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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 13 hours 58 min ago

Papa Francesco: “il dono di ogni madre e di ogni donna è tanto prezioso per la Chiesa”. “Abbiamo tutti bisogno di un cuore di madre”

Mon, 2018-01-01 11:36

“Per andare avanti, ci dice la festa di oggi, occorre tornare indietro: ricominciare dal presepe, dalla Madre che tiene in braccio Dio”. È l’invito finale del Papa, che nella festa dedicata a Maria madre di Dio ha precisato che “la devozione a Maria non è galateo spirituale, è un’esigenza della vita cristiana”. “Guardando alla Madre – ha spiegato Francesco – siamo incoraggiati a lasciare tante zavorre inutili e a ritrovare ciò che conta”. “Il dono della Madre, il dono di ogni madre e di ogni donna è tanto prezioso per la Chiesa, che è madre e donna”, l’omaggio del Papa: “E mentre l’uomo spesso astrae, afferma e impone idee, la donna, la madre, sa custodire, collegare nel cuore, vivificare. Perché la fede non si riduca solo a idea o dottrina, abbiamo bisogno, tutti, di un cuore di madre, che sappia custodire la tenerezza di Dio e ascoltare i palpiti dell’uomo”. “La Madre, firma d’autore di Dio sull’umanità, custodisca quest’anno e porti la pace di suo Figlio nei cuori e nel mondo”, l’augurio di inizio d’anno del Papa, che poco prima ha affermato che “il cuore invita a guardare al centro della persona, degli affetti, della vita”. “Anche noi, cristiani in cammino, all’inizio dell’anno sentiamo il bisogno di ripartire dal centro, di lasciare alle spalle i fardelli del passato e di ricominciare da ciò che conta”, il riferimento alla giornata odierna: “Ecco oggi davanti a noi il punto di partenza: la Madre di Dio. Perché Maria è esattamente come Dio ci vuole, come vuole la sua Chiesa: Madre tenera, umile, povera di cose e ricca di amore, libera dal peccato, unita a Gesù, che custodisce Dio nel cuore e il prossimo nella vita. Per ripartire, guardiamo alla Madre. Nel suo cuore batte il cuore della Chiesa”. “Come figli, vi invito a salutarla con le parole dei cristiani di Efeso: santa madre di Dio”, ha concluso il Papa a braccio, invitando i fedeli presenti nella basilica a ripeterlo insieme a lui per tre volte.

Papa Francesco: “affidando si costruisce, non lasciando la vita in preda alla paura”

Mon, 2018-01-01 11:31

“Ecco i segreti della Madre di Dio: custodire nel silenzio e portare a Dio”. Lo ha rivelato il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi nella basilica di San Pietro, in cui ha fatto notare che Maria custodiva “gioie e dolori: da una parte la nascita di Gesù, l’amore di Giuseppe, la visita dei pastori, quella notte di luce. Ma dall’altra: un futuro incerto, la mancanza di una casa, perché per loro non c’era posto nell’alloggio; la desolazione del rifiuto; la delusione di aver dovuto far nascere Gesù in una stalla”. “Speranze e angosce, luce e tenebra: tutte queste cose popolavano il cuore di Maria”, il ritratto di Francesco: “E lei, che cosa ha fatto? Le ha meditate, cioè le ha passate in rassegna con Dio nel suo cuore. Niente ha tenuto per sé, niente ha rinchiuso nella solitudine o affogato nell’amarezza, tutto ha portato a Dio. Così ha custodito”. “Affidando si custodisce”, ha garantito il Papa: “Non lasciando la vita in preda alla paura, allo sconforto o alla superstizione, non chiudendosi o cercando di dimenticare, ma facendo di tutto un dialogo con Dio. E Dio che ci ha a cuore, viene ad abitare le nostre vite”.

