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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 19 min ago

Migranti: Caritas Noto, a Pozzallo una preghiera per chi ha perso la vita nel Mediterraneo

Sat, 2018-07-07 17:45

Una veglia di preghiera, ieri sera, a Pozzallo, per ricordare i migranti che hanno perso la vita durante la traversata del Mediterraneo. A organizzarla, la diocesi di Noto con la Caritas, la fondazione Migrantes, l’associazione We Care e il Comune. Durante il momento di preghiera sono stati letti alcuni versi (“Non ti allarmare fratello mio, dimmi, non sono forse tuo fratello? Perché non chiedi notizie di me?”) di una poesia di Tesfom Tesfalidet, il ventiquattrenne eritreo ripescato in mare e ricoverato a Pozzallo, il 13 marzo scorso, in condizioni disperate per la fame, la tbc e le percosse subite dai trafficanti e morto dopo 24 ore di agonia. In tanti hanno riempito l’anfiteatro del lungomare di Pozzallo. Padre Gianni Treglia, missionario per 16 anni in Tanzania, ha introdotto il momento di preghiera, ricordando “il dolore dei morti innocenti e l’impegno dei cristiani a non lasciare da soli questi fratelli, senza chiudersi nell’egoismo e nella paura”. Nel corso della veglia sono stati letti anche alcuni interventi di Papa Francesco sul dramma dei migranti. Nella sua riflessione, il vicario generale della diocesi di Noto, mons. Angelo Giurdanella, ha rimarcato la responsabilità dei cristiani verso questa crisi umanitaria, esortando tutti, credenti e non, a “farsi promotori di una cultura più umana, quella cultura dell’incontro così centrale nell’insegnamento del Papa, e a non chiudere i porti, ma soprattutto i cuori e le menti”.

Giornali Fisc: Vita diocesana Pinerolese ricorda il primo anno di episcopato di mons. Olivero, “visione di Chiesa aperta”

Sat, 2018-07-07 17:30

“I suoi primi incontri pubblici hanno immediatamente fatto capire lo stile del nuovo vescovo: semplice e diretto, attento ai giovani, proiettato verso il futuro, capace di coinvolgere, e anche un po’ ‘fuori dagli schemi’”. Lo scrive il giornale della diocesi di Pinerolo “Vita diocesana Pinerolese”, ricordando l’annuncio, un anno fa, del nome del nuovo vescovo, mons. Derio Olivero, come “una sorpresa per tutti”. Al presule viene riconosciuta una “visione di chiesa aperta, in linea con il magistero di Papa Francesco”. “L’abbiamo vista concretizzarsi nelle conferenze in seminario che, attorno all’arte e alla Parola di Dio, hanno raccolto centinaia e centinaia di fedeli e persone ‘in ricerca’ – aggiunge il giornale Fisc -. L’abbiamo vista nelle video-meditazioni, proposte sul nostro canale Youtube, che hanno registrato migliaia di visualizzazioni da ogni parte d’Italia. L’abbiamo vista nel suo essere presente ad iniziative ecclesiali, ma anche a dibattiti e incontri pubblici su diverse tematiche”. Quella manifestata da mons. Olivero è indicata anche come “una visione di chiesa che, senza rinunciare all’annuncio del Vangelo, cerca il dialogo con tutti”. “La vediamo concretizzarsi ogni giorno nel suo dire e nel suo fare”.

Incontro di Bari: Riccardi (Sant’Egidio), “una svolta nell’ecumenismo e un nuovo impegno per la pace Medio Oriente”

