Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 51 min 17 sec ago

Papa in Bangladesh: incontro autorità, mai utilizzare la religione per “fomentare divisione” o “giustificare odio e violenza”

Thu, 2017-11-30 13:19

“In un mondo dove la religione è spesso – scandalosamente – mal utilizzata al fine di fomentare divisione, questa testimonianza della sua forza di riconciliazione e di unione è quanto mai necessaria”. Sono le parole del discorso del Papa alle autorità dedicate ad una delle tappe del viaggio in Bangladesh che ha definito “un momento privilegiato”: l’incontro, domani a Ramna, con i responsabili ecumenici e interreligiosi. “Ciò si è manifestato in modo particolarmente eloquente nella comune reazione di indignazione che ha seguito il brutale attacco terroristico dell’anno scorso qui a Dacca – ha proseguito Francesco – e nel chiaro messaggio inviato dalle autorità religiose della nazione per cui il santissimo nome di Dio non può mai essere invocato per giustificare l’odio e la violenza contro altri esseri umani nostri simili”. “Insieme pregheremo per la pace e riaffermeremo il nostro impegno a lavorare per la pace”, ha anticipato Francesco a proposito del citato incontro in programma domani. “Il Bangladesh – ha commentato – è noto per l’armonia che tradizionalmente è esistita tra i seguaci di varie religioni. Questa atmosfera di mutuo rispetto e un crescente clima di dialogo interreligioso consentono ai credenti di esprimere liberamente le loro più profonde convinzioni sul significato e sullo scopo della vita. Così essi possono contribuire a promuovere i valori spirituali che sono la base sicura per una società giusta e pacifica”.

Papa in Bangladesh: incontro autorità, appello per Rakhine: servono “misure efficaci contro crisi”

Thu, 2017-11-30 13:17

“Nei mesi scorsi, lo spirito di generosità e di solidarietà che caratterizza la società del Bangladesh si è manifestato molto chiaramente nel suo slancio umanitario a favore dei rifugiati affluiti in massa dallo Stato di Rakhine, provvedendoli di un riparo temporaneo e delle necessità primarie per la vita”. Nel suo primo discorso pubblico in Bangladesh, il Papa entra direttamente nella questione dei rifugiati, in gran parte di etnia rohingya, accolti nel Paese. “Questo è stato fatto con non poco sacrificio. Ed è stato fatto sotto gli occhi del mondo intero”, l’apprezzamento di Francesco: “Nessuno di noi può mancare di essere consapevole della gravità della situazione, dell’immenso costo richiesto di umane sofferenze e delle precarie condizioni di vita di così tanti nostri fratelli e sorelle, la maggioranza dei quali sono donne e bambini, ammassati nei campi-profughi”. “È necessario che la comunità internazionale attui misure efficaci nei confronti di questa grave crisi, non solo lavorando per risolvere le questioni politiche che hanno condotto allo spostamento massivo di persone, ma anche offrendo immediata assistenza materiale al Bangladesh nel suo sforzo di rispondere fattivamente agli urgenti bisogni umani”, l’appello.

Papa in Bangladesh: incontro autorità, “il vero dialogo guarda al futuro ed è attento ai bisogni di tutti i cittadini”

Thu, 2017-11-30 13:16

“Nel mondo di oggi, nessuna singola comunità, nazione o Stato, può sopravvivere e progredire nell’isolamento”. È il monito del Papa, nel suo primo discorso in Bangladesh, durante l’incontro con le autorità nel palazzo presidenziale di Dacca. “In quanto membri dell’unica famiglia umana, abbiamo bisogno l’uno dell’altro e siamo dipendenti l’uno dall’altro”, spiega Francesco ricordando che “il presidente Sheikh Mujibur Rahman ha compreso e cercato di incorporare questo principio nella Costituzione nazionale”. “Egli ha immaginato una società moderna, pluralistica e inclusiva, in cui ogni persona e ogni comunità potesse vivere in libertà, pace e sicurezza, nel rispetto dell’innata dignità e uguaglianza di diritti di tutti”, l’omaggio di Francesco al capo dello Stato: “Il futuro di questa giovane democrazia e la salute della sua vita politica sono essenzialmente connessi alla fedeltà a questa visione fondativa”, l’auspicio. “Solo attraverso un dialogo sincero e il rispetto della legittima diversità un popolo può riconciliare le divisioni, superare prospettive unilaterali e riconoscere la validità di punti di vista differenti”, ha ammonito il Papa: “Perché il vero dialogo guarda al futuro, costruisce unità nel servizio del bene comune ed è attento ai bisogni di tutti i cittadini, specialmente dei poveri, degli svantaggiati e di coloro che non hanno voce”.

Diocesi: San Marino-Montefeltro, il 4 dicembre veglia di preghiera con le mamme in attesa di un figlio

Thu, 2017-11-30 13:14

Una veglia di preghiera con le donne in attesa di un figlio. Si svolgerà nella diocesi di San Marino lunedì 4 dicembre, alle 21. Tre appuntamenti diversi in contemporanea nei vicariati della diocesi: a Montegiardino per San Marino, dove sarà presente il vescovo mons. Andrea Turazzi, a Novafeltria per Val Marecchia, nel santuario di Monte Cerignone per Val Foglia e Val Conca. Durante la veglia, si svolgerà l’adorazione eucaristica e l’ascolto di alcuni testi biblici e testimonianze sul tema dell’accoglienza della vita. L’incontro si concluderà con un omaggio alla Madonna e la consegna di un dono alle future mamme e papà e di una preghiera da recitare in famiglia. “Quest’appuntamento rappresenta un ulteriore, significativo segnale di risveglio delle coscienze sul tema dell’accoglienza della vita, che la Chiesa diocesana lancia all’intera comunità, soprattutto nel vicariato di San Marino da mesi interessato alla riflessione su una proposta di legge che intende introdurre la liberalizzazione dell’aborto – si legge in una nota –. Dopo l’incontro-testimonianza di Gianna Jessen di domenica scorsa a Serravalle e prima delle iniziative per la Giornata della vita, a inizio febbraio del prossimo anno, la veglia per la vita nascente rappresenta un ulteriore appello alle coscienze dei sammarinesi di buona volontà”.

Papa in Bangladesh: incontro autorità, il “Golden Bengal” ha “sempre avuto un posto speciale nel cuore dei papi”

Thu, 2017-11-30 13:14

“Mi trovo qui sulle orme di due miei redecessori, Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II, a pregare con i miei fratelli e sorelle cattolici e ad offrire loro un messaggio di affetto e di incoraggiamento”. Il primo discorso pubblico del Papa in Bangladesh, pronunciato durante l’incontro con le autorità, il Corpo diplomatico e la società civile, nel palazzo presidenziale di Dacca – dopo la visita di cortesia e l’incontro privato con il presidente, Abdul Hamid – comincia con un omaggio ai viaggi apostolici di Paolo VI, nel 1970, e di Giovanni Paolo II, nel 1986. “Il Bangladesh è uno Stato giovane, eppure ha sempre avuto un posto speciale nel cuore dei Papi, che fin dal principio hanno espresso solidarietà con il suo popolo, intesa ad accompagnarlo nel superare le difficoltà iniziali, e lo hanno sostenuto nell’esigente compito di costruire la nazione e il suo sviluppo”, fa notare Francesco, che chiama il Bangladesh “Golden Bengal” e lo descrive come “un Paese tutto avvolto da una vasta rete fluviale e di vie d’acqua, grandi e piccole”. “Questa bellezza naturale è emblematica della vostra particolare identità come popolo”, sottolinea Francesco, secondo il quale il Bangladesh “è una nazione che si sforza di raggiungere un’unità di linguaggio e di cultura nel rispetto per le diverse tradizioni e comunità, che fluiscono come tanti rivoli e ritornano ad arricchire il grande corso della vita politica e sociale del Paese”.

La Civiltà Cattolica: “Il Natale ci interroga sul nostro modo di accogliere i fratelli”

Thu, 2017-11-30 11:30

“Il Natale ci interroga e ci provoca sul nostro modo di vivere e di accogliere i fratelli”. Lo scrive “La Civiltà Cattolica” nell’ultimo numero, che dedica l’editoriale al Natale. Un testo in cui sono citate le parole di Papa Francesco, che sottolineano come “la rivoluzione della tenerezza del Dio che ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili continua a interpellarci: per incontrarlo bisogna chinarsi, abbassarsi, farsi piccoli”. “La pace, la giustizia si costruiscono giorno per giorno – scrive La Civiltà Cattolica -, riconoscendo l’insopprimibile dignità di ogni vita umana, a partire dalla più piccola e più indifesa, riconoscendo ogni essere umano come nostro fratello”. Non mancano, però, le “tenebre” nei “momenti della vita di ciascuno di noi e della storia dell’umanità”. “È la nostra esperienza di oggi. In un momento in cui, al di là delle nostre insufficienze e angosce personali, non sembra esserci un domani degno di essere vissuto. Quando le poche cose belle che si riescono ancora a vedere sembrano sopraffatte dalla corruzione e dall’egoismo, dal disimpegno, dalla menzogna e dall’ipocrisia, questo messaggio lo sentiamo particolarmente nostro: le tenebre non sono riuscite a soffocare la luce”. Il Natale implica, dunque, un continuo rinnovamento, “ci chiama a un tentativo sempre nuovo di rinnovarci, di sentirci solidali e partecipi, al di là della devozione convenzionale. Il Natale diventa così per il credente una vocazione: ci chiama ogni volta a cercare, tra mille difficoltà, la strada che ci porta all’altro, al fratello”.

Copercom: Padula (presidente), “attenzione alla dignità della persona e alle istanze di una realtà mediale caotica”

Thu, 2017-11-30 11:24

“Cercheremo di lavorare prestando attenzione al rispetto della dignità della persona, agli ultimi, quindi alle istanze fondamentali, in una contemporaneità sociale e mediale sempre più complessa, caotica e turbolenta”. Lo afferma al Sir Massimiliano Padula, nuovo presidente del Copercom, il Coordinamento delle associazioni per la comunicazione, 29 associazioni “diverse, ognuna con una propria missione e peculiarità ma unite da una comune ispirazione cristiana e da una comune sensibilità verso i media”. “Cercheremo di consolidare il lavoro egregio svolto nei decenni passati da questo organismo, grazie anche all’impegno dei presidenti, non ultimo Domenico Delle Foglie – ha aggiunto -. Il Copercom vuole servire la Chiesa ma anche la società attraverso un lavoro condiviso, partecipativo e inclusivo. Cercheremo di intercettare e annusare le sfide che la Chiesa e la società ci impone e ci chiede di fronteggiare. E lo faremo coscienti di un’eredità importante e di un presente fecondo”.

Papa Francesco: arrivato in Bangladesh, cerimonia di benvenuto a Dacca e visite a due memoriali

Thu, 2017-11-30 11:19

L’aereo con a bordo il Papa è atterrato alle ore 15 locali (le 10 ora di Roma) all’aeroporto internazionale di Dacca. Dopo il Myanmar, è cominciata così la seconda parte del 21° viaggio apostolico di Francesco. Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal presidente della Repubblica del Bangladesh, Abdul Hamid. Quindi due bambini in abito tradizionale hanno offerto dei fiori e un vaso di terra a Francesco che lo ha benedetto. Erano presenti alcune autorità politiche e civili, 10 vescovi del Bangladesh, un gruppo di fedeli e 40 bambini che hanno eseguito danze tradizionali.
Dopo gli onori militari e l’esecuzione degli inni, la presentazione delle rispettive delegazioni, al termine della quale il Papa si è congedato mentre venivano eseguite danze tradizionali, per poi trasferirsi al National Martyr’s Memorial di Savar, a 35 chilometri da Dacca, luogo che ricorda il sacrificio dei martiri che hanno donato la loro vita per il Paese nella guerra di liberazione del 1971. Al suo arrivo, alle 16 (11), Francesco è stato accolto da alcune autorità civili che lo hanno scortato fino al Monumento dove è presente la Guardia d’Onore. Qui il Papa ha deposto una corona di fiori. Quindi, lungo il percorso di ritorno, ha firma il Libro d’Onore e piantato un albero nel “Giardino della Pace”. Infine si è trasferito in auto al Bangabandhu Memorial Museum per  rendere omaggio al “Padre della Nazione” Sheikh Mujibur Rahman.

Ricostruzione post terremoto: Di Francesco (Mibact), recuperate oltre 30mila opere d’arte, oltre mille interventi di messa in sicurezza. 374 milioni per prevenzione sismica

Thu, 2017-11-30 11:17

Sono 20.254 i beni storico-artistici e archeologici, 9.780 i volumi e 4.623 i metri lineari di beni archivistici finora recuperati nelle regioni colpite dal sisma del Centro Italia e ricoverati nei depositi di Celano-Paludi (L’Aquila), Cittaducale (Rieti), Spoleto (Perugia), Ascoli Piceno e Ancona, mentre sono 1.171 gli interventi di messa in sicurezza di chiese, edifici storici e monumenti nei territori terremotati. Sono 5.500 gli immobili censiti come danneggiati di cui 4 mila chiese. A stilare un bilancio dell’impegno post terremoto è il segretario generale del ministero dei Beni culturali architetto Carla Di Francesco, nel suo saluto al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa”, organizzato dalla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. “Le chiese – spiega – sono le architetture storiche più vulnerabili. E’ ancora in corso il lavoro di censimento del danno provocato dal terremoto, un sisma di proporzioni catastrofiche, mentre continuano le messe in sicurezza. Tutti si aspettano di vedere cominciare la ricostruzione. I primi tre primi provvedimenti del Commissario straordinario hanno assegnato alla riparazione e ricostruzione di chiese 200 milioni di euro complessivamente per circa 2000 edifici, ma arriveranno altri fondi. I tempi però saranno lunghi. Ora occorre ragionare su cosa fare per i singoli edifici e approntare i progetti”. “Abbiamo ricevuto – prosegue – fondi consistenti per la prevenzione sismica, 374 milioni che sono nella legge finanziaria di quest’anno e li stiamo destinando per spenderli in quattro anni”. Di Francesco annuncia infine il varo, insieme alla Protezione civile, di un programma formativo per gli addetti di Protezione civile, Ministero, Enti coinvolti nel sisma.

Ricostruzione post terremoto: p.da Silva (rettore), “ferite a beni culturali della Chiesa colpiscono affetti più profondi e anima credente delle comunità”

Thu, 2017-11-30 11:16

“Un terremoto provoca sempre ferite alle persone, al tessuto sociale ed economico, e produce gravi danni ai beni culturali e artistici”. Per questo è importante riflettere sul “modo di curare queste ferite o meglio sul modo di ricomporre l’identità delle comunità colpite. Una questione di identità perché i beni culturali sono sempre espressione di identità”. Esordisce così il rettore della Pontificia Università Gregoriana, p. Nuno da Silva Gonçalves, nel suo saluto al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa”, organizzato oggi dalla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Obiettivo dell’incontro, presentare lo stato dei beni culturali di interesse sacro e religioso, coinvolti nei drammatici eventi sismici che hanno colpito recentemente le aree dell’Italia centrale, e i temi ad essi legati: il recupero delle opere d’arte, la messa in sicurezza, il restauro e la ricostruzione. Il rettore insiste sul concetto di identità che “nei beni culturali della Chiesa assume rilievo particolare; essi sono infatti la testimonianza di un comunità credente che vive e celebra la propria fede e la trasmette di generazione in generazioni. Le ferite a questi beni colpiscono gli affetti più profondi e l’anima credente delle comunità. E’ pertanto importante ricomporne l’identità ed è importante farlo con uno sguardo al futuro e condividendo buone pratiche”. Per p. Marek Inglot, decano della Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa dell’Ateneo, “occorre ricomporre la civitas” fatta di “case, luoghi di lavoro, chiese, monasteri, luoghi di culto minori. L’opera d’arte sacra recuperata dalle macerie trascende il suo valore storico – artistico per comunicare la bellezza di Dio”.

Corridoi umanitari: mons. Galantino, “sensibilità verso persone e animali sia la stessa”

Thu, 2017-11-30 11:14

“Con grande piacere noto una accresciuta e lodevole sensibilità nei confronti degli animali. Mi piacerebbe che la stessa sensibilità venisse estesa a tutte le persone che vivono situazioni di fragilità”: lo ha detto oggi mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, durante la cerimonia di accoglienza, all’aeroporto di Fiumicino a Roma, dei primi 25 profughi africani (un terzo sono bambini) arrivati dai campi in Etiopia grazie ai corridoi umanitari della Cei – che agisce attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes – insieme alla Comunità di Sant’Egidio. “Ho visto in tv dei blitz per liberare gli animali dai canili – ha detto poi a margine -. Mi piacerebbe ci fossero blitz per liberare anche le persone, non chiuderle”. Questa “lodevole sensibilità e condivisa attenzione per la sorte di tanti animali e qualità della loro vita è un fatto bello – ha precisato -. Mi piacerebbe che un po’ di questa sensibilità venisse estesa a tutte le persone che vivono situazione di fragilità, quale sia il motivo per cui si trovano qui. Bisognerebbe sviluppare una sensibilità meno ad intermittenza e fare entrambe le cose: stare attenti alle persone e agli animali. Vorrei diventasse uno stile di tutti gli italiani”.

+++ Papa Francesco: messaggio per i 20 anni di “A sua immagine”, “accendete le telecamere e i riflettori” sui giovani e le periferie +++

Thu, 2017-11-30 11:01

“Vent’anni non sono pochi, ma è questo il momento di pensare al futuro, di ascoltare le attese dei giovani, i desideri di chi non ha voce, di coloro che difficilmente vengono ascoltati perché sono ai margini, di quanti abitano le periferie delle nostre città”. Lo scrive il Papa, facendo gli auguri alla trasmissione televisiva “A sua immagine “ per i suoi vent’anni di attività. “Su questi territori – la consegna di Francesco per il futuro – accendete le telecamere e i riflettori, affinché possiamo essere informati, ci venga dato motivo per comprendere che il Vangelo non è una parentesi della vita quotidiana ma si incarna nella storia delle persone, tocca la loro carne e ne fa scaturire racconti nuovi”. Alle persone “appassionate e competenti” che lavorano nella trasmissione “frutto di una splendida collaborazione tra la televisione pubblica italiana, la Rai, e la Conferenza episcopale italiana”, e che “non interpretano il loro servizio come un mestiere ma come una missione”, il Papa chiede “che l’incanto e la bellezza della fede, vissuti e incontrati lungo le strade del mondo, possano essere raccontati in maniera semplice e affascinante. Il Vangelo è bello non perché è un codice di leggi da osservare per non essere puniti, ma è la narrazione dell’incontro con una persona viva, che ancora oggi chiede di incrociare il cammino con ciascuno di noi per farci dono della sua vita”. Nato nel dicembre del 1997 come settimanale di approfondimento culturale, sulla scia delle rubriche religiose presenti nel palinsesto della Rai sin dal 1954, si è andato nel tempo definendo sempre di più come un programma di confronto culturale alla portata di tutti, che potesse parlare al grande pubblico e non solo ad una élite, anche grazie alla cross medialità: “A sua immagine”, infatti, oltre che in tv è presente e attiva sulla piattaforma digitale con i suoi profili social. Due gli appuntamenti settimanali del programma, condotto da Lorena Bianchetti con l’ausilio di Paolo Balduzzi su Rai Uno: il sabato pomeriggio e la domenica mattina.

+++ Papa Francesco: messaggio per i 20 anni di “A sua immagine”, “inventare nuove strade per portare il Vangelo nelle famiglie degli italiani” +++

Thu, 2017-11-30 11:00

“Siete nel pieno della giovinezza, non lasciatevela intristire, anzi fate fiorire tutta la creatività, propria di questa età, per scoprire o inventare nuove strade per portare il Vangelo nelle famiglie degli italiani”. Sono gli speciali auguri del Papa per i 20 anni della trasmissione televisiva “A sua immagine”, iniziata nell’autunno del 1997. In un messaggio inviato per l’occasione – e diffuso oggi dal Sir -, Francesco definisce il traguardo dei vent’anni di attività “un anniversario importante per la vostra storia”. “Il vostro è un servizio prezioso, che fa risuonare ogni settimana nelle nostre case la Parola di Dio, insieme con la testimonianza di fede di persone che hanno vissuto in territori dove essere cristiani è una colpa così grave da meritare la morte”, prosegue il Papa, facendo notare che nel programma di RaiUno “trova spazio anche la Messa e la preghiera dell’Angelus”. “Pensate che per molti anziani o persone in difficoltà questi sono gli unici momenti in cui hanno la possibilità di vedere luoghi di preghiera e di ascoltare la Parola di Dio e la testimonianza di tanti fratelli e sorelle sparsi nel mondo, che affrontano ogni genere di difficoltà per la Croce di Cristo, oppure raccontano i piccoli ‘miracoli’ che nascono dal fare del Vangelo la legge di vita”, l’invito.

Corridoi umanitari: mons. Galantino ai primi 25 profughi africani, “Benvenuti! Ora diventi prassi consolidata”

Thu, 2017-11-30 10:57

“Benvenuti! È stato bello sentirmi dire ‘ci sentiamo già a casa nostra’”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha accolto stamattina  all’aeroporto di Fiumicino (Roma) i primi 25 profughi africani (un terzo sono bambini) arrivati dai campi in Etiopia grazie ai corridoi umanitari, nell’ambito del protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Cei – che agisce attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes – e dalla Comunità di Sant’Egidio. Il protocollo, finanziato con fondi Cei 8xmille, prevede il trasferimento dall’Etiopia di 500 profughi in due anni. Già 50 diocesi hanno dato disponibilità all’accoglienza. Mons. Galantino ha ringraziato il governo italiano che ha accolto la proposta di aprire questo ulteriore canale umanitario. “La speranza è che il reiterarsi di questa esperienza possa diventare la prassi consolidata, la strada perché chi ne ha bisogno possa realizzare il suo sogno di vivere con dignità”, questo il suo auspicio. Il segretario generale della Cei ha ricordato che l’esperienza dei corridoi umanitari “non nasce oggi, non è un fatto nuovo, ma affianca altre iniziative che la Chiesa italiana sta sviluppando da più di 30 anni in maniera non organizzata attraverso i missionari, le missionarie e i laici da sempre presenti nelle vostre terre”. “È desiderio e progetto della Chiesa italiana – ha affermato – creare le condizioni per cui le persone possano rimanere nei Paesi in cui stanno”. A questo proposito ha ricordato il progetto “Liberi di partire, liberi di restare”, al quale la Cei ha destinato 30 milioni di euro dell’otto per mille e le tante famiglie, parrocchie e comunità che hanno accolto già 30.000 persone con vari progetti.

Sport e pace: Laureus sport for good, bambini israeliani e palestinesi insieme nel nome dello sport

Thu, 2017-11-30 10:53

Bambini e ragazzi israeliani e palestinesi uniti nel nome dello sport: accade a Tel Aviv e a Gerusalemme dove il “Peres Center for Peace”, fondato nel 1996 da Shimon Peres, premio Nobel per la pace e presidente di Israele dal 2007 al 2014 e “Peace players International”, associazione sportiva che promuove la pace e l’amicizia attraverso il gioco del basket, portano avanti due progetti in ambito sportivo rivolto a colmare il divario tra le due comunità in conflitto da 50 anni. I progetti sono sostenuti dalla “Laureus Sport for Good”, fondazione che promuove oltre 100 iniziative sportive in 35 Paesi del mondo per contrastare gravi fenomeni sociali quali criminalità giovanile, gang, violenza armata, discriminazione ed esclusione sociale. Per dare ulteriore sostegno ai due progetti la Laureus Sport for Good sarà a Tel Aviv e a Gerusalemme dal 4 al 6 dicembre. “La nostra missione – dichiara al Sir il presidente della Laureus World Sports Academy, un mito del rugby mondiale, il neozelandese Sean Brian Thomas Fitzpatrick – è usare lo sport come strumento per porre fine alla violenza, alla discriminazione e allo svantaggio”. Lo sport, infatti, sostiene Fitpatrick, “può offrire anche delle ottime lezioni di vita, come il fare parte di una squadra, il rispetto delle regole, degli altri giocatori, degli arbitri, l’impegno per una causa, accettare la sconfitta nel modo giusto. Lo sport mi ha insegnato a lavorare sodo, essere concentrato e resiliente. Ho imparato come superare le sfide e a non mollare. Se lavori duramente e gareggi al meglio hai possibilità di farcela. Queste sono grandi lezioni per la vita”. Il programma della visita prevede incontri con la stampa e con rappresentanti del “Peres center for peace” e dei “Peace players international”, con i volontari dei progetti e con i giovani che ne prendono parte. A guidare il tutto sarà Jens Thiemer, vice presidente Marketing della Mercedes-Benz e membro di presidenza della Fondazione. Porterà, infine, la sua testimonianza la cestista americana Chamique Holdsclaw, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Sidney nel 2000.

Disabilità: Comunità Papa Giovanni XXIII, “ogni persona ha diritto ad un progetto di vita”

Thu, 2017-11-30 09:55

La legge 328 del 2000 prevede da parte degli enti locali, nella presa in carico di difficoltà delle persone con disabilità, la redazione di un “progetto individuale”. Si tratta di un piano per lo sviluppo della persona disabile che si articola nel tempo. La presa di coscienza dell’importanza, per tutte le persone, di poter immaginare un proprio progetto di vita è al centro delle iniziative della Comunità Papa Giovanni XXIII per la Giornata mondiale delle persone con disabilità 2017. “Un progetto di vita – si legge in una nota – comincia in famiglia e si realizza nella scuola, sul territorio, nel lavoro, nel tempo libero, nelle relazioni sociali. Per una persona con disabilità, come espressione di un percorso di autonomia, il progetto di vita riguarda anche il delicato tema del ‘dopo di noi’: cosa fare quando i caregiver familiari non ci saranno più”. Saranno diverse le iniziative promosse in occasione della Giornata mondiale: il 1° dicembre a Bologna flash mob e attività ludico sportive; a Cesena e a Rimini corteo per le vie del centro; il 2 dicembre a Catania divertimento, sport, integrazione; il 3 dicembre a Cremona spettacolo teatrale e testimonianze.
“Ogni cittadino è coinvolto ed è parte attiva nel permettere alle persone con disabilità di poter aspirare ad avere un progetto per la propria vita, come tutti noi – afferma il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII Giovanni, Paolo Ramonda, introducendo gli eventi della giornata -. Quando telefono a casa dai miei viaggi all’estero alla sera mi risponde sempre Simona, con sindrome down. Mi riempie il cuore ogni volta con la sua dolcezza e la sua capacità di accoglienza; veramente le persone diversamente abili sono un dono stupendo per l’intera società, che rendono più vera ed umana”.

Salute: Roma, oggi l’inaugurazione al Policlinico Gemelli del nuovo Centro ad alta tecnologia di oncologia interventistica

Thu, 2017-11-30 09:37

Oggi, in occasione del congresso europeo di radioterapia interventistica (30 novembre–1° dicembre) organizzato dall’Estro (Società europea di radioterapia oncologica) che si svolgerà presso il centro congressi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sarà inaugurato al Policlinico universitario A. Gemelli di Roma il nuovo Centro ad alta tecnologia di oncologia interventistica che si inserisce nell’offerta assistenziale dell’area di Radioterapia oncologica – Gemelli Art (Advanced Radiation Therapy), un servizio interdisciplinare a rapido accesso per la diagnosi e il trattamento dei tumori e delle problematiche a essi connesse, utilizzando procedure mirate minimamente invasive.
Alla cerimonia di inaugurazione, alle 12,30, parteciperanno il direttore generale della Fondazione Policlinico A. Gemelli, Enrico Zampedri, il direttore del Gemelli Art e del Polo di Scienze oncologico ed ematologiche del Policlinico, Vincenzo Valentini, il direttore del programma educazionale della scuola di Radioterapia interventistica Interacts del Gemelli Art, George Kovacs, il coordinatore in carica e quello eletto del Gec-Estro, Christian Kirisits e Bradley Peters.

Diocesi: mons. Napolioni (Cremona), “l’Avvento 2017 chiama a solidarietà concreta verso i nostri preti missionari ‘ad gentes'”

Thu, 2017-11-30 09:18

“Se ogni anno dedichiamo l’Avvento di fraternità anche alla solidarietà nei confronti di comunità ecclesiali in situazioni di povertà, a maggior ragione quest’anno – che la Chiesa cremonese dedica all’approfondimento della propria missionarietà – dobbiamo essere a fianco dei nostri missionari ‘ad gentes’, ossia inviati in Paesi più o meno lontani per annunciare il Vangelo e condividere il cammino di popoli diversi”. Lo scrive mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, nel suo messaggio per l’Avvento di fraternità 2017. “La generosa tradizione missionaria della nostra diocesi – l’invito – non può spegnersi, pena l’inaridimento della nostra stessa esperienza cristiana. Non si può non essere missionari, ovunque”. Nei prossimi mesi, ricorda il presule, “rifletteremo attentamente su come poter rilanciare questa dimensione costitutiva della nostra vita. Intanto, impegniamoci a conoscere i sacerdoti, i religiosi e le religiose, ed i laici che ci ‘rappresentano’ presso le Chiese sorelle”.
L’Avvento 2017, in particolare, osserva mons. Napolioni, “chiama a solidarietà concreta verso i preti diocesani che ancora sono attivi in alcuni contesti specifici: don Ezio, don Emilio e don Giancarlo in Brasile, don Livio in Kazakistan, don Giovanni in Albania. L’Ufficio missionario ci farà conoscere storie e progetti. Tutti portiamoli nella nostra preghiera e nel frutto delle scelte di sobrietà che devono prepararci al Natale di Gesù”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Catania, maxi operazione antidroga. Corea del Nord, per gli Usa “guerra più vicina”

Thu, 2017-11-30 09:00

Cronaca: Catania, perquisizioni e 36 arresti nell’ambito di una maxi operazione antidroga

Maxi operazione antidroga a Catania: 200 carabinieri del comando provinciale stanno eseguendo 36 arresti e oltre 100 perquisizioni. I militari controllano porta a porta un intero agglomerato della periferia sud della città, il quartiere Librino, considerato un supermarket degli stupefacenti. L’operazione è stata preceduta da una complessa attività investigativa che ha portato all’emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 36 indagati. L’ordinanza è stata emessa dal Gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania ipotizzando i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina e marijuana per conto di Cosa Nostra. Particolari sull’operazione saranno resi noti dal procuratore Carmelo Zuccaro durante un incontro con i giornalisti che si terrà alle 10.30.

Giustizia: sedici anni dopo, la sentenza per l’omicidio della giornalista Maria Grazia Cutuli

Dovranno scontare 24 anni di reclusione i due afghani – Mamur e Zar Jan – accusati dell’omicidio dell’inviata del “Corriere della sera” Maria Grazia Cutuli, avvenuto il 19 novembre 2001. Lo ha stabilito ieri la Corte di Assise di Roma a 16 anni dall’assassinio. Con questa sentenza “si è dato valore al lavoro svolto da una giornalista italiana che ha rappresentato l’Italia all’estero portando avanti il diritto all’informazione per il suo Paese”, ha dichiarato l’avvocato Paola Tullier, legale di parte civile per la famiglia Cutuli.

Ue-Africa: task force internazionale per salvare vite dei migranti. Gentiloni, “tutti facciano la loro parte”

Nascerà “una task force congiunta tra Unione europea, Unione africana e Nazioni Unite per salvare e proteggere vite di migranti e rifugiati lungo le rotte e in particolare in Libia, accelerando il ritorno volontario assistito ai Paesi di origine e il reinsediamento di chi ha bisogno di protezione internazionale”. La decisione, comunicata ieri sera con una nota stampa delle tre istituzioni, è stata assunta a margine del summit Ue-Ua in corso ad Abidjan dal segretario dell’Onu, Antonio Guterres, dal presidente della commissione dell’Ua, Moussa Faki Mahamat, e dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker con l’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. Il vertice di Abidjan prosegue oggi: si discute di sviluppo, giovani, agricoltura, ambiente, salute, istruzione. Nella capitale ivoriana sono giunti, tra gli altri, Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron, Angela Merkel, Mariano Rajoy, il premier libico Fayez al Serraj e altri leader africani. Paolo Gentiloni, in conferenza stampa ad Abidjan, ha dichiarato: “La strada – sul tema immigrazione – è tracciata, bisogna rimboccarsi le maniche, mettere mano anche al portafoglio perché non è possibile che” le azioni sul fronte migratorio “siano finanziate pressoché solo da Italia, Germania e Ue. Ho avuto disponibilità” in questo senso “dei quattro Paesi di Visegrad a finanziare. Bisogna che ognuno faccia la propria parte su questa strada che l’Italia ha aperto”.

Corea del Nord: la minaccia nucleare di Pyongyang scuote il mondo. Gli Usa, “guerra più vicina”

La minaccia coreana continua a tener desta l’attenzione sullo scacchiere mondiale. Ieri l’ambasciatrice americana all’Onu Nikki Haley, durante il Consiglio di sicurezza dedicato al problema, ha dichiarato: “Ora la guerra è più vicina”. Piano di difesa e di eventuale attacco si stanno studiando fra Usa, Corea del Sud, Giappone. Anche la Cina, finora vicina a Pyongyang, sta rivalutando la propria posizione rispetto al dittatore coreano. Intanto, mentre al Tesoro americano si studiano nuove sanzioni finanziarie e al Pentagono si valuta l’ipotesi di un blocco navale, le Nazioni Unite rinviano la decisione di nuove misure punitive verso Pyongyang, con i Quindici del Consiglio di sicurezza che per il momento insistono sulla piena e rigorosa attuazione delle sanzioni già prese negli ultimi mesi. Washington chiede però a Pechino di tagliare le forniture di petrolio alla Corea del Nord, mentre Putin, da Mosca, insiste affinché la Corea del Sud interrompa le esercitazioni militari, perché “alzano la tensione nella regione”.

Balcani: suicidio in diretta dell’ex generale croato Praljak, condannato a 20 anni per crimini di guerra

L’ex generale croato Slobodan Praljak, che si era visto confermare in appello una condanna a 20 anni di carcere per crimini di guerra, ieri si è tolto la vita con un gesto plateale davanti ai giudici del Tribunale internazionale dell’Aia. Dopo la lettura della sentenza Praljak si era alzato in piedi affermando ad alta voce: “Slobodan Praljak non è un criminale di guerra e con sdegno respingo la sentenza”, per poi ingerire una fiala di veleno. Praljak, morto poco dopo in ospedale, era un ex comandante delle forze croato-bosniache in Bosnia nella guerra del 1992-95. Fra i crimini contestati all’ex generale durante la guerra nei Balcani, la distruzione del ponte di Mostar (8 novembre 1993), lo Stari Most, antico simbolo della città e della convivenza tra culture e fedi religiose.

Papa in Myanmar: card. Bo, “la sua presenza è stata come un tocco di guarigione per questa nazione”

Thu, 2017-11-30 08:38

“Lei si sente in sintonia con i giovani del mondo. La compagnia dei giovani raddoppia la sua gioia. Lei ha fiducia nei giovani. Anche Don Bosco aveva fiducia dei giovani”. È il saluto a Papa Francesco del card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon, al termine della Messa con i giovani alla St. Mary’s Cathedral. “Oggi le sfide che si presentano al Paese e alla Chiesa possono essere affrontate con fiducia dai giovani”, ha assicurato il cardinale: “Oggi la variopinta comunità di giovani è una grande speranza non solo per la Chiesa ma anche per questo Paese. Fate in modo di diventare una brigata di pace, un esercito di pace!”, l’invito ai giovani presenti da ogni parte del Paese. “Lei, Santo Padre, è l’apostolo della speranza”, ha proseguito Bo: “Negli ultimi tre giorni il Myanmar ha avuto la grazia di essere immerso nella speranza cristiana. La sua presenza è stata come un tocco di guarigione per questa nazione”. Definendo “un miracolo” la presenza di Francesco in Myanmar, l’arcivescovo di Yangon nel ringraziarlo ha ricordato che “quando è stato eletto disse che i cardinali erano andati a cercare il nuovo Papa ‘quasi alla fine del mondo’. Diventato Papa, lei ha scelto di benedire le più remote comunità cattoliche. Siamo profondamente toccati dal vostro paterno amore per questa Chiesa”.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie