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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 2 hours 14 min ago

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 10 maggio. Ong e migranti, ricerca Cisl, emergenza rifiuti a Roma, Barack Obama, Fatima

Tue, 2017-05-09 19:29

“Avvenire” sceglie come titoli principali il fronte migranti e una ricerca Cisl che indica un calo della coesione sociale a causa della lunga crisi che ha colpito l’Italia. Sul primo tema, risalto alle dichiarazioni del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, che ha fatto una parziale marcia indietro sulle accuse alle Ong impegnate in mare per il salvataggio dei migranti. “Il mio obiettivo sono i trafficanti e le mafie”, ha detto nell’audizione il magistrato. Sul versante sociale, il “barometro” Cisl, nuovo strumento di ricerca e analisi dei dati sul benessere e il disagio delle famiglie, fotografa un Paese spaccato a metà da tutti i punti di vista e in cui le fratture si ampliano invece di ridursi, per assenza di politiche adeguate. L’editoriale di Danilo Paolini si concentra sull’ennesima emergenza rifiuti nella capitale. “Roma a volte più che una città sembra un po’ discarica, un po’ foresta, a tratti ‘favela’. Che cosa è successo? Niente di nuovo, niente che non fosse ampiamente prevedibile: gli impianti di smaltimento dei rifiuti – già pochi, malfunzionanti e non certo all’avanguardia – hanno smesso di ‘ricevere’. Sono bloccati, intasati. Accade, in genere, nel periodo di Natale e nei mesi di luglio e agosto. Ma le parti in contesa nelle scorse comunali non trovano di meglio che rimpallarsi le responsabilità: colpa di chi comanda adesso; macché, colpa di comandava prima. Troppo facile. L’ultima cosa che serve è lo scaricabarile politico”, scrive il commentatore. La fotocronaca è per la visita milanese di Barack Obama, che ha sollecitato tutti a contrastare il cambiamento climatico. Nei temi di “Avvenire”, uno scritto del cardinale Giovanni Battista Re, in cui il porporato ribadisce che il terzo segreto di Fatima è stato interamente svelato.

Indonesia: condannato a due anni di carcere per “blasfemia” il governatore di Giacarta

Tue, 2017-05-09 19:29

È stato riconosciuto colpevole e condannato a due anni di carcere per blasfemia Basuki Tjahaja Purnama, detto “Ahok”, cristiano di etnia cinese, ex governatore della capitale Giacarta. La Corte ha disposto oggi una pena più dura di quella richiesta dal pubblico ministero (che aveva domandato due anni di libertà vigilata), ma gli avvocati di Ahok hanno annunciato che ricorreranno in appello.
È forte oggi il disappunto nei sostenitori di Ahok a Giacarta, mentre alcuni gruppi musulmani sono scesi in strada nella capitale per festeggiare dopo la sentenza. “È una vicenda molto triste. I gruppi islamici radicali hanno influenzato questo verdetto e anche l’intera vicenda, inclusa la recente campagna elettorale. Possiamo solo dire che non è finita: la difesa ricorrerà in appello, mentre noi cristiani ci rimettiamo sempre alla giustizia di Dio”, osserva all’agenzia Fides p. Agustinus Ulahayanan, segretario della Commissione per il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale dell’Indonesia. “Possiamo imparare una lezione da questa storia – osserva il sacerdote -. La parte positiva è vedere che, nonostante il disappunto dei cristiani e di molti settori della società, le reazioni sono pacifiche, restano nell’alveo della democrazia: i cristiani indonesiani credono al bene comune e nutrono un profondo rispetto per la Pancasila, la carta dei cinque principi alla base dell’Indonesia democratica”. L’aspetto negativo è invece “la debolezza del sistema giudiziario e l’impatto che hanno ottenuto i gruppi radicali. C’è stata negli ultimi mesi una evidente strumentalizzazione della fede islamica ai fini politici e questo è un fenomeno che potrà ripercuotersi anche sulle prossime elezioni nazionali. Bisognerà monitorarlo e agire con sapienza”.

Cile: arcivescovo di Santiago ha incontrato ministra del lavoro per riforma sistema pensionistico

Tue, 2017-05-09 19:26

La riforma del sistema pensionistico è stato il tema al centro dell’incontro dell’arcivescovo di Santiago del Cile, cardinale Ricardo Ezzati, con la ministra del lavoro e della previdenza sociale Alejandra Krauss. L’arcidiocesi ha presentato infatti cinque proposte per chiedere più solidarietà nel sistema pensionistico, soprattutto nei confronti degli anziani più bisognosi. “Nostro compito è di orientare sui grandi valori – ha detto il cardinale Ezzati -. Il primo grande valore è la solidarietà”, per cui “chiediamo pensioni giuste, specialmente per chi ha maggiormente bisogno”.

Dire: i titoli e il tg politico

Tue, 2017-05-09 19:23

(DIRE-SIR) – Ecco titoli e tg politico realizzato dall’agenzia DIRE (anche su www.dire.it).

http://89.97.250.171/News/2017/05/09/2017050901898402179.MP4

Renzi-Grillo, scontro sui rifiuti a Roma

Pd e M5s ai ferri corti sul caso dei rifiuti a Roma. Matteo Renzi ricorda l’appuntamento di domenica mattina, quando le “magliette gialle” ripuliranno la città per poi presentare le proposte del partito. “La città è invasa dai rifiuti e l’amministrazione comunale è incapace di dare risposte”, attacca il segretario del Pd. Beppe Grillo, sul blog, ricorda le responsabilità dei Democratici: “La gestione dei rifiuti di Roma è stata gestita dal Pd con Mafia Capitale per anni”, dice Grillo e accusa la stampa e i partiti di sparare bufale ad arte. “Noi non abbiamo tempo da perdere”, conclude.

Gentiloni: orgogliosi della nostra sanità

Paolo Gentiloni in Emilia, dove ha incontrato i sindaci dei comuni colpiti dal sisma del 2012, i lavoratori della Magneti Marelli ed ha fatto visita all’ospedale Maggiore. Ai primi cittadini il presidente del Consiglio ha detto che “possono contare sul governo” per completare la ricostruzione. Il premier ha poi elogiato la Magneti Marelli, che ha aumentato del 20% gli occupati, all’insegna dello slogan teniamo botta. Ed ha funzionato. Dopo una pausa pranzo trascorsa in autogrill, tra strette di mano e selfie, Gentiloni ha fatto visita al Laboratorio metropolitano dell’ospedale Maggiore di Bologna, dove ha spiegato che “bisogna essere orgogliosi della sanità italiana. L’accesso al sistema sanitario per tutti i cittadini – ha detto – è una base della nostra convivenza”.

Legge Elettorale, Cinque Stelle in pressing

Confermato il termine di giovedì per la presentazione del testo base sulla legge elettorale. Oggi i Cinque Stelle hanno incontrato il presidente della commissione affari costituzionali Andrea Mazziotti e hanno ribadito la linea del confronto col Pd. “Noi ci siamo. Partiamo da una sintesi tra il legalicum e la proposta del Pd a firma Fragomeli”, spiega Danilo Toninelli dei Cinque Stelle. Il Partito democratico sarà ‘audito’ da Mazziotti nelle prossime ore. Poi la parola passerà alla commissione affari costituzionali. L’approdo in aula della legge elettorale è previsto per il 29 maggio.

Viceministro Giro: Macron insegna, con estremismo si perde

“Con l’estremismo di destra si perde” e Berlusconi e il centrodestra “devono darsi una politica precisa, con delle soluzioni. Non si può solo dire di no”. La sconfitta in Francia di Marine Le Pen per il viceministro agli Affari esteri Mario Giro dimostra che posizioni troppo dure e intransigenti su temi d’attualità non porta alcun vantaggio: “Prendiamo il caso dei migranti, la polemica più calda di questi giorni – sottolinea Giro -. Il centrodestra non può lasciarsi attirare da Salvini, che fa discorsi senza via d’uscita: vogliamo lasciar morire la gente in mare?”.

Comunicazione: don Maffeis (Cei), “impossibile trincerarci dietro riservatezza per non comunicare”

Tue, 2017-05-09 19:14

Si concentrano sui temi della speranza e della fiducia i 12 saggi che compongono il volume “I germogli della buona notizia”, presentato oggi pomeriggio alla Università pontificia salesiana, riecheggiando il Messaggio per la 51a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. “Il Papa ci ha ricordato che la comunicazione è reciprocità e, anche se parla a tutti, il singolo si sente toccato e guardato”, ha osservato don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei, durante la presentazione del libro. “Cosa cambiare per comunicare? Ad esempio – ha detto -, non possiamo più trincerarci dietro la riservatezza per non comunicare. Fino a ieri pensavamo che i panni sporchi si dovessero lavare in famiglia, oggi c’è un’attesa di trasparenza. Ci viene chiesto di essere testimoni e portatori di speranza, di renderci conto della grande opportunità che abbiamo”. Sull’uso che la politica ha fatto della comunicazione negli ultimi decenni, si è soffermata invece la professoressa Milly Buonanno, docente di sociologia della comunicazione. “Viviamo in un’epoca saturata dai discorsi della speranza – ha commentato -. Dai primi anni 2000 la politica ha riscoperto la parola speranza. Lo stesso neo presidente francese Macron l’ha inserita nella sua campagna. Possiamo dire che è retorica, il sociologo Ulrich Beck la definirebbe ‘categoria zombie’. Tuttavia il fatto che si ricorra a questa parola vuol dire che ha ancora un senso evocativo”. “È vero – ha aggiunto la sociologa – che viviamo in un periodo di dolore e disfatta ma proprio per questo abbiamo bisogno di speranza. Su questo mi pare che inizi a formarsi un consenso. Il sottotesto dell’esortazione di Papa Francesco, ‘Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo’, richiama la responsabilità di ciascuno di noi”.

Diocesi: Genova, domani incontro con i candidati sindaco

Tue, 2017-05-09 19:02

“Non abbiamo bisogno di nuovi politici, ma di un nuovo modo di fare politica”. Ad affermarlo è don Massimiliano Moretti, parroco di S. Zita, cappellano del lavoro e responsabile del “Percorso diocesano di formazione politica”, il cammino organizzato dalla diocesi di Genova a partire dallo scorso anno per coloro che desiderano impegnarsi direttamente in ambito politico. Il prossimo appuntamento del “Percorso” si terrà domani (10 maggio) e, per l’occasione, si confronteranno alcuni dei candidati sindaco al Comune di Genova: Marco Bucci, Gianni Crivello, Arcangelo Merella, Luca Pirondini e Paolo Putti. Dopo la Messa, celebrata nella chiesa di Santa Marta, alle 18.45 si terrà il confronto, “aperto a tutti”, presso l’adiacente Sala Quadrivium. “Sono almeno una dozzina i partecipanti al nostro corso che si candideranno nei Municipi o in Consiglio comunale”, spiega don Moretti illustrando il significato dell’incontro. “Non si candidano tutti nello stesso partito o in una coalizione, anzi: si candideranno in partiti diversi e anche in coalizioni contrapposte”. Ricordando che “non abbiamo bisogno di nuovi politici, ma di un nuovo modo di fare politica”, don Moretti aggiunge che “abbiamo bisogno di persone che siano in grado di ascoltare e pensare che un avversario politico non è un nemico, e non va demonizzato, perché sta comunque cercando di svolgere il proprio dovere in vista di quello che per lui è il bene”. L’auspicio degli organizzatori è che, “anche se gli eletti si troveranno su fronti contrapposti, siano comunque in grado di essere d’accordo su alcune questioni centrali per i cattolici come la difesa della vita e della famigli,a e che sappiano mettere al centro dell’economia l’uomo e non il profitto”.

Diocesi: Mantova, giovedì 11 “Fare famiglia nell’epoca dell’incertezza”

Tue, 2017-05-09 18:58

“Fare famiglia nell’epoca dell’incertezza”. Questo il tema dell’incontro in programma giovedì 11 maggio a Mantova (ore 20.45, sala delle Capriate del centro “Sant’Andrea”, piazza Alberti), promosso dalla diocesi, che vedrà la partecipazione della sociologa Chiara Saraceno, docente all’Università di Torino ed esperta di temi quali la famiglia, la condizione femminile, la povertà e le politiche sociali.
“Negli ultimi anni, complice anche la crisi economica che ha modificato vari aspetti della società moderna, il concetto di ‘famiglia’ ha subito una notevole evoluzione. Numerose ricerche –ricorda la diocesi in una nota, presentando l’incontro – confermano che molti più giovani, rispetto al passato, continuano a vivere con i genitori anche in età adulta, per la mancanza di un lavoro stabile e la sicurezza economica necessaria a formare una famiglia propria”. “In uno scenario di questo tipo – prosegue – la famiglia offre un contributo importante come rete di supporto a un sistema di welfare che sembra arrancare su molti aspetti. Eppure tale ruolo rischia anche di avere risvolti negativi: pensare infatti che i genitori e i parenti possano rimediare in eterno alle lacune delle politiche statali nasconde la difficoltà delle nuove generazioni e delle persone a diventare autonome”.
La serata è l’ultimo appuntamento del percorso “Cultura e carità” che negli ultimi mesi ha proposto occasioni di confronto su vari temi sociali di attualità, coinvolgendo diverse realtà diocesane: Caritas, Pastorale sociale, Migrantes, Centro missionario, Azione cattolica, Centro per il dialogo fede-cultura.

Unione europea: Tajani (Parlamento), “nazionalismo e populismo non sono risposta a sfide interne e mondiali”

Tue, 2017-05-09 18:54

“L’isolamento, la costruzione di muri e, in definitiva, il nazionalismo e il populismo non sono, e non saranno mai, la risposta alle sfide interne e mondiali che dobbiamo affrontare”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, consegnando oggi a Yuste (Spagna) la laudatio al vincitore del premio Carlos V del 2017, l’ex ministro degli Esteri spagnolo e commissario europeo Marcelino Oreja y Aguirre. “Il processo di integrazione europea è la storia della ricostruzione di un continente – ha sottolineato Tajani -, la storia di un superamento senza eguali, un’autentica rivoluzione civica di cui dobbiamo essere orgogliosi” perché “ciò che ci definisce veramente non sono le crisi, bensì la nostra volontà di superarle”. Nel richiamare il 60° dei trattati di Roma appena celebrato, il presidente del Pe ricorda che l’Unione europea “è un progetto per il futuro” e “non può che basarsi sull’impegno per rendere l’Europa più sicura, più prospera, più sociale e più forte nel mondo”. Un’Europa “che lotta contro il terrorismo in modo coordinato”, accogliente, “ma anche rigorosa nell’applicazione della legge”, capace di generare “crescita e occupazione”. Per Tajani l’Europa è “un esempio di libertà, democrazia e solidarietà” e deve essere “capace di assumersi le proprie responsabilità globali e di essere un fattore di equilibrio sulla scena mondiale”.

Comunicazione: don Maffeis (Cei), “comunicare i dettagli per calarsi nei panni degli altri”

Tue, 2017-05-09 18:50

“C’è ancora spazio per la cura dello sguardo?”. Con questa domanda ha esordito don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei, nella presentazione del libro “I germogli della buona notizia. Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo” presso la Università pontificia salesiana. Il volume – a cura di Vittorio Sammarco, Simonetta Blasi, Anthony Clifford Lobo e Maria Paola Piccini – è una raccolta di 12 saggi sulla comunicazione. “Un paio di mesi fa – ha spiegato don Maffeis – il Papa, incontrando i membri della comunità della Civiltà Cattolica, affidava loro il compito di conservare l’inquietudine della ricerca, senza la quale si rimane sterili, e di coltivare la capacità di immaginazione. Sono condizioni per affrontare la realtà, approfondite nel volume che offre un ricco itinerario, in cui si incrociano e si valorizzano tanti contributi di natura diversa. Penso, per esempio, alla ricerca condotta fra gli studenti sui sentimenti di fiducia e speranza. Penso a quanto il digitale ci abbia offerto delle potenzialità in più e aumentato il carico di lavoro. Il rischio di sbagliare è alto – ha osservato -. Questo tempo ci impegna a scrivere con una cura maggiore i dettagli, sulla falsa riga della conversazione in cui si impara a prestare attenzione al linguaggio del corpo, a calarsi nei panni degli altri e a raccontarsi con umiltà. Sullo sfondo c’è una mole di informazioni, create spesso per solleticare la sfera emotiva”. Don Maffeis ha quindi citato un passaggio del discorso che Benedetto XVI pronunciò a piazza di Spagna l’8 dicembre del 2009: “Nella città vivono o sopravvivono persone invisibili che ogni tanto balzano in prima pagina finché la notizia attira l’attenzione. È un meccanismo perverso. In ogni uomo c’è il desiderio profondo di essere accolto come persona e una realtà umana che merita rispetto”. “Ebbene – ha concluso -, otto anni dopo Papa Francesco ci dice che con i nostri occhiali possiamo arrivare a dare fiducia e speranza, raccontare una storia che parla di santi in tante edizioni e testimonia la vita di ogni uomo”.

Dottrina sociale: Pontificia università lateranense, il 16 e 17 maggio colloquio su “Radici cristiane e cittadinanza europea”

Tue, 2017-05-09 18:41

Si svolgerà il 16 e 17 maggio alla Pontificia università lateranense, a Roma, il Colloquio annuale di Dottrina sociale della Chiesa organizzato dall’Area internazionale di ricerca “Caritas in Veritate” dell’ateneo, diretta da Flavio Felice, in collaborazione con la Cattedra “Giovanni Paolo II. Filosofia e storia delle istituzioni europee”, diretta da Rocco Buttiglione. “Radici cristiane e cittadinanza europea: a sessant’anni dai Trattati di Roma” è il tema scelto per una due giorni che si prefigge di delineare lo stato dell’arte e le prospettive del magistero della Dottrina sociale della Chiesa, nonché discutere sul futuro dell’Europa.
Tra i principali temi trattati figurano, in un’ottica multidisciplinare, la “dignità intangibile” ossia la prospettiva umana e antropologica presente nei Trattati; un’economia maggiormente inclusiva e che tenda al bene comune, con particolare riferimento all’economia sociale di mercato ed all’ordoliberalismo; il futuro di un’Europa che necessita, mai come oggi, di riscoprire i propri valori comuni per auspicare un reale cambiamento di passo; il lavoro, cui è dedicata la sessione conclusiva, in collaborazione con il Comitato scientifico e organizzatore della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani. Interverranno, tra gli altri, l’arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro, Sergio Gatti (direttore generale Federcasse), Stefano Zamagni, Rocco Buttiglione, Sandro Gozi (sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche e agli Affari europei).

Europa: vicem. Giro, ok Macron ma populismo resta pericoloso

Tue, 2017-05-09 18:26

(DIRE-SIR) – Oggi si celebra la “Festa d’Europa”. Con la vittoria di Macron all’Eliseo l’Europa è salva? “Ancora no – risponde il viceministro Mario Giro – È un’ottima notizia, di cui tutti ci rallegriamo, ma l’affermarsi di movimenti xenofobi, populisti, sovranisti e nazionalisti, come dice Macron stesso, è ancora un problema. L’Europa nasce dalle ceneri di Auschwitz, quando perse la sua anima: questo non va dimenticato. Non è un evento così lontano nel tempo. Ancora assistiamo a genocidi nel mondo, e la guerra è arrivata in Europa, pensiamo all’Ucraina. Il discorso è ancora serio” chiude sul punto il viceministro. Per sconfiggere i populismi si possono recuperare le radici cristiane, come suggerisce papa Francesco, “ma anche quelle greco-romane, l’eredità dell’epoca dei Lumi, la Rivoluzione francese ricordata da Macron, e molti altri apporti”. Per Mario Giro la Storia ha lasciato “un’eredità complessa, che ha composto un continente plurale, complicato e difficile. Quindi dobbiamo batterci, e non bastano pochi slogan vacui sull’Unione: molti cittadini – il suo monito – sono arrabbiati perché non la capiscono. C’è il rischio che demoni antichi risorgano, quindi dobbiamo ricordare sempre da dove simo partiti – ossia dalle ceneri della Seconda guerra mondiale – e quindi dobbiamo allarmarci: perché’ se la guerra ritorna, come vediamo oggi in Ucraina, o come è accaduto negli anni Novanta nei Balcani, vuol dire che non siamo immuni a tale pericolo, non siamo diversi dagli altri”.

(www.dire.it)

Caporalato: Gratteri al Sir, “reagire con coerenza e con legalità”

Tue, 2017-05-09 18:19

“Non sono venuto qui a parlare di speranza, parlo di presa di coscienza e di conoscenza e di coerenza”. Lo ha detto al Sir Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro, intervenuto oggi nel capoluogo calabrese al convegno internazionale del Movimento Apostolico, dal tema: “La Chiesa ascolta e accompagna i giovani nel cambiamento d’epoca”. “Non sono qui a dire che dovete sperare – ha affermato Gratteri -, ma a esortare, a incominciare, a rimboccarsi le maniche, a prendere coscienza e a prendere posizione per essere coerenti con ciò che è il vostro ruolo e la vostra funzione”. Il procuratore ha sottolineato il rischio, che proviene anche dalle “multinazionali”, “che i giovani se non hanno quel telefonino o quella maglietta firmata sono ‘altri’, non accettati dal gruppo e questo è quello a cui ti porta la società consumistica. C’è un approccio materiale e non etico”. Per questo ha evidenziato la necessità di “andare a parlare nelle scuole” anche per superare “i fanatismi ideologici” come quello della “legalizzazione della droga”. “Ai giovani bisogna dire come stanno le cose”. Gratteri ha detto che “il lavoro non deve essere inventato, ma deve essere creato. Si inventa un’opera d’arte, ma non il lavoro, e comunque anche il lavoro, come un’opera d’arte, è frutto di anni di cultura e di sacrifici”. Infine un pensiero sul rischio del lavoro nero e del caporalato: “A questo bisogna reagire e si reagisce con coerenza e con legalità”.

Salute: mons. Zuppi (Bologna), “che tristezza vedere tanti luoghi di sofferenza che sprecano risorse e che lucrano sui malati”

Tue, 2017-05-09 18:16

(Bologna) – “Come il Samaritano, dobbiamo allearci con tanti alberghi e dobbiamo volerli funzionanti, efficienti ed eccellenti perché la malattia richiede eccellenza, non quello che posso ma quello che serve. Il meglio di quello che serve”. Lo ha affermato oggi pomeriggio l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, presiedendo nella cattedrale di san Pietro, la celebrazione eucaristica per il XIX Convegno nazionale dei direttori diocesani e degli operatori della Pastorale della salute. “Che tristezza vedere tanti luoghi di sofferenza che sprecano risorse e che lucrano sui malati”, ha ammonito mons. Zuppi nella sua omelia. “Che tristezza e che scandalo!”, ha aggiunto. L’arcivescovo ha inoltre rilevato che “quando siamo nella malattia tutto cambia: il tempo, i rapporti”. E verso chi è malato “spesso ci accontentiamo di fare qualcosa, ma la sofferenza chiede tutto non qualcosa”. “Quanta anestesia c’è purtroppo verso la sofferenza”, ha proseguito mons. Zuppi che ha invitato all’impegno: “Occorre esserci, aiutare, rimuovere le cause, dare risposte certe e tornare, come ha fatto il Samaritano”. “Aiutiamo gli altri a difendere – ha continuato – soprattutto i tanti che non si possono difendere. Diventiamo anche noi le mani che proteggono e questo significa anche intelligenza, visione, organizzazione nostra e da richiedere”. “Non ci possiamo abituare a certi luoghi di salute che sono una vergogna, non ci potremo mai abituare a certi pronto soccorsi dove si rimane tre giorni”, ha concluso.

Segreteria per la comunicazione: condivisione di risorse multimediali per Gmcs2017

Tue, 2017-05-09 18:03

“Promuovere e incoraggiare la condivisione di risorse pastorali e produzioni multimediali sviluppate dagli Uffici di comunicazione sociale delle Chiese locali”. Questo l’invito che rivolge oggi la Direzione teologico-pastorale della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, con l’avvicinarsi del 28 maggio, festa dell’Ascensione del Signore e 51.ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (Gmcs). Il Dicastero invita gli operatori della pastorale della comunicazione a inviare o segnalare i contenuti elaborati a partire dal messaggio di Papa Francesco per la Giornata sul tema “Non temere, perché io sono con te (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. Il materiale e le risorse multimediali potranno essere inviate all’indirizzo: gmcs2017@spc.va. Gli elaborati saranno a loro volta pubblicati sul sito istituzionale della Segreteria per la comunicazione (www.comunicazione.va), nella sezione dedicata alla Giornata.

Fine vita: De Nigris (Amici di Luca), “non minare realtà esistenziali importanti che potrebbero essere prese per non degne di essere vissute”

Tue, 2017-05-09 17:55

(Bologna) – “Non possiamo far sì che il fine vita venga a minare quelle che sono delle realtà esistenziali importanti che potrebbero essere prese anche per non degne di essere vissute”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Luigi De Nigris, direttore del Centro studi per la ricerca sul coma di Bologna, portando la sua testimonianza ai partecipanti al XIX Convegno nazionale dei direttori diocesani e degli operatori della pastorale della salute in svolgimento a Bologna. De Nigris è il papà di Luca, un bambino morto nel 1998 a cui è dedicata l’associazione “Amici di Luca” e la “Casa dei risvegli” a Bologna. “Si tratta di una struttura pubblica dell’Azienda Usl di Bologna, sostenuta dal Comune – ha spiegato – e che gli ‘Amici di Luca’ hanno contribuito a far nascere”. “Si occupa di persone con esiti di coma, in fase di risveglio o in stato vegetativo”, ha proseguito, aggiungendo che “è strutturata in tanti moduli abitativi dove la famiglia può partecipare ed essere formata, convivendo con la persona cara lungo il percorso di cura che di solito dura dai 6 ai 12 mesi”. De Nigris ha raccontato di come “l’esperienza dimostri che le persone in stato vegetativo affinano un nuovo modo di comunicazione che non è quello verbale o basato sul contatto ma fatto su sguardi, empatie e tanti codici nuovi che fanno dire che la persona c’è”. “Nella ‘Casa dei risvegli’ l’80% delle persone si risveglia dal coma, con disabilità più o meno gravi. A volte si svegliano anche bene”, ha osservato, rilevando che poi “c’è un 20% che non ha risultati apprezzabili. Ma in quei casi c’è comunque la formazione della famiglia, c’è un percorso domiciliare o in altre strutture che l’associazione segue perché è lì che si gioca il dopo, quando la famiglia è chiamata a sostenere questa persona e la società dovrebbe farsi carico dei percorsi di cura e dei diritti di queste persone che non devono essere lasciate sole”. “Prima di parlare di fine vita, che è un problema di libertà di scelta che comprendo e rispetto, c’è un percorso di diritti di vita, di vivere bene anche nella convivenza con la malattia che non può essere utilizzata come scorciatoia”. “Dobbiamo evitare – ha concluso – che si facciano delle scelte immediate, bisogna invece fare sì che quella luce sulla vita nella convivenza con la malattia venga preservata”.

Salute: p. Folli (Vai Bologna), “siamo accanto al malato come presenza accogliente, promuovendolo a maestro”

Tue, 2017-05-09 17:53

(Bologna) – “Il nostro volontariato si accosta al malato cercando di entrare nella sua ottica: non tanto come uno da assistere ma colui di cui ci si mette in ascolto. Accanto a lui ci si pone come presenza accogliente promuovendolo a maestro”. Lo ha affermato oggi pomeriggio padre Geremia Folli, fondatore del Volontariato assistenza infermi (Vai) di Bologna, ai partecipanti al XIX Convegno nazionale dei direttori diocesani e degli operatori della pastorale della salute in svolgimento a Bologna. “Il Vai è chiaramente un impegno cristiano, che vuole proporsi con finalità e stile evangelico” ma “non si presenta come servizio religioso – ha spiegato padre Folli – piuttosto come uno spazio concreto a quel ‘Va’ e fa anche tu così’ nel quale ogni samaritano di sempre possa sentirsi accolto e quindi operare”. “È per il suo porsi discreto che il Vai ha permesso a tanti di ritrovarsi valorizzati e divenire doni preziosi per le proprie comunità”, ha aggiunto, rilevando che “coinvolgere e coinvolgersi rimane il profilo evangelico del Vai”. Il fondatore del Volontariato assistenza infermi ha raccontato anche “dell’elettrizzante incontro con Papa Giovanni Paolo II” già a fine 1979 e di come gli abbia testimoniato vicinanza e sostegno nel suo impegno alla cura degli infermi. Padre Folli ha concluso richiamando “anche per il Vai quanto soleva dire don Primo Mazzolari: ‘Voler essere, noi, un cammino di molti ma al passo dei più lenti’, degli ultimi”.

Austria: Ordini religiosi, “essere segno di speranza”. Verbiti, una casa per i rifugiati in Grecia

Tue, 2017-05-09 17:42

Gli ordini e le famiglie religiose d’Austria desiderano essere segni di speranza per una società più giusta: è ciò che è emerso da una conferenza stampa che si è tenuta ieri a Vienna, organizzata dalle due Conferenze degli ordini religiosi, maschili e femminili. Le comunità religiose dell’Austria intendono “dare un segno che un mondo migliore è possibile”, con una serie di nuove attività nei campi sociale, economico, assistenziale. La presidente della Comunità Vincenziana di Santo Stefano e responsabile delle attività per i senza fissa dimora, Cecily Corti, ha sottolineato che “guadagniamo tantissime sorprese quando condividiamo perché la condivisione è solo felice e ricca”. Per Corti la solidarietà deve dirigersi verso quei temi che vengono sottovalutati: “Spesso c’è bisogno di fare molti piccoli passi che portano a cose a noi più vicine e ci aprono agli sguardi verso il nostro mondo”. In questo senso si indirizza la decisione delle Missionarie dello Spirito Santo della famiglia dei Verbiti, di aprire per la prima volta una sede in Grecia, in collaborazione con il Jesuit Refugee Service che metterà a disposizione una casa: suor Hemma Jaschke, superiore provinciale, ha riferito in merito alla decisione presa per la preoccupazione per la crisi dei rifugiati. Martedì scorso, quattro sorelle sono partite dalla Casa Madre di Steyl verso Atene, dove la nuova comunità sarà impegnata a tempo pieno nell’assistenza alle famiglie dei rifugiati. Tra le 4 suore che condivideranno la vita dei profughi una è infermiera e una è ostetrica.

Chiese orientali: card. Sandri a siro-cattolici di Australia, “pace per tutto il Medio Oriente”

Tue, 2017-05-09 17:39

L’esortazione “a non lasciarsi turbare da nessuno sconvolgimento umano, a invocare la pace non solo per Gerusalemme – come cantato nel Salmo – ma per la Siria, l’Iraq e tutto il Medio Oriente”, e a restare “ben radicati sulla Roccia invisibile che è Cristo, che guida la Sua Chiesa attraverso la roccia visibile che è Pietro e i suoi successori”. A rivolgerla da Sydney alla comunità siro-cattolica australiana è stato questo pomeriggio il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, al suo terzo giorno di visita in Australia (fino al 15 maggio). In mattinata il card. Sandri aveva presieduto la Messa presso la cappella della Nunziatura apostolica di Canberra, e poi sulla via del rientro verso Sydney aveva sostato presso uno dei luoghi più significativi per la devozione popolare in Australia, il Santuario di Nostra Signora della Misericordia in Penrose Park, retto dai padri Paolini della Polonia. Giunto a Sydney, il prefetto della Congregazione si è recato presso il centro gestito dalla piccola comunità copto-cattolica, intitolata a san Marco e risalente al 1970, dove ha ringraziato la comunità per la perseveranza con cui ha voluto rimanere riunita intorno al Signore e ha invitato ad unirsi in preghiera al Papa nell’imminenza del viaggio apostolico a Fatima. Il card. Sandri ha infine ricordato i giorni intensi vissuti poco prima di raggiungere l’Australia accompagnando il Pontefice in Egitto, rievocando sia la Messa con la comunità cattolica, sia l’incontro e la preghiera con i fratelli della Chiesa copto-ortodossa, in particolare Sua Santità Tawadros II, e la visita e il discorso all’Università Al-Ahzar del Cairo.

Web: Tv2000, ad aprile oltre 2,5 mln utenti unici collegati a live streaming

Tue, 2017-05-09 17:27

Ad aprile oltre 2,5 milioni di utenti unici collegati al live streaming. Tv2000, secondo le rilevazioni di Google Analytcs, registra il massimo picco storico. Cresce anche il canale ufficiale YouTube con oltre 74 milioni di visualizzazioni e 103mila iscritti al canale. Da notare anche l’aumento del 3% degli over 65 che guardano i contenuti di Tv2000 da YouTube: dal 13% di febbraio e marzo sono passati al 16% di aprile. La presenza di Tv2000 su Facebook si attesta a oltre 237mila “like” mentre i tweet sul profilo ufficiale su Twitter hanno raggiunto più di 840mila visualizzazioni. Tra le novità di Tv2000 ad aprile anche la presenza su News Republic, l’App di notizie aggregate e personalizzate, scaricata da milioni di persone in tutto il mondo, che si aggiunge ad un altro strumento della content curation pubblicato su Paper.li: Tv2000 Daily il quotidiano online che ogni sera aggrega i contenuti di giornata. Sempre sul fronte dei contenuti aggregati prosegue con successo l’esperienza di web storytelling del sito WebDoc (www.tv2000webdoc.it) che proprio ad aprile ha superato gli oltre 5mila contatti.

Giovani: indagine su fede in Europa. Keul (pastorale femminile tedesca), “ragazze rivolgono più attenzione e fiducia a Dio”

Tue, 2017-05-09 17:12

La Chiesa tedesca è sempre molto attenta alle analisi sociali e agli studi sull’evoluzione del pensiero e delle attività dei giovani. Già nel 2013 una ricerca della fondazione Bertelsmann aveva osservato come il divario tra pensiero giovanile e fede si stesse allargando. La recente pubblicazione dello studio europeo “Generation What” ha evidenziato come nei dieci Paesi coinvolti nella ricerca (Belgio, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Svizzera, Spagna e Repubblica Ceca) solo il 3% dei giovani si fida pienamente delle istituzioni religiose, mentre il 79% dei giovani tra i 18 ed i 34 anni in Germania ha detto di potersi sentire pienamente felice senza Dio, su una media europea dell’86%. Dai dati risulta che le ragazze rivolgano più attenzione e fiducia a Dio: in Germania il 23% ha risposto di avere una vita di fede e spiritualità. Hildegund Keul, direttore del Centro per la Pastorale delle donne della Conferenza episcopale tedesca non crede che le donne siano più religiose degli uomini: “Vivono la loro religiosità in modo diverso – dice Keul – e ogni fede ha qualcosa di individuale, è il motivo per cui le immagini di Dio hanno molto a che fare con la propria biografia, se la fede è intesa come una risposta alla chiamata di Dio”.
Secondo Keul “è importante percepire le esperienze diverse, le aspettative e le esigenze di donne e uomini e ad agire di conseguenza”. Perché, aggiunge la teologa, “gli uomini e le donne di oggi chiedono di più ma le giovani donne guardano altrove per la loro fede e vivono in modo diverso. Individuale, situazionale, forse in un certo senso più creativo”.

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