Sat, 2018-07-07 17:27

“Da Bari, due grandi segnali: una svolta nell’ecumenismo e un nuovo impegno per la pace quando più nessuno crede in Medio Oriente nella pace. I cristiani, invece, ancora ci credono e non si rassegnano alla guerra”. Così Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, commenta al Sir la Giornata di preghiera e riflessione per la pace in Medio Oriente che si è appena conclusa nella città di Bari alla presenza di Papa Francesco e di tutti i Capi delle Chiese cristiane. “Una grande svolta nell’ecumenismo – spiega – perché comincia un ecumenismo sinodale tra i Capi cristiani, non solo contatti bilaterali. Questo è fondamentale. È una strada che viene indicata e che dobbiamo perseguire. E poi è un grande segnale per il Medio Oriente: i cristiani sono diversi ma non divisi. I cristiani sono gente di pace e il loro messaggio di pace non è la difesa della loro confessione, ma la difesa di tutti nel nome del Dio della pace”. Riguardo alla possibilità che il messaggio di Bari possa smuovere davvero le coscienze dei “grandi della terra”, Riccardi dice: “Io non mi domando mai solo dell’efficacia, perché il tempo rende giustizia ai messaggi di pace. Il tempo renderà giustizia a questo messaggio di Bari”. E poi spiega: “Non c’è stato il tempo di creare un Documento comune ma il Papa ha agito come primate e servitore dell’unità e questo è molto bello perché c’è una teologia da fare su questa immagine di Bari e su questa realtà: una teologia del servizio del Papa che Francesco ha realizzato”. Di cosa hanno bisogno i cristiani del Medio Oriente? “Di pace”, risponde il fondatore della Sant’Egidio: “Il Medio Oriente ha bisogno di pace, della fine delle violenze che distruggono le minoranze, che umiliano la vita sociale, che non danno futuro ai bambini. Il Medio Oriente ha bisogno di questo”.

Diocesi: Termoli-Larino, le arti del circo nella Cittadella della carità per annunciare il Vangelo

Sat, 2018-07-07 17:19

Acrobatica, giocoleria, clown, le arti circensi come un veicolo per comunicare il Vangelo in maniera attraente usando i linguaggi dei giovani, in vista anche del prossimo Sinodo dei vescovi a loro dedicato. È andato in scena ieri sera lo spettacolo proposto dalla Caritas della diocesi di Termoli-Larino, in occasione della seconda serata di “Agorà – Germogli di vita”. L’evento “Metti in circo(lo) il tuo amore” si è svolto, a causa del maltempo, nel salone della Cittadella della carità alla presenza di un pubblico numeroso, che ha apprezzato l’iniziativa ispirata a un progetto della Caritas di Sassari. Si tratta del Circo in parrocchia. I ragazzi delle comunità parrocchiali del territorio sono stati coinvolti in un percorso di preparazione alle singolari attività dagli operatori della Caritas sarda ma anche in momenti di ascolto, confronto e conoscenza di sé. “Un’occasione per ricordare che i giovani possono e devono essere al centro della pastorale – si legge in una nota – così da poter diventare testimoni con i loro coetanei di una vita piena, vissuta all’insegna della condivisione, della solidarietà e dello stare insieme”. Lo spettacolo è stato preceduto dall’intervento di Gianni Pinto della Caritas di Termoli-Larino che ha presentato i servizi, evidenziando i valori “alla base di un impegno condiviso da anni sul territorio: la prossimità, l’ascolto, l’accompagnamento e tanti gesti di servizio e amore autentico nei confronti di ogni persona, senza distinzioni di lingua, di razza o di provenienza”.

Stragi nel Mediterraneo: Libera, “un Paese colorato di magliette rosse, record di adesioni all’iniziativa”

Sat, 2018-07-07 17:04

“Un Paese colorato di magliette rosse, da quota 2.000 metri del rifugio Gran Paradiso all’ isola di Lampedusa, passando per i campi di formazione nei beni confiscati di Libera alla Goletta Verde di Legambiente, in navigazione verso la Campania”. Lo segnalano con una nota gli organizzatori dell’iniziativa lanciata da don Luigi Ciotti, cioè Libera e Gruppo Abele, Arci, Legambiente, Anpi, che hanno invitato tutti a indossare oggi una maglietta rossa per ricordare i tanti bambini migranti morti in mare e, in generale, chi ha perso la vita nelle traversate. L’hashtag della giornata (#magliettarossa) è tra i primi della classifica di Twitter. Sono stati illuminati di rosso anche il colonnato di Piazza del Plebiscito e il Maschio Angioino a Napoli, ma anche il rifugio del Gran Paradiso. Vestiti di rosso Fiorella Mannoia, Vasco Rossi, Roberto Saviano, Carlo Lucarelli, Rosy Bindi. Migliaia le adesioni di tantissimi cittadini, di associazioni, circoli, parrocchie, che “stanno postando fin dalle prime ore del mattino le loro magliette rosse e un ‘no’ all’indifferenza”. Don Ciotti ha partecipato all’iniziativa a Roma nel quartiere San Lorenzo insieme con Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambente e Giuseppe Demarzo coordinatore di Numeri Pari.

Politica: mons. Delpini (Milano), “quando la classe dirigente è smarrita, tutta la comunità è in pericolo”

Sat, 2018-07-07 16:36

“Quando i capi del popolo, quando la classe dirigente è smarrita, tutta la città è in pericolo. Quando i capi non sanno che cosa fare, i sudditi si disperano, esigono decisioni e contestano le decisioni prese, segnalano pericolo e pretendono soluzioni, lamentano inadempienze, ma in verità nessuno ha una soluzione, nessuna proposta incontra consenso sufficiente. La città, o il paese, o la comunità è tutta in pericolo”. Lo ha detto l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, nell’omelia della messa che ha concluso la sessione residenziale estiva della Conferenza episcopale lombarda nell’Eremo Carlo Maria Martini di Montecastello di Tignale (Brescia). Lo smarrimento della classe dirigente comporta che “il popolo si disperde in tutte le direzioni, si frantuma in interessi contrastanti, si logora in contenziosi interminabili e in contrapposizioni irrimediabili”. “Una classe dirigente smarrita – ha aggiunto il presule – non sa dare risposta alle domande, non sa come soddisfare i bisogni, non sa dove orientare la speranza”. Mons. Delpini ha ricordato agli altri vescovi che “noi siamo qui a invocare che Dio faccia sorgere in questo tempo uomini e donne per la salvezza della città, dell’Europa, del Paese, della Chiesa, per rimediare allo smarrimento della classe dirigente”. Il presule ha, quindi, indicato “la prima grazia da chiedere”: “Che sorgano uomini e donne che si lascino guidare dalla parola di Dio e possano indicare una strada alla classe dirigente smarrita e a tutta la gente”. Infine, l’invito a ciascuno perché in prima persona “rimedi allo smarrimento di una classe dirigente” e “salvi il popolo dall’estremo pericolo di arrendersi al nemico”.

Vescovi lombardi: messaggio ai fedeli, “un mondo senza Dio è una macchina che non sa dove andare”

Sat, 2018-07-07 16:10

“A volte abbiamo l’impressione che, mentre nelle nostre terre non si riesca a immaginare una società senza Chiesa, sia invece diffusa una mentalità che pensa la vita senza Dio”. È quanto si legge nel messaggio dei vescovi lombardi ai fedeli delle loro diocesi, scritto al termine della sessione residenziale estiva della Conferenza episcopale lombarda. I vescovi della Lombardia si sono ritrovati da lunedì 25 giugno nell’Eremo Carlo Maria Martini di Montecastello di Tignale (Brescia), dove, guidati dalle riflessioni di mons Luciano Monari, vescovo emerito di Brescia, hanno vissuto gli esercizi spirituali, una settimana di preghiera e riflessione. “Si può fare a meno di Dio e il Vangelo del Regno è sentito come anacronistico e si pensa che altre siano le cose che contano – si legge nel testo -. Ma l’esito dell’estraniazione dal Padre è che il mondo sembra diventato una gran macchina, potente e stupefacente, ma che non sa dove andare e non è attesa da nessuna parte. Ne conseguono disperazione e smarrimento”. I vescovi annunciano la loro preghiera per i fedeli delle loro diocesi ed esprimono l’auspicio che ogni fedele “riconosca l’intenzione di Dio di salvare, di rendere ogni uomo e ogni donna partecipe della sua vita, della sua gioia, di introdurre ciascuno nella condizione di figlio nel Figlio Gesù”. “La benedizione di Dio – conclude il messaggio – sia di consolazione per chi geme sotto il peso della vita; sia di incoraggiamento per i giovani che affrontano le loro scelte nella persuasione che la vita è una vocazione ad amare; sia di luce per chi è smarrito e incerto nell’esercizio delle sue responsabilità; sia promessa di vicinanza a chi è povero e solo, a chi è escluso ed emarginato”.

 

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “le parrocchie avanguardie che raccolgono dalla dispersione, saranno soppresse quelle dove non si celebra più la messa”

Sat, 2018-07-07 15:45

“Le parrocchie sono avanguardie che raccolgono dalla dispersione, che generano comunione e lanciano la comunità in una dimensione di servizio alla città degli uomini. Non sono retroguardie o eredità del passato”. Lo scrive l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, nella sua seconda Lettera pastorale, in cui si annuncia che “alcune parrocchie saranno soppresse, quelle dove da anni non si celebra più stabilmente la messa o il culto è ridotto alla festa del Patrono”. “È una scelta per una necessaria semplificazione amministrativa che i presbiteri auspicano – spiega il presule – e che comunque non significa che non saranno più usate per le attività liturgiche desiderate e necessarie”. L’arcivescovo ricorda poi come la parrocchia sia “la nostra casa dove viviamo la dimensione familiare dell’Eucarestia, dell’incontro, del nostro cammino”. “È indubbio che le comunità piccole hanno una partecipazione proporzionalmente maggiore, realtà dove si intessono legami intensi e affettivi che non dobbiamo disperdere e anche solo contristare. Sono un patrimonio che occorre difendere e aprire perché possano accogliere tanti”. Mons. Zuppi sottolinea, inoltre, che “siamo chiamati tutti a un grande sforzo di comunione, cioè di ascolto, di amicizia, di generosità, di riscoperta”. “La Comunione permette un’organizzazione variabile, capace di tenere assieme realtà molto diverse ed è un collante che realizza il poliedro che è sempre la Chiesa. Ogni realtà è se stessa inserita in questo insieme e capace di collaborare per un reciproco arricchimento”.

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “nascono le zone pastorali guidate dai moderatori” per “promuovere la comunione tra le parrocchie”

Sat, 2018-07-07 15:40

“La zona pastorale è un territorio nel quale ogni parrocchia e realtà pastorale sono soggetti in una rete di comunione, di fraternità e dove tutti possono portare il loro originale e specifico contributo, fosse solo quello di esistere e di pregare assieme”. Lo scrive l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, nella sua seconda Lettera pastorale, in cui presenta un processo: “Dopo una riflessione che ha coinvolto principalmente i preti, sono state stabilite delle ‘zone pastorali’ e, dopo consultazioni con i Vicari episcopali e i Segretari per la Sinodalità – annuncia il presule -, ho nominato i moderatori di ogni zona, che avranno il compito di promuovere la comunione tra tutte le componenti: parrocchie, comunità, religiosi, associazioni, movimenti e altre realtà pastorali”. Collaborando con il vicario pastorale, i moderatori hanno il compito di “convocare l’assemblea zonale”. “Assieme a una piccola équipe coordinano le iniziative pastorali della zona e favoriscono il clima di collaborazione tra i vari soggetti presenti”. La dinamica indicata è “quella di una madre e non di una istituzione, di una comunione e non di un’organizzazione, di una fraternità e non di stazioni funzionali”. “La dinamica – aggiunge mons. Zuppi – è quella della comunione, che sostiene e valorizza tutte le realtà ecclesiali perché crescano nella generosità e nella missionarietà”.

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “chiamati a essere tutti più missionari”

Sat, 2018-07-07 15:39

“I discepoli di Gesù sono chiamati a essere santi per aiutare la Chiesa, perché sia se stessa uscendo, vivendo la missione di comunicare a tutti il Vangelo. Ognuno ha la sua missione e cercare di essere santi ci aiuta a trovare il nostro contributo unico, irripetibile, importante”. Lo scrive l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, nella sua seconda Lettera pastorale in cui delinea una “rivisitazione missionaria della Chiesa di Bologna”, i cui strumenti saranno le nuove “Zone pastorali” con i relativi moderatori. Avranno il compito di “promuovere la comunione tra tutte le componenti: parrocchie, comunità, religiosi, associazioni, movimenti e altre realtà pastorali”. Il titolo della lettera richiama un versetto degli Atti degli Apostoli: “Ciascuno li udiva parlare nella propria lingua”. L’invito espresso è quello a essere “tutti più missionari”. Ricordando che “ogni tempo è opportuno per vivere oggi l’amore di Cristo, testimoniarlo”, il presule mette in guardia dal diventare “profeti di sventura” che “valutano i fatti senza sufficiente obiettività né prudente giudizio”, perché “non sono capaci di vedere altro che rovine e guai”. Quindi, l’incoraggiamento “non a lamentarci, ma a costruire; non a restare a guardare ma ad aiutare; non a mettere prima i nostri interessi, ma a capire quello di cui c’è bisogno”, per “trovare anche oggi nelle ‘avverse vicende umane’ il bene della Chiesa che amiamo”.

Diocesi: Rieti, il 28 luglio ad Amatrice la prima edizione del forum delle Comunità Laudato si’

Sat, 2018-07-07 15:11

Si svolgerà, il 28 luglio, ad Amatrice, nella sala polivalente dell’Area Food, la prima edizione del forum delle Comunità Laudato si’. Il tema al centro del dibattito sarà l’inquinamento dovuto dall’uso/abuso di plastica, ma anche quello delle ripercussioni sull’ecosistema marino e sull’uomo derivanti sia dal consumo di pesce sia dalla sempre maggiore esposizione agli additivi utilizzati nella produzione delle materie plastiche. Il forum nasce nell’ambito del progetto Comunità Laudato si’, promosso da Chiesa di Rieti e Slow Food, come “appuntamento annuale di incontro, scambio e confronto tra le comunità costituite e costituende, e momento di formazione e riflessione aperto a tutti sulle tematiche emergenti riguardanti l’ambiente”. L’obiettivo della giornata è quello di “indagare le principali criticità e problematiche ambientali”. “Durante il forum – si legge in una nota – si analizzeranno le dinamiche attuali con la consapevolezza della gravità di alcuni fenomeni di inquinamento, guardando all’urgenza di arrestare processi di contaminazione, elevatissima in determinati contesti, nella prospettiva di delineare scenari futuri di miglioramento e inversione dei processi inquinanti”. Due le sessioni. Quella mattutina, coordinata da Carlo Petrini, vedrà al tavolo dei relatori due biologi marini: Roberto Donovaro, docente dell’Università Politecnica delle Marche e Silvestro Greco, docente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Interverrà inoltre Claudia Silvestrini, presidente di Polieco, Consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene. La sessione pomeridiana sarà incentrata sullo scambio di esperienze, ricerche e buone pratiche. Parteciperanno, tra gli altri, un gruppo di ricercatori dell’Enea, guidato da Loris Pietrelli, e Serena Carpentieri, vicedirettore e responsabile delle campagne di Legambiente, oltre a diverse realtà economiche impegnate nella riduzione dell’uso della plastica nel processo di produzione.

Venezuela: vescovi in assemblea da oggi all’11 luglio per approvare il Piano triennale pastorale

Sat, 2018-07-07 14:31

Il piano pastorale per il prossimo triennio e la preparazione alla visita ad limina di settembre sono i due temi principali che saranno affrontati nel corso dell’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale venezuelana (Cev), che prende il via oggi a Caracas, nella sede della Cev intitolata a mons. Ibarra. Dopo la celebrazione eucaristica di apertura, l’assemblea sarà aperta dal presidente della Cev, mons. José Luis Azuaje Ayala, arcivescovo eletto di Maracaibo. Come accennato, l’assemblea analizzerà il Piano triennale 2018-2021, che sarà approvato in modo definitivo. Tale progetto pastorale, si precisa in una nota della Cev, “è il prodotto del lavoro di diversi organi della Conferenza episcopale venezuelana” e vuole essere uno “strumento per l’evengelizzazione e l’animazione pastorale”. Inoltre questo sarà l’ultimo appuntamento plenario prima del prossimo settembre, quando i 41 vescovi titolari e i 16 vescovi emeriti della Conferenza episcopale venezuelana saranno ricevuti in Vaticano per la periodica visita ad limina. Al termine dell’assemblea, mercoledì 11 luglio, verrà come d’abitudine resa nota un’esortazione pastorale che toccherà anche il pensiero dell’Episcopato sulla situazione che vive il Paese.

Cammini: d’Ors (Pcc), “alimentano la speranza di risolvere il conflitto che ci turba”

Sat, 2018-07-07 14:01

“Non c’è scuola di meditazione che non includa la gioiosa disciplina del camminare. C’è qualcosa di speciale nel camminare, forse quell’andare avanti che alimenta la speranza di risolvere il conflitto che ci turba”. Lo scrive Pablo d’Ors, scrittore e consultore del Pontificio Consiglio della cultura, su “Vita e Pensiero”, la rivista dell’Università Cattolica. Ricordando i suoi tanti cammini, da Somport a Santiago de Compostela ma anche da monastero a monastero nella penisola di Athos e attraverso il Sahara, lo scrittore afferma che “camminare per me non era semplicemente spostarmi da un luogo all’altro”. “Nel cammino, c’erano fermate, momenti in cui riprendevo le forze e contemplavo il paesaggio. La quiete era per me il premio al movimento e il movimento, alla fine, il premio alla quiete”. Nel cammino “quello che mi preoccupava iniziava a sparire e nasceva, invece, un nuovo io meno ossessionato dal pensiero e più aperto alla percezione”. La consapevolezza espressa da d’Ors è una: “Senza tempo per se stessi è impossibile dedicare del buon tempo agli altri”. Poi, l’assimilazione della condizione umana, che è “essere di passaggio”, con il cammino. “Vivere la vita in quel modo, con una meta e una direzione, con un passato e un futuro, è quello che gli dà un significato”. “Per le strade – aggiunge – posso perdermi, come nella vita. Per le strade possono assaltarmi i banditi o gli animali, come nella vita. Per le strade mi può sorprendere la notte. Come nella vita. Camminare, per questo, è imparare”. Infine, un consiglio per coloro che si sentono tristi: camminare, abbandonarsi alla camminata e al cammino stesso. “Nel cammino, o ti dimentichi di te stesso, cosa che è sempre liberatoria, o cerchi dentro di te una nuova prospettiva, tanto spesso insolita e liberatrice. Il pensiero che si genera nel camminatore, in più, è vago e rilassato dato che il camminare, se ti ci affidi, lascia che il mondo penetri in te”.

Paolo VI: mons. Zani (Santa Sede), “ansia per l’unità dei cristiani e per il dialogo tra le religioni”

Sat, 2018-07-07 13:20

“Non solo non ho mai sentito espressioni di critica nei suoi confronti, ma ho colto sempre e solo ammirazione per la sua figura di vescovo e di pontefice, considerato da tanti un ‘Padre della Chiesa’ e un esempio di santità moderna per tutti”. Lo scrive mons. Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’Educazione cattolica, su “La Voce del Popolo”, il settimanale della diocesi di Brescia, ricordando Paolo VI. Tre i momenti nella memoria di mons. Zani che associa a Papa Montini: la festa celebrata in seminario per la sua elezione e l’udienza con i seminaristi di Brescia, nel giugno1964, a un anno dall’inizio del pontificato; l’udienza speciale del settembre 1977 delle diocesi di Brescia e Milano, in occasione dell’80° genetliaco del Papa; la partecipazione ai funerali del Papa nell’agosto 1978. Ripercorrendo “l’ultimo ricordo che mi è rimasto di Papa Montini”, mons. Zani indica “la constatazione dell’ansia per l’unità dei cristiani e per il dialogo tra le religioni”, che “egli ha saputo comunicare e che traspariva dai volti dei rappresentanti delle varie chiese e religioni”. Infine, guardando alle similitudini tra Paolo VI e Papa Francesco, il segretario della Congregazione per l’Educazione cattolica sottolinea tre elementi che “coincidono con i tratti più significativi che ancora oggi orientano la Chiesa e ai quali anch’io continuo ad attingere per il mio servizio”: la Chiesa (unita e in “uscita”), l’importanza dell’educazione delle giovani generazioni, il dialogo (ecumenico, interreligioso e in tutti gli altri campi).

Papa Francesco: “Non tregue garantite da muri e prove di forza porteranno la pace, ma la volontà reale di ascolto e dialogo”

Sat, 2018-07-07 13:19

(da Bari) “Non le tregue garantite da muri e prove di forza porteranno la pace, ma la volontà reale di ascolto e dialogo. Sono molto grato per la condivisione che abbiamo avuto la grazia di vivere. Ci siamo aiutati a riscoprire la nostra presenza di cristiani in Medio Oriente. Essa sarà tanto più profetica quanto più testimonierà Gesù Principe della pace”. Lo ha detto Papa Francesco al termine dell’incontro a porte chiuse con i Patriarchi delle Chiese del Medio Oriente, che si è svolto oggi nella basilica di san Nicola a Bari, nell’ambito dell’incontro ecumenico di preghiera per la pace in Medio Oriente. “Gesù – ha affermato il Pontefice – non impugna la spada, ma chiede ai suoi di rimetterla nel fodero. Anche il nostro essere Chiesa è tentato dalle logiche del mondo, logiche di potenza e di guadagno, logiche sbrigative e di convenienza. E c’è il nostro peccato, l’incoerenza tra la fede e la vita, che oscura la testimonianza. Sentiamo di doverci convertire ancora una volta al Vangelo, garanzia di autentica libertà, e di farlo con urgenza ora, nella notte del Medio Oriente in agonia”. “Incoraggiati gli uni dagli altri, abbiamo dialogato fraternamente – ha aggiunto Papa Francesco -. È stato un segno che l’incontro e l’unità vanno cercati sempre, senza paura delle diversità. Così pure la pace: va coltivata anche nei terreni aridi delle contrapposizioni, perché oggi, malgrado tutto, non c’è alternativa possibile alla pace. Non le tregue garantite da muri e prove di forza porteranno la pace, ma la volontà reale di ascolto e dialogo. Noi ci impegniamo a camminare, pregare e lavorare, e imploriamo che l’arte dell’incontro prevalga sulle strategie dello scontro, che all’ostentazione di minacciosi segni di potere subentri il potere di segni speranzosi. Solo così, avendo cura che a nessuno manchino il pane e il lavoro, la dignità e la speranza, le urla di guerra si muteranno in canti di pace”.

Papa Francesco: “L’umanità ascolti il grido dei bambini, la cui bocca proclama la gloria di Dio”

Sat, 2018-07-07 13:15

(da Bari) “L’umanità ascolti il grido dei bambini, la cui bocca proclama la gloria di Dio. La speranza ha il volto dei bambini”. È l’appello lanciato da Papa Francesco durante l’incontro ecumenico di preghiera con i Patriarchi del Medio Oriente in corso a Bari. Parlando dal sagrato della basilica di san Nicola il Pontefice ha ricordato che “in Medio Oriente, da anni, un numero spaventoso di piccoli piange morti violente in famiglia e vede insidiata la terra natia, spesso con l’unica prospettiva di dover fuggire. Questa è la morte della speranza. Gli occhi di troppi fanciulli hanno passato la maggior parte della vita a vedere macerie anziché scuole, a sentire il boato sordo di bombe anziché il chiasso festoso di giochi. L’umanità ascolti – è stato l’accorato appello del Pontefice – il grido dei bambini, la cui bocca proclama la gloria di Dio. È asciugando le loro lacrime che il mondo ritroverà la dignità”. E con il pensiero ai bambini che, nella piazza, il Papa e il Patriarchi hanno liberato delle colombe, segno di pace. “L’anelito di pace si levi più alto di ogni nube scura. I nostri cuori si mantengano uniti e rivolti al Cielo, in attesa che, come ai tempi del diluvio, torni il tenero ramoscello della speranza – ha concluso il Pontefice -. Il Medio Oriente non sia più un arco di guerra teso tra i continenti, ma un’arca di pace accogliente per i popoli e le fedi. Amato Medio Oriente, si diradino da te le tenebre della guerra, del potere, della violenza, dei fanatismi, dei guadagni iniqui, dello sfruttamento, della povertà, della disuguaglianza e del mancato riconoscimento dei diritti. ‘Su te sia pace’, in te giustizia, sopra di te si posi la benedizione di Dio”.

Papa Francesco: “Preservare identità e vocazione di Gerusalemme, rispettare status quo”

Sat, 2018-07-07 13:14

(da Bari) “Fortemente angosciati, ma mai privi di speranza, volgiamo lo sguardo a Gerusalemme, città per tutti i popoli, città unica e sacra per cristiani, ebrei e musulmani di tutto il mondo, la cui identità e vocazione va preservata al di là delle varie dispute e tensioni”. A chiederlo da Bari dove è in corso l’incontro ecumenico di preghiera con i Patriarchi del Medio Oriente è Papa Francesco. Nel suo saluto dal sagrato della basilica di san Nicola il Pontefice ha chiesto il rispetto dello status quo della Città Santa “secondo quanto deliberato dalla Comunità internazionale e ripetutamente chiesto dalle comunità cristiane di Terra Santa. Solo una soluzione negoziata tra Israeliani e Palestinesi, fermamente voluta e favorita dalla Comunità delle nazioni, – ha sottolineato il Papa – potrà condurre a una pace stabile e duratura, e garantire la coesistenza di due Stati per due popoli”.

Papa Francesco: “Non si può alzare la voce per parlare di pace mentre di nascosto si perseguono sfrenate corse al riarmo”

Sat, 2018-07-07 13:12

(da Bari) “Non si può alzare la voce per parlare di pace mentre di nascosto si perseguono sfrenate corse al riarmo. È una gravissima responsabilità, che pesa sulla coscienza delle nazioni, in particolare di quelle più potenti”. Ad affermarlo oggi a Bari è stato Papa Francesco, nel suo saluto letto dal sagrato della basilica di San Nicola di Bari al termine del ‘dialogo a porte chiuse’ avuto con i Patriarchi delle Chiese del Medio Oriente, nell’ambito dell’incontro ecumenico di preghiera in corso nel capoluogo pugliese. “Non si dimentichi il secolo scorso, non si scordino le lezioni di Hiroshima e Nagasaki, – è stato il monito del Pontefice – non si trasformino le terre d’Oriente, dove è sorto il Verbo della pace, in buie distese di silenzio. Basta contrapposizioni ostinate, basta alla sete di guadagno, che non guarda in faccia a nessuno pur di accaparrare giacimenti di gas e combustibili, senza ritegno per la casa comune e senza scrupoli sul fatto che il mercato dell’energia detti la legge della convivenza tra i popoli!”. “Per aprire sentieri di pace – ha aggiunto Papa Francesco – si volga invece lo sguardo a chi supplica di convivere fraternamente con gli altri. Si tutelino tutte le presenze, non solo quelle maggioritarie. Si spalanchi anche in Medio Oriente la strada verso il diritto alla comune cittadinanza, strada per un rinnovato avvenire. Anche i cristiani sono e siano cittadini a pieno titolo, con uguali diritti”.

Papa Francesco: “Basta usare il Medio Oriente per profitti estranei al Medio Oriente!”

Sat, 2018-07-07 13:10

(da Bari) “Chi detiene il potere si ponga finalmente e decisamente al vero servizio della pace e non dei propri interessi. Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli! Basta al prevalere delle verità di parte sulle speranze della gente! Basta usare il Medio Oriente per profitti estranei al Medio Oriente!”: lo ha detto Papa Francesco parlando dal sagrato della basilica di San Nicola di Bari al termine del ‘dialogo a porte chiuse’ avuto con i Patriarchi delle Chiese del Medio Oriente, uno dei due momenti chiave dell’incontro ecumenico di preghiera per la pace in Medio Oriente in corso nel capoluogo pugliese. “La guerra è la piaga che tragicamente assale quest’amata regione – ha affermato il Pontefice -. Ne è vittima soprattutto la povera gente. Pensiamo alla martoriata Siria”. “La guerra è figlia del potere e della povertà – ha ribadito il Papa – e si sconfigge rinunciando alle logiche di supremazia e sradicando la miseria”. Il Pontefice ha inoltre rimarcato l’uso distorto della religione: “tanti conflitti sono stati fomentati anche da forme di fondamentalismo e di fanatismo che, travestite di pretesti religiosi, hanno in realtà bestemmiato il nome di Dio, che è pace, e perseguitato il fratello che da sempre vive accanto”.

Dialogo interreligioso: un corso di alta formazione dalla collaborazione tra Istituto di Scienze Religiose di Rimini e l’Università di San Marino

Sat, 2018-07-07 13:03

Un corso di alta formazione in dialogo interreligioso e relazioni internazionali. A organizzarlo è l’Istituto superiore di Scienze Religiose di Rimini con l’Università di San Marino, che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa. Le lezioni inizieranno nel mese di ottobre e dureranno due anni. L’obiettivo del percorso formativo è quello di “corrispondere a un generale bisogno di conoscenza e di competenza in campo interreligioso e interculturale specialmente nell’attuale momento storico”, si legge in una nota degli organizzatori. Il corso, coordinato da Adolfo Morganti e il cui Comitato scientifico è presieduto da Franco Cardini, si rivolge a laureati in materie storiche, politologiche, giuridiche, diplomatiche e religiose, al mondo del volontariato. Ma anche ai giovani che ambiscono a entrare nell’ambito diplomatico. Previsto un numero chiuso di partecipanti. L’iniziativa è stata presentata, nei giorni scorsi, anche al Parlamento Europeo, nella sede di Bruxelles. Il corso è equivalente a un master post-universitario di primo livello e rilascia un titolo di alta specializzazione riconosciuto nell’Unione europea.

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