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Updated: 11 hours 51 min ago

Agroalimentare: Coldiretti, salgono al numero record di 5.056 le “Bandiere del gusto”

Fri, 2018-07-20 10:41

Salgono al numero record di 5.056 le “Bandiere del gusto” Made in Italy a tavola nel 2018, l’anno del cibo italiano nel mondo. Lo rende noto la Coldiretti che ha presentato la classifica dei primati enogastronomici con l’assegnazione delle “Bandiere del gusto 2018” e la più ricca esposizione della variegata offerta delle località turistiche nazionali durante quest’estate. Le “bandiere” – sottolinea la Coldiretti – “sono assegnate alle specialità censite dalle Regioni che sono ottenute sul territorio nazionale secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni”. Si tratta quest’anno – riferisce l’associazione – di ben 1.525 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1.428 verdure fresche e lavorate, 792 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 496 formaggi, 253 prodotti della gastronomia, 176 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.), 150 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei, 149 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, 47 grassi, 38 condimenti e 2 birre artigianali.
Sul podio delle Regioni, spiega Coldiretti, è saldamente al primo posto la Campania che ha mantenuto i suoi 515 prodotti tradizionali, seguita dalla Toscana, salita a 461 “gioielli”, e dal Lazio, stabile in terza posizione (409). A seguire si posizionano l’Emilia Romagna (388) e il Veneto (376), davanti al Piemonte, con 337 specialità, e alla Liguria, che può contare su 294 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: Puglia (276), Calabria (268), Lombardia (248), Sicilia (245), Sardegna (198), Friuli Venezia Giulia (169), Molise (159), Marche (151), Abruzzo (148), Basilicata (114), Provincia autonoma di Trento (105), Alto Adige (90), Umbria (69) e Valle d’Aosta (36).
Per Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, “è questo il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari”. “Si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di un patrimonio anche culturale che l’Italia può oggi offrire con orgoglio sul palcoscenico mondiale”.

Migranti: mons. D’Ercole (Ascoli Piceno), “cresce l’intolleranza, fermarsi finché si è in tempo”

Fri, 2018-07-20 10:28

“Sono totalmente d’accordo con voi. Dobbiamo sconfiggere la cultura del silenzio che vede le persone migranti morire respinte con violenza”. Lo dice mons. Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, ai sacerdoti e ai laici che hanno scritto una lettera-appello ai vescovi italiani chiedendo “un intervento, in materia, chiaro e in sintonia con il magistero di Papa Francesco, che potrebbe servire a dissipare i dubbi e a chiarire da che parte il cristiano deve essere, sempre e comunque, come il Vangelo ricorda”. “Come ci insegnate – scrivono i firmatari dell’appello, tra i quali figurano anche autorevoli teologi e biblisti – nulla ci può fermare in questo impegno profetico: né la paura di essere fraintesi o collocati politicamente, né la paura di perdere privilegi economici o subire forme di rifiuto o esclusione ecclesiale e civile”. Mons. D’Ercole aggiunge che “indubbiamente ciò che preoccupa è il clima di razzismo e intolleranza che cresce. Un clima che sembra stia creando un odio che prima non c’era”. L’auspicio del vescovo è quello di “fermarsi finché si è in tempo”.

Diocesi: Grosseto, si avvicinano le Feste laurenziane. Il vescovo Cetoloni, “non attribuiamo ogni problema alla crisi e gettiamo basi concrete sul tema del lavoro”

Fri, 2018-07-20 10:11

Tra tradizione e solidarietà, città e diocesi di Grosseto si preparano ad entrare nel clima delle feste in onore del patrono san Lorenzo. “Lorenzo – scrive nel suo messaggio il vescovo Rodolfo Cetoloni – ci aiuta a considerare tutti i poveri tesori di cui prendersi cura e da difendere. Ci ripropone la persona umana, debole e bisognosa, come una chiamata per ognuno verso una relazione in cui l’altro è sempre e prima di tutto fratello, figlio dello stesso Padre”. Un messaggio, quello del vescovo Cetoloni, incentrato sul tema del lavoro. “Il lavoro che non c’è, il lavoro che non c’è, il lavoro che c’è, ma che è precario; il lavoro che non è dignitoso; il lavoro che non gratifica; il lavoro che ammala. Sono tutte accezioni negative di una realtà, che invece – si legge nel messaggio – sarebbe parte integrante del nostro essere uomini e donne inseriti nella società, fondamento costituzionale della stessa realtà civile. Da tempo anche la nostra Grosseto ne soffre, per la crisi delle imprese costrette a licenziare o a ridurre il proprio personale, per la difficoltà a creare nuovi posti di lavoro che diano prospettive di futuro, soprattutto ai giovani. Il contatto quotidiano con le persone e con tante famiglie fa scontrare continuamente con questo problema, per strada, negli uffici, nelle parrocchie…”. Da qui l’appello del vescovo alle istituzioni e a chi fa impresa: “Non lasciamoci prendere dallo scoramento, non attribuiamo ogni problema alla crisi, affinché non diventi il paravento della nostra disillusione o della paura di guardare con meno cupezza al futuro”. E poi un impegno: “Vorrei che da questo San Lorenzo partisse un percorso, che ci preoccuperemo di stimolare fin da subito dopo la pausa estiva, che getti basi concrete sul tema del lavoro”. In occasione delle Feste laurenziane torna anche l’appuntamento con la Raccolta di san Lorenzo, in generi alimentari, per sostenere il quotidiano servizio dell’Emporio della solidarietà di Caritas diocesana, che assiste oltre 80 famiglie. La raccolta si terrà nelle giornate di sabato 28 luglio e sabato 4 agosto. Ospite d’onore delle celebrazioni laurenziane 2018 sarà il card. Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione per le Cause dei santi, già arcivescovo titolare di Roselle. Il cardinale presiederà la processione del 9 agosto (ore 21) e il pontificale solenne del 10 agosto (ore 11, in cattedrale).

Parmigiano Reggiano: Rossi (Università Cattolica), “non è dannoso ma ricco di calcio e abbassa la pressione arteriosa”

Fri, 2018-07-20 09:53

“Non esistono alimenti perfetti, per il semplice motivo che sulle nostre tavole non finisce un solo alimento, bensì una pluralità di cibi, destinati a compensare fra loro eccessi e carenze di nutrienti”. Lo afferma in una nota Filippo Rossi, ricercatore della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sulla posizione dell’Onu che ha considerato “dannoso” il Parmigiano Reggiano. “L’idea dell’Oms di voler ridurre l’incidenza di malattie legate all’alimentazione, come, il diabete, l’ictus, l’infarto o l’ipertensione è una cosa positiva che però rischia di dare origine a uno schema impazzito, dove un formaggio come il Parmigiano Reggiano rischia di venir marchiato d’infamia, perché ricco di sale, di grassi saturi e di colesterolo”. Il ricercatore è consapevole che “il 2% del Parmigiano reggiano è sale da cucina”, ma “va ricordato che, per raggiungere la dosa massima ammissibile, bisogna mangiarne circa 320 grammi”. Qualcosa, a suo avviso, di improbabile. “In compenso 100 grammi di Parmigiano reggiano, coprono integralmente il fabbisogno di calcio di una persona adulta, riducendo drasticamente il rischio di osteoporosi e di fratture invalidanti per le persone anziane”. Tra gli altri effetti benefici, “30 grammi di formaggio per abbassare significativamente la pressione arteriosa e il rischio di quell’ictus”.

Ue: Renard (Fafce), in direttiva su equilibrio tra lavoro e vita familiare l’attenzione è “più sulla carriera e i guadagni anziché sulla responsabilità di genitori e imprese verso i più vulnerabili”

Fri, 2018-07-20 09:38

“Abbiamo deciso di rispondere all’appello di Papa Francesco per la sua intenzione di preghiera di agosto, molto vicina al lavoro quotidiano” della Federazione delle associazioni cattoliche per la famiglia (Fafce), scrive nell’editoriale della Newsletter mensile il presidente Antoine Renard. La preghiera sarà che “ogni decisione di economisti e uomini politici protegga la famiglia come uno dei tesori dell’umanità”. La Fafce sarà presente all’Incontro mondiale delle famiglie a Dublino, “estremamente importante” per “annunciare la bellezza della famiglia” scrive Renard sottolineando la scelta profetica di Papa Francesco di tenere l’incontro “in un Paese ferito da due cambiamenti legislativi storici, che hanno snaturato l’istituzione del matrimonio civile nel 2015 e, lo scorso maggio, hanno abrogato le protezioni per il diritto alla vita dei nascituri”. Nel calendario Fafce un evento su “famiglia e finanza, un’alleanza possibile?” a Bruxelles in ottobre, e la presenza del prefetto del Dicastero per i laici e la famiglia card. Kevin Farrel al Parlamento europeo a novembre per parlare di “famiglia, ecosistema per la vita culturale in Europa”. La Fafce continuerà anche a monitorare la preparazione della direttiva europea sull’equilibrio tra attività professionale e vita familiare poiché “ci pare che l’attenzione della proposta sia più sulla carriera e i guadagni, anziché sulla responsabilità di genitori e imprese verso i più vulnerabili della nostra società”.

Diocesi: Sora, bando per una borsa di studio per animatore di comunità

Fri, 2018-07-20 09:22

Una borsa di studio da 3.100 euro per sostenere la formazione di un animatore di comunità. A presentare il bando è la diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. La borsa supporterà la formazione in materia di lavoro, imprenditorialità giovanile e animazione territoriale di un giovane, nell’ambito del Progetto Policoro. L’età richiesta deve essere compresa tra i 23 e i 35 anni. La formazione si svolgerà su diversi piani: nazionale, regionale, interregionale e diocesano. La scadenza del bando è fissata alle 13 del 31 luglio 2018. Le candidature devono essere inviate all’indirizzo e-mail diocesi.sora@progettopolicoro.it, allegando il curriculum vitae. Tutti i candidati saranno contattati a settembre per un colloquio.

Terra Santa: card. Bassetti, “intensificare il dialogo interreligioso che ci riconduce alle radici dell’identità evangelica”

Fri, 2018-07-20 09:07

“Si va in Terra Santa non solo per motivi umanitari, per sensibilizzare oggi il cosiddetto Occidente alle necessità di quei territori martoriati, ma per ricevere sempre e di nuovo un messaggio non scritto, una linfa vitale. Siamo tutti noi, cristiani e credenti e tutta la nostra cultura, ad aver bisogno di riattingere a quelle radici”. Lo dice il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, in un’intervista rilasciata alla rivista Terrasanta. Il porporato ricorda come nei suoi viaggi in Terra Santa “ho chiesto e chiedo a tutti la conversione del cuore”, perché “l’avvento di una pace giusta e duratura non rimanga solo un miraggio, ma diventi realtà per milioni di persone, nel segno della collaborazione, del rispetto e della concordia tra i popoli”. Secondo il presidente della Cei, “è importantissimo rivisitare oggi le qualità francescane di incontro, dialogo e rispetto”, alla luce dell’incontro tra san Francesco e il sultano di Babilonia. L’arcivescovo indica l’insegnamento che emerge da quell’episodio: “Bisogna lavorare moltissimo sulla formazione dei nostri giovani, ma anche imparare da loro, dare fiducia a loro e alle loro domande, perché sono in grado di andare verso l’altro senza i pregiudizi e le cristallizzazioni che talora rischiano di sclerotizzare le nostre società”. “Occorre intensificare – conclude il cardinale -, non solo per comandamento, ma con autentica voglia di incontro e di conoscenza, il dialogo interreligioso, che non ci allontana, bensì ci riconduce alle radici dell’identità evangelica”.

Migranti: card. Bassetti, “il flusso migratorio va controllato, ma non con la chiusura dei porti e dei cuori”

Fri, 2018-07-20 09:06

“I migranti sono persone e come tali vanno accolti, accompagnati, integrati, tenendo conto delle loro necessità ma anche di quelle dell’ambiente che li accoglie. Quando sono in situazioni di emergenza vanno sempre salvati”. Lo dice il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, in un’intervista rilasciata alla rivista Terrasanta. “Il flusso migratorio va controllato ma non con la chiusura dei porti e, soprattutto, dei cuori”. Parlando dell’incontro di riflessione e di spiritualità per la pace nel Mediterraneo, che coinvolga i Paesi che si affacciano sulle sue sponde, il porporato, che lo ha proposto, afferma che “si tratta in ipotesi di un’iniziativa organizzata dalla Cei, che vede certamente il parere favorevole del Santo Padre, sulla quale tutti possono già convergere con la preghiera come un primo incontro, in attesa di quello fisico tra le persone che rappresentano le comunità religiose”. I lavori all’organizzazione, riconosce il card. Bassetti, sono ancora in corso. “Si chiede tanta preghiera e comunione spirituale in preparazione a questa auspicabile ‘costruzione di pace’: è interesse di tutti che l’incontro sia preceduto e seguito da iniziative non sporadiche di dialogo e conoscenza reciproca”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Trump invita Putin a Washington. L’Anac risponde su Ilva. Naufragio in Yemen. Juncker, “Spagna modello di accoglienza”. Lettere con scritte razziste a Prato

Fri, 2018-07-20 09:00

Usa: Trump invita Putin a Washington il prossimo autunno dopo l’incontro di Helsinki

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto al suo consigliere per la Sicurezza nazionale, John Bolton, di invitare il presidente russo Vladimir Putin a Washington “il prossimo autunno e le discussioni sono già in corso”. Lo ha annunciato via Twitter la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, precisando che l’invito è stato presentato in occasione del faccia a faccia di Helsinki. In una serie di tweet il presidente statunitense ha insistito sul fatto che il summit di Helsinki sia stato “un grande successo” e ha sottolineato che “sono impaziente di avere un secondo incontro”.

Ilva: l’Anac risponde a Di Maio, “rilevate criticità ma stop a cessione spetta a governo”

L’Anac individua “criticità” nell’iter della gara per la cessione dell’Ilva, ma “uno stop della procedura può essere valutato solo dal ministero dello Sviluppo economico” nel caso in cui esista un interesse pubblico specifico all’annullamento. Lo scrive l’Autorità anticorruzione in una lettera inviata al vicepremier Luigi Di Maio, che l’aveva interpellata sulla vendita dell’Ilva ad Arcelor Mittal. Diversi i punti sui quali l’Anac ha segnalato criticità: dal rinvio del piano ambientale alle scadenze intermedie, fino ai mancati rilanci. Era stato il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, a scrivere giorni fa a Di Maio e a parlare di “possibili zone d’ombra” nella gara relativa all’Ilva, invitando lo stesso ministro a ricorrere all’Anac. Cosa che Di Maio ha subito fatto. Ma se la gara per l’Ilva dovrà essere annullata, “non è decisione che spetta all’Anac, ma al Mise, qualora vi individui un preminente interesse pubblico violato che è invece da salvaguardare”.

Migrazioni: Yemen, si è rovesciata una barca con 160 persone partite dall’Africa

Una barca con 160 migranti africani a bordo, tra i quali donne e bambini, si è rovesciata al largo dello Yemen. La notizia è stata confermata da funzionari della sicurezza yemenita e dai leader tribali: al momento non è ancora chiaro se ci siano stati dei morti e quante persone siano state salvate. La barca era partita dalla Somalia con a bordo 100 somali e 60 etiopi. Nonostante lo Yemen sia sconvolto dalla guerra, i migranti africani continuano ad arrivare nel Paese dove non c’è un’autorità che possa impedirgli di viaggiare verso i paesi del golfo, che sono più ricchi. Le autorità e i capi tribù hanno riferito che la nave è partita ieri dal porto di Bosaso, in Somalia.

Accoglienza: Juncker, “Spagna è modello, populismo fenomeno inquietante”

Sulle migrazioni “la Spagna dà prova di un’empatia e di una solidarietà attiva che mi impressiona, mentre altri voltano le spalle agli altri”. Lo ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, in un discorso a Madrid sulle nuove prospettive per il futuro dell’Europa, in cui ha elogiato il Paese iberico per l’accoglienza dei migranti e condannato gli altri Paesi che invece hanno “voltano le spalle”. Poi, nel suo intervento l’attenzione è stata rivolta a “un fenomeno inquietante, visibile, percettibile, ma non plausibile”, che è tornato a manifestarsi “da qualche anno”. “È il ritorno del nazionalismo, il rifiuto di vedere gli altri con gli stessi occhi con cui guardiamo noi stessi”. Si tratta, a suo avviso, di “una tendenza pericolosa che nutre tutti i populismi. I populismi associati al nazionalismi conducono all’accecamento e conducono alla guerra, come aveva detto Mitterrand nel suo ultimo discorso al Parlamento Europeo”, ha spiegato Juncker. “A volte ho l’impressione che pensiamo che l’Europa sia fatta per noi, ed esclusivamente per noi” e che “il ventre europeo è grosso, ma non c’è sufficiente posto per vedere gli altri”.

