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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 1 hour 33 sec ago

Chiese di Sicilia: nuovo assetto al Tribunale ecclesiastico interdiocesano. Mons. Legname succede come vicario giudiziale a mons. Murgano

Thu, 2017-11-23 18:11

Nuovo assetto al Tribunale ecclesiastico regionale siculo che si trasforma in Tribunale interdiocesano (Teis) a seguito della riforma indicata da Papa Francesco con il Motu proprio “Mitis Iudex Dominus Iesus”. Con la nuova organizzazione, viene effettuato anche un cambio al vertice: a mons. Vincenzo Murgano succede, in qualità di vicario giudiziale, mons. Antonino Legname, dell’arcidiocesi di Catania. Giovedì 30 novembre, alle 11.30, il moderatore mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, darà inizio all’attività del Teis con una concelebrazione eucaristica nella chiesa di san Basilio, a Palermo, alla quale parteciperanno, oltre al nuovo vicario giudiziale tutti i giudici e gli operatori del Tribunale. “L’inaugurazione ufficiale dell’anno giudiziario – si legge in una nota – avverrà in un secondo momento con la partecipazione dei vescovi delle diocesi di Sicilia”. Del Teis fanno parte le arcidiocesi di Palermo, Catania, Messina, Monreale e le diocesi di Caltanissetta, Caltagirone, Cefalù, Trapani, Acireale, Mazara del Vallo, Patti, Piana degli Albanesi, Piazza Armerina, Ragusa. In una lettera a giudici ed operatori del Teis, mons. Lorefice, ha dato una chiara indicazione: “Accogliere, con grande umanità e con sensibilità pastorale, tutte le persone che si rivolgono al nostro Tribunale per fare chiarezza sulla loro situazione matrimoniale e per avere giustizia”. Inoltre, ha esortato ad agire “con saggezza e con prudenza” per vagliare non solo “tutti gli aspetti processuali, ma anche quelli umani e pastorali, sempre animati dalla carità e dall’umiltà”. E ha chiesto di mantenere sempre vivo lo slancio e il coraggio “per difendere e promuovere la bellezza del matrimonio cristiano, nonostante i fallimenti coniugali e le tante insidie della ‘cultura dominante dell’effimero e del provvisorio’ che ne minacciano la stabilità”.

Ergastolo a Mladic: don Sacco (Pax Christi), “la condanna non deve tranquillizzare la nostra coscienza”

Thu, 2017-11-23 18:10

“La condanna – credo giusta e doverosa – al generale Mladic, responsabile dell’assedio di Sarajevo e del genocidio di Srebrenica, non deve tranquillizzare la nostra coscienza”. Lo scrive don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, sulla rivista “Mosaico di pace”, commentando la sentenza di condanna all’ergastolo, in primo grado, a carico del generale Ratko Mladic, ex comandante dell’esercito serbo bosniaco, per genocidio e crimini di guerra e contro l’umanità nell’ex Jugoslavia. “A Sarajevo, ho fatto io le foto, le bombe che colpivano la popolazione civile erano anche made in Italy – scrive -. A Srebrenica quando arrivò Mladic con i suoi soldati, i caschi blu dell’Onu non hanno protetto i civili, lasciando campo libero al massacro. Pensare che il colpevole di quella grande tragedia sia solo uno rischia di essere troppo comodo – aggiunge -. La guerra ha sempre tanti, troppi complici. È complice chi vende le armi. È complice chi sa e tace. È complice chi è indifferente”.

Media: SpC, a gennaio 2018 la 22ª edizione delle “Giornate Saint François de Sales” per la prima volta a Lourdes

Thu, 2017-11-23 18:06

Si terrà dal 24 al 26 gennaio 2018 a Lourdes la 22ª edizione delle “Giornate Saint François de Sales”, promosse dalla Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, in collaborazione con la Federazione dei media cattolici (Fmc). L’appuntamento, rivolto ai professionisti e ai ricercatori dei media, cattolici e non, francesi o di altra nazionalità, è stato organizzato per quattro anni a Thonon‐les‐Bains (1995‐1999) e per diciassette ad Annecy (2001‐2017), culla di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. L’anno prossimo, per la prima volta, si svolgerà a Lourdes sul tema “Media & verità”. “Il tema pastorale della città mariana per il 2018 – si legge nella presentazione – è, infatti, costruito intorno alla condivisione e alla trasmissione della Parola. Sotto lo sguardo di Maria – sul tema ‘Media & verità’ – potremo dare un significato concreto all’esortazione di Papa Francesco” al Regina coeli della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2017: “‘che la comunicazione, in ogni sua forma, sia effettivamente costruttiva, al servizio della verità'”.

Papa Francesco: preghiera per pace in Sud Sudan e R.D.Congo, abbattere “muri di inimicizia”. “Quanta ipocrisia nel tacere o negare le stragi di donne e bambini”. Appello ai governi

Thu, 2017-11-23 18:06

“Il Signore Risorto abbatta i muri dell’inimicizia che oggi dividono i fratelli, specialmente nel Sud Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo”. Si è conclusa con questo auspicio, in forma di preghiera, l’omelia del Papa per la pace in Sud Sudan e nella Repubblica democratica del Congo. “Soccorra le donne vittime di violenza nelle zone di guerra e in ogni parte del mondo”, il primo grido sussurrato risuonato nella basilica di San Pietro: “Salvi i bambini che soffrono a causa di conflitti a cui sono estranei, ma che rubano loro l’infanzia e a volte anche la vita”. “Quanta ipocrisia nel tacere o negare le stragi di donne e bambini! Qui la guerra mostra il suo volto più orribile”, ha ammonito Francesco: “Il Signore aiuti tutti i piccoli e i poveri del mondo a continuare a credere e sperare che il Regno di Dio è vicino, è in mezzo a noi, ed è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo. Sostenga tutti coloro che, giorno per giorno, si sforzano di combattere il male col bene, con gesti e parole di fraternità, di rispetto, di incontro, di solidarietà”. Poi il doppio appello, ai grandi della terra e a tutti noi: “Il Signore rafforzi nei governanti e in tutti i responsabili uno spirito nobile, retto, fermo e coraggioso nella ricerca della pace, tramite il dialogo e il negoziato. Il Signore conceda a tutti noi di essere artigiani di pace lì dove siamo, in famiglia, a scuola, al lavoro, nelle comunità, in ogni ambiente; ‘lavandoci i piedi’ gli uni gli altri, ad immagine del nostro Maestro e Signore”.

Papa Francesco: preghiera per la pace in Sud Sudan e R.D.Congo, “la pace è possibile perché Gesù ha preso su di sé tutto il male del mondo”, compresa la guerra

Thu, 2017-11-23 18:04

“Noi cristiani crediamo e sappiamo che la pace è possibile perché Cristo è risorto”. A ricordarlo è stato il Papa, nell’omelia della celebrazione di preghiera per la pace in Sud Sudan e nella Repubblica democratica del Congo, svoltasi questo pomeriggio nella basilica di San Pietro: “Lui ci dona lo Spirito Santo, che abbiamo invocato. Come ci ha ricordato poco fa san Paolo, Gesù Cristo è la nostra pace”. “Sulla croce – ha proseguito Francesco – egli ha preso su di sé tutto il male del mondo, compresi i peccati che generano e fomentano le guerre: la superbia, l’avarizia, la brama di potere, la menzogna… Tutto questo Gesù ha vinto con la sua risurrezione. Apparendo in mezzo ai suoi amici dice: ‘Pace a voi!’. Lo ripete anche a noi stasera, qui: ‘Pace a voi!’. Senza di te, Signore, vana sarebbe la nostra preghiera, e illusoria la nostra speranza di pace. Ma Tu sei vivo e operi per noi e con noi, Tu, nostra pace!”.

Papa Francesco: preghiera per la pace in Sud Sudan e R.D.Congo, “vogliamo gettare semi di pace”

Thu, 2017-11-23 18:02

“Stasera, con la preghiera, vogliamo gettare semi di pace nella terra del Sud Sudan e della Repubblica Democratica del Congo, e in ogni terra ferita dalla guerra”. Con queste parole il Papa ha cominciato l’omelia della celebrazione di preghiera per la pace in Sud Sudan e nella Repubblica democratica del Congo, svoltasi questo pomeriggio nella basilica di S. Pietro. “Nel Sud Sudan avevo già deciso di compiere una visita, ma non è stato possibile”, ha ricordato Francesco: “Sappiamo però che la preghiera è più importante, perché è più potente: la preghiera opera con la forza di Dio, al quale nulla è impossibile. Per questo ringrazio di cuore quanti hanno progettato questa veglia e si sono impegnati per realizzarla”. “Cristo Risorto ci invita. Alleluia!”, ha esclamato poi il Papa citando il canto in lingua swahili che ha accompagnato le parole di ingresso, “con alcune immagini dei due Paesi per i quali in particolare preghiamo”.

Giovani e sport: Scholas Occurrentes, domani a Roma il secondo appuntamento con “Futval”

Thu, 2017-11-23 17:53

Domani, 24 novembre, si terrà il secondo appuntamento nell’oratorio della basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma con “Futval”, il programma educativo della Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes finalizzato a trasmettere i valori della solidarietà attraverso il calcio. “Il principale obiettivo del progetto educativo – pensato per agire direttamente sulla sensibilizzazione di giovani e bambini mediante lo sport – è quello di armonizzare lo sviluppo dei ragazzi che vivono in contesti disagiati, coinvolgendoli attivamente nelle proprie comunità”, si legge in una nota. Scholas Occurrentes nasce nelle periferie di Buenos Aires su impulso dell’allora cardinale Bergoglio e oggi è un’organizzazione internazionale di diritto pontificio presente in 190 paesi con una rete che comprende 446.133 scuole e reti educative religiose e laiche, sia pubbliche sia private, volta a promuovere la cultura dell’incontro per la pace attraverso l’educazione. Nei tre centri FutVal in Italia – a Como, Roma e Napoli – si adotta la metodologia del progetto per promuovere il “patto educativo” attraverso l’insegnamento del calcio. “Il lavoro è rivolto ai giovani ed è suddiviso in un’attività di base per bambini dai 5 ai 12 anni (polivalente, ludica, educativa, tecnico tattica) e in un’attività agonistica per ragazzi dai 13 ai 16 anni (condizionale, ludica, tecnicotattica, agonistica)”, spiega la nota.
Dalle 9 alle 13, i tecnici di associazioni sportive e scuole di calcio aderenti seguiranno il corso sulla formazione del calciatore dal titolo “Sviluppare la collaborazione” tenuto da Veronica Brutti, formatrice del Dipartimento Junior Aic e coordinato dal campione del mondo Simone Perrotta dell’Associazione italiana calciatori e Stefano Ghisleni, coordinatore tecnico del dipartimento Junior Aic e responsabile della formazione per il settore giovanile Uc Sampdoria. Il progetto proseguirà con altri due appuntamenti previsti per il 15 dicembre e il 26 gennaio 2018.

Vandali in chiesa a Bari: don Simone (parroco), “andiamo avanti senza paura”

Thu, 2017-11-23 17:35

“Si tratta di un atto intimidatorio, una cosa voluta. Questo purtroppo è un quartiere dove il cambiamento non è ben visto da alcuni che preferiscono non essere disturbati e continuare a dominare e gestire le cose”. Così don Marco Simone, parroco della chiesa di San Carlo Borromeo a Bari, racconta dell’irruzione vandalica avvenuta nella parrocchia del difficile quartiere Libertà la notte del 21 novembre. Chi è entrato nella parrocchia, infatti, non ha rubato niente, se non un vecchio computer, lasciando persino i soldi delle offerte dei fedeli, ma distruggendo porte e mettendo tutto l’ambiente a soqquadro. Una violenza fatta la notte successiva all’incontro del sindaco di Bari, Antonio Decaro, con 400 persone del quartiere proprio nella parrocchia di don Marco: “Ho voluto da tanto tempo che il sindaco incontrasse i cittadini per discutere di questo quartiere che è in stato di degrado e abbandono. Nell’incontro il primo cittadino ha sollecitato tutti ad essere attivi nel proprio quartiere, parlando della sua riqualificazione attraverso vari progetti. Una cosa che evidentemente a qualcuno non è piaciuta”. Gesti intimidatori e avvertimenti che però non fermeranno il parroco e i fedeli nell’attivarsi per creare sempre nuove iniziative per lo sviluppo buono del quartiere: “Noi andiamo avanti senza paura – conclude il sacerdote -; abbiamo fatto qualcosa di buono per la gente e continuiamo a lavorare come sempre”.

Lotta alla mafia: Cafiero De Raho (procuratore nazionale), “nostra la migliore legislazione nel mondo, ma non è sufficiente. Necessaria collaborazione”

Thu, 2017-11-23 17:30

“La legislazione italiana nel contrasto alle mafie è enorme, la migliore, la più forte. Ma non è sufficiente. È necessaria una collaborazione, una sinergia che ritengo il modello indispensabile. Una collaborazione fra tutti i soggetti istituzionali, magistratura e forze dell’ordine che sono anch’esse le migliori del mondo. Gli altri Paesi le guardano come esempi a cui uniformarsi”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, intervenendo a Milano agli Stati generali della lotta alle mafie. “Le mafie occupano i territori, non sono isolate, si muovono insieme”, ha riconosciuto il procuratore nazionale, rilevando che “spesso portano avanti il traffico di droga insieme. Individuano i porti” in Italia e in Europa e “sono anche capaci di cambiare il comandante di una nave a Panama perché quella nave possa effettuare un trasporto importante di sostanze stupefacenti”. Cafiero De Raho ha poi evidenziato che “le mafie moltiplicano il danaro in proporzioni incredibili. Un danaro che finisce per entrare in attività economiche che sono spesso portate avanti fino ad un certo momento da persone oneste e rispettabili che poi non riescono ulteriormente a sviluppare la loro attività e confidano in persone che apparentemente sono affidabili e credibili. Sono le interfacce delle mafie, soggetti che quando si appropriano di un’impresa la fanno salire sempre di più” con il “metodo a volte della corruzione”. E poi ci sono “spesso la collusione e l’accordo anche economico, altrimenti c’è l’intimidazione”. Le mafie, ha aggiunto, “prendono il mercato, condizionano il settore. Questo avviene nel centro e nel nord Italia. Nel sud Italia hanno occupato tutti i territori e ora liberarli comporta una lotta quotidiana di forze dell’ordine e magistratura”. Secondo il procuratore nazionale, “le mafie non possono essere combattute, annientate e distrutte da un unico soggetto” ma “solo se tutti ci muoveremo nella stessa direzione”. Per questo ha invitato a “lavorare insieme”, per esempio condividendo tra procuratori “i dati conoscitivi, tutti”. Un altro aspetto “fondamentale” è la “cooperazione internazionale”, ambito nel quale “l’Italia è un soggetto che si muove per stringere rapporti con i Paesi non solo europei ma nel mondo, dove il traffico di droga è gestito da broker internazionali”. “Il modello della condivisione è il modello che ci può guidare nella direzione dell’efficace ed efficiente contrasto alle mafie”. Una lotta alla quale non devono restare estranee “le scuole e le università”, così come “le prefetture”.

Droga: Ceis Pistoia, “noi contro tutte le forme di legalizzazione. Il consumo è drammaticamente in crescita”

Thu, 2017-11-23 17:18

“Ferma contrarietà ad ogni forma di ‘legalizzazione’ delle droghe leggere”. È quanto esprime il Centro di solidarietà (Ceis) di Pistoia in una nota diffusa a seguito delle dichiarazioni pubbliche rese da don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro. “Parlare di una distinzione delle droghe tra leggere e pesanti è già un errore fondamentale”, afferma il Ceis, secondo il quale “tutte le sostanze, se abusate, creano dipendenza, in quanto il loro uso è difficilmente controllabile, soprattutto nei giovani”. “Tutti gli esperti – prosegue la nota – sono concordi nel dichiarare che anche la cannabis, al di là del suo uso terapeutico sotto controllo medico, se abusata, crea danni importanti al cervello. Si deve inoltre sottolineare come sempre più frequente sia l’uso combinato di più sostanze, tra le quali l’alcol la fa sicuramente da padrone”. Inoltre, “parlare di liberalizzazione come strumento di lotta alla criminalità è sostanzialmente fuorviante, in quanto le modalità di approccio e di consumo difficilmente potranno essere ‘governate’ da un sistema di regole e di percorsi di approvvigionamento ufficiali e registrati”. “Oggi ‘il mercato’ offre ai giovani cannabinoidi contenenti una quantità di principio attivo molto elevata e tale da indurre più rapidamente alla dipendenza e di incorrere in gravissimi danni sanitari”. È “innegabile che il fenomeno della droga, a partire appunto dalla cannabis, sia in costante aumento”, prosegue il Ceis, secondo cui “il fatto che sia un sacerdote, nel suo imprescindibile e fondamentale ruolo di educatore, a rilasciare queste dichiarazioni, amareggia e stupisce allo stesso tempo”. “Ci auguriamo che don Biancalani, del quale peraltro apprezziamo molte iniziative e attività relative all’accoglienza e alla carità, possa rivedere le sue posizioni”, conclude il Ceis, invitandolo “a confrontarsi anche con noi, che lottiamo quotidianamente contro i danni devastanti provocati dall’uso di sostanze stupefacenti”.

Festival Dottrina sociale: Mattarella, “guidare i cambiamenti restando fedeli ai valori costituzionali”

Thu, 2017-11-23 16:29

“Viviamo un tempo di cambiamenti profondi, e non dobbiamo averne timore, quanto, piuttosto, impegnarci per guidarli, restando, appunto sempre fedeli ai valori costituzionali”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio per la settima edizione del festival della Dottrina sociale, al via da oggi a Verona. Nel testo della lettera, indirizzata a mons. Adriano Vincenzi, coordinatore dell’iniziativa, il Capo dello Stato ha considerato i temi affrontati nei quattro giorni di dibattito “un’agenda rilevante per il futuro del Paese”: “Dal tema dei territori a quello delle emergenze sociali, al valore dell’associazionismo per la coesione del Paese, il vostro dibattito contribuirà in modo positivo alla vita democratica della Repubblica”. Mattarella auspica che l’impegno personale di ciascuno e di gruppo punti “alla condivisione, aspirando a una società inclusiva e a uno sviluppo più attento alla persona”. Infine, il suo apprezzamento per “un’iniziativa che incoraggi i giovani a partecipare al cambiamento del nostro Paese in nome del bene comune, sviluppando modelli ancorati a virtù civiche, consolidando reti di solidarietà e di comunità, promuovendo l’equità”.

Lituania: mons. Grusas (Conferenza episcopale), “Papa ha espresso il desiderio di visitare il nostro Paese”

Thu, 2017-11-23 16:25

“Abbiamo ricevuto dal nunzio la notizia che il Papa ha espresso il desiderio di visitare il nostro Paese. Siamo molto entusiasti di questo”. Lo ha detto ai giornalisti il presidente della Conferenza episcopale lituana, nonché arcivescovo di Vilnius, mons. Gintaras Grusas, a conclusione dei lavori dell’Assemblea plenaria, che si sono svolti nella capitale il 21-22 novembre. Non ci sono ancora date in calendario per questa visita, riferisce il sito dell’arcidiocesi di Vilnius. Sarà “un viaggio pastorale”, ha precisato mons. Grusas: “L’attenzione in tutte le visite del Papa è principalmente rivolta alle persone”. Nel 2018 la Lituania celebrerà il centenario dell’Indipendenza e la Chiesa cattolica ha deciso di dedicarlo alla Madre di Dio di Trakai, protettrice del Paese; sarà infatti anche il 300° anniversario dell’incoronazione della pittura della Vergine Maria in Trakai custodita a Siluva. In Assemblea, i vescovi hanno messo a punto “il programma delle celebrazioni”, che si apriranno il 7-9 dicembre prossimi con un congresso mariano, mentre l’11 febbraio 2018 i vescovi “consacreranno la Lituania al cuore di Maria Immacolata”. Secondo quanto riferisce la nota pubblicata oggi relativa ai lavori della Plenaria, i vescovi si sono occupati anche delle attività della Caritas, insieme al segretario generale Jorge Nuño Mayer. La plenaria, si legge ancora, “ha approvato le raccomandazioni metodologiche preparate dal ministero dell’Interno per la lotta contro la tratta di esseri umani”.

Commissione Ue: presentato il “Piano d’investimenti esterni” (Pie). Previsti 44 miliardi di euro per l’Africa con intervento dei privati

Thu, 2017-11-23 16:17

(Bruxelles) È stato varato dalla Commissione europea il nuovo “Piano d’investimenti esterni” (Pie) con 44 miliardi di euro di spesa previsti per l’Africa e i Paesi confinanti dell’Ue, somma che sarà ripartita in cinque cosiddette “finestre d’investimenti”: energia sostenibile e connettività; micro, piccole e medie imprese; agricoltura sostenibile, imprenditoria rurale e agroalimentare; città sostenibili; digitale per lo sviluppo. La notizia arriva da Bruxelles a pochi giorni dal summit Ue-Unione africana. Si tratta del “più grande programma d’investimento in assoluto per l’Africa” ha dichiarato, l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, precisando che gli “investimenti privati” potranno essere raccolti “entro il 2020, per le aree più fragili del continente”. Con questa decisione, “definiamo l’agenda degli investimenti sostenibili” che serviranno “a creare sviluppo e a ridurre la povertà per il beneficio di tutti”, ha commentato il commissario per la cooperazione e lo sviluppo Neven Mimica. Ora la Commissione europea inviterà le “istituzioni finanziarie ammissibili”, come le banche per lo sviluppo, a presentare proposte concrete di programmi d’investimento e ne selezionerà un certo numero a cui affidare la gestione dei piani d’investimento. Le imprese e le organizzazioni, che vorranno beneficiare del sostegno del Pie, potranno quindi contattare queste istituzioni finanziarie per sottoporre le loro proposte. Una segreteria e un portale web aiuteranno le aziende interessate a orientarsi.

Germania: “Chiesa condanna ogni forma di violenza contro le donne. Abolire mutilazione genitale”. Nel Paese 50mila casi

Thu, 2017-11-23 16:07

“La Chiesa condanna ogni forma di violenza contro le donne”, dichiara mons. Franz-Josef Bode (Osnabrück), presidente della Commissione pastorale dei vescovi tedeschi in un messaggio che guarda alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre). Egli si sofferma soprattutto sulla mutilazione genitale femminile, definita come “un’espressione di discriminazione e violenza” contro le donne in tutto il mondo, “strettamente legata all’immagine sociale dei ruoli di genere maschile e femminile”. Essendo una violazione dei diritti umani, “la mutilazione genitale femminile deve essere abolita e ostracizzata in tutto il mondo”, afferma mons. Bode, esprimendo la necessità che “le persone dei gruppi a rischio siano informate della situazione legale e delle possibilità di assistenza in Germania, dei diritti delle ragazze, degli elementi medici” legati a questa pratica. Il vescovo fa appello a medici, ostetriche, educatori e insegnanti in Germania ad affrontare l’argomento e a offrire alle “ragazze e alle donne rifugiate la protezione speciale, la consulenza mirata e il sostegno specifico al genere” di cui hanno bisogno. Secondo “dati empirici” raccolti dal ministero federale per la Famiglia, in Germania sono quasi 50mila le donne e ragazze che hanno subito la mutilazione. Altre 1.500 – 5.700 ragazze sono in grave pericolo. Il numero è aumentato con l’arrivo di rifugiati da Eritrea, Iraq, Somalia, Egitto ed Etiopia. Tra di loro, molte donne in fuga da questa pratica.

Salute: Commissione analizza sistemi sanitari di 28 Paesi Ue. “Rafforzare assistenza medica di base”. Preparare medici e infermieri alle sfide future

Thu, 2017-11-23 16:03

(Bruxelles) “La promozione della salute e la prevenzione delle malattie creano le condizioni per un sistema sanitario più efficace ed efficiente; va affrontata, oltre allo squilibrio degli investimenti nella prevenzione, la problematica delle disuguaglianze sociali, illustrata dalla diversa frequenza di screening tumorali o attività fisica delle persone in funzione del livello di reddito e di istruzione più e meno elevato”. È la prima “conclusione” esposta nella relazione della Commissione sui sistemi sanitari dei 28 Paesi dell’Ue, presentata oggi a Bruxelles. La Commissione elenca altre quattro conclusioni ritenute “principali”. La seconda è la seguente: “Una robusta assistenza medica di base guida in modo efficiente i pazienti nel sistema sanitario e contribuisce ad evitare spese inutili. Il 27% dei pazienti si rivolge a un pronto soccorso per via dell’inadeguatezza dell’assistenza sanitaria di base. Solo 14 paesi dell’Ue impongono la prescrizione di un medico di base per accedere a una consulenza specialistica; altri 9 Paesi prevedono incentivi finanziari correlati alla prescrizione”.
Terza osservazione: “L’assistenza integrata garantisce che il paziente riceva un’assistenza onnicomprensiva, evitando le situazioni che si verificano adesso in quasi tutti i Paesi dell’Unione in cui l’assistenza è frammentata e i pazienti devono cercare soluzioni in un labirinto di strutture sanitarie”. Quarto punto: “La programmazione e la previsione proattive delle esigenze in materia di forza lavoro nella sanità aumentano la capacità dei sistemi sanitari di adattarsi alle evoluzioni future. Nell’Ue i professionisti della sanità sono 18 milioni ed entro il 2025 saranno creati altri 1,8 milioni di posti di lavoro. Le autorità sanitarie devono preparare la forza lavoro ai cambiamenti imminenti: invecchiamento della popolazione e multimorbilità, necessità di politiche di assunzione oculate, competenze nuove e innovazione tecnica”. Infine: “I pazienti dovrebbero essere il fulcro della prossima generazione di dati sanitari migliori al servizio delle politiche e delle pratiche. La trasformazione digitale della sanità e dell’assistenza aiuterà a comprendere gli esiti e le esperienze della vita reale che hanno importanza per i pazienti, con un grande potenziale di accrescere l’efficienza dei sistemi sanitari”.

30° Ordinariato militare austriaco: mons. Marcianò (Italia), “secolarismo e fondamentalismo i due estremi che affliggono il tempo attuale”

Thu, 2017-11-23 15:49

“Secolarismo e fondamentalismo. Due estremi che affliggono il tempo attuale, presentandosi apparentemente come realtà infinitamente distanti, contrastanti: da un lato, la negazione di ogni religione; dall’altro, l’esasperazione della religione. In realtà, due estremi più vicini di quanto non sembri”. Lo ha detto ieri mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, in occasione del trentesimo anniversario della costituzione dell’Ordinariato militare austriaco, parlando a Wiener Neustadt delle “sfide della pastorale militare tra secolarismo e fondamentalismo”. “Il problema di fondo è, in realtà, l’individualismo che la secolarizzazione genera, esasperato da edonismo e relativismo contemporaneo: la ‘morte di Dio’ annunciata, nei decenni passati, da tanti intellettuali cede il posto a uno sterile culto dell’individuo”, ha aggiunto l’arcivescovo citando Benedetto XVI. Inoltre, mons. Marcianò ha ritrovato le radici del fondamentalismo nell’individualismo esasperato, “frutto, peraltro, di un’esasperata secolarizzazione. Paradossalmente, il fondamentalismo è come una secolarizzazione portata all’estremo”. Focalizzandosi sull’impegno dell’Ordinariato militare, ha affermato l’esigenza di “un’autentica ecclesialità”, che affianchi “lo sforzo di creatività pastorale”. “La globalizzazione dell’indifferenza, della violenza, dell’odio, dell’intolleranza, la globalizzazione del fondamentalismo e della secolarizzazione esigono una sorta di ‘globalizzazione della pastorale’ – ha sottolineato -. Non una pastorale uniforme, ma una pastorale che si sforzi di trovare punti di unità tra la Chiesa e il mondo militare, unità tra gli Ordinariati militari nazionali, unità all’interno della ‘famiglia militare’ in Europa”. Una capacità che deve essere propria di “Chiese sorelle”, “in quanto ci ritroviamo all’interno di quella realtà militare che vorremmo sempre più vedere come una vera e propria famiglia”.

Salute: Commissione analizza sistemi sanitari di 28 Paesi Ue. Andriukaitis, “pochi fondi per la prevenzione”

Thu, 2017-11-23 15:43

(Bruxelles) “Spendere solo il 3% dei nostri bilanci sanitari per la prevenzione, rispetto all’80% per la cura delle malattie, è semplicemente troppo poco”. Vytenis Andriukaitis, commissario Ue per la salute e la sicurezza alimentare, espone alcune considerazioni personali a margine della presentazione, oggi a Bruxelles, dell’ampia relazione sui sistemi sanitari dei Paesi membri dell’Unione. “È indispensabile un accesso migliore all’assistenza sanitaria di base, in modo che il pronto soccorso non sia la prima struttura cui si rivolgono i cittadini”, afferma fra l’altro il commissario. “È inoltre indispensabile che la promozione della salute e la prevenzione delle malattie siano al centro di ogni settore d’intervento in modo da migliorare la salute della popolazione e ridurre la pressione sui sistemi sanitari”. Si tratta di indicazioni che scaturiscono dalla relazione “Lo stato della salute nell’Ue” del 2017: “Mettendo a disposizione dati e approfondimenti esaurienti intendiamo sostenere le autorità sanitarie nazionali nel far fronte alle criticità e nell’adottare le scelte giuste in ambito strategico e negli investimenti”. Il documento afferma: “Solo riprogettando i nostri sistemi sanitari possiamo garantire che restino all’altezza dei loro compiti e forniscano assistenza centrata sul paziente”.

Rohingya: firmato accordo tra governi Myanmar e Bangladesh per il rientro dei rifugiati nel Rakhine

Thu, 2017-11-23 15:31

I governi di Myanmar e Bangladesh hanno firmato oggi un accordo per il ritorno nello Stato del Rakhine delle centinaia di migliaia di rifugiati musulmani Rohingya fuggiti in seguito alle violenze dell’esercito dopo gli attacchi terroristici del 25 agosto. Fonti locali avevano annunciato questa mattina di negoziazioni in corso in vista di un imminente accordo. L’agenzia Reuters ha confermato poco fa che la firma è avvenuta oggi dopo un incontro a Naypyitaw, capitale del Myanmar, tra la leader de facto Aung San Suu Kyi e il primo ministro del Bangladesh Abul Hassan Mahmood Ali. Papa Francesco visiterà i due Paesi dal 27 novembre al 2 dicembre.

Luigi Sturzo: Palladino (ex presidente Centro internazionale studi), “prete scomodo che ha onorato la Chiesa”

Thu, 2017-11-23 15:28

“Luigi Sturzo fu esiliato due volte. La prima dal fascismo, la seconda dalla Democrazia cristiana dopo la sua morte”. Il ritratto compiuto da Giovanni Palladino, ex presidente del Centro internazionale studi Luigi Sturzo, è inedito, privato e frutto di una lunga ricerca. Suo padre, Giuseppe, fu amico dello studioso, uomo politico, economista e sacerdote. In onore di quella amicizia, Palladino ha chiesto l’apertura nel ‘95 della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio che finalmente oggi vede la chiusura in sede lateranense. Le motivazioni della causa e il giudizio conclusivo del Tribunale sono stati illustrati questa mattina a Roma presso l’Istituto Luigi Sturzo. “Mio padre – ha ricordato Giovanni Palladino – era un economista ed è stato il più vicino a don Sturzo. Insieme a lui organizzò per quattro anni dei corsi di formazione politica ed economica post-laurea perché volevano creare una palestra per la classe dirigente”. Per la causa, Palladino racconta di aver girato il mondo al fine di raccogliere le testimonianze. “Ho conosciuto personaggi straordinari – continua a margine della conferenza – che hanno rilevato tanti particolari. Mi sono arricchito e forse oggi posso dire che conosco Sturzo più di mio padre”. Per lui, don Sturzo “è stato un prete scomodo, il suo messaggio ha onorato stupendamente la Chiesa che oggi è assediata da cattivi esempi. Il nostro Paese non ha recepito la sua testimonianza. Abbiamo dimenticato il Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa”. “Sturzo – ha proseguito – diceva sempre che la sua opera non fosse farina del suo sacco ma derivasse dal Vangelo. La Chiesa oggi riconosce la validità del suo grido che è quello del Vangelo che dobbiamo riportare nella quotidianità per sperare in un migliore futuro”. A proposito della conclusione della fase diocesana, Palladino ha aggiunto: “Tanta gente mi ha detto che avrei fatto un buco nell’acqua. Abbiamo creduto che la Chiesa avrebbe realizzato questo risultato grazie a tutta la squadra del Vicariato a cominciare da mons. Tasciotti. Un lavoro fantastico che ho avuto la grazia di seguire. Vedrete – ha concluso – che farà rumore perché il segreto di Sturzo sta uscendo dalla cantina e in prospettiva sarà sempre più studiato”.

Luigi Sturzo: Antonetti (Ist. Sturzo), “fra gli autori della modernizzazione del Paese”

Thu, 2017-11-23 15:22

“Questo processo di beatificazione ha messo in luce una serie di realtà e soprattutto il dramma personale di un sacerdote che ha assunto ruoli pubblici assolutamente rilevanti”. Così Nicola Antonetti, presidente dell’Istituto Luigi Sturzo, durante la conferenza con cui sono stati spiegati i motivi della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio don Luigi Sturzo. “Don Sturzo – ha aggiunto – è stato uno degli autori del processo di modernizzazione del Paese. Dopo l’esilio a Londra è stato un politico importante, un prete che ha fatto i conti con l’essere uomo politico che si è rilevato un dramma profondo, riscontrabile nei carteggi con il fratello Mario, anch’egli sacerdote e poi monsignore. Questa sua spiritualità lo ha accompagnato per tutta la vita”. Il presidente dell’Istituto ha ricordato come la figura di don Sturzo non fosse ben vista da tutta la Chiesa: “Non piaceva – ha commentato – che un prete fosse segretario di un partito. Lui rifletteva spesso sulla spiritualità alla quale ogni cattolico vincola la vita alla testimonianza della croce. Questa forza è stata alla base della vicenda meno nota, durante il dopoguerra, quando fece una battaglia per la difesa della democrazia che per lui sarebbe rimasta una realtà fragile se non si fosse fondata su alcuni principi”. “Sturzo ha fatto troppi anni in esilio”, ha ricordato. “Poteva tornare in Italia ma non l’ha fatto perché voleva dimostrare al mondo che non tutta la Chiesa era a favore del concordato”. “Sono grato a chi ha compiuto il processo di canonizzazione senza clamore. Un modo di fare – ha concluso Antonetti – che certamente don Luigi Sturzo avrebbe apprezzato”.

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