Papa Francesco: “ritagliare ogni giorno un momento di silenzio” è antidoto a “banalità corrosive del consumo”, parole vuote, chiacchiere e “clamore”

Mon, 2018-01-01 11:29

“Ritagliare ogni giorno un momento di silenzio con Dio è custodire la nostra anima: è custodire la nostra libertà dalle banalità corrosive del consumo e dagli stordimenti della pubblicità, dal dilagare di parole vuote e dalle onde travolgenti delle chiacchiere e del clamore”. Ne è convinto il Papa, che nella parte centrale dell’omelia della prima Messa del 2018 ha rivolto un invito, a otto giorni dal Natale: “Abbiamo bisogno di rimanere in silenzio guardando il presepe. Perché davanti al presepe ci riscopriamo amati, assaporiamo il senso genuino della vita. E guardando in silenzio, lasciamo che Gesù parli al nostro cuore: che la sua piccolezza smonti la nostra superbia, che la sua povertà disturbi le nostre fastosità, che la sua tenerezza smuova il nostro cuore insensibile”. L’esempio citato è quello di Maria, che “custodiva. Semplicemente custodiva”. “Maria non parla: il Vangelo non riporta neanche una sua parola in tutto il racconto del Natale”, ha ricordato Francesco: “Anche in questo la Madre è unita al Figlio: Gesù è infante, cioè senza parola, è muto. Il Dio davanti a cui si tace è un bimbo che non parla. La sua maestà è senza parole, il suo mistero di amore si svela nella piccolezza. Questa piccolezza silenziosa è il linguaggio della sua regalità. La Madre si associa al Figlio e custodisce nel silenzio”. “E il silenzio ci dice che anche noi, se vogliamo custodirci, abbiamo bisogno di silenzio”, l’invito del Papa.

Papa Francesco: “servire la vita umana è servire Dio e ogni vita”, anche quella “ripugnante”

Mon, 2018-01-01 11:26

“Servire la vita umana è servire Dio e ogni vita, da quella nel grembo della madre a quella anziana, sofferente e malata, a quella scomoda e persino ripugnante, va accolta, amata e aiutata”. Lo ha affermato il Papa, che nell’omelia della Messa del primo dell’anno ha ricordato che “la parola madre (mater), rimanda anche alla parola materia”. “Nella sua Madre, il Dio del cielo, il Dio infinito si è fatto piccolo, si è fatto materia, per essere non solo con noi, ma anche come noi”, le parole di Francesco: “Ecco il miracolo, la novità: l’uomo non è più solo; mai più orfano, è per sempre figlio. L’anno si apre con questa novità. E noi la proclamiamo così, dicendo: Madre di Dio!”. “È la gioia di sapere che la nostra solitudine è vinta”, ha proseguito il Papa: “È la bellezza di saperci figli amati, di sapere che questa nostra infanzia non ci potrà mai essere tolta. È specchiarci nel Dio fragile e bambino in braccio alla Madre e vedere che l’umanità è cara e sacra al Signore”.

Papa Francesco: “Dio è vicino all’umanità come un bimbo alla madre”

Mon, 2018-01-01 11:26

“L’anno si apre nel nome della Madre di Dio”. Con queste parole il Papa ha cominciato l’omelia della Messa della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nell’ottava di Natale e nella ricorrenza della 51.ma Giornata mondiale della pace sul tema: “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”. “Madre di Dio è il titolo più importante della Madonna”, ha ricordato il Papa, che si è chiesto: “Perché diciamo Madre di Dio e non Madre di Gesù? “In queste parole – ha spiegato Francesco – è racchiusa una verità splendida su Dio e su di noi. E cioè che, da quando il Signore si è incarnato in Maria, da allora e per sempre, porta la nostra umanità attaccata addosso”. “Non c’è più Dio senza uomo”, ha affermato il Papa: “La carne che Gesù ha preso dalla Madre è sua anche ora e lo sarà per sempre”. “Dire Madre di Dio ci ricorda questo”, ha sintetizzato Francesco: “Dio è vicino all’umanità come un bimbo alla madre che lo porta in grembo”.

