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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 min 23 sec ago

Diocesi: Pistoia, sabato 16 dicembre la premiazione del concorso artistico “Linguaggi del divino”

Fri, 2017-12-15 15:13

Sarà la premiazione dei giovani vincitori del premio “linguaggi del divino” a chiudere la rassegna “I linguaggi del divino”, la serie di incontri, spettacoli, mostre che la Chiesa di Pistoia ha proposto nel trentennale delle settimane teologiche nell’anno di Pistoia capitale della cultura. I vincitori verranno proclamati sabato 16 dicembre alle 17,30 nell’aula magna del seminario vescovile. Lo si legge in una nota della diocesi.
Questo speciale concorso artistico – aperto a qualsiasi appartenenza religiosa – è dedicato ai giovani, anche in vista del prossimo sinodo a loro dedicato, proponendo il tema “Viandanti della fede”, ispirato alla Evangelii Gaudium di Papa Francesco.
Il premio, suddiviso in due sezioni, ‘giovanissimi’ (16-19 anni) e ‘giovani’ (20-30 anni), invitava a presentare un’opera che esprimesse il senso religioso dei giovani e affrontasse la dinamica della fede o il linguaggio del ‘divino’, inteso sia come rivelazione di Dio all’uomo che come espressione del divino da parte dell’uomo.
L’iniziativa – si legge – si propone di far esprimere ai giovani “quella dimensione spirituale e religiosa che è parte ineludibile dell’umano. Un aspetto che il contesto globale, oltretutto, porta continuamente all’attenzione, individuando nel ‘problema religioso’ un fattore determinante per l’organizzazione e l’orientamento della società, il dialogo e la convivenza necessari tra popoli e culture diverse”.

 

La premiazione sarà anche l’occasione per chiudere “con una particolare attenzione alla sensibilità e alla fantasia giovanile” la rassegna teologica i linguaggi del divino.

Per informazioni: ilinguaggideldivino@diocesipistoia.it

Ospedale Bambino Gesù: nasce il Working Group di immunoterapia di “Alleanza contro il cancro”

Fri, 2017-12-15 14:55

Combattere il cancro alla stregua di un’infezione. Si chiama immunoterapia ed è l’approccio terapeutico innovativo che punta ad attivare il sistema immunitario del paziente per riconoscere ed eliminare le cellule neoplastiche. A questa specialità è dedicato il neonato gruppo di lavoro, coordinato dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, di Alleanza contro il cancro (Acc), la più grande rete di ricerca oncologica italiana, che mette insieme 20 Irccs. Il Working Group si occuperà della identificazione dei biomarcatori altamente predittivi di risposta ai nuovi approcci immunoterapici al fine di individuare in maniera precoce quei pazienti che ne possono beneficiare. In questo modo sarà possibile evitare di esporli a trattamenti potenzialmente associati ad effetti collaterali in assenza di beneficio clinico. Questo approccio consentirebbe inoltre di ridurre la spesa farmaceutica del Sistema sanitario nazionale per terapie ad alto costo. L’attività sarà coordinata dalla professoressa Concetta Quintarelli, responsabile del Laboratorio di terapia genica dei tumori del Bambino Gesù, e si concentrerà sulla conversione dei pazienti non responsivi in responsivi con lo sviluppo di nuove terapie combinate. Alleanza contro il cancro è la più grande organizzazione di ricerca oncologica italiana. Fondata nel 2002 dal ministero della Salute, è attualmente formata da 22 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, Aimac (Associazione italiana dei malati oncologici), Italian Sarcoma Group e Istituto superiore di sanità, che ne ospita gli uffici.

Consiglio europeo: Bruxelles, le dichiarazioni di Macron e Gentiloni al termine del summit

Fri, 2017-12-15 14:49

(Bruxelles) “I risultati arrivano se si lavora insieme. L’esempio della Pesco”, comunità europea di difesa, “cui partecipano 25 Stati, è un buon esempio”. Emmanuel Macron, presidente francese, commenta gli esiti del summit accanto ad Angela Merkel, con la quale condivida la conferenza stampa finale del Consiglio europeo a Bruxelles. Macron – dopo aver ricordato la gravità dell’incidente occorso nel suo Paese tra un bus e un treno dove hanno perso la vita 4 ragazzi – pone l’accento su vari argomenti: i “passi avanti” sulla dimensione sociale, quelli su istruzione, patrimonio culturale, quelli sul cambiamento climatico. Sulle migrazioni conferma le parole appena pronunciate dalla cancelliera tedesca Angela Merkel: “Per risolvere il problema dei migranti non basta mostrare solidarietà sul fronte esterno: serve anche quella sul fronte interno”. Sulla riforma di Dublino, specifica poi, “si lavora per trovare una soluzione entro giugno”.
In una sala a poca distanza da quella della conferenza stampa Merkel-Macron, tiene il suo briefing il premier italiano Gentiloni, spiegando che si è registrata al summit una “consapevolezza dei risultati ottenuti nel contrasto ai trafficanti nelle diverse rotte mediterranee”: meno sbarchi, specifica, “meno morti in mare”. Rimane però, aggiunge subito dopo “una indisponibilità a nostro avviso inaccettabile di alcuni Paesi a rispettare le decisioni prese” sull’accoglienza dei rifugiati, e il riferimento va soprattutto ai Paesi dell’est Europa. Gentiloni loda invece Germania e Svezia per l’opera di accoglienza. Si dilunga quindi su quanto si sta facendo in Africa, e in particolare in Libia, per la lotta alla tratta, l’addestramento della guardia costiera, per monitorare e migliorare la situazione dei campi di detenzione dei migranti, per i rimpatri dalla Libia ai Paesi di origine. Poi afferma che occorre “spostare gradualmente l’attenzione dal traffico irregolare gestito da criminali a una situazione di immigrazione legale, controllata, organizzata”. La “migrazione economica proseguirà, per almeno 20 anni, e la scommessa è: siamo in grado di avere flussi regolari, che perfino aiutino le nostre economie, anziché” una migrazione non controllata, che “diffonde disagi e si presta a chi semina paure contro i migranti stessi?”.

Libia: Unhcr e Moas, evacuati in Niger con volo umanitario 74 rifugiati vulnerabili, tra cui 51 bambini e 22 donne

Fri, 2017-12-15 14:40

In collaborazione con l’Unhcr, ieri 14 dicembre il Moas ha inaugurato la sua prima missione aerea con un volo che ha evacuato dalla Libia 74 rifugiati particolarmente vulnerabili. Si tratta di 51 bambini, 22 donne ed un uomo. Il volo è partito da Tripoli alle ore 22 ed è atterrato a Niamey, capitale del Niger, nelle prime ore di venerdì mattina. “Sono felice di riferire che sono stati evacuati dalla Libia e portati al sicuro in Niger. Meno di 24 ore fa erano ancora detenuti in Libia, ma adesso hanno ritrovato la speranza”, ha detto Vincent Chochetel, inviato speciale dell’Unhcr per la situazione nel Mediterraneo Centrale: “Questa evacuazione non sarebbe stata possibile senza il sostegno delle autorità e dei nostri partner, fra cui Moas, in Libia”. I rifugiati, tutti di nazionalità eritrea o somala, saranno ospitati in centri di accoglienza a Niamey. I bambini saranno accolti in centri specializzati dove potranno usufruire di assistenza adeguata, supporto psicosociale ed attività ricreative. L’Unhcr stabilirà poi l’opzione migliore per la reintegrazione di ciascuno. Lunedì l’Unhcr ha lanciato un appello urgente affinché si rendano disponibili 1.300 posti per l’evacuazione e la reintegrazione di rifugiati attualmente in Libia entro la fine del marzo 2018. Riconfermando il proprio impegno nel cercare soluzioni a lungo termine alla crisi migratoria europea, Moas offrirà il suo supporto operativo nei voli di evacuazione. “Questi voli di evacuazione rappresentano un’evoluzione dei servizi Moas per i rifugiati che si trovano in pericolo”, ha affermato Christopher Catrambone, fondatore di Moas, riferendosi al fatto che i rifugiati sono rinchiusi in centri di detenzioni in Libia: “Grazie all’ottimo sforzo di coordinamento fra Moas e l’Unhcr, siamo riusciti ad alleviare le loro sofferenze e restituire loro speranza e dignità”.

Migranti: Unicef, “nel 2017 oltre 400 bambini morti lungo la rotta del Mediterraneo Centrale”

Fri, 2017-12-15 14:36

“Solo quest’anno, circa 15mila bambini non accompagnati hanno raggiunto l’Italia via mare” percorrendo la pericolosa rotta del Mediterraneo Centrale, dalla Libia all’Italia. E “dall’inizio dell’anno, oltre 400 bambini sono morti nel tentativo di compiere questo viaggio, mentre in migliaia sono stati vittime di abusi, sfruttamento, schiavitù e detenzione mentre transitavano attraverso la Libia”. È quanto denuncia oggi l’Unicef, in vista della Giornata internazionale per i diritti dei migranti che si celebrerà lunedì 18 dicembre. Secondo l’Unicef, “il 2018 potrebbe essere un anno decisivo per i bambini migranti se i Paesi seguissero buone pratiche per assicurare la loro sicurezza e il loro benessere”. Secondo le stime, “circa 50 milioni di bambini nel mondo stanno compiendo un percorso migratorio”. “Gran parte di questa migrazione è positiva – sottolinea l’Unicef – e i bambini e le loro famiglie si stanno spostando in maniera volontaria e sicura. Ma l’esperienza migratoria per milioni di bambini non è volontaria e sicura, ma è piena di rischi e pericoli”. Infatti, “circa 28 milioni di bambini sono stati allontanati dalle loro case a causa di conflitti. In molti casi, i bambini e le famiglie senza percorsi sufficientemente sicuri e regolari per migrare sono costretti a rivolgersi ai responsabili di traffico, tratta e a intraprendere rotte informali pericolose che sottopongono la loro sicurezza a un enorme rischio”. “Le migrazioni, specialmente per i bambini, non devono essere pericolose”, dichiara Ted Chaiban, direttore dei programmi dell’Unicef, secondo cui “le politiche, le pratiche e i comportamenti che espongono i bambini migranti a pericoli possono e devono cambiare: il 2018 è il momento per farlo e il Global Compact per le migrazioni è un’opportunità”. Tra le richieste dell’Unicef quelle di “proteggere i bambini rifugiati e migranti, in particolar modo quelli non accompagnati, da sfruttamento e violenza”, “porre fine alla detenzione dei bambini richiedenti lo status di rifugiato o migranti”, “tenere unite le famiglie”, consentire ai bambini rifugiati e migranti di studiare e dare loro accesso a servizi sanitari e di altro tipo, di qualità”, “promuovere misure che combattano xenofobia, discriminazioni e marginalizzazione nei Pesi di transito e di destinazione”.

Minori stranieri non accompagnati: Terre des Hommes, “a Ventimiglia situazione sempre più critica”

Fri, 2017-12-15 14:18

“Sempre più critica la situazione dei minori stranieri a Ventimiglia, aggravata dalle pessime condizioni del tempo degli ultimi giorni, a causa delle quali alcuni di loro, migranti, hanno rischiato di morire trascinati dal fiume Roja, sul cui letto rimangono accampati in attesa di passare la frontiera”. È quanto denuncia oggi Terre des Hommes. “Il forte controllo dei trafficanti, la carenza d’informazione e le criticità purtroppo ancora esistenti nell’unica struttura disponibile per migranti in transito (Campo Roja) – si legge in una nota – spingono molti minori a vivere fuori dai circuiti dell’accoglienza, in condizioni inaccettabili, per nulla rispondenti ad una loro effettiva cura, protezione e presa in carico, come dispone la legge italiana, esposti al rischio di sfruttamento”. “L’emergenza maltempo – spiega Federica Giannotta, responsabile Progetti Italia della Fondazione – ripropone con urgenza l’esigenza di prevedere una struttura dedicata ai minori non accompagnati, che possa offrire i servizi essenziali – sanitari, psicosociali e informativi – a questa fascia particolarmente vulnerabile di migranti, come previsto dalla legge Zampa”. Secondo Terre des Hommes, “il Campo Roja, unica struttura in questi mesi deputata all’accoglienza dei migranti in transito, espone i più vulnerabili a un concreto e grave rischio di abusi”. “Per quanto tutti gli operatori presenti, in primis Croce Rossa e a seguire le ong come Terre des Hommes, stiano cercando di fare del proprio meglio per migliorare le condizioni di accoglienza – precisa la Fondazione – queste criticità, unitamente all’assenza di servizi specialistici per l’infanzia e il supporto della maternità, rendono difficile considerare la struttura pienamente adatta all’accoglienza di bambini, ragazzi e giovani donne”. Per cui, Terre des Hommes “richiama nuovamente l’attenzione delle istituzioni sull’obbligo di identificare e destinare una struttura all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, come previsto dalla legge Zampa, ma anche sull’urgenza di identificare una struttura di accoglienza diversa dal Campo Roja per donne e famiglie con bambini”.

Germany: second “Ecumenical Report on Religious Freedom of Christians Worldwide” is released

Fri, 2017-12-15 14:05

The second “Ecumenical Report on the Religious Freedom of Christians Worldwide” was presented at a press conference in Berlin today by Ludwig Schick, Bishop of Bamberg and chairman of the Commission for the Universal Church of the German Bishops’ Conference, and by Bishop Petra Bosse-Huber, in charge of international affairs at the Evangelical Church in Germany. The report provides “an overview of the overall state of the human right to religious freedom”. The study is an expression of our “special solidarity” with our “brothers and sisters in the faith” who “endure numerous hardships and are discriminated against”, Mgr Schick explained. It looks in the first place at Christians, but “they are not the only focus”. Christians in some regions of the world are confronted with a “bitter daily reality” since they cannot “attend celebrations in a church or read the Bible with others”, Bishop Petra Bosse-Huber recalled. The situation is still “very critical” for Christians in the Middle East, in some Sub-Saharan African regions or in countries (China, Vietnam and some former Soviet countries) where religious activities are “restricted and controlled” by governments. There is also reference to Myanmar and India where repressions are carried out in the name of a “religious-cultural heritage”. And reference is also made to Europe “where religious symbols and beliefs are increasingly banned from the public sphere”. Special attention is paid to the obstacles to the “right to change one’s religion”.

Papa Francesco: ad artisti e organizzatori Concerto in Vaticano, “un’occasione per seminare tenerezza, pace e accoglienza”

Fri, 2017-12-15 14:00

“Il Natale – lo sappiamo – è una festa sentita, partecipata, capace di riscaldare i cuori più freddi, di rimuovere le barriere dell’indifferenza verso il prossimo, di incoraggiare all’apertura verso l’altro e al dono gratuito. Per questo c’è bisogno anche oggi di diffondere il messaggio di pace e di fraternità proprio del Natale; c’è bisogno di rappresentare questo avvenimento esprimendo i sentimenti autentici che lo animano”. Lo ha detto oggi Papa Francesco, ricevendo in udienza, nell’Aula Clementina, gli artisti e gli organizzatore del Concerto di Natale, che si terrà domani sera nell’Aula Paolo VI. Il Pontefice ha espresso il suo “apprezzamento” per la partecipazione al Concerto “Natale in Vaticano”, il cui ricavato sarà devoluto “per finanziare due progetti in favore dei bambini della Repubblica Democratica del Congo e dei giovani dell’Argentina” e ringraziato “i promotori dell’evento e quanti si esibiranno domani sera, come pure quanti vi prenderanno parte, manifestando così sensibilità alle necessità dei più bisognosi e disagiati che domandano aiuto e solidarietà”.
“L’arte – ha osservato il Santo Padre – è un formidabile mezzo per aprire le porte della mente e del cuore al vero significato del Natale. La creatività e la genialità degli artisti, con le loro opere, anche con la musica e il canto, riescono a raggiungere i registri più intimi della coscienza. L’arte entra proprio nell’intimo della coscienza”. Francesco ha anche auspicato che “il Concerto di Natale in Vaticano possa essere un’occasione per seminare la tenerezza – questa parola tanto dimenticata oggi! ‘Violenza’, ‘guerra’… no, no, tenerezza – per seminare la tenerezza, la pace e l’accoglienza, che scaturiscono dalla grotta di Betlemme”. Dopo aver rinnovato la sua “riconoscenza” e augurato “serene Festività natalizie, ricche di gioia e di pace”, ha chiesto: “Per favore, non dimenticatevi di pregare per me”.

Arresto Igor “il Russo”: Amato (procuratore Bologna) a Radio 1 Rai, “abbiamo un mandato europeo che cercheremo di mettere in concreta esecuzione”

Fri, 2017-12-15 13:50

“Abbiamo una serie di elementi convergenti: soprattutto ci conducevano lì gli indizi che avevamo acquisito sia da informazioni testimoniali sia di collegamento che Igor aveva avuto con la Spagna, che per esempio nascevano dal ritrovamento di quel vocabolario in lingua spagnola nel fiorino, e da una serie di contatti che lui aveva avuto con una serie di persone in Spagna”. Lo ha affermato Giuseppe Amato, procuratore di Bologna, ai microfoni del giornale di Radio 1 Rai, rispetto all’arresto di Igor “il Russo”, il latitante serbo fermato in Spagna dopo un conflitto a fuoco nel quale sono morte tre persone. “Non possiamo dire con certezza da quanto tempo Igor stesse in Spagna. A questo punto risponderà alla giustizia spagnola”, ha aggiunto Amato, evidenziando però che “noi abbiamo un mandato di arresto europeo che cercheremo di mettere in concreta esecuzione”. “Bisognerà coordinarsi tra noi che dobbiamo processarlo in Italia per i fatti italiani e ovviamente le autorità spagnole”, ha precisato il procuratore, che ha voluto sottolineare come “ciò che è importante è che questo conferma la incessante attività di investigazione mai interrotta da parte dei Carabinieri. Un impegno non comune”.

Consiglio europeo: Merkel, “su migrazioni serve solidarietà. Nessun Paese si può sottrarre”. “Essenziale il tandem Germania-Francia”

Fri, 2017-12-15 13:39

(Bruxelles) Il Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre si chiude, come previsto, con il via libera alla seconda fase dei negoziati per il Brexit, alcuni passi avanti nelle politiche comunitarie in materia di difesa (varo della Pesco, cooperazione strutturata e permanente in materia militare), cultura e istruzione (Erasmus+, riconoscimento titoli di studio), dimensione sociale, Uem. Restano le distanze sulla “dimensione interna” delle migrazioni (riforma dell’asilo, ricollocamenti), mentre si rafforza l’impegno in Libia e per contrastare le cause dei flussi dall’Africa verso l’Euro. “L’alleanza franco-tedesca si conferma essenziale per l’Europa comunitaria – afferma Angela Merkel nella conferenza stampa appena rilasciata prima di partire da Bruxelles, svolta, significativamente, assieme al presidente francese Emmanuel Macron –. Non è un rapporto che esclude altri, ma senza questa collaborazione stretta l’Ue non procede”. E cita l’esempio della Pesco. Sulle migrazioni: “C’è un accordo tra gli Stati per la lotta contro l’immigrazione illegale e contro le cause della migrazione. Ma serve una vera solidarietà interna. Tutti gli Stati, nessuno escluso, devono cooperare”. Sul Brexit: “Bene passare alla seconda fase dei negoziati. Finora si è lavorato con risultati, ma ci sono ancora molti argomenti difficili da affrontare”.

Papa Francesco: ricevuto in udienza il presidente della Bolivia

Fri, 2017-12-15 13:32

Nella mattina di oggi, Papa Francesco ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il presidente dello Stato plurinazionale di Bolivia, Juan Evo Morales Ayma, il quale, successivamente, ha incontrato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, accompagnato da mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. “Nel corso dei colloqui, che si sono svolti in un clima cordiale – riferisce la sala stampa vaticana – è stato espresso apprezzamento per il contributo che la Chiesa ha dato e continua ad assicurare in favore del progresso umano, sociale e culturale della popolazione del Paese e si è fatto cenno all’attualizzazione del regime pattizio tra la Santa Sede e la Bolivia. Inoltre, sono stati evocati alcuni temi attuali di comune interesse”.

Diocesi: mons. Sorrentino (Assisi), “la Spogliazione è un concetto essenziale per poterci mettere in rapporto non solo con Dio ma tra noi”

Fri, 2017-12-15 13:29

“La Spogliazione è un concetto essenziale per poterci mettere in rapporto non solo con Dio, ma in rapporto reciproco tra noi”. Lo ha affermato ieri pomeriggio il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, nel corso della lezione che ha tenuto nella sala della Spogliazione del Palazzo vescovile agli iscritti all’Università della Terza età di Assisi. Si è trattato, si legge in una nota, di “una visita di studio durante la quale il vescovo ha parlato approfonditamente del gesto della Spogliazione compiuto da Francesco e dell’importanza della figura del vescovo Guido per avere colto in esso tutta la sua profondità”. Parlando del santuario della Spogliazione e dell’ispirazione che egli ha avuto di erigerlo, mons. Sorrentino ha spiegato che “ci troviamo in un contesto il quale costituisce la perla che per varie circostanze è rimasta per 800 anni un po’ nascosta, il santuario in cui Francesco appare come il giovane di questa città”. “Questo è il momento – ha aggiunto – in cui la città di Assisi si può ritrovare in qualcosa di veramente suo. Assisi e Francesco, un binomio inscindibile, due parole che si richiamano”. Per mons. Sorrentino, “quello che ha fatto Francesco è una professione religiosa fatta in maniera spettacolare. Qui ci troviamo di fronte alla perla delle perle”. Al termine della lezione è stata consegnata al vescovo una stampa di una copia della pergamena della benedizione di san Francesco fatta riprodurre dalla famiglia Modestini alla tipografia Alteroca di Terni.

