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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 39 min ago

Aris: padre Virginio Bebber, camilliano, è il nuovo presidente

Tue, 2017-03-14 18:14

È padre Virginio Bebber, camilliano, il nuovo presidente dell’Associazione religiosa degli istituti socio-sanitari (Aris). Il neopresidente è stato eletto oggi nel corso dell’Assemblea generale convocata a Roma per il rinnovo delle cariche sociali. Padre Bebber è nato a Mezzolombardo, in provincia di Trento, nel 1944. Ordinato sacerdote nel 1970, ha conseguito la licenza in Sacra Teologia presso la Facoltà teologica dell’Università Lateranense. Tra i suoi numerosi incarichi la direzione della Casa di cura San Camillo di Cremona, la carica di coordinatore provinciale delle attività sanitarie e assistenziale della Provincia Lombardo-Veneta dei camilliani, la direzione della Casa di cura San Camillo di Milano. Dal 1980 ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo nell’associazione: consigliere nazionale, rappresentante di settore Case di cura, presidente della Regione Aris Lombardia e della Regione Aris Emilia Romagna. Vicepresidente dell’Aris è stato eletto don Vincenzo Sorce, nato in provincia di Caltanissetta, docente di teologia e fondatore, tra l’altro, dell’Associazione “Casa Famiglia Rosetta” onlus.

 

Papa a Milano: già 70mila iscritti per incontro con cresimandi a San Siro. La Curia: “ci sono ancora posti disponibili”

Tue, 2017-03-14 17:57

Sono già oltre 70mila gli iscritti all’incontro dei ragazzi della Cresima con Papa, che sarà a Milano il prossimo 25 marzo. Sono però ancora disponibili gli ultimi posti, segnala la Curia di piazza Fontana: sono invitati a partecipare i genitori, i padrini e le madrine, gli educatori con i ragazzi della Cresima 2016 e i cresimandi 2017 non ancora iscritti. “Abbiamo assegnato nuovi biglietti a tutti i gruppi che hanno chiesto posti in più – annuncia don Samuele Marelli, direttore della Fom – per esigenze particolari. Mettiamo a disposizione gli ultimi posti, ceduti dai gruppi che non ne hanno fatto richiesta, per dare al maggior numero di persone la possibilità di partecipare a questo evento unico”. Le iscrizioni vengono accolte per un minimo di 5 partecipanti, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Le iscrizioni per i nuovi posti sono online su www.chiesadimilano.it/pgfom e su www.papamilano2017.it. L’incontro dei cresimandi e dei cresimati allo stadio Meazza con il Santo Padre “sarà anche un’occasione di carità verso chi è in difficoltà e sta soffrendo. A questo evento è stata collegata una raccolta fondi promossa da Caritas Ambrosiana per contribuire alla costruzione della ‘Casa del futuro’ ad Amatrice, colpita dal terribile terremoto dello scorso agosto”. “Diremo al Papa che i ragazzi della Cresima hanno fatto la loro parte e hanno scelto il bene – commenta don Marelli – donando quello che potevano per dare nuovo futuro alla comunità di Amatrice, soprattutto pensando ai più giovani”.
Papa Francesco vivrà la tradizionale festa che ogni anno si svolge a San Siro con i ragazzi e le ragazze della Cresima, così come fece il suo predecessore Benedetto XVI in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie del 2012. Sabato 25 marzo i cancelli dello stadio apriranno verso le 13.30. Dalle 16 inizierà il programma di animazione in attesa del Santo Padre. È previsto anche l’intervento del vescovo di Rieti, Domenico Pompili. La veglia inizierà alle 17 e l’arrivo del Papa sarà alle 17.30, accompagnato dal cardinale Angelo Scola. Il Papa risponderà alle domande di un cresimando, di un papà e di una catechista durante l’incontro e dopo la lettura del brano evangelico dell’Annunciazione del Signore, che farà da filo conduttore a tutta la preghiera con i ragazzi della Cresima. “Sarà uno spettacolo imponente in cui protagonisti con il Papa saranno i ragazzi della Cresima, i loro educatori e gli oltre 1000 figuranti che sul campo presenteranno le coreografie che fanno dei cresimandi a San Siro un evento unico”.

