelle migrazioni e nella mobilità, ogni nuovo incontro con persone non può che chiedere integrazione”. È la convinzione espressa da mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, intervenendo questa mattina all’incontro annuale dei responsabili della pastorale dei migranti delle grandi città europee in corso a Roma. “La consapevolezza dell’integrazione – ha spiegato – intesa come una relazione nuova e continua, biunivoca, con le persone che arrivano da diversi Paesi e vivono nella città, come condizione per promuovere l’unità e la parità tra gli individui e tra le nazioni, nella ricerca intelligente di ciò che gli uomini hanno in comune e che aiuta a promuovere i legami d’amicizia caratterizza l’esperienza della nostra fede”. Per mons. Perego, l’integrazione dev’essere “graduale e progressiva, nel rispetto dell’identità di chi si incontra”. Si tratta – ha aggiunto – di “un cammino che chiede non solo il superamento delle paure, ma anche una pedagogia che insista specialmente sui bambini e sui ragazzi, figli degli immigrati”. A loro “non si chiede, naturalmente, che rinuncino ai tratti civili e morali di cui anche l’esperienza religiosa è caratterizzata, ma lo sforzo di una conoscenza e di un incontro con l’esperienza cristiana del Paese e delle comunità ospitanti”. L’integrazione “con gli occhi della fede” – per il direttore generale di Migrantes – diventa “un segno dell’amore di Dio che passa attraverso la sua Chiesa”. “L’integrazione parte ‘dal basso’ – ha rilevato Perego – per questo abbiamo valorizzato soprattutto la realtà parrocchiale e l’associazionismo” ed “è naturale chiederci se le strutture pastorali attuali – la parrocchia in primis – siano capaci di offrire risposte puntuali al nuovo scenario che si presenta ai nostri occhi”.

Migrazioni: mons. Perego (Migrantes), “l’Italia sia capace di nuovi incontri e relazioni”

Tue, 2017-03-21 14:21

“L’Italia di oggi e di domani o riuscirà ad essere diversa, capace di nuovi incontri e relazioni, o rischierà di non avere futuro”. Lo ha affermato questa mattina mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes e arcivescovo eletto di Ferrara-Comacchio, intervenendo all’incontro annuale dei responsabili della pastorale dei migranti delle grandi città europee in corso a Roma sul tema “Le periferie geografiche ed esistenziali nella mobilità umana”. Per Perego, “l’incontro è la parola chiave che deve guidare le nostre comunità”. “Una ‘cultura dell’incontro’ è la sola che costruisce il ‘bene-essere’ delle nostre comunità”, ha aggiunto, rilevando che “la vita buona del Vangelo passa attraverso l’incontro, i cammini d’incontro. La fraternità non si costruisce senza incontri”. Secondo il direttore generale di Migrantes, “raccogliere la sfida del dialogo e della convivenza significa interpretare il dato del fenomeno migratorio e come quest’ultimo, effettivamente, stia creando nuovi incontri e nuove relazioni e, al tempo stesso, nuove esigenze di integrazione”. Questo “è certamente un impegno critico fondamentale oggi”, ha osservato Perego, secondo cui “non solo gli ambienti e gli spazi devono essere al centro dell’attenzione nel processo d’integrazione, ma anche i margini; anzi, forse la marginalità e il confine, il limes, diventano il luogo di maggiore passaggio e quindi spesso il luogo da presidiare per andare incontro e per costruire da subito integrazione”. L’ospitalità in una città “non è semplicemente il dovere di accoglienza, ma è il progetto del futuro, è ciò su cui costruiamo effettivamente il nostro futuro”, ha evidenziato Perego, per il quale “l’alfabeto dell’integrazione ha come parole fondamentali relazione, incontro, margine, confine, ambiente, quotidiano”.