Mattarella: il Paese che conosco è in larga misura generoso e solidale

Sun, 2017-12-31 22:00

“Si è parlato, di recente, di un’Italia quasi preda del risentimento. Conosco un Paese diverso, in larga misura generoso e solidale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno. “Ho incontrato tante persone – ha aggiunto Mattarella – orgogliose di compiere il proprio dovere e di aiutare chi ha bisogno. Donne e uomini che, giorno dopo giorno, affrontano, con tenacia e con coraggio, le difficoltà della vita e cercano di superarle”. “I problemi che abbiamo davanti sono superabili – ha sottolineato il Presidente – possiamo affrontarli con successo, facendo, ciascuno, interamente, la parte propria. Tutti, specialmente chi riveste un ruolo istituzionale deve avvertire, in modo particolare, la responsabilità nei confronti della Repubblica”.
Il Capo dello Stato ha ricordato “tutti coloro che nel corso dell’anno hanno attraversato momenti di dolore”. Ha citato le vittime di Rigopiano e dell’alluvione di Livorno, i cittadini di Ischia colpiti dal sisma e coloro che sono stati colpiti dai terremoti dell’Italia centrale e “vivono queste festività in condizioni di disagio”. “Gli interventi per la ripresa e la ricostruzione proseguono – ha detto Mattarella – e, talvolta, presentano difficoltà e lacune. L’impegno deve continuare in modo sempre più efficiente fino al raggiungimento degli obiettivi”. Il Presidente ha ricordato anche gli italiani vittime nell’attentato di Barcellona e da questo ha preso spunto per rammentare “il dovere di mantenere la massima vigilanza nella lotta al terrorismo”. A questo proposito ha ribadito la riconoscenza nei confronti delle Forze dell’ordine, dei Servizi d’informazione e delle Forze armate.

Mattarella: la partecipazione al voto e i ragazzi del 1999

Sun, 2017-12-31 21:46

“Mi auguro un’ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno. “Ho fiducia nella partecipazione dei giovani nati nel 1999 che voteranno per la prima volta”, ha sottolineato Mattarella, che ha preso spunto da questo dato per una suggestiva riflessione storica. “Nell’anno che si apre – ha spiegato il Capo dello Stato – ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto. In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora – i ragazzi del ’99 – vennero mandati in guerra, nelle trincee. Molti vi morirono”. “Oggi i diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica”, ha osservato il Presidente, e la riflessione proposta è necessaria “perché, tavolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell’Europa”. Ma “non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo” e si assiste persino “al riaffacciarsi della corsa all’arma nucleare”. Per questo “non dobbiamo “smarrire la consapevolezza di quel che abbiamo conquistato: la pace, la libertà, la democrazia, i diritti”, condizioni che non sono “acquisite una volta per tutte” e “vanno difese con grande attenzione, non dimenticando mai i sacrifici che sono stati necessari per conseguirle”.

Mattarella: le elezioni si giocano sul futuro, con proposte realistiche e concrete, cominciando dal lavoro

Sun, 2017-12-31 21:44

“L’orizzonte del futuro costituisce”, per il Capo dello Stato, “il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale”. In questa chiave “il dovere di proposte adeguate – proposte realistiche e concrete – è fortemente richiesto dalla dimensioni dei problemi del nostro Paese”. Nel discorso di fine anno, il Presidente Mattarella ha tenuto a ribadire: “Non è mio compito formulare indicazioni”. Ma non ha tralasciato un’annotazione che interpreta lo stato d’animo di tutti gli italiani: “Mi limito a sottolineare, ancora una volta, che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. È necessario che ve ne sia in ogni famiglia. Al tempo stesso va garantita la tutela dei diritti e la sicurezza, per tutti coloro che lavorano”.
L’analisi del Presidente si è soffermata sulla “velocità delle innovazioni” che si fa “incalzante”, sulla “nuova era” che già stiamo cominciando a vivere e che “pone anche interrogativi sul rapporto tra l’uomo, lo sviluppo e la natura”. Temi su cui si manifesta “una sensibilità crescente, che ha ricevuto impulso anche dal magistero di Papa Francesco”, a cui il Presidente ha rivolto “gli auguri più fervidi”.
La portata di questi cambiamenti è tale che “in questo tempo la parola ‘futuro’ può evocare incertezza e preoccupazione” e non essere più associata a “un’idea positiva di progresso”. Per questo i cambiamenti “vanno governati”, così da “evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità”. Ed è proprio questa “l’autentica missione della politica”, che deve sapere guidare “i processi di mutamento” per “rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre”, trovando nella Costituzione “la cassetta degli attrezzi” per riuscire in questo compito.

