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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 39 min ago

Strage di Bologna: mons. Zuppi (arcivescovo), evento che “ha segnato vita città in maniera indelebile. Dimenticare sarebbe un tradimento per le vittime”

Wed, 2017-08-02 12:17

“Una ferita insopportabile, dolorosa a distanza di tanti anni, perché il tempo in realtà non lenisce o fa passare il dolore, anzi, qualche volta lo rende più profondo e acuto con una percezione fisica della definitività così difficile da accettare”. Così, stamattina, mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha definito la strage alla stazione di Bologna, nella Messa di suffragio per le vittime, celebrata nella chiesa parrocchiale di San Benedetto, nel 37° anniversario dell’attentato. “È la ferita per la perdita dei nostri cari – ha osservato il presule – ma ancora di più per il modo con cui questa è avvenuta. Dopo il terribile scoppio che ha inghiottito le loro vite non c’è stata la ricostruzione desiderata e dovuta. Insieme a loro ricordiamo anche tutte le persone che ne portano ancora le conseguenze nel corpo e nell’anima”. Ma, ha sottolineato l’arcivescovo, “in fondo la strage ha segnato la vita di tutta la nostra città in maniera indelebile. Non vogliamo e non possiamo dimenticare. È vero che sarebbe un tradimento di quanti ne sono state vittime”.
“L’amore diventa ricordo e il loro sangue ci chiede di fare tutto il possibile perché quanto successo non avvenga per altri – ha sostenuto mons. Zuppi -. Lo abbiamo fatto poco fa con il ricordo istituzionale, esigente come non può non essere da chi attende giustizia e non vuole arrendersi che questa non ci sia. Lo faremo con la bella iniziativa di quegli ottantacinque narratori che hanno raccolto tanti frammenti della storia delle persone uccise nella strage. Essi racconteranno in vari luoghi della città la storia di quei nomi, ci ricorderanno che sono ognuno una persona, una vita, quella vissuta e quella rubata dagli assassini”.

Ddl concorrenza: ok Senato a fiducia con 146 sì, è legge

Wed, 2017-08-02 12:12

(DIRE-SIR) – Il governo ha incassato la fiducia del Senato con 146 sì e 113 no sul ddl concorrenza. Non avendo subito modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera il provvedimento è legge. (www.dire.it)

Codice di condotta Ong: Cini, no a “inedito ordine pubblico internazionale” che non rispetta diritti

Wed, 2017-08-02 10:44

“La Dichiarazione Onu dei diritti dell’uomo e le sue Convenzioni, a partire da quella inerente i diritti dei minori, rappresentano la base imprescindibile sulla quale orientare ogni azione operativa”.  Lo ribadiscono gli aderenti al Cini – Coordinamento italiano Ong internazionali, commentando le polemiche sul Codice di regolamentazione delle Ong per il salvataggio in mare dei migranti. Il Cini è composto da Actionaid, Amref, Cbm, Save the Children, Terre des hommes, Vis-Volontariato internazionale per lo sviluppo. “Da qualche tempo – fa notare il portavoce Antonio Raimondi – si assiste a forme di pressione sulle Organizzazioni non governative da parte di diversi livelli istituzionali europei, nazionali e internazionali affinché il diritto internazionale dei diritti umani venga ricondotto all’interno delle compatibilità politiche che Stati e Governi intendono di volta in volta perseguire per la gestione degli aiuti umanitari”. “Senza entrare nel merito di scelte che competono alle singole organizzazioni – precisa Raimondi -, ribadiamo che essere arrivati a questo punto è una sconfitta per tutti dato, che la gestione in modalità emergenziale di un fenomeno così drammatico e carico di implicazioni politiche complesse quali quello migratorio non può e non deve essere affrontato con strumenti che configurano un inedito ‘ordine pubblico internazionale’, ma applicando coerentemente gli strumenti della prevenzione e di un modello di sviluppo inclusivo incentrato sulla lotta alla povertà, il perseguimento della pace e rispettoso dell’ambiente, come recentemente approvato dalle Nazioni unite con gli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile”.

 

Caldo: Comunità di Sant’Egidio, “non dimenticare gli anziani. Rompere isolamento sociale di tanti che restano nelle grandi città”

Wed, 2017-08-02 10:21

“Il caldo da bollino rosso è un disagio per tutti in questi giorni, a partire da chi resta in città. Ma diventa un grave rischio per la popolazione anziana del nostro Paese, in particolare per chi vive da solo”. È l’allarme lanciato oggi dalla Comunità di Sant’Egidio.  Dopo un primo appello all’inizio di giugno, di fronte all’emergenza di queste ore la Comunità di Sant’Egidio chiede alle istituzioni “di adoperarsi al massimo per ridurre i pericoli per la salute di chi è avanti con l’età”.
Ma, prosegue la Comunità di Sant’Egidio, “soprattutto ci rivolgiamo a tutti i cittadini: occorre prestare attenzione alle situazioni di disagio dei nostri vicini di casa, come di ogni persona anziana che incontriamo per strada e che vediamo in difficoltà, segnalando i casi e aiutando direttamente. Spesso più che il caldo è l’isolamento sociale a fare vittime. Lo abbiamo sperimentato in tanti anni di vicinanza e attenzione ai problemi degli anziani. Sant’Egidio, a partire da Roma, Napoli, Genova e altre grandi città italiane, ha costruito, anche con il programma ‘Viva gli anziani!’, reti solidali e di monitoraggio della popolazione che sono servite non solo ad allargare la solidarietà ma a diminuire la mortalità e l’ospedalizzazione”. Di qui l’invito: “Partiamo dai gesti concreti che ognuno di noi può fare. Accorgiamoci degli anziani in questi giorni di gran caldo, fermiamoci di fronte alle situazioni di disagio, suoniamo il campanello di un nostro vicino per sapere come sta: una visita, a volte, può salvare una vita”.

Papa Francesco: udienza generale, “essere cristiani significa vivere nella speranza e nella luce, anche quando il mondo è avvolto nelle tenebre”

Wed, 2017-08-02 10:16

Essere cristiani “vuol dire guardare alla luce, continuare a fare la professione di fede nella luce, anche quando il mondo è avvolto dalla notte e dalle tenebre”. Lo ha detto oggi Papa Francesco ai pellegrini e ai fedeli riuniti nell’Aula Paolo VI, per l’udienza generale del mercoledì. “I cristiani – ha affermato – non sono esenti dalle tenebre, esterne e anche interne. Non vivono fuori dal mondo, però, per la grazia di Cristo ricevuta nel Battesimo, sono uomini e donne ‘orientati’: non credono nell’oscurità, ma nel chiarore del giorno; non soccombono alla notte, ma sperano nell’aurora; non sono sconfitti dalla morte, ma anelano a risorgere; non sono piegati dal male, perché confidano sempre nelle infinite possibilità del bene”. “Noi siamo coloro – ha aggiunto il Papa – che credono che Dio è Padre: questa è la luce! Non siamo orfani. Abbiamo un Padre e il nostro Padre è Dio”. E “questa è la nostra speranza. Vivere nella speranza è vivere nella luce, nella luce di Dio Padre, nella luce di Gesù salvatore, nella luce dello Spirito Santo che ci spinge ad andare avanti nella vita”.
Francesco ha fatto poi notare come anche la stessa vita della Chiesa è “contaminazione di luce”. Per il Pontefice “contaminazione di luce” è “una parola forte”. “Quanto più luce di Gesù abbiamo noi cristiani, quanto più luce di Gesù c’è nella vita della Chiesa, più è viva la Chiesa. La vita della Chiesa è contaminazione di luce”, ha osservato il Santo Padre.

Papa Francesco: udienza generale, “ricordare la data del proprio battesimo, nella quale siamo stati contaminati dalla luce di Cristo”

Wed, 2017-08-02 10:09

Compiti da fare a casa: ricordare quale è stata la data del proprio battesimo. È quanto ha proposto oggi ai pellegrini e ai fedeli, presenti nell’Aula Paolo VI, Papa Francesco, nell’udienza generale del mercoledì, la prima dopo l’interruzione di luglio. Il Papa ha parlato del “battesimo: porta della speranza”, partendo dalla Lettera di San Paolo apostolo ai Galati (3, 26-28). E ha detto: “L’esortazione più bella che possiamo rivolgerci a vicenda è quella di ricordarci sempre del nostro Battesimo”. A questo punto, andando a braccio, ha rivolto alle persone presenti in aula una domanda: “Vorrei domandarvi. Quanti di voi si ricordano la data del proprio battesimo? Pensate. Qualcuno forse si vergogna… io non la ricordo. Bene, oggi compiti da fare a casa. Va dalla tua mamma, dal tuo papà, dalla tua zia, zio, nonno e domandagli: ‘Qual è la data del mio battesimo? E non dimenticarla più! Lo farete? Oggi imparare o ricordare la data del battesimo. È la data della rinascita, è la data della luce, è la data nella quale siamo stati contaminati dalla luce di Cristo”. “Noi siamo nati due volte”, ha spiegato il Papa. “La prima alla vita naturale, la seconda, grazie all’incontro con Cristo, nel fonte battesimale. Lì siamo morti alla morte, per vivere da figli di Dio in questo mondo”. “Se saremo fedeli al nostro Battesimo, diffonderemo la luce della speranza di Dio e potremo trasmettere alle generazioni future ragioni di vita”, ha concluso Francesco.

Strage di Bologna: Diaco (Acli provinciali), “mantenere la memoria per non perdere la speranza di fare luce

Wed, 2017-08-02 10:03

“Per Bologna e i bolognesi, in particolare, è importante mantenere memoria di ciò che è accaduto, perché non si perda la speranza di fare finalmente luce su questa terribile strage”. Queste le parole del presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco, che domani parteciperà alle celebrazioni in occasione del trentasettesimo anniversario della strage del due agosto. “Anche nelle nuove generazioni è importante che venga mantenuto vivo l’interesse verso tale accadimento, perché la giustizia possa fare il suo corso – afferma Diaco -. A distanza di 37 anni, la più grave ferita che ha subito la nostra Città non si è rimarginata”. Di qui l’auspicio del presidente delle Acli provinciali di Bologna che “non sia più il tempo delle polemiche sterili e delle strumentalizzazioni politiche, ma della fiducia nei confronti delle Istituzioni, ricambiata dalla trasparenza e dalla verità, per rispetto delle vittime, dei loro familiari e di tutti i cittadini”.

Papa Francesco: udienza generale, “si sente il caldo?”

Wed, 2017-08-02 10:00

“Si sente il caldo?”: con queste parole Papa Francesco si è rivolto questa mattina ai fedeli riuniti per l’udienza generale del mercoledì, che si sta svolgendo nell’Aula Paolo VI. Nella catechesi il Papa si è soffermato a parlare del “battesimo: porta della speranza”. Ma prima di cominciare il Santo Padre ha fatto riferimento all’ondata di calda che in questi giorni sta interessando l’Italia.

Perdono di Assisi: oggi l’omaggio degli artisti a Papa Francesco

Wed, 2017-08-02 09:42

Numerosi artisti si riuniranno oggi, alle 11, ad Assisi per celebrare l’idea di arte di Papa Francesco. Pittori, scrittori e attori e presenteranno nel palazzo del Comune le loro opere, nel giorno del Perdono. Diana Iaconetti interpreterà i brani tratti dal libro di Papa Francesco “La mia idea di arte” e da “Pensiero a Francesco di Assisi” della poetessa e scrittrice Nuccia Martire. Tiziana Lupi, giornalista e curatrice del libro di Papa Francesco, presenterà la sua testimonianza. Veronica Piraccini, artista romana e docente all’accademia delle Belle Arti, presenterà l’opera “Dall’Impronta di Gesù”, la pittrice Natalia Tsarkova “Il Pastore Misericordioso”, immagine dedicata a Papa Francesco. Francesca Capitini, rappresentante dell’arte umbra, condividerà con la platea l’opera “San Francesco predica agli uccelli”. Per la prima volta Cesare Poderosi svelerà il progetto per il restauro della Madonna di Case Sparse, chiesa di Norcia danneggiata dal sisma. Antonello Scarano, attore romano, si esibirà in “Tra spiritualità e romanticismo”. A concludere l’iniziativa sarà la voce di Maheya Collins sulle note di “Madre Teresa”. Verrà inoltre presentato il volume dal titolo “Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’Infinito. Teologia Estetica per un Nuovo Rinascimento”, curato da mons. Jean Marie Gervais e Alessandro Notarnicola. L’iniziativa è promossa e organizzata dall’associazione di volontariato San Pio da Pietrelcina onlus, dall’associazione culturale “Tota Pulchra” e dall’International Spiritual Center SOSJJ.

Papa Francesco: a dirigenti e calciatori Borussia Monchengladbach, “continuate a impegnarvi come ‘atleti del bene e della pace'”

Wed, 2017-08-02 09:36

“Un cordiale benvenuto a tutti”. Lo ha rivolto, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza, nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, i dirigenti e i calciatori del “Borussia Mönchengladbach”. “La vostra visita – ha detto il Pontefice – mi offre l’occasione di esprimere anche la mia gratitudine per il rapporto di amicizia che si è creato tra la vostra società calcistica, in particolare la squadra delle vostre vecchie glorie, e l’associazione sportiva Dipendenti vaticani con vari incontri disputati a Mönchengladbach e a Roma negli ultimi anni”. “La Fohlen-Elf – ha ricordato il Santo Padre – si distingue per il fatto di essere sempre una squadra ‘a misura d’uomo’, per così dire, e una squadra che favorisce le famiglie. È bello vedere come le famiglie popolano il vostro Borussia Park e come vengono svolti i vari programmi e iniziative sportive ed educative per promuovere i giovani, in modo particolare quelli svantaggiati”. Infine, un’esortazione: “Vi invito a continuare ad impegnarvi come ‘atleti del bene e della pace’, di cui il mondo attuale ha tanto bisogno”.

Chiese metodiste e valdesi: Torre Pellice (To), dal 20 al 25 agosto l’annuale Sinodo

Wed, 2017-08-02 09:21

Dal 20 al 25 agosto si svolgerà a Torre Pellice (To) l’annuale Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi. Anche quest’anno i 180 deputati – pastori e laici in numero uguale – che convergeranno da tutta Italia nella “capitale delle Valli valdesi” del Piemonte, dedicheranno la loro attenzione a numerosi temi: dai 500 anni della Riforma protestante alle migrazioni, l’accoglienza, l’integrazione; dal dialogo ecumenico all’impegno nella società a favore dei diseredati; dalle questioni eticamente sensibili, come il fine vita, alle sfide della predicazione in un mondo sempre più violento, arrogante e chiuso alle diversità; dalle famiglie alle finanze, senza dimenticare le relazioni internazionali che i metodisti e i valdesi italiani intrattengono a livello globale. Il tradizionale appuntamento si aprirà alle 15.30 del 20 agosto con un culto solenne nel tempio di via Beckwith. La predicazione è stata affidata al pastore Fulvio Ferrario, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma. Nel corso del culto di apertura saranno consacrati al ministero cinque pastori e pastore, non prima, tuttavia, di aver superato il cosiddetto “esame di fede” del giorno precedente.
Attesi numerosi ospiti che come ogni anno giungono da diversi continenti. Dall’Italia per la Cei saranno presenti il vescovo di Lodi, mons. Maurizio Malvestiti, e don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. La consueta “serata pubblica del lunedì”, in agenda il 21 agosto, presso il tempio di Torre Pellice sarà dedicata ai 500 anni della Riforma che ricorre quest’anno. Nel corso dell’evento, che vedrà l’introduzione del politologo Paolo Naso, interverranno lo storico Alberto Melloni, don Cristiano Bettega, i teologi Marinella Peroni e Fulvio Ferrario. Le conclusioni saranno affidate al pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese. L’Assemblea sinodale si chiuderà venerdì 31 agosto con l’elezione delle varie cariche esecutive e amministrative.

Strage di Bologna: mons. Zuppi, “la memoria non venga archiviata”. “Legalità” per contrastare la violenza

Wed, 2017-08-02 09:05

“La messa celebrata con i famigliari delle vittime sarà l’occasione per continuare a interrogarsi su questa ferita, che resta tale pur a distanza di tanti anni. È un monito perché non ci siano reti occulte di violenza, di qualunque colore essa sia, e per ricordare che il solo modo di contrastarla è la legalità. Speriamo che la memoria non venga archiviata”. Lo dichiara al Sir mons. Andrea Zuppi, arcivescovo di Bologna, nel giorno in cui si commemora la strage compiuta la mattina di sabato 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria della città.
Questa mattina, alle 11.15, l’arcivescovo Zuppi celebrerà la messa di suffragio nella parrocchia di San Benedetto, in via Indipendenza 64. Furono 85 le persone rimaste uccise e oltre 200 quelle ferite, in seguito allo scoppio di un ordigno, contenuto in una valigia abbandonata nella sala d’attesa di seconda classe della stazione, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze. L’esplosione causò il crollo dell’ala ovest dell’edificio. La bomba era composta da 23 chili di esplosivo. È considerato il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra. Le indagini della magistratura hanno indicato come esecutori materiali alcuni militanti di estrema destra. I mandanti sono rimasti sconosciuti.

Diocesi: mons. Renzo (Mileto), divieto alla Fondazione Natuzza Evolo di organizzare “pubbliche attività di religione e culto” dentro e fuori la propria sede

Tue, 2017-08-01 20:33

Da oggi la “Fondazione Natuzza Evolo” non potrà organizzare “pubbliche attività” di “religione e culto” dentro e fuori la propria sede. La decisione è del vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo, che con un decreto, datato oggi, revoca il precedente decreto di approvazione dello Statuto emesso nel 1999 dall’allora vescovo, mons. Domenico Tarcisio Cortese. Il presule, nel testo, fa divieto, inoltre, alla Fondazione, di “utilizzare per qualsiasi attività di pastorale e culto pubblico la chiesa del Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime non ancora consacrata, di raccogliere offerte in eventuali pubbliche celebrazioni liturgiche che in ogni caso dovranno organizzarsi solo ad opera della parrocchia Santa Maria degli Angeli in Paravati, unica a essere titolata per qualsiasi attività di religione e culto (processioni, Messe e altro), di conservare il SS. Sacramento e di celebrare la Santa Messa nella casa per anziani Mons. Colloca, compresa l’annessa aula polifunzionale revocando ogni facoltà precedentemente concessa”. Mons. Renzo cita anche le disposizioni emanate da Papa Francesco nel Motu Proprio “Maiorem ac dilectionem”, dove è stabilito che sono proibite nelle chiese le celebrazioni o i panegirici sui “servi di Dio”, la cui santità di vita è tuttora “soggetta a legittimo esame. Ma anche fuori della chiesa bisogna astenersi da quegli atti che potrebbero indurre i fedeli a ritenere a torto che l’inchiesta, fatta dal vescovo sulla vita e sulle virtù, sul martirio o sull’offerta della vita del servo di Dio, comporti certezza della futura canonizzazione dello stesso”. La decisione del vescovo calabrese nasce dopo la bocciaturra , da parte della Fondazione, delle modifiche statutarie proposte dal vescovo. Il decreto, già in vigore da oggi, sarà inviato, dopo i 30 giorni al Ministero dell’Interno per gli opportuni adempimenti civili, alla Nunziatura in Italia e alla Segreteria di Stato Vaticano, “già coinvolte nella vicenda” e infine alla Segreteria generale della Cei “per la dovuta informazione da fornire ai vescovi delle singole diocesi d’Italia”.

Diocesi: L’Aquila, “alcune precisazioni” sulla vicenda di don Vito Isacchi

Tue, 2017-08-01 19:46

Una nota con “alcune precisazioni” sulla vicenda di don Vito Isacchi, comparsa da alcuni giorni sulla stampa. A diffonderla pochi minuti fa l’Ufficio per le comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di L’Aquila. “Don Vito Isacchi – vi si legge – è un sacerdote incardinato nella diocesi di Bergamo e dipende a tutti gli effetti dal vescovo di quella Chiesa. La vicenda, a cui si fa riferimento, è accaduta circa dieci anni fa. Dalle informazioni raccolte, risulta che a suo tempo la questione fu esaminata attentamente dall’ordinario della diocesi di Bergamo che, insieme ai suoi collaboratori, prese decisioni ritenute utili al superamento del problema che era emerso. Fu richiesto a don Vito di impegnarsi in un itinerario ascetico e spirituale, da compiersi in un specifico contesto di accompagnamento personale e comunitario. Tale percorso è stato regolarmente concluso, secondo i tempi previsti e le forme stabilite”. Nel 2010, spiega l’Ufficio comunicazioni sociali, “don Vito giunse a L’Aquila, come membro di una delegazione-Caritas, inviata dalla diocesi di Bergamo, per portare conforto fraterno e aiuti materiali alla popolazione terremotata. Nel quadro di questa missione, incontrò mons. D’Ercole, che poi lo affiancò nel cammino spirituale e lo scelse come suo collaboratore. Gradualmente si inserì nella vita della Chiesa aquilana, impegnata a testimoniare la luce e la forza del Vangelo nella drammatica situazione provocata dal sisma. Nel gennaio 2015 è stata sottoscritta una convenzione tra mons. Beschi, vescovo di Bergamo, e mons. Petrocchi, arcivescovo di L’Aquila, in forza della quale, per un triennio, è stato concesso a don Vito Isacchi di esercitare il ministero pastorale a servizio della Comunità ecclesiale aquilana. Negli anni trascorsi a L’Aquila, don Vito ha dato prova di fattiva dedizione nel suo ministero e di efficace competenza nello svolgimento dei compiti che gli sono stati assegnati. Nelle parrocchie dove ha operato, si è guadagnata la stima e l’affetto della gente che ha incontrato. Mai si sono registrati problemi di ordine morale”. Oggi (1 agosto 2017), informa l’Ufficio comunicazioni sociali, “a seguito dell’articolo comparso su un quotidiano, don Vito ha scritto una lettera all’arcivescovo, mons. Petrocchi, nella quale, per evitare disagi alla diocesi, si è dimesso da tutti gli incarichi che gli sono stati affidati”. Nella lettera, “don Vito riconosce la sua responsabilità morale e chiede scusa per il turbamento e le sofferenze provocate alla Comunità ecclesiale e sociale. In particolare, precisa che intende rinunciare al risarcimento, previsto dal dettato della sentenza. L’Arcivescovo, per ragioni di opportunità pastorale, ha deciso di sostituire don Vito Isacchi negli incarichi che rivestiva a livello diocesano; mentre lo invita a mantenere, per il momento, le attività nelle Comunità parrocchiali, al fine di assicurare continuità ministeriale”. Mons. Petrocchi, conclude la nota, “esprime profondo rammarico per l’accaduto e ricorda che la Chiesa esorta alla fedeltà, ma anche proclama la misericordia; conosce la fragilità umana, ma anche punta alla conversione suscitata dalla grazia; soffre per le ferite provocate dal male, ma anche gioisce per la ‘novità evangelica’ che lo Spirito del Risorto può accendere nel cuore dei credenti”.

Notizie Sir del giorno: appello del Papa contro la corruzione, crisi Venezuela, Codice condotta Ong, perdono di Assisi

Tue, 2017-08-01 19:30

Papa Francesco: ai giovani brasiliani, “non abbiate paura di combattere la corruzione”

“Non abbiate paura di combattere la corruzione e non lasciatevi sedurre da essa! Confidando nel Signore, la cui presenza è fonte di vita in abbondanza, e sotto il manto di Maria, possiate riscoprire la creatività e la forza per essere protagonisti di una cultura di alleanza e, in questo modo, generare nuovi paradigmi che possano guidare la vita del Brasile”. Così Papa Francesco ai giovani brasiliani, riuniti ad Aparecida per la chiusura del progetto “Rota 300” (Strada 300) nell’Anno mariano che commemora il 300° anniversario del ritrovamento dell’immagine di Nostra Signora nelle acque del fiume Paraíba do Sul. (clicca qui)

Venezuela: mons. Azuaje (Trujillo), “rispettare le istituzioni legittime e rilasciare i prigionieri politici”

“È molto triste che non si offrano al nostro popolo strade di speranza ma di sottomissione ad un destino che non offre né pace, né democrazia, né pane né lavoro dignitoso”.”Si rispettino le istituzioni legittimamente costituite secondo la nostra legge costituzionale e si rilascino i prigionieri politici”: così mons. Castor Oswaldo Azuaje, vescovo di Trujillo, in un messaggio vocale inviato al Sir, commenta l’acutizzarsi della crisi in Venezuela, in seguito alla votazione, il 30 luglio di una Costituente che i vescovi venezuelani hanno sempre definito “non necessaria e fraudolenta”. “La Costituente è stata una risposta gravissima ad una crisi gravissima che colpisce a tutti i livelli la nostra società – afferma mons. Azuaje – e che si riflette nell’aumento della povertà, la fame, l’insicurezza e la mancanza di salute e medicine. I quattro mesi di protesta hanno portato dolore in molte famiglie di venezuelani con più di 120 morti, numerosi detenuti e feriti ingiustamente”. (clicca qui)

Elezioni in Germania: appello dei vescovi, “liberare il mondo dall’incubo delle armi nucleari”

In questi giorni in cui ricorre l’anniversario dei bombardamenti su Hiroshima e Nagasaki, la Conferenza episcopale tedesca lancia, in vista delle elezioni federali del prossimo 24 settembre, un appello per “liberare il mondo dall’incubo delle armi nucleari”. A dar voce al pensiero della Chiesa tedesca è Heinz-Günther Stobbe, membro della Commissione giustizia e pace e direttore del gruppo di lavoro “pace giusta”. Stobbe sottolinea la crescente proliferazioni delle armi nucleari. (clicca qui)

Codice condotta Ong: Asgi, “atto in contrasto con diritto internazionale, condivisibile il rifiuto di firmare”

Il Codice di condotta per le Ong “non è un atto avente valore di legge, né una disposizione regolamentare, emanata in attuazione di una norma primaria. Per di più si rivolge ad una pluralità di soggetti non gerarchicamente collegati con la pubblica amministrazione. Si tratta in sostanza, di una proposta di accordo, che, come tale, necessita quel coinvolgimento paritario delle parti che invece è clamorosamente mancato”. L’Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione) esprime oggi “grave sconcerto” per le modalità di conduzione e di conclusione della vicenda relativa al Codice di condotta per le Ong che effettuano i salvataggi in mare. “La mancata sottoscrizione – sottolineano i giuristi – non può avere alcuna conseguenza giuridica”. (clicca qui)

Perdono di Assisi: mons. Sorrentino (vescovo), “nell’orizzonte della misericordia”

“Siamo nell’orizzonte della misericordia: Francesco volle questo, ottocento anni fa, per le persone impossibilitate ad andare nei luoghi allora designati per ricevere l’indulgenza. Volle che questo dono fosse disponibile anche qui ad Assisi, nel centro della sua stessa spiritualità, la Porziuncola, luogo dove egli si intratteneva in preghiera e dove plasmava la sua fraternità. Per questo luogo santo egli chiese una sovrabbondanza di grazia: di questo infatti si tratta, quando si parla di indulgenza”. Così al Sir mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, parlando dell’VIII centenario del Perdono di Assisi, giubileo inaugurato il 2 agosto dello scorso anno. (clicca qui)

Cadavere fidanzata in auto: don Runditse (ex parroco), “una tragedia indescrivibile” e “senza giustificazioni”

È “una tragedia indescrivibile” e “senza giustificazioni”. Così don Emmanuel Runditse, ex parroco a Dignano prima di assumere la guida della comunità parrocchiale di Majano, nell’udinese, commenta l’omicidio di Nadia Orlando, la 22enne di Vidulis di Dignano, uccisa nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto, dal fidanzato Francesco Mazzega, di Spilimbergo, ma originario di Muzzana del Turgnano, classe 1981. Dopo averla strangolata, il giovane avrebbe vagato per ore con il corpo senza vita della fidanzata in auto, prima di arrivare, stamattina, alla sede della Polstrada di Palmanova, dove si è costituito. Don Runditse ricorda bene la ragazza, che era “sveglia e molto propositiva”. “Nadia – racconta il sacerdote al settimanale diocesano di Udine ‘La Vita Cattolica’ – ha fatto la chierichetta per tanti anni, era molto assidua, così anche a catechismo”. (clicca qui)

Omicidio-suicidio a Tenno: p. Pavesi (parroco), “nessuno riesce a capacitarsi di quello che è successo”

“Erano felici. Nessuno riesce a capacitarsi di quello che è successo”. Così padre Francesco Pavesi, parroco a Tenno, nell’Alto Garda, commenta la tragedia capitata in paese dove ieri due giovani, Alba Chiara Baroni di 22 anni e Mattia Stanga di 24, sono stati trovati morti in un’abitazione, vicino al polo scolastico. L’ipotesi più accreditata dagli investigatori è quella dell’omicidio-suicidio. Il parroco ha incontrato i genitori dei ragazzi, cercando di portar loro conforto. “Continuano a dirmi che erano felici e anche i genitori non riescono a capire cosa sia successo in casa”, afferma in un’intervista telefonica pubblicata sul sito del settimanale diocesano “Vita Trentina”. Ciò che è successo “colpisce tremendamente le due comunità: il ragazzo era di Tenno, la ragazza di Cologna-Gavazzo. Sono piccole realtà dove tutti si conoscono. Le rispettive famiglie sono conosciute nella realtà del tennese”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 2 agosto. Migranti, cantieri Stx, una rete mondiale contro la corruzione

Tue, 2017-08-01 19:29

È dedicato ancora al tema dei migranti via mare – con l’illustrazione della missione navale in Libia fatta dal governo in Parlamento e purtroppo un nuovo naufragio al largo della Libia – il titolo di apertura di “Avvenire” di domani. Alla questione migranti, ma sotto un altro aspetto, quello dello sfruttamento nei campi, è dedicata la fotocronaca, con un reportage dalla provincia di Latina.
Al taglio la fallita mediazione con il ministro francese sui cantieri Stx, ma per i quali si tratterà fino a settembre.
Ancora, un’intervista all’assessore al Bilancio del Comune di Roma Mazzillo e la segnalazione dell’impegno rilanciato dalla Chiesa di costruire una rete mondiale contro la corruzione.
L’editoriale, a firma di Francesco D’Agostino, interviene invece sul tema dell’impegno dei cattolici in politica.

Legalità: Selinunte, due pini tagliati dalla mafia diventano un’installazione all’ingresso del Parco archeologico

Tue, 2017-08-01 19:17

Un’installazione ispirata a un fatto di mafia è stata posta di fronte all’ingresso del Parco archeologico di Selinunte. Due grossi pini furono tagliati negli anni ’90 nella campagna dell’allora consigliere comunale di Castelvetrano Francesco Cirrincione, che si era opposto alla realizzazione di una discarica di rifiuti tossici. Un gesto che, nel linguaggio mafioso, alludeva alla morte dei suoi figli. Dopo anni quei pini sono stati recuperati e adesso, grazie all’idea degli artisti Umberto Leone e Ute Pika, è nata l’opera “I pini di Castelvetrano”, esposta in maniera permanente al “Pensiero contemporaneo”. L’installazione è stata affiancata a una composizione già esistente nel giardino dal titolo “La semina del sole”, ispirata a uno dei versi del poeta Pino Veneziano. È stata realizzata utilizzando circa 100 piantine di girasole, seminate in un cerchio con un diametro di una quindicina di metri con l’aiuto degli alunni dell’Istituto “Capuana-Pardo”.

Diocesi: Crema, mons. Gianotti fino a domani in visita al campo estivo di Scutari

Tue, 2017-08-01 19:12

Il vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, rientrerà domani in Italia dopo aver fatto visita, in questi giorni, al campo estivo di Scutari (Albania), organizzato da Caritas e Pastorale giovanile diocesane. Il campo si svolge a Bajze, diocesi di Scutari, dove la delegazione cremasca sta animando un grest estivo per ragazzi e ragazze ospitato presso una scuola materna gestita da suore. Si tratta di un’esperienza che vede coinvolti i giovani della diocesi di Crema già da alcuni anni. Mons. Gianotti tornerà in diocesi domani, mercoledì 2 agosto, e alle 21 nella chiesa parrocchiale dei Sabbioni, presiederà la celebrazione eucaristica in occasione della Festa del Perdono di Assisi.

Cile: Santiago, al via il mese della solidarietà per commemorare l’opera di San Alberto Hurtado

Tue, 2017-08-01 19:06

Con una tavola lunga dieci metri e una colazione per senza fissa dimora si è dato inizio, a Santiago del Cile, al mese nel quale si commemora l’opera di San Alberto Hurtado. Mercanti, volontari provenienti da varie fondazioni, senza dimora che solitamente trascorrono la notte nei dintorni del mercato “La Vega Central” e rappresentanti delle istituzioni organizzatrici del mese della solidarietà hanno festeggiato con una colazione l’inizio della XVI edizione del mese della solidarietà che quest’anno ha come obiettivo di trasmettere ai più giovani trasmettere che la felicità consiste nel dare e nel legarsi agli altri. “La felicità la ricevi quando ti doni”. “La solidarietà è un’espressione del mandato che ci chiede il Signore, soprattutto verso i più bisognosi, i più piccoli e i più poveri. Siamo in questo luogo di incontro come La Vega, dando inizio a questo mese speciale che esprime la vitalità della vita della Chiesa. Magari la solidarietà fosse un’attitudine permanente durante tutta la vita, l’amore e la solidarietà ci realizzano, la vera felicità la sentiamo quando siamo servi”, ha commentato il vescovo ausiliare di Santiago e vicario della Pastorale sociale Caritas, Jorge Concha, mentre condivideva la colazione con senza dimora.

Santa Sede: necessario “un risveglio delle coscienze” contro corruzione, crimine organizzato e mafie

Tue, 2017-08-01 19:01

“È necessario un movimento, un risveglio delle coscienze. Questa è la nostra primaria motivazione, che avvertiamo come un obbligo morale. Le leggi sono necessarie ma non bastano. I livelli di azione saranno tre: l’educazione, la cultura, la cittadinanza. Occorre muoversi con coraggio e graffiare le coscienze per passare dall’indifferenza alla percezione della gravità di tali fenomeni, per combatterli”. È l’invito contenuto nel documento finale del “Dibattito internazionale sulla corruzione” e obiettivi della Consulta internazionale sulla giustizia, la corruzione, il crimine organizzato, le mafie. “Non si conoscono, in genere, le conseguenze della corruzione: spesso non si ha la consapevolezza che un crimine ha alle spalle un atto di corruzione”, avverte il documento, che è stato inviato ieri ai membri della Consulta, che interverrà “per colmare tale carenza, soprattutto lì dove, nel mondo, la corruzione è essa stessa sistema sociale dominante”. La Consulta, inoltre, approfondirà lo studio riguardo a una “risposta globale” – attraverso le Conferenze episcopali e le Chiese locali – “sulla scomunica ai mafiosi e alle organizzazioni criminali affini e sulla prospettiva di scomunica per la corruzione”.
Questo cammino, però, “non sarà semplice: la Chiesa è diffusa nel mondo e occorre porsi in ascolto di tutte le sue articolazioni per procedere nel dialogo anche con i non cristiani, in modo partecipato, trasparente ed efficace”. Fondamentale, inoltre, “sarà sviluppare il nesso – oggi quasi disperso – tra giustizia e bellezza. Lo straordinario patrimonio storico, artistico e architettonico costituirà un formidabile elemento di supporto per l’azione educativa e sociale contro ogni forma di corruzione e di crimine organizzato”.
La Consulta elaborerà, poi, “una proposta di pensiero politico – con attenzione particolare alla democrazia e alla laicità – che illumini l’azione nei confronti delle istituzioni affinché i trattati internazionali siano realmente applicati e le legislazioni siano uniformate per perseguire al meglio i tentacoli del crimine, che superano i confini degli Stati”. Uno degli obiettivi è, infatti, “studiare il modo di applicare i principi delle convenzioni di Palermo e Merida”. La corruzione causa anche mancanza di pace: perciò, la Consulta approfondirà anche “il rapporto tra processi di pace e forme di corruzione”.

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