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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 58 min ago

Giornata mondiale cooperative: Uecoop, ogni anno 13mila nuovi posti nelle coop

Fri, 2018-07-06 12:31

Oltre 13mila nuovi posti di lavoro all’anno dal 2011 ad oggi, da nord a sud della Penisola, una crescita pari all’8%: è quanto è riuscito a creare il sistema delle cooperative negli ultimi sette anni. Il dato emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop con la Camera di commercio di Milano, in occasione della Giornata internazionale delle cooperative che si celebra il primo sabato di luglio e che quest’anno è intitolata “Società sostenibili attraverso la cooperazione”. “La capacità del nostro mondo di creare lavoro – spiega Uecoop – rappresenta una chiave di volta strategica per riportare in equilibrio il sistema sociale italiano messo a dura prova dalla crisi di dieci anni fa e dalla quale non siamo ancora usciti appieno, almeno per quanto riguarda i livelli occupazionali, pur essendoci segnali incoraggianti”. Le cooperative hanno oltre un miliardo di occupati nel mondo, impegnati in diversi settori, che vanno dall’edilizia ai servizi di assistenza sanitaria e sociale, dall’agricoltura al commercio. “Le cooperative svolgono un triplice ruolo – prosegue Uecoop – creano opportunità di lavoro e generano reddito, contribuiscono all’equità sociale e svolgono un ruolo importante nella risposta ai bisogni e nella partecipazione delle comunità alla gestione dei territori”. Uecoop non nasconde che esistono fenomeni di mala cooperazione, che hanno interessato diverse regioni d’Italia, dalla Campania al Veneto, dalla Lombardia alla Sicilia. “Questi fenomeni vanno stroncati per tutelare il buon nome delle cooperative oneste – sottolinea Uecoop – e per far cambiare idea ad esempio a quel 57% degli italiani che ha un’opinione poco o per nulla positiva sulle cooperative di accoglienza rispetto alla gestione dell’immigrazione, secondo l’indagine Uecoop/Ixè”. Obiettivo prioritario, in questo senso, è “il rispetto delle regole e della trasparenza, come vuole il nostro codice etico”, conclude Uecoop.

Diocesi: Termoli-Larino, “Agorà 2018”, dialoghi e musica per parlare di santità

Fri, 2018-07-06 11:41

Storie di santità messe in piazza. È quanto è accaduto ieri sera a Termoli. Piazza Duomo ha ospitato la prima serata di “Agorà – germogli di vita”, iniziativa della diocesi di Termoli-Larino nata per presentare e condividere i temi, le attività e le iniziative realizzate sul territorio abbinandole a forme espressive capaci di richiamare un pubblico vasto e variegato seguendo l’indicazione di Papa Francesco di promuovere con impegno e sensibilità sempre più una “Chiesa in uscita” che abita il vivere quotidiano. “Più vivi, più umani. È possibile essere santi oggi?” è stata la domanda che ha fatto da filo conduttore alla serata-incontro, curata dalla Consulta dei laici. L’appuntamento, incentrato sulla santità, ha offerto l’occasione di approfondire i contenuti dell’esortazione apostolica di Papa Francesco “Gaudete et Exultate”, attraverso storie di vita quotidiana e momenti di riflessione e confronto. Sul palco di piazza Duomo la giornalista Annachiara Valle, vaticanista di Famiglia Cristiana, e la cantautrice Chiara Grillo, accompagnata da tre musiciste. “La santità – questo il senso della serata – è l’avventura di chi non si accontenta di un ‘esistenza mediocre. Santi sono gli uomini e le donne che non sono sugli altari, ma sono persone che hanno percorso nel loro quotidiano questo cammino di vivere abitualmente alla presenza di Dio, senza grandi clamori o segni, semplicemente, nell’ordinarietà; persone che, pur se non si vedono, esistono. In particolare di fronte alle prove della vita sanno dare ragione della speranza”. Quattro le storie che si sono intrecciate nel corso della serata. Dalle difficoltà nella malattia e nel dolore incontrate e affrontate con fede e speranza da una giovane coppia nel primo anno di matrimonio, alla testimonianza di una mamma di una casa famiglia, agli sposi che hanno intrapreso la strada dell’adozione di un bambino fino ai rischi e alle dipendenze dalle nuove tecnologie con una singolare lettera al cellulare. “Agorà 2018 – germogli di vita” prosegue questa sera, alle 21.30, sempre in piazza Duomo a Termoli.

Diocesi: Termoli-Larino, oggi i giovani porteranno in piazza il Vangelo attraverso le arti circensi

Fri, 2018-07-06 11:41

Continua in piazza Duomo, a Termoli, l’Agorà della diocesi di Termoli-Larino che, quest’anno, ha come tema “Germogli di vita”. Questa sera, venerdì 6 luglio, alle 21.30, si svolgerà l’iniziativa curata dalla Caritas diocesana “Metti in circo(lo) il tuo amore”. L’evento prevede animazione in piazza e il coinvolgimento dei ragazzi delle comunità parrocchiali del territorio, che nei giorni scorsi hanno seguito un percorso di preparazione alle attività. Acrobatica, giocoleria, clown, le arti circensi diventano un mezzo per comunicare il Vangelo. I linguaggi usati saranno quelli dei giovani in vista anche del prossimo Sinodo dei vescovi a loro dedicato. “Un’occasione per ricordare che i giovani possono e devono essere al centro della pastorale così da poter diventare testimoni con i loro coetanei di una vita piena, vissuta all’insegna della condivisione, della solidarietà e dello stare insieme”, si legge in una nota della diocesi.

Don Mazzolari: Parigi, il 29 novembre convegno nella sede dell’Unesco. Mons. Follo (Osservatore Santa Sede), “educò alla pace”

Fri, 2018-07-06 11:30

Un convegno su don Primo Mazzolari nella sede principale dell’Unesco, a Parigi. Si svolgerà, giovedì 29 novembre, dalle 15, nella sede di Avenue de Suffren. A organizzarlo, la Missione della Santa Sede presso l’Unesco e la diocesi di Cremona, in collaborazione con la Fondazione “Don Primo Mazzolari”. L’incontro, dal titolo “Il messaggio e l’azione di pace di don Primo Mazzolari (1890-1959)”, sarà anticipato da un videomessaggio di Papa Francesco. Il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, terrà la relazione principale. Dopo i saluti di mons. Francesco Follo, Osservatore permanente della Santa Sede, e di mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, il direttore generale aggiunto, Xing Qu, presenterà il punto di vista dell’Unesco sul tema dell’evento. Interverranno anche Guy Coq, presidente d’onore dell’associazione “Amis d’Emmanuel Mounier”, Mariangela Maraviglia, membro del comitato scientifico della Fondazione “Don Primo Mazzolari” e don Bruno Bignami, presidente della stessa Fondazione. “Lo scopo dell’evento è mostrare l’attualità del contributo di questo noto sacerdote cremonese al dialogo della Chiesa con il mondo – spiega mons. Follo –, evidenziando in particolare come don Primo Mazzolari offra importanti suggerimenti teorici e pratici per un’opera di educazione alla pace, essenziale per l’eradicazione della povertà. Tematiche essenzialmente collegate alla mission dell’Unesco e che sono nel solco del magistero e dell’azione di Papa Francesco”.

Nicaragua: ieri altri tre giovani uccisi a Leon. Lunedì riprende il dialogo nazionale

Fri, 2018-07-06 11:27

Si allunga il tragico elenco delle vittime della repressione delle forze governative in Nicaragua. Nella giornata di ieri padre Victor Morales, parroco della chiesa di San Pedro a León, ha denunciato l’uccisione di tre giovani nel quartiere indigeno di Sutiava, e il ferimento di molti altri, in seguito a un attacco delle forze speciali contro i manifestanti. Il vescovo, mons. Bosco Vivas, in una nota parla di “violenza ingiustificata”. Forte condanna è stata espressa anche dal cardinale Leopoldo Brennes, arcivescovo di Managua. Si va così verso la conclusione di una settimana che è stata caratterizzata da nuove violenze. Tra martedì e mercoledì, a La Trinidad. L’attacco dei paramilitari ha provocato almeno una vittima; fatto seguito da un vero e proprio prolungato assedio alla chiesa, dove la popolazione terrorizzata aveva trovato rifugio. Dal 18 aprile il bilancio delle vittime delle repressioni è salito a 315 persone circa.
Intanto ieri è stato comunicato che lunedì prossimo due delle commissioni costituite nell’ambito del dialogo nazionale, quelle sulla verifica e sicurezza e quella elettorale, torneranno a riunirsi.
“Il popolo sappia che noi vescovi stiamo facendo tutto quello che è possibile per sostenere il dialogo nazionale”, ha detto mercoledì a conclusione dell’incontro della Conferenza episcopale nicaraguense (Cen), il vescovo di Matagalpa, mons. Rolando Álvarez, conversando con i giornalisti all’uscita del seminario di Nostra Signora di Fatima, a Managua. Nel video diffuso dal Canal Católico del Nicaragua, il vescovo di Matagalpa ha denunciato gli ulteriori episodi di violenza che si sono verificati negli ultimi giorni e gli arresti, “con accuse inverosimili, che coinvolgono soprattutto giovani manifestanti”. Fatti che stanno trasformando il Nicaragua in una“società terrorista”. All’uscita dall’incontro ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni anche il presidente della Cen, il cardinale Brenes, manifestando la sua soddisfazione per l’incontro con il Papa in Vaticano, avvenuto la scorsa settimana. “Il Papa è ben informato sulla situazione”, ha aggiunto. I vescovi mercoledì si sono incontrati con la squadra della Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh), presente nel Paese. E hanno, a malincuore, preso la decisione di annullare il programma di accoglienza di giovani di altri Paesi ed eventi che nel prossimo gennaio avrebbero dovuto precedere la Giornata mondiale della gioventù di Panama, destinata a coinvolgere in modo speciale tutta la regione centroamericana.

Colombia: massacro di campesinos nel Cauca e nuove uccisioni di leader sociali. Forte condanna dei vescovi

Fri, 2018-07-06 11:22

Risulta ogni giorno sempre più evidente che gli effetti del cammino di pace, in Colombia, non sono visibili nelle zone più periferiche del Paese e che alcuni dipartimenti continuano a essere in mano a gruppi armati di varia estrazione, che stanno prendendo il posto delle Farc, mentre prosegue la latitanza dello Stato. Continuano così a susseguirsi in Colombia episodi di violenza contro campesinos e leader sociali. Particolare indignazione ha provocato il massacro, avvenuto martedì, di sette campesinos nel municipio di Argelia, nel dipartimento del Cauca (sudovest del Paese). Due leader sociali sono stati uccisi (gli ultimi di un lungo elenco) rispettivamente nel Chocó (nella Colombia occidentale) e nel dipartimento nell’Atlántico (nord del Paese).
Di tale situazione si sta parlando molto a margine dell’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale colombiana, che si concluderà oggi a Bogotá.
In particolare, ieri si è tenuta una conferenza stampa cui hanno partecipato tre vescovi delle diocesi del Chocó, il dipartimento occidentale che arriva fino alle coste del Pacifico: mons. Juan Carlos Barreto, vescovo di Quibdó, mons. Hugo Alberto Torres Marín, vescovo di Apartadó, e mons. Mario de Jesús Álvarez Gómez, vescovo di Istmina-Tadó. Nell’occasione i vescovi hanno preso una dura posizione, condivisa con le organizzazioni sociali e indigene del territorio. Nella nota che è stata diffusa si parla di “grave crisi umanitaria causata dall’inefficienza dello Stato”, che di fatto lascerebbe campo libero a “gruppi paramilitari, Eln e altri gruppi armati”, che stanno prendendo il controllo del territorio lasciato libero dalle Farc. Nella nota si nomina esplicitamente il Clan del Golfo, il principale gruppo paramilitare colombiano dedito al narcotraffico. Le diocesi e le organizzazioni della società civile chiedono al Governo colombiano di “garantire la mobilità e la sicurezza” dei leader e operatori sociali, di realizzare quanto previsto dagli accordi di pace e di proteggere i diritti umani degli abitanti. La nota insiste inoltre perché si arrivi a un cessate-il-fuoco bilaterale tra Governo ed Eln.
Sul massacro di campesinos e sulle uccisioni dei leader sociali è intervenuto anche il presidente della Conferenza episcopale colombiana (Cec), mons. Óscar Urbina Ortega, a nome di tutti i confratelli: “Come pastori – si legge nel comunicato – condanniamo queste violazioni del diritto alla vita, che sono al tempo stesso un abominevole e ripudiabile rottura delle sacre leggi del Creatore, unico padrone della vita”.
Prosegue la nota: “Nuovamente rivolgiamo un forte appello a coloro che, sbagliandosi, sono convinti che attraverso azioni violente si possano raggiungere obiettivi nobili. Questi fatti non contribuiscono alla costruzione di un’autentica riconciliazione e pace che cerchiamo come colombiani”. I vescovi, infine esprimono il loro cordoglio ai familiari delle vittime e chiedono al popolo colombiano di non abbandonare la speranza di un futuro migliore.

Papa Francesco: migranti, “solidarietà senza troppi calcoli” con “equa divisione responsabilità”

Fri, 2018-07-06 11:18

“Di fronte alle sfide migratorie di oggi, l’unica risposta sensata è quella della solidarietà e della misericordia; una risposta che non fa troppi calcoli, ma esige un’equa divisione delle responsabilità, un’onesta e sincera valutazione delle alternative e una gestione oculata”. Lo ha detto oggi Papa Francesco, durante l’omelia nella Messa per i migranti celebrata a San Pietro nel quinto anniversario della sua visita a Lampedusa, l’8 luglio 2013. “Politica giusta – ha ribadito – è quella che si pone al servizio della persona, di tutte le persone interessate; che prevede soluzioni adatte a garantire la sicurezza, il rispetto dei diritti e della dignità di tutti; che sa guardare al bene del proprio Paese tenendo conto di quello degli altri Paesi, in un mondo sempre più interconnesso. E’ a questo mondo che guardano i giovani”. Il Papa ha voluto concludere la sua omelia parlando in spagnolo, rivolgendosi in particolare ai rappresentanti dei soccorritori e ai rifugiati sopravvissuti alle tragedie nel Mediterraneo: ai primi ha espresso “ringraziamento per incarnare oggi la parabola del Buon Samaritano, che si fermò a salvare la vita del pover’uomo assalito dai banditi, senza chiedergli chi era, il suo passato, le ragioni del suo viaggio o i suoi documenti….semplicemente decise di farsene carico e salvargli la vita”; ai sopravvissuti ha manifestato la sua “solidarietà e anelito, poiché conosco bene le tragedie da cui fuggite”. A questi ultimi ha chiesto di “continuare ad essere testimoni di speranza in un mondo ogni giorno più preoccupato per il suo presente, con pochissima visione del futuro e restio alla condivisione”. “Rispettando la cultura e le leggi dei Paesi che li accolgono – ha precisato -, elaborino insieme il cammino dell’integrazione”.

Papa Francesco: migranti, “ingiustizie nel silenzio complice di molti” e “ipocrisia sterile”

Fri, 2018-07-06 11:17

No alle “ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti” e all'”ipocrisia sterile di chi non vuole ‘sporcarsi le mani”. E’ il monito di Papa Francesco, durante l’omelia nella Messa per i migranti celebrata oggi a San Pietro nel quinto anniversario della sua visita a Lampedusa, l’8 luglio 2013. “Quanti poveri oggi sono calpestati! Quanti piccoli vengono sterminati!”, ha esclamato il Papa: “Sono tutti vittime di quella cultura dello scarto che più volte è stata denunciata. E tra questi non posso non annoverare i migranti e i rifugiati, che continuano a bussare alle porte delle Nazioni che godono di maggiore benessere”. Cinque anni fa a Lampedusa Papa Francesco aveva fatto appello all'”umana responsabilità” ma “purtroppo – ha osservato – le risposte a questo appello, anche se generose, non sono state sufficienti, e ci troviamo oggi a piangere migliaia di morti”. Il Papa ha puntato il dito contro “i molti silenzi: il silenzio del senso comune, il silenzio del ‘si è fatto sempre così”’, il silenzio del ‘noi’ sempre contrapposto al ‘voi'” quando si tratta di aiutare “gli ultimi, i reietti, gli abbandonati, gli emarginati”.  Il Vangelo denuncia “l’ipocrisia sterile di chi non vuole sporcarsi le mani”, ha ricordato, “una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.

Sport: ministero Salute, nel 2017 sono stati 30 gli atleti positivi su 1.211 atleti sottoposti a controlli antidoping in 287 competizioni

Fri, 2018-07-06 11:13

Nel corso del 2017 dei 1.211 atleti sottoposti a controllo in 287 manifestazioni sportive, 30 sono risultati positivi ai test antidoping (il 2,5%) con una sostanziale differenza di genere (4 femmine e 26 maschi). Sono alcuni dei dati contenuti nell’annuale Report sull’attività di controllo antidoping del ministero della Salute. “Nel 2017 – si legge in una nota – sono stati programmati controlli su 287 manifestazioni sportive: nell’89,5% di queste (257 manifestazioni) i controlli si sono svolti regolarmente, mentre in 30 manifestazioni non sono stati portati a termine (10,5%)”.
I controlli hanno riguardato sia le manifestazioni delle Federazioni sportive nazionali (Fsn) e delle Discipline sportive associate (Dsa), che quelle degli Enti di promozione sportiva (Eps).
Dei 1.211 atleti sottoposti a controlli, sono stati 821 i maschi (67,8%) e 390 le femmine (32,2%) con età media di 27,7 anni (28,6 i maschi e 25,7 le femmine).
Riguardo ai 30 casi di atleti trovati postivi, “la differenza di genere emerge (anche se non statisticamente significativa) anche per quanto riguarda l’età media degli atleti risultati positivi: 35 anni per gli uomini e 31,8 per le donne”.
La percentuale più elevata di principi attivi rilevati ai controlli antidoping appartiene ad agenti anabolizzanti (48,3%), stimolanti (17,2%), corticosteroidi (8,6%), diuretici e agenti mascheranti (8,6%).
Gli eventi maggiormente controllati hanno riguardato manifestazioni relative al ciclismo (17,9% degli eventi controllati), al calcio (17,1%) ed all’atletica leggera (13,6%). I controlli dei Carabinieri dei Nas si sono svolti principalmente in gare relative all’atletica leggera (21 gare pari al 32,8%) e al ciclismo (18 gare pari al 28,1%).

Papa Francesco: “istituzioni finanziarie favoriscano sviluppo più sostenibile”. Giovani e indigeni al centro della sfida ecologica

Fri, 2018-07-06 11:01

Per la cura e la tutela del pianeta “le istituzioni finanziarie hanno un importante ruolo da giocare, come parte sia del problema sia della sua soluzione. E’ necessario uno spostamento del paradigma finanziario al fine di promuovere lo sviluppo umano integrale”: è l’auspicio espresso oggi da Papa Francesco, parlando ai partecipanti alla Conferenza internazionale “Saving our Common Home and the Future of Life on Earth”, nel terzo anniversario dell’Enciclica “Laudato si’. Riferendosi, in particolare, al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, il Papa ha suggerito di “favorire riforme efficaci per uno sviluppo più inclusivo e sostenibile”. “La speranza – ha affermato – è che ‘la finanza ritorni ad essere uno strumento finalizzato alla miglior produzione di ricchezza e allo sviluppo’ così come alla cura dell’ambiente”. In questa “conversione dei cuori”, ha ricordato, “le religioni, in particolare le Chiese cristiane, hanno un ruolo-chiave da giocare”. Il Papa ha invitato a prestare attenzione particolare “a due gruppi di persone che sono in prima linea nella sfida ecologica integrale e che saranno al centro dei due prossimi Sinodi della Chiesa Cattolica: i giovani e i popoli indigeni, in modo speciale quelli dell’Amazzonia”. I giovani, perché “dovranno affrontare le conseguenze dell’attuale crisi ambientale e climatica”. Le comunità indigene perché vedono le loro terre  “espropriate e le loro culture calpestate da un atteggiamento predatorio, da nuove forme di colonialismo, alimentate dalla cultura dello spreco e dal consumismo”. Per i popoli indigeni, ha ricordato, “la terra non è un bene economico, ma un dono di Dio e degli antenati che in essa riposano, uno spazio sacro con il quale hanno il bisogno di interagire per alimentare la loro identità e i loro valori.  Quanto possiamo imparare da loro!”.  Papa Francesco riconosce che la cura del creato “potrebbe sembrare un’impresa troppo ardua, perché ‘ci sono troppi interessi particolari e molto facilmente l’interesse economico arriva a prevalere sul bene comune e a manipolare l’informazione per non vedere colpiti i suoi progetti”, ma “gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi”. Da qui il suo invito a lavorare per “il radicale cambiamento”: “L’ingiustizia non è invincibile”.

Papa Francesco: appello ai governi, “evitare le peggiori conseguenze della crisi climatica”

Fri, 2018-07-06 10:58

Papa Francesco ha esortato i governi, soprattutto i “più potenti e inquinanti” a “sforzarsi di onorare gli impegni assunti a Parigi per evitare le peggiori conseguenze della crisi climatica”. Lo ha fatto nel suo discorso di stamattina ai partecipanti alla Conferenza internazionale “Saving our Common Home and the Future of Life on Earth”, nel terzo anniversario dell’Enciclica “Laudato si’. Li ha ricevuti in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, ma la conferenza è in corso nell’Aula nuova del Sinodo dal 5 al 6 luglio. Oggi la “casa comune” che è il pianeta Terra “ha urgente bisogno di essere riparato e assicurato per un futuro sostenibile”, altrimenti “c’è il pericolo reale di lasciare alle generazioni future macerie, deserti e sporcizia”: è l’avvertimento di Papa Francesco, sottolineando “l’impegno non differibile ad agire concretamente per salvare la Terra e la vita su di essa, partendo dall’assunto che ‘ogni cosa è connessa’, concetto-guida dell’Enciclica, alla base dell’ecologia integrale”. Ricordando che oggi “il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del pianeta”, ha auspicato che “questa preoccupazione per lo stato della nostra casa comune si traduca in un’azione organica e concertata di ecologia integrale” perché “l’attenuazione degli effetti dell’attuale squilibrio dipende da ciò che facciamo ora”. “L’umanità ha le conoscenze e i mezzi per collaborare a tale scopo – ha evidenziato – e, con responsabilità, ‘coltivare e custodire’ la Terra in maniera responsabile”. A tal proposito ha ribadito l’importanza di due eventi internazionali: il Vertice Cop24 sul clima, programmato a Katowice (Polonia) nel dicembre prossimo, che “può essere una pietra miliare nel cammino tracciato dall’Accordo di Parigi del 2015”.  “Non possiamo permetterci di perdere tempo in questo processo”, ha ammonito. Anche “autorità locali, gruppi della società civile, istituzioni economiche e religiose possono favorire la cultura e la prassi ecologica integrale”, ad esempio durante il Summit sull’azione globale per il clima, in programma dal 12 al 14 settembre a San Francisco.

 

Rifugiati: p. Hollenbach (La Civiltà Cattolica), “responsabilità delle istituzioni internazionali in base al principio di sussidiarietà riconosciuto dall’Onu”

Fri, 2018-07-06 09:40

In base al “principio di sussidiarietà” “la responsabilità primaria verso i profughi ricade sul Paese di cui essi sono cittadini. Ma se il loro Paese non riesce a proteggerli, il dovere passa ai Paesi vicini e alle istituzioni internazionali”. Lo scrive padre David Hollenbach, docente alla School of Foreign Service della Georgetown University di Washington, nel numero di luglio de “La Civiltà Cattolica”, ricordando che è anche un criterio “adottato dalle Nazioni Unite”. Il principio indicato dallo scrittore della rivista dei gesuiti è quello secondo cui, “i Paesi che hanno maggiori possibilità economiche e politiche per aiutare hanno responsabilità proporzionalmente maggiori di farlo”. Una declinazione concreta è la seguente: “I Paesi dell’Europa e del Nord America hanno la capacità e le risorse per concedere asilo a un numero di rifugiati siriani decisamente più alto di quello attuale. Di fatto, i richiedenti asilo siriani in Europa sono pochissimi rispetto a quelli presenti nei Paesi limitrofi alla Siria”. In particolare, l’“esigenza prioritaria” oggi è quella di “incrementare in modo sostanziale i fondi che il Nord del mondo stanzia per i Paesi confinanti con la Siria”. “Per raggiungere questo obiettivo – sottolinea p. Hollenbach -, le nazioni ricche del Nord del mondo devono vincere la loro xenofobia a sfondo razziale o religioso e la falsa paura che i rifugiati potrebbero essere terroristi sotto mentite spoglie”.

Ecumenismo: Istanbul, il card. Betori incontra il patriarca Bartolomeo

Fri, 2018-07-06 09:05

L’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, si trova in questi giorni a Istanbul per una visita al patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo. L’iniziativa rientra nel contesto del dialogo ecumenico svolto dalla Chiesa fiorentina con le altre Chiese cristiane. Il card. Betori, ospite presso il Fanar, ricambia le due visite degli scorsi anni del patriarca a Firenze. Durante il viaggio, l’arcivescovo visiterà la Facoltà teologica di Chalki e diversi luoghi di culto della Chiesa Ortodossa e dell’Islam.

L’incontro fra il card. Betori e Bartolomeo avviene alla vigilia dell’appuntamento di domani a Bari, dove il patriarca si recherà dopo aver raccolto l’invito del Papa a partecipare, assieme ai capi di Chiese e Comunità cristiane del Medio Oriente, all’incontro voluto da Francesco “per pregare e riflettere sulla tragica situazione che affligge tanti fratelli e sorelle di quella regione”.

Armenia: mons. Minassian (armeno cattolico) ai vescovi umbri, “la vostra presenza ci incoraggia ad andare avanti”

Fri, 2018-07-06 09:04

“La presenza del cardinale e dei vescovi è una consolazione, un incoraggiamento e una soddisfazione, perché abbiamo sete di avere i nostri confratelli presenti qui. Questo ci dà la speranza e la forza di proseguire la nostra missione che non è tanto facile, perché viviamo la separazione tra le Chiese. La loro presenza è un supporto fraterno che ci incoraggia ad andare avanti”. Lo ha detto il vescovo armeno-cattolico Raphael Minassian, ai vescovi umbri durante la celebrazione in cattedrale alla presenza del presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, card. Gualtiero Bassetti. “Cerchiamo di aiutare i più bisognosi – ha raccontato il vescovo armeno -, le persone in difficoltà morale, sociale, economica, malate e così facciamo qualche volta il lavoro del governo, perché specie i villaggi di frontiera sono dimenticati da tutti. La nostra assistenza con attività in ambito sociale, sanitario, religioso per loro è un incoraggiamento per continuare a vivere”. In questi anni sono state accolte circa seimila famiglie di profughi siriani grazie anche agli aiuti concreti della Cei e della Caritas italiana insieme con altre Caritas europee. Lo stesso vescovo ha accolto nella sua casa quaranta profughi sostenendoli nella quotidianità.

Armenia: il card. Bassetti alla comunità cattolica, “siate forti, non lasciatevi rubare la speranza”

Fri, 2018-07-06 09:02

“Siate forti, cercate di vincere il male e custodite le parole di Gesù. La Chiesa ha fiducia in voi e, come dice Papa Francesco, non lasciatevi rubare da nessuno la speranza”. Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, card. Gualtiero Bassetti, in Armenia, alla comunità cattolica e al vescovo Raphael Minassian, nell’ambito del pellegrinaggio ecumenico dei vescovi umbri. L’incontro si è svolto nella cattedrale di Gyumri, dove è stata celebrata una messa, alla quale hanno partecipato sacerdoti, seminaristi, le suore di Madre Teresa di Calcutta e quelle armene dell’Immacolata Concezione. Presenti anche gli operatori della Caritas e una folta schiera di ragazzi e giovani che stanno svolgendo il campo estivo in parrocchia. A loro, in particolare, si è rivolto il card. Bassetti, portando il saluto di Papa Francesco, e invitandoli a prepararsi con entusiasmo al Sinodo dei giovani. Il cardinale ha ringraziato per “l’accoglienza festosa e per la fraterna ospitalità in questa terra benedetta da Dio, che fin dagli inizi del cristianesimo, ha accolto l’annuncio della salvezza”. Raccontando del pellegrinaggio, il presidente della Cei ha detto che “ci siamo commossi visitando i luoghi dove le piaghe di Gesù si sono particolarmente manifestate nei confronti di tanti fratelli e sorelle uccisi dalle persecuzioni all’inizio del XX secolo, torturati e perseguitati per la loro fede cristiana e per l’appartenenza a questa nazione”. “Tutto ciò – ha concluso – ci porta a riflettere sul nostro essere cristiani oggi non solo a parole ma nei fatti e nella vita. Gesù vuole farci persone nuove; noi chiediamo la forza per camminare e lui libera il nostro cuore delle catene del peccato”.

Santa Sede: è morto il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso e camerlengo di Santa Romana Chiesa

Fri, 2018-07-06 09:01

È morto, ieri pomeriggio, negli Stati Uniti il card. Jean-Louis Tauran, 75 anni, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso e camerlengo di Santa Romana Chiesa. Si era recato nel Connecticut per curare la malattia di cui soffriva da tempo, il parkinson. Risiedeva presso la comunità delle Suore francescane dell’Eucaristia nell’arcidiocesi di Hartford. Il 13 marzo 2013 era stato lui ad annunciare dalla Loggia centrale della basilica San Pietro l’elezione di Papa Francesco. Era stato ordinato sacerdote il 20 settembre 1969. Chiamato a Roma nel 1973, ha frequentato la Pontificia Accademia Ecclesiastica, dove si forma il personale diplomatico della Santa Sede, e la Pontificia Università Gregoriana, ottenendo la laurea in Diritto Canonico. Dal marzo 1975 era entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede. Assegnato alla Nunziatura Apostolica nella Repubblica Domenicana, fino al 1979, era stato trasferito poi alla Nunziatura Apostolica in Libano. Qui è rimasto fino al luglio del 1983, quando è stato chiamato a lavorare presso il Consiglio degli Affari Pubblici della Chiesa. Eletto arcivescovo titolare di Telepte, è stato nominato Segretario del Consiglio che, qualche mese più tardi, ha preso il nome di Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, dove ha lavorato per 13 anni. Giovanni Paolo II lo ha creato cardinale nel Concistoro del 21 ottobre 2003. Il 25 giugno 2007 Benedetto XVI lo ha nominato presidente del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso, mentre il 26 giugno 2013 Papa Francesco lo ha nominato membro della Pontificia commissione referente sull’Istituto per le Opere di Religione.

Dicastero per la Comunicazione: Ruffini (prefetto), dal Papa una chiamata perché “i laici non si sottraggano alle loro responsabilità”

Thu, 2018-07-05 19:46

“Sono stato io il primo a essere sorpreso della chiamata del Papa. E ho piena consapevolezza di come un compito così grande sia anche misura e ammonimento costante della mia personale piccolezza, che solo può confidare nella Grazia di Dio”. Lo dice Paolo Ruffini, neo prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, in un’intervista rilasciata a Vatican News. Ricordando l’intervista realizzata con Papa Francesco a conclusione del Giubileo, assieme a Lucio Brunelli, il giornalista evidenzia una sua risposta: “La Chiesa come istituzione la facciamo noi, ognuno di noi. La comunità siamo noi”. “Era ed è una chiamata anche ai laici – sottolinea Ruffini -, perché non si sottraggano alle loro responsabilità, al loro essere Chiesa, e ai ruoli che nella vita la Chiesa può chiederci di ricoprire”. A suo avviso, “questo è ciò che il Papa chiede a ognuno di noi e ha chiesto in questo caso a me. Una chiamata alla quale si può rispondere solo confidando, come dice San Paolo, che è nella debolezza che si manifesta pienamente la forza”. Ripercorrendo gli anni a Tv2000 e a InBlu Radio, Ruffini li definisce “un cammino bellissimo, entusiasmante, fatto con persone straordinarie”. “Ma non è un cammino che si interrompe. È un processo che sono anzi certo continuerà veloce. C’è sempre più bisogno di condividere il bene in un mondo dove la comunicazione è troppo spesso fondata su ciò che bello non è”.