Discernimento pastorale: al Pontificio Collegio Leoniano di Anagni il 1° aprile il XXII Forum teologico interdisciplinare

Tue, 2017-03-21 14:17

Il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni ospiterà sabato 1° aprile il XXII Forum Teologico Interdisciplinare dal titolo “Il discernimento pastorale, un processo in tanti itinerari”. “Partendo dall’analisi del significato dell’espressione ‘discernimento pastorale’ e passando per le situazioni di crisi matrimoniali descritte in Amoris laetitia – si legge in una nota – il Forum intende sottolineare come questo non deve essere solo un metodo da applicare in alcune situazioni, ma deve diventare lo stile proprio della Chiesa nel terzo millennio”. A partire dalle 9, moderati da don Mariano Salpinone, segretario della Commissione ecclesiastica missionaria del Lazio e docente presso l’Istituto Leoniano, interverranno mons. Leonardo D’Ascenzo, rettore del Pontificio Collegio Leoniano, don Cataldo Zuccaro, docente di teologia alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, e don Dario Vitali, direttore del dipartimento di teologia dogmatica della Pontificia Università Gregoriana di Roma. “Una novità del Forum – spiegano gli organizzatori – è quella dei lavori di gruppo, coordinati dai responsabili degli uffici pastorali della Conferenza episcopale laziale, coadiuvati dai seminaristi del secondo triennio formativo”. “Attraverso di essi – proseguono – emergerà la dimensione più pastorale e fattiva delle riflessioni fatte nella prima parte della mattinata”. Al Forum, riconosciuto come corso di aggiornamento per insegnanti di religione cattolica, è necessario iscriversi attraverso il sito www.leoniano.it

Giornata vittime mafie: Montà (Avviso Pubblico), “siamo tanti e più forti di chi imbratta muri e minaccia”

Tue, 2017-03-21 13:10

“Siamo tanti e più forti di quelli che tentano di intimidire imbrattando i muri e minacciandoci”. Lo ha detto sul palco di Locri Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico, che insieme a Libera ha dato vita alla Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime delle mafie. “Crediamo che la migliore risposta per fare memoria sia una politica consapevole e responsabile. Una politica che prende coscienze che le mafie sono qui e in mezzo a noi, sono nei luoghi di lavoro, nei settori dell’economia e del commercio. Nessuno può volgere le spalle”. Montà ha ricordato come il 21 marzo sia una giornata nazionale riconosciuta per legge e ha chiesto al legislatore “uno scatto di responsabilità” anche sul tema dei beni confiscati. Il presidente di Avviso Pubblico ha chiesto al governo “di esserci al fianco perché le mafie vogliono Istituzioni deboli e fragili. Ripartiamo da qui per liberare questa bella terra e l’Italia dalle mafie”.

Papa Francesco: a Santa Marta, il confessionale “non è una tintoria”, ci vuole la “vergogna” dei propri peccati

Tue, 2017-03-21 12:48

Il perdono è un “mistero difficile da capire”: il “primo passo” è la “vergogna” dei propri peccati, una “grazia” che non possiamo “ottenere da soli” e che non fa del confessionale “una tintoria”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta. “Se io domando”, ha esordito Francesco: “‘A tutti voi siete peccatori?’ – ‘Sì, padre, tutti’ – ‘E per avere il perdono dei peccati?’ – ‘Ci confessiamo’ – ‘E come vai a confessarti?’ – ‘Ma, io vado, dico i miei peccati, il prete mi perdona, mi dà tre Ave Maria da pregare e poi torno in pace’. Tu non hai capito! Tu soltanto sei andato al confessionale a fare un’operazione bancaria a fare una pratica di ufficio. Tu non sei andato vergognato lì di quello che hai fatto. Hai visto alcune macchie nella tua coscienza e hai sbagliato perché hai creduto che il confessionale fosse una tintoria per chiudere le macchie. Sei stato incapace di vergognarti dei tuoi peccati”. Il perdono ricevuto da Dio, la “meraviglia che ha fatto nel tuo cuore”, ha spiegato Francesco, deve poter “entrare nella coscienza”, altrimenti, “esci, trovi un amico, un’amica e incominci a sparlare di un altro, e continui a peccare”. “Se tu non hai coscienza di essere perdonato mai potrai perdonare, mai”, ha ammonito il Papa: “Sempre c’è quell’atteggiamento di voler fare i conti con gli altri. Il perdono è totale. Ma soltanto si può fare quando io sento il mio peccato, mi vergogno, ho vergogna e chiedo il perdono a Dio e mi sento perdonato dal Padre e così posso perdonare. Se no, non si può perdonare, ne siamo incapaci. Per questo il perdono è un mistero”.
Il servo, protagonista del Vangelo, sottolinea ancora il Papa, ha la sensazione di “essersela cavata”, di essere stato “furbo”, invece non ha capito la “generosità del padrone”. E quante volte, afferma Francesco, “uscendo dal confessionale sentiamo questo, sentiamo che ce la siamo cavata”, questo non è ricevere il perdono, rimarca, ma è “l’ipocrisia di rubare un perdono, un perdono finto”: “Chiediamo oggi al Signore la grazia di capire questo ‘settanta volte sette’. Chiediamo la grazia della vergogna davanti a Dio. È una grande grazia! Vergognarsi dei propri peccati e così ricevere il perdono e la grazia della generosità di darlo agli altri perché se il Signore mi ha perdonato tanto, chi sono io per non perdonare?”.

