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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 10 min 23 sec ago

Musica sacra: una settimana di concerti nel percorso arabo normanno Unesco in Sicilia

Sat, 2017-12-02 12:20

Monreale, Cefalù e Palermo ospiteranno la Settimana della musica sacra 2017, dal 12 al 17 dicembre. Lo scenario sarà quello del percorso arabo normanno Unesco: oltre al duomo di Cefalù e di Monreale, i concerti si svolgeranno anche nella cattedrale di Palermo, alla Cuba e alla Zisa. Primo appuntamento, martedì 12 dicembre, alle 21, con l’Orchestra sinfonica siciliana, a Monreale, impegnata in un concerto col Coro del Teatro Massimo di Palermo. Eseguiranno la Sinfonia n. 9 in re minore di Anton Bruckner e il “Te Deum”. L’indomani saranno riproposti nel duomo di Cefalù e giovedì nella cattedrale di Palermo. Sempre il duomo di Monreale, invece, ospiterà mercoledì 13 e giovedì 14, alle 21, “Una promessa per la pace” di Karl Jenkins con l’Orchestra Giovanile Siciliana e “O dulcis virgo Maria”, musica per contralto, nel barocco sacro. Venerdì 15, alle 21, i concerti si spostano al Castello della Zisa, a Palermo, dove saranno protagonisti “i ritmi e le melodie del Mediterraneo”. Doppio appuntamento, sabato 16: alla Cuba, a Palermo, in scena “musica e danza dal Maghreb” con Nour Eddine Fatty, mentre nel duomo di Monreale sarà proposto il recital organistico “L’organo di Monreale” di Diego Cannizzaro. La cittadina normanna ospiterà anche la conclusione della Settimana. Domenica 17, alle 21, nel duomo, “Requiem in re minore KV626 per archi” di Wolfgang Amadeus Mozart, eseguito da Gli Archi Ensemble.

Papa in Bangladesh: incontro con i giovani, “parlate con i vostri genitori e nonni, non passate tutta la giornata al cellulare”

Sat, 2017-12-02 12:17

“Parlate con i vostri genitori e nonni; non passate tutta la giornata col cellulare, ignorando il mondo attorno a voi!”. Nella parte finale del discorso rivolto ai giovani del Bangladesh, il Papa ha sottolineato che la loro cultura “insegna a rispettare gli anziani”, che “portano con sé la memoria e la sapienza esperienziale, che ci aiuta ad evitare di ripetere gli errori del passato”. “Gli anziani hanno il carisma di colmare le distanze, in quanto assicurano che i valori più importanti vengano tramandati ai figli e ai nipoti”, ha detto Francesco tornando sul tema della continuità delle generazioni, a lui molto caro: “Attraverso le loro parole, il loro amore, il loro affetto e la loro presenza, comprendiamo che la storia non è iniziata con noi, ma che siamo parte di un antico ‘viaggiare’ e che la realtà è più grande di noi”. “La sapienza di Dio rafforza in noi la speranza e ci aiuta ad affrontare il futuro con coraggio”, ha concluso il Papa: “Noi cristiani troviamo questa speranza nell’incontro personale con Gesù nella preghiera e nei Sacramenti, e nell’incontro concreto con Lui nei poveri, nei malati, nei sofferenti e negli abbandonati”. “Dio benedica il Bangladesh”, il saluto finale ai giovani: “I vostri volti sono pieni di gioia e di speranza: gioia e speranza per voi, per il vostro Paese, per la Chiesa e per le vostre comunità”.

Papa in Bangladesh: incontro con i giovani, quando diciamo “come dico io o arrivederci” rimaniamo “intrappolati”

Sat, 2017-12-02 12:15

“È triste quando cominciamo a chiuderci nel nostro piccolo mondo e ci ripieghiamo su noi stessi”. Dialogando con i giovani nel suo ultimo appuntamento pubblico prima del congedo dal Bangladesh, il Papa ha spiegato che quando facciamo nostro il principio del “come dico io o arrivederci” rimaniamo “intrappolati, chiusi in noi stessi”: “Quando un popolo, una religione o una società diventano un piccolo mondo, perdono il meglio che hanno e precipitano in una mentalità presuntuosa, quella dell’‘io sono buono, tu sei cattivo’”. “La sapienza di Dio ci apre agli altri”, ha detto Francesco: “Ci aiuta a guardare oltre le nostre comodità personali e le false sicurezze che ci fanno diventare ciechi davanti ai grandi ideali che rendono la vita più bella e degna di esser vissuta”. “Sono contento che, insieme ai cattolici, ci siano con noi molti giovani amici musulmani e di altre religioni”, l’apprezzamento del Papa: “Col trovarvi insieme qui oggi mostrate la vostra determinazione nel promuovere un clima di armonia, dove si tende la mano agli altri, malgrado le vostre differenze religiose”. A questo proposito, il Papa ha citato un’esperienza a Buenos Aires, “in una nuova parrocchia situata in un’area estremamente povera”: “Un gruppo di studenti stava costruendo alcuni locali per la parrocchia e il sacerdote mi aveva invitato ad andare a trovarli. Così andai e quando arrivai in parrocchia il sacerdote me li presentò uno dopo l’altro, dicendo: ‘Questo è l’architetto, è ebreo, questo è comunista, questo è cattolico praticante’. Quegli studenti erano tutti diversi, ma stavano tutti lavorando per il bene comune. Erano aperti all’amicizia sociale e determinati a dire no a tutto ciò che avrebbe potuto distoglierli dal proposito di stare insieme e aiutarsi a vicenda”.

Salute mentale: card. Turkson (Santa Sede), “non deve creare fossati individuali né impedire rapporti di autentica carità cristiana con chi ne soffre”

Sat, 2017-12-02 11:43

“La malattia mentale non deve creare fossati individuali né impedire rapporti di autentica carità cristiana con chi ne soffre. Infatti come cristiani siamo coscienti di trovare specialmente nei malati mentali la preziosa immagine di Dio”. Lo ha ribadito questa mattina il card. Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, nella sua prolusione al convegno “La Chiesa e la salute mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità” organizzato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e dal Tavolo nazionale per la salute mentale, in collaborazione con l’Aippc. Riferendosi ai malati psichici, il card. Turkson ha fatto riferimento alla “cultura dello scarto” più volte denunciata da Papa Francesco. “Nella dottrina sociale della Chiesa – ha ricordato – c’è un frutto particolarmente significativo del lungo cammino del popolo di Dio: la difesa della vita in tutte le sue fasi, in particolare della vita sofferente, del lavoro dignitoso, della famiglia e dell’educazione”. Il prefetto ha parlato del “problema della malattia mentale” evidenziando come “i disturbi mentali colpiscono con maggiore frequenza le popolazione sfavorite dal punto di vista intellettuale, culturale ed economico”. “In un certo senso – ha ammonito – si può parlare di una guerra dei potenti contro i deboli. La vita – che in ragione della fragilità che la caratterizza richiederebbe più accoglienza, amore e cura – è ritenuta inutile o considerata un peso insopportabile e quindi rifiutata in molte maniere”. Ma “chi con la sua malattia, handicap, o più semplicemente con la sua presenza mette in discussione il benessere o le abitudini di vita di quanti sono più avvantaggiati tende ad essere visto come un nemico da cui difendersi o da eliminare”. “Questo – ha denunciato – può avvenire anche tenendo queste persone ferite in qualche recinto magari dorato o nelle riserve del pietismo e dell’assistenzialismo perché non intralcino il ritmo del falso benessere”. Turkson ha poi citato la Caritas in veritate e la Gaudium et spes. E si è soffermato sulla “dignità della persona umana, che non proviene da un governo o da un giudizio di qualche consiglio ma dalla creazione stessa di Dio. Qualcosa che ogni uomo ha, che ogni uomo condivide con l’altro”. Un passaggio è poi stato dedicato “all’unità dell’uomo”. “L’uomo – ha notato – è uno nella misura in cui è in comunione con Dio e se perde la comunione con Dio perde anche l’unità interiore sia con se stesso sia con l’altro”. “Né malattie né sofferenze – ha continuato – possono ridurre la dignità delle persone”. Riferendosi alla Laudato si’, il cardinale ha raccontato che quando è stata definita una prima bozza dell’enciclica alcuni medici e scienziati hanno chiesto se era stato valutato l’impatto dell’ambiente su malattie e salute. Anche perché “c’è un grande deterioramento della nostra casa comune che è causa di condizioni patologiche che determinano il sorgere e il diffondersi di malattie anche mentali”. Ribadendo che “l’attuale sistema è insostenibile”, Turkson ha rilevato che “la maggior parte di uomini e donne del nostro tempo vivono una quotidiana precarietà con conseguenze funeste. Aumentano alcune patologie, anche le malattie mentali, il timore e la disperazione persino nei cosiddetti Paesi ricchi. La gioia di vivere frequentemente si spegne”. “Parlare della malattia mentale significa parlare della sofferenza che le è sottesa” ma “anche la più atroce sofferenza può essere visitata dalla speranza ad opera di Dio”.

Opere sociali don Bosco: Sesto San Giovanni, al via l’8 dicembre l’anno di celebrazioni per il 70° di presenza

Sat, 2017-12-02 11:31

Il prossimo 8 dicembre, con la celebrazione della solennità liturgica dell’Immacolata Concezione, prende il via il 70° di presenza a Sesto San Giovanni delle Opere sociali Don Bosco (Osdb). Tutto iniziò quando, su iniziativa del cardinale Ildefonso Schuster, l’8 dicembre 1948 un piccolo gruppo di salesiani provenienti dalla comunità di Milano, guidati da don Francesco Beniamino Della Torre, si insediò al quartiere Rondinella avviando in una piccola baracca di fortuna il primo oratorio. Il contributo del senatore Enrico Falck, imprenditore e titolare delle omonime acciaierie, consentì di posare la prima pietra di quelle che diventarono le Osdb. Per celebrare questo importante anniversario, dall’8 dicembre 2017 all’8 dicembre 2018 si terrà a Sesto San Giovanni una serie di eventi e iniziative che avranno al centro Don Bosco e i giovani. Slogan prescelto “Don Bosco all’opera”. Tra i temi trattati Giovani e lavoro, famiglia, sport, spiritualità, politica. “In tal modo – spiega un comunicato – si coglierà la fortunata coincidenza tra il Sinodo dei Giovani” indetto proprio nell’ottobre 2018 e il desiderio, “proprio già di don Bosco, di considerare i giovani come dei protagonisti e non come dei meri spettatori”. Tra gli eventi in calendario, il 22 dicembre una giornata di studio riservata ai docenti, “Il mondo giovanile in Italia. Contesto sociale e rapporto con la scuola” e il 31 gennaio, memoria liturgica di san Giovanni Bosco, la Messa presieduta in duomo dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini. Questi i numeri delle Osdb a Sesto: 2.540 studenti (540 scuole medie, 500 formazione professionale, 1.400 superiori, 100 Its), 200
collaboratori, 2 parrocchie, 1 oratorio, 800 ragazzi che frequentano la catechesi, 500 aderenti ad associazioni sportive parrocchiali, 100 volontari Caritas, su una popolazione di circa 18 mila abitanti (di cui 6 mila stranieri).

Bolivia: manifestazioni contro la ricandidatura di Morales e alla vigilia del voto per i giudici. Il vescovo di Sucre invita alla calma

Sat, 2017-12-02 11:03

Situazione tesa in Bolivia alla vigilia delle prime elezioni popolari dei giudici e a due giorni di distanza dalla decisione del Tribunale Costituzionale, che ha disconosciuto il risultato del referendum del febbraio 2016, consentendo al presidente Evo Morales di ricandidarsi nel 2019, a dispetto del dettato costituzionale. Diverse manifestazioni, represse dalle forze dell’ordine, si sono svolte in questi giorni a La Paz e a Santa Cruz de la Sierra. Con riferimento in particolare alle elezioni giudiziarie, è intervenuto oggi l’arcivescovo di Sucre, mons. Jesús Juárez, che ha dichiarato all’agenzia boliviana Fides: “Di fronte ai fatti violenti che abbiamo vissuto e visto in televisione, sia a La Paz che a Santa Cruz, e trovandoci già alla vigilia delle elezioni dei magistrati, rivolgo un appello alla serenità, alla tranquillità e al rispetto. Soprattutto rivolgo un appello alla coscienza di ciascuno perché si possa esercitare questo dovere di cittadini”. Secondo mons. Juárez il voto per l’elezione dei giudici dev’essere svolto “con responsabilità, con consapevolezza, ma soprattutto senza pressioni”. Ed ha concluso invitando a tenere separati potere esecutivo e giudiziario: “La giustizia è per tutti e dev’essere imparziale”, ha sottolineato.

Salute mentale: don Arice (Cottolengo), “doveroso e urgente dare risposte concrete alle persone malate e alle loro famiglie”

Sat, 2017-12-02 10:31

“È doveroso e urgente dare risposte concrete alle persone malate e alle loro famiglie sia nella ricerca di percorsi di cura che di accompagnamento e sostegno dei pazienti”. Lo ha affermato questa mattina don Carmine Arice, superiore generale del “Cottolengo”, intervenendo a Roma al convegno “La Chiesa e la salute mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità” organizzato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e dal Tavolo nazionale per la salute mentale, in collaborazione con l’Aippc. Don Arice ha sottolineato come “anche in Italia aumentano persone con problemi di sofferenza psichiatrica” evidenziando come sia “grave la situazione nel nostro Paese”. “Le malattie della mente – ha spiegato – stanno praticamente diventando la prima causa di disabilità”. “Inoltre – ha aggiunto – aumentano le malattie neurodegenerative e, conseguentemente, gli anziani disabili non autosufficienti”. Secondo il sacerdote, “lo stigma verso il malato psichico è ancora molto presente e di conseguenza lo è anche nei confronti della sua famiglia che gradualmente viene a trovarsi in un mondo desertificato nei rapporti sociali, amicali e anche parentali”. Don Arice ha poi ricordato che “nei tempi recenti l’attenzione della comunità ecclesiale italiana per la salute mentale è cresciuta”: non solo per “far presente l’urgenza del problema” ma famiglie religiose e diocesi “hanno attivato centri di ascolto e servizi di accoglienza per il disagio mentale”. Le Residenze sanitarie assistenziali ecclesiali “che si occupano di persone affette da disturbi mentali sono oltre 160 – ha notato don Arice – senza contare ospedali generali o presidi sanitari che hanno reparti per la cura di malattie psichiatriche in fase acuta”. Il superiore generale del “Cottolengo” ha poi evidenziato come sia fondamentale “non isolare il diverso” ma “promuovere una cultura della presenza”. Inoltre, “occorre favorire adeguatamente la ricerca scientifica” e “sostenere e accompagnare le famiglie nel loro percorso”. “L’attenzione alle famiglie – ha ammonito – è una priorità”. Ribadita “la necessità di un’adeguata e integrale formazione degli operatori sanitari e pastorali”, don Arice ha rilevato infine l’importanza di “promuovere una salute integrale del paziente psichiatrico”.

Salute mentale: Lorenzin (ministro), “il nostro Paese ha sempre dimostrato sensibilità nonché una specifica attenzione verso tali problematiche”

Sat, 2017-12-02 10:25

“È sempre più condiviso e scientificamente supportato il fatto che la salute mentale rappresenti uno dei fattori principali che concorrono alla determinazione della salute e del benessere generale della popolazione”. Lo afferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in un messaggio inviato ai partecipanti al convegno “La Chiesa e la salute mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità”, in corso a Roma, organizzato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e dal Tavolo nazionale per la salute mentale, in collaborazione con l’Aippc. Il ministro ricorda che “in Italia gli utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici nel corso del 2015 ammontano a più di 700mila unità, di cui il 54,4% dei casi di sesso femminile”. “La composizione per età – aggiunge – riflette l’invecchiamento della popolazione, con un’ampia percentuale dei presenti al di sopra dei 45 anni (66,1%). Per Lorenzin, “il nostro Paese ha sempre dimostrato sensibilità nonché una specifica attenzione verso tali problematiche”. “Una delle attività di maggior impatto negli ultimi anni è stata l’elaborazione del piano nazionale di azioni per la salute mentale” con lo “scopo di rilanciare le azioni prioritarie nel settore, implementare le buone pratiche con particolare riferimento agli interventi per la depressione, per la continuità della presa in carico e del sostegno alle famiglie”. “Ognuno di noi – ammonisce il ministro – è chiamato a fare la sua parte per raccogliere le istanze di queste persone oppresse dalla sofferenza psichica, dall’isolamento e dallo stigma”.

Salute mentale: card. Montenegro (Cei), “malati marchiati di discredito e vergogna, atteggiamento purtroppo presente anche nelle comunità ecclesiali”

Sat, 2017-12-02 10:05

“Il malato mentale è un problema sociale ma purtroppo è stato marchiato di discredito e vergogna. Oltre alla sofferenza legata alla malattia deve sperimentare ulteriori disagi quali la riduzione della qualità della vita, una più bassa autostima e stima della comunità. Atteggiamento che purtroppo è presente anche all’interno delle comunità ecclesiali che anziché alzare fasce protettive emarginano tali ammalati e le loro famiglie creando riserve di pietismo e forme di assistenzialismo che significano più sicurezza per i menbri delle comunità che attenzione caritativa per i malati”. Lo ha affermato questa mattina il card. Francesco Montenegro, presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute della Cei, intervenendo a Roma al convegno “La Chiesa e la salute mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità” organizzato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e dal Tavolo nazionale per la salute mentale, in collaborazione con l’Aippc. Montenegro ha ricordato che “la centralità di ogni uomo è valore indiscutibile e non negoziabile”. Un’affermazione messa in discussione da una “società selettiva e ghettizzante che ha una visione sull’uomo riduttive e distorte tanto da affermare pacificamente che ciò che è tecnicamente fattibile è per ciò stesso moralmente ammissibile”. Il cardinale ha ricordato che “per il cristiano il malato è icona di Cristo”. E rivolgendosi ai profesionisti presenti ha invitato a “umanizzare sempre più l’aspetto assistenziale”.

Avvento: al Policlinico Gemelli Messe in diretta ogni mattina su Tv2000. E la domenica anche su Rete 4

Sat, 2017-12-02 09:56

Per tutto il periodo di Avvento, a partire da domenica 3 dicembre fino a domenica 24 dicembre, ogni giorno alle ore 8.30 saranno trasmesse in diretta su Tv2000 (la domenica mattina anche alle 10 su Rete4) le celebrazioni eucaristiche dalla cappella san Giuseppe Moscati del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma in collaborazione con il Centro pastorale dell’Università Cattolica e la Cappellania del Gemelli. Come è ormai tradizione, in occasione dell’Avvento, grazie alla collaborazione con l’emittente televisiva della Cei, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Fondazione Policlinico Gemelli vogliono offrire una testimonianza di preghiera e di vicinanza a tutti coloro che seguono da casa, dai reparti dell’ospedale o da altre strutture sanitarie. “L’Eucaristia è il segno per eccellenza della condivisione e della solidarietà che Gesù ha lasciato ai suoi discepoli perché facciano altrettanto – afferma mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo -. La Santa Messa celebrata nella cappella del Policlinico Gemelli vuole ricordare a tutti che seguendo Gesù siamo chiamati a farci carico dei più deboli e sofferenti, utilizzando le più avanzate conoscenze scientifiche e testimoniando una cura davvero caritatevole. La malattia spesso sconvolge la vita delle persone e spezza la loro esistenza – prosegue Giuliodori -, ma se vissuta alla luce dell’Eucaristia, sia per il malato che per i sanitari, può diventare occasione di vera crescita umana e cristiana. Fare assieme questo cammino di Avvento ci aiuterà a prepararci meglio al Santo Natale e ad accogliere il Bambino Gesù che viene per portare consolazione e speranza a tutti gli uomini e, in particolare, a coloro che sono provati dalla malattia”. Le celebrazioni potranno essere seguite in diretta streaming anche dal sito istituzionale.

Papa in Bangladesh: incontro clero, “distinguere il seme buono da quello cattivo”

Sat, 2017-12-02 09:35

“La vocazione è un seme da far crescere e curare con tenerezza facendo attenzione al diavolo che semina zizzania e pregando per distinguere il seme buono da quello cattivo”. Lo ha detto il Papa, che incontrando 1.500 religiosi, sacerdoti, consacrati, seminaristi e novizie nella chiesa del Santo Rosario ha consegnato il testo scritto e ha parlato a braccio, in spagnolo. “Nelle vostre comunità di vescovi, preti, religiosi e religiose, seminaristi – alcune delle parole a braccio riferite da Radio Vaticana – state attenti alla divisione causata dalle chiacchiere, nemiche dell’armonia, e se avete qualcosa da dire ad un confratello, fatelo faccia a faccia”. “Niente facce tristi, anche nel dolore e nelle difficoltà”, ha concluso il Papa: “cercate la pace e trovate la gioia”. L’ultima giornata di Francesco in Bangladesh si è aperta con la Messa in privato, dopo la quale il Papa ha lasciato la nunziatura apostolica in auto per raggiungere la “Casa di Madre Teresa”, che sorge nel quartiere di Tejgaon nel complesso parrocchiale della Holy Rosary Church che comprende l’antica Chiesa portoghese e ospita anche due cimiteri cristiani. E’ il cuore missionario del Bangladesh, quella Tejgaon dove nel 1580 i padri agostiniani portoghesi ottennero dal governatore imperiale, il permesso a costruire una chiesa e i mercanti lusitani dei negozi. Il Papa ha benedetto le tombe dove riposano molti missionari e, all’interno della Casa delle suore di Madre Teresa, ha abbracciato e salutato alcuni degli ospiti, orfani e malati. Quindi il passaggio nella Chiesa del Santo Rosario per il primo incontro della giornata.

 

Papa in Bangladesh: incontro clero, “il sacerdozio e la vita religiosa non sono carriere”

Sat, 2017-12-02 09:31

“Il sacerdozio e la vita religiosa non sono carriere. Non sono veicoli per avanzare. Sono un servizio, una partecipazione all’amore di Cristo che si sacrifica per il suo gregge”. Lo scrive il Papa, nel discorso consegnato ma non pronunciato durante l’incontro con il clero con cui si è aperta l’ultima giornata in Bangladesh. “Le nostre vite non ci appartengono”, prosegue Francesco: “Non siamo più noi che viviamo, ma Cristo vive in noi. Incarniamo questa compassione quando accompagniamo le persone, specialmente nei loro momenti di sofferenza e di prova, aiutandole a trovare Gesù”. “Sono particolarmente grato perché in tanti modi molti di voi sono impegnati nei campi dell’impegno sociale, della sanità e dell’educazione, servendo alle necessità delle vostre comunità locali e dei tanti migranti e rifugiati che arrivano nel Paese”, l’apprezzamento del Papa: “Il vostro servizio alla più ampia comunità umana, in particolare a coloro che si trovano maggiormente nel bisogno, è prezioso per edificare una cultura dell’incontro e della solidarietà”. “Non lasciatevi mai scoraggiare dalle vostre mancanze o dalle sfide del ministero”, l’esortazione del Papa, che ha ricordato come “la forza dell’amore di Cristo prevale sul male e sul Principe della menzogna, che cerca di trarci in inganno”. “Non scoraggiatevi mai, perché la pazienza del Signore è per la nostra salvezza”, conclude Francesco.

Papa in Bangladesh: incontro clero, “siete come il granello di senape”

Sat, 2017-12-02 09:30

“La Comunità cattolica in Bangladesh è piccola. Ma siete come il granello di senape che Dio porta a maturazione a suo tempo”. E’ la fotografia scattata dal Papa nel discorso scritto, ma non pronunciato, in occasione dell’incontro con circa 1.500 sacerdoti, religiosi, religiose, consacrati, seminaristi e novizie alla Holy Rosary Church, chiesa cattedrale dell’arcidiocesi di Chittagong. “Mi rallegro di vedere come questo granello stia crescendo e di essere testimone diretto della fede profonda che Dio vi ha dato”, prosegue Francesco citando i “ missionari devoti e fedeli che hanno piantato e curato questo granello di fede per quasi cinque secoli”. “Vedo anche molte vocazioni nate in questa terra”, l’omaggio: “Sono un segno delle grazie con cui il Signore la sta benedicendo”. Poi il Papa si sofferma sulla preghiera del Rosario, una “magnifica meditazione sui misteri della fede che sono la linfa vitale della Chiesa, una preghiera che forgia la vita spirituale e il servizio apostolico”, che ci esorta “a partecipare alla sollecitudine di Maria nei riguardi di Dio al momento dell’Annunciazione, alla compassione di Cristo per tutta l’umanità quando è appeso alla croce e alla gioia della Chiesa quando riceve il dono dello Spirito Santo dal Signore risorto”. “Rispondere a tale chiamata è un processo che dura tutta la vita”, spiega Francesco al clero del Bangladesh esortandolo alla preghiera, anche quando le giornate lunghe ci lasciano “stanchi”.

Volontariato internazionale: Focsiv, sono tre donne le vincitrici del Premio

Sat, 2017-12-02 09:24

Sono tre donne le vincitrici della XXIV edizione del Premio Volontariato Internazionale Focsiv 2017 in corso oggi, 2 dicembre (ore 10-13) nell’Aula Magna della John Cabot University a Roma, a Anna Dedola, project manager Cope Iringa – Tanzania,  il Premio Volontario Internazionale; a Khadija Tirha, volontaria in servizio civile per Lvia Italia in Piemonte, il Premio Giovane volontario europeo ed a Alganesc Fessaha, presidente di Gandhi Charity candidata dal Centro missionario di Trento, il Premio Volontario del sud. La cura e il diritto, fin dall’infanzia, a ricevere affetto ed un futuro sostenibile è il fulcro dell’impegno di Anna Dedola ad Iringa, in una delle regioni più povere e colpite dalla piaga dell’Hiv di tutta la Tanzania, per i bambini orfani del Centro Sisi Ni Kesho, per i quali si garantisce una vita il più possibile sana e la possibilità di ricongiungersi con le famiglie di origine o di andare in adozione. L’integrazione e l’inclusione come mezzi per costruire ponti tra le persone è la certezza che sostiene Khadija Tirha, cittadina attiva impegnata in Italia a realizzare una società capace del rispetto reciproco e di una pacifica convivenza sociale tra culture e confessioni diverse. Alganesc Fessaha è invece da anni impegnata nel sostenere i profughi ed i rifugiati. A questi riconoscimenti si affiancano, come nelle scorse edizioni, le Menzioni speciali consegnate al sindaco di Catania, Enzo Bianco, come riconoscimento per la solidarietà dimostrata dalla cittadinanza catanese verso i tanti migranti arrivati nel loro porto dal mare. A John Mpaliza, camminatore di pace, impegnato nel ricordare il dramma vissuto dalla povera popolazione della sua ricca terra di origine: la Repubblica Democratica del Congo; ed al venerabile Alessandro Nottegar, fondatore della Comunità Regina Pacis a Verona, ritirata dalla figlia Chiara. Intervengono, tra gli altri, Gianfranco Cattai, presidente Focsiv; Edoardo Patriarca, presidente del Centro nazionale per il volontariato; don Antonio Rizzolo, direttore di Famiglia Cristiana; Adriano Coni, Rai Responsabilità sociale; Sonia Mondin, presidente Masci. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente Cei, invierà un messaggio.

Diocesi: Caritas Catania, dedicato al volto dei poveri il calendario 2018. Il ricavato servirà per sistemare due strutture concesse dal Comune

Sat, 2017-12-02 09:15

L’edizione 2018 del calendario della Caritas diocesana di Catania è dedicata agli ultimi della città: tema “Il volto dei poveri”. Strutturato con densi contenuti fotografici e impreziosito dai pensieri del Beato Dusmet che accompagneranno fedeli e volontari per tutto il bicentenario della sua nascita (1818-2018), il calendario racconta gli innumerevoli volti della sofferenza e della speranza passati dalle opere segno della Caritas diocesana: le due mense, “Help Center” presso la stazione e “Beato Dusmet” nella parrocchia Resurrezione del Signore a Librino, l’Unità di strada che quotidianamente offre pasti e vestiario ai clochard, il centro ascolto, il microcredito, i gruppi appartamento, l’assistenza legale, la scuola d’italiano, la rete di accoglienza sanitaria, l’orientamento del lavoro. La scelta è stata suggellata dalle parole di Papa Francesco nell’omelia del 19 novembre, Giornata mondiale dei poveri: “Questi fratelli più piccoli, da Lui prediletti, sono l’affamato e l’ammalato, il forestiero e il carcerato, il povero e l’abbandonato, il sofferente senza aiuto e il bisognoso scartato. Sui loro volti possiamo immaginare impresso il suo volto”. Un pensiero condiviso dall’arcivescovo mons. Salvatore Gristina, che ha scritto sulla copertina del calendario: “In occasione del bicentenario della nascita del Beato card. G.B. Dusmet auspico che ciascuno di noi possa prendere coscienza della propria vocazione battesimale riconoscendo in ogni volto umano il volto del proprio fratello e della propria sorella e possa venire incontro ai più bisognosi”. Il calendario è a disposizione di quanti vorranno contribuire con una semplice donazione (segreteria@caritascatania.it). La Caritas diocesana utilizzerà i contributi ricevuti per i lavori di sistemazione di due strutture, concesse in comodato d’uso dal Comune di Catania, nei pressi della stazione centrale.

Diocesi: Perugia-Città della Pieve, anche l’arte a sostegno dell’Emporio della solidarietà “Tabgha”

Sat, 2017-12-02 09:00

Anche l’arte si affianca a realtà ecclesiali e ad associazioni “laiche” impegnate nel sociale per sostenere l’attività dell’Emporio della solidarietà “Tabgha” della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, situato presso il “Villaggio della carità-Sorella Provvidenza” del capoluogo umbro. L’associazione “Rione di Porta Eburnea”, si legge in una nota, “ha promosso un’iniziativa di sensibilizzazione in quest’inizio di periodo natalizio coinvolgendo nel progetto uno dei più noti artisti umbri, il maestro Franco Venanti, che, oltre a caldeggiare l’iniziativa, ha acconsentito all’associazione di realizzare una riproduzione fotografica del suo pregevole dipinto ‘San Francesco ed il lupo’”. Le stampe, a tiratura limitata, firmate dall’autore e custodite in cartelle, sono acquistabili dagli interessati con un contributo volontario di almeno 50 euro, presso l’esercizio commerciale “Tati Store” in via del Circo 19 di Perugia. Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto ad una raccolta fondi per l’Emporio “Tabgha”, che ha avuto il plauso e l’incoraggiamento del card. Gualtiero Bassetti, del sindaco di Perugia, Andrea Romizi, del parroco di Santo Spirito in Porta Eburnea, mons. Saulo Scarabattoli, e del direttore della Caritas diocesana, il diacono Giancarlo Pecetti. “Quest’iniziativa – commenta Pecetti – è un concreto sostegno-gesto di vicinanza della città all’Emporio ‘Tabgha’, in cui l’arte si pone al servizio della carità”. “L’Emporio – ricorda il direttore Caritas – nei primi tre anni di attività ha sostenuto 790 nuclei familiari (attualmente 470) di cui quasi il 25% di cittadini italiani, distribuendo 388 tonnellate di generi alimentari, di prodotti di prima necessità per l’igiene intima e per la casa e di materiale scolastico”.

Notizie Sir del giorno: Papa Francesco chiede perdono ai Rohingya, rapporto Censis, vescovi Bosnia-Erzegovina dopo sentenza Tribunale Aia, sacerdote Taranto assolto in processo Ilva, Giornata Aids

Fri, 2017-12-01 19:30

Papa in Bangladesh: al gruppo di profughi Rohingya, “vi chiedo perdono”

“Cari fratelli e sorelle, noi tutti vi siamo vicini. È poco quello che noi possiamo fare perché la vostra tragedia è molto grande. Ma facciamo spazio nel nostro cuore. A nome di tutti, di quelli che vi perseguitano, di quelli che hanno fatto del male, soprattutto per l’indifferenza del mondo, vi chiedo perdono. Perdono. Tanti di voi mi avete detto del cuore grande del Bangladesh che vi ha accolto. Adesso io mi appello al vostro cuore grande perché sia capace di darci il perdono che chiediamo”. Queste le parole rivolte da Papa Francesco al gruppo di profughi Rohingya al termine dell’incontro interreligioso ed ecumenico avvenuto nel pomeriggio di oggi nel giardino dell’arcivescovado di Dhaka. (clicca qui)

Rapporto Censis: l’Italia è un Paese in cui il futuro è rimasto “incollato” al presente

L’Italia mostra importanti segnali di vitalità, ma non riesce a proiettarsi verso il futuro perché “appare sconnessa, disintermediata, a scarsa capacità di interazione, a granuli via via più fini”. Manca un “ordine sistemico”, si sono disarticolate “le giunture che uniscono le varie componenti sociali”, si è fatto “sviluppo senza espansione economica” e anche “la ripresa registrata in questi ultimi mesi sembra indicare, più che l’avvio di un nuovo ciclo di sviluppo, il completamento del precedente”. È questa la diagnosi complessiva contenuta nelle “considerazioni generali” del 51° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, presentato oggi a Roma. “Il futuro si è incollato al presente”, sintetizza il Censis con una delle sue formule espressive. (clicca qui)

Bosnia-Erzegovina: messaggio dei vescovi dopo la sentenza del Tribunale dell’Aia sulla ex Jugoslavia

“Anche se riteniamo che, dopo il verdetto e la tragica morte di Slobodan Praljak a L’Aia, il silenzio sarebbe l’espressione più appropriata dei nostri sentimenti, sappiamo che, e forse è giusto così, le persone di buona volontà di questo Paese e in particolare i cattolici aspettano la nostra risposta”. Così prende la parola il presidente della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina, il cardinale di Sarajevo Vinko Puljic, anche a nome dei confratelli vescovi della Bosnia, in una lettera datata 30 novembre 2017, all’indomani della sentenza del Tribunale internazionale sulla ex Jugoslavia. “Non vogliamo commentare la sentenza della Corte”, scrivono i vescovi che ribadiscono l’appello “ripetuto durante la guerra, a opporsi e a condannare ogni crimine”. (clicca qui)

Processo Ilva: diocesi di Taranto, don Marco Gerardo assolto perché il fatto non sussiste

“Nell’apprendere che mons. Marco Gerardo, del presbiterio dell’arcidiocesi di Taranto, è stato assolto in secondo grado dall’imputazione di favoreggiamento personale dei signori Archinà e Liberti, nel processo ‘Ambiente svenduto’, perché il fatto non sussiste, l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro e questa curia metropolitana, non possono che esprimere viva soddisfazione”. Lo dichiara don Emanuele Ferro, portavoce dell’arcivescovo di Taranto, in una nota. “Questa sentenza – prosegue la nota – è motivo di serenità per questa Chiesa e per il sacerdote che in questi anni è stato al centro di una durissima prova personale, non solo per le accuse, oggi chiaramente giudicate improprie, ma per l’inesorabile macchina del fango che ha cercato sempre di travolgere lui e di coinvolgere l’intera comunità diocesana”. (clicca qui)

Salute mentale: don Angelelli (Cei), “è un’emergenza nazionale. Dalla Chiesa una risposta efficace”

“La salute mentale è un’emergenza nazionale e lo sarà sempre più. La Chiesa si sta predisponendo a dare un’efficace risposta pastorale”. Lo ha detto al Sir don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute, presentando il convegno “La Chiesa italiana e la salute mentale”, iniziativa Cei, che si svolgerà il 2 dicembre, presso il Palazzo della Cancelleria, a Roma. “Abbiamo chiesto la collaborazione dei 12 principali professionisti, che si occupano di salute mentale in Italia, per fare il punto della situazione. Abbiamo fissato alcuni focus e sono previste tre sessioni. Nella prima verrà descritto lo scenario, seguirà quella con le principali questioni aperte, mentre la terza è più pastorale – ha spiegato il direttore dell’Ufficio Cei -. In base agli esiti di questo incontro potremo sviluppare una progettualità adeguata sul territorio con le nostre strutture”. (clicca qui)

Tratta: suor Bottani (Talitha Kum), “punire clienti e sfruttatori”

“Non basta la liberazione delle donne dai loro sfruttatori. Bisogna accompagnarle e promuovere processi per restituire loro dignità. In modo da rompere le catene interiori, che vincono le relazioni sociali e interpersonali”. Lo ha detto suor Gabriella Bottani, comboniana coordinatrice di Talitha Kum, rete delle religiose contro la tratta, intervenuta oggi pomeriggio al convegno, a Roma, dal titolo “Francesca Cabrini, patrona dei migranti: una santa per l’oggi”, organizzato dal Dicastro per il servizio dello sviluppo umano integrale. “In molti casi non sono organizzazioni criminali ma compagni che mettono sulle strade le donne – ha aggiunto – e padri di famiglia che le cercano sulle strade”. A preoccupare gli operatori sono le possibilità di ricaduta in schiavitù. Un’indicazione anche per quanto riguarda la repressione del fenomeno. “Bisogna punire clienti e sfruttatori. Un fenomeno complesso come la tratta deve trovare risposte complesse e multidimensionali”. (clicca qui)

Aids: nella Giornata mondiale la denuncia e l’impegno delle associazioni

“Nel giorno in cui la comunità internazionale rinnova il suo impegno contro l’Aids, parlare di questa malattia vuol dire ancora parlare di Africa. Oltre 25 milioni di malati di Hiv vivono in questo continente; 3 persone su 4 quattro che muoiono di Aids, muoiono in Africa”. Lo afferma la Comunità di Sant’Egidio in una nota con la quale rinnova il suo impegno con il programma “Dream, che in oltre 15 anni di attività in 11 Paesi africani ha offerto gratuitamente la terapia a 350mila pazienti”. (clicca qui)
Secondo Luciano Squillaci, presidente della Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche), “purtroppo l’Aids è diventato un problema di serie B: l’emergenza sembra essere scomparsa, come se si volesse nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere. I malati si curano oggi e possono anche vivere a lungo, ma i più giovani e anche gli adulti continuano ad infettarsi”. (clicca qui)
Federico Baiocco, responsabile nazionale dei medici dell’Unitalsi, sottolinea invece come “negli ultimi anni le nostre statistiche ci dicono che la presenza di persone con Aids ai nostri pellegrinaggi è in aumento”. Per questo, aggiunge, “abbiamo voluto fornire un’ulteriore formazione proprio su questa malattia e su come interfacciarsi con chi l’ha contratta”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 2 dicembre. Francesco nomina i Rohingya, rapporto Censis, Russiagate

Fri, 2017-12-01 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla visita del Papa in Bagladesh, dove Francesco ha incontrato i profughi Rohingya, li ha chiamati in questo modo, malgrado gli inviti che gli erano stati rivolti a non farlo, e ha chiesto perdono a nome di coloro che li perseguitano. Commenta Mimmo Muolo, vaticanista e inviato al seguito del Pontefice: “E alla fine la parola tanto controversa viene pronunciata: ‘Rohingya’. Con il particolare accento argentino del Papa, ma viene pronunciata. Del resto il portavoce vaticano Greg Burke lo aveva detto prima di partire: ‘In Vaticano non è un termine proibito’. E forse è eccessivo tanto rumore per un vocabolo. Perché in questi giorni di viaggio la questione Rohingya è stata toccata più volte, persino dalla leader birmana Aung San Suu Kyi. Perché il Papa, proprio giovedì a Dacca, aveva già chiesto in loro favore l’intervento della comunità internazionale e riconosciuto il grande sforzo fatto dal Bangladesh. Ma soprattutto perché quello che ieri sera Francesco ha detto e fatto vale molto di più di un nome, per quanto ‘politicamente’ importante. Vale molto di più la sua richiesta di perdono per una catena di violenze di cui non è certamente colpevole, ma che fa in nome e per conto di un’umanità quando non direttamente implicata, sempre più incline a voltare la testa dall’altra parte”. La piccola fotocronaca è per il rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, in cui la ripresa acquista forza, ma sembra che anche il rancore vada diffondendosi. L’editoriale su questo tema è affidato al sociologo dell’Università Cattolica Mauro Magatti. Il grande titolo di taglio è per il cosiddetto Russiagate, con le ammissioni dell’ex consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Flynn, che ora potrebbe anche coinvolgere il presidente Trump nel caso dei rapporti segreti di membri dell’Amministrazione con la Russia. Tra i temi di “Avvenire”, due interventi sulla legge per il fine vita in discussione in Parlamenteo, a firma di Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita, e di Antonio Gambino, presidente di “Scienza e Vita”.

Arresto don Pio Guidolin: arcidiocesi di Catania, “solidarietà alle famiglie delle vittime”. “L’autorità giudiziaria faccia chiarezza”

Fri, 2017-12-01 19:27

L’arcidiocesi di Catania “continua ad esprimere solidarietà alle famiglie delle persone offese ed auspica che anche l’Autorità giudiziaria dello Stato possa fare chiarezza sulla vicenda”. E’ quanto si legge in un comunicato appena diffuso con riferimento alla notizia dell’arresto di don Pio Guidolin. “L’arcidiocesi di Catania – afferma il testo – ha appreso dagli organi di stampa dell’avvenuto arresto del sacerdote Pio Guidolin disposto dalla Procura della Repubblica di  Catania per violenza sessuale su minori”. Venuta a conoscenza delle accuse mosse nei riguardi del  Guidolin, “nel rispetto e nell’osservanza delle deposizioni canoniche in materia”, l’arcidiocesi prosegue il comunicato, “aveva subito adottato nei suoi confronti gli opportuni  provvedimenti cautelari, quali un’indagine previa sui fatti con  immediato allontanamento dalla parrocchia e il non conferimento di altri incarichi ministeriali. Aveva dato, altresì, avvio ad un procedimento penale amministrativo canonico presso il Tribunale ecclesiastico conclusosi con la condanna del Guidolin alla pena della dimissione dallo stato clericale. Avverso tale provvedimento egli ha proposto ricorso, ancora pendente, innanzi la Congregazione per la dottrina della fede”.

“A Sua Immagine”: domani puntata sul viaggio del Papa in Myanmar e Bangladesh. Domenica si festeggiano i 20 anni del programma con mons. Galantino e i volti storici

Fri, 2017-12-01 19:22

Sarà dedicata al racconto dell’importante e delicato viaggio apostolico di Papa Francesco in Myanmar e in Bangladesh la puntata di “A Sua Immagine” che andrà in onda domani, sabato 2 dicembre, alle 15.55 su Rai Uno. Ospiti di Lorena Bianchetti saranno padre Bernardo Cervellera, direttore di Asianews, e Vincenzo Corrado, direttore dell’Agenzia Sir. Alle 16.15 torna poi l’appuntamento con “Le ragioni della speranza”. L’inizio del percorso dell’Avvento coincide con il debutto al commento di mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, che per tutto il mese di dicembre guiderà la rubrica. “In questo primo incontro con la Parola – si legge in una nota – mons. Zuppi ci condurrà nel centro di ascolto Caritas, un luogo caldo e accogliente a pochi passi dall’arcivescovado. Il commento al Vangelo sarà fatto con i poveri della città, gli operatori e con suor Bertilla, instancabile ‘messaggera’ della misericordia di una Chiesa in uscita”. Domenica 3 dicembre “A Sua Immagine”, nato dalla collaborazione tra Rai Uno e Conferenza episcopale italiana, festeggerà i suoi primi 20 anni. Saranno presenti i protagonisti e i volti che hanno fatto la sua storia. Dalle 10.30 in studio, con Lorena Bianchetti, ci saranno padre Raniero Cantalamessa, Rosario Carello, Francesca Fialdini, Ignazio Ingrao, Giulia Nannini, Benedetta Rinaldi e Andrea Sarubbi oltre a mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, e a Laura Misiti, responsabile del programma per la Rai. Alle 10.55 la linea passerà alla Santa Messa che verrà trasmessa dalla chiesa di san Nicola di Bari in Lauria Superiore (Pz). La regia della ripresa televisiva verrà affidata a Michele Todaro, mentre il commento sarà di Elena Bolasco. Al termine, di nuovo in studio per continuare a parlare del compleanno di “A Sua Immagine”, in attesa dell’Angelus recitato alle 12 da Papa Francesco in piazza San Pietro.

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