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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 9 hours 49 min ago

Diocesi: Rossano, il 20 giugno “Sfogliando il Codex” con i rifugiati presenti sul territorio

Thu, 2017-06-15 16:31

In occasione della giornata internazionale del rifugiato del prossimo 20 giugno, l’associazione “Insieme per camminare”, ente gestore del Museo diocesano e del Codex di Rossano, ha deciso di coinvolgere i rifugiati presenti nel territorio della diocesi, in un prestigioso evento che prevede lo sfoglio di una pagina del Codex Pupureus Rossanensis, prezioso evangeliario greco miniato del VI secolo, custodito nel Museo e tra i più prezioso esistenti al mondo, riconosciuto bene patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. L’evento “Sfogliando il Codex” è ormai divenuto appuntamento trimestrale di grande prestigio, poiché cerca di coinvolgere differenti realtà del territorio, caratterizzate da particolari situazioni di svantaggio economico e socioculturale. Per l’occasione, alle 17.30 verrà eccezionalmente aperta la teca e sarà sfogliata un nuova pagina del Codex alla presenza dei rifugiati. A seguire, nel suggestivo cortile del Museo diocesano e del Codex, si terrà un incontro-dibattito dal titolo “Accogliere è cultura”, incentrato sulla cultura dell’accoglienza. All’incontro, coordinato da Cecilia Perri di “Insieme per camminare”, parteciperanno tra gli altri don Pino Straface, direttore della Caritas diocesana, del Museo Diocesano e del Codex; il sindaco Stefano Mascaro; Giovanni Fortino, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes; i responsabili delle associazioni locali impegnate nell’accoglienza degli immigrati sul territorio.

Germania: Ehrenlechner (giovani cattolici), “partecipazione al questionario sinodale da parte dei tedeschi sarà massiccia”

Thu, 2017-06-15 16:20

“Accogliamo con grande favore che il Vaticano abbia lanciato questo ampio processo di consultazione”: così si esprime il presidente nazionale della federazione dei giovani cattolici tedeschi (Bdkj), Wolfgang Ehrenlechner, sulla pubblicazione on-line del sondaggio sul Sinodo per i giovani. Il testo è stato finora pubblicato in italiano, inglese, spagnolo, francese e portoghese. Seguirà anche la versione in tedesco. Ehrenlechner però ha espresso una critica su questo aspetto: “Ci saremmo aspettati che tutti i giovani potessero partecipare direttamente dopo la pubblicazione” nella loro lingua, ha detto Ehrenlechner, comunicando che il passo successivo sarà la collaborazione tra la Conferenza episcopale tedesca e la Bdkj per una traduzione da mettere in rete, che sarà prontamente inserita nel sito ufficiale del Sinodo. Per Ehrenlechner, la partecipazione dei giovani tedeschi sarà massiccia: “È importante che il maggior numero di giovani in Germania partecipi e condivida con la Chiesa ciò che si aspetta da essa e ciò che li interessa – ha detto il presidente Bdkj – e ci auguriamo che le risposte siano ampiamente inserite nelle discussioni sinodali”. Dopo aver svolto il questionario, Ehrenlechner ha evidenziato che “molte non sono domande facili a cui rispondere. Ma sono felice perché è una indagine molto ampia: per il 60 per cento il Vaticano vuole sapere come i giovani immaginano la vita e il loro futuro. Poi le domande trattano della fede e di cosa ci si aspetta dalla Chiesa”.

Germany: Mr Ehrenlechner (Catholic youth), “German youth’s participation in Synod questionnaire will be massive”

Thu, 2017-06-15 16:20

“We welcome that the Vatican has launched this extensive consultation”: the national president of the Federation of German Catholic Youth (BDKJ), Wolfgang Ehrenlechner, said this about the online publication of the survey regarding the Synod on young people. The text so far has been published in Italian, English, Spanish, French, and Portuguese. The German version will also follow. Mr Ehrenlechner, however, also voiced a point of criticism: “We would have expected all young people to be able to participate directly after publication” in their own language, Mr Ehrenlechner remarked, also announcing that the next step would be cooperation between the German Bishops’ Conference and the BDKJ to prepare a translation to be uploaded to the official website of the Synod. According to Mr Ehrenlechner, the participation of the German youth will be massive: “It is important that as many young Germans as possible participate and share their expectations and interests with the Church – the BDKJ president said -, and we hope that their answers will be given extensive consideration in the Synod debate”. After filling in the questionnaire, Mr Ehrenlechner admitted that many “questions are not easy to answer. But I am pleased that it is a broad survey: in 60% of the questionnaire, the Vatican wants to know how young people imagine their lives and their future. Other questions are about the faith and what one expects from the Church”.