Xenophobia and populism: pastor Olav Fykse Tveit (Wcc), “Pope Francis reminded us of three words for the ecumenical movement: working, walking and praying together”

Fri, 2017-12-15 13:18

“In August, I met Pope Francis and I had a long talk with him. We spoke of the ecumenical movement nowadays and we discussed what we can do together today. At some point, the Pope told me: we must remember these three words, ‘working, walking and praying together’. This is the way to go today to continue the ecumenical movement, he told us”. This was said to SIR by pastor Olav Fykse Tveit, general secretary of the World Council of Churches, during the work meeting that is ending today, promoted by the Vatican Ministry of the Service for Integral Human Development and by the World Council of Churches, in partnership with the Pontifical Council for the Unity of Christians, to pave the ground to the world conference on xenophobia and populism that will take place in May next year. “I smiled at this comment of his, because it perfectly agreed with the three words that appeared in the title that the WCC had given to the Report on its work in 2016. So, the Pope encouraged us by pointing at a way of effort and action that we too deeply believe in, that is: this is the time to do together all that we can do together, because challenges are big and only together can the Churches face them”.  Now, the job is to fight the increasing xenophobia and populism that are rampant, especially in connection with migration. Nowadays, the Churches – the pastor says – are called to “do all they can to build bridges between men. This is the powerful message that Pope Francis is giving us. A message that WCC deeply shares. The Churches are called to start a pilgrimage of justice and peace on earth, to do it together and in everybody’s interest, not for the benefit of some”.

Xenofobia e populismo: Tveit (Wcc), “papa Francesco ci ha ricordato tre parole per il movimento ecumenico: lavorare, camminare e pregare insieme”

Fri, 2017-12-15 13:18

“Ho incontrato in agosto papa Francesco ed ho avuto con lui una lunga conversazione. Abbiamo parlato del movimento ecumenico e abbiamo discusso su ciò che possiamo fare oggi insieme. Ad un certo punto il Papa mi ha detto: dobbiamo ricordare queste tre parole, ‘working, walking e pray together’ (lavorare, camminare e pregare insieme). Questa è la strada per proseguire nel movimento ecumenico, ci ha detto”. Lo racconta al Sir il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), a margine dell’incontro di lavoro che si conclude oggi, promosso dal Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale e dal Wcc, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, per preparare la Conferenza mondiale su xenofobia e populismo. che si terrà il prossimo anno nel mese di maggio.
“A questa sua osservazione io ho sorriso perché corrispondeva esattamente alle tre parole che figuravano nel titolo che il Wcc aveva dato al Rapporto sulla sua attività del 2016. Il Papa ci ha così incoraggiato indicandoci una via di impegno e azione in cui anche noi crediamo profondamente e cioè: questo è il tempo di fare insieme tutto ciò che possiamo fare perché le sfide sono grandi e solo insieme le Chiese le possono affrontare”. L’impegno ora è quello di contrastare i fenomeni crescenti di xenofobia e populismo, che stanno dilagando in relazione soprattutto alle migrazioni. Le Chiese – dice il pastore – sono chiamate oggi a “spendersi per costruire ponti tra gli uomini. Questo è il messaggio forte che ci sta dando papa Francesco. Messaggio che il Wcc condivide profondamente. Le Chiese sono chiamate a intraprendere il pellegrinaggio della giustizia e della pace sulla terra, a farlo insieme e per il bene di tutti, non per il beneficio di qualcuno”.

Diocesi: Prato, nel fine settimana “Avvento di fraternità” nelle parrocchie a sostegno dei bisognosi seguiti dalla Caritas

Fri, 2017-12-15 13:00

Sarà dedicato ai bisogni delle famiglie in difficoltà il tradizionale appuntamento dell’“Avvento di fraternità” promosso dalla Caritas diocesana di Prato. Domani, sabato 16 dicembre, e domenica 17, tutte le offerte raccolte nelle chiese e parrocchie della diocesi di Prato saranno destinate a dare sollievo a quelle situazioni di povertà esistenti sul territorio. Una realtà che è stata fotografata nell’ultimo rapporto Caritas sulle povertà a Prato. “A fine 2017 – si legge in una nota – saranno più di 2.700 le persone che si sono rivolte per un aiuto, principalmente economico, ai venti centri di ascolto della rete diocesana (composta non solo da Caritas). La maggior parte degli utenti ha alle spalle una famiglia e dunque è possibile stimare in oltre quattromila il numero delle persone seguite e assistite da Caritas”. “Anche se si tratta di una piccola istantanea di una situazione che sicuramente, e purtroppo, abbraccia un bacino più ampio di persone rispetto a quelle che i nostri centri diocesani e parrocchiali hanno incontrato, il Rapporto – spiega la direttrice Caritas pratese, Idalia Venco, in una lettera inviata a tutte le parrocchie – rimane un punto di vista prezioso e privilegiato che ci stimola a proseguire nel nostro servizio di carità, un servizio che quotidianamente vivete all’interno delle vostre comunità”. “L’invito – conclude la nota – è quello di essere generosi, perché grazie a quanto donato si potrà dare speranza alle famiglie, e non solo attraverso un semplice aiuto economico, in quanto con le somme raccolte saranno attivati anche alcuni tirocini lavorativi”.

Croazia: Caritas vende alberi di Natale nel centro di Zagabria per aiutare le famiglie povere

Fri, 2017-12-15 12:47

Acquistando un albero di Natale si aiutano le famiglie più bisognose e si salvaguardano i boschi. Succede in Croazia con l’iniziativa “Per 1000 gioie – Dona e porta gioia”, organizzata dalla Caritas nazionale in collaborazione con la società “Foreste croate” che si occupa del patrimonio forestale del Paese. Il 16 dicembre nella piazza centrale di Zagabria “Trg bana Jelacica” i volontari della Caritas croata, dell’Ordine francescano secolare e gli studenti del liceo classico dell’arcidiocesi di Zagabria, venderanno 230 alberi di Natale con le radici al prezzo da 100 a 150 kune (circa 14 e 20 euro). Oltre agli alberi saranno distribuiti anche i materiali promozionali della Caritas. All’iniziativa aderiscono numerose personalità famose come il sindaco di Zagabria Milan Bandic, l’atleta Mario Moznik, i conduttori televisivi Jelena Pajic e Frano Ridjan. “Facciamo questa iniziativa per il 16° anno consecutivo – spiega mons. Fabian Svalina, direttore della Caritas croata – ma questa volta ci sentiamo incoraggiati fortemente da Papa Francesco che ha istituito la Giornata mondiale dei poveri ricordandoci che i poveri non sono un problema ma ci aiutano a capire l’essenza stessa del Vangelo”.

Servizio civile: card. Montenegro (Caritas) ai giovani, “grazie perché mettete la vostra gioventù a disposizione di tutti”

Fri, 2017-12-15 12:29

“Grazie perché mettete la vostra gioventù a disposizione di tutti. La vostra è una presenza davvero preziosa”. Così il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, si è rivolto ai giovani impegnati nel servizio civile in un videomessaggio inviato al convegno in corso oggi a Roma sui 40 anni di servizio civile in Caritas. Centinaia i giovani presenti in sala, a rappresentare gli oltre 110.000 che hanno svolto l’obiezione di coscienza o il servizio civile nelle Caritas diocesane di tutta Italia. “45 anni fa, nel 1972 – ha ricordato – in questo stesso giorno veniva approvata la prima legge sull’obiezione di coscienza, senza il rischio di dover finire in carcere”.  Il card. Montenegro ha ricordato la figura di mons. Giovanni Nervo, direttore di Caritas italiana, che in questo senso “è stato un pioniere e un uomo coraggioso nell’aprire sentieri. Un cammino lungo in cui abbiamo scoperto che costruire la pace è il dono più bello all’umanità”. Infine, sempre parlando ai giovani: “Insistete, indignatevi ogni volta che la pace viene ignorata. Siate giusti per dimostrare che la legge del cuore può avere il sopravvento”.

Fake news: mons. Viganò (Spc), “il problema non è la non veridicità, ma la verosimiglianza”

Fri, 2017-12-15 12:24

“Nelle fake news il problema non è la non veridicità, che è molto evidente, ma la verosimiglianza”. Lo ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria vaticana per la comunicazione, a margine del convegno “Interferenze”, svoltosi presso l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede sul futuro della radio a 80 dalla morte di Guglielmo Marconi. “Dietro la verosimiglianza – ha fatto presente Viganò – si nasconde una strategia che può diventare pericolosa”.

Radio: Menduni (Roma Tre), “non produce immagini ma le stimola”. Greco (Radio Rai), “è la parola che vince sull’immagine”

Fri, 2017-12-15 12:21

“La radio non produce immagini, ma le stimola”. A farlo notare è stato Enrico Menduni, di Roma Tre, intervenendo al convegno “Interferenze”, in corso a Palazzo Borromeo sul futuro della radio a 80 anni dalla morte di Guglielmo Marconi. “Non poteva sfuggire alla Chiesa la grande potenzialità della radio”, ha detto Raffaella Perin, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, tracciando un excursus storico del rapporto tra la Chiesa e i media e sulla nascita e l’evoluzione di Radio Vaticana. “La congenialità della Chiesa con i media comincia con san Paolo”, le ha fatto eco Menduni, soffermandosi sull’evoluzione e il rinnovamento della radio, che fino agli anni Ottanta “ha conquistato la fiducia delle nicchie generazionali, in particolare dei giovani” e, dopo gli Anni Ottanta, con l’avvento del digitale “ha modificato i modi di produzione, pur restando analogica in termini di diffusione”. Col passaggio dal digitale a Internet, sono nate le “web station” e lo streaming audio e video. “Oggi la digitalizzazione della radio è parziale, ma andiamo verso una totale digitalizzazione”, ha detto Menduni, secondo il quale il futuro della radio passa dalla “responsabilità di non sprecare le tecnologie, ma di metterle a servizio della cultura, dell’informazione e di una comunicazione interattiva che ha al suo centro la persona”. “Il futuro della radio già c’è: è la radiovisione”. Ne è convinto Pierluigi Diaco, giornalista e conduttore di Rtl 102.5. Di parere opposto Fabio Volo, conduttore di Radio Deejay, secondo il quale invece “la radiovisione è una brutta tv e una bruttissima radio. La radio è una cosa intima, personale: è come leggere un libro. La sorella della radio non è la televisione, è la letteratura. La radio è emozione, e quindi è eterna”. “La televisione generalista è in crisi, gli ascolti delle radio invece sono in crescita”, il dato citato da Volo. Un esempio: “Tutto il calcio minuto per minuto”, definita dalla sua “voce”, Riccardo Cucchi, una trasmissione storica nel modo di “fare la radio”, dove “la breaking news è un goal”. “La radio è la casa della parola, e il grande privilegio della radio è il non avere immagini”, ha chiosato.

Scandinavia: card. Arborelius proclamato “svedese dell’anno”. “Si è prodigato per migliorare il Paese”

Fri, 2017-12-15 12:18

Lo “svedese dell’anno” è il cardinale di Stoccolma Anders Arborelius, decretato dal magazine Fokus. “È stato un riconoscimento inaspettato così come lo era stato diventare cardinale”, ha commentato il card. Arborelius. “Come cattolico e cardinale, si può essere un vero svedese e non solo uno un po’ strano, al margine”. In una lunghissima intervista pubblicata anche online (fokus.se), Johan Hakelius ne ripercorre la vita, toccando tanti temi d’attualità e raccontando la Chiesa cattolica in Svezia, dove l’atteggiamento anticattolico è durato fino alla seconda metà degli anni ‘70. “Penso che la Svezia sia diventata più aperta negli anni in cui sono stato vescovo. È più facile parlare di religione”, dice il cardinale, anche se “quello che un tempo era il ‘pericolo cattolico’ ora è diventato ‘il pericolo musulmano’”. Nato luterano nel 1949, è entrato in carmelo nel 1971, dove è rimasto per 27 anni, fino alla nomina episcopale nel 1998; è stato il primo vescovo cattolico svedese dalla Riforma, primo cardinale svedese della storia. Si è meritato il riconoscimento perché “rappresentare la Chiesa cattolica in un Paese la cui identità è principalmente laica o altrimenti luterana, richiede un atteggiamento coraggioso” e perché “gioca un ruolo centrale nell’incontro tra svedesi e immigrati”. Il riconoscimento va a una persona che “ha fatto qualcosa per cambiare la Svezia in meglio”, ha “dimostrato indipendenza e originalità”. Il premio è stato consegnato al cardinale ieri, giovedì 14 dicembre, durante una cerimonia pubblica.

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