Sostentamento clero: mons. Baturi (Cei), “siamo rimasti campanilisti”

Tue, 2017-03-14 17:54

“Tutto sommato siamo rimasti campanilisti”. Con queste parole monsignor Giuseppe Baturi, sottosegretario Cei, ha commentato il fenomeno degli scarsi vincoli di solidarietà tra il clero italiano, a proposito del sostentamento dei sacerdoti. Intervenendo al convegno degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero, in corso a Roma fino a domani, Baturi ha fatto notare che dal 2008, anno della crisi, al 2013 “c’è stato un slittamento dalle comunità locali al centro”: le donazioni degli italiani sono infatti diminuite del 6%, “ma non tutte”. “Le offerte liberali a favore del clero sono diminuite”, ha sottolineato il sottosegretario, “non tanto a causa del problema economico, quanto della perdita di attrattività della causa della solidarietà verso il clero”. Nel 2015, ha reso noto Baturi, i sacerdoti inseriti nel sistema del sostentamento del clero sono stati 30.900, il 12% in meno rispetto all’anno precedente. Il fabbisogno complessivo, pari a 415 milioni lordi, è stato coperto per il 10% circa dalle risorse degli Istituti diocesani, per il 2.5% dalle offerte liberali e per l’85% circa dall’Istituto centrale per il sostentamento del clero grazie ai fondi dell’otto per mille. Di qui “il notevole spostamento dalla comunità locale al centro”, che per Baturi va riequilibrato tramite “la valorizzazione delle risorse locali e la promozione del sostentamento del clero in ambito locale”, partendo dalla constatazione che “il sistema non può continuare così, pena un danno”. “Se al sostentamento del sacerdote non pensa tanto la sua comunità, quanto un ente centrale con cui non si hanno contatti diretti, il rischio è che il sacerdote concepisca il suo ruolo in termini solo funzionali, di prestazione d’opera”, ha ammonito Baturi. Tanto più che oggi “stiamo passando dalla figura del prete tradizionale, cresciuto nella sua comunità e a servizio di essa per tutta la vita, a quella del sacerdote che viene dall’estero, da altre diocesi o dal clero regolare, tutte forme definite dai sociologi ‘non convenzionali’ di reclutamento del clero”. “Tanto meno il sacerdote dipende dalla comunità locale, tanto più aumenta la sua dipendenza dal centro”, ha fatto notare il sottosegretario Cei.

Parlamento Ue: dibattito su “global gag” deciso da Trump. Vivace dibattito in aula tra contrari e favorevoli all’aborto

Tue, 2017-03-14 17:34

(Strasburgo) Il dibattito, svoltosi questo pomeriggio nell’emiciclo di Strasburgo, sul ripristino da parte del Presidente americano Trump della norma “global gag”, che obbliga le Ong straniere finanziate dagli Stati Uniti a certificare che non eseguano e non promuovano l’aborto, si è trasformato in un muro contro muro tra forze politiche pro o contro l’interruzione della gravidanza. Al dibattito ha preso parte Christos Stylianides, commissario per gli aiuti umanitari. Da una parte, dunque, le posizioni di chi, contrario all’aborto, ritiene che il provvedimento di Trump sia opportuno e utile, indicando all’Ue la medesima strada da intraprendere. “L’aborto è un omicidio e noi e nessuno può finanziarie chi sostiene un omicidio”, la posizione espressa da diversi eurodeputati Sul versante opposto altre voci: “la pianificazione familiare corrisponde alla libertà della donne di diventare madre oppure no. Nessuno può decidere al suo posto, nessuno può negare questa libertà alle donne di tutto il mondo”.

Germania: valori cristiani, famiglia e accoglienza migranti discussi tra vescovi e partito della cancelliera Merkel

Tue, 2017-03-14 17:20

Rappresentanti della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e dell’Ufficio di presidenza dell’Unione cristiano-democratica (Cdu), hanno avuto oggi un incontro a Berlino, per affrontare temi relativi alla attuali questioni politiche e sociali dello Stato. Per la Dbk oltre al presidente, cardinale Reinhard Marx, hanno partecipato il cardinale Rainer Woelki, l’arcivescovo Heiner Koch, il vescovo Stephan Ackermann, con il segretario delle Conferenza episcopale tedesca, padre Hans Langendörfer. Per la Cdu, con la cancelliera Angela Merkel erano presenti il ministro degli Interni Thomas de Maizière, oltre a numerosi membri del consiglio di presidenza. Secondo il comunicato dell’agenzia di stampa cattolica tedesca Kna, “entrambe le parti hanno convenuto che i valori cristiani nella Repubblica federale debbano svolgere un ruolo centrale”. Altro punto fondamentale sul quale Dbk e Cdu hanno convenuto è “il ruolo cruciale del rafforzamento della coesione sociale e del sostegno alle famiglie”. Importante inoltre “il proseguimento del lavoro di costruzione europea”. Sul tema dei rifugiati e dell’accoglienza ai migranti, la cancelliera e i membri della Cdu presenti hanno ringraziato espressamente la Dbk per il lavoro di assistenza e integrazione con vari progetti nazionali e locali di inserimento lavorativo e sociale. Sull’argomento, i vescovi hanno ribadito “la necessità di una ridistribuzione degli oneri in Europa e l’importanza di dare seguito ai ricongiungimenti familiari per il successo dell’integrazione”.

Sostentamento clero: mons. Russo (Apsa), “etica della gestione è responsabilità”

Tue, 2017-03-14 17:16

“Non sempre le nostre strutture sono attrezzate per competere con il mercato, e anche laddove fosse possibile, potrebbe non essere necessario”. Lo ha detto monsignor Giuseppe Russo, sottosegretario dell’Apsa, intervenuto al convegno degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero, in corso a Roma fino a domani. Riguardo alla gestione del patrimonio immobiliare, la tesi del sottosegretario, è utile creare sul territorio “congrue alleanze, collaborazioni, intese”, come già si fa ad esempio con gli uffici tecnici delle diocesi o con alcuni uffici pastorali. Tale modo di procedere, secondo Russo, “avrebbe il doppio vantaggio di condividere competenze e strumenti e di testimoniare uno stile ecclesiale ben preciso”, anche tramite “accorpamenti”, se necessari. “L’etica della gestione – ha spiegato il sottosegretario dell’Apsa – non riguarda solo l’onestà, la trasparenza, il rigore”: occorre “lealtà, impegno e creatività, non per spregiudicate operazioni economico-finanziarie, ma per intuire e prevedere gli scenari immobiliari più favorevoli e formulare più ipotesi di lavoro” attraverso le quali avviare poi progetti, partendo dalla “mappatura” dei patrimoni e del territorio. “L’etica della gestione, in una parola, è responsabilità”, ha concluso Russo, e comporta “la capacità di coniugare consapevolezza e apprendimento, azione e verifica, autonomia e confronto, prudenza e creatività”.

Nonviolenza: card. Betori (Firenze) consegna ai politici locali il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace

Tue, 2017-03-14 17:12

“L’ambito della promozione della pace costituisce uno degli spazi più significativi di quel dialogo tra Chiesa e società che è costitutivo della identità stessa della Chiesa e che caratterizza le società in cui il fattore religioso è visto come una risorsa a vantaggio dell’intera collettività. Dove la necessaria distinzione tra Stato e Chiesa non è vissuta in termini di estraneità o addirittura di conflittualità ma in quelli di mutuo rispetto e cordiale collaborazione per il bene della società, si ha un contribuito al nutrimento etico di società, come quelle contemporanee, che rischiano di schiacciarsi sui fattori puramente economici”. Lo ha detto stamattina il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, quando si è recato a Palazzo Vecchio per consegnare al sindaco Dario Nardella, alla Giunta e al Consiglio comunale il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace, secondo una tradizione che si ripete ogni anno. Parlando della nonviolenza (argomento del messaggio del Papa) l’arcivescovo ha ricordato che “la nostra comunità ha espresso due testimoni di prima grandezza della nonviolenza: padre Ernesto Balducci e don Lorenzo Milani”. L’arcivescovo ha anche ricordato, citando il Papa, che la nonviolenza invece non significa disimpegno o passività, ma “si esprime in forme concrete ed efficaci di presa in carico dei problemi dell’uomo”. Ricordando i richiami del Papa contro l’iniquità, le diseguaglianze sociali, la corruzione, lo spreco di risorse, Betori ha concluso: “Ritrovo in queste parole ambiti concreti che possono orientare l’azione di quanti hanno responsabilità in e per questa città. Sono spazi che richiedono la collaborazione di tutti noi. La strada che indica il Papa è chiara e definita, delimitata da una coerente visione dell’umano e da una impegnativa scelta di dialogo e di solidarietà. Siano queste parole per noi una indicazione, un auspicio e un impegno”.

