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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 6 hours 45 min ago

Diocesi: Crema, inaugurato il “dado della pace”. Mons. Gianotti, “lanciamolo e chiediamo a Dio di convertire i cuori di chi cerca la guerra”

Tue, 2017-05-02 09:21

“Amo tutti”; “perdono l’altro”; “ci amiamo a vicenda”; “amo l’altro”; “ascolto l’altro; “amo per primo”: sono le frasi scritte sulle sei facce del “dado della pace”, posizionato a Crema nell’Aiuola della pace del parco pubblico Chiappa, in centro città. Il dado, che misura 150 cm per lato, è la riproduzione gigante dei cubi in cartoncino, utilizzati dai bambini del catechismo della cattedrale, durante l’ora d’incontro settimanale e a casa. Il gioco, vero e proprio strumento pedagogico, invita a impegnarsi ogni giorno in una buona azione, insegna il rispetto e si trasforma in un mezzo per imparare a vivere in armonia. “Quando lanciamo il dado – afferma mons. Daniele Gianotti, vescovo di Crema, che ha inaugurato l’iniziativa sabato scorso (29 aprile) -, non sappiamo quale sarà il risultato. Anche nella Bibbia, a volte, sono raccontati episodi in cui si gettano le sorti per comprendere cosa vuole il Signore. Nella Bibbia non è il caso a guidare il gesto, proprio come succede con il nostro dado, che indica un comportamento amorevole da mettere in pratica, secondo la parola del Signore. Se la ascoltiamo, diventiamo costruttori e testimoni della pace nel mondo; seguire il suo insegnamento quotidianamente in modo concreto ci permette di realizzare la sua volontà. Lanciamo il dado, accogliamo il suggerimento e chiediamo a Dio di convertire i cuori di coloro che cercano la guerra, la violenza, la contrapposizione e, come ha detto Papa Francesco, costruiscono muri invece di gettare ponti”.

Azione cattolica: messaggio al Paese, “associazione popolare in cammino verso tutte le periferie”. Eletto il Consiglio nazionale

Tue, 2017-05-02 09:02

“L’Azione cattolica, con i suoi 150 anni di storia, è parte significativa della memoria collettiva del passato, vive i fermenti del presente, contribuisce a costruire il futuro del Paese”. Lo si legge nel “Messaggio al Paese”, testo che conclude l’Assemblea nazionale dell’associazione, svoltasi dal 28 aprile al 1° maggio alla Domus Pacis di Roma, preceduta da un incontro del Forum internazionale associativo con il Papa il 27 aprile e comprendente un nuovo incontro con il Papa, in piazza San Pietro, domenica 30 aprile. “È alla Chiesa tutta, e al Paese intero, che ci rivolgiamo al termine di questa Assemblea nazionale. Non con un appello che impegna altri a fare, ma – si legge nel documento – con una promessa che impegna noi stessi. La promessa di restare pienamente innervati nel cuore dei nostri territori, nella vita delle parrocchie, soprattutto nella vita concreta delle persone che camminano con noi in questa parabola complessa ma affascinante della storia”. “Voglio un’Azione cattolica tra la gente, nella parrocchia, nella diocesi, nel Paese, nel quartiere, nella famiglia, nello studio e nel lavoro, nella campagna, negli ambiti propri della vita”, ha detto Bergoglio all’Ac. “Con questo stile popolare desideriamo aiutare le nostre Chiese locali a prendere sul serio l’Evangelii gaudium, per tradurla in concreto in ciascun contesto”. Il Messaggio (disponibile su http://xviassemblea.azionecattolica.it) ricorda il compito educativo dell’Ac, il profilo popolare e democratico dell’associazione.
“Ci impegniamo per ricucire un’Italia lacerata da tante divisioni. Il nostro impegno è prima di tutto personale, verso tutte le donne e gli uomini del nostro tempo”. “Il nostro impegno si fa comunitario: vogliamo abitare i luoghi della vita sociale e civile del Paese, e per questo accogliamo l’invito dei vescovi italiani a esercitare il discernimento come ‘quel processo che porta a riconoscere il bene e induce a prendere parte, a non cercare il quieto vivere e il conforto dell’abitudine, a non essere spettatori ma corresponsabili del bene comune’”. Un pensiero conclusivo è rivolto “ai fratelli e alle sorelle, agli adulti, ai giovani e ai bambini di ogni nazionalità e di ogni religione che ogni giorno rischiano la vita nel Mediterraneo”. Tra gli adempimenti associativi, oltre al voto del Documento programmatico per il prossimo triennio, anche l’elezione dei componenti del nuovo Consiglio nazionale. Per il settore Adulti: Anna Maria Basile (diocesi di Andria), Nicola De Santis (Cosenza-Bisignano), Renato Meli (Ragusa), Paola Panzani Paola (Milano), Pierpaolo Triani (Piacenza-Bobbio), Lucio Turra (Vicenza), Maria Grazia Vergari (Otranto). Per il settore Giovani: Luisa Alfarano (Locri-Gerace), Gioele Anni (Lodi), Michele Azzoni (Venezia), Sara Falco (Nola), Sonia Rotatori (Senigallia), Michele Tridente (Tursi-Lagonegro), Sara Vielmi (Reggio Emilia-Guastalla). Per l’Azione cattolica dei ragazzi – Acr): Anna Maria Bongio (Como), Claudia D’Antoni (Cefalù), Emanuele Lovato Emanuele (Verona), Luca Marcelli (Ascoli Piceno), Matteo Sabato (Brindisi-Ostuni), Maria Rosaria Soldi (Napoli), Maurizio Tibaldi (Alba).

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Primo maggio tra feste del lavoro e scontri in vari Paesi. Primarie Pd, 1,8 milioni al voto

Tue, 2017-05-02 09:00

Primo Maggio in Italia: il messaggio del Capo dello Stato, “lavoro è priorità”. Cgil, Cisl e Uil a Portella della Ginestra

“Il lavoro è la priorità” per l’Italia, dove i livelli di disoccupazione restano ancora elevati; “laddove la struttura produttiva e sociale non è più in grado di assicurare quelle condizioni che sorreggono i nostri diritti di cittadinanza, allora la crisi rischia di contagiare le stesse istituzioni rappresentative”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto il tradizionale messaggio al Paese in occasione della Festa dei lavoratori del Primo Maggio. Manifestazioni, comizi, concerti si sono svolti in tutta Italia. I sindacati nazionali hanno celebrato la ricorrenza a Portella della Ginestra (Palermo) a 70 anni dalla strage di contadini che protestavano contro il latifondismo: erano presenti i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Tensioni e scontri, invece, al corteo di Torino tra le forze dell’ordine e un gruppo di aderenti ai centri sociali.

Primo Maggio nel mondo: manifestazioni e scontri in Germania, Parigi e Turchia

La Festa dei lavoratori ha visto milioni di persone scendere in piazza in quasi tutti i Paesi del mondo, tra manifestazioni pacifiche, rivendicazioni occupazionali e salariali, in qualche caso scontri. A Berlino, blindata dalle forze dell’ordine dopo l’attacco al mercatino di Natale, il corteo organizzato da gruppi di estrema sinistra si è chiuso con diversi arresti, dopo che alcuni manifestanti avevano lanciato bottiglie contro gli agenti. Cento arresti ad Apolda, nella Turingia, dove un corteo organizzato dall’estrema destra è degenerato in scontri con la polizia bersagliata da lanci di pietre e petardi. Violenze, e interventi della polizia, anche ad Amburgo. A Parigi – dove la tensione è alle stelle per il ballottaggio elettorale di domenica 7 maggio – scontri tra polizia e black-bloc nel corso della manifestazione sindacale tra Place de la Republique e la Bastiglia. Anche in questo caso persone incappucciate hanno lanciato oggetti e bottiglie molotov contro le forze dell’ordine. Tre poliziotti sono rimasti feriti, uno dei quali è grave, con ustioni di terzo grado. Mano pesante della polizia turca che ha reso noto di avere arrestato 165 persone, molte delle quali sono manifestanti che cercavano di raggiungere la simbolica piazza Taksim malgrado il divieto delle autorità. Negli Stati Uniti – New York, Los Angeles, San Francisco – la festa del lavoro si è incrociata con cortei per i diritti civili e sindacali che hanno preso di mira il presidente Donald Trump.

Stati Uniti-Corea del Nord: Trump, “pronto a incontrare Kim Jong-un”. Nuove minacce da Pyongyang

Il presidente statunitense Donald Trump si dice pronto “a incontrare il leader nordcoreano Kim Jong-un”. Nel corso di un’intervista ha affermato: “Lo incontrerei sicuramente e ne sarei onorato”. “Molti leader politici non direbbero mai che vorrebbero incontrarlo, ma alle giuste condizioni, lo incontrerei”. Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha poi specificato che al momento l’incontro “non è in programma”, mentre si attendono da Kim “segnali di buona fede”. Poche ore prima da Pyongyang era emersa la notizia che la Corea del Nord è pronta a un nuovo test nucleare.

Politica: primarie del Pd, quasi due milioni di elettori al voto, Renzi al 70%. “Lavorare per il Paese”

Le primarie del Partito democratico, svoltesi domenica 30 aprile, hanno portato ai gazebo più di 1 milione e 800mila elettori. Larga la vittoria di Matteo Renzi: l’ex premier ha raggiunto il 70% dei consensi (1.283.389 voti; si attendono i dati definitivi), a lunga distanza il ministro della Giustizia Andrea Orlando (357.526 voti; 19,5%) e il presidente della Puglia Michele Emiliano (192.219 voti; 10,5%). “Oggi – ha detto a caldo Renzi – abbiamo fatto qualcosa di straordinario, la democrazia è la possibilità di scegliere. Il primo grazie ad Andrea Orlando e Michele Emiliano. Grazie alla straordinaria passione con cui Emiliano ha posto alcuni temi a iniziare dal Sud, assolutamente prioritario per il Paese. E alla forza con cui Orlando ha insistito sulla necessità di unire il partito e il Paese. Abbiamo bisogno di imparare dalle altre mozioni e lo faremo”. “Grazie a tutte le amiche e gli amici che lavorano nel governo del Paese a iniziare da Gentiloni”.

Ungheria: la piazza contro Orban. “Vogliono dar vita a uno stato illiberale”

Diecimila persone hanno sfilato ieri nel centro di Budapest: slogan contro il governo di Viktor Orban e cartelli a favore dell’Unione europea. “Apparteniamo all’Europa” lo slogan della manifestazione nel 13° anniversario dell’entrata dell’Ungheria nell’Unione europea. “Stiamo assistendo al tentativo di imporre il modello russo di Putin. La propaganda dei media aiuta il governo a fare i propri interessi. Noi daremo coraggio alle persone, abbiamo una presenza forte nella comunità”, spiega a Euronews András Fekete-Győr, presidente del movimento Momentum, che ha organizzato la manifestazione assieme a diversi gruppi della società civile. Viktor Orban è accusato di non rispettare i diritti umani e la democrazia: “Vogliono dar vita ad uno stato illiberale”.

Malta: il premier Muscat, che regge la presidenza di turno Ue, annuncia elezioni anticipate

Il premier maltese, Joseph Muscat, ha annunciato che il prossimo 3 giugno si svolgeranno elezioni politiche anticipate, nonostante il fatto che al momento il Paese regga la presidenza di turno del Consiglio dei ministri Ue. Muscat, parlando a un comizio in occasione del Primo Maggio, ha precisato di avere chiesto al Presidente della Repubblica di sciogliere immediatamente le Camere, otto mesi prima della scadenza naturale della legislatura. L’elezione di Muscat risale al 2013; il suo governo aveva superato in parlamento un voto di censura per lo scandalo dei Panama papers. Attualmente i sondaggi mostrano ancora un minimo vantaggio dei laburisti in un Paese che riporta dati positivi sul piano economico e occupazionale.

Sport: a Cagliari cori razzisti contro il ghanese Muntari che lascia il campo

Dopo un diverbio con i tifosi del Cagliari, mentre si accingeva a raccogliere un pallone, il centrocampista del Pescara Sulley Muntari lascia il campo prima della fine della partita. È accaduta durante il match Cagliari-Pescara allo stadio Sant’Elia del capoluogo sardo. Il calciatore ghanese si era subito recato per riferire l’accaduto all’arbitro e al quarto uomo, ricevendo un’ammonizione. L’allenatore Zeman ha spiegato: “Muntari ha sentito cori razzisti e ha chiesto di intervenire. Facciamo tante chiacchiere e poi ci si passa sopra”. Lo stesso Muntari ha poi dichiarato: “Facevano i cori contro di me da subito, nel primo tempo ho visto che nel gruppetto c’erano dei bambini e allora mi sono rivolto ai genitori e ho dato loro la mia maglia, per dare l’esempio. Poi in curva la cosa è continuata con un altro gruppo di tifosi: io stavo ragionando con loro, ma l’arbitro mi ha detto che dovevo lasciare perdere. E lì mi sono arrabbiato. I tifosi hanno sbagliato ma l’arbitro doveva fare qualcosa di diverso, non accusare me”. “Se si fermassero le partite sono convinto che queste cose non accadrebbero più”.

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