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Servizio Informazione Religiosa
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Laicato aggregato: card. Bassetti, “ogni associazione, gruppo, movimento deve sentirsi sempre responsabile del corpo a cui appartiene”

Sat, 2017-11-25 11:50

“Se la Chiesa è corpo di Cristo, voi siete al servizio della comunione della Chiesa”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, rivolgendosi ai membri della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal) riuniti in assemblea a Roma. Il presidente della Cei ha indicato alcuni compiti affidati alle aggregazioni laicali e alla Consulta. Innanzitutto “il confronto con la Parola di Dio, a cui siamo tutti chiamati”. Poi “l’essere Chiesa in uscita”, impegnarsi nell’“annuncio del Vangelo, che è primario rispetto alla stessa catechesi”. “Occorre – ha proseguito – riscoprire la missione del laico cattolico alla luce del Concilio Vaticano II, soprattutto di ‘Lumen Gentium’ e ‘Apostolicam Actuositatem’”. Per Bassetti è poi “necessario comprendere e vivere la sinodalità, che vuol dire due cose: camminare insieme e camminare sulla stessa strada”. “La sinodalità – ha precisato – è il modo concreto di essere Chiesa, non solo di svolgere i compiti”. E bisogna riscoprire “la collegialità, che è il modo in cui vivere la sinodalità”. “Le nostre Chiese – ha notato – sono vasi comunicanti”, per cui “siamo ‘condannati’ a vivere la collegialità” anche perché questa “si oppone al clericalismo”. “Tutti i ministeri della Chiesa – ha rilevato – non possono essere concentrati su poche persone, ma pochi ministeri su moltissime persone”. Il cardinale ha poi sottolineato come “ogni associazione, gruppo, movimento deve sentirsi sempre responsabili del corpo a cui appartiene”. Per questo “avere il senso dell’insieme è molto importante”. Bassetti ha richiamato poi al fatto che “il Papa ci invita al primo annuncio” anche perché “i nostri ragazzi non conoscono Gesù, non sanno cos’è l’Eucaristia”. “Occorre valorizzare il tessuto connettivo della vita cristiana attraverso la dimensione della carità”, ha indicato ancora il presiedente della Cei, invitando a “sviluppare una pastorale che si prenda veramente a cura la fragilità umana, quella dei giovani, delle famiglie, dei poveri, dei migranti”. Così come è importante che “i laici siano stimolanti per noi pastori; dovete pungolarci, spingerci”. Serve anche “mettersi in una prospettiva diversa dal passato, il che implica una conversione pastorale” che aiuti a superare “il rischio che si sviluppi una struttura eccessivamente burocratica”. “L’Evangelii gaudium”, con il “richiamo all’apertura di processi”, ha notato, “può darci un colpo d’ala”. Bassetti ha anche rilevato che “gli organismi laicali forse vanno un po’ ripensati perché siano meglio coordinati e lavorino insieme”.

Laicato aggregato: card. Bassetti, “ogni movimento dev’essere un frammento del mistero della Chiesa, non una parte”

Sat, 2017-11-25 11:49

“Ogni movimento dev’essere un frammento del mistero della Chiesa, non una parte. La parte è pericolosa, perché dalla parte viene il partito e si perde il concetto della Chiesa che è comunione. Il frammento riflette una specificità nella Chiesa ma non perde mai il senso della totalità. Non è una parte del tutto, ma il tutto nella realtà del frammento”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo a Roma l’assemblea della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal). Bassetti ha iniziato la sua riflessione sottolineando come “bisogna partire dall’Evangelii gaudium, documento che sintetizza tutto il pensiero del Papa”. E ha richiamato la “conversione pastorale”, attraverso cui “la Chiesa riflette su se stessa ed esprima la sua maternità”. “Questa conversione pastorale – ha aggiunto – comporta la pastorale della tenerezza, mentre invece la nostra pastorale è a volt rigida, molto strutturata”. Il presidente della Cei ha poi osservato che “l’impegno del Papa consiste in questo momento nel portare avanti il Concilio Vaticano II”; anche per questo “Francesco ci sembra tanto vicino a Paolo VI”. “Papa Francesco con uno stile, una mentalità e una sensibilità diversi ha lo stesso progetto. Che veramente lo spirito del Concilio entri nella Chiesa”. “Questo – ha notato il cardinale – è un compito di noi tutti, delle aggregazioni, della Consulta”. Bassetti ha ricordato che “il moltiplicarsi di realtà ecclesiali è un frutto dello Spirito, del Concilio”. E ha evidenziato come “sulle cose di fondo ci vuole unanimità, pur se la Chiesa è fatta di tante membra”.

San Giovanni XXIII: card. Sandri, “è diventato grande ricominciando ogni giorno a servire”

