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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 20 min 1 sec ago

Ricostruzione post terremoto: p.da Silva (rettore), “ferite a beni culturali della Chiesa colpiscono affetti più profondi e anima credente delle comunità”

Thu, 2017-11-30 11:16

“Un terremoto provoca sempre ferite alle persone, al tessuto sociale ed economico, e produce gravi danni ai beni culturali e artistici”. Per questo è importante riflettere sul “modo di curare queste ferite o meglio sul modo di ricomporre l’identità delle comunità colpite. Una questione di identità perché i beni culturali sono sempre espressione di identità”. Esordisce così il rettore della Pontificia Università Gregoriana, p. Nuno da Silva Gonçalves, nel suo saluto al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa”, organizzato oggi dalla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Obiettivo dell’incontro, presentare lo stato dei beni culturali di interesse sacro e religioso, coinvolti nei drammatici eventi sismici che hanno colpito recentemente le aree dell’Italia centrale, e i temi ad essi legati: il recupero delle opere d’arte, la messa in sicurezza, il restauro e la ricostruzione. Il rettore insiste sul concetto di identità che “nei beni culturali della Chiesa assume rilievo particolare; essi sono infatti la testimonianza di un comunità credente che vive e celebra la propria fede e la trasmette di generazione in generazioni. Le ferite a questi beni colpiscono gli affetti più profondi e l’anima credente delle comunità. E’ pertanto importante ricomporne l’identità ed è importante farlo con uno sguardo al futuro e condividendo buone pratiche”. Per p. Marek Inglot, decano della Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa dell’Ateneo, “occorre ricomporre la civitas” fatta di “case, luoghi di lavoro, chiese, monasteri, luoghi di culto minori. L’opera d’arte sacra recuperata dalle macerie trascende il suo valore storico – artistico per comunicare la bellezza di Dio”.

Corridoi umanitari: mons. Galantino, “sensibilità verso persone e animali sia la stessa”

Thu, 2017-11-30 11:14

“Con grande piacere noto una accresciuta e lodevole sensibilità nei confronti degli animali. Mi piacerebbe che la stessa sensibilità venisse estesa a tutte le persone che vivono situazioni di fragilità”: lo ha detto oggi mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, durante la cerimonia di accoglienza, all’aeroporto di Fiumicino a Roma, dei primi 25 profughi africani (un terzo sono bambini) arrivati dai campi in Etiopia grazie ai corridoi umanitari della Cei – che agisce attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes – insieme alla Comunità di Sant’Egidio. “Ho visto in tv dei blitz per liberare gli animali dai canili – ha detto poi a margine -. Mi piacerebbe ci fossero blitz per liberare anche le persone, non chiuderle”. Questa “lodevole sensibilità e condivisa attenzione per la sorte di tanti animali e qualità della loro vita è un fatto bello – ha precisato -. Mi piacerebbe che un po’ di questa sensibilità venisse estesa a tutte le persone che vivono situazione di fragilità, quale sia il motivo per cui si trovano qui. Bisognerebbe sviluppare una sensibilità meno ad intermittenza e fare entrambe le cose: stare attenti alle persone e agli animali. Vorrei diventasse uno stile di tutti gli italiani”.

+++ Papa Francesco: messaggio per i 20 anni di “A sua immagine”, “accendete le telecamere e i riflettori” sui giovani e le periferie +++

Thu, 2017-11-30 11:01

“Vent’anni non sono pochi, ma è questo il momento di pensare al futuro, di ascoltare le attese dei giovani, i desideri di chi non ha voce, di coloro che difficilmente vengono ascoltati perché sono ai margini, di quanti abitano le periferie delle nostre città”. Lo scrive il Papa, facendo gli auguri alla trasmissione televisiva “A sua immagine “ per i suoi vent’anni di attività. “Su questi territori – la consegna di Francesco per il futuro – accendete le telecamere e i riflettori, affinché possiamo essere informati, ci venga dato motivo per comprendere che il Vangelo non è una parentesi della vita quotidiana ma si incarna nella storia delle persone, tocca la loro carne e ne fa scaturire racconti nuovi”. Alle persone “appassionate e competenti” che lavorano nella trasmissione “frutto di una splendida collaborazione tra la televisione pubblica italiana, la Rai, e la Conferenza episcopale italiana”, e che “non interpretano il loro servizio come un mestiere ma come una missione”, il Papa chiede “che l’incanto e la bellezza della fede, vissuti e incontrati lungo le strade del mondo, possano essere raccontati in maniera semplice e affascinante. Il Vangelo è bello non perché è un codice di leggi da osservare per non essere puniti, ma è la narrazione dell’incontro con una persona viva, che ancora oggi chiede di incrociare il cammino con ciascuno di noi per farci dono della sua vita”. Nato nel dicembre del 1997 come settimanale di approfondimento culturale, sulla scia delle rubriche religiose presenti nel palinsesto della Rai sin dal 1954, si è andato nel tempo definendo sempre di più come un programma di confronto culturale alla portata di tutti, che potesse parlare al grande pubblico e non solo ad una élite, anche grazie alla cross medialità: “A sua immagine”, infatti, oltre che in tv è presente e attiva sulla piattaforma digitale con i suoi profili social. Due gli appuntamenti settimanali del programma, condotto da Lorena Bianchetti con l’ausilio di Paolo Balduzzi su Rai Uno: il sabato pomeriggio e la domenica mattina.

+++ Papa Francesco: messaggio per i 20 anni di “A sua immagine”, “inventare nuove strade per portare il Vangelo nelle famiglie degli italiani” +++

Thu, 2017-11-30 11:00

“Siete nel pieno della giovinezza, non lasciatevela intristire, anzi fate fiorire tutta la creatività, propria di questa età, per scoprire o inventare nuove strade per portare il Vangelo nelle famiglie degli italiani”. Sono gli speciali auguri del Papa per i 20 anni della trasmissione televisiva “A sua immagine”, iniziata nell’autunno del 1997. In un messaggio inviato per l’occasione – e diffuso oggi dal Sir -, Francesco definisce il traguardo dei vent’anni di attività “un anniversario importante per la vostra storia”. “Il vostro è un servizio prezioso, che fa risuonare ogni settimana nelle nostre case la Parola di Dio, insieme con la testimonianza di fede di persone che hanno vissuto in territori dove essere cristiani è una colpa così grave da meritare la morte”, prosegue il Papa, facendo notare che nel programma di RaiUno “trova spazio anche la Messa e la preghiera dell’Angelus”. “Pensate che per molti anziani o persone in difficoltà questi sono gli unici momenti in cui hanno la possibilità di vedere luoghi di preghiera e di ascoltare la Parola di Dio e la testimonianza di tanti fratelli e sorelle sparsi nel mondo, che affrontano ogni genere di difficoltà per la Croce di Cristo, oppure raccontano i piccoli ‘miracoli’ che nascono dal fare del Vangelo la legge di vita”, l’invito.

Corridoi umanitari: mons. Galantino ai primi 25 profughi africani, “Benvenuti! Ora diventi prassi consolidata”

Thu, 2017-11-30 10:57

“Benvenuti! È stato bello sentirmi dire ‘ci sentiamo già a casa nostra’”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha accolto stamattina  all’aeroporto di Fiumicino (Roma) i primi 25 profughi africani (un terzo sono bambini) arrivati dai campi in Etiopia grazie ai corridoi umanitari, nell’ambito del protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Cei – che agisce attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes – e dalla Comunità di Sant’Egidio. Il protocollo, finanziato con fondi Cei 8xmille, prevede il trasferimento dall’Etiopia di 500 profughi in due anni. Già 50 diocesi hanno dato disponibilità all’accoglienza. Mons. Galantino ha ringraziato il governo italiano che ha accolto la proposta di aprire questo ulteriore canale umanitario. “La speranza è che il reiterarsi di questa esperienza possa diventare la prassi consolidata, la strada perché chi ne ha bisogno possa realizzare il suo sogno di vivere con dignità”, questo il suo auspicio. Il segretario generale della Cei ha ricordato che l’esperienza dei corridoi umanitari “non nasce oggi, non è un fatto nuovo, ma affianca altre iniziative che la Chiesa italiana sta sviluppando da più di 30 anni in maniera non organizzata attraverso i missionari, le missionarie e i laici da sempre presenti nelle vostre terre”. “È desiderio e progetto della Chiesa italiana – ha affermato – creare le condizioni per cui le persone possano rimanere nei Paesi in cui stanno”. A questo proposito ha ricordato il progetto “Liberi di partire, liberi di restare”, al quale la Cei ha destinato 30 milioni di euro dell’otto per mille e le tante famiglie, parrocchie e comunità che hanno accolto già 30.000 persone con vari progetti.

Sport e pace: Laureus sport for good, bambini israeliani e palestinesi insieme nel nome dello sport

Thu, 2017-11-30 10:53

Bambini e ragazzi israeliani e palestinesi uniti nel nome dello sport: accade a Tel Aviv e a Gerusalemme dove il “Peres Center for Peace”, fondato nel 1996 da Shimon Peres, premio Nobel per la pace e presidente di Israele dal 2007 al 2014 e “Peace players International”, associazione sportiva che promuove la pace e l’amicizia attraverso il gioco del basket, portano avanti due progetti in ambito sportivo rivolto a colmare il divario tra le due comunità in conflitto da 50 anni. I progetti sono sostenuti dalla “Laureus Sport for Good”, fondazione che promuove oltre 100 iniziative sportive in 35 Paesi del mondo per contrastare gravi fenomeni sociali quali criminalità giovanile, gang, violenza armata, discriminazione ed esclusione sociale. Per dare ulteriore sostegno ai due progetti la Laureus Sport for Good sarà a Tel Aviv e a Gerusalemme dal 4 al 6 dicembre. “La nostra missione – dichiara al Sir il presidente della Laureus World Sports Academy, un mito del rugby mondiale, il neozelandese Sean Brian Thomas Fitzpatrick – è usare lo sport come strumento per porre fine alla violenza, alla discriminazione e allo svantaggio”. Lo sport, infatti, sostiene Fitpatrick, “può offrire anche delle ottime lezioni di vita, come il fare parte di una squadra, il rispetto delle regole, degli altri giocatori, degli arbitri, l’impegno per una causa, accettare la sconfitta nel modo giusto. Lo sport mi ha insegnato a lavorare sodo, essere concentrato e resiliente. Ho imparato come superare le sfide e a non mollare. Se lavori duramente e gareggi al meglio hai possibilità di farcela. Queste sono grandi lezioni per la vita”. Il programma della visita prevede incontri con la stampa e con rappresentanti del “Peres center for peace” e dei “Peace players international”, con i volontari dei progetti e con i giovani che ne prendono parte. A guidare il tutto sarà Jens Thiemer, vice presidente Marketing della Mercedes-Benz e membro di presidenza della Fondazione. Porterà, infine, la sua testimonianza la cestista americana Chamique Holdsclaw, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Sidney nel 2000.

