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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 25 min 17 sec ago

Papa in Myanmar: incontro autorità, “il futuro è nelle mani dei giovani”. Incoraggia “fratelli e sorelle cattolici”

Tue, 2017-11-28 12:32

Il futuro del Myannar “è ancora oggi nelle mani dei giovani della nazione”, che sono “un dono da amare e incoraggiare, un investimento che produrrà una ricca rendita solo a fronte di reali opportunità di lavoro e di una buona istruzione”. Nella parte finale del discorso alle autorità, il Papa ha parlato di “giustizia tra le generazioni”: “Il futuro del Myanmar, in un mondo in rapida evoluzione e interconnessione – la tesi di Francesco – dipenderà dalla formazione dei suoi giovani, non solo nei settori tecnici, ma soprattutto nei valori etici di onestà, integrità e solidarietà umana, che possono garantire il consolidamento della democrazia e della crescita dell’unità e della pace a tutti i livelli della società”. “La giustizia intergenerazionale richiede altresì che le generazioni future possano ereditare un ambiente naturale incontaminato dall’avidità e dalla razzia umana”, ha proseguito Francesco riferendosi alle bellezze naturali del Paese. “È indispensabile che i nostri giovani non siano derubati della speranza e della possibilità di impiegare il loro idealismo e i loro talenti nella progettazione del futuro del loro Paese, anzi, dell’intera famiglia umana”, l’appello per assicurare il futuro delle nuove generazioni.  Al termine del suo primo discorso pubblico, il Papa ha voluto “incoraggiare i miei fratelli e sorelle cattolici a perseverare nella loro fede e a continuare a esprimere il proprio messaggio di riconciliazione e fraternità attraverso opere caritative e umanitarie, di cui tutta la società possa beneficiare”. “È mia speranza  – l’auspicio finale – che, nella cooperazione rispettosa con i seguaci di altre religioni e con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, essi contribuiscano ad aprire una nuova era di concordia e di progresso per i popoli di questa amata nazione. Lunga vita al Myanmar!”. Al termine dell’incontro, il Papa si trasferisce in auto all’aeroporto internazionale di Nay Pyi Taw dove viene accolto da un ministro delegato del presidente. Quindi – a bordo di un B737 della MAI (Myanmar Airways International) – decolla per far ritorno a Yangon. Dopo l’atterraggio, rientra in auto all’arcivescovado.

Papa in Myanmar: incontro autorità, comunità religiose possono guarire “ferite emotive, spirituali e psicologiche” della guerra

Tue, 2017-11-28 12:26

“Nel grande lavoro della riconciliazione e dell’integrazione nazionale, le comunità religiose del Myanmar hanno un ruolo privilegiato da svolgere”. Ad affermarlo è stato il Papa, nel discorso con le autorità, al Myanmar Internationale Convention Center di Nay Pyi Taw. “Le differenze religiose non devono essere fonte di divisione e di diffidenza, ma piuttosto una forza per l’unità, per il perdono, per la tolleranza e la saggia costruzione del Paese”, il monito di Francesco, secondo il quale “le religioni possono svolgere un ruolo significativo nella guarigione delle ferite emotive, spirituali e psicologiche di quanti hanno sofferto negli anni di conflitto”. “Attingendo ai valori profondamente radicati, esse possono aiutare ad estirpare le cause del conflitto, costruire ponti di dialogo, ricercare la giustizia ed essere voce profetica per quanti soffrono”, ha proseguito il Papa, definendo “un grande segno di speranza” il fatto che “i leader delle varie tradizioni religiose di questo Paese si stiano impegnando a lavorare insieme, con spirito di armonia e rispetto reciproco, per la pace, per soccorrere i poveri e per educare agli autentici valori religiosi e umani”. “Nel cercare di costruire una cultura dell’incontro e della solidarietà, essi contribuiscono al bene comune e pongono le indispensabili basi morali per un futuro di speranza e prosperità per le generazioni a venire”, il tributo di Francesco.

Paradisi fiscali: Oxfam, “nella lista nera dell’Ue avrebbero potuto rientrare anche Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Malta”

Tue, 2017-11-28 12:16

“Per essere efficace e credibile, la blacklist dei paradisi fiscali dell’Unione europea dovrebbe includere almeno 35 Paesi extra Ue, oltre che 4 Stati membri della stessa Ue come Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Malta”. È quanto evidenzia Oxfam nel suo ultimo rapporto “La lista nera sfumata di grigio”, dimostrando che i 4 Paesi Ue rispettavano i requisiti per rientrare nel gruppo. Per Oxfam, “la lista, la cui pubblicazione è attesa per la prossima settimana, potrebbe rivelarsi più debole a causa delle forti pressioni politiche interne ed esterne, che l’Unione ha lasciato prevalere”. “Negli ultimi mesi l’Ue ha analizzato 92 Paesi e giurisdizioni extraeuropee sulla base di una serie di criteri che includono la trasparenza fiscale e l’esistenza di regimi fiscali che favoriscono il trasferimento di profitti su larga scala” ma, prosegue la nota, “questi stessi criteri non sono stati applicati agli Stati membri, con il risultato che alcuni tra i principali paradisi fiscali non compariranno nell’elenco”. Utilizzando gli stessi criteri per analizzare i 28 Paesi Ue, oltre ai 92 presi in esame, Oxfam è arrivata alla conclusione che “Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Malta dovrebbero essere inclusi nella lista; mentre tra i 92 messi sotto esame, almeno 35 possono essere considerati paradisi fiscali”. “La nostra simulazione mostra come dovrebbe presentarsi la blacklist europea se l’Ue applicasse i propri criteri senza farsi condizionare da pressioni politiche di parte”, dichiara Aurore Chardonnet, policy advisor di Oxfam sui dossier di giustizia fiscale. “Se l’Ue vuole davvero porre fine a scandali fiscali come ‘Paradise Papers’, ‘Panama Papers’, e ‘Luxleaks’ il primo passo non può che essere quello di produrre una lista nera robusta, oggettiva e coerente”, aggiunge Chardonnet, secondo cui “si tratta di un’occasione imperdibile per neutralizzare l’impatto nocivo dei paradisi fiscali nei propri Paesi e in quelli in via di sviluppo. L’alternativa è una lista nera solo nel nome, ma nei fatti piena di sfumature di grigio”.

Papa in Myanmar: incontro autorità, “il futuro del Myanmar deve essere la pace” per “ogni gruppo, nessuno escluso”

Tue, 2017-11-28 12:15

“Il futuro del Myanmar dev’essere la pace, una pace fondata sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni membro della società, sul rispetto di ogni gruppo etnico e della sua identità, sul rispetto dello stato di diritto e di un ordine democratico che consenta a ciascun individuo e ad ogni gruppo – nessuno escluso – di offrire il suo legittimo contributo al bene comune”. Ne è convinto il Papa, che durante l’incontro con le autorità – pur senza menzionare esplicitamente i rohingya – ha affermato che “l’arduo processo di costruzione della pace e della riconciliazione nazionale può avanzare solo attraverso l’impegno per la giustizia e il rispetto dei diritti umani”. “La sapienza dei saggi ha definito la giustizia come la volontà di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto, mentre gli antichi profeti l’hanno considerata come il fondamento della pace vera e duratura”, ha fatto notare Francesco: “Queste intuizioni, confermate dalla tragica esperienza di due guerre mondiali, hanno portato alla creazione delle Nazioni Unite e alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo come base per gli sforzi della comunità internazionale di promuovere in tutto il mondo la giustizia, la pace e lo sviluppo umano e per risolvere i conflitti mediante il dialogo e non con l’uso della forza”. In questa prospettiva, la presenza del Corpo diplomatico, per il Papa, “testimonia non solo il posto che il Myanmar occupa tra le nazioni, ma anche l’impegno del Paese a mantenere e osservare questi principi fondamentali”.

Papa in Myanmar: incontro autorità, incoraggia “tutti coloro che stanno lavorando per costruire un ordine sociale giusto, riconciliato e inclusivo”

Tue, 2017-11-28 12:07

“Sono venuto, soprattutto, a pregare con la piccola ma fervente comunità cattolica della nazione, per confermarla nella fede e incoraggiarla nella fatica di contribuire al bene del Paese”. Sono le prime parole del primo discorso pubblico del Papa in Myanmar, pronunciato durante l’incontro con le autorità, con la società civile e con i membri del Corpo diplomatico, al Myanmar International Convention Center di Nay Pyi Taw, dove è stato accolto dal consigliere di Stato e ministro degli Esteri, il premio Nobel Aung San Suu Kyi. “Sono molto lieto che la mia visita si realizzi dopo l’istituzione delle formali relazioni diplomatiche tra Myanmar e Santa Sede”, ha proseguito Francesco definendo questa decisione un “segno dell’impegno della nazione a perseguire il dialogo e la cooperazione costruttiva all’interno della più grande comunità internazionale, come anche a rinnovare il tessuto della società civile”.  “Vorrei anche che la mia visita potesse abbracciare l’intera popolazione del Myanmar e offrire una parola di incoraggiamento a tutti coloro che stanno lavorando per costruire un ordine sociale giusto, riconciliato e inclusivo”, l’omaggio  del Papa. “Il Myanmar – ha proseguito – è stato benedetto con il dono di una straordinaria bellezza e di numerose risorse naturali, ma il suo tesoro più grande è certamente il suo popolo, che ha molto sofferto e tuttora soffre, a causa di conflitti interni e di ostilità che sono durate troppo a lungo e hanno creato profonde divisioni”. “Poiché la nazione è ora impegnata per ripristinare la pace, la guarigione di queste ferite si impone come una priorità politica e spirituale fondamentale”, il monito di Francesco, che ha espresso “apprezzamento per gli sforzi del governo nell’affrontare questa sfida, in particolare attraverso la Conferenza di Pace di Panglong, che riunisce i rappresentanti dei vari gruppi nel tentativo di porre fine alla violenza, di costruire fiducia e garantire il rispetto dei diritti di tutti quelli che considerano questa terra la loro casa”.

Immigrazione: Vacchiano (Univ. Lisbona), “liberalizzare i flussi non creerebbe caos”

Tue, 2017-11-28 12:05

“I migranti vivono cittadinanze limitate. Gran parte delle politiche migratorie costruiscono cittadinanze parziali”. Lo ha detto Francesco Vacchiano, docente di antropologia all’Università di Lisbona, intervenuto questa mattina al convegno “Migrazione senza tratta”, organizzato oggi alla Lumsa, a Roma. “La possibilità delle persone di essere cittadini è influenzata da questo genere di politiche già nel modo in cui possono arrivare in Europa e poi – ha sottolineato – da dimensioni burocratiche, come il permesso di soggiorno, che determina l’accesso al lavoro e alla casa. Penso che ci sia una profonda ingiustizia causata dalle diverse possibilità di stabilirsi nel mondo in base al Paese di origine delle persone”. L’auspicio del docente è la “liberalizzazione dei flussi migratori”. “Non credo sia un problema né creerebbe caos. L’ingresso dei Paesi dell’Europa dell’est nell’Unione europea era uno spauracchio. Invece, ciò ha causato solo benefici. I rumeni, ad esempio, sono diventati cittadini europei con dinamiche virtuose”.

Società: Istat, nascite ancora in calo, incide soprattutto la diminuzione di donne in età feconda

Tue, 2017-11-28 12:02

Nel 2016 sono nati oltre 12mila bambini in meno rispetto all’anno precedente. Dal 2008 (inizio della crisi) al 2016 l’Istat registra una diminuzione di oltre 100mila nascite e il calo si spiega in larga misura (i tre quarti) con la diminuzione delle donne in età feconda, più che per la minore propensione ad avere figli. I dati diffusi oggi dall’Istituto nazionale di statistica mostrano una denatalità che in un certo senso alimenta se stessa. La fase di calo natalità avviatasi con la crisi – osserva l’Istat – è caratterizzata da una diminuzione soprattutto dei primi figli, passati da 238.922 nel 2008 a 227.412 nel 2016 (-20%). Si conferma anche la tendenza alla diminuzione della fecondità rilevata dal 2010. Il numero medio dei figli per donna scende a 1,34 (1,46 nel 2010), risultato dell’1,26 registrato tra le donne italiane e dell’1,96 tra le donne straniere residenti. Nel 2016, peraltro, sono scesi per la prima volta sotto quota 70mila i bambini nati da genitori entrambi stranieri. Più lieve la diminuzione (-7mila dal 2012) dei nati con almeno un genitore straniero, che nel 2016 risultano poco più di 100mila (21,2% del totale). Tra i nati stranieri restano al primo posto i bambini rumeni (15.417), seguiti da marocchini (9.373), albanesi (7.798) e cinesi (4,692).
Analizzando le serie storiche, l’Istat rileva che il numero medio dei figli per donna continua a diminuire senza soluzione di continuità. Era 2,5 nei primissimi anni Venti, è sceso a 2 nelle generazioni dell’immediato secondo dopoguerra e per le donne della generazione del 1976 è stimato in 1,44. È aumentata notevolmente anche la quota di donne senza figli: nel 1950 era l’11,1% e in quelle della generazione del 1976 raggiungerà, alla fine del ciclo della vita riproduttiva, il 21,8%.

Papa in Myanmar: San Suu Kyi, “continuiamo a camminare insieme con fiducia”

Tue, 2017-11-28 12:01

“Grazie per essere arrivato qui da noi”. È cominciato, e finito, con una frase in italiano – “Continuiamo a camminare insieme con fiducia” – il discorso rivolto dal consigliere di Stato e ministro degli Esteri, il premio Nobel Aung San Suu Kyi, al Papa, al suo arrivo al Myanmar International Center di Nay Pyi Taw, per l’incontro con le autorità e il corpo diplomatico. “Le sfide che deve fronteggiare il Myanmar – ha detto San Suu Kyi – sono molte, ed ognuna richiede forza, pazienza e coraggio. La nostra nazione è un ricco mosaico di diversi popoli, lingue e religioni, ed è obiettivo del nostro governo far emergere la bellezza della nostra diversità e trasformarla in forza, proteggendo i diritti, promuovendo la tolleranza e assicurando la sicurezza per tutti. La strada per la pace non è semplice, facile ma è l’unica che condurrà il nostro popolo a realizzare il suo sogno di una terra giusta e prospera”, in grado di assicurare “uno sviluppo sostenibile per le future generazioni”. “Siamo orgogliosi e felici di averla qui solo sei mesi dopo il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e il Myanmar”, ha detto San Suu Kyi al Papa augurando il successo della visita e assicurando l’impegno del governo ad assicurare per il futuro “un popolo unito e in pace, sicuro nella sua capacità di crescere e prosperare in un mondo che cambia”. “I figli della Chiesa sono anche i figli del Myanmar”, ha assicurato il premio Nobel a proposito della presenza cristiana nel Paese, pari all’1,7% della popolazione: “Continuiamo a camminare insieme con fiducia”.

“A Sua Immagine”, 20 anni: Misiti (Rai), “un programma che racconta la vita anche nella sua durezza, ma in chiave sempre positiva”

Tue, 2017-11-28 09:07

“Considero un grande privilegio lavorare a questo programma. Mi ha arricchito molto non solo professionalmente ma anche spiritualmente, offrendomi la possibilità di conoscere persone che pur ferite dalla vita, grazie all’amore degli altri e alla fede in Dio, sono state capaci di affrontare grandi tormenti e perdonare torti subiti”. Così Laura Misiti, responsabile Rai del programma “A Sua Immagine”, rubrica religiosa di Rai Uno in collaborazione con la Conferenza episcopale italiana. Per i 20 anni della trasmissione, domenica 3 dicembre, andrà in onda una puntata speciale, e il Sir ha incontrato in anteprima i due responsabili, appunto Laura Misiti per la Rai e padre Gianni Epifani per la Cei. Tra i volti e le storie della trasmissione, Misiti nell’intervista al Sir ricorda quella di “Debora, madre di due figlie, il cui marito Dario è stato colpito dalla patologia Sla e oggi comunica con loro solo con gli occhi: nonostante questo, a casa loro si respira la vita! Penso a Giuseppa, madre di Valeria uccisa da un pirata della strada, che ha voluto trasformare questo omicidio in un seme fecondo, da cui è nata un’associazione che oggi festeggia il passaggio della legge sull’omicidio stradale. Penso alla storia di Antonino, un imprenditore che si è opposto alla mafia, mettendo a rischio la vita di tutta la sua famiglia. Come loro, sono centinaia le persone passate per la trasmissione che mi hanno toccato il cuore e mi hanno dato la consapevolezza che anche quando la vita ferisce duramente, la nostra fede ci aiuta a rialzarci e guardare con fiducia in avanti”. “Secondo me – conclude Misiti – è questa la più grande dote del programma: raccontare la vita in tutta la sua durezza, ma vedendone l’epilogo sempre in chiave positiva. La luce del Vangelo esce direttamente attualizzata dalle storie e dalle persone che raccontiamo”.

“A Sua Immagine”, 20 anni: padre Epifani (Cei), “domenica 3 dicembre torneranno a trovarci tutti i protagonisti della trasmissione”

Tue, 2017-11-28 09:05

“Torneranno a trovarci i protagonisti che hanno preso parte alla trasmissione in questi due decenni, tra cui i vari conduttori come Rosario Carello, Arianna Ciampoli, Francesca Fialdini, Benedetta Rinaldi e Andrea Sarubbi, ovviamente oltre alla padrona di casa Lorena Bianchetti”. Sono le parole di padre Gianni Epifani, coordinatore del programma “A Sua Immagine”, in un passaggio dell’intervista con il Sir, anticipando la puntata speciale di domenica 3 dicembre, dedicata ai 20 anni della rubrica religiosa di Rai Uno. Per l’occasione il Sir ha incontrato in anteprima i due responsabili, Laura Misiti per la Rai e appunto padre Epifani per l’Ufficio nazionale delle comunicazioni sociali della Cei, che si occupa anche della regia della Santa Messa in diretta la domenica sempre su Rai Uno. “Tra i sacerdoti e i religiosi che hanno accompagnato ‘A Sua Immagine’ – dichiara padre Gianni Epifani in un altro passaggio dell’intervista – interverrà in studio padre Raniero Cantalamessa, volto storico della rubrica religiosa. Ci sarà anche un contributo dei sacerdoti impegnati oggi nella trasmissione, i cosiddetti preti di strada, che operano accanto agli ultimi, dal mondo delle carceri ai territori feriti dalla malavita: don Davide Banzato, don Luigi Ciotti, don Marco Pozza e don Maurizio Patriciello”.

“A Sua Immagine”: domenica puntata speciale per i 20 anni di trasmissione. P. Epifani (Cei), “mons. Zuppi prossimo commentatore del Vangelo”

Tue, 2017-11-28 09:03

Domenica 3 dicembre la rubrica religiosa di Rai Uno “A Sua Immagine” festeggerà i 20 anni di trasmissione con una puntata speciale. Per l’occasione il Sir ha incontrato in anteprima i due responsabili, Laura Misiti per la Rai e padre Gianni Epifani per l’Ufficio nazionale delle comunicazioni sociali della Cei, che si occupa anche della regia della Santa Messa in diretta la domenica sempre su Rai Uno. Ecco alcuni stralci dell’intervista, con le novità della prossima stagione. “Nello spazio ‘Le ragioni della speranza’ – indica padre Epifan – si aggiungerà ai commentatori del Vangelo [don Davide Banzato, don Luigi Ciotti, don Marco Pozza e don Maurizio Patriciello] anche un vescovo, mons. Matteo Zuppi (Bologna). Abbiamo coinvolto mons. Zuppi per la sua straordinaria capacità comunicativa ma anche per la sua costante attenzione alle persone in difficoltà, con una pastorale attenta alle periferie”. Padre Epifani rivela inoltre un’altra novità per il 2018: “La realizzazione di una serie di puntate del sabato in Terra Santa, con don Marco Pozza. Successivamente, andremo con don Davide Banzato nelle favelas del Brasile”.

Papa in Myanmar: oggi è il giorno degli incontri ufficiali

Tue, 2017-11-28 09:02

Questa mattina Papa Francesco, prima della celebrazione della Santa Messa in privato, ha incontrato in arcivescovado i leader religiosi del Myanmar. Lo riferisce la sala stampa vaticana, informando che dopo il pranzo, il Papa si è trasferito in auto all’aeroporto internazionale di Yangon da dove, alle ore 14 locali (8.30 ora di Roma), è decollato a bordo di un B737 della MAI (Myanmar Airways International) alla volta di Nay Pyi Taw. Al suo arrivo all’aeroporto internazionale di Nay Pyi Taw, Papa Francesco è accolto da un ministro delegato del presidente. Quindi si reca in auto al palazzo presidenziale dove, nel piazzale antistante, alle ore 15.50 locali (10.20 ora di Roma), ha luogo la cerimonia di benvenuto in Myanmar. Dopo l’esecuzione degli inni, gli onori militari e la presentazione delle rispettive Delegazioni, Papa Francesco e il presidente della Repubblica dell’Unione del Myanmar, Htin Kyaw, entrano nel palazzo presidenziale per la visita di cortesia. Il Papa firma il Libro d’Onore. Quindi, nella Credentials Hall, al pianterreno, si svolge l’incontro privato che si conclude con la presentazione dei familiari e lo scambio dei doni. Al termine, il presidente accompagna Papa Francesco nella Sala del Corpo diplomatico per l’incontro con il Consigliere di Stato e ministro degli Affari Esteri, Aung San Suu Kyi, insignita nel 1991 del Premio Nobel per la pace. Successivamente, il Santo Padre si trasferisce in auto al Myanmar International Convention Center per l’incontro con le autorità, con la società civile e con il corpo diplomatico.

Notizie Sir del giorno: Papa in Myanmar, anticipato l’incontro con il generale, migranti e Ong, qualità della vita, Ue-Africa, Catalogna, caso Virgilio

Mon, 2017-11-27 19:30

Papa in Myanmar: anticipata ad oggi la visita di cortesia al generale Ming Aung Hlaing

Cambio di programma nel viaggio del Papa in Myanmar. La visita di cortesia del generale Min Aung Hlaing, comandante in capo della Difesa, all’arcivescovado di Yangon, prevista giovedì prossimo, 30 novembre, è stata anticipata ad oggi. L’incontro è iniziato alle 17.55 (ore locale) ed è finito alle 18.10. La visita si è conclusa con lo scambio dei doni. Il Papa ha donato al generale la Medaglia del viaggio apostolico, mentre il generale ha regalato al Papa un’arpa a forma di barca e una ciotola di riso decorata. “Si è parlato della grande responsabilità delle autorità del Paese in questo momento di transizione”, ha reso noto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke. (clicca qui)

Migranti: Stilli (Ong italiane), “atteggiamento dissociato e incomprensibile di governo e Ue”

Non si può da una parte chiedere il rispetto dei diritti umani e dall’altra fare accordi con la Libia per esternalizzare le frontiere, con il rischio di ulteriori violazioni dei diritti umani nei campi di detenzione o di morti in mare. “È un atteggiamento dissociato e incomprensibile”. È questo, in sintesi, il pensiero espresso al Sir da Silvia Stilli, portavoce dell’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi), dopo l’ennesimo naufragio nel Mediterraneo e le denunce di Sos Mediterranée, sbarcata oggi a Catania con 421 persone. L’Ong ha accusato di essere stata costretta, per quattro ore, a non intervenire per aspettare le motovedette libiche che hanno il compito di riportare indietro le persone, grazie agli accordi tra Italia e Libia. Nel frattempo i migranti, disperati, chiedevano aiuto rischiando di annegare. (clicca qui)

Qualità della vita: Belluno la provincia in cui si vive meglio

Belluno è la provincia con la migliore qualità della vita in Italia. È quanto emerge dalla 28ª edizione dell’indagine annuale realizzata dal Sole 24 Ore. Una classifica che assegna alle province alpine la leadership: sono sei nei primi sette posti della classifica, che misura il benessere, non solo economico, delle province italiane. La rilevazione tiene conto di sei macro aree e 42 indicatori, tra cui quest’anno entrano anche gli acquisti online, il gap retributivo di genere, la spesa per i farmaci, il consumo del suolo, gli anni di studio degli over 25 e l’indice di litigiosità nei tribunali. I voti migliori per il consumo di suolo e l’emigrazione ospedaliera vanno invece a Sondrio, che guadagna il podio dell’area ambiente e servizi. Aosta sale sul podio nella densità abitativa e nelle acquisizioni di cittadinanza, mentre per giustizia e sicurezza è la provincia di Verbano Cusio Ossola a guadagnare la prima posizione. (clicca qui)

Ue-Africa: ad Abidjan in corso il Business Forum. Domani vertice tra ministri degli esteri. Summit dei leader il 29-30 novembre

(Bruxelles) Con il 6° Business Forum in corso ad Abidjan, Costa d’Avorio, si apre la settimana del summit Unione africana-Unione europea, ospitato nella capitale ivoriana il 29-30 novembre. Oggi al lavoro sono responsabili d’imprese, investitori, startup innovative, imprenditori giovani e imprenditrici dei due continenti per esaminare “le aree in cui poter migliorare la situazione” con nuovi investimenti, guardando “all’occupazione per i giovani e soprattutto le donne”, ha detto in apertura Andrus Ansip, vice presidente Ue responsabile per il mercato unico digitale. Lavoro e crescita sostenibile saranno “obiettivo chiave del Summit”, ha aggiunto il Commissario per la cooperazione internazionale Neven Mimica, vertice in cui “l’Ue presenterà il suo nuovo Piano d’investimenti esterni” da 3,4 miliardi per sbloccare 44 miliardi di euro d’investimenti complessivi. Sarà il presidente della Commissione Jean-Claude Junker a guidare la delegazione Ue. (clicca qui)

Catalogna: vescovi spagnoli, rispetto delle minoranze, ma “ripristino dell’ordine costituzionale” e pace sociale

Conclusi i lavori dell’assemblea plenaria dei vescovi spagnoli (che si sono riuniti dal 20 al 24 novembre scorsi a Madrid), oggi in conferenza stampa il segretario generale e portavoce dei vescovi, don José María Gil Tamayo, ne ha presentato i risultati. La posizione dell’episcopato spagnolo riguardo alla situazione in Catalogna resta quella espressa dal cardinale presidente Ricardo Blázquez Pérez in apertura dell’assemblea, vale a dire una presa di distanza dalla “rottura” che si è consumata nelle settimane passate da parte del governo regionale e il sostegno al “ripristino dell’ordine costituzionale”. Il confronto in plenaria si è svolto in un clima di “fiducia e serenità”, ha precisato Tamayo. La preoccupazione dei vescovi è che si salvaguardi la convivenza pacifica anche a livello sociale. Il “rispetto per le minoranze”, ha spiegato Tamayo, deve trovare un modo per esprimersi nel “rispetto della Costituzione che regola la convivenza”. La Chiesa, dal canto suo, “vuole portare avanti la sua missione di riconciliazione e di pace”. (clicca qui)

Caporalato e sfruttamento lavoratori: lettera aperta della diocesi di Rossano-Cariati

“Il mondo del lavoro, soprattutto in questo periodo, nel territorio della nostra diocesi, è caratterizzato da fenomeni di fronte ai quali non possiamo rimanere indifferenti. Ci riferiamo al ‘caporalato’, al ‘lavoro in nero’ e ad altre forme di sfruttamento che affliggono non solo tanti nostri concittadini, ma anche migliaia di fratelli e sorelle che vengono da diversi Paesi del mondo come lavoratori stagionali. Vogliamo, quindi, gridare con forza che questi fenomeni, in una società definita civile, non possono essere più tollerati”. Lo scrive in una lettera aperta alle istituzioni l’arcidiocesi di Rossano-Cariati, realizzata grazie all’impegno degli uffici diocesani Migrantes, della Pastorale Sociale e Lavoro, del Movimento lavoratori di Azione Cattolica e della Caritas. Nell’ambito agricolo, “i lavoratori vengono sottopagati dal datore di lavoro” né possono beneficiare dei “necessari riguardi”. Inoltre, “aggiungendo il compenso in percentuale che bisogna versare al caporale per aver trovato il lavoro – sottolinea la diocesi – quello che rimane al lavoratore è meno che niente”. (clicca qui)

Caso Virgilio: Affinati (scrittore), per affrontare la crisi educativa “servono adulti credibili”

“Lo scollamento fra mondo dell’istruzione e famiglie sembra essere diventato talmente forte da aver trasformato la professione dell’insegnante, il quale non può essere più soltanto colui che consegna il contenuto culturale della tradizione”. Lo scrive Eraldo Affinati, docente e scrittore, nell’editoriale pubblicato su Romasette.it, giornale on line della diocesi di Roma, e dedicato al rapporto scuola-famiglia, dopo i recenti fatti che riguardano il liceo Virgilio della Capitale, dall’occupazione studentesca alle polemiche innescate dallo scoppio di alcuni petardi nel cortile. Fatti che sembrano “la conferma ulteriore di una crisi educativa in corso da decenni il cui epicentro resta sempre la scuola”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 28 novembre. Misure a sostengo delle fasce più fragili, fake news in politica, violenza in Messico

Mon, 2017-11-27 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale a un complesso di misure a sostengo delle fasce più fragili della popolazione, che vedono la luce in queste ore. Parte il primo dicembre la procedura per il Reddito d’inclusione, strumento di lotta alla povertà, mentre nella Manovra entra un sussidio per chi si prende cura di un familiare non autosufficiente. L’articolo di fondo è a firma dell’economista Leonardo Becchetti: “In questi giorni febbrili di trattative sugli emendamenti alla manovra di bilancio in discussione al Senato e di pur interessanti scelte, l’impressione è che l’Italia sia simile a una gigantesca nave che avrebbe anche deciso di cambiare rotta in una direzione più promettente (indicata dalle emergenze su giovani, famiglia, clima), ma che fa una fatica enorme a girare su se stessa. Riforma dei Piani individuali di risparmio, fiscalità ambientale più coraggiosa e migliore collegamento tra scuola e lavoro sono tre proposte nate dalla fotografia che dell’Italia hanno fatto le Settimane Sociali dei cattolici attraverso il loro percorso alla ricerca delle buone pratiche del Paese. I comandanti della nave sembrano non ignorare queste istanze e la giusta direzione della rotta, ma i tempi della virata sono troppo lenti e rischiano di comprometterne l’efficacia”. Legata alla politica è anche la polemica tra partiti sulla fake news. L’analisi è per la penna di Gigio Rancilio: “Il tema della verità in una società bombardata ogni minuto da una quantità tale di informazioni contrastanti da rischiare di mandarla in tilt è uno dei nodi più importanti del nostro tempo. Perché un’informazione costantemente inquinata (da bugie, mistificazioni, calunnie, aggressioni, mezze verità, depistaggi eccetera) non fa male solo a chi la riceve ma anche a chi la fa (erodendone pesantemente la credibilità). Col risultato che tutto può essere vero o falso, a seconda di quanto ci faccia comodo crederlo”. La fotocronaca va alla tragica situazione di violenza in Messico, dove l’offensiva dei narcotrafficanti fa una vittima ogni sedici minuti. Il titolo di taglio va al tema dei migranti, con l’ulteriore stop ai soccorsi di una ong e la vigilia del vertice Europa-Africa. Infine, con “Avvenire” l’inserto “Popotus”: il giornale dei ragazzi con le notizie dei grandi.

Legge di bilancio: Bignami, “caregiver? Data storica. Era baco legislatura italiana”

Mon, 2017-11-27 19:20

“L’approvazione di questo emendamento ha un’importanza storica. È stato condiviso da tutti i capigruppo dei partiti del Senato. Finalmente si definisce la figura del caregiver, era un baco nella legislatura italiana. È veramente una data storica”. Lo ha detto la senatrice, Laura Bignami, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, prima firmataria dell’emendamento approvato in Commissione bilancio del Senato che istituisce il fondo per il riconoscimento del caregiver, coloro che accudiscono un familiare invalido affetto da gravi patologie.
“L’istituzione di un fondo è importante – ha aggiunto Bignami – perché con il disegno di legge sarà possibile poi legiferare a riguardo e concedere un po’ di diritti a queste persone che vivono un’esistenza di abnegazione totale nei confronti di chi curano. Oggi abbiamo vinto una battaglia di una grande guerra. In Europa, dalla Romania alla Grecia, questa figura è riconosciuta al contrario dell’Italia”.

Dire: i titoli e il tg politico

Mon, 2017-11-27 19:12

(DIRE-SIR) – Ecco i titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia Dire.

http://www.dire.it/wp-content/uploads/2017/11/TG-POLITICO-5.mp4

Scintille tra Berlusconi e Salvini sul futuro premier

Il candidato premier in comune, ancora non c’è. Ma anche solo sulle ipotesi, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini non vanno d’accordo. Se ieri il presidente di Forza Italia indicava nel generale Leonardo Gallitelli il profilo di un possibile premier di centrodestra, oggi Salvini, ospite di Radio 24, non nasconde lo stupore: “Questa non l’avevo mai sentita…”, dice. Ed aggiunge che nel corso della riunione con Berlusconi a Catania, gli aveva chiesto di non parlare dei futuri ministri. “Perché non ne abbiamo mai parlato; e perché è l’ultima delle cose che gli italiani sono interessati ad ascoltare”, aggiunge Salvini.

Arriva il fondo per chi assiste parente malato

Arriva un fondo da 60 milioni di euro per i ‘caregiver’, le persone che si prendono cura dei familiari non autosufficienti. L’emendamento alla manovra è stato sottoscritto da tutti i gruppi e approvato all’unanimità. Via libera anche al credito di imposta per le librerie e al testo di Ala che istituisce l’albo dei procuratori sportivi. Una delegazione della Cgil guidata da Susanna Camusso ha incontrato i capigruppo del Pd Rosato e Zanda: il tema previdenziale non è chiuso, il dialogo prosegue. Intanto a Montecitorio arriva la protesta dei lavoratori in appalto dalla Castelfrigo. A rischio 123 posti di lavoro.

Gentiloni, futuro dell’Europa si gioca in Africa

“Il futuro dell’Europa si gioca in Africa”. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in visita in Angola spiega che l’Italia ha un interscambio di 34 miliardi di euro in Africa. Può crescere molto. L’anno scorso l’Italia con quasi 12 miliardi è stato il primo investitore europeo e il terzo mondiale nell’Africa subsahariana. In Angola, il governo ha firmato un accordo di cooperazione tra l’Eni e l’ente energetico locale, Sonangol.

Il Papa in Myanmar, attesi 6mila giovani

Sarà una grande festa con canti e musiche tradizionali, vestiti colorati e danze di benvenuto che già da qualche tempo i giovani di tutte le diocesi del Myanmar stanno preparando per accogliere papa Francesco. L’appuntamento è fissato per il 30 novembre: prima di partire dall’aeroporto di Yangon per la seconda tappa del viaggio apostolico in Bangladesh, il Papa celebrerà per i giovani una Messa nella cattedrale di Saint Mary. Ne sono attesi 6mila di 8 gruppi etnici diversi.

(www.dire.it)

Papa in Myanmar: domani la diretta dell’incontro con le autorità e il primo discorso

Mon, 2017-11-27 19:00

Sarà l’incontro con le autorità, con la società civile e con il corpo diplomatico – dove il Papa pronuncerà il primo discorso del suo 21° viaggio apostolico, in Myanmar e Bangladesh – l’unica tappa della giornata di domani ad essere trasmessa in diretta televisiva, alle 17.15 (ora locale), le 11.45 in Italia. La tappa al Myanmar International Convention Center costituirà l’ultimo momento pubblico di domani, prima di far ritorno a Yangon. Il luogo in cui si svolgeranno gli impegni papali di domani è infatti Nay Pyi Taw, la nuova capitale del Myanmar, il cui nome letteralmente significa “sede dei re”. La giornata di Francesco comincerà con la Messa in privato all’arcivescovado di Yangon, alle 11.15 (ore 5.45 di Roma), cui seguirà il pranzo in privato, alle 12 (6.30 in Italia). Alle 13.25 (7.55) il trasferimento all’aeroporto di Yangon, dove il Papa arriverà alle 13.50 (8.20) per imbarcarsi alle 14 (8.30) alla volta di Nay Pyi Taw, dove atterrerà dopo poco più di un’ora di volo. Alle 15.05 (9.35) l’accoglienza ufficiale all’aeroporto da parte di un ministro delegato del presidente, senza discorsi. Alle 15.20 (9.50), il trasferimento al palazzo presidenziale, dove mezz’ora dopo (15.50, ore 10.20 in Italia) si svolgerà la cerimonia di benvenuto, seguita alle 16 (10.30) dalla visita di cortesia al presidente del Myanmar, Htin Kyaw e, alle 16.30, dall’incontro con il Consigliere di Stato e il Ministro degli Esteri, Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace nel 1991, figlia del generale Aung San, segretario del Partito Comunista Birmano, ucciso nel 1947 da oppositori politici. Alle 17 (11.30) il trasferimento dal palazzo presidenziale all’International Convention Center per l’incontro con le autorità.

Situata sulle rive del lago Shan, a circa 320 chilometri a nord dell’ex capitale Yangon, nella divisione del Mandalay, Nay Pyi Taw è capitale del Myanmnar dal novembre 2005. Costruita in mezzo alle risaie e ai campi di canna da zucchero, può vantare oggi un agglomerato urbano composto da 8 distretti distribuiti su una superficie di più di 7mila Kmq, con una densità di 164 abitanti per kmq. Si sviluppa in spazi giganteschi, tra ministeri, edifici governativi, centri commerciali e alberghi. Le strade hanno fino a 20 corsie e si estendono a perdita d’occhio. Tra gli edifici più importanti la grande Pagoda Uppatasanti, replica della Shwedagon Pagoda di Yangon, di 30 cm più bassa. Costruita nel 2009, conserva al suo interno un dente del Buddha. Il palazzo presidenziale, edificato nel 2005 quando si decise il trasferimento della sede del governo dalla ex capitale Yangon, si trova all’interno di un complesso di 31 edifici, tra cui l’ufficio dell’esecutivo e la residenza del Capo di Stato e di governo. L ‘arcidiocesi di Mandalay conta 9.678.773 abitanti – di cui 21.485 cattolici – 35 parrocchie, 47 i sacerdoti diocesani, 26 suore, 28 seminaristi, 60 membri degli istituti religiosi maschili, 98 membri degli istituti religiosi femminili, 8 istituti educativi, 22 istituti di beneficenza. Nell’ultimo anno ci sono stati 402 battesimi.

Medio Oriente: card. Rai, “dubito che comunità internazionale voglia pace”

Mon, 2017-11-27 18:56

“Fino adesso la Comunità internazionale ha guardato solo ai propri interessi economici e politici, non ha dato segno di una ricerca di pace sincera”. Lo ha detto il patriarca maronita, il card. Bechara Boutros Rai, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, in merito alle tensioni in Medio Oriente che hanno coinvolto direttamente anche il Libano. Il Paese sulla sponda est del Mediterraneo, da sempre modello di convivenza tra cristiani e musulmani, rischia infatti di diventare il terreno dello scontro finale della guerra tra Iran e Arabia Saudita.
“Se la Comunità internazionale vuole la pace – ha aggiunto il card. Rai – allora lavori per un compromesso. Se non vuole la pace e vuole che il Medio Oriente sia sempre infuocato da guerre e conflitti, mi dispiace, questa zona sarà condannata a non conoscere la pace. Bisogna risolvere il problema tra Israele e il mondo arabo. Ci vuole buona volontà. Speriamo che ci sia malgrado io dubiti un pochino”.
“Il problema del Libano e il peso che porta oggi – ha proseguito il card. Rai – è la presenza di un milione e 700mila profughi siriani, più mezzo milione di palestinesi. La somma è superiore a tutta la popolazione libanese. Quale paese è così potente da poter accogliere oltre la metà del proprio popolo ? È un grande problema politico, demografico ed economico. Questo paralizza la vita economica del Libano”.
“Facciamo appello alla Comunità internazionale – ha concluso il card. Rai – affinché metta fine alle guerre in Siria e Iraq, perché non hanno più senso a parte quello di distruggere, fare vittime e creare flussi migratori. E affinché faccia tornare i profughi nelle loro terre, perché è loro diritto civile conservare la civiltà, la storia e l’identità”.

Giovani: Oblati di Maria Immacolata, il 7 dicembre a Roma l’iniziativa “Luce nella notte”

Mon, 2017-11-27 18:45

Si svolgerà nella serata di giovedì 7 dicembre, presso la chiesa romana di san Nicola ai Prefetti, l’iniziativa “Luce nella notte”. Si tratta di “un’esperienza di missione – spiega padre Carmine Marrone, responsabile della pastorale vocazionale degli Oblati di Maria Immacolata – che vede i giovani mettersi in gioco in prima linea, per uscire e invitare soprattutto altri coetanei a passare in chiesa, davanti a Gesù Eucarestia. Giovani per i giovani che desiderano dare una possibilità di dialogo con Gesù, il Cuore di Dio, e lo fanno nel cuore di Roma”. “Abbiamo accolto questa sfida – prosegue – proprio alla vigilia della solennità dell’Immacolata, con la speranza di poter essere un piccolo segno dell’amore di Dio per tanti. Lo faremo come missionari Oblati di Maria Immacolata coinvolgendo le nostre comunità della zona romana, ma soprattutto come ‘famiglia oblata’, con i giovani e i laici che con noi condividono il sogno missionario di sant’Eugenio de Mazenod, nostro fondatore”. La Vergine Immacolata “è la patrona della nostra Congregazione – aggiunge padre Marrone – e l’8 dicembre inizieremo in tutto il mondo uno speciale anno per le vocazioni oblate, voluto fortemente dal nostro padre generale: sarà il nostro modo di celebrare, da missionari, questi due eventi”. L’appuntamento è fissato alle 19.30 del 7 dicembre, “per un momento iniziale di formazione e di preghiera. Alle 21 si apriranno le porte della chiesa e un gruppo missionari laici andrà per le strade circostanti, invitando i passanti ad entrare in chiesa dove ci sarà l’Eucarestia esposta”. Saranno presenti alcuni sacerdoti disponibili per colloqui e confessioni.

Migranti: Stilli (Ong italiane), “atteggiamento dissociato e incomprensibile di governo e Ue”

Mon, 2017-11-27 18:39

Non si può da una parte chiedere il rispetto dei diritti umani e dall’altra fare accordi con la Libia per esternalizzare le frontiere, con il rischio di ulteriori violazioni dei diritti umani nei campi di detenzione o di morti in mare. “È un atteggiamento dissociato e incomprensibile”. È questo, in sintesi, il pensiero espresso al Sir da Silvia Stilli, portavoce dell’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi), dopo l’ennesimo naufragio nel Mediterraneo e le denunce di Sos Mediterranée, sbarcata oggi a Catania con 421 persone. L’Ong ha accusato di essere stata costretta, per quattro ore, a non intervenire per aspettare le motovedette libiche che hanno il compito di riportare indietro le persone, grazie agli accordi tra Italia e Libia. Nel frattempo i migranti, disperati, chiedevano aiuto rischiando di annegare.  “Siamo di fronte ad una situazione dissociata – afferma in una intervista -. Sentiamo parlare alla Leopolda dell’imperativo dei diritti umani e di costruire dei corridoi umanitari sicuri ma al tempo stesso abbiamo il Codice di condotta delle Ong, abbiamo siglato accordi con la guardia costiera libica e una situazione disumana nei centri di detenzione in Libia. Come è possibile? Siamo al solito punto: c’è un imperativo umanitario e d’accoglienza e scelte dell’Europa e dei governi europei che tardano a venire. È evidente che i flussi sono ripresi e non si sarebbero fermati esternalizzando in questo modo le frontiere”. “Non si può da una parte chiedere il rispetto dei diritti umani e continuare così”, sottolinea Stilli, commentando poi  la lettera pubblica di alcuni intellettuali, che hanno chiesto alle Ong italiane di disertare il bando per “migliorare le condizioni” dei campi di detenzione in Libia per non essere complici di politiche che violano i diritti umani. “C’è un dibattito in corso, è  una situazione complessa – spiega -. Ci sono alcune Ong che si sono già espresse e non andranno in Libia. I fondi a disposizione certo non fanno pensare che le Ong che concorreranno lo faranno per i soldi, perché sono piccoli progetti di emergenza in una situazione di gravi rischi per la sicurezza e con gli occhi puntati addosso. Sicuramente c’è chi dice no in ogni caso; c’è chi dice sì perché fa una scelta etica e si vuole ‘sporcare le mani’ con la realtà; c’è chi dice che vorrebbe andare ma con i propri fondi e non con le modalità trattate dal governo italiano in quel contesto”. A suo avviso la soluzione migliore è “un’azione umanitaria con e sotto l’egida dell’Unhcr”.

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