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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 24 min ago

Settimanali Fisc: L’Azione, un libretto e una serie di itinerari per un’estate in montagna

Fri, 2017-06-09 15:12

È pronto anche quest’anno il libretto “Camminamonti”, un piccolo raccoglitore per i timbri dei rifugi montani raggiunti durante l’estate. A promuoverlo è “L’Azione”, il settimanale diocesano di Vittorio Veneto aderente alla Federazione dei settimanali cattolici (Fisc), insieme alle sezioni Cai locali e al Gruppo Nino Lot di Cordignano. Unitamente al libretto, informa una nota del settimanale, “verranno proposti anche dieci itinerari speciali per arrivare ad altrettante splendide cascate, uno degli spettacoli più emozionanti che si possano incontrare in montagna”. “Camminamonti” – nato 24 anni fa per unire la passione per l’escursionismo e l’amore per la montagna – è “un ‘gioco’ al quale chiunque può aderire gratuitamente, e a fine estate, riconsegnando il libretto, gli sforzi saranno premiati con una maglietta ricordo e, per chi ha collezionato più timbri, ci saranno ulteriori premi”. Se le escursioni sono libere e autonome, due appuntamenti sono organizzati per radunare tutti i partecipanti: una a settembre in montagna con escursione guidata, messa e pranzo. L’altra invece sarà a novembre con le cerimonia di premiazione arricchita dalla presenza di ospiti esperti di natura ed escursionismo. Il regolamento completo, gli itinerari speciali e i luoghi dove reperire il libretto si possono trovare sul sito www.lazione.it alla voce Camminamonti.

Ong e migranti: Goldsmith (Università Londra), “Ue rischia molti errori nel fare accordi con Libia”

Fri, 2017-06-09 15:01

Da 2.892 morti nel Mediterraneo nel 2015 si è saliti a 4.581 nel 2016, con un tasso di mortalità che è passato da 1,84 a 2,5 nel 2016. Da un anno all’altro sono cambiate anche le nazionalità dei migranti: prima erano moltissimi siriani, ora c’è una prevalenza di migranti africani. Nel 2016 è aumentato anche l’uso dei gommoni (erano 600 nel 2015, più di 1000 nel 2016) e delle piccole imbarcazioni stipate di 20/50 migranti e sono diminuite le imbarcazioni di legno, mettendo maggiormente a rischio le vite delle persone. “Ma la causa non è l’attività di ricerca e soccorso delle Ong perché i problemi sono iniziati prima, con il peggioramento delle condizioni in Africa e l’instabilità della Libia”: lo hanno ribadito oggi in conferenza stampa i ricercatori dell’università londinese Goldsmith, presentando a Roma la ricerca “Blaming the rescuers – Accusare i soccorritori”. “Bisogna tenere conto che la missione europea Eunavformed-Operazione Sophia contro i trafficanti ha distrutto il 75% delle imbarcazioni – ha ricordato uno dei ricercatori Charles Heller – e che le Ong si sono avvicinate alle coste libiche per rispondere a questa situazione difficile che mette in pericolo la vita delle persone. Non possiamo isolare alcuni attori in mare da altri nella valutazione complessiva”.

I ricercatori fanno anche una distinzione tra “smugglers” (non esiste un termine italiano – i ricercatori utilizzano “passatore” – indica coloro che aiutano i migranti a passare le frontiere in cambio di soldi ma senza coercizione) e “traffickers”, ossia i trafficanti di esseri umani che usano la forza e sfruttano le persone. “Gli smugglers in Libia sono stati oggi sostituti dai trafficanti a causa della crisi economica, della forte svalutazione del dinaro e del collasso del sistema bancario – ha spiegato Nancy Porsia, giornalista che ha curato l’analisi delle reti di trafficanti libici -. Le politiche europee e gli accordi che si stanno facendo con la Libia, per formare tra l’altro la guardia costiera libica, potranno forse a corto termine ridurre la partenze ma a lungo termine succederà che partiranno i libici. La stabilità della Libia e salvare vite in mare devono essere oggi le priorità”. A suo avviso, “l’Ue sta rischiando di coinvolgersi con attori sbagliati, in un contesto fragile di un Paese in guerra, dove il crimine cresce ogni giorno e anche i libici vengono rapiti e uccisi. Se si va di fretta si rischia di commettere molti errori e di condurre la Libia verso l’inferno”.

Santa Sede: il 12 e 12 giugno seminario su migranti, rifugiati e vittime della tratta

Fri, 2017-06-09 14:56

Lunedì e martedì prossimi, 12 e 13 giugno, la sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale organizza un seminario di lavoro con i vescovi responsabili e i direttori nazionali delle commissioni per la pastorale di migranti e rifugiati delle Conferenze episcopali dei cinque Continenti. È attesa la partecipazione di circa 40 persone, direttamente  impegnate nella tutela dei diritti di migranti e rifugiati e nella lotta al traffico di esseri umani.
“Condividere le principali preoccupazioni pastorali in termini di migranti, sfollati, richiedenti  asilo, rifugiati e vittime della tratta nelle diverse regioni del mondo”: questo, informa il Dicastero pontificio in una nota, l’obiettivo dell’iniziativa, che si inserisce nel quadro degli impegni della Sezione in vista dei Global Compacts su migranti e rifugiati, che saranno approvati a fine 2018. I lavori, a porte chiuse, saranno inoltre “indirizzati all’individuazione di elementi essenziali per una strategia pastorale comune, al  suggerimento di contributi e aiuti da parte della sezione e alla redazione di alcuni punti fondamentali, da presentare poi all’attenzione del Santo Padre”.

Diocesi: Grosseto, da lunedì 12 giugno i Grest parrocchiali per oltre 700 bambini e 300 animatori

Fri, 2017-06-09 14:55

Sarà “Onda perfetta” il tema che caratterizzerà l’esperienza dei Grest, al via nella diocesi di Grosseto da lunedì 12 giugno. Le prime a partire saranno quattro parrocchie di Grosseto: Addolorata, Cottolengo, Santa Famiglia e Santa Madre Teresa di Calcutta. Poi il 14 giugno sarà la volta di Roselle e il 19 di Castiglione della Pescaia. Nella prima settimana di luglio, infine, la parrocchia di san Giuseppe e la parrocchia di Batignano, che si avvarrà della collaborazione del centro culturale Frassati di Brescia. Per la prima volta – si legge in una nota “il percorso formativo e ricreativo si svilupperà sulla traccia preparata dalla Consulta diocesana di Pastorale giovanile con il responsabile don Stefano Papini utilizzando i testi e le canzoni dei ‘The Sun’, la rockband che sarà ospite ad ottobre della Settimana della bellezza”. Il percorso, che ha come protagonista san Pietro, è strutturato per l’arco di tre settimane e propone testi, bans, inno ufficiale, libretto per la preghiera quotidiana, balletto, manuale per i “labondatori”, schede dei giochi, magliette. “Saranno coinvolti non meno di 700 bambini e 300 animatori – prosegue la nota – che il 22 giugno, grazie anche alla fattiva collaborazione del Comune, si ritroveranno nel parco del diversivo e nei giardini di via Bulgaria, per la giornata diocesana, che avrà per tema ‘La forza della comunione’ e radunerà insieme in un unico luogo un migliaio di persone”. Per gli animatori dei Grest è in programma per il 1° luglio la festa “Maremessamangiare” a Castiglione della Pescaia.

Papa Francesco: telegramma di cordoglio per vittime attentato a Teheran

Fri, 2017-06-09 14:51

Un “barbaro attacco” e “un insensato e grave atto di violenza”. Così il Papa definisce il doppio attentato terroristico avvenuto a Teheran il 7 giugno, e poi rivendicato dall’Isis, che ha provocato 17 morti e 40 feriti. In un telegramma inviato oggi dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, Francesco invia le sue “sentite condoglianze a tutti coloro che sono stati colpiti dal barbaro attacco a Teheran”, e stigmatizza questo “insensato e grave atto di violenza”. Esprimendo il suo dolore “per le vittime e i loro familiari”, il Papa assicura “al popolo dell’Iran le sue preghiere per la pace”.

Comece: bene la comunicazione congiunta Ue sulla resilienza

Fri, 2017-06-09 14:25

La Commissione degli episcopati della comunità europea (Comece) “accoglie con favore la comunicazione congiunta dell’Ue sulla resilienza e incoraggia l’Ue a dare priorità a un approccio incentrato sulle persone nel processo di attuazione”. L’apprezzamento arriva oggi dal segretariato Comece in risposta alla pubblicazione, il 7 giugno scorso, del documento indirizzato al Parlamento europeo e al Consiglio “Un approccio strategico alla resilienza nell’azione esterna dell’Ue”, che mira a sostenere gli stati, le società, le comunità e gli individui nell’adattamento alle pressioni crescenti e di sempre più lungo periodo. I vescovi europei apprezzano “l’intenzione dell’Ue di spostare ulteriormente la sua azione esterna nella direzione della anticipazione, prevenzione e preparazione nell’affrontare le cause strutturali di crisi e conflitti di diversa natura”. Positivo è anche “l’approccio specifico per ogni contesto basato sulle forze e capacità locali”; strumento indispensabile saranno “dialoghi inclusivi” tra “tutte le parti interessate”. Fondamentale è che al centro degli sforzi per la promozione della resilienza rimangano “la persona umana, la famiglia e la comunità locale”. Infatti, dal punto di vista delle Chiese, la resilienza è “un processo centrato sulle persone che dovrebbe contribuire allo sviluppo umano integrale e alla pace sostenibile”. Mentre era in preparazione la Comunicazione Ue, la Comece aveva inviato il documento, “Favorire la resilienza per una pace duratura”.

Trento Longaretti: Sardo (Ucai), “protagonista per più di cento anni dell’arte italiana”

Fri, 2017-06-09 14:06

“Ha accompagnato l’arte italiana per più di cento anni da protagonista, facendo riflettere, pensare, attraverso la partecipazione alle mostre e alle proposte nazionali”. Il presidente dell’Unione cattolica artisti italiani, Giovanni Sardo, ricorda con queste parole Trento Longaretti, il pittore recentemente scomparso, tra i fondatori dell’Ucai. Nel 1953 creò assieme allo scultore Piero Brolis l’Ucai Bergamo di cui fu presidente per molti anni. “Ha sempre seguito le iniziative Ucai fino a poche settimana fa – racconta Giorgio Della Vite, attuale presidente di Ucai Bergamo -. Non mancava mai la sua partecipazione alle iniziative artistiche, contribuendo a sua volta con la sua opera. Nel 2016 gli abbiamo dedicato una video-intervista, in occasione del centesimo compleanno: si trattò di una lunga chiacchierata che ripercorreva il suo percorso artistico e la sua figura. Ora contiamo di mettere a disposizione di tutti questa che è tra le sue ultime testimonianze”. Una produzione artistica vastissima quella del maestro Longaretti. Tra le sue opere, una Resurrezione di Lazzaro commissionatagli da una parrocchia di San Miniato, in provincia di Pisa. “Longaretti accettò subito e fece pervenire la propria opera che oggi fa parte della pinacoteca nella chiesa”, sottolinea Fabrizio Mandorlini, presidente Ucai San Miniato.

Diocesi: Ancona-Osimo, nel pomeriggio “Il lavoro anima della società, tra innovazione e ricostruzione” chiude “Le giornate dell’anima”

Fri, 2017-06-09 13:46

Si chiuderanno oggi pomeriggio, ad Ancona, “Le giornate dell’anima”, ideate dall’arcivescovo di Ancona-Osimo, card. Edoardo Menichelli, e coordinate dal referente regionale per il Progetto culturale della Chiesa italiana. L’appuntamento conclusivo, dedicato a “Il lavoro anima della società, tra innovazione e ricostruzione”, sarà ospitato dalle 15 presso la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche. “Il tema del lavoro”, si legge in una nota, è “la più importante emergenza nazionale, specie se riferita ai giovani ed è anche il tema su cui tutta la Chiesa italiana intende riflettere quest’anno con una serie di appuntamenti che culmineranno nella 48ª Settimana Sociale dei Cattolici in Italia che si terrà in autunno a Cagliari”. “Anche il nostro appuntamento – spiegano i promotori – vuole essere una tappa di avvicinamento all’evento nazionale di Cagliari e vedrà quale relatore principale Leonardo Becchetti, economista ed editorialista di Avvenire, nonché componente del Comitato organizzatore delle Settimane sociali”. L’incontro sarà aperto dal card. Menichelli e proseguirà con i saluti di Antonio Mastrovincenzo e di Sauro Longhi. L’introduzione sarà affidata a Gabriele Darpetti, delegato della Conferenza Episcopale delle Marche (Cem) per i problemi sociali e il lavoro, a cui faranno seguito delle testimonianze di imprenditori e imprenditrici del progetto Policoro. Poi sarà la volta di Leonardo Becchetti e successivamente di Francesco Maria Chelli e di Marco Luchetti. In programma anche gli interventi di rappresentanti di associazioni ecclesiali, sindacali e di categoria. Presiederà i lavori mons. Armando Trasarti, presidente della Commissione regionale per i problemi sociali e il lavoro della Cem, a cui saranno affidate le conclusioni.

Papa Francesco: il 17 giugno riceve in udienza privata la cancelliera Angela Merkel

Fri, 2017-06-09 13:39

In risposta alle domande di alcuni giornalisti, la Sala Stampa conferma che sabato 17 giugno la cancelliera Angela Merkel sarà ricevuta in udienza privata da Papa Francesco.

Netherlands: “Taste the Church”, a missionary initiative of the Dutch parishes

Fri, 2017-06-09 13:30

The Dutch parishes are called to join “Taste the Church”, an initiative to motivate and encourage the community members to invite their family, friends and neighbours to go back to Church again and attend a celebration, specially designed for the occasion. The initiative will take place on September 9th and 10th, 2017. “The Dutch Bishops Conference hopes many people may be given a chance to renew their acquaintance with the Church and with faith”. The pioneer of this practice is the British “Back to Church”, launched in 2004 by the Anglican Michael Harvey. “We Western believers often do not invite and are not missionaries, because we fear a negative answer, we fear rejection, which in fact does not mean ‘never’ but rather ‘not yet’. And then what’s the harm in being said no again?”, Harvey said at a preparatory workshop in Holland. The experience shows that about 15% of the people who accepted the invitation start to go to Church, and this gives communities favourable momentum and the wish to make celebrations always livelier and more welcoming. “Taste the Church” has been launched by the Dutch Council of Churches. There is a website available (www.kerkproeverij.nl) to register and download useful materials. The contact for the Catholic Church is the vicar of the diocese of Groningen-Leeuwarden, don Arjen Bultsma, who is working at a leaflet to be handed out to the guests on September 10th with all the key information about the Catholic Church.

Paesi Bassi: “Assaggia la Chiesa”, iniziativa missionaria delle parrocchie olandesi

Fri, 2017-06-09 13:30

Le parrocchie olandesi sono invitate a prendere parte all’iniziativa “Assaggia la Chiesa”, per motivare e incoraggiare i membri delle comunità a invitare parenti, amici, vicini a tornare una volta in chiesa e partecipare a una celebrazione, pensata in modo particolare per l’occasione. L’iniziativa si svolgerà il 9-10 settembre 2017. “La Conferenza episcopale olandese spera che si possa dare a tanti l’opportunità di rinnovare la conoscenza della Chiesa e della fede”. Pioniere di questa pratica è il “Back to church” inglese, lanciato nel 2004 dall’anglicano Michael Harvey. “Noi credenti occidentali spesso non invitiamo e non siamo missionari perché temiamo un no, un rifiuto, che non significa in realtà ‘mai’, ma piuttosto ‘non ancora’. E che male fa sentirsi dire no una volta?”, diceva Harvey in un seminario di preparazione tenuto in Olanda. L’esperienza mostra che circa il 15% delle persone che hanno accettato l’invito, iniziano ad andare in chiesa e che le comunità ne traggono uno slancio positivo e il desiderio di rendere le celebrazioni più vive e accoglienti sempre. “Assaggia la Chiesa” è stata lanciata dal Consiglio delle chiese nei Paesi Bassi. A disposizione c’è un sito (www.kerkproeverij.nl) per registrarsi e scaricare materiali utili. Referente per la Chiesa cattolica è il vicario della diocesi di Groningen-Leeuwarden don Arjen Bultsma, che sta preparando un opuscolo da distribuire agli invitati del 10 settembre contenente le informazioni di base sulla chiesa cattolica.

Francia: pedofilia. Mons. André Fort rinviato a giudizio. Vescovi francesi, “piena fiducia e collaborazione nella giustizia”

Fri, 2017-06-09 13:22

La Conferenza episcopale di Francia ha appreso la notizia del rinvio a giudizio di mons. André Fort, vescovo emerito di Orléans, per non aver segnalato alla giustizia atti di pedofilia. “Pur ribadendo l’importanza della presunzione di innocenza nel diritto francese – si legge in un comunicato diffuso oggi e firmato dal segretario generale e portavoce di vescovi francesi, mons. Olivier Ribadeau Dumas – la Conferenza episcopale di Francia ricorda quanto affermato: la sua fiducia nella giustizia del nostro Paese, la sua disponibilità a cooperare con lei e il suo profondo desiderio di accogliere, ascoltare e accompagnare le vittime”. Il nome di mons. André Fort, 81 anni, era già apparso nel fascicolo di indagine aperto dalla giustizia Orléans nel 2012. Ma finora il vescovo (ad Orleans dal 2002 al 2010) aveva lo stato di testimone. Da giovedì scorso mons. Fort è stato incriminato per “delitto non denunciato”. Una procedura decisa dal giudice istruttore secondo il quale ci sarebbero “indizi gravi e concordanti” che lasciano pensare che il vescovo abbia deliberatamente coperto alla giustizia padre Pierre de Castelet. Dal 2012, l’ex sacerdote di Lorris è indagato per presunta aggressione sessuale in un campo estivo che ha avuto luogo nel luglio 1993 nei Pirenei Atlantici. Tre giovani, di 12 anni al momento dei fatti, si sono costituiti parte civile. È stato mons. Jacques Blaquart, successore di mons. Fort, a denunciare questi fatti alla giustizia nel 2011, dopo aver ricevuto una lettera da una delle vittime. Fino ad allora, padre de Castelet aveva potuto continuare impunemente il suo ministero.

Iran: fonte Sir, “in Medio Oriente sta prendendo forma un regolamento di conti tra schieramenti contrapposti”

Fri, 2017-06-09 13:16

“È stato scritto che in Medio Oriente sta prendendo forma un regolamento di conti tra schieramenti contrapposti ed è a questo scontro che bisogna guardare se si vuole comprendere quali dinamiche rischiano di infiammare ancora di più tutta la regione”. Raggiunta dal Sir, una fonte che preferisce rimanere anonima fa il punto di quanto è successo due giorni fa a Teheran, dove un duplice attentato ha provocato la morte di 13 persone e il ferimento di 52. La situazione sta lentamente ritornando alla normalità. “Dopo momenti di incredulità, di paura e di confusione – racconta l’interlocutore -, le forze di sicurezza hanno ripreso subito il controllo completo della situazione che è apparsa ed è abbastanza tranquilla. Non credo che regni la paura e il terrore in città e non si rilevano misure eccezionali di sicurezza se non nei luoghi più a rischio come la metropolitana e gli aeroporti”. “Negli ultimi mesi ci sono stati segnali di possibili attacchi e l’allerta era alta. Anche se le notizie erano coperte da riserbo, sembra che almeno cinque attentati siano stati sventati nelle zone di confine con il Pakistan, l’Afghanistan e l’Iraq. Il 7 giugno ha dimostrato come questi timori fossero purtroppo ben fondati”.

Ma perché colpire l’Iran in questo momento? “Perché – risponde l’interlocutore del Sir – gli attentati sono maturati nell’attuale contesto che abbiamo di fronte a noi, ove vediamo una contrapposizione violenta ed una accesa competizione tra le diverse ideologie politiche e religiose. E’ semplicemente da matti immaginare – anche lontanamente – che si arrivi ad uno scontro frontale tra le parti contrapposte, uno scontro che non deve essere alimentato da nessuno e che, purtroppo, recenti dichiarazioni lasciano sgomenti perché vanno in tutt’altra direzione!”. L’auspicio finale è legato al mese sacro del Ramadan: “Staremo a vedere oggi, venerdì, quale messaggio risuonerà nelle moschee di Teheran e del Paese dai pulpiti della preghiera. Io mi auguro che sia un messaggio di pace per la quale tutti dobbiamo lavorare e crederci!”.

 

Elezioni Regno Unito: Coulter (London School of Economics), “possibile che negoziati Brexit si interrompano e vengano indette nuove elezioni”

Fri, 2017-06-09 13:10

“Confusione e caos. Le divisioni sull’Europa, da sempre al centro della politica britannica, hanno provocato un disastro a Westminster dal quale non si vede via d’uscita e l’economia verrà dannegiata in modo grave come conseguenza di tutto questo”. Steve Coulter, docente di politica economica europea alla “London School of Economics”, spiega al Sir che “l’identità britannica si trova sempre in conflitto quando si tratta di Europa, ma ci troviamo anche in una congiuntura politica molto difficile con tanti trend destabilizzanti”: “Il Regno Unito esce da sette anni di dura austerità ed è minacciato dal terrorismo che Corbyn non sembra in grado di affrontare e del quale la May è indirettamente responsabile per aver tagliato i fondi a polizia e servizi segreti”. Inoltre, la divisione tra laburisti e conservatori non è mai stata così netta con il leader laburista di estrema sinistra e la May che proviene dall’ala dura del partito, secondo l’esperto di politica economica. “Mentre la posizione dell’Unione europea è molto chiara, quella britannica è confusa e la premier May arriva ai negoziati, tra undici giorni, molto indebolita e disposta a tanti compromessi”, aggiunge Coulter. “È certo che quell’hard Brexit, minacciato dalla premier, che diceva di essere disposta a una rottura netta con Bruxelles, non succederà. Ed è possibile che i negoziati si interrompano e vengano indette nuove elezioni”.

Elezioni Regno Unito: Zartaloudis (Univ. Birmingham), “dimostra agli altri Paesi europei che cosa succede quando cerchi di lasciare la Ue”

Fri, 2017-06-09 13:07

“Una crisi politica difficilissima, della quale abbiamo visto soltanto l’inizio, che dimostra agli altri Paesi europei che cosa succede quando cerchi di lasciare la Ue”. Sotirios Zartaloudis, docente di politica all’università di Birmingham, non ha dubbi. “La Gran Bretagna è nei guai e non c’è via d’uscita. Il Brexit rischia di danneggiare in modo serio l’economia, provocando una recessione, perché siamo a quasi un anno dal referendum e non sta succedendo nulla”. “Probabilmente Theresa May, molto indebolita, cercherà di fare un governo con i nordirlandesi della formazione ‘Dup’ e di cominciare, tra undici giorni, i negoziati per uscire dall’Unione europea ma non avrà successo perché qualunque approccio sceglierà scontenterà o i conservatori che vogliono rimanere dentro il mercato europeo o i fanatici euroscettici che vogliono una frattura completa con Bruxelles”, aggiunge Zartaloudis al Sir. “Insomma il Brexit sta dividendo sia il partito al governo che il Paese e questa crisi diventerà più profonda. Ecco il motivo per cui né conservatori né laburisti hanno parlato di Unione europea durante la campagna elettorale. Ai laburisti, in questo momento, conviene tenersi lontano da Downing street perché sostenere la via di uscita dalla Ue si sta dimostrando difficilissimo”.

Venezuela: mons. Sorrentino (Assisi), “vicinanza e preghiere perché cessino le violenze e prevalga il dialogo”

Fri, 2017-06-09 13:05

Assisi città della pace è vicina al Venezuela. E questa vicinanza sarà espressa sabato 10 giugno nel corso della visita del card. Porras Cardozo, arcivescovo di Mérida, nella città serafica. Porras, che giovedì 8 giugno, insieme ai vescovi membri della presidenza della Conferenza episcopale venezuelana, ha incontrato il Papa per discutere della grave situazione del Paese, ha accolto l’invito del vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, che ha seguito sin da subito la crisi venezuelana. “Siamo lieti di questa visita – spiega mons. Sorrentino – perché vogliamo testimoniare al cardinale Porras e a tutta la comunità venezuelana la nostra vicinanza e le nostre preghiere affinché possano cessare le violenze e prevalga il dialogo”. Il cardinale arriverà in Assisi alle 15,30 circa e sarà accolto dal vescovo che lo porterà in visita nei principali luoghi francescani. Alle 17,30 Porras presiederà la messa nel Santuario della Spogliazione dove saranno presenti anche i membri della delegazione di Perugia dell’Ordine del Santo Sepolcro.

Papa Francesco: a Pont. Cons. dialogo interreligioso, “grazie alle donne l’educazione alla fraternità può superare la cultura dello scarto”

Fri, 2017-06-09 12:46

“Le donne restano spesso le sole ad accompagnare gli altri, soprattutto coloro che sono più deboli nella famiglia e nella società, le vittime di conflitti e quanti devono affrontare le sfide di ogni giorno. Grazie al loro contributo, l’educazione alla fraternità può superare la cultura dello scarto”. Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco nel corso dell’udienza ai partecipanti all’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. Francesco ha rilevato come “le donne hanno una particolare vocazione capace di far nascere e crescere nuove modalità di accoglienza e stima reciproca” e anche per questo “l’apporto delle donne nel campo dell’educazione è inestimabile”. “Tutti – uomini e donne – sono chiamati a concorrere all’educazione alla fraternità universale”, ha proseguito il Papa, sottolineando che “le donne, legate intimamente al mistero della vita, possono fare molto per promuovere lo spirito di fraternità, con la loro cura per la preservazione della vita e con la loro convinzione che l’amore è la sola forza che può rendere il mondo abitabile per tutti”. “È evidente quanto l’educazione alla fraternità universale sia importante nel campo del dialogo interreligioso”, ha aggiunto Francesco, rilevando che “le donne sono impegnate, spesso più degli uomini, a livello di ‘dialogo della vita’ nell’ambito interreligioso”. “Il contributo delle donne non va limitato ad argomenti ‘femminili’ o ad incontri fra sole donne”, ha concluso il Papa, sottolineando che “oggi più che mai è necessario che le donne siano presenti” perché possono “offrire un importante apporto al dialogo con la capacità di ascoltare, di accogliere e di aprirsi generosamente agli altri”.

Papa Francesco: a Pont. Cons. dialogo interreligioso, “ampliare gli spazi di una presenza femminile più incisiva”

Fri, 2017-06-09 12:45

“Le donne, e perfino i bambini, sono tra le vittime più frequenti di una cieca violenza. Là dove l’odio e la violenza prendono il sopravvento, essi lacerano famiglie e società, impedendo alla donna di svolgere la sua missione di educatrice in modo sereno ed efficace”. Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco nel corso dell’udienza concessa ai partecipanti all’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. “Purtroppo – ha osservato il Papa – vediamo come oggi la figura della donna in quanto educatrice alla fraternità universale sia offuscata e spesso non riconosciuta, a causa di tanti mali che affliggono questo mondo e che, in particolare, colpiscono le donne nella loro dignità e nel loro ruolo”. Per il Papa, invece, bisogna “valorizzare il ruolo della donna” perché “c’è bisogno di un maggiore riconoscimento della capacità della donna di educare alla fraternità universale”. “Quando le donne hanno la possibilità di trasmettere in pienezza i loro doni all’intera comunità, la stessa modalità con cui la società si comprende e si organizza ne risulta positivamente trasformata”, ha proseguito Francesco, secondo cui “è un benefico processo quello della crescente presenza delle donne nella vita sociale, economica e politica, nonché in quella ecclesiale”. “Le donne hanno pieno diritto di inserirsi attivamente in tutti gli ambiti, e il loro diritto va affermato e protetto anche attraverso strumenti legali laddove si rivelino necessari”. Per il Papa, “si tratta di ampliare gli spazi di una presenza femminile più incisiva” anche perché “ci sono tante donne che, con dedizione e coscienza, con coraggio talvolta eroico, hanno messo e mettono a frutto il loro genio, i loro tratti preziosi nelle più varie, specifiche e qualificate competenze unite all’esperienza reale di essere madri e formatrici”.

Ong e migranti: Goldsmith (Università Londra), “aumento traversate e morti non è colpa dei soccorritori”

Fri, 2017-06-09 12:01

L’aumento delle traversate e delle morti nel Mediterraneo “non è colpa dei soccorritori”; al contrario, “una maggiore presenza di Ong ha significato rischi minori per i migranti”. La “narrazione tossica che accusa ingiustamente le Ong impegnate in attività di ricerca e soccorso in mare” è quindi “un tentativo più ampio di criminalizzazione delle iniziative di solidarietà verso i migranti” e una “distrazione conveniente” rispetto “all’incapacità dei governi ad affrontare i veri problemi”. E’ quanto emerge da una indagine condotta dai ricercatori dell’università londinese Goldsmith, presentata oggi a Roma alla stampa estera. La ricerca “Blaming the rescuers – Accusare i soccorritori” ha preso in esame le accuse dell’agenzia europea Frontex e di diversi politici europei, dimostrando come le attività delle Ong “non siano la causa dell’aumento delle traversate nel 2016”.

“Al contrario l’incremento è in linea con le tendenze di crescita degli arrivi di migranti da vari Paesi africani registrate negli anni precedenti”, afferma l’indagine, citando ad esempio il fatto che le traversate via mare dal Marocco – dove non sono presenti Ong – hanno registrato comunque un aumento del 46% fra il 2015 e il 2016. “I fatti non supportano l’idea che le Ong impegnate nei soccorsi siano responsabili dell’incremento del numero delle traversate”, ha sottolineato Lorenzo Pezzani, del Goldsmith College: “Le argomentazioni contro le Ong ignorano deliberatamente il peggioramento delle crisi economiche e politiche in numerosi regioni dell’Africa e che in Libia i migranti sono vittime di violenza estrema e sono disposti a tentare la traversata con o senza la presenza di attività di ricerca e soccorso”.  Secondo Pezzani “bisogna chiedersi le ragioni dell’esistenza di un vero e proprio vuoto nelle attività di ricerca e soccorso in mare che rende necessario l’intervento delle Ong” a partire dalla chiusura dell’operazione italiana Mare Nostrum a fine 2014, in seguito alla quale, tra il 12 e 18 aprile 2015 morirono in mare oltre 1200 persone.

Ong e migranti: Goldsmith (università Londra), “agenzie Ue e governi hanno reso i viaggi più rischiosi”

Fri, 2017-06-09 12:00

Le Ong che fanno ricerca e soccorso in mare “non sono la causa del peggioramento delle condizioni imposte dai trafficanti” ai migranti (ad esempio l’utilizzo di gommoni e imbarcazioni di minore qualità con centinaia di persone stipate). Al contrario le accuse “ignorano deliberatamente il ruolo che altri attori, incluse le agenzie dell’Ue e i governi nazionali, hanno avuto nel rendere le traversate più rischiose”. Lo afferma una indagine condotta dai ricercatori dell’università londinese Goldsmith, presentata oggi a Roma alla stampa estera. La ricerca “Blaming the rescuers – Accusare i soccorritori”, che ha analizzato le accuse dell’agenzia europea Frontex e di diversi politici europei alle Ong. “I fattori principali all’origine di una maggiore pericolosità delle traversate – ha spiegato Charles Heller, di Goldsmith – sono la crescita di un modello di tratta gestito dalle milizie libiche e gli effetti dell’operazione dell’Unione europea di contrasto ai trafficanti, nel corso delle quali sono state distrutte molte imbarcazioni di legno di grandi dimensioni, e non le Ong”.

Secondo la ricerca l’operazione dell’Unione europea Eunavformed incaricata di intercettare e distruggere le barche di legno più grandi utilizzate dai trafficanti” ha “contribuito a determinarne la sostituzione con gommoni più piccoli e instabili”. Mentre “i metodi violenti” della Guardia costiera libica “hanno portato, in alcune occasioni, al ribaltamento di barche, mettendo in pericolo la vita delle persone a bordo”. L’analisi dell’università londinese dimostra che “il tasso di mortalità è diminuito in maniera consistente nei periodi in cui le Ong erano presenti ed è aumentato di nuovo in loro assenza. Una maggiore presenza di Ong ha significato rischi minori per i migranti”.  Un ridimensionamento o l’interruzione delle loro attività – sottolineano i ricercatori – aumenterebbe “il rischio che molti più migranti muoiano nel Mediterraneo, come accaduto dopo la chiusura dell’operazione italiana Mare Nostrum a fine 2014”. Nella prefazione al rapporto, Francois Crépeau, inviato speciale delle Nazioni Unite per i diritti dei migranti invita i Paesi europei a “garantire un approccio molto più onesto ed etico alla mobilità delle persone”, che “tratti i migranti non come pacchi da consegnare ma come esseri umani”.

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