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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 1 min 43 sec ago

Papa Francesco: l’icona della Sacra Famiglia donata al seminario al Maadi

Sat, 2017-04-29 16:03

Un’icona che rappresenta il “Ritorno della Sacra Famiglia dall’Egitto”, avvenuto solo dopo la morte del crudele Erode, all’età di 70 anni: è il dono di Papa Francesco al seminario maggiore copto di al-Maadi, dove oggi si è tenuto l’ultimo incontro del suo viaggio apostolico al Cairo, davanti a oltre 1.500 persone, tra sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi. Realizzata da padre Yousal Elsoryani, quest’opera è “particolarmente interessante per l’interpretazione, nello stesso tempo affettuosa e geograficamente allusiva che ne dà l’artista. Questa Sacra Famiglia non ci appare notevole solo perché in linea con i canoni della tradizione figurativa copta, ma anche per quella tenerezza con cui il pittore ha trattato sia i volti della Vergine Maria e di Giuseppe, che quello del Bambino”.

Papa Francesco: al clero e consacrati, “non abbiate paura del peso del quotidiano. Seminate speranza”

Sat, 2017-04-29 15:31

“Non abbiate paura del peso del quotidiano, del peso delle circostanze difficili che alcuni di voi devono attraversare. Noi veneriamo la Santa Croce, strumento e segno della nostra salvezza. Chi scappa dalla Croce scappa dalla Risurrezione!”: così Papa Francesco ha salutato il clero, i seminaristi, i religiosi e religiose, oltre 1500, radunati nel seminario maggiore copto di al Maadi, sede dell’ultimo incontro del suo viaggio apostolico in Egitto, che si chiude oggi nella capitale egiziana. Dal Papa sono giunte parole di incoraggiamento al “piccolo gregge cattolico in Egitto, il lievito che Dio prepara per questa Terra benedetta” e di ringraziamento per la “vostra testimonianza e per tutto il bene che realizzate ogni giorno, operando in mezzo a tante sfide e spesso poche consolazioni”. Si tratta, ha affermato il Pontefice, “di credere, di testimoniare la verità, di seminare e coltivare senza aspettare il raccolto. In realtà, noi raccogliamo i frutti di una schiera di altri, consacrati e non, che generosamente hanno operato nella vigna del Signore: la vostra storia ne è piena! E in mezzo a tanti motivi di scoraggiamento e tra tanti profeti di distruzione e di condanna, in mezzo a tante voci negative e disperate, voi siate una forza positiva, siate luce e sale di questa società; siate il locomotore che traina il treno in avanti, diritto verso la mèta; siate seminatori di speranza, costruttori di ponti e operatori di dialogo e di concordia”.

Papa Francesco: padre Zaky (rettore seminario), “preghi per noi, nostro fratello maggiore”

Sat, 2017-04-29 15:24

“Nostro Fratello maggiore”: così padre Toma Adly Zaky, rettore del Seminario maggiore copto di al-Maadi, ha salutato Papa Francesco durante l’incontro con clero, religiosi e seminaristi, ultima tappa del viaggio apostolico in Egitto. “La sua visita oggi è come l’apparizione di Gesù Risorto dai morti ai suoi discepoli riuniti a porte chiuse. La sua visita rappresenta anche l’apparizione del Risorto sulla strada di Emmaus”, ha affermato il rettore, che ha chiesto al Papa, “Nostro Fratello Maggiore nella consacrazione”, “la preghiera, per la quotidianità della nostra vita consacrata. La vita comunitaria – ha aggiunto padre Zaky – di per sé ha le sue sfide, ove raramente gli scontri sono tra bene e male, ma spesso sono tra un bene e un altro bene, cioè tra i diversi punti di vista del bene comune, ognuno vede il bene comune dal suo punto di vista e quindi dobbiamo imparare l’umiltà”. Dal rettore anche la richiesta al Pontefice di preghiera “per noi formatori nella vita consacrata affinché possiamo essere una benedizione per i novizi, per i quali la Provvidenza Divina ha voluto che la loro consacrazione avvenga durante il tempo delle nostre responsabilità e posizioni. Preghi per noi, Santità, affinché i novizi non rimproverino Dio a causa nostra e del nostro servizio”. “Anche noi – ha concluso padre Zaky – pregheremo per Lei, Santità, per i nostri Patriarchi, per i nostri Vescovi e per le nostre guide nella fede affinché tutti voi possiate rallegrarvi della vostra consacrazione in mezzo a tutte le sfide che dovete affrontare”.