Card. Florit: Pietro Grasso, “sua missio ad gentes vive ed alimenta ancora oggi la Chiesa fiorentina”

Thu, 2017-06-15 16:07

La “missio ad gentes” del card. Ermenegildo Florit, “arricchita dalla carità, vive ed alimenta ancora oggi la Chiesa fiorentina che ne continua fedelmente il carisma e la missione, rispondendo alle molteplici nuove forme di povertà e necessità materiali della società con la forza della fede e la ricchezza delle ‘Virtutes Humanitatis”‘. Lo scrive il presidente del Senato Pietro Grasso nel messaggio inviato a Franco Mariani, presidente di “Firenze promuove”, in occasione della cerimonia di oggi pomeriggio di intitolazione di una strada fiorentina all’arcivescovo emerito Florit, definito “figura carismatica e pastorale”. Nel ripercorrere la vita e gli incarichi del porporato, Grasso ricorda che, “profondamente legato alla città di Firenze, esortò la comunità cristiana a svolgere un ruolo attivo nell’opera di assistenza e di soccorso alla popolazione, duramente provata dalle drammatiche conseguenze dell’alluvione del 1966, e ad impegnarsi ‘nel massimo sforzo di carità'”. Un appello “che trovò in tutta la cittadinanza una risposta straordinaria di solidarietà, fratellanza, gratuita, e sostegno di cui ancora oggi la città di Firenze deve essere orgogliosa e grata”.

Disabili in ospedale: Panocchia (Gemelli), contro “barriere” occorre “cambiamento culturale in organizzazione sanitaria”

Thu, 2017-06-15 16:01

Secondo una ricerca sul sistema ospedaliero inglese le persone con disabilità vengono discriminate e non curate con attenzione; il 40% di queste persone ha quattro o più comorbilità associate; il 49% delle morti di disabili in ospedale sarebbe evitabile. Esordisce così Nicola Panocchia, coordinatore del Comitato scientifico “Carta dei diritti persone con disabilità in ospedale” della Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli, nel suo intervento al convegno “Il diritto negato. Persone con disabilità e salute” in corso presso il Policlinico. In Italia, chiarisce Panocchia, non esiste un’osservazione sistematica, tranne l’indagine condotta dall’associazione “Spes contra spem” in partenariato con l’Osservatorio nazionale sulla salute delle Regioni italiane e resa nota nel 2016. “Degli 814 ospedali contattati ha risposto solo il 20% – spiega -, soprattutto di Veneto, Lombardia e Lazio. Nessuno aveva mappe a rilievo per la disabilità visiva, mentre percorsi tattili erano presenti solo nel 10%”. Dalla ricerca emerge che quasi due strutture sanitarie su tre non hanno un percorso prioritario per i pazienti con disabilità che devono fruire di prestazioni ospedaliere e oltre il 78% degli ospedali non prevede spazi adatti di assistenza per le persone con disabilità intellettiva, motoria e sensoriale.
Per loro, l’attesa al pronto soccorso, un esame invasivo, la degenza in reparto, si trasformano in un vero e proprio ostacolo. Sono le cosiddette “barriere sanitarie”, che “sono architettoniche ma anche organizzative e culturali – osserva Panocchia – e rischiano di essere insormontabili soprattutto negli ospedali del Mezzogiorno”. A titolo di esempio, “solo l’Ospedale di Pordenone e Careggi di Firenze hanno allestito in Pronto soccorso stanze con basso stimolo sensoriale per l’attesa di persone con disabilità mentale”. Panocchia richiama inoltre la “Carta dei diritti delle persone con disabilità in ospedale” presentata a marzo 2013 presso il Gemelli con l’obiettivo di garantire il diritto alla salute previsto dall’art. 32 della Costituzione italiana e dall’Art. 25 della Convenzione Onu sui disabili. “Ci serve – conclude – come strumento per promuovere un cambiamento culturale nell’organizzazione sanitaria e nella mentalità degli operatori sanitari”.

Rai Due: “Sulla via di Damasco”, sabato puntata su “La rivoluzione di don Milani”

Thu, 2017-06-15 15:55

Sarà dedicata a “La rivoluzione di don Milani” la puntata di “Sulla via di Damasco”, in onda sabato 17 giugno, alle 8.45 su Rai Due. Il programma, firmato da mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti, offrirà uno speciale approfondimento in ricordo di don Lorenzo Milani, a 50 anni dalla sua morte, dando risalto – si legge in una nota – “alle sue profezie, al suo impegno per la giustizia sociale nonostante le freddezze e le incomprensioni di quella Chiesa che lui amava ed a cui ha obbedito fino alla fine”. Ospite in studio Sandra Gesualdi, figlia di Michele, uno dei primi allievi del sacerdote di Barbiana, oggi attiva nella Fondazione don Lorenzo Milani e autrice di molti testi sulla vita ed il pensiero di don Milani. Spazio poi all’intervista ad Alberto Melloni ed Eraldo Affinati – autori, il primo di “Tutte le opere”, l’altro di “L’uomo del futuro” – che “svelerà alcuni tratti inediti della vicenda umana, intellettuale e pastorale di don Milani: dalle sofferenze dentro e fuori la comunità ecclesiale, alla predilezione per i poveri; dall’idea di scuola con la rivoluzione pedagogica nel segno del riscatto sociale dei bambini più vulnerabili, al testamento del ‘santo scolaro’ per l’elevazione civile e non solo religiosa dei più piccoli”. Infine, la testimonianza di Michele Gesualdi, allievo della prima scuola popolare e serale di Barbiana fondata da don Milani, che – conclude la nota – “rievocherà la lezione civile consegnatagli dal prete di strada, la sua lotta per la dignità degli ultimi, lo schierarsi sempre, a qualsiasi costo, contro l’ingiustizia sociale, principio costitutivo di quella scuola”.

