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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 29 min ago

Messico: vescovi in assemblea su Piano pastorale globale e Sinodo dei giovani. Saranno ascoltati i candidati alla Presidenza della Repubblica

Sat, 2018-04-07 12:41

Dal 9 al 13 aprile si terrà la CV Assemblea plenaria della Conferenza dell’episcopato messicano (Cem) nella sede propria sede Casa Lago, a Cuautitlán Izcalli, con la partecipazione di circa 150 vescovi, 20 sacerdoti, 4 religiose e religiosi. L’Assemblea si aprirà con il messaggio del presidente della Cem, il cardinale Francesco Robles Ortega, arcivescovo di Guadalajara. Il suo messaggio verrà trasmesso in diretta attraverso la pagina di Facebook della Cem @episcopadomexicano. L’obiettivo principale di questa assemblea, è di concludere il lavoro del Progetto pastorale globale 2031-2033, con la sua completa approvazione. Il Progetto pastorale globale risponde alla richiesta di Papa Francesco rivolta ai vescovi durante la sua visita nel Paese, nel febbraio del 2016. Parteciperanno all’assemblea anche i giovani messicani che hanno preso parte al Pre-Sinodo con il Santo Padre a Roma (tenutosi dal 19 al 24 marzo 2018), per condividere la loro esperienza. Durante l’incontro verranno designati i quattro vescovi rappresentanti della Cem che parteciperanno al Sinodo dei giovani in Vaticano, nel prossimo ottobre. Nelle giornate di giovedì e venerdì – in un incontro privato -, saranno ricevuti i quattro candidati alla Presidenza della Repubblica, con l’obiettivo dell’ascolto, del dialogo e della condivisione delle preoccupazioni.

Papa Francesco: ai Preti del Prado, “la mancanza di attenzione spirituale è per i poveri la peggiore discriminazione”

Sat, 2018-04-07 12:21

“La nostra epoca conosce, anch’essa, le sue povertà, antiche e nuove, materiali e spirituali, e sono tanti, intorno a noi, coloro che sperimentano la sofferenza, le ferite, le miserie e le angosce di ogni tipo. Essi sono molto spesso lontani dalla Chiesa, e ignorano completamente la gioia e la
consolazione che vengono dal Vangelo. La missione da compiere in mezzo a loro è immensa e la Madre Chiesa è felice di poter contare sull’appoggio dei discepoli di padre Chevrier”. Lo ha detto, questa mattina, Papa Francesco all’Associazione dei Preti del Prado, “impegnati a dare quotidianamente la vita al servizio dei più poveri”, che ha ricevuto in udienza nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, in Vaticano. “Non posso che approvare e incoraggiare l’azione pastorale che voi portate avanti secondo il carisma proprio dei vostri istituti, un carisma che mi tocca personalmente e che è al cuore del rinnovamento missionario a cui tutta la Chiesa è chiamata; perché esiste una ‘intima connessione tra evangelizzazione e promozione umana, che deve necessariamente esprimersi e svilupparsi in tutta l’azione evangelizzatrice’”, ha aggiunto Francesco citando l’Evangelii Gaudium. Il Papa ha ricordato l’invito rivolto ai Preti del Prado da Giovanni Paolo II, in occasione della beatificazione del fondatore dell’Associazione, nel 1986 a Lione, a “parlare di Gesù Cristo con la stessa intensità di fede di padre Chevrier”, perché “i poveri hanno il diritto che si parli loro di Gesù Cristo, hanno diritto al Vangelo e alla totalità del Vangelo”. Poi, li ha esortati a continuare in questa direzione. “Mi piace richiamare, infatti, che l’immensa maggioranza dei poveri ha una particolare apertura alla fede; hanno bisogno di Dio, e la mancanza di attenzione spirituale nei loro confronti costituisce la peggiore discriminazione”.

Brasile, Lula nella sede del sindacato: Quintela (attivista sociale), “casi di corruzione ci sono stati, ma questa è persecuzione politica”

Sat, 2018-04-07 11:14

“A mio avviso si tratta di una persecuzione politica. Lula è stato condannato senza prove, basti pensare alla vicenda dell’appartamento che avrebbe ricevuto, e qui in Brasile non abbiamo mai visto una tale rapidità nel prendere decisioni a livello giudiziario”. Questo il giudizio di Sandra Quintela, coordinatrice del Pacs (Instituto Políticas Alternativas para o Cone Sul), interpellata dal Sir, rispetto alla vicenda giudiziaria dell’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, che non si è ancora consegnato alla Polizia e si trova asserragliato nella sede del sindacato dei metalmeccanici di San Paolo. L’attivista sociale mette in fila questa vicenda con quella che ha visto protagonista l’ex presidente Dilma Rousseff, deposta dalla carica a causa della cosiddetta “pedalata fiscale”, rispetto alla quale “lo stesso Pubblico ministero federale ha affermato che non sono stati commessi reati”. Secondo Sandra Quintela questo non significa che non ci siano stati episodi di corruzione nel Partido dos Trabalhadores, anche a causa del sistema politico brasiliano, che impone al presidente eletto di cercare accordi per avere la maggioranza in parlamento. “Certo che c’è stata corruzione – spiega – ma resta il fatto che questa è una decisione politica, molto preoccupante. Ci sono situazioni di corruzione e vicinanza al narcotraffico in altre forze politiche, ma su queste la giustizia non interviene”. La coordinatrice del Pacs non pensa che al posto di Lupa possano presto emergere altre leadership politiche: “Lula è Lula, non ci sono persone pronte, la situazione è molto complessa e il rischio è che emergano élite che rubano ai poveri e alle minoranze etniche”.

Brasile, Lula nella sede del sindacato: Fanganiello (Ist. brasiliano Falcone), “non è un perseguitato politico”

Sat, 2018-04-07 10:55

“Si possono avere idee diverse sul processo che lo ha coinvolto, ma non si può certo dire che Lula sia un politico perseguitato”. A spiegarlo al Sir, nei minuti in cui l’ex presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva rifiuta di costituirsi (forse lo farà oggi, dopo aver assistito alla messa di suffragio per la moglie morta un anno fa) e si asserraglia nella sede del sindacato dei metalmeccanici a San Paolo del Brasile, è Wálter Fanganiello Maierovitch, giurista e visiting professor all’Università di Palermo. Fanganiello, nato a San Paolo ma molisano d’origine, è uno dei massimi esperti in Brasile di crimine organizzato e corruzione e il fondatore e presidente dell’Istituto brasiliano Giovanni Falcone. “La situazione – prosegue – è molto delicata e preoccupante. Il rifiuto di consegnarsi alla Polizia e il fatto che sia protetto dai suoi militanti rischia di dare origine a momenti di violenza. Inoltre ha destato scalpore un tweet del capo dell’esercito, che è stato letto come una velata minaccia di golpe militare. L’evolversi della situazione dipenderà molto dall’atteggiamento di Lula”. In effetti, se dovesse perdurare la decisione di Lula di non consegnarsi, si arriverebbe a una situazione di grande tensione, visto che non sarebbe facile per le forze dell’ordine farsi strada tra la folla che “protegge” l’ex presidente. Resta il fatto, secondo il giurista, che “il Brasile è in questo momento una democrazia e che Lula ha avuto tutta la possibilità di difendersi. Personalmente non entro nel merito, però in uno Stato di diritto le sentenze si possono criticare ma vanno accettate”.

Stati Uniti: otto vescovi contestano l’annuncio di Trump di inviare soldati della Guardia nazionale alla frontiera con il Messico

Sat, 2018-04-07 10:42

(da New York) Otto vescovi americani, le cui diocesi confinano con il Messico, hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui contestano l’annuncio del presidente Trump di inviare da due a quattromila soldati della Guardia nazionale alla frontiera tra i due Paesi. “Questa non è una zona di guerra – scrivono i vescovi – ma qui vivono comunità pacifiche, rispettose della legge e generose nel rispondere alle sofferenze umane”. I prelati riconoscono il diritto delle nazioni di controllare e rendere sicuri i loro territori, ma chiedono con forza che chi fugge dai propri Paesi per violenza e persecuzione trovi negli Stati Uniti un rifugio sicuro. “Cercare una vita pacifica per se stessi e per la propria famiglia, non è un crimine – continuano i vescovi -. La nostra fede ci chiama a rispondere con compassione e solidarietà a quanti soffrono”. La nota conclude chiedendo una collaborazione stabile tra governi locali, federali e nazionali e che la presenza della Guardia Nazionale sia misurata e non condizionante la vita della comunità. Infine, i vescovi prendono posizione contro la retorica divisiva che promuove “la de-umanizzazione del migrante, come se tutti fossero una minaccia o dei criminali. Urge che i cattolici e le persone di buona volontà superino questa retorica e ricordino che i migranti sono una popolazione vulnerabile, nostri vicini, nostri fratelli e sorelle in Cristo”.

Il documento è stato firmato da ciascuno dei vescovi, le cui diocesi appartengono all’Arizona, al Texas, al New Messico. Tra loro l’arcivescovo di San Antonio, Gustavo Garcia-Siller, che in un tweet ha definito la mossa di Trump “un’azione insensata e una disgrazia per l’amministrazione, che accresce la percezione che tutti siano nemici e reca un messaggio molto chiaro: non ci importa di nessun altro. Questo non è lo spirito americano”. La Commissione diocesana sull’immigrazione di El Paso ha criticato la decisione di Trump, affermando che il piano è “moralmente irresponsabile e pericolosamente inefficace”. Quest’azione, ha continuato il vescovo Mark Seitz, anch’egli tra i sottoscrittori, è “un attacco doloroso contro i migranti, la nostra accogliente cultura di confine e i nostri valori condivisi come americani. È tempo che Trump smetta di giocare sulle paure infondate della gente”. Mons. Seitz ha voluto ribadire che soprattutto i migranti dall’Honduras non stanno “invadendo”, ma “fuggendo” da una nazione con i più alti tassi d’omicidio della zona. La Conferenza episcopale messicana ha replicato all’azione di Trump twittando: “È molto pericoloso per il nostro popolo messicano e latinoamericano avere un confine semi-militarizzato”, poiché i “migranti potrebbero essere giustiziati solo cercando di attraversare il confine”. Nonostante membri del Congresso abbiano criticato il piano di Trump, definendolo una mossa politica e uno spreco di risorse militari, i governatori repubblicani di Texas, Arizona e New Messico lo hanno al contrario sostenuto e incoraggiato.

Pasqua Ortodossa: Gennadios (metropolita Italia), “l’amore e l’unità dominano”

Sat, 2018-04-07 10:37

“Cristo non è solo Colui che è risorto dai morti, ma anche Colui che desta i morti. Questo cambiamento dell’uomo è la più chiara dimostrazione della Resurrezione. L’uomo è destato, risorge con la forza della metanoia, della fede e della speranza”. È quanto scrive il metropolita Gennadios, arcivescovo ortodosso d’Italia e Malta ed esarca per l’Europa Meridionale, nel suo messaggio per la Pasqua Ortodossa che cade domani, domenica 8 aprile. “La resurrezione del corpo e il cambiamento dell’anima sono due punti saldi della nostra fede: per la resurrezione del corpo non si presenta nessuna resistenza, tuttavia per il cambiamento dell’anima c’è la resistenza della volontà dell’uomo peccatore”. Gennadios sottolinea come “la Resurrezione del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo reca al mondo la dolcezza e la letizia, l’esultanza dell’anima e l’autentica gioia e giubilo, poiché abbiamo il trionfo della vita contro la morte, il trionfo di Cristo contro gl’Inferi, della gioia contro il dolore, della verità contro la menzogna – conclude -. L’amore e l’unità dominano”

Funerali Beauty: mons. Nosiglia (Torino), “la mancanza di una politica europea per l’accoglienza degli immigrati rende più dolorosa la loro sorte”

Sat, 2018-04-07 10:19

“Beauty ha sacrificato se stessa per donare la vita al suo bambino e questo è il sacrificio più grande che prova il suo amore”. Lo ha detto l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, durante l’omelia dei funerali, che ha presieduto questa mattina nel santuario della Consolata, di Beauty Balogun, la donna nigeriana morta giovedì 23 marzo all’ospedale Sant’Anna del capoluogo piemontese, dopo che i medici hanno fatto venire alla luce il suo bambino Israel. Affetta da una grave forma di linfoma, era stata respinta con il marito, il 9 febbraio scorso, alla frontiera di Bardonecchia dalle autorità francesi, nel tentativo di espatriare, perché i loro permessi di soggiorno erano scaduti. “Il nostro cuore è umanamente turbato di fronte alla sofferenza e alla morte che hanno colpito Beauty – ha aggiunto il presule -. La nostra preghiera è dunque carica di dolore e di tristezza, ma anche di profonda fede pasquale. Dalla morte di Beauty nasceranno frutti abbondanti per il suo bambino e suo marito”. Considerazioni che tuttavia “non possono farci dimenticare quanto è successo a Beauty e di conseguenza al suo bambino”. “Il suo dramma ci richiama a un mondo di valori fondamentali che non possiamo e non vogliamo dimenticare: l’accoglienza della vita, l’accoglienza di chi bussa alla nostra porta in cerca di aiuto”.

“Purtroppo, nel nostro mondo, che ci piace pensare civile e progredito, quel che manca spesso è proprio l’attenzione a ogni singola persona, alle sue concrete necessità, per cui va accolta e giudicata a partire da questo valore umano e civile, prima che dall’osservanza scrupolosa delle norme”. Mons. Nosiglia ha poi affermato che “la legge è fatta per l’uomo e non l’uomo per la legge”. “La mancanza di una politica europea che assicuri una stretta collaborazione tra le nazioni confinanti e scelte conseguenti, per l’accoglienza e la libera circolazione degli immigrati e rifugiati – ha sottolineato -, rendono ancora più dolorosa la loro sorte”. L’altro volto di questa vicenda è “la gara di prossimità e di affetto e anche di disponibilità concrete a rispondere alle necessità di Beauty e di Destiny e del loro bambino: sono orgoglioso di Torino e della sua gente, perché hanno dimostrato quanto siano importanti e concrete l’umanità e la solidarietà civile, religiosa e sociale che li animano”.

Focolari: Mestre, il 9 aprile dibattito su “potenziamento dell’uomo, eugenetica e transumanesimo”

Sat, 2018-04-07 10:18

“Ho visto cose che voi umani… Potenziamento dell’uomo, eugenetica e transumanesimo: può l’uomo aspirare all’immortalità?”. È questo il titolo dell’incontro organizzato dal Movimento dei Focolari di Venezia e dalla Fondazione del duomo di Mestre, lunedì 9 aprile, alle 18, nel Centro culturale Santa Maria delle Grazie, in via Poerio, a Mestre. “Negli ultimi decenni – spiegano gli organizzatori della conferenza – sono entrate nel linguaggio di uso comune espressioni come ‘intelligenza artificiale’, ‘arti bionici’, ‘eugenetica’; allo stesso modo sembra essere imminente l’impiego dei cyborg in ambito medico, ingegneristico e addirittura quotidiano. Risulta interessante capire le ripercussioni etiche che tali innovazioni apportano alla nostra vita e al nostro modo di concepire la realtà”. Ne parleranno Daniela Turato, biologa, teologa e bioeticista, e Veronica Zanini, esperta in bioetica.

Francia: Macron incontra i vescovi. Neymon (Cef), “il momento è favorevole, viviamo in un clima di laicità pacificata”

Sat, 2018-04-07 09:50

“Il momento è favorevole. Viviamo in un clima di laicità pacificata con un Presidente della Repubblica che ha dato più volte segnali concreti di apertura al dialogo con le religioni mettendosi in loro ascolto e riconoscendo il ruolo che esse giocano nella società”. Un clima di ritrovata fiducia accoglierà lunedì 9 aprile il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron al Collège des Bernardins e a raccontare al Sir il dietro le quinte dello storico incontro è Vincent Neymon, direttore della comunicazione della Cef, che insieme a mons. Olivier Ribadeau Dumas sta lavorando all’organizzazione dell’evento.

Sono stati i vescovi francesi ad invitare il presidente Macron e lui ha accettato l’invito. La forma dell’incontro è quella di un ricevimento. La chiamano “réception”. All’inizio doveva svolgersi nella sede della Conferenza episcopale ma il numero degli invitati (un parterre di circa 400 persone, tra parlamentari, giornalisti, uomini della cultura, rappresentati di Chiese e religioni) ha inevitabilmente richiesto un cambio di location. Il presidente arriverà alle 19. Alle 19.05 – si legge nel programma reso noto dall’Eliseo -, prenderà la parola mons. Olivier Ribadeau Dumas, segretario generale della Conferenza episcopale francese. Subito dopo i saluti, prenderanno la parola i volontari di tre associazioni cattoliche che daranno la loro testimonianza. Sono l’Office chrétien des personnes handicapées (Och), l’Association pour l’Amitié (Apa, che si occupa delle persone senza fissa dimora) e la Società San Vincenzo de’ Paoli (per carisma da sempre in prima linea a fianco di tutte le povertà). Alle 19.25 prenderà la parola mons. Georges Pontier, presidente di vescovi francesi, e alle 19.50 ci sarà l’atteso intervento del presidente Macron. “La Chiesa – spiega Neymon – desidera mostrare al Presidente della Repubblica e a tutte le persone che saranno presenti che la Chiesa ha a cuore la società, vuole partecipare alla vita del Paese, mettersi in dialogo con lo Stato e donare la sua visione di società, mettendosi dalla parte dei soggetti più fragili, nella convinzione che una società che non è capace di stare dalla parte dei soggetti più vulnerabili, che siano gli anziani o i migranti, è una società disumanizzata. È pertanto l’immagine di una Chiesa in uscita, la Chiesa che ci ha indicato Papa Francesco, che guarda alle periferie della povertà e a quelle esistenziali”. “Non so se si tratta di una nuova pagina della storia”, osserva il direttore della comunicazione. Certo è che se da alcune parti ancora ci sono “resistenze”, “c’è da parte della Chiesa e dello Stato una volontà chiara di apertura e dialogo. Una congiuntura che per noi è una opportunità da cogliere, per mostrare che la Chiesa può essere una protagonista attiva della società oggi”.

Pasqua Ortodossa: Bartolomeo (Patriarca ecumenico), “servizio e aiuto al fratello conseguenza dell’ethos eucaristico”

Sat, 2018-04-07 09:40

“Il fedele ortodosso ha un motivo particolare e un forte movente per combattere contro il male sociale, perché vive intensamente l’antitesi tra le Cose Ultime e i dati storici ogni volta. Dal punto di vista ortodosso, il servizio filantropico e l’aiuto al fratello privo del necessario costituiscono una conseguenza e una espressione dell’ethos eucaristico della Chiesa”. È quanto scrive il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, nel suo messaggio per la Pasqua Ortodossa che cade domani, domenica 8 aprile. “L’esperienza della Resurrezione di Cristo, della suprema salvifica vittoria della Vita sulla Morte, è il nocciolo della fede, del culto divino, dell’ethos e della cultura del popolo ortodosso di Dio, portatore del nome di Cristo – si legge -. La vita dei fedeli ortodossi, in tutte le sue manifestazioni e dimensioni, è imbevuta e si nutre della fede nella Resurrezione, costituisce una Pasqua quotidiana”. Un’esperienza pasquale che “non è semplicemente un ricordo della Resurrezione del Signore, ma anche un modo di vivere del nostro personale rinnovamento e una solida certezza riguardo alla fine escatologica di tutte le cose”. Il patriarca ecumenico presenta inoltre il Vangelo della Resurrezione oggi come “annuncio dal profondo che, davanti a Dio, la vita degli uomini ha un valore assoluto”, “in un mondo di ingiustizia sociale che avanza fieramente, d’indebolimento della persona umana, in una terra come Golgota universale di profughi e di migliaia di bambini innocenti”. “Proclama che le sofferenze e le sventure, la croce e il Golgota, non hanno l’ultima parola”. “Il messaggio della Croce e della Resurrezione – conclude Bartolomeo – si trova, nella nostra epoca, anche faccia a faccia, tanto con l’arrogante autoesaltazione dell’odierno uomo secolarizzato, razionalista, persuaso dalla strapotenza della scienza, incentrato su se stesso e attaccato alle cose terrene ed effimere, l’uomo privo di desiderio di eternità, quanto anche con la repulsione di tutto l’insieme della Divina Economia dell’Incarnazione e dello ‘scandalo’ della Croce”.

Migrazioni: Caritas Ambrosiana e Commissione Ue, convegno a Milano. “Politiche e ricadute sulle persone”. Il commento di Forti

Sat, 2018-04-07 09:00

“La diffusione di sentimenti razzisti e xenofobi spinge i Paesi europei a una visione in senso restrittivo delle misure per l’immigrazione, rischiando di mettere in discussione i principi fondamentali sui quali si fonda la stessa Unione europea. Oggi proprio l’incapacità di trovare un accordo tra i Paesi sulla gestione dei flussi dei migranti che si sono riversati sulla rotta balcanica e nel Mediterraneo ha favorito l’insorgere di spinte disgregatrici all’interno della Unione”. Caritas Ambrosiana e la Rappresentanza della Commissione europea a Milano promuovono, a partire da queste osservazioni, un momento di confronto tra istituzioni, esperti e società civile sulle politiche europee in tema di migrazione. L’appuntamento è per lunedì 9 aprile, dalle ore 9.00, nella sede Caritas in via San Bernardino 4. “In particolare, saranno prese in considerazione – chiariscono i promotori – le principali misure adottate, la loro implementazione e gli effetti che producono sulle persone, in Italia e in Lombardia”. Interverranno all’incontro: Luciano Gualzetti (direttore di Caritas Ambrosiana), Massimo Gaudina (capo della Rappresentanza a Milano della Commissione Ue), Silvio Grieco (policy officer Migration and Home Affairs della Commissione), Chiara Favilli (docente di diritto della Unione europea dell’Università degli studi di Firenze), Rosetta Scotto Lavina (prefetto e direttore centrale per le Politiche dell’immigrazione e dell’asilo del ministero dell’Interno), Oliviero Forti (responsabile ufficio Immigrazione di Caritas Italiana).
Parteciperanno alla tavola rotonda, nella seconda metà della mattinata, Luciana Lamorgese (prefetto di Milano), Pierfrancesco Majorino (assessore alle politiche sociali, salute e diritti del Comune di Milano), Massimo Minelli (presidente di Confcooperative Lombardia), Samantha Tedesco (responsabile area programmi e advocacy Sos Villaggi dei bambini onlus) Antonio Fantasia (policy officer Migrant integration and istitutional adocacy di Caritas Europa), Patrizia Toia (europarlamentare). Oliviero Forti commenta: “Da parte dell’Unione europea abbiamo assistito negli ultimi anni ad un atteggiamento per certi versi ondivago. Da una parte c’è stato il tentativo di implementare politiche condivise e improntate sulla corresponsabilità tra i Paesi membri, ma le risposte dei singoli stati sono andate in molti casi in direzione completamente opposta senza che fossero sanzionati per questo”. Caritas italiana insieme ad altre dieci Caritas europee “ha lanciato da poco il progetto M.In.D., finanziato dall’Unione europea: nei prossimi tre anni vogliamo sensibilizzare il territorio, in tutti i suoi livelli, sul legame tra migrazione e sviluppo. L’obiettivo è immaginare come il fenomeno dell’immigrazione possa essere un’occasione di sviluppo per tutti, non solo per chi si sposta ma anche per i territori che accolgono”.

Notizie Sir del giorno: Guerra del Donbass, Pasqua ortodossa, rischio idrogeologico Roma, genocidio Rwanda, elicottero Marina militare, sfruttamento minerario Amazzonia, “A Sua Immagine”

Fri, 2018-04-06 19:30

Guerra del Donbass: 4 anni dopo. Mons. Gugerotti (nunzio), “la tragedia più grande è la dimenticanza generale. È il silenzio che uccide”

“La tragedia più grande di questo conflitto è la dimenticanza generale. Evidentemente ricordare dà fastidio per tante ragioni e, quindi, non se ne parla. Ed è questo silenzio che uccide, oltre al fatto di sentire continuamente la minaccia delle armi, il rumore dei mortai, la minaccia delle mine. È la sensazione di essere abbandonati”. Sono parole cariche di emozione quelle usate da monsignor Claudio Gugerotti, nunzio apostolico in Ucraina. Il Sir lo ha raggiunto telefonicamente nel giorno in cui si fa risalire l’inizio di un conflitto nella zona orientale del Paese che ha provocato ad oggi 10mila vittime e 2 milioni di sfollati. È il 6 aprile 2014 quando dei manifestanti armati prendono possesso di alcuni palazzi governativi nelle regioni di Donetsk, Lugansk e Kharkiv. Comincia così una guerra nel cuore del Vecchio Continente che ancora non si è risolta. Mons Gugerotti rivela anche che “dal Papa ho ricevuto questa raccomandazione molto forte di andare spesso ad incontrare le persone che sono rimaste, cercare di consolarle, pregare con loro e portare la sua benedizione”. (clicca qui)

Terra Santa: Governo palestinese, Pasqua ortodossa non sarà giorno festivo. P. Khader (parroco Ramallah), “decisione inspiegabile”

Domenica 8 aprile, giorno in cui si celebra la Pasqua ortodossa, non sarà un giorno festivo in Palestina. Le decisione del governo palestinese, guidato dal premier Rami Hamdallah, sta provocando “scontento e preoccupazione non solo tra i fedeli cristiani e cattolici ma anche tra molti musulmani”. A rivelarlo al Sir è padre Jamal Khader, parroco della parrocchia latina della “Sacra Famiglia” nella capitale palestinese, Ramallah. “Negli scorsi anni – spiega il sacerdote – la Pasqua era una festa nazionale, dunque tutti i palestinesi potevano godere di un giorno festivo. Quest’anno il governo ha inspiegabilmente revocato la decisione e ci si chiede quale ne sia il motivo. Si tratta di una novità che sta suscitando risentimento e anche preoccupazione. La paura, infatti, è quella che questa decisione possa essere la prima di una lunga serie e che possa preludere ad un cambiamento di rotta del Governo circa i rapporti con i cristiani”. Sorpresa e delusione sono state espresse anche dalla Chiesa ortodossa di Ramallah che sottolinea come il premier non abbia rivolto gli auguri ai cristiani. La speranza è che dal prossimo anno la Pasqua possa tornare ad essere considerata un giorno di festa per tutti i palestinesi. (clicca qui)

Roma: rapporto rischio idrogeologico, 90 voragini l’anno e 250mila cittadini a rischio alluvione. Serve piano decennale da 1 miliardo

“A Roma esistono 28 zone a rischio frana mentre 383 sono i siti soggetti a fenomeni franosi”. Lo segnala il primo rapporto su rischio alluvioni, frane, cavità del sottosuolo e acque sotterranee “Il Piano Roma Sicura”, presentato oggi e curato dall’Autorità di Distretto idrografico dell’Italia Centrale. “Sono particolarmente a rischio per fenomeni più recenti le zone di collina di Monte Mario, viale Tiziano, Monteverde vecchio e Balduina”, si legge. Il report indica inoltre che “negli ultimi otto anni si è assistito a un grande incremento del numero delle voragini: da una media di 16 l’anno, dal 1998 al 2008, si è passati a una media annuale di più di 90 voragini”. “Il massimo di 104 è stato registrato nel 2013 – continua l’Autorità di Distretto -. Al 31 marzo del 2018 ne sono state registrate 44”. Sono invece 1.135 gli ettari di territorio urbano a rischio alluvione. In queste zone lavorano circa 250mila persone. Italiasicura, l’Autorità di Distretto e la Regione Lazio hanno redatto un piano decennale per ridurre i rischi legati al dissesto idrogeologico. Complessivamente la cifra è di un miliardo e 40 milioni di euro ma “ad oggi sono disponibili i primi 104 milioni”. (clicca qui)

Rwanda: 24° anniversario del genocidio. I vescovi, “sostenere la riconciliazione che promuove verità, giustizia e pace”

Ricorre domani il 24° anniversario del genocidio in Rwanda. Dopo l’assassinio del presidente J. Habyarimana, circa 800mila persone, in prevalenza tutsi, furono uccise nelle violenze perpetrate da milizie di hutu, estremisti e gruppi armati. La Chiesa pagò un altissimo tributo di sangue. In una recente lettera, i vescovi del Paese ricordano che il 2018 è l’anno pastorale dedicato alla riconciliazione, “processo che richiede tempo, pazienza e grazia divina”, ma che i vescovi vogliono compiere “in risposta all’appello di Papa Francesco”. È importante “guardare al nostro passato per valutare che cosa siamo riusciti a fare nel processo di riconciliazione” già avviato. Ora c’è bisogno che “chi ha commesso dei crimini sia aiutato a chiedere perdono e le vittime a perdonare”. C’è bisogno “di verità, di un cambiamento di mentalità per evitare di chiuderci nella nostra storia e di coltivare la compassione nei nostri cuori”. (clicca qui)

Marina militare: elicottero caduto in mare. L’Ordinariato militare, “vicini al dolore dei famigliari del maresciallo Fazio”

“Grande è la tristezza per il tragico incidente nel quale ha perso la vita il maresciallo Andrea Fazio. L’Ordinario militare è vicino al dolore dei familiari e di tutta la Marina Militare italiana in un momento così difficile”. Comincia così una nota diffusa dall’Ordinariato militare in Italia a seguito del tragico incidente aereo avvenuto nella notte nel mar Mediterraneo, dove ha perso la vita il Capo di 1^ classe Andrea Fazio, specialista di elicotteri della Marina Militare, impegnato nell’operazione “Mare Sicuro”. Gli altri quattro militari dell’equipaggio sono stati tratti in salvo. (clicca qui)

Venezuela: la denuncia della Repam e dei vescovi, “no allo sfruttamento minerario che distrugge l’Amazzonia e i popoli indigeni”

Una forte denuncia, a fianco dei popoli indigeni, contro “l’aumento dell’attività estrattiva” delle miniere e “contro la distruzione e il saccheggio” dell’Amazzonia venezuelana è contenuta nel documento congiunto “Amazzonia venezuelana: il grido della terra e dei popoli esigono rispetto”, scritto dalla Repam (la rete ecclesiale pan-amazzonica) e sostenuto dai vescovi venezuelani e Caritas Venezuela. Si tratta di un appello “alla società civile e alle istituzioni per unire gli sforzi ed essere voce dei popoli indigeni vittime dell’aumento dell’attività estrattiva, la violazione delle condizioni minime di sfruttamento minerario e la predazione della natura in Amazzonia, territorio che il Venezuela condivide con otto Paesi della regione”. “Denunciamo il modello estrattivo presente in Venezuela – si legge nel documento di quattro pagine pervenuto al Sir –, e in molti Paesi dell’America Latina e del mondo, un modello che implica uno sviluppo insostenibile, un’accelerazione dell’impoverimento, una forte dipendenza dalle variazioni del mercato gestito dalle corporazioni transnazionali e l’indebolimento senza precedenti degli Stati nazionali che rimangono alla mercé delle corporazioni”. (clicca qui)

A Sua Immagine: novità in arrivo per il programma in onda sabato e domenica

Due puntate segnate da temi importanti così come da interessanti novità per “A Sua Immagine”, programma di informazione religiosa al suo ventesimo anno di attività, promosso dalla Rai e dalla Conferenza episcopale italiana (firmano la trasmissione Laura Misiti e Gianni Epifani). Sabato 7 aprile alle 15.55 su Rai Uno “A Sua Immagine” si presenterà anzitutto con due novità: il rinnovo della veste grafica e il ritorno in studio della conduttrice Lorena Bianchetti, dopo un lungo ciclo di puntate del sabato dedicate alla scoperta del territorio e delle sue tradizioni culturali e religiose. La conduttrice porterà in studio storie di persone che affrontano la vita con coraggio. Tema della puntata di domenica 8 aprile, in onda alle 10.30, sarà lo sport, i suoi valori e la gioia della condivisione. Bianchetti ospiterà in studio Gabriella Dorio (medaglia d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984), Federico Pellegrino (campione del mondo a Lahti 2017) e Simona Rolandi (giornalista sportiva Rai). (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 7 aprile. Trattative per il governo, sangue a Gaza, cartellone contro l’aborto oscurato a Roma

Fri, 2018-04-06 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla trattativa politica per la formazione del governo, che vede ricompattarsi il centrodestra alla vigilia di nuove consultazioni e dividersi il Pd di fronte alla proposta di Di Maio. L’editoriale è di Fulvio Scaglione, che commenta il nuovo venerdì di rabbia e sangue a Gaza: “Gli scontri sul confine tra la Striscia di Gaza e Israele, destinati a ripetersi fino al 15 maggio, giorno della nascita dello Stato di Israele nel 1948 e della ‘nakba’ (catastrofe) per i palestinesi, e le decine di morti inutili che ne usciranno, sono la rappresentazione in forma di tragedia di quanto succede ogni giorno in quella terra. Ovvero, un dramma che non è senza senso, ma è senza direzione. Non più uno scontro tra popoli, e certo non solo quello tra uno Stato potente e protetto e una nazione oppressa e abbandonata, ma la rissa impari tra due entità che, pur di combattersi, hanno snaturato se stesse e hanno imboccato una strada che non ha sbocchi”. A centro pagina, una fotocronaca per la vicenda del cartellone contro l’aborto oscurato dal Comune di Roma. Un breve commento accompagna la cronaca: “Via il manifesto provita. Tanto zelo e una così efficiente rapidità sorprendono almeno per non essere, di solito, all’ordine del giorno nella giungla di buche, incuria, rifiuti, parcheggi senza regole, traffico impazzito, mezzi pubblici scarsi e lenti di cui Roma non riesce a liberarsi. Che poi la ‘legalità’ comunale si sia abbattuta celermente su un manifesto che difende, appunto, la vita umana e fa aprire gli occhi sul dramma dell’aborto interroga ancora di più. Certo, ci si può appigliare ai cavilli dei Regolamenti. Ma è difficile scacciare il pensiero che sia stata soprattutto una decisione politica. C’è chi censura la Lupa capitolina e i due Gemelli e chi proprio a Roma vuol fare e a meno della ‘scandalosa’ verità sui bimbi non nati. Ma non si può. Proprio no”. Il titolo di taglio è per la morte tragica di due bambini, stroncati da otite e morbillo, casi che fanno discutere. Richiami infine per un’inchiesta sulla nuova politica familiare cinese e per la guerra dei dazi che si riaccende tra Washington e Pechino.

Mons. Giovanni Santucci rinviato a giudizio: vescovi della Toscana, “dedizione pastorale e operoso impegno”. “Fiduciosi nel cammino della giustizia”

Fri, 2018-04-06 19:27

“I vescovi della Toscana esprimono la loro vicinanza a mons. Giovanni Santucci, vescovo di Massa Carrara e Pontremoli, di cui conoscono ed evidenziano la dedizione pastorale e l’operoso impegno con cui ha sempre guidato la sua diocesi. I vescovi rinnovano la stima al loro confratello, fiduciosi nel cammino della giustizia”. È quanto si legge in un comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale della Toscana.

Diocesi: Caltagirone, stasera in carcere l’incontro di formazione politica con il cantautore Muratori

Fri, 2018-04-06 19:24

Si svolgerà stasera nella casa circondariale di Caltagirone l’incontro dei partecipanti al corso di formazione socio-politica, organizzato dalla diocesi. Ad animarlo sarà il cantautore Carlo Muratori che tratterà, in musica e parole, il tema “Di note, di_versi”. “La visione cristiana ed educativa oltre che punitiva del carcere – spiega don Tino Zappulla, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro – è un invito alla speranza di un mondo migliore. Solo questo può aiutarci a vedere la ‘differenza’ come una opportunità per tutti”. Il tema della differenza è stato il filo conduttore scelto dalla diocesi di Caltagirone per il corso. “L’obiettivo che ci siamo prefissi è quello di formare la coscienza delle persone al rispetto delle differenze, siano esse religiose, etniche, culturali o sessuali – aggiunge don Zappulla – così da fare della diversità una vera ricchezza, un nuovo paradigma educativo. Formare all’impegno sociale e politico significa stimolare nelle nuove generazioni un pensiero critico piuttosto che dir loro quello che devono pensare”.

Fede e cultura: Udine, dalla trincea alla parrocchia. Stiaccini (Un. Genova), espressioni della religiosità e superstizione al fronte

Fri, 2018-04-06 19:05

(Udine) La grande guerra “favorì il fiorire o risvegliò varie forme di espressione religiosa” fra i soldati al fronte, così pure “forme di superstizione”, che rispondevano alla regione di provenienze, allo stato sociale e culturale dei militari stessi. La prima linea, le sofferenze e il sangue, la paura di morire, le privazioni, la lontananza da casa sollecitarono risposte soggettive: la devozione dei credenti cattolici si esprimeva – come dimostra una linea di studi storiografici – in semplici forme di spiritualità e di preghiera, nella recita del rosario, nella devozione ai santi o al Sacro Cuore. Le immaginette sacre accompagnavano spesso i soldati di ambo i fronti della grande guerra. Così pure si trovano amuleti e corni superstiziosi che i soldati tenevano nelle tasche della divisa. “Religiosità e superstizione in trincea” è il tema trattato da Carlo Stiaccini dell’Università di Genova al convegno di Udine su “Dalla Trincea alla parrocchia: il ritorno dalla Grande guerra e la memoria”. Stiaccini ha svolto approfondite ricerche sul tema, fra archivi parrocchiali, diocesani e di santuari e istituti religiosi. Una linea di studi, “finora non sufficientemente praticata”, che mette in luce nuovi interrogativi sulla spiritualità e il culto dei giovani al fronte, sul delicato ruolo dei cappellani, sulla cosiddetta “nazionalizzazione della religione” che accompagnò il primo conflitto mondiale così come altre guerre (si parlò allora di “crociata per la patria” o addirittura di “guerra santa”).

Solidarietà: Acli Roma, domenica al Circo Massimo per il Good Deeds Day 2018

Fri, 2018-04-06 18:51

Domenica 8 aprile anche le Acli di Roma e provincia aderiranno al Good Deeds Day 2018, la Giornata mondiale di attivazione sociale. Dalle 9 alle 18 saranno presenti con uno stand al Circo Massimo dove presenteranno le Buone pratiche che vengono portate avanti quotidianamente a favore delle fasce più svantaggiate della popolazione. In particolare, verranno presentate le attività di Generare futuro, percorso rivolto ai giovani dai 18 ai 35 anni che si pone l’obiettivo di avvicinarli al mondo del lavoro e vedrà il primo appuntamento lunedì 9 aprile presso l’Iis Leonardo Da Vinci alla presenza dell’economista Leonardo Becchetti, della presidente delle Acli di Roma, Lidia Borzì e di mons. Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare e segretario generale del Vicariato di Roma. Protagonista allo stand del Good Deeds Day saranno anche “Il cibo che serve”, un progetto, finanziato dalla Regione Lazio, di contrasto alla povertà nella città di Roma attraverso il recupero e la ridistribuzione del pane e dei cibi freschi di prossima scadenza; e lo Sportello antiviolenza, attivo presso la parrocchia di Santa Maria ai Monti e che interviene per sostenere gratuitamente e nella massima riservatezza le vittime di violenza. Il progetto prevede attività di sensibilizzazione e prevenzione, ascolto, consulenza psicologica, sociale, legale e percorsi di autodifesa. Accompagna le vittime di maltrattamenti nel percorso individuale per uscire dalla criticità, favorendo la rinascita personale e sociale. “Come ogni anno – dichiara Borzì – abbiamo aderito con convinzione a questa importante iniziativa” perché “giornate come questa possano favorire la nascita di nuove idee e anche lo sviluppo di reti di solidarietà che danno sempre frutti molto importanti”.

Dire: i titoli e il tg politico

Fri, 2018-04-06 18:48

(DIRE-SIR) – Ecco i titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia Dire. Anche su www.dire.it e www.agenziadire.com.

Orlando: Renzi lasci lavorare Martina o ritiri dimissioni

Lasci lavorare il reggente Martina o se pensa di non avere responsabilità della devastante sconfitta del 4 marzo ritiri le dinmissioni. Dura critica del Guardasigilli Andrea Orlando all’ex segretario Pd Matteo Renzi. Se Renzi non si farà da parte, il Pd non potrà riprendere i rapporti con la società italiana. Credo, rincara Orlando, che su questo si debba fare chiarezza e non aiutano iniziativa come la riunione dei renziani nello studio privato del capogruppo al Senato Andrea Marcucci.

Casaleggio blinda Di Maio: il premier deve essere lui

Davide Casaleggio blinda Luigi Di Maio come presidente del consiglio a Palazzo Chigi. “Non vedo ragioni per ribaltare l’esito del voto” dice infatti il figlio del fondatore del Movimento Cinque Stelle. Alla vigilia della seconda edizione di Sum, l’evento promosso dall’associazione Casaleggio che si propone di “capire il futuro”, Casaleggio junior benedice la linea politica di Di Maio. A partire dal contratto di governo proposto a Lega e Pd: la strada è quella giusta, dice, perché “destra, sinistra e centro non esistono più” e il Movimento deve “essere al passo con i tempi”.

Consultazioni, il Centrodestra unito al Colle

Di Maio chiama, Salvini risponde. Il leader della Lega apre ai Cinquestelle dopo il primo giro di consultazioni. “Se un giorno mi trovassi ad un bivio tra Pd e Cinquestelle – dice – non ho alcun dubbio: sceglierei sempre i Cinquestelle”. Posizione condivisa da Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, che definisce ragionevole e sensato l’appello di Salvini all’unità. Silvio Berlusconi risponde positivamente: “Alle prossime consultazioni il centrodestra si presenterà unito”.

Allarme di Transparency per la corruzione in sanità

“La corruzione in sanità è più pericolosa che in qualsiasi altro settore”. È l’allarme lanciato da Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia, in occasione della 3 Giornata nazionale contro la corruzione in sanità. Secondo l’Istat – viene spiegato dal Sir – oltre mezzo milione di famiglie italiane ha ricevuto almeno una volta nel corso della vita richieste di denaro o altro per essere facilitate in occasione di ricoveri, interventi, visite mediche. Nell’ultimo anno le famiglie vittime di corruzione in sanita’ sono state 107.000.

Rom e sinti: Milano, la Casa della carità lancia la campagna “Cittadini grazie al lavoro”. Don Colmegna, “investire di più su di loro”

Fri, 2018-04-06 18:35

“Da sempre la Casa della carità è impegnata a sostenere l’inclusione sociale e i diritti di cittadinanza di chi vive in condizioni di emarginazione, compresi i rom. In tutti questi anni abbiamo verificato che ciò che consente a ognuno di diventare pienamente cittadino è avere la possibilità di un lavoro stabile. Solo grazie al lavoro le persone possono sostenersi, avere una casa, mandare i figli regolarmente a scuola, immaginare un futuro”. Lo scrive in una nota la Casa della carità, in occasione della Giornata internazionale dei rom e sinti, che ricorre domenica 8 aprile. La struttura di solidarietà, nata a Milano, ha sviluppato il progetto “Villaggio solidale” per sostenere l’inclusione lavorativa di rom e sinti. Adesso lancia una campagna per la “promozione della piena cittadinanza dei rom” dal titolo “Cittadini grazie al lavoro”, con l’obiettivo di raccontare le storie dei tanti che in questi anni hanno riscattato la loro condizione grazie a un’occupazione. “Soprattutto le donne sono protagoniste di questo riscatto. Per esempio Mariana, che viveva nel campo di via capo Rizzuto e che ora è aiuto cuoca per un’azienda di ristorazione. O Dora, analfabeta fino ai 30 anni, che oggi lavora come badante. E ancora Alina, che a ogni viaggio in metropolitana chiedeva l’elemosina, mentre ora lavora regolarmente in un’impresa di pulizie”. Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, chiede alle istituzioni che “si investa di più nelle politiche di inserimento lavorativo dei cittadini rom e sinti che vivono ancora in condizioni di esclusione”.

Bimba morta a Brescia: don Balduzzi (parroco Gottolengo) a InBlu Radio, “siamo allibiti e confusi. Non è stato fatto il possibile”

Fri, 2018-04-06 18:25

“È una di quelle vicende che non dovrebbe mai capitare. È una situazione che lascia allibiti e confusi”. Lo ha affermato don Arturo Balduzzi, parroco della chiesa dei santi Pietro e Paolo di Gottolengo, in provincia di Brescia, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, commentando la morte della bambina di quattro anni deceduta all’ospedale di Brescia. Don Balduzzi conosceva bene la bimba poiché la sua famiglia frequentava assiduamente la parrocchia. “Oggi – ha aggiunto il parroco – è incredibile non riuscire a curare una malattia che se affrontata fin dall’inizio si sarebbe potuta portare felicemente a termine. C’è l’amarezza nel constatare che non si è fatto tutto quello che si doveva e poteva fare”. “Conosco bene la famiglia”, ha concluso il sacerdote, ricordando che la piccola morta “era una bambina ben inserita nella comunità così come i genitori. Viviamo un sentimento di grande tristezza, speriamo che si faccia presto chiarezza. Speriamo che questo dramma possa servire a evitarne altri”.

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