Northern Ireland: McGuinness’s death (ex Ira). Mgr. Martin, “he had the courage to take the road to peace”

Tue, 2017-03-21 12:45

“He personally chose to leave the road to violence behind and take the more exacting road to peace and reconciliation”. This is the start of the “tribute” that the archbishop of Armagh, monsignor Eamon Martin, primate of Ireland, pays to Martin McGuinness, the former IRA commander, then leader of the Sinn Fein, then deputy prime minister of the independent joint government of Northern Ireland, who passed away last night at the age of 66, after a short, rare disease. Martin McGuinness was one of the greatest authors of the IRA ceasefire and the Belfast Agreement, also known as “Good Friday Agreement”. “He was a brave leader – archbishop Eamon Martin writes –, who risked and brought other people with him, convincing them that their goals could be achieved through politics and persuasion”. “The history of the Irish conflict – the archbishop points out today – has brought lots of pain and caused lots of traumas. I thank God that, in the last few years, we have preferred peace to the horror of violence and war. People like Martin McGuinness have hugely contributed to peace, by stretching out a hand of friendship and reconciliation and by being ready to shape alternative options to controversy and division. Martin’s open, friendly and warm personality dispelled suspicions and helped build trust with those who came from very different perspectives”. “He knew that peace could help and that it was worth working to accomplish it in his lifetime”.

Irlanda del Nord: morte McGuinness (ex Ira). Mons. Martin, “ha avuto il coraggio di incamminarsi sulla strada della pace”

Tue, 2017-03-21 12:45

“Ha personalmente scelto di lasciarsi alle spalle la strada della violenza e di incamminarsi lungo il percorso più impegnativo di pace e riconciliazione”. Inizia così il “tributo” che l’arcivescovo di Armagh, monsignor Eamon Martin, primate d’Irlanda, rivolge a Martin McGuinness, l’ex-comandante dell’Ira, poi leader dello Sinn Fein, quindi vice primo ministro del governo congiunto autonomo nord-irlandese, che si è spento la notte scorsa a 66 anni di età dopo una breve, rara malattia. Martin McGuinness è stato uno dei maggiori artefici del cessate-il-fuoco dell’Ira e del Belfast Agreement, il cosiddetto “Accordo del Venerdì Santo”. “È stato un leader coraggioso – scrive l’arcivescovo Eamon Martin – che ha saputo rischiare e portare altri con lui, convincendoli che gli obiettivi prefissati potevano essere raggiunti con la politica e la persuasione”. “La storia del conflitto in Irlanda – ricorda oggi l’arcivescovo – ha portato molto dolore e causato molti traumi. Ringrazio Dio perché negli ultimi anni abbiamo preferito la pace all’orrore della violenza e della guerra. Gente, come Martin McGuinness, hanno dato un contributo immenso alla pace, porgendo una mano di amicizia e di riconciliazione ed essendo pronti a modellare alternative alla controversia e alla divisione. La personalità di Martin, aperta, amichevole, calorosa, ha saputo sciogliere il sospetto e contribuire a costruire legami di fiducia con chi proveniva da prospettive molto diverse”. “Sapeva che la pace era utile e che valeva adoperarsi per realizzarla nel tempo della sua vita”.

Giornata vittime mafie: don Ciotti al Sir, “oggi più che mai corruzione e mafie sono facce della stessa medaglia”

Tue, 2017-03-21 12:42

“Per la prima volta una Chiesa locale, quella calabra, per volontà della Conferenza episcopale regionale aderisce interamente a questa Giornata. E questo è un segno molto importante. Così come ha aderito la Cei con cui Libera da anni sta facendo progetti concreti per dare una mano a questi ragazzi a trovare una strada nei percorsi della giustizia”. Lo ha detto al Sir don Luigi Ciotti, presidente di Libera, oggi a Locri per la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. “Una Chiesa che ci invita a guardare verso il cielo senza distrarsi dalle responsabilità che abbiamo sulla terra: anche qui c’è tanto da fare”, ha detto Ciotti, il quale poi con i cronisti ha auspicato “una rivoluzione culturale e sociale nel nostro Paese”. Per il sacerdote oggi vi è un “intreccio tra criminalità economica e politica e oggi più che mai la corruzione e le mafie sono le facce della stessa medaglia”. Per questo “oggi è un sussulto vero, forte, ma non illudiamoci perché loro hanno velocità, mezzi e strumenti. La ‘ndrangheta è forte e ci vuole un grande sussulto, uno scatto da parte di tutti”.

Trattati di Roma: “Insieme per l’Europa”, il 24 marzo veglia ecumenica presieduta dal card. Koch

Tue, 2017-03-21 12:38

In occasione dei 60 anni dei Trattati di Roma, oltre alla veglia di preghiera per l’Europa che il cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, presiederà giovedì 23 marzo alle 19 nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, venerdì si svolgerà una veglia ecumenica nella basilica dei Santi Apostoli. A presiederla il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. A promuovere questo appuntamento è la rete di comunità e movimenti cristiani “Insieme per l’Europa”. Oltre al card. Koch intervengono monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei; Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio; Gerhard Pross, attuale moderatore di “Insieme per l’Europa”. Una veglia con identici obiettivi è in programma in altre 34 città europee, da Lisbona a Szeged, da Bruxelles a Matera. Scopo dell’iniziativa, spiega un comunicato, “testimoniare che comunione, riconciliazione e unità sono possibili tra i popoli del continente”. A darne testimonianza è “Insieme per l’Europa” – rete di comunità e movimenti cristiani di varie Chiese, oltre 300 diffusi in tutto il continente, tra i quali i Focolari – testimonianza “che è contemporaneamente cristiana e civile, e che vuole essere anche un contributo al dibattito in corso sul futuro dell’intero continente”.
“Insieme per l’Europa”, prosegue il comunicato, si prefigge di ispirare “persone di diverse generazioni e comunità, appartenenti in maniera trasversale ai popoli dell’Europa, ad incarnare nel quotidiano i valori di giustizia, accoglienza, pace” per mettere in piedi quella “Europa famiglia di popoli” che, nelle parole di papa Francesco al conferimento del Premio Carlo Magno, è “capace di dare alla luce un nuovo umanesimo”.

Fuci: al via ieri a Camerino la IX Settimana dell’università su valutazione e riconoscimento del merito

Tue, 2017-03-21 12:36

È iniziato ieri il viaggio della Federazione universitaria cattolica italiana, con l’apertura della IX edizione della Settimana dell’università e il lancio del video che descrive il viaggio che la Federazione sta intraprendendo tra le città di Camerino per l’evento nazionale della Settimana dell’università, e Pavia e Vigevano, per il prossimo Congresso nazionale di maggio. Domani dalle 16, presso l’aula conferenze del Rettorato dell’Università di Camerino, si terrà l’evento nazionale della Settimana che si concluderà il 26 marzo, sul tema “Tra valutazione e riconoscimento del merito, quale progetto di Università?”. La Federazione a Camerino e, nella stessa settimana, in tutti i gruppi fucini d’Italia, rifletterà sui salienti temi della valutazione della qualità della ricerca degli Atenei italiani e dell’importanza che assume il merito all’interno dell’attuale sistema universitario. La scelta di Camerino non è casuale. “Parlando di progetto di Università – si legge in un comunicato -, la Federazione vuole ripartire proprio da un luogo, colpito duramente dagli ultimi eventi sismici, ma che non si arrende e in cui proprio la stessa Università si è resa protagonista della ricostruzione sia materiale che morale della città e, in particolare, dei suoi giovani studenti”. All’evento interverranno fra gli altri monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, arcivescovo di Camerino-San Severino Marche; Vincenzo Zara, rettore dell’Università del Salento e coordinatore della commissione per la didattica della Conferenza dei rettori delle università italiane; Gian Cesare Romagnoli, professore ordinario di politica economica all’Università Roma Tre. Ci saranno inoltre testimonianze di volontari che hanno preso parte al progetto #iononcrollo  e il rettore dell’Università di Camerino, Flavio Corradini, esporrà il progetto #ilfuturononcrolla.

San Benedetto: mons. Boccardo (Norcia), “Europa ritrovi la sua anima, il senso della sua storia e la sua vera identità”

Tue, 2017-03-21 12:17

“Il Santo Patriarca è stato un grande ricostruttore. Anche noi dobbiamo ricostruire: le ferite del recente terremoto sono ancora sanguinanti e ci vorrà tempo perché si mutino in cicatrici. In questo percorso, non sempre facile e spedito, l’amicizia e la solidarietà di tanti, però, costituiscono per noi come l’olio della consolazione e il vino della speranza”. Sullo sfondo dei resti della basilica di san Benedetto colpita dal sisma del 30 ottobre, a parlare è stato oggi l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, durante la messa per celebrare la festa di san Benedetto patrono d’Europa. In quella che è stata la prima messa dentro le mura cittadine dopo il sisma, mons. Boccardo ha definito la ricostruzione della basilica di san Benedetto “ben poca cosa, e forse manifestazione di inutile e sterile orgoglio” se “nello stesso tempo, e forse anche con maggiore urgenza, non si provvedesse alla ricostruzione interiore dell’uomo e della società, non solo a Norcia, ma in Italia e in Europa”. “Come cristiani – ha ribadito il presule – non vogliamo far mancare a questa impresa il nostro contributo generoso e responsabile. E lo facciamo richiamando con forza quell’ideale di umanesimo cristiano che san Benedetto ha incarnato e che può essere ancora oggi fecondo di frutti”. Ciò può avvenire con “una vita seria e coerente, che trascorra nella promozione della giustizia e della pace, nella ricerca del bene di tutti, nell’accoglienza senza discriminazioni, nell’attenzione fatta di ascolto e di aiuto concreto a chi è nel bisogno morale e materiale”. Perché -ha sottolineato – “crediamo che la legge morale iscritta nel cuore dell’uomo e i valori del Vangelo devono continuare a costituire i pilastri di una politica volta al bene dell’uomo”. Parlando, poi, della visita il 24 marzo a Norcia della presidenza e dei rappresentanti del Parlamento Europeo, mons. Boccardo ha concluso: “È una occasione propizia affinché quanti sono stati eletti a Bruxelles e a Strasburgo confermino il sogno europeo e si domandino se il progetto che stanno realizzando rimane fedele all’intuizione dei padri fondatori, che hanno voluto edificare l’Unione europea su una base non individualistica e materialista bensì di ordine culturale e spirituale. L’intercessione di san Benedetto ottenga a loro e a noi la giusta ispirazione e la sapienza necessaria affinché, con il contributo di tutti, l’Europa ritrovi la sua anima, il senso della sua storia e la sua vera identità”.

San Benedetto: mons. Boccardo (Norcia), “non possiamo assistere in silenzio alle aggressioni sistematiche alla famiglia”

Tue, 2017-03-21 12:15

“Ci attendiamo che quanti reggono le sorti dei popoli si rendano attenti e sensibili a quanto fa bella e buona la vita di tutti, iniziando col promuovere e difendere l’istituzione familiare costituita dall’unione stabile di un uomo e di una donna, aperti ad assumersi la responsabilità genitoriale e ad assicurare ai bambini l’indispensabile presenza di un papà e di una mamma”. Dalla piazza di san Benedetto, a Norcia, a ribadire la centralità della famiglia è stato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. Durante la messa celebrata in occasione della festa del Patrono di Europa, l’arcivescovo ha ricordato che “anche nel nostro Paese, purtroppo, questi che sono da sempre i principi fondamentali del vivere comune e garantiscono alle giovani generazioni una educazione sana ed equilibrata, sembrano essere seriamente minacciati, quando il desiderio di qualcuno pretende di essere riconosciuto come diritto garantito dalla legge e quando i tribunali si sostituiscono ai legislatori, esercitando un pressing giudiziario e mediatico che rischia di diventare – o forse è già diventata – una vera dittatura culturale”. “Non possiamo assistere in silenzio a queste aggressioni sistematiche agli ambiti in cui si forma, cresce e si sviluppa il nucleo più profondo dell’umano dove bisogna accostarsi semmai con un sovrappiù di rispetto e di prudenza”, ha rimarcato mons. Boccardo.

San Benedetto: mons. Boccardo (Norcia), anche oggi “offre validi punti di riferimento per vita personale e comunitaria”

Tue, 2017-03-21 12:12

La croce, il libro e l’aratro – ossia la preghiera, lo studio e il lavoro – con cui “san Benedetto e i suoi figli trasmisero la civiltà cristiana alle varie popolazioni sparse nel Continente europeo “esprimono la proposta di vita che ha permesso l’unificazione spirituale dell’Europa centrata nel comune orientamento verso Cristo (la croce); la sua unificazione culturale a partire dall’amore alla cultura classica e biblica (il libro) e, infine, la sua rinascita economica e sociale nella valorizzazione del lavoro, anche manuale”. A ricordarlo oggi è stato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, celebrando a Norcia, nella piazza san Benedetto, la messa pontificale in occasione della festa di san Benedetto, Patrono d’Europa. Si è trattato della prima celebrazione dentro le mura cittadine dopo la scossa del 30 ottobre scorso. “L’eredità benedettina – ha ricordato l’arcivescovo – non si esaurisce nel quadro storico, seppur importante e decisivo, nella nascita dell’Europa e delle sue radici cristiane, ma offre anche all’uomo contemporaneo validi e concreti punti di riferimento in ordine alla vita personale e comunitaria”. “Non sarà inutile allora, anche per l’Europa di oggi, porsi attentamente in ascolto della sapienza di Benedetto e riascoltare il suo messaggio”, ha sottolineato il presule citando parole di Papa Francesco al Parlamento Europeo, (Strasburgo, 25 novembre 2014), “costruire insieme un’Europa che ruoti non intorno all’economia ma intorno alla sacralità della persona umana, dei suoi valori inalienabili; un’Europa che abbraccia con coraggio il suo passato e guarda con fiducia al futuro per vivere pienamente e con speranza il suo presente”.

Diocesi: Nardò-Gallipoli, in quattro Chiese la “24 ore per il Signore”

Tue, 2017-03-21 11:10

Anche la diocesi di Nardò-Gallipoli aderisce alla “24 ore per il Signore” in programma per le giornate di venerdì 24 e sabato 25 marzo. “La Chiesa non sarebbe tale se non fosse misericordiosa come il Suo Signore”, afferma il vescovo, monsignor Fernando Filograna, secondo cui “l’invito ad accogliere l’abbondante perdono che Dio vuole elargire a ciascuno di noi, diventa, nell’ottica evangelica, la motivazione più ovvia e potente ad elargire noi stessi il perdono abbondante a chi pensiamo o siamo certi ci abbia ferito”. L’iniziativa, che su invito di Papa Francesco verrà vissuta in concomitanza in tutte le diocesi del mondo, quest’anno è dedicata al tema “Misericordia io voglio (Mt 9,13)”. “Chiese aperte più a lungo del solito, liturgia penitenziale, lectio divina, adorazione eucaristica e disponibilità all’ascolto e all’amministrare il sacramento della confessione a quanti, anche negli orari più insoliti, lo chiederanno, sono solo alcuni degli elementi caratterizzanti quest’evento”, si legge in una nota della diocesi, nella quale si informa che “quattro Chiese disseminate sul territorio diocesano (santa Chiara a Nardò, la Chiesa Madre a Galatone che anticipa a giovedì l’inizio delle 24 ore e le conclude il venerdì, san Domenico a Casarano e il santuario del Canneto a Gallipoli), diventeranno per 24 ore speciale luogo d’incontro con il Signore nell’adorazione di Gesù Eucaristia, di preghiera, di confidenza e penitenza per chi vorrà riavvicinarsi a Dio attraverso il perdono sacramentale”.

Papa Francesco: gli auguri al card. Betori per il suo onomastico

Tue, 2017-03-21 10:57

“In occasione del suo onomastico, si è manifestato ieri un grande affetto attorno all’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori”. Lo sottolinea la diocesi di Firenze, informando che per la ricorrenza è arrivato all’arcivescovo un messaggio da parte di Papa Francesco che ha esteso la sua benedizione all’intera comunità: “Nella lieta ricorrenza del suo onomastico, desidero rivolgerle sentiti auguri di ogni bene nel Signore e invoco sulla sua persona e sul suo sevizio ecclesiale la celeste protezione di San Giuseppe. Mentre le chiedo di pregare per me, di cuore le imparto la benedizione apostolica, volentieri estendendola ai fedeli affidati alle sue cure pastorali e alle persone a lei care”. Agli auguri del Santo Padre si sono aggiunti anche quelli del segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, e di monsignor Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato.

Amoris Laetitia: card. Farrell (Santa Sede), “priorità” è “prevenire i fallimenti”. Attenzione anche a “coppie regolari”

Tue, 2017-03-21 10:53

“La priorità pastorale, che indica Amoris Laetitia per il tempo presente, è quella di prevenire il più possibile le ferite, le divisioni, i fallimenti dei matrimoni”. Ne è convinto il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, che in un’intervista al Sir fa notare come “pochi hanno sottolineato, in Amoris Laetitia, come il Papa – sul modello di san Paolo nella lettera ai Corinti – mostri i tratti del vero amore (quasi un nuovo ‘inno’ alla carità), spiegandoli ed applicandoli al vissuto familiare: l’amore coniugale è autentico, se apprezza l’altro per se stesso e vuole il suo bene; è spirituale; ma comprende anche l’affetto, la tenerezza, l’intimità, la passione, il piacere dato e ricevuto, l’apertura alla procreazione e all’educazione dei figli; è un’amicizia assoluta, figura dell’unione con Dio e vera via di santificazione. I quattro atteggiamenti suggeriti dal Papa (accogliere, accompagnare, discernere, integrare), che danno una nuova scossa alla pastorale familiare, sono necessari verso tutti, non solo verso quelle che egli chiama ‘situazioni di fragilità e imperfezione’, ma anche verso le coppie regolari. A tutta la Chiesa offre l’accompagnamento pastorale per il loro cammino”. Sul tema specifico dei divorziati civilmente risposati e degli altri conviventi fuori del matrimonio religioso, secondo Farrell, “non si sottolinea mai abbastanza il cammino di crescita spirituale e d’integrazione ecclesiale, con l’aiuto di un sacerdote, che dovrebbe essere loro offerto; un cammino che, nei penitenti e negli operatori pastorali, richiede tempo, gradualità, prudenza, pazienza, perseveranza, a partire dall’umile riconoscimento che la loro condizione non corrisponde al disegno di Dio, senza peraltro perdere la fiducia nella sua misericordia e nella vicinanza della Chiesa, un cammino di maturazione che comporta un impegno faticoso e difficile”.

Amoris Laetitia: card. Farrell (Santa Sede), superare “trappola” della “polarizzazione” solo sull’ottavo capitolo

Tue, 2017-03-21 10:50

“Bisogna superare questa distorsione, anche perché il capitolo fondamentale di Amoris Laetitia è il quarto: un vero e proprio manifesto dell’amore matrimoniale”. A mettere in guardia dalla “trappola” della “polarizzazione” dell’Amoris Laetitia solo sull’ottavo capitolo è il card. Kevin Farrell, prefetto del dicastero per i laici, la famiglia e la vita, in un’intervista al Sir, a un anno dalla pubblicazione del documento. “I problemi, le ferite e i mille aspetti delle sofferenze familiari sono l’evidenza della gravissima crisi del matrimonio e della famiglia e quotidianamente incidono nella carne viva delle persone”, argomenta il cardinale a proposito del dibattito in corso, ma “la grande sfida di Amoris Laetitia è proprio quella di indicare l’autentico amore umano e cristiano come l’unica forza capace di salvare il matrimonio e la famiglia”. “È questo amore che va posto al centro della famiglia, come già indicato dal Vaticano II e come più volte ribadito con vigore da Papa Francesco che gli dà il massimo rilievo in tutta l’esortazione apostolica, specialmente nei capitoli IV e V”, spiega Farrell.

Giornata contro il razzismo: Mineo (Ceis), vincere l’omertà e rifiutare i vergognosi cliché

Tue, 2017-03-21 10:46

“Il razzismo è inaccettabile e bisogna denunciarlo a voce alta, senza paura, vincendo ogni forma di omertà per sradicarlo completamente. Non si può far finta di non vedere e girare la faccia dall’altra parte”. Lo afferma Roberto Mineo, presidente del Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi, in occasione della Giornata per l’eliminazione delle discriminazioni razziali, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a ricordo del massacro di Shaperville dove, il 21 marzo 1960, la polizia sudafricana uccise 69 manifestanti che protestavano pacificamente contro l’apartheid. “Nel suo mezzo secolo di vita il Ceis ha sempre rifiutato fermamente ogni tipo di barriera discriminatoria, fedele all’insegnamento del suo fondatore, don Mario Picchi, che ci ha incoraggiato a spalancare le porte a chiunque chiedesse il nostro aiuto. Negli ultimi anni il nostro Centro, nato per aiutare uomini e donne a vincere ogni forma di dipendenza, ha accolto anche immigrati, rifugiati, richiedenti asilo politico. È un gesto concreto – sottolinea ancora Mineo – che vuole testimoniare come il razzismo, purtroppo ancora fortemente presente nella nostra società, spesso a danno delle donne, si vince ogni giorno accogliendo l’altro senza paura e soprattutto rifiutando i vergognosi cliché che tendono a vedere nello straniero un pericolo per la sicurezza”.

Giornata vittime mafie: partito il corteo a Locri. Le voci degli studenti, “siamo qui per combattere la mafia”

Tue, 2017-03-21 10:39

È partito dal lungomare di Locri il corteo della Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime della mafia. Diversi i sindaci del territorio presenti, oltre ai familiari delle vittime di mafia. 160, ultima registrazione, i pullman previsti, molti dei quali proprio in questi minuti stanno raggiungendo il corteo di Libera. Diverse migliaia i giovani delle scuole di Calabria e Sicilia che stanno partecipando all’iniziativa, con bandiere, slogan e striscioni colorati. Le voci degli studenti: “Non è mai abbastanza utilizzare il mezzo della sensibilizzazione legato strettamente al ricordo. Il passato parla di persone con la schiena dritta, capaci di aprire gli occhi e rincorrere il miraggio della speranza. Persone che sono state scalfite dalla solitudine, schiacciate dal silenzio di chi, invece, doveva fare rumore”. Giulia, 13 anni, di Siderno, ha poche parole: “Siamo qui per combattere la mafia, sappiamo che dobbiamo farlo sin da piccoli”. Michela, 18 anni, di Messina, aggiunge: “Partecipo con tanta emozione, ci sono tanti giovani come me e credo che da noi debba arrivare una risposta”. Giuseppe Ursino, 16 anni, di Locri, ha le idee chiare: “C’è omertà, ci vogliono maggiori denunce, anche a scuola facciamo diverse manifestazioni, parliamo, ma non basta”.

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