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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 58 min ago

Fede e cultura: Udine, dalla trincea alla parrocchia. Vecchio (Fondazione Mazzolari), “costruire una memoria nazionale della guerra”

Fri, 2018-04-06 18:16

(Udine) Per costruire una “memoria nazionale” della guerra occorre “mettere in circolo le memorie sedimentate in sede locale o regionale”: lo ha affermato Giorgio Vecchio, docente di Storia contemporanea all’Università di Parma e presidente del Comitato scientifico della Fondazione Mazzolari, introducendo il convegno in corso a Udine sul tema “Dalla Trincea alla parrocchia: il ritorno dalla Grande guerra e la memoria” (6-7 aprile, Sala del Consiglio, Palazzo Di Toppo Wassermann, Scuola superiore dell’Università degli Studi di Udine). Al centro dell’attenzione del convegno, promosso dalla Fondazione Mazzolari in collaborazione con l’Istituto friulano per la storia del movimento di Liberazione, le religiosità dei soldati e la presenza dei cappellani militari nel corso della prima guerra mondiale (conclusasi cento anni or sono) e la “memoria della guerra” una volta tornati a casa concluso il conflitto. La scelta di Udine non è casuale, considerata la vicinanza alla prima linea della “grande guerra” e il coinvolgimento del territorio e delle comunità locali. Lo stesso don Primo Mazzolari, cremonese, che fu in divisa per cinque anni, dal 1915 fino al 1920, svolse una parte del suo servizio nella valle dell’Isonzo e perse il fratello Peppino, cui era molto legato, sul monte Sabotino, dove è sepolto. La guerra viene riletta come difficile banco di prova per la stessa religiosità dei soldati e dei preti cappellani, diversi dei quali, una volta tornati dal fronte, misero in discussione la propria vocazione e la fede stessa e altri lasciarono il ministero.
I lavori del convegno sono stati presentati dal direttore del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine Andrea Zannini, dalla direttrice dell’Istituto friulano per storia del movimento di liberazione Monica Emmanuelli, e dal presidente della Fondazione Don Primo Mazzolari don Bruno Bignami. Nella giornata di oggi sono previste quattro relazioni: Religiosità e superstizione in trincea (Carlo Stiaccini, Università di Genova); I caduti e i reduci, i pellegrinaggi e i sacrari (Lisa Bregantin, Università di Venezia); Sui campi di battaglia. Turismo patriottico e società dei consumi di massa (Emanuele Cerutti, Università di Parma); La monumentalizzazione della guerra in Friuli Venezia Giulia (Paolo Nicoloso, Università di Trieste).

Roma: rapporto rischio idrogeologico, 250mila cittadini a rischio per alluvioni. Serve piano decennale da 1 miliardo

Fri, 2018-04-06 18:11

Sono 1.135 gli ettari di territorio urbano a rischio alluvione. In queste zone lavorano circa 250mila persone. Lo segnala il primo rapporto su rischio alluvioni, frane, cavità del sottosuolo e acque sotterranee “Il Piano Roma Sicura”, presentato oggi e curato dall’Autorità di Distretto idrografico dell’Italia Centrale. “È la più elevata esposizione d’Europa”, si legge nel report secondo cui “Roma ha zone che non reggono nemmeno un acquazzone, come abbiamo visto il 10 settembre e il 5 novembre scorsi, piste di Fiumicino comprese”. Nelle 29 pagine del rapporto l’Autorità sostiene anche che “è inutile stupirsi quando il sistema fognario è in parte non in perfetta efficienza”. “Manca la corretta e continua manutenzione dei tombini e sono inefficienti e in gran parte scomparse per sversamento di rifiuti e vegetazione spontanea circa 700 km di indispensabili vie d’acqua tributarie del Tevere e dell’Aniene: canali, fossi, sistemi di scolo”. Italiasicura, l’Autorità di Distretto e la Regione Lazio hanno redatto un piano decennale per ridurre i rischi legati al dissesto idrogeologico. Servono 871 milioni per realizzare 155 interventi di varia tipologia: 783 milioni per 127 opere di contrasto al rischio alluvione e 86 milioni per 28 opere che permettano di mettere in sicurezza diverse aree cittadine dal pericolo frane. A questo valore vanno aggiunti almeno 15 milioni l’anno per gestire la manutenzione ordinaria e 4 milioni l’anno per verifiche e interventi preventivi sulle voragini urbane. Complessivamente la cifra è di un miliardo e 40 milioni. “Ad oggi sono disponibili i primi 104 milioni”.

Roma: rapporto rischio idrogeologico, 90 buche l’anno e 28 zone a rischio frana

Fri, 2018-04-06 18:10

“A Roma esistono 28 zone a rischio frana mentre 383 sono i siti soggetti a fenomeni franosi”. Lo segnala il primo rapporto su rischio alluvioni, frane, cavità del sottosuolo e acque sotterranee “Il Piano Roma Sicura”, presentato oggi e curato dall’Autorità di Distretto idrografico dell’Italia Centrale. “Sono particolarmente a rischio per fenomeni più recenti le zone di collina di Monte Mario, viale Tiziano, Monteverde vecchio e Balduina”, si legge. Il report indica inoltre che “negli ultimi otto anni si è assistito a un grande incremento del numero delle voragini: da una media di 16 l’anno, dal 1998 al 2008, si è passati a una media annuale di più di 90 voragini”. “Il massimo di 104 è stato registrato nel 2013 – continua l’Autorità di Distretto -. Al 31 marzo del 2018 ne sono state registrate 44”. I municipi più colpiti sono Tuscolano, Prenestino e Tiburtino, ma “anche il centro storico con le aree dell’Aventino del Palatino e dell’Esquilino”. Secondo l’Autorità, la causa principale della formazione delle voragini nella Capitale è “la presenza di numerose cavità sotterranee di origine antropica scavate dall’uomo a vario titolo, ma principalmente per l’estrazione dei materiali da costruzione”.

A Sua Immagine: novità in arrivo per il programma in onda sabato e domenica

Fri, 2018-04-06 17:59

Due puntate segnate da temi importanti così come da interessanti novità per “A Sua Immagine”, programma di informazione religiosa al suo ventesimo anno di attività, promosso dalla Rai e dalla Conferenza episcopale italiana (firmano la trasmissione Laura Misiti e Gianni Epifani).
Sabato 7 aprile alle 15.55 su Rai Uno “A Sua Immagine” si presenterà anzitutto con due novità: il rinnovo della veste grafica e il ritorno in studio della conduttrice Lorena Bianchetti, dopo un lungo ciclo di puntate del sabato dedicate alla scoperta del territorio e delle sue tradizioni culturali e religiose. La conduttrice, dunque, porterà in studio storie di persone che affrontano la vita con coraggio. Primo ospite sarà il giovane Riccardo, che ha perso i genitori Nadia e Sebastiano nella tragedia di Rigopiano; una testimonianza di amore e solidarietà, quella di Riccardo e dei suoi fratelli, che hanno portato avanti l’attività lavorativa di famiglia grazie all’appoggio della comunità. Alle 16.15 appuntamento con “Le ragioni della speranza” per il commento al Vangelo della domenica: don Marco Pozza, nell’ultimo collegamento dalla Terra Santa, sarà in compagnia dei frati minori che da 800 anni vegliano sui luoghi di Gesù. Tra gli interventi, padre Alessandro Coniglio e padre Ibrahim Faltas. L’intera puntata sarà trasmessa in replica su Rai Uno la domenica mattina alle 6.00, disponibile poi anche sul sito Raiplay.it.
Domenica 8 aprile, alle ore 10.30, Lorena Bianchetti ospiterà nello studio di “A Sua Immagine” Gabriella Dorio (medaglia d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984), Federico Pellegrino (campione del mondo a Lahti 2017) e Simona Rolandi (giornalista sportiva Rai). Tema della puntata sarà infatti lo sport, i suoi valori e la gioia della condivisione. Alle 10.55 linea alla Santa Messa: la celebrazione eucaristica verrà trasmessa in diretta dalla cattedrale di Fermo, per la regia di Michele Todaro e il commento di Simona De Santis. Chiuderà poi la puntata domenicale di “A Sua Immagine” il collegamento alle ore 12.00 con piazza San Pietro, per ascoltare in diretta il Regina Coeli di papa Francesco.

Politica: Rossini (Acli), “urgenza di un Governo che risponda a esigenze fondamentali con strumenti per lavoratori, giovani, famiglie e poveri”

Fri, 2018-04-06 17:45

“Al di là delle soluzioni possibili, chiunque assumerà questa responsabilità dovrà rispondere ad alcune esigenze fondamentali”. Lo ha affermato il presidente delle Acli, Roberto Rossini, a conclusione dei lavori della direzione nazionale. Rossini ha sostenuto l’urgenza che il Paese abbia finalmente un Governo. “Occorre immediatamente predisporre strumenti – si legge in una nota delle Acli – perché si rinnovi un patto generazionale e nazionale che risponda, in particolare, ai problemi dei giovani, delle famiglie, dei poveri, dei lavoratori e che dia una risposta alle istanze che vengono dal Sud”. “Le Acli – ha concluso Rossini – si impegnano a un confronto pubblico, purché questo avvenga su temi concreti, rispetto ai quali sono disposte a mettere a disposizione tutta la propria competenza per una utilità sociale”.

Diocesi: Bari-Bitonto, al via “La Tenda dell’Incontro…Chi ha orecchi…In-tenda” con appuntamenti per i giovani

Fri, 2018-04-06 17:31

Prende il via “La Tenda dell’Incontro…Chi ha orecchi…In-tenda”, l’iniziativa dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto che a dall’8 aprile al 12 maggio attraverserà ogni settimana, dalla domenica al sabato, i territori della diocesi per essere punto di riferimento soprattutto per i giovani con incontri, momenti di preghiera, riflessioni e spettacoli. Verranno affrontate tematiche come lavoro, amore, futuro, carità, istruzione e famiglia. “Radio Panetti”, curata dagli studenti dell’istituto “Panetti Pitagora” di Bari, racconterà gli eventi che i giovani vivranno e ogni giorno alle 15 una diretta Facebook ripercorrerà i momenti salienti della giornata. L’iniziativa si inserisce nel solco del Sinodo dei giovani, offrendo la possibilità di aprire uno spazio concreto di condivisione di esperienze per affermare la speranza in un futuro di pienezza. “Si tratterà di pensare uno spazio e un tempo in cui adulti e giovani possano confrontarsi con le domande e le speranze che accompagnano la ricerca di senso e di pienezza della loro vita”. Questo il senso della “Tenda dell’incontro” per l’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci. “L’evento – aggiunge – rappresenta un movimento di cuori, un invito concreto per le nostre comunità ad allargare lo spazio della nostra tenda, liberando gli adulti dall’illusione dell’autoreferenzialità e favorendo la partecipazione dei giovani alla vita sociale ed ecclesiale, nella responsabilità fedele e nel dono gratuito di sé”. Le tappe e il calendario della Tenda è consultabile sul sito ufficiale dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto. Il primo appuntamento è a Bari, dall’8 al 14 aprile, nei quartieri Carrassi, San Pasquale, Japigia, Torre a Mare, San Giorgio e Noicattaro.

Diocesi: Roma, il 12 aprile in Vicariato si presenta il volume “Violenza sulle donne”

Fri, 2018-04-06 16:52

Sarà presentato giovedì 12 aprile, alle 17.45, nel Palazzo del Vicariato di Roma, in piazza San Giovanni in Laterano, il volume dal titolo “Violenza sulle donne. Tra antichi pregiudizi e moderni mutamenti di identità, ruoli, asimmetrie di potere”, a cura di Maria Rosa Ardizzone e Maria Francesca Francesconi. A presentarlo sarà la Fondazione Ozanam-San Vincenzo De Paoli, che ha realizzato la pubblicazione. Dopo il saluto del vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, interverranno il presidente della Fondazione, Giuseppe Chinnici, e il direttore del Centro per la Pastorale familiare, mons. Andrea Manto, oltre a esperti come psicoanalisti, pedagogisti e sociologi. “Il volume è il frutto di un progetto di ricerca nato all’interno della Fondazione – si legge in una nota –, che con l’apporto di esperti e professionisti impegnati su questo tema ha raccolto riflessioni, testimonianze ed esperienze maturate in contesti, scientifici, culturali e sociali diversi”. I contributi pubblicati sono stati scritti da rappresentanti delle istituzioni, come Valeria Fedeli, ministro dell’Istruzione, da mons. Manto e da esperti e studiosi, da responsabili di strutture e di associazioni. Nel libro sono contenute le testimonianze delle vittime dalla violenza di genere, approfondimenti pedagogici, psicologici e sanitari e ricerche nazionali e internazionali che hanno affrontato il tema della violenza assistita, cioè quella dei minori che assistono alle violenze sulla propria madre e sui familiari. “Il volume ha l’ambizione di essere uno strumento di informazione e di formazione, una occasione per molti, vittime di violenza, operatori ed esperti per condividere approcci e punti di vista diversi, per conoscere le normative italiane ed europee, per avere indicazioni sulle strutture di accoglienza che operano nel territorio”.

Facoltà teologica Triveneto: un convegno e un workshop sul pastoral counseling con il professor Kirk Bingaman

Fri, 2018-04-06 16:42

Prendersi cura della persona, in modo autentico e competente, per migliorare la qualità della vita. È l’obiettivo della pratica del counseling, un argomento inedito per il contesto italiano e ancor più per il mondo ecclesiale cattolico. Alla relazione d’aiuto pastorale (pastoral counseling) la Facoltà teologica del Triveneto dedica un progetto di ricerca che porterà a Padova i maggiori esperti in materia. Fra questi Kirk Bingaman, pastore presbiteriano, professore di Pastoral Care and Counseling alla Fordham University di New York, che sarà ospite al convegno accademico annuale (20 aprile). L’area protestante americana, più sensibile alle dinamiche psicologiche, è stata infatti la prima ad avvicinare la pratica del counseling pastorale e a fare da apripista per la chiesa cattolica nordamericana ed europea. Due sono gli eventi in programma, che vanno sotto il titolo “Conoscere se stessi. Identità e finalità del pastoral counseling” e intendono promuovere il dialogo tra le differenti realtà accademiche e formative che si occupano di relazione d’aiuto sul territorio italiano, aprendo così nuovi processi relazionali e pastorali. Venerdì 20 aprile il convegno annuale della Facoltà svilupperà una riflessione teorica sull’identità e finalità della relazione d’aiuto pastorale (Facoltà teologica del Triveneto, aula magna, via del Seminario 7 a Padova (Info sul sito). Sabato 21 aprile un workshop offrirà presso l’Istituto Barbarigo (via dei Rogati 17) l’opportunità di vivere l’esperienza del counseling sullo sfondo dell’antropologia cristiana.  Info su www.barbaramarchica.it.

Seminarista morto a Roma: Legionari di Cristo, decesso per cardiomiopatia dilatativa

Fri, 2018-04-06 16:42

È deceduto per cause naturali Anthony Freeman, novizio dei Legionari di Cristo originario della Louisiana, morto a 29 anni tra il 1° e il 2 aprile nel Collegio internazionale della Congregazione a Roma. Il giovane frequentava il terzo anno di teologia e la sua ordinazione diaconale si sarebbe dovuta tenere il prossimo 7 luglio a Houston. La causa del decesso, si legge in una dichiarazione diffusa oggi dai Legionari, “risulta essere cardiomiopatia dilatativa”. Nella dichiarazione che ricostruisce l’accaduto, i religiosi spiegano che domenica 1° aprile, dopo aver concluso gli esercizi spirituali, il giovane novizio “ha servito come accolito alla Messa di resurrezione presieduta da Papa Francesco in Piazza San Pietro portando la Croce processionale. Nel pomeriggio si è intrattenuto con alcune persone e la sera ha cenato con la sua comunità”. Il giorno successivo, lunedì di Pasquetta, era in programma una gita a Sorrento alla quale hanno partecipato circa 40 confratelli della comunità andando con diversi mezzi. Al rientro, accortisi della sua assenza, alcuni compagni avrebbero tentato di contattarlo telefonicamente senza risposta. Avvertito il superiore a Roma, si legge ancora nella dichiarazione, il corpo senza vita del seminarista è stato rinvenuto nella sua stanza fra le 16 e le 16:30 del pomeriggio. La Congregazione informa di avere immediatamente chiamato le autorità competenti e di avere informato i genitori.

Ccee-Secam: seminario sugli effetti della globalizzazione su Chiesa e culture dal 12 aprile a Fatima

Fri, 2018-04-06 16:34

Il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e il Simposio delle Conferenze episcopali d’Africa e Madagascar (Secam) terranno dal 12 al 15 aprile nel Santuario di Fatima (Portogallo) un nuovo seminario con vescovi dei due continenti su “Il significato della globalizzazione per la Chiesa e per le culture in Europa e in Africa”. Per promuovere una crescente collaborazione pastorale tra gli episcopati dei due continenti, da oltre un decennio i due organismi hanno organizzato una serie di simposi e seminari per rinforzare comunione, collaborazione e riflessione sulle grandi sfide della Chiesa. Il tema sarà introdotto da un intervento di Livia Franco dell’Istituto di studi politici dell’Università cattolica portoghese. In seguito, i lavori prevedono tre sessioni per affrontare l’impatto della globalizzazione nella gioventù, nelle migrazioni e nella comprensione dell’uomo e dell’ecologia umana. Ognuna di esse sarà introdotta da due interventi, di un vescovo europeo e di un vescovo africano. A conclusione, gli interventi di un vescovo europeo e di un vescovo africano cercheranno di delineare la missione del vescovo di fronte alle sfide della globalizzazione. Al termine dei lavori i presuli adotteranno un messaggio sulle loro deliberazioni. Il seminario si svolge in Portogallo su invito del presidente della Conferenza episcopale portoghese, card. Manuel Clemente, patriarca di Lisbona, che sarà presente all’incontro. Il vescovo di Leira-Fatima, António Marto, porterà il saluto della diocesi locale. I lavori saranno guidati dal card. Angelo Bagnasco, presidente Ccee, e da mons. Gabriele Mbilingi, presidente Secam, che interverranno il 12 aprile alla sessione iniziale a Lisbona presso il Seminario dos Olivais.

 

 

Neonati: Sin, con farina fortificata con acido folico si potrebbero prevenire ogni anno 57mila casi di malformazioni

Fri, 2018-04-06 16:25

Introducendo sul mercato farina fortificata con acido folico ogni anno si preverrebbero 57mila difetti alla nascita. La Società italiana di neonatologia (Sin) lancia nuovamente il suo grido di allarme, in seguito allo studio della Emory’s Rollins School of Public Health, in Georgia, che rafforza le raccomandazioni dell’Oms sull’uso di acido folico prima e durante la gravidanza. “Il 70% delle malformazioni neonatali – spiega un comunicato della Sin – potrebbero essere evitate con l’assunzione quotidiana di acido folico durante la gravidanza e nei mesi che immediatamente la precedono. Una pratica poco diffusa in Italia che mette a rischio la vita di centinaia di bambini che in altri Paesi del mondo è stata contrastata con l’introduzione di alimenti fortificati”. Nello studio pubblicato su Birth Defects Research, sono stati valutati i casi di difetti alla nascita in 71 Paesi del mondo, tra cui l’Italia, in cui non vengono utilizzate farine di frumento fortificate e confrontati con gli 81 in cui, invece, vengono utilizzate. Secondo i ricercatori, introducendo sul mercato farina fortificata ogni anno si preverrebbero 57mila difetti alla nascita. “Oggi la prevenzione migliore e più efficace della spina bifida e degli altri gravi difetti del tubo neurale risulta essere la fortificazione con acido folico di alcuni alimenti di largo consumo come le farine o alcuni prodotti da forno – afferma il presidente della Sin Mauro Stronati –. Solo il 30% delle donne, infatti, attua la profilassi volontaria con acido folico, raccomandata dall’Oms nel periodo pre-concezionale, che non si è comunque dimostrata sufficiente a ridurre l’incidenza di queste patologie. Con l’introduzione di alimenti fortificati, invece, come avvenuto in altri Paesi del mondo, si potrebbero prevenire fino al 70% delle malformazioni”. Ogni anno, solo in Europa circa 5.000 feti sono affetti da spina bifida e, secondo stime dell’Istituto superiore di sanità, almeno 200 in Italia. Queste patologie possono essere incompatibili con la vita già in epoca neonatale, o estremamente invalidanti con esiti cognitivi e neuro-motori: alterazioni del controllo degli sfinteri, manifestazioni epilettiche, difetti del tono muscolare e neurosensoriali, paralisi cerebrale.

Rwanda: 24° anniversario del genocidio. I vescovi, “sostenere la riconciliazione che promuove verità, giustizia e pace”

Fri, 2018-04-06 16:16

Domani ricorre il 24° anniversario del genocidio in Rwanda. Dopo l’assassinio del presidente J. Habyarimana, circa 800mila persone, in prevalenza tutsi, furono uccise nelle violenze perpetrate da milizie di hutu, estremisti e gruppi armati. La Chiesa pagò un altissimo tributo di sangue. In una recente lettera, i vescovi del Paese ricordano che il 2018 è l’anno pastorale dedicato alla riconciliazione, “processo che richiede tempo, pazienza e grazia divina”, ma che i vescovi vogliono compiere “in risposta all’appello di Papa Francesco”. È importante “guardare al nostro passato per valutare che cosa siamo riusciti a fare nel processo di riconciliazione” già avviato. Ora c’è bisogno che “chi ha commesso dei crimini sia aiutato a chiedere perdono e le vittime a perdonare”. C’è bisogno “di verità, di un cambiamento di mentalità per evitare di chiuderci nella nostra storia e di coltivare la compassione nei nostri cuori”. Sono “la Parola di Dio e il Magistero che mostrano esplicitamente che cosa dobbiamo fare”, spiegano i vescovi, nel rapporto con Dio, se stessi, gli altri e il creato. I vescovi, che ringraziano tutti gli attori di riconciliazione e s’impegnano a proseguire nel lavoro di ascolto e con i percorsi di mutuo-aiuto, chiedono allo Stato di “sostenere la riconciliazione che promuove verità, giustizia e pace tra i ruandesi” e aiutarli a “resistere contro ogni incitazione al male”, di sostenere la lotta contro ogni forma di corruzione e il rispetto dei diritti umani.

Legge 194: Battimelli (Amci), “profondamente ingiusta. Invochiamo libertà di non abortire”

Fri, 2018-04-06 16:03

“A 40 anni dall’approvazione della legge 194, il dibattito è quanto mai attuale e aperto. Ha raggiunto la legge tutti i suoi obiettivi? E’ stata applicata integralmente, soprattutto nella parte della prevenzione delle cause che inducono all’aborto? “. Se lo chiede Giuseppe Battimelli, vicepresidente nazionale dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci) e vicepresidente nazionale della Società italiana per la bioetica e i comitati etici. “È vero – riconosce – che l’ultima relazione al Parlamento del dicembre scorso sull’attuazione della legge (dati 2016) rileva una diminuzione delle IVG rispetto all’anno precedente, in totale 84.926”, ma di questo numero, chiarisce, “non si tiene conto della pillola del giorno dopo o dei cinque giorni dopo che pure svolgono azione abortiva. Né la legge, dati alla mano, è risultata ostacolata dall’obiezione di coscienza dei medici (70,9%), come sovente ideologicamente viene affermato”.  “L’aborto – afferma – non è reato ma rimane una scelta dolorosa, l’aborto è legale ma non è liberalizzato, è depenalizzato, l’aborto non è illecito ma rimane un’opzione drammatica per la donna (e soprattutto per il concepito), è pratica moralmente illegittima e un peccato grave per chi crede”. Per Battimelli “il diritto alla vita è e rimane il primo e fondamentale diritto di ogni essere umano: sia embrione o malato terminale o disabile. Abortire si può (per legge), ma noi invochiamo la libertà di non abortire. È per noi una legge imperfetta, un male necessario e magari tollerato, ma rimane una legge profondamente ed intrinsecamente ingiusta perché è ingiusto il fine che persegue ed ingiusta è l’azione e l’intenzione del suo scopo: l’eliminazione di un essere umano, per giunta il più debole ed indifeso che si conosca, qual è appunto il non ancora nato”.

Rom e sinti: Associazione 21 luglio, “sono 26mila in emergenza abitativa in Italia”

Fri, 2018-04-06 16:03

“A fronte di un totale stimato compreso tra 120 e 180mila presenze di cittadini di origine rom e sinta, sono circa 26mila quelli in emergenza abitativa che vivono in baraccopoli formali e informali o nei centri di raccolta monoetnici, numero pari allo 0,04% della popolazione italiana”. È quanto si legge nel rapporto annuale 2017 dell’Associazione 21 luglio, presentato oggi in Senato, che in vista della Giornata internazionale dei rom e sinti, l’8 aprile, fa il punto sullo stato dei diritti delle due popolazioni in condizioni di emergenza abitativa e residenti all’interno di baraccopoli in Italia. “Rispetto all’anno precedente si registra una leggera flessione delle presenze (nel 2016 erano 28 mila persone, ndr) dettata non da una graduale risoluzione della questione – si legge nel report – ma piuttosto dalle drammatiche condizioni di vita all’interno di questi insediamenti che hanno spinto alcuni degli abitanti, prevalentemente comunitari, a spostarsi in altri Paesi o a tornare nelle città di origine”. In Italia sono 148 le baraccopoli formali individuate nel rapporto, distribuite in 87 Comuni di 16 Regioni da Nord a Sud, per un totale di circa 16.400 abitanti, mentre 9.600 è il numero di presenze stimato all’interno di insediamenti informali. Molti sono i minori, il 55% secondo le stime dell’Associazione 21 luglio, con “gravi ripercussioni sulla salute psico-fisica e sul loro percorso educativo e scolastico”. La città di Roma detiene il primato del maggior numero di insediamenti presenti, 17 in totale di cui 6 formali e 11 cosiddetti “tollerati”.

Marina militare: elicottero caduto in mare. L’Ordinariato militare, “vicini al dolore dei famigliari del maresciallo Fazio”

Fri, 2018-04-06 15:52

“Grande è la tristezza per il tragico incidente nel quale ha perso la vita il maresciallo Andrea Fazio. L’Ordinario militare è vicino al dolore dei familiari e di tutta la Marina Militare italiana in un momento così difficile”. È quanto si legge in una nota diffusa poco fa dall’Ordinariato militare in Italia a seguito del tragico incidente aereo avvenuto nella notte nel mar Mediterraneo, dove ha perso la vita il Capo di 1^ classe Andrea Fazio, specialista di elicotteri della Marina Militare, impegnato nell’operazione “Mare Sicuro”. Gli altri quattro militari dell’equipaggio sono stati tratti in salvo. “La Chiesa, assieme a tutto il Paese, è grata per l’instancabile servizio che quotidianamente i nostri marinai svolgono per la sicurezza in mare”, prosegue la nota, ricordando che “al sincero cordoglio per quanto accaduto, si unisce il servizio di vicinanza che i cappellani stanno svolgendo accanto al personale della Marina”.

Solidarietà: Università Europea di Roma, l’11 aprile una raccolta di farmaci e di sangue

Fri, 2018-04-06 15:46

Una giornata di solidarietà, con raccolta di sangue e di farmaci, all’Università Europea di Roma. Si svolgerà mercoledì 11 aprile e sarà aperta a tutti. Ci si potrà recare nell’ateneo, in via degli Aldobrandeschi, e fare la propria donazione di medicinali, dalle 10 alle 15. Gli studenti dell’Università Europea affiancheranno gli operatori della Fondazione Banco farmaceutico onlus. I farmaci donati dovranno essere in buono stato di conservazione, con almeno 8 mesi di validità, oppure dovranno essere farmaci da banco appositamente acquistati per questa iniziativa. Il farmacista presente provvederà a verificarne la scadenza e l’integrità. La raccolta di sangue, altra iniziativa della giornata di solidarietà, si terrà dalle 8 alle 12. Gli studenti presenti collaborano alle iniziative dell’associazione Ema-Roma non solo durante le raccolte del sangue, che nell’ateneo si svolgono due volte all’anno, ma anche con incontri di informazione e di sensibilizzazione alla donazione volontaria.

Diocesi: Venezia, lunedì a Mestre incontro su potenziamento dell’uomo, eugenetica e transumanesimo

Fri, 2018-04-06 15:17

“Ho visto cose che voi umani… Potenziamento dell’uomo, eugenetica e transumanesimo: può l’uomo aspirare all’immortalità?”: è questo il titolo suggestivo, con tanto di citazione da un noto film, dell’appuntamento culturale organizzato dal Movimento dei Focolari di Venezia e dalla Fondazione del Duomo di Mestre lunedì 9 aprile, alle 18, presso il Centro culturale S. Maria delle Grazie in via Poerio, a Mestre. “Negli ultimi decenni – spiegano gli organizzatori dell’incontro – sono entrate nel linguaggio di uso comune espressioni come intelligenza artificiale, arti bionici, eugenetica; allo stesso modo sembra essere imminente l’impiego dei cyborg in ambito medico, ingegneristico e addirittura quotidiano. Risulta interessante capire le ripercussioni etiche che tali innovazioni apportano alla nostra vita e al nostro modo di concepire la realtà; in tal senso la bioetica è certamente una valida chiave di lettura e di discernimento alternativa rispetto a chi sottolinea, invece e solamente, la grandezza delle menti inventrici di simili tecnologie e gli effetti positivi delle stesse. Anche il cinema contribuisce a dare concretezza a progetti apparentemente fantascientifici: basti pensare al mondo di androidi delineato in Blade Runner, una delle prime pellicole a riscuotere successo trattando di un futuro dominato da macchine costruite dall’uomo senza etica”. Sull’argomento – e sui molti interrogativi che emergono – interverranno Daniela Turato (biologa, teologa e bioeticista) e Veronica Zanini (esperta in bioetica).

Cammino neocatecumenale: dall’8 aprile ritorna la “Grande missione” nelle piazze di tutto il mondo

Fri, 2018-04-06 15:02

Inizierà domenica prossima, 8 aprile, per il sesto anno consecutivo la “Grande missione nelle piazze”. Tutte le domeniche del tempo pasquale le comunità del Cammino Neocatecumenale di tutto il mondo celebreranno 5 incontri. La “Grande missione” si realizzerà in 135 nazioni e in 10mila piazze. Anche quest’anno, per esempio, a Roma, verrà portata avanti in 100 piazze e a Madrid in più di 60. In tutte si svolgeranno le diverse catechesi per “aiutare le persone ad avere un incontro con Gesù Cristo attraverso l’ascolto della Buona Notizia: il kerygma”. Dopo il canto di alcuni salmi e la danza, caratteristica del Cammino in questo tipo di incontri, infatti, ogni catechesi inizierà con una testimonianza in cui una persona racconterà la sua esperienza. In particolare, nel primo incontro si parlerà del tema “Chi è Dio per te?” e si affronterà anche la questione: “Hai sperimentato nella tua vita che Dio esiste?”. Nella seconda domenica ci si domanderà invece “Chi sei tu? Perché vivi?”. Nel terzo incontro si annuncerà il kerygma. Nel quarto si affronterà invece il tema del kerygma nelle Scritture. In questo incontro si chiameranno alla conversione i presenti, dando loro anche la possibilità di ricevere il sacramento della penitenza, tramite la confessione individuale. Il quinto e ultimo incontro invece affronterà il tema della Chiesa e della comunità cristiana.

Diocesi: Novara, domenica 8 aprile l’incontro dei cresimandi con il vescovo Brambilla. Attesi in 2mila

Fri, 2018-04-06 14:48

Si terrà domenica 8 aprile, a Novara, il tradizionale incontro del vescovo Franco Giulio Brambilla con i ragazzi che si apprestano a ricevere il sacramento della Cresima. In occasione dell’anno giubilare gaudenziano, l’appuntamento si svolgerà nella basilica di San Gaudenzio, a Novara. Sono attese circa duemila persone tra cresimandi, catechiste e accompagnatori, che arriveranno dalle parrocchie di tutta la diocesi. “L’appuntamento – spiega don Flavio Campagnoli, direttore dell’ufficio diocesano catechesi e liturgia – è l’occasione perché i ragazzi incontrino il vescovo, che non potrà essere in tutte le parrocchie ad amministrare il sacramento”. Il tema che contraddistinguerà l’iniziativa è “Tutti a bordo!”. “La metafora al centro della giornata – prosegue don Campagnoli – è quella della barca. Il messaggio che vogliamo trasmettere ai ragazzi è: ‘non siete su piccole scialuppe sparse nel mare, ma siete invitati a venire tutti a bordo con noi’ per seguire il Signore”. Dalle 14.30, i partecipanti verranno accolti negli oratori e nei punti di ritrovo di Novara per un momento di incontro e animazione, curato dagli animatori delle parrocchie cittadine. Per le 15.30 è previsto lo spostamento verso la basilica di San Gaudenzio, dove, a partire dalle 16, i ragazzi parteciperanno all’incontro con mons. Brambilla.

Terra Santa: Governo palestinese, Pasqua ortodossa non sarà giorno festivo. P. Khader (parroco Ramallah) al Sir, “decisione inspiegabile”

Fri, 2018-04-06 14:34

Domenica 8 aprile, giorno in cui si celebra la Pasqua ortodossa, non sarà un giorno festivo in Palestina. Le decisione del governo palestinese, guidato dal premier Rami Hamdallah, sta provocando “scontento e preoccupazione non solo tra i fedeli cristiani e cattolici ma anche tra molti musulmani”. A rivelarlo al Sir è padre Jamal Khader, parroco della parrocchia latina della “Sacra Famiglia” nella capitale palestinese, Ramallah. “Negli scorsi anni – spiega il sacerdote – la Pasqua era una festa nazionale, dunque tutti i palestinesi potevano godere di un giorno festivo. Quest’anno il governo ha inspiegabilmente revocato la decisione e ci si chiede quale ne sia il motivo. Si tratta di una novità che sta suscitando risentimento e anche preoccupazione. La paura, infatti, è quella che questa decisione possa essere la prima di una lunga serie e che possa preludere ad un cambiamento di rotta del Governo circa i rapporti con i cristiani”. La preoccupazione è condivisa anche dai fedeli cattolici che vivono in Palestina. “Come è noto – dichiara il parroco – qui in Palestina i cattolici e gli ortodossi festeggiano insieme il Natale (25 dicembre) e la Pasqua, seguendo il calendario Gregoriano per la Nascita di Gesù e quello Giuliano per la Resurrezione. Oggi per noi è il Venerdì Santo. Per festeggiare adesso bisognerà chiedere un giorno di permesso”. Da quanto il Sir ha appreso da altre fonti locali, “il Consiglio delle Chiese di Ramallah ha chiesto al primo ministro un incontro urgente per discutere la questione senza, tuttavia, ottenere una risposta precisa”. Si teme che la decisione del Governo di Hamdallah possa trovare una ragione d’essere “nella piccola percentuale di cristiani che vivono in Palestina, nonostante la loro presenza sia radicata da due millenni”. Sorpresa e delusione sono state espresse anche dalla Chiesa ortodossa di Ramallah che sottolinea come il premier non abbia rivolto gli auguri ai cristiani. La speranza è che dal prossimo anno la Pasqua possa tornare ad essere considerata un giorno di festa per tutti i palestinesi.

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