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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 43 min ago

Ostetriche: Medici Cuamm, puntare sulla formazione in Italia e in Africa. Siglato accordo con Fnco

Thu, 2017-05-04 19:10

Ostetriche preparate ad affrontare le emergenze e a gestire le decine di parti che si registrano ogni settimana negli ospedali africani sono risorse indispensabili per garantire a mamme e bambini il diritto alla salute, lì dove i tassi di mortalità materno infantile legati al parto sono i più alti del mondo. Per questo Medici con l’Africa Cuamm punta da sempre sulla formazione delle ostetriche, sia in Italia che in Africa, richiamando l’attenzione sul tema in occasione della Giornata internazionale delle ostetriche, che si celebra venerdì 5 maggio. Proprio oggi infatti, grazie ad un accordo siglato dal Cuamm con la Federazione nazionale collegi ostetriche (Fnco), nella sede centrale di Padova è iniziato un percorso di formazione rivolto a dieci studenti e studentesse di altrettante sedi universitarie italiane, che grazie a delle borse di studio potranno passare un mese della propria formazione in Africa, in uno degli ospedali in cui è presente il Cuamm. L’obiettivo è quello di preparare le ostetriche italiane interessate a lavorare nella cooperazione internazionale a lavorare in ospedali a risorse limitate.

“Siamo molto soddisfatti di questo accordo con la Fnco – afferma don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm – perché per noi l’esperienza sul campo è un elemento fondamentale per la formazione dei nostri cooperanti, insieme alla valorizzazione delle risorse umane locali. Questo significa per noi essere con l’Africa: lavorare insieme, puntare sulla formazione del personale locale. Per questo in Etiopia, Uganda e Sud Sudan lavoriamo in tre scuole per ostetriche, in paesi dove presenza di ostetriche è la più bassa al mondo”. Complessivamente sono 23 oggi le ostetriche al lavoro con Medici con l’Africa Cuamm, di cui solo due italiane, e 21 locali (etiopi, ugandesi o keniote). Tutte in prima linea, con la loro competenza professionale, per assistere le future mamme nel momento del parto, in continuità con il programma di Medici con l’Africa Cuamm “Prima le mamme e i bambini. 1000 di questi giorni”, che mira a garantire la salute della mamma e del piccolo nei primi 1.000 giorni, il tempo che va dall’inizio della gravidanza fino ai due anni di vita del bambino, includendo il parto sicuro e l’assistenza nutrizionale, per prevenire e trattare casi di malnutrizione.

Aborto: Gigli (Mpv), “su Ru486 Zingaretti ci risparmi la commedia”

Thu, 2017-05-04 19:06

“Zingaretti con una mano vanta politiche per la maternità e con l’altra le contraddice, promuovendo l’aborto farmacologico con la Ru486 nei Consultori familiari, stravolgendo la loro finalità e vocazione”. Lo denuncia Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano (Mpv). “Abbia almeno il pudore di risparmiarci la commedia di un finto approfondimento su questa possibilità, visto che l’epilogo è già deciso sulla base degli stessi orientamenti ideologici che avevano portato la Regione a bandire concorsi riservati per medici non obiettori all’Ospedale San Camillo”, conclude.

Ong e salvataggi: Moas dopo l’audizione al Senato, “chiariti i dubbi, ora trovare canali legali”

Thu, 2017-05-04 18:59

“Speriamo che l’attenzione venga finalmente riportata sull’attuale crisi umanitaria, e che vi sia l’impegno concreto per trovare quelle soluzioni sostenibili, legali e umanitarie di cui centinaia di migliaia di persone hanno disperato bisogno. Da parte sua, Moas continuerà a condurre le operazioni Sar nel Mediterraneo finché ci saranno vite umane in pericolo”. Lo dichiara in una nota l’Ong Moas (Migrants offshore aid station) subito dopo l’audizione di oggi pomeriggio davanti al Comitato Schengen e alla Commissione Difesa del Senato per rispondere alle domande nel quadro delle attuali indagini conoscitive riguardanti i flussi migratori nel Mediterraneo, i controlli alle frontiere e il ruolo delle Ong di ricerca e soccorso in mare. Nello stesso momento, l’equipaggio a bordo della nave Phoenix del Moas era impegnato in diverse operazioni di soccorso in cooperazione con altre Ong presenti nell’area.

