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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 16 min 38 sec ago

Diocesi: Padova, a fine giugno pellegrinaggio diocesano a Lourdes con l’Unitalsi

Sat, 2017-06-10 15:51

Si svolgerà dal 25 giugno al 1° luglio il pellegrinaggio a Lourdes che l’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) propone da oltre 40 anni nel periodo estivo per i fedeli della diocesi di Padova. “Accompagneranno i pellegrini – si legge in una nota – l’assistente spirituale Unitalsi Padova, don Luca Fanton, il direttore dell’Ufficio di Pastorale della salute, don Giuseppe Cassandro, e don Fabio Fioraso, già assistente spirituale Unitalsi Padova”. Sarà “un pellegrinaggio – prosegue la nota – che vede protagonisti non solo i malati ma anche quanti, volontariamente, scelgono il servizio di accompagnamento dei pellegrini. Per tutti un’esperienza dal forte valore umano e spirituale”. Quest’anno un particolare appello è stato fatto ai giovani con #unitalsyoung che propone quote speciali e agevolate per quei giovani che desiderano fare un’esperienza di fede e di aiuto alle persone più fragili, ma anche di condivisione con i malati e i pellegrini di un “viaggio di speranza”. Come di consueto, oltre alle visite guidate ai luoghi di santa Bernardette, sono in programma diversi appuntamenti e celebrazioni: dalla messa di apertura del pellegrinaggio alla liturgia penitenziale, dalla messa internazionale alla messa alla Grotta e nella basilica del Rosario, dalla processione eucaristica con la benedizione dei malati alla processione serale con le candele, dalla Via Crucis al bagno alle piscine.

Papa Francesco: a diocesi di Ahiara, “ogni sacerdote o ecclesiastico deve chiaramente manifestare totale obbedienza al Papa”

Sat, 2017-06-10 15:44

“Desidero dare alcune indicazioni da comunicare a tutti: anzitutto va detto che il Papa è profondamente addolorato, pertanto, chiedo che ogni sacerdote o ecclesiastico incardinato nella diocesi di Ahiara, sia residente, sia che lavori altrove, anche all’estero, scriva una lettera a me indirizzata in cui domanda perdono; tutti, devono scrivere singolarmente e personalmente; tutti dobbiamo avere questo comune dolore”. Lo ha detto il Papa ai membri della delegazione della diocesi di Ahiara, ricevuti in udienza l’8 giugno. Nel discorso reso noto oggi dalla Sala Stampa vaticana, Francesco precisa che nella lettera “si deve chiaramente manifestare totale obbedienza al Papa” e “chi scrive deve essere disposto ad accettare il vescovo che il Papa invia e il vescovo nominato”. La lettera, inoltre, “deve essere spedita entro 30 giorni a partire da oggi fino al 9 luglio p.v. Chi non lo farà ipso facto viene sospeso a divinis e decade dal suo ufficio”. Il Santo Padre si dice “molto triste per la vicenda della Chiesa in Ahiara”: “Ringrazio per l’atteggiamento di grande pazienza del vescovo; dico di santa pazienza da lui dimostrata. Ho ascoltato e riflettuto molto, anche sull’idea di sopprimere la diocesi; ma poi ho pensato che la Chiesa è madre e non può lasciare tanti figli come voi. Ho un grande dolore verso questi sacerdoti che sono manipolati, forse anche dall’estero e da fuori diocesi”. La decisione del Papa è motivata dal fatto che “il Popolo di Dio è scandalizzato”: “Gesù ricorda che chi scandalizza, deve portarne le conseguenze. Forse qualcuno è stato manovrato senza una piena cognizione della ferita inferta alla comunione ecclesiale”.

Beatificazione Itala Mela: card. Amato, “il mondo ha bisogno di laici santi, che fecondano la società”

