Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 38 min ago

Mese di maggio: Tv2000, uno speciale palinsesto con appuntamenti quotidiani dedicati alla devozione mariana

Wed, 2017-05-03 16:22

Tv2000, nel mese dedicato a Maria, dedica un palinsesto speciale con appuntamenti quotidiani dedicati alla devozione mariana. La mattina si apre con tre momenti di preghiera dal santuario di Pompei: alle 6.30 “Buongiorno a Maria”, a cura di Pina Cataldo, a seguire la recita del Santo Rosario da Pompei con un secondo appuntamento in tarda serata.La preghiera mariana per eccellenza è recitata proprio nel santuario campano fondato dal beato Bartolo Longo, da cui alle 8.30 è trasmessa anche la diretta della Santa Messa. Da un’altra location della spiritualità mariana, il santuario di Nostra Signora di Lourdes, la recita quotidiana della preghiera “Regina Coeli” alle 11.55 e del Santo Rosario alle 18.
Lunedì 8 maggio Tv2000 dedica parte del palinsesto alla Festa della Madonna di Pompei con alle 8.30 la discesa e la venerazione del quadro della Beata Vergine del Rosario di Pompei; alle 10.30 la Santa Messa e alle 12.00 la recita della Supplica alla Madonna.
Anche Fatima sarà una delle protagoniste del palinsesto di maggio di Tv2000. Venerdì 12 e sabato 13 maggio maratona televisiva per il pellegrinaggio di Papa Francesco al santuario di Nostra Signora di Fatima in occasione del centenario delle apparizioni della Beata Vergine Maria alla “Cova da Iria” (12-13 maggio 2017). Dirette televisive in collaborazione con il Centro televisivo vaticano il 12 maggio dalle ore 16.55 fino alle 23 e il 13 maggio fino alla conferenza stampa del viaggio di ritorno, prevista alle 22.35 circa. Tutte le dirette saranno incorniciate dallo speciale de “Il diario di Papa Francesco”, con ospiti e commentatori in studio. A seguire, in seconda serata, un film di chiusura della giornata per rivedere e raccontare i momenti più significativi del pellegrinaggio di Francesco. Servizi e approfondimenti saranno curati dalla redazione giornalistica del Tg2000 nelle tre edizioni delle 12, 18.30 e 20.30. Alla figura della Madonna di Fatima sono dedicati il documentario “I misteri di Maria – Il cielo di Fatima”, in onda il 12 maggio alle 15.15 e alle 21.05, e il documentario “Fatima una storia nella Storia” di Ugo Bogotto sulla vita dei tre pastorelli portoghesi e sulle ripercussioni della vicenda nel contesto politico, sociale e cultura dell’Europa dell’epoca, in onda il 13 maggio alle 13.30 e alle 19. In prima serata il 13 maggio il film “Fatima” di Fabrizio Costa.

Incidenti: Taglioli (sindaco Vicopisano) su esplosione nella chiesa del Castellare, “stamattina la nostra comunità si è svegliata con una ferita aperta”

Wed, 2017-05-03 16:18

“Con la luce del giorno fa ancora più male vedere il chiesino del Castellare distrutto dall’esplosione di ieri sera. E guardare queste immagini ci fa sentire ancora più increduli e felici che le persone che si trovavano lì, al momento dell’incidente, siano tutte illese, tranne una, Massimo Perini, rimasta ferita. A lui vanno i nostri migliori auguri di una rapida guarigione”. Lo ha dichiarato oggi il sindaco di Vicopisano, Juri Taglioli, dopo i sopralluoghi sul Castellare, la mattina dopo l’esplosione e la distruzione del chiesino, come riporta “Toscana Oggi”. “La paura è stata davvero tanta – ha proseguito il sindaco -. Stamattina la nostra comunità si è svegliata con una ferita aperta, guardando in un punto, non trovando più quello che occhi e cuore stavano cercando. Insieme insieme ai tecnici del Comune e ai vigili del fuoco, ho effettuato una serie di sopralluoghi per tutta la mattina e le operazioni stanno continuando. Sto predisponendo il coordinamento tra Comune, Soprintendenza, Curia, Comitato del Castellare e parrocchia di San Giovanni per organizzare quanto prima un incontro e iniziare al più presto l’opera di ricostruzione”. Taglioli ha anche ringraziato, a nome dell’Amministrazione, “tutti i volontari che si sono spesi, stanotte e questa mattina, a sostegno dei vigili del fuoco e dei tecnici, e tutti i cittadini che, con generosità, ci stanno sommergendo di offerte di aiuto, di sostegno e di solidarietà”.

Incidenti: San Giovanni alla Vena, esplosione nella chiesa del Castellare

Wed, 2017-05-03 16:14

“Castellare brucia!”. Erano le 21 di ieri sera quando un catechista ha raggiunto per telefono don Giampaolo Manzin, parroco di San Giovanni alla Vena. Una fuga di gas nei locali attigui alla chiesa aveva da poco provocato un’esplosione. Sventrando il piccolo oratorio di Santa Croce in Castellare. La notizia è rilanciata da “Toscana Oggi”. Lì, in questo fine settimana “avremmo celebrato la festa della Santa Croce in Castellare – racconta il parroco – scortando con una fiaccolata una reliquia della Santa Croce abitualmente conservata nella chiesa parrocchiale”. Una festa, questa, capace di calamitare migliaia di persone anche dai paesi vicini. “L’oratorio, alla sera, è illuminato – prosegue -. E a esso si rivolgono, anche solo per una preghiera, tante persone di San Giovanni alla Vena, Calcinaia, Fornacette, Bientina che, affacciandosi alla finestra o dal balcone della loro casa, vedono questa chiesa, posta a 190 metri di altezza”.
Ieri sera, un gruppo di persone era salita in jeep in Castellare. E stava preparando tutto il necessario per accogliere, la sera di sabato prossimo, i partecipanti alla fiaccolata. Uno del “comitato” si è accorto della fuga di gas ed ha invitato gli altri ad allontanarsi. “Ha fatto appena in tempo a chiudere la bombola del gas, che una violenta esplosione ha distrutto la chiesa”. In salvo, miracolosamente, la copia del Crocifisso di Tedice, “con il quale, nel maggio di due anni fa, sostituimmo il quadro dell’Ultima Cena. Un’opera del nostro compaesano Stefano Ghezzani. La porteremo con noi, nella chiesa parrocchiale, a memoria di una tragica fatalità. È anche guardando quel crocifisso che troveremo la forza per ricostruire l’oratorio”.

Ong e salvataggi: missionari scalabriniani, “portare le prove, non giocare con le vite umane”

Wed, 2017-05-03 16:06

“L’urgenza è portare le prove, non giocare con le vite umane”: lo ribadiscono oggi i missionari scalabriniani a proposito del presunto rapporto tra ong e trafficanti di uomini e relativi “schieramenti faziosi e con espliciti secondi fini”. “Siamo consapevoli che vi siano differenze tra le diverse organizzazioni che operano nel Mediterraneo nel salvataggio di vite umane, ma se qualcuno prefigura per alcune un reato, ossia il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, occorrono prove, non prese di posizione ideologiche”, ha affermato padre Gianni Borin, superiore dei missionari scalabriniani operanti in Europa ed Africa. “Oggi che la comunicazione viaggia a velocità supersonica e sui social media ognuno può arrogarsi il diritto di esprimersi su qualsiasi avvenimento, è necessario vigilare ancora di più sulla veridicità dei fatti contro il fenomeno in aumento delle fake news”, ha aggiunto padre Borin, ricordando che tra le varie Ong che operano nel Mediterraneo “in queste ore difficili e sotto il tiro mediatico e politico” vi sono “i giovani della Jugend Rettet di Berlino, partiti con un fundraising dal basso per realizzare l’impresa”. “Le accuse alle organizzazioni, rispedite finora al mittente dalle ong interpellate, dovrebbero invece scuotere la politica e provocare un serio dibattito legislativo sul tema della mobilità umana”, sottolinea. I missionari scalabriniani ribadiscono perciò “la priorità di creare corridoi umanitari per frenare il reale traffico di esseri umani che avviene ben prima delle coste nordafricane” ma esprimono “sconcerto per il perdurare del silenzio dell’Ue sul tema migratorio”.

Segreteria per la Comunicazione: on line il sito istituzionale. Mons. Viganò, “non è il portale d’informazione della Santa Sede”

Wed, 2017-05-03 15:55

“Una pagina web di servizio”. Così monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, presenta al Sir il sito istituzionale del Dicastero, lanciato oggi in occasione della prima plenaria. Comunicazione.va, spiega il prefetto, è “un piccolo sito web di presentazione del Dicastero, in cui è facile reperire tutte le informazioni che riguardano la Segreteria: il Motu Proprio di Papa Francesco con cui è stata istituita, lo Statuto, la struttura, gli interventi. Nella home page vengono anche elencati gli enti coinvolti nella riforma dei media vaticani”. Insomma, prosegue Viganò, “è un piccolo strumento che permette di avere dei riferimenti certi in questa fase di transizione. Si sa che in un passaggio ci possono essere problemi di conoscenza. Ecco, questo mini-sito vuole essere una prima risposta a chi avesse difficoltà a trovare contatti e informazioni”. Una pagina web, puntualizza Viganò, “da non confondere, però, con il portale d’informazione della Santa Sede che vedrà la luce nei prossimi mesi”.

Cooperazione: We World, in Africa il nodo è la salute materno-infantile

Wed, 2017-05-03 15:52

(DIRE-SIR) – È la salute materno-infantile, con il nodo della malnutrizione, la dimensione più critica per l’Africa subsahariana: lo spiega alla Dire Marco Chiesara, presidente di We World, intervistato a margine della presentazione di un rapporto della onlus dedicato ai diritti delle bambine, dei bambini e delle donne in 170 Paesi. “Nell’Africa subsahariana sono concentrati i Paesi più in basso nella classifica pubblicata oggi” sottolinea Chiesara: “La dimensione più critica da tenere presente negli interventi di cooperazione è quella della salute materno-infantile, che va affrontata subito”. Secondo il presidente di We World, “per contrastare il fenomeno bisogna intervenire entro il secondo anno altrimenti gli effetti diventano irreversibili”. Nel rapporto i Paesi subsahariani occupano molti dei posti più bassi in graduatoria. Ultima la Repubblica Centrafricana, ostaggio delle violenze culminate nel 2013 nella caduta del presidente Francois Bozizé.

(www.dire.it)

Cultura: Milano, Piccolo Teatro e Casa della carità. Torna il Souq Film Festival per “celebrare la ricchezza della diversità”

Wed, 2017-05-03 15:50

Torna al Piccolo Teatro di Milano dal 10 al 12 novembre il Souq Film Festival, concorso internazionale di cortometraggi promosso dal Centro Studi Souq della Casa della carità. Le iscrizioni alla sesta edizione della rassegna cinematografica sono ufficialmente aperte, e al concorso potranno prendere parte registi di tutto il mondo, che avranno l’opportunità di cimentarsi nelle due categorie: quella della fiction e quella del documentario. Il festival, realizzato dal Centro studi sulla sofferenza urbana della Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, è nato nel 2012 e in questi cinque anni ha visto la partecipazione di oltre 150 pellicole firmate da registi di 40 diversi Paesi. “Celebrare la ricchezza della diversità, valorizzando una cultura di comprensione reciproca, inclusione e coesione sociale – si legge in una nota -. È questo lo spirito che anima l’evento: raccontare le città del mondo e i loro abitanti, i problemi che li accomunano e i modi per superarli, promuovendo diritti e cittadinanza”. Anche per la sua sesta edizione, il festival tornerà al chiostro “Nina Vinchi” del Piccolo Teatro Grassi. Si può accedere al concorso tramite il sito del Festival (www.souqfilmfestival.org), dove è anche possibile visionare il regolamento, mentre dopo l’estate verrà fornita la lista completa dei cortometraggi selezionati.

Minori: We World Index. Zampa: Italia solo sufficiente, grave in Ue

Wed, 2017-05-03 15:45

(DIRE-SIR) – “Ci prendiamo solo la sufficienza, ed è grave perchè siamo uno dei Paesi fondatori dell’Europa, l’area del mondo dove la situazione è migliore”: lo ha detto oggi Sandra Zampa, vice-presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, intervenendo a Roma alla presentazione del rapporto We World Index sui diritti dei bambini e delle donne. “Tra il 2015 e il 2017 non siamo né peggiorati né migliorati”, ha evidenziato la deputata. “Siamo al 21° posto e allora la distanza tra noi e la Norvegia resta grandissima; se volessimo raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030 dovremmo fare uno sforzo doppio assumendo decisioni importanti”. Secondo Zampa, però, la politica italiana si sta muovendo. Decisive in questa prospettiva le indagini condotte dalla Bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza già nel 2013. “Sulla povertà dei bambini è stato consegnato un documento, del quale sono stata relatrice, pieno di preoccupazione”, sottolinea la vice-presidente della Commissione. “L’Italia è come minimo due Paesi, con differenze accentuate tra le diverse regioni; pesano poi il calo della spesa pubblica destinata all’educazione, un fenomeno del quale il parlamento si e’ occupato, e perfino la diminuzione dei tassi di iscrizione alle scuole primarie”. Arrestare la deriva, allora, e poi invertire la tendenza. “Il We World Index ci dice che il trend in calo si è interrotto e soprattutto sono stati appena adottati provvedimenti in grado in prospettiva di permettere di ridurre le distanze”, sottolinea Zampa. Convinta che tra le misure di rilievo figuri la delega sulla povertà, anche educativa, adottata dal governo con il sostegno delle fondazioni bancarie. A rilevarsi incisivo, aggiunge la vice-presidente della Commissione, potrebbe essere poi il decreto 0-6 anni: “Non è stato ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale ma i suoi effetti si faranno sentire nel tempo”.

(www.dire.it)

Bolivia: i vescovi denunciano clima di “violenza e insicurezza nelle città”. Difesa del “diritto alla vita”

Wed, 2017-05-03 15:31

I vescovi boliviani, riuniti nella loro 103ª Assemblea ordinaria a Cochabamba, hanno diffuso ieri, a conclusione dei lavori, un messaggio finale nel quale trattano diversi temi di attualità ecclesiale e sociale. In particolare, dopo aver espresso la gioia per la Visita ad Limina che si terrà il prossimo settembre e vicinanza e solidarietà al popolo venezuelano, i vescovi denunciano il crescente clima di “violenza e insicurezza nelle città”. Tra i vari casi, vengono citate le “pandillas”, vere e proprie bande armate urbane diffuse in vari Paesi dell’America Latina, “i morti sulle strade, i femminicidi, la sofferenza di tante donne per gli aborti e altri fatti dolorosi. Non ci stanchiamo di annunciare con Cristo Risorto i valori del rispetto della vita e il senso di responsabilità che un’autentica convivenza umana chiede a ciascun cittadino”.
Nel messaggio si ribadisce ancora una volta la propria contrarietà e inquietudine per “l’avanzare della cultura di morte e dello scarto” che sta sotto alla legge di riforma del Codice penale, attualmente in discussione nel Parlamento plurinazionale. Riforma che prevede l’introduzione dell’aborto in diversi casi, compreso quello di povertà estrema della madre. Secondo i vescovi “il diritto alla vita è in linea con la nostra Costituzione, con i valori dei popoli indigeni e del Vangelo. Di fronte a coloro che non vogliono accettare una vita che inizia lo Stato può offrire la protezione di queste vite e un’altra famiglia”. Ancora, le imminenti elezioni giudiziarie sono “un’opportunità per riscattare l’amministrazione della giustizia nel paese. Il nostro popolo, stanco per un sistema corrotto, lo sta chiedendo”.

Diocesi: mons. Pennisi (Monreale), “odio, orgoglio, prepotenza, vendetta e intolleranza derivano dalla mancanza di speranza”

Wed, 2017-05-03 15:12

“Non bisogna vergognarsi di raccontare alle giovani generazioni questa verità: è attraverso il sacrificio della Croce che Gesù ha raggiunto la vittoria della resurrezione. Continuare a togliere dalla vista dei giovani il Crocifisso significa privarli della certezza che solo prendendo ogni giorno la propria croce dietro a Gesù possiamo aprirci alla speranza”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, presiedendo nella chiesa della Collegiata la celebrazione eucaristica per la festa del SS. Crocifisso. “L’odio, l’orgoglio, la prepotenza, la vendetta, l’intolleranza, che sono all’origine di ogni atto di violenza terroristica o mafiosa, derivano dalla mancanza di speranza”, ha proseguito Pennisi, osservando che “i terroristi e gli appartenenti alle varie mafie sono persone tristi, senza futuro, che vogliono uccidere la speranza di un mondo rinnovato dal messaggio di amore, di misericordia e di perdono che deriva da Cristo Crocifisso”. “Il Crocifisso non può essere strappato, prima che dalle mura delle nostre scuole o degli edifici pubblici, dal nostro cuore”, ha aggiunto l’arcivescovo, invitando a pregare “perché possiamo essere sempre veri devoti di Gesù Cristo Crocifisso per aiutare il mondo ad uscire da questo degrado terribile di umanità cui sembra condannarsi, nella misura in cui rifiuta l’immagine stessa del Salvatore Crocifisso e Risorto”.

Immigrazione: don Colmegna sui controlli in Centrale a Milano. “Sistema di accoglienza non funziona” e “abbiamo bisogno di stranieri”

Wed, 2017-05-03 15:01

“I controlli avvenuti ieri nei pressi della Stazione Centrale, le modalità con cui sono stati realizzati e le persone che ne sono state oggetto ci spingono a interrogarci come Casa della carità”. Lo dichiara don Virginio Colmegna, all’indomani del servizio straordinario di prevenzione e controllo della Polizia avvenuto a Milano nella Stazione Centrale. “A fronte dei risultati finora resi pubblici – ha aggiunto don Colmegna – ci chiediamo: questo dispiegamento di forze che cosa ci dice? Ci conferma qualcosa che già sapevamo, ovvero che il sistema di accoglienza per richiedenti asilo, nonostante gli sforzi di Milano, non funziona come dovrebbe e a farne le spese sono, innanzitutto, i cittadini stranieri, ma anche l’intera collettività a causa di degrado, insicurezza e scarsa coesione sociale. Ci dice anche che le risorse pubbliche potrebbero essere utilizzate in maniera diversa per risolvere questo problema”. Secondo il presidente della Casa della carità è importante che la marcia del 20 maggio “sia un momento che serva a ragionare anche su queste dinamiche, a cominciare dalla normativa Bossi-Fini che è urgente cambiare, come chiediamo con ‘Ero Straniero – L’umanità che fa bene'”.
Il riferimento è alla campagna promossa dalla Casa della carità insieme a Radicali Italiani, Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cnca e A Buon Diritto alla quale stanno aderendo molte realtà impegnate sul fronte dell’immigrazione, tra cui Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. “Il nostro Paese – ha concluso don Colmegna – ha bisogno di cittadini stranieri, sia a livello demografico che occupazionale”.

