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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 34 min ago

Papa Francesco: Messa Ss. Pietro e Paolo, i 30 arcivescovi che ricevono il pallio

Fri, 2018-06-29 10:40

Sono 30 gli arcivescovi metropoliti nominati durante l’ultimo anno. Ventisei di loro hanno ricevuto il pallio da Papa Francesco stamani durante la messa in piazza San Pietro, nella solennità dei Santi Pietro e Paolo. Si tratta di: card. Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di México (Messico); Mons. Gian Franco Saba, arcivescovo di Sassari (Italia); Mons. Leopoldo Gonzalez Gonzalez, arcivescovo di Acapulco (Messico); Mons. Carlos Alfonso Azpiroz Costa, arcivescovo di Bahía Blanca (Argentina); Mons. Angelo Spina, arcivescovo di Ancona-Osimo; Mons. Carlos Alberto Sanchez, arcivescovo di Tucumán (Argentina); Mons. Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo (Italia); Mons. Grzegorz Rys, arcivescovo di Łodź (Polonia); Mons. Michele Seccia; arcivescovo di Lecce (Italia); Mons. Max Leroy Mesidor, arcivescovo di Port-au-Prince (Haïti); Mons. Charles Jason Gordon, arcivescovo di Port of Spain (Trinidad e Tobago); Mons. Tarcisio Isao Kikuchi, arcivescovo di Tōkyō (Giappone); Mons. Pablo Emiro Salas Anteliz, arcivescovo di Barranquilla (Colombia); Mons. Michel Aupetit, arcivescovo di Paris (Francia); Mons. Isaac Amani Massawe, arcivescovo di Arusha (Tanzania); Mons. Alick Banda, arcivescovo di Lusaka (Zambia); Mons. Pedro Vazquez Villalobos, arcivescovo di Antequera, Oaxaca (Messico); Mons. Jose Romeo Orquejo Lazo, arcivescovo di Jaro (Filippine); Mons. Peter Machado, arcivescovo di Bangalore (India); Mons. Gervais Banshimiyubusa, arcivescovo di Bujumbura (Burundi); Mons. Sergio Alfredo Fenoy, arcivescovo di Santa Fe de la Vera Cruz (Argentina); Mons. Airton José Dos Santos, arcivescovo di Mariana (Brasile); Mons. Gabriel Charles Palmer-Buckle, arcivescovo di Cape Coast (Ghana); Mons. Luis José Rueda Aparicio, arcivescovo di Popayán (Colombia); Mons. Marcelo Daniel Colombo, arcivescovo di Mendoza (Argentina); Mons. Jesús Gonzalez de Zarate Salas, arcivescovo di Cumaná (Venezuela); Mons. José Luis Azuaje Ayala, arcivescovo di Maracaibo (Venezuela); Mons. Víctor Manuel Fernandez, arcivescovo di La Plata (Argentina); Mons. Felix Toppo, arcivescovo di Ranchi (India); Mons. Francisco José Villas-Boas Senra De Faria Coelho, arcivescovo di Évora (Portogallo).

Consiglio europeo: l’accordo sui migranti nei titoli dei giornali europei

Fri, 2018-06-29 10:33

(Bruxelles) Sui siti dei principali quotidiani europei stamane in prima posizione la notizia dell’accordo raggiunto in nottata dal Consiglio europeo. “Trovato un accordo sulle migrazioni al summit Ue”, titola il francese Le Monde, con una foto del premier Conte sorridente, che mostra il testo dell’accordo dal momento che “Roma da giovedì bloccava l’adozione di dichiarazioni comuni pretendendo dagli altri Paesi che rispondessero prima alle sue domande su questo tema”. Il Frankfurter Allgemeine invece ritrae Angela Merkel e titola “Il summit Ue raggiunge l’accordo sulla politica d’asilo”. “L’Ue è d’accordo con la creazione volontaria di centri per migranti nel suo territorio” è il titolo scelto da El Pais, Conte a illustrare il pezzo, e nell’occhiello la precisazione: “fonti governative negano che la Spagna ospiterà uno qualsiasi dei nuovi centri per migranti dove si valuterà se sono rifugiati o irregolari”. L’inglese The Guardian annuncia: “I leader dell’Ue salutano la vittoria al vertice sulla migrazione, ma i dettagli sono scarsi”. E spiega: “L’italiano Conte è ‘soddisfatto’, ma Angela Merkel ha ancora bisogno di convincere i partner della coalizione che ha un modo per controllare l’immigrazione”. Per il Malta Indipendent “i leader dell’Ue dichiarano un accordo rivoluzionario sui migranti” dopo aver, per tutta la notte “contribuito a soddisfare le richieste italiane di maggior aiuto”.
Sull’ungherese Magyar Hírlap campeggia Viktor Orban e la sua dichiarazione: “I quattro Paesi Visegrád hanno ottenuto una grande vittoria”. Gli olandesi del deVolkskrant invece sottolineano nel titolo che l’Ue ha raggiunto l’accordo “dopo una notte dura ed emozionante”. La polacca Rzeczpospolita invece stamane apre commentando la “relazione sullo stato delle forze armate” e la notizia che la flotta polacca sta “facendo acqua”. Ci sono però anche due notizie Ue: “Tutta la notte si è parlato di immigrazione. C’è un accordo”, e poi: “La Polonia non intende offrire alcuna modifica alle leggi sulla corte. Bruxelles minaccia la procedura di infrazione”.

Papa Francesco: Messa SS. Pietro e Paolo, identificare i “sussurri” del maligno. No a “trionfalismi vuoti”

Fri, 2018-06-29 10:20

“Confessare la fede con le nostre labbra e il nostro cuore richiede – come lo ha richiesto a Pietro – di identificare i ‘sussurri’ del maligno”, ha detto il Papa nell’omelia pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica presieduta sul sagrato della basilica di San Pietro in occasione della solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni della città di Roma. Per Francesco occorre “imparare a discernere e scoprire quelle ‘coperture’ personali e comunitarie che ci mantengono a distanza dal vivo del dramma umano; che ci impediscono di entrare in contatto con l’esistenza concreta degli altri e, in definitiva, di conoscere la forza rivoluzionaria della tenerezza di Dio”. Non separando la gloria dalla croce, spiega, “Gesù vuole riscattare i suoi discepoli, la sua Chiesa, da trionfalismi vuoti: vuoti di amore, vuoti di servizio, vuoti di compassione, vuoti di popolo. La vuole riscattare da una immaginazione senza limiti che non sa mettere radici nella vita del Popolo fedele o, che sarebbe peggio, crede che il servizio al Signore le chieda di sbarazzarsi delle strade polverose della storia”.

Consiglio europeo: ripresi i lavori, oggi in agenda Brexit, vertice eurozona e riforma Unione economica e monetaria

Fri, 2018-06-29 10:15

(Bruxelles) Sono ripresi in mattinata i lavori al Consiglio europeo di Bruxelles dopo la notte di negoziati per addivenire a conclusioni condivise sul nodo migrazioni. La giornata odierna ha avuto delle modifiche negli orari: al primo punto delle discussioni è stato posto il Brexit: partecipano 27 Paesi, Regno Unito escluso, soprattutto per fare il punto dei negoziati – ancora problematici – sul “divorzio” da Londra. Seguirà il Vertice euro sulla riforma dell’Unione economica e monetaria. La conferenza stampa di chiusura è stata spostata dalle 13 alle 15.30 circa.

Papa Francesco: Messa SS. Pietro e Paolo, “gloria e croce vanno insieme”. “Quando si abbandona la croce, quella è la beffa dell’avversario”

Fri, 2018-06-29 10:10

“Partecipare all’unzione di Cristo è partecipare alla sua gloria, che è la sua Croce”, spiega il Papa nell’omelia della celebrazione eucaristica presieduta sul sagrato della basilica di San Pietro in occasione della solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. “Gloria e croce in Gesù Cristo vanno insieme e non si possono separare; perché quando si abbandona la croce, anche se entriamo nello splendore abbagliante della gloria, ci inganneremo, perché quella non sarà la gloria di Dio, ma la beffa dell’avversario”. Non di rado, riconosce il Pontefice, “sentiamo la tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore. Gesù tocca la miseria umana, invitando noi a stare con Lui e a toccare la carne sofferente degli altri”.

Papa Francesco: Messa SS. Pietro e Paolo, l’amore di Dio chiede di raggiungere tutti “anche a costo del buon nome e del martirio”

Fri, 2018-06-29 10:09

“Come Pietro, anche noi possiamo confessare con le nostre labbra e il nostro cuore non solo quello che abbiamo udito, ma anche l’esperienza concreta della nostra vita: siamo stati risuscitati, curati, rinnovati, colmati di speranza dall’unzione del Santo”. Esordisce così Papa Francesco, nell’omelia pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica presieduta sul sagrato della basilica di San Pietro in occasione della solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni della città di Roma. Commentando l’episodio della liberazione di Pietro dal carcere, il Pontefice osserva che “l’Unto di Dio porta l’amore e la misericordia del Padre fino alle estreme conseguenze”. Un amore misericordioso che “richiede di andare in tutti gli angoli della vita per raggiungere tutti, anche se questo costasse il ‘buon nome’, le comodità, la posizione… il martirio”. “Contemplare la vita di Pietro e la sua confessione – avverte Francesco – significa anche imparare a conoscere le tentazioni che accompagneranno la vita del discepolo. Alla maniera di Pietro, come Chiesa, saremo sempre tentati da quei ‘sussurri’ del maligno che saranno pietra d’inciampo per la missione”. “E dico ‘sussurri’ – precisa il Papa – perché il demonio seduce di nascosto, facendo sì che non si riconosca la sua intenzione”.

Migranti: Medici senza frontiere, “politiche europee condannano le persone a essere intrappolate in Libia o ad annegare in mare”

Fri, 2018-06-29 10:00

“I governi europei devono ritrovare il buon senso e mettere fine alle politiche che costringono le persone a rimanere intrappolate in Libia o a morire in mare”. È l’appello lanciato da Medici senza frontiere (Msf) in occasione del Consiglio europeo. “Con 220 persone morte annegate, la settimana scorsa si è registrato il maggior numero di morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno. Tutte tragedie evitabili”, rileva l’ong, secondo cui “i governi europei hanno bloccato le operazioni di ricerca e soccorso in mare delle ong, consegnando la responsabilità dei soccorsi alla Guardia costiera libica”.
“Gli Stati membri dell’Ue stanno abdicando alla loro responsabilità di salvare vite e deliberatamente stanno condannando le persone a essere intrappolate in Libia o a morire in mare”, dichiara Karline Kleijer, responsabile per le emergenze di Msf. “Lo fanno essendo pienamente consapevoli delle violenze e degli abusi estremi che migranti e rifugiati soffrono in Libia”. Per questo, Msf “esorta i governi europei a mostrare un po’ di decenza e ricorda che stiamo parlando di vite umane e sofferenze umane. Possono iniziare impegnandosi nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare e facilitare lo sbarco rapido nei porti sicuri più vicini, che non sono in Libia”.
Nel corso dell’ultimo mese, Msf è stata in grado di accedere a quattro centri di detenzione e ha condotto oltre 3.000 visite mediche. “Le équipe mediche – si legge nella nota – hanno riscontrato che i principali problemi di salute sono legati alle cattive condizioni di vita, incluso il sovraffollamento e la mancanza di acqua o servizi igienici sufficienti”.
Medici senza frontiere rileva poi che “una campagna orchestrata contro le ong sta raggiungendo un punto di rottura. Le ong che operano in mare sono sempre più ostacolate nell’eseguire salvataggi in acque internazionali e viene loro negato l’accesso ai porti”. “Salvare vite in mare non è un crimine”, afferma Kleijer. “Il messaggio che viene dai governi europei è forte e chiaro: l’assistenza umanitaria non è benvenuta. Le ong sono il capro espiatorio di una tattica creata per distogliere l’attenzione dalle questioni reali: la mancanza di solidarietà o di visione e un sistema di asilo inadeguato”. “Queste azioni ci bloccano e ci impediscono di svolgere il lavoro che i governi dell’Ue non riescono a fare, mentre disumanizzano le persone in stato di bisogno. Ogni morte causata da queste misure – conclude Kleijer – è ora nelle loro mani”.

Consiglio europeo: nessuna decisione. Veto italiano blocca, per il momento, le “conclusioni” del summit

Thu, 2018-06-28 20:18

(Bruxelles) Nessuna conclusione comune, al momento, conferenza stampa rinviata a domani. I leader Ue proseguono dunque le discussioni durante la cena di lavoro a Bruxelles. È quanto accade al Consiglio europeo, dove il premier italiano Giuseppe Conte ha issato il diritto di veto in mancanza di un accordo sul nodo-migrazioni. “Il Consiglio europeo di questo pomeriggio ha avuto uno scambio di opinioni con il presidente del Parlamento europeo Tajani e con il Segretario generale della Nato Stoltenberg”, si legge in una nota ufficiale appena diffusa dal portavoce del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, “nonché discussioni su sicurezza e difesa, occupazione, crescita e competitività, innovazione e digitale, allargamento e bilancio pluriennale”. Ma “poiché un membro”, ossia l’Italia, “ha posto la sua riserva su tutte le conclusioni, non sono state concordate conclusioni in questa fase”. Le “conclusioni” sono i documenti che riportano le decisioni assunte dal vertice sui vari capitoli in agenda. Così la conferenza stampa dei rappresentanti istituzionali dell’Ue (Tusk e Juncker) “è stata cancellata e avverrà invece domani dopo la fine del vertice euro”.

Mafie: don Ciotti (Libera), Papa Francesco “ci invita ad accogliere l’altro e ad assumerci le nostre responsabilità”

Thu, 2018-06-28 20:01

“Il Papa ci invita ad una Chiesa che ci chiede di guardare verso il cielo senza distrarci dalla responsabilità che abbiamo verso la terra. Ci invita ad accogliere l’altro, a non aver paura dell’altro”. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, a Bari richiama ancora una volta a seguire le indicazioni del Pontefice, che il 7 luglio incontrerà nel capoluogo pugliese i capi delle Chiese del Medio Oriente. “A volte tutto viene camuffato da semplificazioni – ha spiegato don Ciotti -. C’è la paura del cambiamento, della solitudine. E c’è certamente la povertà economica. Ma anche quella culturale. C’è un grande analfabetismo di ritorno ai massimi livelli. Ben venga allora Papa Francesco a scuotere le coscienze. In Puglia avete delle realtà che sono un grande esempio di bellezza e che fanno di tutto. Sono associazioni che magari non fanno rumore ma ci sono, fatte di persone che se fossero accompagnate e aiutate potrebbero operare di più e meglio”. Il rischio che la società corre oggi, secondo il pensiero di don Ciotti, è di avere una comunità dormiente, che non riesce a reagire e a fare la propria parte: “Rischiamo di essere cittadini ad intermittenza – ha aggiunto -, persone che si commuovono se succedono delle tragedie ma poi non si muovono a sufficienza. Allora tutto questo chiama in causa anche noi, la democrazia affida anche a noi il compito di responsabilità. Quello che chiediamo alle Istituzioni dobbiamo chiederlo, collaborare se queste fanno le cose per bene, essere una spina nel fianco se non lo fanno. Serve perciò una rivolta culturale, etica, sociale a partire dai nostri gruppi e dalle nostre associazioni. Se i nostri diritti non sono rispettati, non è solo colpa di chi li ha frenati ma a volte è colpa anche nostra che non li abbiamo difesi a sufficienza”.

Mafie: don Ciotti (Libera), “si avvalgono della povertà per fare affari, tutti siamo chiamati a reagire”

Thu, 2018-06-28 20:00

“Le mafie non sono figlie della povertà, ma si avvalgono di questa per fare i loro affari e per gestire i loro poteri. Noi dobbiamo lottare contro le forme di povertà quali forme di ingiustizia e disuguaglianza nel nostro Paese”. Così don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera, a Bari ribadisce il suo impegno contro le mafie e chiama a raccolta i cittadini nell’assumere la propria parte di responsabilità nel processo democratico e per lo sviluppo della società. Lo fa durante l’incontro “Mafie e Povertà” organizzato da varie realtà locali e nazionali tra cui Libera e Rete dei Numeri Pari. “La lotta alla mafia – ha detto don Ciotti – non è solo un impegno di magistrati e forze di polizia. Tocca anche a noi cittadini reagire, fare la nostra parte, e assumere la nostra parte di responsabilità. Lotta alla mafia vuol dire anche fare politiche sociali, politiche per la famiglia e attenzione al mondo dei giovani che vivono una grande condizione di povertà”. L’incontro è stato anche l’occasione per inaugurare il progetto “Solidali dalla testa ai piedi”, promosso dalla “Giuseppe Moscati Onlus” di Bari, associazione impegnata in favore delle famiglie in disagio economico. Il progetto garantirà alle persone senza fissa dimora un luogo dove rifocillarsi, lavarsi e lavare i propri indumenti grazie alla sistemazione di due locali della Parrocchia San Sabino. “L’Italia ha 5 milioni di persone in condizione di povertà assoluta e 9 milioni a rischio di povertà o che vivono forme di povertà – ha aggiunto don Ciotti -. Di fronte a queste fragilità servono delle risposte all’interno di un progetto che non schiaccia solo nel ‘reddito di dignità’. Può essere questo uno strumento temporaneo, ma poi serve costruire dei percorsi. Allora questa è una grande sfida culturale ma anche educativa”.

Spagna: mons. Tamayo (segretario vescovi) su governo Sanchez, “la Chiesa non è un avversario politico”

Thu, 2018-06-28 19:50

“La croce è il simbolo della pace e del perdono e non è una croce selettiva, né che pone l’uno contro gli altri. Compito della Chiesa è pregare per il riposo eterno dei defunti”, ma la decisione sulle spoglie pertiene “all’ambito politico e famigliare”. Lo ha detto il segretario generale e portavoce dei vescovi spagnoli, mons. José María Gil Tamayo, in merito alla rimozione dei resti del dittatore Franco dalla basilica di Valle de Los Caidos. Durante la conferenza stampa al termine dei lavori del Comitato permanente della Conferenza episcopale spagnola (Madrid, 26-27 giugno), mons. Tamayo ha parlato anche del primo incontro tra il neo-premier Pedro Sanchez e il card. Ricardo Blasquez: “Soddisfazione” e “normalità” per la relazione Chiesa-Stato è la valutazione data dal cardinal Blasquez, che ha dichiarato al premier la disponibilità all’accompagnamento e alla cooperazione con “indipendenza e libertà”. “La Chiesa non è un avversario politico e si muoverà con la libertà di una istituzione che ha cura della stragrande maggioranza degli spagnoli. Questo il governo lo riconosce”, ha commentato mons. Tamayo. Quanto al tema delle migrazioni in discussione al Consiglio europeo, mons. Tamayo ha dichiarato: “È un diritto inalienabile da regolare; per i cristiani accogliere e integrare i migranti è un dovere” che si fonda su un preciso “mandato di Gesù”. Esso “non cambia, non è oggetto di negoziazione, né si può ostacolare un diritto inalienabile alla ricerca di migliori condizioni di vita”. Nella risposta di mons. Tamayo il riferimento al “controllo dei flussi, al rafforzamento della collaborazione internazionale con i Paesi d’origine” e tra i Paesi dell’Ue, perché “non sia solo una Ue della protezione economica e dell’euro, ma sia un’Europa della solidarietà”. Ai giornalisti mons. Tamayo ha infine annunciato che il 26-29 settembre 2019 Santiago de Compostela accoglierà la Plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee): sarà una “occasione molto buona per preparare l’anno santo giacobeo del 2020”, nella scia dello “spirito europeo cristiano che emana da Santiago de Compostela”.

Spagna: mons. Tamayo (segretario vescovi) su proposta di legge eutanasia e suicidio assistito, “la difesa della vita deve essere integrale”

Thu, 2018-06-28 19:46

Nella riunione del Comitato permanente della Conferenza episcopale spagnola (Madrid, 26-27 giugno) uno dei punti all’ordine del giorno è stata la proposta di legge del Partito socialista operaio (Pso) sull’eutanasia e sul suicidio assistito, ora in calendario al Parlamento. Parlando ai giornalisti in conferenza stampa, il segretario generale e portavoce mons. José María Gil Tamayo ha dichiarato che “per la Chiesa e per la coscienza etica più elementare vige il principio del ‘non ucciderai’”. Rimandando al documento pubblicato il 21 maggio dalla Sub-commissione episcopale sulla famiglia e la vita, Tamayo ha insistito sul fatto che “la difesa della vita deve essere integrale, non sulla base dei parametri di qualità”, pena il rischio di entrare su un “terreno soggettivista pericoloso”. In questo criterio di “difesa integrale” s’inserisce anche la riforma del catechismo della Chiesa cattolica “proposta da Papa Francesco e che la Chiesa spagnola sostiene”, di esprimere “in maniera chiara e tassativa” l’esclusione del ricorso alla pena di morte. La proposta di legge sull’eutanasia, ha continuato mons. Tamayo, va contro la “vita come valore sociale”, e “i principi di etica medica del curare, alleviare, accompagnare e consolare”. Se apriamo una “porta alla morte volontaria, creiamo una cultura dello scarto”. Facendo riferimento a come lo Stato interviene nei casi di incidenti, attentati, catastrofi, Tamayo ha sollecitato a dare la stessa attenzione a questa “catastrofe silenziosa” che “colpisce tante persone”. I vescovi spagnoli chiedono si sostenga la diffusione delle cure palliative, la formazione di personale specializzato, l’aiuto, anche sul piano economico, alle famiglie dei malati terminali.

Spagna: vescovi, allo studio un documento sulla riforma della Conferenza episcopale

Thu, 2018-06-28 19:40

È stato oggetto di studio del Comitato permanente della Conferenza episcopale spagnola, che si è riunito a Madrid dal 26 al 27 giugno, “un documento sulla riforma della Conferenza episcopale”, come ha riferito alla stampa oggi il segretario generale e portavoce mons. José María Gil Tamayo. Si tratta di favorire “un rinnovamento” che “promuova la trasformazione missionaria della Chiesa”. “Migliorare il passato, discernere, apprendere dagli errori, rafforzare i successi e tracciare il futuro secondo i criteri e le indicazioni dell’Evangelii gaudium di Papa Francesco” sono i binari del lavoro, ha spiegato mons. Tamayo: “Stiamo facendo quello che il Papa sta facendo con la Santa Sede”. Il processo di rinnovamento è ancora in fase “embrionale” ed è cominciato con una riflessione teologica sulla natura della Conferenza episcopale e la definizione di alcuni criteri di fondo. “Ora si passerà al vaglio l’aspetto organizzativo nel senso della semplificazione dei suoi organismi e del funzionamento” secondo due direttrici: che la Conferenza sia un “elemento di partecipazione effettiva dei vescovi” e che “vi sia una buona armonia tra comunione episcopale e con le Chiese locali, vista la forte differenziazione territoriale del nostro Paese”. Durante la riunione, il Comitato permanente ha lavorato anche sul documento Cor Orans sulla vita contemplativa femminile: la Spagna, insieme all’Italia, è il Paese che ha il maggior numero di suore claustrali, con 766 monasteri e 8.855 monache di clausura.

Notizie Sir del giorno: Concistoro, Consiglio europeo, Travel Ban, Chiese d’Europa e comunicazione, appello Wcc, frontiera Italia-Francia, riforma Chiesa spagnola

Thu, 2018-06-28 19:30

Papa Francesco: Concistoro, no a “ricerca dei primi posti, gelosie, invidie, intrighi, aggiustamenti, accordi, discussioni inutili”

“Ricerca dei primi posti, gelosie, invidie, intrighi, aggiustamenti e accordi; una logica che non solo logora e corrode da dentro i rapporti tra loro, ma che inoltre li chiude e li avvolge in discussioni inutili e di poco conto”. Così il Papa, nell’omelia del Concistoro per la creazione di 14 nuovi cardinali, ha messo in guardia da “certi segreti del cuore dei discepoli”, narrati da Marco nel suo Vangelo, che possono essere considerati paradigmatici ancora oggi. Francesco ha poi tracciato un parallelo tra il tempo degli apostoli e i nostri tempi: “A che serve guadagnare il mondo intero se si è corrosi all’interno? A che serve guadagnare il mondo intero se si vive tutti presi da intrighi asfissianti che inaridiscono e rendono sterile il cuore e la missione? In questa situazione – come qualcuno ha osservato – si potrebbero già intravedere gli intrighi di palazzo, anche nelle curie ecclesiastiche”. “Nessuno di noi deve sentirsi superiore ad alcuno”, l’ammonimento per tutti i porporati: “Nessuno di noi deve guardare gli altri dall’alto in basso. Possiamo guardare così una persona solo quando la aiutiamo ad alzarsi”. (clicca qui)

Consiglio europeo: Tusk sulle migrazioni, “senza accordo il caos”. Buona notizia i negoziati con Skopje e Tirana

(Bruxelles) “La mia proposta per questo summit è di concentrarci sulle frontiere esterne dell’Ue, incluso il progetto delle piattaforme regionali” (centri di sbarco). Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk al premier macedonie Zoran Zaev, arrivato a Bruxelles al vertice dove si aspetta il nulla osta dei 28 Paesi membri per l’inizio dei negoziati con Macedonia ed Albania. Riguardo le migrazioni, l’idea di Tusk corrisponderebbe “ai suggerimenti dell’Alto commisariato Onu”. “L’alternativa a questa soluzione – afferma il presidente del Consiglio Ue – sarebbe un caotico avanzare di frontiere chiuse, anche all’interno dell’Unione, comportando conflitti in crescendo tra i Paesi membri”. “Qualcuno potrebbe pensare che le mie proposte sulla migrazione siano troppo dure”, chiosa Tusk convinto che altrimenti “vedremo delle misure veramente drastiche”. (clicca qui)

Strati Uniti: vescovi “delusi” dalla sentenza della Corte suprema sul Travel Ban

(da New York) “Delusi”. I vescovi statunitensi usano quest’espressione nel commentare la sentenza della Corte suprema che ammette il divieto di ingresso negli Usa di sette Paesi a maggioranza islamica, voluto dalla presidenza Trump e che era stato contestato dal Tribunale statale delle Haway. “Il Travel Ban ha preso di mira uno specifico gruppo religioso definendolo illegale e questo è contrario al principio di neutralità che il nostro Paese attua nei confronti delle fedi”, hanno dichiarato congiuntamente il vescovo Joe S. Vásquez, presidente della Commissione per le migrazioni nella Conferenza dei vescovi, e l’arcivescovo Joseph E. Kurtz, presidente del Comitato per la libertà religiosa. In 38 pagine i vescovi, assieme a Catholic Charities Usa e al Catholic Legal Immigration Network, Inc., spiegano le ragioni del perché sono intervenuti su un fronte opposto a quello presidenziale, ricordando tra l’altro che gli Usa sono nati proprio da persone che sfuggivano a una persecuzione per le loro convinzioni di fede e il primo emendamento sulla garanzia della libertà di fede, nacque proprio da quest’esperienza dolorosa. (clicca qui)

Spagna: vescovi, allo studio un documento sulla riforma della Conferenza episcopale

È stato oggetto di studio del Comitato permanente della Conferenza episcopale spagnola, che si è riunito a Madrid dal 26 al 27 giugno, “un documento sulla riforma della Conferenza episcopale”, come ha riferito alla stampa oggi il segretario generale e portavoce mons. José María Gil Tamayo. Si tratta di favorire “un rinnovamento” che “promuova la trasformazione missionaria della Chiesa”. “Migliorare il passato, discernere, apprendere dagli errori, rafforzare i successi e tracciare il futuro secondo i criteri e le indicazioni dell’Evangelii gaudium di Papa Francesco” sono i binari del lavoro, ha spiegato mons. Tamayo: “Stiamo facendo quello che il Papa sta facendo con la Santa Sede”. Il processo di rinnovamento è ancora in fase “embrionale” ed è cominciato con una riflessione teologica sulla natura della Conferenza episcopale e la definizione di alcuni criteri di fondo. “Ora si passerà al vaglio l’aspetto organizzativo nel senso della semplificazione dei suoi organismi e del funzionamento” secondo due direttrici: che la Conferenza sia un “elemento di partecipazione effettiva dei vescovi” e che “vi sia una buona armonia tra comunione episcopale e con le Chiese locali, vista la forte differenziazione territoriale del nostro Paese”. (clicca qui)

Chiese d’Europa e comunicazione: don Maffeis (Cei), “centrale per la vita democratica”

“La comunicazione, in questo momento, non può che essere centrale per la vita democratica in Europa”. Lo ha affermato don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, in un’intervista al Sir in cui commenta i lavori dell’incontro che, per iniziativa del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), ha riunito a Roma i portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa, insieme ai direttori delle agenzie di stampa cattoliche europee. Quello di questi giorni “è un bilancio senz’altro positivo. Sono stati giorni intensi di dibattito e confronto, che siamo stati onorati di poter ospitare nella sede della Cei. Il tema scelto, ‘Comunicare Cristo in un mondo polarizzato’, ha visto un confronto aperto e franco su un tema irrimandabile. Troppe volte, infatti, le Chiese d’Europa vengono interpretate in modo stereotipato o identificate con modelli che nulla hanno a che fare con la realtà”. (clicca qui)

Siria: Wcc, appello per la liberazione dei due arcivescovi di Aleppo rapiti 5 anni fa

Il Comitato centrale del Consiglio mondiale delle chiese (Wcc), nel corso della riunione del 15-21 giugno, ha rilasciato una dichiarazione ribadendo la sua grave preoccupazione per la situazione allarmante e in rapido deterioramento dei cristiani in Medio Oriente. Il Comitato centrale ha chiesto la liberazione di due arcivescovi siriani, il siro-ortodosso Yohanna Ibrahim e il greco-ortodosso Paul Yazigi, rapiti vicino ad Aleppo, in Siria, da alcuni uomini armati nell’aprile 2013, mentre stavano tornando dal confine turco alla loro città di Aleppo. Il Comitato centrale “ricorda con tristezza il rapimento, cinque anni fa degli arcivescovi di Aleppo, Youhanna Ibrahim e Paul Yazigi”, si legge nella nota. “Noi continuiamo a pregare per il loro ritorno sicuro alle loro chiese, alle loro comunità e alle loro famiglie, come un segno di speranza per tutti i cristiani della Siria e della regione” (clicca qui)

Migranti: Marmo (Caritas Intemelia) su violazioni diritti frontiera francese, “rischi soprattutto per i minorenni”

“Chiedere la fine delle pratiche illegali alla frontiera francese è fondamentale per tutti i migranti, ma soprattutto per i minorenni che non sarebbero più costretti a cercare vie sempre più costose e pericolose per passare la frontiera”. A commentare al Sir la denuncia diffusa ieri dalle associazioni italiane e francesi impegnate sui due lati della frontiera di Ventimiglia-Mentone è Maurizio Marmo, direttore della Caritas Intemelia. Il documento è frutto di un’attività di monitoraggio che ha visto impegnati dal 24 al 27 giugno scorsi gli operatori di oltre venti realtà tra cui la stessa Caritas. Tra le irregolarità riscontrate anche la mancata accoglienza dei minori. “Le forze di polizia francese – si legge nel comunicato – non hanno preso in considerazione la minore età di 11 giovani migranti, che sono stati rinviati illegalmente in Italia e sono stati successivamente ricondotti dalle forze di polizia italiana in Francia”. Intanto, Nei giorni scorsi la Caritas Intemelia ha lanciato un appello per il reperimento di cibo e vestiti da destinare ai migranti a Ventimiglia, in aumento “nonostante – spiega Marmo – il drastico calo degli arrivi in Italia degli ultimi mesi”. (clicca qui)

Mezzogiorno: Fond. con il Sud, selezionati 14 immobili inutilizzati. 4 milioni di euro per recuperarli ad uso collettivo

Thu, 2018-06-28 19:24

L’antica sede del municipio di Atella di Napoli, un mulino con frantoio del XIII secolo in provincia di Salerno, un convento carmelitano del ‘700 nel Salento, un ex carcere, un ospedale inutilizzato e addirittura un anfiteatro all’aperto a picco sul mare. Sono solo alcuni dei 14 edifici ammessi alla seconda fase del Bando “Il bene torna comune”, con cui la Fondazione Con il Sud si propone di recuperare e valorizzare i beni in disuso nell’Italia meridionale, mettendo a disposizione 4 milioni di euro di risorse private. Per accedere a tutti gli effetti alla fase finale del bando, i proprietari dei 14 immobili ritenuti idonei devono sottoscrivere la convenzione con la Fondazione entro fine luglio. “Il bene torna comune” – giunto alla quarta edizione – si sviluppa infatti in due parti. In un primo momento, amministratori e proprietari di beni inutilizzati hanno manifestato il proprio interesse a cederli alla comunità locale per almeno 10 anni con regolare contratto di affitto. La Fondazione ha ricevuto 145 candidature da parte di persone fisiche e giuridiche, enti pubblici e privati. Dopo un’attenta valutazione sono stati individuati 14 beni adatti allo svolgimento di  attività socio culturali: 4 in Puglia, 4 in Campania, 2 in Calabria, 2 in Sicilia, uno in Basilicata e uno in Sicilia. Da agosto a ottobre le organizzazioni del Terzo settore, in partenariato con enti pubblici o privati del territorio, potranno presentare proposte di valorizzazione dei beni selezionati, in un’ottica di uso collettivo e di restituzione alla collettività. La Fondazione valuterà le proposte privilegiando gli interventi capaci di generare effetti positivi concreti, in termini di sviluppo socio-economico per la comunità locale.

Divieto pubblicità azzardo: mons. D’Urso (Consulta nazionale antiusura), “senza se e senza ma. Società sportive e media non si oppongano”

Thu, 2018-06-28 19:21

“Spot, sponsorizzazioni, avvisi, reclaim, pubblicità sia occulta e sia palese vanno immediatamente vietati senza se e senza ma”. Lo afferma il presidente della Consulta nazionale antiusura, mons. Alberto D’Urso esprimendo apprezzamento per il decreto sull’abolizione netta della pubblicità sul gioco d’azzardo che il governo si appresta ad emanare e, al tempo stesso, preoccupazione per la reazione di società sportive e aziende televisive. “Leggiamo ora, e veniamo a sapere anche informalmente – sostiene D’Urso in una nota -, che alcuni settori dell’editoria, dei media televisivi e delle società sportive (football e altri tipi) si stanno opponendo alla preannunciata misura di divieto netto e risoluto di pubblicità alla vendita di gioco d’azzardo, tanto in locali di varia natura quanto nel web (reti mobili o fisse che siano)”. Per il presidente della Consulta, “il Decreto che il Governo si appresta a emanare – pur limitato al marketing del gioco d’azzardo – va nella direzione giusta, e quindi la Consulta nazionale ntiusura auspica che siano respinte le resistenze a spegnere le luci, le sirene e i richiami incalzanti – anche attraverso il web, le app e i Grandi Dati dei gestori delle reti – alle scommesse, alle lotterie, alle slot machine e ai casinò on line”. “Come per il tabacco e per l’induzione alla velocità con le auto sulle strade pubbliche, anche per il gioco d’azzardo – conclude D’Urso – la concessione statale alla vendita di ‘prodotti’ dannosi alla salute non legittima minimamente la pubblicità”.

Papa Francesco: insieme ai nuovi cardinali in visita da Benedetto XVI

Thu, 2018-06-28 19:20

Al termine della celebrazione del Concistoro, Papa Francesco e i nuovi cardinali si sono recati, a bordo di due pullmini, al Monastero “Mater Ecclesiae” in Vaticano per incontrare il Papa Emerito Benedetto XVI. Nella cappella, tutti insieme hanno recitato l’Ave Maria. Dopo un breve saluto e la benedizione di Papa Benedetto, i 14 nuovi porporati sono tornati in Aula Paolo VI e nel Palazzo Apostolico per la Visita di Cortesia  Lo riferisce la Sala Stampa della Santa Sede.

Diocesi: Milano, al via domani le Olimpiadi degli oratori 2018 con la presenza dell’arcivescovo Delpini

Thu, 2018-06-28 19:07

Come tutti i giochi olimpici, anche gli Oralimpics 2018, le Olimpiadi degli oratori, inizieranno a Milano con una fiaccolata. Domani la fiamma benedetta da papa Francesco sarà accesa in piazza Duomo alla presenza dell’arcivescovo Mario Delpini e da qui portata allo Stadio Meazza di San Siro (ore 13) dopo aver toccato alcuni luoghi simbolici della città: Palazzo Marino, il Palazzo della Regione, l’Arena civica, il carcere di San Vittore. In serata, alle ore 20.30, la fiaccola sarà installata presso l’Open Air Theater del Parco Experience per la cerimonia di apertura dei giochi, momento di festa aperto a tutti i cittadini e che vedrà come protagonisti i 3mila atleti dei 150 oratori che hanno aderito all’iniziativa. La mattina del giorno successivo, sabato 30 giugno alle 9.00, lungo il cardo e il decumano dell’ex sito espositivo (oggi sede di Mind), inizieranno le gare. I ragazzi preadolescenti (11-14 anni), nell’arco di due giornate, si cimenteranno in quattordici discipline sportive e vivranno insieme come in un villaggio olimpico. Sempre sabato, mentre il medagliere segnerà le prime vittorie, la sede di Oralimpics sarà aperta per far vivere anche alle famiglie una giornata ricca di incontri, grazie alla partecipazione di moltissime personalità del mondo dello sport: da mister Franco Baresi alla campionessa del volley Valentina Diouf, dai campioni Gigi Riva a Sandro Mazzola a Gianni Rivera. Non mancheranno contenuti gli approfondimenti, come la presentazione, alle 11.30 alla Cascina Triulza, del percorso OraMiFormo dedicato al tema del bullismo e cyber-bullismo. Al termine delle gare, alle ore 21, a portare il saluto della diocesi ai piccoli atleti e ai volontari che hanno lavorato per rendere possibile l’evento, arriverà anche l’arcivescovo Delpini. Le ultime finali si svolgeranno nella mattinata di domenica 1 luglio. Seguiranno le premiazioni e la Messa alle 12 all’Open Air Theater, presieduta dal vicario generale, mons. Franco Agnesi.

Migranti: don De Robertis (Migrantes), “clima di ostilità e xenofobia, migliorare l’accoglienza”

Thu, 2018-06-28 18:58

“In Italia e in Europa si sta diffondendo un clima di ostilità e di xenofobia”. Lo afferma don Giovanni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes, che definisce questa situazione come “il frutto di una propaganda continua, delle condizioni di disagio in cui una parte della popolazione si trova e soprattutto della cattiva accoglienza, del fatto che queste persone, una volta che mettono piede nel nostro Paese, molto spesso vengono abbandonate a se stesse, lasciate senza sapere dove andare e che fare, diventando così manovalanza della criminalità”. In un’intervista pubblicata sul sito della Campagna Cei “Liberi di partire, liberi di restare“, don De Robertis punta il dito contro la “cattiva accoglienza”. “Gran parte degli immigrati – spiega – viene parcheggiata in grandi centri, l’87 per cento dei richiedenti asilo, i minori non accompagnati, compiuti i 18 anni, non sanno più dove andare: per il migrante che arriva in Italia cioè è un terno a lotto sapere se potrà o no costruirsi un futuro”. Tutto ciò, rileva, “non è imputabile agli immigrati, ma allo Stato che finanzia i diversi Cas, Cara e cooperative che a volte rubano”. “Perché non si affidano i migranti a tante associazioni che gratuitamente offrono la loro disponibilità?”, si chiede il direttore di Migrantes ricordando che “in Italia tanti Sprar ospitano al di sotto della loro capienza perché non vengono loro assegnate le persone”. “Si accusano le associazioni di lucrare, ma sono spesso le istituzioni che hanno affidato i migranti a quelle associazioni corrotte”, denuncia don De Robertis sottolineando che “i migranti non sono gli artefici, ma le vittime di questo sistema”.

Migranti: De Robertis (Migrantes), non si tratta di patate o noccioline, ma di esseri umani

Thu, 2018-06-28 18:57

Fino a quando “non ci renderemo conto del valore di ogni essere umano, purtroppo continueremo a lasciare queste persone morire oppure in condizioni disumane, come quelle in cui vivono in tanti campi profughi o in Libia”. La denuncia arriva da don Giovanni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes, che in un’intervista pubblicata sul sito della Campagna Cei “Liberi di partire, liberi di restare”, si sofferma sul tema dei migranti e degli sbarchi. “Non si tratta di patate o di noccioline, ma di esseri umani”, ricorda don De Robertis sottolineando che “una sola di queste vite vale più di tanti dei nostri soldi”. “Questo – ribadisce – è quello che il Papa ha voluto ricordarci. Se noi non prendiamo coscienza di questo, non potremmo mai affrontare nel mondo giusto il fenomeno delle migrazioni”.

Il direttore della Fondazione Migrantes torna anche sul caso della nave Aquarius: “abbiamo bisogno di tempo per comprendere a cosa porterà questo gesto, se si tratta di un gesto isolato”, spiega evidenziando però che “richiama la giusta rivendicazione che la realtà delle migrazioni venga affrontata dall’Europa in modo solidale”. Secondo don De Robertis, infatti, “è un problema che dovrebbe vedere le Nazioni Unite presenti perché non solo il Mediterraneo è luogo di migrazione e di morte, ma ad esempio anche il confine tra il Messico e gli Stati Uniti, dove ci sono persone imprigionate e bambini lasciati soli”.

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