Mattarella: saranno gli elettori e poi i partiti a scrivere la pagina bianca aperta dalle elezioni

Sun, 2017-12-31 21:42

“Le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca: a scriverla saranno gli elettori e, successivamente i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio di fine anno. Il Presidente si è richiamato subito in apertura ai 70 anni della Costituzione, “con il suo patrimonio di valori, di principi, di regole, che costituiscono la nostra casa comune, secondo la definizione di uno dei padri costituenti”. “Su questi valori, principi e regole si fonda, e si svolge – ha aggiunto il Capo dello Stato – la nostra vita democratica. Al suo vertice si colloca la sovranità popolare che si esprime, anzitutto, in libere elezioni”. Qui Mattarella ha ricordato di aver firmato “il decreto che conclude questa legislatura” e il voto fissato per il prossimo 4 marzo, sottolineando l’importanza di aver rispettato “il ritmo, fisiologico, di cinque anni, previsto dalla Costituzione” e di andare “a votare con una nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, omogenea per le due Camere”. Legge che il Presidente evidenzia “insieme ad altri esiti positivi” della legislatura.

Papa Francesco: Te Deum, “riconoscenza” per i romani “artigiani del bene comune”, che “non fanno notizia”

Sun, 2017-12-31 18:29

“Oggi, nel rendimento di grazie a Dio, vi invito ad esprimere anche la riconoscenza per tutti questi artigiani del bene comune, che amano la loro città non a parole ma con i fatti”. Si è conclusa con questo appello alla parte sana della città di cui è vescovo, l’omelia del Papa per il tradizionale “Te Deum” di fine anno. “Provo un senso di simpatia e di gratitudine per tutte quelle persone che ogni giorno contribuiscono con piccoli ma preziosi gesti concreti al bene di Roma”, le parole di Francesco rivolte a quanti “cercano di compiere al meglio il loro dovere, si muovono nel traffico con criterio e prudenza, rispettano i luoghi pubblici e segnalano le cose che non vanno, stanno attenti alle persone anziane o in difficoltà, e così via”. “Questi e mille altri comportamenti esprimono concretamente l’amore per la città”, l’omaggio del Papa: “Senza discorsi, senza pubblicità, ma con uno stile di educazione civica praticata nel quotidiano. E così cooperano silenziosamente al bene comune”. “Ugualmente sento in me una grande stima per i genitori, gli insegnanti e tutti gli educatori che, con questo medesimo stile, cercano di formare i bambini e i ragazzi al senso civico, a un’etica della responsabilità, educandoli a sentirsi parte, a prendersi cura, a interessarsi della realtà che li circonda”, ha proseguito Francesco, secondo il quale “queste persone, anche se non fanno notizia, sono la maggior parte della gente che vive a Roma”. “E tra di loro – ha affermato – non poche si trovano in condizioni di strettezze economiche; eppure non si piangono addosso, né covano risentimenti e rancori, ma si sforzano di fare ogni giorno la loro parte per migliorare un po’ le cose”. Al termine del “Te Deum”, il Papa visita il presepe in piazza San Pietro.

Papa Francesco: Te Deum, “assumerci la nostra responsabilità” per guerre, “piccole e grandi offese alla vita”, “degrado umano, sociale e ambientale”

Sun, 2017-12-31 18:27

“Anche questo tempo dell’anno 2017, che Dio ci aveva donato integro e sano, noi umani l’abbiamo in tanti modi sciupato e ferito con opere di morte, con menzogne e ingiustizie”. È la denuncia del Papa, che nel tradizionale “Te Deum” di fine anno ha esortato a rendere grazie a Dio “per l’anno che volge al termine, riconoscendo che tutto il bene è dono suo”. “Le guerre sono il segno flagrante di questo orgoglio recidivo e assurdo”, ha spiegato Francesco: “Ma lo sono anche tutte le piccole e grandi offese alla vita, alla verità, alla fraternità, che causano molteplici forme di degrado umano, sociale e ambientale”. “Di tutto vogliamo e dobbiamo assumerci, davanti a Dio, ai fratelli e al creato, la nostra responsabilità”, l’appello del Papa: “Ma questa sera prevale la grazia di Gesù e il suo riflesso in Maria. E prevale perciò la gratitudine, che, come vescovo di Roma, sento nell’animo pensando alla gente che vive con cuore aperto in questa città”.

Papa Francesco: Te Deum, “gratitudine struggente non viene dall’io ma da Dio”

Sun, 2017-12-31 18:26

Maria è stata la prima ad aver sperimentato, mettendo al mondo suo figlio, la “pienezza del tempo”, e ad insegnarci l’atteggiamento di “gratitudine struggente” che “non viene dall’io, ma da Dio, e coinvolge l’io e il noi”. Lo ha spiegato il Papa, nell’omelia pronunciata questo pomeriggio nella basilica di San Pietro, in occasione del tradizionale “Te Deum” di ringraziamento a conclusione dell’anno civile, preceduto dai primi vespri e dall’esposizione del Santissimo Sacramento e seguito dalla benedizione eucaristica. “Questa celebrazione vespertina respira l’atmosfera della pienezza del tempo”, ha esordito Francesco: “Non perché siamo all’ultima sera dell’anno solare, tutt’altro, ma perché la fede ci fa contemplare e sentire che Gesù Cristo, Verbo fatto carne, ha dato pienezza al tempo del mondo e alla storia umana”. “La prima a sperimentare questo senso della pienezza donata dalla presenza di Gesù è stata proprio la donna da cui egli è nato”, ha fatto notare il Papa: “La Madre del Figlio incarnato, Madre di Dio. Attraverso di lei è sgorgata la pienezza del tempo: attraverso il suo cuore umile e pieno di fede, attraverso la sua carne tutta impregnata di Spirito Santo. Da lei la Chiesa ha ereditato e continuamente eredita questa percezione interiore della pienezza, che alimenta un senso di gratitudine, come unica risposta umana degna del dono immenso di Dio”. Si tratta, per Francesco, di “una gratitudine struggente, che, partendo dalla contemplazione di quel bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia, si estende a tutto e a tutti, al mondo intero”. “È un grazie che riflette la Grazia”, ha puntualizzato il Papa: “Non viene da noi, ma da lui; non viene dall’io, ma da Dio, e coinvolge l’io e il noi”. Per la prima volta, a fare da sottofondo alla celebrazione del “Te Deum”, non è il tradizionale organo a canne, ma un organo digitale di ultimissima generazione, già sperimentato nella Messa della notte di Natale.

Papa Francesco: Angelus, “vicinanza” ai copti d’Egitto. Auguri a tutte le famiglie e per “una serena fine d’anno”. “Oggi è giorno di ringraziamento”

