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Updated: 23 min 58 sec ago

Papa Francesco: “il processo breviore non è un’opzione che il vescovo diocesano può scegliere ma è un obbligo”

Sat, 2017-11-25 13:15

“Il nuovo processo matrimoniale è espressione della Chiesa che è in grado di accogliere e curare chi è ferito in vario modo dalla vita e, al tempo stesso, è richiamo all’impegno per la difesa della sacralità del vincolo matrimoniale”. Lo ha chiarito questa mattina Papa Francesco ricevendo in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, i partecipanti al corso promosso dal Tribunale della Rota Romana sul tema “Il nuovo processo matrimoniale e la procedura Super Rato”. In questa occasione il Papa ha voluto rendere pubbliche alcune precisazioni relative ai due Motu proprio “Mitis Iudex Dominus Iesus” e “Mitis et misericors Iesus”, in particolare sulla figura del vescovo che “è competente esclusivo nelle tre fasi del processo breviore” poiché “l’istanza va sempre indirizzata al vescovo diocesano”; “l’istruttoria, come ho già affermato nel discorso del 12 marzo dello scorso anno al Corso presso la Rota Romana, il vescovo la conduca ‘sempre coadiuvato dal vicario giudiziale o da altro istruttore, anche laico, dall’assessore, e sempre presente il difensore del vincolo’. Se il Vescovo fosse sprovvisto di chierici o laici canonisti, la carità, che distingue l’ufficio episcopale, di un vescovo viciniore potrà soccorrerlo per il tempo necessario. Inoltre ricordo che il processo breviore deve chiudersi abitualmente in una sola sessione, richiedendosi come condizione imprescindibile l’assoluta evidenza dei fatti comprobanti la presunta nullità del coniugio, oltre al consenso dei due sposi”; infine “la decisione da pronunciare coram Domino, è sempre e solo del Vescovo diocesano”. Il Papa precisa poi che “affidare l’intero processo breviore al tribunale interdiocesano (sia del viciniore che di più diocesi) porterebbe a snaturare e ridurre la figura del vescovo padre, capo e giudice dei suoi fedeli a mero firmatario della sentenza”. Inoltre, “la misericordia, uno dei criteri fondamentali che assicurano la salus, richiede che il vescovo diocesano attui quanto prima il processo breviore; nel caso poi che non si ritenesse pronto nel presente ad attuarlo, deve rinviare la causa al processo ordinario, il quale comunque deve essere condotto con la debita sollecitudine”. Un altro punto riguarda “la prossimità e la gratuità”, che “come ho più volte ribadito, sono le due perle di cui hanno bisogno i poveri, che la Chiesa deve amare sopra ogni cosa”. Infine, “quanto alla competenza, nel ricevere l’appello contro la sentenza affermativa nel processo breviore, del metropolita o del vescovo indicato nel nuovo can. 1687, si precisa che la nuova legge ha conferito al Decano della Rota una potestas decidendi nuova e dunque costitutiva sul rigetto o l’ammissione dell’appello”.

Papa Francesco: “nuovo processo matrimoniale è espressione della Chiesa che è in grado di accogliere e curare chi è ferito”

Sat, 2017-11-25 13:14

“Il nuovo processo matrimoniale è espressione della Chiesa che è in grado di accogliere e curare chi è ferito in vario modo dalla vita e, al tempo stesso, è richiamo all’impegno per la difesa della sacralità del vincolo matrimoniale”. Lo ha ricordato questa mattina Papa Francesco ricevendo in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, i partecipanti al corso promosso dal Tribunale della Rota Romana sul tema “Il nuovo processo matrimoniale e la procedura Super Rato”. In questa occasione il Papa “di precisare definitivamente alcuni aspetti fondamentali dei due Motu proprio, in particolare la figura del vescovo diocesano come giudice personale ed unico nel Processo breviore”. Francesco ha stabilito che “il vescovo diocesano in forza del suo ufficio pastorale è giudice personale ed unico nel processo breviore”. “Quindi – prosegue – la figura del vescovo-diocesano-giudice è l’architrave, il principio costitutivo e l’elemento discriminante dell’intero processo breviore, istituito dai due Motu proprio”. Inoltre, “nel processo breviore sono richieste, ad validitatem, due condizioni inscindibili: l’episcopato e l’essere capo di una comunità diocesana di fedeli (cfr can 381 § 2)”. “Se manca una delle due condizioni – precisa Francesco – il processo breviore non può aver luogo. L’istanza deve essere giudicata con il processo ordinario”. Francesco poi chiarisce che “la competenza esclusiva e personale del vescovo diocesano, posta nei criteri fondamentali del processo breviore, fa diretto riferimento alla ecclesiologia del Vaticano II, che ci ricorda che solo il vescovo ha già, nella consacrazione, la pienezza di tutta la potestà che è ad actum expedita, attraverso la missio canonica”.

Papa Francesco: “essere missionari e testimoni dello spirito sinodale e della consolazione pastorale”

Sat, 2017-11-25 13:14

“Di fronte alle questioni più spinose che riguardano la missione evangelizzatrice e la salvezza delle anime, è importante che la Chiesa recuperi sempre più la prassi sinodale della prima comunità di Gerusalemme”. Lo ha ricordato questa mattina Papa Francesco ricevendo in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, i partecipanti al corso promosso dal Tribunale della Rota Romana sul tema “Il nuovo processo matrimoniale e la procedura Super Rato”. Il Papa ha sottolineato come “è necessario riservare grande attenzione e adeguata analisi ai due recenti Motu proprio ‘Mitis Iudex Dominus Iesus’ e ‘Mitis et misericors Iesus’, al fine di applicare le nuove procedure che essi stabiliscono”. Francesco ha poi richiamato quanto fatto nel Sinodo che “aveva la finalità di promuovere e difendere la famiglia e il matrimoni cristiano per il maggior bene dei coniugi fedeli al patto celebrato in Cristo”. “Doveva anche studiare – ha proseguito – la situazione e lo sviluppo della famiglia nel mondo di oggi, la preparazione al matrimonio, i modi per soccorrere quanti soffrono a causa del fallimento del loro matrimonio, l’educazione dei figli, e altre tematiche”. “Ritornando nelle vostre comunità, – l’invito di Francesco – sforzatevi di essere missionari e testimoni dello spirito sinodale che è all’origine di esse, come anche della consolazione pastorale che è il fine di questa nuova normativa matrimoniale, per corroborare la fede del popolo santo di Dio mediante la carità”. “Lo spirito sinodale e la consolazione pastorale – ha continuato – diventino forma del vostro agire nella Chiesa, specialmente in quell’ambito così delicato che è quello della famiglia alla ricerca della verità sullo stato coniugale dei coniugi”. Con questo atteggiamento – ha auspicato il Papa – ognuno di voi sia leale collaboratore del proprio Vescovo, al quale le nuove norme riconoscono un ruolo determinante, soprattutto nel processo breve, in quanto egli è il ‘giudice nato’ della Chiesa particolare”.

Musei ecclesiastici: mons. Galantino, “contributo decisivo alla scoperta dell’identità”

Sat, 2017-11-25 12:50

“I musei devono sempre di più essere luoghi nei quali si coltiva e si sviluppa la ‘cultura dell’incontro’ che, come ricorda Papa Francesco, è prima di tutto incontro tra persone e gruppi portatori di valori, tradizioni, lingue, visioni religiose e stili di vita plurali”. Lo scrive il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, oggi sul Sole 24 Ore, presentando le realtà dei musei e, in particolare di quelli ecclesiastici. “I musei offrono un contributo decisivo alla scoperta dell’identità; offrono un patrimonio con cui confrontarsi senza sentirsene ingabbiati ma da esso sospinti sempre oltre. ‘Solo una cultura viva, allo stesso tempo fedele alle proprie origini e in stato di creatività – scrive citando Paul Ricoeur -, è capace di sopportare l’incontro con altre culture, e anche di dare un senso a quell’incontro’. A questo contribuiscono i musei, anche quelli piccoli e presenti in realtà periferiche. Essi infatti – aggiunge – non custodiscono soltanto delle ‘cose’, ma la storia di persone e la testimonianza di fede; il presente di un passato importante e fecondo, ma soprattutto il futuro di una comunità che ancora genera e crea, di una comunità che aiuta a riconoscere e sa esprimere – anche attraverso l’arte – i bisogni, la vita, ma soprattutto i sogni, gli ideali e la necessità di Dio”. In Italia le collezioni e le gallerie di proprietà della Chiesa sono oltre 800, i musei diocesani 273. Mons. Galantino ha ricordato anche l’impegno dell’Associazione musei ecclesiastici italiani che, “con risorse insufficienti si spende per la valorizzazione del patrimonio museale, come argine alla tentazione sempre in agguato di relegare la ‘memoria’ nell’ambito marginale della nostalgia, perché intesa come sospensione o evasione del realismo che impone la quotidianità”.

Terra Santa: petizione contro la partenza del Giro d’Italia 2018 da Gerusalemme

Sat, 2017-11-25 12:37

In un appello pubblico internazionale oltre 120 organizzazioni per i diritti umani, sindacati, associazioni per il turismo etico, gruppi sportivi e religiosi da 20 Paesi contestano la scelta di Rcs Sport e ‘La Gazzetta dello Sport’ di far partire l’edizione 2018 del Giro d’Italia da Gerusalemme. La Corsa Rosa è in programma fino al 27 maggio e scatterà con una cronometro individuale da Gerusalemme e proporrà tre tappe sul territorio israeliano, nel ricordo di Gino Bartali, il cui nome è impresso sul muro d’onore del Giardino dei Giusti nel Mausoleo della Memoria Yad Vashem a Gerusalemme. La petizione, resa nota il 22 novembre, in vista della presentazione ufficiale del Giro d’Italia del 29 novembre a Milano – data che coincide con la Giornata internazionale indetta dalle Nazioni Unite di solidarietà con il popolo palestinese – vede tra i firmatari, il linguista Noam Chomsky, i giuristi John Dugard e Richard Falk, già Relatori speciali dell’Onu per la Palestina, mentre tra le organizzazioni figurano Pax Christi e la Comunità cristiana di base di San Paolo in Italia, gruppi ebraici come Jewish Voice for Peace (Usa), la rete italiana Eco (Ebrei contro l’occupazione), l’Union des progressistes juifs (Belgio), Jews for Justice for Palestinians (Gran Bretagna). Per i firmatari, il Giro d’Italia in Israele “occulterebbe l’occupazione militare e la discriminazione contro i palestinesi da parte di Israele e al contempo ne incentiverebbe la sensazione di impunità, alimentando la continua negazione dei diritti dei palestinesi sanciti dall’Onu”. Da qui la richiesta agli organizzatori di spostare la partenza della gara in un altro Paese. La petizione contesta anche il percorso del Giro che è stato reso noto dalle mappe e dai video ufficiali. Gerusalemme Est – secondo le organizzazioni firmatarie dell’appello – sarebbe stata presentata “come se facesse parte dello Stato d’Israele e fosse la sua capitale unificata”. È ad oggi, riferisce il sito Terrasanta.net, un territorio ancora controverso, in quanto dal 1967 è sotto il controllo di Israele, senza però che abbia mai ottenuto l’assenso dell’Onu e il riconoscimento della comunità internazionale. La campagna di protesta che porta il nome “#CambiaGiro”, prevede anche messaggi a Papa Francesco, per chiedergli di rifiutare l’invito di Netanyahu a dare il via alla corsa; lettere a Rcs per trasferire il luogo di partenza del Giro; manifestazioni sportive e un ciclo raduni in tutta Italia per il 25 e il 26 novembre.

Diocesi: Agrigento, il card. Montenegro consegnerà oggi il piano pastorale ai fedeli

Sat, 2017-11-25 12:10

L’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, ha convocato per oggi pomeriggio, alle 15,30, l’assemblea pastorale diocesana al PalaMoncada di Porto Empedocle per presentare il piano pastorale della diocesi. Parteciperanno i fedeli di tutte le parrocchie dell’arcidiocesi, i gruppi, i presbiteri e i religiosi, gli operatori pastorali, i gruppi, le associazioni, i movimenti e le nuove comunità. Nella stessa ricorrenza la Chiesa agrigentina celebrerà a livello diocesano la prima Giornata mondiale dei poveri, che Papa Francesco ha indetto per il 19 novembre. Per l’occasione, interverrà don Vito Impellizzeri, docente di Teologia fondamentale alla Facoltà Teologica di Sicilia, che parlerà della “carità pastorale”. Alle 18 il card. Montenegro presiederà la Messa al termine della quale sarà consegnerà alla diocesi il piano pastorale e la sua lettera pastorale. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui siti dell’arcidiocesi (www.diocesiag.it) e del settimanale diocesano “L’Amico del Popolo” (www.lamicodelpopolo.it). Collegamento radiofonico sulle frequenze della radio diocesana “Concordia” (www.radioconcordia.it).

Laicato aggregato: card. Bassetti, “ogni associazione, gruppo, movimento deve sentirsi sempre responsabile del corpo a cui appartiene”

Sat, 2017-11-25 11:50

“Se la Chiesa è corpo di Cristo, voi siete al servizio della comunione della Chiesa”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, rivolgendosi ai membri della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal) riuniti in assemblea a Roma. Il presidente della Cei ha indicato alcuni compiti affidati alle aggregazioni laicali e alla Consulta. Innanzitutto “il confronto con la Parola di Dio, a cui siamo tutti chiamati”. Poi “l’essere Chiesa in uscita”, impegnarsi nell’“annuncio del Vangelo, che è primario rispetto alla stessa catechesi”. “Occorre – ha proseguito – riscoprire la missione del laico cattolico alla luce del Concilio Vaticano II, soprattutto di ‘Lumen Gentium’ e ‘Apostolicam Actuositatem’”. Per Bassetti è poi “necessario comprendere e vivere la sinodalità, che vuol dire due cose: camminare insieme e camminare sulla stessa strada”. “La sinodalità – ha precisato – è il modo concreto di essere Chiesa, non solo di svolgere i compiti”. E bisogna riscoprire “la collegialità, che è il modo in cui vivere la sinodalità”. “Le nostre Chiese – ha notato – sono vasi comunicanti”, per cui “siamo ‘condannati’ a vivere la collegialità” anche perché questa “si oppone al clericalismo”. “Tutti i ministeri della Chiesa – ha rilevato – non possono essere concentrati su poche persone, ma pochi ministeri su moltissime persone”. Il cardinale ha poi sottolineato come “ogni associazione, gruppo, movimento deve sentirsi sempre responsabili del corpo a cui appartiene”. Per questo “avere il senso dell’insieme è molto importante”. Bassetti ha richiamato poi al fatto che “il Papa ci invita al primo annuncio” anche perché “i nostri ragazzi non conoscono Gesù, non sanno cos’è l’Eucaristia”. “Occorre valorizzare il tessuto connettivo della vita cristiana attraverso la dimensione della carità”, ha indicato ancora il presiedente della Cei, invitando a “sviluppare una pastorale che si prenda veramente a cura la fragilità umana, quella dei giovani, delle famiglie, dei poveri, dei migranti”. Così come è importante che “i laici siano stimolanti per noi pastori; dovete pungolarci, spingerci”. Serve anche “mettersi in una prospettiva diversa dal passato, il che implica una conversione pastorale” che aiuti a superare “il rischio che si sviluppi una struttura eccessivamente burocratica”. “L’Evangelii gaudium”, con il “richiamo all’apertura di processi”, ha notato, “può darci un colpo d’ala”. Bassetti ha anche rilevato che “gli organismi laicali forse vanno un po’ ripensati perché siano meglio coordinati e lavorino insieme”.

Laicato aggregato: card. Bassetti, “ogni movimento dev’essere un frammento del mistero della Chiesa, non una parte”

Sat, 2017-11-25 11:49

“Ogni movimento dev’essere un frammento del mistero della Chiesa, non una parte. La parte è pericolosa, perché dalla parte viene il partito e si perde il concetto della Chiesa che è comunione. Il frammento riflette una specificità nella Chiesa ma non perde mai il senso della totalità. Non è una parte del tutto, ma il tutto nella realtà del frammento”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo a Roma l’assemblea della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal). Bassetti ha iniziato la sua riflessione sottolineando come “bisogna partire dall’Evangelii gaudium, documento che sintetizza tutto il pensiero del Papa”. E ha richiamato la “conversione pastorale”, attraverso cui “la Chiesa riflette su se stessa ed esprima la sua maternità”. “Questa conversione pastorale – ha aggiunto – comporta la pastorale della tenerezza, mentre invece la nostra pastorale è a volt rigida, molto strutturata”. Il presidente della Cei ha poi osservato che “l’impegno del Papa consiste in questo momento nel portare avanti il Concilio Vaticano II”; anche per questo “Francesco ci sembra tanto vicino a Paolo VI”. “Papa Francesco con uno stile, una mentalità e una sensibilità diversi ha lo stesso progetto. Che veramente lo spirito del Concilio entri nella Chiesa”. “Questo – ha notato il cardinale – è un compito di noi tutti, delle aggregazioni, della Consulta”. Bassetti ha ricordato che “il moltiplicarsi di realtà ecclesiali è un frutto dello Spirito, del Concilio”. E ha evidenziato come “sulle cose di fondo ci vuole unanimità, pur se la Chiesa è fatta di tante membra”.

San Giovanni XXIII: card. Sandri, “è diventato grande ricominciando ogni giorno a servire”

Sat, 2017-11-25 11:48

“Papa Francesco, canonizzandolo, ha definito san Giovanni XXIII come il ‘Papa della docilità allo Spirito Santo’: c’è ancora tanto bisogno, nella Chiesa e nel mondo, di questo atteggiamento fondamentale della fede”. Lo ha detto questa mattina il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, nell’omelia della celebrazione eucaristica, che ha presieduto in occasione del pellegrinaggio in Vaticano della parrocchia di Sotto il Monte Giovanni XXIII, giunta dalla provincia di Bergamo. La Messa è stata celebrata dal porporato presso l’altare di San Girolamo, nelle Grotte Vaticane, sotto il quale sono custodite le reliquie di Papa Roncalli, nel 136° anniversario della sua nascita, che ricorre oggi. “Papa Giovanni è diventato grande, ricominciando ogni giorno a servire proprio come il Signore Gesù. Lo scrutare i segni della presenza di Dio intorno a noi e il porgere l’orecchio alla sua voce che parla al nostro cuore – ha aggiunto il cardinale – sono le dimensioni con cui vogliamo pensare anzitutto san Giovanni XXIII ed affidarci alla sua intercessione. Sono gli stessi atteggiamenti della prima discepola del Signore, Maria Santissima”. Il prefetto ha presentato il legame tra Papa Giovanni e Maria: “Si è messo alla stessa scuola: egli amava mettersi in cammino e percorrere a piedi la strada che, inerpicandosi, giungeva al ‘Santuario più bello che esista, perché non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso’, diceva parlando di quello della Madonna della Cornabusa, cui egli era molto devoto”. Rivolgendosi ai pellegrini, il card. Sandri ha affermato che “quando si lascia che Dio possa mostrarci il sogno che custodisce per la nostra vita, il solo che la compie, senza ribellarci ad esso ma vivendolo fino in fondo con la docilità di chi ha il cuore affidato come Papa Giovanni, allora il Signore si serve di ciascuno di noi”. Il pellegrinaggio apre il cammino di preparazione alla peregrinatio a Bergamo delle reliquie di San Giovanni XXIII, che Papa Francesco ha concesso accogliendo la richiesta del vescovo e della parrocchia, prevista per il 2018.

Spreco alimentare: Giussani (Banco), ad un anno dalla legge “sta cambiando la cultura”

Sat, 2017-11-25 11:40

Il 14 settembre 2016 è entrata in vigore la legge n.166/16, o “legge Gadda”, contro gli sprechi alimentari e farmaceutici, e in questi primi 14 mesi il recupero del cibo in eccedenza è aumentato del 20%. Interpellato dal Sir, Andrea Giussani, presidente della Fondazione Banco alimentare onlus   afferma che a seguito della legge “la Rete Banco alimentare ha beneficiato soprattutto di un progressivo cambio di cultura degli operatori della filiera, concretamente testimoniato nell’aumento di punti di vendita disponibili e per quantità di alimenti recuperati, cresciuti in tutta Italia”. Come prima attuazione del provvedimento, il Banco alimentare ha stipulato un accordo con Costa crociere per il ritiro di cibo dalle cucine della grande nave Diadema, al momento dell’attracco a Savona. Per 18 sabati dal 20 luglio ad oggi, si sono recuperati circa 80kg a volta di cibo di grande qualità e pregio (carni, importanti primi piatti, verdure, dessert), consegnati a la Fondazione “L’Ancora” di Varazze, più di 1.500 kg totali. Il 1 dicembre partirà il recupero dal porto di Civitavecchia, successivamente da Palermo e Venezia. Oltre ad accordi specifici con altri enti, si assiste ad un cambio di mentalità anche nell’organizzazione di grandi eventi. Complessivamente, nel 2016 il Banco alimentare ha distribuito 66.478 tonnellate di alimenti a 8.035 strutture caritative che aiutano 1.585.373 persone. Il Banco alimentare, conclude il presidente, “si impegna ad aprire fronti nuovi di recupero, soprattutto di alimenti freschi pronto a sperimentare partnership industriali per la trasformazione delle eccedenze agricole”.

Spreco alimentare: ad un anno dalla legge il recupero delle eccedenze è aumentato del 20%.

Sat, 2017-11-25 11:32

A poco più di un anno dall’entrata in vigore della legge contro gli sprechi alimentari e farmaceutici, il recupero delle eccedenze alimentari è aumentato del 20%. Lo dice al Sir Marco Lucchini, segretario generale della Fondazione Banco alimentare onlus. con cui facciamo il punto della situazione. Il 14 settembre 2016 è entrata in vigore la legge n.166/16, o “legge Gadda”, che riorganizza il quadro normativo di riferimento per le donazioni degli alimenti invenduti con misure di semplificazione, armonizzazione e incentivazione, e stabilisce la priorità del recupero di cibo da donare alle persone più povere del Paese. Sono 5,6 milioni le tonnellate di cibo prodotte in eccedenza ogni anno (intese come cibo che viene realizzato, trasformato, distribuito o preparato per il servizio ma che per varie ragioni non viene venduto o consumato, e potrebbe essere recuperato) dai campi al consumatore finale. Di queste, il 57% sono nella filiera degli attori economici da cui Banco alimentare recupera, il 43% dai consumatori. Di queste eccedenze la gran parte viene sprecata, 5,1 milioni di tonnellate di cibo (che potrebbe essere recuperato ma che in realtà viene buttato). A pochi giorni dalla Giornata mondiale dei poveri,  Lucchini informa che  “grazie anche all’entrata in vigore della legge abbiamo avuto un aumento del 20% del recupero di eccedenze dalla distribuzione, grazie ad un aumento dei volumi delle donazioni e ad una crescita dei punti vendita della Grande distribuzione organizzata (Gdo)”. Prima della legge, nel periodo ottobre 2015 – giugno 2016, il Banco ha recuperato dalla Gdo oltre tre tonnellate e mezzo di cibo (3.500.545 Kg). Nei mesi successivi all’entrata in vigore del provvedimento (ottobre 2016 – giugno 2017) sono stati recuperati dalla Gdo oltre quattro tonnellate (4.149.860 Kg).

Libano: don Di Mauro (Cei), “sostenere programmi per i libanesi impoveriti”

Sat, 2017-11-25 11:10

“È necessario e utile che i giornalisti abbiano la possibilità di visitare i progetti che la Cei, attraverso i fondi dell’8×1000, finanzia nei Paesi poveri o impoveriti. Toccare con mano significa raccontare bene e testimoniare dove arriva l’8×1000 della Chiesa cattolica italiana. Sosteniamo progetti in oltre 100 Paesi del mondo”. È l’esortazione che don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della Cei, lancia a conclusione del viaggio (20-24 novembre) in Libano di un gruppo di giornalisti della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc), risultati vincitori del concorso “8×1000 senza frontiere”, promosso dalla Fisc e dalla Cei. Dal viaggio, secondo don Di Mauro, è emersa anche “l’esigenza di sostenere programmi non solo per i rifugiati siriani e iracheni presenti in numero elevato in Libano – sono infatti un terzo della popolazione – ma anche per gli stessi libanesi molti dei quali chiedono di essere trattati alla stregua dei rifugiati così da ottenere maggiori aiuti. La situazione in Libano è critica. A rischio è la millenaria tradizione di convivenza e tolleranza delle diverse anime religiose e etniche del Paese dei Cedri, tradizione che Giovanni Paolo II evidenziò nel corso di una sua visita nel Paese arrivando a definire il Libano un ‘messaggio’, un esempio per tutti i popoli”. Dal 2013 ad oggi la Chiesa italiana ha finanziato 17 progetti per un totale di spesa di 5.644.000 euro. I campi di intervento spaziano dall’educazione alla sanità, dal campo della promozione umana e sociale a quello dell’accoglienza dei rifugiati, siriani e non, fino all’agricoltura.

Dottrina sociale: mons. Jarecki (Varsavia), “il ruolo della Chiesa è politico”

Sat, 2017-11-25 11:03

“Il ruolo della Chiesa è politico. Vuol dire che la fede, espressa nella religiosità e nutrita dalla religiosità, deve condurre ognuno di noi alla società per esserne lievito, che la cambia internamente, secondo i valori del Vangelo”. Lo ha detto mons. Piotr Jarecki, vescovo ausiliare di Varsavia, intervenuto al Festival della Dottrina sociale della Chiesa, in corso a Verona. Una politica che, ha ammonito l’ausiliare, “non è partitica”. “Dobbiamo mettere dentro le nostre aggregazioni sociali la logica del dono, perché è l’essenza dell’amore. La Chiesa, invece, non deve appoggiare la politica di alcun partito. Perché nessun partito è rappresentanza della Chiesa cattolica nel campo politico – ha spiegato -. La Chiesa non vuole giocare questo ruolo e, in questo senso, noi dobbiamo essere una coscienza profetica e critica talvolta verso ogni partito”. Infine, mons. Jarecki ha ricordato le parole di Papa Francesco, secondo cui “ogni omelia deve essere politica”. “Significa che quelle parole non devono rimanere solo dentro la Chiesa o dentro la nostra famiglia – ha concluso -. Ciascuno di noi deve essere testimone e lievito. Abbiamo il compito di organizzare la città dove viviamo per il bene di ciascuno e di tutti”.

Offerte per i sacerdoti: torna lo spot tv della Cei

Sat, 2017-11-25 10:32

Una parrocchia della periferia urbana, 22mila anime, un sacerdote. È girato nella chiesa romana di Sant’Ugo al Nuovo Salario lo spot tv della Chiesa italiana dedicato alle Offerte per il sostentamento del clero, che rivedremo da domani (domenica 26 novembre), Giornata nazionale di sensibilizzazione alla missione dei preti diocesani.
Il filmato promozionale è stato infatti girato a basso budget tra i fedeli affidati a don Diego Conforzi, uno dei 35mila preti diocesani che dedicano la vita al servizio del Vangelo e dei fratelli, e che sono destinatari della colletta nazionale dei fedeli italiani.
Payoff della campagna è “Doniamo a chi si dona”. Su soggetto di Alessandro Sortino, lo spot, girato un anno fa e rimandato in replica nelle due versioni da 30 e da 15 secondi, è diretto da Giuseppe Carrieri, con Giancarlo Migliore direttore della fotografia e Giorgia Benazzo fotografa di scena. Lo vedremo per tre settimane sulle reti nazionali e tutto l’anno su Tv2000.
L’effetto Giornata nazionale è anche sui nuovi media: dal sito insiemeaisacerdoti.it dove donare un contributo con carta di credito CartaSì o Paypal, al portale sovvenire.it con informazioni e rendiconti, fino alla pagina Facebook “Insieme ai sacerdoti” che con post e video sensibilizza all’opera dei presbiteri in ogni parte d’Italia. Con un’Offerta sarà possibile ricevere il trimestrale Cei “Sovvenire”, che dà conto di opere 8xmille e dell’azione dei 35mila presbiteri nelle periferie urbane e nei piccoli paesi, oltre che di 500 missionari italiani inviati nel Terzo mondo.

Offerte per i sacerdoti: Calabresi (Servizio Cei), “forte impegno per la raccolta 2017”

Sat, 2017-11-25 10:31

Donazioni per il sostentamento del clero al fotofinish, nelle ultime settimane dell’anno. “I sacerdoti si affidano a noi per essere liberi di servire tutti – afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Cei per il sostegno economico alla Chiesa, alla vigilia della Giornata nazionale Offerte, prevista domani, domenica 26 novembre -. Dedicano la vita agli altri con una presenza costante, che si declina in gesti a volte coraggiosi e a volte di semplice vicinanza. Oggi le Offerte per il loro sostentamento sono in crescita rispetto al passato, grazie ad un forte impegno nazionale e locale, attraverso gli incaricati diocesani per il sovvenire. Sarebbe bello se potessimo veder confermato nel 2017 questo aumento”.
Il 2016 si era chiuso con donazioni per oltre 9,3 milioni di euro, in calo del 3,3% sul fronte dell’importo complessivo, seppure con +2,38% di offerte. Rispetto allo stesso periodo di un anno fa, in queste settimane conclusive, la raccolta è tornata in terreno positivo (+7,5% gli importi, +17,4% le donazioni al 18 settembre scorso, finora l’ultimo dato disponibile). Grazie all’avvio di un piano nazionale di formazione nelle parrocchie, in oltre 1 diocesi su 4 si sono tenuti eventi sul tema del sovvenire, che hanno puntato ad ampliare la platea dei donatori. Sul tavolo, l’opera sacerdotale di annuncio e sollievo alle povertà nell’intero Paese, la storia della remunerazione del clero dopo l’addio alla congrua (oggi un prete appena ordinato riceve 870 euro netti al mese, che arrivano a 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione), la geografia dei 35mila preti diocesani e 500 missionari nel Terzo mondo raggiunti dalla colletta, con rendiconti verificabili. Un progetto formativo accolto ovunque con interesse e con una forte richiesta di partecipazione, secondo i report dal territorio inviati dagli incaricati diocesani, ora alla prova delle settimane conclusive dell’anno. Le più importanti, perché tradizionalmente in esse si concentra circa il 60% della raccolta annuale.

Offerte per i sacerdoti: domani la Giornata nazionale nelle parrocchie

Sat, 2017-11-25 10:30

Una domenica con i sacerdoti, a sostegno della loro missione oggi. Domani 26 novembre torna nelle parrocchie italiane la Giornata nazione delle Offerte per il sostentamento dei 35mila preti diocesani, compresi circa 500 missionari inviati nei Paesi in via di sviluppo e 3mila presbiteri che, ormai anziani o malati, non possono più servire attivamente la comunità. Segni particolari: il contributo non andrà versato attraverso il consueto obolo domenicale ma tramite bollettino postale, bonifico bancario, carta di credito o donazione diretta agli Istituti diocesani di sostentamento clero. Solo queste quattro modalità, infatti, consentono di accompagnare tutti i presbiteri, dal più lontano al proprio. Nel corso della Giornata, durante le omelie o a fine celebrazione, verranno rivolti ai fedeli appelli a informarsi attraverso i pieghevoli, sempre disponibili nelle chiese, e a donare.
Quattro i canali per contribuire alla missione dei sacerdoti: il più utilizzato resta il conto corrente postale n. 57803009 intestato a “Istituto centrale sostentamento clero – Erogazioni liberali”, via Aurelia 796, 00165 Roma; quindi la carta di credito, da utilizzare on line sul sito insiemeaisacerdoti.it o tramite numero verde 800 825 000; il bonifico bancario, con 7 conti dedicati presso altrettanti istituti, da Banca Etica al Banco di Sardegna (la lista degli Iban disponibili è sul sito insiemeaisacerdoti.it). Infine con un’Offerta diretta all’Istituto sostentamento clero (Idsc) della propria diocesi, individuabile sul sito insiemeaisacerdoti.it. In più, sempre dal sito istituzionale delle Offerte, sarà possibile donare attraverso il sistema Paypal. Il contributo è deducibile fino a 1.032,91 euro ogni anno e può essere ripetuto più volte nell’arco dei dodici mesi.
Nata 29 anni fa dagli Accordi di revisione del Concordato ed ispirata alla “Chiesa-comunione” delineata dal Concilio Vaticano II, l’Offerta per il clero nasce per sostituire la congrua, affidando i presbiteri ai fedeli per il sostentamento. Un segno di partecipazione e corresponsabilità economica, dunque, con l’obiettivo di fare perequazione, cioè parità di trattamento tra le parrocchie più popolose e quelle più piccole e con meno mezzi. Di origine concordataria, come l’8xmille, che tuttora provvede in gran parte al sostentamento del clero, l’Offerta per i sacerdoti è però decisamente meno nota della firma. Rispetto alla scelta che destina la quota Irpef, comporta un contributo in più, ma è lo strumento pastorale mirato alla remunerazione del clero e il suo incremento potrebbe gradualmente liberare risorse per interventi caritativi e pastorali.

Libano: don Bianchi (Fisc), “le storie di bene vanno raccontate bene”

Sat, 2017-11-25 10:29

“Le storie di bene vanno raccontate bene”: così don Adriano Bianchi, presidente della Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici, sintetizza al Sir il viaggio di gruppo di giornalisti della Federazione, risultati vincitori del concorso “8×1000 senza frontiere”, che si è chiuso ieri sera (dal 20 novembre) in Libano. Cinque giorni durante i quali i giornalisti hanno potuto prendere visone di progetti e interventi realizzati nel Paese dei Cedri con i fondi dell’8xmille della Chiesa cattolica italiana. “Vale la pena lasciarsi interpellare da quanto di buono si fa – sottolinea don Bianchi – le storie di bene vanno raccontate bene. Questo è il nostro compito. Non è una questione di marketing o di rispondere a qualche critica che qualche partito ci fa rispetto all’uso dell’8×1000 della Chiesa cattolica. Si tratta, invece, di dire la verità attraverso il racconto di storie e persone, andando nei luoghi dove queste vivono, non facendosi prendere dalla retorica dell’opinione dominante. Invito i nostri giornalisti a fare questo racconto partendo dalle opere che hanno nella loro diocesi. È un servizio alla verità e alla crescita del bene nel nostro Paese”. “Abbiamo vissuto esperienze molto forti – aggiunge il presidente della Fisc – attraverso le quali abbiamo incontrato la vita reale di questo Paese, con le sue emergenze e difficoltà, gustandone nel contempo le bellezze storiche e naturalistiche. Abbiamo toccato con mano anche la voglia dei libanesi di affrontare le sfide del futuro per costruire una nazione migliore”. Il Libano, conclude il presidente della Fisc, “ci consegna una serie di temi che toccano anche la nostra Italia e mi riferisco alla presenza dei migranti e della loro accoglienza e di come costruire il dialogo e la convivenza. Credo che da qui emerga anche il rapporto tra le religioni soprattutto all’interno dell’incontro delle persone, come sosteneva il card. Martini. Con un fedele islamico non discuto della Trinità. Sul piano teologico non abbiamo molto da dirci, tuttavia come credenti, insieme, possiamo fare il bene di un Paese. Credo che da questo punto di vista, per noi giornalisti, ci sia molto da raccontare”.

Egitto, attentato Sinai: Papa Tawadros, “attacco brutale” ma il Paese “resterà una fortezza inespugnabile che vincerà tutti i nemici”

Sat, 2017-11-25 10:00

Parole di “condanna” per “l’attacco terroristico brutale” alla moschea Al Rawdah ad Arish sono state espresse da Tawadros II, il primate della Chiesa copta ortodossa d’Egitto. “La Chiesa rende omaggio ai martiri della patria, pregando Dio che doni ogni consolazione alle famiglie dei martiri e la guarigione ai feriti”, si legge nel messaggio diffuso subito dopo l’attentato. “Preghiamo che la misericordia di Dio si rivolga verso l’Egitto e lo protegga da questo terrorismo brutale che non avevamo mai conosciuto prima e che l’Egitto ha rifiutato con la sua tolleranza e la sua grande civilizzazione”, scrive il papa Tawadros. La Chiesa copta si dichiara solidale “con tutto il popolo egiziano e tutte le sue istituzioni nella guerra contro il terrorismo”. “L’Egitto resterà una fortezza inespugnabile che vincerà tutti i nemici”, conclude il messaggio: “Dio salvi l’Egitto da tutti i mali”.

Diocesi: San Marino, domenica l’incontro con Gianna Jessen apre gli “80 giorni” per dire no alla legge sull’aborto

Sat, 2017-11-25 09:32

“La Repubblica di San Marino – tra i pochi Stati in Europa in cui non è consentita l’interruzione volontaria della gravidanza – sta per adeguarsi alle legislazioni abortiste, perdendo la propria originalità. Dobbiamo denunciare la disattenzione su quello che sta accadendo: i sammarinesi rischiano di svegliarsi una mattina con decisioni prese nelle stanze della politica senza un serio dibattito e coinvolgimento popolare”. È quanto si legge in un comunicato della diocesi di San Marino-Montefeltro che annuncia un incontro, in programma domenica, con Gianna Jessen, la donna statunitense sopravvissuta ad un aborto salino ed ora impegnata a testimoniare “in giro per il mondo”, nelle più grandi città, la rivincita della vita (Sala Polivalente in Piazza Bertoldi a Serravalle – ore 20.30). L’iniziativa è promossa dagli Uffici diocesani famiglia, e pastorale sociale e del lavoro , ProVita onlus, in collaborazione con le associazioni e le aggregazioni laicali della diocesi e inaugura gli ottanta – più o meno – giorni “nei quali – prosegue il comunicato – si terrà una serie di iniziative e di incontri per sensibilizzare la gente di San Marino, e non solo, sul rischio concreto che passi una inaccettabile proposta di legge sulla ‘procreazione cosciente e responsabile’”. Negli otto articoli non viene mai menzionato il padre, evidenzia il comunicato, e la proposta di legge consente alla donna, “anche se minorenne” di “uccidere la creatura che porta in grembo (perché di questo si tratta anche per la comunità scientifica),  ‘entro i primi 90 giorni, senza obbligo di fornire giustificazioni per la sua scelta’”.

Diocesi: Modena, domenica Giornata del seminario. Pietro Valdrè riceverà il ministero dell’accolitato

Sat, 2017-11-25 09:30

Domenica 26 novembre, solennità di Cristo Re, la Chiesa di Modena-Nonantola celebra la Giornata del seminario, una giornata di preghiera per le vocazioni. Nella Messa delle 18.30 nella chiesa di San Francesco, Pietro Valdrè, della parrocchia di Roncoscaglia, riceverà il ministero dell’accolitato. “Questo ministero – afferma Pietro – non può essere per me un semplice gradino nel mio cammino di seminario, ma vuole essere un più radicale impegno nel mostrare come l’unico vero sostegno spirituale e fisico della nostra esistenza sia Gesù”. Nel seminario di Modena si formano i giovani delle diocesi di Modena-Nonantola e Carpi: attualmente gli studenti sono 22, 14 di Modena e 8 di Carpi, con 4 nuovi ingressi quest’anno. Il rettore del seminario è don Federico Pigoni, vicerettore don Simone Bellisi, direttore spirituale don Gian Paolo Sambri.

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