Sat, 2017-11-25 11:48

“Papa Francesco, canonizzandolo, ha definito san Giovanni XXIII come il ‘Papa della docilità allo Spirito Santo’: c’è ancora tanto bisogno, nella Chiesa e nel mondo, di questo atteggiamento fondamentale della fede”. Lo ha detto questa mattina il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, nell’omelia della celebrazione eucaristica, che ha presieduto in occasione del pellegrinaggio in Vaticano della parrocchia di Sotto il Monte Giovanni XXIII, giunta dalla provincia di Bergamo. La Messa è stata celebrata dal porporato presso l’altare di San Girolamo, nelle Grotte Vaticane, sotto il quale sono custodite le reliquie di Papa Roncalli, nel 136° anniversario della sua nascita, che ricorre oggi. “Papa Giovanni è diventato grande, ricominciando ogni giorno a servire proprio come il Signore Gesù. Lo scrutare i segni della presenza di Dio intorno a noi e il porgere l’orecchio alla sua voce che parla al nostro cuore – ha aggiunto il cardinale – sono le dimensioni con cui vogliamo pensare anzitutto san Giovanni XXIII ed affidarci alla sua intercessione. Sono gli stessi atteggiamenti della prima discepola del Signore, Maria Santissima”. Il prefetto ha presentato il legame tra Papa Giovanni e Maria: “Si è messo alla stessa scuola: egli amava mettersi in cammino e percorrere a piedi la strada che, inerpicandosi, giungeva al ‘Santuario più bello che esista, perché non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso’, diceva parlando di quello della Madonna della Cornabusa, cui egli era molto devoto”. Rivolgendosi ai pellegrini, il card. Sandri ha affermato che “quando si lascia che Dio possa mostrarci il sogno che custodisce per la nostra vita, il solo che la compie, senza ribellarci ad esso ma vivendolo fino in fondo con la docilità di chi ha il cuore affidato come Papa Giovanni, allora il Signore si serve di ciascuno di noi”. Il pellegrinaggio apre il cammino di preparazione alla peregrinatio a Bergamo delle reliquie di San Giovanni XXIII, che Papa Francesco ha concesso accogliendo la richiesta del vescovo e della parrocchia, prevista per il 2018.

Spreco alimentare: Giussani (Banco), ad un anno dalla legge “sta cambiando la cultura”

Sat, 2017-11-25 11:40

Il 14 settembre 2016 è entrata in vigore la legge n.166/16, o “legge Gadda”, contro gli sprechi alimentari e farmaceutici, e in questi primi 14 mesi il recupero del cibo in eccedenza è aumentato del 20%. Interpellato dal Sir, Andrea Giussani, presidente della Fondazione Banco alimentare onlus   afferma che a seguito della legge “la Rete Banco alimentare ha beneficiato soprattutto di un progressivo cambio di cultura degli operatori della filiera, concretamente testimoniato nell’aumento di punti di vendita disponibili e per quantità di alimenti recuperati, cresciuti in tutta Italia”. Come prima attuazione del provvedimento, il Banco alimentare ha stipulato un accordo con Costa crociere per il ritiro di cibo dalle cucine della grande nave Diadema, al momento dell’attracco a Savona. Per 18 sabati dal 20 luglio ad oggi, si sono recuperati circa 80kg a volta di cibo di grande qualità e pregio (carni, importanti primi piatti, verdure, dessert), consegnati a la Fondazione “L’Ancora” di Varazze, più di 1.500 kg totali. Il 1 dicembre partirà il recupero dal porto di Civitavecchia, successivamente da Palermo e Venezia. Oltre ad accordi specifici con altri enti, si assiste ad un cambio di mentalità anche nell’organizzazione di grandi eventi. Complessivamente, nel 2016 il Banco alimentare ha distribuito 66.478 tonnellate di alimenti a 8.035 strutture caritative che aiutano 1.585.373 persone. Il Banco alimentare, conclude il presidente, “si impegna ad aprire fronti nuovi di recupero, soprattutto di alimenti freschi pronto a sperimentare partnership industriali per la trasformazione delle eccedenze agricole”.

Spreco alimentare: ad un anno dalla legge il recupero delle eccedenze è aumentato del 20%.

Sat, 2017-11-25 11:32

A poco più di un anno dall’entrata in vigore della legge contro gli sprechi alimentari e farmaceutici, il recupero delle eccedenze alimentari è aumentato del 20%. Lo dice al Sir Marco Lucchini, segretario generale della Fondazione Banco alimentare onlus. con cui facciamo il punto della situazione. Il 14 settembre 2016 è entrata in vigore la legge n.166/16, o “legge Gadda”, che riorganizza il quadro normativo di riferimento per le donazioni degli alimenti invenduti con misure di semplificazione, armonizzazione e incentivazione, e stabilisce la priorità del recupero di cibo da donare alle persone più povere del Paese. Sono 5,6 milioni le tonnellate di cibo prodotte in eccedenza ogni anno (intese come cibo che viene realizzato, trasformato, distribuito o preparato per il servizio ma che per varie ragioni non viene venduto o consumato, e potrebbe essere recuperato) dai campi al consumatore finale. Di queste, il 57% sono nella filiera degli attori economici da cui Banco alimentare recupera, il 43% dai consumatori. Di queste eccedenze la gran parte viene sprecata, 5,1 milioni di tonnellate di cibo (che potrebbe essere recuperato ma che in realtà viene buttato). A pochi giorni dalla Giornata mondiale dei poveri,  Lucchini informa che  “grazie anche all’entrata in vigore della legge abbiamo avuto un aumento del 20% del recupero di eccedenze dalla distribuzione, grazie ad un aumento dei volumi delle donazioni e ad una crescita dei punti vendita della Grande distribuzione organizzata (Gdo)”. Prima della legge, nel periodo ottobre 2015 – giugno 2016, il Banco ha recuperato dalla Gdo oltre tre tonnellate e mezzo di cibo (3.500.545 Kg). Nei mesi successivi all’entrata in vigore del provvedimento (ottobre 2016 – giugno 2017) sono stati recuperati dalla Gdo oltre quattro tonnellate (4.149.860 Kg).

Libano: don Di Mauro (Cei), “sostenere programmi per i libanesi impoveriti”

Sat, 2017-11-25 11:10

“È necessario e utile che i giornalisti abbiano la possibilità di visitare i progetti che la Cei, attraverso i fondi dell’8×1000, finanzia nei Paesi poveri o impoveriti. Toccare con mano significa raccontare bene e testimoniare dove arriva l’8×1000 della Chiesa cattolica italiana. Sosteniamo progetti in oltre 100 Paesi del mondo”. È l’esortazione che don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della Cei, lancia a conclusione del viaggio (20-24 novembre) in Libano di un gruppo di giornalisti della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc), risultati vincitori del concorso “8×1000 senza frontiere”, promosso dalla Fisc e dalla Cei. Dal viaggio, secondo don Di Mauro, è emersa anche “l’esigenza di sostenere programmi non solo per i rifugiati siriani e iracheni presenti in numero elevato in Libano – sono infatti un terzo della popolazione – ma anche per gli stessi libanesi molti dei quali chiedono di essere trattati alla stregua dei rifugiati così da ottenere maggiori aiuti. La situazione in Libano è critica. A rischio è la millenaria tradizione di convivenza e tolleranza delle diverse anime religiose e etniche del Paese dei Cedri, tradizione che Giovanni Paolo II evidenziò nel corso di una sua visita nel Paese arrivando a definire il Libano un ‘messaggio’, un esempio per tutti i popoli”. Dal 2013 ad oggi la Chiesa italiana ha finanziato 17 progetti per un totale di spesa di 5.644.000 euro. I campi di intervento spaziano dall’educazione alla sanità, dal campo della promozione umana e sociale a quello dell’accoglienza dei rifugiati, siriani e non, fino all’agricoltura.

Dottrina sociale: mons. Jarecki (Varsavia), “il ruolo della Chiesa è politico”

Sat, 2017-11-25 11:03

“Il ruolo della Chiesa è politico. Vuol dire che la fede, espressa nella religiosità e nutrita dalla religiosità, deve condurre ognuno di noi alla società per esserne lievito, che la cambia internamente, secondo i valori del Vangelo”. Lo ha detto mons. Piotr Jarecki, vescovo ausiliare di Varsavia, intervenuto al Festival della Dottrina sociale della Chiesa, in corso a Verona. Una politica che, ha ammonito l’ausiliare, “non è partitica”. “Dobbiamo mettere dentro le nostre aggregazioni sociali la logica del dono, perché è l’essenza dell’amore. La Chiesa, invece, non deve appoggiare la politica di alcun partito. Perché nessun partito è rappresentanza della Chiesa cattolica nel campo politico – ha spiegato -. La Chiesa non vuole giocare questo ruolo e, in questo senso, noi dobbiamo essere una coscienza profetica e critica talvolta verso ogni partito”. Infine, mons. Jarecki ha ricordato le parole di Papa Francesco, secondo cui “ogni omelia deve essere politica”. “Significa che quelle parole non devono rimanere solo dentro la Chiesa o dentro la nostra famiglia – ha concluso -. Ciascuno di noi deve essere testimone e lievito. Abbiamo il compito di organizzare la città dove viviamo per il bene di ciascuno e di tutti”.

Offerte per i sacerdoti: torna lo spot tv della Cei

Sat, 2017-11-25 10:32

Una parrocchia della periferia urbana, 22mila anime, un sacerdote. È girato nella chiesa romana di Sant’Ugo al Nuovo Salario lo spot tv della Chiesa italiana dedicato alle Offerte per il sostentamento del clero, che rivedremo da domani (domenica 26 novembre), Giornata nazionale di sensibilizzazione alla missione dei preti diocesani.
Il filmato promozionale è stato infatti girato a basso budget tra i fedeli affidati a don Diego Conforzi, uno dei 35mila preti diocesani che dedicano la vita al servizio del Vangelo e dei fratelli, e che sono destinatari della colletta nazionale dei fedeli italiani.
Payoff della campagna è “Doniamo a chi si dona”. Su soggetto di Alessandro Sortino, lo spot, girato un anno fa e rimandato in replica nelle due versioni da 30 e da 15 secondi, è diretto da Giuseppe Carrieri, con Giancarlo Migliore direttore della fotografia e Giorgia Benazzo fotografa di scena. Lo vedremo per tre settimane sulle reti nazionali e tutto l’anno su Tv2000.
L’effetto Giornata nazionale è anche sui nuovi media: dal sito insiemeaisacerdoti.it dove donare un contributo con carta di credito CartaSì o Paypal, al portale sovvenire.it con informazioni e rendiconti, fino alla pagina Facebook “Insieme ai sacerdoti” che con post e video sensibilizza all’opera dei presbiteri in ogni parte d’Italia. Con un’Offerta sarà possibile ricevere il trimestrale Cei “Sovvenire”, che dà conto di opere 8xmille e dell’azione dei 35mila presbiteri nelle periferie urbane e nei piccoli paesi, oltre che di 500 missionari italiani inviati nel Terzo mondo.

Offerte per i sacerdoti: Calabresi (Servizio Cei), “forte impegno per la raccolta 2017”

Sat, 2017-11-25 10:31

Donazioni per il sostentamento del clero al fotofinish, nelle ultime settimane dell’anno. “I sacerdoti si affidano a noi per essere liberi di servire tutti – afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Cei per il sostegno economico alla Chiesa, alla vigilia della Giornata nazionale Offerte, prevista domani, domenica 26 novembre -. Dedicano la vita agli altri con una presenza costante, che si declina in gesti a volte coraggiosi e a volte di semplice vicinanza. Oggi le Offerte per il loro sostentamento sono in crescita rispetto al passato, grazie ad un forte impegno nazionale e locale, attraverso gli incaricati diocesani per il sovvenire. Sarebbe bello se potessimo veder confermato nel 2017 questo aumento”.
Il 2016 si era chiuso con donazioni per oltre 9,3 milioni di euro, in calo del 3,3% sul fronte dell’importo complessivo, seppure con +2,38% di offerte. Rispetto allo stesso periodo di un anno fa, in queste settimane conclusive, la raccolta è tornata in terreno positivo (+7,5% gli importi, +17,4% le donazioni al 18 settembre scorso, finora l’ultimo dato disponibile). Grazie all’avvio di un piano nazionale di formazione nelle parrocchie, in oltre 1 diocesi su 4 si sono tenuti eventi sul tema del sovvenire, che hanno puntato ad ampliare la platea dei donatori. Sul tavolo, l’opera sacerdotale di annuncio e sollievo alle povertà nell’intero Paese, la storia della remunerazione del clero dopo l’addio alla congrua (oggi un prete appena ordinato riceve 870 euro netti al mese, che arrivano a 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione), la geografia dei 35mila preti diocesani e 500 missionari nel Terzo mondo raggiunti dalla colletta, con rendiconti verificabili. Un progetto formativo accolto ovunque con interesse e con una forte richiesta di partecipazione, secondo i report dal territorio inviati dagli incaricati diocesani, ora alla prova delle settimane conclusive dell’anno. Le più importanti, perché tradizionalmente in esse si concentra circa il 60% della raccolta annuale.

Offerte per i sacerdoti: domani la Giornata nazionale nelle parrocchie

Sat, 2017-11-25 10:30

Una domenica con i sacerdoti, a sostegno della loro missione oggi. Domani 26 novembre torna nelle parrocchie italiane la Giornata nazione delle Offerte per il sostentamento dei 35mila preti diocesani, compresi circa 500 missionari inviati nei Paesi in via di sviluppo e 3mila presbiteri che, ormai anziani o malati, non possono più servire attivamente la comunità. Segni particolari: il contributo non andrà versato attraverso il consueto obolo domenicale ma tramite bollettino postale, bonifico bancario, carta di credito o donazione diretta agli Istituti diocesani di sostentamento clero. Solo queste quattro modalità, infatti, consentono di accompagnare tutti i presbiteri, dal più lontano al proprio. Nel corso della Giornata, durante le omelie o a fine celebrazione, verranno rivolti ai fedeli appelli a informarsi attraverso i pieghevoli, sempre disponibili nelle chiese, e a donare.
Quattro i canali per contribuire alla missione dei sacerdoti: il più utilizzato resta il conto corrente postale n. 57803009 intestato a “Istituto centrale sostentamento clero – Erogazioni liberali”, via Aurelia 796, 00165 Roma; quindi la carta di credito, da utilizzare on line sul sito insiemeaisacerdoti.it o tramite numero verde 800 825 000; il bonifico bancario, con 7 conti dedicati presso altrettanti istituti, da Banca Etica al Banco di Sardegna (la lista degli Iban disponibili è sul sito insiemeaisacerdoti.it). Infine con un’Offerta diretta all’Istituto sostentamento clero (Idsc) della propria diocesi, individuabile sul sito insiemeaisacerdoti.it. In più, sempre dal sito istituzionale delle Offerte, sarà possibile donare attraverso il sistema Paypal. Il contributo è deducibile fino a 1.032,91 euro ogni anno e può essere ripetuto più volte nell’arco dei dodici mesi.
Nata 29 anni fa dagli Accordi di revisione del Concordato ed ispirata alla “Chiesa-comunione” delineata dal Concilio Vaticano II, l’Offerta per il clero nasce per sostituire la congrua, affidando i presbiteri ai fedeli per il sostentamento. Un segno di partecipazione e corresponsabilità economica, dunque, con l’obiettivo di fare perequazione, cioè parità di trattamento tra le parrocchie più popolose e quelle più piccole e con meno mezzi. Di origine concordataria, come l’8xmille, che tuttora provvede in gran parte al sostentamento del clero, l’Offerta per i sacerdoti è però decisamente meno nota della firma. Rispetto alla scelta che destina la quota Irpef, comporta un contributo in più, ma è lo strumento pastorale mirato alla remunerazione del clero e il suo incremento potrebbe gradualmente liberare risorse per interventi caritativi e pastorali.

Libano: don Bianchi (Fisc), “le storie di bene vanno raccontate bene”

Sat, 2017-11-25 10:29

“Le storie di bene vanno raccontate bene”: così don Adriano Bianchi, presidente della Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici, sintetizza al Sir il viaggio di gruppo di giornalisti della Federazione, risultati vincitori del concorso “8×1000 senza frontiere”, che si è chiuso ieri sera (dal 20 novembre) in Libano. Cinque giorni durante i quali i giornalisti hanno potuto prendere visone di progetti e interventi realizzati nel Paese dei Cedri con i fondi dell’8xmille della Chiesa cattolica italiana. “Vale la pena lasciarsi interpellare da quanto di buono si fa – sottolinea don Bianchi – le storie di bene vanno raccontate bene. Questo è il nostro compito. Non è una questione di marketing o di rispondere a qualche critica che qualche partito ci fa rispetto all’uso dell’8×1000 della Chiesa cattolica. Si tratta, invece, di dire la verità attraverso il racconto di storie e persone, andando nei luoghi dove queste vivono, non facendosi prendere dalla retorica dell’opinione dominante. Invito i nostri giornalisti a fare questo racconto partendo dalle opere che hanno nella loro diocesi. È un servizio alla verità e alla crescita del bene nel nostro Paese”. “Abbiamo vissuto esperienze molto forti – aggiunge il presidente della Fisc – attraverso le quali abbiamo incontrato la vita reale di questo Paese, con le sue emergenze e difficoltà, gustandone nel contempo le bellezze storiche e naturalistiche. Abbiamo toccato con mano anche la voglia dei libanesi di affrontare le sfide del futuro per costruire una nazione migliore”. Il Libano, conclude il presidente della Fisc, “ci consegna una serie di temi che toccano anche la nostra Italia e mi riferisco alla presenza dei migranti e della loro accoglienza e di come costruire il dialogo e la convivenza. Credo che da qui emerga anche il rapporto tra le religioni soprattutto all’interno dell’incontro delle persone, come sosteneva il card. Martini. Con un fedele islamico non discuto della Trinità. Sul piano teologico non abbiamo molto da dirci, tuttavia come credenti, insieme, possiamo fare il bene di un Paese. Credo che da questo punto di vista, per noi giornalisti, ci sia molto da raccontare”.

Egitto, attentato Sinai: Papa Tawadros, “attacco brutale” ma il Paese “resterà una fortezza inespugnabile che vincerà tutti i nemici”

Sat, 2017-11-25 10:00

Parole di “condanna” per “l’attacco terroristico brutale” alla moschea Al Rawdah ad Arish sono state espresse da Tawadros II, il primate della Chiesa copta ortodossa d’Egitto. “La Chiesa rende omaggio ai martiri della patria, pregando Dio che doni ogni consolazione alle famiglie dei martiri e la guarigione ai feriti”, si legge nel messaggio diffuso subito dopo l’attentato. “Preghiamo che la misericordia di Dio si rivolga verso l’Egitto e lo protegga da questo terrorismo brutale che non avevamo mai conosciuto prima e che l’Egitto ha rifiutato con la sua tolleranza e la sua grande civilizzazione”, scrive il papa Tawadros. La Chiesa copta si dichiara solidale “con tutto il popolo egiziano e tutte le sue istituzioni nella guerra contro il terrorismo”. “L’Egitto resterà una fortezza inespugnabile che vincerà tutti i nemici”, conclude il messaggio: “Dio salvi l’Egitto da tutti i mali”.

Diocesi: San Marino, domenica l’incontro con Gianna Jessen apre gli “80 giorni” per dire no alla legge sull’aborto

Sat, 2017-11-25 09:32

“La Repubblica di San Marino – tra i pochi Stati in Europa in cui non è consentita l’interruzione volontaria della gravidanza – sta per adeguarsi alle legislazioni abortiste, perdendo la propria originalità. Dobbiamo denunciare la disattenzione su quello che sta accadendo: i sammarinesi rischiano di svegliarsi una mattina con decisioni prese nelle stanze della politica senza un serio dibattito e coinvolgimento popolare”. È quanto si legge in un comunicato della diocesi di San Marino-Montefeltro che annuncia un incontro, in programma domenica, con Gianna Jessen, la donna statunitense sopravvissuta ad un aborto salino ed ora impegnata a testimoniare “in giro per il mondo”, nelle più grandi città, la rivincita della vita (Sala Polivalente in Piazza Bertoldi a Serravalle – ore 20.30). L’iniziativa è promossa dagli Uffici diocesani famiglia, e pastorale sociale e del lavoro , ProVita onlus, in collaborazione con le associazioni e le aggregazioni laicali della diocesi e inaugura gli ottanta – più o meno – giorni “nei quali – prosegue il comunicato – si terrà una serie di iniziative e di incontri per sensibilizzare la gente di San Marino, e non solo, sul rischio concreto che passi una inaccettabile proposta di legge sulla ‘procreazione cosciente e responsabile’”. Negli otto articoli non viene mai menzionato il padre, evidenzia il comunicato, e la proposta di legge consente alla donna, “anche se minorenne” di “uccidere la creatura che porta in grembo (perché di questo si tratta anche per la comunità scientifica),  ‘entro i primi 90 giorni, senza obbligo di fornire giustificazioni per la sua scelta’”.

Diocesi: Modena, domenica Giornata del seminario. Pietro Valdrè riceverà il ministero dell’accolitato

Sat, 2017-11-25 09:30

Domenica 26 novembre, solennità di Cristo Re, la Chiesa di Modena-Nonantola celebra la Giornata del seminario, una giornata di preghiera per le vocazioni. Nella Messa delle 18.30 nella chiesa di San Francesco, Pietro Valdrè, della parrocchia di Roncoscaglia, riceverà il ministero dell’accolitato. “Questo ministero – afferma Pietro – non può essere per me un semplice gradino nel mio cammino di seminario, ma vuole essere un più radicale impegno nel mostrare come l’unico vero sostegno spirituale e fisico della nostra esistenza sia Gesù”. Nel seminario di Modena si formano i giovani delle diocesi di Modena-Nonantola e Carpi: attualmente gli studenti sono 22, 14 di Modena e 8 di Carpi, con 4 nuovi ingressi quest’anno. Il rettore del seminario è don Federico Pigoni, vicerettore don Simone Bellisi, direttore spirituale don Gian Paolo Sambri.

Papa in Myanmar: gli aiuti umanitari delle organizzazioni cattoliche a minoranze e sfollati

Sat, 2017-11-25 09:11

(da Yangon) – In Myanmar, negli Stati del nord o di confine dove vivono i Kachin, gli Akkha, gli Shan, i Chin o nelle zone del Kayak e di Pathein,  poche organizzazioni cattoliche cercano di intervenire per migliorare la vita nelle comunità. Superando  ostacoli burocratici e lentezze, si riesce faticosamente ad avere accesso. Sono tutte zone dove sono in corso da anni conflitti a bassa intensità tra piccole guerriglie (che cercano in questo modo di rivendicare diritti) ed esercito, con almeno 400.000 sfollati interni sistemati in campi profughi senza la possibilità di intravedere una possibilità di ritorno nelle proprie case e terre. Spesso queste tensioni – presentate come etniche e religiose – nascondono in realtà interessi ben più pressanti, di potentati economici che vogliono sfruttare le ricchissime risorse naturali del Myanmar: il gasdotto che passa nel Rakhine, le terre dei Kachin, e poi il petrolio, la giada e le altre pietre preziose, le riserve di acqua e legname (dopo il Brasile e l’Indonesia il Myanmar il terzo Paese al mondo con la più vasta deforestazione selvaggia),  le coltivazioni di oppio al confine con la Thailandia. Nella zona di Keng Tung nello Shan State, ad esempio, l’Ong “New Humanity”, promossa dai missionari del Pime  sta portando avanti un progetto per lo sviluppo sostenibile tramite l’agricoltura, la riforestazione e l’educazione dei giovani. I primi tre anni sono stati finanziati grazie ad un contributo dell’8×1000 della Cei di circa 150.000 euro. Qui vive una piccola minoranza di circa 500.000 persone, gli Akkha. “Abbiamo portato l’acqua a migliaia di famiglie che vivono nel villaggio di Loimué, difficilmente accessibile perché isolato sulle montagne – spiega U Naing Htun, amministratore locale di New Humanity -. È stato realizzato un impianto ad energia solare per l’acquedotto e la raccolta dell’acqua piovana”. Nel Kachin State, invece, dove vivono da sei anni almeno 120.000 sfollati interni, l’arcidiocesi di Yangon e la Caritas hanno intenzione di intervenire per portare aiuti e sostegno. Molti sono lì perché hanno preferito fuggire pur di non essere arruolati tra le fila della guerriglia locale. Le tensioni sociali non si sono ancora spente: di recente è stato fatto un accordo con i cinesi per l’estrazione della giada ma la popolazione locale non concorda sullo sfruttamento indiscriminato delle loro terre e ha cominciato di nuovo a lottare. In questi campi la Caritas del Myanmar sostiene circa 40.000 famiglie, con piccole somme per coprire i bisogni di base. Ma la strada del ritorno è ancora lontana.

Egitto, attentato Sinai: card. DiNardo (vescovi Usa), “attacco terroristico mostruoso”

Sat, 2017-11-25 09:00

(da New York) “La Chiesa cattolica negli Stati Uniti piange con il popolo egiziano in questo momento di tragedia”. È quanto ha dichiarato il cardinale Danile DiNardo, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, commentando l’attentato nella moschea di Rawda, nel Sinai settentrionale, dove sono morte 235 persone e ne sono rimaste ferite oltre cento.
“Mi unisco ai miei fratelli vescovi nel condannare inequivocabilmente il mostruoso attacco terroristico contro persone innocenti in preghiera: gli atti terroristici non possono mai essere giustificati in nome di Dio o di qualsiasi altra ideologia politica”, ha continuato DiNardo che ha voluto ribadire quanto l’attacco in una moschea, “un luogo di culto, è particolarmente offensivo verso Dio”.
Assicurando le sue preghiere personali e quelle di tutti i confratelli vescovi, il cardinale ha auspicato che “questi atti di terrore e di grave malvagità e queste stragi cessino e siano sostituite da un rispetto genuino e reciproco per la dignità di ogni singola persona umana”.

Papa Francesco: “ferma condanna” per l’attentato nel Sinai, preghiera per le vittime e solidarietà al popolo egiziano

Fri, 2017-11-24 20:01

Papa Francesco “è stato profondamente addolorato nell’apprendere della grande perdita di vite umane causata dagli attacchi terroristici alla moschea Rawda nel Nord Sinai”. È quanto si legge nel telegramma di cordoglio per le vittime dell’attentato terroristico avvenuto oggi nella moschea sufi al-Rawda di Bir al-Abed, a ovest della città di Arish, nel Sinai settentrionale, inviato a nome del Santo Padre dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin. “Esprimendo solidarietà al popolo egiziano in quest’ora di lutto nazionale”, prosegue il messaggio, il Papa “raccomanda le vittime alla misericordia dell’Altissimo Dio e invoca divine benedizioni di consolazione e pace sulle loro famiglie”. “Nel rinnovare la propria ferma condanna per questo efferato atto di brutalità diretto contro civili innocenti riuniti in preghiera, Sua Santità – conclude il telegramma – si unisce a tutte le persone di buona volontà nell’implorare che i cuori induriti dall’odio imparino a rinunciare alla strada della violenza che porta a così grande sofferenza, per abbracciare la via della pace”.

 

 

 

Notizie Sir del giorno: messaggio Papa Giornata pace, viaggio apostolico in Myanmar, violenza contro donne, lotta alla mafia, don Sturzo, testimonianza da Uganda

Fri, 2017-11-24 19:30

Papa Francesco: messaggio per la Giornata mondiale della pace 2018 e lettera ai sindacati

“Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia, che sono fonte di grande preoccupazione per tutti coloro che hanno a cuore la tutela di ogni essere umano”. Lo scrive Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2018 sul tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”, puntando il dito su una “retorica”, “largamente diffusa” in molti Paesi di destinazione “che enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando così la dignità umana che si deve riconoscere a tutti, in quanto figli e figlie di Dio”. (clicca qui)
Sempre nella giornata di oggi, il Papa è ritornato sul tema del lavoro, con una lettera ai partecipanti alla conferenza internazionale delle organizzazioni sindacali, tenuta in questi giorni in Vaticano. “Il lavoro – ricorda Francesco – non può essere considerato come una merce né un mero strumento nella catena produttiva di beni e servizi, ma, essendo basilare per lo sviluppo, ha la priorità rispetto a qualunque altro fattore di produzione, compreso il capitale”. (clicca qui)

Papa in Myanmar: card. Parolin, “chiederà una soluzione duratura per i profughi dal Rakhine”

Il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, individua in un’intervista alla Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede i temi principali del viaggio di Papa Francesco in Myanmar e Bangladesh, dal 26 novembre al 2 dicembre. Il capo della diplomazia vaticana, interpellato sul dramma dei profughi nel sud est asiatico e in particolare dei Rohingya, sottolinea che il Papa inviterà a trovare “una soluzione duratura di questi problemi, soprattutto per quello che riguarda lo Stato di Rakhine in Myanmar e i profughi che vivono questa situazione. Una soluzione duratura che venga ricercata da parte di tutti gli attori, di tutti i protagonisti in spirito umanitario, tenendo conto anche dell’importanza per la gente, per la popolazione, di avere una nazionalità e sapendo che solamente questa soluzione duratura può offrire stabilità, pace e sviluppo a quella zona e a tutte le zone di conflitto”. (clicca qui)

Violenza contro le donne: domani Giornata internazionale. Commissione Ue, “in Europa vittima una donna su tre”

(Bruxelles) “In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ribadiamo ancora una volta: la violenza deve ora finire!”: lo si legge nella Dichiarazione della Commissione europea pubblicata alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre). “La violenza contro le donne e le ragazze si verifica ancora ogni giorno, all’interno e all’esterno dell’Unione europea. Questa violazione dilagante dei diritti umani ha molte facce diverse: avviene indipendentemente dal contesto sociale, a casa, al lavoro, a scuola, per strada, nelle attività sportive o anche online. Limita la piena partecipazione delle donne e delle ragazze a tutti gli aspetti della società – politico, culturale, sociale ed economico”. La Commissione rileva che in Europa “una donna su tre ha subito una violenza fisica o sessuale. L’80% delle vittime della tratta all’interno dell’Ue è di sesso femminile. Nei Paesi in via di sviluppo, una ragazza su tre risulta sposata prima di aver compiuto i 18 anni d’età”. (clicca qui)

Lotta alla mafia: Grasso, debellati Riina e Provenzano, ma minaccia resta grave

(DIRE – SIR) – “Abbiamo debellato la mafia sanguinaria di Riina e Provenzano” ma “ciò non significa che ci si debba arrendere al tempo che passa o alle difficoltà, e nemmeno che possiamo considerare sconfitta Cosa nostra”. Oggi infatti “esiste una minaccia non meno grave e, a mio giudizio, addirittura più insidiosa: la mafia ha smesso di ‘far parlare’ le armi e gli esplosivi ma non ha assolutamente rinunciato a mantenere la sua rete di potere e di arricchimento illecito. Lo fa con altri mezzi, corrompendo gli amministratori pubblici e infiltrandosi silenziosa nel tessuto sociale, economico e politico – non solo nelle regioni del sud – ponendosi sempre più come organizzazione in grado di operare a livello globale”. Così il presidente del Senato Pietro Grasso, nel suo discorso al Palazzo Reale di Milano, in occasione dell’intervento agli Stati Generali della lotta alle mafie. (clicca qui)

Colombia: mons. Henao (Pastorale sociale) nominato presidente del Comitato nazionale della riconciliazione

La Chiesa colombiana è sempre più in prima linea nella promozione della pace e della riconciliazione. Dopo la nomina del gesuita padre Francisco de Roux alla presidenza della Commissione per la verità (organismo previsto dagli accordi pace con le Farc), il Comitato nazionale del Consiglio nazionale della pace, della riconciliazione e della convivenza ha nominato presidente mons. Héctor Fabio Henao, direttore del Segretariato nazionale per la pastorale sociale. Il Comitato nazionale è un organo esecutivo delle decisioni del Consiglio nazionale della pace. Una delle sue funzioni è la progettazione e l’esecuzione del Programma di riconciliazione, coesistenza e prevenzione della stigmatizzazione, con la partecipazione di realtà territoriali. (clicca qui)

Don Sturzo: mons. Oder, “un uomo libero e forte”, speriamo “presto santo”

“Un sacerdote, un uomo libero e forte, speriamo presto di poter dire, col consenso dell’autorità della Chiesa, un santo”. Mons. Slawomir Oder, vicario giudiziale del Tribunale ordinario della diocesi di Roma, ha definito così don Luigi Sturzo, sacerdote antifascista e fondatore del Partito popolare italiano, la cui causa di beatificazione ha fatto oggi un grande passo avanti. Si è chiusa infatti, nell’aula della Conciliazione del Palazzo apostolico Lateranense, la fase diocesana del processo, iniziato venti anni fa. Don Luigi Sturzo, ha ricordato mons. Oder, “eccelse in molti campi del sapere e dell’agire umano, in particolare della politica, ma di se stesso usava ripetere: ‘Io sono Sacerdote, non un politico’”. “E proprio perché sacerdote – ha sottolineato – egli sentì la vocazione ad esercitare il proprio ministero in un campo diverso da quelli usuali, ma non meno importante, quello della politica, perché egli intendeva ricondurre tale umana attività alla sua finalità naturale di carità e di servizio”. (clicca qui)

Uganda: l’impegno del missionario altoatesino fr. Fischnaller tra i profughi del Sud Sudan

Migliaia sono le persone che oggi vivono nel campo profughi di Moyo. Molte sono quelle che fino a poche settimane fa frequentavano la missione di fr. Erich Fischnaller, il comboniano di origini altoatesine da anni impegnato in Sud Sudan. E lui, che si è preso cura di quella gente, aiutandola per anni a rimettersi in piedi dopo la guerra civile, oggi continua a stare loro accanto. Maglietta a righe e cappellino blu in testa, come suo solito, continua a “trasformare” il frutto della generosità dei donatori altoatesini in sacchi di mais e riso, legumi, olio, sale, pesce, sapone e beni di prima necessità. Alimenti oggi indispensabili per combattere il nemico più grande, nel campo profughi di Gulu: la fame. Nel campo profughi di Moyo, nel nord dell’Uganda, fa molto caldo. E la terra riarsa dal sole non riesce a dare quel poco necessario a saziare le migliaia di persone che nei mesi scorsi, con l’acuirsi del conflitto interno in Sud Sudan, sono state costrette a lasciare tutto quello che avevano, le loro case, i loro terreni coltivati e i loro animali, per trovare rifugio e salvezza a poche centinaia di metri al di là del confine, in Uganda. (clicca qui)

+++ Egitto, attentato Sinai: mons. Musarò (nunzio), “fatto terribile. Siamo tutti costernati”. Prima condanna da al-Azhar +++

Fri, 2017-11-24 19:29

“L’attentato di oggi ci lascia tutti costernati. È un fatto terribile che non si può accettare”. Raggiunto telefonicamente dal Sir, mons. Bruno Musarò, nunzio apostolico in Egitto, condanna in maniera ferma e netta il “terribile attentato di oggi nel Nord della Penisola del Sinai”. La notizia, spiega il nunzio, “si è diffusa nel primo pomeriggio. Nel villaggio di Bir al-Abed, a ovest della città di Arish, capoluogo del Governatorato del Sinai del Nord, c’è stato un gravissimo attentato, mentre le persone uscivano dalla moschea dopo la preghiera del venerdì. Si parla di circa 235 morti e centinaia di feriti”. È un “fatto gravissimo”. Sembra che i terroristi, riferisce mons. Musarò, “abbiano collocato degli ordigni artigianali intorno al luogo di culto, facendoli esplodere all’uscita dei fedeli appunto dopo la preghiera del venerdì”. Per il nunzio, “è interessante notare che qui, in Egitto, la prima condanna a questo atto terroristico sia giunta dall’Università islamica al-Azhar”. Intanto, il presidente della Repubblica, Abd al-Fattah al-Sisi, ha dichiarato tre giorni di lutto cittadino. “Insieme con tutte le persone che vanno alla ricerca della pace e della convivenza pacifica – conclude il nunzio – bisogna condannare, ancora una volta ed energicamente, questo orribile attentato, affidare al Signore e alla sua misericordia coloro che hanno perso la vita e pregare perché guarisca presto chi è stato ferito”.

Avvenire: la prima pagina di domani 25 novembre. Messaggio Papa per Giornata mondiale pace 2018, eccidio in una moschea del Sinai, inchiesta su ricchezze dei mari

Fri, 2017-11-24 19:29

“Avvenire” apre la sua prima pagina con il Messaggio del Papa per la Giornata mondiale per la pace 2018, in cui Francesco invita all’apertura contro la paura. Alimentare i timori semina violenza, si dice nel testo, con un richiamo alla politica perché non cavalchi il timore dello straniero a fini elettorali. Poi l’appello a non respingere migranti e profughi verso luoghi in cui sono perseguitati. La grande fotocronaca è per l’eccidio in una moschea del Sinai egiziano, dove 235 fedeli sono stati massacrati, probabilmente da jihadisti musulmani. L’editoriale è dedicato alla Giornata contro la violenza sulle donne. Massimo Calvi, uno dei capiredattori di “Avvenire”, scrive: “Nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne si può provare a interpretare da una prospettiva un po’ diversa lo tsunami emblematico che si è generato con lo scoppio del ‘caso Weinstein’ il produttore di Hollywood accusato di abusi sessuali da decine di attrici per fatti accaduti diversi anni fa. Come è noto la marea si è estesa in breve tempo ad altri personaggi dello spettacolo, ad altri ambiti professionali (dalla politica al giornalismo), finendo per sommergere o almeno toccare moltissimi Paesi, compresa l’Italia. E non sembra destinata a esaurirsi in fretta. Con tutta evidenza quello che sta avvenendo è un passaggio epocale, un momento nel quale le donne, soprattutto in Occidente, stanno scorgendo la possibilità di liberarsi dalle violenze e dai soprusi che sono state costrette a subire per lungo tempo negli ambiti in cui si esercita il potere, soprattutto dove questo è gestito dagli uomini, cioè quasi ovunque”. A centro pagina, un titolo per la politica, con l’accelerazione verso un accordo che porti all’approvazione dello Ius culturae e della legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Fra i “temi” richiamati in prima pagina, un’inchiesta sulle ricchezze dei mari, il sesto continente conteso; e un commento di Francesco Gesualdi sul Bangladesh, alla vigilia del viaggio del Papa in Asia.

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