Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 54 min 43 sec ago

Parlamento Ue: offese alle donne, pesante sanzione all’eurodeputato polacco Korwin-Mikke

Tue, 2017-03-14 13:40

(Strasburgo) Una “sanzione senza precedenti”: è quella imposta all’eurodeputato polacco Korwin-Mikke per le sue dichiarazioni, in aula, contro la parità di genere. Lo ha reso noto oggi in plenaria il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Il deputato perderà 30 giorni di indennità giornaliera, sarà sospeso da tutte le attività del Parlamento per 10 giorni e per un anno non potrà rappresentare il Parlamento. “La severità delle sanzioni è commisurata alla gravita delle dichiarazioni del deputato. Sono state offese – si legge in una nota – tutte le donne, con un attacco alla parità di genere, nel corso di un dibattito in plenaria presieduto da una donna, su un tema legato alle donne”. Tajani ha dichiarato: “Non intendo tollerare un simile comportamento, ancor più inaccettabile in quanto espresso da chi dovrebbe, con dignità, rappresentare i popoli europei. Offendendo tutte le donne, l’eurodeputato ha mostrato di disprezzare i nostri valori fondamentali. Per questo ho immediatamente avviato un’inchiesta, che ho rapidamente portato a termine con una sanzione proporzionata alla gravità della violazione”. Il presidente del Parlamento ha anche voluto esprimere le proprie scuse “a quanti si siano sentiti feriti o offesi dalle dichiarazioni di questo deputato, sottolineando che tali comportamenti non saranno mai ammessi”.

Diocesi: Caritas Benevento presenta il manifesto per lo sviluppo del territorio “dal welfare al welcome” al quale aderiscono 20 Comuni

Tue, 2017-03-14 13:22

“Vogliamo essere al vostro supporto, i vostri alleati, il Wikipedia degli amministratori, a sostegno di chi ha la responsabilità di amministrare la cosa pubblica e garantire il benessere della comunità. Bisogna decidere se essere accoglienti, non solo verso i migranti”. Con questa dichiarazione il coordinatore Caritas, Angelo Moretti, presenta la volontà dell’organo pastorale della Chiesa Beneventana attraverso il manifesto politico della Caritas di Benevento: “Siamo di fronte ad una svolta epocale, in cui il welfare non basterà più, ma si deve passare da un sistema di semplici servizi a un sistema di relazioni tra persone: in una parola dal welfare al welcome – ha detto Moretti – come d’altra parte ci insegna anche il nostro vescovo mons. Felice Accrocca”. Sono 20 i Comuni che hanno aderito al Manifesto. Dodici quelli presenti all’incontro: Benevento, San Giorgio del Sannio, Vitulano, Baselice, Pietrelcina, San Marco dei Cavoti, San Giorgio La Molara, Petruro Irpino, Roccabascerana, Sassinoro, Chianche, San Nicola Manfredi. Presentati i punti cardine sui quali i sindaci devono impegnarsi a fare rete per divenire comunità welcome: promuovere i budget di salute, attivare il reddito di inclusione, istituire gli Sprar, emanare i regolamenti sulla disciplina del gioco d’azzardo. Al manifesto ha concesso il proprio patrocinio anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Il vicario episcopale per la carità dell’arcidiocesi di Benevento, don Nicola De Blasio ha presentato il manifesto come “strumento per rilanciare lo sviluppo delle aree interne, il territorio dell’arcidiocesi di Benevento”.

Persecuzioni: card. Simoni, “la rabbia dei comunisti era vedere le chiese sempre gremite”

Tue, 2017-03-14 13:19

“La rabbia dei comunisti era vedere le chiese sempre gremite. Dopo la Messa di Natale del 1963, 4 poliziotti mi incatenarono davanti a tutto il popolo di Dio. Mi mandarono in una cella di 2 metri per 2 senza finestre”. È iniziata con la testimonianza di fede e santità del cardinale Ernest Simoni, unico sacerdote superstite della persecuzione del regime albanese di Enver Hoxha, la 46ª edizione della Settimana della fede, promossa dall’arcidiocesi di Taranto, quest’anno sul tema “La cultura della misericordia”. Un appuntamento per sera, nella Cattedrale Gran Madre di Dio. Il cardinale, “intervistato” dall’arcivescovo monsignor Filippo Santoro, ha raccontato gli anni difficili in carcere, con microspie addosso e finti detenuti messi al suo fianco per sorvegliarlo. Ha sorvolato sulle tante torture e vessazioni, per ricordare delle Messe celebrate clandestinamente in latino, con un pezzo di pane e il succo di qualche acino d’uva, delle confessioni ai prigionieri, e poi dell’evangelizzazione nei villaggi, negli anni ’90, quando caduto il regime, poté finalmente lasciare la prigione. “Tra le case passavo le notti a dire Messe, confessare e praticare esorcismi. Ricordavo che la grazia di Gesù è per tutti i peccatori del mondo e bisogna amare e perdonare i nemici. Oggi l’emergenza è la conversione dei giovani. Dobbiamo aiutare i ragazzi a credere in Cristo. Preghiamo per le conversioni con il Rosario, che è l’arma più odiata dal demonio. La misericordia di Dio è infinita per coloro che temono il Signore”. Stasera relazionerà padre Francesco Occhetta, redattore de “La Civiltà Cattolica”, sulla figura del grande riformatore sociale san Francesco de Geronimo, nato e cresciuto nel tarantino.

Islam: Corte di Giustizia Ue, vietare il velo al lavoro “non costituisce una discriminazione diretta”

Tue, 2017-03-14 13:12

“Il divieto di indossare un velo islamico, derivante da una norma interna di un’impresa privata che vieta di indossare in modo visibile qualsiasi segno politico, filosofico o religioso sul luogo di lavoro, non costituisce una discriminazione diretta fondata sulla religione o sulle convinzioni personali ai sensi della direttiva”. A stabilirlo è stata la Corte di Giustizia Ue, che si è pronunciata sul caso di una donna musulmana licenziata in Francia per essersi rifiutata di togliere il velo al lavoro. Secondo la Corte, che ha valutato il caso alla luce della direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, “la norma interna non implica una disparità di trattamento direttamente fondata sulla religione o sulle convinzioni personali”. Potrebbe tuttavia, sottolinea la Corte, rappresentare una discriminazione “indiretta”, qualora venga dimostrato che l’obbligo di abbigliamento neutrale comporta un particolare svantaggio per le persone che aderiscono a una determinata religione o ideologia. Ma anche in questo caso, la “discriminazione indiretta può essere oggettivamente giustificata da una finalità legittima, come il perseguimento, da parte del datore di lavoro, di una politica di neutralità politica, filosofica e religiosa nei rapporti con i clienti”.

Disturbi alimentari: Ospedale Bambino Gesù, “si combattono con diagnosi precoce”. Domani esperti in diretta Facebook rispondono alle domande dei genitori

Tue, 2017-03-14 13:02

I disturbi alimentari sono sempre più diffusi e l’esordio è sempre più precoce (negli ultimi anni si è registrato un abbassamento dell’età fino agli 8/9 anni). L’incidenza dell’anoressia nervosa è stimata essere di almeno 8 nuovi casi per 100 mila persone in un anno tra le donne, mentre è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi per 100 mila persone in un anno tra gli uomini. In un anno si stimano almeno 12 nuovi casi di bulimia nervosa per 100 mila persone tra le donne e circa 0,8 nuovi casi per 100 mila persone tra gli uomini. Le forme più gravi colpiscono rispettivamente circa lo 0,9% e l’1,5% delle donne. Ad essi si aggiunge il disturbo dell’alimentazione evitante/restrittivo (Arfid), più recente, che come la bulimia e l’anoressia può causare complicanze, anche gravi, se non trattato precocemente. In occasione della VI Giornata nazionale del fiocchetto lilla che ricorre domani, i medici dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ricordano che la cura di questi disturbi che esordiscono in età sempre più precoce richiede il tempestivo intervento di un’equipe multidisciplinare e la completa collaborazione della famiglia. “Non so cosa fare. Non assaggia niente. Non sembra proprio interessato al cibo. Questo non riesco a farglielo mangiare…”. Frasi come queste fanno infatti parte dell’esperienza di molti genitori. In molti casi si tratta di problemi che si risolvono spontaneamente, ma in alcuni tendono a protrarsi nel tempo e a trasformarsi in veri e propri disturbi. Senza allarmismi, occorre fare attenzione. Per rispondere ai dubbi e alle domande di mamma e papà, gli esperti del Bambino Gesù hanno organizzato domani una diretta facebook (ore 15-15.30) dedicata ai disturbi alimentari  in età evolutiva. Per interagire col professor Stefano Vicari e la dottoressa Valeria Zanna – rispettivamente responsabile dell’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile e referente psichiatra per i disturbi alimentari dell’Ospedale – basterà connettersi al profilo facebook: https://www.facebook.com/ospedalebambinogesu/.

Sostentamento clero: Cipolla (Insc), “non esiste nessuna normativa di favore in campo tributario in campo ecclesiastico”

Tue, 2017-03-14 12:59

“Non esiste, in linea generale e di principio, nessuna normativa di favore in campo tributario per un ente ecclesiastico”. A precisarlo è stato Giuseppe Maria Cipolla, vicepresidente dell’Istituto nazionale per il sostentamento del clero, intervenendo al convegno degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero in corso a Roma fino a domani. “Gli istituti diocesani per il sostentamento del clero – ha esordito il relatore – nascono per amministrare il patrimonio immobiliare: il loro ‘core business’ è mettere a reddito il patrimonio immobiliare, confrontandosi con la normativa civilistica e fiscale”. “Gli Idsc sono assoggettati al diritto comune”, ha spiegato l’esperto, e ciò significa che “per qualsiasi problema di natura tributaria, devono confrontarsi con la legge dello Stato”: il regime, infatti, è quello della “riserva di legge”, in quanto “è il legislatore che detta le regole e le eccezioni”, e dunque anche l’eventuale diritto ad agevolazioni. Di qui la necessità, per gli Idsc, “non solo di assolvere a tutti gli adempimenti fiscali, ma anche di tener presente che, nel caso della richiesta di un’agevolazione, l’onere della prova è a carico del soggetto che la richiede, qualora l’ente impositore contestasse l’agevolazione richiesta”. “Dobbiamo essere più che sicuri che l’agevolazione ci spetti”, il consiglio del giurista: “Altrimenti potremmo andare incontro a una contestazione, da parte dell’ente impositore”, e quindi a un contenzioso, che nella maggior parte dei casi va a finire in Cassazione. Se, inoltre, l’ente impositore è l’Agenzia delle Entrate, “il mancato pagamento delle imposte può sfociare in un procedimento penale”. Le agevolazioni tributarie, infine, devono confrontarsi anche con il diritto comunitario e “con il problema degli aiuti di Stato, che possono essere diretti o indiretti”, ha precisato Cipolla.

Camilliani: Aci Sant’Antonio (Ct), concluso il Capitolo della provincia siculo-napoletana

Tue, 2017-03-14 12:56

Anche padre Leocir Pessini, superiore generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani), ha partecipato al Capitolo provinciale della provincia siculo-napoletana che si è svolto dal 5 al 10 marzo all’Oasi di Aci Sant’Antonio (Ct). Ne danno notizia gli stessi Camilliani, in una nota diffusa nella serata di ieri. Ad aprire i lavori del XXIII Capitolo provinciale è stato il vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti. “Giorno dopo giorno – scrivono i Camilliani nel messaggio conclusivo – siamo stati arricchiti spiritualmente da vescovi amici che hanno celebrato con noi l’Eucaristia, facendoci anche dono della Parola di Dio da incarnare nella nostra vita e da testimoniare nelle opere di carità”. “Abbiamo inoltre dedicato tempo e attenzione per riflettere – proseguono – sul nostro rapporto personale con Gesù e sulla nostra vita spirituale e comunitaria, se viviamo con fedeltà ed entusiasmo il nostro IV voto di servire i malati anche con pericolo della vita e se il desiderio del nostro Fondatore di servire i malati con cuore di madre viene da noi religiosi non solo testimoniato, ma anche condiviso dai nostri collaboratori laici che ci affiancano nelle nostre realtà ministeriali”. Riferendosi agli aspetti gestionali e finanziari delle opere, “non mancano difficoltà, ma si guarda al futuro con speranza”, aggiungono, essendo “certi che Dio non ci abbandonerà e saremo in grado, anche se ‘minoranza’, di coltivare con frutto la pianticella di Camillo che da più di quattro secoli continua a espandersi nel mondo, incarnando la tenerezza di Gesù verso quanti soffrono”.

Papa Francesco: a Santa Marta, cammino di conversione è “allontanarsi dal male e imparare a fare il bene con cose concrete”

Tue, 2017-03-14 12:45

Allontanarsi dal male, imparare a fare il bene e lasciarsi portare avanti dal Signore: nell’omelia della Messa celebrata questa mattina a Casa Santa Marta, Papa Francesco riassume così il cammino di conversione quaresimale. Una conversione, riferisce Radio Vaticana, che si manifesta non a parole ma in “cose concrete”. “Non è facile fare il bene: dobbiamo impararlo, sempre – afferma Francesco -. E Lui ci insegna. Ma imparate! Come i bambini. Nella strada della vita, della vita cristiana si impara tutti i giorni. Si deve imparare tutti i giorni a fare qualcosa, a essere migliori del giorno prima. Imparare”. Per il Papa, “allontanarsi dal male e imparare a fare il bene: questa è la regola della conversione. Perché convertirsi non è andare da una fata che con la bacchetta magica ci converta: no! E’ un cammino. E’ un cammino di allontanarsi e di imparare”. Il Signore, prosegue Francesco, “qui dice tre cose concrete ma ce ne sono tante: cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova … ma, cose concrete. Si impara a fare il bene con cose concrete, non con parole. Con fatti… Per questo Gesù, nel Vangelo che abbiamo sentito, rimprovera questa classe dirigente del popolo di Israele, perché ‘dicono e non fanno’, non conoscono la concretezza. E se non c’è concretezza, non ci può essere la conversione”. Il Papa sottolinea quindi come Dio aiuti: “il camminare insieme per aiutarci, per spiegarci le cose, per prenderci per mano”. Il Signore, assicura, è capace di “fare questo miracolo”, cioè di “cambiarci”, non da un giorno all’altro ma nel cammino perché “è un Padre che ci vuole bene” e “ci accompagna in questa strada di conversione”.