Polonia: riunione Consiglio permanente dell’episcopato. Verso un documento sulle unioni “non sacramentali”

Wed, 2017-05-03 14:53

La pastorale degli sposi e delle famiglie è stato il tema principale del Consiglio permanente dei vescovi polacchi riunitosi martedì 2 maggio a Jasna Gora. L’incontro, come da tradizione ormai consolidata, si è svolto alla vigilia della festa nazionale dedicata alla Vergine Maria Regina della Polonia. Al termine della riunione, monsignor Jan Watroba, a capo del Consiglio per la famiglia dell’episcopato polacco, ha sottolineato che in conformità all’esortazione “Amoris laetitia” i vescovi intendono elaborare nei prossimi mesi un documento relativo alla pastorale coniugale e al discernimento e l’accompagnamento delle persone che vivono un legame non sacramentale. “Tutta la prassi pastorale deve essere riorganizzata per testimoniare nei confronti di quelle persone l’amore e la sollecitudine della Chiesa”, ha rimarcato il presule. Inoltre, i vescovi hanno esaminato l’attuale situazione socio-politica in Polonia, in relazione al recente documento sul patriottismo, considerato di grande rilevanza da parte di molti esponenti della società civile. Hanno poi ascoltato il resoconto del viaggio a Medjugorje dell’inviato speciale di Papa Francesco, mons. Henryk Hoser, che considera “pienamente valido” il culto mariano esercitato nella cittadina della Bosnia-Erzegovina, “a prescindere da un riconoscimento ufficiale” da parte della Chiesa delle presunte apparizioni della Vergine.

Brexit: Ue, mandato negoziale alla Commissione. Barnier, “Regno Unito rispetti gli impegni presi”

Wed, 2017-05-03 14:36

(Bruxelles) La Commissione europea, che condurrà i negoziati per conto dell’Ue per l’uscita del Regno Unito dalla “casa comune”, conferma che ci saranno “due fasi” nelle trattative: prima il “divorzio”, ovvero il “recesso ordinato” di Londra, poi una nuova fase negoziale per stabile le relazioni futuro tra l’isola e i 27. La conferma viene oggi dalla raccomandazione sull’avvio dei negoziati a norma dell’articolo 50, presentata dal negoziatore Michel Barnier, “che comprende un progetto di direttive di negoziato”. Tale “mandato giuridico” a condurre le trattative “fa seguito agli orientamenti politici adottati sabato dal Consiglio europeo”. Le direttive di negoziato “riguardano 4 ambiti principali”. La “prima priorità negoziale è salvaguardare lo status e i diritti dei cittadini, siano essi cittadini dell’Ue a 27 nel Regno Unito o cittadini britannici nell’Ue a 27, e dei relativi familiari”. La raccomandazione della Commissione è inoltre chiara nell’affermare che “il passaggio alla seconda fase dei negoziati è subordinato al raggiungimento di un accordo sui principi della liquidazione finanziaria”. Altri temi delicati sono i rapporti sulle due Irlanda e il mercato unico. Barnier ha spiegato: “Non appena il Regno Unito sarà pronto”, ovvero dopo le elezioni dell’8 giugno, “inizieremo a negoziare in modo costruttivo”. Quindi ha aggiunto: “Noi chiediamo al Regno Unito di saldare il conto. Gli impegni finanziari che sono stati assunti” da Londra devono essere rispettati.

Comece: su Europeinfos “il rompicapo della difesa” e le iniziative pro-Europa nate negli ultimi mesi

Wed, 2017-05-03 14:35

(Bruxelles) “Bisogna accettare che la lotta contro le minacce fisiche esterne contro l’Europa sia appannaggio della Nato, mentre l’Ue concentra gli sforzi su strumenti quali la diplomazia, l’informazione e strategie economiche. Lo strumento militare serve a rafforzare la capacità della politica di sicurezza e di difesa comune sostenendo sicurezza e sviluppo”, “aldilà dei nostri confini”: questa l’analisi sintetica sulla strategia di difesa dell’Ue che il generale di brigata Heinz Krieb delinea sul numero di maggio di Europeinfos, mensile della Commissione degli episcopati della comunità europea (Comece), che ritorna sul tema della difesa già affrontato ad aprile. Secondo Krieb, “il rompicapo della difesa è cercare di raggiungere l’ambizione politica dell’Ue (proteggere l’Europa e i suoi cittadini) nel rispetto dei limiti operativi del Trattato di Maastricht e degli obblighi degli Stati membri nel quadro della Nato”. Qualsiasi saranno gli esiti delle discussioni in corso anche sulla “cooperazione strutturata e permanente” (Pesco), è chiaro che “l’Europa deve contrastare le minacce in evoluzione fin dal loro inizio e non aspettare che si manifestino all’interno delle nostre frontiere”, scrive Krieb. Su Europeinfos anche un’analisi critica del Regolamento Ue sull’approvvigionamento responsabile dei minerali appena varato e una rassegna delle iniziative pro-Europa nate negli ultimi mesi, “annunciatrici di un rinnovamento europeo” (www.europe-infos.eu).

Mediterraneo: Festival Sabir, Acli e Caritas organizzano incontri su migranti, sfruttamento lavorativo e agricoltura

Wed, 2017-05-03 14:18

Migranti e vie legali di accesso in Europa, lo sfruttamento lavorativo e la “filiera sporca” nell’agricoltura, il diritto al lavoro dignitoso: sono alcuni dei temi su cui porteranno il proprio contributo Caritas internationalis, Caritas italiana e Acli, durante la terza edizione del Festival diffuso delle culture mediterranee che quest’anno si svolgerà a Siracusa dall’11 al 13 maggio, promosso dall’Arci con la collaborazione di Asgi, A Buon diritto, Carta di Roma e Cgil. L’evento è stato presentato oggi a Roma. Nella tre giorni di incontri aperti alla città si alterneranno seminari formativi, laboratori, spettacoli e iniziative culturali, in particolare sul rapporto tra immigrazione e cooperazione allo sviluppo e il processo di esternalizzazione delle frontiere nei Paesi africani. Caritas internationalis allestirà presso la Camera di commercio di Siracusa una mostra fotografica sul lavoro dignitoso insieme all’organizzazione francese Ressources humaines sans frontierès. Anche Migrantes Siracusa allestirà la mostra dell’artista tunisino Ramzi Harrabi “Uprooted” nel cortile dell’assessorato alla cultura, “per sensibilizzare le comunità al tema della migrazione”. L’11 maggio (14.30) Caritas e Acli organizzano un seminario sulla “filiera sporca” nell’agricoltura e il 12 maggio (ore 9.30) un incontro sulle vie legali di accesso (corridoi umanitari, reinsediamenti, quote di accesso per lavoro e visti umanitari). Tra i relatori Oliviero Forti di Caritas italiana, Daniela Pompei della Comunità di Sant’Egidio, Regina Catambrone del Moas, padre Mosè Zerai dell’agenzia Habeshia. “Salvare vite umane non è reato, è reato non farlo – ha detto Antonio Russo delle Acli, durante la conferenza stampa di oggi -. La nostra scelta di dedicare Sabir a chi salva vite in mare nasce da gratitudine. Se vogliamo combattere davvero i trafficanti dobbiamo promuovere serie politiche di accoglienza, altrimenti si alimenta la macchina del fango e del sospetto”. Russo ha concluso con una proposta: “Visto che ci sono perplessità così forti, ogni Stato europeo metta a disposizione una nave per la ricerca e il soccorso in mare”.

Morte Dj Fabo: p. Bebber (Aris) su richiesta archiviazione per Cappato, “frutto di società edonistica. Dignità della vita non viene mai meno”

Wed, 2017-05-03 14:10

“Non possiamo accettare una richiesta frutto di una società edonistica, di quel degrado che vorrebbe far prevalere la cultura della morte sulla cultura della vita che noi continueremo a promuovere e sostenere in ogni situazione”. Non usa mezzi termini padre Virginio Bebber, presidente dell’Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari), commentando al Sir la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Milano per Marco Cappato, indagato per aiuto al suicidio in relazione alla morte in Svizzera, lo scorso 27 febbraio, di Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo. La parola passa ora al Gip che potrà accogliere o respingere tale richiesta. “Questo è solo un primo passaggio – precisa p. Bebber – ma costituisce una doppia forzatura. Lo Stato non può rinunciare alle proprie competenze. Se esistono delle leggi occorre osservarle: perché dovremmo consegnarci solo in mano ai giudici?”. Inoltre, secondo il presidente dell’Aris, la richiesta della Procura milanese tenta di creare un clima favorevole ad aperture eutanasiche “nell’errato presupposto che la vita quando non sia più ‘piena’ ed ‘efficiente’ non sia più meritevole di essere vissuta”. “La vita – ribadisce – non è mai ‘indegna’, è sempre dono, la dignità non viene mai meno. Se il malato in fin di vita si sente un peso, è chiaro che desidera morire, ma se si sente accompagnato e sostenuto con amore le cose cambiano”. Di qui, conclude, il “nostro compito di istituzioni sanitarie cattoliche – e lo facciamo da sempre – di accompagnare con amore questi fratelli sofferenti verso la morte, perché la affrontino non nella sofferenza e nella paura ma nella maniera più umana possibile”.

Mediterraneo: Festival Sabir, a Siracusa dall’11 al 13 maggio edizione “dedicata alle Ong che salvano vite in mare”

Wed, 2017-05-03 14:08

Sarà dedicato alle Ong che fanno salvataggi in mare – “al posto dei governi che dovrebbero far entrare le persone in sicurezza” – la terza edizione del Festival diffuso delle culture mediterranee che quest’anno si svolgerà a Siracusa dall’11 al 13 maggio, promosso dall’Arci insieme ad Acli e Caritas italiana, con la collaborazione di Asgi, A Buon diritto, Carta di Roma e Cgil. Il “dibattito surreale e assurdo sul ruolo delle Ong”, come lo ha definito Filippo Miraglia, vicepresidente nazionale Arci, ha fatto da sfondo alla presentazione oggi a Roma del Festival Sabir. “Chi ha orchestrato la campagna ha già ottenuto il risultato di screditare le associazioni che operano nel campo dell’accoglienza e del salvataggio di vite umane – ha osservato Miraglia – e gli effetti purtroppo li vedremo nel lungo periodo”. Nelle precedenti edizioni il Festival Sabir (“sabir” era una lingua franca era parlata nei porti del Mediterraneo) si è svolto a Lampedusa e Pozzallo, quest’anno è stata scelta Siracusa “perché è una delle città che ha accolto più persone sbarcate dalle navi e più minori non accompagnati nelle strutture di accoglienza”, ha precisato.

Giovanni Maria Bellu, giornalista e presidente dell’associazione “Carta di Roma” che vigila sull’applicazione del codice deontologico sul tema migrazioni, ha fatto notare come la polemica montata ad arte contro le Ong sia “da studiare: stiamo assistendo alla formazione del pregiudizio attraverso l’affinamento del discorso razzista. Nella propaganda razzista non ci si può spingere fino al punto di dire ‘lasciamoli morire in mare’ ma si può delegittimare chi li salva”. Loris De Filippi, presidente di Medici senza frontiere, ha descritto “danni molto gravi ai concetti di solidarietà, altruismo e compassione generati da questa strumentalizzazione politica: sui social siamo sommersi da una valanga di insulti bruttissimi, questo ci fa capire che purtroppo il cinismo è entrato nella nostra società e i 5.000 morti l’anno in mare, pari ad una guerra a media intensità, non contano più”. De Filippi ha invitato l’intero mondo della solidarietà a reagire “in maniera molto compatta per far fronte ad una battaglia culturale che sta impoverendo il Paese”.

Siria: Mfs, “incursione di uomini armati negli ospedali di Ghouta Est. Costretti a sospendere sostegno medico alle strutture”

Wed, 2017-05-03 13:59

“Nessuna arma o persona armata può entrare all’interno delle strutture mediche; i pazienti devono essere considerati al di fuori del conflitto e tutte le parti devono prendere le giuste precauzioni per evitare attacchi diretti all’azione medica; il trasporto di feriti e altri pazienti, indipendentemente dalla loro identità, e la libera circolazione delle ambulanze, devono essere consentiti e facilitati; le strutture mediche, i loro beni, le attrezzature e le ambulanze non devono mai essere utilizzati per scopi militari; quando necessaria, l’evacuazione dei pazienti e dei medici in una zona più sicura deve essere garantita”. Sono le richieste che Medici senza Frontiere (Msf) lancia ai gruppi armati nella zona di Ghouta Est, nelle periferie assediate di Damasco, dopo che quest’ultime avrebbero attaccato, il 29 aprile, alcune strutture sanitarie supportate dall’organizzazione medico-umanitaria, provocando di fatto la sospensione del supporto medico. Secondo quanto riportato dai medici che Msf sostiene nell’area “i gruppi armati non hanno mostrato assolutamente alcuna considerazione per lo status di protezione di cui devono godere pazienti, strutture mediche e operatori sanitari. Il 29 aprile, circa 30 uomini armati e col volto coperto hanno fatto irruzione nell’ospedale Hazzeh per cercare specifici pazienti feriti e hanno sequestrato l’ambulanza dell’ospedale”.
Situazione analoga nel centro medico di Aftares ripetutamente bersagliato da proiettili. La zona rurale di Ghouta Est, nei pressi di Damasco, è assediata dalle forze governative siriane fin dai primi mesi del 2013. Msf fornisce sostegno da remoto alla maggior parte delle strutture sanitarie della zona e ha costruito un forte legame con i medici, aiutandoli a mantenere uno spazio per fornire cure mediche imparziali, dando loro assistenza medica sia tecnica sia materiale. “A nome dei medici che sosteniamo, Msf condanna fermamente l’incursione armata nelle strutture sanitarie da parte di persone col volto coperto, l’intimidazione degli operatori sanitari e il sequestro di un’ambulanza”, dichiara Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di Msf. “Gli spazi medici sono protetti dal diritto internazionale e devono rimanere un luogo di umanità, trattando tutti – civili e non – esclusivamente sulla base dei loro bisogni medici. Faremo sentire la nostra voce per difendere la natura protetta di questi spazi e sottolineare la necessità di dare priorità alla salvaguardia dei pazienti e del personale medico”.

Migranti: Aimetti (Rete civica sindaci), “l’accoglienza diffusa è la chiave vincente”

Wed, 2017-05-03 13:35

“A papa Francesco ho portato il saluto delle nostre comunità, le sue parole sono state la scintilla che in tanti di noi hanno innescato quest’impegno per i rifugiati”. A parlare al Sir è Silvio Aimetti, sindaco di Comerio e portavoce della Rete civica dei sindaci per l’accoglienza, che riunisce una trentina di Comuni della provincia di Varese , rappresentativi di un terzo della popolazione. Bergoglio, oggi, ha citato la Rete nei saluti al termine dell’udienza generale. “Molti di noi – rimarca Aimetti – si sono attivati proprio dopo l’appello all’accoglienza di papa Francesco nel settembre 2015, taluni anche a livello personale, per dare un esempio”. La Rete tra i sindaci del territorio sensibili alla questione è nata un paio di anni fa “per condividere buone prassi e promuovere progetti di accoglienza diffusa”, con piccoli gruppi “in modo che possano imparare l’italiano, svolgere lavori socialmente utili e integrarsi nelle comunità”.
A Comerio ci sono 8 richiedenti asilo su 2.900 abitanti e “vanno nelle scuole a raccontare la loro storia. Poi fanno lavori di pubblica utilità: ad esempio, portano a casa dagli anziani i libri della biblioteca comunale chiesti in prestito, oppure mantengono pulita la piazza”. Il sindaco sottolinea l’importanza “di fare rete e diffondere una cultura dell’accoglienza”, convinto che proprio “l’accoglienza diffusa sia la chiave vincente: se nei 139 Comuni della provincia di Varese si accogliessero 2 migranti ogni mille abitanti, non ci sarebbero problemi di affollamento e l’integrazione funzionerebbe”. A riprova del successo della formula “nel mio Comune – prosegue Aimetti – due migranti accolti durante la loro richiesta di asilo oggi, terminato il percorso, hanno trovato un lavoro fisso, contribuendo così con le loro tasse al welfare italiano”. La Rete poi, lavora “a stretto contatto con la Caritas ambrosiana e anche con le altre confessioni religiose, sensibilizzando all’accoglienza le realtà ecclesiali anche dove non c’è un progetto da parte del Comune”.

Ballottaggio Macron/Le Pen: mons. Pontier (Cef), “Chiesa non si schiera” e invita i cattolici ad andare a votare

Wed, 2017-05-03 13:06

Il presidente della Conferenza dei vescovi francesi (Cef), mons. Georges Pontier, ribadisce oggi che “il ruolo della Chiesa non è quello di schierarsi per l’uno o l’altro candidato, ma di ricordare a ciascun elettore ciò che la nostra fede ci chiede di tenere in conto” e invita i cattolici a non disertare le urne e a non optare per la scheda bianca, ma di esercitare “la propria responsabilità di cittadini”. In una intervista pubblicata oggi sul sito della Conferenza episcopale francese e rilanciata dal Sir, mons. Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente dei vescovi francesi, risponde alle “critiche” – così si legge nella domanda – di chi si attendeva dalla Chiesa cattolica un più chiaro orientamento al voto. Mons. Pontier parla di “un clima isterico” e osserva come in un contesto simile, la Chiesa sceglie piuttosto di favorire la riflessione e il discernimento ricordando “i criteri” che devono guidare i cattolici alla scelta del candidato: il rispetto della dignità di ogni persona umana, l’accoglienza dell’altro anche se diverso, l’importanza della famiglia e della filiazione, l’apertura al mondo, la giusta distribuzione delle ricchezze, l’accesso al lavoro, alla casa. “Nessun programma – osserva l’arcivescovo – soddisfa tutti questi criteri. Spetta pertanto a ciascuno, alla luce del Vangelo, esercitare la propria considerazione e votare secondo coscienza”.
Il presidente dei vescovi francesi invita i cattolici ad andare a votare domenica prossima. “Anche se è comprensibile la tentazione di astenersi come espressione di una grande insoddisfazione, mi sembra importante continuare ad esercitare la propria responsabilità di cittadini. Astenersi può favorire l’elezione di un candidato” e “in una democrazia, il nostro voto conta”. Rispetto alla situazione politica, “la posizione della Conferenza episcopale di Francia – confessa mons. Pontier – non è semplice. Sarebbe più facile dare una consegna di voto” ma è “da 45 anni che i vescovi si rifiutano di farlo”. L’invito della Chiesa oggi è quello di abbassare i toni “delle invettive e degli atteggiamenti. L’ingiuria, la deformazione, la strumentalizzazione delle proposte non sono degni del dibattitto”. L’arcivescovo conclude proponendo una riflessione: “Sarebbe utile che i politici si interroghino per capire come siamo arrivati a questa situazione inedita per cui più del 40% dei francesi al primo turno hanno votato per gli estremi”.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie