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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 6 hours 52 min ago

Settimana sociale: mons. Galantino, “non siamo al punto zero sulla strada di un lavoro che veda al centro la persona e la sua dignità”

Sat, 2017-08-19 11:51

“Senza voler essere ingenui, a Cagliari si cercherà di mettere in rete molte ‘buone pratiche’ – ne sono state monitorate quasi 400 – che stanno scommettendo, in Italia, sulla valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, il manifatturiero di qualità, l’agricoltura sostenibile, le imprese artigianali, le piattaforme web che offrono servizi”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, presenta in un editoriale pubblicato oggi su “Il Sole 24 Ore” alcuni contenuti della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani che si svolgerà a Cagliari in ottobre. Quelle impegnate in “buone pratiche”, prosegue Galntino, “sono imprese che lavorano con al centro la vita dei lavoratori e rappresentano una pagina di speranza che potrebbe contagiare molte altre imprese”. “Perché non metterle al centro dell’attenzione? Perché continuare a condannarle quasi alla clandestinità mediatica?”, chiede il segretario generale della Cei. “Si tratta di imprese che non chiedono regalìe o una tantum mortificanti. Sono imprese che meritano attenzione per condividere il loro know how e per dire che non siamo al ‘punto zero’ sulla strada di un lavoro che veda al centro la persona e la sua dignità”. “Dire lavoro – osserva – significa scommettere, guardare al futuro per investire sui giovani e sulla scuola, senza cadere nella trappola della fretta, di accelerazioni improprie e di semplificazioni ingiustificate; significa proteggere realmente i più indifesi e garantire le famiglie”. Per il segretario generale della Cei, “individuare criteri concreti per affrontare l’emergenza lavoro” è “il primo passo per rimuovere gli ostacoli che continua oggi a incontrare chi il (buon) lavoro lo può creare; per superare la mentalità che alimenta la corsa al ribasso sui costi del lavoro; per ridare dignità agli esclusi, favorendo il reinserimento nel mondo del lavoro; per valorizzare l’oro del nostro Paese: le ricchezze artistiche, paesaggistiche e culturali e lo stile di vita a misura di persona”.

Settimana sociale: mons. Galantino, “per la Chiesa, e non solo, non tutti i lavori sono lavori umani”

Sat, 2017-08-19 11:46

“Per la Chiesa, e non solo, non tutti i lavori sono ‘lavori umani’. Non lo sono quelli che si basano sul traffico di armi, sulla pornografia, sullo sfruttamento minorile, sul gioco d’azzardo”. È quanto scrive mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in un editoriale pubblicato oggi su “Il Sole 24 Ore”. Per Galantino, “è lavoro dis-umano anche il lavoro nero, quello del caporalato, i lavori che discriminano la donna e non includono i diversamente abili”. “Poi – aggiunge – il lavoro precario: nel 2016 i lavoratori precari hanno raggiunto il 14% e per quasi due milioni di lavoratori a termine il contratto ha avuto una durata di meno di un anno”. “Infine – osserva il segretario generale della Cei – i lavori pericolosi e malsani, che nel 2016 hanno causato 935 morti sul lavoro”. Per Galantino, “c’è bisogno di rilanciare una nuova cultura del lavoro, fatta di proposte concrete che tengano al centro la dignità dei lavoratori, soprattutto dei più deboli”. “Ripartire insieme – sottolinea – significa anzitutto denunciare i lavori che mortificano e offendono il lavoratore”. In occasione della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani, “la Chiesa in Italia – spiega – ha deciso di ‘ascoltare’ per capire la realtà che cambia”. “A Cagliari verranno presentati volti e storie del lavoro che cambia, in fabbrica e fuori. Sono i volti infatti a restituire umanità al lavoro, contrastando ogni possibile deriva tecnocratica”. Galantino si augura anche che l’industria 4.0 “non nasca subito corrotta”. “Faccio fatica a credere fino in fondo che l’obiettivo politico possa e debba essere il ‘reddito per tutti’. Più dignitoso e certamente più praticabile – rileva – è invece il ‘lavoro per tutti’”. Il segretario generale conclude sottolineando che “occorre far diventare cultura politica la definizione di ‘lavoro umano’ di Papa Francesco nell’Evangelii gaudium, quando lo definisce con quattro caratteristiche: ‘Libero, creativo, partecipativo, solidale’”.