Il rappresentante delle operazioni di Moas, Ian Ruggier, interrogato in merito al processo decisionale nella conduzione delle operazioni Sar, ha chiarito: “L’Mrcc (Maritime Rescue Co-ordination Centres) di Roma ha de facto la responsabilità del coordinamento di tutte le operazioni di soccorso nel Mediterraneo Centrale”, e che Moas ha agito seguendone le direttive dall’inizio delle proprie operazioni nel 2014. Le domande su eventuali contatti fra Moas e altri soggetti in Libia “sono state categoricamente respinte” e alla domanda se le navi Moas siano mai entrate nelle acque territoriali libiche, è stato chiarito “che il limite delle acque territoriali è stato oltrepassato in rari casi di grave emergenza, ed esclusivamente dopo aver ricevuto specifiche istruzioni dal Mrcc di Roma e con il benestare delle autorità libiche”. “Siamo consapevoli che la ricerca e il soccorso in mare non siano la soluzione alle sfide complesse poste dal fenomeno migratorio di massa – ha affermato Regina Catrambone, co-fondatrice e direttrice Moas -. Moas ha ripetutamente chiesto di trovare soluzioni alternative sicure e durature. Adesso i leader nazionali ed europei devono fare la loro parte e fornire quelle alternative”.

Amoris Laetitia: Balčius (Urbaniana), “l’ordine morale oggettivo viene sempre costituito dal reale oggettivamente possibile”

Thu, 2017-05-04 18:58

“Non solo l’oggettività della realtà, ma anche la condizione oggettiva dei soggetti implicati costituiscono lo spazio etico per formulare un giudizio morale”. Ne è convinto Vidas Balčius (Pontificia Università Urbaniana), intervenuto questa sera a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana, alla presentazione dell’edizione italiana del volume “Amoris laetitia. Un punto di svolta per la teologia morale?” a cura di Stephan Goertz e Caroline Witting (collana “L’Abside”, ed. San Paolo). Per il teologo “il concetto dell’oggettività morale e del giudizio morale oggettivo è affrontato nell’Amoris Laetitia rispetto alle situazioni matrimoniali imperfette”. “La cosiddetta situazione oggettiva – spiega – non coincide sempre con il peccato mortale. La situazione oggettiva del peccato senza colpa soggettiva non è peccato”. Papa Francesco, conclude, “non lascia spazio ai dubbi: l’ordine morale oggettivo viene sempre costituito dal reale, realmente, cioè oggettivamente, possibile”.

Settimanali cattolici: “L’Azione”, ultimi giorni per partecipare al concorso letterario per “raccontare” la montagna

Thu, 2017-05-04 18:53

È giunto alla 16ª edizione il concorso letterario promosso dal settimanale diocesano di Vittorio Veneto, “L’Azione”, insieme a numerose associazioni culturali locali, gruppi alpini e pro loco, per “raccontare” la montagna delle Prealpi bellunesi e trevigiane. Rivolto a ragazzi e adulti, per racconti brevi in italiano e poesie in dialetto, il concorso ha come tema “Acqua e fuco, forza e vita in montagna”. I racconti brevi sono articolati in tre sezioni: bambini (quinta elementare e prima media), ragazzi (seconda e terza media), adulti (dai 15 anni in su). La sezione di poesia dialettale è unica. E’ ammesso solo il dialetto veneto, pur nelle sue sfumature. Lunghezza massima del racconto 8 mila caratteri spazi inclusi. La poesia potrà essere in versi liberi o in metrica e con un numero massimo di 40 versi, corredata della traduzione in italiano. L’elaborato deve essere inviato per e-mail entro e non oltre il 14 maggio 2017 al settimanale L’Azione: c.letterario@lazione.it. Vincitore ed eventuali segnalati saranno pubblicati su “L’Azione”. Ai vincitori di ciascuna sezione spetterà una cesta di prodotti tipici del territorio, anche ulteriori premi. Alla classe che otterrà il maggior numero di racconti brevi segnalati dalla giuria spetterà un riconoscimento in denaro di 500 euro. Info e regolamento sul sito de “L’Azione“.

Migrazioni: Diodati (Cri Roma), “identità nazionale e chiusura confini sono slogan privi di contenuto”

Thu, 2017-05-04 18:40

“La difesa dell’identità nazionale, la chiusura dei confini. Sono slogan che non possono andare bene in questo momento epocale. Ma soprattutto sono privi di contenuto”: lo ha detto oggi Debora Diodati, presidente della Croce rossa italiana – sezione di Roma,  durante l’incontro a Roma degli studenti della Lumsa (Libera università Maria SS.ma Assunta) con Clemantine Wamariya, ex rifugiata, storyteller e attivista per i diritti umani. In galleria c’erano anche centinaia di migranti accolti nei centri della Cri di Roma. “Troppo spesso sento parlare dei migranti con numeri, come un problema di sicurezza – ha affermato – ma noi crediamo in un progetto di inclusione che significa condividere esperienze e dare progettualità alle vite”. “Solo conoscendo le storie e perché le persone sono fuggite – ha proseguito – si può vincere il pregiudizio e capire realmente il fenomeno”. Aprendo l’incontro il rettore della Lumsa Francesco Bonini ha fatto riferimento alle presunte accuse contro le Ong che salvano vite umane in mare, esprimendo “molta preoccupazione per quanto sta accadendo”. Il viceprefetto di Roma Roberto Leone ha ricordato le cifre dell’accoglienza: più di 60 centri nella prefettura con oltre 6.000 persone accolte, 9.000 nell’intera provincia. “Chi arriva per motivi economici – ha osservato – viene a volte stigmatizzato. Ma non è una motivazione disdicevole fuggire perché si vuole sopravvivere e mantenere la propria famiglia”. “Per dare la risposta giusta – ha concluso – nell’accoglienza è fondamentale il ruolo degli enti gestori”.

Amoris Laetitia: Chiodi (teologo), “ripensare il nesso tra coscienza e atto”

Thu, 2017-05-04 18:37

L’invito a “ripensare il nesso non tra coscienza e norma ma tra coscienza e atto”. A rivolgerlo è questa sera Maurizio Chiodi (Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale – Milano), intervenuto, presso la Pontificia Università Gregoriana, alla presentazione del volume “Amoris laetitia. Un punto di svolta per la teologia morale?”, a cura di Stephan Goertz e Caroline Witting, (collana “L’Abside”, ed. San Paolo). Per il teologo occorre “un rapporto nuovo tra norma e coscienza che parta dall’atto”. Osservando che i commentatori dell’esortazione apostolica di Papa Francesco sono divisi tra chi vi ravvisa elementi di originalità e chi no, Chiodi fa notare che “la fede cristiana radicalizza l’istanza dell’autonomia” perché la “morale rimanda alla libertà: la moralità si dà nella coscienza perché questa è libera e dice la singolarità e l’unità della persona nella sua libertà”. Quanto alla relazione, essa “non si aggiunge all’identità ma la costituisce nella sua origine”.

Abusi: card. Marx, agire in ogni caso a tutela delle vittime. Comportamento della Chiesa non sempre adeguato

Thu, 2017-05-04 18:35

“Per la Chiesa, e anche per me personalmente, è stato un processo di apprendimento doloroso, pensando e agendo soprattutto e in ogni cosa dal punto di vista delle vittime”, ha dichiarato il cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, in una intervista pubblicata ieri sul settimanale “Die Zeit”, in riferimento agli scandali sessuali nella Chiesa. Occasione dell’intervista la vicenda di un uomo che oggi ha 32 anni, vittima, alla fine degli anni ‘90 di ripetuti abusi da parte di un sacerdote nella provincia del Saarland, che appartiene alla diocesi di Treviri dove Marx era vescovo nel 2006, quando la persona ha sporto denuncia. Ma il procedimento è caduto in prescrizione, secondo quanto riferiscono fonti stampa. Secondo il card. Marx il comportamento della Chiesa cattolica non è sempre stato adeguato alle situazioni dolorose delle vittime. “Quanto a me personalmente, voglio espressamente riconoscere oggi, purtroppo solo a posteriori, che io avrei dovuto informarmi più profondamente”, ha ammesso l’arcivescovo di Monaco di Baviera.

Migrazioni: l’attivista Clemantine Wamariya, “mandate i rifugiati ad accogliere chi sbarca”

Thu, 2017-05-04 18:23

“Ingaggiate i rifugiati e mandateli in prima fila ad accogliere quelli che arrivano con i barconi, perché sanno come ci si sente”. E poi: “Europa, Africa, Asia, avete più strumenti di noi, smettetela di rubare dall’Africa, smettetela di rubarci la vita”. Questi i due appelli lanciati oggi pomeriggio da Clemantine Wamariya, ex rifugiata, storyteller e attivista per i diritti umani, durante l’incontro a Roma con gli studenti della Lumsa (Libera università Maria SS.ma Assunta). Clemantine, 29 anni, rwandese, è stata costretta a 6 anni a fuggire dal suo Paese a causa della lotta fratricida tra tutsi e hutu poi sfociata nel genocidio del 1994. Dopo aver trascorso 8 anni nei campi profughi africani e arrivata poi nel 2000 negli Stati Uniti è diventata famosa nel 2006 per aver raccontato la sua storia alla conduttrice televisiva Oprah Winfrey. Nell’aula magna della Lumsa ad ascoltarla oggi c’erano anche centinaia di migranti accolti nei centri della Croce rossa italiana a Roma. “16 anni fa ero invisibile come milioni e milioni di noi – ha detto -, oggi vi parlo con il cuore per invitarvi a guardarvi gli uni gli altri a prescindere dai titoli che ci separano, solo come esseri umani”. Clemantine ha raccontato delle sue tre donne di riferimento nella vita – la madre, la sorella e una “seconda madre” – e di cosa ha imparato da loro: il coraggio, la forza della preghiera, la determinazione. “Avevo 6 anni e una famiglia fantastica – ha detto -. Non sapevo nulla della guerra e mi sono ritrovata in un campo profughi con un pezzo di plastica come casa, per viverci mesi o anni, con pioggia, freddo, terremoti. Mia sorella raccoglieva i morti e li portava in una fossa, vicino ai bagni. Non c’è nulla di giusto in tutto questo. Con mia sorella decidemmo di fuggire in Congo, ma dopo 1 anno e mezzo anche lì ancora bombe”. Clemantine ha invitato gli studenti e i giovani migranti “a prenderci cura gli uni degli altri, ad ascoltarci e collaborare, perché altre persone utilizzano le nostre guerre, i nostri traumi. Ma i migranti che fuggono non sono la vostra beneficienza, non sono il vostro business”.

Lavoro: Sanning Olesen (Roskilde University), “non puntare solo a efficienza economica ma a qualità della vita” e “flexicurity”

Thu, 2017-05-04 18:19

“Il lavoro umano è alla base della prosperità economica, è un diritto e una risorsa. Tuttavia la crescita indefinita è insostenibile”. Perciò, bisogna in primo luogo “puntare a politiche che non guardino solo all’efficienza economica, ma alla qualità della vita dei lavoratori”. Ne è convinto Hanning Salling Olesen, docente alla Roskilde University (Danimarca), intervenuto oggi a Roma al seminario di studio “Le skills per il futuro e nuove responsabilità dell’università”, promosso dall’Università di Roma Tre in collaborazione con il Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali e l’Università Ca’ Foscari di Venezia.
In secondo luogo, “la chiave per lo sviluppo è la ‘flexicurity’: solo cercando di integrare flessibilità – senza declinarla come precarietà – e sicurezza – che non è immobilismo – possiamo tornare a far crescere il mercato del lavoro”, ha aggiunto il docente, portando l’esempio danese dove “ogni anno – ha affermato – il 25% dei lavoratori cambia lavoro”. Guardando all’Italia, invece, i dati sono preoccupanti, specialmente quello della disoccupazione giovanile che “se si cronicizza – ha osservato – rischia di portare a problemi sociali”. La via d’uscita? “Arrivare a definire una flessibilità – ha suggerito – che non sia declinabile come precarietà”.

