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Updated: 1 hour 4 min ago

Papa in Myanmar: incontro monaci buddisti, “ogni voce venga ascoltata”. “Uniti” per “superare incomprensione, intolleranza, pregiudizio e odio”

Wed, 2017-11-29 11:28

“Se siamo chiamati ad essere uniti, come è nostro proposito, dobbiamo superare tutte le forme di incomprensione, di intolleranza, di pregiudizio e di odio”. È l’appello del Papa, lanciato durante l’incontro a Yangon con il Consiglio supremo “Sangha” dei monaci buddisti. “La grande sfida dei nostri giorni è quella di aiutare le persone ad aprirsi al trascendente”, ha spiegato Francesco: “Ad essere capaci di guardarsi dentro in profondità e di conoscere sé stessi in modo tale da riconoscere le reciproche relazioni che legano a tutti gli altri. A rendersi conto che non possiamo rimanere isolati gli uni dagli altri”. A fare da “guida”, le parole di Buddha e di San Francesco. “Sconfiggi la rabbia con la non-rabbia, sconfiggi il malvagio con la bontà, sconfiggi l’avaro con la generosità, sconfiggi il menzognero con la verità”, l’insegnamento di Buddha. “Sentimenti simili”, per il Papa, esprimono la preghiera attribuita a San Francesco d’Assisi: “Signore, fammi strumento della tua pace. Dov’è odio che io porti l’amore, dov’è offesa che io porti il perdono, dove ci sono le tenebre che io porti la luce, dov’è tristezza che io porti la gioia”. “Possa questa sapienza continuare a ispirare ogni sforzo per promuovere la pazienza e la comprensione, e per guarire le ferite dei conflitti che nel corso degli anni hanno diviso genti di diverse culture, etnie e convinzioni religiose”, l’auspicio del Papa, che ha precisato: “Tali sforzi non sono mai solo prerogative di leader religiosi, né sono di esclusiva competenza dello Stato. Piuttosto, è l’intera società, tutti coloro che sono presenti all’interno della comunità, che devono condividere il lavoro di superamento del conflitto e dell’ingiustizia”. Tuttavia, “è responsabilità particolare dei leader civili e religiosi assicurare che ogni voce venga ascoltata, cosicché le sfide e i bisogni di questo momento possano essere chiaramente compresi e messi a confronto in uno spirito di imparzialità e di reciproca solidarietà”.

Papa in Myanmar: incontro monaci buddisti, valori del buddismo “essenziali per uno sviluppo integrale della società”

Wed, 2017-11-29 11:24

“Esprimo la mia stima per tutti coloro che in Myanmar vivono secondo le tradizioni religiose del buddismo”. È l’omaggio del Papa, nella parte centrale del discorso rivolto ai monaci buddisti, incontrati al Kaba Aye Center di Yangon. “Attraverso gli insegnamenti del Buddha, e la zelante testimonianza di così tanti monaci e monache, la gente di questa terra è stata formata ai valori della pazienza, della tolleranza e del rispetto della vita, come pure a una spiritualità attenta e profondamente rispettosa del nostro ambiente naturale”, ha proseguito Francesco, secondo il quale “questi valori sono essenziali per uno sviluppo integrale della società, a partire dalla più piccola ma più essenziale unità, la famiglia, per estendersi poi alla rete di relazioni che ci pongono in stretta connessione, relazioni radicate nella cultura, nell’appartenenza etnica e nazionale, ma in ultima analisi radicate nell’appartenenza alla comune umanità”. “In una vera cultura dell’incontro, questi valori possono rafforzare le nostre comunità e aiutare a portare la luce tanto necessaria all’intera società”, ha assicurato.

Papa in Myanmar: incontro monaci buddisti, “mai rassegnarci” a “ferite dei conflitti, della povertà e dell’oppressione”

Wed, 2017-11-29 11:20

“Il nostro incontro è un’importante occasione per rinnovare e rafforzare i legami di amicizia e rispetto tra buddisti e cattolici”. Lo ha detto il Papa, nel discorso pronunciato durante l’incontro con il Consiglio supremo “Sangha” dei monaci buddisti, al Kaba Aye Center di Yangon, uno dei templi buddisti più venerati dell’Asia sudorientale. “È anche un’opportunità per affermare il nostro impegno per la pace, il rispetto della dignità umana e la giustizia per ogni uomo e donna”, ha proseguito Francesco: “Non solo in Myanmar, ma in tutto il mondo le persone hanno bisogno di questa comune testimonianza da parte dei leader religiosi. Perché, quando noi parliamo con una sola voce affermando i valori perenni della giustizia, della pace e della dignità fondamentale di ogni essere umano, noi offriamo una parola di speranza. Aiutiamo i buddisti, i cattolici e tutte le persone a lottare per una maggiore armonia nelle loro comunità”. “In ogni epoca – l’analisi del Papa – l’umanità sperimenta ingiustizie, momenti di conflitto e disuguaglianza tra le persone. Nel nostro tempo queste difficoltà sembrano essere particolarmente gravi. Anche se la società ha compiuto un grande progresso tecnologico e le persone nel mondo sono sempre più consapevoli della loro comune umanità e del loro comune destino, le ferite dei conflitti, della povertà e dell’oppressione persistono, e creano nuove divisioni”. “Di fronte a queste sfide, non dobbiamo mai rassegnarci”, l’appello ai monaci buddisti: “Sulla base delle nostre rispettive tradizioni spirituali, sappiamo che esiste una via per andare avanti, una via che porta alla guarigione, alla mutua comprensione e al rispetto. Una via basata sulla compassione e sull’amore”. Al suo arrivo, il Papa è stato accolto dal ministro per gli Affari Religiosi e la Cultura, Thura U Aung Ko. Poi l’incontro con il Consiglio Supremo “Sangha” dei Monaci Buddisti, cominciato con l’intervento del presidente del Comitato Statale “Sangha”, Bhaddanta Kumarabhivamsa, che ha preceduto il discorso di Francesco.

Papa in Myanmar: Kumarabhivamsa (presidente Sangha), “cooperare a costruire ponti per la pace nel mondo”

Wed, 2017-11-29 11:13

“Il principio fondamentale di ogni religione è basato sulla amorevole bontà. Condividendo reciprocamente questa amorevole bontà, singole famiglie, società, cittadini e Stati possono coesistere pacificamente. L’impegno alla coesistenza pacifica tra gli Stati può portare senza dubbio alla pace globale”. Si è concluso con questi auspici il discorso pronunciato dal presidente del Comitato statale “Sangha” dei monaci buddisti, Bhaddanta Kumarabhivansa, in apertura dell’incontro al Kaba Aye Center di Yangon. “In verità, pur professando religioni differenti, tutti percorriamo la stessa strada che porta al benessere dell’umanità”, ha esordito il presidente dei monaci buddisti Theravada, rivolgendosi al Papa: “Crediamo che tutte le fedi religiose possono apportare in qualche modo benefici di pace e prosperità: questa è la ragione per cui a tutt’oggi abbiamo differenti fedi religiose”. “In questo nostro mondo attuale è deplorevole vedere terrorismo ed estremismo messi in atto in nome di credi religiosi”, il monito: “Poiché tutte le dottrine religiose insegnano solo il bene dell’umanità, non possiamo accettare che terrorismo ed estremismo possano nascere da una certa fede religiosa”. “Noi crediamo fermamente – ha detto Kumarabhivansa – che terrorismo ed estremismo nascono da cattive interpretazioni degli insegnamenti originali delle rispettive religioni, perché alcuni seguaci introducono emendamenti agli insegnamenti originali sotto la spinta dei propri desideri, istinti, paure e delusioni, i quattro ostacoli al retto pensiero”. “Tutti i popoli del mondo devono cooperare e impegnarsi insieme senza timori, a realizzare un’armoniosa vita sociale con l’assicurazione di una globale sicurezza”, la ricetta dei monaci buddisti: “Noi tutti dobbiamo denunciare qualsiasi forma di espressioni che incitano all’odio, falsa propaganda, conflitti e guerre con pretesti religiosi e condanniamo con fermezza coloro che danno supporto a tali attività. Noi, leader di tutte le religioni del mondo, dobbiamo essere risoluti nella costruzione di una armoniosa società umana, seguendo gli insegnamenti delle rispettive religioni, così come essi sono realmente insegnati e coinvolgere noi stessi nel rafforzamento della pace e la sicurezza del mondo”. “Costruire tra di noi reciproca comprensione, rispetto e fiducia per potere giungere ad una pacifica, sicura e prospera società umana”: è questo, per Kumarabhivansa, il compito dei “membri di fedi differenti”, chiamati inoltre a “dare prova di moderazione ed evitare di interferire in faccende di altre religioni e cooperare a costruire ponti per la pace nel mondo”. Per i monaci buddisti, “tutti i sentieri spirituali e tradizioni religiose sono ugualmente validi. È nostra responsabilità in ogni circostanza parlare pubblicamente contro l’uso errato della religione. Crediamo fermamente che, noi, persone di fedi differenti, possiamo realizzare le proposte suddette e che nel futuro il mondo in cui viviamo diventerà pacifico, piacevole e prospero”.

Celam: concluso a Quito il convegno su “ecologia integrale”. Mons. Ramazzini, “siamo custodi della creazione e non padroni”

Wed, 2017-11-29 11:01

“Assumere per la nostra vita un modello di ‘ecologia integrale’ ci chiede dei solidi impegni sia in ambito personale che in quello di Chiesa istituzionale”. Lo ha affermato mons. Álvaro Ramazzini, vescovo di Huehuetenango (Guatemala) concludendo lunedì a Quito l’incontro per una ‘ecologia integrale’, promosso dal Celam (il Consiglio episcopale latinoamericano), assieme al Dipartimento giustizia e pace del medesimo organismo (Dejusol), alla Confederazione latinoamericana dei religiosi (Clar), alla Rete panamazzonica (Repam) e alla rete Iglesias y Minería. “La prima sfida – ha spiegato mons. Ramazzini – è fare in modo che i cristiani siano coscienti di che cosa implica questa visione creativa della creazione: non siamo padroni, ma siamo custodi della creazione. Ciò significa mettere in relazione in modo forte la fede con la vita. Questo è ciò che abbiamo detto nelle varie conferenze dei vescovi dell’America Latina: abbiamo molti battezzati ma pochi discepoli e missionari di nostro Signore Gesù Cristo”. In secondo luogo, ha spiegato il vescovo guatemalteco, la Chiesa è chiamata a stare in mezzo al suo popolo, ad accompagnare le speranze dei poveri e degli esclusi. “In terzo luogo – ha proseguito mons. Ramazzini – dovremmo sempre essere predicatori di buone notizie, anche se le notizie spesso sono brutte. Non dobbiamo essere uccelli di malaugurio. La buona notizia nasce proprio dal senso della speranza, dal sapere che Dio è il proprietario della storia; e che siamo collaboratori di questo piano che Dio ha per l’umanità”. Infine, è necessario comprendere “che la Chiesa è cattolica (cioè universale). Quindi, per la Chiesa non ci sono confini, per la Chiesa non c’è distinzione di razze, e i problemi di un luogo sono i problemi di tutti. Se parliamo di una globalizzazione economica, con i suoi aspetti positivi e negativi, non dimentichiamo che la prima insegnante di globalizzazione è la Chiesa. Da qui un invito all’apertura e non alla chiusura ‘nei propri piccoli mondi’”.

Termometro politico: Istituto Ixè-Radio Rai 1, al Centrodestra la maggioranza alla Camera e in Senato

Wed, 2017-11-29 10:53

Maggioranza di Centrodestra sia alla Camera che in Senato. Lo segnala l’Istituto Ixè nella rilevazione effettuata per Rai Radio 1, registrando le intenzioni di voto per i collegi e la relativa assegnazione dei seggi in Parlamento alla data di ieri, martedì 28 novembre. Alla Camera la coalizione composta da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia otterrebbe 270 parlamentari. Sarebbero 165 quelli del Movimento 5 Stelle e 162 quelli della coalizione di Centrosinistra (Pd-Ap). La sinistra potrebbe contare su 25 seggi. Al Senato i rapporti di forza risultano analoghi. Secondo la rilevazione Ixè, sarebbero 135 i seggi assegnati alla coalizione di Centrodestra, 85 quelli del Movimento 5 Stelle e 81 andrebbero al Pd e Ap. Solo otto senatori sarebbero eletti nelle file della sinistra.

Argentina: raccolti 43 milioni di pesos con la campagna “Más por Menos 2017”, registrato un incremento del 10%

Wed, 2017-11-29 10:44

Una raccolta di 43 milioni di pesos, con un aumento del 10% rispetto alla campagna dell’anno precedente. Questo il bilancio della colletta “Más por Menos 2017” promossa dalla Chiesa argentina. I numeri sono stati resi noti dalla Commissione episcopale per l’assistenza alle regioni più bisognose. L’iniziativa di solidarietà si è svolta il 9 e il 10 settembre nelle chiese e i vari luoghi del Paese, con lo slogan “La tua solidarietà rafforza la mia speranza”. I membri della Commissione episcopale per l’assistenza alle regioni più bisognose si incontreranno la prossima settimana per distribuire il ricavato tra le 25 diocesi che maggiormente ne hanno necessità, oltre che per assegnare risorse a più di 300 progetti presentati da altre diocesi. Mons. Pedro Olmedo Rivero, vescovo-prelato di Humahuaca e presidente della Commissione, ha ringraziato “fortemente i donatori che hanno già dato il loro contributo” e ha invitato coloro che “vogliono partecipare a dare un contributo, per quanto piccolo, per continuare a collaborare con chi ha meno”.

Cile: card. Ezzati (Santiago) inaugura nuovo asilo nido per i bimbi di 85 famiglie vulnerabili

Wed, 2017-11-29 10:42

Il cardinale Ricardo Ezzati, arcivescovo di Santiago del Cile, ha inaugurato ieri un asilo nido che ospiterà un centinaio di bambini e neonati, a vantaggio di 85 famiglie in situazione di disagio sociale. Il centro appartiene alla Fondazione “Brazos abiertos”, una istituzione senza fini di lucro dell’arcidiocesi di Santiago che dal 2004 crea e gestisce 12 centri per bimbi da 3 mesi a 5 anni. L’obiettivo è “accogliere e riscattare i bambini di famiglie in situazione di vulnerabilità sociale, offrendo una educazione di qualità, fondata sui principi e i valori cristiani”.  La fondazione, ha detto il card. Ezzati, “è un segno da cui passa una società fondata su una visione molto individualista ad una società con il cuore e le braccia aperte, per costruire un futuro migliore per tutti. Sono convinto che la prevenzione, l’educazione e la vita familiare sono le strade migliori negli ambienti più vulnerabili”.

Solidarietà: Save the Children, già 2mila scuole hanno aderito al “Christmas Jumper day” del 15 dicembre

Wed, 2017-11-29 09:53

Per il prossimo 15 dicembre, Save the Children rilancia il “Christmas Jumper day”, l’evento di partecipazione di massa dedicato ai maglioni natalizi celebrato per la prima volta in Italia lo scorso anno. “Sulla scia del successo 2016 – si legge in una nota – è già triplicato quest’anno il numero di scuole primarie e secondarie subito iscritte, più di 2mila, alle quali si uniranno nei prossimi giorni tantissimi altri insegnanti e studenti, insieme a migliaia di gruppi di colleghi di lavoro o amici che organizzeranno la loro festa di Natale raccogliendo l’appello di Save the Children: ‘Metti un maglione e dai ai bambini un futuro migliore’”. Si tratta infatti – prosegue la nota – di “un’occasione speciale per fare tutti insieme qualcosa di buono in un modo diverso dal solito, e raccogliere, divertendosi, piccoli o grandi fondi a sostegno dei progetti in Italia e nel mondo dell’organizzazione internazionale, dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i loro diritti”. Testimonial della campagna quest’anno è Manuel Agnelli, ma altri volti noti dello spettacolo hanno aderito. Tra loro ci sono Antonello Dose e Marco Presta, Lillo, Greg e Alex Braga, Saturnino, Isabella Ferrari, Syria, Caterina Balivo, Roberta Capua e Ilaria Spada, ClioMakeup e i calciatori della Fiorentina. “Per partecipare – spiega l’organizzazione – basta procurarsi un maglione natalizio o realizzarlo in proprio decorando un vecchio pullover con materiali di recupero e organizzare un evento o una festa. Tutti gli invitati parteciperanno indossando con ironia festosa il loro maglione buffo e potranno contribuire con una donazione al sostegno dei progetti di Save the Children, donando così un sorriso ai bambini in difficoltà in Italia e nel mondo”. L’evento sarà condivisibile sui social networks con l’hashtag #ChristmasJumperDay.

Siria: Aiulas, per il Natale lancia campagna “Siria: dall’emergenza alla speranza”

Wed, 2017-11-29 09:37

Per il periodo natalizio la onlus “Aiutiamo la Siria!” (Aiulas) lancia la campagna di solidarietà “Siria: dall’emergenza alla speranza”. “A seguito del mutamento della situazione in Siria di questi ultimi mesi – migliorata dal punto di vista dei combattimenti ma non dei bisogni – e raccogliendo le proposte dei referenti sul terreno, sono stati preparati – si legge in una nota – tre nuovi progetti, che saranno finanziati attraverso varie iniziative realizzate nelle prossime settimane”. Il progetto “Un’officina, 10 operai: Aleppo riparte” ha lo scopo di “pagare per un anno lo stipendio a 10 operai che ad Aleppo avvieranno un’officina siderurgica; alla fine del periodo l’officina dovrebbe raggiungere l’indipendenza economica”. Il progetto – spiega la onlus – “sarà realizzato dai Maristi che hanno provveduto all’affitto del locale e alle attrezzature necessarie alla produzione”. “Radio Kifo, 30 giovani per una voce a Damasco” è invece il progetto attraverso il quale “30 giovani riceveranno una borsa lavoro per sei mesi e potranno così effettuare uno stage di formazione professionale presso la radio del patriarcato siro ortodosso a Damasco”. Si tratta del primo progetto di Aiulas in collaborazione con una Chiesa ortodossa. Infine, con “Strumenti musicali per gli scout di Maskana” si “provvederà all’acquisto in loco di 19 strumenti musicali per il gruppo Scout che si formerà – grazie al progetto – nella parrocchia di S. Michele Arcangelo (dintorni di Homs), in collaborazione con la Chiesa siro-cattolica”. Nel frattempo – informa Aiulas – sono stati portati a termine due progetti: uno relativo a prestazioni mediche per 111 abitanti di Aleppo grazie ad altrettante polizze sanitarie stipulate attraverso la Chiesa armena e l’altro per l’acquisto di due monitor per l’ospedale italiano di Karak (Giordania).

Ue: Parlamento europeo vara il bilancio 2018. Una delegazione a Malta per verificare lo stato di diritto

Wed, 2017-11-29 09:20

(Bruxelles) Nel corso della plenaria dell’Europarlamento, che si svolge oggi e domani a Bruxelles, sarà firmato il bilancio Ue per il 2018, che prevede stanziamenti per 144 miliardi di euro. La firma avverrà dopo che l’Assemblea avrà approvato l’accordo raggiunto tra i negoziatori del Parlamento e gli Stati membri. I deputati “hanno  ottenuto maggior supporto economico – recita una nota dell’Assemblea – per i giovani disoccupati e fondi aggiuntivi a sostegno delle piccole e medie imprese e della ricerca”. Un dibattito sul budget si terrà oggi in aula e per domani, 30 novembre, è previsto il voto in emiciclo. I deputati voteranno inoltre l’incremento di fondi (100 milioni) per operazioni militare di pace e a carattere civile all’estero. Il denaro dovrà essere utilizzato, ad esempio, per costruire ospedali “e non per acquistare armi o addestrare militari a operazioni di guerra”. Nei giorni 30 novembre e 1 dicembre una missione si recherà a Malta come deciso a seguito della risoluzione del Parlamento, adottata all’ultima plenaria, che esprime preoccupazione sul funzionamento dello stato di diritto e della democrazia nell’isola. La delegazione avrà un compito informativo sullo stato di diritto nel Paese e sul rispetto dei regolamenti anti riciclo di denaro e bancari.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Nuova minaccia nucleare dalla Corea del Nord. Ue-Africa, summit ad Abidjan

Wed, 2017-11-29 09:00

Corea del Nord: “Siamo una potenza nucleare”. Un altro missile verso le acque del Giappone. Oggi Consiglio Onu

La Corea del Nord lancia un nuovo missile intercontinentale e dichiara di essere “uno Stato nucleare”: l’annuncio, ieri attraverso i media nazionali, è avvenuto dopo l’ultimo test di missile balistico, rivendicato come un “successo storico”. Il missile Hwasong-15 sarebbe in grado di raggiungere “tutto il territorio Usa”, ha riferito la tv di Stato. Oggi pomeriggio si riunirà il Consiglio di sicurezza dell’Onu su richiesta di Usa, Giappone e Corea del Sud. Il ministro della Difesa giapponese Itsunori Onodera ha dichiarato che il missile è caduto in mare 250 chilometri a ovest della prefettura di Aomori, la parte più a nord dell’arcipelago, nell’isola dell’Honshu. In risposta al lancio, le autorità militari sudcoreane hanno effettuato un’esercitazione missilistica. Il presidente Usa Donald Trump ha affermato davanti ai giornalisti: “È una minaccia e ce ne occuperemo”. Durante una telefonata con il premier giapponese Abe, i due leader hanno dichiarato che la Corea del Nord ha “compromesso la propria sicurezza” e si è “ulteriormente isolata dalla comunità internazionale”.

Ue-Africa: summit ad Abidjan. Confronto su sviluppo, giovani, povertà, conflitti e migrazioni. “Serve un Piano Marshall”

Si apre oggi ad Abidjan, in Costa d’Avorio, il summit tra Unione africana (Ua) e Unione europea: due giorni per affrontare innumerevoli temi fra cui il futuro dei giovani, lo sviluppo, la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo, la sicurezza e, naturalmente, l’urgenza migratoria. Un’ottantina i Paesi rappresentati: nella capitale ivoriana sono giunti capi di Stato e di governo, rappresentanti di Ue e Ua, Onu e altri organismi internazionali. Divergenti le posizioni dei Paesi africani rispetto alla collaborazione con l’Europa e sui temi delicati della risoluzione dei conflitti interni e sulla gestione delle migrazioni. Inoltre sono presenti problemi legati alle divisioni interne nei Paesi, alla fragile democrazia, alla povertà diffusa, ai conflitti etnici e religiosi, alla libertà di espressione. “Questo vertice deve porre il continente africano, stabilmente, in cima alla nostra agenda politica”, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in partenza per Abidjan. Occorrono decine di miliardi, ha insistito Tajani per “investimenti, tra pubblici e privati, per la transizione del continente verso una base industriale sostenibile, un’agricoltura moderna, l’accesso alle risorse idriche, infrastrutture efficienti, energie rinnovabili e digitalizzazione”. “Ulteriori sforzi sono inoltre essenziali per sostenere governance, stato di diritto, emancipazione femminile, istruzione”. “Si tratta di mettere in campo un vasto Piano Marshall”.

Italia/1: avanza la legge sul biotestamento. Salvini, “più che una buona morte mi interessa una buona vita”

La legge sul biotestamento potrebbe essere approvata entro fine anno, mentre di fatto salta, almeno per questa legislatura, quella sullo Ius soli. A spingere il provvedimento sul biotestamento il patto tra Partito democratico e centristi con Maurizio Lupi (Ap) che però parla “di libertà di coscienza”. Il provvedimento otterrebbe l’appoggio del M5S e di altri settori del Parlamento. Ma il dibattito, tra ieri e oggi, si sposta su alcune dichiarazioni del leader della Lega, Matteo Salvini. “Più che di una buona morte – ha detto – mi interessa occuparmi di una buona vita”. Immediata la replica di Debora Serracchiani, della segreteria nazionale del Pd: “Spero che chi oggi parla con sprezzo dei malati e delle loro famiglie recuperi un minimo di umanità e, anche se è contro la legge, si esprima con rispetto”.

Italia/2: manovra passa in commissione Bilancio al Senato. Bonus bebè dimezzato dal 2019

Un fondo per i risparmiatori delle banche in crisi e un bonus bebè “alleggerito” (sostanzialmente dimezzato) a partire dal 2019. Sono due delle novità approvate dalla commissione Bilancio del Senato, che ha concluso il lavoro sul testo dando mandato al relatore per l’Aula, convocata per questa mattina. La dotazione del Fondo per le banche viene confermata di 50 milioni per il 2018-2019. Numerose le modifiche apportate nel rush finale, compreso l’arrivo di un commissario straordinario per completare i preparativi per le Universiadi del 2019 ospitate a Napoli. Approvata anche la nascita, osteggiata dagli ambientalisti, del Parco unico del Delta del Po. Tra le misure, il rifinanziamento, per 4 milioni, in favore degli italiani all’estero e un fondo, da 1 milione l’anno, per gli archivi storici di partiti politici e sindacati.

Cronaca: parà dell’Aeronautica muore per un violento impatto al suolo. Aperta un’indagine

Un parà dell’Aeronautica militare è morto ieri pomeriggio durante un’attività addestrativa a Guidonia, vicino a Roma: il sergente maggiore Mirko Rossi, di 41 anni, è deceduto dopo l’impatto al suolo dopo essersi lanciato con il paracadute. Rossi, in forza al 17° Stormo, gli incursori dell’Aeronautica, era impegnato in una “attività addestrativa di lancio con paracadute pre-pianificata che si stava svolgendo presso l’aeroporto militare di Guidonia”. Per cause ancora in corso di accertamento, forse un malfunzionamento del paracadute, il sottufficiale si è schiantato a terra. Subito soccorso dal personale medico presente nella base, Rossi è morto al policlinico Gemelli di Roma, dove è stato trasportato da un elicottero del 118. L’Aeronautica militare “ha attivato le procedure per accertare le cause dell’incidente”. Cordoglio è stato espresso dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti e dal capo di stato maggiore della Difesa, Claudio Graziano.

Ungheria: lettera alla Commissione, “bloccare fondi all’Ungheria se non rispetta le libertà democratiche”

Alcune personalità dello scacchiere geopolitico europeo hanno chiesto a Bruxelles di tagliare i finanziamenti all’Ungheria. Lo rivela una lettera ottenuta in esclusiva dall’emittente europea Euronews. La lettera – datata 23 novembre – è stata firmata da Hans Eichel, ex ministro delle Finanze tedesco, e da tre ex commissari Ue: Pascal Lamy, Franz Fischler e Yannis Paleokrassas. Nel documento, indirizzato al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, si afferma che i flussi di denaro verso Budapest dovrebbero essere interrotti fino a quando “le libertà democratiche fondamentali non verranno ripristinate” e la corruzione “contrastata”. Vi si legge, inoltre, che nel Paese magiaro c’è poca libertà di stampa, che le università hanno perso la loro indipendenza e che le principali istituzioni pubbliche sono state commissariate de facto dal partito al potere, Fidesz. Secondo la Commissione europea, l’Ungheria ha ricevuto 5,63 miliardi di euro in finanziamenti nel 2015.

Papa in Myanmar: card. Bo, “torniamo a casa orgogliosi di essere cattolici”

Wed, 2017-11-29 08:36

“La vita non sarà mai più la stessa per i cattolici del Myanmar”. A garantirlo è stato il card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon, salutando il Papa al termine della Messa celebrata dal Papa al Kyaikkasan Ground. “Solo un anno fa il pensiero che questo piccolo gregge avrebbe condiviso il Pane con il nostro Santo Padre Francesco sarebbe stato un puro sogno”, ha esordito il cardinale: “Noi siamo un piccolo gregge. Noi siamo come Zaccheo. In mezzo alle nazioni non potevamo vedere il nostro pastore. Come Zaccheo, siamo stati chiamati: ‘Scendi, voglio fermarmi a casa tua’. Ecco il nostro Santo Padre. Il Santo Padre Francesco: un buon pastore che va in cerca dei piccoli e di quelli ai margini”. “Torniamo a casa con una straordinaria energia spirituale, orgogliosi di essere cattolici, chiamati a vivere il Vangelo”, ha concluso l’arcivescovo di Yangon: “Questo giorno rimarrà impresso in ogni cuore qui presente. Questo piccolo gregge continuerà a pregare per Lei”. Dopo la benedizione finale, il Papa Francesco è rientrato in auto all’arcivescovado per pranzare con i membri del seguito papale.

Papa in Myanmar: Messa a Yangon, “la Chiesa qui è viva” e semina “guarigione e riconciliazione”. Amore di Gesù è “Gps spirituale”

Wed, 2017-11-29 08:32

“La Chiesa in questo Paese sta aiutando un gran numero di uomini, donne e bambini, senza distinzioni di religione o di provenienza etnica”. È l’omaggio del Papa alle “cure quotidiane” dei vescovi, dei preti, dei religiosi e catechisti del Myanmar nei riguardi della parte più debole della popolazione. “So che la Chiesa in Myanmar sta già facendo molto per portare il balsamo risanante della misericordia di Dio agli altri, specialmente ai più bisognosi”, le parole del Papa nell’omelia della Messa a Yangon: “Vi sono chiari segni che, anche con mezzi assai limitati, molte comunità proclamano il Vangelo ad altre minoranze tribali, senza mai forzare o costringere, ma sempre invitando e accogliendo. In mezzo a tante povertà e difficoltà, molti di voi offrono concreta assistenza e solidarietà ai poveri e ai sofferenti”. “Posso testimoniare che la Chiesa qui è viva, che Cristo è vivo ed è qui con voi e con i vostri fratelli e sorelle delle altre comunità cristiane”, il tributo di Francesco, che ha incoraggiato la minoranza cattolica “a continuare a condividere con gli altri la sapienza inestimabile che avete ricevuto, l’amore di Dio che sgorga dal cuore di Gesù”. “Seminare semi di guarigione e riconciliazione nelle vostre famiglie, comunità e nella più vasta società di questa nazione”: così Francesco ha sintetizzato l’impegno della piccola comunità cattolica, alla quale ha raccomandato la “logica” del perdono e della misericordia. L’amore di Gesù, rivelato sulla croce, è “inarrestabile”, è come “un Gps spirituale che ci guida infallibilmente verso la vita intima di Dio e il cuore del nostro prossimo”, ha spiegato il Papa esortando i birmani ad “essere messaggeri della vera sapienza, profondamente misericordiosi verso i bisognosi, con la gioia che deriva dal riposare nelle ferite di Gesù, che ci ha amati sino alla fine”: “Dio benedica tutti voi! Benedica la Chiesa in Myanmar! Benedica questa terra con la sua pace! Dio benedica il Myanmar!”.

Papa in Myanmar: Messa a Yangon, no alla “vendetta”. Guarire le “ferite della violenza” con “il balsamo della misericordia”

Wed, 2017-11-29 08:31

Per essere “testimoni della riconciliazione e della pace”, bisogna saper dire no alla vendetta e sì al “balsamo della misericordia”. È la ricetta del Papa per sanare le “ferite della violenza, sia visibili che invisibili”, frutto di un conflitto durato 50 anni. “So che molti in Myanmar portano le ferite della violenza, sia visibili che invisibili”, ha detto Francesco nell’omelia della Messa a Yangon: “Pensiamo che la cura possa venire dalla rabbia e dalla vendetta. Tuttavia la via della vendetta non è la via di Gesù”, il monito del Papa, “la via di Gesù è radicalmente differente”. “Con il dono dello Spirito, Gesù rende capace ciascuno di noi di essere segno della sua sapienza, che trionfa sulla sapienza di questo mondo, e della sua misericordia, che dà sollievo anche alle ferite più dolorose”, ha assicurato Francesco: “Nel dono dell’Eucaristia, non solo riconosciamo, con gli occhi della fede, il dono del suo corpo e del suo sangue; noi impariamo anche come trovare riposo nelle sue ferite, e là essere purificati da tutti i nostri peccati e dalle nostre vie distorte”. “Rifugiandovi nelle ferite di Cristo – l’invito al popolo del Myanmar – possiate assaporare il balsamo risanante della misericordia del Padre e trovare la forza di portarlo agli altri, per ungere ogni ferita e ogni memoria dolorosa. In questo modo, sarete fedeli testimoni della riconciliazione e della pace che Dio vuole che regni in ogni cuore umano e in ogni comunità”.

Papa in Myanmar: messa a Yangon, “ho atteso a lungo questo momento”

Wed, 2017-11-29 08:30

“Prima di venire in questo Paese, ho atteso a lungo questo momento”. È il saluto del Papa alle centinaia di migliaia di fedeli che hanno assistito alla Messa al Kyaikkasan Ground di Yangon, celebrata alle 8.30 locali (le tre di notte a Roma). “Molti di voi sono giunti da lontano e da remote aree montagnose, alcuni anche a piedi”, ha proseguito Francesco riferendosi al popolo cattolico birmano, che costituisce l’1,7% della popolazione. “Sono venuto come pellegrino per ascoltare e imparare da voi, e per offrirvi alcune parole di speranza e consolazione”, ha spiegato Francesco a proposito dello spirito del viaggio. “Gesù non ci ha insegnato la sua sapienza con lunghi discorsi o mediante grandi dimostrazioni di potere politico e terreno, ma dando la sua vita sulla croce”, l’annuncio sulla scorta delle letture del giorno. “Qualche volta possiamo cadere nella trappola di fare affidamento sulla nostra stessa sapienza, ma la verità è che noi possiamo facilmente perdere il senso dell’orientamento”, l’analisi del Papa: “In quel momento è necessario ricordare che disponiamo di una sicura bussola davanti a noi, il Signore crocifisso”. “Nella croce, noi troviamo la sapienza, che può guidare la nostra vita con la luce che proviene da Dio”, ha assicurato Francesco: “Dalla croce viene anche la guarigione. Là Gesù ha offerto le sue ferite al Padre per noi, le ferite mediante le quali noi siamo guariti”. “Che non ci manchi mai la sapienza di trovare nelle ferite di Cristo la fonte di ogni cura”, l’appello.

Notizie Sir del giorno: Papa in Myanmar, in arrivo 25 persone dall’Etiopia per i corridoi umanitari, grafica e contenuti nuovi per il Sir, nascite ancora in calo in Italia

Tue, 2017-11-28 19:30

Papa in Myanmar: incontro autorità, “il futuro del Myanmar deve essere la pace” per “ogni gruppo, nessuno escluso”

“Il futuro del Myanmar dev’essere la pace, una pace fondata sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni membro della società, sul rispetto di ogni gruppo etnico e della sua identità, sul rispetto dello stato di diritto e di un ordine democratico che consenta a ciascun individuo e ad ogni gruppo – nessuno escluso – di offrire il suo legittimo contributo al bene comune”. Ne è convinto il Papa, che durante l’incontro con le autorità – pur senza menzionare esplicitamente i Rohingya – ha affermato che “l’arduo processo di costruzione della pace e della riconciliazione nazionale può avanzare solo attraverso l’impegno per la giustizia e il rispetto dei diritti umani”. (clicca qui)

Corridoi umanitari: giovedì l’arrivo delle prime 25 persone dall’Etiopia nell’ambito del protocollo con lo Stato italiano siglato da Cei e Comunità di Sant’Egidio

Giovedì 30 novembre è previsto l’arrivo delle prime 25 persone dall’Etiopia nell’ambito del protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Cei – che agisce attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes – e dalla Comunità di Sant’Egidio. Il protocollo, finanziato con fondi Cei 8xmille, prevede il trasferimento dall’Etiopia di 500 profughi in due anni. “Questi primi nuclei familiari, oltre che da parenti già presenti in Italia, saranno ospitati dalla Caritas diocesana di Ventimiglia, dalla Caritas diocesana di Ragusa e dalla Comunità di Sant’Egidio a Roma – chiarisce un comunicato diffuso dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei -. L’accoglienza prevede l’intervento di parrocchie, famiglie e istituti religiosi e l’utilizzo di appartamenti privati, con il supporto di famiglie tutor italiane che si occuperanno di accompagnare il percorso di integrazione sociale e lavorativa di ognuno sul territorio garantendo servizi, corsi di lingua italiana, cure mediche adeguate”. (clicca qui)

Sir: nuova grafica e nuovi contenuti. Corrado (direttore), “non un’operazione di maquillage, ma una riforma fondata su ascolto e tradizione”

“Agensir.it si rinnova. Nuova grafica e nuovi contenuti per il sito del Servizio Informazione Religiosa (Sir) alla vigilia di un anniversario tondo – il 30° compleanno – che nel 2018 avremo modo di festeggiare nel miglior modo possibile”. Ad annunciarlo è il direttore, Vincenzo Corrado, spiegando che il cambiamento, on line da oggi, nasce “da due punti fermi: dall’ascolto e dalla nostra storia”. “Non si tratta di un’operazione di maquillage – precisa -, non è un ‘imbiancare’ un po’ quanto già esistente, ma – nel solco del magistero di Papa Francesco – abbiamo voluto dare un’altra forma alle cose, organizzarle in un altro modo. Una vera e propria ‘riforma’, fondata, appunto, sull’ascolto e sulla tradizione”. (clicca qui)

Società: Istat, nascite ancora in calo, incide soprattutto la diminuzione di donne in età feconda

Nel 2016 sono nati oltre 12mila bambini in meno rispetto all’anno precedente. Dal 2008 (inizio della crisi) al 2016 l’Istat registra una diminuzione di oltre 100mila nascite e il calo si spiega in larga misura (i tre quarti) con la diminuzione delle donne in età feconda, più che per la minore propensione ad avere figli. I dati diffusi oggi dall’Istituto nazionale di statistica mostrano una denatalità che in un certo senso alimenta se stessa. La fase di calo natalità avviatasi con la crisi – osserva l’Istat – è caratterizzata da una diminuzione soprattutto dei primi figli, passati da 238.922 nel 2008 a 227.412 nel 2016 (-20%). (clicca qui)

Ue-Africa: summit ad Abidjan. Tajani, “problemi comuni” tra le due sponde del Mediterraneo. “Serve un Piano Marshall”

(Bruxelles) “Questo vertice deve porre il continente africano, stabilmente, in cima alla nostra agenda politica. Il Parlamento europeo svolge un ruolo centrale nella definizione di un nuovo partenariato con l’Africa. In tal senso, stiamo portando avanti un dialogo permanente con i leader africani, come il presidente Ouattara che è già intervenuto in plenaria a Strasburgo. Più di recente, la scorsa settimana, su mia iniziativa abbiamo riunito leader, investitori, esperti e rappresentanti della società civile, africani ed europei, per una Conferenza di alto livello a Bruxelles, in preparazione di questo summit”. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, partecipa ad Abidjan, in Costa d’Avorio, al quinto Summit Unione africana-Unione europea (Ua-Ue) che prevede, tra gli altri, colloqui e lavori a livello parlamentare con il Parlamento Panafricano. (clicca qui)

Svizzera: Caritas critica bilancio Confederazione. Il Paese “si rifiuta di aiutare donne, uomini e bambini nei Paesi più poveri”

Il bilancio della Confederazione elvetica registra un avanzo di 600 milioni di franchi eppure la proposta dei conti della Svizzera per il 2018 prevede un “risparmio” di 100 milioni di franchi nella voce “cooperazione allo sviluppo”. Se ne discuterà a partire da domani al Consiglio nazionale, ma oggi la Caritas Svizzera, che ha diffuso queste cifre, denuncia in un comunicato stampa la “disonestà” di “politici borghesi” che vogliono una politica dell’austerità però “non osano dire apertamente dove e come” intendono risparmiare. (clicca qui)

Diocesi: Milano, arcivescovo Delpini indice sinodo minore su “La Chiesa delle genti”. La fede nelle parrocchie multietniche

“Un percorso di studio, riflessione e decisione per definire le modalità attraverso le quali annunciare adeguatamente il Vangelo, celebrare i sacramenti, vivere l’esperienza della carità nelle parrocchie ambrosiane, tutte sempre più multietniche”: così una nota della curia milanese annuncia l’indizione, da parte dell’arcivescovo Mario Delpini, del sinodo minore sul tema “Chiesa delle genti, responsabilità e prospettive. Linee diocesane per la pastorale”. Il percorso avviato dall’arcivescovo nasce “dall’esigenza di aggiornare l’azione pastorale alla luce dei cambiamenti sociali prodotti all’interno delle stesse parrocchie della vasta diocesi ambrosiana dai flussi migratori”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 29 novembre. Papa in Myanmar, vertice Europa-Africa, “via della seta”

Tue, 2017-11-28 19:29

“Avvenire” sceglie di dedicare l’intera parte alta della sua prima pagina, con foto e titolo forte, alla visita del Papa in Myanmar, dove Francesco ha lanciato un forte appello al rispetto dei diritti delle minoranze. Il racconto è dell’inviato Mimmo Muolo. L’editoriale è affidato alla vaticanista Stefania Falasca: “Ancora una volta il Papa rilancia prospettive di riconciliazione, di unità e di pace che non valgono solo per il quadrante dell’Asia orientale, non solo in Myanmar e in Bangladesh. In tutto il mondo si ha bisogno di questa comune testimonianza da parte dei leader religiosi per archiviare pratiche antidialogiche. La via suggerita dal Successore di Pietro e dalla Santa Sede, nel solco del minimalismo evangelico e del discernimento realista dei contesti, dimostra che è possibile muoversi in tutt’altra direzione rispetto ai cultori di conflitti permanenti, cronicizzati anche da chi in essi trova pretesto di affermazioni identitariste e da chi attenta al dialogo interreligioso sfruttando la religione per giustificare atti di violenza: ‘Costruite la pace. Non lasciatevi rendere uguali dalla colonizzazione culturale’, il richiamo del Papa”. Il titolo di taglio è per il vertice Europa-Africa di Abidjan: alla vigilia “Avvenire” ha intervistato Federica Mogherini, “ministro degli Esteri” della Ue. “Servono canali di immigrazione legale”, dice l’Alto rappresentante, che però difende gli accordi finora presi con la Libia. Sul caso dei migranti resi schiavi il presidente francese Macron chiederà una missione per liberarli. A corredo, un intervento del presidente della Commissione Ue Juncker e della Commissione dell’Unione Africana Faki sugli investimenti futuri per incrementare le relazioni tra i due Continenti. Sempre a centro pagina, l’inaugurazione della nuova “via della seta”, una linea ferroviaria no-stop da Mortara, in Lombardia, alla Cina. Tra i temi di “Avvenire”, un’inchiesta di Eugenio Fatigante sulla bicicletta come veicolo di sviluppo turistico; e un dialogo tra l’economista Luigino Bruni e il teologo anglicano John Milbank sul capitalismo “come religione”.

Diocesi: Caritas Como, una raccolta di farmaci in tutte le parrocchie da spedire in Venezuela

Tue, 2017-11-28 19:18

La crisi politica del Venezuela, con la frattura sempre più insanabile tra il presidente Maduro e le forze di opposizione, si è da tempo trasformata in una crisi sociale e sanitaria. Le cifre raccolte da Caritas Venezuela parlano di oltre 11.000 bambini morti nel 2016 per mancanza di medicinali e una mortalità materna aumentata di quasi il 70%. Di fronte a questa situazione la Caritas diocesana di Como ha scelto di lanciare una raccolta di farmaci in tutte le parrocchie della diocesi. La spedizione dei farmaci sarà gestita dall’associazione Ali onlus, con il sostegno di Caritas Italiana e del Pahpv, programma di aiuto umanitario per il Venezuela. “Gli ospedali continuano a lavorare ma mancano i medicinali, anche i più comuni come la tachipirina o i farmaci per i bambini, la situazione è molto grave”, racconta Yesenia Villalobos, venezuelana da anni residente in Italia e coordinatrice per la Lombardia di Ali onlus. In questi anni l’associazione ha spedito in Venezuela quasi 7 tonnellate di medicinali grazie al lavoro di circa 200 volontari attivi attorno a 29 centri di raccolta in tutta Italia. A questi si aggiungeranno nelle prossime settimane i punti di raccolta della diocesi di Como. Caritas ha scelto di mettere a disposizione i suoi 14 centri di ascolto e la sede di Como così da coprire tutto il territorio diocesano che si estende sulle provincia di Como e Sondrio e, in parte, su quelle di Varese e Lecco. La raccolta terminerà il 31 gennaio 2018. “Il Venezuela – conclude Yesenia – sta vivendo una situazione molto difficile e ha bisogno, oggi più che mai, di una mano fraterna di aiuto”.

Papa in Myanmar: Amnesty, “il suo appello per il rispetto di tutti i gruppi etnici è benvenuto”

Tue, 2017-11-28 19:13

“È un peccato che Papa Francesco non abbia usato la parola Rohingya durante il suo discorso di oggi in Myanmar, ma il suo appello per il rispetto di tutti i gruppi etnici e per una società inclusiva è benvenuto”, ha dichiarato Ming Yu Hah, vicedirettrice delle campagne sull’Asia sudorientale e il Pacifico di Amnesty International. “La visita di Papa Francesco ha contribuito ad attirare l’attenzione internazionale su Myanmar e sugli orrendi crimini che vengono commessi quotidianamente contro la popolazione Rohingya”, ha sottolineato Ming Yu Hah. “A fare scandalo durante questa visita è stata l’insistenza del comandante delle forze armate di Myanmar, Min Aung Hlaing, secondo il quale ‘non c’è alcuna discriminazione tra gruppi etnici’ nel Paese. La realtà è che le autorità di Myanmar hanno intrappolato i Rohingya in un sistema di repressione e segregazione che equivale al crimine contro l’umanità di apartheid. Negli ultimi mesi le forze armate di Myanmar, di cui Min Aung Hlaing è comandante, hanno portato avanti una crudele campagna di pulizia etnica contro i rohingya”, ha sottolineato Ming Yu Hah. “Anche altre etnie e minoranze religiose di Myanmar subiscono discriminazioni e violazioni dei diritti umani da parte delle forze armate – ha ricordato Amnesty – . Queste violazioni devono cessare, i diritti umani di tutti i gruppi etnici devono essere rispettati e gli autori dei crimini nei loro confronti devono risponderne, a prescindere dal grado o dalla posizione che ricoprono. Su questo, ora, la comunità internazionale deve mantenere alta l’attenzione”.

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