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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 3 hours 26 min ago

Notizie Sir del giorno: prolusione del card. Bassetti, Papa lancerà campagna Caritas su migranti, elezioni in Germania

Mon, 2017-09-25 19:30

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, cattolici in politica per “rammendare il tessuto sociale dell’Italia”

“A noi interessa che l’Italia diventi un Paese migliore. Bisogna perciò avere la forza, il coraggio e le idee per rimettere a tema l’Italia nella sua interezza: con la sua storia, il suo carattere, la sua vocazione”. Si è conclusa con questo auspicio la prima prolusione del card. Gualtiero Bassetti da presidente della Cei, in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente, oggi pomeriggio a Roma. (clicca qui)

Papa Francesco: il 27 settembre lancerà campagna Caritas “Share the journey”, condividere il viaggio con i migranti

Papa Francesco lancerà il 27 settembre a piazza San Pietro la campagna di Caritas internationalis “Share the journey” (“Condividiamo il viaggio”). La campagna durerà due anni ed è la risposta della Caritas all’appello del Papa, che chiede di promuovere “la cultura dell’incontro” sia nelle comunità di origine dei migranti, sia in quelle in cui transitano o in cui scelgono di restare. (clicca qui)

Germania: Vesper (ZdK), “non si possono ancora prevedere le reali conseguenze delle elezioni”. Giovani di Bdkj appello ad affrontare “in modo argomentato le posizioni politiche e l’odio della destra”

“Non si possono ancora prevedere le reali conseguenze delle elezioni” commenta al Sir il segretario generale del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK), Stefan Vesper, “ma non è per fortuna una catastrofe. Angela Merkel continuerà a governare con i liberali dell’Fdp e i Verdi”. Vesper sottolinea un “dato molto importante” emerso da una indagine sugli elettori del partito di destra, che ha raccolto quasi il 13% dei consensi sul piano nazionale: solo il 31% degli elettori dell’AfD si sono “dichiarati d’accordo con gli obiettivi del partito”, mentre il 60% ha dichiarato di voler lanciare un segnale ai grandi partiti nel senso di “ascoltare maggiormente la gente”. (clicca qui)

Repubblica Centrafricana: card. Nzapalainga (Bangui), “vogliamo essere un Paese civile”

“Non vogliamo che la Repubblica Centrafricana diventi il ventre molle dell’Africa dove arrivano tutti i banditi. Noi vogliamo essere un Paese civile”. Lo dice in una intervista al Sir il cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, nonostante nella Repubblica Centrafricana la violenza non sia ancora cessata, nemmeno dopo la firma degli accordi di pace a giugno. (clicca qui)

Pellegrinaggio Lourdes: Diella (presidente Unitalsi), “siamo contenti”. Dividerlo “in due puntate è un’esperienza positiva”

(dall’inviato a Lourdes) – “Siamo contenti. L’esperienza che abbiamo fatto in questi giorni è stata positiva e tutti l’hanno vissuta in modo sereno”. Così il presidente nazionale dell’Unitalsi, Antonio Diella, commenta al Sir la prima parte del pellegrinaggio nazionale a Lourdes che si conclude nella giornata odierna. Secondo il presidente, quella vissuta in questi giorni “è stata un’esperienza molto bella e anche curata nei momenti liturgici”. (clicca qui)

Vescovi umbri: mons. Boccardo (Spoleto), il 20° del sisma del 1997 “sia incentivo per il tempo della ricostruzione che si apre dinanzi a noi”

I vescovi dell’Umbria fanno memoria dei vent’anni (26 settembre 1997) del terremoto che sconvolse la regione e le vicine Marche. “Le catastrofi naturali – afferma mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Ceu -, e il pensiero va necessariamente alla gente della Valnerina ferita dal terremoto dell’autunno 2016, rendono gli uomini pensosi. Perché un sisma lascia un segno profondo nelle persone; la ferita con il tempo si rimargina, ma le cicatrici restano e la vita non è più quella di prima”. (clicca qui)

G7: vescovi Piemonte e Valle d’Aosta, “porre attenzione al grido dei più poveri e della nostra madre terra”

“L’augurio” di svolgere “serenamente gli incontri in programma a vantaggio di tutto l’uomo e di tutti gli uomini, ponendo attenzione non solo agli interessi produttivi, commerciali ed economici, ma anche al grido dei più poveri e della nostra madre terra”. È quello che rivolgono i vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta ai ministri dell’Economia e del Lavoro, partecipanti al G7 alla Reggia di Venaria, in un messaggio firmato da mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e presidente della Conferenza episcopale del Piemonte e della Valle d’Aosta. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 25 settembre. La prolusione del card. Bassetti, l’anniversario del terremoto in Umbria, il voto in Germania

Mon, 2017-09-25 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla prolusione del cardinale presidente Gualtiero Bassetti al Consiglio permanente della Cei riunito a Roma. L’editoriale è a firma del direttore, Marco Tarquinio. La fotocronaca è per il ventesimo anniversario del sisma che colpì l’Umbria e danneggiò la basilica di Assisi, mentre altre zone della Regione oggi soffrono per il sisma dello scorso anno. A centro pagina, un ampio titolo riferisce del post-voto in Germania, con approfondimenti sulla frenata di Angela Merkel e la crescita dell’ultradestra. Scrive Giorgio Ferrari: “La Germania ha perduto più di un primato. E non soltanto per l’imbarazzante ingresso al Bundestag – per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale – di oltre novanta deputati appartenenti alla formazione dell’estrema destra xenofoba Alternative für Deutschland (Afd), né per il drastico risultato della Spd. Il primato perduto davvero significativo è piuttosto quello della peculiarità germanica, quella cioè che nei lunghi anni dell’inarrestabile crescita del Paese dapprima diviso e poi riunificato associava la forza rassicurante di una stabilità politica davvero invidiabile. Il verdetto delle urne ci consegna viceversa una Camera alta dove il partito di maggioranza relativa, la Cdu-Csu di Angela Merkel perde l’8,5% dei consensi, dove i liberali del Fdp si riaffacciano con un 10,7% alla ribalta della politica e dove i Verdi guadagnano l’8,9%, ma dove Afd ha raccolto quasi il 13% dei voti”. Tra i “temi di Avvenire”, un’analisi dell’economista Leonardo Becchetti: “Arrivano due buone notizie per l’Italia: le previsioni di crescita per quest’anno si attestano all’1,5% e il rapporto debito/Pil comincia lentamente a scendere. L’imperativo è trasformare questa debole ripresa in un volano che consenta di guarire le ferite del Paese: la disoccupazione troppo elevata, la precarizzazione e la sottoccupazione, i quasi 5 milioni di persone sotto la soglia di povertà e i più di due milioni di giovani che non lavorano né studiano”. Infine, l’inserto Popotus, il giornale dei bambini, che spiega la crisi coreana con parole semplici.

Diocesi: Ischia, “grazie a card. Sepe e Chiesa di Napoli per colletta a favore dei terremotati”. Raccolti 50mila euro

Mon, 2017-09-25 19:23

“La Chiesa di Ischia, con il suo vescovo, mons. Pietro Lagnese, ringrazia di cuore il card. Crescenzio Sepe e l’intera arcidiocesi di Napoli per la colletta pro terremotati, attivata in tutte le chiese sabato 9 e domenica 10 settembre”. Lo si legge in una nota della diocesi di Ischia, nella quale si precisa che “l’arcidiocesi di Napoli con la suddetta colletta ha offerto alla Caritas diocesana di Ischia la somma di 50mila euro. La diocesi di Ischia è inoltre particolarmente grata per il sostegno che la Caritas partenopea le sta offrendo, affiancandola e accompagnandola nell’opera di primo intervento. Già mercoledì 6 settembre, su invito del nostro vescovo Pietro Lagnese, il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, aveva fatto visita alla nostra Isola recandosi nelle zone terremotate di Casamicciola e Lacco Ameno e incontrando, accanto ai volontari e ai soccorritori, quanti erano stati colpiti negli affetti e avevano perso i beni e la casa, spesso frutto del lavoro di una vita. Era stata quella una prima occasione per ringraziare, attraverso di lui, tutta la Chiesa di Napoli; ringraziamento che si rinnova ora ancora più vivo per la generosità dimostrata”.

Anniversario terremoto in Umbria: Assisi, domani Messa nel ventennale del sisma. Presiede mons. Sorrentino

Mon, 2017-09-25 19:12

Domani in occasione del ventennale del sisma del 1997 che colpì l’Umbria e le Marche la comunità francescana del Sacro Convento di Assisi terrà alle 9, nella basilica inferiore di San Francesco, la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo tadino, mons. Domenico Sorrentino. La Santa Messa sarà introdotta dal saluto del custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti. Saranno presenti tra gli altri i familiari delle vittime del sisma del ’97 e le istituzioni regionali e comunali. “Vuole essere questo un momento di ricordo ma anche di speranza per un Paese che cerca in ogni modo di rinascere”, dichiara il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato. La celebrazione verrà trasmessa in diretta sul sito www.sanfrancesco.org.

Prolusione card. Bassetti: i commenti delle associazioni cattoliche

Mon, 2017-09-25 18:54

“Sono molti i limiti da abbattere o, per dirla con il cardinale Bassetti, ‘gli ambiti da non disertare’ per rilanciare lo sviluppo integrale del Paese. Condividiamo in pieno l’analisi delle priorità che minano la crescita e il benessere dei cittadini: prima su tutte il lavoro, tema essenziale per noi del Mcl e fondamento di una vita dignitosa e chiave di volta per la piena espressione della persona umana. Altre questioni, indicate dal card. Bassetti, costituiscono la strada maestra da percorrere per uscire fuori dalle secche di una crisi morale e valoriale, prima ancora che economica: i giovani, le famiglie e le migrazioni”: Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiani lavoratori (Mcl), commenta così alcuni dei passaggi della prolusione del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, in apertura del Consiglio episcopale permanente.
“Il Movimento per la vita italiano è profondamente grato al presidente della Cei per la lucidità e la chiarezza con cui ha affrontato il tema della presenza politica dei cattolici e quello della difesa della vita. Occorre superare la scissione artificiale prodottasi in tanti cattolici impegnati in politica e recuperare il senso della proposta pienamente umana che ci caratterizza: la lotta contro la crisi antropologica è battaglia di giustizia e l’impegno per la giustizia sociale è antidoto contro ideologie disumane, anti-famigliari e per nulla civili”, sostiene Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano.

Cei: don Maffeis (Ufficio comunicazioni sociali), “prolusione addio? Tema in agenda, verso più collegialità”

Mon, 2017-09-25 18:46

“Il tema” della prolusione del presidente della Cei spostata verso la conclusione “è sul tavolo da diversi anni perché nelle Assemblee generali più volte i vescovi hanno posto il problema: ‘Non varrebbe la pena al posto della prolusione fare una conclusione in modo da raccogliere le voci di tutti’. Sicuramente un cambio di questo tipo aiuta quella collegialità, quel confronto, quella Chiesa sinodale di cui in questo tempo continuiamo a parlare”. Lo ha detto il direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, don Ivan Maffeis, in un’intervista a Tv2000 a margine del Consiglio episcopale permanente, rispondendo alla domanda se la prolusione del card. Bassetti di oggi poteva essere la prima e l’ultima.
“Va detto – ha aggiunto don Maffeis – che la prolusione nasce da un confronto che viene fatto in precedenza con alcuni vescovi, attraverso i rapporti che il presidente ha sul territorio e i contatti personali. Non è dunque una prolusione scritta con una sola mano”. “Non va dimenticato – ha proseguito don Maffeis – lo stile di Papa Francesco. Un Papa che a differenza dei suoi predecessori arriva all’Assemblea generale della Cei e fa lui la prolusione. Eravamo abituati a un Papa che interveniva quasi a conclusione. Dal momento che il Papa dà questa linea, diventa anche questo un’indicazione di cui è impossibile non tenere conto. E poi c’è lo stile con cui il card. Bassetti ha voluto impostare il suo mandato cercando di portare avanti la Chiesa insieme. C’è un presidente che ha il compito di fare sintesi e non di dare direttive. Potrebbe essere uno stile nuovo per la nostra Chiesa ma in fin dei conti è nelle cose”.

Anziani: ed. San Paolo, per la festa dei nonni in uscita il volume “Nonno Francesco. La ricchezza dell’età”

Mon, 2017-09-25 18:38

In occasione della prossima festa dei nonni (2 ottobre) le Edizioni San Paolo pubblicano il volume “Nonno Francesco. La ricchezza dell’età” del giornalista e blogger Andrea Pagnini. Intercalando le proprie riflessioni e memorie sulla vita con la nonna, con gli interventi di Papa Francesco sull’importanza e la presenza dei nonni nella famiglia, Pagnini riflette su quanto queste figure di nonni siano spesso al centro della vita familiare, senza pretendere nulla: aiutano, soccorrono anche economicamente, ma soprattutto sono un riferimento spirituale che ci ricorda come si viveva un tempo, nella nostra epoca, in cui molti valori si stanno perdendo. La figura del nonno e del “papa nonno” si incrociano, diventando insieme un grande invito alla solidarietà familiare, al recupero dei valori umani e cristiani e al continuo rendere grazie per quelle presenze silenziose e attive che sono i nostri “avi”, come lo fu nonna Rosa per Papa Francesco. A quest’ultima si riferisce il cardinale Edoardo Menichelli che firma l’introduzione al volume: “più di una volta il Santo Padre ha parlato dell’anzianità come vocazione, della vecchiaia come ricchezza e dei nonni come uno scrigno che contiene tesori di sapienza e testimonianza della dignità e della bellezza della vita. commovente la confidenza di Papa Francesco: ‘Le parole che mia nonna mi consegnò per iscritto il giorno della mia ordinazione sacerdotale, le portò con me, nel breviario, le leggo spesso e mi fa bene’”.

Disabilità: “La Nostra Famiglia”, oltre 35mila bambini e ragazzi assistiti nel 2016 da quasi 2.500 operatori

Mon, 2017-09-25 18:19

Oltre 35mila bambini e ragazzi assistiti nel 2016 da quasi 2.500 operatori, tra terapisti ed educatori. È questa la sintesi del bilancio presentato questa mattina, a Como, dall’associazione “La Nostra Famiglia”, che dal 1946 si dedica alla cura e alla riabilitazione dei minori con disabilità. Le attività vengono svolte in 28 sedi, presenti in Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Campania. Tra i giovani accolti, anche alcuni di loro in stato vegetativo e con pluriminorazioni o a rischio psicopatologico. L’associazione si occupa anche di ricerca finalizzata alla diagnosi di patologie rare e complesse, alla sperimentazione di nuovi protocolli di intervento riabilitativo e all’innovazione tecnologica in campo bioingegneristico: 98 sono state le ricerche in corso nel 2016, i cui risultati sono stati oggetto di 128 pubblicazioni su riviste indicizzate. “Al di là dei numeri, che comunque sono incoraggianti – sottolinea il presidente, Luisa Minoli -, quello che più ci sta a cuore è la nostra missione, cioè il benessere di ciascun bambino e ragazzo e della sua famiglia, l’accoglienza e il rispetto della vita, la cultura della solidarietà che si esprime nelle sue declinazioni sociali e spirituali, l’attenzione per la persona in un servizio che è espressione di carità”.

Accoltellamento giudici Perugia: card. Bassetti, “profondamente scosso”. “Vicinanza umana e spirituale a questi due servitori dello Stato”

Mon, 2017-09-25 18:00

“Raggiunto dalla notizia dell’accoltellamento dei giudici del Tribunale di Perugia Francesca Altrui e Umberto Rana, il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, card. Gualtiero Bassetti, che si trova a Roma per presiedere il Consiglio permanente della Cei (25-27 settembre), esprime la sua vicinanza umana e spirituale a questi due servitori dello Stato, colpiti nell’adempimento del loro dovere, e alle loro famiglie, augurando agli stessi una pronta guarigione”. Lo si legge in una nota della diocesi perugina. Nel contempo, il porporato condanna fermamente il grave gesto, perché “non c’è alcun motivo al mondo che giustifichi un uomo a compiere un atto estremo come quello di attentare alla vita del suo prossimo”. “Sono profondamente scosso da quanto è accaduto oggi nella mia città e mi affiora alla mente il triste episodio – conclude l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve – di quanto è successo alcuni anni fa a due dipendenti della Regione dell’Umbria uccise nel loro ufficio da un uomo che poi si è tolto la vita”.

Ragazzi: Save the Children, mercoledì s’inaugura un “Punto Luce” ad Ancona

Mon, 2017-09-25 17:42

Si terrà il 27 settembre, alle ore 10, l’inaugurazione del Punto Luce di Save the Children ad Ancona (piazza Pantalucci), realizzato dall’organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro in collaborazione con il Comune e gestito in parternariato con la cooperativa sociale “La Gemma”. Dopo la presentazione del piano delle attività alle scuole del territorio, in occasione della quale gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado avranno la possibilità di sperimentare alcuni laboratori ludico-didattici, alle 12, per il taglio del nastro, è previsto l’intervento della sindaca di Ancona Valeria Mancinelli, dell’assessora alle Politiche sociali Emma Capogrossi e della direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children Raffaela Milano.
Il Punto Luce di Ancona arricchisce la rete nazionale di centri dedicati alla lotta alla povertà educativa che Save the Children ha attivato nell’ambito della campagna “Illuminiamo il Futuro” lanciata a maggio 2014. Nel polo educativo di piazza Pantalucci, bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni potranno usufruire del sostegno allo studio, di attività culturali e sportive, di laboratori di informatica, di invito alla lettura e di educazione alle nuove tecnologie. “I Punti Luce – spiega una nota – sono centri ad alta densità educativa che sorgono in quartieri spesso privi di servizi, nei quali i ragazzi posso usufruire di spazi appositi dove studiare, giocare, frequentare laboratori e corsi che altrimenti sarebbero loro preclusi”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, cattolici in politica per “rammendare il tessuto sociale dell’Italia”

Mon, 2017-09-25 17:27

“A noi interessa che l’Italia diventi un Paese migliore. Bisogna perciò avere la forza, il coraggio e le idee per rimettere a tema l’Italia nella sua interezza: con la sua storia, il suo carattere, la sua vocazione”. Si è conclusa con questo auspicio la prima prolusione del card. Gualtiero Bassetti da presidente della Cei, in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente, oggi pomeriggio a Roma. “L’Italia è un Paese bellissimo, straordinariamente ricco di umanità e paesaggi, ma estremamente fragile: sia nel territorio che nei rapporti socio-politici”, l’analisi. “Ai cattolici – il messaggio – dico che la politica, come scriveva La Pira, non è una cosa brutta, ma una missione: è un impegno di umanità e santità. La politica, come affermava Paolo VI, è una delle più alte forme di carità”. Quanto alle forme dell’impegno dei cattolici in politica, auspicato a più riprese anche da Papa Francesco, Bassetti ha puntualizzato: “Non spetta a me dirlo. Quello che mi preme sottolineare è che il cuore della questione non riguarda le formule organizzative. Il vero problema è come portare in politica, in modo autentico, la cultura del bene comune. Non basta fare proclami. La proclamazione di un valore non ci mette con la coscienza a posto. Bisogna promuovere processi concreti nella realtà”. “Non è auspicabile che, nonostante le diverse sensibilità, i cattolici si dividano in ‘cattolici della morale’ e in ‘cattolici del sociale’”, il monito del presidente della Cei: “Né si può prendersi cura dei migranti e dei poveri per poi dimenticarsi del valore della vita; oppure, al contrario, farsi paladini della cultura della vita e dimenticarsi dei migranti e dei poveri, sviluppando in alcuni casi addirittura un sentimento ostile verso gli stranieri. La dignità della persona umana non è mai calpestabile e deve essere il faro dell’azione sociale e politica dei cattolici”. “I cattolici hanno una responsabilità altissima verso il Paese”, ha concluso: “Dobbiamo, perciò, essere capaci di unire l’Italia e non certo di dividerla. Occorre difendere e valorizzare il sistema-Paese con carità e responsabilità. Perché il futuro del Paese significa anche rammendare il tessuto sociale dell’Italia con prudenza, pazienza e generosità”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, sì a “nuova cittadinanza”, no a “cultura della paura” e xenofobia

