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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 33 min ago

Immigrazione: mons. Bettazzi a premier Conte, “no a navi bloccate e a porti chiusi”. “Italia non diventi corresponsabile di una tragedia”

Tue, 2018-07-03 15:49

“Ci siamo resi conto che Lei, al recente vertice Ue, ha fatto sentire fortemente la voce dell’Italia; ma siamo stati delusi dalla sordità della maggioranza dei rappresentanti dell’Europa (me lo lasci notare, anche delle nazioni tradizionalmente più ‘cristiane’) e dell’incapacità dell’insieme di mantenere le tradizioni ‘umane’ del nostro Continente e dell’ispirazione iniziale della sua unità”. Lo scrive, con riferimento alla questione immigrati, il vescovo emerito di Ivrea, Luigi Bettazzi, 95 anni e già presidente di Pax Christi, in una lettera aperta al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Siamo”, aggiunge il presule, “e parlo di tanti di cui ho colto il pensiero – altrettanto delusi che, nella difficoltà di ottenere consensi più ampi, l’Italia rimanga su posizioni di chiusura, forse (ma solo ‘forse’ se guardiamo al nostro passato coloniale o ci proiettiamo sul nostro futuro demografico) comprensibili sul piano della contrattazione, non su quello del riferimento a vite umane”. E ancora: “Siamo tanti a non volerci sentire responsabili di navi bloccate e di porti chiusi, mentre ci sentiamo corresponsabili di Governi che, dopo avere sfruttato quei Paesi e continuando a vendere loro armi, poi reagiscono se si fugge da quelle guerre e da quelle povertà; non vogliamo vedere questo Mediterraneo testimone e tomba di una sorta di genocidio, di cui diventiamo tutti in qualche modo responsabili”. “Vorremmo davvero – scrive ancora Bettazzi – che l’Italia, consapevole della sua tradizione di umanità (prima romana, poi cristiana) non accettasse di divenire corresponsabile di una tragedia, che la storia ha affidato al nostro tempo e da cui non possiamo evadere”. “Al di là di un’incomprensibile indifferenza o di un discutibile privilegio ( ‘prima gli italiani’ – quali italiani? – o ‘prima l’umanità’?!), credo che, nell’interesse della pace, aspirazione di ogni persona e di ogni popolo, l’Italia possa e debba essere – per sè e per tutta l’Europa – pioniera di accoglienza, controllata sì, ma generosa”, la conclusione del presule.

 

Colombia: aperta assemblea dei vescovi. Mons. Urbina, “lo sviluppo è il nuovo nome della pace”

Tue, 2018-07-03 15:30

Si è aperta ieri a Bogotá l’assemblea plenaria della Conferenza episcopale colombiana (Cec). Si protrarrà fino al 6 luglio e sarà dedicata soprattutto a un discernimento sul tema dei movimenti apostolici e delle nuove comunità. Non è mancato, in apertura dei lavori, un accenno del presidente della Cec, mons. Óscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio, alla situazione del Paese dopo le recenti elezioni presidenziali. Mons. Urbina ha spiegato che anche i vescovi sono chiamati, “come cittadini, cristiani e pastori, a guardare alla realtà, illuminata dal Vangelo e dalla Dottrina sociale della Chiesa, e a continuare a impegnarsi, soprattutto nel compito per la riconciliazione del Paese e per aprire nuovi orizzonti allo sviluppo integrale delle nostre comunità”. Infatti, lo sviluppo “è il nuovo nome della pace”. Per quanto riguarda il tema dei movimenti e delle nuove comunità, mons. Urbina ha detto che esso viene affrontato nella prospettiva della nuova evangelizzazione e nella gratitudine per la presenza di queste realtà ecclesiali. Per approfondire l’argomento è stato invitato dal Vaticano mons. Miguel Delgado Galindo, che fa parte del Dicastero per i laici, famiglia e vita.

Migrazioni: Mattarella, “fenomeno che nessun Paese singolarmente può affrontare. Serve solidarietà più intensa e più forte”

Tue, 2018-07-03 15:17

Quello delle migrazioni è “un fenomeno di così grande portata che nessun Paese singolarmente può affrontarlo”. Lo ha affermato oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolgendosi ai giornalisti al termine del colloquio con il presidente della Repubblica di Lettonia, Raimonds Vejonis, svoltosi in mattinata a Riga. Secondo Mattarella, “tutte le sfide importanti che abbiamo di fronte in questo periodo storico” – “quella dell’immigrazione, ma anche quella della sicurezza, quella dell’ambiente e della crescita economica contro le crisi finanziarie” – “richiamano ad una solidarietà più intensa e più forte. Per questo l’Unione europea deve trovare ulteriore slancio nella sua integrazione e nella sua politica comune”.
Nel corso del colloquio tra i due Capi di Stato di è parlato della comune appartenenza di Italia e Lettonia a Nato e Unione Europea. “Abbiamo sottolineato l’importanza dell’Alleanza atlantica per quanto riguarda sia le frontiere orientali, che quelle del Mediterraneo”, ha spiegato Mattarella.
“In questa condizione che il mondo presenta, occorre rinvigorire il più possibile rapporti di solidarietà, nell’Unione europea e nell’Alleanza atlantica”, ha ribadito il presidente della Repubblica, assicurando che “questo è ciò che guida concordemente Lettonia e Italia, da quanto è emerso dal nostro colloquio”.

Editoria: Andrea Riffeser Monti nuovo presidente Fieg. Decaro (Anci), “il sistema dei Comuni pronto a collaborare”

Tue, 2018-07-03 15:14

“Rivolgo i miei migliori auguri al neopresidente della Federazione italiana degli editori di giornali, Andrea Riffeser Monti, e ai vicepresidenti Francesco Dini e Giuseppe Ferrauto”. È quanto afferma il presidente dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) e sindaco di Bari, Antonio Decaro, in una nota nella quale ricorda che “con la Fieg, l’associazione dei Comuni ha dato il via a una collaborazione orientata a preservare e rilanciare la cultura dell’informazione, presidio di garanzia per i cittadini”. “Promuovere e riqualificare le edicole, ridefinendone la funzione, favorendone sia l’ammodernamento che la trasformazione in punti di accesso ai servizi per le comunità locali – sottolinea Decaro – è un compito che i sindaci si sono assunti e che continueranno ad assumersi. Sono certo che questo lavoro proseguirà con i nuovi vertici della federazione”.

Corridoi umanitari: arrivate 33 persone oggi a Fiumicino. Sale a 1.800 il totale dei rifugiati giunti in Europa per questa via

Tue, 2018-07-03 15:01

Sono arrivati questa mattina all’aeroporto di Fiumicino dal Libano, dove vivevano da anni in condizioni precarie e senza prospettive di futuro, alcuni nuclei familiari siriani e iracheni in fuga dalla guerra. 33 persone in tutto, che si aggiungono alle 26 arrivate la settimana scorsa da Beirut con un regolare volo di linea e non con i barconi in cui si rischia la vita. Proseguono, dunque, i corridoi umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio e dalle Chiese protestanti italiane, in collaborazione con i ministeri dell’Interno e degli Esteri. Un progetto – spiegano i promotori – diventato ormai “un modello in Europa”, con altri Paesi che hanno già intrapreso questa strada che coniuga solidarietà e sicurezza: Belgio, Francia, dove la scorsa settimana sono arrivati altri 31 siriani, e Andorra. “Dimostrano che è possibile dare una risposta concreta e umana all’immigrazione”. I 33 rifugiati arrivati a Fiumicino stamattina saranno ospitati in 8 regioni italiane, tra cui Sicilia e Sardegna, Lombardia e Lazio, secondo il modello dell’accoglienza diffusa: non grossi centri, ma piccole ospitalità familiari in case e appartamenti, messi a disposizione da parrocchie, associazioni e privati cittadini, che seguiranno le famiglie nel loro percorso di integrazione. E con i 327 giunti dall’Etiopia in collaborazione con la Cei e gli oltre 200 rifugiati accolti in Francia e Belgio, sono ormai 1.800 ad essere arrivati in Europa con i corridoi umanitari.

Incontro Bari: Capone (Regione Puglia), “evento che salvaguardia la pace e il dialogo nel Medio Oriente”

Tue, 2018-07-03 14:41

(da Bari) “Attraverso la comunità ecclesiale si è potuto solo immaginare un evento del genere. E davvero un grazie sentito al Santo Padre per questa occasione unica, un evento che tratta e salvaguardia la pace e il dialogo nel Medio Oriente”. Queste le parole dell’assessore al Turismo della Regione Puglia, Loredana Capone, intervenuta alla presentazione dell’incontro ecumenico tra il Papa e i capi delle Chiese cristiane del Medio Oriente, in programma a Bari il prossimo 7 luglio. “Oggi parliamo di muri, di frontiere con i fili spinati – continua l’assessore –. Ci voleva allora davvero un grande leader ecumenico come il Papa per stimolare un incontro di pace così grande e importante. Le difficoltà stringono verso l’unità, quasi costringono all’unità. Per questo è necessario caricarsi di un grande senso di responsabilità. Noi laici siamo orgogliosi della nostra Costituzione che salvaguardia i diritti umani. Questo incontro lo vediamo come un grande impegno e un grande messaggio dove le Chiese si impegnano ad andare oltre il proprio perimetro e ad unirsi ad un unico e grande messaggio di pace. La scelta di svolgere questo evento nella terra di san Nicola rappresenta un grande impegno. Ci piace che la Puglia si rappresenti al mondo come la regione della pace, non solo quella che la proclama ma quella che rappresenta il terreno del dialogo e dell’impegno”.

Incontro Bari: Decaro (sindaco), “la nostra è città del dialogo e della convivenza tra le religioni”

Tue, 2018-07-03 14:40

(da Bari) “La città di Bari è orgogliosa e pronta ad accogliere questo evento. Un evento simbolico dal punto di vista tanto religioso quanto politico perché è un messaggio di pace che il Papa e i Patriarchi del Medio Oriente vogliono lanciare da Bari. Offrire un contributo a questo momento sarà un dovere ma anche un onore”. Così il sindaco di Bari, Antonio Decaro, commenta il prossimo incontro ecumenico tra Papa Francesco e i capi delle Chiese cristiane del Medio Oriente che si svolgerà a Bari il prossimo 7 luglio. “Noi, da parte nostra, – dice – cercheremo di trasformare la nostra città in un palcoscenico che avrà una rilevanza mondiale. C’è stato in questi anni un grande impegno della diocesi nel distinguere la nostra terra come luogo del dialogo e non possiamo non notare che il Pontefice sceglie Bari perché è la città del santo dell’ecumenismo religioso. Tutto ruota alla figura di san Nicola. E Bari, attorno a lui, santo dell’ecumenismo religioso riconosciuto da cattolici ed ortodossi, diventa terra del dialogo, terra delle relazioni. Grazie alla figura di san Nicola, Bari ha dimostrato che più religioni possono coesistere nel rispetto reciproco. Il lavoro che è stato fatto in questi anni dall’arcidiocesi ha caratterizzato la nostra terra come una città legata all’ecumenismo religioso. Non è infatti la prima volta che la nostra città ospita appuntamenti all’insegna dell’ecumenismo. Dall’incontro del 2015 organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio alla visita, nel 2016, del patriarca Bartolomeo I”.

Incontro Bari: p. Distante (basilica san Nicola), “è immagine della comunione d’amore tra le Chiese”

Tue, 2018-07-03 14:39

(da Bari) “Voglio esprimere la gioia della comunità domenicana nell’accogliere il Santo Padre e i capi delle Chiese cristiane del Medio Oriente. Una gioia però mista a sofferenza per gli atti di distruzione e morte di cui sono vittime i nostri fratelli del Medio Oriente, ispirando fondamentalmente i motivi dell’assise barese del prossimo 7 luglio”. Queste le parole del priore della Pontificia Basilica di san Nicola di Bari, padre Giovanni Distante, al fianco dell’arcivescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci, del sindaco di Bari, Antonio Decaro, e dell’assessore regionale al Turismo, Loredana Capone, nella conferenza di presentazione dell’incontro di Papa Francesco con i capi delle Chiese cristiane del Medio Oriente, sabato prossimo a Bari. “Siamo invitati a pregare e a riflettere insieme – ha proseguito padre Distante – nella consapevolezza di essere tutti membra dell’unica Chiesa di Cristo. La diversità delle confessioni di provenienza dei partecipanti non può essere vista come una rivendicazione di identità ma come pluralità e ricchezza dell’unica Chiesa di Cristo”. Allora la scelta di Bari, per padre Distante, “appare realmente idonea e provvidenziale. Ci saranno almeno tre momenti di alto e chiaro senso ecumenico nell’assise barese: l’accensione della lampada uniflamma da parte del Santo Padre, immagine della comunione d’amore tra le Chiese, il pullman scoperto che trasferirà tutti i partecipanti dalla basilica sul lungomare per la preghiera comune, mostrando una fraterna concordia tra le Chiese, e il messaggio finale congiunto letto al termine della riflessione a porte chiuse, con il quale si indicheranno percorsi nuovi di unità tra i cristiani e solidarietà tra le nazioni”.

Incontro Bari: mons. Cacucci (arcivescovo), “situazione dei cristiani in Medio Oriente è incentivo ecumenico per i cristiani di tutto il mondo”

Tue, 2018-07-03 14:38

(da Bari) “La situazione in cui si trovano a vivere i cristiani in Medio Oriente è un incentivo ecumenico non solo per loro ma anche per i cristiani di tutto il mondo. Non era mai successo che le Chiese patriarcali avessero aderito ad un invito del Papa”. Mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, in vista dell’incontro del 7 luglio a Bari tra Papa Francesco e i capi delle Chiese del Medio Oriente, analizza i legami di fratellanza e unione della Chiesa cattolica per quanto riguarda i cristiani di quella regione. “Perché allora questo incontro diventa di riflessione e preghiera?”, si è chiesto mons. Cacucci. “Per tre motivi. Innanzitutto – ha spiegato – perché i cristiani rimarranno nella regione solo se la pace sarà ristabilita. La Chiesa cattolica ha sempre chiesto il ripristino della pace, soprattutto attraverso una soluzione politica. Inoltre non si può immaginare un medio oriente senza cristiani. Sia per ragioni religiose ma anche per ragioni politiche e sociali perché i cristiani sono un punto di equilibrio della regione. Un terzo principio è la necessità di proteggere i diritti di ogni persona e di ogni minoranza. Infine c’è la necessità di proseguire il dialogo interreligioso sul quale il Papa insiste particolarmente”. Infine mons. Cacucci pone l’accento su Bari, città di san Nicola, che è stato “più volte luogo di incontro tra Oriente ed Occidente. È stato il Papa stesso a scegliere Bari quale finestra sul Medio Oriente e città di san Nicola, santo universale dell’ecumenismo”.

Incontro Bari: mons. Cacucci (arcivescovo), “permette di camminare insieme partendo dalla sofferenza comune”

Tue, 2018-07-03 14:38

(da Bari) “Il Medio Oriente è la terra di origine del cristianesimo. Occupa per questo motivo un posto unico nel movimento per l’unità dei cristiani. E l’evento che ci apprestiamo a vivere ha un valore di invocazione di pace, di preghiera, di riflessione su questa martoriata regione. Ha un valore ecumenico di grande rilievo perché permette di camminare insieme proprio partendo dalla sofferenza comune”. A dirlo è mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, nella conferenza stampa di presentazione dell’incontro di Papa Francesco con i capi delle Chiese e delle Comunità cristiane del Medio Oriente, il 7 luglio a Bari. “Dobbiamo considerare la pace come un fattore globale – ha detto mons. Cacucci –. Credo allora che se ci si chiude negli egoismi personali e se si considerano i popoli divisi non si cammina in un percorso di pace comune. Certo i problemi ci sono ma non si tratta di affrontarli con superficialità. Questa visita del Papa sarà allora un momento di ecumenismo di popolo. Il momento della preghiera che ci sarà sulla rotonda del lungomare di Bari ne sarà una grande dimostrazione”. L’incontro del 7 luglio servirà per discutere del Medio Oriente come “un luogo dove le relazioni ecumeniche sono più forti e promettenti, in particolare proprio tra ortodossi e cattolici. E per questo le tre dimensioni principali sono l’ecumenismo della vita, dove i cristiani in Medio Oriente mostrano la via dell’unità ai loro fratelli occidentali, l’ecumenismo di santità, santità della vita quale migliore garanzia dell’unità cristiana, e l’ecumenismo del sangue, quando le difficoltà diventano sofferenza”.

Minacce a sindaco Lecce: mons. Seccia, “vicinanza Chiesa”. “Confronto democratico è unico modo per affrontare e risolvere problemi città”

Tue, 2018-07-03 14:19

Pur essendo fuori sede per trascorrere alcuni giorni di fraternità con i sacerdoti più giovani della diocesi, anche l’arcivescovo Michele Seccia desidera far giungere al sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, il suo messaggio di solidarietà a seguito delle notizie riportate dalla stampa locale circa le minacce subite nei giorni scorsi dal primo cittadino del capoluogo. “Chi opera al servizio del bene comune – sostiene Seccia – spesso è costretto a prendere decisioni non condivise da tutti e a fare scelte anche impopolari. Governare è compito molto delicato e, accontentare le esigenze di tutti, non è sempre possibile. Il servizio alla collettività spesso espone a rischi e pericoli le persone che, come Carlo Salvemini, vivono l’impegno politico e amministrativo con passione e grande senso di responsabilità”. “Ribadendo il rifiuto e la condanna verso ogni forma di violenza, sia essa verbale o fisica – conclude l’arcivescovo -, assicuro la preghiera ed esprimo il mio personale incoraggiamento ma, anche la vicinanza e la solidarietà della Chiesa di Lecce, al sindaco Salvemini e alla sua famiglia, auspicando che tali gravi gesti non abbiano più a ripetersi e certo che non le minacce ma il confronto democratico nelle forme e nei modi più corretti e opportuni, sia l’unica maniera per affrontare e risolvere i problemi della città”.

Nicaragua: anche un italiano nel gruppo di esperti della Cidh. Il vescovo Álvarez nel carcere del Chipote

Tue, 2018-07-03 14:05

C’è anche un esperto di diritti umani italiano, con grande esperienza di missioni umanitarie in America Latina, nel Gruppo interdisciplinare di esperti indipendenti (Giei) incaricato ieri dalla Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) di operare in Nicaragua: si tratta di Amerigo Incalcaterra, che ha operato nell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani come rappresentante regionale per l’America Latina. Il gruppo interdisciplinare è composto da altri tre esperti, Sofía Macher, Claudia Paz y Paz e Pablo Parenti, con il compito, precisa una comunicato della Cidh, di “coadiuvare e appoggiare le indagini sui fatti violenti accaduti nel Paese a partire dal 18 aprile, nell’ambito delle proteste sociali”. Il mandato del gruppo è di sei mesi e potrà essere prorogato. I rappresentanti delle organizzazioni internazionali presenti in Nicaragua (oltre alla Cidh Onu e Ue) dovrebbero essere presenti all’auspicata riapertura del tavolo del Dialogo nazionale. Ieri intanto l’Alleanza civica, che comprende i rappresentanti di studenti, agricoltori e imprenditori, ha invitato la cittadinanza a proseguire nelle manifestazioni di protesta. Nel fine settimana sono proseguite le repressioni del regime, che non hanno risparmiato neppure la marcia promossa a Managua per rendere omaggio ai 24 minori rimasti uccisi durante le repressioni. Dallo scorso 18 aprile sono quasi 300 le vittime accertate. Sempre nella giornata di ieri mons. Rolando Álvarez, vescovo di Matagalpa, ha fatto visita al presidio dei familiari dei detenuti nel carcere del Chipote, nella capitale. Il vescovo – di ritorno dal Vaticano, dove sabato ha incontrato Papa Francesco assieme al cardinale Leopoldo Brenes -, è riuscito a entrare nella struttura e ha fatto richiesta di liberazione per alcuni detenuti malati, per una donna incinta e per i giovani reclusi.

Migrazioni: Università di Bergamo, un master con stage nelle organizzazioni internazionali

Tue, 2018-07-03 10:30

Al via le iscrizioni al master in Diritto delle Migrazioni, che si tiene all’Università di Bergamo. Un’iniziativa che guarda alla crescente domanda di competenze professionali necessarie per affrontare “le complesse tematiche connesse ai processi migratori”. Giunto alla nona edizione, il master è strutturato con un approccio multidisciplinare e dura un anno. È realizzato in collaborazione con OIM (International Organization for Migration), ICMC (International Catholic Migration Commission) e CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati). Il percorso didattico prevede stage negli enti e nelle organizzazioni internazionali e nazionali che collaborano con il master e nelle strutture qualificate coinvolte nella gestione del fenomeno migratorio. Le iscrizioni si concluderanno il 7 gennaio 2019. Tutte le informazioni didattiche, la modalità di iscrizione, il costo e le scadenze sono pubblicate all’interno della pagina web del corso: http://sdm.unibg.it/corso/diritto-delle-migrazioni-migration-law/.

Australia: 12 anni di reclusione ad arcivescovo di Adelaide. Vescovi, “speriamo che sentenza porti pace e guarigione alle vittime”

Tue, 2018-07-03 10:19

I vescovi cattolici australiani riconoscono che “gli effetti di un abuso sessuale possono durare per tutta una vita”, ma sperano che “la pena detentiva di oggi porti un senso di pace e di guarigione a coloro che sono stati abusati dal defunto sacerdote James Fletcher”. Lo afferma in un comunicato diffuso oggi la Conferenza episcopale australiana in merito alla condanna a 12 mesi di reclusione dell’arcivescovo cattolico di Adelaide, Philip Wilson, per aver coperto un prete pedofilo. Wilson, 64 anni, era stato dichiarato colpevole in maggio da un tribunale di Newcastle, a nord di Sydney. L’arcivescovo, vice presidente della Conferenza episcopale australiana, è il più alto prelato cristiano al mondo ad essere condannato per questo reato. Era imputato di aver tenuto segreti gli abusi sessuali su 4 minori compiuti dal sacerdote James Fletcher negli anni ’70.

“Ci vuole molto coraggio – scrivono i vescovi –  perché i sopravvissuti si facciano avanti per raccontare le loro storie. I sopravvissuti sono stati di vitale importanza nell’aiutarci a imparare la lezione della nostra vergognosa storia di abusi e occultamenti, che è stata messa in luce dalla Commissione reale d’inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi sessuali su minori e dalle indagini statali, inclusa l’indagine di Cunneen”. In seguito a quei rapporti, la Chiesa australiana – fa sapere la Conferenza episcopale – “ha apportato sostanziali modifiche per garantire che l’abuso e l’insabbiamento non facciano più parte della vita cattolica e che i bambini siano al sicuro nelle nostre comunità. Continueremo a lavorare con tutti coloro che nella Chiesa e non solo stanno cercando di mettere in atto standard di salvaguardia forti e coerenti in tutta l’Australia, compreso il modo in cui rispondiamo alle accuse di abuso sessuale”.

 

Parlamento Ue: guasto ai microfoni e sciopero interpreti, lavori a singhiozzo

Tue, 2018-07-03 10:08

(Strasburgo) Per la prima volta una seduta della plenaria di Strasburgo comincia con oltre 40 minuti di ritardo. È accaduto questa mattina. All’avvio dei lavori – che in avvio di giornata prevedono un confronto con il premier bulgaro Borissov e poi con quello austriaco Kurz, il sistema dei microfoni si è bloccato per un guasto. La sessione si è immediatamente interrotta. Il presidente dell’Assemblea, Antonio Tajani, ha poi annunciato che il ritardo ulteriore è stato causato dal fatto che alcuni eurodeputati non hanno consentito ai tecnici di intervenire per sistemare il guasto, volendo solidarizzare con gli interpreti, che da 28 giorni sono in sciopero chiedendo “condizioni di lavoro più eque e sopportabili”. Da un paio di plenarie, infatti, gli interpreti – precettati al lavoro – si limitano agli orari strettamente ufficiali, interrompendo le traduzioni al termine del turno, come accaduto ieri durante la tradizionale conferenza stampa che apre la settimana a Strasburgo. Tajani ha ricordato che la trattativa con gli interpreti (dal 2004 le lingue sono passate da 11 a 24, il numero degli interpreti è sceso da 350 a 270, più quelli “temporanei”) è demandata all’istituzione e ai rappresentanti sindacali. “Bloccare il lavoro del Parlamento da parte dei deputati è inaccettabile”, ha detto Tajani, e il presidente della Commissione Juncker, presente in aula, si è detto dello stesso avviso. I lavori della giornata slitteranno rispetto all’agenda consueta.

Accoglienza: campagna di Libera, Legambiente, Arci e Anpi. Il 7 luglio una maglietta rossa per sicurezza e solidarietà

Tue, 2018-07-03 10:02

“Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo”. Lo scrivono in una nota Libera, Legambiente, Arci, Anpi, lanciando l’iniziativa “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”, in programma per sabato 7 luglio. L’invito è a “indossare una maglietta rossa, come quei bambini, per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà”. “Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione, cioè con la vita di migliaia di persone, e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura”.

Vescovi umbri: in corso un pellegrinaggio ecumenico in Armenia

Tue, 2018-07-03 09:49

I vescovi dell’Umbria in Armenia, fino al 6 luglio, per un pellegrinaggio ecumenico. L’obiettivo è quello di “scoprire la ricchezza della tradizione cristiana di questo Paese che, nel corso dei secoli, ha dato una significativa testimonianza di fede”. Momento centrale, giovedì 5 luglio, nella città di Gyumri, dove sono previsti l’incontro con mons. Raphael François Minassian, vescovo armeno-cattolico, e la celebrazione della messa con la comunità cattolica locale. A Erevan, capitale dell’Armenia, i vescovi umbri visiteranno la nuova cattedrale dedicata a San Gregorio Illuminatore, consacrata nel 2001 in occasione del 1700° anniversario dalla fondazione della Chiesa armena e dell’adozione del cristianesimo come religione di Stato. I vescovi umbri visiteranno anche il Memoriale del genocidio degli armeni, a opera dell’Impero Ottomano (1915-1916), edificato nel 1967 sulla spianata della collina di Dzidzernagapert (Forte delle rondini). Prevista anche una visita alla città di Vagharshapat, antica capitale dell’Armenia, dove si trova la cattedrale di Echmiadzin, una delle chiese più antiche del mondo (303 d. C.), e alla chiesa di Santa Hripsime (VII secolo), una delle meraviglie dell’architettura ecclesiastica armena. Una giornata sarà dedicata alla visita dei monasteri di Khor Virap (“fossa profonda”), alle pendici dell’Ararat, al confine con la Turchia e luogo di prigionia di san Gregorio Illuminatore, del complesso monastico di Noravank del XIII-XIV secolo e del monastero rupestre di Ghegard (XII sec.), dove la tradizione vuole che sia stata conservata la lancia che trafisse il costato di Cristo. Qui sarà approfondito il monachesimo eremitico, prima forma di vita religiosa presente in Armenia.

Incontro di Bari: card. Sandri, “preghiera e profezia sono le armi della Chiesa”. Ricordo dei vescovi rapiti e di padre Dall’Oglio

Tue, 2018-07-03 09:26

“La preghiera e la profezia sono le armi della Chiesa. La preghiera sarà il tema portante dell’incontro perché il destino dei popoli, la pace nel mondo e il futuro della Chiesa in Medio Oriente è nelle mani di Dio. La preghiera ecumenica ha un grande valore per i nostri cristiani che hanno sofferto e che soffrono ancora oggi la guerra e la persecuzione”. Per questo saranno ricordati tutti coloro – fedeli, sacerdoti e vescovi – che sono morti in questi anni di guerra, rapiti e scomparsi come “mons. Faraj Rahho, arcivescovo caldeo di Mosul, i due vescovi di Aleppo, il siro-ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim e il greco ortodosso Paul Yazigi, il padre gesuita Paolo Dall’Oglio”. Così il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, il card. Leonardo Sandri, spiega al Sir il senso dell’incontro ecumenico convocato per il 7 luglio a Bari da Papa Francesco insieme ai Capi di Chiese e Comunità cristiane del Medio Oriente. L’incontro, dichiara il prefetto, sarà occasione per ricordare le tribolazioni dei cristiani, ma non solo loro, del Medio Oriente: “La più grande è quella di essere colpiti nella loro dignità di persona umana, privati di tutto, di casa, di affetti, sottoposti all’insicurezza, attaccati dall’odio e dalla divisione fino a pensare di partire per cercare in altri lidi un futuro di speranza. Una tribolazione non solo fisica che ha toccato tutti, anche i musulmani. Con il gesto di Bari il Papa vuole esprimere a questi fratelli la vicinanza, l’amore e la condivisione della sofferenza e rispondere così all’indifferenza verso chi è scartato, perseguitato e messo da parte”. Bari avrà anche da dire alla comunità internazionale e, in particolare, a “coloro che hanno la vera responsabilità della pace nel mondo affinché prendano decisioni che non guardino a interessi nazionali e particolari ma a quelli della persona umana fatta a immagine e somiglianza di Dio”. Da qui l’invito a essere aperti a coloro che, a causa delle guerre e delle persecuzioni, sono costretti a cercare “lidi più sicuri”. “Dobbiamo essere sempre aperti e capaci di pensare che ogni cosa che abbiamo fatto a questi fratelli in difficoltà lo abbiamo fatto a Gesù. Mai dire basta. È responsabilità di chi governa trovare le giuste formule. Apertura e accoglienza – coniugate con la prudenza e il desiderio di integrare veramente queste persone secondo le possibilità dei luoghi di arrivo – si realizzano attraverso l’adozione di misure ragionevoli per tutti”.

Diocesi: Messina, ieri l’ordinazione episcopale dell’ausiliare mons. Di Pietro. L’arcivescovo Accolla, “rimani per tutta la vita un discepolo”

Tue, 2018-07-03 09:10

“Tra il Vangelo e te agisce lo Spirito Santo che colma la povertà dell’uomo e ti rende servitore obbediente. Nella misura in cui sei consapevole di essere sotto e non sopra il Vangelo, non rischierai mai di sentirti un arrivato, al contrario avvertirai l’esigenza di rimanere per tutta la vita un discepolo, bisognoso di farti penetrare dal Vangelo fin nelle profondità del cuore, per diventarne umile servo”. Così mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina–Lipari–Santa Lucia del Mela, ieri, nel corso del solenne pontificale di ordinazione episcopale di mons. Cesare Di Pietro, chiamato lo scorso maggio da Papa Francesco ad affiancare il presule come ausiliare della Chiesa messinese. È stato lo stesso arcivescovo a presiedere la celebrazione. Consacranti altri due presuli, entrambi di origine messinese: il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, che in passato ha guidato la diocesi messinese, e mons. Vittorio Luigi Mondello, anche lui eletto ausiliare di Messina, poi vescovo di Caltagirone e, infine, di Reggio Calabria – Bova. Partendo dall’invito a vigilare, scelto come motto da mons. Di Pietro, l’arcivescovo Accolla si è soffermato su cinque differenti aspetti del vegliare, “con la preghiera” e “con amore”. “Prima ancora di consigliare e correggere, incoraggia e valorizza i sacerdoti nei loro doni, assicura affetto, gratitudine e anche il perdono, perché di misericordia abbiamo tutti bisogno. E vigila e veglia – ha detto il presule – su tutti i credenti in Cristo, come fratelli da amare, ascoltare, accogliere”. Altri due aspetti del vigilare sui quali mons. Accolla si è soffermato durante l’omelia della celebrazione di ordinazione episcopale dell’ausiliare: vigilare e vegliare “come povero con i poveri” e a farlo con Maria. “In questa nostra Chiesa hai imparato a vivere in profonda unità la mensa della Parola di Dio, la mensa Eucaristica e l’incontro con i poveri. Sono la premura verso ogni sofferenza e verso quanti si trovano in situazioni di indigenza e di debolezza dell’anima e del corpo – ha detto – a rendere bello e credibile il volto della Chiesa e il vescovo è colui che mostra questo volto più di tutti e prima di tutti”. Infine, l’invito a “vigilare e vegliare come Maria sulla nostra Messina, sulla nostra Chiesa diocesana, sui nostri giovani, sui nostri poveri, per essere strumento della bontà e della misericordia di Dio”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Varato “Decreto dignità”. Nuovo naufragio in Libia. 12 mesi ad arcivescovo Adelaide

Tue, 2018-07-03 09:00

Governo: varato il “Decreto dignità”, misure urgenti per i lavoratori e le imprese

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese. Il provvedimento mira, in particolare, a limitare l’utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, favorendo i rapporti a tempo indeterminato; a salvaguardare i livelli occupazionali e contrastare la delocalizzazione delle aziende che abbiano ottenuto aiuti dallo Stato per impiantare, ampliare e sostenere le proprie attività economiche in Italia; a contrastare il grave fenomeno della ludopatia, vietando la pubblicità di giochi o scommesse con vincite in denaro.

Migranti: nuovo naufragio in Libia, 114 dispersi

Un nuovo naufragio di migranti, stavolta con 114 dispersi, è stato segnalato dall’Unhcr al largo delle coste libiche. “Un altro triste giorno in mare: oggi 276 rifugiati e migranti sono stati fatti sbarcare Tripoli, inclusi 16 sopravvissuti di un’imbarcazione che portava 130 persone, delle quali 114 sono ancora disperse in mare”, riferisce un tweet della sezione libica dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. È un’altra tragedia rispetto a quella dei 63 dispersi segnalata ieri sempre dall’Unhcr al largo di Zuara. Sempre ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’invio in Libia di 10 navi per la Guardia costiera, più il training al personale per il loro utilizzo, per un impegno economico che sfiora gli 1,5 milioni.

Thailandia: trovati vivi i ragazzi nella grotta

Sono stati trovati vivi e in buone condizioni i 12 ragazzi dispersi più il loro allenatore in una grotta thailandese dal 23 giugno. Lo ha annunciato Narongsak Osatanakorn, il governatore della provincia di Chiang Rai, che dirige le operazioni di soccorso. Il gruppo di ragazzi è stato trovato a 400 metri dalla cavità di “Pattaya Beach”, rimasta asciutta durante le inondazioni, e apparentemente non si sono mossi da lì per tutta la durata della loro scomparsa. I soccorritori avevano da giorni identificato l’area come l’unica possibile via di salvezza per i dispersi, di cui non si avevano notizia da ormai nove giorni. Ci vorranno alcune ore per imbastire le operazioni di recupero e riportare i 13 dispersi all’esterno della grotta, ha aggiunto il governatore della provincia di Chiang Rai, che dirige le operazioni di soccorso.

Australia: 12 mesi ad arcivescovo Adelaide, condannato per aver coperto un prete pedofilo

L’arcivescovo cattolico di Adelaide, Philip Wilson, è stato condannato a 12 mesi di reclusione per aver coperto un prete pedofilo. Wilson, 64 anni, era stato dichiarato colpevole in maggio da un tribunale di Newcastle, a nord di Sydney. L’arcivescovo, vice presidente della Conferenza episcopale australiana, è il più alto prelato cristiano al mondo ad essere condannato per questo reato. Era imputato di aver tenuto segreti gli abusi sessuali su 4 minori compiuti dal sacerdote James Fletcher negli anni ’70.

Germania: Merkel-Seehofer, c’è accordo su migranti

Angela Merkel e Horst Seehofer raggiungono l’accordo sui migranti: la soluzione, annunciata a sorpresa dopo una giornata di difficili trattative fra la Cdu e la Csu, è nei “centri transito” per chi è registrato in altri Paesi. Un “buon compromesso”, secondo la cancelliera, e un “accordo sostenibile”, per il suo avversario, che chiarisce anche di voler rimanere ministro dell’Interno. La conciliazione nella lite fratricida fra i partiti dell’Unione, tuttavia, non basta: l’ultima parola spetta ai socialdemocratici, riuniti in tarda serata con gli alleati di governo, proprio per capire se vi sia ancora la possibilità di governare assieme. Intanto sono stati i segretari generali dei due partiti a spiegare che nei “centri transito”, ai confini con l’Austria, saranno destinati i migranti registrati in altri Paesi Ue.

Maxi incendio in California. Fiamme partite sabato coprono superficie di 243 km quadrati

Torna l’incubo del fuoco in California. Un enorme incendio divampato nelle campagne della California del nord minaccia circa 700 case. Partite sabato a circa 160 chilometri a nord-est di San Francisco le fiamme sono arrivate lunedì sera a coprire una superficie di circa 243 chilometri quadrati, anche a causa dei forti venti. A circa 300 persone è stato chiesto di lasciare le loro abitazioni. Non sono stati segnalati feriti.

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