Rai Due: “Sulla via di Damasco”, sabato puntata sulla pace. Paolo Rodari racconta retroscena della visita del Papa in Egitto

Thu, 2017-05-04 18:16

È la pace l’argomento della prossima puntata di “Sulla Via di Damasco”, dal titolo “Guerra o pace”, in onda su Rai Due sabato alle 7.45, con replica mercoledì in terza serata. Il programma di mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti affronta il tema che ha guidato l’ultimo viaggio di Papa Francesco in Egitto. La puntata sarà accompagnata da una intervista a Paolo Rodari, giornalista di Repubblica, che ha seguito Papa Bergoglio nel viaggio apostolico più difficile. Racconterà i retroscena di una visita che, durata appena due giorni, è servita a promuovere l’unità e il dialogo interreligioso; commenterà le parole ed i segni più importanti del Papa “pellegrino di pace,” dall’abbraccio con l’Imam di Al Azhar, Ahmad al-Tayyib, all’appello a smascherare la violenza travestita di presunta sacralità. Un altro contributo è un’intervista ad Alessandra Zaghini, volontaria del programma di paceOperazione Colomba, promosso dalla Comunità Giovanni XXIII, dapprima in Kosovo, poi in Palestina ed Israele, infine in Colombia, con l’obiettivo di costruire spazi di speranza tra coloro che non riescono a fuggire dalla guerra, in particolare, donne, bambini, disabili e anziani. In chiusura, il racconto di Mahmud, profugo siriano scampato con la famiglia alla morte grazie ai corridoi umanitari, una risposta alla domanda di pace che arresta la tratta di esseri umani e garantisce viaggi sicuri, senza vittime, e senza barconi.

Migrazioni: Cooper (Frontex) al Sir, “mai accusate le Ong”. Lotta alla tratta e più mezzi per controllare il Mediterraneo

Thu, 2017-05-04 18:01

“I trafficanti traggono vantaggio dall’obbligo imposto a chi è in mare di salvare le vite umane in pericolo; l’entità contro cui puntare il dito sono perciò i trafficanti libici, questa è la priorità assoluta. Va intrapresa un’azione in questo ambito e possono farlo tutti coloro che si trovano in mare”. Izabella Cooper, portavoce di Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, intervistata dal Sir, torna sulla “situazione d’emergenza” nel Mediterraneo, dove ogni giorno imbarcazioni e gommoni tentano di portare migranti africani verso le sponde europee. I morti in mare sono numerosi, mentre si moltiplicano i salvataggi, anche a opera di imbarcazioni di Ong. “Concentrarsi solo sul controllo delle frontiere non risolve” i problemi, spiega Cooper allargando il discorso, perché quella “è la tessera di un puzzle più grande” che vede coinvolti fattori quali “la stabilizzazione politica e lo sviluppo economico dei Paesi di origine, lo smantellamento delle reti di trafficanti dei Paesi di transito e l’apertura di canali legali che permettano ai rifugiati di arrivare in Europa in maniera sicura, senza doversi mettere nelle mani dei trafficanti”.
Cooper precisa: “Noi non abbiamo mai accusato le Ong di collusione e questo vorrei fosse chiaro. Abbiamo solo notato un trend nuovo sulle attività dei trafficanti rispetto a un paio di anni fa: la zona di soccorso ormai è diventata il confine con le acque territoriali libiche perché le imbarcazioni hanno carburante sufficiente solo per arrivare fin lì”. Segue un appello: per salvare le vite umane non c’è a disposizione “la quantità di navi necessaria per rendere sicuro il Mediterraneo con i suoi 2 milioni e mezzo di chilometri quadrati”.

Famiglie immigrate: Caritas Triveneto, domani a Mestre un seminario di formazione

Thu, 2017-05-04 17:59

La delegazione Caritas del Nordest, con il Coordinamento immigrazione Triveneto, organizza domani un seminario di formazione presso l’Istituto salesiano San Marco a Mestre (Gazzera, ore 9.30 – 13.30, ) sul tema “Famiglie immigrate, costruire futuro insieme”. Un’occasione, si legge in un comunicato, “per volontari e operatori Caritas, aperto anche ad altre realtà del territorio interessate al tema, per avere un’idea precisa della situazione in cui versano le famiglie di immigrati nel Nordest e in Italia”. Il programma prevede vari interventi con l’apertura dei lavori di don Alessandro Amodeo, direttore Caritas Trieste, delegato coordinatore immigrazione Caritas Nord-Est. Introdurrà e modererà Oliviero Forti, responsabile Ufficio immigrazione Caritas italiana, al quale sono affidate anche le conclusioni con la relazione “Coesione sociale: il cammino delle famiglie immigrate”. Gli altri interventi saranno a cura del Gruppo di lavoro sugli immigrati residenti a Treviso (Anolf, Caritas e Migrantes, Cooperativa Laesse) su “Famiglie immigrate al tempo della crisi in alcuni territori del Triveneto”. Maurizio Ambrosini dell’Università di Milano, direttore della rivista “Mondi migranti”, relazionerà su “Le tre famiglie dei migranti: un compito, una sfida, una speranza per tutti”.

Media diocesani: don Maffeis (Cei), “servono progetti sostenibili che guardano avanti senza perdere la ricchezza di tradizione”

Thu, 2017-05-04 17:56

“Stiamo cercando di accompagnare il cammino di riposizionamento dei media diocesani chiedendo alle diocesi progetti sostenibili, che guardano avanti, senza per questo perdere la ricchezza di tradizione che hanno alle spalle”. Lo ha affermato oggi pomeriggio don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali (Ucs) della Cei, chiudendo a Roma l’incontro annuale dei direttori degli uffici diocesani. “Questo significa cambiamento – ha aggiunto – e il cambiamento cammina anche sulle gambe di ciascuno di noi”. Don Maffeis ha invitato anche “a dedicare tempo a coltivare i rapporti perché credo che sia la strada vincente per costruire reti sul territorio”. Il direttore dell’Ucs ha ringraziato i presenti perché “l’incontro di oggi ha messo insieme le esperienze più diverse del Paese e ci ha offerto l’opportunità di stimolare la condivisione delle buone pratiche”. Nel corso del pomeriggio, infatti, sono state presentate diverse esperienze e iniziative promosse nelle diocesi soprattutto in relazione alla Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del prossimo 28 maggio. “Sono emerse – ha rilevato Maffeis – l’attenzione al mondo giovanile, l’educazione ad abitare la rete, la possibilità d’incontri qualificativi attraverso la formazione permanente dei giornalisti”. “Con l’incontro di oggi abbiamo voluto rilanciare l’impegno, perché il messaggio del Santo Padre per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, se non è declinato sul territorio, resta un messaggio lontano e, magari, non conosciuto”, ha concluso, evidenziando come “Papa Francesco ci richiama a quella cultura dell’incontro che vive di uno stile di comunicazione, di un’appartenenza ecclesiale e di uno sguardo evangelico sulle cose”.

+++ Papa Francesco: il 24 maggio riceverà Donald Trump +++

Thu, 2017-05-04 17:46

Papa Francesco riceverà Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d’America, mercoledì 24 maggio 2017, alle 8.30 nel Palazzo Apostolico. Lo riferisce la sala stampa vaticana, informando che successivamente, il presidente Trump incontrerà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, accompagnato da monsignor Paul Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati.

Lavoro: Alessandrini (Roma Tre), fondamentale “migliorare la qualità della formazione”

Thu, 2017-05-04 17:45

“Migliorare la qualità dell’informazione è un elemento estremamente importante per trovare lavoro”. Ne è convinta Giuditta Alessandrini, docente di Pedagogia all’Università di Roma Tre, che ha introdotto oggi nell’ateneo romano un seminario di studio su “Le skills per il futuro e nuove responsabilità dell’università”, promosso in collaborazione con il Comitato delle Settimane sociali. Ricordando la “dimensione antropologica del lavoro”, la docente ha evidenziato il “paradosso” portato dalla globalizzazione, che “ha visto crescere non solo la prosperità, ma anche le disuguaglianze”, e ha sottolineato l’importanza della “formazione professionale”, che può tornare a essere “la prima scelta nel momento in cui garantisce l’apprendimento di un mestiere”. Ma la vera sfida oggi è “inventare il lavoro”, hanno convenuto Umberto Margiotta (Università Cà Foscari, Venezia) ed Emanuele Massagli (Adapt). “Attraverso la formazione – ha sottolineato Margiotta – si creano generazioni capaci di inventare il nuovo”, ed è così che “troveranno lavoro i giovani”, gli ha fatto eco Massagli. La formazione, insomma, serve sempre più non per entrare in una determinata occupazione, ma per fornire un bagaglio di capacità che permettano di mettersi in gioco e “inventare” il proprio futuro lavorativo.

Diocesi: Genova, sabato la terza edizione della Giornata della scuola statale e paritaria

Thu, 2017-05-04 17:40

Dopodomani, a Genova, si svolgerà la terza edizione della “Giornata diocesana della scuola statale e paritaria”, organizzata dall’Ufficio per la scuola della diocesi di Genova. L’iniziativa prenderà il via intorno alle ore 10 al porto antico per concludersi alle ore 12 presso la cattedrale di San Lorenzo. Per l’occasione saranno presenti alunni della scuola dell’infanzia e delle scuole secondarie di primo e di secondo grado con i loro insegnanti ed i genitori. Alle ore 10, quindi, il ritrovo dei partecipanti presso il porto antico della città dove si svolgerà l’incontro con mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare dell’arcidiocesi. Da lì si snoderà il corteo che salirà in via San Lorenzo e piazza De Ferrari per poi ridiscendere verso la cattedrale dove si terrà l’incontro con il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei e del Ccee. “L’incontro – spiegano gli organizzatori – sarà accompagnato dai canti preparati dalle varie scuole partecipanti ‘a distanza’, con la certezza che l’insieme, nonostante la differenza di età e di provenienza, costituirà una piacevole armonia e renderà indimenticabile questo ormai consueto appuntamento”. L’attenzione della diocesi genovese verso il mondo scolastico proseguirà sabato 13 maggio quando genitori, insegnanti e dirigenti scolastici si confronteranno in sei zone diverse della città per realizzare, spiegano dalla diocesi di Genova, “un’alleanza educativa tra le famiglie e la scuola a beneficio degli alunni”.

Congresso Fuci: mons. Sanguineti (Pavia), “nel Mediterraneo oggi si gioca una sfida di civiltà”

Thu, 2017-05-04 17:39

“Nel Mediterraneo oggi si gioca una sfida di civiltà: quanto saremo in grado di farci carico della speranza di chi si imbarca?”. È la domanda che mons. Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, ha rivolto al pubblico che sta partecipando all’apertura del 66° Congresso nazionale Fuci. “Voi giovani universitari – ha dichiarato mons. Sanguineti – siete i futuri responsabili della nostra società e siete chiamati a studiare soluzioni praticabili e giuste, non le più facili e nemmeno le più scontate, ma quelle che tengano conto del bene di tutti, per realizzare il miglior bene possibile. Non sono pochi coloro che vengono meno al loro dovere di trovare soluzioni eque per chi accoglie e chi chiede accoglienza, per questo vi invito a fare tesoro di questi lavori”. Anche il sindaco di Pavia Massimo Depaoli ha fatto appello alla responsabilità nei confronti del tema delle migrazioni: “Pavia ha una lunga tradizione di accoglienza, da sempre all’incrocio di strade. Il tema che affrontate è al centro dell’attenzione, anche in modo scorretto e approssimativo, ed è facile cadere in errore. Credo siamo molto utile un approccio al fenomeno migratorio che chiami in causa sì l’etica e la morale, ma anche la ragione, perché una scelta di isolamento è razionalmente, storicamente e socialmente insostenibile. Vi ringrazio per gli spunti che ci offrirete, che saranno utili anche per noi amministratori, perché i comuni sono in prima linea”.

Diocesi: Modena-Nonantola, al via oggi la mostra interattiva “In fuga dalla Siria”

Thu, 2017-05-04 16:46

Caritas diocesana e ufficio di Animazione missionaria di Modena-Nonantola propongono una mostra interattiva, “In fuga dalla Siria”, nei locali della parrocchia di Gesù Redentore a Modena (via Leonardo da Vinci), da oggi al 7 maggio. “Mettersi nei panni dell’altro è la chiave per comprendere quello che sta succedendo oggi nel mondo e che, inevitabilmente, ci coinvolge anche nel nostro quotidiano – si legge in una nota della diocesi -. Ogni partecipante sarà chiamato ad assumere l’identità di una persona costretta a fuggire, e nel percorso dovrà prendere le decisioni di conseguenza: un gioco di ruolo che metterà ciascuno dei partecipanti nei panni di chi non ha altra scelta che lasciare il proprio Paese”.
In mattinata i turni sono stati pensati per le scuole, mentre nelle altre giornate l’ingresso è su prenotazione a turni; il laboratorio ha la durata di un’ora: giovedì e venerdì dalle 18 alle 22, con ultimo turno ore 21; sabato dalle 15 alle 22, con ultimo turno alle 21 e domenica dalle 10 alle 18, ultimo turno alle ore 17. Info: Segreteria Caritas, tel. 059 2133847; oppure mail missiomodena@gmail.com

Fatima: Rai Premium e Rai Vaticano, una fiction e un programma di approfondimento sabato 13 maggio

Thu, 2017-05-04 16:28

Fatima, tra fiction e attualità, sabato 13 maggio, dalle 21,20 alle 23,30 su Rai Premium. La Rete Rai ripropone la fiction “Il Terzo segreto di Fatima”, scritto da Andrea Purgatori e Jim Carrington e diretto da Alfredo Peyretti, prodotto da Rai Fiction e Ciro Ippolito e poi alle 23 un programma di approfondimento di Rai Vaticano, a cura di Massimo Milone, con un reportage di Costanza Miriano, produttore esecutivo, Francesco Puglielli, edizione Benny Virno Lamberti. Rai Vaticano con “Fatima, una storia di popolo” si chiede, tra l’altro, cosa rimanga, dopo cento anni del messaggio delle apparizioni, intervistando, tra gli altri, il card. Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il docente di mariologia Gianmatteo Roggio, i giornalisti Saverio Gaeta e Vincenzo Sansonetti, autori di libri e inchieste su Fatima e l’ex Miss Italia, l’attrice Giusy Buscemi, animatrice di un gruppo di preghiera mariana.
Il miracolo di fede popolare ha portato a Fatima numerosi Pontefici. Nel reportage di Rai Vaticano, tra l’altro, il radio messaggio di Pio XII, (l’8 dicembre 1953) e i viaggi di Paolo VI, 1967 e Giovanni Paolo II, 1991, che volle incastonare nella corona che cinge il capo della Madonna di Fatima, il proiettile sparato, nell’attentato, per mano di Ali Agca. Per il Papa polacco la Madonna di Fatima lo aveva salvato. E nel decimo anniversario dell’attentato volle renderle omaggio. Quest’anno il viaggio di Papa Francesco, e la canonizzazione dei pastorelli Francesco e Giacinta che, con Lucia, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917 mentre erano intenti a pascolare il gregge, videro una donna che si presentò come Vergine del Rosario e che lasciò loro tre messaggi da diffondere al mondo. “Da allora – come ricorda Rai Vaticano – Fatima è una grande affascinante storia di popolo”. Nel reportage di Rai Vaticano, il card. Muller ricorda , tra l’altro, i “danni delle ideologie totalitarie del 900, il terrorismo attuale e l’esigenza, per la Chiesa, di costruire la Civitas Dei”. Il programma di Rai Vaticano “Fatima, una storia di popolo” sarà trasmesso in replica anche da Rai Storia, domenica 14 maggio alle ore 12.

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