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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 27 min 1 sec ago

Meeting di Rimini: Guarnieri (presidente), “serve lo sguardo positivo, di tenerezza, che Papa Francesco esorta ad avere di fronte a tutto”

Sat, 2017-08-19 18:00

“La realtà non mi è nemica, non mi è ostile e non devo combatterla. Serve quello sguardo positivo, di tenerezza, che Papa Francesco esorta ad avere di fronte a tutto”. È quanto afferma al Sir Emilia Guarnieri, presidente del Meeting per l’amicizia fra i popoli, nel presentare la XXXVIII edizione della kermesse che prenderà il via domani, domenica 20 agosto, alla Fiera di Rimini. Uno “sguardo – rileva Guarnieri – che non è per nulla giustificativo ma l’approccio iniziale di un abbraccio dal quale partire per dialogare. Se non c’è accoglienza tutto si complica. E un cristiano non può non avere un approccio di questo tipo”. “È proprio questo sguardo di tenerezza”, spiega la presidente, “il filo rosso del Meeting 2017” che avrà come titolo “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. Secondo Guarnieri, “c’è bisogno di essere consapevoli di cosa siamo, di quali risorse abbiamo perché il tempo nel quale viviamo è di cambiamento e di crisi”. “Le sfide di questo tempo non chiedono risposte scontate”, osserva, evidenziando che “c’è bisogno di un gesto di libertà per riguadagnare la speranza, il desiderio del bene, la solidarietà, c’è da riguadagnare un’esperienza reale di Europa, un’idea certa di costruzione comune, di politica, un interesse reale ai giovani e al loro futuro”. “Il nuovo che abbiamo davanti – commenta – rappresenta una provocazione: che siano i giovani diversi dai loro coetanei del passato, che siano le sfide storiche dell’immigrazione, del lavoro, della salute, della ‘terza guerra mondiale a pezzi’, della politica, della democrazia”. Per Guarnieri, “tutte queste emergenze esigono l’assunzione di responsabilità da parte di uomini che non le vedono solo come cose negative, da cui difendersi magari erigendo dei muri”. Dobbiamo “accorgerci che siamo stati ‘lanciati’ sulla terra per realizzare noi stessi e il bene degli altri”.

Attacchi in Spagna: mons. Piris (emerito Lleida), “dopo l’esperienza del terrorismo domestico partecipiamo al non senso del terrorismo internazionale”

Sat, 2017-08-19 17:30

“Per decenni abbiamo vissuto l’esperienza triste e dolorosa del terrorismo ‘domestico’. Adesso, nell’era della globalizzazione, partecipiamo al non senso del terrorismo internazionale: Manchester, Berlino, Nizza, Bruxelles, Parigi e ora Barcellona”. È quanto scrive mons. Joan Piris, vescovo emerito di Lleida, in Spagna, in una nota pubblicata oggi dal Sir nella quale commenta gli attacchi terroristici in Catalogna. “Barcellona e la Spagna intera – osserva il vescovo – tornano a soffrire a causa della follia disumana di violenti senza coscienza per i quali la vita umana sembra non avere alcun valore e che seminano morte e dolore”. Dopo i fatti drammatici accaduti sulla Rambla, “ci sono molte persone che soffrono e molte altre che vivono con rabbia e paura”. Secondo Piris, da Parigi a Barcellona abbiamo assistito ad “una successione di eventi inqualificabili davanti ai quali i funzionari pubblici devono agire con fermezza e con decisione per sradicare il terrorismo e le sue cause”. “A Barcellona e in tutta la Spagna – rileva il vescovo – oltre ai comunicati di condanna di personalità e istituzioni, ai minuti di silenzio e ai giorni di lutto ufficiale, si stanno moltiplicando le manifestazioni di generosa solidarietà, e questo parla molto bene di un popolo che è appena stato ferito gravemente”. “Anche le chiese diocesane e le comunità parrocchiali – nota in conclusione Piris – si riuniscono in preghiera a beneficio delle vittime e delle loro famiglie, chiedendo allo stesso tempo al Signore un cambiamento del cuore dei colpevoli”.

Riviste: a “Scarp de’ tenis” lo “Special news Service Insp Award”. La consegna il 23 agosto a Manchester

Sat, 2017-08-19 17:15

“Scarp de’ tenis”, il giornale di strada promosso da Caritas Ambrosiana e Caritas Italiana, si è aggiudicato un importante riconoscimento giornalistico internazionale, lo “Special news Service Insp Award”. Il board dell’International network of street papers (Insp), rete internazionale dei giornali di strada di cui anche “Scarp de’ tenis” fa parte, ha comunicato che la giuria internazionale del premio ha deciso di assegnare al periodico milanese il riconoscimento per “l’intervista esclusiva a Papa Francesco, pubblicata sul numero di marzo, che è risultata essere il pezzo più tradotto e condiviso dai giornali di strada di tutto il mondo”. Il premio verrà consegnato al direttore Stefano Lampertico, che a metà febbraio ha raccolto in Vaticano le parole di Papa Francesco insieme allo storico responsabile della redazione di strada Antonio Mininni. La cerimonia di premiazione si terrà nel corso di una serata speciale che avrà luogo nella serata di mercoledì 23 agosto, a Manchester, all’interno del Global Summit dei giornali di strada che vede riuniti i direttori, i giornalisti e gli operatori dei giornali di strada di tutto il mondo. Per Lampertico, si tratta di “un premio che dà lustro al lavoro di tanti anni e che riconosce il lavoro e la caparbietà di tutti coloro che sono coinvolti nel nostro progetto: giornalisti, venditori di strada, operatori”. “La forza delle parole e dei pensieri di Francesco – aggiunge – hanno raggiunto grazie agli streetmagazine di tutto il mondo, una platea di milioni di lettori, ma non solo. Sono arrivate dritte anche nel cuore dei più poveri, di chi vive grazie alla vendita dei giornali di strada, di chi grazie a questa attività riesce a generare un reddito di inclusione. Come ci ha detto papa Francesco è importante ‘mettersi nelle scarpe degli altri’”.

Terremoto: Pallucco (Caritas Spoleto-Norcia), “condividiamo le fatiche del quotidiano”

Sat, 2017-08-19 17:00

“Ad un anno dal sisma, la situazione di emergenza a Norcia e nella Valnerina continua”. Lo racconta Giorgio Pallucco, direttore di Caritas Spoleto-Norcia, nelle pagine dello speciale dei settimanali diocesani del Triveneto promosso dalle Caritas Nordest. Ad oggi a Norcia e nella Valnerina sono state assegnate solo un centinaio delle 914 casette richieste al Governo per ospitare le famiglie terremotate. C’è il rischio che chi è andato via dopo il terremoto decida di non fare più ritorno. “Un altro inverno in albergo lontano da casa o nei container sarebbe veramente un duro colpo da assorbire”, commenta Pallucco. “Continuare a sentire la vicinanza e la solidarietà, che per fortuna non sono mai mancate in questi lunghi mesi, delle tante persone, famiglie, parrocchie, associazioni cattoliche e non, che in questo periodo così difficile si sono fatti premura di dare sostegno e aiuto concreto per ogni genere di necessità”: di questo ha bisogno oggi la gente di Norcia e della Valnerina. “La paura che prima o poi i riflettori si spengano e che tutto venga dimenticato è molto sentita – commenta Pallucco -. Anche per questo abbiamo deciso di proseguire per tutta l’estate con una presenza fissa a Norcia tramite un nostro presidio, avviato fin dai primi giorni dopo la scossa del 24 agosto”. Obiettivo ora di Caritas Spoleto-Norcia è “continuare ad abitare con discrezione e delicatezza questi territori ed essere accanto alla gente che ci vive, ‘togliendosi i sandali’ se necessario, perché si è consapevoli di trovarsi nella Terra Santa della sofferenza umana. Allo stesso tempo sensibilizzare la comunità affinché la tragedia del terremoto offra una opportunità per ripensare se stessi, le proprie priorità, apprezzando la bellezza del dono della vita e l’essenzialità delle relazioni umane”.

Diocesi: Lamezia Terme, in corso al santuario di Conflenti il novenario per la festa della Madonna della Quercia di Visora

Sat, 2017-08-19 16:44

Ha preso il via presso il santuario di Conflenti, nella diocesi di Lamezia Terme, il novenario in preparazione alla festa della Madonna della Quercia di Visora in programma come da tradizione l’ultima domenica del mese di agosto. Da alcuni anni si è intensificata la tradizione dei pellegrinaggi a piedi al santuario da parte delle comunità parrocchiali della diocesi lametina, “segno – si legge in una nota – del legame profondo del popolo di Lamezia alla Vergine di Visora e simbolo del cammino di fede della comunità cristiana verso il Signore, sotto lo sguardo materno di Maria”, che nel 1578 è apparsa in località Querciuola al pastorello Lorenzo Folino. Tutti i giorni della novena sono in programma la recita del Rosario e a seguire la messa, con la partecipazione di diverse comunità parrocchiali della diocesi. Domani, domenica 20 agosto, alle 19 verrà celebrata la messa alla chiesetta della Querciuola, luogo dell’apparizione, e alle 21 si svolgerà la fiaccolata mariana dalla Querciuola al santuario. Giovedì 24 agosto alle 21 si terrà l’incoronazione della statua della Madonna, da parte della parrocchia di santa Lucia di Miglierina. Sabato 26 agosto, vigilia della festa, a mezzanotte inizierà la veglia mariana al santuario che si protrarrà fino alla prima messa, alle 7 del mattino. Domenica 27 agosto, giorno della festa, il vescovo di Lamezia Terme, mons. Luigi Cantafora, presiederà alle 10.30 la messa pontificale. Alle 17.30 conclusione con la processione per le vie del paese.

Diocesi: Assisi, domani al Santuario della Spogliazione incontro con Simone Riccioni

Sat, 2017-08-19 16:22

Sarà l’incontro con Simone Riccioni, attore, scrittore, sceneggiatore e produttore, a caratterizzare l’appuntamento mensile al Santuario della Spogliazione che si terrà domani, domenica 20 agosto, nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, ad Assisi. A tre mesi dall’inaugurazione, la giornata di domani al santuario si aprirà con le lodi mattutine alle 8.15, seguite alle 9.30 dalle confessioni. Alle 11, il rettore del santuario, fra Carlos Acácio Gonçalves Ferreira, presiederà la celebrazione eucaristica cui farà seguito la testimonianza del Centro di aiuto alla vita. Per il pomeriggio, dalle 17.30, è in programma l’incontro con Simone Riccioni, “volto noto della tv in diversi spot pubblicitari e fiction”. “Nel 2016 – prosegue la nota – è stato produttore, co-sceneggiatore e attore protagonista del film ‘Come saltano i pesci’ che ha vinto il premio come attore rivelazione al ‘Gold Elephant Festival’ di Catania”. Durante l’incontro Riccioni racconterà “la sua esperienza di fede nella spogliazione che lo accompagna in tutta la sua brillante carriera”. A seguire ci sarà un piccolo rinfresco per tutti i presenti offerto dalla parrocchia che, anche questo mese, devolverà le offerte della messa al Cvs di Assisi.

Chiese metodiste e valdesi: domani pomeriggio si apre il Sinodo. Particolare attenzione al 500° della Riforma

Sat, 2017-08-19 15:50

Una particolare attenzione al Cinquecentenario della Riforma protestante e poi migrazioni, accoglienza, ecumenismo, famiglie, fine vita, diaconia e finanze. Sono questi i temi principali al centro del Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi che prenderà il via domani pomeriggio nel tempio di Torre Pellice (To). Il tradizionale appuntamento, che vedrà coinvolti 180 deputati per metà pastori e per metà “laici”, si aprirà alle 15.30 con un culto solenne. “Nell’anno in cui i protestanti celebrano il Cinquecentenario della Riforma di Martin Lutero – si legge in una nota – la predicazione è affidata al pastore Fulvio Ferrario, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma”. Nel corso del culto di apertura saranno consacrati al ministero cinque pastori e pastore. Tra gli ospiti che prenderanno parte al Sinodo ci saranno il segretario generale della Conferenza delle Chiese europee (Cec), Heikki Huttunen, la presidente della Chiesa protestante unita di Francia, pastora Emmanuelle Seyboldt. Per la Conferenza episcopale italiana saranno presenti mons. Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi e membro della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, e don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale. A “Il futuro della Riforma” sarà dedicata la consueta serata pubblica del lunedì, in programma per il 21 agosto alle 20.45 presso il tempio di Torre Pellice. L’Assemblea sinodale si chiuderà venerdì 25 agosto con l’elezione delle varie cariche esecutive ed amministrative.

Diocesi: Agrigento, card. Montenegro comunica gli avvicendamenti pastorali. Alle comunità l’invito a “lavorare insieme per un nuovo servizio più missionario”

Sat, 2017-08-19 15:33

“Siate pronti a lavorare insieme per un nuovo servizio più missionario e per annunciare il Vangelo in un mondo complesso ma assetato di speranza”. È l’invito espresso dall’arcivescovo di Agrigento, il card. Francesco Montenegro, nella lettera con cui comunica alla comunità diocesana gli avvicendamenti pastorali “per far fronte ai bisogni delle Comunità e valorizzare al meglio le persone dei ministri ordinati disponibili”. Interessati una ventina di sacerdoti, a cui va il ringraziamento dell’arcivescovo “per la disponibilità dimostrata ad assumere un nuovo servizio e per il lavoro svolto nelle precedenti comunità, anche se a volte si tratta di situazioni scomode che pesano e chiedono rinunzie”. “I trasferimenti, i distacchi, i riadattamenti a nuove realtà – spiega Montenegro – sono parte del dono di amore a cui un pastore è chiamato per rendere il cuore agile e rivitalizzare la corrente fresca della carità pastorale”. L’arcivescovo ringrazia anche “don Claudiu Beres, sacerdote della diocesi di Iasi, Romania, e don Alfred Jacob Simkonda, sacerdote della diocesi di Mbeja, Tanzania, che adesso fanno ritorno nelle loro rispettive diocesi”. Montenegro conclude la lettera con “un sentito ringraziamento e un caloroso invito a tutte le comunità parrocchiali coinvolte nei cambiamenti perché accolgano i nuovi pastori con vivo senso di comunione e corresponsabilità, anche se umanamente è comprensibile la sofferenza di doversi separare dalle persone con cui si è condiviso un tratto significativo di strada”.

Terremoto: la scelta di Rinaldo e Francesca, “servire il prossimo andando ad abitare nel campo Caritas a Norcia”

Sat, 2017-08-19 15:15

Rinaldo e Francesca sono due giovani sposi. Che hanno fatto una scelta particolare. A raccontarla è il direttore della Caritas di Spoleto-Norcia Giorgio Pallucco, dalle pagine dello speciale dei settimanali diocesani del Triveneto, promosso dalla Caritas Nordest in occasione del 1. anniversario del terremoto del 24 agosto 2016. All’indomani del sisma in molti si sono attivati per portare aiuto alle popolazioni terremotate, dando forma alla “fantasia della creatività”. “Rinaldo e Francesca – racconta Pallucco -, è una coppia di giovani sposi, entrambi originari della Lombardia, ma da tempo in Umbria nelle nostre Case della Carità che, freschi di nozze, hanno scelto di servire il prossimo andando ad abitare nel nostro campo Caritas a Norcia. Sono arrivati ad ottobre dello scorso anno e sono ancora là… Ci vuole tutta la ‘fantasia della Carità’ per scegliere di andare, nel momento più bello della vita, a ‘lavare i piedi’ alla gente terremotata in Valnerina. Loro lo stanno facendo perché lo hanno letto nel Libro del Maestro”.

Terremoto: giovani trentini volontari a Norcia, “ci portiamo via più di quanto lasciato”

Sat, 2017-08-19 14:40

“Ci portiamo via più di quanto abbiamo lasciato”. È questa la risposta corale di quattro giovani trentini che a fine luglio hanno trascorso una settimana di volontariato all’interno del Campo Caritas di Norcia. La loro esperienza è raccontata nel numero speciale – promosso da Caritas Nordest – che i settimanali diocesani del Triveneto hanno preparato per il primo anniversario del terremoto del 24 agosto 2016. Partiti “con i propri zaini pieni di diverse emozioni, idee, sensazioni”, Lucia, Antonia, Lucia ed Emanuele hanno vissuto fianco a fianco con la popolazione terremotata, condividendone la quotidianità. “Abbiamo visto le condizioni di vita delle popolazioni locali – racconta Emanuele – abbiamo udito i loro racconti, annusato l’odore della polvere e toccato i cocci caduti dalle case. E di fronte a questo mesto spettacolo, che nella storia dell’uomo ha sempre mosso le menti e le riflessioni dei grandi pensatori e filosofi, cosa potevamo dire? Assolutamente nulla, solo mettersi a servizio di chiunque incontrassimo, e così è successo. Ognuno secondo il proprio carattere, le proprie qualità e limiti, i propri talenti, ognuno cercando di mettere tutto se stesso”. Le giornate sono trascorse così, mai uguali l’una all’altra, scandite dai lavori di pulizia del campo, l’accoglienza delle persone sole e in difficoltà, visite e piccoli lavori a domicilio. “Sono state giornate di vera e propria carità cristiana – commenta Emanuele – che, come ama ricordare spesso papa Francesco nelle proprie omelie, si sporca le mani, cerca il contatto fisico e spirituale, senza limitarsi ad un freddo lancio di monetine luccicanti”.

Diocesi: Pesaro, a settembre convegno dedicato ai giovani

Sat, 2017-08-19 14:14

Sarà “Che cercate? Venite e vedrete (Gv 1,38-39). I giovani la fede e il discernimento vocazionale” il tema del convegno diocesano che il 14 e il 16 settembre darà inizio all’anno pastorale dell’arcidiocesi di Pesaro. L’evento, che si terrà presso l’Hotel Flaminio, sarà nel solco del cammino della Chiesa universale verso il Sinodo sui giovani in programma nel 2018. Per l’arcivescovo Piero Coccia, “occorre da parte di tutte le componenti della nostra comunità, un impegno mirato per un lavoro sinodale che non si fermi all’analisi della situazione, ma che ci veda protagonisti di proposte realizzabili per accompagnare i giovani nel discernimento della propria vocazione ampiamente intesa”. Il convegno si aprirà la sera del 14 settembre, alle 21.15, con l’intervento introduttivo di mons. Piero Coccia a cui seguirà quello di don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei. Per la mattinata di sabato 16, invece, sono in programma i lavori di gruppo sulle tematiche: “I giovani e la famiglia”, “I giovani e la vita consacrata”, “ I giovani, la parrocchia e le realtà ecclesiali”, “I giovani e la scuola” e “I giovani e l’impegno sociale”. “Mi auguro che il cammino indicatoci da Papa Francesco e declinato nella nostra realtà di Pesaro su questi cinque versanti – conclude l’arcivescovo nell’invito – veda la compartecipazione di tutta la Chiesa locale e che porti all’elaborazione di un progetto di pastorale diocesano di ampio respiro e di reale fattibilità”.

A Sua Immagine: sabato 19 agosto, “Viterbo città dei Papi”. Domenica 20 agosto, “Amatrice, un anno dopo”

Sat, 2017-08-19 13:39

“A Sua Immagine” fa tappa a Viterbo, sabato 19 agosto su Rai Uno alle 17.10. La storica trasmissione religiosa condotta da Lorena Bianchetti e frutto della collaborazione tra la Rai e la Chiesa cattolica italiana – il programma è firmato da Laura Misiti e Gianni Epifani – questa settimana racconterà Viterbo, “la città dei Papi”, dove si svolse il Conclave più lungo della storia. La conduttrice visiterà la sala del Conclave e la loggia delle benedizioni, da cui si affacciarono diversi Pontefici. L’inviato Paolo Balduzzi mostrerà invece le vigne dell’“Est est est” insieme a Pietro Carletti, presidente della cooperativa cantina Montefiascone. Alle 17.30 spazio a “Le ragioni della speranza”, focus insieme a don Maurizio Patriciello, che interverrà da Palermo.
Domenica 20 agosto, alle 10.30, su Rai Uno, a quasi un anno dal terremoto che ha profondamento colpito il Centro Italia (24 agosto 2016), “A Sua Immagine” dedicherà un approfondimento speciale alle comunità colpite dal sisma, in particolare Amatrice, Accumuli, Arquata e Pescara del Tronto.
Cosa è accaduto quella notte? Cosa è stato fatto dalla Chiesa italiana nel corso di questo anno e cosa resta ancora da fare per i sopravvissuti? Queste le domande che rivolgerà Lorena Bianchetti ai suoi ospiti: Paolo Beccegato, vicedirettore Caritas Italiana, e Marina Torreti, sopravvissuta al sisma. In collegamento da Amatrice ci sarà Isabella di Chio, giornalista Rai inviata sin dal primo momento sul campo.
Alle 10.55 la linea alla Santa Messa, questa settimana ripresa in diretta dal Meeting di Rimini, per la regia di Antonio Ammirati e il commento di Orazio Coclite. Alle ore 12.00 si terrà il consueto collegamento in diretta con piazza San Pietro per l’Angelus di papa Francesco.

Meeting Rimini: i numeri della 38ª edizione al via domani

Sat, 2017-08-19 13:07

Sono 327 i relatori che interverranno ai 118 incontri previsti per la 38ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, in programma dal 20 al 26 agosto, alla Fiera di Rimini, sul tema “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. A questi si aggiungono 17 esposizioni, 14 spettacoli e 31 manifestazioni sportive. Tre le proposte inserite nel nuovo format “Spazi”: si tratta di “Una presenza originale” con parte di un’esposizione realizzata per il Meeting di Lisbona, “Muri” a cura di Monica Maggioni e Paolo Magri e “What? Macchine che imparano”. Sono 2.259 le persone che, si legge in una nota, “durante la settimana del Meeting, impegneranno gratuitamente energie, competenze e anche ferie per consentire lo svolgimento della manifestazione e garantirle quel particolare clima che la caratterizza”. Provengono da ogni parte d’Italia e, un centinaio, anche da Russia, Ucraina, Bielorussia, Spagna, Brasile, Canada, Gran Bretagna, Indonesia, Lituania, Madagascar, Olanda, Paraguay, Perù, Polonia e da altri Paesi. All’allestimento degli spazi del 38° Meeting hanno lavorato in questa settimana altre 400 persone, in maggioranza universitari. “Il Meeting di Rimini – spiega il direttore Sandro Ricci – si è dimostrato in questi anni un’esperienza positivamente ‘contagiosa’, nel senso che, in diversi Paesi e continenti, sono nati spontaneamente e sono cresciuti d’importanza i Meeting nel mondo. Nella Hall centrale della Fiera allestiremo una parete con foto, video e informazioni relative a 13 di questi Meeting: dall’America Latina a New York, dal Messico alla Bielorussia, da Lisbona a Madrid, a Londra”. Un’area di 4.500 mq sarà riservata al “Villaggio ragazzi”, spazio dedicato ai bambini, dove ogni giorno, giochi, canti e balli, animazione, laboratori, incontri e spettacoli. I costi preventivati del Meeting 2017 sono di 5 milioni 490mila euro.

Vacanze: Coldiretti/Iké, “il 36% degli italiani acquista prodotti alimentari tipici come souvenir”

Sat, 2017-08-19 12:35

“Più di un italiano su tre (36%) in vacanza acquista prodotti alimentari tipici come souvenir per avere un ricordo gustoso del territorio da donare a se stesso o agli altri”. È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixé. “La tendenza verso spese utili – si legge in una nota – spinge all’acquisto di prodotti tipici come vino, formaggio, olio di oliva, salumi o conserve piuttosto che gadget, portachiavi, magliette”. “L’acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze è una tendenza in rapido sviluppo – sottolinea Coldiretti – favorita dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verifica nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, aziende e mercati degli agricoltori di Campagna Amica, feste e sagre di ogni tipo”. “L’Italia – prosegue Coldiretti – ha conquistato la leadership mondiale nel turismo enogastronomico grazie a 291 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario”. Si va “dalla mozzarella di bufala in Campania al formaggio Asiago in Veneto, dal pecorino della Sardegna al prosciutto San Daniele nelle montagne del Friuli, dal vino Barolo del Piemonte alla Fontina in Valle d’Aosta, dal limoncello campano al caciocavallo del Molise”. Per l’associazione, sono questi “alcuni dei più comuni souvenir richiesti dai turisti per portare un ricordo ‘appetitoso’ dei luoghi di vacanza”. Secondo Coldiretti, “il 75% degli italiani in vacanza durante l’estate 2017 ha visitato frantoi, malghe, cantine, aziende, sagre, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori e ottimizzare il rapporto prezzo/qualità ma anche per conoscere la storia, la cultura e le tradizione che racchiude il prodotto”.

Settimana sociale: mons. Galantino, “non siamo al punto zero sulla strada di un lavoro che veda al centro la persona e la sua dignità”

Sat, 2017-08-19 11:51

“Senza voler essere ingenui, a Cagliari si cercherà di mettere in rete molte ‘buone pratiche’ – ne sono state monitorate quasi 400 – che stanno scommettendo, in Italia, sulla valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, il manifatturiero di qualità, l’agricoltura sostenibile, le imprese artigianali, le piattaforme web che offrono servizi”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, presenta in un editoriale pubblicato oggi su “Il Sole 24 Ore” alcuni contenuti della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani che si svolgerà a Cagliari in ottobre. Quelle impegnate in “buone pratiche”, prosegue Galntino, “sono imprese che lavorano con al centro la vita dei lavoratori e rappresentano una pagina di speranza che potrebbe contagiare molte altre imprese”. “Perché non metterle al centro dell’attenzione? Perché continuare a condannarle quasi alla clandestinità mediatica?”, chiede il segretario generale della Cei. “Si tratta di imprese che non chiedono regalìe o una tantum mortificanti. Sono imprese che meritano attenzione per condividere il loro know how e per dire che non siamo al ‘punto zero’ sulla strada di un lavoro che veda al centro la persona e la sua dignità”. “Dire lavoro – osserva – significa scommettere, guardare al futuro per investire sui giovani e sulla scuola, senza cadere nella trappola della fretta, di accelerazioni improprie e di semplificazioni ingiustificate; significa proteggere realmente i più indifesi e garantire le famiglie”. Per il segretario generale della Cei, “individuare criteri concreti per affrontare l’emergenza lavoro” è “il primo passo per rimuovere gli ostacoli che continua oggi a incontrare chi il (buon) lavoro lo può creare; per superare la mentalità che alimenta la corsa al ribasso sui costi del lavoro; per ridare dignità agli esclusi, favorendo il reinserimento nel mondo del lavoro; per valorizzare l’oro del nostro Paese: le ricchezze artistiche, paesaggistiche e culturali e lo stile di vita a misura di persona”.

Settimana sociale: mons. Galantino, “per la Chiesa, e non solo, non tutti i lavori sono lavori umani”

Sat, 2017-08-19 11:46

“Per la Chiesa, e non solo, non tutti i lavori sono ‘lavori umani’. Non lo sono quelli che si basano sul traffico di armi, sulla pornografia, sullo sfruttamento minorile, sul gioco d’azzardo”. È quanto scrive mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in un editoriale pubblicato oggi su “Il Sole 24 Ore”. Per Galantino, “è lavoro dis-umano anche il lavoro nero, quello del caporalato, i lavori che discriminano la donna e non includono i diversamente abili”. “Poi – aggiunge – il lavoro precario: nel 2016 i lavoratori precari hanno raggiunto il 14% e per quasi due milioni di lavoratori a termine il contratto ha avuto una durata di meno di un anno”. “Infine – osserva il segretario generale della Cei – i lavori pericolosi e malsani, che nel 2016 hanno causato 935 morti sul lavoro”. Per Galantino, “c’è bisogno di rilanciare una nuova cultura del lavoro, fatta di proposte concrete che tengano al centro la dignità dei lavoratori, soprattutto dei più deboli”. “Ripartire insieme – sottolinea – significa anzitutto denunciare i lavori che mortificano e offendono il lavoratore”. In occasione della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani, “la Chiesa in Italia – spiega – ha deciso di ‘ascoltare’ per capire la realtà che cambia”. “A Cagliari verranno presentati volti e storie del lavoro che cambia, in fabbrica e fuori. Sono i volti infatti a restituire umanità al lavoro, contrastando ogni possibile deriva tecnocratica”. Galantino si augura anche che l’industria 4.0 “non nasca subito corrotta”. “Faccio fatica a credere fino in fondo che l’obiettivo politico possa e debba essere il ‘reddito per tutti’. Più dignitoso e certamente più praticabile – rileva – è invece il ‘lavoro per tutti’”. Il segretario generale conclude sottolineando che “occorre far diventare cultura politica la definizione di ‘lavoro umano’ di Papa Francesco nell’Evangelii gaudium, quando lo definisce con quattro caratteristiche: ‘Libero, creativo, partecipativo, solidale’”.

Papa Francesco: “Prego per tutte le vittime degli attentati di questi giorni”

Sat, 2017-08-19 11:31

“Prego per tutte le vittime degli attentati di questi giorni. La violenza cieca del terrorismo non trovi più spazio nel mondo”. Papa Francesco, in un tweet, lanciato poco fa sull’account ufficiale @Pontifex, ritorna sugli attentati degli ultimi giorni – dalla Spagna alla Finlandia – confermando vicinanza e preghiera.

Prego per tutte le vittime degli attentati di questi giorni. La violenza cieca del terrorismo non trovi più spazio nel mondo.

— Papa Francesco (@Pontifex_it) August 19, 2017

Attacchi in Spagna: a Legnano, città di Bruno Gulotta, raccolta fondi per la famiglia. Le parole del prevosto

Sat, 2017-08-19 11:20

Bandiere a mezz’asta a Legnano, il comune in provincia di Milano dove viveva Bruno Gulotta, rimasto vittima dell’attacco terroristico a Barcellona. La città si stringe attorno alla famiglia di Gulotta, per la quale i colleghi di Bruno hanno avviato una raccolta di fondi. “Martina e i suoi due figli, piccolissimi, devono affrontare una perdita indescrivibile. Forse non possiamo aiutarli ad affrontare il dolore, ma possiamo e vogliamo aiutarli a rendere un po’ meno pesante questo tremendo fardello. E chiediamo a tutti voi di aiutarci ad aiutarli”, si legge nel sito www.tomshw.it. “Abbiamo creato uno speciale conto su Paypal per raccogliere donazioni. Il denaro servirà a Martina e ai bambini per ripartire e incamminarsi su una strada che, temiamo, non potrà che essere una lunga e faticosa salita. Cercheremo di essere accanto a loro in ogni modo, e crediamo che questo sia uno dei modi migliori e più concreti di farlo”. Il prevosto della città, mons. Angelo Cairati, ha espresso il suo cordoglio: “Tutta la nostra comunità è vicina alla famiglia Gulotta in questo momento di dolore. Il Signore accolga Bruno nella sua pace, e con lui tutte le vittime del terrorismo”.
Tra i molteplici messaggi di vicinanza alla famiglia anche quello della Comunità islamica di Legnano. Ad Askanews, Hamid Arifi dichiara: “Non è un musulmano chi ammazza innocenti. Dal corano io dico che queste persone non sono musulmani perché i musulmani non ammazzano altre persone innocenti, ma al contrario un versetto del Corano dice che chi ha salvato una vita salva l’umanità intera e chi ammazza una vita è come se avesse ammazzato l’umanità intera”.

Attacchi in Spagna: padre di Bruno Gulotta al Tg2000, “mio nipote salvo grazie a mia nuora”

Sat, 2017-08-19 11:03

“Mancavano pochi minuti alle 5 quando mia nuora mi ha telefonato e con voce rotta mi ha informato che c’era stato un attentato sulle Ramblas e che mio figlio era stato investito in pieno da un furgone che aveva travolto anche altre persone ma non sapeva quante”. Così Umberto Gulotta, il padre di Bruno, la prima vittima italiana dell’attentato terroristico di Barcellona, ha raccontato ieri al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, i tragici momenti che hanno spezzato la vita di 13 persone provocando anche centinaia di feriti.

“Era partito con moglie e figli la mattina di Ferragosto – ha spiegato Umberto Gulotta – e per non fare un viaggio troppo lungo aveva fatto tappa a Cannes per poi ripartire verso Barcellona”. “Il tempo di sistemarsi nel residence che avevano prenotato, mangiare, riposarsi e fare la passeggiata sulle Ramblas che per loro – ha proseguito – era la prima attività vacanziera di Ferragosto”. “Moglie e figli stanno bene”, ha assicurato Bruno Gulotta. “Il bambino più grande camminava per mano col padre ma mia nuora, quando ha sentito il trambusto, è riuscita ad afferrarlo e a tirarlo verso di sé, sottraendolo alla traiettoria del furgone. Purtroppo non è riuscita a fare lo stesso con mio figlio”. Rispetto al suo stato d’animo, Umberto Gulotta ha concluso affermando che “in questi momenti ci si sente completamente vuoti”.

Attacchi in Spagna: Giménez I March (Udc Catalogna), “agire contro il terrorismo, investire nell’educazione”

Sat, 2017-08-19 10:54

“Barcellona è una città mediterranea, aperta al mondo, oggi come nel corso della sua storia, al pari dei nostri vicini che si affacciano sul Mediterraneo. Siamo un Paese di transito; come altri Paesi europei, accogliamo persone provenienti da tutto il mondo, appartenenti a religioni diverse, con un’alta presenza di musulmani. Allo stesso tempo Barcellona è una città importante in termini di turismo e di cultura. Attualmente è attraversata da un processo politico che tende all’indipendenza che è a sua volta fonte di attrazione. I terroristi si scagliano contro la democrazia, contro i valori europei e contro la pacifica convivenza che caratterizza la città”. Joan Baptista Giménez I March, esponente della Uniò democràtica de Catalunya (Udc), già deputato nel Parlamento della Catalogna, profondo conoscitore della sua regione e della realtà spagnola, risponde ad alcune domande del Sir, all’indomani degli eventi di Barcellona e Cambrils. “Lo Stato spagnolo della Catalogna è stato colpito da una drammatica crisi economica; si può dire – afferma – che nel corso degli anni è stato fortemente punito da una severa politica fiscale. Ma la società catalana è vitale, partecipativa, forte della sua particolare cultura che è stata adottata dagli immigrati arrivati dal resto della Spagna, e più recentemente dal resto del mondo. Tuttavia, è più che mai evidente che una parte della popolazione immigrata non si è adattata alla nostra cultura e continua a vivere secondo un’altra cultura che vede come propria, separata dal resto della realtà sociale. In situazioni di difficoltà alcune di queste persone si attaccano alla loro religione con un atteggiamento vendicativo”.
Aggiunge: “L’Europa, la Catalogna e le altre comunità, trovano fondamento nella loro identità. L’identità in questo caso significa collocazione geografica, cultura e affermazione. Ogni cultura che ci visita oggi o nel passato lascia la propria impronta, ma questa impronta diventa parte integrante e non un elemento distinto o separato. È un qualcosa che si va ad aggiungere al resto. Ciò che non è possibile gestire è il fatto che una maggioranza fra gli immigrati intenda preservare il 100% della propria identità attraverso la soppressione e l’eliminazione della nostra cultura e rendendoci inferiori”. Tra le risposte suggerite, l’azione contro il terrorismo, una politica vivace e credibile “e maggiori investimenti nel settore educativo”.

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