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Updated: 27 min 12 sec ago

Papa Francesco: udienza, “sono tante, anche oggi, le madri che piangono”

Wed, 2017-01-04 11:16

“Sono tante, anche oggi, le madri che piangono, che non si rassegnano alla perdita di un figlio, inconsolabili davanti a una morte impossibile da accettare”. Nell’udienza di oggi, il Papa ha fatto della figura biblica di Rachele l’emblema della madre. Per Francesco, infatti, “Rachele racchiude in sé il dolore di tutte le madri del mondo, di ogni tempo e le lacrime di ogni essere umano che piange perdite irreparabili”. “Questo rifiuto di Rachele che non vuole essere consolata ci insegna anche quanta delicatezza ci viene chiesta davanti al dolore altrui”, ha proseguito il Papa, secondo il quale “per parlare di speranza a chi è disperato, bisogna condividere la sua disperazione; per asciugare una lacrima dal volto di chi soffre, bisogna unire al suo il nostro pianto. Solo così le nostre parole possono essere realmente capaci di dare un po’ di speranza”. “E se non posso parlare così – ha aggiunto a braccio – col pianto, col dolore, meglio il silenzio: le carezze, il gesto e niente parole”.

Papa Francesco: udienza, davanti a perdita dei figli una madre “non può accettare parole o gesti di consolazione”

Wed, 2017-01-04 11:11

“Davanti alla tragedia della perdita dei figli, una madre non può accettare parole o gesti di consolazione, che sono sempre inadeguati, mai capaci di lenire il dolore di una ferita che non può e non vuole essere rimarginata. Un dolore proporzionale all’amore”. Lo ha detto il Papa, che ha dedicato la prima udienza generale del 2017 a Rachele, “una figura di donna che ci parla della speranza vissuta nel pianto”, sposa di Giacobbe e madre di Giuseppe e Beniamino, morta nel dare alla luce il suo secondogenito. “Ogni madre sa tutto questo”, ha proseguito il Papa. Per Francesco, “Rachele racchiude in sé il dolore di tutte le madri del mondo, di ogni tempo, e le lacrime di ogni essere umano che piange perdite irreparabili”. “Il profeta Geremia fa riferimento a Rachele rivolgendosi agli Israeliti in esilio per consolarli, con parole piene di emozione e di poesia”, ha ricordato il Papa, “cioè prende il pianto di Rachele ma dà speranza”, ha aggiunto a braccio. Rachele, così come viene descritta dal profeta Geremia, che la rappresenta “come viva a Rama, lì dove si radunavano i deportati, piange per i figli che in un certo senso sono morti andando in esilio; figli che, come lei stessa dice, non sono più, sono scomparsi per sempre”. “E per questo Rachele non vuole essere consolata”, ha spiegato il Papa: “Questo suo rifiuto esprime la profondità del suo dolore e l’amarezza del suo pianto”.

Diocesi: mons. Tessarollo (Chioggia), “si faccia strada il modo di pensare e di operare ispirato alla ‘nonviolenza’”

Wed, 2017-01-04 11:05

“Da tanto tempo sentiamo qualche notizia della Siria e vediamo qualche immagine delle violenze che qui la popolazione subisce, specie in quella che fu la città di Aleppo, ma anche in altre città della Siria, per non parlare dell’Iraq”. Lo scrive il vescovo di Chioggia, mons. Adriano Tessarollo, sul numero in uscita del settimanale diocesano “Nuova Scintilla”. Ricordando la storia di quelle terre, il presule osserva: “Quante invasioni, assedi, distruzioni, deportazioni, quante stragi di popolazioni inermi coinvolte in tragedie causate da sete di dominio, di potere e di denaro di alcuni che poi la storia ci ha consegnato come grandi condottieri o imperatori. E tutti a dire o a scrivere che sono andati o vanno a portare la civiltà, il progresso, la democrazia o per altre ragioni, salvo a dire quelle vere. Tante, troppe volte quelle popolazioni sono state schiavizzate da sovrani despoti e senza rispetto per la libertà e dignità dei popoli da loro governati!”.
“Anche la distruzione di Aleppo, e non solo – sottolinea il vescovo -, passerà alla storia come una delle tante distruzioni di intere città. La fuga e la deportazione della popolazione passerà alla storia come una delle tante fughe o deportazioni di gente dalle loro città. Occorre dire che quello che accadeva allora era piccola cosa rispetto a quanto sta accadendo oggi”. Infatti, “il progresso tecnologico ha reso ancora più crudeli e generali le distruzioni, le stragi ‘chirurgiche’ (?) di persone e città. E tutto ciò accade sotto gli occhi di tutto il mondo, come se si trattasse di un spettacolo da offrire a tutti, senza che nessuno (o pochi) ne rimangano sdegnati”. E, prosegue, “continuano a tener la scena pubblica sempre i soliti pochi nomi che decidono la sorte non solo delle popolazioni cui sono preposti, ma anche quella degli altri popoli. E la storia continua ad essere raccontata e ricordata attraverso i nomi dei ‘grandi’, o come dice Papa Francesco, dei ‘signori della guerra’, che provocano tante sofferenze. Ma dei popoli che subiscono tali violenze si parla ben poco. Di qui l’invito: “Chiediamo con la preghiera e operiamo perché, come invita Papa Francesco, si faccia strada il modo di pensare e di operare ispirato alla ‘nonviolenza’ come ‘stile di una politica per la pace’. Facciamo sentire la voce di tutti perché coloro ai quali i popoli hanno affidato il compito di guidarli, e pure quelli che si sono presi con la violenza o l’inganno tale compito, ispirino la loro azione a maggiore sapienza e umanità”.

Papa Francesco: arrivato in Aula Paolo VI per la prima udienza del 2017, tra i doni anche un canguro di peluche con marsupio

Wed, 2017-01-04 10:54

È arrivato alle 9.30 il Papa, in Aula Paolo VI, per la prima udienza generale del 2017. Ha percorso a piedi il lungo corridoio salutato festosamente dai 6mila fedeli presenti, per i quali ha firmato autografi e raccolto doni. Tra i più originali, anche un canguro di peluche con tanto di marsupio e cucciolo relativo, con la testina che spuntava dalla sacca. Francesco, che si è sottoposto di buon grado agli immancabili selfie, ha inaugurato il 2017 con lo “scambio dello zucchetto”, ripetuto a più riprese, e si è fermato soprattutto con i giovani, alcuni dei quali, vestiti con felpe celesti e corredati da uno striscione con la scritta variopinta, a caratteri cubitali, “ti vogliamo bene”, lo hanno letteralmente placcato dal loro lato sporgendosi dalle transenne. Un altro gruppo di giovani gli ha regalato una bottiglietta d’acqua benedetta, e il Papa ha ringraziato dicendo qualche parola. Dalla platea dei più piccoli, accarezzati, abbracciati e baciati come di consueto, per Francesco sono arrivati tanti disegni, che il Papa ha guardato uno a uno con attenzione, chiedendo anche qualche spiegazione.

Diocesi: Macerata, domenica concerto di Natale nella chiesa delle clarisse scalze di Fano

Wed, 2017-01-04 10:25

Dopo il successo del concerto di Natale “Attorno al Presepio. Canti popolari natalizi del barocco italiano e spagnolo” tenutosi il 28 dicembre 2016 nel santuario basilica della Misericordia a Macerata, la produzione natalizia della Cappella musicale della cattedrale di Macerata diretta da Carlo Paniccià sarà riproposta integralmente nella chiesa delle carmelitane scalze di Fano domenica 8 gennaio alle 16, ultimo giorno del tempo di Natale. Il monastero della carmelitane Scalze di Fano si trova in Località Sant’Andrea in Villis n.12, e dal 30 ottobre ospita la comunità delle carmelitane di Tolentino, costretta a lasciare il monastero a seguito dei gravi danneggiamenti subiti dal complesso a causa del terremoto. Come per il precedente concerto, la formazione corale maceratese sarà accompagnata dall’ensemble strumentale composto da Marylisa Mariani, Laura Veroli (clarinetti), Marco Romanelli (percussioni) e Teresa Wang (organo). Il repertorio prevede l’esecuzione di alcuni villancicos natalizi tratti dal “Cancionero de Uppsala” (1556) e il “Dialogo de’ pastori al Presepe di Nostro Signore” (1600) di Giovanni Francesco Anerio.

Diocesi: Napoli, al Museo la mostra su Leonardo da Vinci. Inaugurazione l’11 gennaio

Wed, 2017-01-04 10:00

A Napoli si apre un’esposizione dedicata a Leonardo da Vinci al Museo diocesano, diretto da don Adolfo Russo. Dopo circa trentaquattro anni dalla celebre mostra di Capodimonte su “Leonardo e il leonardismo a Napoli e a Roma”, Napoli si presenta al centro del dibattito degli studi vinciani, attraverso la esposizione della tavola col Salvator Mundi (ex collezione del Marchese De Ganay), capolavoro del maestro di Vinci e della sua bottega, e altri dipinti del suo atelier. In esposizione anche tre preziosi fondi grafici: il Codice Corazza (1640 circa), proveniente dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, il Codice Fridericiano, custodito presso la Biblioteca di Area Umanistica dell’Università Federico II, e il testo Napoli antica e moderna, datato al 1815, redatto dall’abate Domenico Romanelli.
La mostra, che apre i battenti al pubblico il 12 gennaio e chiuderà il 31 marzo, vede l’ideazione del maggiore esperto vivente del genio di Vinci, Carlo Pedretti, direttore dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies presso l’Università della California e la cura scientifica di Nicola Barbatelli. L’esposizione al Museo diocesano di Napoli servirà ad aggiornare il processo di studi attorno a una delle opere più discusse di Leonardo da Vinci, il Cristo Benedicente, anche alla luce dei temi di maggiore attualità che la dottrina cattolica intende richiamare nel solco dell’anno giubilare appena concluso. La rassegna, voluta dal cardinale Crescenzio Sepe, promossa dall’arcidiocesi di Napoli e il Museo diocesano, con il contributo della Regione Campania, è stata realizzata anche con la collaborazione della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/Madre Napoli, con il coordinamento organizzativo e gestionale della Scabec. “Leonardo a Donnaregina – I Salvator Mundi per Napoli” sarà inaugurata mercoledì 11 gennaio, alle ore 17, dal cardinale Sepe e dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Info: www.museodiocesanonapoli.com

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