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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 min 7 sec ago

Migranti: Msf, un anno da accordo Ue-Turchia “misure inumane e inaccettabili”. Video e azione di protesta

Fri, 2017-03-17 17:19

Domani ricorre l’anniversario dell’accordo Ue-Turchia sulla migrazione, siglato il 18 marzo e implementato dal 20 marzo 2016. Un accordo che “a distanza di un anno non solo non ha risolto la situazione, ma ha avuto altissimi costi umani pagati da migranti e richiedenti asilo sulla propria salute fisica e mentale”, come ha denunciato in settimana Medici senza frontiere in un report, sfatando “le false verità attribuite all’accordo: ovvero che è un’alternativa per non rischiare la vita, che rispetta i principi fondamentali dei diritti umani, che le condizioni sulle isole greche sono accettabili”. Le équipe di Msf testimoniano infatti ogni giorno in Grecia e sulla rotta balcanica che “uomini, donne e bambini sono bloccati in zone non sicure al di fuori dell’Europa da cui non possono scappare, costretti a rotte sempre più pericolose per raggiungere il continente o intrappolati in hotpsot sovraffollati sulle isole greche, dove vivono in condizioni inadeguate”. “L’accordo sta avendo un impatto diretto sulla salute dei nostri pazienti, molti di loro sono sempre più vulnerabili”, afferma Jayne Grimes, psicologa di Msf a Samo. Secondo gli psicologi di Msf a Lesbo, la percentuale di pazienti con sintomi di ansia e depressione è più che raddoppiata e la percentuale di disturbi da stress post traumatico è triplicata. Sono aumentati i traumi legati a episodi di violenza riscontrati dalle nostre equipe e i casi di psicosi, tentativi di autolesionismo e suicidio. Anche a Samo c’è stato un peggioramento analogo. Sulla rotta balcanica in Serbia e Ungheria sono aumentati “i pazienti che riportano traumi legati alle violenze subite da quando la rotta balcanica è stata chiusa”.

Msf diffonde oggi alcuni video, tra cui cui la toccante testimonianza di un padre iracheno insieme alla moglie e ai due gemellini, fuggiti dai combattimenti per offrire ai bambini “una vita in un paese bellissimo, senza guerra, senza sangue, senza niente di tutto questo”.

“I leader europei continuano a credere che costruendo muri e punendo chi cerca di attraversarli, convinceranno altri a non fuggire per la propria vita – afferma Aurelie Ponthieu, esperta di affari umanitari e migrazione di Msf -. Tali misure si sono dimostrate non solo inumane e inaccettabili, ma anche completamente inefficaci”. Msf, che ha deciso di rinunciare ai fondi dell’Ue e degli Stati membri in opposizione all’accordo Ue-Turchia, ribadisce che 2il pieno rispetto del diritto di richiedere asilo, l’apertura di vie legali e sicure per chi cerca sicurezza, come reinsediamenti, ricollocamenti, visti umanitari e ricongiungimento familiare, così come i visti per motivi di lavoro o di studio, sono l’unica soluzione umana per porre fine alle morti e alle sofferenze ai confini dell’Europa, sia in terra sia in mare”. Sabato 25 marzo, quando i leader europei saranno riuniti nella capitale per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, vi sarà un’azione di protesta, “Not My Europe”, sulle acque del Tevere.

Vescovi Piemonte e Valle d’Aosta: riunione a Pianezza (To) su Settimana sociale, maternità surrogata, obiezione di coscienza

Fri, 2017-03-17 17:19

I vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta sono si sono riuniti, nei giorni scorsi, a Pianezza (Torino). Il presidente della Conferenza episcopale piemontese, mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, ha illustrato l’ordine del giorno del prossimo Consiglio episcopale permanente Cei del 20-22 marzo (il tema della revisione dei Tribunali ecclesiastici, un primo confronto sullo stato dei media diocesani, alcune riflessioni di natura etica e giuridica e una comunicazione in vista della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani). “Ha evidenziato l’opportunità di fare sentire la nostra voce di credenti-cattolici, precisando che i diritti postulano dei doveri, tenendo presente, a proposito di maternità surrogata e adozioni omosessuali, che cosa ci è stato donato e quale qualità di vita possiamo e dobbiamo proporre. Infine, per la dignità della vita, ha proposto di presentare norme ben motivate e che confermino l’importanza dell’obiezione di coscienza”, si legge in una nota, diffusa oggi, a firma di mons. Luciano Pacomio, vescovo incaricato per le comunicazioni sociali.
Durante la riunione il direttore dell’Ufficio regionale della pastorale sociale e del lavoro, don Luciano Flavio, ha illustrato il lavoro svolto a livello delle varie diocesi in vista della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani; innanzitutto, è promossa una riflessione comune  sul lavoro: questione di giustizia e di non ridurre il lavoro alla sola dimensione economica, ma legarlo sempre al senso della vita. Mettere al centro il tema occupazione-disoccupazione dei giovani. Grazie al coinvolgimento delle diocesi per gruppi e aree omogenee, saper cogliere e proporre aspetti promettenti a livello di scuole, di imprese, di “nuova” imprenditorialità. Trasmettere e proporre occasioni perché il dono della fede cristiana sia vissuto in forma attraente e attuato nel proporre e testimoniare il lavoro come vocazione, servizio, dedizione. È stata accolta, poi, la proposta di “Avvenire” di allegare (l’8 ottobre 2017) ai settimanali diocesani un inserto regionale sulla Settimana sociale.

Evangelii gaudium: don Campedelli, “il Vangelo della gioia mette la grazia prima del peccato e afferma un primato dell’umano”

Fri, 2017-03-17 16:58

Uno spettacolo di burattini per spiegare la Evangelii gaudium. È l’iniziativa portata avanti da don Marco Campedelli, parroco, insegnante ma anche maestro burattinaio e poeta. Lunedì 20 marzo alle 20.30, porterà in scena il suo spettacolo al patronato don Bosco di Motta di Livenza. “La Evangelii gaudium è un po’ il programma del ministero pastorale di Papa Francesco ed esprime soprattutto questa dimensione: un Vangelo della gioia, che mette la grazia prima del peccato e afferma un primato dell’umano. Cioè, non c’è nulla dell’umano che non sia degno dello sguardo di Dio”, spiega, in un’intervista pubblicata sul Sir, don Campedelli, per il quale “c’è una antropologia positiva e un’antropologia della grazia, non quella che insiste solo sul peccato e sull’errore”.


Dall’esortazione apostolica “viene fuori una Chiesa che si rinnova e una Chiesa che ritorna alla festa. Ma anche una Chiesa povera e dei poveri. C’è anche l’idea di una Chiesa – come dice anche il Concilio – che guarda il mondo con simpatia e speranza; una Chiesa aperta che va incontro al mondo e lo abbraccia – sottolinea il sacerdote -. Inoltre, Papa Francesco ha sempre molto a cuore il sentirsi parte di un popolo. Non vuole appartenere ad una casta. Il suo trono non è il trono di Costantino ma la barca del pescatore di Galilea”. Ci sono dei temi, osserva don Marco, su cui “Papa Francesco ha aperto la via per un ripensamento. Penso alla riflessione sulla possibilità del diaconato per le donne o alla questione dei ‘viri probati’. Francesco è un uomo che pensa e si chiede ‘perché no?’. Dopo il tempo dell’enfasi sulle chiavi di Pietro, Francesco ha capito che quelle chiavi non sono per chiudere ma per aprire. A lungo queste chiavi hanno chiuso. Ora Papa Francesco le usa per aprire le porte delle coscienze e del cuore delle persone”.

Diocesi: Taranto, don Antonio Airò compie 90 anni. Il vescovo, “ancora oggi un punto di riferimento”

Fri, 2017-03-17 16:40

Classe 1927, don Antonio Airò, colonna della Chiesa di Taranto, compie 90 anni. L’intera diocesi ionica ha voluto festeggiarlo, nei giorni scorsi, con una Messa gremita di fedeli e presieduta dall’arcivescovo Filippo Santoro, che lo ha definito “l’incarnazione della Chiesa in uscita di Papa Francesco”. Sacerdote da 68 anni, la sua è una storia d’altri tempi. Una vocazione forte, coltivata fin da ragazzino e sigillata da san Pio, a cui si rivolse per sapere se partire missionario, e che gli rispose che la sua terra di missione era Taranto. Fu parroco anche al quartiere Tamburi, dal 1958, negli anni in cui nasceva l’Italsider. Dal 1979 al 2005 è stato invece a capo della Madonna della Fiducia, occupandosi di tante famiglie che nascevano e si moltiplicavano insieme alle case del quartiere. Molto legato al Cammino neocatecumenale, da decenni segue le comunità. Oggi l’età e gli acciacchi si fanno sentire ma don Antonio Airò continua a celebrare Messa ogni giorno nel seminario minore di Poggio Galeso, offrendo le sue giornate per la “santificazione dei sacerdoti”. Chi lo ha conosciuto ricorda la sua naturale propensione all’ascolto in confessionale. A qualunque ora del giorno e della notte la sua porta era aperta ai penitenti in cerca di misericordia. “Per quanti – ha affermato l’arcivescovo Filippo Santoro – è stato ed è ancora oggi un punto di riferimento. Il sacerdote lavora 24 ore al giorno: dà la vita, soffre per annunciare il Vangelo”.

Pastorale migranti: da domenica a Roma incontro europeo su “Le periferie geografiche ed esistenziali nella mobilità umana”

Fri, 2017-03-17 16:23

Si terrà dal 19 al 22 marzo a Roma l’annuale incontro europeo dei responsabili della Pastorale dei migranti. “Le periferie geografiche ed esistenziali nella mobilità umana” è il filo conduttore delle giornate. Domenica pomeriggio (presso il Church Village, via di Torre Rossa 94) presentazione dei partecipanti e “Rapporti dalle città”. Lunedì mattina la celebrazione eucaristica presieduta dal presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei della Fondazione Migrantes, mons. Guerino Di Tora, seguita (presso l’Istituito internazionale per le migrazioni degli scalabriniani-Simi) dalle relazioni di Laura Zanfrini, sociologa dell’Università Cattolica di Milano, e padre Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Nel pomeriggio, al Church Village, l’intervento della teologa Stella Morra (Pontificia Università Gregoriana) e i lavori di gruppo. Martedì 21, presso la Sede della Fondazione Migrantes, intervento del direttore generale della Fondazione mons. Gian Carlo Perego, e relazioni su due casi “emblematici” delle “periferie assolute”: la comunità Rom, di cui parleranno Carlo Stasolla (associazione 21 Luglio) e Paolo Ciani (Comunità di Sant’Egidio),  e il quartiere romano di Tor Bella Monica, su cui parlerà il vescovo ausiliare mons. Paolo Lojudice. Nel pomeriggio visita al centro Astalli di Roma e incontro con il presidente, p. Camillo Ripamonti, quindi nel quartiere di Tor Bella Monaca celebrazione della liturgia e incontro con il parroco e alcuni parrocchiani. Mercoledì mattina, 22 marzo, la partecipazione all’Udienza generale con papa Francesco e nel pomeriggio le conclusioni con la presentazione del comunicato finale.

Quaresima: p. Cantalamessa, la divinità di Cristo è al centro della nostra fede

Fri, 2017-03-17 16:22

“In ogni epoca e cultura, Cristo deve essere proclamato ‘Dio, non in una qualche accezione derivata o secondaria, ma nell’accezione più forte che la parola ‘Dio’ ha in tale cultura”. Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, ha sintetizzato così – durante la seconda predica di Quaresima tenuta oggi per il Papa e la Curia Romana nella Cappella Redemptoris Mater, in Vaticano – la professione di fede di Nicea su Cristo, sancita col relativo Concilio. “In cosa credono, in realtà, quelli che si definiscono ‘credenti’ in Europa e altrove?”, si è chiesto Cantalamessa: “Credono, il più delle volte, nell’esistenza di un essere supremo, di un creatore; credono che esiste un ‘aldilà’. Questa però è una fede deistica, non ancora una fede cristiana. Diverse indagini sociologiche rilevano questo dato di fatto anche in paesi e regioni di antica tradizione cristiana. Gesù Cristo è in pratica assente in questo tipo di religiosità”. Di qui la necessità di ricreare le condizioni per una fede nella divinità di Cristo senza riserve. Noi, ha detto il predicatore della Casa Pontificia, siamo chiamati a dire con umiltà al mondo di oggi: “Quello che voi cercate, andando come a tentoni, noi ve lo annunciamo”. “Se non abbiamo mai riflettuto seriamente su quanto siamo fortunati noi che crediamo in Cristo, forse è l’occasione per farlo”, l’invito.

 

Abolizione voucher: Costalli (Mcl), “l’abolizione è un ennesimo errore di una politica poco lungimirante”

Fri, 2017-03-17 16:05

“L’abolizione dei voucher è un ennesimo grave errore di una politica schizofrenica e poco lungimirante, una politica che continua a far prevalere le scelte tattiche del momento nonostante facciano male al Paese”: questo il commento del presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), Carlo Costalli, sulla soppressione dei voucher. Per Costalli siamo davanti a “una politica che non è in grado di avere una visione generale e a un governo debole che non ha avuto il coraggio di affrontare, nei mesi precedenti, le correzioni necessarie a raddrizzare le storture derivanti da un uso improprio dei voucher: storture già evidenti anche durante il governo Renzi, e più volte denunciate…”. D’altra parte, ha aggiunto Costalli, “l’abolizione completa dei voucher porterà come conseguenza un aumento del lavoro sommerso, che è la vera piaga di questo Paese”.

È preoccupato, il leader del Mcl, per i tanti “riformisti che annullano le riforme invece di correggerle, e che sarebbero stati pronti persino a rinnegare il Jobs Act se la Consulta non avesse bocciato il referendum per paura di un 4 dicembre bis: un Jobs Act che, invece, ha necessità di profonde correzioni. È ormai evidente la necessità urgente di un profondo ripensamento sulle normative sul lavoro: ripensamento che questo Governo non sembra in grado di fare, condizionato com’è fra i dibatti congressuali nel Pd e il nodo della legge elettorale, che prima o poi dovrà affrontare”, ha concluso il presidente di Mcl.

Pace: Comunità Sant’Egidio Livorno, oggi e domani convegno per promuovere relazioni tra le città del Mediterraneo

Fri, 2017-03-17 15:46

La città e la scuola, un progetto per profughi e rifugiati, i cento anni dagli accordi Sykes-Picot sono al centro del convegno internazionale “Medì” che la Comunità di Sant’Egidio di Livorno promuove oggi e domani nel capoluogo toscano per interpretare il presente del Mediterraneo, il futuro delle sue città e promuovere relazioni. L’iniziativa costituisce la quarta tappa della rassegna di incontri promossa da Sant’Egidio a Livorno per lo sviluppo delle relazioni tra le città del Mediterraneo. All’inaugurazione, oggi alle 16.30 al Teatro della Goldonetta, dopo i saluti del vescovo monsignor Simone Giusti e del sindaco Filippo Nogarin, Giovanni Salvi, procuratore generale della Repubblica della Corte d’appello di Roma, interverrà sul tema “Una questione di civiltà. L’Italia, le città, il Mediterraneo”. “Il focus del convegno – si legge  in un comunicato – sono le città, poiché esse appaiono, nell’era della globalizzazione e con la crisi degli Stati-Nazione, un soggetto importante e un attore decisivo: le crisi economiche e politiche, i rivolgimenti sociali, hanno scosso le città, hanno attraversato il loro tessuto umano, lasciando dietro di sé conseguenze non ancora decifrabili”. Barcellona, Marsiglia, Tunisi, Salonicco, Beirut, Siracusa, Cagliari, Palermo e Livorno saranno rappresentate all’incontro da uomini e donne che per motivi e a livelli diversi guardano alla convivenza e al pluralismo come proposta tipica della cultura mediterranea.  Tra i relatori Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio; Ahmad Beydoun (Università di Beirut); Laura Feliu (Università autonoma di Barcellona).

Netherlands: Amsterdam, 5 thousand pilgrims expected to come for the “silent procession”. A special event for young people

Fri, 2017-03-17 15:22

Over 5 thousand pilgrims are expected to go to Amsterdam the night between Saturday 18th and Sunday 19th March for the “silent procession” that is held once a year to commemorate the “miracle of the Host”: on March 15th 1345, a seriously ill man received the Last Rites and Communion, but he felt sick and vomited the Host. However, the Host was found intact the morning after, among the ash: to avoid desecration, the vomit had not been washed out but burnt. Thereafter, the priest wanted to bring the Host back to his church twice, but it always miraculously went back to the sick man’s house. So since 1881 the road covered by the Host has been walked over again for about one hour in the dark, in silence, with no symbols or signs whatsoever. The faithful are invited to attend one of the Masses officiated in Amsterdam’s churches, before their pilgrimage. This year, suggestions for prayer during the procession have been taken from the spiritual diary of Dag Hammarskjöld (1905-1961), former general secretary of the United Nations and winner of the posthumous Nobel Peace Prize. The dioceses are getting ready to bring their youth groups to Amsterdam. “Live!” is the name of the event organised for young people, which includes a meeting where people will tell their personal stories, followed by a moment of personal prayer, confession or theme workshops. After Mass officiated by the bishop of Haarlem-Amsterdam, mgr. Jos Punt, the young will go on their silent procession.

Paesi Bassi: Amsterdam, attesi 5mila pellegrini per la “processione silenziosa”. Un evento speciale per i giovani

Fri, 2017-03-17 15:22

Sono attesi oltre 5mila pellegrini ad Amsterdam nella notte tra sabato 18 e domenica 19 marzo per la “processione silenziosa”, che ogni anno si ripete per commemorare il “miracolo dell’ostia”: il 15 marzo 1345 un uomo gravemente malato ricevette l’unzione degli infermi e la comunione, ma la vomitò in mezzo ai conati. L’ostia fu però ritrovata intatta la mattina dopo, tra le ceneri del fuoco: per evitare la profanazione il vomito non era stato lavato via ma bruciato. In seguito, per due volte il sacerdote volle riportare l’ostia in parrocchia, ma sempre fece miracolosamente ritorno alla casa del malato. Così, dal 1881, si ripercorre in circa un’ora di cammino, al buio, in silenzio, senza alcun simbolo o segnale, il tragitto compiuto dall’ostia. I fedeli sono invitati, prima del pellegrinaggio, a partecipare a una delle messe celebrate nelle parrocchie di Amsterdam. Quest’anno i suggerimenti per la preghiera durante il cammino sono tratti dal diario spirituale di Dag Hammarskjöld (1905-1961), già segretario generale delle Nazioni Unite e Nobel della pace post-mortem. Le diocesi si stanno organizzando per far arrivare ad Amsterdam i loro gruppi giovanili. “Vivi!” è il titolo dell’evento organizzato per i giovani e prevede un momento d’incontro con testimonianze, seguito da un tempo personale per la preghiera, la confessione o alcuni workshop tematici. Dopo la messa presieduta dal vescovo di Haarlem-Amsterdam, mons. Jos Punt, i giovani faranno la loro processione silenziosa.

Beatificazione Josef Mayr-Nusser: padre Calloni (postulatore), “la sua adesione al Vangelo non può scendere a dei compromessi”

Fri, 2017-03-17 15:10

“Nel caso di Josef Mayr-Nusser non abbiamo davanti un persecutore, che con la spada taglia testa, fa scorrere il sangue: quando pensiamo ad un martire siamo un po’ abituati a pensare a questo”. Questo è stato il nodo da superare durante la causa di beatificazione del martire bolzanino. Lo rivela il postulatore della causa romana, padre Carlo Calloni, ai lettori del settimanale diocesano “Il Segno”. “Josef Mayr-Nusser muore il 24 febbraio 1945 su un vagone bestiame che lo sta portando verso il campo di concentramento di Dachau – ricorda p. Calloni -. Chiarissima è la sua adesione alla morte anche per Cristo, la sua adesione al Vangelo; ma è stato un poco faticoso dimostrare che nella sua vicenda c’era un persecutore, in carne e ossa e questo persecutore era questo momento storico particolare, questo regime. È stato interessante, ma anche faticoso, far vedere come anche senza lo scorrere del sangue Josef Mayr-Nusser abbia dato la vita per Cristo e per il Vangelo”. Per comprendere tutto questo, fondamentali sono state le lettere scritte da Mayr-Nusser alla moglie Hildegard. “Sicuramente le lettere alla moglie, nell’ultimo periodo della sua vita sono illuminanti – commenta p. Calloni -. Perché lui chiama la stessa Hildegard, la moglie, a riconoscere ciò che lui sta facendo, questo modo di comportarsi coerente al Vangelo è la difesa di tutti quei valori che loro insieme hanno vissuto. E quindi Josef Mayr-Nusser diventa veramente un uomo di una statura cristallina e limpida in questo, la sua adesione al Vangelo non può scendere a dei compromessi”.

Abolizione voucher: Coldiretti, “perdono opportunità di lavoro nei campi” studenti, pensionati e cassa integrati

Fri, 2017-03-17 14:23

“Con la cancellazione dei voucher perdono opportunità di lavoro nei campi per integrare il proprio reddito 50mila giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati esclusivamente in attività stagionali, che in agricoltura ne sono gli unici possibili beneficiari”. È quanto afferma la Coldiretti che, nel commentare la cancellazione totale dei buoni lavoro, sottolinea il rischio di favorire il sommerso. “In agricoltura sono stati venduti nell’ultimo anno circa 2 milioni di voucher, più o meno gli stessi di 5 anni fa, per un totale di 350mila giornate di lavoro che – sottolinea la Coldiretti – hanno aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne senza gli abusi che si sono verificati in altri settori, dove sono aumentati esponenzialmente”. “I buoni lavoro sono stati introdotti inizialmente proprio in agricoltura per la vendemmia nel 2008 e da allora – conclude la Coldiretti – hanno consentito nel tempo di coniugare gli interessi dell’impresa agricola per il basso livello di burocrazia con quelli di pensionati, studenti e disoccupati”.

Chiesa anglicana: l’arcivescovo Bernard Ntahoturi (Burundi) è il nuovo rappresentante di Justin Welby presso la Santa Sede

Fri, 2017-03-17 14:18

È l’arcivescovo Bernard Ntahoturi, primate della Chiesa anglicana del Burundi dal 2005 al 2016, il nuovo rappresentante dell’arcivescovo di Canterbury alla Santa Sede e direttore del Centro anglicano di Roma. Succede all’arcivescovo David Moxon che si ritira nel mese di giugno. Ad annunciarlo è l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, e l’amministrazione del Centro Anglicano di Roma in una nota diffusa oggi dalla Lambeth Palace.
Nato nel 1948, l’arcivescovo Ntahoturi cresciuto in un piccolo villaggio in Matana, nel Burundi meridionale, figlio di una povera famiglia contadina. Ordinato nel 1973, è andato in Inghilterra per proseguire la sua formazione teologica prima a Cambridge e poi a Oxford. Dopo gli studi, è tornato in Burundi, dove entra a far parte del servizio civile, diventando capo di gabinetto del presidente Jean-Baptiste Bagaza. Dopo il rovesciamento del presidente Bagaza nel 1987, in un colpo di stato militare, è stato in prigione dal 1987 al 1990. Nel 1997, Bernard Ntahoturi è stato consacrato vescovo di Matana e primate della Provincia della Chiesa anglicana del Burundi nel 2005.
Ha una vasta esperienza ecumenica come membro del Comitato centrale del Consiglio mondiale delle Chiese dal 1998 e del Comitato esecutivo di Act (Azione delle Chiese insieme). Ha lavorato attivamente per la pace in Burundi e la regione dei Grandi Laghi. Ha rappresentato le chiese protestanti del Burundi durante i negoziati di pace e di riconciliazione in Tanzania ed ha fatto parte come vice-presidente della Commissione per la verità e la riconciliazione in Burundi. Parla francese, inglese, Kirundi e Swahili e conta di imparare presto anche l’italiano.
“La nomina di un primate a questo incarico per la seconda volta consecutiva dimostra l’importanza che attribuisco allo sviluppo del rapporto sempre più stretto tra la Comunione anglicana e la Chiesa cattolica romana”, ha detto l’arcivescovo Justin Welby. “L’arcivescovo Bernard ha svolto un ruolo di immenso valore nella vita della Comunione anglicana per molti anni sia come un vescovo e sia, più recentemente, come un primate. Ha anche una vasta esperienza ecumenica in Burundi, nella Comunione anglicana e nella vita del Consiglio mondiale delle Chiese”. “Vorrei rinforzare in particolare l’impegno per la costruzione della pace”, dice da parte sua l’arcivescovo burundese.

Beatificazione Josef Mayr-Nusser: mons. Tisi (Trento), “doni anche a noi il gusto della fedeltà e dell’amore”

Fri, 2017-03-17 14:11

“La Chiesa di Trento gioisce con la Chiesa sorella di Bolzano-Bressanone per la beatificazione di Josef Mayr-Nusser”. Così l’arcivescovo Lauro Tisi, alla vigilia della proclamazione del nuovo beato altoatesino. “Osserviamo stupiti – aggiunge Tisi – gli occhi di un giovane, soprattutto nel cuore, che cammina con coraggio e fede enormi verso il sacrificio della propria vita. Lo fa soprattutto per due ragioni. Perché sente dentro di sé la voce insopprimibile della coscienza, che troppe volte ci ostiniamo a soffocare. In secondo luogo, perché Josef sa che nulla possono le parole, se non portano alla testimonianza, da lui definita ‘la nostra unica arma efficace, con semplicità e senza pretese’”. Per Josef Mayr-Nusser, “l’uomo d’oggi può essere convinto da una cosa sola, non da libri, conferenze o prediche, ma solo dalla vita dei cristiani, questo è l’unico libro al quale si crede oppure no”. Qui, commenta l’arcivescovo, “sta la straordinaria attualità del futuro beato Josef, modello di resistenza nonviolenta ma, prima ancora, marito e papà affettuoso. ‘In tutta fedeltà e amore’, come si legge nella sua ultima lettera. Il beato Josef – conclude Tisi – doni anche a noi il gusto della fedeltà e dell’amore”.

Diocesi: Cuneo, domenica 19 marzo per la prima volta nella storia il vescovo visiterà la sinagoga della città

Fri, 2017-03-17 13:46

Per la prima volta in duecento anni di storia della diocesi di Cuneo, un vescovo si recherà in visita alla sinagoga della città, domenica 19 marzo alle 18. “È importante questo incontro con il mondo ebraico anche se gli ebrei sono pochi in città, ma serve per ricordarci che proveniamo dallo stesso ceppo”, commenta al Sir il vescovo Piero Delbosco. La visita “sarà occasione per fare memoria dei sei milioni di ebrei trucidati, alcuni anche dalla provincia di Cuneo”. Il vescovo sarà accolto in sinagoga da Rav Ariel Di Porto e Dario Disegni, rispettivamente rabbino capo e presidente della comunità ebraica di Torino, a cui Cuneo appartiene; dopo i discorsi ufficiali, il rabbino guiderà un momento di preghiera. Nel corso dell’incontro sarà inoltre conferito il premio ecumenico “don Romano Marchisio” alla memoria di Davide Cavaglion e a tutta la famiglia Cavaglion “a riconoscimento ed elogio dell’impegno profuso da ogni membro” di questa famiglia “come testimone autentico dell’ebraismo, per l’amicizia e il dialogo avviato con i cristiani della città”. Davide, morto a 50 anni nel 2014, aveva lavorato intensamente per il restauro della sinagoga perché diventasse, nonostante l’esiguità dei numeri, un luogo di incontro e di confronto tra la vita e la spiritualità ebraica e le altre comunità religiose e civili del territorio. “La famiglia Cavaglion – sottolinea il vescovo – è stata anche protagonista della promozione della giornata del dialogo ebraico-cristiano, che si celebra ogni anno il 17 gennaio”. Il premio “don Romano Marchisio” viene conferito dalle comunità evangeliche ortodosse e cattoliche della città insieme ad alcune realtà locali impegnate nel dialogo interreligioso

Papa Francesco: a Penitenzieria apostolica, “quanto male viene alla Chiesa dalla mancanza di discernimento”. In caso di “disturbi spirituali”, confessori facciano ricorso a esorcisti

Fri, 2017-03-17 13:38

Il buon confessore è “un uomo dello Spirito, un uomo del discernimento”. È la seconda caratteristica richiesta dal Papa al sacerdote che ha a che fare con i penitenti. “Quanto male viene alla Chiesa dalla mancanza di discernimento!”, ha esclamato Francesco ricevendo in udienza i partecipanti al corso sul foro interno promosso dalla Penitenzieria apostolica: “Quanto male viene alle anime da un agire che non affonda le proprie radici nell’ascolto umile dello Spirito Santo e della volontà di Dio”. “Il confessore non fa la propria volontà e non insegna una dottrina propria”, ha ammonito il Papa: “È chiamato a fare sempre e solo la volontà di Dio, in piena comunione con la Chiesa, della quale è ministro, cioè servo”. “Il discernimento permette di distinguere sempre, per non confondere, e per non fare mai di tutta l’erba un fascio”, ha assicurato Francesco: “Il discernimento educa lo sguardo e il cuore, permettendo quella delicatezza d’animo tanto necessaria di fronte a chi ci apre il sacrario della propria coscienza per riceverne luce, pace e misericordia”. Il discernimento, infine, per il Papa “è necessario anche perché, chi si avvicina al confessionale, può provenire dalle più disparate situazioni; potrebbe avere anche disturbi spirituali, la cui natura deve essere sottoposta ad attento discernimento, tenendo conto di tutte le circostanze esistenziali, ecclesiali, naturali e soprannaturali”. “Laddove il confessore si rendesse conto della presenza di veri e propri disturbi spirituali – che possono anche essere in larga parte psichici, e ciò deve essere verificato attraverso una sana collaborazione con le scienze umane –, non dovrà esitare a fare riferimento a coloro che, nella diocesi, sono incaricati di questo delicato e necessario ministero, vale a dire gli esorcisti”, la raccomandazione di Francesco.

San Patrizio: anche il presidente Higgins alla messa nella pro-cattedrale di Dublino. Dedicato ai migranti il messaggio dei vescovi irlandesi

Fri, 2017-03-17 13:36

Il presidente dell’Irlanda Michael Higgins e sua moglie Sabina stanno partecipando questa mattina alla Messa per la festività di Saint-Patrick, celebrata nella pro-cattedrale di Dublino dall’arcivescovo della città, mons. Diarmuid Martin. Grande festa, oggi, in Irlanda e non solo, in onore del patrono Patrizio.
Ieri sera, ad Armagh, le due cattedrali della città, cattolica e anglicana, si sono completamente illuminate di verde. L’arcivescovo anglicano Richard Clarke è stato accolto dall’arcivescovo cattolico Eamon Martin in cattedrale come segno dell’unità del popolo irlandese. A nome di tutti i vescovi cattolici irlandesi, l’arcivescovo Eamon Martin ha dedicato, quest’anno, ai migranti il messaggio per la festa di san Patrizio
“Sollecitati dalla situazione di migliaia di sfollati in tutto il mondo – scrive Martin – pensiamo a Patrizio come al rifugiato dimenticato (così una volta lui stesso si è definito), schiavo dell’esilio. Patrizio, il migrante irregolare. Molti dei nostri connazionali rimangono senza documenti in vari Paesi del mondo e in alcuni casi si sentono vulnerabili e trattati con sospetto. Come popolo irlandese, non possiamo pensare a san Patrizio senza riconoscere le enormi sfide umanitarie e pastorali che pongono il numero crescente di persone sfollate e senza regolare permesso di soggiorno nel nostro mondo. Si tratta di una situazione che è drammaticamente esemplificata dalla crisi dei profughi qui in Europa. Vi invito, pertanto, a pregare oggi per i rifugiati e per tutte le famiglie sfollate e a favorire, ovunque ci si trovi, quella ospitalità e accoglienza di cui gli irlandesi sono famosi in tutto il mondo”.

President Higgins & Sabina Higgins arrive at Pro Cathedral for St Patrick's Day Mass #saintpatricksday pic.twitter.com/Tab37KpX6R

— Archdiocese Dublin (@DublinDiocese) March 17, 2017

Papa Francesco: a Penitenzieria apostolica, nel confessionale evitare “asprezze, incomprensioni e durezza”

Fri, 2017-03-17 13:35

Un “buon confessore” è prima di tutto “un vero amico di Gesù” e, quindi, un uomo che deve “coltivare la preghiera”. Lo ha detto il Papa, che ricevendo oggi in udienza i partecipanti al corso sul foro interno promosso dalla Penitenzieria apostolica ha tratteggiato un identikit del prete che dimora in confessionale. “In realtà, ve lo confesso, questo della Penitenzieria è il tipo di Tribunale che mi piace davvero! Perché è un ‘tribunale della misericordia’, al quale ci si rivolge per ottenere quell’indispensabile medicina per la nostra anima che è la Misericordia divina!”, ha esordito Francesco: “Il vostro corso sul foro interno, che contribuisce alla formazione di buoni confessori, è quanto mai utile e direi perfino necessario ai nostri giorni. Certo, non si diventa buoni confessori grazie ad un corso: quella del confessionale è una lunga scuola, che dura tutta la vita”. “Un ministero della Riconciliazione ‘fasciato di preghiera’ – ha spietato Francesco a proposito della prima caratteristica di un buon confessore – sarà riflesso credibile della misericordia di Dio ed eviterà quelle asprezze e incomprensioni che, talvolta, si potrebbero generare anche nell’incontro sacramentale. Un confessore che prega sa bene di essere lui stesso il primo peccatore e il primo perdonato. E dunque la preghiera è la prima garanzia per evitare ogni atteggiamento di durezza, che inutilmente giudica il peccatore e non il peccato”.

“Nella preghiera – la raccomandazione del Papa – è necessario implorare il dono di un cuore ferito, capace di comprendere le ferite altrui e di sanarle con l’olio della misericordia, quello che il buon samaritano versò sulle piaghe di quel malcapitato, per il quale nessuno aveva avuto pietà”. “Nella preghiera – ha proseguito Francesco – dobbiamo domandare il prezioso dono dell’umiltà, perché appaia sempre chiaramente che il perdono è dono gratuito e soprannaturale di Dio, del quale noi siamo semplici, seppur necessari, amministratori, per volontà stessa di Gesù; ed egli si compiacerà certamente se faremo largo uso della sua misericordia”. Nella preghiera, infine, “invochiamo sempre lo Spirito Santo, che è Spirito di discernimento e di compassione. Lo Spirito permette di immedesimarci con le sofferenze delle sorelle e dei fratelli che si avvicinano al confessionale e di accompagnarli con prudente e maturo discernimento e con vera compassione delle loro sofferenze, causate dalla povertà del peccato”.

Immigrati: Censis, nel 2016 meno figli degli italiani (-15,3%)

Fri, 2017-03-17 13:21

Anche gli immigrati in Italia fanno meno figli (-15,3% nell’ultimo anno), adeguandosi al modello demografico europeo.  Lo rileva il Censis, constatando una diminuzione di nascite di figli da genitori stranieri che “nell’ultimo anno crollano rovinosamente”. “La debolezza delle politiche familiari sta scoraggiando anche gli immigrati – si legge -, che vedevano nei figli uno strumento di crescita e di riscatto sociale. Negli ultimi anni si è registrato un progressivo adattamento della popolazione straniera al nostro modello demografico, fatto di pochi figli partoriti in età avanzata”. Si è passati dai 72.096 nati da entrambi i genitori stranieri del 2015 ai 61.000 stimati del 2016, con una riduzione del 15,3%, assai superiore a quella dei nati da donne italiane, fra le quali le nascite si sono ridotte del 2,4%. Il risultato è che il tasso di fecondità delle donne straniere negli ultimi cinque anni si è ridotto da 2,4 a 2,0 figli per donna, e l’età media al primo parto è arrivata a 28,7 anni, più vicina ai 32,3 anni delle italiane.

Immigrati: Censis, “senza stranieri interi territori a rischio spopolamento”

Fri, 2017-03-17 13:17

“Senza stranieri interi territori a rischio spopolamento”: lo dice oggi il Censis, sulla base di un’analisi realizzata nell’ambito del programma “Fuori dal letargo: soluzioni per una buona crescita”. Secondo il Censis gli immigrati salvano dall’estinzione i comuni più piccoli e frenano il declino demografico nelle città più grandi. In una Italia in declino demografico, “con un numero di nati mai così basso dal 1861, ci sono 841 comuni in cui nell’ultimo quinquennio (2010-2015) la popolazione è cresciuta esclusivamente grazie agli immigrati”, rileva il Censis. In questi comuni, che si trovano in ogni area del Paese e hanno dimensioni diverse, risiedono quasi 13,9 milioni di abitanti, ovvero il 23% della popolazione. Le crescite maggiori si sono verificate a Collegiove nel Lazio (dove la popolazione nei cinque anni è aumentata del 13,3%), Camini in Calabria (+12,8%), Baranzate in Lombardia (+10%). Ma anche 51 comuni con più di 50.000 abitanti negli ultimi cinque anni avrebbero sofferto una contrazione demografica: negli ultimi cinque anni a Bologna la popolazione cresce di 17.010 residenti, ma i cittadini italiani sono 596 in meno e gli stranieri 17.606 in più. A Torino si contano 16.209 residenti in più come risultato di una crescita di 28.780 stranieri e una diminuzione di 12.571 italiani. A Napoli i residenti aumentano di 11.413 unità, frutto di un incremento di 24.340 stranieri e di una diminuzione di 12.927 italiani.

 

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