Xenofobia: Prato, recapitate lettere con scritta razzista

Lettere di stampo razzista con su scritto, in stampatello, sull’adesivo: “Fuori i marocchini dall’Italia”. Sono state recapitate in alcune zone della periferia di Prato. Indagini in corso su chi e come abbia incollato l’adesivo alle missive. Si è appreso dell’episodio dopo che alcuni destinatari delle lettere, in genere bollette e corrispondenza ordinaria, hanno pubblicato indignati le immagini sui social network. Non è ancora chiara neppure la diffusione del fenomeno, che sarà approfondito nelle prossime ore, anche dalle società che ha distribuito le lettere e dalle forze dell’ordine.

Notizie Sir del giorno: Cei su migranti, Nicaragua, Borsellino, dl Terremoto, azzardo, incontro mondiale famiglie, Mostra Venezia

Thu, 2018-07-19 19:30

Migranti: Cei, no “soluzioni a buon mercato”, sì all’“accoglienza diffusa”

“Come Pastori della Chiesa non pretendiamo di offrire soluzioni a buon mercato. Rispetto a quanto accade non intendiamo, però, né volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi. Non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte, determino le nostre risposte, alimentino un clima di diffidenza e disprezzo, di rabbia e rifiuto”. Così la presidenza della Conferenza episcopale italiana in una nota, appena diffusa, dopo l’ennesima tragedia di migranti morti in mare. “Gli occhi sbarrati e lo sguardo vitreo di chi si vede sottratto in extremis all’abisso che ha inghiottito altre vite umane – scrive la presidenza Cei, riferendosi a Josephine – sono solo l’ultima immagine di una tragedia alla quale non ci è dato di assuefarci. Ci sentiamo responsabili di questo esercito di poveri, vittime di guerre e fame, di deserti e torture. È la storia sofferta di uomini e donne e bambini che – mentre impedisce di chiudere frontiere e alzare barriere – ci chiede di osare la solidarietà, la giustizia e la pace”. “Camminiamo con le nostre comunità cristiane, coinvolgendoci in un’accoglienza diffusa e capace di autentica fraternità”, prosegue la nota nella quale viene espressa “gratitudine a quanti – accanto e insieme a noi – con la loro disponibilità sono segno di compassione, lungimiranza e coraggio, costruttori di una cultura inclusiva, capace di proteggere, promuovere e integrare”. (clicca qui)

Nicaragua: don Gutiérrez, “stiamo vivendo una dittatura peggiore” di Somoza

“La città è completamente militarizzata, le barricate non ci sono più, ma la polizia speciale va di casa in casa, in cerca soprattutto dei giovani che capeggiavano la resistenza. Pare che le vittime del 17 luglio siano quattro, tra cui un poliziotto. I feriti sono molti e così le persone che sono state portate via e incarcerate. Molti sono fuggiti”. Con voce ancora emozionata, padre César Augusto Gutiérrez descrive al Sir quello che sta accadendo a Masaya, avamposto della resistenza del Nicaragua, dopo l’attacco delle forze paramilitari del governo Ortega che hanno riconquistato il quartiere di Monimbó: “È stata una giornata di repressione molto violenta, portata avanti con armi pesanti”, racconta il sacerdote salesiano, cui è affidata la cura pastorale della chiesa più centrale di Masaya, quella di San Sebastiano. Impossibile resistere, anche per la fiera popolazione di Masaya: “Sono persone pacifiche, non abituate a combattere, hanno lanciato pietre, qualche granata artigianale”. L’ordine era chiaro: Monimbó andava riconquistata prima del 19 luglio, giorno di festa nazionale, trentanovesimo anniversario della deposizione di Somoza. “Ma ora – fa notare padre Gutiérrez – stiamo vivendo una dittatura ancora peggiore”. (clicca qui)

Paolo Borsellino: Mattarella, “onorare la memoria significa non smettere di cercare la verità”

“Onorare la memoria del giudice Borsellino e delle persone che lo scortavano significa anche non smettere di cercare la verità su quella strage”. Lo h affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 26° anniversario della stage di via D’Amelio, a Palermo, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina. “Borsellino – ricorda Mattarella – era un giudice esemplare: probo, riservato, coraggioso e determinato. Le sue inchieste hanno costituito delle pietre miliari nella lotta contro la mafia in Sicilia”. Per il Capo dello Stato, “insieme al collega e amico Giovanni Falcone, Borsellino è diventato, a pieno titolo, il simbolo dell’Italia che combatte e non si arrende di fronte alla criminalità organizzata”. (clicca qui)

Terremoto: sì della Camera al decreto legge sugli aiuti per le popolazioni del Centro Italia

La Camera dei deputati ha approvato questa mattina la conversione del decreto legge sugli interventi in favore delle popolazioni colpite dal terremoto nel Centro Italia nel 2016 e nel 2017. Il provvedimento ha ottenuto 398 sì, 98 astenuti e nessun voto contrario. Il testo aveva già ricevuto l’approvazione del Senato, quindi è legge. Le Regioni interessate sono Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria. Tra i temi affrontati dal decreto, la proroga fino a fine anno dello stato di emergenza; la proroga per il pagamento dei mutui; la proroga dello stop del pagamento di bollette, premi di assicurazione e contributi previdenziali e assistenziali. Il testo prevede, inoltre, una procedura accelerata per le domande di sanatoria relativa a piccoli abusi e agevolazioni per la ricostruzione delle chiese colpite dal sisma. (clicca qui)

