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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 42 min ago

Papa Francesco: Angelus, “la morte di cui avere paura è quella del cuore indurito dal male”

Mon, 2018-07-02 09:01

“Sulla strada del Signore sono ammessi tutti: nessuno deve sentirsi un intruso, un abusivo o un non avente diritto. Per avere accesso al suo cuore, al cuore di Gesù, c’è un solo requisito: sentirsi bisognosi di guarigione e affidarsi a Lui. Io vi domando: ognuno di voi si sente bisognoso di guarigione? Di qualche cosa, di qualche peccato, di qualche problema? E, se sente questo, ha fede in Gesù?”. Lo ha detto Papa Francesco prima dell’Angelus di ieri in pizzza San Pietro. Per il Santo Padre, quelli citati “sono i due requisiti per essere guariti, per avere accesso al suo cuore: sentirsi bisognosi di guarigione e affidarsi a Lui. Gesù va a scoprire queste persone tra la folla e le toglie dall’anonimato, le libera dalla paura di vivere e di osare. Lo fa con uno sguardo e con una parola che li rimette in cammino dopo tante sofferenze e umiliazioni. Anche noi siamo chiamati a imparare e a imitare queste parole che liberano e questi sguardi che restituiscono, a chi ne è privo, la voglia di vivere”. “Non c’è motivo di disperarsi” di fronte alla morte fisica, ha concluso il Papa: “Un’altra è la morte di cui avere paura: quella del cuore indurito dal male! Di quella sì, dobbiamo avere paura! Quando noi sentiamo di avere il cuore indurito, il cuore che si indurisce e, mi permetto la parola, il cuore mummificato, dobbiamo avere paura di questo. Questa è la morte del cuore. Ma anche il peccato, anche il cuore mummificato, per Gesù non è mai l’ultima parola, perché Lui ci ha portato l’infinita misericordia del Padre”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Migranti, altra tragedia nel Mediterraneo. Messico, Obrador nuovo presidente. Seehofer minaccia tenuta governo tedesco

Mon, 2018-07-02 09:00

Migranti: altra tragedia nel Mediterraneo. 63 persone disperse, 41 tratte in salvo

Una nuova tragedia si è consumata ieri nel Mediterraneo, al largo della Libia. A dare notizia di un naufragio con a bordo un centinaio di migranti è stato l’Unhcr Libia che, attraverso il proprio profilo Twitter, ha riferito che “63 persone risultano disperse oggi dopo che il barcone su cui viaggiavano si è capovolto. Altre 41 persone sono state tratte in salvo dalla guardia costiera a largo di Zwara”.

Messico: ad Andres Manuel Lopez Obrador le elezioni presidenziali

Vittoria schiacciante per Andres Manuel Lopez Obrador, candidato di Morena alle elezioni presidenziali messicane. Al “populista” di sinistra, secondo i dati ufficiali andrebbe oltre il 52% dei voti, staccando nettamente Ricardo Anaya (Pan-Prd) con il 24% e José Antonio Meade (Pri) con il 14,8%. E se Meade, candidato della forza politica attualmente al potere, ha riconosciuto la sconfitta, ad Obrador sono arrivate le “congratulazioni” da parte del presidente americano Trump che, con un tweet, ha affermato che “non vedo l’ora di lavorare con lui. C’è molto che può essere fatto per portare benefici sia agli Stati Uniti che al Messico!”. A spingere Obrador, primo presidente di sinistra in Messico dopo decenni, verso la vittoria sarebbero stati i voti di giovani e anziani. Nel suo primo discorso pubblico dopo vittoria, “Almo” – come lo chiamano i sostenitori – ha invitato “alla riconciliazione e a mettere davanti agli interessi personali, per quanto legittimi, l’interesse superiore e generale”. La coalizione da lui guidata “non punta a costruire una dittatura” e garantisce “libertà di espressione, imprenditoriale e religiosa”.

Germania: possibile crisi di governo. Seehofer vuole dimettersi per la questione respingimenti

Non è ancora scongiurata la crisi di governo in Germania, legata alla questione dei respingimenti dei migranti. Decisivo sarà il vertice di maggioranza in programma in mattinata tra Cdu e Csu. Horst Seehofer, attuale presidente della Csu e ministero dell’Interno, avrebbe offerto le dimissioni al partito, dopo che la cancelliera Angela Merkel ha escluso i respingimenti immediati dei migranti al confine. A poco più di 100 giorni dal varo, la prosecuzione del governo tedesco guidato dalla Merkel è a rischio per via del fatto che gli accordi bilaterali tra Berlino e altri Paesi europei disposti ad accogliere i migranti espulsi dalla Germania sono considerati insufficienti da Seehofer, sostenitore di respingimenti immediati e unilaterali alle frontiere.

Criminalità/1: Palermo, 17 fermi per tratta di migranti e traffico di armi

Associazione per delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, al traffico di armi da guerra e al riciclaggio di diamanti, oro e denaro contante. Sono questi i reati, contestati a vario titolo, di cui sono accusate 17 persone fermate dai Carabinieri del Nucleo informativo di Palermo, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione criminale aveva rapporti con Cosa nostra, a cui vendeva armi, e col gruppo paramilitare albanese Nuovo Uck, legato ad ambienti jihadisti.

Criminalità/2: blitz contro la Sacra corona unita a Lecce, 33 in manette. Arresti per mafia in diverse città italiane

Sono 33 le persone finite in carcere al termine di un blitz contro la Sacra corona unita eseguito dai Carabinieri nella provincia di Lecce. A finire in manette sono gli esponenti di due gruppi criminali federati al clan “Tornese” di Monteroni, accusati di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi e altri reati aggravati dal metodo mafioso. Le indagini hanno consentito di ricostruire gli assetti organizzativi dei gruppi salentini della Sacra corona unita e i tentativi d’infiltrazione in alcuni settori economici del litorale di Gallipoli, in articolare in quello ittico e dei servizi di sicurezza in locali pubblici.
Nelle stesse ore i Carabinieri di Caltanissetta hanno condotto un’operazione contro la famiglia mafiosa di Riesi, con numerosi arresti per associazione mafiosa, omicidi, estorsioni e droga. I provvedimenti cautelari, emessi dalla Direzione distrettuale antimafia, oltre la provincia di Caltanissetta sono stati eseguiti anche a Monza, Ascoli Piceno e in alcuni case di reclusione.

Cultura: Ivrea è il 54° sito Unesco italiano. Premiata la concezione di Olivetti

“Ivrea città industriale del XX secolo” è il 54° sito italiano ad essere iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. La decisione è arrivata nel corso dei lavori del 42° Comitato del Patrimonio mondiale che si sta svolgendo a Manama, in Bahrein, dal 24 giugno fino al 4 luglio. Per Alberto Bonisoli, ministro dei Beni e delle attività culturali, si tratta di “un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti”. “Progettato da importanti urbanisti e architetti italiani, per lo più tra il 1930 e il 1960, questo complesso architettonico – si legge nel comunicato pubblicato sul sito dell’Unesco – riflette le idee del Movimento Comunità. Un progetto sociale modello, Ivrea esprime una visione moderna del rapporto tra produzione industriale e architettura”.
Rinviato invece al 2019 l’inserimento tra i siti Unesco delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, nel Trevigiano.

Diocesi: Campobasso, domani l’arcivescovo Bregantini celebra i 40 anni di sacerdozio

Sat, 2018-06-30 19:30

Celebrerà quarant’anni di vita sacerdotale l’arcivescovo di Campobasso-Boiano, mons. GianCarlo Maria Bregantini, domani, domenica 1° luglio. E lo farà con una messa di ringraziamento, alle 19, nella chiesa Santuario Madonna della Libera di Cercemaggiore. Nell’occasione sarà celebrata anche la cerimonia di noviziato, lettorato e accolitato di alcuni giovani della Comunità Maria Stella della Nuova Evangelizzazione. Ad accompagnarlo, i circa 45 seminaristi dei quattro seminari della diocesi. A seguire, l’agape fraterna nel convento di Sepino, ora seminario missionario diocesano “Redemptoris Mater”. “Nella diversità e nella specificità di ogni vocazione, personale ed ecclesiale, si tratta di ascoltare, discernere e vivere questa Parola che ci chiama dall’alto e che, mentre ci permette di far fruttare i nostri talenti, ci rende anche strumenti di salvezza nel mondo e ci orienta alla pienezza della felicità”, ha affermato il presule. Così “i 40 anni di sacerdozio – ha aggiunto mons. Bregantini – sono la gioia di un traguardo ma anche un esempio per far fiorire nuove vocazioni soprattutto in questa terra, il Molise, che abbondanti ne ha generate come germogli di salvezza, attraverso la preghiera costante, la testimonianza della carità, la fedeltà sponsale a Cristo, la missionarietà di cuore, braccia e mani aperte con amore alla solidarietà”.

Carceri: p. Occhetta (La Civiltà Cattolica), “non siano discariche sociali”

Sat, 2018-06-30 19:16

“Ripensare il carcere è responsabilità di tutti. La giustizia riparativa come modello può funzionare se noi come patto sociale decidiamo di tornare alla radice antropologica dell’uomo attraverso la spiritualità”. Lo ha detto padre Francesco Occhetta, scrittore de “La Civiltà Cattolica”, intervenuto all’incontro organizzato dalla Commissione regionale per i problemi sociali e del lavoro, la giustizia e la pace della Conferenza episcopale delle Marche. L’iniziativa è stata patrocinata dall’Ordine degli avvocati di Ancona e dall’Ordine dei giornalisti delle Marche, in collaborazione con: Ucsi Marche, Azione Cattolica Ancona, Ucid sezione di Ancona e Confindustria Marche nord. Un momento di riflessione sul tema che è anche titolo del libro di padre Occhetta “La giustizia capovolta”. Diversi gli spunti sul tema della giustizia riparativa, quel percorso che ha l’obiettivo di “permettere a chi ha commesso un reato di rimediare alle conseguenze delle sue azioni”. “Per fare questo – si è detto nel corso del convegno – è necessario attivare un processo che, grazie all’intervento di mediatori, coinvolga, purché vi aderiscano liberamente, le vittime (o i familiari) i rei, e la società civile”. “Non è un modo per accorciare la durata della pena, ma per tentare di ‘riparare’ un danno”. “Oggi il sistema carcerario non può essere certo definito ‘rieducativo’ dal momento che anche il tasso di recidiva è altissimo, pari al 69%”, ha sottolineato padre Francesco Occhetta. “Una giustizia riparativa è quella in cui la riparazione è ricostruire ciò che è stato rotto, è una scelta culturale. Occorre scommetterci in questo modello, perché può portare grandi frutti”. Un modello inteso come capace di ricomporre una frattura sociale. “È un errore riparare soltanto con il castigo”. Nel corso dell’incontro è emersa la necessità di umanizzare la pena, del richiamo alla politica sulla situazione nelle carceri, l’importanza del mediatore civile e di evitare che i penitenziari vengano considerati “discariche sociali”. “Ci sono uffici di mediazione civile – ha affermato Occhetta – che applicano modelli di giustizia riparativa capace di sgonfiare quella guerra che abbiamo nei cuori”.

Carceri: mons. Trasarti (Fano), “riabilitare la dignità dei detenuti”. Mons. Spina (Ancona), “un percorso che rimetta al centro l’umanità”

Sat, 2018-06-30 19:16

“Dobbiamo ricordare che il reo è anche vittima della sua storia personale, perché non ha mai conosciuto il calore di un abbraccio carico d’amore”. Lo ha detto mons Armando Trasarti, vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, intervenuto ad Ancona all’incontro organizzato dalla Commissione regionale per i problemi sociali e del lavoro, la giustizia e la pace della Conferenza episcopale delle Marche, durante il quale si è riflettuto sui temi della “giustizia capovolta”, titolo del libro di padre Francesco Occhetta. Il vescovo ha poi ricordato lo status della popolazione carceraria spesso non adeguatamente assistita “se non da un avvocato d’ufficio”. “Occorre riabilitare la dignità dei detenuti, che sono pur sempre persone anche se prive di libertà”. A chiudere i lavori l’arcivescovo di Ancona-Osimo, mons. Angelo Spina. “Fino a quando non faremo un percorso educativo culturale che rimette al centro l’umanità avremo tanti più arrestati e molta più delinquenza – ha affermato -. Qui ci vuole un percorso diverso e proprio”. L’arcivescovo ha parlato anche delle tante visite ai detenuti nelle carceri come quelle di Montacuto e del dolore di chi sconta la pena tra quelle mura. “La giustizia riparativa è prima di un sistema giuridico un prodotto culturale che recuperi la dignità umana”.

Diocesi: Cerreto Sannita, il 3 e 4 luglio l’assemblea per definire il programma pastorale 2018/2019

Sat, 2018-06-30 19:00

Un’assemblea diocesana a settembre, durante la quale presentare e condividere il programma pastorale 2018/2019 da realizzare in tutte le parrocchie e nelle foranie, una condivisione di “percorsi” tra più uffici per una pastorale d’insieme e integrata. Per raggiungere quest’obiettivo, il vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, mons. Mimmo Battaglia, ha pianificato un cammino a tappe. La prima fase si svolgerà martedì 3 e mercoledì 4 luglio nel Centro pastorale “Emmaus” di Cerreto Sannita, dove si svolgerà un’assemblea convocata per tutti i sacerdoti, per i direttori degli Uffici di Curia e per tutti i laici impegnati nelle diverse equipe. Sarà rivolto loro un momento di riflessione, ascolto e condivisione, che partirà dalla lettera pastorale “Coraggio! Alzati, ti chiama!”. “Sarà un momento di arricchimento, di ricerca e di ricarica. Sarà un momento pensato e vissuto con stile sinodale per creare un ascolto attento di ciascuno e di tutti, per giungere a una condivisione attorno ad alcuni, pochi ed essenziali, spazi di azione su cui intervenire con scelte concrete per le linee pastorali del prossimo anno”, si legge in una nota della diocesi. Tre le parole-chiave che guideranno la riflessione della due giorni. “Ciascuna identifica e specifica il volto della Chiesa: “insieme” (sinodale), “in cammino” (in uscita), “in comunione” (profetica)”. A partire dalle proposte concrete che emergeranno nei gruppi di lavoro si passerà, poi, alla fase successiva di esplicitazione e di arricchimento delle proposte all’interno dei vari Uffici e dei Tavoli della condivisione per programmare pastoralmente e per calendarizzare gli appuntamenti del nuovo anno.

Fatebenefratelli: Roma, all’Isola Tiberina torna in corsia dal 2 luglio la “Cinema-terapia”

Sat, 2018-06-30 18:50

Al via dal 2 luglio la nuova edizione de “La magia del cinema entra in ospedale”, rivolta ai pazienti ricoverati al Fatebenefratelli all’Isola Tiberina e ai loro familiari, “per regalare loro un momento di sollievo, intrattenimento e svago”. Ogni lunedì, alle 19.30, per tutto il mese di luglio in collaborazione con “L’Isola di Roma – XXIV edizione del Festival L’Isola del Cinema”, nella Sala Assunta dell’ospedale sarà proiettata una selezione di film italiani e internazionali dell’ultima stagione cinematografica: Lasciati andare, Tutto quello che vuoi, Io sono tempesta, Wonder e Metti la nonna in freezer. L’iniziativa, nata nel 2010 dalla collaborazione tra l’ospedale e L’isola del Cinema e che dallo scorso anno si è arricchita con Rai Cinema come partner culturale, affonda le sue basi nella cinema-therapy. “La visione di un film è infatti un’esperienza terapeutica che aiuta a ridurre la percezione del dolore, creando sotto il profilo psicologico un ‘effetto pausa’ e determinando uno stato di benessere riscontrabile a livello neurologico”, si legge in una nota. Proiettare un film in ospedale, inoltre, “favorisce l’aggregazione dei pazienti che, in una cornice differente rispetto alla loro stanza di degenza, partecipano insieme alla visione, hanno la possibilità di esternare le proprie emozioni e scambiarsi commenti e pareri sul film”.

Diocesi: Vallo della Lucania, è morto il vescovo emerito Giuseppe Rocco Favale

Sat, 2018-06-30 18:39

È morto ieri sera mons. Giuseppe Rocco Favale, vescovo emerito della diocesi di Vallo della Lucania. Si è spento a Gravina in Puglia, nella casa delle Suore di Gesù Crocifisso, dalle quali è stato assistito. Mons. Favale, dopo gli studi liceali e teologici a Molfetta, il 5 luglio 1962 è ordinato sacerdote. Ha mosso i primi passi del ministero sacerdotale a Gravina come vice-rettore del seminario divenendone poi rettore. Nel 1974, la diocesi di Irsina viene staccata da Gravina e aggregata a Matera, dove diviene arcivescovo mons. Michele Giordano, che chiama don Rocco Favale a collaborare come suo segretario. A Matera diviene parroco dell’Immacolata fino al 4 marzo 1989, quando il Papa lo elegge vescovo di Vallo della Lucania. Il 7 maggio 2011 Benedetto XVI accetta le sue dimissioni per raggiunti limiti di età. Da vescovo emerito ritorna nella sua Irsina dove prosegue la sua opera a favore della comunità locale, in particolare degli anziani. A seguito di una lunga malattia viene ricoverato nella casa delle Suore di Gesù Crocifisso di Gravina, in Puglia, dove è morto. Domani, domenica 1° luglio, la salma sarà trasferita nella concattedrale di Irsina, dove saranno celebrate le esequie, alle 15.30. La cerimonia sarà presieduta dall’arcivescovo, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, assieme al presbiterio diocesano.

Svizzera: petizione per aumentare il numero di rifugiati accolti. Messaggio dei vescovi

Sat, 2018-06-30 18:34

Ha raccolto oltre 38mila firme ed è stata consegnata al Consiglio federale la petizione “Vie sicure per salvare vite umane”, a sostegno della richiesta che “il contingente di rifugiati accolti dalla Svizzera salga a 10mila persone”. Alla consegna della petizione, un messaggio di sostegno è giunto anche dai tre vescovi che compongono la presidenza della Conferenza episcopale (mons. Charles Morerod, presidente, mons. Felix Gmür e mons. Urban Federer). “Stiamo assistendo a un’immensa tragedia che colpisce i rifugiati”, si legge nella dichiarazione: “Di fronte a una tale situazione, la Svizzera e l’Europa non devono chiudere gli occhi”. L’attenzione è rivolta alle “persone più vulnerabili”, che “si trovano nei campi profughi ai confini meridionali dell’Europa” e che hanno bisogno di “vie legali e sicure” per continuare il loro viaggio. “La Svizzera dovrebbe impegnarsi di più nelle misure dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (il reinsediamento) per garantire che i rifugiati siano sottratti a situazioni umanamente insostenibili”, spiegano i vescovi: questo in nome della “tradizione umanitaria della Svizzera”. Dal canto loro, “le Chiese sono già attive su molti livelli e restano pronte a sostenere lo Stato in tutti i suoi passi”, seguendo l’incoraggiamento di Papa Francesco ad “accogliere, proteggere, promuovere e integrare migranti e rifugiati”.

Diocesi: L’Aquila, domani la prima messa dell’arcivescovo Petrocchi da cardinale

Sat, 2018-06-30 18:18

Dopo cinque secoli dagli ultimi tre cardinali vescovi, L’Aquila domani, alle 18, accoglierà il suo cardinale. Tutto pronto a Collemaggio per la prima messa da cardinale in città dell’arcivescovo Petrocchi, che la celebrerà nella basilica in cui il 7 luglio di cinque anni fa iniziò il suo ministero pastorale. Scortato dai Carabinieri in moto, il cardinale arriverà in viale di Collemaggio, dove all’inizio del prato davanti la basilica lo accoglierà il generale Giuseppe di Giovanni, comandante del presidio militare abruzzese dell’Esercito. L’arcivescovo Petrocchi passerà in rassegna tre plotoni composti da 18 militari ciascuno. Alla fine del prato, sul sagrato della basilica, troverà ad attenderlo alcuni rappresentanti delle confraternite e delle aggregazioni laicali con il sindaco, Pierluigi Biondi, che accompagnerà il cardinale all’interno della chiesa. Varcata la soglia di Collemaggio, il cardinale percorrerà la navata centrale della basilica celestiniana fino a recarsi al mausoleo del Santo Papa Pietro Celestino, dove sosterà in preghiera. Subito dopo, presiederà la celebrazione eucaristica cui parteciperanno alcuni vescovi, tra cui il vice presidente della Conferenza episcopale abruzzese-molisana, mons. Gianfranco De Luca, vescovo di Termoli-Larino, e il clero aquilano. A dare il benvenuto al neo cardinale, a nome dell’intera Chiesa aquilana, all’inizio della celebrazione, sarà l’arcivescovo emerito, mons. Giuseppe Molinari. Per volontà del cardinale Petrocchi, le offerte raccolte durante la celebrazione saranno interamente devolute alla parrocchia San Giovanni da Capestrano in Cansatessa per la costruzione della nuova chiesa e dei nuovi ambienti pastorali. Al termine della messa, il sindaco rivolgerà il suo saluto all’arcivescovo a nome di tutta la città. “Voglio mettermi alla Scuola di Maria – si legge nel messaggio del cardinale impresso sul retro dell’immagine che sarà distribuita ai fedeli – per essere un sì al Signore nella Chiesa e nel mondo”. L’arcidiocesi ha predisposto anche un maxischermo all’esterno della basilica, sul lato destro, che proietterà le immagini della celebrazione, riprese dall’emittente LAQTV.

Cooperatori paolini: Roma, concluse le celebrazioni per il centenario dalla fondazione

Sat, 2018-06-30 18:00

Si sono concluse oggi pomeriggio con una messa celebrata nella basilica di San Paolo Fuori le Mura, a Roma, le celebrazioni per il centesimo anniversario dalla fondazione dell’associazione Cooperatori Paolini, realtà laicale della Famiglia Paolina fondata dal beato Giacomo Alberione, il 30 giugno 1917. L’anno giubilare è terminato nello stesso luogo dove era iniziato, esattamente un anno fa: sulla via Ostiense, luogo significativo per tutta la Famiglia Paolina, che venera san Paolo come suo ispiratore. Il momento clou dell’anno del centenario è stato il primo incontro internazionale dei Cooperatori paolini, che si è tenuto tra Roma e Alba, dal 18 al 27 maggio scorsi. Oltre 270 partecipanti da 25 Paesi di quattro continenti, di cui molti giovani, hanno “rinforzato il loro senso di unità, caratterizzato dalla comune vocazione alla diffusione della Parola di Dio con i mezzi di comunicazione sociale”. Suggestiva, l’adorazione nel duomo di Alba, nella serata del 25 maggio scorso, in cui i Cooperatori hanno potuto richiamare alla memoria il momento iniziale dell’esperienza carismatica di don Alberione. A Roma, invece, si è svolto il convegno internazionale, dal 21 al 22 maggio, “momento importante di condivisione e formazione, in cui è emerso chiaramente come la missione dei laici nella Chiesa di oggi non si esaurisce nel ‘fare qualcosa’ ma piuttosto nel ‘condividere un sogno’, sentendosi, assieme ai consacrati e consacrate della propria famiglia religiosa, responsabili dell’unica missione nata dal carisma del fondatore”.

Diocesi: Assisi, accolti 24 dei 139 profughi eritrei arrivati con i corridoi umanitari. Due fratelli abiteranno in vescovado

Sat, 2018-06-30 17:43

“Desideriamo che gli amici eritrei trovino in mezzo a noi non solo case, strutture e cibo, ma soprattutto cuori e famiglie”. Lo ha detto il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, nell’incontro di accoglienza nella sala della Spogliazione dei 24 profughi eritrei arrivati ad Assisi. Di loro si è fatta carico la diocesi attraverso i corridoi umanitari che, mercoledì scorso, hanno portato in Italia 139 profughi provenienti dal Corno d’Africa. Uno di loro ha detto che “ci avete salvato, siamo molto felici di essere con voi. Non si può dimenticare ciò che avete fatto per noi. Essere qui rappresenta una nuova speranza, un nuovo inizio”. Alle loro spalle storie difficili, condizioni fisiche precarie, situazioni di disagio sociale, di povertà, guerra e disperazione. “Siamo felici che siano arrivati tanti bambini, che sono una speranza per tutti noi – ha aggiunto il vescovo -. Faremo il possibile perché la vostra permanenza in mezzo a noi sia bella. Il luogo in cui siamo è speciale: qui San Francesco si spogliò di tutti i suoi beni, perché voleva essere tutto per Dio e per i fratelli. Grazie a voi – ha concluso – per essere venuti in mezzo a noi e grazie alle famiglie che si sono aperte a questo progetto, perché noi crediamo alla Chiesa come famiglia”. Lo stesso vescovo ha voluto accogliere due bambini profughi in casa sua: Medhanie e Dejen, due fratelli eritrei che abiteranno stabilmente in Vescovado, proprio accanto alla sala della Spogliazione come era stato in passato per tre sorelle nigeriane. Presenti all’incontro l’equipe della Caritas diocesana e le operatrici delle case di accoglienza, le suore Francescane missionarie di Assisi, che accolgono una famiglia e le famiglie tutor, che si occuperanno di accompagnare il percorso di integrazione sociale e di offrire una rete amicale di incontro e scambio culturale ai giovani profughi.

Diocesi: Terni, accolta una famiglia di profughi eritrei a Capitone grazie ai corridoi umanitari

Sat, 2018-06-30 17:30

Una famiglia eritrea, composta da una mamma e tre figli di sei, dieci e tredici anni, è stata accolta dalla Caritas di Terni-Narni-Amelia e dall’associazione di volontariato San Martino nell’ambito del progetto dei corridoi umanitari. Arriva dai campi per rifugiati nel Tigrai in Etiopia. L’accoglienza è stata possibile, grazie all’intesa tra il ministero degli Esteri e la Cei, attraverso la Caritas italiana e la Comunità di Sant’Egidio. A dare il benvenuto ai profughi nella casa di Capitone, dove sono ospitati in questo primo periodo di permanenza in diocesi, il vescovo mons. Giuseppe Piemontese assieme al direttore della Caritas diocesana Ideale Piantoni, al presidente dell’associazione San Martino Francesco Venturini, agli operatori, ai tutor e alle suore che vivranno con loro, assieme all’altra famiglia eritrea che è giunta a Capitone lo scorso 27 febbraio. “Siete i benvenuti – ha detto il vescovo –. Vi siamo vicini e cercheremo di essere per voi una nuova famiglia, con la quale condividere la quotidianità e il percorso di integrazione nel miglior modo possibile, nella fraternità e amicizia”. Da parte della famiglia eritrea un “ringraziamento a tutti”. “Siamo felici di essere qui – sono state le prime parole della giovane donna -. Per noi comincia una nuova vita, certamente più serena dopo i tanti anni trascorsi nei campi profughi senza prospettive per il futuro e soprattutto per quello dei bambini”. E dalla diocesi spiegano che “lo scopo del progetto non è solo quello di accogliere persone che fuggono da violenza e povertà, ma avviarle in un percorso di integrazione e autonomia, attraverso la formazione linguistica e l’inserimento dei genitori nella società e nel mondo del lavoro, coi bimbi che saranno affiancati anche dal punto di vista scolastico e gli adulti per quello lavorativo”.

Politica: Pagnoncelli (Ipsos), la Lega supera il 31% e toglie voti anche ai 5 Stelle

Sat, 2018-06-30 17:20

“Non era mai capitato che a meno di quattro mesi di distanza dalle elezioni si manifestasse una mobilità elettorale tale da far quasi raddoppiare i consensi per una forza politica che è uscita al terzo posto dalle urne ed oggi è prima”. Lo scrive Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia, pubblicando oggi sul “Corriere della Sera” i dati dell’ultimo sondaggio effettuato che fa registrare un ulteriore avanzamento della Lega di Salvini che consolida il primato attestandosi al 31,2% delle preferenze, seguita dal M5S, al 29,8%, dal Pd con il 18,9% (+0,3%) e Forza Italia che fa segnare un ulteriore lieve arretramento fermandosi all’8,3%. Confrontando le attuali intenzioni di voto con i risultati elettorali del 4 marzo emergono cambiamenti “importanti”. “Oltre all’imponente crescita della Lega, l’aumento dell’area dell’indecisione e dell’astensione, composta da elettori delusi, che aumenta del 5,5% – segnala Pagnoncelli -; in secondo luogo la flessione di 2,9% del M5s, trionfatore alle elezioni, e quella ancor più significativa di Forza Italia, che perde il 5,7%, di Fratelli d’Italia che si è quasi dimezzata, passando dal 4,3% al 2,3%”. La rilevazione indica anche la riduzione dei consensi di Liberi e uguali, che “perde un terzo dell’elettorato (da 3,4% a 2,3%)”, e di Noi con l’Italia, “scesa dall’1,3% allo 0,4%”. Al contrario Pd e Più Europa “aumentano di 0,2%, mantenendosi sostanzialmente sui valori ottenuti alle politiche”.

Diocesi: Rossano-Cariati, sacerdoti, famiglie e diaconi in Kenya per uno scambio culturale e religioso

Sat, 2018-06-30 17:13

“Un viaggio di speranza”. Si chiama così il progetto di scambio culturale e religioso che da oggi al 14 luglio vede otto sacerdoti, due coppie e due diaconi dell’arcidiocesi di Rossano-Cariati recarsi in Kenya. A guidare l’esperienza l’arcivescovo, mons. Giuseppe Satriano. “Un viaggio tutto proteso ad aprire i cuori verso Dio e verso i fratelli che lottano, soffrono, sperano e gioiscono a latitudini diverse ma con la stessa fede” si legge in una nota. “Ci metteremo in ascolto cercando di comprendere la storia e le sfide di una Chiesa giovane come quella del Kenya (120 anni appena) per meglio decodificare i nostri ritardi e le nostre fatiche”. Al centro dell’esperienza, “la trasmissione della fede in Kenya tra le tribù dei kikuyu (al centro), dei samburu e dei rendille (al nord)”. Si parte dalla discarica di Korogocho Nairobi dove vivono migliaia di persone, e operano i Missionari Comboniani, per terminare su a Marsabit, passando per Sagana dove operano i Missionari della Consolata.

Redentoristi: p. Brehl (superiore generale), “entrare nel mondo digitale come testimoni del Redentore”

Sat, 2018-06-30 17:02

“Oggi ci troviamo in un panorama sociale in evoluzione, nel complesso processo di secolarizzazione e globalizzazione. Come istituzione incaricata di predicare la Buona Novella ai poveri, l’influenza della Chiesa è in declino. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di influenzare le questioni sociali o morali”. Lo scrive padre Michael Brehl, superiore generale dei Redentoristi, in una lettera inviata alla Congregazione sulle sfide del mondo digitale oggi, in cui si ricorda il beato Gennaro Sarnelli, “creativo nel suo ministero di evangelizzazione, esplorando nuove vie di comunicazione”, e i martiri ucraini, che “hanno anche aperto la strada a metodi creativi di evangelizzazione attraverso la Chiesa clandestina, attraverso brevi pubblicazioni e attraverso la semplice predicazione”. Padre Brehl riconosce che “in molte parti del mondo, l’influenza di Radio e della tv è in declino, specialmente tra le generazioni più giovani. Anche le pubblicazioni tradizionali, i libri, i giornali e le riviste sono in difficoltà”. “Oggi, nei media come Twitter, Facebook, Instagram, WhatsApp, Viber, chat e gruppi, le notifiche di notizie e podcast hanno un’influenza molto più grande della nostra tradizionale predicazione nel mondo ferito. Sempre più viviamo e operiamo in un mondo digitale”. Di qui la decisione del Capitolo Generale di assegnare a “ciascuna delle cinque Conferenze della Congregazione la facoltà di nominare un confratello che intraprenderà lo studio e la formazione nell’area della comunicazione”. Una figura che “fungerà da collegamento diretto o persona di collegamento con le Unità della Conferenza e l’Ufficio delle comunicazioni della Congregazione”. “Sarà anche disponibile a lavorare con i vari programmi di formazione della Conferenza per garantire che i futuri redentoristi siano pronti a sfruttare le possibilità di evangelizzazione delle varie forme dei nuovi media”. Una decisione che “incoraggia l’intera Congregazione a prendere sul serio la sfida di entrare in questo mondo digitale come Testimoni del Redentore e di scoprire come comunicare efficacemente la Buona Novella a una nuova generazione”.

Diocesi: Ragusa, accolti 8 profughi eritrei arrivati con i corridoi umanitari

Sat, 2018-06-30 16:40

Sono arrivati a Ragusa da alcuni giorni otto profughi, giunti in Italia con un volo diretto dall’Eritrea grazie ai corridoi umanitari. Ad accogliere due famiglie e due giovani è stata la diocesi, rappresentata dal direttore della Caritas, Domenico Leggio, e da Emiliano Amico. A loro i profughi hanno ribadito “la gioia di aver lasciato alle spalle un inferno durato oltre cinque anni, tra carestia, miseria e paura di non farcela. Ognuno di loro ha sperimentato di tutto: torture, violenze, minacce”, dichiarano Leggio e Amico. I due giovani hanno trovato casa nel convento dei padri carmelitani, una famiglia in un’abitazione che sarà messa a disposizione dalle suore carmelitane, l’altro nucleo familiare in una struttura della diocesi. “Saranno accompagnati in un percorso di inserimento che si prevede non troppo complesso anche perché si tratta di persone che hanno professionalità e titoli di studio che dovrebbero consentire un loro l’accesso al mondo del lavoro – si legge in una nota della diocesi -. Hanno pianto entrando per la prima volta in quella che sarà la loro casa e hanno abbracciato e ringraziato gli operatori della Caritas”. Già nel novembre scorso, era arrivata a Ragusa, sempre grazie ai corridoi umanitari, una famiglia somala. Ad annunciare l’attivazione dei corridoi umanitari era stato lo stesso vescovo, mons. Carmelo Cuttitta, in occasione dell’anniversario del suo ingresso nella diocesi di Ragusa. “Da tutto ciò non abbiamo alcun ritorno se non quello di dimostrare che c’è ancora un po’ di umanità che è capace di grandi slanci”.

Acec: Riccione, alle Giornate estive del Cinema quattro casi di riqualificazione di sale cinematografiche

Sat, 2018-06-30 15:33

Al via da lunedì 2 luglio, a Riccione, le Giornate Estive del Cinema. Un’occasione che radunerà esercenti, distributori, produttori, attori e registi, pronti a rivelare e a scoprire il cinema della prossima stagione. Nelle sessioni formative di Ciné, tra convegni e workshop, sarà presente anche Acec, l’Associazione cattolica esercenti cinema, che negli “special event” presenterà “La Sala del futuro – Quattro progetti architettonici di rigenerazione del futuro”. In particolare, alle 15.15, del 2 luglio, nella Sala Polissena del Palazzo dei Congressi, l’architetto Riccardo M. Balzarotti e Luca Fabris, docente al Politecnico di Milano, interverranno con Francesco Giraldo, segretario generale di Acec, per presentare quattro casi di studio di riqualificazione di sale cinematografiche (tutte Sale della Comunità) in aree urbane. “Si assiste in questi ultimi anni – spiega Giraldo – a un fenomeno di urgente trasformazione di ruolo, identità e struttura dell’esercizio cinematografico, come spazio caratterizzato da una propria identità comunitaria e culturale. La sala cinematografica sente l’esigenza di puntare su contenuti e servizi che vengano incontro a nuovi modelli di fruizione. L’inserimento di attività ‘socializzanti’ e un programma di contenuti culturali e di intrattenimento che va oltre la sola proiezione cinematografica sono le componenti su cui si profila la nuova sala del futuro”.

Diocesi: Lecce, chiese aperte e visite turistiche per tutta l’estate

Sat, 2018-06-30 15:08

Le più importanti chiese di Lecce saranno aperte per tutta l’estate senza interruzioni nel corso della giornata. L’accordo definitivo tra il Comune e la Curia è stato raggiunto ieri. “Comporterà un piccolo finanziamento da parte del Comune che sarà utilizzato dai parroci per fare in modo che i portoni delle più belle architetture barocche restino aperti nelle ore centrali della giornata e i tesori d’arte custoditi nei luoghi di culto possano essere ammirati gratuitamente da quanti entreranno in Chiesa”, annuncia una nota della diocesi. Soddisfatto l’arcivescovo mons. Michele Seccia: “È un altro dei passi istituzionali che si compie avendo il comune obiettivo del benessere, inteso come nuove occasioni di lavoro specie per i giovani ma anche come ulteriore opportunità di sviluppo di un territorio come il nostro, a forte vocazione turistica”. Il presule sottolinea l’importanza delle chiese aperte come “oasi che rigenerano il cammino della vita personale di ciascuno”. All’accordo si aggiunge un ulteriore tassello, quello delle visite guidate, grazie alla collaborazione con l’associazione “The Monuments People”. Le chiese interessate dalle visite saranno la cattedrale, la basilica di Santa Croce, la chiesa di San Matteo e quella di Sant’Irene. Le visite guidate avranno la durata di 30 minuti e saranno condotte da guide turistiche abilitate che illustreranno gli aspetti storico-artistici degli edifici di culto, le caratteristiche architettoniche, gli elementi del folklore religioso e le vicende dei personaggi e degli ordini religiosi a esse collegate.

50° Avvenire: Melfi, domani dibattito col card. Becciu sulla “Chiesa di Francesco”

Sat, 2018-06-30 14:41

Ultimo appuntamento della Festa di Avvenire nel 50° del quotidiano voluto da Paolo VI. Si svolgerà domani, domenica 1° luglio, nel palazzo vescovile di Melfi. A 48 ore dal concistoro, sarà la prima uscita pubblica per il neo cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, che presenterà il proprio sguardo sul tema: “La Chiesa di Francesco”. Ne parlerà anche il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. La riflessione sarà accompagnata dal vaticanista di Avvenire, Gianni Cardinale. A introdurre il dibattito sarà, invece, il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, mons. Ciro Fanelli. Nei giorni scorsi i dibattiti hanno approfondito altri temi, come le migrazioni, la sanità, l’ambiente e l’informazione.

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