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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 58 min ago

Migranti: Terre des hommes, “serve un protocollo su interventi guardia costiera libica in acque internazionali”

Tue, 2018-04-03 17:48

Terre des Hommes chiede oggi, “al più presto, un protocollo chiaro su interventi della Guardia costiera libica in acque internazionali” e condivide le forti preoccupazioni delle Ong impegnate nei soccorsi in mare dei migranti che, “portando avanti la loro missione umanitaria, si confrontano con la difficoltà di gestire e portare a buon fine il salvataggio di vite umane, nel rispetto di un quadro politico complesso e poco chiaro”. Il protocollo, precisa, deve essere “ispirato al principio sovrano del rispetto della vita umana, del salvataggio in mare di chi si trova in condizioni di emergenza e necessita un soccorso immediato e del divieto di respingimento verso un Paese non sicuro come la Libia”. “I recenti fatti denunciati da Sos Mediterranee e Medici senza frontiere in relazione alle difficoltà affrontate dalla nave Aquarius nel procedere ai soccorsi – dichiara Federica Giannotta, responsabile dei progetti Italia di Terre des hommes – non possono lasciare indifferente. Negli ultimi mesi vediamo arrivare i minori migranti sempre più provati dal viaggio e dall’inferno delle strutture detentive libiche, la traversata del Mediterraneo sta diventando sempre più spesso un vero e proprio incubo dal quale rimangono segnati indelebilmente nell’anima”. “La buona riuscita di un salvataggio in mare ha conseguenze dirette anche sul nostro lavoro”, spiega Giannotta, “perché al porto di Pozzallo, quando la nostra equipe presenzia al triage sanitario vediamo la differenza tra chi ha vissuto anche l’orrore di un naufragio causato dall’arrivo della guardia costiera libica che ha interrotto con la forza le operazioni Sar e uno invece portato a buon fine da una Ong nel pieno rispetto di tutte le normative che disciplinano la navigazione e il soccorso in mare, ma anche il trattamento delle persone a bordo una volta salvate”. Terre des hommes auspica anche “che si chiarisca velocemente la posizione della Proactiva open arms e che possa tornare al più presto a operare per il salvataggio di vite umane nel Mediterraneo”.

Alternanza scuola-lavoro: esperienze e buone pratiche di collaborazione su tutto il territorio nazionale

Tue, 2018-04-03 17:30

Il progetto di riordino, inventariazione e catalogazione di documenti del 1800 svoltosi presso l’Archivio storico diocesano di Brescia ha condotto 27 studenti di classe quarta all’incontro con la tradizione della memoria, attraverso la valorizzazione degli archivi quali beni culturali da tutelare e da salvaguardare. È quanto si legge nel Dossier “Alternanza scuola-lavoro. La comunità cristiana a servizio della scuola”, scaricabile dal sito dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei, che propone l’iniziativa come progetto-tipo per l’ambito culturale. In campo assistenziale, invece, l’e-book riporta come modello il progetto proposto alle scuole dalla società “Diaconia” della Caritas di Roma. Settanta gli studenti coinvolti nelle diverse attività della cooperativa: servizi di ascolto e strutture di accoglienza per persone indigenti; sportello collegato al numero verde nazionale per le donne vittime di violenza; case di riposo per anziani; accoglienza profughi e richiedenti asilo. Impossibile citare tutte le buone pratiche raccolte nella pubblicazione. Tra queste il progetto sviluppato a Bergamo nei centri ricreativi estivi parrocchiali della diocesi, incentrato sull’animazione di gruppi di bambini o preadolescenti mediante attività formative o di laboratorio. A Torino 15 alunni di un istituto professionale, in collaborazione con il Museo della Sindone, hanno realizzato nuovo logo e manifesti per il Museo. A Imola 200 studenti hanno curato approfondimenti giornalisti su temi d’attualità in collaborazione con l’Editrice della diocesi mentre a Firenze oltre 130 hanno prestato servizio in Caritas. I ragazzi napoletani in collaborazione con i diversi enti della diocesi si sono occupati di anziani, migranti, comunicazioni sociali. A Reggio Calabria 150 studenti hanno svolto visite guidate al Museo diocesano mentre a Mazara del Vallo la collaborazione con il giornale diocesano “Condividere” ha coinvolto 17 aspiranti cronisti portando alla realizzazione di un giornale d’istituto.

Neonati prematuri: Obm Onlus, 40mila ogni anno. Numero solidale per l’acquisto di una speciale culla termoregolata

Tue, 2018-04-03 17:16

Sono 40mila i bambini nati pretermine ogni anno in Italia, cioè venuti alla luce tra la 22ª e la 37ª settimana, che costituiscono il 10% di tutti in nati vivi. A Milano, all’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi – centro di riferimento da oltre un secolo per l’assistenza specialistica in campo materno infantile – ogni anno vengono ricoverati 500 neonati prematuri nel reparto di Terapia intensiva e patologia neonatale, dove sono disponibili attualmente 24 postazioni in cui i piccolissimi trascorrono le prime settimane, spesso mesi, di vita. Per questi bambini speciali, infatti, sono necessarie cure speciali. Obm Onlus, che ogni giorno a fianco del personale medico supporta i piccoli insieme alle loro famiglie, lancia la campagna “Accendi gli occhi di un bambino” – con sms solidale al 45580 nel periodo 1-28 aprile – per dotare l’ospedale di una speciale culla incubatrice termoregolata di ultima generazione, capace di ricreare – per quanto possibile – la situazione in cui il piccolo si trova nel grembo materno. “La culla permette una termoregolazione ideale per il neonato gravemente prematuro e sottopeso in tutte le sue fasi di crescita”, spiega Gianluca Lista, direttore di Neonatologia, Patologia e Terapia intensiva neonatale dell’Ospedale. “Abbinato alla culla c’è inoltre un sistema di monitoraggio multiparametrico centralizzato che consente il costante controllo dei parametri vitali del neonato”. Un reparto dotato di questa strumentazione innovativa ha la capacità di favorire sia le operazioni del personale medico sia la vicinanza dei genitori che, senza rischi per il piccolo, hanno la possibilità di stargli vicino e accarezzarlo

Ecumenismo: mons. De Donatis (vicario Roma) a Bartolomeo, “il Papa mi ha detto di portarvi il suo saluto affettuoso”

Tue, 2018-04-03 17:04

“Domenica ho visto Papa Francesco e mi ha detto di portarvi il saluto affettuoso da parte Sua”. Così mons. Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, si è rivolto al Patriarca ecumenico Bartolomeo che lo ha accolto, con una settantina di sacerdoti del clero romano, al Fanar di Istanbul nel corso del pellegrinaggio che stanno compiendo in Turchia. “Siamo contenti oggi di essere qui”, ha aggiunto l’arcivescovo, spiegando che il gruppo è composto da “70 sacerdoti che lavorano nella diocesi di Roma più un gruppo di pellegrini dell’Opera romana pellegrinaggi”. “Per noi è una gioia grande – ha confermato mons. De Donatis – torniamo sempre volentieri proprio per risvegliare questa memoria spirituale che ci fa bene per il cammino di sequela di Gesù Cristo”. “Noi Le siamo veramente grati, io La ringrazio a nome di tutti anche per il suo esempio e la sua testimonianza di verità e di luminosità che continuamente ci offre. Quindi Dio La benedica e benedica il cammino dei suoi fedeli”, ha concluso l’arcivescovo.

Patriarca Bartolomeo: al clero romano, “anche se adagio, il cammino verso l’unità delle nostre Chiese è inarrestabile”. “Mettere in atto un progetto” per la Pasqua comune

Tue, 2018-04-03 17:02

“Dal XVI secolo, il discostarsi del calendario giuliano e del calendario gregoriano, hanno portato ad una differenziazione della data della Pasqua. Siamo certi che, appena i tempi saranno maturi, le nostre Chiese sapranno con umiltà e disponibilità mettere in atto un progetto comune, e ascoltare l’invito di san Paolo, come un grido che risuona, più che mai urgente oggi, in un mondo globalizzato e mediatico: ‘Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa’ (1 Cor. 5, 7-8)”. Lo ha affermato oggi Sua Santità Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca ecumenico, ricevendo al Fanar il vicario generale del Santo Padre per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, e il clero romano in questi giorni in Turchia per un pellegrinaggio. Ripetendo l’annuncio pasquale – “È risorto il Cristo dai morti!” – che risuonerà nelle chiese ortodosse domenica 8 aprile, il patriarca Bartolomeo ha invitato ad “andare e annunciare a tutto il mondo questa grande verità, dobbiamo farla fonte e cammino della nostra esperienza personale, dobbiamo incarnarla in noi e renderla fruttificante nella vita della Chiesa”. E, richiamando l’occasione della visita, Bartolomeo ha sottolineato che “essere pellegrini, significa essere in cammino per le vie del mondo, significa anche convertirsi per liberarci dagli affanni della vita, per camminare su una via di santità e affidarsi completamente a Dio”. Il patriarca ecumenico ha poi ricordato che “provenite da Roma, dove è vescovo il nostro amato Fratello Papa Francesco. Una profonda comunione di intenti ci ha uniti fin dalla sua elezione, che è proseguita feconda in questi cinque anni del suo Pontificato e che ci ha visto uniti in tanti eventi e momenti”. “I nostri incontri, la nostra comune perseveranza nel ricercare tutte le possibili vie per risolvere le questioni ancora irrisolte tra le nostre Chiese – ha aggiunto – sono stati contraddistinti da un grande rispetto reciproco, da una fiducia e da un vero amore cristiano reciproco. E anche il dialogo teologico internazionale Cattolico-Ortodosso, che ha già dato tanti frutti”. “Anche se adagio, anche se alle volte con difficoltà, il cammino verso la unità delle nostre Sante Chiese, è inarrestabile – ha concluso – perché lo vuole Dio, e perché dobbiamo esser suoi testimoni in questo mondo disinteressato di Dio”.

Alternanza scuola-lavoro: ragazzi impegnati in sostegno ad anziani, bisognosi e disabili; in oratori e istituzioni culturali

Tue, 2018-04-03 16:58

Affiancamento di ragazzi più piccoli nello studio, affiancamento nella cura degli anziani, attività di assistenza in situazioni di bisogno sociale, affiancamento in attività per disabili, supporto alle attività degli oratori, catalogazione e cura di archivi storici, collaborazioni nel settore del giornalismo, progettazione grafica, valorizzazione nel territorio del patrimonio artistico-storico, allestimento di mostre ed eventi. È ad ampio raggio il ventaglio di attività proposte dalla comunità cristiana ai giovani studenti in alternanza scuola-lavoro. Lo rivela il dossier “Alternanza scuola-lavoro. La comunità cristiana a servizio della scuola” scaricabile dal sito dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei. Essenzialmente quattro i macro gruppi all’interno dei quali si collocano le realtà e gli enti religiosi che nei primi due anni dell’alternanza (estesa a tutte le scuole secondarie e resa obbligatoria dalla legge 107/2015, la cosiddetta “Buona scuola”) hanno stipulato accordi o protocolli d’intesa con gli uffici scolastici ai diversi livelli. Anzitutto gli enti ecclesiastici: parrocchie, uffici di curia, tribunali ecclesiastici, archivi diocesani, istituti religiosi. Quindi le istituzioni culturali e artistiche: facoltà teologiche, istituti di scienze religiose, biblioteche, musei diocesani; enti del patrimonio artistico; giornali diocesani e mezzi di comunicazione vari (radio, tv, siti web), cinema-teatri. Ma anche istituzioni educative e del tempo libero come asili nido, scuole paritarie dell’infanzia, primarie, medie e superiori; oratori e centri giovanili. Infine ambiti di volontariato e di servizio alla persona come cura degli anziani, opere di carità a disagiati ed emarginati, servizi alla famiglia e ai giovani, servizi ai migranti, turismo, attività sportive.

Yemen: Wfp, “18 milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari”. Appello ai Paesi donatori

Tue, 2018-04-03 16:53

Aumenta ogni anno di un 1 milione di persone, in Yemen, a causa del conflitto in corso, il numero di persone sull’orlo della carestia. In Yemen, circa 18 milioni di persone – oltre il 60% della popolazione – ha bisogno di assistenza alimentare. Nel 2017, al terzo anno di conflitto, 1,6 milioni di persone in più hanno sofferto la fame acuta: complessivamente, sono 8,4 milioni le persone che non possono sopravvivere senza assistenza alimentare. E’ l’allarme lanciato oggi dall’agenzia Onu World food programme (Wfp) alla vigilia della conferenza dei Paesi donatori a Ginevra. “Il conflitto in Yemen ha causato una catastrofe umanitaria con sofferenze e fame a livelli mai visti prima”, ha detto Muhannad Hadi, direttore regionale del Wfp per il Medio Oriente, il Nord Africa, l’Asia centrale e l’Europa dell’Est. “Tutto il Paese è paralizzato dalla fame, dalle malattie e dalla povertà. Oggi, chiediamo a tutte le parti in conflitto di fermare le violenze e ai donatori di continuare il loro generoso sostegno per salvare vite ed evitare che ancora più famiglie in Yemen si trovino a soffrire la fame”. Quest’anno il Wfp sta potenziando la sua risposta d’emergenza per raggiungere quasi 10 milioni di persone disperate in un Paese in cui il brutale conflitto peggiora una già devastante crisi alimentare. E’ a rischio il potenziale di un’intera generazione: versano in stato di malnutrizione quasi 3 milioni di bambini e di donne incinte e che allattano. “I finanziamenti sono necessari e urgenti anche considerato che ci vogliono, in media, circa quattro mesi o più per acquistare il cibo e farlo arrivare in Yemen”, precisa il Wfp, che ha bisogno di “oltre un miliardo di dollari per assistere, nel 2018, 10 milioni di persone con assistenza alimentare e nutrizionale”. Finora ha ricevuto contributi da Canada, Un Cerf, Commissione europea, Emirati Arabi Uniti, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Regno dell’Arabia Saudita, Stati Uniti, Svizzera.

Diocesi: Roma, il clero in pellegrinaggio in Turchia. Mons. Chiavarini (Orp), “importante occasione di fraternità”

Tue, 2018-04-03 16:39

Si sta svolgendo in questi giorni il pellegrinaggio in Turchia riservato al clero della diocesi di Roma, presieduto dall’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario generale del Santo Padre per la diocesi di Roma. “Si tratta di un’importante occasione di fraternità per il clero della diocesi del Papa”, sottolinea l’amministratore delegato di Opera Romana, mons. Remo Chiavarini, “nell’ambito della quale stiamo vivendo l’incontro con la Chiesa delle origini rappresentata dalla comunità di Efeso e dalla vicenda di San Paolo, e l’incontro con il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli nel segno della Chiesa di Roma come Chiesa sorella”. Istanbul, Smirne, Efeso, e poi Pergamo, Thyatira, Sardi, Filadelfia ed infine ancora Smirne: luoghi dove la grandezza dell’epoca Classica, ancora apprezzabile nei monumenti principali, cede il passo alla storia della cristianità così evidente ad Efeso, luogo del Concilio del sec. V e della definizione di Maria Madre di Dio, e in particolare alla missione dell’evangelista san Giovanni con le comunità cristiane da lui menzionate nel testo conclusivo del Nuovo Testamento, l’Apocalisse. I primi tre giorni del pellegrinaggio a Istanbul, l’antica Bisanzio, Costantinopoli, la seconda Roma. Il giorno dell’arrivo, il 2 aprile, il gruppo dei sacerdoti romani ha visitato il Palazzo Topkapi che fu residenza dei sultani Ottomani. Oggi la giornata sarà dedicata alla visita della città posta in posizione dominante sul Corno d’Oro ed il Bosforo, punto di incontro tra Asia ed Europa.

Dopo la crociera sul Bosforo, il pellegrinaggio, realizzato grazie alla collaborazione con il Ministero della cultura e del turismo della Repubblica di Turchia, avrà il suo culmine nell’incontro con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. La direttrice dell’Ufficio cultura e informazioni dell’Ambasciata di Turchia, Esin Zeynep Selvi, ha dichiarato: “Siamo molto felici di questa collaborazione con l’Orp, grazie alla quale speriamo che i pellegrini possano ritornare numerosi nel nostro Paese. La Turchia è stata la patria di Abramo, la culla del Cristianesimo, terra di apostolato e missione dei Santi Paolo, Filippo e Nicola, luogo di nascita dei Santi Giorgio e Basilio. In Cappadocia si sviluppò una intensa attività monastica mentre ad Efeso, dove fu vescovo S. Giovanni, visse i suoi ultimi anni la Madonna e la sua casa è un luogo pieno di spiritualità. Accogliamo quindi i pellegrini con gioia e con l’ospitalità tipica della Turchia, certo che in questo loro speciale viaggio sapranno apprezzare le bellezze storiche, archeologiche, artistiche e paesaggistiche del nostro Paese”.

Domani si conclude la visita a Istanbul con la Moschea Blu, Santa Sofia, l’Ippodromo, la Cisterna sotterranea, il Gran Bazaar ed il mercato delle spezie. Giovedì 5 aprile la partenza per Smirne e la visita a Efeso, già luogo sacro nell’antichità pagana per la presenza del Tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo antico, e oggi memoria del Concilio omonimo che proclamò la divina maternità di Maria. Verranno visitati la biblioteca di Celso, il teatro, il tempio di Adriano, la basilica dell’omonimo Concilio. Ad Efeso, il clero romano in pellegrinaggio farà visita alla Basilica di San Giovanni dove verrà celebrata la messa, e salirà alla collina degli Usignoli dove si trova il santuario della “Casa della Madonna”, luogo sacro per il cristianesimo, ritenuta l’abitazione in cui concluse la sua vita terrena la madre di Cristo. Il giorno successivo, il 6 aprile, il pellegrinaggio raggiungerà Pergamo, l’antica città citata nell’Apocalisse di Giovanni come una delle sette chiese dell’Asia Minore e dopo aver visitato l’acropoli, proseguirà per i siti di Thyatira, Sardi e Filadelfia, altre chiese menzionate nell’Apocalisse. La messa a conclusione del pellegrinaggio sarà celebrata a Smirne presso la Chiesa di San Policarpo, discepolo dell’apostolo Giovanni e ultimo testimone dell’epoca apostolica, che assistette al passaggio per Smirne di Ignazio, vescovo di Antiochia, che andava sotto scorta a Roma dove avrebbe subito il martirio. “Un pellegrinaggio nel segno della Chiesa indivisa dei primi secoli”, sottolinea mons. Chiavarini.

Alternanza scuola-lavoro: Diaco (Cei), “crescita umana e servizio alla collettività”. L’impegno della Chiesa in un e-book

Tue, 2018-04-03 16:31

Protocolli, accordi, collaborazioni. È a 360 gradi l’impegno messo in campo dalla comunità cristiana attraverso diocesi, parrocchie, oratori e associazioni per costruire con gli istituti scolastici del territorio quelle “alleanze educative” auspicate dai vescovi italiani negli orientamenti pastorali per il decennio in corso. E una di queste alleanze si esprime nel cantiere dell’alternanza scuola-lavoro, le cui attività sono state ampliate, estese e rese obbligatorie dalla legge 107/2015, la cosiddetta “Buona scuola”. A proporre una rassegna delle diverse esperienze avviate dalla Chiesa è l’e-book “Alternanza scuola-lavoro. La comunità cristiana a servizio della scuola”, curato dal prof. Roberto Pellegatta con la collaborazione di Claudio Emilio Minghetti e scaricabile dal sito dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei. Per il direttore dell’Ufficio Ernesto Diaco, all’origine di questo processo, che non è “una sfida solo organizzativa”, c’è “una svolta culturale”: riconoscere che “ogni ambito sociale non è autosufficiente e assoluto, ma necessita di un confronto continuo con altri per svolgere al meglio i suoi compiti. Questo vale sia per la scuola che per il mondo del lavoro”. Diaco tuttavia chiarisce che obiettivo dell’alternanza è l’arricchimento della formazione personale del giovane, non il suo immediato inserimento nel mondo del lavoro. Per questo “le azioni promosse non devono intendere il lavoro solo come un mestiere da imparare, ma in primo luogo come un’esperienza di impegno e di crescita umana, di espressione di sé, di responsabilità verso gli altri e di servizio alla collettività”. Ecco perché la Chiesa non può rimanere in disparte.

Yemen: Unicef, “diversi bambini uccisi in un attacco a Hodeida”

Tue, 2018-04-03 16:11

“Le Nazioni Unite hanno verificato che ieri diversi bambini sono stati uccisi durante un attacco nella città di Hodeida, sulla costa, nello Yemen occidentale. Alcuni bambini sono stati dichiarati scomparsi, mentre altri, feriti e uccisi, continuano ad essere estratti dalle macerie”. A darne notizia è Geert Cappelaere, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa: “È uno degli attacchi che ha causato la morte di un maggior numero di bambini da quando il conflitto in Yemen ha iniziato ad acuirsi a marzo 2015. Nessuna delle parti coinvolte in questa guerra brutale ha per un solo secondo rispettato i principi fondamentali di protezione dell’infanzia. I bambini continuano ad essere vittime di attacchi indiscriminati e molto violenti”. L’Unicef ricorda che oggi la comunità internazionale si incontrerà a Ginevra per cercare risposte alla crisi umanitaria in Yemen. Chiede perciò a tutte le parti in conflitto di “agire subito e rispettare i loro obblighi di proteggere i bambini e tenerli sempre lontani dai pericoli. Non ci sono assolutamente giustificazioni a un disinteresse così spudorato per i diritti dei bambini e per il diritto internazionale umanitario”. A tre anni dall’inizio del conflitto in Yemen 22,2 milioni di persone in Yemen hanno bisogno di una qualche forma di assistenza umanitaria, tra cui circa 11,3 milioni di bambini di età inferiore ai 18 anni; 1,8 milioni di bambini sotto i 5 anni e 1,1 milioni di donne in gravidanza o in allattamento soffrono di malnutrizione acuta, con un aumento del 128% rispetto alla fine del 2014;  16 milioni di yemeniti, tra cui quasi 8,2 milioni di bambini, hanno bisogno di aiuto per avere o mantenere l’accesso all’acqua potabile e a servizi igienici; dal marzo 2015: 2.195 bambini sono stati uccisi, 3.387 bambini mutilati, 2.419 reclutati nei combattimenti, 279 sequestrati e detenuti arbitrariamente; un sondaggio condotto nel 2016 presso sei governatorati ha rivelato che quasi tre quarti delle donne si erano sposate prima dei 18 anni, mentre quasi la metà si era sposata prima dei 15 anni; l’80% degli yemeniti ha bisogno di una qualche forma di sostegno; oltre un milione di bambini sono sfollati; 1,8 milioni di bambini sono a rischio di malattie diarroiche e 1,3 milioni di bambini sono a rischio di polmonite.

Diocesi: mons. Fiorini Morosini (Reggio Calabria-Bova), “ritroviamo passione per la vita: facciamo risorgere chi è solo e sfiduciato”

Tue, 2018-04-03 15:57

“La nostra fede cristiana celebra la Pasqua non solo nel ricordo della risurrezione di Gesù, ma anche nel segno della riscoperta dell’impegno pasquale che investe ogni battezzato. Tale impegno comporta il cambiamento di ogni struttura o condizione negativa: dal male al bene, dalla morte alla vita, dalla sofferenza al benessere, dalla lotta alla pace, dall’oppressione alla liberazione. Tutto questo in ogni realtà, dove in un modo o nell’altro noi ci troviamo a vivere o ad agire. Siamo testimoni del risorto e perciò testimoni di vita e di speranza. La Pasqua è per il cristiano una missione di liberazione. Ciascuno la deve vivere secondo il suo stato e la sua vocazione”. È quanto scrive mons. Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, nel suo messaggio per la Pasqua invitando a “riscoprire questa missione, se non vogliamo lasciare passare invano la grazia di Dio” e indicando gli ambiti dove intervenire: “dalla violenza privata e pubblica allo scollamento di ogni responsabilità dinanzi al bene comune, dalla poca partecipazione alla vita sociale e politica alla difesa dei valori che sono alla base della nostra storia e cultura, dal servizio onesto al rispetto dell’ambiente e dei luoghi ove abitiamo”.
“Ritroviamo – è l’appello – la passione per la vita: facciamo risorgere chi vive solo e sfiduciato, chi soffre per la malattia e la vecchiaia, chi non riesce ad affrontare la vita per i disagi economici e sociali”. E poi l’invito a non lasciare soli i giovani “con i loro mezzi di comunicazione per coltivare amicizie virtuali. Intuite i loro disagi, quelli magari per cui a casa sono sempre insofferenti e invece felici con le compagnie di strada. Entrate nel vivo del loro animo, dei loro desideri, dei loro progetti, e aiutateli a sognare. Incoraggiateli a non arrendersi, assicurandoli che è possibile coltivare sogni e realizzarli”.

Diritti: mons. Jurkovic (Santa Sede), “grande sintonia tra Papa Francesco e Martin Luther King”

Tue, 2018-04-03 15:36

Martin Luther King è “un personaggio monumentale nella storia della difesa dei diritti dell’uomo. Senza dubbio, si potrebbe dire che con lui comincia un periodo nuovo, accompagnato anche da uno sviluppo generale della società, della democrazia, e così via. Probabilmente, rimarrà per sempre tra i grandi del XX secolo, ai quali bisogna dire che se ne sono aggiunti altri: è stato accompagnato da altri esempi. In ogni caso bisogna riconoscere che con lui c’è l’inizio di un’epoca nuova”. Nel 50° della morte di Martin Luther King (4 aprile 1968), l’Osservatore della Santa Sede presso l’Ufficio Onu di Ginevra, mons. Ivan Jurkovič, si sofferma – intervistato su www.vaticannews.va – sull’eredità del leader afroamericano e sulla particolare sintonia tra King e Papa Francesco. La figura del pastore afroamericano, spiega il sito, è fonte di ispirazione anche per Papa Francesco, che a lui ha fatto riferimento nello storico discorso al Congresso degli Stati Uniti, il 24 settembre 2015, e che, meno di un mese fa, ha ricevuto in udienza Bernice Albertine, la figlia minore di Martin Luther King, anch’ella impegnata per la non-violenza
In più parti del mondo rinascono razzismi, discriminazioni… Cosa può fare la Santa Sede e che cosa sta facendo, anche alle Nazioni Unite, anche prendendo esempio proprio da un uomo come Martin Luther King? “Quello che si deve dire – ciò che si vede alle Nazioni Unite – è che questioni così essenziali hanno bisogno di una continua attenzione e questa attenzione non può essere solo burocratica, delle persone che lavorano e sono coinvolte nel lavoro, ma anche da parte delle personalità. La visibilità si raggiunge solamente attraverso i personaggi: i grandi temi dell’umanità devono essere difesi dai grandi personaggi. Papa Francesco lo fa – lo fa in maniera splendida – e tutti riconoscono questo suo ruolo che si è guadagnato in così breve tempo. Il Papa crede che l’unico futuro degno della persona umana è quello che include tutti. E dobbiamo perseguire e difendere questa visione, che è anche quella di Martin Luther King: tutti possiamo essere felici, ma questo avviene solamente se sono inclusi tutti, dall’ultimo al più privilegiato e viceversa”.

Spiritualità: San Marco in Lamis, il 7 aprile un convegno “da Padre Pio a don Tonino Bello”

Tue, 2018-04-03 15:14

Sabato prossimo, 7 aprile, a San Marco in Lamis (Fg) presso il Teatro del “Giannone” (via Frassati 2), alle ore 17,30, si svolgerà il convegno “Da Padre Pio a don Tonino Bello: l’uomo e il suo cammino di salvezza”. L’iniziativa – spiegano gli organizzatori – trae origine dalla visita che Papa Francesco ha fatto sulle orme di Padre Pio il 17 marzo a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo e farà sulle orme di don Tonino Bello il 20 aprile ad Alessano e Molfetta. Il convegno ha il patrocinio di: Convento di San Matteo, Città di San Marco in Lamis, IISS “Pietro Giannone” di San Marco in Lamis, Agesci San Marco in Lamis e Volontariato Protezione Civile SM 27 di San Marco in Lamis. Ai saluti istituzionali faranno seguito gli interventi di: Raffaele Cera, Matteo Coco, Maria Lucia Ippolito, Francesca Pompa, Michele Illiceto, Rocco De Rosa e Francesco Lenoci. Scrive Martin Buber: “L’universalità di Dio consiste nella molteplicità infinita dei cammini che conducono a lui, ciascuno dei quali è riservato a un uomo”. Da qui discende una verità inoppugnabile: ogni creatura umana, che viene al mondo, è un “unicum” ed è per questo che è preziosa per Dio, che le ha riservato un destino di salvezza. Ma questo dipende dalla persona, che deve avere la capacità di capire qual è il cammino giusto, anche servendosi di esempi e modelli straordinari come sono sia Padre Pio, sia don Tonino Bello. È su questi riferimenti che il convegno intende far ragionare e riflettere, “perché l’esistenza di Padre Pio e di don Tonino Bello è stata esemplare nella dimostrazione quotidiana che ogni gesto e ogni parola devono essere conformi all’insegnamento che ci viene dalle pagine del Vangelo, nelle quali è presente il Cristo che esorta ad essere degni del nostro Creatore”. Durante il convegno, il Teatro del Giannone ospiterà un  quadro di Angela Barratta raffigurante Padre Pio che pone la sua mano con le stimmate sulla spalla di don Tonino Bello: un santo che pone la sua mano con le stimmate sulla spalla di un prossimo Santo. L’ingresso è libero.

Ospedale Bambino Gesù: i consigli dei medici su come comportarsi in presenza dello streptococco

Tue, 2018-04-03 14:41

Come comportarsi in presenza di infezioni da streptoccocco, le cui complicanze non vanno sottovalutate, tanto più che l’abuso di terapie antibiotiche inappropriate ha prodotto “resistenze” che stanno indebolendo l’efficacia dell’azione di contrasto. Se ne parla nell’ultimo numero di “A scuola di salute’, il magazine digitale realizzato dall’Istituto Bambino Gesù per la salute del bambino e dell’adolescente, diretto dal prof. Alberto G. Ugazio. All’interno un focus sulle varie forme di mal di gola, faringiti e sulla malattia reumatica. Lo streptococco, spiegano gli esperti, è un batterio di forma sferica (cocco) di cui esistono vari tipi, e può causare faringotonsilliti, otiti, meningiti, polmoniti, infezioni generalizzate ed endocariti (infezioni della cavità interne o delle valvole del cuore).
Anche la scarlattina, la malattia reumatica e un’infiammazione del rene (glomerulonefrite) sono causate dallo streptococco. Il mal di gola è tra i sintomi più frequenti nei bambini e negli adulti con un’infezione delle alte vie respiratorie ma nella maggioranza dei casi ha un’origine virale e pertanto non necessita di alcun trattamento. In genere faringiti e faringotonsilliti causate da virus sono accompagnate da altri segni tipici delle malattie virali, come raffreddore, congiuntivite, raucedine o diarrea. Le uniche faringotonsilliti che richiedono trattamento antibiotico sono quelle di origine batterica, causate dallo streptococco beta emolitico di gruppo A (Sbega). L’antibiotico di scelta è sempre l’amoxicillina ma la terapia non deve iniziare prima di aver eseguito il tampone, l’esame microbiologico del cavo faringeo.
La complicazione più temibile è la malattia reumatica che in genere si presenta con febbre, dolori e gonfiori articolari e può interessare anche il cuore. Viene riscontrata con maggiore frequenza fra i 5 e i 15 anni, mentre è assai rara al di sotto dei 4 anni. La diagnosi si effettua grazie ai criteri diagnostici di Jones e il trattamento della fase acuta si basa sull’eradicazione dello streptococco Sbega tramite antibiotico. Le infezioni da streptococco sono associate anche alle Pandas, acronimo inglese con cui si identificano i disordini neuropsichiatrici autoimmuni associati che si manifestano con tic o altri comportamenti compulsivi.

Diocesi: Venezia, a Mestre riaperte iscrizioni a corsi di lingua e cultura italiana per stranieri

Tue, 2018-04-03 14:28

Il Centro di lingua e cultura italiana per stranieri gestito dalla diocesi patriarcato di Venezia, sede convenzionata Cils, riapre le iscrizioni per far fronte alla grande richiesta di quanti, presenti sul territorio di Venezia e terraferma, desiderano apprendere il nostro idioma, le sue regole ed i suoi innumerevoli significati. Da oggi a venerdì 13 aprile sarà possibile recarsi in via Querini 19/ A a Mestre, al secondo piano del Centro pastorale Papa Luciani, con un documento identificativo (permesso di soggiorno) ed un’autocertificazione attestante lo stato di bisogno economico, effettuare un test d’ingresso e procedere alla registrazione. Questi gli orari della segreteria: lunedì e martedì 13-15; mercoledì, giovedì e venerdì 10- 4. Oltre ad insegnare la lingua e la cultura italiana, il Centro continua a proporre incontri formativi incentrati sui bisogni più impellenti per chi non è di questi luoghi: lavoro, salute, scuola, economia, diritti. Dopo i primi incontri sull’automedicazione e la medicina convenzionale tenutisi negli scorsi mesi e la lezione introduttiva del video-curriculum del 23 marzo (gli incontri ad esso dedicati sono tre, i prossimi si terranno il 4 e il 25 maggio), il prossimo incontro del 5 aprile, tenuto dalla coordinatrice del centro Sarah Zilio, cercherà di dare strumenti per comprendere come orientarsi nel sistema scolastico italiano e nel mondo delle numerose certificazioni linguistiche dedicate alla lingua italiana, concludendosi con una simulazione dell’esame per la certificazione Cils. Il 7 aprile, la dottoressa Federica Ruggia, coordinatrice Cas Bologna, illustrerà come muoversi nel mondo dell’economia domestica italiana: prezzi, strategie di risparmio, gestione del budget famiglia, pianificazione spese.

Diocesi: Agrigento, incrementate presenze turistiche nei monumenti del percorso Arte&Fede. Nuovi progetti in cantiere

Tue, 2018-04-03 14:07

In aumento il numero di visitatori che hanno scelto, nel weekend di Pasqua, di fare tappa nel centro storico di Agrigento. L’arcidiocesi informa che circa un migliaio di turisti, nei giorni di Pasqua e Pasquetta, hanno scelto di visitare il Museo diocesano_Mudia, la chiesa di Santa Maria dei greci, la Chiesa di San Lorenzo e la Torre della cattedrale facendo registrare numeri importanti (dove l’ingresso anche la prima domenica del mese prevede un ticket). Al primo posto, tra i siti visitati, la cattedrale che, nonostante i lavori in corso, vede garantito l’accesso ad alcune parti importanti: la Torre campanaria in cui è conservata “la Lettera del diavolo” da cui è possibile anche godere dello spettacolare panorama sulla città e la Valle. Dati incoraggianti anche per il Museo diocesano. Già dallo scorso anno il trend dei visitatori è aumentato grazie all’opera di promozione dell’associazione Ecclesia viva. L’anno scorso oltre 100 mila visitatori hanno scelto di arrivare nel centro storico di Agrigento per visitare la città. “Questi numeri ci raccontano una volta di più il potenziale che ha la città di Agrigento – spiega don Giuseppe Pontillo, direttore dei Beni culturali dell’arcidiocesi -. Il nostro patrimonio culturale che genera turismo è una risorsa essenziale per il nostro territorio e la diocesi insieme ad Ecclesia viva sta investendo molto”. Gli accessi ai monumenti Arte&Fede del centro storico “ci confermano che siamo sulla strada giusta” e “sono uno sprone ad investire ulteriormente in questa direzione”. Don Pontillo annuncia al riguardo nuovi progetti. Ottimi risultati anche per il Mudia di Sambuca di Sicilia a pochi mesi dall’apertura. I siti monumentali del percorso Arte&fede gestiti dall’Associazione Ecclesia viva sono aperti da aprile a ottobre dal martedì alla domenica incluse le festività e i lunedì dei ponti. Orario ì10,00-13,30/15,30-19,00.

Solidarietà: Roma Capitale, alla Caritas le monete di Fontana di Trevi. Il commento del direttore mons. Feroci. “Responsabilità, trasparenza, servizio”

Tue, 2018-04-03 14:05

“Responsabilità, trasparenza, spirito di servizio e testimonianza: sono questi gli atteggiamenti che ci hanno guidato in questi anni in cui Roma Capitale ha affidato i proventi delle monete di Fontana di Trevi alla Caritas. Scelta che dai volontari è sempre stata considerata come un’attestazione di fiducia per l’opera a favore di tante e diffuse situazioni di povertà e marginalità”. Così monsignor Enrico Feroci, direttore dell’organismo pastorale della diocesi di Roma, commenta la decisione del Comune di Roma di prorogare tale affidamento. “Responsabilità, quindi, anzitutto verso i poveri, i veri beneficiari dei proventi della fontana, per i quali sono utilizzati pensando soprattutto a coloro che non possono avere altre forme di sostegno. In questi anni abbiamo interpretato il nostro ruolo per restituire ai cittadini sofferenti ciò che troppo spesso e per ragioni diverse non riescono ad avere in termini di servizi e, ancor più grave, in termini di diritti”. Feroci aggiunge: “Trasparenza verso l’amministrazione, che ha scelto l’opera della Caritas perché si tratta dell’organismo più diffuso sul territorio e in grado di incontrare, direttamente e non, tutte le forme di povertà e disagio. Situazioni che prevedono una relazione di prossimità basata sulla fiducia e realizzata grazie alla formazione e all’accompagnamento di un vastissimo numero di volontari che ogni giorno rappresentano la vera ossatura di questo sistema di welfare”.
Infine “testimonianza verso la comunità, attraverso opere che siano dei segni di speranza. Luoghi – mense, ostelli, case famiglie, comunità e centri di ascolto – in cui è possibile per ognuno conoscere e incontrare le situazioni di emarginazione; dove comprenderne le cause ed educare ad una solidarietà che sia consapevole condivisione, in cui tutti possono partecipare ed essere protagonisti del cambiamento”. “«È questo lo spirito – conclude monsignor Feroci – con cui la Caritas continuerà la gestione delle monetine di Fontana di Trevi fino a quando l’Amministrazione comunale rinnoverà il mandato”.

Solidarietà: Roma Capitale, alla Caritas le monete di Fontana di Trevi per aiutare le persone fragili

Tue, 2018-04-03 13:49

Le monete lanciate dai turisti nella Fontana di Trevi continueranno a essere destinate alla Caritas di Roma per iniziative di solidarietà e assistenza verso le persone più fragili. Lo ha stabilito la Giunta capitolina, con la memoria n. 22 dello scorso 29 marzo, con la quale è prorogata tale tradizione fino al 31 dicembre 2018. “Una scelta – si legge in una nota Caritas – che conferma gli indirizzi delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi 20 anni e che esprime concretamente la solidarietà di tutta la città di Roma verso chi soffre ed è svantaggiato, riconoscendo all’organismo della Chiesa di Roma quella specificità, unica nella città, di intercettare e incontrare le più diverse forme di povertà – cittadini senza dimora, anziani soli, immigrati che non riescono ad integrarsi, malati, minori difficili, famiglie in difficoltà – possibile grazie a una ramificazione territoriale di 139 centri di ascolto parrocchiali presenti in tutti i municipi e quartieri”. Il “tesoretto” della Fontana di Trevi in questi anni “è diventato pasti erogati nelle mense sociali a quanti, seppur in estrema indigenza, non presentano le caratteristiche per l’assistenza; servizi di ascolto, assistenza e accoglienza che per diversi motivi non possono godere di altri sovvenzionamenti; progetti portati avanti con i servizi sociali territoriali: sostegni per la spesa alimentare, per il pagamento delle utenze domestiche, per l’affitto e per il mutuo, iscrizioni scolastiche, spese mediche, rimpatrio di salme, progetti di microcredito”.
“Interventi di carità diffusa che difficilmente potrebbero trovare finanziamenti diversi, soprattutto se derivanti da fondi soggetti a bando e con rendicontazioni specifiche”. Quanto raccolto dalla Fontana di Trevi rappresenta, prosegue la Caritas, “un fondo per casi disperati, quelli che pur non rientrando in alcuna ‘categoria’, costituiscono l’aspetto più problematico del disagio: sono gli ultimi tra gli ultimi”.

Salesiani: 150° basilica Maria Ausiliatrice, un incontro con don Davide Banzato e una meditazione spirituale in forma di concerto

Tue, 2018-04-03 13:24

Sono due le iniziative di aprile del programma del 150º anniversario della consacrazione della Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, proposte dai salesiani di Piemonte e Valle d’Aosta. La prima, venerdì 6 aprile, è un incontro con l’associazione internazionale “Nuovi Orizzonti” e con il suo assistente generale don Davide Banzato, dal 2016 nominato “missionario della misericordia” da Papa Francesco. Alle 18 don Banzato presiederà l’Eucaristia nel Santuario e alle 21 interverrà sul tema “Riportare il Vangelo là dove è nato: sulla strada”. Il giorno successivo, sabato 7, è invece in programma una meditazione spirituale in forma di concerto. A partire dalle 20.45 la musica classica sarà il leit motiv che accompagnerà la serata con l’Accademia Corale Guido d’Arezzo e il Coro Polifonico d’Aosta diretti dal maestro Riccardo Naldi e accompagnati all’organo dal maestro don Maurizio Palazzo e dal maestro Roberto Fadda, osservando una composita scaletta, che spazierà da Bruckner a Bartolucci, da Messiaen a Peeters, da Alain fino a Pasini. Un invito, si legge nel comunicato, “rivolto a tutti coloro che amano la musica e desiderano concedersi momenti di concentrazione collettiva densi di suono, di respiro, di pensiero immersi in un’atmosfera accogliente e introspettiva, a casa di Maria Ausiliatrice”.

Calabria: candidatura Aspromonte a Geoparco Unesco. Mons. Fiorini Morosini, “azione etica pregevole, va sostenuta con coraggio”

Tue, 2018-04-03 13:02

“Elevare l’Aspromonte a vessillo positivo del territorio di Reggio Calabria è un’azione etica pregevole e va sostenuta con coraggio”. Questo il commento dell’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, alla candidatura dell’Ente Parco nazionale dell’Aspromonte per il riconoscimento mondiale di Geoparco dell’Unesco. In continuità con l’enciclica di Papa Francesco “Laudato si’” il presule calabrese rimarca quanto il percorso immaginato dal Parco dell’Aspromonte si diriga nella direzione “dell’ecologia umana” la quale, spiega, citando ancora l’enciclica di Bergoglio “è inseparabile dalla nozione di bene comune, un principio che svolge un ruolo centrale e unificante nell’etica sociale”. Così rendere “l’Aspromonte come simbolo della bellezza autentica vuol dire debilitare il ‘mito’ della ‘ndrangheta, togliendone un monolite indebitamente auto-assegnatosi”. “Questo processo, però, necessita di un reale coinvolgimento dei cittadini e delle istituzioni – ammonisce mons. Morosini –; bisogna concepire un eventuale riconoscimento internazionale come lo stimolo a riavviare dei meccanismi reali di partecipazione alla vita pubblica, partendo proprio da quegli ambienti aspromontani che una certa letteratura giornalistica, disconoscendone la reale identità, ne ha voluto sbrigativamente dipingere solo le sfumature negative”. Luoghi, in realtà, in cui vi è una profonda spiritualità e dai cui borghi sono nati anche dei percorsi di santità, come quello di san Gaetano Catanoso, orgogliosamente aspromontano.
“C’è tanta umanità tra i cittadini dell’Aspromonte; un’umanità operosa e creativa, che merita di avere restituita una dignità destituita da una storia sorda al grido del debole. Una periferia della periferie del mondo – conclude l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova – può essere un patrimonio della collettività. Bisogna sostenere con coraggio questo percorso perché trovando un simbolo di cui andare orgogliosi, come potrebbe essere il Geoparco dell’Unesco in Aspromonte, probabilmente alcuni giovani, già con la valigia in mano, potrebbero pensare di restare nel territorio calabrese per potersi misurare con le sfide dell’oggi partendo proprio dalla risorse naturali di una Calabria bella, ritrovata e liberata”.

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