Diocesi: Città di Castello, nuovo statuto e regolamento per l’Archivio storico diocesano

Tue, 2017-03-14 12:45

Nei giorni scorsi il vescovo di Città di Castello, monsignor Domenico Cancian, ha approvato il nuovo statuto e il nuovo regolamento dell’Archivio storico diocesano. Ne dà notizia la diocesi di Città di Castello, spiegando che “si tratta di due strumenti importanti per assicurare un migliore funzionamento dell’istituto culturale, adeguandolo alle esigenze dei numerosi studiosi che quotidianamente ne frequentano la sala studio, aperta 24 ore settimanali”. “Il nuovo statuto – prosegue la nota – cerca di venire incontro alle esigenze degli studiosi, sia per quanto riguarda la consultazione che la riproduzione per uso personale” e disciplina “la possibilità, per enti ecclesiastici e singole persone o famiglie, di depositare la propria documentazione presso l’Archivio storico diocesano, dove, già da tempo sono concentrati anche archivi di parrocchie e confraternite”. “L’archivio, tra i principali archivi ecclesiastici italiani, contiene documentazione prodotta dai vescovi e dagli altri organismi diocesani a partire dai primi anni dell’XI secolo (anno 1012 in copia e anno 1020 in originale)”, si aggiunge nella nota, sottolineando che “particolare rilievo assumono i registri della cancelleria vescovile e del capitolo della cattedrale (secc. XII-XIV) e la serie delle visite pastorali (secc. XIII-XX)”. Inoltre, è conservata “una delle più antiche visite pastorali italiane, quella del vescovo Matteo, compiuta tra 1229 e 1231”. La sala consultazione è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e il mercoledì anche dalle 15 alle 19. Nei primi due mesi del 2017 si sono registrati 133 accessi e sono state presentate e accolte 24 domande di studio.

Siria: Rapporto Caritas, giovani siriani, “non solo comportamenti devianti ma anche voglia di vivere una vita normale”. Il contributo di Caritas Italiana

Tue, 2017-03-14 12:32

Dallo studio di Caritas Siria e Caritas Italiana, presentato oggi a Roma, emerge anche una fotografia di giovani siriani che, nonostante la guerra, cercano di vivere una vita il più normale possibile, al pari di molti loro coetanei. Il loro impegno si concretizza, soprattutto, in attività sociali in favore dei giovani che coinvolgono il 64,4% degli intervistati (in gran parte volontari), mentre il 30,3% è impegnato in attività di “orientamento e consapevolizzazione dei giovani”. Anche le attività legate all’animazione ed educazione religiosa, che vedono impegnati il 55,3% degli educatori, raccontano una generazione che non rinuncia ai propri valori, alle tradizioni e alla spiritualità. Nonostante le problematiche dovute al conflitto, non mancano attività di “promozione della pace e della nonviolenza”, che vedono coinvolto il 13,6% degli intervistati. Le priorità dei giovani siriani sono la scuola e l’università (95,1%), i corsi professionali (91,7%), lingue straniere (89,7%), creazione posti lavoro (88,8%), assistenza disabili (80,2%), educazione sessuale (71,3%). La ricerca, senza indagare elementi politici o di parte, ha cercato di capire chi tra i vari attori coinvolti sul campo (organizzazioni, Ong, associazioni, ecc.) viene percepito più vicino ai giovani, in termini di aiuto diretto verso i loro bisogni. Tra tutti, le agenzie delle Nazioni Unite sono risultate al primo posto, riconosciute dal 47,7% del campione. Al secondo posto le organizzazioni-associazioni siriane, con il 37,9%. Non stupiscono i dati sulle istituzioni pubbliche, sia locali sia nazionali, tra cui la scuola, tutti purtroppo molto bassi, rispettivamente il 12,9%, il 7,6% e 16,7%. Il quadro che emerge dallo studio è quello di una generazione che non si vuole perdere nonostante il contesto drammaticamente difficile, ma che tenta di reagire, di recuperare per quanto possibile una normalità. Una generazione, soprattutto, che non vuole essere lasciata sola, che chiede un aiuto per recuperare il proprio futuro, soprattutto attraverso la formazione e l’educazione. Da qui l’appello della Caritas: “I giovani, con le loro competenze ed energie, non dovranno essere abbandonati alla gravosa responsabilità di fermare la violenza e ricostruire un Paese. Solo grazie ai giovani, la nonviolenza potrà finalmente tornare a sbocciare nella sofferente nazione siriana, come un fiore tra le macerie”. Attiva nella collaborazione con le Caritas nazionali della regione fin dalle prime avvisaglie della crisi siriana (2011) Caritas Italiana partecipa alla struttura di coordinamento che la rete Caritas organizza nelle emergenze maggiori (Syria Working Group) e sostiene una “cellula d’appoggio” a Caritas Siria. Finora da Caritas Italiana circa 2,5 milioni di euro sono stati messi a disposizione delle diverse Caritas della regione coinvolte dalla crisi, in particolare di Caritas Siria. A partire dal 2014, grazie anche a un contributo Cei di un milione di euro, è stato possibile sostenere attività di emergenza di base (distribuzione di viveri e medicine e contributi per alloggi) nelle regioni di Aleppo, Hassaké e Damasco. Un altro sostegno importante è andato alle scuole, come ad Aleppo e Damasco, a vantaggio di più di 2.000 bambini. Un rapporto di collaborazione particolare è in corso con la Caritas regionale di Homs, che Caritas Italiana sostiene finanziariamente da tre anni, con un contributo di circa 200mila euro l’anno, per un ampio progetto di aiuti di urgenza.

Siria: Rapporto Caritas, giovani siriani “molto frequentemente si uniscono a gruppi estremisti”

Tue, 2017-03-14 12:31

Al tema della disoccupazione si aggiunge anche quello della migrazione. Dallo studio Caritas Siria e Caritas Italiana, presentato oggi a Roma, emerge anche un altro dato: l’87,5% degli intervistati ritiene che i giovani si trovino in famiglie con problemi legati ai fenomeni migratori: moltissimi infatti hanno visto i propri familiari partire e le famiglie di origine dividersi, tanto che il 64,9% degli intervistati crede che i giovani affrontino in maniera problematica le relazioni familiari. Molto alto anche il dato legato all’educazione: la maggioranza degli intervistati, il 61,9%, ritiene che i giovani in famiglia vivano problemi legati alla mancanza di opportunità formative ed educative. Mentre questi dati confermano informazioni note, comuni a moltissimi altri Paesi cosiddetti “poveri”, alcuni dati emersi dalla ricerca, relativi al bisogno specifico del contesto siriano, sono “forse più inquietanti”. Come ad esempio il fatto che il 27,3% degli intervistati, più di un quarto, dichiari che i giovani si trovino in famiglie con problemi con la giustizia o che abbiano subito delle detenzioni, o che il 35,3% metta le dipendenze in famiglia tra i problemi abbastanza o molto frequenti dei giovani. Il problema delle dipendenze sembra maggiormente percepito dalle donne che dagli uomini; infatti il 14,3% delle intervistate, contro il 7,1% dei maschi, ritiene che questo problema sia “estremamente frequente” nelle famiglie dei giovani siriani. Non stupisce il fatto che il 57,4% degli intervistati veda i problemi di salute tra le principali difficoltà delle famiglie dei giovani siriani, e addirittura il 44,1% metta la disabilità tra i primi problemi, dichiarando, nell’84% dei casi, che tali disabilità siano state causate proprio dal conflitto. Dallo studio emergono anche i comportamenti a rischio dei giovani siriani, il fumo su tutti indicato dal 94,5% degli intervistati. Il 67,4% degli intervistati vede “i comportamenti violenti” come frequenti tra i giovani siriani. Il 66,4% dichiara che i giovani girano armati. Il 52% cita problemi di bullismo e il 36,8% dice che molto frequentemente i giovani si uniscono a gruppi estremisti. Significativo che il 53,3% degli intervistati segnali che le famiglie siriane hanno avuto problemi a causa di torture o abusi.

Profanazione tabernacolo a Corigliano: il vescovo Satriano dispone due momenti di preghiera di riparazione

Tue, 2017-03-14 12:09

Due momenti di preghiera di riparazione. Li ha predisposti monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Rossano-Cariati, in una nota resa a seguito del “grave fatto avvenuto presso l’opera dei Padri Salesiani a Corigliano, nella cui Cappella dell’oratorio è stato profanato il Tabernacolo in cui erano custodite le ostie consacrate”. Mons. Satriano, di concerto con la comunità salesiana, ha annunciato due incontri di preghiera. Il primo il 16 marzo, alle ore 19, proprio presso la Cappella dell’oratorio, con la celebrazione eucaristica, “un’adorazione eucaristica, un gesto simbolico per riconfermare l’amore e la devozione verso l’Eucarestia fonte stessa della vita cristiana”. Il prossimo 23 marzo, alle ore 18, nella chiesa parrocchiale dell’Opera Salesiana, si terrà una celebrazione eucaristica penitenziale di riparazione, presieduta dallo stesso mons. Satriano.

Regno Unito: Zartaloudis (Un. Birmingham), su Brexit “governo spinge sull’acceleratore. Sembra uno stato di emergenza”

Tue, 2017-03-14 11:51

“Non si è mai visto nulla del genere nella storia della democrazia britannica. Sembra uno stato di emergenza e la legislazione più importante degli ultimi quarant’anni è stata spinta in fretta e furia attraverso il parlamento mentre, di solito, ci vuole almeno un anno per approvare una legge ordinaria”. Mancano poche ore al “royal assent”, quel timbro della regina sulle 137 parole che segnano il divorzio della Gran Bretagna dall’Unione europea e, secondo Sotirios Zartaloudis, docente di politica all’università di Birmingham, “il governo sta spingendo sull’acceleratore”. “Pur volendo rimanere nella Ue molti parlamentari hanno votato, ieri, ai Comuni, per il Brexit, perché hanno paura di venire accusati di non essere democratici e di non rispettare la volontà popolare”, spiega l’esperto di politica europea. La premier Theresa May aspetterà fino alla fine del mese, prima di invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che dà il via al periodo di negoziato e il professor Zartaloudis vede soltanto un’ultima possibilità di fermare l’uscita del Regno Unito dalla Ue. “Se l’economia venisse danneggiata, in modo grave, gli elettori potrebbero decidere di fare marcia indietro, ma, purtroppo, gli effetti del Brexit si sentiranno soltanto tra qualche anno. Il governo ha già avvertito che potrebbe abbandonare il mercato unico senza un accordo se le trattative non hanno successo. Un’ipotesi che sarebbe stata considerata fantascienza qualche tempo fa”, dice.

Sostentamento clero: Marano (Cei), no alla “retorica della legalità”. “Trasparenza” è “costo da pagare”

Tue, 2017-03-14 11:34

No alla “retorica della legalità”, che consiste nella “affermazione di principio utilizzata per coprire opacità e fenomeni di corruzione, che minano alla radice la persona e la comunità”. Lo ha detto Venerando Marano, coordinatore dell’Osservatorio giuridico-legislativo della Cei, che ha aperto oggi la seconda giornata del convegno degli Istituti diocesani di sostentamento del clero, in corso a Roma fino a domani sul tema “La responsabilità di essere Chiesa: identità e obiettivi degli Idsc”. Menzionando la Nota della Cei “Educare alla legalità”, che risale al 1991, Marano ha ricordato che la Chiesa è chiamata sempre ad “armonizzare carità e giustizia”, dove la prima ha il primato sulla seconda, nel caso di “un potenziale conflitto tra agire legale e agire giusto”. “Accrescere la consapevolezza dei valori della legalità e della trasparenza”, attraverso una “fedeltà creativa”, la direzione da percorrere, partendo dalla consapevolezza che “la trasparenza, più che una questione di correttezza, è una questione di mentalità: il vero antidoto all’illegalità è la cultura, e la trasparenza è una prospettiva necessaria e irreversibile per la Chiesa, un costo da pagare” sempre e comunque. Citando i rilievi mossi dalla Corte dei Conti negli ultimi tre anni, riguardo all’otto per mille, e i rilievi della Commissione paritetica – entrambi oggetto, nei prossimi mesi, di discussione in Parlamento – Marano ha fatto notare che “una delle principali censure che viene mossa alla Chiesa è quella di una scarsa trasparenza nella predisposizione dei bilanci, dei rendiconti, di persistente opacità in alcune attività”.

Tv2000: continua a crescere sul web. A febbraio più di 1,4 milioni di utenti hanno seguito i programmi in live streaming da sito e app

Tue, 2017-03-14 11:30

Tv2000 continua a crescere sul web. Nel mese di febbraio l’emittente della Cei ha toccato quota 1,4 milioni di utenti che hanno seguito i programmi in live streaming, attraverso il sito e l’app scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet. A darne notizia è Prima Comunicazione. Si tratta del dato più alto registrato negli ultimi 6 mesi, segnalano dall’emittente. Nel 2017 la tv dei vescovi italiani ha implementato l’attività social su Facebook, Twitter e YouTube con una community di 500mila persone. Tra le novità primaverili il quotidiano online Tv2000 Daily, l’uso del web storytelling nel sito Tv2000 DocFilm e il lancio del WebDoc, uno spazio multimediale di approfondimento che spazia nell’archivio online fatto di oltre 72mila video.

Corea del Sud: mons. Lazzaro You (Daejeon), impeachment è “un passo nella direzione giusta, un punto di partenza”

Tue, 2017-03-14 11:01

“Un passo nella direzione giusta, un punto di partenza. Ora si deve guardare avanti”. È quanto afferma mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon, raccontando al Sir la settimana caldissima, che ha portato l’ex presidente sudcoreana, Park Geun-Hye, a lasciare la Casa Blu di Seoul, la residenza presidenziale, dove si era trincerata da giorni. Lo sguardo del vescovo You è positivo e “lo è – dice – per almeno due motivi”. Con la deposizione della presidente, “il popolo ha detto no” a questo sistema di corruzione e potere, chiedendo maggiore democrazia. Ricca di società e aziende di successo mondiale, tra le quali spicca la Samsung, la Corea in questi anni ha sviluppato un sistema di connivenza tra economia e politica fatta di corruzione e giri sporchi di soldi. “Il popolo della piazza ha detto no anche a questo legame”, spiega il vescovo, chiedendo che “politica ed economia siano ben separate tra loro”. La presidente Park Geun-Hye è stata trascinata nello scandalo dalle accuse della sua amica, Choi Soon-sil, che ha fatto finire in galera il boss della Samsung Jay Y. Lee, accusato di avere pagato alla coppia tangenti per decine di milioni di dollari. “Con la carcerazione del padrone di Samsung – dice You – io già vedo che il cammino è iniziato, che un passo è stato compiuto verso la giusta direzione. Adesso fra due mesi, con il nuovo governo, speriamo che il cammino vada avanti e ci sia sempre più onestà, trasparenza, più giustizia”.

Corea del Sud: mons. Lazzaro You (Daejeon), “nuovo presidente sia uomo di dialogo, di comunione e di pace”

Tue, 2017-03-14 10:59

Uomo di dialogo, rispettoso dei diritti umani. Mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon, la diocesi coreana che due anni fa in agosto ha ospitato papa Francesco, delinea l’identikit del nuovo presidente della Corea del Sud dopo che la ex leader sudcoreana Park Geun-Hye, travolta da uno scandalo di potere e corruzione, è stata costretta la scorsa settimana con una sentenza della Corte Costituzionale a lasciare al Casa blu e dimettersi. Non si è ancora decisa la data delle nuove elezioni. La legge coreana prevede che quando un presidente viene deposto, entro 60 giorni si deve scegliere il nuovo. “Noi – dice Lazzaro You – come vescovi ed io personalmente come presidente di Giustizia e pace, anche prima della deposizione della presidente e del giudizio della Corte abbiamo fatto alcune dichiarazioni, dicendo che ci vuole una democrazia giusta e per democrazia giusta intendiamo una politica che sappia mettere al centro il valore dell’uomo”. Il nuovo presidente – aggiunge il vescovo You – “deve essere un uomo di dialogo e di comunione, capace di prendere dentro tutti. Deve essere aperto, democratico, rispettoso dei diritti umani”. Lazaro You fa poi notare come la penisola coreana stia diventando un terreno altamente rischioso nella corsa al riarmo, crocevia delicatissimo tra la Cina e gli Stati Uniti, con una Corea del Nord che lascia il mondo con il fiato sospeso. Per questo “il nuovo presidente deve essere uomo di pace, di dialogo, un uomo capace di prediligere gli accordi diplomatici alla corsa alle armi”. E poi, conclude, “chi ha sbagliato, chi con il potere e la corruzione ha fatto tanto male, deve riconoscere l’errore commesso, pentirsi e chiedere perdono. Noi avremo misericordia, perché solo la misericordia sarà la nostra via per un futuro di vera democrazia, di giustizia e di pace”.

Paesi Bassi: domani le elezioni. Woestenberg (Conferenza episcopale), grande incertezza. Cristiani divisi al voto

Tue, 2017-03-14 10:32

Occhi puntati sulle elezioni della camera bassa nei Paesi Bassi, che si terranno domani, mercoledì 15 marzo. Ieri si è svolto l’ultimo dibattito televisivo tra il premier uscente Mark Rutte, del Partito popolare per la libertà e la democrazia, e Geert Wilders, leader populista del Partito per la libertà. A dominare il panorama olandese però è l’“insicurezza”, spiega al Sir Daniëlle Woestenberg, responsabile per il segretariato della Conferenza episcopale olandese per i rapporti con la politica: “soprattutto tra le persone che temono la globalizzazione, che hanno perso il lavoro, che soffrono per la riduzione del welfare. Non per il razzismo”. Il governo di Mark Rutte, in carica dal 2010, ha dovuto affrontare la crisi economica proprio riducendo la spesa sociale, innalzando l’età pensionabile e irrigidendo le regole sui contratti di lavoro temporaneo. L’insicurezza regna anche sugli esiti: sono 28 i partiti in gara “molto, molto differenziati tra loro”, dice Woestenberg: secondo i sondaggi “solo il 40% degli elettori andrà a votare” e di loro, secondo i recenti sondaggi, il 13% circa sarebbe a favore di Wilders (16% per Rutte): “non dovremmo esagerare la sua popolarità”, conclude Woestenberg. Come voteranno i cristiani? ChristenUnie, GroenLinks, guidati da Jesse Klaver “molto popolare tra i giovani”, e naturalmente l’Appello Cristiano democratico per i più progressisti, mentre i più conservatori sembrano orientati al Partito politico riformato e a Rutte.

Diocesi: Palermo, nessun incontro nelle parrocchie con “sedicenti veggenti” o realtà non approvate dalla Chiesa

Tue, 2017-03-14 10:15

Nessun incontro con “sedicenti veggenti” se non approvato dal vescovo o dai vicari episcopali. Lo ha deciso l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che ha diffuso una disposizione, rivolta ai parroci e ai fedeli della diocesi in cui segnala “il moltiplicarsi di incontri di preghiera o di testimonianza tenuti da persone, appositamente invitate, appartenenti a nuove realtà ecclesiali non approvate né riconosciute o verificate dall’autorità ecclesiastica, o da sedicenti veggenti o, ancora, da chi si dichiara depositario di soprannaturali poteri o rivelazioni”. Per questo motivo, Lorefice dispone che “queste iniziative e inviti vengano previamente sottoposti al discernimento e all’approvazione dell’ordinario del luogo (vescovo, vicario generale, vicari episcopali)”. I sacerdoti, in particolare, vengono esortati a non partecipare alle “eventuali iniziative non autorizzate” e a “dissuadere anche i fedeli a prendervi parte”.

Sir: le principali notizie di oggi dall’Italia e dal mondo. Brexit, la Scozia non ci sta e propone nuovo Referendum. Biotestamanto alla Camera ma l’Aula è vuota

Tue, 2017-03-14 10:00

Brexit: governo Gb può avviarla ma la Scozia non ci sta e propone nuovo Referendum

La legge per l’avvio della Brexit supera anche l’ultimo scoglio e da domani la premier Theresa May è libera di notificare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona per iniziare i negoziati sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. L’ultimo passaggio è stato ieri sera l’ok della Camera Alta. Ma da Edimburgo, la leader scozzese Nicola Sturgeon ha annunciato l’avvio la settima prossima dell’iter nel Parlamento locale per arrivare ad un referendum bis sull’indipendenza della Scozia dalla Gran Bretagna ed ha indicato una finestra utile, fra l’autunno del 2018 e la primavera del 2019, durante la quale si potrebbe tenere il nuovo referendum. Sturgeon ha spiegato che la decisione di chiedere un nuovo Referendum è stata inevitabile a fronte del “muro di intransigenza” che il governo di Londra ha eretto contro le istanze presentate da Edimburgo che aveva proposto una serie di soluzioni per mantenere la Scozia all’interno del mercato unico europeo. “Non è stato possibile fare altro mentre si prospetta una hard Brexit”, ha sottolineato la ‘first minister’, aggiungendo che la Scozia deve “scegliere per il suo futuro” prima che sia troppo tardi.

Turchia: “Chiuso lo spazio aereo e sospese relazioni alto livello con Olanda”

Il vicepremier turco Numan Kurtulmus ha annunciato in conferenza stampa dopo la riunione settimanale di governo la sospensione delle relazioni ad alto livello tra la Turchia e l’Olanda. Si inaspriscono così le tensioni già alte fra la Turchia e l’Olanda dopo il trattamento riservato a due ministri di Ankara, a cui è stato impedito di svolgere comizi a Rotterdam. La Turchia chiuderà il proprio spazio aereo ai diplomatici olandesi e non sarà permesso all’ambasciatore olandese in Turchia – attualmente in vacanza fuori dal Paese – di rientrare ad Ankara. Da parte sua l’Olanda ha chiesto ad Ankara di ritirare le accuse di “fascismo e nazismo” altrimenti “le relazioni” tra i due Paesi “resteranno difficili”, ha detto il vicepremier Lodewijk Asscher. L’ Ue osserva la situazione con preoccupazione e chiede ad Ankara di abbassare i toni mentre la Nato chiede ad entrambi gli alleati un “approccio misurato”. Ma per tutta risposta dalla Turchia arriva una nuova minaccia, stavolta a tutta la Ue e su una delle questioni che la tocca più nel vivo: l’accordo sui migranti, che il ministro turco per l’Europa, Omer Celik, ha annunciato di voler rivedere.

Vigevano, baby gang terrorizzava coetanei: 4 arresti

Sgominata dai Carabinieri a Vigevano (Pavia) la “baby gang delle stazioni ferroviarie”: bulli quindicenni che violentavano e picchiavano. Quattro arresti e sei denunce. Le violenze erano esibite come trofei su sistemi di messaggistica istantanea. Secondo le indagini, in un caso gli arrestati avevano costretto un loro coetaneo – il bersaglio preferito per le loro angherie, un quindicenne ‘fragile’ – a bere alcolici fino ad ubriacarlo, poi gli avevano messo una catena al collo e l’avevano portato come un cane al guinzaglio in giro per le strade. In un’altra occasione, in cinque contro uno l’avevano afferrato con la forza, denudato, tenuto appeso per le gambe a testa in giù sopra un ponte e costretto a subire atti sessuali. Il tutto ripreso da un telefonino e il filmato era stato diffuso tra gli amici.

Fratello del ladro ucciso, “noi perdoniamo, non vogliamo vendetta ma solo giustizia”

“Io e la mia famiglia perdoniamo Mario Cattaneo davanti a Dio: non vogliamo vendetta ma solo giustizia”. Così si è espresso Victor Ungureanu, fratello di Petru, il romeno di 28 anni ucciso nella notte tra giovedì e venerdì dopo aver consumato un furto nell’osteria Dei Amis di Casaletto Lodigiano. Il fratello delle vittima ha parlato ai microfoni della Rai fuori dall’istituto di medicina legale di Pavia dove era in corso l’autopsia.

Calciatore ferito dopo insulti razzisti al suo compagno di squadra del Senegal

Picchiato e mandato all’ospedale per avere difeso dagli insulti razzisti un compagno di squadra di colore, Mbaye Mamadou, 28 anni, del Senegal. Spiegano così alcuni calciatori di una squadra di calcio di Terza Categoria del Torinese, il Villaretto, l’aggressione al loro capitano, malmenato al parcheggio del campo di gioco, alla periferia di Torino, dove è scoppiata una rissa dopo la partita. Il movente e l’accusa vengono però respinti da un dirigente della squadra avversaria, la Mappanese. “Agli insulti dei tifosi sono abituato, ma è la prima volta che mi capita di essere offeso in campo, da altri giocatori”, racconta il giocatore senegalese. Il capitano che lo ha difeso, è stato operato per la rimozione di una scheggia che rischiava di ledere l’occhio e dovrà ora affrontare un intervento maxillofacciale.

Biotestamento: in aula alla Camera il testo, ma l’Aula è deserta

Arriva in Aula alla Camera il Biotestamento, il testo di legge cioè sulle “Disposizioni anticipate di trattamento” (questo il titolo del disegno di legge), composto da cinque articoli e regolamenta le decisioni sul fine-vita ma si aggira attorno a 20 deputati il numero medio dei presenti nell’Aula della Camera: oltre a relatori e due rappresentanti al banco del governo, il numero medio dei presenti non è stato superiore a 20 deputati.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie