Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 3 hours 24 min ago

Giorgio La Pira: Palermo, a ottobre il quarto convegno nazionale “Spes contra Spem”

Sat, 2017-09-23 17:18

Si svolgerà a Palermo, venerdì 13 e sabato 14 ottobre, il quarto convegno nazionale “Spes contra Spem”, in occasione del quarantesimo anniversario della morte di Giorgio La Pira. Interverranno, nel primo giorno di incontri, l’arcivescovo del capoluogo siciliano, mons. Corrado Lorefice, e il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, card. Gualtiero Bassetti, che introdurrà il tema “La Pira e la città”. Sabato 14, il convegno continuerà con una tavola rotonda di sindaci sul tema “Essere sindaco oggi” alla presenza del primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando. Saranno presenti anche i sindaci di Firenze, Messina, Catania, Caltanissetta, Pozzallo. Nel pomeriggio di sabato, la terza sessione sarà dedicata al tema del Mediterraneo, con una relazione di Bruna Bagnato, docente della scuola di Scienze politiche dell’Università di Firenze. “Abbiamo pensato che fosse giusto tenere questo nostro convegno annuale, nel quarantesimo anniversario della morte di La Pira, proprio nella regione che gli ha dato i natali – si legge in una nota della fondazione -. La Sicilia rappresenta il cuore di quel ‘grande lago di Tiberiade’ che Giorgio La Pira vedeva nel Mediterraneo, quale luogo prediletto di incontro per le tre grandi religioni, che costituiscono la ‘triplice famiglia di Abramo’”.

Diocesi: Assisi, domani festa a Nocera Umbra per gli 800 anni della morte di San Rinaldo con card. Stella

Sat, 2017-09-23 17:02

Continuano i festeggiamenti a Nocera Umbra in occasione degli 800 anni della morte di San Rinaldo con un nuovo appuntamento. Domani, domenica 24 settembre, alle 11, il card. Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero, presiederà una celebrazione eucaristica e impartirà il sacramento della Cresima. Una presenza dal forte significato simbolico: il cardinale fu ordinato sacerdote dallo zio Costantino Stella, già vescovo di Nocera Umbra e Gualdo Tadino tra il 1945 e il 1950. Al termine della celebrazione, alla quale parteciperà anche il vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, sarà mostrata ed esposta la nuova statua di San Rinaldo realizzata da mastri scultori di Ortisei. Un altro momento di festa è in programma dal 7 al 18 ottobre con la missione dei frati minori dell’Umbria nel vicariato di Nocera tra la comunità locale, nelle attività e nella preghiera.

Sinodo dei giovani: don Falabretti (Cei), “se non li ascoltiamo non sapremo dove andare”

Sat, 2017-09-23 16:51

“Leggendo il titolo del Sinodo dei giovani mi ha impressionato il fatto che gli adulti – noi, anche noi cattolici – abbiamo alle spalle un ventennio dove senza colpo ferire abbiamo contribuito a costruire una cultura dove l’uomo riuscito è quello che si è fatto da solo dimenticandosi della dimensione relazionale. Ma nessuno cresce da solo. La questione centrale sta nel tipo di relazioni che noi abbiano con i giovani”. Ne è convinto don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei. Intervenendo questo pomeriggio all’incontro dei rappresentanti delle associazioni e dei movimenti che si occupano di famiglia, Falabretti ribadisce: “Un sinodo sui giovani deve dare agli adulti il coraggio di guardarsi allo specchio; se non siamo per loro generativi rispetto ad una vita di fede il problema non sarà tutto loro. Più che dare risposte la questione è scoprire l’arte di suscitare domande. Il tema della famiglia ha rotto il ghiaccio ma dietro non ci sono temi più semplici”. Dopo aver affermato di diffidare dei giovanilismi, “in genere espressione di adulti che hanno paura di crescere”, Falabretti spiega che la questione educativa “chiede di stare accanto ai giovani. Un Sinodo che si occupa di loro ci deve aiutare a capire quali sono i loro sogni più profondi ma anche che cosa non funziona dentro di loro; l’educazione non è qualcosa di fisso scritto su tavole di marmo. Se non li ascoltiamo non sapremo dove andare”. I giovani, prosegue, “portano novità ma al tempo stesso smascherano le nostre fragilità. Dicono che non concepiscono una Chiesa senza preti ma li vogliono soprattutto come compagni di viaggio”. La Chiesa, assicura, “quando è riuscita a educare ci è riuscita perché lo ha fatto all’interno di contesti di relazione. Diversamente non è possibile. Occorre riprendere e ricostruire un tessuto di comunità”. Di qui l’auspicio conclusivo: “Spero che il Sinodo aiuti la Chiesa a costruire le condizioni migliori per rimanere in dialogo con i giovani”.

 

Diocesi: Alba, domani si festeggia il 70° del Centro volontari della sofferenza del Piemonte

Sat, 2017-09-23 16:47

Il Centro volontari della sofferenza del Piemonte festeggerà nella città di Alba, in provincia di Cuneo, il settantesimo compleanno della fondazione. Domani, domenica 24 settembre, oltre 400 iscritti provenienti da tutta la regione parteciperanno alla celebrazione eucaristica, alle 10,30, in duomo, presieduta dal vescovo, mons. Marco Brunetti. Da Alba partirà poi la “Staffetta della Speranza”, cioè l’esposizione della teca contenente le stampelle che sostenevano il fondatore dell’associazione, il beato Luigi Novarese, durante gli anni della malattia, prima della guarigione avvenuta per grazia divina. “Vogliamo portare fra gli ammalati e i fedeli di tutte le diocesi piemontesi la reliquia di Novarese per farne conoscere meglio la figura e l’insegnamento”, spiega Giovannina Vescio, tra gli organizzatori della giornata. Nel pomeriggio di domani, sempre in duomo, si svolgerà un recital celebrativo curato dal coro “Amoris Laetitia” formato dai volontari e ammalati del Cvs che l’anno scorso avevano cantato in piazza San Pietro a Roma, davanti a Papa Francesco, in occasione del Giubileo degli ammalati e delle persone disabili.

Diocesi: mons. Tisi (Trento), “se le ‘parole’ della fede non sono praticate, non giovano a nulla”

Sat, 2017-09-23 16:31

Oggi la Chiesa di Trento si è riunita in Assemblea, all’Auditorium S. Chiara, nel capoluogo, per l’avvio dell’attività pastorale. L’incontro – dal titolo “Terra promessa”, con l’immagine di un popolo in cammino, rimando all’esodo biblico del popolo ebraico – si è aperto con la preghiera animata da alcuni giovani del decanato di Rovereto reduci da un’estate di volontariato in alcune cooperative della Locride, fondate dal vescovo trentino Bregantini. Ai lavori hanno preso parte almeno settecento neo-eletti componenti dei comitati parrocchiali e dei consigli pastorali, gli organi rappresentativi delle comunità cristiane sparse sul territorio. Al centro del confronto la relazione dell’arcivescovo Lauro Tisi dal titolo “Custodi di un Dio mite”. Ad introdurla un breve video, con alcune voci significative della società trentina, rappresentative di mondi diversi, a cui è stato chiesto di leggere la realtà ecclesiale per lanciare qualche utile provocazione. Da loro la fotografia di un popolo disorientato, chiamato a rinsaldare l’alleanza con Dio e a rilanciare valori condivisi e un dovere di partecipazione e cittadinanza che va al di là della confessione di fede.
Il primo a raccogliere gli stimoli è stato l’arcivescovo, che esordito nella sua relazione con un incoraggiamento: “Quando penso alla nostra Chiesa vedo la sua fecondità”, luoghi dove “uomini e donne di qualsiasi condizione tengono vive reti sociali”, traducendo “la propria adesione al Vangelo, in gesti di concreta vicinanza e prossimità”. Mons. Tisi li esplicita: “Il Regno di Dio è una madre che si china sul proprio figlio ammalato e ne asciuga le lacrime, un povero che condivide con i suoi compagni di sventura il poco che possiede, un vicino di casa che si accorge che hai un problema e ti offre il suo aiuto, il perdono regalato davanti a un torto subito, spazi del tuo tempo abitati dalla gratuità, un migrante accolto e riconosciuto come fratello, un uomo e una donna che rinnovano la loro fedeltà, altri che vivono la lacerazione con dignità e speranza”. “La nostra azione pastorale – ha aggiunto – è rivelare e custodire un Dio mite. Diversamente, rischia di rimanere puro sforzo organizzativo”. “Non dobbiamo nasconderci – ha poi ammesso l’arcivescovo – che la preoccupazione dottrinale ha finito per affermarsi, nella storia cristiana, come l’atto di base della vita ecclesiale. C’è il rischio concreto che diventi più importante precisare in cosa si deve credere, piuttosto che vivere le cose credute”. E ha concluso: “Se le ‘parole’ della fede non sono praticate, non giovano a nulla”.

Sinodo dei giovani: don Falabretti (Cei), “che Chiesa vogliamo essere?”. Discernimento “mette in gioco anzitutto adulti e educatori”

Sat, 2017-09-23 16:22

“La domanda che sottende tutte le domande è: chi vogliamo essere, che cosa vogliamo essere come Chiesa oggi?”. Lo afferma, con riferimento al Sinodo dei giovani, don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, intervenuto all’incontro dei responsabili delle associazioni e dei movimenti che si occupano di famiglia, in corso a Roma. Nel suo contributo “Dai Sinodi sulla famiglia al Sinodo con i giovani: quali vie per accompagnare il discernimento” in vista della XV assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, prevista nell’ottobre del 2018, sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, don Falabretti osserva: “La prima prospettiva è quella di un discernimento pastorale dove a sentirsi messi in gioco dovrebbero essere anzitutto gli adulti e gli educatori. Nel documento preparatorio il Papa non ha consegnato un brano di Vangelo ma una storia, quella del discepolo prediletto, Giovanni, scandita da cinque momenti: chiamata, domanda all’Ultima cena, presenza sotto la Croce, corsa con Pietro al sepolcro e pesca miracolosa”. “Oggi – prosegue – è tutto un fiorire di ricerche che ci dicono come sono i giovani. Dati seri e rispettabilissimi ma che, quando queste ricerche vengono riprese dai media, spesso si riducono ad uno schema o a una torta con percentuali”. “Ogni volta che leggo una statistica e poi incontro qualche giovane – assicura invece Falabretti -, questi ragazzi sfuggono sempre ad ogni etichetta”.

Il Cortile di Francesco: Assisi, domani un incontro sulla mostra “Razza umana” e sul tema del “cammino”

Sat, 2017-09-23 16:16

Una nuova l’iniziativa nell’ambito de “Il Cortile di Francesco” ad Assisi. Nella piazza inferiore di San Francesco d’Assisi, dove è allestita la mostra fotografica “Razza umana” di Oliviero Toscani, domani, domenica 24 settembre, alle 16.30, si terrà un nuovo incontro per parlare delle caratteristiche della mostra, della sua istallazione sia in piazza San Francesco, sia in piazza Santa Chiara e del significato del titolo del “Cortile”: il cammino. Si confronteranno padre Enzo Fortunato, direttore sala stampa del Sacro Convento di Assisi, Paolo Nardon dell’Accademia di belle arti di Perugia, Paolo Ansideri ed Enrico Sciamanna di “Oicos Riflessioni”. Saranno presenti anche rappresentanti dell’Accademia di Belle Arti di Perugia e dell’Università di Perugia, che hanno contribuito all’istallazione in entrambe le piazze. Sarà una delle ultime occasioni per poter visitare la mostra, che verrà chiusa il 26 settembre. È previsto anche un incontro per la mostra “Le opere di Christo fotografate da Wolfgang Volz” installata nel chiostro dei morti e visitabile dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 18, fino al 7 gennaio.

Diocesi: mons. Crociata (Latina), “servono comunità reali, vive e accoglienti che sappiano attrarre i nostri giovani”

Sat, 2017-09-23 16:03

Il cammino pastorale che si prospetta per la diocesi pontina sarà orientato alla comunità e ai giovani. L’indirizzo appare chiaro anche dal titolo della Lettera pastorale “Una Chiesa che cresce: generare, educare, accompagnare alla vita in Cristo”, che il vescovo Mariano Crociata ha presentato giovedì e venerdì scorso all’assemblea pastorale diocesana, tenuta a Latina. In gioco c’è il futuro dell’uomo prima ancora del cristiano. La relazione tra comunità e giovani passa per l’intero ciclo dell’Iniziazione cristiana: prima il dialogo con le famiglie in vista del Battesimo e dopo per i periodi necessari alla Prima comunione e alla Cresima. Due cammini che nella diocesi pontina saranno riformati, come ha spiegato lo stesso vescovo, e già da mesi si studia a questo.
Rispetto ai giovani, Crociata ha riconosciuto che “già adesso le maggiori energie del nostro impegno pastorale” sono dedicate a loro, tuttavia “questo sforzo ci ha mostrato che la nostra pastorale non è in ascolto vero dei ragazzi, non li capisce per come veramente sono, non risponde alle loro attese profonde nel momento in cui si presentano per la catechesi e la frequentano. E i segni sono tanti. Questo non vuol dire che il Signore non agisca in loro e che i nostri sforzi non producano proprio niente. Vuol dire che è l’impostazione complessiva che è carente e, anzi, inadeguata”. Se questa è la situazione, Crociata ha le idee chiare: “In diversi abbiamo maturato la consapevolezza che ciò che manca è una comunità viva, che accolga e faccia sentire di essere un luogo di vita, fatto di persone appassionate del bene e dedicate le une alle altre, per le quali i ragazzi sono sentiti come un patrimonio prezioso da custodire e coltivare per prepararlo alla vita. Vogliamo ripartire da questo punto: dalla comunità. Solo così riusciremo a riprendere la strada per i sentieri degli anni passati che si sono interrotti, a raccogliere i frammenti del bene che in qualunque maniera è stato costruito, a trovare risposta alle attese dei ragazzi di oggi che tante volte sono o appaiono lontanissimi dalla Chiesa, ma sicuramente portano dentro una profonda nostalgia di Dio”. Particolarmente apprezzata, la testimonianza portata all’assemblea diocesana dal vescovo di Cremona, Antonio Napolioni, sul ruolo della comunità parrocchiale.

Sostenibilità: Roma, giovedì 28 settembre alla Camera presentazione del Rapporto Asvis 2017

Sat, 2017-09-23 16:00

Riuscirà il nostro Paese a ridurre drasticamente la povertà, la disoccupazione e le disuguaglianze, a proteggere l’ambiente e contrastare i cambiamenti climatici, a migliorare la qualità della vita dei cittadini e a dotarsi di infrastrutture adeguate? A che punto si trova oggi l’Italia nella sua strada verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile sanciti dall’Agenda Onu 2030? A queste domande risponde il Rapporto Asvis 2017 che verrà presentato giovedì 28 settembre alle 10.30 alla Camera dei deputati dal presidente Asvis, Pierluigi Stefanini, e dal suo portavoce Enrico Giovannini. L’incontro sarà aperto dalla vice presidente della Camera Marina Sereni e vedrà l’intervento del ministro dell’Economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, il quale commenterà i contenuti del Rapporto. Grazie al contributo di oltre 300 esperti delle 175 organizzazioni aderenti all’Asvis, il Rapporto contiene anche una valutazione degli interventi attuati dal governo nel corso dell’ultimo anno in campo economico, sociale e ambientale, e propone le politiche da intraprendere nei prossimi mesi, cioè prima della fine della legislatura, e successivamente, per portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile. Nata all’inizio del 2016 per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 al fine di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, oggi l’ASviS conta 175 aderenti ed è la più grande rete di organizzazioni che si occupano di sostenibilità in Italia.

Germania: nella Plenaria autunnale si celebrano i 150 della Conferenza episcopale tedesca

Sat, 2017-09-23 15:44

Durante l’Assemblea plenaria autunnale della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), che si terrà a Fulda dal 25 al 27 settembre, si celebreranno i 150 anni dalla prima riunione ufficiale riconosciuta dei vescovi tedeschi. Dal 14 al 17 ottobre del 1867, 14 vescovi, rappresentanti di altre quattro diocesi, e due vicari apostolici si incontrarono a Fulda decidendo di ritrovarsi ogni due anni. La scelta della città fu significativa: a Fulda, città dell’Assia, si trova la tomba di San Bonifacio, “Apostolo dei tedeschi”. La composizione della prima conferenza del 1867 rifletteva le condizioni politiche in quel momento: Maximilian Joseph Tarnoczy, vescovo di Salisburgo, fu invitato alla riunione perché i vescovi di Salisburgo continuassero a mantenere il titolo “Primas Germaniae”. Ma per motivi politici i vescovi austriaci non parteciparono. Mons. Heinrich Förster, che era il principe vescovo di Breslavia (l’attuale Wroclaw, dal 1945 in Polonia), fu tra i partecipanti. Negli anni successivi parteciparono anche i vescovi di Gniezno e Poznan, Chelmno e Ermland oggi città e regioni polacche, così come Litomerice, che è ora in Repubblica Ceca, e Metz e Strasburgo, oggi in Francia. Fino alla Seconda Guerra mondiale i cambiamenti di nazionalità a causa delle guerre e delle cessioni territoriali facevano variare i partecipanti. Nella sua forma attuale la Dbk è stata fondata nel 1966. Dal 1867 si sono susseguiti 11 presidenti: il più longevo fu mons. Adolf Bertram, arcivescovo di Breslavia, dal 1920 fino alla sua morte nel 1945. Segue il card. Karl Lehmann, vescovo emerito di Magonza che presiedette la Dbk per 21 anni, dal 1987 al 2008.

Abusi sui minori: don Di Noto (Meter), “la difesa dei bambini vale più del perdono”

Sat, 2017-09-23 15:30

“La difesa dei bambini vale più del perdono. Dentro questa frase che non è ad effetto pensavo ai neonati di pochi giorni violati sessualmente, vessati, crudelmente eliminati da parte di uomini e donne pedofili e/o infantofili. Pensavo alla ‘grazia’ che possono chiedere e ottenere avvalendosi di tutti i canoni e le leggi di uno Stato”. Lo scrive, in una lettera aperta, don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’Associazione Meter onlus, interviene a commento delle parole di Papa Francesco che ha dichiarato che non concederà mai una grazia a un prete pedofilo. “Qualcuno è dell’idea che il bambino intrauterino e il neonato dimentichino traumi e violenze subite archiviando tutto nell’inconscio. Ma – avverte don Di Noto – sfociando, poi, in un comportamento di odio verso un oggetto, o un soggetto velato e da identificare. Un’aggressività latente che si manifesterà nel tempo. L’odio genera odio, la violenza genera violenza e non possiamo permettere che si faccia del male a un nascituro o ad un neonato. A nessun bambino nessun abuso. Se è così allora è vero che la difesa dei bambini vale più del perdono”.
Il perdono poi, spiega, “dev’essere consapevole, cosciente, riconciliante, libero e autentico”. È “un’esperienza della persona, che sceglie di vivere un rapporto positivo nei confronti di un’altra che l’ha offesa: e il cristiano deve perdonare perché ha sperimentato, nella fede e nella vita, che è stato perdonato”. In un percorso di guarigione “alcune vittime si sono riconciliate con il loro abusatore nel dono ricevuto in un cammino di fede: Dio perdona me e io perdono chi mi ha offeso”. Ma “gli abusatori, raramente, molto meno, chiedono perdono: sono malati lucidi, consapevoli di aver fatto il benessere del bambino senza sensi di colpa e vergogna”.
Don Di Noto precisa: “L’abuso sessuale pedofilico è un atto trasgressivo con caratteristiche ossessive, e una volta che il pensiero parte non puoi più fermarlo (da uno scritto di pedofilo in cura) e tra la malattia e la perversione pedofila l’elemento discriminante è la scelta e si sostanzia nella lucidità e nella predeterminazione dei comportamenti, condizionata dall’aspetto ossessivo e ripetitivo. Scelgono anche i neonati consapevoli di dominarli totalmente. Il potere del male”. “Conosciamo  – prosegue il fondatore di Meter – la testimonianza di abusati riconciliati con il proprio abusatore. Un dono grande, un esempio per i tanti. Ma un neonato?”. Perciò, “non è sentimentalismo: in tanti, anzi tutti noi dobbiamo difendere i bambini. Per non chiedere perdono, ma farci perdonare da Dio Padre, compassionevole e misericordioso”.

Amoris Laetitia: Autiero (teologo), discernimento “sta al centro fra accompagnare e integrare le fragilità”

Sat, 2017-09-23 15:29

Amoris Laetitia può considerarsi un punto di svolta per la teologia morale? La risposta di Antonio Autiero (docente emerito di teologia morale Università di Münster, Germania) è affermativa. Il teologo interviene all’incontro dei rappresentanti delle associazioni che si occupano di famiglia promosso oggi a Roma dall’Ufficio nazionale per la pastorale familiare della Cei, e osserva: “C’è stato un onesto sforzo di uscire dal letargo della recezione del Concilio Vaticano II per portarne avanti l’eredità”. “Il tema del discernimento – spiega -, ritenuto da qualcuno una provocazione degli ultimi anni del magistero di Papa Francesco, in realtà è la categoria di cui vive tutto il documento sinodale. Per il Pontefice ‘discernere’ è il verbo centrale fra accompagnare e integrare le fragilità”. Discernere è insomma “il passaggio mediano; per questo” il discernimento è quella capacità di esercitare la propria libertà nel prendere decisioni, nel valutare il rapporto tra i mezzi impiegati e il fine da raggiungere, ma questo presuppone che l’uomo sia protagonista e soggetto del proprio destino etico”. Il discernimento “ha prima di tutto a che fare con la domanda antropologicamente rilevante: chi voglio essere, chi posso essere?”. Allora “si capisce perché il discernere sta al centro fra accompagnare e integrare le fragilità, le quali non riguardano solo le circostanze di vita andate male ma anzitutto la mia fragilità di soggetto della mia storia. In questo senso – prosegue Autiero – il tema del discernimento mette in subbuglio tutta la nostra concezione dello stare al mondo; è capacità di indagare sui condizionamenti che agiscono su di me e mi aiutano a capire che quanto è stato fatto in termini di scelta ha avuto i suoi punti deboli. Il discernimento mi aiuta a rileggere anche la mia storia”. Il primo soggetto “del discernimento è l’uomo stesso, la coppia. Chi esercita il ministero o lo fa affinché l’altro cresca nel comprendere se stesso o fallisce il bersaglio”.

Amoris Laetitia: Autiero (teologo), “va compresa entro tre paradigmi di carattere ecclesiologico, antropologico, etico”

Sat, 2017-09-23 15:20

Tre i “paradigmi entro cui va compresa Amoris Laetitia: di carattere ecclesiologico, antropologico, etico”. Lo ha detto Antonio Autiero (docente emerito di Teologia morale all’Università di Münster, Germania) intervenendo oggi pomeriggio all’incontro dei rappresentanti delle associazioni che si occupano di famiglia, promosso a Roma dall’Ufficio nazionale per la pastorale familiare della Cei. Autiero è curatore dell’edizione italiana del volume “Amoris laetitia. Un punto di svolta per la teologia morale?”, a cura di Stephan Goertz e Caroline Witting, (Università di Mainz, Germania), pubblicato circa sei mesi dopo l’uscita dell’esortazione apostolica postsinodale. Un libro, osserva, per accompagnarne “una comprensione intelligente”, per “aprire una finestra sul documento”. Centrale il tema del discernimento. Il primo paradigma, spiega il teologo, ricomprende le due caratteristiche particolari della Chiesa postconciliare: Chiesa sinodale e Chiesa locale. Il secondo riguarda l’accezione dell’uomo al quale guardare che, osserva Autiero, è “soggetto di custodia, di moralità, protagonista della storia di popolo di cui si fa partecipe e strumento”. L’uomo cui si rivolge il documento è “l’uomo soggetto, autonomo, cosciente anche della fragilità e del rischio della sua autonomia”, e “questa visione antropologica è profondamente calata nella temperie della storia. La grande enfasi data al capitolo VIII non sarebbe comprensibile senza questa lente”. Il terzo paradigma assunto da Amoris Laetitia, quello etico, “scaturisce dai primi due” ed esprime “l’approccio di un’etica normativa che tiene conto che il punto di partenza è dato dalle coordinate delle condizioni e dei condizionamenti nei quali mi trovo a vivere, nella tensione tra la realtà e la sfera ideale. Amoris Laetitia ci offre una rilettura di ecclesiologia, di antropologia ed anche di etica normativa”.

Disabilità: Anffas, a Milano martedì 26 presentazione della piattaforma “Matrici 2.0”

Sat, 2017-09-23 15:14

Si svolgerà martedì 26 settembre, dalle 10, a Milano, la presentazione della piattaforma “Matrici 2.0”, rivolta a tutte le realtà associative delle regioni del Nord Italia: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige, Veneto. “Matrici” è un sistema informatizzato che consente di realizzare il progetto individuale di vita delle persone con disabilità e di indicare i necessari sostegni, basati sui desideri e sulle aspettative della persona e della sua famiglia. Poi, ne valuta l’impatto sulla qualità della vita. L’iniziativa è promossa da Anffas onlus (Associazione nazionale di famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) e punta a far conoscere questo sistema alle realtà associative e agli enti che si occupano di servizi alla persona, ma anche alle istituzioni.

Diocesi: Perugia, tre iniziative della Caritas per puntare l’attenzione sull’accoglienza e l’aiuto dei più deboli

Sat, 2017-09-23 14:58

Tre iniziative promosse dalla Caritas di Perugia, dal 27 settembre al 7 ottobre, per rivolgere l’attenzione alle attività di accoglienza e aiuto dei più deboli. Il 27 settembre, alle 16,30, la Casa di accoglienza “San Vincenzo” terrà il suo incontro annuale nel giorno della memoria liturgica del Santo fondatore. Un appuntamento al quale seguirà la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti. Nella struttura, animata dalle Figlie della Carità, vivono donne in difficoltà con i loro bambini. Il 30 settembre, dalle 10 alle 19, nelle Logge di Braccio si svolgerà la “Giornata di visibilità” per far conoscere alla cittadinanza le attività e i servizi offerti dalla Caritas. Il 7 ottobre, alle 15,30, la Sala-Teatro “San Giovanni Paolo II” dell’Oasi di Sant’Antonio ospiterà il convegno dal titolo: “Poveri e ultimi tesoro vivente della Chiesa – Vincenzo de’ Paoli uomo della carità”. Ai saluti del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, del direttore della Caritas italiana, don Francesco Soddu, e della Caritas diocesana, diacono Giancarlo Pecetti, e del sindaco Andrea Romizi, seguiranno una serie di interventi. Padre Nicola Albanesi parlerà di San Vincenzo “uomo della carità. Attualità e prassi del carisma vincenziano”, don Gianni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes, approfondirà le “migrazioni tra accoglienza e responsabilità”, Pierluigi Grasselli, economista e direttore dell’Osservatorio sulle povertà della Caritas diocesana di Perugia, illustrerà “le nuove povertà in Italia”. Modererà il convegno don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. In serata, alle 21, in cattedrale, è in programma il concerto dei cori parrocchiali in favore delle attività della Caritas perugino-pievese, con la partecipazione di 200 coristi giovani e adulti.

Comunicazioni sociali: a Pordenone “Ascoltare, leggere, crescere”, l’XI edizione degli Incontri con l’editoria religiosa

Sat, 2017-09-23 14:41

Si svolgerà tra il 16 e il 22 ottobre, a Pordenone, l’XI edizione di “Ascoltare, leggere, crescere” la rassegna di incontri con l’editoria religiosa, promossa da Euro 92 Editoriale – Associazione Eventi. Un calendario denso di appuntamenti che, affermano gli organizzatori, vedrà giungere a Pordenone e provincia autori, editori, operatori culturali e realtà istituzionali, di rilievo nazionale ed internazionale. Negli oltre 20 incontri in programma – con ben 45 relatori e 10 libri in presentazione – molti i temi: dalla vita consacrata alla diplomazia vaticana, dalle antiche religioni alla filosofia, passando per l’attualità e le sfide poste dall’immigrazione e dai cambiamenti climatici. Diversi temi di attualità affrontati: lunedì 16 ottobre si svolgerà un dibattito sull’inserimento dei profughi e della convivenza costruttiva alla presenza di mons. Guerino di Tora, presidente della Fondazione Cei Migrantes, il venerdì 20 ottobre incontro con Daniel Gustafson, direttore generale della Fao, e con mons. Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede, sulle sfide poste dai cambiamenti climatici, alla luce degli Accordi di Parigi del 2015 e del messaggio dell’enciclica Laudato si’. Sabato 21 ottobre, spazio ai giovani: alle ore 17.50 avrà luogo l’incontro “Il Sinodo in cammino, con i giovani verso Panama 2019”, in previsione della Gmg alla presenza del card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, e con Miroslava Rosas Vargas, ambasciatore di Panama presso la Santa Sede. La rassegna è organizzata con il patrocinio di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone, Comune di Portogruaro, Comune di Sacile, diocesi di Concordia Pordenone, diocesi di Vittorio Veneto.

Seminario Fisc: Arena (Odg Sicilia), “puntare su professionalità, informazione locale e nuova attenzione ai social”

Sat, 2017-09-23 14:30

“Per superare la crisi strutturale” del giornalismo e dei giornali, “bisogna raccontare il territorio. L’informazione locale ha una gande importanza perché avvicina e racconta il territorio”. Lo ha affermato Riccardo Arena, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, partecipando alla tavola rotonda – introdotta da Cristina Puglisi – su “Il giornalismo oggi: fra ridondanza di notizie e povertà dell’informazione”, inserita nel seminario di aggiornamento “Mons. Alfio Inserra” in corso a Nicosia. Il presidente dell’Ordine siciliano ha sottolineato le difficoltà e la “crisi della professione, in particolare in Sicilia”, che ha coinvolto i quotidiani regionali, i quali nell’arco di un quinquennio hanno diminuito drasticamente le vendite. “La perdita delle copie è stata causata in questi anni – ha detto – dall’avvento del web e dall’apertura di giornali online che, a pochi euro per i collaboratori, hanno dato la possibilità di sfornare notizie senza criteri né alcun controllo”. Quanti giovani oggi comprano i quotidiani di carta? – si è domandato il relatore. “Pochissimi. Ma il dato di Avvenire, che rispetto alla crisi dei quotidiani in Italia è in crescendo, conforta”. Per Arena, “bisogna puntare sull’informazione locale e guardare al futuro e ai social con professionalità e serietà”. Il presidente regionale ha sottolineato: “L’Odg punta alla professione passando dalla formazione. Solamente così possiamo preparare il rilancio del nostro mestiere”.
Alla tavola rotonda è intervenuto anche Gianni Borsa, giornalista del Sir corrispondente da Bruxelles. Borsa ha dapprima proposto un “personalissimo decalogo del pessimo giornalista”. Quindi ha elencato una serie di impegni e misure da perseguire per una informazione di qualità e per “restituire dignità” al lavoro del giornalista. Fra queste: una esigente e costante formazione professionale, la “capacità di ascolto e di dialogo” elementi “essenziali per la comprensione e un discernimento sulla realtà di cui scrivere”, il “legame redazionale”, il “legame comunitario” (lo specifico – ha affermato – dei media cattolici e, in particolare, dei settimanali diocesani), la tutela contrattuale e l’indipendenza economica da assicurare ai giornalisti per “non essere ricattabili” o “soggetti a pressioni esterne”. Il seminario Fisc prosegue nel pomeriggio con una sessione su “Immagini e suggestioni nel racconto della sofferenza”, introdotta da Salvatore Di Salvo. Intervengono il giornalista Gero Tedesco, il fotografo Roberto Colacioppo e Debora Leonardi, consulente del ministero dei Beni culturali.

Rai Uno: lunedì 25 uno speciale sul viaggio del Papa in Colombia

Sat, 2017-09-23 10:11

Andrà in onda lunedì 25 settembre, alle 00,40, su Rai Uno “Viaggio nella Chiesa di Francesco”, uno speciale dedicato ai luoghi del viaggio apostolico del Papa in Colombia, a cura di Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano. Nella puntata, in onda in replica su Rai Storia domenica 1 ottobre, alle 2, e per l’estero su Rai Italia, oltre al racconto di una terra martoriata da decenni di guerriglia interna, tra narcotraffico e corruzione, l’attenzione sarà rivolta anche al dialogo per la pace, spostandosi in Germania dove la Comunità di Sant’Egidio ha mobilitato le religioni per un grande appello. “Oggi di fronte al terrorismo le religioni sono chiamate a svolgere un compito nuovo – ha detto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità, a Rai Vaticano – dopo la globalizzazione economica c’è bisogno di una globalizzazione spirituale”. Il tema del dialogo interreligioso sarà affrontato con il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. “È un cammino di elevazione della cultura dell’incontro al quale siamo continuamente sollecitati come cattolici, sia con gli altri cristiani sia con i fedeli di altre religioni – ha detto il porporato – perché il dialogo è l’unico strumento di pace che abbiamo”. Attenzione rivolta anche al terremoto che ha colpito l’isola d’Ischia e a Kto, il primo canale religioso in Francia.

Diocesi: Aversa, il “Tempo del creato” dal 4 all’8 ottobre. Videomessaggio del vescovo Spinillo

Sat, 2017-09-23 09:55

Con l’inizio del nuovo anno pastorale, la diocesi di Aversa celebra il “Tempo del creato”, primo dei quattro appuntamenti sui quali si concentrerà l’attenzione della Chiesa normanna nel corso del 2017-2018. Il tema della salvaguardia del Creato ha assunto negli ultimi anni un’importanza centrale, suscitando un impegno costante delle diocesi campane, che si ritrovano oggi a Caserta per celebrare questo momento di riflessione e programmazione. “Come da tradizione, accogliamo con gioia l’invito del Santo Padre e delle altre chiese cristiane”, afferma mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, nel suo video-messaggio. “Nella nostra diocesi abbiamo voluto invitare tutte le comunità parrocchiali a vivere intensamente un tempo di riflessione e di festa nei giorni che vanno dal 4 all’8 ottobre”. Una scelta non casuale, quella di far cadere l’appuntamento in concomitanza con la festa di San Francesco d’Assisi, patrono dell’amore per la natura e dell’attenzione alla custodia del Creato. “A tal proposito, vorrei suggerire il coinvolgimento dei ragazzi che quest’anno hanno animato il Grest, proprio per richiamare quanto vissuto nell’attenzione alla grande ricchezza che Dio ci ha donato e che – conclude il vescovo di Aversa – dobbiamo impegnarci a rispettare e ad amare sempre di più.”

Società: Gesuiti, a Roma un convegno sul corpo e le sue trasformazioni

Sat, 2017-09-23 09:38

Dai trattamenti estetici e di fitness ai modelli dell’immaginario sociale proposti dai mass media, fino ai dispositivi della biopolitica. Dei processi di manipolazione e di intervento sulla corporeità, del corpo e delle sue trasformazioni si parlerà durante il convegno della Fondazione Centro studi filosofici di Gallarate, che si svolgerà a Roma dal 28 al 30 settembre, tra Villa Aurelia e l’Università Gregoriana. “Se il corpo umano non da oggi è suscettibile di essere sottoposto a manipolazioni, nella situazione storica odierna si impone una riflessione che chiama in campo una pluralità di discipline e di campi del sapere. E pone domande alla scienza e alla coscienza, alla filosofia e alla teologia”, sostiene Franco Totaro della ondazione Centro studi filosofici di Gallarate. Durante il convegno gli esperti realizzeranno una verifica sullo status della ricerca scientifica sulla corporeità e una riflessione in chiave ontologica ed etica. Interverranno, tra gli altri, Gian Vito Martino, docente al San Raffaele di Milano, Bruno Dallapiccola, docente all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ed Emmanuel Falque dell’Institut Catholique de Paris.
La Fondazione Centro studi filosofici di Gallarate prosegue l’attività del “Centro di studi filosofici di Gallarate”, che ha dato origine ad essa insieme alla Provincia d’Italia della Compagnia di Gesù.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie