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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 19 min 30 sec ago

Opera Don Orione: approvato in via definitiva lo statuto del Movimento laicale

Thu, 2017-11-30 16:32

“La Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica ha approvato in via definitiva, dopo cinque anni ad experimentum, lo statuto del Movimento laicale orionino (Mlo)”. Lo comunica con una nota l’organizzazione che raccoglie le varie associazioni e categorie di laici che condividono lo spirito e il servizio proprio del carisma di san Luigi Orione. “Il riconoscimento canonico del Mlo come associazione pubblica internazionale di fedeli laici era avvenuta il 20 novembre 2012, mentre risale al maggio 1992 il Capitolo generale dell’Opera Don Orione, durante il quale venne promossa la vocazione e l’organizzazione del movimento laicale come componente propria e autonoma della Famiglia carismatica orionina”. L’approvazione dello statuto rappresenta quindi un “traguardo importante” per l’Opera Don Orione, riassunto nelle parole di padre Laureano De La Red Merino, consigliere generale. “La vita di don Orione – dichiara – documenta come egli coinvolse i laici fin dagli inizi della fondazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Li formò spiritualmente e li preparò per collaborare nelle sue opere. Quindi la presenza dei laici, come singoli e come associazioni, ne è parte integrante della identità e della storia”.

Ricostruzione post terremoto: Iannelli (Mibact), “prevenzione, conoscenza approfondita e manutenzione patrimonio”. In emergenza “gestione efficace e tempestiva”

Thu, 2017-11-30 16:22

“Il danneggiamento di un bene culturale rappresenta, prima ancora che un danno economico, una ferita alla collettività a cui quel bene appartiene ed alle generazioni future che rischiano di essere private di quel patrimonio di conoscenza e di cultura che quel bene avrebbe loro trasmesso”, afferma Paolo Iannelli, soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016 (Mibact). “Un ruolo primario – sostiene al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa” in corso alla Pontificia Università Gregoriana – riveste indubbiamente l’attività di prevenzione, intesa come messa in atto di tutte quelle azioni volte a ridurre la vulnerabilità del patrimonio. Tra queste, la conoscenza approfondita del patrimonio e delle sue criticità nei confronti dei pericoli a cui è soggetto e la promozione della cultura di una manutenzione costante costituiscono certamente i primi ineludibili passi per perseguire l’eliminazione di tutte quelle criticità ‘locali’ spesso sopravvenute nel tempo”. Per Iannelli, “specialmente nei confronti di azioni naturali particolarmente severe, quali quelle sismiche, per quanto sforzi possano prodigarsi nella fase di prevenzione, attuando misure di compensazione e mitigazione, il rischio residuo da gestire rimane sempre elevato e ciò impone di metterne in conto una gestione efficace e tempestiva, che consenta di minimizzare gli incrementi di danni per il verificarsi di eventi successivi o per l’esposizione del patrimonio culturale ad ulteriori rischi”. “La gestione dell’emergenza attraverso la definizione di una strategia che, pur consentendo la flessibilità necessaria per adeguarsi alle diverse condizioni operative, ne tracci il percorso unitario, a partire dal verificarsi dell’evento fino all’avvio della fase di ricostruzione, va attuata  – conclude – attraverso la struttura organizzata specifica, disciplinata dal Mibact” con direttiva del 23 aprile 2015 “Procedure per la gestione delle attività di messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale”.

Diocesi: mons. Sorrentino (Assisi), “il mio grazie agli operatori economici per quanto fanno per la città”

Thu, 2017-11-30 16:14

“Un incontro per dire grazie agli operatori economici di Assisi per quanto fanno per la città”. È questo il messaggio del vescovo della diocesi di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, che ieri ha incontrato alcuni rappresentanti del Consiglio direttivo della Confcommercio di Assisi e Valfabbrica, guidati dal presidente Sebastiano Vincenzo Di Santi. La delegazione è stata accolta in vescovado dove mons. Sorrentino ha fatto visitare alcuni luoghi simbolo della vita di san Francesco e consegnato la lettera che lui stesso porterà a tutti gli operatori economici incontrandoli singolarmente. “È stato un incontro all’insegna della cordialità – ha reso noto oggi mons. Sorrentino – con il quale ho voluto esprimere la mia vicinanza agli operatori economici che rafforzerò anche con la visita che ho in programma per i prossimi mesi. Vorrei dire grazie a chi si impegna per il bene della città, soprattutto in un anno in cui ho sentito e constatato le difficoltà che molti di loro hanno dovuto affrontare a causa del calo del turismo. Desidero portare un saluto a tutti, facendomi presente con un piccolo dono simbolico, un’icona di S. Francesco che benedice la città e il libro del santuario della Spogliazione”. Nella lettera il vescovo sottolinea il suo desiderio di poter parlare sia con coloro che hanno fede sia con chi si sente distante dalla visione cristiana. “Sono a tutti grato – scrive ancora il vescovo nella lettera – se mi vorranno accogliere con benevolenza. Suppongo poi che qualcuno abbia da farmi qualche domanda o esprimermi qualche perplessità. Vengo con il desiderio di un dialogo sincero, che ci aiuti a crescere nella nostra umanità e nel servizio al bene comune. Vorrei farmi, così, voce di Francesco che, partendo dalla casa del vescovo, dov’era ricoverato, per andare a morire nella sua amata Porziuncola, benedisse la città”.

Papa in Bangladesh: arcivescovo Dacca a Tv2000, “nostra è Chiesa povera, si sentirà a casa”

Thu, 2017-11-30 16:07

“Qui il Papa non avrà problemi perché lui ama i poveri. La nostra è una Chiesa povera e per i poveri. Si sentirà a casa. Non credo che si lamenterà. Non avrà magari tutte le comodità ma sono anche convinto che non è qui per cercarle e sono certo che sarà felice. Sentirà l’anima del popolo del Bangladesh”. Lo ha detto l’arcivescovo di Dacca, il card. Patrick D’Rozario, in un’intervista a Tv2000, al microfono dell’inviato Vito D’Ettorre, in merito alla visita di Papa Francesco in Bangladesh.
“La nostra – ha aggiunto l’arcivescovo – è una piccola Chiesa. Non abbiamo grandi infrastrutture, facciamo quello che possiamo. Noi possiamo essere orgogliosi che il primo ministro abbia aperto le frontiere a 600mila rifugiati nonostante la nostra popolazione sia già numerosa. Ha fatto una scelta umanitaria molto saggia. La visita del Papa sarà un grande supporto agli sforzi umanitari della gente del Bangladesh. Il Papa incontrerà un piccolo gruppo di Rohingya, sarà un evento simbolico ma davvero importante”. “Siamo tutti molto felici – ha proseguito il card. D’Rozario – che il Papa abbia scelto di venire in questa piccola nazione alla periferia del mondo. Gli siamo molto grati. Per i cristiani ma direi anche per tutto il Bangladesh, lui arriverà come un leader spirituale: il capo della Chiesa, in pellegrinaggio verso la gente del Bangladesh. E anche la gente del Bangladesh, ne sono sicuro, andrà incontro al Papa”.

Ricostruzione post terremoto: don Pennasso (Cei), “in situazioni di emergenza fondamentali conoscenza e geolocalizzazione del patrimonio storico-artistico”