Papa Francesco: “Prego per tutte le vittime degli attentati di questi giorni”

Sat, 2017-08-19 11:31

“Prego per tutte le vittime degli attentati di questi giorni. La violenza cieca del terrorismo non trovi più spazio nel mondo”. Papa Francesco, in un tweet, lanciato poco fa sull’account ufficiale @Pontifex, ritorna sugli attentati degli ultimi giorni – dalla Spagna alla Finlandia – confermando vicinanza e preghiera.

Prego per tutte le vittime degli attentati di questi giorni. La violenza cieca del terrorismo non trovi più spazio nel mondo.

— Papa Francesco (@Pontifex_it) August 19, 2017

Attacchi in Spagna: a Legnano, città di Bruno Gulotta, raccolta fondi per la famiglia. Le parole del prevosto

Sat, 2017-08-19 11:20

Bandiere a mezz’asta a Legnano, il comune in provincia di Milano dove viveva Bruno Gulotta, rimasto vittima dell’attacco terroristico a Barcellona. La città si stringe attorno alla famiglia di Gulotta, per la quale i colleghi di Bruno hanno avviato una raccolta di fondi. “Martina e i suoi due figli, piccolissimi, devono affrontare una perdita indescrivibile. Forse non possiamo aiutarli ad affrontare il dolore, ma possiamo e vogliamo aiutarli a rendere un po’ meno pesante questo tremendo fardello. E chiediamo a tutti voi di aiutarci ad aiutarli”, si legge nel sito www.tomshw.it. “Abbiamo creato uno speciale conto su Paypal per raccogliere donazioni. Il denaro servirà a Martina e ai bambini per ripartire e incamminarsi su una strada che, temiamo, non potrà che essere una lunga e faticosa salita. Cercheremo di essere accanto a loro in ogni modo, e crediamo che questo sia uno dei modi migliori e più concreti di farlo”. Il prevosto della città, mons. Angelo Cairati, ha espresso il suo cordoglio: “Tutta la nostra comunità è vicina alla famiglia Gulotta in questo momento di dolore. Il Signore accolga Bruno nella sua pace, e con lui tutte le vittime del terrorismo”.
Tra i molteplici messaggi di vicinanza alla famiglia anche quello della Comunità islamica di Legnano. Ad Askanews, Hamid Arifi dichiara: “Non è un musulmano chi ammazza innocenti. Dal corano io dico che queste persone non sono musulmani perché i musulmani non ammazzano altre persone innocenti, ma al contrario un versetto del Corano dice che chi ha salvato una vita salva l’umanità intera e chi ammazza una vita è come se avesse ammazzato l’umanità intera”.

Attacchi in Spagna: padre di Bruno Gulotta al Tg2000, “mio nipote salvo grazie a mia nuora”

Sat, 2017-08-19 11:03

“Mancavano pochi minuti alle 5 quando mia nuora mi ha telefonato e con voce rotta mi ha informato che c’era stato un attentato sulle Ramblas e che mio figlio era stato investito in pieno da un furgone che aveva travolto anche altre persone ma non sapeva quante”. Così Umberto Gulotta, il padre di Bruno, la prima vittima italiana dell’attentato terroristico di Barcellona, ha raccontato ieri al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, i tragici momenti che hanno spezzato la vita di 13 persone provocando anche centinaia di feriti.

“Era partito con moglie e figli la mattina di Ferragosto – ha spiegato Umberto Gulotta – e per non fare un viaggio troppo lungo aveva fatto tappa a Cannes per poi ripartire verso Barcellona”. “Il tempo di sistemarsi nel residence che avevano prenotato, mangiare, riposarsi e fare la passeggiata sulle Ramblas che per loro – ha proseguito – era la prima attività vacanziera di Ferragosto”. “Moglie e figli stanno bene”, ha assicurato Bruno Gulotta. “Il bambino più grande camminava per mano col padre ma mia nuora, quando ha sentito il trambusto, è riuscita ad afferrarlo e a tirarlo verso di sé, sottraendolo alla traiettoria del furgone. Purtroppo non è riuscita a fare lo stesso con mio figlio”. Rispetto al suo stato d’animo, Umberto Gulotta ha concluso affermando che “in questi momenti ci si sente completamente vuoti”.

Attacchi in Spagna: Giménez I March (Udc Catalogna), “agire contro il terrorismo, investire nell’educazione”

Sat, 2017-08-19 10:54

“Barcellona è una città mediterranea, aperta al mondo, oggi come nel corso della sua storia, al pari dei nostri vicini che si affacciano sul Mediterraneo. Siamo un Paese di transito; come altri Paesi europei, accogliamo persone provenienti da tutto il mondo, appartenenti a religioni diverse, con un’alta presenza di musulmani. Allo stesso tempo Barcellona è una città importante in termini di turismo e di cultura. Attualmente è attraversata da un processo politico che tende all’indipendenza che è a sua volta fonte di attrazione. I terroristi si scagliano contro la democrazia, contro i valori europei e contro la pacifica convivenza che caratterizza la città”. Joan Baptista Giménez I March, esponente della Uniò democràtica de Catalunya (Udc), già deputato nel Parlamento della Catalogna, profondo conoscitore della sua regione e della realtà spagnola, risponde ad alcune domande del Sir, all’indomani degli eventi di Barcellona e Cambrils. “Lo Stato spagnolo della Catalogna è stato colpito da una drammatica crisi economica; si può dire – afferma – che nel corso degli anni è stato fortemente punito da una severa politica fiscale. Ma la società catalana è vitale, partecipativa, forte della sua particolare cultura che è stata adottata dagli immigrati arrivati dal resto della Spagna, e più recentemente dal resto del mondo. Tuttavia, è più che mai evidente che una parte della popolazione immigrata non si è adattata alla nostra cultura e continua a vivere secondo un’altra cultura che vede come propria, separata dal resto della realtà sociale. In situazioni di difficoltà alcune di queste persone si attaccano alla loro religione con un atteggiamento vendicativo”.
Aggiunge: “L’Europa, la Catalogna e le altre comunità, trovano fondamento nella loro identità. L’identità in questo caso significa collocazione geografica, cultura e affermazione. Ogni cultura che ci visita oggi o nel passato lascia la propria impronta, ma questa impronta diventa parte integrante e non un elemento distinto o separato. È un qualcosa che si va ad aggiungere al resto. Ciò che non è possibile gestire è il fatto che una maggioranza fra gli immigrati intenda preservare il 100% della propria identità attraverso la soppressione e l’eliminazione della nostra cultura e rendendoci inferiori”. Tra le risposte suggerite, l’azione contro il terrorismo, una politica vivace e credibile “e maggiori investimenti nel settore educativo”.

Incendio appartamento Cosenza: mons. Nolé (arcivescovo), “vicinanza alla famiglia” delle tre vittime

Sat, 2017-08-19 10:24

L’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Francesco Nolè, appresa la notizia del terribile rogo che ha interessato un’abitazione del centro storico di Cosenza nel corso del quale hanno perso la vita tre persone “esprime la sua particolare vicinanza alla famiglia assicurando la sua preghiera e quella della Chiesa cosentina”. È quanto si legge in una nota della diocesi a poche ore dall’incendio divampato in corso Telesio, cuore del centro storico cittadino. “I tre che avevano contatto continuo con le strutture pastorali della Caritas e di ‘Casa Nostra’ erano persone conosciute dagli operatori pastorali e nella vicina parrocchia della Cattedrale”. “Tali terribili eventi evidenziano come la sicurezza deve essere al primo posto nelle abitazioni, soprattutto nel centro storico, e la Chiesa cosentina auspica che nelle situazioni di difficoltà le istituzioni insieme si adoperino in maniera preventiva, per quanto possibile, per la salute dei cittadini e la dignità delle famiglie”, prosegue la nota. “Dispiace anche che parte del patrimonio librario della storia di Cosenza, legato alte personalità della filosofia, sia andata distrutto per l’incendio che si è diffuso nelle case e nei palazzi vicini”.

Russia-Vaticano: metropolita Hilarion, “relazioni intensificate negli ultimi anni”

Sat, 2017-08-19 10:22

“L’invito a Mosca al cardinale Parolin rientra nell’ambito delle relazioni di Stato tra Russia e Vaticano, che negli ultimi anni si sono intensificate” grazie alla vicinanza tra Russia e Santa Sede sulle questioni riguardo il Medio Oriente e l’Ucraina: questi “saranno i temi principali” dei colloqui del Segretario di Stato vaticano con il presidente e il ministro degli Affari esteri della Federazione Russa che avverranno nei 4 giorni della sua permanenza a Mosca. Lo ha spiegato il metropolita Hilarion Alfeev, responsabile delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca in un’intervista al Sole 24 Ore, a pochi giorni dalla partenza del card. Parolin. Il viaggio “ha naturalmente un grande significato anche per le relazioni tra il Patriarcato di Mosca e la Chiesa cattolica romana” e nell’agenda del cardinale ci sono incontri con il Patriarca Kirill e il metropolita stesso con cui si discuterà “l’intero spettro delle relazioni bilaterali tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica”, per tracciare “nuove prospettive per il loro sviluppo”.

Russia-Vaticano: metropolita Hilarion, “proficuo sviluppo” nelle relazioni

Sat, 2017-08-19 10:21

Dopo lo storico incontro tra Kirill e Francesco a Cuba resta da “sviluppare la collaborazione in tutte le direzioni indicate per poter risolvere tanti problemi che preoccupano il mondo contemporaneo”, ha dichiarato il metropolita Hilarion Alfeev, responsabile delle relazioni esterne del patriarcato di Mosca, in una intervista al Sole 24 Ore. Il metropolita considera però positivo il fatto che le relazioni tra Russia e Vaticano abbiano assistito a un “proficuo sviluppo” negli ultimi anni e mesi, grazie anche al fatto che “riguardo alla situazione in Ucraina”, la Santa Sede abbia “assunto una posizione ponderata, evitando valutazioni unilaterali”. Mosca apprezza il fatto che il Vaticano inviti “al dialogo e a mettere fine alle azioni militari tra le due parti in conflitto, e insiste sul rispetto degli accordi di Minsk”, spiega Hilarion, grato alla Santa Sede anche “per l’appoggio alla Chiesa ortodossa ucraina che si è espresso nella condanna” di due progetti di legge che se adottati diverrebbero “base legale all’esproprio delle chiese della Chiesa ortodossa ucraina, e alla sua discriminazione”. Un “risultato positivo” che ha le radici a l’Avana è il “fatto senza precedenti” del trasferimento di parte delle reliquie di san Nicola di Bari a Mosca e a San Pietroburgo nei mesi scorsi che costituisce “una testimonianza concreta di quella tradizione spirituale del primo millennio che unisce cattolici e ortodossi, al di là delle divergenze”. È stata però anche testimonianza del fatto che “70 anni di persecuzione della Chiesa non hanno potuto distruggere” la fede viva in Russia.

Russia-Vaticano: metropolita Hilarion, la visita del card. Parolin a Mosca è un appuntamento atteso “con entusiasmo”

Sat, 2017-08-19 10:20

“Sono convinto che lo sviluppo della collaborazione tra ortodossi e cattolici nelle sfere in cui le nostre Chiese hanno una posizione comune, o vicina, renderà possibile il superamento di preconcetti pluriennali, e il raggiungimento della comprensione reciproca”. Sono parole tratte da una lunga intervista al metropolita Hilarion Alfeev, presidente del dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa ortodossa, apparsa sul Sole 24 Ore a pochissimi giorni dalla visita a Mosca del segretario di stato vaticano card. Pietro Parolin. Appuntamento atteso “con entusiasmo” perché “gli incontri che stiamo preparando aiuteranno a unire i punti di vista e a elaborare una visione comune e diverse soluzioni ai vari problemi”, ha spiegato Hilarion. “Non poco” è già avvenuto da quando a L’Avana nel febbraio 2016 si sono incontrati il patriarca Kirill e papa Francesco per confrontarsi sulla “tragica situazione in cui si sono ritrovati i cristiani del Medio Oriente e di altre regioni a causa dei conflitti armati e degli estremismi”. Tra le iniziative positive in questo ambito Hilarion cita la “visita di un gruppo di rappresentanti della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa cattolica di Roma in Libano e in Siria, nell’aprile 2016” da cui potranno nascere “ulteriori progetti comuni”, ma ancora, “il 5° Forum europeo ortodosso-cattolico” del gennaio 2017 a Parigi “dedicato al tema della minaccia del terrorismo”, così come “il Summit mondiale in difesa dei cristiani perseguitati, a Washington nel maggio scorso, con 600 rappresentanti delle Chiese di 136 Paesi”.

Tendopoli san Gabriele: al via il 22 agosto. Domenica parte da Cascia la “fiaccola della speranza”

Sat, 2017-08-19 10:00

Partirà domenica 20 agosto alle 8.30 da Cascia dove verrà accesa da padre Bernardino Pinciaroli, rettore del Santuario, la fiaccola della speranza che aprirà ufficialmente la 37ma Tendopoli di San Gabriele, che si svolgerà dal 22 al 26 agosto al Santuario di Isola del Gran Sasso (Teramo). Anche quest’anno la fiaccola attraverserà i luoghi della sofferenza dovuta agli ultimi eventi sismici come segno di novità e di comunione. Partendo da Cascia, si fermerà a Norcia, Cittareale, Amatrice e Campotosto. Poi riprenderà il cammino attraverso le Capannelle per arrivare alle 19 a Montorio al Vomano dove verrà custodita fino a martedì 22 agosto da dove ripartirà alle 20.30 alla volta del Santuario di San Gabriele per arrivare alle 23 in mezzo ai giovani per l’inaugurazione ufficiale della 37ma Tendopoli. In cammino da 23 anni, la fiaccola della speranza era sorta quasi per caso. Poi, forse per la benedizione di Papa Giovanni Paolo II il 14 agosto 1994 nella residenza estiva di Castel Gandolfo, la fiaccola “è cresciuta – spiegano i promotori – percorrendo in questi 23 anni piccoli e grandi luoghi di culto. Partendo dal luogo simbolo della cristianità, Roma, nell’anno del terzo centenario della nascita del fondatore dei passionisti san Paolo della Croce, ha percorso 20mila chilometri. Il 10 agosto 2009 la benedizione di Benedetto XVI a Castel Gandolfo e poi la partenza dal centro storico de L’Aquila distrutto dal terremoto, come segno di speranza e di rinascita. Infine, il 6 agosto 2014, la benedizione di Papa Francesco e la partenza nuovamente da Roma”.

Sierra Leone: Caritas Italiana, “oltre 400 vittime accertate tra cui almeno 105 bambini”. Impegno “per il sostegno agli interventi in atto”

Sat, 2017-08-19 09:44

“Si aggrava il bilancio delle vittime in Sierra Leone, colpita lunedì 14 agosto da una terribile alluvione nei sobborghi della capitale Freetown”. Ne dà notizia la Caritas Italiana in una nota nella quale spiega che “la collina dove si trovava il quartiere di Regent si è staccata verso il basso a causa delle forti piogge che in questo periodo cadono abbondanti nel Paese, portando con sé tutto ciò che si trovava sopra”. Secondo quanto riportato da Caritas Italiana, sono “oltre 400 le vittime accertate tra cui almeno 105 bambini” e “più di 600 i dispersi e migliaia le persone sfollate”. “Secondo le autorità locali – prosegue la nota – si tratta di una delle peggiori catastrofi naturali della storia del Paese già tra i più poveri al mondo e altamente vulnerabile alle avversità ambientali”. “I bisogni sono immensi”, afferma Caritas, rilevando che “i più urgenti” sono “alloggi per sfollati, cibo, vestiti, kit igienico-sanitari”. È “alto il rischio di epidemie di colera e si temono ulteriori frane e smottamenti, dato che la stagione delle piogge è previsto duri ancora per settimane”. Caritas Sierra Leone si è subito mobilitata recandosi sul posto della tragedia e assistendo le famiglie sfollate. “Nel frattempo è in atto un monitoraggio dei bisogni e degli interventi necessari in coordinamento con le autorità locali e altre agenzie internazionali”. Caritas Italiana – conclude la nota -, “impegnata nel Paese da molti anni con programmi in favore delle fasce più vulnerabili, “si unisce alla preghiera del Papa per le vittime e la popolazione colpita ed è in costante contatto con Caritas Sierra Leone e la rete Caritas internazionale per il sostegno agli interventi in atto e il coordinamento degli aiuti”.

Attacchi in Spagna: card. Bagnasco (Ccee), “atti efferati senza logica e senza speranza. Non restiamo indifferenti”

Fri, 2017-08-18 20:47

“Di nuovo l’Europa – e osiamo dire l’umanità – è stata colpita da un nuovo attacco terroristico che questa volta ha seminato orrore e morte a Barcellona. È il mondo intero che assiste troppo spesso a questi atti efferati senza logica e senza speranza che uccidono vite innocenti. Non restiamo indifferenti”. Lo scrive il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa) in una lettera inviata al cardinale Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, e al cardinale Ricardo Blázquez Pérez, arcivescovo di Valladolid e presidente della Conferenza episcopale spagnola. Nella missiva il card. Bagnasco esprime a nome della presidenza e della segreteria del Ccee “i più vivi sentimenti di cordoglio” e assicura “la preghiera per la pace e la serenità di tutti”. “Affidiamo le vittime alla misericordia di Dio e assicuriamo le nostre preghiere per i feriti e per il conforto delle famiglie tanto duramente colpite”, scrive Bagnasco. “Siamo sempre più certi della fede, dei legami di amore che ci uniscono e della speranza di ritrovare la Pace nel Signore – si legge ancora nella lettera -. Questo ci fa essere in piena sintonia sia nel condannare l’atto sia nella supplica a Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza dell’umanità e Signore della Storia, per aiutare il mondo a trovare la verità e la pace che solo Lui offre pienamente”. “Voglia il Signore – conclude il presidente del Ccee – benedire e proteggere il popolo di Barcellona e specialmente quanti sono impegnati nell’assistenza e nella cura delle famiglie delle vittime”.

 

Attacchi in Spagna: mons. Pizziol (Vicenza), “grande dolore” per morte di Luca Russo. “Non è possibile diventare strumenti di morte e di odio appellandosi al nome di Dio”

Fri, 2017-08-18 20:30

Il vescovo di Vicenza, mons. Beniamino Pizziol, ha appreso “con grande dolore la notizia dell’ennesimo attentato terroristico che ha colpito questa volta la Spagna causando la morte e il ferimento di numerose persone. Il coinvolgimento di due giovani vicentini, appartenenti alla nostra comunità e al nostro territorio, rende lo sgomento davanti a questi fatti ancora più forte, facendoci cogliere in modo purtroppo molto concreto quanto simili gesti siano assurdi, disumani e ingiustificabili”. Lo si legge in un comunicato della diocesi di Vicenza in seguito al riconoscimento della seconda vittima italiana nell’attentato di ieri a Barcellona: si tratta di Luca Russo, 25 anni, originario di Marostica e residente a Bassano del Grappa. “Siamo vicini e solidali verso tutte le famiglie coinvolte – afferma mons. Pizziol – e in modo particolare desidero esprimere tutta la mia vicinanza e assicurare la mia preghiera ai familiari di Luca e di Marta. Dio è in sé stesso bontà, misericordia e pace. Non è possibile diventare strumenti di morte e di odio appellandosi al suo nome. Questa è solo una perversa ideologia di terrore e di morte a cui ciascuno di noi è chiamato a far fronte con un sussulto di umanità e di giustizia, senza rinunciare a credere nella possibile convivenza pacifica e fraterna di culture e fedi religiose diverse”.

Attacchi in Spagna: mons. Galantino (Cei), “non è sufficiente commuoversi un giorno e basta. Occorre capire e alla comprensione far seguire impegni concreti”

Fri, 2017-08-18 18:50

“Mi piacerebbe che la violenza, che la morte porta con sé, riuscisse a convertirci un po’: uso un termine religioso, ma in modo laico. Vorrei che questi fatti non ci lasciassero indifferenti, ma ci aiutassero a rivedere il nostro modo di stare insieme e a considerare il modo in cui oggi educhiamo e ci educhiamo, il modo in cui usiamo il linguaggio”. Lo ha sostenuto, stasera, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo alla trasmissione di Rai Uno, “La vita in diretta”, dedicata agli attacchi terroristici in Spagna. “Non è sufficiente commuoversi un giorno e basta – ha aggiunto il presule -. Spinoza diceva che di fronte a certi fatti è meglio capire che commuoversi. Io dico che è bene commuoversi, ma bisogna anche capire e alla comprensione far seguire degli impegni concreti. Se domani continueremo ad applaudire coloro i quali gridano contro gli altri e sono indifferenti di fronte alla violenza, non migliorerà il nostro mondo”.
Rispondendo a una domanda sull’accoglienza, mons. Galantino ha invitato i media a usare le parole giuste. Quando verifichiamo il numero delle presenze in Italia, rispetto alle altre nazioni non si può parlare di invasioni”. Il vescovo ha quindi ribadito la necessità di “una comunicazione corretta”: “Abbiamo sbagliato a dare troppa voce agli imprenditori della paura perché la paura, benché giustificata in questi momenti, è cattiva consigliera e non ci permette di prendere le decisioni giuste. Se un errore abbiamo commesso in Italia, è aver inserito il tema della mobilità umana unicamente nel quadro della sicurezza e non un problema sociale: non è una distinzione da filosofo in pensione, ma due questioni diverse. Se lo ritengo un problema sociale, mi preoccuperò di mettere in atto tutto quello che è necessario”. Rammentando come le Ramblas di Barcellona siano state considerate come un luogo capace di creare relazioni, il segretario generale della Cei si è chiesto: “Oggi che stiamo facendo per creare relazioni? Mi capita di guardare in televisione dei talk show dove piuttosto che sottolineare la positività della relazioni, stiamo ad aizzare gli uni contro gli altri”.

Attacchi in Spagna: card. Marx, “è insopportabile che terroristi uccidano in nome della religione”

Fri, 2017-08-18 18:46

“Sono stordito dalla notizia degli attacchi a Barcellona e Cabrils. Ancora una volta persone innocenti sono vittime del terrore e della violenza”. Lo scrive il card. Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca e presidente della Comece, in un telegramma di condoglianze inviato all’arcivescovo di Barcellona, card. Juan José Omella. “Negli attacchi sono state ferite più di 100 persone, 13 sono state uccise – prosegue il card. Marx -. Persone che avevano una famiglia, degli amici, che avevano riso insieme o insieme avevano fatto dei piani per il futuro. Persone che avevano dei sogni. Tutti sono stati strappati alla vita senza preavviso e senza motivo. A nome della Conferenza episcopale tedesca, la Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea e personalmente esprimo la mia vicinanza ai feriti e ai loro parenti in questo momento tanto difficile”.
“Sono scosso dalla brutalità degli attacchi, che sono stati rivendicati dal cosiddetto Stato islamico – prosegue il card. Marx -. È insopportabile che terroristi, in nome della religione, uccidano dei ‘non credenti’. La coesione nelle nostre società è più che mai importante. Noi cristiani siamo chiamati a rispettarci, a opporci a ideologie distruttive e a spenderci per la dignità e la solidarietà umana. La comunità degli Stati deve ora riflettere intensamente come poter evitare simili forme di terrore. Il mio pensiero va alle vittime della violenza e ai loro familiari. Sono unito a tutti voi nella preghiera”.

Attacchi in Spagna: mons. Galantino (Cei), “le contrapposizioni non portano da nessuna parte”. “L’accoglienza va fatta nella legalità”

Fri, 2017-08-18 18:37

“Le contrapposizioni non portano da nessuna parte e fanno soltanto vittime. Questo è vero anche nelle nostre famiglie. Il bene comune è quello che abbiamo dimenticato, a livelli micro e macro. Se non si capisce che bene si sta insieme se non si alimentano contrapposizioni, ci sarà sempre qualcuno più armato di me che mi farà violenza. Questi violenti che ammazzano non sono solo armati, hanno anche il vantaggio dell’improvvisazione e dell’imprevedibilità”. Lo ha affermato, stasera, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, che è intervenuto alla trasmissione di Rai Uno, “La vita in diretta”, dedicata oggi agli attentati terroristici in Spagna.
Alla domanda su un uso della religione come “strumento di attacco culturale”, il presule ha risposto: “Quando non ce la faccio ad avere ragioni per dire all’altro che deve andare via, allora capita di ammantare tutto di religione e di ideologia. Questa è una strumentalizzazione della religione, perché la religione di per sé non permette di prendere a pedate l’altro”. Certo, ha proseguito il segretario generale della Cei, “come ho sempre detto e scritto, l’accoglienza e la mobilità vanno vissute in un regime di legalità, perché la legalità è il primo passo verso una politica di accoglienza intelligente”. Di qui l’invito a fare attenzione: “L’idea macchiettistica di qualche politico che vuol fare della Chiesa quella che dice: ‘Venite tutti’ non sta nella realtà di chi si sta spendendo e si sta positivamente sporcando le mani per accogliere e integrare le persone. Non stiamo facendo i complici di nessuno, ma i complici della vita”.
Mons. Galantino ha fatto anche un appello ai media e ai social network a non “usare linguaggi violenti e armare anche la lingua contro gli altri”, ma a fare “spazio al dialogo e a parole, non buoniste: qui non si tratta infatti di buonismo, ma c’entra la ragione, il cuore, le mani, la voglia di creare argine con i fatti alla violenza”, perché “è violento chi ammazza ma anche chi resta indifferente”.

Attacchi in Spagna: mons. Galantino (Cei), “ho paura di quelle identità che si formano, rafforzano e poi sfociano nella violenza”

Fri, 2017-08-18 18:27

“Ho paura di quelle identità che si formano, si rafforzano e poi sfociano nella violenza. Quel tipo di identità, per fortuna, non ci appartiene”. Lo ha detto, stasera, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo alla trasmissione di Rai Uno, “La vita in diretta”, dedicata agli attacchi in Spagna. “Avere un’identità, dei valori in comune, qualcosa per cui spendersi e giocarsi la vita è bello, importante e decisivo. Da questo punto di vista, l’Occidente sta un po’ arretrando, ma se l’alternativa è avere un’identità tale da impedirci di vedere l’altro, di capire l’altro e di comprendere che anche l’altro ha diritto di vivere, di quella identità, che sia islamica, cattolica o cristiana, io non so che farmene”, ha aggiunto il presule.
Rispondendo, poi, a una domanda su come vivere oggi la massima evangelica di “porgere l’altra guancia”, il segretario generale della Cei ha ricordato, innanzitutto, “cosa non vuol dire quella frase”: “Porgere l’altra guancia non significa stare in maniera fatalistica di fronte al male; piuttosto vuol dire all’altro, con i fatti, prima che con le parole, che esiste un altro modo di stare al mondo. Allora, porgere l’altra guancia non è invito alla passività e a subire quello che dall’esterno ci viene”.
Durante la trasmissione sono stati ricordati i due giovani italiani, Bruno Gulotta e Luca Russo, morti nell’attentato di ieri sulla Rambla a Barcellona. Alla domanda su cosa dire ai genitori delle vittime in questo momento, mons. Galantino ha risposto: “Non mi sento di dire niente, ma di fare sentire loro la vicinanza silenziosa e partecipe a quello che stanno vivendo. Non penso sia questo il momento di dare spiegazioni, perché di fronte a questo tipo di morte, a questa violenza, non ci sono spiegazioni razionali da dare”.

Attacchi in Spagna: Comunione e liberazione, “più che mai necessario testimoniare l’amore alla vita”

Fri, 2017-08-18 18:25

“Queste circostanze chiamano noi cristiani alla conversione. È più che mai necessario testimoniare l’amore alla vita che abbiamo conosciuto”. E’ quanto scrive Comunione e Liberazione di Spagna sugli attentati in Catalogna. “Ancora – si legge in una nota – una volta gli attentati delle ultime ore in Catalogna ci costringono a confrontarci, colmi di dolore, con la violenza nichilista che disprezza la vita. Il nostro sguardo si volge prima di tutto alle vittime, ai feriti e ai loro familiari. Ma anche a una società che soffre per questa assurdità”. “Stiamo attraversando un’epoca che sfida le nostre ragioni di vita – prosegue la nota -. Per non restare sopraffatto dalla paura, il nostro popolo, come il mondo intero, deve sapere perché vive e perché muore”. Il movimento ricorda che Cristo risorto “ha vinto l’odio e la morte, sfidando da quel momento la spirale della violenza e della vendetta con una affermazione radicale del valore di ogni vita umana”. Di qui l’implorazione alla Vergine di Montserrat “per le vittime e i loro familiari” supplicandola di “renderci capaci di comunicare l’abbraccio che Cristo ha portato nel mondo”.

Pino Puglisi: il 15 settembre veglia di preghiera a Palermo con il card. Bassetti

Fri, 2017-08-18 18:08

Il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, presiederà una veglia di preghiera a Palermo, il 15 settembre, in memoria del beato Pino Puglisi, nel 24esimo anniversario del suo assassinio. Le iniziative diocesane, per ricordare il sacerdote ucciso dalla mafia, cominceranno il 1° settembre alle 20.30, con la proiezione del docufilm “L’ultimo sorriso” di Linda Ferrante e Sergio Quartana, a Corleone. La figura di Puglisi sarà ricordata anche il 6 settembre alle 20.30, nella casa circondariale di Pagliarelli, dove verrà proiettato il docufilm “Padre Pino Puglisi. Fiat Voluntas Dei. Il sacrificio di un beato” di Francesco Millonzi. Il 13 settembre, alle 18, nella Casa museo del beato Pino Puglisi, in piazza Anita Garibaldi, sarà installata l’opera “Rinascere dal dolore”. Le manifestazioni entreranno nel vivo giovedì 14 settembre, alle 21, con una fiaccolata in memoria di padre Puglisi. Il giorno dell’anniversario dell’assassinio, venerdì 15 settembre, alle 10, i ragazzi delle scuole porteranno un fiore sulla tomba del sacerdote, all’interno della cattedrale, dove alle 18 sarà celebrata una Messa, presieduta dall’arcivescovo mons. Corrado Lorefice. Alle 21, in piazza Anita Garibaldi, luogo dell’agguato a padre Puglisi, si terrà una veglia di preghiera presieduta dal card. Bassetti, con momenti di riflessione e performance artistiche. Le iniziative sono organizzate dal tavolo permanente, presieduto da Lorefice, con i rappresentanti degli “Amici di 3P”, del Centro Padre Nostro, della parrocchia San Gaetano e dell’Ufficio pastorale diocesano.

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