Sat, 2017-06-10 15:31

“La società ha bisogno della santità laicale in ogni settore della sua molteplice realtà: nell’educazione, nella famiglia, nella comunicazione sociale, nell’economia, nello sport, nel mondo del lavoro, nella politica”. Lo ha affermato questa mattina il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presiedendo a La Spezia il rito di beatificazione di Itala Mela. Per il cardinale, “la Beata Itala Mela ci lancia un appello”. “La chiamata universale alla santità vale anche per i fedeli laici, che – ha spiegato il prefetto – se vivono con autenticità il loro battesimo, possono diventare i protagonisti della nuova evangelizzazione”. Nell’omelia, il card. Amato ha ricordato che “dopo il passaggio dal tenace ateismo adolescenziale a un abbandono incondizionato e perseverante a Dio, Itala affrontò l’ascesa al monte della santità superando ogni ostacolo psicologico e spirituale”. “La consapevolezza dell’inabitazione della Trinità nella sua anima – ha aggiunto il prefetto – la spinse non solo a fare i voti classici di povertà, castità e obbedienza, ma anche quelli di vita eremitica e di totale abbandono alla divina provvidenza”. “Oltre alla preghiera e al consiglio – ha continuato – Itala, nonostante le sue non floride condizioni economiche, era generosa nella beneficenza”. “Nella Beata Itala Mela, la Chiesa lascia un messaggio di fiducia nella possibilità del laicato non solo di vivere in pieno la santità cristiana, ma anche di essere artefice e protagonista del rinnovamento culturale e spirituale della società”, ha concluso il card. Amato, osservando che “il mondo ha bisogno di laici santi, che fecondano la società con i frutti preziosi della bontà, della fraternità e della carità”.

Rom: Cosenza, oggi pomeriggio e domani incontri su “Ghetto Italia. La segregazione abitativa in Calabria”

Sat, 2017-06-10 15:05

Sarà “Ghetto Italia. La segregazione abitativa in Calabria: analisi, esperienze e proposte” il tema degli incontri che si svolgeranno nel pomeriggio di oggi, sabato 10 giugno (dalle 16), e domani (dalle 9.30) presso la parrocchia San Nicola di Cosenza nella seconda tappa di LabRom, “uno spazio informale di conoscenza, incontro e confronto tra soggetti che a vario titolo si occupano della ‘questione rom’ e delle questioni sociali che riguardano anche, ma non soltanto, i rom”. Promotori dell’iniziativa sono l’ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, l’associazione Circolo culturale Popilia di Cosenza, l’associazione Moci (Movimento cooperazione internazionale) di Cosenza, l’associazione 21 luglio onlus, la Fondazione Romanì-Delegazione Calabria. “Il metodo utilizzato – si legge in una nota – è prettamente laboratoriale e consentirà di passare dal dialogo alla redazione di vere e proprie strategie inclusive”. “LabRom – prosegue la nota – nasce dall’esigenza di mettere in rete le conoscenze e le pratiche che ognuno ha sperimentato nei propri territori, valorizzandole in un processo di scambio e apprendimento reciproco”. Verrà affrontato il tema della ghettizzazione della popolazione rom in Italia e quali sono le prospettive per “l’uscita dal ghetto”. Nel corso della due giorni sarà visitabile la mostra fotografica “Ruspe contro violini”, relativa allo sgombero della comunità rom rumena avvenuto a Cosenza nel 2015.

Fine vita: Chendi (Santa Sede), “cultura odierna desacralizza il dolore”

Sat, 2017-06-10 14:35

Il rischio che la medicina affidi “alla tecnologia la risoluzione dei problemi, senza considerare con altrettanta attenzione i bisogni e le attese complessive della persona” può presentarsi anche “per l’ultimo tratto della vita umana, incalzati anche dal recente dibattito politico-legislativo in materie che afferiscono complessivamente al cosiddetto fine vita”. Lo ha denunciato padre Augusto Chendi, sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, intervenendo oggi alla prima conferenza “Generare-Vivere-Morire” organizzata a Bolzano dalla diocesi di Bolzano-Bressanone in collaborazione con il Dicastero vaticano. “La cultura odierna, che in diversi modi ha operato la desacralizzazione del dolore e della sofferenza, è accompagnata spesso dal rifiuto della malattia e dalla rivendicazione del cosiddetto ‘diritto alla salute’”, ha sottolineato padre Chendi ricordando che temi quali, ad esempio, il rapporto medico-paziente in vista del consenso informato, l’eutanasia e l’accanimento terapeutico, la sedazione palliativa profonda in fase terminale, l’idratazione e la nutrizione artificiali sono tutti “problemi che interpellano la coscienza del mondo scientifico come della comunità dei credenti per interpretare in modo non scontato o meccanicistico l’essere per l’altro, anche e soprattutto nell’ultimo tratto di vita della persona, accompagnandola lungo i tortuosi sentieri del soffrire”.

Fine vita: Bernardo, “cure palliative alternativa a eutanasia e abbandono del malato”

Sat, 2017-06-10 14:32

“All’accanimento terapeutico, all’abbandono del malato per il quale ‘non c’è più nulla da fare’, alla scorciatoia dell’uscita di scena attraverso l’eutanasia o il suicidio assistito”, esiste “una alternativa”: le cure palliative. A ricordarlo è stato Massimo Bernardo, responsabile dell’Hospice cure palliative dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, per il quale l’aggettivo “palliativo” non va associato a “qualcosa di poco efficace, ad un’idea di sconfitta e di morte”. Al contrario, ha spiegato, “il compito delle cure palliative è quello di sostenere i malati nella parte più critica del loro percorso di vita che spesso ha inizio con la diagnosi di una malattia inguaribile”. Intervenendo alla conferenza “Generare, vivere, morire” organizzata dalla diocesi di Bolzano-Bressanone con il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, la città di Bolzano e l’associazione culturale ScienzaSaluteSocietà per riflettere sui temi del “fine vita” a partire dai contenuti della Nuova carta degli operatori sanitari, Bernardo ha ricordato che “oltre alla competenza tecnica, è necessaria la capacità di gestire i problemi psicologici, sociali, etici e spirituali del malato e della sua famiglia per poter restituire un significato ed una dignità alla vita”. La sfida per il futuro, ha concluso, è quella di riuscire “a garantire a tutti il diritto ad avere delle cure attente, rispettose e capaci di alleviare la sofferenza poiché è la capacità di essere al servizio della vita e della dignità della persona malata a misurare il vero progresso della medicina e il livello di civiltà della società”.

Fine vita: don Viviani (Verona), “con morfina culturale si cerca di ignorare la morte”

Sat, 2017-06-10 14:30

Nel mondo di oggi si cerca di ignorare la morte utilizzando la “morfina culturale”. Lo ha sottolineato don Maurizio Viviani, delegato episcopale per la pastorale studentesca e universitaria di Verona, per il quale “il flusso torrentizio d’immagini che ci raggiungono ogni giorno ci ha abituato alla morte, ma non al morire, anestetizzando il senso che va attribuito alla vita umana e al suo dignitoso compiersi”. Nel suo intervento alla conferenza “Generare, vivere, morire”, don Viviani ha puntato il dito contro il “pensiero dominante” che “sta cercando di imporre il diritto di morire come meglio si crede, anche deridendo la morte o banalizzandola” e “sta rimuovendo il diritto di vivere la morte, nostra e delle persone che amiamo, umanamente e con dignità”. Il convegno, organizzato dalla diocesi di Bolzano-Bressanone con il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, la città di Bolzano e l’associazione culturale ScienzaSaluteSocietà, ha riunito medici, esperti di diritto ed esponenti della comunità ecclesiale per riflettere sulla Nuova Carta per gli operatori sanitari. Quanto alla proposta di una legge che regolamenti la fase terminale della vita, Elsa Vesco, presidente del Tribunale ordinario di Bolzano, ha espresso “l’auspicio di scelte razionali, improntate ad equilibrio e fiducia, di una buona tecnica e qualità legislativa, chiarezza della disciplina e delle regole, prevenzione di lacune che prestino il fianco ad interpretazioni discordanti con conseguenze irreversibili per il paziente, il medico e il personale sanitario, certezza del diritto, al fine di dare attuazione concreta ai valori fondamentali della dignità e del rispetto della persona ed al principio di uguaglianza”.

Vescovi sardi: in vista del G7 sui trasporti, “venga riconosciuta una vera continuità territoriale”

Sat, 2017-06-10 14:10

“La Sardegna ha il diritto di accedere alle deroghe agli aiuti di Stato e alle compensazioni fiscali perché un cittadino sardo non potrà mai essere – sul fronte trasporti – uguale a un cittadino italiano ed europeo”. È quanto scrivono i vescovi della Conferenza Episcopale sarda in una nota sul problema trasporti in Sardegna diffusa in vista del G7 sui trasporti che si terrà a Cagliari i prossimi 21-22 giugno. Rispetto ad “alcuni dei più vistosi e preoccupanti problemi che investono la nostra Isola in questo delicato e determinante settore”, i vescovi offrono una propria riflessione “perché possano trovare risposte adeguate nell’importante summit”. “La Sardegna è il territorio insulare europeo geograficamente più isolato rispetto al continente; ha un mercato interno molto ridotto (un milione e 680mila residenti) e disperso (68 abitanti per chilometro quadrato)”, rilevano, aggiungendo che “l’insularità determina non solo un incremento dei costi, ma crea anche discontinuità, ritardi e debolezza nelle connessioni e nei processi di diffusione spaziale dello sviluppo”. Richiamando alcuni dati, i vescovi ricostruiscono la situazione dell’infrastrutturazione ferroviaria, stradale e aeroportuale, in tutti i settori la peggiore del Mezzogiorno. “Una delle nostre rivendicazioni, ormai ventennali, è il riconoscimento di una vera continuità territoriale a Roma come a Bruxelles”, scrivono i vescovi. “Al Governo si chiede di farsi primo portavoce a Bruxelles per definire adeguate norme di attuazione dell’articolo 74 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue), proprio in quanto regione insulare e periferica”.

Gioco d’Azzardo: mons. Feroci (Caritas Roma), l’approvazione del regolamento “mette un freno allo sciacallaggio ai danni dei poveri”

Sat, 2017-06-10 14:00

“Un provvedimento importante, in cui la dignità della persona viene posta prima di ogni profitto, che mette un freno allo sciacallaggio ai danni dei poveri, che limita il potere delle lobby e riduce lo spazio in cui spesso opera la criminalità”. Così mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, esprime soddisfazione a nome dell’organismo ecclesiale per l’approvazione del Consiglio comunale di Roma della delibera n. 34/2016 inerente al “Regolamento per le Sale Gioco e giochi leciti”. “Un’iniziativa ancor più preziosa – prosegue – perché presentata dalla maggioranza e approvata da tutte le forze politiche presenti in assemblea capitolina con il coinvolgimento, nella fase preparatoria, anche di molte realtà sociali impegnate al contrasto del gioco d’azzardo, tra le quali la Caritas di Roma”. “Le famiglie, soprattutto quelle povere e meno istruite, sono state soggiogate da un’offerta di azzardo senza regole e senza limiti, da una pubblicità pericolosa a cui prestano l’immagine anche campioni sportivi e artisti, da uno Stato che pensa solo a far cassa ignorando le gravi conseguenze”, la denuncia di Feroci: “Nei nostri centri di ascolto arrivano genitori disperati per la patologia che ha coinvolto ragazzi anche minorenni; figli che ci chiedono aiuto per genitori anziani che hanno dilapidato tutti i loro risparmi; coniugi che scoprono di essere indebitati a loro insaputa”.

“Mentre vediamo crescere la sensibilità di numerose Regioni e amministrazioni locali – continua il direttore della Caritas – allo stesso tempo siamo molto preoccupati per la proposta fatta dal Governo per una nuova regolazione del gioco d’azzardo in concessione statale, che dovrebbe passare il vaglio della conferenza unificata Stato Regioni”. A tal proposito, spiega monsignor Feroci, “ogni intervento nel settore dell’azzardo deve mirare a ridurre non solo l’offerta ma anche il consumo di gioco d’azzardo. La pubblicità al gioco d’azzardo va, quindi, rapidamente estinta in maniera assoluta con l’impegno a discutere in Parlamento e approvare i progetti di legge presentati in tal senso alle due Camere da oltre 200 parlamentari”.

 

Missione: Sacrofano, si chiude oggi il convegno dei Centri diocesani. “Ideare percorsi più creativi e accessibili, concreti e dal respiro globale”

Sat, 2017-06-10 13:45

Si conclude nella mattinata di oggi, sabato 10 giugno, a Sacrofano (Rm), il 9° Convegno nazionale dei direttori e delle equipe dei Centri missionari diocesani promosso dalla fondazione Missio sul tema “Sognate anche voi questa Chiesa”. “Gli oltre 200 partecipanti – si legge in una nota – lasciano oggi la Fraterna Domus con un impegno: quello di ideare percorsi di missione sempre più creativi e accessibili, concreti e dal respiro globale. A partire dalle singole realtà parrocchiali e diocesane”. “L’appuntamento più atteso è stato ieri con i lavori di gruppo: un vero e proprio brain storming missionario durato diverse ore, che ha visto impegnati i partecipanti nell’analisi di sei temi, con relative piste d’azione”, prosegue la nota, evidenziando che “i temi spaziavano da quello del ‘primo annuncio e nuove proposte per l’animazione e cooperazione missionaria’ alla progettazione dei nuovi compiti dei Cmd, da quello della ‘vocazione missionaria’ al tema della pastorale missionaria”. Da uno dei laboratori è emersa la necessità di “superare la settorialità, di offrire alla gente il contributo dei missionari rientrati come testimonianza nella pastorale ordinaria”. “Si sente una grande voglia di superare lo stallo dell’azione missionaria, di capire come fare per accogliere meglio le persone, incontrare i poveri nelle periferie”, conclude la nota, rilevando che “la missione è lontana ma anche vicinissima, basta aprire le porte e gli occhi”.

Papa al Quirinale: card. Bassetti (Cei), “un mandato per la Chiesa italiana”

Sat, 2017-06-10 13:26

“Dopo aver partecipato a questo incontro, mi sarebbe difficile immaginare un battesimo migliore con cui iniziare il servizio affidatomi come Presidente della Conferenza episcopale italiana”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, commenta a caldo la visita ufficiale di Papa Francesco al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Sono rimasto colpito dalla simmetria e complementarietà dei due discorsi – continua – a riprova di quanto, nella giusta distinzione delle rispettive competenze, ci sia uno spazio enorme di collaborazione cordiale e proficua per il bene del Paese”. In particolare, aggiunge, “la fiducia e la stima che il Presidente della Repubblica ha espresso nei confronti della Chiesa italiana ci porta a continuare con rinnovato impegno la vicinanza delle nostre comunità cristiane alle famiglie, a chi cerca lavoro, a quanti sono stati provati dal terremoto, agli immigrati”. “Faccio mio lo sguardo con cui Papa Francesco ha invitato a trasformare le difficoltà in occasione di crescita e, quindi, di nuove opportunità”, conclude il cardinale presidente: “Per questo conto molto sul cammino con i Vescovi italiani: nelle prossime settimane inizierò a mettere a punto un’agenda condivisa, nella convinzione che soltanto insieme riusciremo a vivere davvero, secondo le parole del Santo Padre, le gioie e i dolori della nostra gente, cercando di alleviarne le sofferenze, di rafforzare il legame sociale, di aiutare tutti a costruire il bene comune”.

Vita consacrata: p. Fernandez Hernandez (Identes), sì al rinnovamento ma “non rompere mai la continuità”

Sat, 2017-06-10 13:14

“La vita consacrata è sempre nuova. Questo significa che viviamo un rinnovamento alla luce del Vangelo. Le istituzioni classiche, però, sono un grande riferimento e dobbiamo imparare da loro. Mai rompere la continuità, che è il filo conduttore dello Spirito Santo”. Lo ha detto padre Jesus Fernandez Hernandez, presidente di Identes, istituto di vita consacrata di diritto pontificio riconosciuto da Benedetto XVI nel 2009 e fondato a Tenerife nel ’59 da Fernando Rielo Pardal. P. Fernandez Hernandez è intervenuto al quarto incontro mondiale delle nuove forme di vita consacrata sul tema: “Aprendo cammini”. L’iniziativa si è conclusa questa mattina a Roma e ha coinvolto circa quaranta istituzioni, enti e associazioni di nuove forme di vita consacrata di 25 Paesi. Tra loro, l’Istituto “Id” di Cristo Redentore, missionarie e missionari Identes, uno dei sei già riconosciuti dalla Santa Sede. “Identes viene da andate e predicate il Vangelo – ha spiegato Fernandez Hernandez -. Noi siamo missionari crocifissi, il nostro fondatore diceva che un giorno senza la croce, senza una difficoltà, senza un problema è un giorno morto. La nostra missione è risolvere ogni problema alla luce del Vangelo. Ci si unisce perché si trovano fratelli e sorelle con la stessa spiritualità. Lo spirito è quello di servire la Chiesa”.

Vita consacrata: mons. Arenas (Santa Sede), “nuove forme per rispondere alle sfide che ci presenta la società”

Sat, 2017-06-10 13:08

“Nella vita consacrata è necessario che ci siano anche delle novità, perché dobbiamo rispondere a nuove sfide che ci presenta la società”. Lo ha detto al Sir mons. José Octavio Ruiz Arenas, segretario del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che è intervenuto al quarto incontro mondiale delle nuove forme di vita consacrata sul tema “Aprendo cammini” conclusosi questa mattina a Roma. “Non dobbiamo aver paura di cercare queste nuove forme, altrimenti rischiamo di restare chiusi in certe strutture senza renderci conto che il mondo di oggi ci chiede una risposta che sia aggiornata, che possa capire i nuovi linguaggi e che conosca le sfide che presenta la società odierna. Le nuove forme di vita religiosa – ha aggiunto – devono essere impegnate nella nuova evangelizzazione. Quest’ultima, però, più che una novità nelle strategie di comunicazione comporta una risposta segnata da un profondo spirito missionario”.

Vescovi sardi: trasporti, Tribunali ecclesiastici, Idsc, catechesi e giovani al centro dell’ultima riunione

Sat, 2017-06-10 13:03

Adempimenti relativi all’istituzione dei due Tribunali Ecclesiastici interdiocesani, trasporti in Sardegna, indagine sulla catechesi in Sardegna, possibili accorpamenti degli Istituti diocesani per il Sostentamento del clero, attività e prospettive pastorali per la Regione Ecclesiastica. Sono i temi al centro della riunione della Conferenza episcopale sarda (Ces), radunatasi a Donigala Fenughedu il 6 giugno. In una nota diffusa oggi a firma del segretario della Ces, mons. Sebastiano Sanguinetti, si sottolinea come i vescovi sardi, in vista del G7 sui trasporti che si terrà a Cagliari i prossimi 21-22 giugno, hanno rilevato come “i ritardi e le inadeguatezza collocano la Sardegna quale fanalino di coda anche rispetto a tutte le regioni del Sud Italia, con in più l’handicap dell’insularità”. Per quanto riguarda i Tribunali Ecclesiastici, si ricorda che ogni diocesi ha un proprio Tribunale diocesano per i così detti “processi più brevi”, presieduto dal vescovo, mentre per il processo ordinario sono stati istituiti due Tribunali Interdiocesani: quello per le diocesi di Cagliari, Sassari, Oristano, Iglesias, Ales-Terralba, Ozieri e Tempio-Ampurias e quello di Nuoro-Lanusei. “Contestualmente – si legge nella nota – viene anche istituito il Tribunale Regionale di Appello, per la seconda istanza. Come tribunale d’appello rimane sempre anche la Rota Romana”. Rispretto ai possibili accorpamenti degli Istituti diocesani per il Sostentamento del clero (Idsc), “anche la Sardegna ha avviato una riflessione nel merito, che vedrà i primi risultati all’inizio del prossimo autunno. Sono in campo due ipotesi: tre Istituti delle rispettive metropolie (Cagliari, Oristano Sassari), o libere fusioni tra le diocesi viciniori”. Ai vescovi sono stati presentati in anteprima i risultati dell’indagine su “Attori, strutture e culture della Catechesi nelle diocesi della Sardegna”, curata da Luca Diotallevi. Infine, l’attenzione si è soffermata sulla Pastorale giovanile, in vista del Sinodo dei Vescovi sui giovani. “È un’occasione che la Sardegna e le diocesi sarde non intendono perdere”, conclude la nota evidenziando che “si tratta di adeguare atteggiamenti, contenuti, metodo e linguaggio. Nella consapevolezza che i giovani vanno innanzitutto ascoltati, capiti, amati e accompagnati”.

Basilicata: sabato 17 giugno a Matera la Festa regionale dei giovani

Sat, 2017-06-10 13:03

Per meglio avvicinarsi al Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, indetto da Papa Francesco per l’ottobre 2018, il Servizio per la pastorale giovanile di Basilicata ha organizzato “La Festa regionale dei giovani” prevista per sabato 17 giugno, in piazza Vittorio Veneto di Matera dalle ore 17 alle 23. Tra festa e testimonianze di vita, i vescovi lucani, insieme ai giovani provenienti da tutta le regione, daranno vita ad una festa che vuole essere incontro, riflessione e manifestazione di gioia.
“Amazing Life” è l’evento conclusivo del cammino di riflessione che i giovani delle sei diocesi lucane hanno vissuto a partire dal tema della Giornata mondiale della gioventù “Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente”. “Lo sguardo dell’uomo sul creato genera l’arte, la musica, lo sport e la poesia provocando sentimenti di stupore e meraviglia in particolare nei giovani che sono condotti a riconoscere, attraverso la fede, Dio artefice della vita e così testimoniarlo nel quotidiano con la gioia”, si legge in una nota. Il programma prevede alle ore 17 festa in piazza a cura dei movimenti e associazioni giovanili cattoliche e alle ore 20.30 concerto con la presenza di artisti internazionali affiancati dai giovani che hanno partecipato al concorso indetto dalla Pastorale giovanile dal titolo “Meraviglioso sei”.

Papa Francesco: ai 200 bambini terremotati al Quirinale, “andiamo avanti con coraggio. Sempre su!”

Sat, 2017-06-10 12:37

“Cari ragazzi e ragazze, grazie tanto di essere qui, grazie tanto del vostro canto e del vostro coraggio”. Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha salutato i 20o bambini delle zone terremotate del Centro Italia, che lo hanno atteso nei giardini del Quirinale mentre teneva il suo discorso, insieme al presidente Sergio Mattarella, nel Salone dei Corazzieri. “Andiamo avanti con coraggio!”, ha esclamato sempre a braccio Francesco: “Sempre su, sempre su!”. “È un’arte, quella di salire sempre”, ha spiegato: “È vero che nella vita ci sono difficoltà, voi avete sofferto tanto col terremoto, ma mi viene in mente quella bella canzone degli alpini che dice: nell’arte di salire il successo non sta nel non cadere, ma nel non rimanere caduto”. “Sempre su, sempre quella parola: Alzati!”, l’invito finale prima di congedarsi dai suoi piccoli ospiti e di salire di nuovo sulla Ford Focus blu per fare rientro in Vaticano.

Sport e disabilità: Special Olympics, dal 12 giugno a La Spezia i Giochi nazionali estivi “Games for Inclusion”

Sat, 2017-06-10 12:37

La Spezia è pronta ad accogliere, per il secondo appuntamento dei Giochi nazionali estivi Special Olympics 2017 (11-15 giugno) circa 1000 atleti provenienti da 15 regioni italiane, 73 Team Special Olympics presenti sul territorio nazionale e 7 delegazioni straniere da Romania, Malta, Spagna, Andorra, Svizzera, Gibilterra e Repubblica di San Marino. Sono 5 le discipline sportive in gara: basket, calcio, badminton, ginnastica artistica e ritmica. “Games for Inclusion”, i Giochi nazionali estivi, giunti alla XXXIII edizione, mettono in evidenza il potere dello sport come strumento in grado di generare inclusione. In tutte le discipline sportive sono previste gare di sport unificato attraverso il quale atleti con e senza disabilità intellettive giocano insieme nella stessa squadra. Attraverso un progetto di formazione e sensibilizzazione, realizzato in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale e l’Ufficio educazione fisica e sportiva, sono coinvolti nell’evento 800 giovani volontari delle scuole secondarie. Cerimonia di apertura il 12 giugno alle 20.30 in piazza Europa. Lo stesso giorno, prima delle gare ufficiali sono previsti i preliminari al fine di testare le capacità di ogni atleta e formare batterie di pari livello di abilità.Mercoledì 14 giugno dalle 15 alle 17 sarà presente il ministro dello Sport Luca Lotti. Parallelamente alle gare si svolgono i programmi sportivi non competitivi dello Yap (Young Athletes Program), programma innovativo di gioco e attività motoria per bambini fino agli 8 anni d’età e Matp (Motor Activity Training Program) programma di allenamento studiato per bambini ed adulti con disabilità intellettive gravi e gravissime e disabilità fisiche e/o sensoriali con associata una disabilità intellettiva. Durante i Giochi gli atleti hanno inoltre la possibilità di sottoporsi ad esami medici gratuiti nell’ambito del Programma Salute promosso da Special Olympics. I Giochi nazionali estivi 2017 hanno preso il via dal 10 al 14 maggio scorso a Terni e Narni  e si concluderanno, dopo La Spezia, a Biella dal 3 all’8 luglio.

Papa Francesco: al Quirinale, grazie all’Italia per Giubileo. Cristianesimo “miglior alleato” per crescita del Paese

Sat, 2017-06-10 12:10

“L’Italia ha il singolare onere ed onore di avere, nel proprio ambito, la sede del governo universale della Chiesa Cattolica”. Lo ha fatto notare il Papa, nella parte finale del suo discorso al Quirinale. “È evidente che, nonostante le garanzie offerte con il Trattato del 1929, la missione del Successore di Pietro non sarebbe facilitata senza la cordiale e generosa disponibilità e collaborazione dello Stato italiano”, ha proseguito Francesco: “Se ne è potuta avere una ulteriore dimostrazione nel corso del recente Giubileo straordinario, che ha visto tanti fedeli venire a Roma, presso le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo, nello spirito della riconciliazione e della misericordia”. “Nonostante l’insicurezza dei tempi che stiamo vivendo, le celebrazioni giubilari hanno potuto svolgersi in maniera tranquilla e con grande vantaggio spirituale”, l’omaggio del Papa: “Del grande impegno assicurato dall’Italia al riguardo la Santa Sede è pienamente consapevole e sentitamente grata”. “Sono certo che, se l’Italia saprà avvalersi di tutte le sue risorse spirituali e materiali in spirito di collaborazione tra le sue diverse componenti civili, troverà la via giusta per un ordinato sviluppo e per governare nel modo più appropriato i fenomeni e le problematiche che le stanno di fronte”, ha detto Francesco rivolgendosi direttamente al presidente Mattarella. “La Santa Sede, la Chiesa Cattolica e le sue istituzioni assicurano, nella distinzione dei ruoli e delle responsabilità, la loro fattiva collaborazione in vista del bene comune”, ha garantito. “Nella Chiesa cattolica e nei principi del cristianesimo, di cui è plasmata la sua ricca e millenaria storia, l’Italia troverà sempre il migliore alleato per la crescita della società, per la sua concordia e per il suo vero progresso”, ha concluso: “Che Dio benedica e protegga l’Italia!”.

Papa Francesco: al Quirinale, “Chiesa in Italia realtà vitale”. “Eccellente” la “collaborazione tra Chiesa e Stato” grazie a “laicità positiva”

Sat, 2017-06-10 12:07

“La Chiesa in Italia è una realtà vitale, fortemente unita all’anima del Paese, al sentire della sua popolazione”. È l’attestazione di stima del Papa, contenuta nel discorso al Quirinale. “Ne vive le gioie e i dolori, e cerca, secondo le sue possibilità, di alleviarne le sofferenze, di rafforzare il legame sociale, di aiutare tutti a costruire il bene comune”, ha sottolineato Francesco, secondo il quale “anche in questo, la Chiesa si ispira all’insegnamento della Costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II, che auspica la collaborazione tra comunità ecclesiale e comunità politica in quanto sono, entrambe, a servizio delle stesse persone umane”. Un insegnamento, questo, “che è stato consacrato, nella revisione del Concordato del 1984, nell’articolo primo dell’Accordo, dove è formulato l’impegno di Stato e Chiesa ‘alla reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo e il bene del Paese”. “Questo impegno, col richiamo al principio della distinzione fissato nell’art. 7 della Costituzione – ha detto il Papa – esprime e ha promosso al tempo stesso una peculiare forma di laicità, non ostile e conflittuale, ma amichevole e collaborativa, seppure nella rigorosa distinzione delle competenze proprie delle istituzioni politiche da un lato e di quelle religiose dall’altro. “Una laicità che il mio predecessore Benedetto XVI definì ‘positiva’”. “E non si può fare a meno di osservare come, grazie ad essa, sia eccellente lo stato dei rapporti nella collaborazione tra Chiesa e Stato in Italia, con vantaggio per i singoli e l’intera comunità nazionale”, il tributo di Francesco.

Papa Francesco: al Quirinale, lavoro e famiglia “due pilastri”. “Rafforzare i legami tra la gente e le istituzioni”

Sat, 2017-06-10 12:05

“Il lavoro stabile, insieme a una politica fattivamente impegnata in favore della famiglia, primo e principale luogo in cui si forma la persona-in-relazione, sono le condizioni dell’autentico sviluppo sostenibile e di una crescita armoniosa della società”. Ne è convinto il Papa, che nel discorso al Quirinale ha affermato che lavoro e famiglia “sono due pilastri che danno sostegno alla casa comune e che la irrobustiscono per affrontare il futuro con spirito non rassegnato e timoroso, ma creativo e fiducioso”. “Le nuove generazioni hanno il diritto di poter camminare verso mete importanti e alla portata del loro destino, in modo che, spinti da nobili ideali, trovino la forza e il coraggio di compiere a loro volta i sacrifici necessari per giungere al traguardo, per costruire un avvenire degno dell’uomo, nelle relazioni, nel lavoro, nella famiglia e nella società”, la ricetta di Francesco. Poi l’appello: “Da tutti coloro che hanno responsabilità in campo politico e amministrativo ci si attende un paziente e umile lavoro per il bene comune, che cerchi di rafforzare i legami tra la gente e le istituzioni, perché da questa tenace tessitura e da questo impegno corale si sviluppa la vera democrazia e si avviano a soluzione questioni che, a causa della loro complessità, nessuno può pretendere di risolvere da solo”.

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