Germania: Friburgo, taxi per Gesù. Un modo diverso di testimoniare il Vangelo. Dieckmann, “vitamine per l’anima”

Thu, 2017-06-15 14:52

“Voglio aiutare Gesù, mentre io sono sulla Terra”: è il motto che sintetizza l’esperienza di Christian Dieckmann, tassista di Friburgo. Nelle sue parole c’è la scelta di evangelizzazione con il suo lavoro, e il suo taxi è una testimonianza di fede, con la radio che trasmette musica sacra, due miniature di Gesù e Maria sul cruscotto, e una croce di san Benedetto nella consolle. Oltre a svolgere regolarmente il suo lavoro di servizio pubblico nella città, sul suo sito web propone ai propri passeggeri tour sulle vie del sacro di Friburgo, ma anche veri pellegrinaggi verso monasteri o santuari, come St. Ottilien ed Altoetting in Germania e in altri “luoghi di grazia in Europa”, come dice lui stesso. “Il taxi come un luogo anonimo è stato cambiato per favorire conversazioni profonde – dice Dieckmann –; qui si può parlare di tutto”. Nella sua riflessione il tassista racconta che molti dei suoi passeggeri hanno problemi: “la gente ha paura, ma molti sono alla ricerca di risposte”. Lui non fa proselitismo, ma lungo i suoi tour per le strade di Friburgo c’è sempre una sosta presso una cappella antica: “Ci trovo pace e significati. Come le vitamine per l’anima”. Raramente ha problemi coi passeggeri: “i musulmani sono contenti di trovare qualcuno che è credente, e io sono sempre stupito di questa cosa in Germania”. Ma se qualcuno, come è capitato, vuol litigare, Dieckmann è molto pragmatico: “Non importa, arriverà un altro passeggero”.

Germany: Freiburg, taxi for Jesus. A different way to witness the Gospel. Dieckmann, “vitamins for one’s soul”

Thu, 2017-06-15 14:52

“I want to help Jesus, while I am on Earth”: it is the motto summarising the experience of Christian Dieckmann, taxi driver of Freiburg. His words represent evangelisation in his work, and his taxi is a proof of faith, with his radio broadcasting sacred music, two miniatures of Jesus and Mary on the dashboard, and a cross of Saint Benedict on the control panel. Apart from carrying out regularly his public service in the city, his website proposes his passengers Freiburg sacred tours, as well as real pilgrimages to monasteries and sanctuaries, such as St. Ottilien or Altoetting in Germany, or other “places of mercy in Europe”, as he himself says. “The taxi as anonymous place was changed, to foster in-depth conversation – says Dieckmann – you can talk about anything here”. In his words, the taxi driver says that a lot of his passengers have problems: “the people are afraid, and many of them are looking for answers”. He is not looking for proselytes; however, his tours along the streets of Freiburg always include a stop at an old chapel: “I find peace and meanings there. Like vitamins for one’s soul”. Rarely, he has problems with his passengers: “Muslims are happy to find someone who believes in God, and I am always surprised of that in Germany”. In case someone wants to argue, as it happens, Dieckmann is very pragmatic: “Never mind, another passenger will come”.

Diocesi: Genova, nel 2016 interventi caritativi per 1,3 milioni. Sostegno anche ad Auxilium e Centro accoglienza di Nervi

Thu, 2017-06-15 14:41

Cresce la cifra impegnata dalla diocesi di Genova per gli interventi di carità a favore dei più poveri e bisognosi. La cifra si assesta poco sotto 1 milione e 300 mila euro (1.285.007,90). Nel corso del 2016 la cifra è aumentata di circa 40mila euro rispetto all’anno precedente. Solo pochi giorni fa, in occasione del tradizionale pellegrinaggio del mondo del lavoro al santuario di Nostra Signora della Guardia, il cardinale Angelo Bagnasco aveva parlato della “crisi prolungata, persistente, che non è per nulla superata” ricordando nell’omelia che, “quando nel 2007 i vescovi italiani dissero che i pacchi viveri, della S. Vincenzo e della Caritas, stavano ritornando – cosa che era ormai superata da decenni -, nessuno li ha ascoltati. Ma nel 2008 è iniziata la grande crisi”. Negli anni passati, la diocesi genovese aveva messo a disposizione, per interventi caritativi, 1.245.197 euro nel 2015, 1.163.110 nel 2014, 944mila nel 2011, 832mila nel 2007.
Dell’importo totale, la maggior parte dei fondi del 2016 è andata ai Centri vicariali di ascolto che hanno erogato aiuti per 643mila euro. Tra le numerose altre voci di intervento, la Fondazione Auxilium ha ricevuto fondi per 215mila euro; il Centro di accoglienza della parrocchia di S. Giuseppe di Nervi, 53mila; la Commissione emergenza famiglia 55mila; la Comunità di S. Egidio 35mila; stessa cifra anche per l’Emergenza freddo, l’iniziativa diocesana per garantire un riparo ai senza fissa dimora nei mesi invernali. I dati sono stati resi noti dalla diocesi tramite il settimanale cattolico diocesano, “Il Cittadino”, che ha pubblicato il rendiconto annuale dell’8×1000.