Amoris Laetitia: mons. Castellucci (Modena-Nonantola), “la sfida è quella di dire tutta la verità sulla famiglia in positivo”

Sat, 2017-04-29 15:16

“La Chiesa guarda alla famiglia con l’ottica che Papa Giovanni XXIII aveva indicato al Concilio: scrutare i ‘segni dei tempi’, rilevare in mezzo alle tenebre i raggi di luce, evitare di accodarsi alla mesta litania dei “profeti di sventura”, attivare le risorse e non fermarsi solo ai problemi”. È il pensiero dell’arcivescovo di Modena-Nonantola, monsignor Erio Castellucci, intervenuto questa mattina alla XIX Settimana Nazionale di studi sulla spiritualità coniugale e familiare in corso ad Assisi per iniziativa dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della famiglia della Cei. “Mi sembra – afferma l’arcivescovo – che la sfida degli ultimi due Sinodi, rilanciata da Papa Francesco, sia quella di dire tutta la verità sulla famiglia ‘in positivo’, promuovendo più che denunciando, incoraggiando più che puntando il dito”. Secondo mons. Castellucci “il passaggio da un’impostazione netta, bianco/nero, ad una più dinamica, incompleto/completo, porta ad una vicinanza diversa della comunità cristiana alla famiglia”. “Porta – aggiunge – ad un cammino insieme alla famiglia”. Per l’arcivescovo bisogna “rovesciare l’impostazione e chiederci come la famiglia possa diventare vero e proprio ‘soggetto’ della comunità; intendo la famiglia ‘intera’ e non solo la famiglia ‘a fette’, come spesso accade”. “In Italia – rileva Castellucci – esistono diverse esperienze che cercano di restituire alla famiglia tutta intera il suo ruolo nella comunità cristiana”.

Diocesi: Caritas Grosseto, dal 6 maggio tre incontri sulla comunicazione per operatori e volontari

Sat, 2017-04-29 15:13

Prenderà il via sabato 6 maggio il corso di comunicazione efficace per operatori e volontari del sociale promosso dalla Cartias diocesana di Grosseto. Si tratta di una “proposta formativa rivolta a coloro che operano in ambito sociale e a chi fa attività di volontariato, mettendo a disposizione due professionisti del settore, che forniranno tecniche di comunicazione efficace e di programmazione neuro-linguistica e life coaching”. Durante il corso lezioni frontali si alterneranno a dimostrazioni pratiche, mentre nei mesi successivi saranno proposte due ore di supervisione a gruppi con gli operatori, che avranno già iniziato a mettere in pratica le competenze acquisite durante le lezioni in aula. “Chi opera nel sociale – sottolinea il direttore della Caritas diocesana, don Enzo Capitani – si trova sempre più di frequente a confrontarsi con problematiche nuove, con persone che vivono forme di disagio sociale determinato da fattori come la mancanza di lavoro, rapporti familiari critici, la salute, le discriminazioni che richiedono risposte che sappiano coniugare sensibilità e competenza, anche nel modo di proporre possibili percorsi e soluzioni”. “Ecco perché – spiega don Capitani – abbiamo ritenuto utile offrire questo corso sulla comunicazione”. Gli incontri si terranno il 6 e il 27 maggio e il 17 giugno, dalle 10 alle 13, presso il centro diocesano Frassati di Grosseto.

Guazzaloca: mons. Zuppi (Bologna), “è stato un uomo giusto e libero”

Sat, 2017-04-29 14:43

“Giorgio Guazzaloca è stato un uomo giusto, un uomo libero, difficilmente classificabile in una categoria definita, civico nel senso più nobile del termine, perché voleva rappresentare il meglio che secondo lui c’era nella città e che doveva esprimere le energie per il bene di tutti, quello che i meccanismi tradizionali facevano fatica a compiere”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo Matteo Maria Zuppi, presiedendo nella chiesa di san Pietro, a Bologna, i funerali di Giorgio Guazzaloca, sindaco della città felsinea dal 1999 al 2004. Nel ricordare il rapporto dell’ex primo cittadino con il cardinale Giacomo Biffi, mons. Zuppi ha rilevato che “amava la città, ma lontano da inni tromboni alla bolognesità, perché sapeva vedere le rughe della città e non le copriva con il cerone”. “Soprattutto – ha aggiunto l’arcivescovo – pensava di doverlo fare con l’esempio, con l’onestà, la dirittura morale”. “Era allergico alle etichette, attento all’amicizia vera, pronto a pagare di persona, passionale nelle amicizie che superavano ogni schieramento, preoccupato di dare qualcosa a Bologna”, ha proseguito Zuppi, osservando che “Guazzaloca non sopportava doppiezze. Era generoso, pieno di umanità, ma senza indulgenze al ribasso”. L’arcivescovo ha concluso riconoscendo “quell’umanesimo che Giorgio, con forte timbro bolognese, ha vissuto e liberamente difeso fino alla fine, lottando, da uomo generoso qual era, con forza impressionante, come sempre incredibilmente attaccato alla vita”.

Vittime tratta: Comunità Papa Giovanni XXIII, venerdì 5 da Firenze a Viareggio la staffetta “Un’altra strada è possibile”

Sat, 2017-04-29 14:26

Si svolgerà venerdì 5 maggio, da Firenze a Viareggio, la staffetta podistica “Un’altra strada è possibile” per la liberazione delle vittime della tratta a scopo sessuale. L’evento, promosso dall’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, “vuole sensibilizzare – si legge in una nota – al tema della tratta degli esseri umani nel suo aspetto più evidente, la prostituzione”. “Alcune delle strade percorse – spiegano gli organizzatori – sono infatti luoghi di prostituzione”. La staffetta, che prenderà il via alle 18 in piazza Dalmazia, si inserisce nella campagna “Questo è il mio corpo”, lanciata lo scorso luglio dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. “Nell’esperienza delle unità di strada, operatori, volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII – prosegue la nota – si è visto che l’unico modo che si ha per combattere questa schiavitù è colpire la domanda, ovvero il comportamento del cliente”. “La campagna propone delle azioni per chiedere al Parlamento e al Governo italiani una legge che sanzioni il cliente, in particolare con il sostegno alla proposta di legge Bini”. La staffetta, promossa in collaborazione con un cartello di associazioni e con il patrocinio del Comune di Firenze, verrà presentata nel corso di una conferenza stampa che si terrà martedì 2 maggio, alle 12.30, presso Palazzo Vecchio, a Firenze, con l’intervento di Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, di Matteo Spanó dell’Agesci, Giovanni Pieroni dell’Azione cattolica, Nicola Rizzello e Sabina Aiazzi della Comunità Nuovi Orizzonti, di Romano Tiraboschi e Oriana Giantin, Movimento dei Focolari, e di Annabelle, una ragazza nigeriana vittima di tratta. Modererà Lucia Bellaspiga di “Avvenire”. Parteciperà anche l’attrice Beatrice Fazi.

Consiglio europeo: approvate le linee-guida per il Brexit. Tajani (Parlamento), “ottimo punto di partenza per negoziati”

Sat, 2017-04-29 14:20

(Bruxelles) “L’unità tra noi sarà la nostra arma vincente e la nostra forza. I nostri popoli, i nostri cittadini, ripongono in noi le loro speranze. Si aspettano da noi la difesa dei loro interessi e ci chiedono di mostrarci all’altezza del compito”. Così si è espresso Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, al summit straordinario dei 27, che ha approvato in tempi stretti e all’unanimità le linee-guida negoziali per il Brexit. Per Tajani tale documento del Consiglio europeo costituisce “un quadro di riferimento eccellente per i futuri negoziati e un ottimo punto di partenza per assicurare una uscita ordinata del Regno Unito dall’Unione”. Per il Parlamento, “uscita ordinata” significa “innanzitutto trovare rapidamente una soluzione al problema dei cittadini dell’Unione nel Regno Unito”, che sono 3 milioni, e “dei cittadini britannici sul continente. Questa è per noi la priorità assoluta. È fondamentale risolvere già nelle primissime fasi dei negoziati i problemi che la Brexit creerà, e forse sta già creando, per questi lavoratori, studenti, pensionati”. Uscita ordinata significa anche “chiudere i conti”.
“Per quel che riguarda il financial settlement, il Parlamento – ha spiegato Tajani dinanzi ai 27 capi di Stato e di governo – sostiene con forza la necessità per il Regno Unito di onorare gli impegni finanziari contratti dal governo britannico. Pacta sunt servanda. Non chiederemo loro nemmeno un centesimo sul quale non vi sia stato un impegno da parte loro… né un centesimo in meno”. Il Parlamento si è anche espresso “chiaramente sull’indivisibilità delle quattro libertà fondamentali, che non sono negoziabili poiché rappresentano il fondamento stesso del nostro stare insieme”. Infine, la risoluzione sottolinea “con forza la necessità di preservare in tutte le sue parti il Good Friday Agreement e il processo di pace in Irlanda del Nord, che non è un affare irlandese ma è una questione profondamente europea. La sfida sarà quella di trovare soluzioni adeguate al problema delle future frontiere esterne dell’Unione”. Il testo approvato dai 27 consta di sei capitoli e di 28 punti dettagliati.

Diocesi: Milano, arcivescovo Scola a Venegono per la festa con i seminaristi e le famiglie

Sat, 2017-04-29 14:17

L’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, si recherà lunedì primo maggio in visita al seminario di Venegono Inferiore per partecipare alla festa con i seminaristi, i loro genitori, i ragazzi e gli adolescenti. Sarà un incontro particolare soprattutto per i giovani delle parrocchie, dove gli allievi che studiano per diventare sacerdoti, hanno vissuto o stanno svolgendo servizio. Il cardinale presiederà in basilica la messa alle 11 e i vespri alle 18.30. In questa occasione pregherà per le vocazioni a pochi giorni dalla Giornata mondiale, in programma il 7 maggio. La giornata sarà scandita da diversi momenti ludici e di intrattenimento: nei chiostri, dove saranno allestiti stand gastronomici per il pranzo e la cena, si terranno dapprima un torneo di calcio a 5 e in seguito un contest musicale per gruppi emergenti denominato “AlwaysWRock”. La giornata sarà anche un’occasione per i giovani ambrosiani di conoscere e visitare l’edificio che ospita il seminario, voluto dal Beato cardinale Schuster nel 1935.

Diocesi: Agrigento, il card. Montenegro inizia la visita pastorale “come un fratello che va a trovare gli altri fratelli”

Sat, 2017-04-29 14:15

“Sarò come un fratello che va a trovare gli altri fratelli”. Con questo stato d’animo l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, si appresta a vivere la sua visita pastorale alla diocesi che prende il via nella giornata odierna. In una videointervista pubblicata dal settimanale diocesano agrigentino “L’Amico del Popolo”, Montenegro spiega che “non si tratta di un’ispezione del vescovo ma un sentire le problematiche della comunità cristiana, di una cittadina o di tante parrocchie di una città”.

Secondo il cardinale questa occasione servirà “soprattutto, per vedere e studiare insieme che tipo di evangelizzazione c’è da fare”. Montenegro vivrà oggi il primo appuntamento che lo porterà nelle 190 parrocchie in 43 Comuni dell’agrigentino. “La Chiesa – osserva il cardinale – ha il territorio come luogo per vivere la sua fedeltà al Signore. Per cui è necessario conoscere là dove ci si trova, per poter dare quelle risposte che la gente del luogo si aspetta”. Pur essendo stato già in altre occasioni nelle parrocchie, l’arcivescovo assicura che “questa visita sarà qualcosa di più intimo, di più interessante perché riguarda tutti”.

Missioni: dal Convegno nazionale di Monreale i seminaristi chiedono corsi per salvaguardia del creato e vita pratica

Sat, 2017-04-29 14:03

Una maggior aderenza alla vita di tutti i giorni, un’attenzione particolare alla salvaguardia del creato, all’ambiente e al risparmio energetico. Sono alcune delle proposte avanzate dai giovani seminaristi delle diocesi italiane, a Monreale per il 61° Convegno missionario nazionale della Pontificia Unione Missionaria. Per riuscire a stare dentro la realtà ecclesiale senza per questo esser tagliati fuori dal mondo, i giovani propongono ai vescovi integrazioni al curriculum di studi dei futuri sacerdoti: non solo chiedono di introdurre corsi di cucina ed economia domestica ma chiedono di occuparsi di ecologia e tutela del creato. “Secondo me serve un’esperienze di vita in casa, una normalità. Per me è opportuno almeno che i nostri seminari si trasformino in qualcosa di più piccolo, per proporre uno stile di vita meno eremitico”, ha proposto un seminarista da Lucera, spiegando che “vivere in appartamento in sette/otto persone, ad esempio, può essere un’idea”. C’è voglia di imparare anzitutto a gestire se stessi, a fare la spesa, stirarsi le camicie, cucinare e rimanere ancorati alla vita concreta. “Io ho giurato che non avrei più mangiato fette biscottate contenenti olio di palma”, ha affermato padre Alberto Rovelli, dei padri Bianchi, presente al dibattito, nel proporre piccoli gesti concreti di salvaguardia del creato e dei diritti.

Welfare: Censis, “il 67,2% degli italiani teme il declassamento sociale. L’87,3% dei giovani pensa che sia difficile salire nella scala sociale”

Sat, 2017-04-29 13:50

“Il 67,2% degli italiani è convinto che oggi sia facile cadere in basso da una classe sociale all’altra. In particolare, il capitombolo sociale è ritenuto facile dal 69,3% dei millennials, dal 67,6% dei baby boomers e dal 63,4% degli anziani”. Sono alcuni dei dati risultanti da una ricerca del Censis sul welfare italiano e le innovazioni necessarie per riattivare la mobilità sociale, condotta nell’ambito del progetto “Fuori dal letargo: soluzioni per una buona crescita” realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo-Regione Lombardia. Secondo la ricerca, “l’84,7% degli italiani ritiene che oggi sia difficile salire nella scala sociale e per il 52,2% è molto difficile”. “In particolare, è difficile per l’87,3% dei giovani, per l’85,7% dei baby boomers, per il 78,8% dei longevi”. Secondo il Censis, “siamo una società di persone convinte di avere sulla testa tetti insuperabili e sotto i piedi pavimenti friabili”. Infatti, “ritengono molto facile salire nella scala sociale quote residuali di giovani (solo il 12,7%) e di baby boomers (il 14,3%)”. L’ascesa sociale è considerata difficile dall’83,5% delle persone appartenenti al ceto medio, dall’86,6% delle persone che si autocollocano nella classe lavoratrice e anche dal 71,4% dei più abbienti”. “Niente mobilità in alto e tanta paura di cadere in basso”, prosegue il Censis, spiegando che “è questa l’origine dell’insicurezza diffusa che gli italiani provano a curare accumulando cash subito pronto: dal 2007 a oggi è aumentato di 133 miliardi di euro, pari al triplo del Pil di un Paese comunitario come la Croazia”. E se un tempo “la mobilità sociale verso l’alto era il motore trainante della vitalità economica e sociale”, oggi in Italia “il blocco verso l’alto e lo scivolo facile verso il basso generano inerzia da paura”.

Primo Maggio: mons. Pizziolo (Vittorio Veneto), “libertà, creatività, partecipazione, solidarietà non siano solo slogan”

Sat, 2017-04-29 13:43

È necessario che “una riflessione sul lavoro coinvolga tutti, specialmente quanti hanno una responsabilità diretta, affinché libertà, creatività, partecipazione, solidarietà non siano solo degli slogan, ma diventino espressione di una qualità effettiva delle realtà in cui si genera il lavoro”. È quanto scrive il vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, nel messaggio diffuso in occasione del 1° maggio. Ricordando le parole di Papa Francesco con cui “invita a riscoprire il valore intrinseco del lavoro e a rispettare i diritti dei lavoratori”, il vescovo richiama “l’importanza di un’urgente riscoperta e valorizzazione di quanto, a vari livelli, viene realizzato per promuovere il lavoro” in diocesi. In particolare, ricorda come in preparazione alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani “un piccolo gruppo operativo si è impegnato ad individuare nel nostro territorio esempi virtuosi di creazione di occupazione, che tengano presenti i criteri etici che sono alla base di un lavoro dignitoso”. Pizziolo individua poi alcune “sfide attuali” che “si presentano come particolarmente impegnative”; “la cosiddetta ‘Industria 4.0’ nel campo dell’automazione”, “l’inserimento nel mondo lavorativo dei giovani” e “il reinserimento lavorativo di quanti, ormai giunti a una certa età, non riescono a collocarsi nel mercato del lavoro”, “i temi dell’inquinamento dovuto ai fitofarmaci e il sempre più esteso fenomeno della monocoltura” in agricoltura, “i piccoli esercizi, spesso a conduzione familiare” in campo commerciale. Il vescovo infine ribadisce “con forza il valore della domenica come giorno della festa” perché “il tempo di riposo sia anche il tempo delle relazioni sociali, della festa condivisa, dell’intimità familiare”.

Diocesi: Bologna, dal 13 al 15 settembre la visita del Patriarca Bartolomeo I

Sat, 2017-04-29 13:26

“L’arcidiocesi e la città di Bologna, che già attendono con esultanza la visita di Papa Francesco il prossimo 1 ottobre, avranno la gioia di accogliere nei giorni 13-15 settembre anche Sua Santità Bartolomeo I, arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca ecumenico”. Ne dà notizia oggi Adriano Guarnieri, portavoce dell’arcidiocesi, con una nota in cui sottolinea come “la Chiesa petroniana considera grande onore e grande opportunità poter incontrare i due Pastori della Chiesa, nell’anno in cui il Congresso eucaristico diocesano la invita a riconoscere e soccorrere l’attesa delle folle per offrir loro il nutrimento della comunione e della condivisione”. Il Patriarca Bartolomeo, riferisce Guarnieri, “visitò già Bologna nel 2005 e frequenti sono stati i suoi incontri con Papa Francesco nelle rispettive sedi, a Gerusalemme, a Lesbo e in questi giorni al Cairo. La gioia della visita di Sua Santità Bartolomeo sarà condivisa dai cattolici con le numerose comunità ortodosse che si sono radicate nel territorio bolognese negli ultimi decenni e con le quali intercorrono rapporti ecumenici di amicizia e di collaborazione fraterna”. Il programma della visita prevede una meditazione al clero sull’Eucaristia il 13 settembre e il 14 settembre, nella festa della Esaltazione della Santa Croce, la solenne celebrazione della Divina Liturgia, nella quale secondo l’uso orientale la Croce viene innalzata verso i quattro punti cardinali, a significare l’universalità della Redenzione.

Primo Maggio: mons. Lombardi (pastorale sociale Matera-Irsina), “educare al senso umanizzante del lavoro e alla sua dignità”

Sat, 2017-04-29 13:19

“La questione del lavoro ci interpella come lavoratori, come cittadini e come credenti. Essa diventa sempre più stringente perché per molti, specie per i giovani, il lavoro manca e perché, quando c’è, è spesso mal retribuito e vissuto solo come mezzo di sostentamento e poco come mezzo di elevazione umana e sociale”. Lo ha affermato ieri sera mons. Filippo Lombardi, direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Matera-Irsina, nel corso della veglia di preghiera svolta presso l’azienda “La Traccia” nei Sassi di Matera-, in vista del 1° maggio. “In quanto lavoratori, abbiamo la responsabilità di vivere il lavoro con la coscienza di fare fino in fondo il proprio dovere e di contribuire così al bene comune”, ha osservato Lombardi. “In quanto cittadini di uno Stato fondato sul lavoro o meglio sulla dignità della persona che con il lavoro realizza le proprie aspirazioni al bene e mette in atto le proprie attitudini – ha proseguito – dobbiamo sentire forte la responsabilità perché il lavoro non manchi a nessuno e sollecitare la politica e le istituzioni a creare le condizioni perché ci sia lavoro per tutti”. Infine, “in quanto credenti abbiamo il compito di educare al senso umanizzante del lavoro” e “al senso della dignità del lavoro”. “Con il lavoro – ha sottolineato Lombardi – l’uomo diventa più uomo perché entra necessariamente in relazione con altri con i quali è chiamato a condividere il peso e il frutto del lavoro”.

Azione cattolica: Truffelli (presidente), “Chiesa in uscita condividendo la vita degli uomini d’oggi”. Impegno a costruire alleanze

Sat, 2017-04-29 13:16

“La nostra – ha specificato Matteo Truffelli, presidente di Ac, nella sua relazione all’Assemblea nazionale in corso a Roma – è una storia che è cresciuta nel tempo e ha portato frutti grazie a uno stile che possiamo tranquillamente definire sinodale, per la sua capacità di valorizzare le differenze e generare condivisione, per la sua capacità di mettere insieme, invece che dividere. È storia di passione per la Chiesa e per il mondo, per l’umanità”. “Viviamo in un’epoca di grandi cambiamenti, o meglio, come dice Papa Francesco, in ‘un cambiamento d’epoca’. Un tempo bello, in cui siamo felici di vivere, perché al nostro tempo noi vogliamo bene, lo sentiamo nostro e ci sentiamo suoi”. Un “tempo difficile” – la “guerra mondiale a pezzi”, le migrazioni, la povertà, l’illegalità diffusa –, “una stagione di precarietà” in cui “essere associazione può significare intrecciare relazioni solidali che offrano sostegno a chi guarda al futuro con preoccupazione, far sperimentare a ciascuno il valore dei legami stabili che aiutano a crescere nella responsabilità e nella fedeltà, formarci e formare a un pensiero critico che nasce da un autentico confronto con la complessità”. “Probabilmente essere Chiesa in uscita oggi significa anche sapere che in una stagione di precarietà e di sfilacciamento è chiesto pure a noi di accettare senza spaventarci una condizione di incertezza e di debolezza, condividendo la condizione degli uomini di oggi. Non preoccupandoci se siamo un’Azione cattolica chiamata a muoversi su un terreno inesplorato”.
“Ai discepoli-missionari non è consentito di rimanere chiusi in casa… il Signore arriva e spalanca le porte” per mandarli in missione. Per Truffelli l’Ac “rappresenta una risorsa preziosa per la Chiesa e per il Paese”. Un’associazione che fa proprio l’impegno di “costruire alleanze” dentro e fuori la Chiesa. “Contribuire alla costruzione del bene comune vuol dire anche saper alimentare dentro il corpo della società un tessuto di relazioni buone, di conoscenza e stima reciproca, di ricerca ostinata dei terreni comuni su cui incontrarci con chi è portatore di sensibilità differenti”. “Anche in campo ecclesiale, del resto, sono in corso trasformazioni altrettanto grandi e difficili da padroneggiare. La nostra Chiesa è percorsa da cambiamenti di portata storica, che ci chiedono di spenderci con coraggio e dedizione per contribuire, come parte viva e vitale del popolo di Dio, alla costruzione di una Chiesa sempre più ‘sinodale’. Una Chiesa più capace, cioè, di valorizzare la pluralità come cemento della comunione”.

Azione cattolica: Truffelli (presidente), “è il Signore che fa nuove tutte le cose”. “Associazione, un modo di essere Chiesa”

Sat, 2017-04-29 13:09

“Essere associazione è il modo con cui riusciamo ad abitare il presente facendoci compagni di strada di tutti. È dare vita a qualcosa che è più della somma delle parti, è più della somma dei singoli soci ed è più della somma di adulti, giovani e ragazzi. È segno e forma concreta di un modo di essere Chiesa, è spazio di corresponsabilità, è esperienza in se stessa formativa. È la via attraverso la quale coltiviamo la consapevolezza che nessuno si salva da solo”: è uno dei passaggi-chiave della relazione presentata questa mattina dal presidente nazionale Matteo Truffelli all’Assemblea elettiva di Azione cattolica, in corso alla Domus Pacis di Roma fino al 1° maggio. Oltre mille i delegati in sala ad ascoltare il presidente; domani l’associazione incontrerà invece Papa Francesco in piazza San Pietro, con 100mila partecipanti provenienti da tutta Italia. Ampio l’intervento (15 cartelle) di Truffelli attorno al tema assembleare “Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale”. Molte le citazioni dei testi di Bergoglio, in particolare dell’Evangelii gaudium, che l’associazione laicale ha assunto come programma di questi e dei prossimi anni. “È il Signore, non noi, che continuamente fa nuove tutte le cose – ha affermato Truffelli aprendo la relazione –, che ogni giorno riempie di senso la storia degli uomini. Crediamo che sia l’Amore di Dio a renderci capaci di questa novità: novità di sguardo su noi stessi, sugli altri e sugli eventi; novità di atteggiamenti, di relazioni umane, interpersonali e sociali”.
“Fare nuove le cose non si riduce a fare delle cose nuove, diverse, originali, ma ci spinge, anche come associazione, ad aprirci alla novità del nostro tempo e a lasciarci interpellare da essa”. Quindi un richiamo alla storia, dato che domani, con il Papa, l’Ac avvierà un anno di celebrazioni dei 150 anni di presenza nella Chiesa e nel Paese. “La storia della nostra associazione è una storia di continuo rinnovamento, attraverso cui abbiamo sempre cercato di evitare di congelare la nostra identità in un’ideologia, incarnandoci nella realtà di ogni tempo”. Nella sua relazione Truffelli ha svolto un’analisi delle profonde trasformazioni del tempo presente entro cui si inserisce la missione della Chiesa e, in essa, dell’Azione cattolica. Occorre trovare “strade nuove” per vivere il Vangelo, ha affermato Truffelli, “sapendo”, come associazione, “che con ogni probabilità le strade che sceglieremo di percorrere ci chiederanno di inoltrarci lungo di esse con più dubbi che certezze, con più domande che risposte, con intuizioni e valutazioni differenti”. “È dal futuro che riceviamo la speranza che ci consente di abitare il presente con senso di responsabilità verso di esso e con senso di gratitudine per il passato”.

Dialogo: 800 anni fa l’incontro tra Francesco e il sultano Al Kamil. Padre Fortunato (Assisi), una ricorrenza per “consolidare la fatica della pace”

Sat, 2017-04-29 13:07

“Sarà un ottocentenario che vivremo con semplicità e determinazione per consolidare la fatica della pace, edificare l’uomo spiritualmente, umanamente e socialmente”. Così padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e della Rivista San Francesco, in diretta dal Cairo, reagisce a quanto affermato nel corso della Santa Messa all’“Air Defence Stadium” da Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak, che rivolgendosi al Papa ha detto: “Lei ha scelto come nome ‘Francesco’ seguendo l’esempio di san Francesco di Assisi, di cui tra poco celebreremo l’ottocentesimo anniversario della visita in Egitto, fatta per richiamare alla Pace, come la Sua. Anche Lei, seguendo l’esempio di San Francesco, ha scelto la vita di povertà e semplicità”. Padre Fortunato ricorda che tutta la Chiesa e la famiglia francescana si stanno preparando a celebrare gli 800 anni dello storico incontro di pace tra san Francesco e il Sultano Malik Al Kamil e in questo orizzonte s’inserisce uno numero speciale della Rivista San Francesco. In copertina campeggia la foto del Corno che il Sultano donò al Santo di Assisi come lasciapassare, affinché nessuno potesse fargli del male nel suo viaggio in Egitto. Il titolo del mensile è significativo “Come nel 1219”.

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