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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 24 min 24 sec ago

Conferenza episcopale abruzzese-molisana: mons. Gianfranco De Luca eletto vicepresidente. Vescovi vicini ai cristiani perseguitati in Iraq

Wed, 2017-10-04 17:55

Si è riunita questa mattina a Chieti, in seduta ordinaria, la Conferenza episcopale abruzzese-molisana (Ceam). La riunione guidata dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, in qualità di presidente, ha ospitato l’intervento di Alessandro Monteduro, direttore nazionale di “Aiuto alla Chiesa che soffre”, fondazione di diritto pontificio nata nel 1947 per sostenere la Chiesa in tutto il mondo, con particolare attenzione alle situazioni in cui è perseguitata. “L’audizione di Monteduro – si legge in una nota diffusa dalla Ceam – ha avuto come scopo quello di illustrare ai vescovi della Regione ecclesiastica i progetti della Fondazione con particolare riferimento a quanto si sta realizzando in favore dei cristiani in Iraq. Oltre 120mila cristiani iracheni, infatti, in seguito alla persecuzione in atto contro di essi, sono dovuti fuggire nel Kurdistan. Con le offerte ricevute, l’Acs ha già potuto costruire 150 strutture prefabbricate ad uso abitativo e sostenere le spese di affitto per tante altre famiglie. Inoltre, è stato possibile costruire otto scuole prefabbricate, per far sì che la drammatica crisi irachena non comprometta per sempre il futuro dei piccoli cristiani”.
Successivamente, l’Assemblea ha provveduto ad eleggere il vicepresidente della Conferenza episcopale nella persona del vescovo di Termoli-Larino, mons. Gianfranco De Luca. Al neo vescovo di Trivento, mons. Claudio Palumbo, è stato assegnato il settore delle Comunicazioni sociali e cultura e quello del laicato, settori affidati prima a mons. Angelo Spina, ora arcivescovo di Ancona.Osimo. Il vescovo emerito di Trivento, mons. Angelo Scotti, è stato riconfermato delegato della Ceam per le Vocazioni. L’arcivescovo di Campobasso-Bojano, mons. Giancarlo Bregantini, delegato Ceam per i Problemi sociali, giustizia e pace ha relazionato sulla pastorale carceraria. Infine, a mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, è stato assegnato il settore Migranti in aggiunta a quello per la Carità e la Salute.

Università cattolica: 25° Istituto di bioetica. Mons. Giuliodori, “far risplendere i fondamenti veritativi a servizio del bene integrale e della dignità umana”

Wed, 2017-10-04 17:43

Gli studi di bioetica sono necessari ancor più nella società attuale alle prese con questioni complesse. Ne è convinto mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, che ha parlato in occasione del convegno “La bioetica nella formazione in ambito sanitario”, organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore per celebrare i 25 anni dell’Istituto di bioetica. “Di fronte alla complessità e al frantumarsi dei riferimenti fondativi fino al diffondersi, e purtroppo affermarsi, di visioni puramente pragmatiche e sostanzialmente relativistiche – ha detto -, si rende necessario un ancor più accurato e incisivo impianto etico che sappia contrastare le derive ideologiche e far risplendere i fondamenti veritativi a servizio del bene integrale e della dignità dell’essere umano”. “Il cambio del nome – ha commentato mons. Giuliodori -, con l’aggiunta di ‘Medical Humanities’ non rappresenta pertanto un cedimento ad approcci meno vincolanti e solidi, indica piuttosto l’esigenza di coniugare sempre più i fondamenti tradizionali dell’etica personalistica e cristiana con le nuove frontiere del pensiero e con gli umanesimi, o presunti tali, del nostro tempo. Ci sollecita in questa direzione anche il richiamo che Papa Francesco ha fatto domenica scorsa a Bologna parlando al mondo accademico: ‘Contro una pseudocultura che riduce l’uomo a scarto, la ricerca a interesse e la scienza a tecnica, affermiamo insieme una cultura a misura d’uomo, una ricerca che riconosce i meriti e premia i sacrifici, una tecnica che non si piega a scopi mercantili, uno sviluppo dove non tutto quello che è comodo è lecito'”. Per tutto questo, ha concluso mons. Giuliodori, “si è sempre speso l’Istituto di Bioetica e oggi non possiamo che formulare l’incoraggiamento a continuare con rinnovato slancio e con la collaborazione di tutte le componenti dell’Ateneo la sua preziosa missione di ricerca, formazione e consulenza clinica, in ambiti che i rapidi sviluppi scientifici e tecnologici rendono non meno importante ma ancor più necessaria e urgente”.