Dicastero per la Comunicazione: Ruffini (prefetto), “riforma media vaticani continua nello spirito di servizio alla Chiesa”

Thu, 2018-07-05 19:45

“Le riforme non sono mai fatte da una persona soltanto. Non sono, come ha scritto il Papa, un problema di organigrammi, quanto l’acquisizione di uno spirito di servizio”. Lo dice Paolo Ruffini, neo prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, in un’intervista rilasciata a Vatican News. Ruffini avrà il compito di portare a termine la riforma della comunicazione vaticana avviata dal Papa con il motu proprio del 27 giugno 2015. “Le riforme sono un camminare insieme che richiede ascolto, inclusione e il coinvolgimento di tutti – spiega -. Per questo serve la disponibilità a cambiare. E la consapevolezza di quanto grande, e bello, sia il contenuto di quel che comunichiamo agli uomini e alle donne del nostro tempo”. Secondo Ruffini, “è questa la sfida a cui ci chiama la Chiesa. E questa è la strada sulla quale dovremo tutti, io per primo, andare avanti”. Ricordando le parole di Francesco, il neo prefetto sottolinea come “non bisogna avere paura di questa parola, riforma. Riforma ‘non è imbiancare un po’ le cose, ma organizzarle in altro modo’. E questo è quel che ci chiede il Papa”.

Notizie Sir del giorno: Ruffini al Dicastero Comunicazione, La Pira venerabile, vaccini, Parolin su cura del creato, copyright, ricostruzione edifici culto terremotati, Rondine all’Onu

Thu, 2018-07-05 19:30

Papa Francesco: nomina Paolo Ruffini prefetto del Dicastero per la Comunicazione

Papa Francesco ha nominato prefetto del Dicastero per la Comunicazione Paolo Ruffini, finora direttore della rete televisiva della Conferenza episcopale italiana (TV2000). Ruffini è nato a Palermo il 4 ottobre 1956. Si è laureato in Giurisprudenza presso la Università di Roma La Sapienza. È giornalista professionista dal 1979. Si è sposato nel 1986 con la Sig.ra Maria Argenti. Ha lavorato nella carta stampata: Il Mattino di Napoli (1979-1986); Il Messaggero di Roma (1986-1996); nel settore radiofonico: Giornale Radio Rai (1996-2002); Canale Gr Parlamento (1998-2002); Radio 1 (1999-2002); Inblu Radio (2014-2018); e nella televisione: Rai3 (2002-2011); La 7 (2011-2014); Tv2000 (2014-2018). Ha ricevuto diversi premi di giornalismo e ha preso parte a numerosi convegni di studio circa il ruolo dei cristiani nell’informazione, l’etica della comunicazione e i nuovi media. (clicca qui)

Papa Francesco: promulgazione di decreti della Congregazione delle Cause dei Santi. Sarà venerabile Giorgio La Pira

Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti: le virtù eroiche del Servo di Dio Pietro Di Vitale, laico, nato il 14 dicembre 1916 a Castronovo di Sicilia (Italia) e ivi morto il 29 gennaio 1940; le virtù eroiche del Servo di Dio Giorgio La Pira, laico, nato a Pozzallo (Italia) il 9 gennaio 1904 e morto a Firenze (Italia) il 5 novembre 1977; le virtù eroiche della Serva di Dio Alessia González-Barros y González, laica, nata il 7 marzo 1971 a Madrid (Spagna) e morta a Pamplona (Spagna) il 5 dicembre 1985; le virtù eroiche del Servo di Dio Carlo Acutis, laico, nato il 3 maggio 1991 a Londra (Inghilterra) e morto a Monza (Italia) il 12 ottobre 2006. (clicca qui)

Vaccini: circolare ministeri Salute e Istruzione, per ora resta l’obbligatorietà. Sarà sufficiente l’autocertificazione per l’iscrizione a scuola

L’obbligatorietà delle vaccinazioni per frequentare le scuole italiane resta ma, per gli studenti che si iscrivono per la prima volta e per quelli che hanno meno di 6 anni sarà sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’avvenuto vaccino. Questo quanto deciso in vista del prossimo anno scolastico e formalizzato in una circolare congiunta da ministero della Salute e ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. “In attesa di un approfondimento parlamentare sul dibattito pubblico relativo all’obbligatorietà delle vaccinazioni”, si legge in una nota, “considerato che, con l’approssimarsi dell’avvio del nuovo anno scolastico 2018-2019, la mancata attuazione dell’Anagrafe nazionale vaccini potrebbe determinare un appesantimento delle procedure burocratiche a carico le famiglie e delle scuole” i due ministeri hanno introdotto due semplificazioni: “per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione scolastica, resta valida la documentazione già presentata per l’anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami” mentre “per i minori da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole (minori 6-16 anni), basta una dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione”. Previsti la costituzione dell’Anagrafe nazionale vaccini e l’avvio del Tavolo degli esperti indipendenti del ministro della Salute che “consentirà di produrre le evidenze scientifiche a sostegno delle scelte dei decisori”. (clicca qui)

Cura del creato: card. Parolin, “tracciare linee di azione concrete e partecipative per salvare la casa comune”

“Sappiamo tutti quanto sia precaria la situazione del nostro pianeta oggi. L’enciclica è infatti una risposta tempestiva a una delle sfide più urgenti che l’umanità deve affrontare oggi, vale a dire un possibile collasso della stessa casa che ci sostiene e tutte le forme di vita”. Lo ha detto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, nel suo intervento di apertura della conferenza internazionale “Saving our common home and the future of life on earth” (Vaticano – Aula Nuova del Sinodo, 5-6 luglio) nel terzo anniversario di pubblicazione dell’enciclica Laudato si’ . Per il porporato, Laudato si’ è importante anche “per il suo messaggio di un’ecologia integrale. Tutto, per Papa Francesco, è interconnesso; in modo che il ‘grido della terra’ è intimamente legato al ‘grido dei poveri’ (LS, 49)”. Di conseguenza, “come membri della famiglia comune, tutti noi dobbiamo riunirci per impegnarci a salvare la nostra casa comune”. Parolin ha auspicato che l’incontro “ci porti a tracciare linee di azione concrete e partecipative per salvare il creato. Siamo tutti consapevoli di quanto lungo e quanto impegnativo sarà questo viaggio, ma abbiamo una bussola molto buona per aiutarci a guidarci nella lettera enciclica, Laudato si’. Possa l’enciclica servirvi come guida e ispirazione”. (clicca qui)

Parlamento Ue: Copyright, l’emiciclo boccia il “mandato negoziale” per la Direttiva sul diritto d’autore. Voss (relatore), “a settembre ulteriori valutazioni”

(Strasburgo) L’Europarlamento ha respinto il mandato negoziale sulla proposta di Direttiva per il copyright nel mercato unico digitale. 318 i voti contrari, 278 i favorevoli, 31 i deputati astenuti. La materia è, per ora, rimandata a settembre “con una ulteriore valutazione – ha spiegato il relatore del provvedimento, l’eurodeputato popolare tedesco Axel Voss – per cercare di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, aggiornando nel contempo le norme sul diritto d’autore per il moderno ambiente digitale”. (clicca qui)

Terremoto: mons. Russo (Cei) in Commissione ambiente, “profonda soddisfazione” per emendamento su ricostruzione edifici di culto

“L’emendamento approvato, rispetto al quale non possiamo che esprimere la nostra più profonda soddisfazione, ha recepito con sensibilità le problematiche inerenti la ricostruzione delle Chiese e degli altri edifici di culto, con un approccio attento alle popolazioni coinvolte da questi tragici eventi calamitosi, per le quali è importante riscontrare il recupero, anche progressivo, di alcuni elementi, simbolici e non solo, di socialità e di vita civile, che diano una speranza di progressivo rientro in una situazione di ordinarietà. La Chiesa e tutto ciò che essa rappresenta costituisce proprio uno di questi elementi”. Lo ha detto questa mattina mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica e presidente del Comitato per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto, ricevuto in udienza dalla Commissione Ambiente della Camera, nell’ambito dell’esame in sede referente, del D.L. 55/2018, approvato dal Senato, recante “Ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016”. Mons. Russo ha anche evidenziato “l’estrema difficoltà, per le diocesi, di dotarsi delle strutture necessarie per l’esperimento di procedure di gara, tanto per la progettazione quanto per l’affidamento dell’esecuzione dei lavori, e di farsi carico di tutti gli oneri, non meramente economici, che conseguono alla soluzione prevista dalla legislazione vigente”. (clicca qui)

Pace: Belloni (min. Esteri), associazione Rondine all’Onu come eccellenza italiana nella risoluzione dei conflitti

“L’Italia, con Rondine Cittadella della Pace, intende portare alle Nazioni Unite un esempio concreto (una buona pratica) da cui ripartire sul grande tema dei Diritti Umani, ormai divenuti prioritari per il nostro pianeta”. Con queste parole, Elisabetta Belloni, segretario generale del Ministero degli Esteri, ha annunciato la partecipazione di Rondine, la realtà che da vent’anni lavora a livello internazionale per promuovere il dialogo e la trasformazione del conflitto, alle celebrazioni del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, in programma il prossimo 10 dicembre a New York. “Rondine sarà l’esempio concreto ed esportabile di come i conflitti si possano affrontare e superare all’interno della società civile, ripartendo dal dialogo e da rapporti interpersonali, in un’ottica di sviluppo collettivo scongiurandone il degeneramento nel conflitto armato”, ha sottolineato Belloni in un messaggio inviato alla presentazione del Rapporto Annuo 2017 dell’associazione Rondine alla Camera dei deputati di Roma. “Per noi è un onore, siamo pronti”, ha commentato Franco Vaccari, presidente di Rondine. Dopo 20 anni di attività, “il Metodo Rondine – ha aggiunto – ha davanti a sé una nuova sfida e un momento significativo di riflessione e confronto per comprendere se le metodologie utilizzate possono essere uno strumento a disposizione delle Nazioni Unite nella diffusione della pace”. (clicca qui)

Cura del creato: Stern (London School of Economics), “il costo dell’inazione è molto più alto di quello dell’azione”

Thu, 2018-07-05 19:24

“Di fronte alla crisi ecologica il costo dell’inazione è molto più alto di quello dell’azione”. Non ha dubbi l’economista Nicholas Stern, docente alla London School of Economics, intervenuto alla plenaria pomeridiana della prima giornata della conferenza internazionale “Saving our common home and the future of life on earth” che si è aperta oggi in Vaticano (Aula Nuova del Sinodo, 5-6 luglio) per iniziativa del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. “Il mondo – osserva Stern – non è sufficientemente informato sui rischi che corre. Dobbiamo comunicare di più, e non solo tra noi, a cominciare dagli scienziati”. Anche gli economisti “per lo più non si pongono la questione dell’ambiente”. “I prossimi 20 anni sono cruciali: il cambiamento è possibile a causa della tecnologia, e il costo del capitale è basso, ma abbiamo bisogno di mobilitarci per il cambiamento”. “La nostra sfida – prosegue – è capire come poter accelerare la volontà politica, occorre creare coalizioni, trasmettere le nostre idee, promuovere una giusta transizione verso le energie rinnovabili, investire nel cambiamento”. Per l’economista “c’è un grande potenziale per il settore finanziario. Investire in industrie che prendono seriamente in considerazione questa transizione significa investire nel futuro”, ma “abbiamo bisogno anche di una leadership morale”.

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