Diocesi: Nardò-Gallipoli, “dolore e preoccupazione per lo spaesamento generato”. No a “qualsivoglia discriminazione nella Chiesa”

Tue, 2017-03-14 17:08

“Per ogni situazione che riguarda la vita delle persone, il primo atteggiamento che ha sempre caratterizzato questa Chiesa locale è quello di una riflessione serena e di un’analisi attenta dei fatti, in un clima di discernimento e di preghiera al Signore. Tutto ciò diventa ancor più vero in questa circostanza che coinvolge dimensioni delicatissime del vissuto umano come la spiritualità, l’orientamento sessuale e i rapporti familiari”. Lo dichiara in una nota la diocesi di Nardò-Gallipoli, esprimendo “dolore e preoccupazione per lo spaesamento generato in tanti, fedeli e non, dal servizio mandato in onda” domenica scorsa dalla trasmissione televisiva “Le Iene” circa un presunto esorcismo nei confronti di un omosessuale (ricostruzione peraltro smentita dal sacerdote coinvolto nel video).
Il vescovo di Nardò-Gallipoli, mons. Fernando Filograna, “sin dal primo momento – prosegue la diocesi – ha manifestato il desiderio di accertare i contorni della vicenda, tutti ancora da approfondire, ribadendo al contempo, l’assenza di ogni qualsivoglia forma di discriminazione nella Chiesa e manifestando, come sempre, la piena vicinanza a categorie considerate deboli o emarginate”.

EU: Tajani (Parliament), “60th ann. of Treaties, opportunity to bring citizens closer to common home”. Tusk, Gentiloni and Juncker in Strasbourg

Tue, 2017-03-14 16:57

(Strasbourg) “We cannot just have a formal ceremony to mark what have been the best 60 years in the history of a free Europe. The anniversary of the signing of the Treaties of Rome should be first of all an opportunity to bring Europe closer to its citizens. The best response to populism is to work together to find concrete answers to their concerns – unemployment, security, and immigration. Today more than ever, we need a united Europe. Europe needs to be changed, not weakened”. President Antonio Tajani said this during the plenary session of the European Parliament that is taking place in Strasbourg. Tomorrow, the MEPs will hold a debate on the outcome of the latest European Council ahead of the Rome Declaration on 25 March. Taking the floor in the debate with MEPs will be Italian Prime Minister Paolo Gentiloni; the President of the European Council, Donald Tusk; Malta’s Deputy Prime Minister, Louis Grech (Malta is holding the six-month presidency of the EU’s Council of Ministers); and the President of the European Commission, Jean-Claude Juncker. The debate on the future of the European Union started this year with the adoption of three Reports by the European Parliament – Verhofstadt, Bresso-Brok and Berès-Böge – followed by the presentation of the Commission’s White Paper, and the debate at the latest European Council. On 25 March, the EU countries (excluding the UK) and the representatives of the European Institutions are due to sign a joint declaration in Rome.

Ue: Tajani (Parlamento), “60° Trattati occasione per avvicinare cittadini e casa comune”. A Strasburgo Tusk, Gentiloni e Juncker

Tue, 2017-03-14 16:57

(Strasburgo) “Non possiamo limitarci a una cerimonia formale per ricordare quelli che sono stati i migliori 60 anni nella storia dell’Europa libera. L’anniversario della firma dei Trattati di Roma deve essere prima di tutto l’occasione per riavvicinare l’Europa ai cittadini. La migliore risposta al populismo è lavorare insieme per risposte concrete alle loro preoccupazioni, la disoccupazione, la sicurezza, l’immigrazione. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno dell’unità europea. L’Ue va cambiata, non indebolita”. Lo afferma da Strasburgo, dove è in corso la plenaria dell’Europarlamento, il presidente Antonio Tajani: domani l’emiciclo ospiterà un dibattito sulle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo in vista della Dichiarazione di Roma del 25 marzo. Al dibattito con gli europarlamentari prenderanno parte il primo ministro italiano Paolo Gentiloni, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il vice primo ministro maltese Louis Grech (Malta detiene la presidenza di turno del Consiglio dei ministri Ue) e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Il dibattito sul futuro dell’Europa si è aperto quest’anno con l’adozione di tre Rapporti del Parlamento – Verhofstadt, Bresso-Brok e Berès-Böge – a cui ha fatto seguito la presentazione del Libro bianco della Commissione e la discussione all’ultimo Consiglio europeo. A Roma, il 25 Marzo, è prevista la firma di una dichiarazione solenne dei Paesi Ue (Regno Unito escluso) e dei vertici delle istituzioni europee.

Agromafie: il Sud resta il più colpito, ma al Nord il fenomeno cresce. I casi di Genova e Verona

Tue, 2017-03-14 15:46

Se è nelle regioni del Mezzogiorno che la presenza delle “agromafie” resta più diffusa e dannosa, il Rapporto 2017 di Coldiretti ed Eurispes segnala che il fenomeno si diffonde sempre più anche al Nord, seguendo gli itinerari dei traffici legati al ricco business del falso made in Italy. In questo specifico settore sono due città settentrionali, Genova e Verona, a collocarsi al secondo e al terzo posto dopo Reggio Calabria. Nel capoluogo ligure il dato si spiega con un diffuso sistema di contraffazione e adulterazione della filiera dell’olio, sia nelle fasi di lavorazione industriale che nel reperimento all’estero di materiali di minore qualità da spacciare come italiani. A Verona si sommano i fattori criminali connessi con l’importazione dei suini dal Nord Europa e invece marchiati come italiani e le attività di adulterazione delle bevande alcoliche.
Tra le dieci province più colpite due sono in Calabria (Reggio e Catanzaro), tre in Sicilia (Palermo, Caltanissetta e Catania), due in Campania (Caserta e Napoli) e una in Puglia (Bari). Il Rapporto individua anche una sorta di spartizione tra le cosche per aree merceologiche: la ‘ndrangheta è attiva nel commerco delle carni e, con il clan Piromalli, nel settore ortofrutticolo; la mafia siciliana di Matteo Messina Denaro punta sull’olio extravergine di oliva e quella di Totò Riina sull’ortofrutta; il clan campano dei casalesi si dedica in modo criminoso al settore caseario.

Siria: mons. Audo (vescovo Aleppo), “no a soluzioni che vengano dall’esterno né divisioni”; sì a “pace e riconciliazione”

Tue, 2017-03-14 15:42

“Aiutare la Siria a trovare una soluzione che porti pace e riconciliazione”. È quello che ha chiesto, oggi, mons. Antoine Audo, vescovo di Aleppo e presidente di Caritas Siria, intervenendo, a Roma, alla presentazione del Dossier di Caritas italiana, “Come fiori tra le macerie. Giovani e ragazzi che restano”. “Di solito – ha osservato il presule – i media occidentali propongono come soluzione il cambio del presidente in Siria, ma la situazione è molto più complessa”. In Siria “dappertutto c’è grande povertà – ha denunciato il vescovo -, ma è molto critica la situazone delle minoranze, come quella cristiana. Come è già accaduto in Iraq, ci sono fanatici che vogliono cacciare i cristiani e questo fa paura. ma, poi, ci sono altri che spontaneamente vogliono andare via per raggiungere Paesi, dove ci sono cibo, possibilità di formazione e servizi sanitari. Questo atteggiamento è diffuso tra i giovani, ma noi, come Chiesa, cerchiamo di continuare la presenza in Siria”. Certo, non è facile: “Ogni volta che si registra una speranza di pace, riprendono le violenze, con attentati gravi. Chi vuole distruggere la Siria? Ci sono – ha avvertito mons. Audo – grandi interessi in gioco, sia a livello regionale sia internazionale”. A ciò si aggiunge “la lotta, all’interno dell’islam, tra sunniti e sciiti. Benché si dichiari ideologicamente laica, la Siria è ancora una società tribale, un Paese confessionale”. Di qui discende un impegno: “Dobbiamo aiutare la gente a parlare di questa realtà”. Mons. Audo si è detto anche contrario a una soluzione del conflitto che venga “dall’esterno” e anche “a una possibile divisione del Paese”, perché “la Siria ha tutto per essere un Paese unito”. “Il desiderio di dividere la Siria – ha assicurato – viene dall’esterno, non dalla cultura siriana”.

Paesi Bassi: sui giornali ultime schermaglie, domani il voto. Sommer (politologo), “elettorato non segue più l’élite”

Tue, 2017-03-14 15:24

A far scrivere i giornali olandesi oggi, vigilia della tornata in cui 12,9 milioni di elettori olandesi sceglieranno i 150 membri della camera bassa, sono i trenta minuti dell’atteso, e unico in tutta la campagna elettorale, dibattito televisivo che si è svolto ieri tra il premier uscente Mark Rutte e il populista Geert Wilders, i leader che si contendono la vittoria relativa. “Si è visto di molto meglio”, titola stamane il sito del Telegraaf, che racconta lo “scontro verbale“ di fronte a 2,3 milioni di telespettatori. Mentre i sondaggi oscillano, è chiaro che Wilders non potrà governare, poiché nessuno è disponibile a una coalizione con il populista. Per il Nederlands Dagblad il dibattito è stato “pungente, ma prevedibile”; “non ha riservato nessuna sorpresa” fa eco de Volkskrant, che ospita una lunga analisi del politologo Martin Sommer: “L’elettorato non segue più l’élite” e come per Brexit e Trump, lo scontro è tra la “sinistra urbanizzata” e la “campagna conservatrice”. La stampa nazionale e internazionale dedica molta attenzione anche alle tensioni Olanda-Turchia. Allarga l’obiettivo il New York Times ponendo la domanda “L’Europa sta affrontando quattro test esistenziali: riuscirà a reggere?”. A minacciare l’Europa sarebbero la vittoria dell’estrema destra in Olanda, il Brexit, con annessa questione aperta per Scozia e Irlanda del Nord, la tensione con la Turchia in cui sono coinvolte anche Danimarca e Germania. Stasera sulla rete nazionale Nos alle 20.30 ultimo dibattito tra i leader dei 28 partiti in gara.

Siria: don Soddu (Caritas italiana), “ricordiamo padre Dall’Oglio”

Tue, 2017-03-14 15:11

È iniziata con un pensiero a padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita scomparso tre anni fa in Siria, la presentazione stamattina a Roma del XXIV Dossier della Caritas italiana, intitolato “Come fiori tra le macerie. Giovani e ragazzi che restano”: don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, infatti, aprendo i lavori ha ricordato il religioso di cui non si hanno più notizie da tre anni: “Da sei anni è iniziata la guerra in Siria – ha detto – e da tre padre Dall’Oglio è assente dalla storia”. E, ha aggiunto, presentando mons. Antoine Audo, vescovo di Aleppo e presidente di Caritas Siria, “se noi abbiamo un italiano in Siria, qui abbiamo un siriano in Italia”. “La Caritas – ha osservato il moderatore dell’incontro, Piero Damosso, giornalista Rai – ci richiama a non chiudere gli occhi e a non chiuderci nei nostri egoismi europei e nazionali, ma ad aprirci verso la Siria, che sta combattendo quella che Papa Francesco chiama terza guerra mondiale a pezzetti”. Durante la presentazione sono stati mostrati anche due video con testimonianze sia della popolazione ormai allo stremo sia di operatori Caitas, in prima linea nel soccorso della gente. Il video ha fotografato le maggiori difficoltà che vivono i siriani, con un particolare sguardo agli abitanti di Aleppo Est: mancanza di beni essenziali, come l’acqua, l’elettricità, il cibo, vestiti adeguati al freddo, medicine.

Giordania: Agenzia italiana cooperazione allo sviluppo in visita al Centro “Nostra Signora della Pace” di Amman

Tue, 2017-03-14 15:06

Una delegazione dell’Ambasciata d’Italia in Amman e della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli affari esteri italiano è stata ricevuta il 9 marzo presso il Centro di Nostra Signora della Pace per visitare il laboratorio di protesi ortopediche e il servizio di riabilitazione, presso la sezione di fisioterapia del Centro, e per far visita anche al “Giardino della Misericordia”, progetto voluto da Papa Francesco per aiutare le famiglie di rifugiati iracheni. Durante la visita, riferisce oggi il Patriarcato latino di Gerusalemme, la Delegazione guidata da Giovanni Brauzzi, ambasciatore d’Italia in Giordania e da Pietro Sebastiani, Direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, “ha apprezzato il buon funzionamento dei servizi di protesi ortopediche, di riabilitazione e dei numerosi servizi di alta qualità che il Centro fornisce”. Fondato nel 2015 grazie alle sovvenzioni dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il Centro aiuta molte persone mutilate o affette da paralisi in seguito a traumi di guerra o ad incidenti, fornendo loro protesi su misura. La visita è proseguita nella sezione di psicoterapia, che ospita molti bambini disabili e si è conclusa con una breve tappa sul cantiere del Giardino della Misericordia.

Nel corso di una riunione, i rappresentanti italiani e del Patriarcato hanno sottolineato “l’urgenza di continuare a intraprendere iniziative a favore dei profughi iracheni, ben consapevoli delle difficoltà che incontrano, per lo più, a prendere in considerazione un ritorno nel loro paese, nel quale non hanno più fiducia”. Il vicario episcopale per la Giordania, mons. William Shomali, ha espresso gratitudine per l’azione svolta dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e per la partecipazione mostrata alla sofferenza dei rifugiati. Il patriarca emerito, Fouad Twal, ha concluso la visita sottolineando che l’attenzione e la vicinanza espressa dal Governo italiano, dalla Chiesa e dai singoli benefattori nei confronti dei rifugiati e delle persone con disabilità “hanno notevolmente contribuito a rafforzare la solidarietà al Centro, come in altri istituzioni gestite dalla Chiesa cattolica; solidarietà che è un linguaggio concreto: tutti possono comprenderlo, qualunque sia la loro religione”.

Migrazioni: mons. Suetta (Ventimiglia-Sanremo), “se si comincia con uno stato d’emergenza, difficile giungere alla normalità”

Tue, 2017-03-14 15:00

“Nei prossimi mesi ci aspettiamo una nuova ondata migratoria. D’altro canto, le statistiche dicono che i numeri di quest’anno saranno più che doppi rispetto al 2016. Bisogna farsi trovare pronti: se si comincia con uno stato d’emergenza, poi sarà difficile raggiungere la normalità”. Così monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-Sanremo, commenta al Sir la nuova allerta a Ventimiglia, con il sindaco che ha disposto la disinfestazione dell’area esterna alla stazione ferroviaria, utilizzata come bivacco e per le necessità fisiologiche da decine di migranti in attesa di entrare in Francia. Il presule collega l’emergenza al di fuori della stazione con la parziale chiusura del campo Parco Roia per interventi di manutenzione straordinaria. “Bisognava prevedere qualcosa di alternativo – sostiene il vescovo – perché i migranti che arrivano hanno bisogno di mangiare, dormire, lavarsi, bisogni che non possono attendere”. Solo tra gennaio e febbraio sono stati 1.500 i richiedenti asilo transitati da Ventimiglia, mentre “nel 2016 – ricorda mons. Suetta – in diocesi abbiamo accolto 15.400 persone, tra cui 3.868 minori, offrendo loro aiuti immediati come cibo, docce, cure mediche”. Oltre a ciò, la diocesi rivolge un’ulteriore proposta di collaborazione alle istituzioni. “Abbiamo un sito – spiega il vescovo – che un tempo era dei fratelli maristi, che potremmo acquistare a prezzo agevolato. Ma dopo dobbiamo essere aiutati nella ristrutturazione, e per questo abbiamo chiesto la collaborazione del Ministero. Qui potremmo in particolare dare una risposta al fenomeno dei minori non accompagnati, che è un’emergenza nell’emergenza”.

Legalità: mons. D’Urso (Fondazione antiusura Bari), “incarnare l’amore nell’economia perché sia davvero per la persona”

Tue, 2017-03-14 14:59

“C’è tanto bisogno di incarnare l’amore nell’economia del nostro tempo perché sia davvero un’economia per la persona. Il denaro da solo non fa camminare la storia: senza amore non si può far nulla, ma con l’amore e il denaro tutto è possibile”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Fondazione antiusura “San Nicola e Santi Medici” di Bari, mons. Alberto D’Urso, presentando la relazione socio-pastorale al bilancio 2016 che ha voluto intitolare “Perseveranti nella solidarietà”. Nell’ultimo anno, “500 sono state le richieste di aiuto delle famiglie pugliesi sovrindebitate – si legge in una nota – di cui 350 ascoltate dalla Fondazione e 150 accolte dai Centri di ascolto distribuiti sul territorio regionale”. “La metà delle persone ascoltate si sono indebitate o finite nella morsa dell’usura a causa dell’azzardo”, prosegue la nota, rilevando che in Puglia, nel 2016, la raccolta complessiva dell’azzardo “è di 4 miliardi e 400 milioni a cui deve aggiungersi il 20% di raccolta online e il 20% di giocate illegali”. Rispetto alle richieste di aiuto delle persone indebitate, la Fondazione antiusura nel 2016 ha potuto garantire 7 pratiche per un totale di 408mila euro grazie ai Fondi dello Stato per la prevenzione e avviare 60 pratiche con fondi erogati pari a 220mila euro grazie al Progetto della Cei di sostegno creditizio alle famiglie e alle piccole imprese che si trovano in difficoltà per l’accesso al credito ordinario. Dall’avvio dell’attività del Prestito (2009) ad oggi, sono state presentate 352 pratiche, 262 delle quali hanno avuto finanziamenti per un totale di 1.884.000 euro. Il sostegno economico della Fondazione per l’assistenza legale ad oggi ammonta a oltre 230mila euro, mentre continua l’opera di educazione e di incoraggiamento alla denuncia degli usurai e la diffusione dell’iniziativa del bollino “No slot, sì caffè” e della “Lettera aperta ai baristi”, per invitarli a non installare negli esercizi commerciali le macchinette mangiasoldi.

Corte Ue su velo: imam Izzedin Elzir (Ucoii), “una sentenza di mercato. Violato un principio cardine dell’Europa, la libertà”

Tue, 2017-03-14 14:51

“Una sentenza di mercato, non una sentenza di valore. E se l’Europa decide di seguire il mercato, rischia che il rispetto per la libertà dell’essere umano prima o poi verrà cancellato”. Così Izzedin Elzir, imam di Firenze e presidente dell’Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii), definisce la sentenza emessa oggi dalla Corte di giustizia dell’Unione europea secondo la quale non costituisce una discriminazione diretta la norma interna di un’impresa che vieta di indossare in modo visibile qualsiasi segno politico, filosofico o religioso. La Corte era stata chiamata a pronunciarsi su due casi, avvenuti in Francia e in Belgio, entrambi riguardanti il diritto di indossare il velo islamico sul posto di lavoro. L’imam di Firenze avverte subito che la sentenza deve essere comunque contestualizzata: “La situazione italiana è diversa, ma certamente questo pronunciamento della Corte non aiuta la convivenza pacifica. Si stanno costruendo muri mentali che purtroppo fanno breccia su muri di diffidenza purtroppo già esistenti”. E aggiunge: “Stiamo assistendo, sia negli Stati Uniti che in Europa, alla diffusione di un clima di paura e islamofobia dove gli spazi di libertà stanno diminuendo di giorno in giorno e stanno diminuendo in nome di una laicità che anziché favorire l’accoglienza della diversità, incoraggia l’esclusione. Si tratta di una deriva che non giova a nessuno. Limitare gli spazi di libertà ha già condotto diversi Paesi, nel corso della storia, verso il totalitarismo e il pensiero unico”. “Il velo per una donna musulmana – spiega l’imam – fa parte integrante della sua fede religiosa come la sua preghiera e il suo digiuno. Impedirle di portare il foulard è come dire alla donna di non pregare, di non digiunare. Qui è stato violato un principio cardine dell’Europa, quello della libertà personale e della libertà religiosa. 70 anni fa abbiamo combattuto per queste idee, ma stiamo tornando a discriminazioni per fattori religiosi, e tutto ciò nonostante che le nostre Costituzioni le garantiscono”.

Diocesi: Civitavecchia ricorda la visita di san Giovanni Paolo II

Tue, 2017-03-14 14:50

Era il 19 marzo 1987 quando l’allora Papa Wojtyla andò a visitare Civitavecchia. Una giornata indimenticabile per la comunità che, per ricordarla, ha organizzato due giornate di appuntamenti. Sabato 18 marzo alle ore 17, i locali della Cattedrale ospiteranno una mostra fotografica della visita del Pontefice e un video realizzato da Telecivitavecchia. A seguire ci sarà una tavola rotonda, in cui i testimoni dell’evento condivideranno con i presenti i ricordi di quarant’anni fa. Sempre in Cattedrale, ma il giorno successivo, si terrà alle 18 la celebrazione eucaristica a suffragio dei vescovi Carlo Chenis e Girolamo Grillo. Si procederà poi al rinnovamento dell’Atto di Affidamento alla Madonna delle Grazie. Teatro dei festeggiamenti saranno anche i luoghi che sono stati visitati da san Giovanni Paolo II. Tutti ospiteranno diverse iniziative, a partire dal carcere di via Aurelia il 29 marzo.

Agromafie: aumentato del 30% il volume d’affari della criminalità organizzata nel settore agroalimentare

Tue, 2017-03-14 14:44

Un giro d’affari di 21,8 miliardi di euro, con una crescita di ben il 30% nell’ultimo anno. E’ questa l’entità economica delle “agromafie”, secondo le stime del Rapporto 2017 elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nel settore agroalimentare. Si tratta per di più di stime che, evidentemente, non possono coprire tutta la portata del fenomeno. Del resto, il settore agroalimentare è di per sé in crescita e rappresenta, considerato anche l’indotto, il 13,9% del prodotto interno lordo dell’Italia. Di qui l’interesse delle mafie che – ha osservato il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, presentando oggi a Roma il Rapporto – si concentrano lì dove si produce ricchezza. Fara ha messo in evidenza lo svilupparsi della cosiddetta “mafia silente”, che quando si allontana dai luoghi di origine tende a camuffarsi e a rendersi invisibile. “Non si limita più a taglieggiare – ha detto il presidente dell’Eurispes – ma diventa socia o addirittura rileva completamente l’attività”. Sul fronte della filiera agroalimentare – spiega a sua volta la Coldiretti – le mafie, dopo aver ceduto in appalto ai manovali l’onere di organizzare e gestire il caporalato e le altre forme di sfruttamento, condizionano il mercato stabilendo i prezzi dei raccolti, gestendo i trasporti e lo smistamento, il controllo di intere catene di supermercati, l’esportazione del nostro vero o falso made in Italy, la creazione all’estero di centrali di produzione delle merci che copiano i “brand” italiani e delle reti di smercio al minuto.

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