Salute: Coldiretti, “la mandragora è velenosa e viene spesso scambiata per altri tipi di piante”

Wed, 2017-10-04 17:38

“La mandragora è uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie e il fatto che le radici siano caratterizzate da una peculiare biforcazione che ricorda la figura umana insieme alle proprietà anestetiche ha probabilmente contribuito a far attribuire alla mandragola poteri sovrannaturali in molte tradizioni popolari”. Lo afferma la Coldiretti in rifermento all’annuncio da parte del ministero della Salute di un richiamo per il ritiro dai supermercati di un lotto di spinaci millefoglie surgelati Bonduelle per “sospetta presenza di foglie di mandragora”. Citata da Machiavelli fino a Harry Potter, “nell’antichità alla mandragora – sottolinea la Coldiretti – venivano accreditate virtù afrodisiache mentre nel Medioevo qualità magiche e non è un caso che fosse inclusa nella preparazione di varie pozioni. È raffigurata in alcuni testi di alchimia con le sembianze di un uomo o un bambino, per l’aspetto antropomorfo che assume la sua radice in primavera. L’avvelenamento da verdure non commestibili è molto diffuso soprattutto nel periodo autunnale, quando molti appassionati si recano in campagna per raccogliere vari tipi di verdure”, conclude la Coldiretti nel sottolineare che la mandragora autunnale (Mandragora autumnalis) che è velenosa viene spesso scambiata per borragine (Borago officinalis) che è commestibile e utilizzata per minestre, frittate, risotti e ripieno di ravioli.

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “comunione e speranza” affinché “la Chiesa sia davvero una madre fertile e premurosa”

Wed, 2017-10-04 17:21

“Comunione e speranza”: sono le due parole che stasera mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha “raccomandato” perché “la Chiesa sia davvero una madre fertile e premurosa”. “La comunione – ha spiegato – è affidata a ognuno di noi. Nessuno è spettatore in essa, tutti la doniamo e la riceviamo, nessuno ha diritto di umiliarla o usarla per sé in nome della sua verità o del suo punto di vista. Mai. E offendere la comunione è indebolire questa madre, la nostra Madre. Senza Comunione tutto diventa più difficile, rischiamo di diventare prigionieri del banale e mondano individualismo, intaccando quell’unità di diversi che è il dono, insieme alla pace, di Gesù che muore”. Nella comunione “il più grande è colui che si fa servo”. “Una Chiesa umile, ma non modesta”, l’auspicio dell’arcivescovo, per il quale “solo nella comunione potremo essere missionari”.
Riguardo alla speranza, mons. Zuppi ha messo in guardia da un possibile rischio: “Abbiamo la tentazione di essere vecchi e nuovi profeti di sventura che giudicano in astratto, che vedono i problemi dove non ci sono, i nemici e non il nemico e lo facciamo sempre convinti di noi stessi tanto da credere di non avere obblighi verso la comunione”. Ma, ha avvertito il presule, “c’è bisogno di uomini di speranza che credono alla luce quando c’è il buio, disposti a seminare bontà nella cattiveria, a costruire tenacemente l’amicizia quando c’è la divisione, di dare tutto per la Chiesa. Gesù ci fa ardere il cuore nel petto e si fa riconoscere nello spezzare del pane per affrontare le inevitabili difficoltà, i cambiamenti delle nostre strutture non ritirandosi ma uscendo incontro, costruendo sulle macerie della crisi di tante disillusioni”. Sì, ha concluso mons. Zuppi, “la Chiesa oggi, vuole rivolgersi a tutti per, come scriveva San Francesco amare i nostri prossimi come noi stessi, attirando tutti con ogni nostro potere al tuo amore, godendo dei beni altrui come dei nostri, e nei mali soffrendo insieme con loro e non recando nessuna offesa a nessuno. Parola, pane, poveri. Abbiamo con gioia condiviso il pane del cielo. Condividiamo quello della terra. Uno rimanda all’altro”.

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “la Parola è la bussola per camminare umili, non perdere la strada di Dio e cadere nella mondanità”

Wed, 2017-10-04 17:18

“Sinodo significa camminare assieme, per non restare fermi, per una presenza rinnovata della Chiesa e per raggiungere tutti con la gioia del Vangelo”. Lo ha detto stasera mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, nella Messa per la festa di San Petronio, patrono della città e della diocesi. Il presule ha anche ricordato: “Domenica nelle nostre parrocchie e realtà concluderemo questo anno del Congresso eucaristico. Tante consapevolezze che abbiamo acquisito o tanti inizi non finiscono ma li portiamo con noi nei prossimi anni”. Stasera al termine della Messa l’arcivescovo affiderà la lettera pastorale “Non ci ardeva forse il cuore nel petto?”, che “raccoglie proprio il cammino di questi due anni trascorsi e c’introduce al prossimo, che desidero sia come il cammino dei due discepoli di Emmaus che ritrovarono la Parola di Dio e la speranza che da questa sgorga. Ho voluto raccogliere molte delle indicazioni emerse nelle parrocchie e nelle altre realtà durante le quattro tappe, che sono state momenti sinodali per confrontarsi alla luce dell’Evangelii Gaudium”. “Questo anno – precisa mons. Zuppi – ricominceremo semplicemente dalla Parola, sine glossa, senza le tante aggiunte, perché non è una lezione che si impara una volta per tutte ma la compagnia fedele che fa ardere il cuore e ci fa sentire amati e consolati dal Signore. Ognuno di noi e le nostre comunità cambieranno in maniera sorprendente se metteranno al centro la Parola e si lasceranno interrogare da questa che è la ‘bussola per camminare umili, per non perdere la strada di Dio e cadere nella mondanità’”. Per l’arcivescovo, “un rapporto rinnovato con la Parola nutrirà la nostra preghiera, ci aiuterà a vivere il Vangelo in famiglia, nel servizio ai poveri, a scuola, ovunque. E come non si possono servire i poveri senza la Parola di Dio e la preghiera, così non si ascolta la Parola senza metterla in pratica, a cominciare da coloro che Gesù ci indica il suo Corpo”.

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “la città abbia sempre al centro l’uomo, non sia una piazza anonima di tante solitudini ma un luogo largo, accogliente, di incontro”

Wed, 2017-10-04 17:15

“Custodire significa preghiera, passione, interesse, servizio, intelligenza, perché la città abbia sempre al centro l’uomo, non sia una piazza anonima di tante solitudini ma un luogo largo, accogliente, di incontro, non di scontro, di crescita e di amore per il valore che è ogni uomo, di parole e cultura, non di strilli o ‘urla dirette allo stomaco’”. Lo ha detto, stasera mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, nella Messa per la solennità di San Petronio, patrono della città e della diocesi. Il presule ha ricordato, poi, la recente visita di Papa Francesco: “Non si è risparmiato! Lo ringraziamo per l’energia spesa per avvicinare tutti, per mostrare a ciascuno il segno della vicinanza e per gettare con larghezza il seme della Parola di Dio”. Per l’arcivescovo, è stata “una festa di Chiesa e della Città degli uomini”. Nella Chiesa, ha sottolineato, “gli altri sono tutti nostri! Non esiste il noi e il loro. I poveri hanno fin da subito lo ius di fratelli più piccoli, ci ricordano che dobbiamo essere fratelli tra di noi. La sfida di farli diventare ‘nostri’ si vince solo con l’amore, come Gesù chiede a tutti. Era la folla di profughi cui il Papa ha donato uno ad uno il pane di un gesto di riguardo e di attenzione. Uno ad uno. Smettevano così di essere un numero e diventavano, nei loro grandi sorrisi, una persona”. Ricordando il pranzo nella basilica di San Petronio, mons. Zuppi ha precisato: “Solo condividendo saremo sazi. La comunione è sempre circolare. La casa del Signore torna a essere quella di sempre, ma portiamo nel cuore questa immagine che ci ricorda che tutti coloro che sono nutriti da Gesù sono il ‘voi’ che deve apparecchiare tante mense di amore”.

Università cattolica: 25° Istituto di bioetica. Spagnolo (direttore), “il futuro è una medicina attenta al paziente”

Wed, 2017-10-04 17:14

Il futuro della bioetica persegue la strada della medicina personalizzata, intesa come “medicina attenta al paziente”. A esserne convinto è Antonio Gioacchino Spagnolo, docente di Medicina legale e direttore dell’Istituto di bioetica e Medical Humanities all’Università Cattolica del Sacro Cuore. In occasione dei 25 anni dell’Istituto, il docente ha tracciato in un convegno presso l’ateneo i traguardi passati e le prossime sfide. “Il punto di partenza è il 1992 – ha ricordato Spagnolo -, quando l’Università Catolica ha decretato la nascita dell’Istituto di bioetica. La prima difficoltà era come collocare il corso in uno specifico settore disciplinare e negli anni è entrato a far parte dei curriculari”. Una delle attività che l’Istituto è chiamato a svolgere è la consulenza in ambito etico nei diversi settori del Policlinico Gemelli. “Il principale reparto – ha affermato Spagnolo – è quello di ginecologia e ostetricia. A seguire, c’è la neonatologia e l’hospice perinatale dedicato ai bambini che hanno gravi difficoltà e patologie. Il supporto in questi casi è qualcosa che dal punto di vista etico spesso siamo chiamati a fare: il ruolo dei consulenti etici è di facilitare le decisioni cliniche”. Uno dei filoni di ricerca dell’Istituto si concentra sul tema del fine vita. “Nei casi come quello del piccolo Charlie o di Eluana Englaro – ha commentato, a margine del convegno, Spagnolo – non è possibile applicare una generalizzazione ma occorre fare una valutazione caso per caso. Solo quando si è all’interno della situazione si può dare una risposta – ha insistito il docente – e sul fine vita non se ne può dare una per tutti. L’obiettivo che ci poniamo è quindi quello di umanizzare la medicina per non generalizzare le decisioni”. “Non abbiamo paura a dire – ha aggiunto – che il respiratore non è più efficace perché si vede che in quella circostanza vari elementi evidenziano che l’intervento è gravoso per il paziente o non è efficace. Questo non significa essere relativisti etici perché la teoria e i principi rimangono saldi ma occorre vedere come vengono applicati”. Il direttore ha infine previsto che nel 2018 l’Istituto di bioetica verrà collegato al Dipartimento di medicina legale dell’Università Cattolica.

Teologia: card. Bassetti (presidente Cei), teologi dialoghino con “l’anima della città”

Wed, 2017-10-04 17:06

Anche nella nostra società, “dove la fede che molti vivono non è più veicolata da quella religiosità popolare attraverso la quale è passata per secoli, c’è un cristianesimo che germoglia là dove non te lo aspetteresti, apparentemente senza un forte legame ecclesiale e senza radici nelle tradizioni locali”. Ne è convinto il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che a conclusione dlela sua lectio magistralis alla Facoltà teologica dell’Italia centrale, citando l’Evangelii gaudium, ha auspicato la necessità “che il teologo di professione sia in grado di mettersi in dialogo con quanti nella Chiesa penetrano con la Parola di Gesù i nuclei più profondi e l’anima della città, là dove si formano i nuovi racconti e paradigmi”. “Siate una Facoltà che abita la frontiera, non lasciatevi rinchiudere da esigenze piccine!”, l’invito finale: “L’intelligenza della fede che proponete assuma le prospettive delle periferie, delle marginalità materiali ed esistenziali, il respiro sinfonico di una Chiesa che non è più soltanto europea. Servite la Chiesa là dove si presenta come quercia millenaria e là dove non è che un germoglio, in questa epoca che qualcuno definisce post-cristiana. Abbiamo bisogno di teologi attenti,  pazienti, contemplanti che ci aiutino a non staccarci mai dalla sorgente autentica della  fede, per un discernimento evangelico che ci spinga sempre fuori da noi stessi,  sempre più avanti!”.

Teologia: card. Bassetti (presidente Cei), serve “il coraggio di abitare le frontiere”. “Accogliere magistero del Papa anche quando non corrisponde a propria idea astratta di ortodossia”

Wed, 2017-10-04 17:04

Le Facoltà teologiche “hanno una parte importante nel processo di conversione pastorale della Chiesa, purché non siano dei laboratori asettici dove si compongono e scompongono teologumeni in maniera astratta e ideologica”. È il monito con il quale il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha concluso la sua lectio magistralis alla Facoltà teologica dell’Italia centrale. “Le facoltà teologiche e gli Istituti superiori di scienze religiose devono avere – come dice il Papa – il coraggio di abitare le frontiere”, l’invito del cardinale. “Non sto invitandovi ad abbandonare le biblioteche a favore delle strade”, ha precisato: “Tutto il contrario! Lo dico soprattutto agli studenti: per molti di voi questo tempo privilegiato non tornerà: non è, quindi, il tempo di disertare le biblioteche, ma di apprendere ad usarle bene anche quando il tempo sarà assorbito dal vostro ministero, laicale o ordinato che sia”. Per la teologia, ha spiegato infatti il presidente della Cei, abitare le frontiere non significa disertare le biblioteche ma “sentire cum ecclesia”, cioè “accogliere il magistero dei vescovi e del  Papa anche quando non dovesse corrispondere ad una propria astratta e magari severa idea di ortodossia”. “Ma il Magistero non basta, occorre anche sentire come sente il santo e amato popolo di Dio, là dove il Vangelo è trasmesso nella vita della Chiesa”, l’esortazione del cardinale: “Il più grande teologo e il più grande pastore, prima di portare nella sua riflessione e nella sua missione la teologia appresa all’università, vi porta quella dalla sua mamma e della sua comunità ecclesiale”. “Pensate a san Giovanni Paolo II e alla sua ricezione accrescitiva dell’insegnamento conciliare sul dialogo con gli ebrei e sul dialogo interreligioso, frutto di una fede vissuta a contatto diretto e drammatico con la  tragedia dello sterminio degli ebrei!”, l’esempio scelto da Bassetti, secondo il quale “la teologia scientifica non può prescindere dalla fede che il popolo di Dio vive e trasmette nei contesti reali e quotidiani dell’esistenza”.

Cultura: card. Bassetti (presidente Cei), no a “idolatria del profitto e dei consumi, razzismo pratico, tirannia della solitudine e della competizione perenne”

Wed, 2017-10-04 17:03

“Non è vero che il nostro mondo, in qualunque modo lo si voglia definire – postmoderno, post-secolarizzato, post-cristiano – sia refrattario al Vangelo”. Lo ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella  lectio magistralis alla Facoltà teologica dell’Italia centrale. “È semmai vero che il Vangelo costituisce l’unica rivoluzione che questo mondo ancora attende – ha esclamato il cardinale -! La rivoluzione che, annunciando che la misericordia di Dio, rimette al centro l’uomo e lo libera dalla idolatria del profitto e dei consumi che produce scarti umani, dal razzismo pratico che ci lascia indifferenti davanti alle tragedie dell’umanità perché in esse non riconosciamo la nostra stessa umanità, dalla tirannia della solitudine e della competizione perenne, dalla follia del principio per il quale tutto ciò che è tecnologicamente possibile ed economicamente profittevole è anche fattibile, a prescindere dalla dignità della vita umana e dagli equilibri ecologici”. Per realizzare tali obiettivi, però, “occorre che ci lasciamo rivoluzionare la vita da Gesù Cristo e che il suo
Vangelo ci spinga fuori da tutti i recinti che ci dividono dagli altri. La rivoluzione – diceva don Mazzolari – parte da me, ma non finisce in me!”.

Diocesi: Mantova, martedì 10 serata su “Salute mentale, povertà e disagio nel tempo della crisi”

Wed, 2017-10-04 14:46

Un incontro per accendere i riflettori su problemi come schizofrenia, ansia, depressione e nevrosi sarà organizzato a Mantova dalla Caritas diocesana e dall’Ufficio per la pastorale della salute, martedì 10 ottobre, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. Ne dà notizia il sito della diocesi. La serata di riflessione aperta a tutti si svolgerà dalle 18.45 al cinema Mignon, in via Benzoni. “Salute mentale, povertà e disagio nel tempo della crisi” è il titolo dell’iniziativa. Durante la serata, sarà proiettato il film “Viva la libertà”, che racconta la storia di uno scrittore e filosofo, con un passato di problemi psichiatrici, chiamato a “sostituire” il fratello gemello, un politico in declino che decide di far perdere le proprie tracce alla vigilia delle elezioni. A seguire, a partire dalle 21, un dibattito animato dall’Ufficio di pastorale della salute. È previsto l’intervento di Paola Soncini di Caritas Ambrosiana. Parteciperanno all’iniziativa varie associazioni e realtà di volontariato.

Siria: mons. Jeanbart (Aleppo), “grazie Papa Francesco per le sue parole! Al mondo dico: aiutateci a restare nelle nostre terre e non a lasciarle”

Wed, 2017-10-04 14:32

Sono risuonate fino ad Aleppo, città martire siriana, le parole di questa mattina all’udienza di Papa Francesco: “E pensiamo ai nostri fratelli e nostre sorelle del Medio Oriente che danno testimonianza di speranza, e anche offrono la vita per questa testimonianza… Questi sono veri cristiani, questi portano il cielo nel cuore, guardano oltre, sempre oltre!”. “Grazie Papa Francesco per le sue parole – dichiara al Sir l’arcivescovo greco-melkita di Aleppo, mons. Jean Clement Jeanbart –. Il Santo Padre ci conforta e ci spinge a restare, pur tra tante difficoltà, per continuare a rendere testimonianza. Durante questi anni di guerra ci conforta la Parola di Gesù: ‘Se Dio è con noi chi sarà contro di noi?’. In forza di questa possiamo resistere qui dove il Cristianesimo e la Chiesa sono nati. Per questo motivo chiediamo ai cristiani di tutto il mondo di aiutarci a restare e non a lasciare le nostre terre. Qui siamo nati, dateci la possibilità di resistere nelle nostre terre benedette da milioni di martiri e di santi. Questa è una terra santa. Accettiamo l’ingiustizia perché crediamo in Gesù Cristo, Egli è sempre al nostro fianco”. “Qualche tempo fa – racconta mons. Jeanbart – mentre ristrutturavamo una casa del vescovado abbiamo rinvenuto sotto una parete una vecchia scritta del 1800 che recitava ‘Cristo è con noi, non temere’. Parole che si trovano in molte case cristiane di quei tempi anch’essi non felici, come quelli di oggi”. L’arcivescovo di Aleppo è consapevole che “nonostante tutte le vicissitudini e persecuzioni dobbiamo testimoniare che siamo vivi, credenti nel Signore della Speranza, nella Resurrezione. Cosa ne sarà del Medio Oriente una volta che sarà privo dei cristiani? Per questo faccio appello al mondo intero: aiutateci a restare, non a partire!”.

Nuovi santi: mons. Nolè e p. Ammendola, “nella vita del beato Angelo d’Acri si è manifestata la potenza di Dio a servizio dei fratelli”

Wed, 2017-10-04 14:29

“Oggi ci ritroviamo, dopo alcuni secoli dalla sua testimonianza, a veder brillare l’ardore del suo amore per Cristo e per i fratelli, come esempio da imitare per la Chiesa universale. È una fiamma inarrestabile, attinta a quel Roveto che brucia e non si consuma, perché nella vita del beato Angelo si è manifestata la potenza di Dio a servizio dei fratelli”. Lo si legge nel messaggio “Attingiamo anche noi all’Amore di Dio” dell’arcivescovo di Cosenza–Bisignano, mons. Francesco Nolè, e del provinciale dei Frati minori cappuccini di Calabria, padre Pietro Ammendola, in vista della canonizzazione del beato Angelo d’Acri, che avverrà il prossimo 15 ottobre a piazza San Pietro. “Vogliamo invitare tutti voi a lodare, ringraziare e benedire con noi il Signore perché non ci fa mancare mai i segni della sua potenza e del suo amore, donandoci santi testimoni della fede che hanno trasmesso, con la loro vita e la loro fedeltà al Vangelo e alla vocazione specifica, la bellezza di appartenere a Cristo e alla sua Chiesa”, scrivono nel messaggio che è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa nel palazzo arcivescovile bruzio.
“Uomo di carità e di virtù evangeliche”, “l’attualità del suo messaggio sta nell’ardore per Cristo, nella passione di annunciarne il Vangelo e nella costante indicazione della strada da seguire”, aggiungono. Per mons. Nolè e padre Ammendola, “oggi più che mai queste figure di santità possono richiamarci alla fedeltà al Vangelo e alla nostra vocazione battesimale ricevuta e maturata in famiglia”. Il presule e il provinciale cappuccino ricordano come nella spiritualità del beato Angelo “emerge un forte amore per l’Eucaristia, la sua forza come pacificatore e illuminatore di coscienze la trovava nel mirabile sacramento che lo apriva alla missione e alla carità”.

Conversione mafiosi: mons. Oliva (Locri-Gerace), “la Chiesa è chiamata a denunciare il male, dare speranza e indicare la via della carità”

Wed, 2017-10-04 14:12

“La giornata diocesana di riflessione e preghiera sul tema della conversione dei mafiosi e la custodia del creato è stata pensata per coinvolgere l’intera comunità su problemi molto gravi e di pesante attualità, quali la criminalità organizzata e la custodia della casa comune. La Locride è una terra che storicamente soffre il condizionamento di associazioni criminali, come la ‘ndrangheta, che incide molto negativamente sul suo sviluppo sociale ed economico”. Così mons. Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, spiega in un’intervista al Sir il senso della Giornata diocesana di preghiera per la conversione dei mafiosi, che si terrà sabato 7 ottobre, a Placanica, al santuario della Madonna dello Scoglio. “Occorre perseguire tutte le vie, anche quella della preghiera, per sconfiggerla. Non è possibile piegarsi ad essa né assuefarsi alla mentalità mafiosa – sottolinea il presule -. Questo è anche un problema culturale che corrompe il modo di pensare e di agire di tanti”.
Nella lotta alla criminalità, “il ruolo della Chiesa è soprattutto quello della formazione e dell’accompagnamento spirituale”. “Anche se il suo compito non è repressivo e accusatorio, non può tacere di fronte all’ingiustizia e al male – chiarisce mons. Oliva -. Il suo è un compito delicato ma importante: indicare percorsi di fede che non allontanano l’uomo dai suoi impegni e dalle sue responsabilità. Ad essa interessa che chi sbaglia si ravveda e attraverso un cammino di conversione interiore ritorni a Dio veramente rinnovato, che abbandoni la via del male e del crimine. Suo compito è essere mediatrice di salvezza e annunciatrice della bellezza del Vangelo. È chiamata anche a denunciare il male e le strutture di peccato, a dare speranza e soprattutto ad indicare la via della carità e della Misericordia”.

Settimana sociale: Cagliari, presentata la 48ª edizione su “Il lavoro che vogliamo”. Mons. Miglio, “opportunità per la Sardegna”

Wed, 2017-10-04 14:01

È stata presentata a Cagliari la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani, che si terrà nel capoluogo della Sardegna dal 26 al 29 ottobre prossimi. 1200 partecipanti da tutte le diocesi italiane, con 80 vescovi, si confronteranno sul tema “Il lavoro che vogliamo: libero creativo, partecipativo, solidale”. Durante la conferenza stampa l’arcivescovo di Cagliari, mons. Arrigo Miglio, ha ricordato che “è appena la seconda volta in 110 anni che in Sardegna si tiene la Settimana sociale: la prima volta fu nel 1957”. L’arcivescovo ha evidenziato che “ci siamo ispirati al capitolo quarto della Evangelii gaudium di Papa Francesco che è dedicato alla dimensione sociale dell’evangelizzazione”. Avere una Settimana sociale in Sardegna “credo che sia una bella opportunità per la Chiesa della Sardegna e per tutta la società sarda proprio per la portata di questo evento, e che mobilita tante energie, non solo del mondo cattolico – ha ricordato mons. Miglio –; con la Settimana sociale la comunità cristiana, la Chiesa, non vuole occupare spazi che sono di altri” ma l’obiettivo principale è un altro: “aiutare tutta la comunità cristiana a farsi carico del problema lavoro. È una questione che riguarda istituzioni statali, sindacato, imprenditoria, ma da un punto di vista evangelico questo problema deve riguardare tutti i membri della comunità cristiana”.
Le quattro giornate di Cagliari avranno una notevole copertura mediatica, con dirette e finestre quotidiane su Tv2000 e analisi e servizi speciali sul programma di Rai1 “A sua immagine”. In streeming si potranno seguire tutti gli avvenimenti su www.settimanesociali.it e www.settimanasociale.diocesidicagliari.it, oltre che su facebook, youtube e twitter.

Comece-Holy See: Rome, a conference, “(Re)thinking Europe”. EU at a crossroads. What future? Debates and an audience with the Pope

Wed, 2017-10-04 13:55

The programme of the international conference named “(Re)thinking Europe – A Christian contribution to the future of the European project”, due in Vatican City from 27th to 29th October, after the opening speeches by cardinals Parolin and Marx and by the deputy president of the EU Commission, Timmermans, will have a first session, “Europe at a crossroads”, with a speech by Pat Cox, former president of the European Parliament. It will be followed by three workshops, about “Integration – Building bridges between and within the member states”; “Dialogue – The state of democracy in Europe”; “The force to create – What economy for Europe, in a constantly changing world”. In the evening, a prayer with Rome’s poor people, in the church of Santa Maria in Trastevere. On October 28th, workgroups on “Speaking of Europe”, followed by Mass. In the afternoon, a debate about “Discussing Europe”, followed by an audience with Pope Francis, which will be attended by the president of the European Parliament, Antonio Tajani. Lastly, closing Mass in St Peter’s basilica on October 29th.

Comece-Santa Sede: Roma, conferenza “(Re)thinking Europe”. Ue al crocevia, quale futuro? Dibattiti e udienza con il Papa

Wed, 2017-10-04 13:55

Il programma della conferenza internazionale “(Re)thinking Europe – Il contributo dei cristiani al futuro del progetto europeo”, che si terrà in Vaticano dal 27 al 29 ottobre, prevede, dopo l’apertura dei lavori con interventi dei cardinali Parolin e Marx e del vicepresidente della Commissione Timmermans, una prima sessione “L’Europa al crocevia”, con l’intervento di Pat Cox, già presidente del Parlamento europeo. A seguire tre tavole rotonde su “Integrazione – Costruire ponti tra e all’interno degli Stati membri”; “Dialogo – Lo stato della democrazia in Europa”; “La forza per creare – Quale economia per l’Europa in un mondo in costante cambiamento”. La sera, preghiera con i poveri di Roma nella chiesa di Santa Maria in Trastevere. Il 28 ottobre gruppi di lavoro sul tema “Parlare di Europa”, a seguire la Messa. Nel pomeriggio dibattito sul tema “Discutere sull’Europa” e, a seguire, udienza con Papa Francesco cui parteciperà il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani. Infine, il 29 ottobre la Messa di chiusura in San Pietro.

Comece-Santa Sede: Roma, conferenza “(Re)thinking Europe – Il contributo dei cristiani al futuro del progetto europeo”

Wed, 2017-10-04 13:53

Saranno il cardinale Pietro Parolin (Segretario di Stato vaticano), il cardinale Reinhard Marx (presidente Comece) e Frans Timmermans (primo vicepresidente della Commissione Ue) ad aprire la conferenza internazionale intitolata “(Re)thinking Europe – Il contributo dei cristiani al futuro del progetto europeo”, che si terrà in Vaticano dal 27 al 29 ottobre. L’iniziativa è della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) e della Santa Sede, in occasione del 60° della firma dei Trattati di Roma che, nel 1957, diedero avvio al processo di integrazione europea. “Nel momento in cui l’avvenire dell’Unione europea appare incerto – hanno spiegato i promotori – viene offerta un’occasione di dialogo e di una riflessione comune assieme a Papa Francesco”. L’iniziativa (la partecipazione è su inviti) è particolarmente rivolta ai vescovi, alle associazioni cattoliche laicali, ai politici e ad alcuni giovani ed esperti di vari Paesi. Tale conferenza vorrebbe sottolineare “l’impegno della Chiesa cattolica per trovare nuove soluzioni e nuove strade per vivere insieme in Europa”. Sono previsti 350 partecipanti.

Comece-Holy See: Rome, a conference, “(Re)thinking Europe – A Christian contribution to the future of the European project

Wed, 2017-10-04 13:53

Cardinal Pietro Parolin (Vatican State Secretary), cardinal Reinhard Marx (president of Comece) and Frans Timmermans (first deputy president of the EU Commission) will be opening the international conference named “(Re)thinking Europe – A Christian contribution to the future of the European project”, which will take place in Vatican City from 27th to 29th October. The initiative has been taken by Comece (Commission of the EU Bishops Conferences) and by the Holy See, to coincide with the 60th anniversary of the signing of the Treaty of Rome, which, back in 1957, set off the European integration process. “Now that the future of the European Union looks uncertain – the promoters explain –, a chance is offered for dialogue and for a joint reflection with Pope Francis”. The initiative (by invitation only) is mainly addressed to bishops, lay Catholic associations, politicians and some young people and experts from different countries. The conference will try to emphasise the “commitment of the Catholic Church to finding new solutions and new ways to live together in Europe”. 130 people are expected to attend.

Festa di San Francesco: padre Tasca, “sarà la Campania a offrire l’olio per la lampada il prossimo anno”

Wed, 2017-10-04 13:43

“Sono lieto di annunciare che la regione che offrirà l’olio per la lampada di San Francesco d’Assisi il prossimo anno sarà la Campania”. Lo ha annunciato dalla loggia del Sacro Convento di Assisi il ministro generale dei Frati Minori Conventuali, padre Marco Tasca.

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