Mon, 2017-09-25 17:25

“Il processo di integrazione richiede, innanzitutto, di fronteggiare, da un punto di vista pastorale e culturale, la diffusione di una ‘cultura della paura’ e il riemergere drammatico della xenofobia”. Nella parte finale della prolusione con cui ha aperto, oggi a Roma, il Consiglio episcopale permanente, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha puntualizzato: “Come pastori non possiamo non essere vicini alle paure delle famiglie e del popolo. Tuttavia, enfatizzare e alimentare queste paure, non solo non è in alcun modo un comportamento cristiano, ma potrebbe essere la causa di una fratricida guerra tra i poveri nelle nostre periferie. Un’eventualità che va scongiurata in ogni modo”. “Alla luce del Vangelo e dell’esperienza di umanità della Chiesa”, Bassetti ha inoltre affermato che la costruzione del “processo di integrazione” passa “anche attraverso il riconoscimento di una nuova cittadinanza, che favorisca la promozione della persona umana e la partecipazione alla vita pubblica di quegli uomini e donne che sono nati in Italia, che parlano la nostra lingua e assumono la nostra memoria storica, con i valori che porta con sé”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, accogliere migranti è “primo gesto”, ma serve “responsabilità”. Sì a “corridoi umanitari”

Mon, 2017-09-25 17:23

“Promuovere una pastorale per i migranti significa difendere la cultura della vita in almeno tre modi: denunciando la tratta degli esseri umani e ogni tipo di traffico sulla pelle dei migranti; salvando le vite umane nel deserto, nei campi e nel mare; deplorando i luoghi indecenti dove troppo spesso vengono ammassate queste persone”. Lo ha detto oggi, a Roma, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella sua prima prolusione al Consiglio episcopale permanente. “I corridoi umanitari – nei quali la Chiesa italiana è impegnata in prima persona – sono necessari per dare vita ad una carità concreta che rimane nella legalità”, ha sottolineato menzionando i quattro verbi che Papa Francesco “ha donato alla Chiesa per affrontare la grande sfida delle migrazioni internazionali” – “accogliere, proteggere, promuovere e integrare” – e ricordando che “la Chiesa cattolica si è sempre occupata dell’ospitalità del forestiero e del migrante. E lo ha fatto non certo per un’idea politica o sociale, ma per amore di ogni persona”. “Oggi questa sfida antica si ripropone con tratti nuovi”, la tesi di Bassetti, secondo il quale “lo sguardo profetico di Papa Francesco ha il merito storico di aver tolto i migranti da quella cappa di omertà in cui erano stati confinati dalla globalizzazione dell’indifferenza e di averli messi al centro della nostra attività pastorale”. “Il primato dell’apertura del cuore al migrante ci fa guardare oltre le frontiere italiane”, ha proseguito Bassetti: “Ci invita a intensificare la cooperazione e l’aiuto allo sviluppo al Sud del mondo, per far risorgere tra i giovani la speranza di un futuro degno nella propria patria. È una linea su cui si muove da tempo la Cei, sostenendo numerosi progetti di sviluppo e, recentemente, con la campagna Liberi di partire, liberi di restare”. Se accogliere è “un primo gesto”, c’è però “una responsabilità ulteriore, prolungata nel tempo, con cui misurarsi con prudenza, intelligenza e realismo”, ha precisato il presidente dei vescovi italiani citando le parole pronunciate dal Papa sull’aereo di ritorno dalla Colombia: per affrontare la questione migratoria occorre anche “prudenza, integrazione e vicinanza umanitaria”, il che richiede la capacità di affrontare tale processo “con grande carità e con altrettanta grande responsabilità salvaguardando i diritti di chi arriva e i diritti di chi accoglie e porge la mano”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, “le tre sfide che la famiglia deve affrontare”. “Elaborare politiche innovative e concrete”

Mon, 2017-09-25 17:21

“La Chiesa italiana, pur tra molte difficoltà, è una Chiesa di popolo. E questo popolo è senza dubbio costituito da milioni di famiglie, che costituiscono la cellula basilare della società italiana”. Lo ha ricordato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella sua prolusione di apertura del Consiglio episcopale permanente, oggi a Roma, in cui ha definito quello attuale uno scenario “caratterizzato da un crescente aumento di convivenze, separazioni e divorzi, nonché da un tasso di natalità che continua a diminuire drammaticamente”, e che “ci impone di guardare alla famiglia in modo concreto, senza cercare alcuna scorciatoia, scorgendo nelle fragilità della famiglia non solo i limiti dell’uomo, ma soprattutto il luogo della grazia”.
Tre le sfide che la famiglia deve affrontare nel mondo contemporaneo, che costituiscono altrettante sfide per la Chiesa: la prima “è di tipo esistenziale e risiede nelle difficoltà di formare ed essere una famiglia”. “Spesso vedo molte coppie indugiare, dubbiose e incredule che sia possibile dar vita ad una relazione per sempre”, ha fatto notare Bassetti: “Le donne e gli uomini di oggi sono cresciuti in un clima dove tutto – perfino le relazioni umane – viene consumato in modalità usa e getta” . La seconda sfida è di tipo sociale e consiste “nel riuscire a rendere più a misura di famiglia la nostra società, sempre più complessa e logorante”. “Questa faticosa civiltà urbana, come aveva già intuito Paolo VI, produce una serie di ostacoli oggettivi alla vita familiare”, l’analisi del presidente della Cei: “La precarizzazione del lavoro, ad esempio, ferisce l’anima dei coniugi e impedisce di formare una base minima di stabilità; i ritmi ossessivi producono una sorta di nevrosi sociale impedendo di avere del tempo da dedicare al coniuge e ai figli; la mobilità sociale rompe le tradizionali reti generazionali di mutua assistenza tra nonni e figli; e infine, la donna, sempre più spesso racchiusa tra una maternità desiderata e un lavoro necessario, rischia di non comprendere più qual è il suo ruolo all’interno della famiglia e della società”. La terza sfida, infine, “ci introduce in uno dei più grandi temi di discussione degli ultimi decenni e si riferisce alla questione antropologica e alla difesa e alla valorizzazione della famiglia tra uomo e donna, aperta ai figli. Una sfida culturale e spirituale di grandissima portata”.
Sul piano pastorale, la proposta del presidente della Cei, “dobbiamo impegnarci nelle diocesi, nelle parrocchie e negli uffici pastorali per recepire con autenticità lo spirito dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia”. Sul piano sociale, “chiediamo con forza alle Istituzioni – a partire dalla prossima Conferenza nazionale per la famiglia – di elaborare politiche innovative e concrete, che riconoscano, soprattutto, il ‘fattore famiglia’ nel sistema fiscale italiano. Una misura giusta e urgente, non più rinviabile, per tutte le famiglie, in particolare quelle numerose. Una misura di cui avvertiamo l’assoluta importanza non solo perché avrebbe dei benefici sui redditi familiari ma perché potrebbe avere degli effetti positivi su un tema cruciale per il futuro della nazione: quello della natalità”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, “sui giovani si gioca la parte più importante della missione della Chiesa”. No alla “retorica”, bisogna parlare “con verità”

Mon, 2017-09-25 17:18

“Sui giovani si gioca la parte più importante della missione della Chiesa”. Ne è convinto il card. Gualtiero Bassetti, che, nella sua prima prolusione da presidente della Cei al Consiglio episcopale permanente, ha fatto presente che “accanto al lavoro, cioè al pane, i giovani hanno bisogno della Grazia di Dio. Di fronte all’effimera leggerezza con cui ci si riferisce alle giovani generazioni, si staglia la preoccupazione sapiente di una Chiesa che è un’autentica madre dei suoi figli”. Poi la citazione dell’”I care” di don Milani, parafrasato così: “I giovani ci stanno profondamente a cuore. Per questo siamo in cammino verso il prossimo Sinodo dei vescovi”. “Anche se oggi viviamo immersi in un mondo in cui la ‘cultura del frammento’ e un ‘forte relativismo pratico’ allontanano i giovani dalla fonte della vita che è Cristo – ha affermato il presidente della Cei – questo è senza dubbio un tempo propizio per fermare il vortice quotidiano della società consumistica e per dare una parola autentica di incoraggiamento e un senso a quella straordinaria sete d’infinito che caratterizza i giovani di ogni generazione”. I giovani sono “come le rondini”, diceva Giorgio La Pira: “Sentono il tempo, sentono la stagione: quando viene la primavera essi si muovono ordinatamente, sospinti da un invincibile istinto vitale – che indichi loro la rotta e i porti”. “I giovani non hanno bisogno di qualcuno che indichi loro cosa sognare perché sono capaci a farlo da soli”, ha garantito Bassetti: “Hanno molto più talento di noi vecchi e molta più capacità di pensare e immaginare un mondo nuovo”. Ecco perché “quando si parla ai giovani bisogna parlare con parole di verità. Senza ripetere ad oltranza una serie di frasi mielose e senza sostanza”. “Sui giovani – la denuncia – c’è una drammatica e stucchevole retorica, che purtroppo non viene sempre supportata dai fatti. Dovremmo impegnarci su questo. C’è molto lavoro da fare”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, “lavoro, giovani, famiglia e migrazioni” le priorità. Preoccupazione per gli 8 milioni di poveri

Mon, 2017-09-25 17:16

Il lavoro, i giovani, la famiglia, le migrazioni: sono gli ambiti su cui la Chiesa italiana “è chiamata a fare un serio discernimento”. Lo ha spiegato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo oggi a Roma il Consiglio episcopale permanente. “La Chiesa guarda al mondo del lavoro non certo per esprimere una rivendicazione sociale, ma per ribadire un principio evangelico: il lavoro è sempre al servizio dell’uomo e non il contrario”, ha ricordato il presidente dei vescovi italiani: “Anche dal lavoro passa la dignità di una persona”. “Oggi il lavoro è senza dubbio la priorità più importante per il Paese e la disoccupazione giovanile è la grande emergenza”, ha affermato Bassetti, dopo aver citato le parole pronunciate dal Papa a Genova. “Nonostante in Italia ci siano piccoli segnali di ripresa per l’economia, non posso non essere preoccupato di fronte agli 8 milioni di poveri descritti dall’Istat, la metà dei quali non ha di cosa vivere”, il grido d’allarme: “Sono giovani, sono donne, sono coppie e sono cinquantenni che hanno perso il lavoro e che sono stati scartati dal sistema economico”. Di qui la “cruciale importanza” delle parole del Papa a Genova: “La mancanza di lavoro è molto più del venire meno di una sorgente di reddito per poter vivere”. “Una società a misura d’uomo si giudica dall’attenzione che riserva alla dignità del lavoro, equamente retribuito, accessibile a tutti”, ha commentato Bassetti: “Ci sono oggi tante affermazioni gridate, ma forse manca un pensiero lungo sul Paese”, la tesi di fondo. In questa prospettiva, ha fatto presente il presidente della Cei, si colloca la prossima Settimana Sociale di Cagliari dal titolo: “Il lavoro che vogliamo: ‘libero, creativo, partecipativo e solidale'”. “Auspico vivamente che questa riflessione, bene impostata nell’Instrumentum laboris, si trasformi presto in una proposta concreta da mettere al centro dell’agenda pubblica del Paese”, l’augurio di Bassetti, secondo il quale “non è sufficiente evocare il problema del lavoro, ma è necessario anche provare a discernere proposte e vie percorribili”. Tre le strade da percorrere e su cui le istituzioni sono invitate “a guardare con decisione: il lavoro e il Mezzogiorno d’Italia; il lavoro e la famiglia; il lavoro e i giovani”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, la “cultura della carità” è difesa della vita e antidoto a quella “della paura, dello scarto e della divisione”

Mon, 2017-09-25 17:13

“La cultura della carità è la cultura dell’incontro e della vita, che si contrappone alla cultura della paura, dello scarto e della divisione”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo, oggi a Roma, il primo Consiglio permanente dei vescovi italiani da lui presieduto. “La Chiesa è chiamata a promuovere una cultura che si prefigge l’inclusione sociale dei poveri”, perché essi “hanno un posto privilegiato nel popolo di Dio”, ha proseguito citando l’Evangelii Gaudium e la Giornata mondiale del poveri che, per volontà di Papa Francesco, si celebrerà per la prima volta il 19 novembre. “Di fronte ai poveri la Chiesa italiana prende a modello san Francesco”, ha assicurato il cardinale: “Quando incontra il cavaliere nobile ma povero si toglie il mantello per darlo a chi è nel bisogno. Perché i poveri, anche se non fanno notizia, ci lasciano intravedere il volto di Cristo”. Poi la citazione di don Mazzolari: “Non avrei mai pensato che in terra cristiana, con un Vangelo che incomincia con ‘Beati i poveri’, il parlar bene dei poveri infastidisse tanta gente, che pure è gente di cuore e di elemosina”. Parole definite da Bassetti “attualissime perché la povertà, ancora oggi, è uno scandalo da nascondere e da occultare”. Andare verso i poveri, invece, “è inequivocabilmente una questione che investe la fede e che si riflette nel modo di vivere la Chiesa”. “La cultura della carità – ha precisato il presidente della Cei – è anche sinonimo della cultura di una vita, che va difesa sempre: sia che si tratti di salvare l’esistenza di un bambino nel grembo materno o di un malato grave; sia che si tratti di uomo o una donna venduti da un trafficante di carne umana. Noi abbiamo il compito, non certo per motivi sociologici o morali, di andare verso i poveri per una missione dichiaramente evangelica”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, “isolarsi è una tendenza da allontanare con decisione”. “Parresia, collegialità e dialogo”

Mon, 2017-09-25 17:11

“Uno dei fatti più belli della Chiesa italiana è la multiformità, frutto di storia, radicamenti secolari, coraggiose intraprese, iniziative carismatiche, fedeltà costruttive”. È il tributo del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei,  alla Chiesa italiana, nella prolusione che ha aperto oggi pomeriggio il Consiglio episcopale permanente, a Roma. “In questo tempo di particolarismi e allentamento dei legami ci può essere la tentazione di andare ciascuno per la propria strada”, ha osservato il presidente della Cei: “Isolarsi è una tendenza che può entrare anche all’interno della Chiesa ma che va allontanata con decisione: un corpo è vivo solo se tutte le membra cooperano tra loro. Nessun membro del corpo può vivere da se stesso”. Di qui il “forte richiamo a un maggiore apprezzamento tra le diverse realtà ecclesiali, in un’autentica gara a stimarsi e valorizzarsi a vicenda”. “La ricca complessità della Chiesa non può essere ordinata con una geometria pastorale calata dall’alto”, ha ammonito Bassetti, esortando a “far maturare una spiritualità dell’unità”, il cui cuore “ conduce a parlarsi con parresia, a voce alta e in ogni tempo e luogo, a partire dal Consiglio permanente della Cei fino alla più piccola parrocchia d’Italia”. “Siamo chiamati a dare vita non ad una Chiesa uniforme, ma ad una Chiesa solidale e unita nella sua complessa pluralità”, ha spiegato: “Si tratta di un’autentica vocazione alla collegialità – tra i vescovi e tutto il corpo della Chiesa – e al dialogo”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, serve “rilancio della pastorale missionaria”, “prima il Vangelo!”

Mon, 2017-09-25 17:09

“Lo spirito missionario; la spiritualità dell’unità; la cultura della carità”. Sono queste, per il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, le “bussole di orientamento” e le “priorità” che, sulla scorta del magistero di Papa Francesco, devono caratterizzare il volto pastorale della Chiesa in Italia. “Siamo chiamati, innanzitutto, ad essere Chiesa al servizio di un’umanità ferita”, ha spiegato nella prolusione che ha aperto, oggi pomeriggio, a Roma, il Consiglio episcopale permanente: “Che significa, inequivocabilmente, essere Chiesa missionaria. E la prima missione dei cristiani consiste nell’annuncio del Vangelo nella sua stupenda, radicale e rivoluzionaria semplicità”. “È la visione francescana di un Vangelo sine glossa, quel Vangelo che dobbiamo ad ogni uomo e a ogni donna, senza imporre nulla”, ha precisato Bassetti citando, subito dopo, don Primo Mazzolari: “È un annuncio d’amore per ogni uomo”. “Molto si fa nelle nostre Chiese, ma questo cammino va accelerato”, la proposta: “Crescono nuove generazioni, diverse dalle precedenti”, ed ogni Chiesa particolare, come scrive il Papa nell’Evangelii Gaudium, è chiamata ad “entrare in un deciso processo di discernimento, purificazione e riforma”. “È assolutamente necessario un deciso impegno per rivitalizzare le realtà che già esistono al nostro interno, ma che forse hanno smarrito la tensione e la capacità di animazione sul territorio”, l’esortazione concreta di Bassetti, che ha auspicato un “rilancio della pastorale missionaria” anche durante la prima edizione del Festival nazionale, che quest’anno si svolgerà Brescia dal 12 al 15 ottobre: “La missione non solo è possibile, ma è il termometro del nostro essere Chiesa”. Concretizzare “il sogno missionario di arrivare a tutti”, l’obiettivo dell’Evangelii Gaudium additato alla Chiesa italiana: “Un sogno che ci scuote dalle abitudini e dalla pigrizia e ci appassiona. Che il sogno missionario diventi la nostra passione personale e quella del popolo di Dio”. “Prima il Vangelo!”, l’imperativo: “Nel cuore di questo cambiamento d’epoca la Chiesa italiana sta in mezzo al popolo con la semplicità eloquente del Vangelo, senza altra pretesa che darne testimonianza. Il primato dell’annuncio del Vangelo fa tornare semplici. Talvolta fa archiviare progetti, non sbagliati, ma secondari rispetto a tale primato. Il nostro orizzonte diventa più semplice, ma non meno impegnativo: prima il Vangelo!”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, oggi “nuova questione sociale”, il Papa chiede “conversione pastorale” per esercitare “maternità” nella Chiesa

Mon, 2017-09-25 17:07

Quella attuale è una “umanità ferita” che “abita un mondo dove è ormai emersa una nuova questione sociale che investe la sfera economica e quella antropologica, la dimensione culturale e quella politica, i cui riflessi si fanno sentire profondamente anche in ambito religioso”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella sua prima prolusione, durante il Consiglio episcopale permanente iniziato oggi a Roma. “Basti pensare all’introduzione della robotica nell’industria, alle applicazioni biomediche sul corpo umano, all’impatto ambientale delle grandi città, alle nuove forme di comunicazione e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale”, gli esempi scelti da Bassetti, secondo il quale “questa nuova questione sociale è caratterizzata da almeno tre fattori: lo sviluppo pervasivo di un nuovo potere tecnico, come aveva intuito profeticamente Romano Guardini; la crisi dell’umano e dell’umanesimo che è il fondamento della nostra civiltà; una manipolazione sempre più profonda dell’oikos, della nostra casa comune, della Terra”. In questo eccezionale “cambiamento d’epoca”, da cinque anni – ha proseguito il porporato – “abbiamo la grazia di trovarci di fronte al messaggio profetico di Papa Francesco, che mette al centro di tutto il Vangelo di Gesù, ci esorta ad andare verso i poveri e ci invita a guardare questo nuovo mondo da un angolo visuale diverso, quello delle periferie”. “Il cuore pulsante di questo messaggio profetico è la conversione pastorale”, ha spiegato Bassetti: “Che è, al tempo stesso, un richiamo tradizionale e radicale: è l’esercizio della maternità della Chiesa, di una Chiesa che è incarnata nella storia, che non si ritira nelle astrattezze moralistiche o solidaristiche e che parla i linguaggi della contemporaneità in continuo movimento”. “Questo messaggio richiede una autentica ricezione di tutta la Chiesa: dei vescovi, dei preti, dei religiosi, delle suore, dei diaconi e dei laici”, ha ammonito il presidente della Cei: “Qui si gioca la nostra responsabilità. Il Papa chiama ognuno a fare la sua parte. Sa che c’è bisogno di tutti. E chiede di liberarci dal clericalismo, perché ogni persona possa avere pienamente il suo spazio in una Chiesa autenticamente sinodale”.

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