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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 15 min 4 sec ago

Diocesi: Caritas Saluzzo, già attivo il Presidio fisso per i lavoratori stagionali migranti

Thu, 2017-03-16 18:30

È già attivo il Presidio fisso della Caritas diocesana di Saluzzo, inaugurato una settimana fa alla presenza del vescovo di Saluzzo, monsignor Giuseppe Guerrini, del direttore della Caritas diocesana, don Beppe Dalmasso, e di Oliviero Forti e Luciana Forlino, che si occupano di immigrazione per Caritas Italiana. Il Presidio, che si occuperà di dare assistenza ai migranti che arrivano nel saluzzese per lavorare nel settore agricolo, è stato realizzato a fianco della Casa di prima accoglienza in corso Piemonte 63 grazie al Progetto Presidio coordinato da Caritas Italiana ed è l’unico attivo nel nord Italia. Con questa nuova realtà la Caritas diocesana potrà assistere i lavori migranti lungo tutto l’anno e non solo nella stagione della raccolta della frutta. Nell’anno passato furono diverse migliaia i braccianti migranti impiegati nella zona. Il Presidio sarà aperto il lunedì e il venerdì, dalle 14 alle 17, e il mercoledì, dalle 9 alle 18, per fornire ai migranti informazioni di carattere socio-sanitario e burocratico oltre a quelle relative all’accoglienza abitativa.

Aldo Moro: Trionfini (storico, Isacem), “al di là della politica c’è l’uomo”. Obiettivo essenziale il “servizio alla persona”

Thu, 2017-03-16 18:13

Un articolo di Aldo Moro, apparso sulla rivista “Studium” è emblematicamente intitolato “Al di là della politica”. Paolo Trionfini, direttore dell’Isacem di Roma, commenta in proposito: “In questo scritto Moro fissa l’obiettivo essenziale della politica, ossia il servizio alla persona umana”. Tale riflessione si innesta sul portato della guerra, con la sua tragedia, sulla ricostruzione in atto nel Paese: “Al di là della politica, indica Moro, c’è l’uomo. È questa la sua posizione forte, che incarna nel lungo percorso politico proprio a partire dai banchi della Costituente”. Sono anni intensi per il giurista di origine pugliese, con assidue frequentazioni con personaggi del calibro di Dossetti, La Pira, Lazzati, Fanfani. “Da qui in poi Moro mette a frutto gli anni della formazione, il tratto spirituale e culturale maturato” alla Fuci e tra i Laureati cattolici, e “vi resterà coerente fino all’ultimo”. Fino alla prigionia nel cosiddetto “carcere del popolo”, da dove scrive alla moglie Eleonora, la sua “dolcissima Noretta”: “Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo”. “Un passaggio intenso – sottolinea Trionfini –, che lascia intravvedere il vissuto di fede, non solo come forma di sostegno nella prova, ma come tratto indelebile della sua alta personalità”.

Aldo Moro: Trionfini (storico, Isacem), “vicenda biografica segnata da intreccio tra fede, ricerca culturale e servizio politico”

Thu, 2017-03-16 18:13

“L’intreccio tra vissuto di fede, ricerca intellettuale e servizio politico costituisce una costante nella vicenda biografica di Moro. Non si tratta di corpi separati, ma, appunto, di un intreccio inseparabile”. Nel giorno in cui si ricorda il 39° anniversario del rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate rosse, che si concluderà con il barbaro assassinio dello statista democristiano, lo storico Paolo Trionfini, direttore dell’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia “Paolo VI” (Isacem, con sede a Roma), ne traccia il profilo umano e culturale, con una particolare sottolineatura sulla provenienza dal mondo cattolico. Moro entra infatti nella Fuci, la federazione degli universitari cattolici, nel 1935, a 19 anni, “quando si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza all’università di Bari, dopo una iniziale formazione nelle fila della Gioventù cattolica”. Nella Fuci matura una “esperienza di fede e, insieme, di ricerca intellettuale e culturale – spiega Trionfini – che costituiranno una caratteristica presente lungo tutto l’arco della vita”. Nel ’39 Moro assume la presidenza nazionale della Fuci, che nel frattempo “era stata rimodellata dall’assistente, Giovanni Battista Montini”, futuro Paolo VI, “aprendola alla cultura e alla teologia europee”. “Dentro questo humus si colloca un’ulteriore fase di formazione per il giovane Moro. Se non si comprende questo aspetto – sottolinea lo studioso – non se ne coglie appieno la caratura”.
Tornato a Bari dopo l’esperienza romana, in un territorio già liberato dagli alleati anglo-americani, Aldo Moro inizia la frequentazione di ambienti della politica, allargando ulteriormente il suo raggio d’azione culturale. Nel frattempo lancia due riviste e “ha modo di sviluppare una riflessione sulla ‘nuova Italia’, uno dei cespiti della riflessione politica” di Moro. Terminata la guerra, lo aspetta un altro incarico nazionale: diviene infatti segretario dei Laureati cattolici, ossia, chiarisce Trionfini, il movimento intellettuale dell’Ac. Sulla rivista “Studium”, di cui ha la responsabilità, “rilancia e affina quei temi culturali e politici che costituiranno l’ossatura del Moro politico”, il quale farà ingresso all’Assemblea costituente (candidandosi nelle fila della Dc su insistenza del vescovo di Bari) “nel 1946, a soli 30 anni”. Qui il professor Trionfini si concede un gioco di parole: “In questo senso, scorrendo i tratti biografici di Moro e di diversi altri personaggi dell’Italia del dopoguerra, possiamo dire che la Fuci fu una fucina della futura classe dirigente del Paese”.

Sud Sudan: i medici del Cuamm, “gli sfollati si rifugiano su isole nelle paludi, senza cibo e aiuti”

Thu, 2017-03-16 18:12

In seguito alla dichiarazione ufficiale di “fame” nello Stato di Unity, in Sud Sudan, un team di Medici con l’Africa Cuamm è partito in direzione delle zone colpite per rispondere alle esigenze delle persone affamate, sfollate e in fuga dagli scontri che continuano nella zona. Secondo le agenzie delle Nazioni Unite, 100.000 persone stanno morendo di fame e 1,5 milioni sono a rischio, per una carestia causata dall’uomo, dal persistere degli scontri e dall’instabilità interna. “Arrivati a Nyal, una piccola cittadina nel cuore dello stato di Unity, sotto il controllo delle forze antigovernative – raccontano Giovanni Putoto e Giovanni Dall’Oglio, medici del Cuamm -, ci si aspettava di trovare lo scenario tipico delle grandi emergenze. Invece, anche se a pochi chilometri è in corso un conflitto armato e si sentono gli echi lontani degli elicotteri che lanciano derrate alimentari, tutto è stranamente tranquillo”. È padre Fernandos, comboniano del Messico, a indirizzarli: “Cercate gli sfollati nelle paludi, nelle isole”. “Dopo un’ora di viaggio passando da un reticolo all’altro di sentieri acquatici, arriviamo all’isola di Niat – ricordano i due medici -. Finalmente incontriamo le prime famiglie di sfollati. Una è costituita da 15 persone, in gran parte donne, bambini e due signore anziane, di cui una cieca; pochissimi uomini. Ci spiegano che sono scappati un mese fa da Kock e Adok, aree dove infuriano gli scontri. Non si fidano di tornare, né di trasferirsi nei villaggi posti lungo le strade, perché considerati insicuri. Le paludi sono il loro rifugio, il luogo che per secoli ha offerto riparo e protezione in situazione di pericolo. Ma la vita qui è durissima”.

Il poco cibo derivato dalla pesca è sempre insufficiente, non si coltiva, non ci sono scuole, né centri sanitari. Non c’è rete telefonica, né elettricità. L’unico mezzo di trasporto è la canoa. “Di isole come Niat ce ne sono a centinaia – spiegano -, come migliaia sono le persone e le famiglie nascoste nelle paludi lungo le rive del Nilo che attendono aiuto e sollievo. Una sfida enorme da affrontare. Non ci tireremo indietro: assistenza nutrizionale e sanitaria e trasporto dei malati gravi saranno le attività principali. Solo spingendoci fin qui sarà possibile raggiungere l’ultimo miglio, dove c’è più bisogno del nostro aiuto”. L’intervento del Cuamm, precisa il direttre don Dante Carraro, “sarà concentrato nell’area di Panyijar e vuole raggiungere la popolazione sfollata dalle contee di Leer, Mayendit e Koch, oltre che le persone che già vivevano nella paludi lungo il Nilo, portando assistenza nutrizionale, assistenza sanitaria di base, vaccinazioni e trasporto dei casi gravi nei centri sanitari limitrofi. C’è bisogno di tutto: cibi speciali per mamme e bambini malnutriti, farmaci, vaccini e fornitura alimentare per tutta la popolazione”.

 

Germania: mons. Hesse (Amburgo), immigrati “illegali”, “lo Stato deve rispettare ogni dignità umana”

Thu, 2017-03-16 18:02

L’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Hesse, responsabile della pastorale per i migranti e i rifugiati della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) ha detto che “lo Stato può espellere i clandestini. Ma non può negare loro ciò di cui hanno bisogno per una vita decente”. I vescovi tedeschi richiedono cure mediche decenti anche per gli immigrati “illegali”, ha sottolineato Hesse durante una riunione odierna a Berlino del Forum cattolico “Leben in der Illegalität” (Vivere nell’illegalità), istituito dalla Dbk 13 anni fa: “spesso la loro situazione è drammatica”, ha ribadito il presule. Secondo le stime, sono mezzo milione attualmente gli immigrati illegali in Germania. Hesse ha evidenziato che gli immigrati illegali rimangono in pendenza di espulsione anche se necessitanti cure mediche, e anche se hanno diritto alle cure d’emergenza. Questo comporta che molti di loro esitino ad andare dal medico, anche se in “pericolo di vita”. Ma lo Stato “deve rispettare ogni dignità umana”, ha detto Hesse, che ha chiamato la politica a farsi carico degli immigrati illegali, tra cui donne incinte alle quali si deve assicurare una assistenza sanitaria di base, per completare la gestazione. Per Hesse questo compito non deve essere lasciato a iniziative di volontariato, come i servizi medici per i migranti dei Malteser. E se “il dovere dello Stato è di regolare le questioni di ingresso e soggiorno”, Hesse ha sottolineato che “tuttavia, questo non può essere risolto con il mancato rispetto della dignità individuale delle persone sanzionate”.

Media diocesani: don Maffeis (Cei), “luci e ombre”

Thu, 2017-03-16 17:56

“Siamo alla vigilia di un Consiglio permanente, che pone all’ordine del giorno un primo confronto sui media diocesani. La riflessione dei vescovi si colloca in un quadro di luci e ombre: sono legate alle trasformazioni culturali e tecnologiche in corso, come alla consapevolezza della rilevanza che la comunicazione riveste per l’identità e la stessa missione della Chiesa”. Lo scrive, nella newsletter settimanale, don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni della Cei, a pochi giorni dal Consiglio permanente (Roma, 20-22 marzo). “Luci e ombre – spiega Maffeis -, le respiro sul territorio nelle visite di questi mesi, culminate negli ultimi giorni nell’incontro con gli economi diocesani (Salerno) e con gli incaricati degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero (Roma). A loro, come ai nostri pastori, stiamo chiedendo di affrontare la riorganizzazione delle nostre testate in maniera integrata, senza fughe in avanti, attenti a coniugare la ricchezza di una tradizione – a servizio della Chiesa e della gente – con le nuove opportunità, sostenute anche dalla normativa in atto”. Il nostro, conclude il direttore dell’Ufficio Cei, “è il tempo dove la pazienza del discernimento deve potersi incontrare con la disponibilità a riposizionarsi”.

L’Osservatore Romano: sul settimanale in edicola oggi articoli di Luciano Violante, Lucetta Scaraffia, Adolfo Pérez Esquivel

Thu, 2017-03-16 17:52

“Giungono molte richieste di formazione politica da gruppi di giovani che si dichiarano non interessati alle dinamiche dei partiti”,  ma desiderosi di costruire “un proprio patrimonio di conoscenze” per “l’esercizio di una cittadinanza responsabile”. Lo scrive Luciano Violante in un articolo su Il Settimanale de “L’Osservatore Romano” in edicola oggi. Per Violante le generazioni più recenti “sono vittime di una rottura con quelle che le hanno precedute e questo ha prodotto in loro una sorta di necessità di un nuovo inizio”. La prima risposta dovrebbe allora riguardare “la formazione non alla politica ma alla democrazia”, articolata su quattro temi: studiare, ascoltare, rispettare, costruire legami. “Soprattutto – conclude Violante – la costruzione di legami, in una società caratterizzata da solitudini di massa, può dare fiducia e speranza”.

“Le coppie omosessuali di maschi con figli cercano e ottengono una maggiore visibilità di quelle femminili” con l’obiettivo dichiarato, sostiene Lucetta Scaraffia, di “affermare il diritto alla filiazione degli omosessuali”. Ma la conseguenza non dichiarata, “pur se ormai evidente”, puntualizza, “è un’altra: siamo di fronte a un ennesimo capitolo della lotta degli uomini per rimettere le donne al loro posto, per emarginarle, per escluderle. Arrivando a escluderle dalla cosa più importante di tutte: la procreazione di un essere umano”. “Quando penso a Papa Bergoglio penso soprattutto a un pastore. Un pastore universale che sa stare vicino ai popoli, che sa interpretare i loro sguardi e che li accompagna nelle loro gioie, tristezze e preoccupazioni”, scrive Adolfo Pérez Esquivel con riferimento ai quattro anni di pontificato di Francesco. “Il suo sguardo è più profondo di quello di uno statista, va oltre, e perciò insisto nel dire che Francesco è un pastore che sta sempre vicino al suo gregge, alla comunità, ai popoli”.

Vescovi marchigiani: ieri riunione a Loreto. Progetto di formazione per giovani, iniziative culturali e bilancio attività svolte in materia di nullità matrimoniale

Thu, 2017-03-16 17:36

“Labora – mille giovani. Servitori del bene comune. Dall’umanesimo cristiano, una nuova laicità di servizio” è il progetto illustrato da Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello spirito, alla riunione della Conferenza dei vescovi delle Marche che si è svolta ieri a Loreto. L’iniziativa, si legge oggi in un comunicato, intende essere “una risposta sistemica” al discorso di Papa Francesco al Convegno ecclesiale di Firenze e “costituisce una piattaforma formativa per giovani che intendono impegnarsi al servizio del bene comune”. Destinatari giovani sino ai 35 anni inseriti in contesti di natura associativa cattolica. L’esperienza è già partita in alcune regioni d’Italia, coordinata dall’associazione “Laudato si’” di cui è presidente lo stesso Martinez. Tra le altre iniziative annunciate, l’incontro nel monastero di Valledacqua, nel comune di Acquasanta il 2 aprile prossimo su  “Terremoto, quale comunicazione? Il ruolo dell’informazione nell’emergenza”, organizzato dall’ordine dei giornalisti delle Marche, dall’Ufficio regionale delle comunicazioni sociali e dagli Uffici diocesani delle comunicazioni sociali di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto; i Teatri del sacro (5-11 giugno ad Ascoli Piceno). Ad Ancona, il 9 giugno si svolgerà il convegno regionale “Prospettive di lavoro nelle Marche, tra innovazione e ricostruzione”  in preparazione alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani. Don Paolo Scoponi, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico regionale piceno, ha informato circa le attività svolte in questi mesi per applicare le recenti norme emanate da Papa Francesco. Il 29 marzo verranno date ampie comunicazioni su come le direttive pontificie hanno trovato applicazione nella regione delle Marche.

Amoris Laetitia: card. Antonelli, no a “dannose divisioni e contrapposizioni nella Chiesa”. Buttiglione: per il Papa esistono “sempre situazioni dinamiche”

Thu, 2017-03-16 17:24

La “pastorale dell’accompagnamento” delle famiglie ferite, raccomandata dal Papa nell’Amoris Laetitia, “richiede tempo, gradualità, prudenza, pazienza, perseveranza”. Esclude, invece, “due soluzioni assai più facili: quella del permissivismo che va incontro ai desideri senza tener conto della verità; quella del rigorismo che si limita a insegnare le norme e a denunciare il disordine etico, senza curare le ferite”. È quanto scrive il cardinale Ennio Antonelli, già presidente del P0ntificio Consiglio per la famiglia, nel volume scritto a quattro mani con Rocco Buttiglione (Edizioni Ares) dal titolo: “Terapia dell’amore ferito in Amoris Laetitia”. Nel testo, il porporato stigmatizza la tendenza a “ridurre” l’esortazione apostolica di Papa Francesco, e in particolare il capitolo ottavo, “alla sola questione dell’ammissione o non ammissione alla comunione eucaristica”. A proposito del dibattito in corso, il cardinale osserva: “Si discute animatamente, si propongono diverse interpretazioni e valutazioni dell’esortazione apostolica; si prendono decisioni pratiche discordanti; si richiamo dannose divisioni e contrapposizioni dentro la Chiesa”. Al contrario dei suoi critici, che “considerano sempre situazioni statiche, per dire se corrispondono alla regola oppure no”, il Papa – osserva Buttiglione – “considera, invece, sempre situazioni dinamiche, in via di evoluzione e si pone sempre la domanda: in che direzione va il cambiamento? Verso un’accettazione sempre più piena dell’amore (e della legge) di Dio oppure verso il suo abbandono? Non si può giudicare la persona concreta se non la sia considera nel suo svolgimento storico”.

Amoris Laetitia: un volume “a due voci” del card. Antonelli e del senatore Buttiglione sulla “terapia dell’amore ferito”

Thu, 2017-03-16 17:11

“Terapia dell’amore ferito in Amoris Laetitia”. È il titolo del volume “a due voci”, pubblicato dalle Edizioni Ares e firmato dal cardinale Ennio Antonelli e dal senatore Rocco Buttiglione. “Rilevando che la trattazione del tema dei conviventi senza matrimonio sacramentale è basata sulla distinzione tra l’ordine etico oggettivo e la responsabilità personale soggettiva – spiegano gli autori nella presentazione del volume – abbiamo potuto chiarire alcune affermazioni, che sono oggetto di discussione nel mondo ecclesiale, e trovare la convergenza su alcuni orientamenti per la prassi, che ci sembrano equilibrati e prudenti”. La riflessione del cardinale Antonelli sull’esortazione di Papa Francesco è di carattere sistematico, mentre quella del senatore Buttiglione ha un carattere di risposta alle principali obiezioni apparse dai media.

Papa a Genova: don Carzino (diocesi), “la decisione di incontrare i lavoratori ci riempie di gioia”

Thu, 2017-03-16 17:05

“La decisione di Papa Francesco di incontrare i lavoratori durante uno degli eventi principali della sua visita alla città di Genova è un fatto che ci riempie di gioia”. A parlare è don Gian Piero Carzino, direttore dell’Ufficio per la vita sociale e mondo del lavoro della diocesi di Genova. Don Carzino ha auspicato che l’incontro che Papa Francesco avrà il prossimo 27 maggio con il mondo del lavoro presso l’Ilva di Cornigliano possa essere, da un lato, “un segno e una occasione di vicinanza ai lavoratori”, e dall’altro, “un’occasione per mettere nuovamente il lavoro e le sue problematiche al centro dell’agenda politica e sociale della città”. “La situazione lavorativa – ha affermato – è sotto gli occhi di tutti. Sappiamo che non è sufficiente pregare ma per noi cristiani pregare è la prima cosa pertanto la Messa per il mondo del lavoro che celebreremo domani in occasione della solennità di San Giuseppe sarà certamente un modo per pregare per tutte le difficoltà legate al lavoro”. “La Chiesa genovese – ha proseguito il direttore dell’Ufficio diocesano per la vita sociale e mondo del lavoro – ha rapporti quotidiani e personali con i lavoratori e con il mondo del lavoro”. Rapporti che negli ultimi tempi hanno visto anche la nascita di nuove iniziative come il Percorso diocesano di formazione alla politica, che ha visto tra i relatori vari esponenti di realtà imprenditoriali e aziendali locali, la Missione dei giovani ai giovani, e il Tavolo di confronto e condivisione sui temi del lavoro.

Terremoto: Coldiretti, domani si conclude #Nonsoloamatriciana per rilanciare economia delle zone colpite dal sisma

Thu, 2017-03-16 16:47

Arrivano per la prima volta le ricette con i prodotti terremotati da inserire nei menu dei ristoranti o da cucinare a casa per rilanciare l’economia e il lavoro nelle aree colpite dal sisma dove si è svolto il primo corso degli agrichef provenienti da tutte le Regioni per imparare ad usare in cucina e a far conoscere le ricette con le produzioni salvate dalle macerie ma ora a rischio di estinzione per il crollo del mercato locale a causa dell’abbandono forzato. #Nonsoloamatriciana è l’iniziativa promossa dalla Coldiretti con gli agriturismi di Campagna Amica che si conclude domani venerdì 17 marzo, alle ore 10, con gli agrichef che si cimenteranno nei piatti a base delle tipicità terremotate da riproporre lungo tutta la Penisola, all’agriturismo Fiorenire, in Contrada Filette 9 a Castignano, uno dei 131 comuni del cratere, in provincia di Ascoli Piceno nelle Marche. Per l’occasione verrà anche presentata la prima analisi Coldiretti sull’impatto del sisma sul turismo nelle campagne, sarà distribuito il ricettario degli agricoltori di Campagna Amica realizzato per l’occasione “In cucina con i prodotti solidali” e verrà allestita l’esposizione dei prodotti tipici del cratere. Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che è importante sostenere concretamente affinchè la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo.

Cei: dal 20 al 22 marzo a Roma il Consiglio permanente

Thu, 2017-03-16 16:40

Con la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, si apre lunedì 20 marzo, alle 17 (diretta su Tv2000 e chiesacattolica.it), la sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente. Nel corso dei lavori – che si svolgeranno a Roma fino a mercoledì 22, presso la sede della Conferenza episcopale italiana (Circonvallazione Aurelia, 50) – i vescovi approveranno contenuti e programma della prossima assemblea generale (Roma, 22-25 maggio 2017). All’ordine del giorno del Consiglio permanente, informa in una nota l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, “il tema della revisione dei Tribunali ecclesiastici, un primo confronto sullo stato dei media diocesani, alcune riflessioni di natura etica e giuridica e una comunicazione in vista della 48ª Settimana Sociale dei cattolici italiani (Cagliari 26-29 ottobre 2017)”. Giovedì 23 marzo, alle 12, nella sala stampa della Radio Vaticana (Piazza Pia, 3), si svolgerà una conferenza stampa con il segretario generale, Mons. Nunzio Galantino, che illustrerà il comunicato finale.

Giornalismo: dimissioni Iacopino (Cnog), “il recupero della credibilità della categoria si è rivelato un vero fallimento”

Thu, 2017-03-16 16:31

“Il recupero della credibilità della categoria si è rivelato un vero fallimento”, mentre “l’equo compenso, una battaglia dell’Ordine tesa a dare dignità e speranza alle migliaia di ‘ultimi’ di tante età, è morto. Assassinato da fuoco amico”. È l’atto d’accusa con cui il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti (Cnog), Enzo Iacopino, ha rassegnato questa mattina le sue dimissioni, proprio nel giorno in cui il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, andrà a visitare – alle 17 – la “casa dei giornalisti”, la nuova sede dell’Ordine in via Sommacampagna. Un gesto che Iacopino definisce “atto di attenzione per tutti noi” nonché “di amicizia personale”, dal momento che Parolin “ha trovato la possibilità, gli sportivi direbbero in zona Cesarini, per questo incontro nei tempi che gli avevo illustrato come conclusivi. Glielo avevo partecipato nella sede del Centro italiano di solidarietà (la mia seconda famiglia) fin dal 22 dicembre”.

Quindi, nell’ultimo discorso da presidente di fronte al Consiglio nazionale dell’Ordine, Iacopino ha rivendicato il sogno “d’imporre una svolta nella vita e nella gestione dell’Ordine” e “l’avvenuta moralizzazione nell’impiego dei soldi dei colleghi”, “obiettivo che sembrava impossibile”. Ricordando il recente acquisto della sede nazionale in via Sommacampagna, ora – ha evidenziato Iacopino – “abbiamo una ‘casa’, la ‘casa dei giornalisti’, frutto di una sana amministrazione e di un impiego responsabile dei soldi dei colleghi”.

Per il resto “è buio pesto”, ha attaccato il presidente dimissionario, a partire dall’equo compenso per i giornalisti “assassinato” da “chi ha accettato che si codificasse il prezzo della schiavitù: 4.980 euro (tasse, spese, foto, video, abstract per l’on line) per il lavoro di un anno. Vergogna, non per chi lo impone, ma per chi tra noi se ne è fatto complice”. Poi, il “fallimento” nel “recupero della credibilità”. “Prevalgono un gioco perverso e irresponsabile – ha denunciato – di opposte militanze, il settarismo, la superficialità, le urla, le volgarità. C’è chi si compiace di galleggiare tra gelati e patate. Perfino la trasmissione di segnalazioni ai Consigli di disciplina territoriali, un atto imposto dalle leggi e dalle norme interne, diventa materia per polemiche, alimentate da ‘professori del diritto’ che si dividono equamente tra analfabeti del diritto e oltre. Non so dove siano finiti il rispetto rigoroso per la verità e per la dignità delle persone, al quale ci ha richiamato Papa Francesco”.

Diocesi: mons. Lorefice (Palermo) mette in guardia da “sedicenti veggenti” o da chi “si dichiara depositario di soprannaturali poteri o rivelazioni”

Thu, 2017-03-16 16:22

“Considerato il moltiplicarsi di incontri di preghiera o di testimonianza tenuti da persone, appositamente invitate, appartenenti a nuove realtà ecclesiali non approvate, né riconosciute o verificate dall’autorità ecclesiastica, o da sedicenti veggenti o, ancora, da chi si dichiara depositario di soprannaturali poteri o rivelazioni, dispongo che le iniziative ed inviti vengano previamente sottoposti al discernimento e all’approvazione dell’ordinario del luogo (vescovo, vicario generale, vicari episcopali)”. Lo prevede una nota dell’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, inviata ai presbiteri, ai diaconi, ai membri delle comunità religiose femminili e maschili, ai responsabili delle aggregazioni laicali e a tutti i fedeli laici dell’arcidiocesi che ha emanato disposizioni su iniziative di preghiera, predicazioni e catechesi. “In questo contesto, inoltre, per quanto riguarda la predicazione e la catechesi – aggiunge Lorefice – invito tutti ad osservare fedelmente quanto stabilito dai canoni 766 e 775 §1 del Cic. e dalla Delibera n. 22 del 18 giugno 1985 della Conferenza episcopale italiana. Esorto, infine, soprattutto i presbiteri ad astenersi dal partecipare alle eventuali iniziative non autorizzate e a dissuadere anche i fedeli a prendervi parte”.

Università Cattolica: oggi un incontro sulla “medicina del futuro”

Thu, 2017-03-16 16:18

Nel ciclo di incontri delle Settimane culturali promosse dall’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma, all’Università Cattolica si terranno due incontri dedicati al tema della “terza missione” dell’Università, presso la Sala Italia del Centro Congressi Europa (L.go F. Vito, 1). Il primo convegno, dal titolo “La Medicina del futuro: terapia personalizzata e rispetto della persona malata”, si terrà oggi alle ore 16. L’incontro – informano gli organizzatori –  sarà aperto da Rocco Bellantone, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, da Enrico Zampedri, direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli, e da monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare della diocesi di Roma e delegato per la Pastorale universitaria. I lavori saranno introdotti da Alessandro Sgambato, docente di patologia generale, e gli interventi sono affidati ai docenti della sede di Roma dell’Ateneo Ruggero De Maria (Patologia generale), Celestino Lombardi (Semeiotica chirurgica), Maurizio Genuardi (Medicina genomica), Antonio Gasbarrini (Medicina interna e gastroenterologia), Americo Cicchetti (Organizzazione aziendale) e Antonio Spagnolo (Bioetica). Modera Alfredo Pontecorvi (Endocrinologia).

Lunedì 20 marzo, alle ore 14, avrà luogo il convegno “Educazione finanziaria e tutela del risparmio. Il ruolo delle Istituzioni e dell’Università”. I lavori saranno introdotti da Domenico Bodega, preside della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e vedranno la partecipazione di Marco Elefanti, direttore amministrativo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Carmine Di Noia, commissario Consob, Daniela Morgante, membro dell’Arbitro per le controversie finanziarie presso la Consob, Carla Rabitti Bedogni, presidente dell’organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo dei promotori finanziari, e della dottoressa Magda Bianco, del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia. Modera il professor Stefano Bozzi (Finanza Aziendale).

Vescovi calabresi: “piena adesione” a Giornata della memoria per vittime mafia. Collaborazione con Istituzioni, lavoro, Seminari tra i temi della riunione

Thu, 2017-03-16 16:05

I vescovi calabresi manifestano “la piena adesione” alla Giornata della memoria che si svolgerà a Locri dal 19 al 21 marzo per le vittime innocenti di mafia promossa da Libera a livello nazionale. Una iniziativa “davvero significativa per il nostro territorio”, dicono assicurando la partecipazione dei vescovi nei vari momenti previsti “compatibilmente con altri impegni pastorali”. È uno dei passaggi del comunicato finale della Conferenza episcopale calabra che si è svolta a Catanzaro dal 13 al 15 marzo. Durante i lavori, “con il chiaro intento di quella leale collaborazione tra le Istituzioni”, i presuli hanno avuto un incontro con il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, e il direttore generale del Dipartimento formazione, Fortunato Varone, sulla situazione della Calabria, a partire dal Piano d’azione 2014-2020 con il Piano regionale d’inclusione sociale e di contrasto alle povertà, approvato dalla Regione. Ci si è poi soffermati – riferisce la nota della Cec – su altri problemi “cruciali del nostro territorio calabrese, quali la sanità, il sostegno agli organismi assistenziali presenti sul territorio, la situazione dei beni culturali delle diocesi, patrimonio della storia e della vita di fede di questa regione per il bene della nostra gente”. Al centro anche la situazione del porto di Gioia Tauro.
“Consci delle apprensioni degli ultimi mesi circa la realtà lavorativa”, i vescovi hanno appreso “con sollievo della disponibilità delle parti sociali interessate a sviluppare serenamente la riflessione operata in questi giorni dal prefetto di Reggio Calabria”, Michele di Bari. I vescovi calabresi si sono poi soffermati su vari temi a partire, ancora una volta, dal Tribunale ecclesiastico interdiocesano di Reggio Calabria, ascoltando il vicario giudiziale, mons. Vincenzo Varone, che ha illustrato i recenti sviluppi caratterizzanti la composizione e il “delicato” lavoro dell’Istituto giuridico ecclesiale, secondo le condizioni del motu proprio “Mitis Iudex Dominus Iesus “di Papa Francesco. Si è discusso della nuova “Ratio” per i Seminari, (Il dono della vocazione presbiterale) recentemente promulgata dalla Congregazione del Clero. Il testo – spiegano i presuli – “rinnovando una riflessione sui percorsi formativo, educativo e teologico, nei Seminari, ha riscontrato la forte attenzione dei vescovi che si sono soffermati a lungo sul tema, coinvolgendo i rettori dei Seminari maggiori di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza, invitati per la circostanza”. Contestualmente ampia analisi è stata dedicata all’Istituto Teologico Calabro in vista di una qualificazione “sempre maggiore” del corpo docente e del perfezionamento dei rapporti con il Seminario. Durante i lavori, è stata espressa anche “la propria vicinanza, orante e benaugurante, al Santo Padre per il suo quarto anno di pontificato”. Infine, si è parlato del convegno ecumenico regionale che si svolgerà a Cetraro il 1° aprile e della Scuola di formazione regionale per operatori di pastorale familiare sull’Amoris Laetitia, che partirà nel prossimo anno pastorale.

Simposio Ccee giovani: mons. da Cunha, “giovani decisivi per la vita della Chiesa”

Thu, 2017-03-16 15:36

“I giovani sono decisivi per la vita della Chiesa e della società! Essi hanno molti doni da condividere e che bisogna valorizzare: dedizione, creatività, generosità, desiderio di conoscere l’altro e di accoglierlo, o meglio, un grande desiderio di amare e di essere amati, di conoscere la verità e di aderire a essa. Essi credono di poter cambiare il mondo, ed è giusto e buono che lo credano”. È quanto afferma mons. Duarte da Cunha, segretario generale del Ccee, alla vigilia del Simposio sui giovani che si terrà a Barcellona dal 28 al 31 marzo promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa. “Accompagnare i giovani – prosegue mons. da Cunha – diventa, quindi, una bellissima missione che Gesù ci affida. Significa per l’accompagnatore seguire insieme ai giovani la luce di Dio. La vita di chi accompagna non ha bisogno di essere perfetta ma egli deve guardare a Dio e vivere con impegno la realtà presente. Così, anche quando il giovane deve sorpassare ostacoli, l’accompagnatore è capace di dare un orientamento, una nuova prospettiva che diventa anche proposta attraente, al contrario del consumismo che non riesce a riempire il cuore. Amare i giovani porta a testimoniare con la vita e la parola che vale la pena andare avanti, che cosa sia il bene e il male, e che cos’è la felicità vera. Non c’è, infatti, gioia più grande per un educatore che vedere il giovane avere un rapporto personale con Gesù Cristo, diventare cosciente di poter dare anche lui liberamente la vita per gli altri così da diventare lui stesso un vero testimone e accompagnatore per gli altri. Dobbiamo quindi curare non solo i giovani ma anche le famiglie e le comunità perché esse siano sempre più disponibili ed entusiasmate da questa missione di mostrare Cristo e di camminare con Lui. Per questo motivo, a Barcellona, le giornate saranno scandite da momenti di preghiera e dalla celebrazione quotidiana dell’Eucaristia durante la quale si pregherà per le vocazioni (mercoledì 29) e per la famiglia (giovedì 30)”.

Simposio Ccee giovani: una veglia di preghiera dei giovani di Barcellona per i giovani di tutta l’Europa

Thu, 2017-03-16 15:33

I giovani spagnoli pregheranno per tutti i giovani europei. Si terrà una veglia di preghiera per i giovani dell’Europa nell’ambito del Simposio sui giovani che si svolgerà a Barcellona dal 28 al 31 marzo su iniziativa del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), in collaborazione con la Conferenza episcopale spagnola e l’arcidiocesi di Barcellona. Intitolato “Camminava con loro (Lc 24,15). Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo”, all’incontro parteciperanno circa 250 partecipanti tra vescovi, responsabili per la pastorale giovanile, scolastica, universitaria, vocazionale e della catechesi delle Conferenze episcopali in Europa. Nella serata di mercoledì 29 marzo alle ore 19.45 presso la Chiesa di Sant’Anna (Plazoleta de Santa Anna, 29 – 08002 Barcellona), i giovani del servizio diocesano di pastorale giovanile animeranno una veglia di preghiera. La veglia, che vuole essere un momento di preghiera per i giovani dell’Europa, prevede alcune testimonianze intercalate da momenti di adorazione e da canti. Al termine, i giovani animatori di Barcellona incontreranno i partecipanti in un momento di convivialità.

Diocesi: Rieti, mons. Pompili ai lavoratori Elexos, “resistere al male e all’ingiustizia facendo leva su se stessi, senza accontentarsi”

Thu, 2017-03-16 15:31

È stata celebrata ieri da monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, una messa con i lavoratori presso la Elexos, l’azienda nata nello stabilimento ex Schneider Electric dopo che la multinazionale francese ha scelto di portare altrove la produzione, che vede oggi impiegati 43 operai, tornati a lavoro dopo una lunga vertenza. “Un segnale positivo rispetto al problema della disoccupazione, che continua ad affliggere il territorio reatino”. A questa “possibilità di riscatto” si è rivolto il vescovo nell’omelia, rilevando che “tendiamo a essere dei brontoloni che si lamentano spesso, e talvolta giustamente, per le cose che non vanno, ma poi ci lasciamo andare alla realtà e finiamo per soccombere. “Una lamentazione non diventa mai azione, ma solo uno sfogo senza effetti anche perché intuiamo che ad andare fino in fondo dovremmo cambiare anche noi. E allora è più comodo buttarla in ‘caciara’. La colpa è sempre della controparte e noi si fa quel che si può”. Sullo sfondo la figura biblica di Geremia, che “suggerisce di resistere al male e all’ingiustizia facendo leva su se stessi, senza accomodarsi e senza accontentarsi”. “Il lavoro – ha ammesso il vescovo – è una questione scottante oggi. Come accade spesso, è introvabile. E quando c’è è a rischio. Non è solo una questione economica, ma tocca l’identità profonda della persona che è chiamata a fare la sua parte in questo mondo”. Di qui l’esortazione a “non vivacchiare”, ma a “lasciarci attrarre dal lavoro, che è il nostro modo di rendere migliore il mondo”.

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