Gioco d’azzardo: mons. Feroci (Caritas), con Di Maio “confronto leale e libero, sintonia sui contenuti”

Abolizione della pubblicità sul gioco d’azzardo, regolamentazione degli orari delle sale slot e distanza minima dai luoghi sensibili come le scuole, maggiore collaborazione tra i ministeri dell’Economia, della Salute e dell’Istruzione per migliorare le attività di prevenzione ed educazione. Sono questi i suggerimenti che mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, ha dato al vicepremier Luigi Di Maio, titolare dei due ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro e politiche sociali, in visita stamattina alla Cittadella della Carità “Santa Giacinta” della Caritas di Roma per un incontro con gli operatori e i volontari impegnati nel contrasto alla ludopatia. “È stato un confronto molto leale e libero – riferisce mons. Feroci in una intervista al Sir –. Ho l’impressione che ci sia sintonia sui contenuti. Gli abbiamo esposto in maniera chiara le nostre preoccupazioni e i nostri dolori. Gli abbiamo detto che Roma è diventata la capitale d’Europa del gioco d’azzardo, con 25mila slot machine. Abbiamo chiesto a Di Maio di togliere la pubblicità perché induce a pensare che sia normale giocare d’azzardo. Ci ha risposto che cercheranno di toglierla. 102 miliardi spesi l’anno per l’azzardo sono tutte risorse tolte alla produttività, mentre milioni di persone si rovinano. Poi abbiamo evidenziato il problema culturale, ossia la mentalità di persone e giovani che pensano di risolvere tutti i loro problemi con un colpo di fortuna. Questo è diseducativo” (clicca qui)

Incontro mondiale famiglie: mons. Martin (Dublino), il Papa “sfiderà la Chiesa irlandese a essere Chiesa in una cultura mutata”

“Papa Francesco ha un ‘appeal’ particolare, è una specie di star religiosa globale e la sua umanità e calore umano attraggono. Papa Francesco, che ha più di 80 anni, appare come un Papa moderno e alla gente questo piace”. Sono parole che l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin ha pronunciato stamane nel corso della conferenza stampa di presentazione della festa per le famiglie che si terrà a Croke Park, Dublino, sabato 25 agosto. Mons. Martin ha parlato del “vero talento” di Papa Francesco nel “conquistare i cuori per ciò che implica l’insegnamento di Gesù, non attraverso l’imposizione e il giudizio, ma convincendo e attraendo”. “Papa Francesco non farà miracoli”, ha aggiunto; in 36 ore “non gli sarà possibile definire una nuova tabella di marcia per la Chiesa irlandese” ma offrirà “gli strumenti su cui disegnare una nuova road map”, considerando che oggi le mappe sono “interattive e costantemente aggiornate”. Francesco “sfiderà la Chiesa irlandese a essere autenticamente Chiesa in una cultura mutata”. (clicca qui)

Venezia75: “First Man” apre la Mostra. Giraldi (Cnvf), “scelta curiosa, ma anche di qualità”

A distanza di soli due anni dopo “La La Land”, il regista Premio Oscar Damien Chazelle, classe 1985, torna a inaugurare la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia con “First Man” (“Il primo uomo”), film inserito anche nel concorso principale. La 75ª edizione del Festival (29 agosto – 8 settembre 2018), diretto da Alberto Barbera e presieduto da Paolo Baratta, ha scelto di puntare sulla storia di Neil Armstrong negli anni dal 1961 al 1969, raccontando il primo sbarco sulla Luna. L’annuncio del film avviene in concomitanza con il 49° anniversario dell’allunaggio dell’Apollo 11, il 20 luglio del 1969. “È una scelta curiosa, ma al tempo stesso una garanzia di qualità”, ha commentato al Sir Massimo Giraldi, presidente della Commissione nazionale valutazione film della Cei. (clicca qui)

Migranti: la Comunità Sant’Egidio si unisce all’appello della Cei per passare “dalla paura all’accoglienza”

Thu, 2018-07-19 19:26

La Comunità di Sant’Egidio “si unisce all’appello sui migranti, per passare ‘dalla paura all’accoglienza’, lanciato oggi in una nota dalla Conferenza episcopale italiana”. È quanto si legge in una nota diffusa pochi minuti fa. “È doveroso sentirsi ‘responsabili’ di quello che la Cei definisce ‘un esercito di poveri, vittime di guerre e di fame, di deserti e torture’”, prosegue la nota, aggiungendo che questo “è ciò che ci ha invitato a vivere Papa Francesco sin dall’inizio del suo pontificato che, non a caso, ha avuto a Lampedusa il suo primo viaggio pastorale”. “Da allora – sottolinea la Comunità di Sant’Egidio – tante realtà cristiane in Italia non solo hanno parlato ma hanno anche cercato di mettere in pratica quella ‘cultura incisiva e capace di proteggere’ di cui parlano i vescovi italiani nella nota”. “I corridoi umanitari, che Sant’Egidio sta portando avanti dall’Etiopia con la stessa Cei e dal Libano con le Chiese protestanti, sono un esempio di come si può accogliere e integrare con il coinvolgimento di una parte significativa della società italiana e la generosità di tanti”, conclude la nota.

Migranti: Milano, la Comunità Sant’Egidio apre ai profughi le porte della Casa dell’amicizia

Thu, 2018-07-19 19:21

“Coinvolgersi in un’accoglienza diffusa e capace di autentica fraternità”. Questo l’invito rivolto quest’oggi dalla Presidenza della Cei. Un invito al quale ha subito risposto la Comunità di Sant’Egidio, annunciando che a Milano aprirà le porte della Casa dell’amicizia di via Olivetani. Per tutta l’estate, grazie alla solidarietà di centinaia di milanesi, ogni notte saranno ospitati dodici profughi (donne, uomini e minori). “Troveranno riparo – si legge in un comunicato – negli spazi dove durante l’anno si svolge la ‘Scuola di lingua e cultura italiana’ e la ‘Caffetteria dell’amicizia’ per tanti senza dimora della città. Ai profughi sono offerti pasti caldi, servizi igienici, un letto per dormire, la possibilità di cure sanitarie, orientamento legale e lezioni iniziali di italiano. Soprattutto l’accoglienza è caratterizzata da un clima di amicizia e ospitalità familiare”. L’accoglienza sarà completamente autofinanziata dalla Comunità di Sant’Egidio e dalle tante realtà associative e singoli cittadini che si sono affiancati alla Comunità in questa iniziativa di solidarietà. “Un tratto significativo – prosegue il comunicato – è la grande collaborazione con cristiani delle diverse confessioni, che unisce parrocchie cattoliche con la Chiesa evangelica luterana e quella anglicana”. La risposta del territorio milanese è stata sorprendente. “All’annuncio dell’apertura dell’accoglienza, sono centinaia le persone che hanno contattato la Comunità per aiutare in tanti modi – affermano i responsabili di Sant’Egidio –. Se la xenofobia e l’ostilità possono essere contagiose, la solidarietà lo è altrettanto. Con l’apertura della Casa dell’amicizia, la Comunità di Sant’Egidio vuole contribuire a costruire “una cultura inclusiva, capace di proteggere, promuovere e integrare”.

Rifugiati: lettera aperta di Amnesty a Donald Tusk, “l’Ue non replichi le crudeli e illegali politiche australiane”

Thu, 2018-07-19 19:17

In una lettera aperta al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, Amnesty international ha sollecitato l’Unione europea “a non replicare le crudeli e illegali politiche adottate in materia di rifugiati dall’Australia, che ha costretto migliaia di richiedenti asilo e rifugiati a restare confinati, in condizioni drammatiche, in campi situati a Nauru e sull’isola di Manus”. La lettera aperta, inviata in occasione del quinto anno dall’adozione della politica australiana – per la quale a chiunque arrivi via mare viene impedito di chiedere asilo nel Paese e viene trasferito a Nauru e Manus – fa riferimento alle conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Durante quella riunione si è deciso di approfondire la proposta di “piattaforme regionali di sbarco” al di fuori dell’Europa, dove le persone soccorse in mare verrebbero successivamente trasferite. “Questa proposta suona sinistramente simile alle politiche australiane. Negli ultimi cinque anni abbiamo visto coi nostri occhi la devastazione e i traumi che esse hanno provocato a uomini, donne e bambini”, ha dichiarato Claire Mallinson, direttrice generale di Amnesty international Australia. “L’esempio dell’Australia dovrebbe servire da lezione sui pericoli dell’esternalizzazione delle responsabilità in tema di rifugiati verso Paesi che non hanno voglia né possibilità di gestirle in modo adeguato”, ha aggiunto Mallinson. “Prima di portare avanti la loro idea, sollecitiamo gli Stati membri dell’Unione europea ad osservare a lungo e con attenzione il trattamento agghiacciante riservato alle persone trattenute a Nauru e Manus. Le politiche australiane sono state un fallimento su larga scala e non dovrebbero essere imitate da altri”, ha concluso Mallinson. Sull’isola di Manus, appartenente a Papua Nuova Guinea, e a Nauru si trovano attualmente oltre 1600 persone: la maggior parte di esse è stata riconosciuta con lo status di rifugiato ma non potrà mai mettere piede in Australia. Grazie a un accordo con gli Usa quasi 400 rifugiati sono stati finora trasferiti in territorio statunitense. Centinaia di altri sono probabilmente destinati a rimanere a tempo indeterminato a Nauru e Manus. L’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha condannato le politiche australiane, rilevando che i rifugiati trattenuti a Nauru e Manus hanno la percentuale più alta al mondo di malattie mentali tra questa specifica popolazione.

Migranti: Cattai (Focsiv), “un punto fermo e una posizione unitaria importante di fronte a disorientamenti crescenti”

Thu, 2018-07-19 19:13

La Focsiv condivide “con convinzione” la nota della presidenza della Conferenza episcopale italiana ‘Migranti, dalla paura all’accoglienza’. “Di fronte a disorientamenti crescenti avere un punto fermo, una pietra miliare che fa sintesi delle varie posizioni e dichiarazioni del mondo cattolico era auspicabile. In questo momento ce n’era assoluto bisogno e siamo grati alla presidenza Cei che ha assunto questa posizione importante in modo unitario. Mi pare un comunicato non violento, chiaro e rispettoso ma determinato”. Lo afferma al Sir Gianfranco Cattai, presidente della Focsiv, la rete di Ong cattoliche. “Ci piace l’espressione usata di sentirsi responsabili di questo esercito di poveri vittime di guerre, povertà e fame – commenta – perché anche noi da tantissimi anni siamo vicini alla gente che vive queste difficoltà e si trova costretta a dover fare la scelta di migrare. Ci convince particolarmente la conclusione della nota, ossia la necessità di salvare la nostra stessa umanità dalla volgarità e dall’imbarbarimento per impegnarsi a custodire la vita, ogni vita”.  Cattai anticipa una proposta che sarà lanciata il 1° ottobre come “Retinopera”, intitolata “Non si accende una lampada per metterla sotto il moggio”. “Si tratta di un seminario per la comunicazione nell’era digitale, che come mondo cattolico abbiamo sottovalutato – spiega -. Bisogna lavorare in rete sulla comunicazione per avere un impatto contro l’odio, altrimenti non diamo un servizio alla verità”.

Ragno violino: dal Centro antiveleni del Gemelli informazioni sui rischi per l’uomo in caso di morso

Thu, 2018-07-19 19:04

In seguito alla vasta eco mediatica che hanno avuto alcuni recenti casi di morsi di ragno violino, il Centro antiveleni della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli – che in questi giorni sta ricevendo numerose telefonate da parte di cittadini allarmati – ha elaborato una scheda informativa per fare chiarezza sulla reale pericolosità di questa specie di ragno e per fugare paure ingiustificate. “Il ragno violino – spiega nella scheda il dott. Maurizio Paolo Soave – è sempre stato presente in Italia e non esistono dati che giustifichino un aumento del livello di attenzione rispetto alla pericolosità dell’esposizione dell’uomo al morso del ragno. Si tratta di un animale schivo e riservato, che non attacca e si difende solo se disturbato”. Soave precisa inoltre che “il ragno violino è da sempre presente nel Lazio e in Italia e casi di morsi sono da sempre raccolti e documentati dai Centri antiveleni”. Il morso di questo aracnide è potenzialmente mortale? “Nel 2015 e nel 2017 si sono verificati due decessi in Italia che, inizialmente attribuiti al morso di un ragno violino, sono stati poi riconosciuti come causati dalle gravi patologie preesistenti dei due pazienti – spiega Soave -. Non esistono quindi al momento dati che comprovino che il morso del ragno violino è potenzialmente mortale per individui sani”.
Il morso del ragno violino “può provocare una lesione della cute di tipo emorragico e necrotico”, simile a quelle provocate da altri ragni, api vespe, calabroni o animali marini. “Non esistono antidoti o trattamenti farmacologici specifici per il morso di ragno violino – prosegue Soave -; nei rari casi in cui si manifestano lesioni significative (necrosi) il trattamento è supportivo e sintomatico e farmacologico attraverso antibiotici e cortisonici”. Soave sottolinea che “non è assolutamente appropriato allarmarsi recandosi nei pronti soccorso, dal momento che nella stragrande maggioranza dei casi il morso provoca fenomeni locali di scarso significato clinico, come arrossamento, prurito e irritazione”. Il consiglio è quello di consultare un Centro antiveleni descrivendo le circostanze dell’esposizione e i segni e sintomi eventualmente presenti. “Solo successivamente – conclude Soave – e in alcuni casi potrà essere necessaria la visita medica”.

Siria: Unicef, “nel sud del Paese, a Quneitra, 55mila bambini fuori dall’assistenza umanitaria”

Thu, 2018-07-19 19:02

La situazione nel sud della Siria continua ad essere drammatica. “Dopo una recente ondata di violenze nel sud della Siria, si stima che fino a 180.000 persone siano scappate – afferma oggi Geert Cappelaere, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa -. Secondo l’Unicef circa la metà sono bambini. Stando alle ultime notizie, molti di questi bambini, circa 55mila, e le loro famiglie continuano a non ricevere assistenza umanitaria salva vita di base”. Cappelaere sottolinea che “negli ultimi anni l’accesso umanitario in Siria è stato gravemente limitato, condizionato e a volte completamente negato e di conseguenza le vite di molti bambini sono state perse”. “Il rifiuto dell’accesso umanitario ai bambini – prosegue – è una delle sei gravi violazioni dei diritti dei bambini, secondo le priorità del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Le parti in conflitto che negano deliberatamente e arbitrariamente l’accesso umanitario saranno ritenute responsabili”. Una notizia positiva arriva da due villaggi da tre anni sotto assedio a Idlib, dove dopo due anni di limitazioni, ora i bambini e le famiglie possono lasciare i villaggi per posti più sicuri. “Nonostante le sfide, gli operatori umanitari continuano a garantire assistenza salvavita essenziale ai più vulnerabili in Siria – aggiunge Cappeleare -. Le continue notizie di attacchi contro gli operatori umanitari sono estremamente preoccupanti. Non sono un obiettivo, ma devono essere sempre protetti. In Siria, ci sono circa 6 milioni di bambini che hanno bisogno di assistenza. A nome di tutti loro, l’Unicef chiede un accesso tempestivo, duraturo, sicuro, senza impedimenti per raggiungere tutti i bambini che hanno bisogno di aiuto ovunque essi si trovino in Siria. E chiede a tutti i membri del Consiglio di sicurezza di continuare a fare pressione sulle parti coinvolte nel conflitto, così da consentire alle organizzazioni umanitarie e agli operatori umanitari di svolgere il proprio lavoro in Siria, protetti e senza condizioni”.

Migranti: mons. Staglianò (Noto), “risorga la nostra umanità”

Thu, 2018-07-19 19:02

“Di fronte alla crisi sociale e umana del fenomeno migratorio, risorga splendente la nostra umanità, l’uomo si rialzi. Non è per nulla un ammonimento predicatorio del ‘pastore d’anime’, ma piuttosto una richiesta politica di un cittadino italiano”. A parlare è mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto, intervenendo, in qualità di delegato della Conferenza episcopale siciliana per le migrazioni, sulla questione dei migranti e sulle scelte messe in atto dal governo.  In particolare, Mons. Stagliano’ chiarisce il suo pensiero circa il “prima gli italiani” che è diventato quasi lo slogan della politica migratoria del governo: “I poveri italiani non dovrebbero esistere nella nostra democrazia avanzata – afferma il vescovo -, ma già che esistono, a nostra vergogna, e sono tanti, il governo non si impegna per loro ‘prima’, ma per loro si impegna ‘sempre’. Pertanto, proprio per il dovere politico del servizio al bene comune, è uno sbaglio logico mettere in rapporto i poveri italiani con i poveri africani, quel ‘prima’ e quel ‘dopo’, non ha senso, se non ‘populisticamente’ . E sul populismo c’è da osservare che non è affatto un ascolto dei bisogni del popolo e della gente, quanto piuttosto uno sfruttamento della visceralità che si sviluppa nel disagio sociale per altri scopi”. Mons. Stagliano’ ha quindi esortato ancora a far prevalere apertura e umanità verso coloro che giungono sulle nostre coste, perché siano “sempre e immediatamente accolti per un diritto di umanità. Anzitutto ‘prima’ il diritto di umanità da parte nostra, per ‘restare umani’; e ‘dopo’ il diritto di umanità dei poveri africani che devono essere trattati ‘umanamente’ e accolti come ‘esseri umani’. Restiamo tutti umani quando salviamo la gente, quando la prendiamo in cura dentro relazioni affettive autentiche, quando diventiamo casa accogliente per tutti, quando abbiamo occhi per la miseria di altri e condividiamo il loro dolore”.

Diocesi: Palermo, online il sito sulla visita di Papa Francesco

Thu, 2018-07-19 18:42

È online il sito web sulla visita pastorale di Papa Francesco a Palermo, il prossimo 15 settembre, in occasione del 25° anniversario del martirio del beato don Giuseppe Puglisi. L’indirizzo è: www.papafrancescoapalermo.it. Presenti sul sito, l’intero programma della visita, le informazioni utili per richiedere i pass di accesso al Foro Italico per i fedeli e per gli operatori dell’informazione, una planimetria con i varchi di accesso per partecipare alla celebrazione eucaristica e all’incontro con il Papa a piazza Politeama. La sezione news viene costantemente aggiornata per “informare costantemente sugli eventi in programmazione”. Proposti, inoltre, alcuni approfondimenti per fare conoscere al pubblico le “tante risorse della Chiesa palermitana”. In home-page, due sezioni di fotogallery e di videogallery che documenteranno tutti i momenti dell’evento. Anche i profili social (Facebook,Twitter Youtube e Telegram) saranno aggiornati costantemente. I contenuti sono fruibili attraverso pc, tablet e smartphone, dando la possibilità di collegarsi e navigare da qualsiasi luogo.

Acli: Massa, domani incontro con il presidente Rossini sul “lavoro che cambia”

Thu, 2018-07-19 18:21

Un incontro per parlare del “lavoro che cambia”. Si svolgerà domani, venerdì 20 luglio, nel circolo Acli di Ronchi (Massa), intitolato a Giuseppe Toniolo. Sarà presente il presidente nazionale dell’Associazione dei lavoratori cristiani, Roberto Rossini, che visiterà anche lo stabilimento della Fincantieri. Lo segnala il settimanale della diocesi di Gorizia “Voce isontina”. Nel pomeriggio, nel circolo ronchese, dalle 16.30, il via al convegno sul tema “La dignità e il lavoro che cambia”. Titolo e tema dell’incontro, al quale parteciperanno anche alcuni studiosi e sindacalisti, oltre che lavoratori iscritti alle Acli, “intendono esprimere l’attenzione dell’associazione sulla tematica del lavoro e dei grandi mutamenti in atto”.

Commissione Ue: deferita Ungheria alla Corte di giustizia per “non conformità” delle regole su asilo e rimpatrio. Richiamo anche sulla legge “stop Soros”

Thu, 2018-07-19 16:47

(Bruxelles) La Commissione europea ha deciso oggi di deferire l’Ungheria alla Corte di giustizia dell’Ue per la non conformità della legislazione del Paese in materia di asilo e di rimpatrio con la legislazione dell’Ue. A renderlo noto un comunicato della Commissione che spiega come la decisione odierna sia stata preceduta dalla procedura d’infrazione contro l’Ungheria avviata nel dicembre 2015 e da un parere motivato nel dicembre 2017. La decisione sul deferimento deriva dal fatto che, nonostante le risposte ricevute da Budapest, “la maggior parte delle preoccupazioni sollevate non sono ancora state affrontate”. Tra le cose che si contestano all’Ungheria, le infrazioni nella gestione delle “zone di transito” ai confini esterni, l’impossibilità ad accedere alle procedure di asilo per chi è nel Paese, essendo i migranti irregolari scortati fuori dal Paese anche se vogliono presentare domanda di asilo, o ancora la modalità in cui avvengono i rimpatri. La Commissione ha inoltre inviato a Budapest oggi una “lettera di notifica formale” riguardo la legislazione da poco approvata, la cosiddetta “stop Soros”, che “criminalizza le attività di sostegno a chi richiede asilo o permesso di soggiorno e restringe ulteriormente il diritto alla richiesta di asilo”. Tra gli elementi critici elencati il fatto che si limita così “il diritto dei richiedenti asilo di comunicare con ed essere assistiti da organizzazioni nazionali, internazionali e non governative competenti”.

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