Sun, 2017-12-31 13:16

“Esprimo la mia vicinanza ai fratelli copti ortodossi d’Egitto, colpiti due giorni fa da due attentati a una chiesa e a un negozio nella periferia del Cairo”. Lo ha detto il Papa, al termine della recita dell’Angelus, riferendosi alle due tragedie dei giorni scorsi. “II Signore accolga le anime dei defunti, sostenga i feriti, i familiari e l’intera comunità, e converta i cuori dei violenti”, l’appello di Francesco. Poi “un saluto speciale alle famiglie qui presenti, e anche a quelle che partecipano da casa”: “La Santa Famiglia vi benedica e vi guidi nel vostro cammino”. “Non dimentichiamoci in questa giornata di ringraziare Dio per l’anno trascorso e per ogni bene ricevuto”, l’invito del Papa per la fine del 2017. “Ci farà bene oggi prenderci un po’ di tempo per ringraziare di tutte le cose belle che abbiamo ricevuto”, ha proseguito a braccio, esortando i fedeli a ringraziare anche per le “difficoltà”. “Oggi è giorno di ringraziamento”, l’altra aggiunta a braccio. “A tutti auguro una buona domenica e una serena fine d’anno”, gli auguri finali: “Vi ringrazio ancora dei vostri auguri e delle vostre preghiere: continuate per favore a pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”.

Papa Francesco: Angelus, anche famiglie “ferite” possono rinascere

Sun, 2017-12-31 13:10

“Gesù è venuto per far cadere le false immagini che ci facciamo di Dio e anche di noi stessi; per contraddire le sicurezze mondane su cui pretendiamo di appoggiarci; per farci risorgere a un cammino umano e cristiano autentico, fondato sui valori del Vangelo”. Lo ha spiegato il Papa, durante l’ultimo Angelus del 2017, davanti a una folla di migliaia di persone che lo hanno atteso in piazza San Pietro. “Non c’è situazione familiare che sia preclusa a questo cammino nuovo di rinascita e di risurrezione”, ha assicurato Francesco: “Ogni volta che le famiglie, anche quelle ferite e segnate da fragilità, fallimenti e difficoltà, tornano alla fonte dell’esperienza cristiana, si aprono strade nuove e possibilità impensate”. “Una grande gioia della famiglia è la crescita dei figli”, ha proseguito citando la vicenda terrena di Giuseppe, Maria e Gesù: “Essi sono destinati a svilupparsi e fortificarsi, ad acquisire sapienza e accogliere la grazia di Dio, proprio come è accaduto a Gesù. Egli è veramente uno di noi: il Figlio di Dio si fa bambino, accetta di crescere, di fortificarsi, è pieno di sapienza e la grazia di Dio è sopra di Lui”. “Maria e Giuseppe hanno la gioia di vedere tutto questo nel loro figlio; e questa è la missione alla quale è orientata la famiglia”, ha commentato il Papa: “Creare le condizioni favorevoli per la crescita armonica e piena dei figli, affinché possano vivere una vita buona, degna di Dio e costruttiva per il mondo. È questo l’augurio che rivolgo a tutte le famiglie, accompagnandolo con l’invocazione a Maria, Regina della Famiglia”.

Papa Francesco: Angelus, i genitori “sono i custodi” della vita dei figli, “non i proprietari”

Sun, 2017-12-31 13:09

I genitori “sono i custodi” della vita dei propri figli, “non i proprietari”. A ricordarlo, sulla scorta dell’esperienza di Maria, Giuseppe e Gesù, che “crescono insieme come famiglia nell’amore reciproco e nella fiducia di Dio”, è stato il Papa, nell’ultimo Angelus di quest’anno, celebrato nel giorno della festa della Santa Famiglia di Nazaret. “I genitori di Gesù vanno al tempio per attestare che il figlio appartiene a Dio e che loro sono i custodi della sua vita e non i proprietari”, ha spiegato Francesco, secondo il quale “questo gesto sottolinea che soltanto Dio è il Signore della storia individuale e familiare; tutto ci viene da lui”. “Ogni famiglia è chiamata a riconoscere tale primato, custodendo ed educando i figli ad aprirsi a Dio che è la sorgente stessa della vita”, l’invito del Papa: “Passa da qui il segreto della giovinezza interiore, testimoniato paradossalmente nel Vangelo da una coppia di anziani, Simeone e Anna”.

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