Disabilità: Comunità Papa Giovanni XXIII, “ogni persona ha diritto ad un progetto di vita”

Thu, 2017-11-30 09:55

La legge 328 del 2000 prevede da parte degli enti locali, nella presa in carico di difficoltà delle persone con disabilità, la redazione di un “progetto individuale”. Si tratta di un piano per lo sviluppo della persona disabile che si articola nel tempo. La presa di coscienza dell’importanza, per tutte le persone, di poter immaginare un proprio progetto di vita è al centro delle iniziative della Comunità Papa Giovanni XXIII per la Giornata mondiale delle persone con disabilità 2017. “Un progetto di vita – si legge in una nota – comincia in famiglia e si realizza nella scuola, sul territorio, nel lavoro, nel tempo libero, nelle relazioni sociali. Per una persona con disabilità, come espressione di un percorso di autonomia, il progetto di vita riguarda anche il delicato tema del ‘dopo di noi’: cosa fare quando i caregiver familiari non ci saranno più”. Saranno diverse le iniziative promosse in occasione della Giornata mondiale: il 1° dicembre a Bologna flash mob e attività ludico sportive; a Cesena e a Rimini corteo per le vie del centro; il 2 dicembre a Catania divertimento, sport, integrazione; il 3 dicembre a Cremona spettacolo teatrale e testimonianze.
“Ogni cittadino è coinvolto ed è parte attiva nel permettere alle persone con disabilità di poter aspirare ad avere un progetto per la propria vita, come tutti noi – afferma il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII Giovanni, Paolo Ramonda, introducendo gli eventi della giornata -. Quando telefono a casa dai miei viaggi all’estero alla sera mi risponde sempre Simona, con sindrome down. Mi riempie il cuore ogni volta con la sua dolcezza e la sua capacità di accoglienza; veramente le persone diversamente abili sono un dono stupendo per l’intera società, che rendono più vera ed umana”.

Salute: Roma, oggi l’inaugurazione al Policlinico Gemelli del nuovo Centro ad alta tecnologia di oncologia interventistica

Thu, 2017-11-30 09:37

Oggi, in occasione del congresso europeo di radioterapia interventistica (30 novembre–1° dicembre) organizzato dall’Estro (Società europea di radioterapia oncologica) che si svolgerà presso il centro congressi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sarà inaugurato al Policlinico universitario A. Gemelli di Roma il nuovo Centro ad alta tecnologia di oncologia interventistica che si inserisce nell’offerta assistenziale dell’area di Radioterapia oncologica – Gemelli Art (Advanced Radiation Therapy), un servizio interdisciplinare a rapido accesso per la diagnosi e il trattamento dei tumori e delle problematiche a essi connesse, utilizzando procedure mirate minimamente invasive.
Alla cerimonia di inaugurazione, alle 12,30, parteciperanno il direttore generale della Fondazione Policlinico A. Gemelli, Enrico Zampedri, il direttore del Gemelli Art e del Polo di Scienze oncologico ed ematologiche del Policlinico, Vincenzo Valentini, il direttore del programma educazionale della scuola di Radioterapia interventistica Interacts del Gemelli Art, George Kovacs, il coordinatore in carica e quello eletto del Gec-Estro, Christian Kirisits e Bradley Peters.

Diocesi: mons. Napolioni (Cremona), “l’Avvento 2017 chiama a solidarietà concreta verso i nostri preti missionari ‘ad gentes'”

Thu, 2017-11-30 09:18

“Se ogni anno dedichiamo l’Avvento di fraternità anche alla solidarietà nei confronti di comunità ecclesiali in situazioni di povertà, a maggior ragione quest’anno – che la Chiesa cremonese dedica all’approfondimento della propria missionarietà – dobbiamo essere a fianco dei nostri missionari ‘ad gentes’, ossia inviati in Paesi più o meno lontani per annunciare il Vangelo e condividere il cammino di popoli diversi”. Lo scrive mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, nel suo messaggio per l’Avvento di fraternità 2017. “La generosa tradizione missionaria della nostra diocesi – l’invito – non può spegnersi, pena l’inaridimento della nostra stessa esperienza cristiana. Non si può non essere missionari, ovunque”. Nei prossimi mesi, ricorda il presule, “rifletteremo attentamente su come poter rilanciare questa dimensione costitutiva della nostra vita. Intanto, impegniamoci a conoscere i sacerdoti, i religiosi e le religiose, ed i laici che ci ‘rappresentano’ presso le Chiese sorelle”.
L’Avvento 2017, in particolare, osserva mons. Napolioni, “chiama a solidarietà concreta verso i preti diocesani che ancora sono attivi in alcuni contesti specifici: don Ezio, don Emilio e don Giancarlo in Brasile, don Livio in Kazakistan, don Giovanni in Albania. L’Ufficio missionario ci farà conoscere storie e progetti. Tutti portiamoli nella nostra preghiera e nel frutto delle scelte di sobrietà che devono prepararci al Natale di Gesù”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Catania, maxi operazione antidroga. Corea del Nord, per gli Usa “guerra più vicina”

Thu, 2017-11-30 09:00

Cronaca: Catania, perquisizioni e 36 arresti nell’ambito di una maxi operazione antidroga

Maxi operazione antidroga a Catania: 200 carabinieri del comando provinciale stanno eseguendo 36 arresti e oltre 100 perquisizioni. I militari controllano porta a porta un intero agglomerato della periferia sud della città, il quartiere Librino, considerato un supermarket degli stupefacenti. L’operazione è stata preceduta da una complessa attività investigativa che ha portato all’emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 36 indagati. L’ordinanza è stata emessa dal Gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania ipotizzando i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina e marijuana per conto di Cosa Nostra. Particolari sull’operazione saranno resi noti dal procuratore Carmelo Zuccaro durante un incontro con i giornalisti che si terrà alle 10.30.

Giustizia: sedici anni dopo, la sentenza per l’omicidio della giornalista Maria Grazia Cutuli

Dovranno scontare 24 anni di reclusione i due afghani – Mamur e Zar Jan – accusati dell’omicidio dell’inviata del “Corriere della sera” Maria Grazia Cutuli, avvenuto il 19 novembre 2001. Lo ha stabilito ieri la Corte di Assise di Roma a 16 anni dall’assassinio. Con questa sentenza “si è dato valore al lavoro svolto da una giornalista italiana che ha rappresentato l’Italia all’estero portando avanti il diritto all’informazione per il suo Paese”, ha dichiarato l’avvocato Paola Tullier, legale di parte civile per la famiglia Cutuli.

Ue-Africa: task force internazionale per salvare vite dei migranti. Gentiloni, “tutti facciano la loro parte”

Nascerà “una task force congiunta tra Unione europea, Unione africana e Nazioni Unite per salvare e proteggere vite di migranti e rifugiati lungo le rotte e in particolare in Libia, accelerando il ritorno volontario assistito ai Paesi di origine e il reinsediamento di chi ha bisogno di protezione internazionale”. La decisione, comunicata ieri sera con una nota stampa delle tre istituzioni, è stata assunta a margine del summit Ue-Ua in corso ad Abidjan dal segretario dell’Onu, Antonio Guterres, dal presidente della commissione dell’Ua, Moussa Faki Mahamat, e dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker con l’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. Il vertice di Abidjan prosegue oggi: si discute di sviluppo, giovani, agricoltura, ambiente, salute, istruzione. Nella capitale ivoriana sono giunti, tra gli altri, Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron, Angela Merkel, Mariano Rajoy, il premier libico Fayez al Serraj e altri leader africani. Paolo Gentiloni, in conferenza stampa ad Abidjan, ha dichiarato: “La strada – sul tema immigrazione – è tracciata, bisogna rimboccarsi le maniche, mettere mano anche al portafoglio perché non è possibile che” le azioni sul fronte migratorio “siano finanziate pressoché solo da Italia, Germania e Ue. Ho avuto disponibilità” in questo senso “dei quattro Paesi di Visegrad a finanziare. Bisogna che ognuno faccia la propria parte su questa strada che l’Italia ha aperto”.

Corea del Nord: la minaccia nucleare di Pyongyang scuote il mondo. Gli Usa, “guerra più vicina”

La minaccia coreana continua a tener desta l’attenzione sullo scacchiere mondiale. Ieri l’ambasciatrice americana all’Onu Nikki Haley, durante il Consiglio di sicurezza dedicato al problema, ha dichiarato: “Ora la guerra è più vicina”. Piano di difesa e di eventuale attacco si stanno studiando fra Usa, Corea del Sud, Giappone. Anche la Cina, finora vicina a Pyongyang, sta rivalutando la propria posizione rispetto al dittatore coreano. Intanto, mentre al Tesoro americano si studiano nuove sanzioni finanziarie e al Pentagono si valuta l’ipotesi di un blocco navale, le Nazioni Unite rinviano la decisione di nuove misure punitive verso Pyongyang, con i Quindici del Consiglio di sicurezza che per il momento insistono sulla piena e rigorosa attuazione delle sanzioni già prese negli ultimi mesi. Washington chiede però a Pechino di tagliare le forniture di petrolio alla Corea del Nord, mentre Putin, da Mosca, insiste affinché la Corea del Sud interrompa le esercitazioni militari, perché “alzano la tensione nella regione”.

Balcani: suicidio in diretta dell’ex generale croato Praljak, condannato a 20 anni per crimini di guerra

L’ex generale croato Slobodan Praljak, che si era visto confermare in appello una condanna a 20 anni di carcere per crimini di guerra, ieri si è tolto la vita con un gesto plateale davanti ai giudici del Tribunale internazionale dell’Aia. Dopo la lettura della sentenza Praljak si era alzato in piedi affermando ad alta voce: “Slobodan Praljak non è un criminale di guerra e con sdegno respingo la sentenza”, per poi ingerire una fiala di veleno. Praljak, morto poco dopo in ospedale, era un ex comandante delle forze croato-bosniache in Bosnia nella guerra del 1992-95. Fra i crimini contestati all’ex generale durante la guerra nei Balcani, la distruzione del ponte di Mostar (8 novembre 1993), lo Stari Most, antico simbolo della città e della convivenza tra culture e fedi religiose.

Papa in Myanmar: card. Bo, “la sua presenza è stata come un tocco di guarigione per questa nazione”

Thu, 2017-11-30 08:38

“Lei si sente in sintonia con i giovani del mondo. La compagnia dei giovani raddoppia la sua gioia. Lei ha fiducia nei giovani. Anche Don Bosco aveva fiducia dei giovani”. È il saluto a Papa Francesco del card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon, al termine della Messa con i giovani alla St. Mary’s Cathedral. “Oggi le sfide che si presentano al Paese e alla Chiesa possono essere affrontate con fiducia dai giovani”, ha assicurato il cardinale: “Oggi la variopinta comunità di giovani è una grande speranza non solo per la Chiesa ma anche per questo Paese. Fate in modo di diventare una brigata di pace, un esercito di pace!”, l’invito ai giovani presenti da ogni parte del Paese. “Lei, Santo Padre, è l’apostolo della speranza”, ha proseguito Bo: “Negli ultimi tre giorni il Myanmar ha avuto la grazia di essere immerso nella speranza cristiana. La sua presenza è stata come un tocco di guarigione per questa nazione”. Definendo “un miracolo” la presenza di Francesco in Myanmar, l’arcivescovo di Yangon nel ringraziarlo ha ricordato che “quando è stato eletto disse che i cardinali erano andati a cercare il nuovo Papa ‘quasi alla fine del mondo’. Diventato Papa, lei ha scelto di benedire le più remote comunità cattoliche. Siamo profondamente toccati dal vostro paterno amore per questa Chiesa”.

Papa in Myanmar: Messa con i giovani, “siate coraggiosi, generosi, gioiosi”. “Dio benedica il Myanmar!”

Thu, 2017-11-30 08:34

“Qualunque sia la vostra vocazione, vi esorto: siate coraggiosi, siate generosi e, soprattutto, siate gioiosi!”. Èil congedo del Papa dai giovani del Myanmar, nella Messa a loro dedicata a Yangon. “Essere inviati”, ha spiegato Francesco nell’omelia, significa “seguire Cristo, non precipitarsi in avanti con le proprie forze”: “Il Signore inviterà alcuni di voi a seguirlo come preti e a diventare in questo modo ‘pescatori di uomini’. Altri li chiamerà a diventare persone consacrate. E altri ancora li chiamerà alla vita matrimoniale, a essere padri e madri amorevoli”. “Qui in questa bella cattedrale dedicata all’Immacolata Concezione, vi incoraggio a guardare a Maria”, l’esortazione finale: “Quando lei disse ‘sì’ al messaggio dell’Angelo, era giovane come voi. Ma ebbe il coraggio di confidare nel lieto annuncio che aveva ascoltato e di tradurlo in una vita di fedele dedizione alla sua vocazione, di totale donazione di sé e di completo affidamento all’amorevole premura di Dio. Come Maria, possiate tutti voi essere miti ma coraggiosi nel portare Gesù e il suo amore agli altri. Cari giovani, con grande affetto affido tutti voi e le vostre famiglie alla sua materna intercessione. E vi chiedo, per favore, di ricordarvi di pregare per me. Dio benedica il Myanmar!”. Dopo la benedizione finale, il Papa si è trasferito in auto all’aeroporto di Yangon per il congedo ufficiale dal Myanmar.

Papa in Myanmar: Messa con i giovani, “fatevi sentire, gridate con la vita”. “Non abbiate paura di fare scompiglio”

Thu, 2017-11-30 08:32

“Essere discepoli missionari, messaggeri del lieto annuncio di Gesù, soprattutto per i vostri coetanei e amici”. È il “grande compito” affidato dal Papa ai giovani del Myanmar, nell’omelia della Messa a loro dedicata, scelta come momento di congedo dalla prima tappa del suo 21° viaggio apostolico. “Non abbiate paura di fare scompiglio, di porre domande che facciano pensare la gente”, l’invito di Francesco: “E non abbiate paura se a volte percepirete di essere pochi e sparpagliati. Il Vangelo cresce sempre da piccole radici”. “Per questo, fatevi sentire!”, l’appello: “Vorrei chiedervi di gridare, ma non con la voce, no, vorrei che gridaste con la vita, con il cuore, così da essere segni di speranza per chi è scoraggiato, una mano tesa per chi è malato, un sorriso accogliente per chi è straniero, un sostegno premuroso per chi è solo”.

Papa in Myanmar: Messa con i giovani, “come nonno non voglio lasciarvi soli”. “Non abbiate paura di imparare dai vostri errori”

Thu, 2017-11-30 08:31

“Non abbiate paura! Come padre – o meglio come nonno – che vi vuole bene, non voglio lasciarvi soli”. Ad assicurarlo ai giovani del Myanmar è stato il Papa, nella Messa che ha concluso il suo viaggio in Myanmar . “Il nostro mondo è pieno di tanti rumori e distrazioni che possono soffocare la voce di Dio”, ha detto Francesco: “Solo il Signore può aiutarvi a essere genuini; perciò parlategli nella preghiera. Imparate ad ascoltare la sua voce, parlandogli con calma nel profondo del vostro cuore. Ma parlate anche ai santi, nostri amici in cielo che possono ispirarci. Come sant’Andrea, che festeggiamo oggi. Era un semplice pescatore e divenne un grande martire, un testimone dell’amore di Gesù. Ma prima di diventare un martire, fece i suoi errori ed ebbe bisogno di essere paziente, di imparare gradualmente come essere un vero discepolo di Cristo”. “Anche voi, non abbiate paura di imparare dai vostri errori!”, ha esclamato il Papa: “Che i santi vi possano guidare a Gesù, insegnandovi a mettere la vostra vita nelle sue mani”. “Sapete che Gesù è pieno di misericordia”, ha proseguito Francesco: “Condividete con Lui tutto quello che avete nel cuore: le paure e le preoccupazioni, i sogni e le speranze. Coltivate la vita interiore, come fareste con un giardino o con un campo. Questo richiede tempo, richiede pazienza. Ma come un contadino sa attendere la crescita della messe, così, se saprete aver pazienza, il Signore vi concederà di portare molto frutto, un frutto che potrete poi condividere con gli altri”.

Papa in Myanmar: Messa con i giovani, abbiate “passione per i diritti umani”, per la giustizia e la pace

Thu, 2017-11-30 08:30

“Sono belli i vostri passi, ed è bello e incoraggiante vedervi, perché ci recate il lieto annuncio della vostra gioventù, della vostra fede e del vostro entusiasmo”. È il saluto del Papa ai giovani, nell’omelia della Messa a loro dedicata nella St. Mary’s Cathedral di Yangon, momento conclusivo della tappa in Myanmar. “Voi siete un lieto annuncio – ha detto Francesco ai giovani – perché siete segni concreti della fede della Chiesa in Gesù Cristo, che reca a noi una gioia e una speranza che non avranno mai fine”. “Alcuni si chiedono come sia possibile parlare di lieti annunci quando tanti attorno a noi soffrono”, l’obiezione citata dal Papa: “Dove sono i lieti annunci quando tanta ingiustizia, povertà e miseria gettano ombra su di noi e sul nostro mondo?”. “Vorrei che da questo luogo uscisse un messaggio molto chiaro”, il desiderio di Francesco per i giovani birmani: “Vorrei che la gente sapesse che voi, giovani uomini e donne del Myanmar, non avete paura di credere nel buon annuncio della misericordia di Dio, perché esso ha un nome e un volto: Gesù Cristo. In quanto messaggeri di questo lieto annuncio, siete pronti a recare una parola di speranza alla Chiesa, al vostro Paese, al mondo. Siete pronti a recare il lieto annuncio ai fratelli e alle sorelle che soffrono e hanno bisogno delle vostre preghiere e della vostra solidarietà, ma anche della vostra passione per i diritti umani, per la giustizia e per la crescita di quello che Gesù dona: amore e pace”.

Catalogna: mons. Sánchez Sorondo (Pass), “mancanza di dialogo e sofferenza del popolo”. “Riscoprire la cultura del dialogo”

Wed, 2017-11-29 21:00

“Di fronte a eventi come la crisi catalana, emerge non solo una mancanza di dialogo, ma anche la grande sofferenza inutile che vivono certi popoli. Come auspicato da Papa Francesco, occorre una visione più generale che permetta di riscoprire la cultura dell’incontro, guardando sempre con grande attenzione alla questione dei diritti umani”. Lo ha detto mons. Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle scienze sociali (Pass), intervenendo stasera a Roma alla presentazione del nuovo volume di Limes, dal titolo “Madrid a Barcellona”. Parlando a Palazzo del Vicariato Vecchio, mons. Sánchez Sorondo ha ricordato il grande impegno del Papa per favorire gli accordi di Parigi sul clima, toccando nel suo intervento numerosi temi: dalle nuove forme di schiavitù stigmatizzate dal Pontefice, come il lavoro forzato, la prostituzione e il traffico di organi, all’economia sostenibile. Il cancelliere della Pontificia Accademia delle scienze sociali ha sostenuto, inoltre, che “la classe politica deve trovare degli impegni comuni per alleviare le sofferenze dei popoli”. “Cosa ha fatto la politica per risolvere questi problemi?”, si è chiesto mons Sánchez Sorondo, ricordando che “in Vaticano siamo abituati a vedere ambasciatori di molti Paesi, ma da qualche tempo abbiamo  iniziato a invitare anche i sindaci delle più importanti città mondiali. Tutto questo – ha precisato – per far sì che fosse possibile parlare di problemi reali che investono i cittadini”.

Catalogna: Frattini (Sioi), “nella crisi è mancato il supporto dell’Europa”

Wed, 2017-11-29 20:52

“La crisi catalana ha avuto una fase iniziale che ha visto da un lato l’ incertezza del governo spagnolo e dall’altro l’irrigidimento dei gruppi indipendentisti. Ma in questa fase è mancato soprattutto il supporto dell’Europa, che ha giustamente scelto di non appoggiare l’indipendentismo, ma che allo stesso tempo non ha usato il giusto linguaggio politico per favorire l’integrazione”. Lo ha detto il presidente della Società italiana per l’organizzazione internazionale (Sioi), Franco Frattini, intervenendo stasera a Roma alla presentazione del nuovo volume di Limes, dal titolo “Madrid a Barcellona”. Nel corso della conferenza tenutasi a Palazzo del Vicariato Vecchio, l’ex ministro degli Esteri ha messo più volte l’accento sugli errori commessi dall’Unione europea nella gestione della crisi catalana, spiegando che avrebbe dovuto comprendere che “un messaggio disgregatore non danneggia soltanto la Costituzione spagnola, ma anche gli obiettivi di tutta l’Unione europea”. “Nel processo politico spagnolo, ma anche in quello europeo – ha concluso Frattini – è necessario evitare che la situazione vada alla deriva. Mi auguro che si trovi una soluzione politica che possa garantire stabilità a tutte le parti in causa”. All’incontro di oggi era presente anche Carlo Colomba, docente di Scienze economico-sociali all’Università degli studi di Torino. “La questione catalana – ha affermato Colomba – è scoppiata perché è venuta a mancare la fiducia dei catalani verso il governo centrale di Madrid. Ecco perché ciò che accade in Catalogna è pericoloso per tutta l’Europa”.

Catalogna: D’Alema (Italianieuropei), “si tratta di un conflitto che può influenzare tutto il Vecchio Continente”

Wed, 2017-11-29 20:45

“Non sono un fautore dell’indipendenza catalana, si tratta di una vicenda dai contorni tragicomici che trovo dannosa sia per l’Europa che per la Catalogna stessa. Eppure il tema catalano ci tocca da vicino per vari motivi, innanzitutto perché la Spagna è un Paese amico e a noi vicino, poi perché ci sono numerosi legami tra Barcellona e l’Italia. Ci sono stati degli arresti, alcuni leader politici sono sotto processo, il che rende la vicenda molto drammatica. Si tratta di un conflitto che può influenzare il destino dell’Europa: se la situazione precipitasse, gli effetti si ripercuoterebbero su tutto il Continente europeo”. Così Massimo D’Alema, presidente della Fondazione “Italianieuropei”, è intervenuto questa sera a Roma alla presentazione del nuovo volume di Limes, “Madrid a Barcellona”. Parlando nella sala conferenze di Palazzo del Vicariato Vecchio, D’Alema ha sottolineato come il conflitto tra la Catalogna e Madrid sia “frutto di una sequela di errori politici da parte del gruppo dirigente catalano”, definito dall’ex premier “avventurista”. Secondo D’Alema, “lo scontro ha avuto origine da un’eclisse della politica, che ha regalato fiducia agli estremismi e ha portato il gruppo dirigente indipendentista a commettere degli errori di valutazione”. “Per superare questa empasse – ha spiegato l’ex premier – occorre un negoziato politico che trovi delle soluzioni in grado di gestire la spinta indipendentista senza che il popolo catalano esca umiliato da questo processo”.

Notizie Sir del giorno: Papa Francesco ai vescovi del Myanmar, il card. Zenari su Siria, in 10 anni triplicati italiani all’estero

Wed, 2017-11-29 19:30

Papa in Myanmar: ai vescovi, “favorire l’unità, la carità e il risanamento nella vita del popolo”. “Guarire è la vostra missione”

“Guarigione, accompagnamento e profezia”. Sono le tre parole attorno a cui il Papa ha articolato il suo discorso ai 22 vescovi del Myanmar, nell’arcivescovado di Yangon. “Il Vangelo che predichiamo è soprattutto un messaggio di guarigione, riconciliazione e pace”, ha esordito Francesco, secondo il quale in Myanmar questo messaggio “ha una risonanza particolare, dato che il Paese è impegnato a superare divisioni profondamente radicate e costruire l’unità nazionale”. (clicca qui)

Siria: card. Zenari (nunzio), “guardiamo con speranza a colloqui di Ginevra. Situazione umanitaria molto critica”. Ricostruzione? “Prima cessino i combattimenti”

“Guardiamo con speranza a Ginevra e si prega che possa portare qualche frutto e smuovere la situazione che resta molto critica”. Così al Sir il nunzio apostolico in Siria, card. Mario Zenari, parla dell’ottava tornata di negoziati, sotto l’egida Onu, per cercare una soluzione del conflitto siriano, in corso a Ginevra. Oggi nella città svizzera è giunta anche la delegazione governativa siriana guidata dal rappresentante permanente siriano presso le Nazioni Unite, Bashar al Jaafari. Già ieri le opposizioni, riunite nella Commissione siriana per i negoziati (Snc), avevano avuto un primo incontro con l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, confermando la volontà di avere colloqui diretti con il Governo. (clicca qui)

Migrazioni: task force congiunta tra Unione europea, Unione africana e Onu “per salvare e proteggere vite umane”

Nascerà “una task force congiunta tra Unione europea, Unione africana e Nazioni Unite per salvare e proteggere vite di migranti e rifugiati lungo le rotte e in particolare in Libia, accelerando il ritorno volontario assistito ai Paesi di origine e il reinsediamento di chi ha bisogno di protezione internazionale”. La decisione, comunicata con una nota stampa congiunta delle tre istituzioni, è stata presa oggi a margine del summit Ue-Ua in corso ad Abidjan dal segretario dell’Onu, Antonio Guterres, dal presidente della commissione dell’Ua, Moussa Faki Mahamat, e dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker con l’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. (clicca qui)

Migrazioni: Istat, in dieci anni triplicati gli italiani all’estero, da 51mila a 157mila. +7% nel 2016

Sono sempre di più gli italiani che emigrano verso l’estero, soprattutto giovani, e le principali mete restano il Regno Unito e la Germania. È quanto emerge dal report dell’Istat su “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente – Anno 2016”. Negli ultimi dieci anni, ricorda l’Istat, le emigrazioni sono più che triplicate, passando da 51mila a 157mila (+7% sul 2015), mentre le immigrazioni si sono ridotte del 43%, passando da 527mila nel 2007 a 301mila nel 2016.  (clicca qui)

Comunicazione: Copercom, Massimiliano Padula è il nuovo presidente

Massimiliano Padula è il nuovo presidente del Copercom. Lo ha eletto oggi a Roma il Comitato dei presidenti e delegati dell’organismo che coordina le associazioni per la comunicazione. Subentra a Domenico Delle Foglie che ha guidato il coordinamento per due mandati triennali consecutivi. Gianni Borsa, giornalista del Sir, è stato eletto vicepresidente. (clicca qui)

Sale della Comunità: Acec lancia le iniziative per il Natale 2017 e il progetto “Non abbiate paura di sognare” per il Sinodo Giovani 2018

L’Associazione cattolica esercenti cinema (Acec) ha realizzato una serie di iniziative cinematografiche per accompagnare le Sale della Comunità e il territorio tutto verso alcuni momenti significativi tra la fine del 2017 e il 2018. Iniziamo dal Natale. In occasione dell’uscita in sala del cartone animato “Gli eroi del Natale” (dal 30 novembre 2017), che offre una simpatica e inedita riflessione sulla nascita di Gesù attraverso lo sguardo e il racconto degli animali del tempo, Arianna Prevedello (responsabile comunicazione nazionale Acec) ha realizzato dei contenuti speciali per utilizzare il film nelle attività educative sul territorio. (clicca qui)

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “la Chiesa è una madre, non una burocrazia che eroga servizi religiosi”

Un invito a percorrere “la via della sinodalità”. Lo rivolge ai fedeli della diocesi di Bologna l’arcivescovo, mons. Matteo Maria Zuppi, nella lettera pastorale dal titolo “Non ci ardeva forse il cuore?”, ispirata dal brano evangelico dei discepoli di Emmaus, che sarà presentata stasera, alle 20.45, nella Casa della cultura e della memoria di Marzabotto. “La sinodalità è un esercizio pratico di comunione: ci aiuta a gustarla e desiderarla, a conoscerla e costruirla”, aggiunge. “Se non lo facciamo, facilmente andremo ognuno per conto proprio e diventeremo tutti più deboli”. L’arcivescovo mette in guardia dal “contrario” di sinodalità, e cioè “ridurre la comune preoccupazione per la nostra famiglia, che richiede tutto noi stessi e dalla quale impariamo ad amarci, a regole di condomino o a esercizi di democrazia”. (clicca qui)

Villa Nazareth: Pietromarchi (Roma Tre), “non c’è cultura scientifica senza quella umanistica e viceversa”

Wed, 2017-11-29 19:29

Ospite d’onore dell’inaugurazione dell’anno accademico di Villa Nazareth è stato Luca Pietromarchi, rettore dell’Università Roma Tre. “L’anima espressa dalle parole del mons. Celli per descrivere il Collegio di Villa Nazareth vorremmo fosse quella di un grande ateneo come il nostro – ha detto – . Si fissa su due parole: il merito e il talento, come ha ricordato l’arcivescovo attraverso la parabola dei talenti, cara al fondatore Domenico Tardini. Una grande Università pubblica come quella che rappresento dovrebbe avere questa missione. Ai miei occhi dovrà esserlo”. “La missione – ha insistito il rettore – di una grande Università pubblica deve essere dare a ognuno pari opportunità di competere nella vita. L’Università è il luogo in cui i contatori sono azzerati di fronte agli studi. Il saluto di Roma Tre è l’auspicio di una sintonia ideale con quello che sta facendo mons. Celli attraverso Villa Nazareth”. “Vi auguro – ha concluso, rivolto agli studenti – di non smettere di dialogare fra di voi, capire che non c’è cultura scientifica senza cultura umanistica e viceversa”.

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