Azzardo: associazioni e movimenti rilanciano appello in 7 punti per fermarlo. Chiesti al Governo chiarezza di obiettivi e strumenti

Thu, 2017-06-15 14:30

In vista della Conferenza unificata Stato Regioni, di nuovo convocata per il 22 giugno per il riordino di una parte dei giochi d’azzardo, le associazioni, gli enti della comunità ecclesiale e i movimenti rinnovano ai rappresentanti delle Regioni e dei Comuni l’invito a recepire le misure indicate nei sette punti dell’appello inviato lo scorso 23 maggio. Al Governo si chiede “un dialogo franco, onesto e sincero negli obiettivi da perseguire e negli strumenti da utilizzare al fine di tutelare il bene comune e salvaguardare l’interesse pubblico” perché “un taglio netto all’abuso di azzardo resta il nostro obiettivo principale” spiega un comunicato sottoscritto da 11 sigle tra cui Consulta nazionale antiusura, Cartello “Insieme contro l’azzardo”, Caritas italiana, “Ogni intervento nel settore dell’azzardo deve mirare a ridurre non solo l’offerta ma anche il consumo di gioco d’azzardo”, il primo punto. Quindi, “la pubblicità al gioco d’azzardo va rapidamente estinta in maniera assoluta con l’impegno a discutere in Aula e approvare i progetti di legge presentati in tal senso alle due Camere da oltre 200 parlamentari”.

“La giurisprudenza favorevole a Comuni e Regioni deve tradursi in un concreto, esplicito e incondizionato riconoscimento agli Enti locali di totale autonomia potestà regolamentare e legislativa in materia”. Ancora: “Le Aziende sanitarie devono dispiegare l’offerta di presa in carico terapeutico e predisporre la sorveglianza sanitaria su tutti i locali dove si esercita gioco d’azzardo, con divieto ovunque di consumo di alcolici e di fumo”. “L’articolo 14 della legge antiusura va esteso rapidamente anche alle persone fisiche, a cominciare dalle vittime di usura connessa alla dipendenza da gioco d’azzardo” e “va stabilita una moratoria integrale di ogni tipo e struttura di nuovi giochi “. “Per rendere efficace ogni azione di contrasto, vanno, infine, messi a disposizione di comuni, Asl, cittadini, ricercatori, i dati – scorporati per tipologia, provincia e città – dei flussi di denaro a oggi movimentati dall’azzardo”. Al governo la richiesta di “essere aggiornate con largo anticipo sui testi delle norme che si intende inserire in materia di azzardo, anche come emendamenti, nella Legge di stabilità 2018”.

Iraq: Acs, presentato agli ambasciatori Ue il “Piano Marshall” per la Piana di Ninive. Soddisfazione per la liberazione della piccola Cristina rapita dall’Isis

Thu, 2017-06-15 14:05

Nei giorni scorsi una rappresentanza di Aiuto alla Chiesa che soffre è stata alla Delegazione dell’Unione europea presso la Santa Sede, per presentare il proprio piano per la ricostruzione delle abitazioni cristiane della Piana di Ninive agli ambasciatori Ue accreditati presso la Santa Sede. Il piano è stimato attorno ai 230 milioni di euro. “Un vero e proprio Piano Marshall – spiega il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro – che riporterà alla cristianità la Piana di Ninive. È nostra intenzione coinvolgere nel nostro progetto anche i governi, affinché contribuiscano a restituire alle famiglie cristiane quella vita che è stata loro strappata dall’Isis. Ora che i jihadisti colpiscono sempre più il nostro Occidente, sostenere i cristiani perseguitati rappresenta il primo e il più efficace vaccino contro l’estremismo”. Da Acs Italia arriva anche la soddisfazione per la liberazione di Cristina, la bimba cristiana di tre anni rapita dall’Isis nel 2014.

A riguardo Acs riporta la testimonianza di padre Ignatius Offy, sacerdote siro-cattolico vicino alla famiglia della piccola: “La madre di Cristina è stata costretta a salire sull’autobus che li avrebbe condotti ad Erbil e da allora non aveva più rivisto la sua bambina. Fino a 5 giorni fa, quando ha finalmente potuto riabbracciarla”. Sin dalla presa della Piana di Ninive da parte del Califfato, padre Offy ha cercato di rintracciare i suoi fedeli che erano stati rapiti dai jihadisti, “e Cristina in particolar modo, perché era la più piccola di tutti”. In questi anni, a Khouder Ezzo e a sua moglie Aida Hanna erano giunte notizie della loro bambina. Dapprima era stata vista con un soldato dell’Isis vicino ad una moschea e poi con una famiglia musulmana che viveva a Mosul, nel quartiere Tanak. “Quella famiglia aveva preso Cristina in una moschea di Mosul – spiega padre Offy – Avrebbero voluto restituirla ai suoi genitori, ma temevano per la sua sicurezza. Così l’hanno tenuta con loro, amata e curata come una figlia”. Quando la famiglia musulmana si è traferita da Mosul in un’area più sicura, ha finalmente contattato il fratello maggiore di Cristina e il 10 giugno la piccola è tornata tra le braccia della sua mamma. “Un vero miracolo per il quale i genitori hanno pregato tanto – afferma il sacerdote – il padre ha recitato il rosario ogni giorno affinché sua figlia tornasse”. La bambina è tuttavia profondamente traumatizzata. “Durante questi tre anni ha dimenticato la sua famiglia e anche la sua madre lingua, il siriaco. Ormai conosce solo l’arabo e in ogni caso parla pochissimo. Ha bisogno di un sostegno psicologico”. Oggi la famiglia di Cristina vive in un caravan ad Erbil. Qaraqosh è stata liberata ma la loro casa è stata completamente distrutta dall’Isis. Come la loro, sono circa 13mila le abitazioni cristiane della Piana di Ninive che necessitano di essere restaurate o interamente ricostruite.

Bambini: Unicef, uno su 5 nei Paesi ricchi vive in povertà relativa. In Italia sono il 25,1%

Thu, 2017-06-15 13:47

“Un bambino su 5 in Paesi ad alto reddito vive in povertà reddituale relativa e in media 1 su 8 affronta insicurezza alimentare”. Sono alcuni dei dati contenuti nell’ultima Report Card dell’Unicef-Centro di Ricerca Innocenti diffusa oggi. “Circa 1 bambino su 10 nei Paesi ad alto reddito vive in famiglie in cui nessun adulto possiede un impiego”, si legge in una nota, mentre “fra i giovani fra i 15 e i 19 anni nei Paesi ad alto reddito, circa 1 su 13 non lavora, non studia e non segue un programma di formazione (‘neet’)”. Inoltre “nei Paesi ad alto reddito, nel 2012, il suicidio è stato la principale causa di morte tra i giovani tra i 15-19 anni di entrambi i sessi, avendo provocato il 17,6% di tutti i decessi”. E ancora “almeno 1 bambino su 10 nei paesi esaminati è regolarmente vittima di bullismo”. Per quanto riguarda l’Italia, “il 25,1% dei bambini vive in povertà reddituale relativa e il 51% in povertà multidimensionale”. Nel nostro Paese, inoltre, “l’11,2% dei 15-19enni non lavora, non studia e non segue un programma di formazione” mentre “il 9,7% dei minorenni vive in famiglie senza lavoro”. “L’Italia ha la più alta percentuale di bambini e adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 15 anni che riferiscono di soffrire di due o più sintomi psicologici più di una volta alla settimana (36,5%)”, prosegue l’Unicef, rilevando che il nostro Paese “ha il quinto tasso di omicidio infantile più basso (0,19 su 100mila)” mentre “il tasso di bullismo cronico auto-segnalato è il terzo più basso” tra i Paesi considerati: in ogni caso “il 5,2% degli 11-15enni italiani ha subito episodi di bullismo almeno due volte al mese”. L’Italia ha anche “il quarto tasso di ubriachezza più basso tra i bambini di età compresa tra 11 e 15 anni, pari al 4,4%” mentre “il tasso di suicidio tra gli adolescenti (15-19 anni) è di 1,9 su 100mila, il secondo più basso”.

Firenze: oggi pomeriggio intitolazione strada ad arcivescovo emerito Florit con il card. Betori. Messaggi di Papa Francesco e Pietro Grasso

Thu, 2017-06-15 13:32

Anche Papa Francesco e il presidente del Senato Pietro Grasso si sono congratulati con il Comune di Firenze per la scelta di dedicare una strada al card. Ermenegildo Florit, arcivescovo emerito dal 1962 al 1977, anche se giunse in città come coadiutore nel 1954, e presidente della Cei. La cerimonia di scoprimento della targa avverrà oggi pomeriggio alle 16.30 a Brozzi, rione scelto dal Comune per la toponomastica religiosa, al termine di via Madonna di Loreto, di fronte al cimitero comunale. Alla cerimonia interverranno fra gli altri il cardinale arcivescovo Giuseppe Betori e il sindaco Dario Nardella. Molte le delegazioni ufficiali da altre regioni: dei vescovi del Triveneto; dell’arcivescovo di Udine; della Provincia di Udine; del Comune e della parrocchia di Fagagna, in provincia di Udine dove il card. Florit nacque nel 1901; dell’Ordine dei Paolini; della Pontificia Università Lateranense. Presenzieranno alla cerimonia anche numerosi nipoti del Cardinale Florit e una ventina di concittadini di Fagagna che arriveranno in pullman per l’occasione. Nel corso della cerimonia saranno letti i messaggi di Papa Francesco e del presidente del Senato Pietro Grasso. Brozzi fu il primo rione fiorentino visitato dal card. Florit il 5 novembre 1966, a bordo di un M113 e a cui portò gli aiuti della diocesi.

Honduras: vescovi, priorità a famiglia e giovani. “No alla riduzione di età per la punibilità”

Thu, 2017-06-15 13:14

È dedicato ai temi della famiglia e dei giovani il Messaggio inviato dalla Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh) al Paese a conclusione della propria assemblea, che si è svolta a Los Laureles sul tema “Famiglia, casa e scuola dell’amore”. “Poiché crediamo nell’amore e nella famiglia, stiamo elaborando una lettera pastorale diretta a tutte le famiglie e, dentro questo cammino, è programmato per il prossimo mese di luglio il secondo Congresso sulla famiglia, per dare impulso alla pastorale familiare”, si legge nel testo. Per ciascuna delle dieci diocesi del Paese, “abbiamo condiviso un rapporto informativo sulla situazione reale della famiglia e dei suoi problemi, arrivando a considerare l’urgente necessità di fare una scelta preferenziale in favore della famiglia e, di conseguenza, una scelta per costruire una società basata su relazioni di rispetto, amore e promozione della vita umana”. I vescovi invitano a prestare maggiore attenzione ai minori, agli adolescenti e ai giovani, nel difficile e violento contesto sociale in cui vive l’Honduras.

“Ci sembra più che mai necessario che lo Stato dedichi più personale alla prevenzione della criminalità e al contrasto della delinquenza. Crediamo che la formazione integrale dei giovani sia la strada migliore per prevenire la violenza familiare e sociale nella quale viviamo. L’investimento nell’educazione è la chiave per cambiare la storia dell’Honduras. È poi urgente che gli imprenditori offrano posti di lavoro ai giovani, in modo che cresca la loro autostima e che molti di loro abbandonino l’idea di emigrare, potendo vivere quini in modo degno”. Quindi la presa di posizione su una questione dibattuta nel Paese: “Crediamo che la riduzione di età per la punibilità non porti delle soluzioni alla situazione di insicurezza nella quale viviamo. Oltre al fatto di andare contro i trattati internazionali che l’Honduras ha sottoscritto, questo provvedimento esporrebbe i minori, a contatto con detenuti adulti, al rischio di sprofondare ancora di più nella criminalità, anche in considerazione del fatto che non vengono offerti programmi di riabilitazione e reinserimento”.

Terremoto: Norcia, domani inaugurazione del primo Centro di comunità. Il programma della cerimonia. Mons. Boccardo, “spinta a ricostruzione spirituale delle persone”

Thu, 2017-06-15 13:00

Un momento di preghiera, con la benedizione dei locali e lo svelamento di un’immagine raffigurante la Madonna Addolorata, cui la gente di Norcia è molto devota, recuperata intatta da sotto le macerie della chiesetta omonima andata tutta a causa del terremoto. E saranno proprio i due vigili del Fuoco protagonisti del recupero a svelare il quadro che sarà collocato nel Centro, che sorge accanto ai resti della chiesa della Madonna delle Grazie, esposto alla venerazione dei fedeli. È questo il programma della cerimonia di inaugurazione, domani a Norcia, del primo dei cinque Centri di comunità – edifici polifunzionali a carattere emergenziale e di pubblica utilità, pensati come luoghi per la liturgia e per attività pastorali, sociali, culturali e ricreative – realizzati col sostegno della Caritas, nazionale o di delegazioni regionali, nell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia dopo i terremoti dello scorso anno. A rivelarlo al Sir è lo stesso arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, che domani sarà al fianco del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve, alla sua prima visita ufficiale ad una diocesi umbra dopo l’elezione a presidente dei vescovi Italiani.

“Il centro – spiega l’arcivescovo Boccardo – vuole essere un’ulteriore spinta di ricostruzione morale e spirituale di questa gente colpita dal terremoto. È la ricostruzione più importante e più urgente perché non possiamo rimettere in piedi i muri se prima non rimettiamo in piedi le persone”. Per questo motivo, aggiunge il presule, “l’inaugurazione di domani non è solo un segno di speranza ma anche e soprattutto un segnale di vita piena affidato alle mani di questa comunità particolarmente ferita dal terremoto e che ha perso punti materiali di riferimento. Questa è la casa di Dio in mezzo alle case degli uomini ma è anche, nello stesso tempo, casa degli uomini perché oggi non abbiamo né le une né le altre. È un luogo dove celebrare l’Eucaristia e vivere le attività pastorali, dove incontrarsi, condividere e darsi la mano gli uni gli altri per guardare avanti con fiducia, pur nella fatica”. “Il sisma – ricorda mons. Boccardo – ha privato Norcia di tutte le chiese e questo Centro è il segnale con cui la Chiesa dà, attraverso la Caritas italiana, volto all’urgenza di azioni concrete. Abbiamo bisogno di vedere che ricostruire non solo è possibile ma si può fare. Un conto sono le dichiarazioni, altro le realizzazioni. La presenza del card. Gualtiero Bassetti, conclude l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, “è un ulteriore segno di vicinanza e di sollecitudine della Chiesa e dell’episcopato italiano a tutte le zone colpite dal terremoto”.

Il Centro di comunità di Norcia, realizzato con il contributo delle Caritas diocesane della Regione ecclesiastica del Triveneto, si sviluppa su di un solo piano fuori terra, di forma rettangolare con copertura a due falde, delle dimensioni di metri 20,70 x 12,80, con altezza di metri 3,20 in gronda e 4,50 al colmo, per una superficie lorda complessiva di mq 266,00 ed un volume lordo di mc 1.105,00. Gli spazi interni del Centro sono organizzati in modo da prevedere un salone principale di superficie mq 170,00 sezionabile con pareti mobili in tre sale minori, utilizzabili separatamente, tre aule per attività, oltre a depositi e servizi. I servizi igienici sono dimensionati per consentire l’accesso a persone diversamente abili, così come gli altri ambienti. L’arredamento del Centro è stato offerto dalla comunità – Parrocchia di S. Giorgio, Associazione “Sentieri di pace” Onlus, gruppo cinghialai – di Osteria Grande di Castel S. Pietro Terme (Bo). Gli altri centri sorgeranno a Cascia, Avendita di Cascia, Campi-Ancarano di Norcia, Madonna di Costantinopoli a Cerreto di Spoleto. A presenziare alla cerimonia di domani, oltre al presidente della Cei, card. Bassetti, saranno il parroco di Norcia don Marco Rufini, il direttore di Caritas italiana don Francesco Soddu, il direttore della Caritas diocesana Giorgio Pallucco, il delegato regionale Caritas del Triveneto don Marino Callegari, progettisti e tecnici di Caritas Italiana, oltre naturalmente ai fedeli nursini. Grazie alla colletta nazionale del 18 settembre e alla generosa risposta solidale, sono finora pervenuti a Caritas Italiana oltre 25 milioni di euro, incluso il milione messo a disposizione dalla Cei. Un primo centro di comunità è stato inaugurato ad Amatrice (Ri) il 24 novembre scorso e in emergenza è stato utilizzato come presidio sanitario.

Israele-Santa Sede: Amb. Israele presso Santa Sede, “evidenti progressi per la conclusione degli Accordi finanziari. Speciali relazioni tra i due Stati e le due religioni”

Thu, 2017-06-15 12:44

Ieri, 14 giugno, Tzachi Hanegbi, ministro della Cooperazione regionale di Israele, si è incontrato con mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede. Lo rende noto, in un comunicato diffuso oggi, l’Ambasciata di Israele presso la Santa Sede. Il ministro, durante l’incontro, “ha sottolineato gli evidenti progressi fatti per la conclusione degli Accordi finanziari tra Israele e Santa Sede, grazie ai negoziati che si sono svolti in sessione plenaria il giorno 13 giugno, in un’atmosfera cordiale che rispecchia le speciali relazioni tra i due Stati e le due religioni”. Prima dell’incontro il ministro Hanegbi ha partecipato all’udienza generale dove ha potuto salutare Papa Francesco.

Uruguay: la Chiesa in aiuto delle popolazioni alluvionate della diocesi di Salto

Thu, 2017-06-15 12:41

Le comunità cristiane della diocesi uruguaiana di Salto, nel nordovest del Paese, sono mobilitate per aiutare le migliaia di persone (6.500 secondo le ultime stime) evacuate a causa delle inondazioni che hanno colpito la regione. La Pastorale sociale della diocesi, in un incontro con i sacerdoti, ha concordato le azioni di soccorso e aiuto, in raccordo con il Comitato di emergenza attivato a livello istituzionale. Si prevede che la situazione possa peggiorare la prossima settimana, quando la piena del Salto Grande raggiungerà il suo massimo. Tra le migliaia di sfollati, alcuni hanno trovato rifugio presso parenti o amici, altri nei centri di accoglienza predisposti dal Comitato d’emergenza. Tanti, però, stanno vivendo in tende allestite in luoghi di fortuna dopo che l’acqua è entrata nelle abitazioni. Proprio a queste persone, tra cui numerosi bambini, che vivono in una situazione di grande precarietà – tra umidità, vento e freddo – sono rivolte le maggiori attenzioni della Chiesa locale. Gruppi di volontari stanno cercando di rafforzare almeno le tende in peggiori condizioni e di fornire alla popolazione pasti caldi. E’ stata anche avviata una raccolta di generi di prima necessità.

Nuovi vescovi: p. Giovanni Peragine (Albania meridionale), “voglio farmi vicino a tutti per ascoltare, guidare, sostenere, difendere, servire”

Thu, 2017-06-15 12:22

“Di fronte alla grandezza di Dio, che opera nella nostra vita, sempre in modo inatteso e sorprendente, sento il bisogno di ringraziarlo per ciò che sta compiendo nella mia vita, nonostante i miei limiti e le mie debolezze umane”. Lo ha detto, citando il Magnificat, padre Giovanni Peragine, nominato oggi dal Papa amministratore apostolico dell’Albania meridionale. “Papa Francesco ha voluto che un missionario di una ‘piccola’ cittadina del nord Albania (Milot) diventasse il pastore di un vasto territorio che comprende l’amministrazione apostolica della parte meridionale dell’Albania. Per questo ringrazio Papa Francesco per la fiducia che mi ha dimostrato inviandomi in mezzo a voi come nuovo Pastore”. Poi il ringraziamento a monsignor Hill Kabashi, che per 20 anni ha guidato l’amministrazione: “Sono certo che i sacrifici da lui compiuti, soprattutto nei primi anni, e il lavoro da lui svolto fino ad oggi, continueranno a portare frutto anche in futuro”, le parole di padre Peragine, che ha saluto e ringraziato “tutti i sacerdoti e i religiosi che operano in questa amministrazione: la vostra fedeltà al Signore, la testimonianza quotidiana e silenziosa della vostra vita consacrata al servizio dei più deboli, sono per me motivo di incoraggiamento in questo momento di trepidazione”. “Con l’aiuto del Buon Pastore voglio farmi vicino a tutti per ascoltare, guidare, sostenere, difendere, servire”, ha aggiunto. “Saluto fin da adesso i fedeli della Chiesa cattolica, a cui presto manderò un messaggio di saluto, e anche i fedeli delle altre confessioni religiose presenti in questo territorio: la comunità musulmana e begtazhin e i fratelli della numerosa Chiesa ortodossa”, ha concluso Peragine: “Con loro desidero intraprendere percorsi di dialogo e di comunione per essere sempre più segno concreto dell’amore di Dio per l’umanità. Saluto tutti e pregate per me”.

Nuovi vescovi: don Meta (Rrëshen), “insieme portiamo la gioia del Vangelo in ogni famiglia”

Thu, 2017-06-15 12:22

“Molto reverendo padre Cristoforo, pastore e padre di questa diocesi di Rrëshen, le prime parole sono per lei oggi come segno di ringraziamento per il servizio e il bene che ha potuto fare in questi anni, prima come parroco e poi come vescovo. Grazie e il Signore l’accompagni negli anni a venire. Questa diocesi la ricorderà sempre con rispetto e amore e ci sarà sempre un posto particolare in questa diocesi per lei”. Lo ha detto don Gjergj Meta, nominato oggi dal Papa vescovo di Rrëshen, nel saluto ai fedeli laici, al clero e ai religiosi della diocesi albanese. “Accettatemi come uno di voi”, l’invito ai fedeli della sua nuova diocesi: “Io conosco le vostre sofferenze, il tempo e i secoli che hanno pesato su di voi. Il Signore ha volute che io sia il vostro pastore in un’età giovane e per questo vi prego, con la vostra preghiera e amicizia, fate possibile che io sia un buon cristiano insieme a voi e un buon pastore per voi”. Ai sacerdoti e alla suore, don Meta ha detto: “Papa Francesco non ha scelto il migliore tra i preti albanesi per servire questa diocesi. Di questo siatene certi. Per me è stato un ‘sì’ molto difficile, molto difficile! Ciò che ho è la mia umanità, la mia fragilità e piccolezza. La consegno nelle vostre mani. Cosi come Papa Benedetto anche io posso dire che il Signore ha scelto un lavoratore umile nella sua vigna. Aiutatemi a essere un fratello per voi e un pastore che da’ la vita per le sue pecore”. “Insieme portiamo la gioia del Vangelo in ogni famiglia della diocesi, ai giovani e soprattutto ai poveri e ai marginalizzati del nostro tempo”, l’invito: “L’annuncio del Regno di Dio è il nostro compito principale. Facciamo insieme questa cosa senza risparmiare nulla. Dio vi benedica tutti! Marie Tuci ed i suoi compagni martiri ci aiutino in questa nuova avventura in modo che la nostra fede operi attraverso la carita’”.

Nuovi vescovi: dom Kulli (Sapë), “essere pastori di una diocesi è una grande responsabilità”

Thu, 2017-06-15 12:22

“Prima di tutto vorrei ringraziare il Buon pastore, Cristo Signore il quale non dimentica mai il suo gregge e si prende cura di essa e ringrazio lo Spirito Santo per ogni bene che ha fatto alla mia vita, con la mia vita e per la mia vita, che si è degnato di chiamare me indegno come successore degli apostoli a perpetuare l’opera di Cristo che è il Pastore eterno”. Sono le prime parole di dom Simon Kulli, vescovo eletto di Sapë, nel momento dell’annuncio della nomina davanti al clero e ai religiosi della diocesi. “In secondo luogo ringrazio la Santa Chiesa Cattolica, il Santo Padre Francesco per la fiducia nei miei confronti e per aver apprezzato la mia vita presbiterale”, ha proseguito Kulli, ringraziando inoltre “il clero della diocesi di Sapë e tutti i collaboratori stretti, perché ciascuno ha contribuito affinché Sapa si trasformi in una famiglia meravigliosa, grazie all’amore che avete dimostrato e continuate a dimostrare verso di me accettandomi cosi come Dio ha voluto che io sia”. “Essere pastore di una diocesi – ha dichiarato il neovescovo – è una grande responsabilità ed un onere gravoso e per di più essere successore di monsignor Avgustini, di questo pastore meraviglioso e indimenticabile. Cercherò di camminare sulle sue orme. Il suo amore per questa diocesi mi spinge ad accettare con convinzione e fede sicura che Cristo il Buon Pastore è sempre con noi fino alla fine del mondo e che abbiamo il suo sostegno con l’intercessione della Santa Teresa di Calcutta, dei martiri albanesi e della madre del Buon Consiglio, patrona degli albanesi. A loro affido me stesso e il popolo nobile di Sapë. Grazie!”.

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