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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 41 min ago

Politiche migratorie: Cini e Aoi a presidente Conte, “no” a centri in paesi transito e rafforzamento guardia costiera libica. “Sì” a quote ingresso e superamento Dublino

Thu, 2018-06-28 18:40

Una lettera aperta al presidente del Consiglio Conte. Ad inviarla sono le Reti Cini (Coordinamento italiano Ong internazionali) e Aoi (Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale), in occasione del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno commentando la proposta italiana in materia di politiche migratorie. Perplessità sull’idea di istituire centri di protezione internazionale nei paesi di transito: c’è il rischio, scrivono Raffaele K. Salinari (presidente Cini) e Silvia Stilli (presidente Aoi), che in questi centri “si realizzi la detenzione di migranti e richiedenti asilo, inclusi i minori in famiglia e non accompagnati”. In attesa di conoscere maggiori dettagli sulla proposta, le due reti ad oggi “ritengono improponibile qualsiasi sistema extraterritoriale di esame delle domande d’asilo che subappalti, filtri o scoraggi l’accesso alla procedura d’asilo; che abbassi gli standard di protezione effettiva offerta, inclusi l’accesso al ricorso; che operi in assenza di un impegno inderogabile a reinsediare in Europa coloro che vengono ritenuti bisognosi di protezione internazionale; o che abbassi i livelli di tutela dei diritti di chi è soggetto a rimpatrio”.  Sul rafforzamento delle frontiere esterne dell’Europa, Salinari e Stilli definiscono “avventato” il ventilato sostegno alla Guardia Costiera libica “dal momento che questo corpo agisce in violazione delle più elementari norme di tutela dei diritti umani, mentre è documentato che suoi comandanti siano implicati nel traffico di esseri umani – e per questo inseriti dalle Nazioni unite in una lista di soggetti sotto sanzione”.
Apprezzamento, invece, per la proposta di riaprire la discussione tra paesi Ue sulle quote di ingresso che ciascuno di essi offre per i migranti economici: “i flussi migratori verso l’Europa sono flussi misti, e vanno previste vie di accesso regolare diversificate per i diversi profili, inclusi dunque i migranti economici, anche per evitare che venga sovraccaricato il sistema di asilo per mancanza di altre opzioni di ingresso regolari”. Cini e Aoi si dicono inoltre concordi “sulla necessità di superare il – di fatto già superato – sistema Dublino. Una proposta già c’è ed è quella presentata dal Parlamento europeo, che ci aspettiamo venga considerata con l’attenzione che merita”.

 

 

Cooperazione internazionale: tre progetti in Mozambico del Policlinico Gemelli e della parrocchia San Frumenzio di Roma

Thu, 2018-06-28 18:40

“Un mondo lontanissimo dal nostro, con una realtà culturale molto diversa, legata alla sacralità della natura, alla famiglia, al valore della vita che va difesa sempre”. Così mons. Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare per la diocesi di Roma est, ha descritto il Mozambico intervenendo oggi al Policlinico A. Gemelli di Roma per la presentazione dei progetti avviati dall’Auci (Associazione universitaria per la cooperazione internazionale collegata alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica), e dalla Comunità di San Frumenzio di Roma nel villaggio africano di Mafuiane. Il presule ha raccontato la storia di amicizia tra le parrocchie romane di San Frumenzio, S. Ugo e S. Gemma, e la comunità cristiana dei tre villaggi in Mozambico Mafuiane, Goba e Baka Baka, iniziata 25 anni fa. Il primo, cofinanziato con fondi dell’8xmille della Cei, è un progetto sanitario triennale con ristrutturazione del Centro di salute di Mafuiane e costruzione di un Centro pediatrico nella stessa località con 16 posti letto, sala accettazione, laboratorio per prendersi cura di 750 bambini.  e di promuovere la sensibilizzazione e la formazione sanitaria della popolazione locale. Quindi un progetto agricolo con adduzione di acqua prelevata dal vicino fiume Umbelezi e distribuzione mediante un sistema goccia-a-goccia a un nucleo di circa 20 ettari di terreno per incrementare l’attività produttiva agricola del Consorzio locale dei “Regantes”. Infine un progetto di servizio civile che da tre anni a questa parte vede la presenza di due ragazzi/e per anno impegnate attivamente nelle attività progettuali e nella vita della comunità locale.

Migranti: Oim e Unhcr esortano Ue ad azione congiunta a livello regionale per evitare tragedie nel Mediterraneo

Thu, 2018-06-28 18:24

Preoccupate per la tragedia umana in corso nel Mediterraneo, nella quale quest’anno hanno perso la vita quasi 1.000 rifugiati e migranti vittime dei trafficanti, l’Unhcr (Agenzia Onu per i rifugiati) e l’Oim (Agenzia Onu per le migrazioni), lanciano oggi un appello ai paesi dell’Unione europea affinché venga messa in atto un’azione coordinata e regionale per ridurre notevolmente l’inutile perdita di vite umane in mare. Unhcr e Oim, si legge in un comunicato, “ritengono necessario un nuovo approccio collaborativo per rendere più prevedibile e gestibile lo sbarco delle persone soccorse in mare. Questo nuovo approccio dovrebbe essere fondato sulla collaborazione già in atto tra Ue, Onu e Unione africana. Le persone soccorse in acque internazionali dovrebbero essere rapidamente portate a terra in luoghi sicuri in Ue e potenzialmente anche altrove”. Necessario, inoltre, un maggior numero di posti per il reinsediamento, il ricongiungimento familiare e altre soluzioni all’interno dell’Ue, e un maggiore sostegno ai paesi di sbarco. “Negli ultimi 10 giorni navi che trasportavano rifugiati e altri migranti soccorsi nel Mar Mediterraneo non hanno potuto attraccare a causa del blocco politico in Europa. Sostenere il diritto di asilo negli Stati membri Ue è assolutamente cruciale”, dichiara l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi. “Negare il salvataggio o spostare la responsabilità dell’asilo altrove è assolutamente inaccettabile. Abbiamo bisogno che i paesi si uniscano e traccino una strada da seguire”. “La nostra priorità – aggiunge William Lacy Swing, direttore generale Iom – è salvare le vite di tutti coloro che sono stati vittime di trafficanti”. Iom e Unhcr esortano gli Stati europei a cogliere l’opportunità offerta dal vertice Ue di domani per trovare un approccio nuovo e condiviso.

Inflazione: Coldiretti, carrello spinto da vino (+6,3%) e pasta (+6,6%)

Thu, 2018-06-28 18:12

A spingere il carrello della spesa sono gli aumenti dei prodotti alimentari rispetto allo scorso anno, dal vino (+6,3%) alla pasta (+6,6%), dalla verdura (+4,6%) alla frutta (+7,8%) anche per effetto del clima impazzito con gelate e grandine che hanno fatto sparire quest’anno dagli alberi un frutto su quattro, dalle albicocche alle ciliegie, dalle pesche alle nettarine fino alle susine. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti sulla base dei dati Istat sull’andamento dei prezzi a giugno. Il maltempo ha provocato –sottolinea Coldiretti – oltre mezzo miliardo di danni nelle campagne con gelo, nubifragi, trombe d’aria, bombe d’acqua e grandinate che si sono succeduti colpendo a macchia di leopardo la Penisola dall’inizio dell’anno. Il crollo della produzione ha effetti sugli acquisti con il rischio di speculazioni nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola, a danno dei consumatori e dei produttori, a partire dal grano come è stato denunciato da Coldiretti in Calabria. L’andamento anomalo di quest’anno conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano – sottolinea Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Il 2018 – conclude Coldiretti – si classifica nei primi cinque mesi al terzo posto degli anni più bollenti in Italia dal 1800 in cui sono iniziate le rilevazioni con una temperatura superiore di 1,34 gradi rispetto alla media storica mentre la primavera è stata segnata dalla caduta del 21% di precipitazioni in più, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr.

Migranti: dalla Caritas di Ventimiglia un appello per cibo e vestiti, “2.300 pasti distribuiti nel mese di giugno”

Thu, 2018-06-28 18:03

Un appello per il reperimento di cibo e vestiti da destinare ai migranti a Ventimiglia. A lanciarlo nelle scorsi giorni è stata la Caritas Intemelia da tempo impegnata in prima linea nell’accoglienza dei migranti alla frontiera tra Italia e Francia. “Nonostante il drastico calo degli arrivi in Italia degli ultimi mesi da alcuni giorni abbiamo registrato un aumento nel numero dei migranti presenti in città”, dichiara al Sir il direttore Maurizio Marmo. Si tratta, spiegano dalla Caritas, di migranti appena arrivati dagli sbarchi, in particolare sudanesi, o di persone uscite dalle strutture in cui si trovavano per la fine del diritto all’accoglienza o, semplicemente, perché intenzionate a proseguire il viaggio verso il nord Europa. “Non è facile avere dati precisi – continua Marmo – perché oltre ai 480 migranti accolti nel campo gestito dalla Croce Rossa ci sono almeno tra le cento e le duecento persone che vivono in ripari di fortuna lungo il corso del fiume Roja. Un numero che oscilla di giorno in giorno”. La Caritas della diocesi di Ventimiglia-Sanremo gestisce l’unica mensa diurna presente in città (il pasto serale viene invece distribuito da alcune associazioni francesi) arrivando a distribuire tra i 200 e 250 pasti al giorno. Stando ai dati pubblicati dalla stessa Caritas nel solo mese di giugno sono stati distribuiti 2300 pasti. “Abbiamo lanciato questo appello – conclude il direttore – perché la mensa che gestiamo non riceve nessun contributo pubblico, ma si sostiene grazie all’aiuto di molti, singoli e associazioni. Tra queste anche realtà francesi, segno di una solidarietà che va oltre i confini”.

Migranti: Marmo (Caritas Intemelia) su violazioni diritti frontiera francese, “rischi soprattutto per i minorenni”

Thu, 2018-06-28 17:59

“Chiedere la fine delle pratiche illegali alla frontiera francese è fondamentale per tutti i migranti, ma soprattutto per i minorenni che non sarebbero più costretti a cercare vie sempre più costose e pericolose per passare la frontiera”. A commentare al Sir la denuncia diffusa ieri dalle associazioni italiane e francesi impegnate sui due lati della frontiera di Ventimiglia-Mentone è Maurizio Marmo, direttore della Caritas Intemelia. Il documento è frutto di un’attività di monitoraggio che ha visto impegnati dal 24 al 27 giugno scorsi gli operatori di oltre venti realtà tra cui la stessa Caritas. A fare da capofila di questo progetto cinque Ong francesi: Amnesty International France, Anafé, La Cimade, Médecins du Monde, Médecins Sans Frontières, Secours Catholique Caritas France. Tra le irregolarità riscontrate anche la mancata accoglienza dei minori. “Le forze di polizia francese – si legge nel comunicato – non hanno preso in considerazione la minore età di 11 giovani migranti, che sono stati rinviati illegalmente in Italia e sono stati successivamente ricondotti dalle forze di polizia italiana in Francia”. “Il lavoro di questa rete – prosegue il direttore della Caritas di Ventimiglia-Sanremo – è molto importante perché l’attività umanitaria è indispensabile per far fronte all’emergenza di quanti si trovano senza accoglienza a Ventimiglia, ma lo è ancora di più la pressione sulle istituzioni. La situazione che viviamo oggi è infatti diretta conseguenza del ripristino dei controlli alla frontiera introdotti nel 2015 e di quei comportamenti illegali che oggi denunciamo. Per questo crediamo che la situazione possa migliorare solo se a cambiare sarà la situazione alla frontiera”.

Consiglio europeo: Tajani ai leader Ue, “aumentare il bilancio dell’Unione”. Brexit, stretta relazione con Londra, ma “non a ogni costo”

Thu, 2018-06-28 17:42

(Bruxelles) “Anche nel caso del Quadro finanziario pluriennale è necessario prendere urgentemente decisioni politiche per facilitare i prossimi negoziati. È evidente che non possiamo andare lontano con un bilancio che rappresenta solo l’1% del Prodotto nazionale lordo europeo”. Lo ha affermato Antonio Tajani nel suo lungo intervento davanti ai capi di Stato e di governo dei 28 Paesi Ue riuniti a Bruxelles per il summit. L’oratore ha toccato tutti gli aspetti delle migrazioni, ha parlato di governance dell’Eurozona e di difesa comune. Quindi il presidente del Parlamento europeo ha affermato: “Il valore del Qfp proposto dalla Commissione, tolto il Fondo europeo per lo sviluppo, rappresenta infatti solo l’1,08% del Pil a 27, numeri troppo poco ambiziosi e distanti dalla proposta del Parlamento europeo” (1,3% del Pil dei 27 Stati membri). “Se questa fosse la scelta definitiva, potremo rinunciare a qualsiasi ambizione, poiché l’ambizione da sola non basta: occorre un bilancio adeguato per tradurla in pratica”. “Che ne sarebbe della protezione del nostro settore agricolo, delle previsioni sugli investimenti pluriennali nelle nostre regioni, di una politica efficiente sull’immigrazione di cui abbiamo parlato, della sicurezza, della difesa e del progetto di un’Europa innovativa? È per questo motivo che il Parlamento auspica, a larghissima maggioranza, un aumento delle risorse. Sono consapevole che alcuni Stati sono addirittura a favore di un bilancio ancora più ridotto. Ma non si può chiedere ‘più Europa’ e, nel contempo, sostenere i tagli al bilancio europeo”.
Infine un cenno al Brexit: “Negli ultimi mesi abbiamo fatto progressi su parti importanti dell’accordo di uscita” del Regno Unito dall’Ue. “Ma progressi sono urgenti anche e soprattutto sul problema dell’Irlanda e sulla governance, ma anche sulla protezione della proprietà intellettuale come le indicazioni geografiche. Per il Parlamento, senza un accordo sull’Irlanda, non ci potrà essere un uscita ordinata, una transizione e la necessaria fiducia su cui basare la nostra relazione futura”. “Voglio ribadire che una stretta relazione futura è nell’interesse dei 27, ma non ad ogni costo. Il Parlamento non accetterà soluzioni che metterebbero a rischio l’indivisibilità delle quattro libertà fondamentali e l’autonomia decisionale dell’Unione”.

Consiglio europeo: migrazioni, dossier e focus on line. Ispi e Iai chiariscono la posta in gioco al summit

Thu, 2018-06-28 15:14

(Bruxelles) Dossier e approfondimenti per comprendere cosa sta accadendo a Bruxelles; analisi e dati per tentare di sciogliere i dubbi sulla complessa materia migratoria. Oltre alle abbondanti informazioni fornite dai siti ufficiali delle istituzioni politiche, europee e nazionali, anche autorevoli media e istituti di ricerca forniscono materiali sull’argomento. “Una bussola per il Consiglio europeo” è, ad esempio, il titolo del dossier dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi, www.ispionline.it), dove si legge: “Sulla gestione della politica migratoria, nelle ultime settimane i toni sono diventati sempre più accesi. Al mini-summit informale di domenica scorsa, 16 leader europei si sono riuniti non riuscendo a raggiungere un compromesso soddisfacente e constatando le loro divisioni. Questo focus si propone di offrire al lettore una bussola per orientarsi sulle proposte e le parole chiave che più frequentemente si rincorrono su giornali e social network. Perché un compromesso, se si troverà, sarà proprio un incrocio tra le diverse opzioni e parole chiave, in un equilibrio complesso che dovrà prendere in considerazione il calcolo costi-benefici di tutti i leader seduti intorno al tavolo”. Frontiere marittime, hotspot, movimenti secondari, ricollocamenti, rimpatri: sono alcuni dei termini-chiave spiegati nel focus.
Anche l’Istituto affari internazionali (Iai, www.affarinternazionali.it) presenta un dossier, dove si legge: “La questione dei migranti e la gestione dei flussi è il grande e controverso tema all’ordine del giorno del Consiglio europeo di oggi e domani a Bruxelles. Ma continuare a parlare di politiche migratorie in ottica emergenziale altera i termini del dibattito, mentre l’Ungheria di Orbán inserisce in Costituzione il contrasto al sistema delle quote di accoglienza obbligatorie voluto dall’Ue”. “Sul tavolo dei capi di Stato e di governo dei Ventotto, anche l’allargamento ai Balcani (con Albania e Macedonia in attesa di iniziare a negoziare nel giugno 2019)”.

Anglicani: York, a luglio sinodo generale della Chiesa d’Inghilterra. Fra i temi protezione minori, ambiente, disarmo nucleare

Thu, 2018-06-28 14:51

(Londra) Protezione dei minori, arsenale nucleare, ambiente e collaborazione ecumenica con le chiese pentecostali guidate da africani. Questi gli argomenti più importanti nell’agenda del sinodo generale anglicano, l’organo che guida la Chiesa di Inghilterra, formato dalle tre case dei vescovi, dei pastori e dei laici che si riunirà a York dal 6 al 10 luglio. Una mozione, sabato 7 luglio, chiederà al sinodo di approvare un rapporto di intervento sul tema della protezione dei minori e delle vittime di abusi. Tra le priorità la pubblicazione di una nuova ricerca, un registro dei pastori, criteri più severi per la selezione di questi ultimi e una collaborazione con la Chiesa cattolica. Questa iniziativa ecumenica, che le due chiese hanno deciso di chiamare “Safe spaces”, ovvero “Spazi sicuri”, prevede una collaborazione con le persone vittime di abusi che daranno vita a una nuova commissione. Lo scopo è coinvolgerli nel lavoro di protezione dei minori che viene fatto sia a livello nazionale che regionale e anche a livello diocesano. Un telefono amico e una commissione di esperti si assicurerà che le vittime siano parte integrante del lavoro di prevenzione della Chiesa. Importante argomento anche la decisione di collaborare più da vicino con le chiese pentecostali africane, legata alla decisione della famiglia reale di far predicare, durante il matrimonio del principe Harry e di Meghan Markle, Michael Curry, primo vescovo afroamericano della Chiesa episcopale anglicana.
Sempre sabato 7 luglio il Sinodo generale, parlerà di ambiente grazie a una mozione del vescovo di Manchester David Walker. Obiettivo: incoraggiare i tre enti che, insieme, gestiscono quasi 12,5 miliardi di sterline, i “National Investment Bodies”, a continuare la loro politica di abbandono di società e fondi che non si impegnano a sostenere un’economia a basse emissioni di carbonio. Il sinodo anglicano di Londra chiede poi a quello nazionale di invitare ogni diocesi ad avere un progetto ambientale e avviare uno strumento per controllare il consumo di energia di cattedrali e chiese. Domenica tocca al nucleare. La Chiesa di Inghilterra intende ricordare al governo di Theresa May, come spiega un portavoce, che “è importante ascoltare la voce delle nazioni che hanno scelto il disarmo perché facciamo parte di una comunità globale”.

Dati Istat: UeCoop, no ad aumento Iva per difendere potere acquisto famiglie

Thu, 2018-06-28 14:23

Scongiurare l’aumento dell’Iva è una priorità per difendere il potere di acquisto delle famiglie in pericolosa diminuzione nel 2018. E’ quanto afferma l’Unione europea delle cooperative Ue.Coop nel commentare i dati Istat relativi al primo trimestre 2018 che indicano come il reddito delle famiglie, con un calo reale dello 0,2% del potere di acquisto, sia in frenata rispetto all’ultimo trimestre dell’anno scorso, eroso anche dall’aumento dell’inflazione che a giugno ha raggiunto l’1,4% su base annua. “Per tenere costanti i consumi – spiega l’analisi di Ue.Coop su dati Istat – le famiglie hanno dovuto quindi erodere i loro risparmi. In questo contesto è necessario evitare qualsiasi intervento, come l’aumento dell’Iva, che possa incidere sulla capacità di spesa delle famiglie in un momento in cui si avvertono preoccupanti segnali di stagnazione dell’economia”.

Churches in Europe: meeting of media officers and spokespersons of the Bishops’ Conferences. Mgr. Bràs (CCEE), “identity, trust and truth”

Thu, 2018-06-28 14:17

Identity, trust and truth – these keywords should guide the communications of the European Bishops’ Conferences today. This is according to Mgr. Nuno Bras, bishop in charge of Social Communications within the Commission for Culture of the Council of the Bishops’ Conferences of Europe (CCEEE), who spoke at the end of the meeting of the media officers and spokespersons that was held in Rome. From 26 to 28 June, those responsible for the Church’s communications in Europe gathered to discuss the future of communications in the digital age and the upcoming events of the universal Church: the World Meeting of Families in Dublin and the Synod on Young People at the Vatican. “Identity, trust and truth”, Mgr. Bràs told SIR news agency, summarise the work carried out in the past few days: “In other words, we should propose a clear identity, show that, at a time when there is a general distrust in institutions, the Church is a living reality in which you can trust. This means being honest and authentic in living and communicating who we are”. In a polarized and divided Europe, our proposal is that of a clear identity, open to other views. “We must be aware of who we are”, the Bishop said: “And propose the Lord Jesus: people do not like Christians who are afraid of being Christians and do not say authentically who they are”. In these days, the spokespersons and press officers have exchanged views on how digital platforms are transforming the way we communicate. Mgr. Bràs said: “The whole digital world is a challenge for the Church. But that is where today’s man lives, and we want to be there, where today’s men and women live, to propose who we are and offer the Gospel in the logic of the gift”.

Sclerosi multipla: Revert Onlus/Casa Sollievo Sofferenza, trapianto di cellule staminali sui primi tre pazienti

Thu, 2018-06-28 14:05

L’Associazione Revert Onlus e l’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia) – in collaborazione con la Fondazione cellule staminali di Terni, l’Azienda ospedaliera “Santa Maria” di Terni, lo Swiss Institute for Regenerative Medicine e l’Ospedale cantonale di Lugano – hanno completato il trapianto di cellule staminali cerebrali umane su un primo gruppo di tre pazienti affetti da sclerosi multipla secondaria progressiva. L’annuncio ufficiale è stato dato oggi in Vaticano in occasione dell’Assemblea della Pontificia Accademia per la Vita da mons. Vincenzo Paglia e dal professor Angelo Vescovi, direttore scientifico di Revert Onlus e di Casa Sollievo della Sofferenza, che ha ideato e coordinato lo studio clinico. Il trapianto sul primo campione di pazienti è avvenuto attraverso l’iniezione di 5 milioni di cellule staminali nel ventricolo laterale cerebrale, cavità del sistema nervoso centrale contenenti il liquido cefalorachidiano, per favorirne la diffusione in tutto il sistema nervoso. Il trattamento, eseguito dal neurochirurgo Sandro Carletti, responsabile del Dipartimento di neuroscienze dell’Ospedale Santa Maria di Terni è avvenuto senza alcuna complicazione e non sono stati registrati eventi avversi. L’ultimo dei tre pazienti è stato trattato lo scorso 13 giugno.
“Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti in questo prima parte della sperimentazione, i pazienti sono sotto controllo e stanno bene: non abbiamo rilevato alcuna evidenza di effetti collaterali – ha dichiarato Vescovi -. Quello intrapreso è un percorso lungo e complesso, ma la conclusione del trapianto sul primo gruppo di pazienti è un segnale positivo che rappresenta un nuovo traguardo per la ricerca scientifica italiana verso la cura delle malattie neurodegenerative. Per quanto si tratti di una sperimentazione di fase I, abbiamo costruito il disegno sperimentale in modo da avere qualche probabilità di potere evincere eventuali effetti terapeutici”. L’equipe di clinici e ricercatori è ora in attesa delle autorizzazioni per procedere nei prossimi mesi con il trapianto di cellule staminali celebrali sui prossimi gruppi di pazienti, come previsto dal Trial Clinico di Fase 1; che ha la finalità esclusiva di valutare la sicurezza e la tollerabilità della terapia. La sperimentazione coinvolgerà 15 pazienti divisi in 4 gruppi, tra i 18 e i 60 anni, affetti da sclerosi multipla secondaria progressiva. Il dosaggio cellulare, pari a 5 milioni di cellule staminali nel primo gruppo, verrà raddoppiato nel secondo gruppo e progressivamente aumentato nei gruppi successivi di pazienti. Seguirà un periodo di monitoraggio che prevede controlli mensili nel primo anno e semestrali nei successivi 5 anni dall’intervento.

Santa Sede: firmato accordo con Repubblica San Marino per insegnamento religione cattolica nelle scuole pubbliche.

Thu, 2018-06-28 13:50

Un Accordo tra Santa Sede e Repubblica di San Marino per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche. A sottoscriverlo per la Santa Sede, martedì 26 giugno nel Palazzo Begni, sede della Segreteria di Stato per gli Affari esteri e politici della Repubblica di San Marino, mons. Emil Paul Tscherrig, arcivescovo titolare di Voli e nunzio apostolico; per la Repubblica di San Marino, Nicola Renzi, segretario di Stato per gli Affari esteri. A darne notizia è oggi la Sala Stampa vaticana informando che al solenne atto hanno partecipato per parte ecclesiastica mons. Elio Ciccioni, vicario generale della diocesi di San Marino-Montefeltro; il rev. Gabriele Mangiarotti, direttore diocesano della pastorale scolastica; mons. Giuseppe Laterza, consigliere di nunziatura. Per la parte statale erano invece presenti Silvia Berti, direttore del cerimoniale diplomatico, e Maria Alessandra Albertini, ambasciatore presso la Santa Sede. L’Accordo, costituito da un preambolo e 4 articoli, ridefinisce lo statuto dell’insegnamento della religione cattolica all’interno del sistema educativo pubblico, assicurando agli studenti che se ne avvalgono gli elementi culturali necessari per la conoscenza della religione, per la crescita della persona e per la comprensione della realtà e della storia del Paese e della cultura europea. L’Accordo entrerà in vigore dopo l’adempimento delle formalità previste dagli ordinamenti istituzionali delle due Parti.

Papa Francesco: accetta rinuncia di altri due vescovi cileni e nomina due amministratori apostolici

Thu, 2018-06-28 13:32

Salgono a cinque i vescovi cileni che hanno rinunciato al governo pastorale della propria diocesi dopo lo scandalo degli abusi. Dopo i tre presuli “dimissionari” lo scorso 11 giugno, il Papa ha infatti accettato oggi la rinuncia di altri due vescovi cileni e ha nominato due amministratori apostolici alla guida delle relative diocesi. A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede. Francesco ha dunque accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Rancagua, presentata da mons. Alejandro Goić Karmelić, e ha nominato amministratore apostolico “sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis” della medesima diocesi mons. Luis Fernando Ramos Pérez, vescovo ausiliare di Santiago de Chile. Il Papa ha inoltre accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Talca, presentata da mons.Horacio del Carmen Valenzuela Abarca, e ha nominato amministratore apostolico “sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis” della stessa diocesi mons. Galo Fernández Villaseca, anch’egli vescovo ausiliare di Santiago de Chile.

Papa Francesco: a Federazione italiana nuoto, “linguaggio sport è universale, trasmettete messaggi positivi”. Il ricordo di Noemi

Thu, 2018-06-28 13:07

Con la “testimonianza di disciplina, di sano agonismo e di gioco di squadra” voi “mostrate a quali mete si può arrivare attraverso la fatica dell’allenamento,” e questo “costituisce una lezione di vita soprattutto per i vostri coetanei”. Così Papa Francesco, nel discorso rivolto questa mattina ai membri della Federazione italiana nuoto ricevuti in udienza in occasione del Trofeo “Sette Colli” . Il nuoto, come ogni attività sportiva, “se praticato con lealtà, diventa occasione di formazione ai valori umani e sociali”, ha osservato il Pontefice soffermandosi quindi sull’importanza del “fare squadra”. Anche nel nuoto infatti, pur essendo “uno sport prevalentemente individuale”, contano molto “la collaborazione e l’aiuto reciproco”, ha sottolineato richiamando le staffette, la pallanuoto e soprattutto il nuoto sincronizzato. Il pensiero di Francesco è quindi andato a Noemi, “la vostra compagna tragicamente scomparsa pochi giorni fa, qui a Roma. Ho pregato per lei e per la sua famiglia – ha assicurato -, e oggi la ricordo insieme con voi”. “Cari dirigenti e atleti, siate un buon esempio per i vostri coetanei, un esempio che può aiutarli a costruire il loro avvenire – l’esortazione conclusiva del Papa – . Il linguaggio dello sport è universale e raggiunge facilmente le nuove generazioni. Perciò vi incoraggio a trasmettere messaggi positivi attraverso la vostra attività, contribuendo così anche a migliorare la società in cui viviamo”. [

Consiglio europeo: fitto ordine del giorno con migrazioni, difesa, Brexit, bilancio, Eurozona. Ma il condizionale è d’obbligo

Thu, 2018-06-28 12:53

(Bruxelles) L’ordine del giorno ufficiale del Consiglio europeo che si riunisce tra oggi e domani a Bruxelles prevede diversi argomenti: migrazione, sicurezza e difesa, economia e finanza, Quadro finanziario pluriennale, Brexit, affari esteri. Sulla migrazione “è previsto che i leader discutano delle dimensioni interna ed esterna della politica migratoria, compresa la riforma del sistema europeo comune di asilo”, recita il sito istituzionale. “Per quanto riguarda sicurezza e difesa, i leader dovrebbero discutere della cooperazione Ue-Nato in vista del vertice Nato di luglio e fornire orientamenti per gli ulteriori lavori, in particolare quelli riguardanti la cooperazione strutturata permanente. Il Consiglio europeo dovrebbe occuparsi anche di mobilità militare, del Fondo europeo per la difesa, del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa e di politica di sicurezza e di difesa comune in ambito civile”. Il condizionale utilizzato è legato al fatto che il prosieguo delle discussioni dipende da come procederà il dibattito sulle migrazioni e se si creerà un clima adatto ad affrontare il resto dell’ordine del giorno: diversamente il Consiglio potrebbe stabilire di rinviare alcuni temi.
I leader Ue “dovrebbero poi adottare conclusioni su vari temi discussi di recente nell’ambito dell’agenda dei leader, quali fiscalità, innovazione e digitale. Il Consiglio europeo approverà inoltre le raccomandazioni specifiche per Paese nel quadro del semestre europeo 2018 e discuterà della futura gestione del quadro finanziario pluriennale”. I leader “dovrebbero discutere anche di commercio”. In calendario appaiono infine, per la giornata di domani, eventuali questioni specifiche e urgenti di politica estera, il Brexit e il Vertice Eurozona sulla riforma dell’Unione economica e monetaria.

Consiglio europeo: in arrivo i 28 capi di Stato e di governo. Riunioni fra oggi e domani, infine le “Conclusioni”

Thu, 2018-06-28 12:44

(Bruxelles) Sala del Consiglio approntata, sala stampa allestita (con quasi un migliaio di giornalisti da tutta Europa e da altri continenti), bandiere ovunque, sicurezza delle grandi occasioni: i due palazzi che ospitano il Consiglio europeo (il vecchio Justus Lipsius e il nuovo adiacente Palazzo Europa), nel cuore del quartiere europeo di Bruxelles, attendono solo i 28 capi di Stato e di governo che prendono parte al summit, coordinati dal presidente Donald Tusk. I leader arrivano, fra le 14 e le 15, secondo una precisa scaletta (organizzazione e tempistica), accompagnati dalle delegazioni nazionali (esperti, viceministri, consiglieri militari e diplomatici, portavoce). Alle 15 si aprono i lavori con l’intervento del presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, che, subito dopo una breve conferenza stampa, lascia il Consiglio europeo. Le discussioni proseguono a porte chiuse. Segue la prima sessione di lavoro, quindi conferenza stampa della presidenza, cena di lavoro e di nuovo discussione fino a tarda sera (o notte inoltrata). Domani alle 9 si riprende nella formazione “articolo 50”: ovvero discussione sul Brexit senza la premier britannica. Segue, verso le 11, il vertice Eurzona (19 Stati dell’euro). Le conclusioni sono previste verso la tarda mattinata o il primo pomeriggio. Al termine del Consiglio europeo vengono ufficialmente diffuse le “Conclusioni”, ovvero il documento finale con le decisioni assunte.

Consiglio europeo: card. Bagnasco (Ccee), affrontare la questione migratoria “con una coscienza molto più umana e cristiana”

Thu, 2018-06-28 12:33

“Mantenere la questione delle assegnazioni e delle distribuzioni nelle possibilità dei singoli Paesi ma con una coscienza molto più umana e cristiana”. E’ quanto chiede il cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), al Consiglio europeo in merito al difficile dibattito che è cominciato questa mattina a Bruxelles sulla questione delle migrazioni e degli arrivi sulle coste europee di barconi e navi dall’Africa. “Non è una spartizione”, chiarisce subito l’arcivescovo: “E’ chiaro che ogni nazione europea deve sentirsi insieme e individualmente corresponsabile. Non è un fatto dell’Italia o della Spagna. E’ un fenomeno che ci riguarda tutti. Un fenomeno umanitario che è destinato a non cessare almeno a breve, per i motivi che tutti sappiamo: guerre, persecuzioni, fame. Bisogna che l’Europa senta di più proprio questo fatto!”. “Quota è una brutta parola, una pessima parola”, aggiunge Bagnasco. “E’ chiaro che da un punto di vista organizzativo e logistico è necessaria, lo ricorda anche il Santo Padre. Ma questo aspetto deve essere affrontato non come si dividono i prodotti. E’ tutto un altro atteggiamento. Il ‘tocca di più a te e meno a me’ è un modo di dire e di fare che mostra che non c’è coscienza unitaria. Deve essere superato”. Da qui l’auspicio del cardinale al Consiglio europeo che si è aperto oggi: “Auspico al Consiglio europeo in questo momento tanto delicato e importante un duplice augurio. Il primo è che cresca sempre di più la consapevolezza dello stare insieme per le sfide di questo momento storico, a partire dai migranti. La coscienza europea deve crescere nella necessità di camminare insieme. Il secondo auspicio è quello di credere di più in se stessa. L’Europa deve credere di più in se stessa, alla luce della sua storia, non tagliando l’alveo ideale, spirituale, morale e religioso e in particolare cristiano da cui è nata e a cui si è sempre ispirata. Come dice il Santo Padre, l’Europa ha bisogno di camminare insieme. E’ una via di non ritorno”. Il presidente del Ccee, parla anche di “un’Europa più leggera e quindi più efficace”. “Più leggera – spiega – vuol dire più rispettosa delle culture, delle storie e delle identità delle varie nazioni. E più efficace significa che quanto più l’Unione europea sarà vicina e materna tanto più i popoli si affezioneranno a questo camminare insieme. Viceversa una burocrazia troppo pesante, talvolta persino arrogante certamente non aiuta la partecipazione”.

Pastorale: Assisi, “lettera alla parrocchia” degli amici del Centro Orientamento pastorale

Thu, 2018-06-28 12:15

Pubblichiamo il testo integrale della “lettera alla parrocchia” che, come di consueto, conclude la Settimana di aggiornamento pastorale promossa dal Cop (Centro di orientamento pastorale) ad Assisi dal 25 al 28 giugno 2018.

Carissima Parrocchia,

siamo tutti presi in questo tempo da una rinnovata attenzione ai giovani e al Sinodo che papa Francesco ha indetto per tutte le chiese del mondo; abbiamo visto l’agenda che hanno predisposto coloro che lo stanno preparando. Hanno dato voce diretta ai giovani come interlocutori primi dei vescovi di tutto il mondo. Noi ci sentiamo di caldeggiare tutte queste pressanti richieste che i giovani rivolgono ai vescovi come rivolte a te, parrocchia, che sei sempre la prima chiesa che tutti incontrano, il grembo materno in cui molti ancora nascono, e spesso ti frequentano nei loro primi anni di vita e di scuola.

Tu sei a bassa soglia, apri varchi in ogni muro, hai gli scivoli per ogni handicap, fai entrare tutti senza chiedere tessere di buon comportamento o di appartenenza a qualche club privilegiato, tu sei quotidiana, non chiudi mai per ferie, sei presente all’ordinarietà della vita di ogni giovane, conosci bene il tuo territorio, ci stai dentro per i tuoi malati, parli il linguaggio di tutti, permetti l’incontro faccia a faccia tra le persone, sai scatenare semplici e generose solidarietà della porta accanto, ti curi di chi è agli arresti domiciliari e li aiuti a ridare dignità alla loro vita…puoi svolgere ancora un ruolo rilevante nella vita dei giovani per la costruzione di sé, per il loro percorso esistenziale, per la loro fede in Dio.

Certo qualche volta sei un po’ troppo ingessata, non riesci a smuovere l’indifferenza religiosa, fai fatica a suscitare fiducia, hai da educare ancora un gruppo di persone vecchie, non tanto per l’età, cui non interessano i giovani, ma c’hai un potenziale sempre più invidiabile. Adesso che ti metti assieme ad altre parrocchie per una collaborazione indispensabile e un bel esempio di comunione tra i preti, puoi diventare più missionaria e appunto camminare con i giovani quali che essi siano, atei o miscredenti, generosi e anche menefreghisti. Non ridurti però al 118 o al 112, un centro spirituale di servizi di emergenza. L’emergenza la parrocchia la vive sempre, ma sul posto e con la gente, tra i giovani e quelli più disperati.

Il tuo volto non può scoraggiare nessuno nel dialogo che tu vuoi stabilire con loro, nei loro luoghi. Non li stai ad aspettare ma vai tu a cercarli, i tuoi giovani stessi ti danno gli indirizzi e vengono con te, perché sono già parrocchia anche loro e stai con loro per accompagnarli. Vedrai che con loro farai miracoli, basta che smetta di lamentarti di loro e voglia loro bene.

Non c’è nessuno disposto a lavorare per i giovani gratis, o li scartano o li strumentalizzano. Tu invece puoi mettere assieme tutti gli adulti che hanno a che fare con i giovani e assieme scommettere sul loro futuro. Non hai bisogno che tutti siano catechisti o uomini provati o donne sagge. Basta che si spendano per la felicità vera dei giovani e vedrai che cominceranno a cercare il Signore anche loro e lo troveranno negli stessi giovani, perché già sta nel loro cuore. A loro che si sentono delusi di tutti non basta promettere lavoro, ma cercarlo assieme. Non preoccuparti di riempire le chiese o gli oratori, ma di dare speranza e serenità a chi è solo, di offrire la bella figura di Gesù Cristo come amico e pienezza di vita, mentre lo scopre ancora più affascinante e salvatore tutta la parrocchia.

Consiglio europeo: Paesi Ue a confronto sulle migrazioni. I dati su sbarchi, richiedenti asilo e rifugiati

Thu, 2018-06-28 11:58

(Bruxelles) “L’arrivo di più di un milione di richiedenti asilo e migranti nel 2015 ha messo alla prova e mostrato le criticità del sistema europeo di asilo”. Lo si legge nel sito del Parlamento europeo che, come le altre istituzioni Ue, fornisce materiali conosciti (dati, analisi, proposte, infografiche) sulle migrazioni in relazione al Consiglio europeo di oggi e domani a Bruxelles. In particolare i materiali messi a disposizione dal Parlamento tendono a spiegare chi sono i migranti, cosa sta facendo l’Ue per affrontare la situazione, quali sono le implicazioni politiche e finanziarie. “I richiedenti asilo – vi si legge ad esempio – sono persone che presentano una richiesta formale di asilo in un altro Paese perché temono per la propria vita nel proprio Paese d’origine”. Diversamente i rifugiati “sono persone con una fondata paura di essere perseguitati per motivi di etnia, religione, nazionalità, orientamento politico o appartenenza a un determinato gruppo sociale e che sono stati accettati e riconosciuti come tali nel Paese ospitante”. Nell’Unione europea la direttiva sulla qualificazione stabilisce le linee guida per assegnare la protezione internazionale a coloro che ne hanno bisogno. Al momento i cittadini dei Paesi terzi devono presentare domanda di protezione nel primo Paese dell’Unione europea in cui arrivano, diventando così dei richiedenti asilo. Ricevono poi lo status di rifugiati o una diversa forma di protezione internazionale solo dopo l’approvazione da parte delle autorità nazionali.
“Nel 2017 ci sono state 728.470 richieste di protezione internazionale. Si tratta di una diminuzione del 44% rispetto al 2016, quando ci furono 1,3 milioni di richieste. Nel 2017 i Paesi europei hanno offerto protezione a più di 538.000 persone, una diminuzione del 25% rispetto all’anno precedente”. Un rifugiato su tre proviene dalla Siria. Afghanistan e Iraq sono gli altri due Paesi da cui proviene il maggior numero di rifugiati. Per quanto riguarda la situazione nel Mediterraneo, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera raccoglie i dati sugli attraversamenti illegali delle frontiere esterne dell’Ue registrate dalle autorità nazionali, spiegano ancora gli esperti dell’Euroassemblea.
Nel 2015 e nel 2016 sono stati rilevati oltre 2,3 milioni attraversamenti illegali delle frontiere. Nel 2017 il numero totale degli attraversamenti illegali è sceso a 204.700, il livello più bassi degli ultimi quattro anni. È però “possibile attraversare un confine più di una volta, quindi il numero effettivo di persone che arrivano in Europa risulta inferiore al numero degli attraversamenti”. “Nel 2017 sono state 172.300 le persone che hanno cercato di raggiungere l’Europa via mare, meno della metà rispetto al 2016. Molti coloro che sono morti durante le traversate: 3.139 i morti o dispersi nel 2017, 5.096 nel 2016”.
Per ulteriori informazioni: http://www.europarl.europa.eu/portal/it; http://www.consilium.europa.eu

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