Thu, 2017-11-30 16:01

In caso di emergenza e calamità naturali la conoscenza del patrimonio dei beni culturali ecclesiastici e della collocazioni degli immobili e delle collezioni è fondamentale “perché si riduca in modo esponenziale la possibilità che il patrimonio vada disperso e possa così essere quanto prima e quanto meglio recuperato e messo in sicurezza”. A sottolinearlo è don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, intervenendo al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa” in corso alla Pontificia Università Gregoriana per iniziativa della Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Pennasso ricorda che fin dal 1996 le diocesi italiane sono impegnate nella realizzazione partecipata del progetto di catalogazione del patrimonio mobile di proprietà delle parrocchie e del censimento delle chiese che permette la geolocalizzazione e il collegamento fra le diverse banche dati: chiese e oggetti. “Procedure e modalità operative delle diocesi attraverso relazioni istituzionali – spiega – consentono di mettere a disposizione delle Soprintendenze e della Protezione civile tutte le necessarie conoscenze”. Fondamentale “individuare in tempo non di crisi depositi temporanei di proprietà ecclesiastica per il ricovero di beni mobili in caso di calamità”. Un aspetto di novità, sottolinea Pennasso, è il protocollo d’intesa sottoscritto il 1° dicembre 2016 tra il commissario per la ricostruzione, il Mibact, la Cei e le diocesi colpite dal terremoto, attraverso il quale si vengono a concordare insieme priorità, modalità e termini per il recupero dei beni culturali di interesse religioso danneggiati dagli eventi sismici che hanno colpito Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Il direttore dell’Ufficio Cei ricorda inoltre la Consulta per il recupero dei beni culturali, finalizzata a rendere stabile lo scambio e la collaborazione tra le parti e a concordare soluzioni a eventuali problemi. Infine il tavolo di lavoro tecnico permanente che, oltre a definire le priorità degli interventi – è in corso la raccolta delle priorità indicate dalle diocesi per gli interventi nei luoghi di culto – è chiamato ad assicurarne coordinamento e istruttorie.

Israele: mons. Girelli, nuovo nunzio apostolico, presenta credenziali al presidente Rivlin

Thu, 2017-11-30 15:55

Ieri, 29 novembre, l’arcivescovo Leopoldo Girelli, nuovo nunzio apostolico in Israele, ha presentato le sue credenziali al presidente israeliano Reuven Rivlin nella residenza presidenziale. Lo riferisce il Patriarcato latino di Gerusalemme. Con il nunzio anche altri ambasciatori di nuova nomina in Israele: Magnus Hellgren dalla Svezia, Joao-Bernardo de Oliveira Martins Weinstein dal Portogallo e Bernardo Greiver dall’Uruguay. La nomina di mons. Girelli, da parte di Papa Francesco, a nunzio apostolico in Israele e delegato apostolico a Gerusalemme e in Palestina risale al 13 settembre scorso. Due giorni dopo, il 15 settembre, il presule è stato nominato nuovo nunzio apostolico a Cipro. Dopo aver prestato servizio come nunzio apostolico a Singapore, mons. Girelli sostituisce l’arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, che ha prestato servizio in questa posizione dal 2012.

Ricostruzione post terremoto: Martines (architetto), “obiettivo del restauro di un luogo di culto è la ricomposizione dell’identità”

Thu, 2017-11-30 13:35

Il valore dell’identità. Lo sottolinea l’architetto Ruggero Martines, della Pontificia Università Gregoriana, parlando al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa” organizzato dalla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali dell’Ateneo, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia.  “Restauri post sismici – fa notare – si registrano da sempre. Le soluzione storicamente consolidate si dividono in due grandi categorie”. La prima, spiega, “nei casi di danni limitati, rientra nel campo delle riparazioni, talvolta integrate da elementi di rinforzo quali catene e contrafforti. La seconda, nei casi più gravi comporta la rifazione del monumento, in genere ‘dove era ma non come era’”. “Il restauro post sismico, limitato od esteso, di integrazione, consolidamento o ricostruzione – afferma – è comunque opera di architettura”. Criteri ne sono il “giusto equilibrio tra le parti ed i componenti dello spazio architettonico” estesi anche a “quel quid che costituisce l’elemento motivazionale della esistenza del monumento, la ragione per la quale esso fu costruito e conservato”. Per Martines, “la caratteristica di un monumento, in specie di un edificio di culto, è il ruolo identitario e di memoria che esso riveste. L’attività quindi di chi restaura, al di là di ogni adesione alle proposizioni delle varie scuole di restauro, deve necessariamente porsi come obbiettivo la ricomposizione dell’identità”.

Ricostruzione post terremoto: mons. Pompili (Rieti), “siamo ancora ai preliminari, mi auguro decisioni operative in tempi brevi”

Thu, 2017-11-30 13:32

“Siamo ancora ai preliminari ma mi auguro che in tempi brevi si arrivi a decidere anche sul piano operativo”. Lo afferma monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, in un brevissimo saluto fuori programma al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa” in corso alla Pontificia Università Gregoriana, organizzato dalla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. “La mia terra – dice Pompili – è quella che ha pagato al terremoto il prezzo più alto: 249 vittime e gravi ferite nelle 150 chiese che costellano il territorio”. “Sì, c’è bisogno di pensare la ricostruzione – afferma, ribadendo quanto sostenuto dai precedenti relatori – e di evitare sia il feticismo di chi vorrebbe semplicemente riprodurre l’originale, sia la genialità creativa di qualcuno che tende ad inventarsi qualcosa di nuovo”. “La linea dell’orizzonte della ricostruzione – conclude – non è ancora definita, siamo ancora ai preliminari ma mi auguro che in tempi brevi si arrivi a decidere anche sul piano operativo”.

Ricostruzione post terremoto: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia), “apposita commissione per ricostruzione cattedrale di san Benedetto”

Thu, 2017-11-30 13:30

Una “apposita commissione” per la ricostruzione della cattedrale di Norcia. Ad annunciarne l’imminente costituzione è mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa”, organizzato dalla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali della Pontificia Università Gregoriana, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Si tratta, spiega il presule, “di una commissione costituita da Mibact, archidiocesi (che ne è la proprietaria), Regione Umbria e Comune di Norcia, che ne studierà le modalità, magari anche attraverso un concorso internazionale aperto ai grandi nomi dell’architettura contemporanea”. “Come cittadini – prosegue – abbiamo il diritto di pretendere che i lavori di ricostruzione garantiscano la massima sicurezza., superando con sapiente realismo l’approccio feticistico che taluni vorrebbero imporre nel rapporto con gli edifici storici”. Case, aziende e chiese devono essere “una priorità per restituire alla gente della Valnerina una vita dignitosa e sicura ma occorre domandarsi come e dove ricostruire, con quali criteri”. “Esprimo perplessità – scandisce Boccardo – circa il proposito enunciato di ricostruire ‘tutto come era’”. Procedere in questo modo “significherebbe al termine dei lavori trovarsi davanti a un vero falso, anche se un falso d’autore”. Le ferite si rimarginano ma le cicatrici rimangono. “Il terremoto fa storia ed entra nella memoria dei popoli. Gli edifici sacri e profani portano il segno delle vicissitudini che hanno affrontato nel corso dei secoli. E’ giusto – si chiede a conclusione – che le ferite del terremoto del 2016 vengano completamente cancellate, o bisognerà piuttosto riproporre questo patrimonio di arte e di fede in modo nuovo, che racconti alle generazioni future anche questo capitolo doloroso della nostra storia?”.

Parlamento europeo: passa un bilancio 2018 “di minoranza”. Taglio ai fondi per la Turchia

Thu, 2017-11-30 13:27

(Bruxelles) Via libera definitivo dal Parlamento europeo al bilancio 2018 dell’Unione europea. Dopo il voto oggi in plenaria a Bruxelles – che conclude il lungo iter di approvazione, cominciato a fine maggio e che ha coinvolto la Commissione e il Consiglio – il budget è stato ufficialmente firmato dai vertici Ue. Gli stanziamenti d’impegno per il 2018 ammontano complessivamente a 160,1 miliardi di euro e gli stanziamenti di pagamento a 144,7 miliardi di euro. L’approvazione non è stata indolore: 295 i voti in favore, 154 i contrari e 197 le astensioni. Il bilancio non ottiene dunque la maggioranza dell’emiciclo. “Rispetto alla proposta di bilancio della Commissione, i deputati – segnala una nota – sono riusciti a garantire nuove risorse più sostanziali per quelli che considerano i programmi fondamentali per la crescita e l’occupazione, vale a dire Orizzonte 2020 (con un aumento di 110 milioni di euro per i programmi di ricerca), Erasmus+ (con un aumento di 24 milioni di euro) e Cosme (con un aumento di 15 milioni di euro per il sostegno alle Pmi)”. Il Parlamento ha potenziato gli stanziamenti proposti dalla Commissione per le agenzie con compiti connessi alla sicurezza: Europol (3,7 milioni di euro in più e 10 nuovi posti di lavoro), Eurojust (1,8 milioni di euro in più e altri 5 posti di lavoro) e l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo Easo (5 milioni di euro in più).
Per quanto riguarda la Turchia, gli eurodeputati hanno deciso di tagliare i fondi di pre-adesione di 105 milioni di euro e di iscrivere in riserva altri 70 milioni di euro in stanziamenti d’impegno, “in risposta al peggioramento nel paese della situazione in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti umani”.

Papa in Bangladesh: autorità, cattolici svolgono “ruolo costruttivo nello sviluppo del Paese”

Thu, 2017-11-30 13:22

“I cattolici del Bangladesh, anche se relativamente pochi di numero,cercano di svolgere un ruolo costruttivo nello sviluppo del Paese, specialmente attraverso le loro scuole, le cliniche e i dispensari”. Ne è convinto il Papa, che già dal suo primo discorso pubblico in Bangladesh, durante l’incontro con le autorità, ha apprezzato gli sforzi della piccola comunità cattolica, in un Paese di 160 milioni di abitanti il 98% dei quali è di religione musulmana. “La Chiesa apprezza la libertà, di cui beneficia l’intera nazione, di praticare la propria fede e di realizzare le proprie opere caritative, tra cui quella di offrire ai giovani, che rappresentano il futuro della società, un’educazione di qualità e un esercizio di sani valori etici e umani”, l’elogio del Papa: “Nelle sue scuole la Chiesa cerca di promuovere una cultura dell’incontro che renderà gli studenti capaci di assumersi le proprie responsabilità nella vita della società”. “La grande maggioranza degli studenti e molti degli insegnanti in queste scuole non sono cristiani, ma provengono da altre tradizioni religiose”, ha fatto notare Francesco: “Sono certo che, in accordo con la lettera e lo spirito della Costituzione nazionale, la comunità cattolica continuerà a godere la libertà di portare avanti queste buone opere come espressione del suo impegno per il bene comune”, l’auspicio. Al termine del discorso, il Papa e il presidente dl Bangladesh tornano alla Credentials Hall per la Firma del Libro d’Onore. Quindi, dopo i saluti finali, Francesco si trasferisce in auto alla nunziatura apostolica di Dacca.

Papa in Bangladesh: incontro autorità, mai utilizzare la religione per “fomentare divisione” o “giustificare odio e violenza”

Thu, 2017-11-30 13:19

“In un mondo dove la religione è spesso – scandalosamente – mal utilizzata al fine di fomentare divisione, questa testimonianza della sua forza di riconciliazione e di unione è quanto mai necessaria”. Sono le parole del discorso del Papa alle autorità dedicate ad una delle tappe del viaggio in Bangladesh che ha definito “un momento privilegiato”: l’incontro, domani a Ramna, con i responsabili ecumenici e interreligiosi. “Ciò si è manifestato in modo particolarmente eloquente nella comune reazione di indignazione che ha seguito il brutale attacco terroristico dell’anno scorso qui a Dacca – ha proseguito Francesco – e nel chiaro messaggio inviato dalle autorità religiose della nazione per cui il santissimo nome di Dio non può mai essere invocato per giustificare l’odio e la violenza contro altri esseri umani nostri simili”. “Insieme pregheremo per la pace e riaffermeremo il nostro impegno a lavorare per la pace”, ha anticipato Francesco a proposito del citato incontro in programma domani. “Il Bangladesh – ha commentato – è noto per l’armonia che tradizionalmente è esistita tra i seguaci di varie religioni. Questa atmosfera di mutuo rispetto e un crescente clima di dialogo interreligioso consentono ai credenti di esprimere liberamente le loro più profonde convinzioni sul significato e sullo scopo della vita. Così essi possono contribuire a promuovere i valori spirituali che sono la base sicura per una società giusta e pacifica”.

Papa in Bangladesh: incontro autorità, appello per Rakhine: servono “misure efficaci contro crisi”

Thu, 2017-11-30 13:17

“Nei mesi scorsi, lo spirito di generosità e di solidarietà che caratterizza la società del Bangladesh si è manifestato molto chiaramente nel suo slancio umanitario a favore dei rifugiati affluiti in massa dallo Stato di Rakhine, provvedendoli di un riparo temporaneo e delle necessità primarie per la vita”. Nel suo primo discorso pubblico in Bangladesh, il Papa entra direttamente nella questione dei rifugiati, in gran parte di etnia rohingya, accolti nel Paese. “Questo è stato fatto con non poco sacrificio. Ed è stato fatto sotto gli occhi del mondo intero”, l’apprezzamento di Francesco: “Nessuno di noi può mancare di essere consapevole della gravità della situazione, dell’immenso costo richiesto di umane sofferenze e delle precarie condizioni di vita di così tanti nostri fratelli e sorelle, la maggioranza dei quali sono donne e bambini, ammassati nei campi-profughi”. “È necessario che la comunità internazionale attui misure efficaci nei confronti di questa grave crisi, non solo lavorando per risolvere le questioni politiche che hanno condotto allo spostamento massivo di persone, ma anche offrendo immediata assistenza materiale al Bangladesh nel suo sforzo di rispondere fattivamente agli urgenti bisogni umani”, l’appello.

Papa in Bangladesh: incontro autorità, “il vero dialogo guarda al futuro ed è attento ai bisogni di tutti i cittadini”

Thu, 2017-11-30 13:16

“Nel mondo di oggi, nessuna singola comunità, nazione o Stato, può sopravvivere e progredire nell’isolamento”. È il monito del Papa, nel suo primo discorso in Bangladesh, durante l’incontro con le autorità nel palazzo presidenziale di Dacca. “In quanto membri dell’unica famiglia umana, abbiamo bisogno l’uno dell’altro e siamo dipendenti l’uno dall’altro”, spiega Francesco ricordando che “il presidente Sheikh Mujibur Rahman ha compreso e cercato di incorporare questo principio nella Costituzione nazionale”. “Egli ha immaginato una società moderna, pluralistica e inclusiva, in cui ogni persona e ogni comunità potesse vivere in libertà, pace e sicurezza, nel rispetto dell’innata dignità e uguaglianza di diritti di tutti”, l’omaggio di Francesco al capo dello Stato: “Il futuro di questa giovane democrazia e la salute della sua vita politica sono essenzialmente connessi alla fedeltà a questa visione fondativa”, l’auspicio. “Solo attraverso un dialogo sincero e il rispetto della legittima diversità un popolo può riconciliare le divisioni, superare prospettive unilaterali e riconoscere la validità di punti di vista differenti”, ha ammonito il Papa: “Perché il vero dialogo guarda al futuro, costruisce unità nel servizio del bene comune ed è attento ai bisogni di tutti i cittadini, specialmente dei poveri, degli svantaggiati e di coloro che non hanno voce”.

Diocesi: San Marino-Montefeltro, il 4 dicembre veglia di preghiera con le mamme in attesa di un figlio

Thu, 2017-11-30 13:14

Una veglia di preghiera con le donne in attesa di un figlio. Si svolgerà nella diocesi di San Marino lunedì 4 dicembre, alle 21. Tre appuntamenti diversi in contemporanea nei vicariati della diocesi: a Montegiardino per San Marino, dove sarà presente il vescovo mons. Andrea Turazzi, a Novafeltria per Val Marecchia, nel santuario di Monte Cerignone per Val Foglia e Val Conca. Durante la veglia, si svolgerà l’adorazione eucaristica e l’ascolto di alcuni testi biblici e testimonianze sul tema dell’accoglienza della vita. L’incontro si concluderà con un omaggio alla Madonna e la consegna di un dono alle future mamme e papà e di una preghiera da recitare in famiglia. “Quest’appuntamento rappresenta un ulteriore, significativo segnale di risveglio delle coscienze sul tema dell’accoglienza della vita, che la Chiesa diocesana lancia all’intera comunità, soprattutto nel vicariato di San Marino da mesi interessato alla riflessione su una proposta di legge che intende introdurre la liberalizzazione dell’aborto – si legge in una nota –. Dopo l’incontro-testimonianza di Gianna Jessen di domenica scorsa a Serravalle e prima delle iniziative per la Giornata della vita, a inizio febbraio del prossimo anno, la veglia per la vita nascente rappresenta un ulteriore appello alle coscienze dei sammarinesi di buona volontà”.

Papa in Bangladesh: incontro autorità, il “Golden Bengal” ha “sempre avuto un posto speciale nel cuore dei papi”

Thu, 2017-11-30 13:14

“Mi trovo qui sulle orme di due miei redecessori, Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II, a pregare con i miei fratelli e sorelle cattolici e ad offrire loro un messaggio di affetto e di incoraggiamento”. Il primo discorso pubblico del Papa in Bangladesh, pronunciato durante l’incontro con le autorità, il Corpo diplomatico e la società civile, nel palazzo presidenziale di Dacca – dopo la visita di cortesia e l’incontro privato con il presidente, Abdul Hamid – comincia con un omaggio ai viaggi apostolici di Paolo VI, nel 1970, e di Giovanni Paolo II, nel 1986. “Il Bangladesh è uno Stato giovane, eppure ha sempre avuto un posto speciale nel cuore dei Papi, che fin dal principio hanno espresso solidarietà con il suo popolo, intesa ad accompagnarlo nel superare le difficoltà iniziali, e lo hanno sostenuto nell’esigente compito di costruire la nazione e il suo sviluppo”, fa notare Francesco, che chiama il Bangladesh “Golden Bengal” e lo descrive come “un Paese tutto avvolto da una vasta rete fluviale e di vie d’acqua, grandi e piccole”. “Questa bellezza naturale è emblematica della vostra particolare identità come popolo”, sottolinea Francesco, secondo il quale il Bangladesh “è una nazione che si sforza di raggiungere un’unità di linguaggio e di cultura nel rispetto per le diverse tradizioni e comunità, che fluiscono come tanti rivoli e ritornano ad arricchire il grande corso della vita politica e sociale del Paese”.

La Civiltà Cattolica: “Il Natale ci interroga sul nostro modo di accogliere i fratelli”

Thu, 2017-11-30 11:30

“Il Natale ci interroga e ci provoca sul nostro modo di vivere e di accogliere i fratelli”. Lo scrive “La Civiltà Cattolica” nell’ultimo numero, che dedica l’editoriale al Natale. Un testo in cui sono citate le parole di Papa Francesco, che sottolineano come “la rivoluzione della tenerezza del Dio che ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili continua a interpellarci: per incontrarlo bisogna chinarsi, abbassarsi, farsi piccoli”. “La pace, la giustizia si costruiscono giorno per giorno – scrive La Civiltà Cattolica -, riconoscendo l’insopprimibile dignità di ogni vita umana, a partire dalla più piccola e più indifesa, riconoscendo ogni essere umano come nostro fratello”. Non mancano, però, le “tenebre” nei “momenti della vita di ciascuno di noi e della storia dell’umanità”. “È la nostra esperienza di oggi. In un momento in cui, al di là delle nostre insufficienze e angosce personali, non sembra esserci un domani degno di essere vissuto. Quando le poche cose belle che si riescono ancora a vedere sembrano sopraffatte dalla corruzione e dall’egoismo, dal disimpegno, dalla menzogna e dall’ipocrisia, questo messaggio lo sentiamo particolarmente nostro: le tenebre non sono riuscite a soffocare la luce”. Il Natale implica, dunque, un continuo rinnovamento, “ci chiama a un tentativo sempre nuovo di rinnovarci, di sentirci solidali e partecipi, al di là della devozione convenzionale. Il Natale diventa così per il credente una vocazione: ci chiama ogni volta a cercare, tra mille difficoltà, la strada che ci porta all’altro, al fratello”.

Copercom: Padula (presidente), “attenzione alla dignità della persona e alle istanze di una realtà mediale caotica”

Thu, 2017-11-30 11:24

“Cercheremo di lavorare prestando attenzione al rispetto della dignità della persona, agli ultimi, quindi alle istanze fondamentali, in una contemporaneità sociale e mediale sempre più complessa, caotica e turbolenta”. Lo afferma al Sir Massimiliano Padula, nuovo presidente del Copercom, il Coordinamento delle associazioni per la comunicazione, 29 associazioni “diverse, ognuna con una propria missione e peculiarità ma unite da una comune ispirazione cristiana e da una comune sensibilità verso i media”. “Cercheremo di consolidare il lavoro egregio svolto nei decenni passati da questo organismo, grazie anche all’impegno dei presidenti, non ultimo Domenico Delle Foglie – ha aggiunto -. Il Copercom vuole servire la Chiesa ma anche la società attraverso un lavoro condiviso, partecipativo e inclusivo. Cercheremo di intercettare e annusare le sfide che la Chiesa e la società ci impone e ci chiede di fronteggiare. E lo faremo coscienti di un’eredità importante e di un presente fecondo”.

Papa Francesco: arrivato in Bangladesh, cerimonia di benvenuto a Dacca e visite a due memoriali

Thu, 2017-11-30 11:19

L’aereo con a bordo il Papa è atterrato alle ore 15 locali (le 10 ora di Roma) all’aeroporto internazionale di Dacca. Dopo il Myanmar, è cominciata così la seconda parte del 21° viaggio apostolico di Francesco. Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal presidente della Repubblica del Bangladesh, Abdul Hamid. Quindi due bambini in abito tradizionale hanno offerto dei fiori e un vaso di terra a Francesco che lo ha benedetto. Erano presenti alcune autorità politiche e civili, 10 vescovi del Bangladesh, un gruppo di fedeli e 40 bambini che hanno eseguito danze tradizionali.
Dopo gli onori militari e l’esecuzione degli inni, la presentazione delle rispettive delegazioni, al termine della quale il Papa si è congedato mentre venivano eseguite danze tradizionali, per poi trasferirsi al National Martyr’s Memorial di Savar, a 35 chilometri da Dacca, luogo che ricorda il sacrificio dei martiri che hanno donato la loro vita per il Paese nella guerra di liberazione del 1971. Al suo arrivo, alle 16 (11), Francesco è stato accolto da alcune autorità civili che lo hanno scortato fino al Monumento dove è presente la Guardia d’Onore. Qui il Papa ha deposto una corona di fiori. Quindi, lungo il percorso di ritorno, ha firma il Libro d’Onore e piantato un albero nel “Giardino della Pace”. Infine si è trasferito in auto al Bangabandhu Memorial Museum per  rendere omaggio al “Padre della Nazione” Sheikh Mujibur Rahman.

Ricostruzione post terremoto: Di Francesco (Mibact), recuperate oltre 30mila opere d’arte, oltre mille interventi di messa in sicurezza. 374 milioni per prevenzione sismica

Thu, 2017-11-30 11:17

Sono 20.254 i beni storico-artistici e archeologici, 9.780 i volumi e 4.623 i metri lineari di beni archivistici finora recuperati nelle regioni colpite dal sisma del Centro Italia e ricoverati nei depositi di Celano-Paludi (L’Aquila), Cittaducale (Rieti), Spoleto (Perugia), Ascoli Piceno e Ancona, mentre sono 1.171 gli interventi di messa in sicurezza di chiese, edifici storici e monumenti nei territori terremotati. Sono 5.500 gli immobili censiti come danneggiati di cui 4 mila chiese. A stilare un bilancio dell’impegno post terremoto è il segretario generale del ministero dei Beni culturali architetto Carla Di Francesco, nel suo saluto al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa”, organizzato dalla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. “Le chiese – spiega – sono le architetture storiche più vulnerabili. E’ ancora in corso il lavoro di censimento del danno provocato dal terremoto, un sisma di proporzioni catastrofiche, mentre continuano le messe in sicurezza. Tutti si aspettano di vedere cominciare la ricostruzione. I primi tre primi provvedimenti del Commissario straordinario hanno assegnato alla riparazione e ricostruzione di chiese 200 milioni di euro complessivamente per circa 2000 edifici, ma arriveranno altri fondi. I tempi però saranno lunghi. Ora occorre ragionare su cosa fare per i singoli edifici e approntare i progetti”. “Abbiamo ricevuto – prosegue – fondi consistenti per la prevenzione sismica, 374 milioni che sono nella legge finanziaria di quest’anno e li stiamo destinando per spenderli in quattro anni”. Di Francesco annuncia infine il varo, insieme alla Protezione civile, di un programma formativo per gli addetti di Protezione civile, Ministero, Enti coinvolti nel sisma.

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