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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 42 min ago

Messico: solidarietà del Governo alla Chiesa dopo l’esplosione alla sede Cem, è stato “un messaggio d’odio”

Thu, 2017-07-27 12:54

L’attacco alla sede della Conferenza episcopale messicana è un “messaggio di odio”, ma non si tratta di “un piano d’azione generalizzato contro la Chiesa cattolica”. Lo afferma Humberto Roque Villanueva, sottosegretario alla Popolazione, Migrazione e Affari religiosi del Governo in un’intervista al giornale messicano El Universal, all’indomani dell’esplosione di un ordigno nella sede della Conferenza episcopale messicana, a Città del Messico.
“Va riconosciuta la gravità del fatto – afferma il membro del Governo federale messicano -. Per quanto io ricordi, si tratta del primo attacco a un’istituzione collegiale, come è la Cem, che raggruppa tutti i vescovi del Paese. Fortunatamente i danni sono stati solo materiali, ma qui si tratta di un messaggio di odio a un’istituzione che ha il riconoscimento del Governo”, non solo giuridico, ma anche per “il suo valore storico e per il ruolo che esercita in una nazione come il Messico”.
L’esponente governativo afferma di essere in costante contatto con il segretario generale della Cem, mons. Miranda Guardiola, e di aver messo a disposizione degli agenti federali perché, in coordinamento con le autorità di Città del Messico, aiutino a fare luce sull’accaduto.

Iraq: Pala (Focsiv), “la parte Est di Mosul è in pieno fermento per la ricostruzione” ma “le necessità sono enormi”

Thu, 2017-07-27 12:47

“La parte Est della città è in pieno fermento. Secondo molti il business della ricostruzione è partito e tutti sembrano volersene prendere una fetta. In realtà, secondo le Nazioni Unite, i finanziamenti stranieri per la ricostruzione o i soldi iracheni, sono lungi dall’essere pronti”. È quanto racconta Marco Pala, volontario Focsiv ad Erbil, in una testimonianza sul recente viaggio a Mosul. Nella “parte Est della città, la prima ad essere stata liberata e quella meno distrutta – spiega – tutti cercano di ritornare sperando che delle case siano rimasti, nella migliore delle ipotesi, almeno i muri ed un tetto; ma per molti ci sono solo polvere, macerie e vite spezzate sotto di esse”. “Il Primo Ministro iracheno – aggiunge – promette che in 10 anni tutto sarà ricostruito, ma mentre parla ancora fumo nero e spari si innalzano dal centro della città”. “Alla vecchia stazione degli autobus, uno dei punti proposti alla distribuzione dei generi di prima necessità – prosegue – quando si arriva, una folla di persone è in fila ad attenderci. La distribuzione è difficile. Come è normale si fa ressa, tutti hanno bisogno, qualcuno forse meno, ma distinguere è difficile, quasi impossibile”. “Le necessità sono enormi – osserva Pala – e il numero di coloro che ritornano in città cresce ogni giorno. Sebbene sappiano di non avere più nulla, neanche un futuro certo, tutti vogliono rientrare nella loro città, ma qui vivere è una scommessa”. “I costi degli alimenti sono quadruplicati, non c’è acqua né elettricità, soprattutto non c’è umanità”. Ci sono poi “le donne oppresse da matrimoni forzati” che “tentano, nei tribunali allestiti in emergenza, di liberarsene. Donne che oltre alle nozze imposte con gli uomini del Califfato hanno subito violenze e vessazioni”. Sul sito humanity.focsiv.it è possibile conoscere e sostenere con donazioni il lavoro di Focsiv e dei suoi soci in Medioriente.

Guerra: don Sacco (Pax Christi), “l’Italia smetta di vendere armi”

Thu, 2017-07-27 12:31

“Dobbiamo rompere il muro di indifferenza e chiedere che l’Italia smetta di vendere armi a regimi e Paesi in guerra; che il nostro Paese aderisca, anche se in ritardo, al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari, firmato il 7 luglio all’Onu da 122 Stati”. È quanto scrive don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi Italia, in un editoriale pubblicato sull’ultimo numero di “Famiglia Cristiana” a 100 anni dalla lettera di Papa Benedetto XV nella quale definiva la Prima Guerra mondiale una “inutile strage”. “Questa definizione di guerra – osserva don Sacco – non ha preso piede nel mondo ecclesiale e tanto meno in quello politico”. Secondo il coordinatore nazionale di Pax Christi Italia, “la guerra ci scandalizza sempre meno. Anzi, spesso viene definita ‘umanitaria’, ‘operazione di pace’, a volte la si definisce ancora ‘giusta’”. “L’Italia – sottolinea don Sacco – prevede una spesa militare per il 2017 di circa 23 miliardi di euro, 64 milioni al giorno, più di 40mila al minuto”. “Pochi giorni fa – aggiunge – sono iniziati i lavori per la nuova portaelicotteri di Trieste” che “sarà pronta nel 2022 con la modica spesa di 1 miliardo e 100 milioni di euro”. Riguardo alle esportazioni di armi, don Sacco rileva come rispetto ad alcuni anni fa “la situazione è peggiorata”. “Nel 2016 le esportazioni italiane di armamenti hanno registrato un fatturato di 14,6 miliardi di euro, con un aumento dell’85,7% rispetto ai 7,9 miliardi del 2015”. “Basta vendere armi!” è la richiesta – sottolinea don Sacco – di “amici dall’Iraq e da tutto il Medio Oriente”. “Ce lo chiede anche Papa Francesco, che rischia su questi temi di essere sempre più isolato”.

Malattie rare: Andersen (Eurordis), “molti bambini come Charlie Gard”. Occorre “promuovere ricerca e assicurare diagnosi e cure tempestive”

Thu, 2017-07-27 12:20

“Quest’estate la triste storia di Charlie Gard ha attirato l’attenzione pubblica di tutto il mondo”. Molti bambini , adulti e famiglie “attraversano la stessa esperienza di Charlie e dei suoi genitori” e “devono affrontare dilemmi per i quali nessuno è preparato”. Ne è convinto Terkel Andersen, presidente del network europeo Eurordis – Rare Diseases Europa. “Migliorare la loro vita – afferma Andersen in un intervento letto questa mattina alla Camera dei deputati durante la presentazione di “MonitoRare, III Rapporto sulla condizione della persona con malattia rara in Italia” realizzato dalla Federazione italiana malattie rare – Uniamo fimr onlus – è la missione di Eurordis e di ogni federazione nazionale come Uniamo e le sue associazioni”. Questi gli obiettivi del network: “Migliorare la ricerca e assicurare che diagnosi, assistenza medica e terapie siano tempestive e della migliore qualità possibile e accessibili; aumentare la consapevolezza sulle malattie rare e porle come priorità per la salute pubblica; coinvolgere i pazienti a tutti i livelli e cambiare lo scenario politico e legale”.

Malattie rare: Binetti (Intergruppo parlamentare), “salute è diritto primario”. “Alleanza deputati e tecnici per politiche a sostegno dei pazienti

Thu, 2017-07-27 12:03

“La forza di Uniamo è la forza di chi ricorda a tutti che la salute è un diritto primario” esordisce Paola Binetti, presidente Intergruppo parlamentare malattie rare, intervenuta alla presentazione, questa mattina a Roma presso la Camera dei deputati, di “MonitoRare, III Rapporto sulla condizione della persona con malattia rara in Italia” realizzata da Uniamo Fimr onlus. “Nel concetto di rete si esprime in maniera straordinaria il valore della solidarietà e della sussidiarietà”, afferma con riferimento all’Alleanza italiana per le malattie rare nata lo scorso 4 luglio con un accordo siglato alla Camera dei deputati tra l’Intergruppo da lei guidato e l’Osservatorio farmaci orfani (Ossfor) con l’obiettivo di “favorire un circolo virtuoso di collaborazione tra la società civile ed il mondo politico istituzionale finalizzato a una migliore organizzazione dell’intero settore delle malattie rare e dei farmaci orfani”. Sulla stessa linea di Marina Sereni, Binetti afferma: “Dobbiamo fare una battaglia contro la cultura del sospetto che inquina la nostra cultura, le idee, le parole”. In attesa dei decreti attuativi della legge sul Terzo settore, Binetti sottolinea l’importanza di quello in materia di collocamento e inserimento lavorativo “di questi malati ‘rari’ che vogliono integrarsi per sentirsi una risorsa e non un peso”.

Siria: mons. Jeanbart (arcivescovo), “la rinascita cristiana deve partire da qui, quando la guerra finirà la gente sarà felice di vivere ad Aleppo”

Thu, 2017-07-27 11:41

“La fede cristiana è nata in Oriente, in Siria, e la rinascita cristiana deve partire proprio da lì”. Ne è convinto mons. Jean-Clément Jeanbart, arcivescovo di Aleppo, che in un appello al Sir chiede ai Paesi occidentali di “incoraggiare i profughi a tornare in Siria”: “Aiutateci a rimanere dove siamo nati e dove la Chiesa è nata”. “Sono vescovo da 22 anni – racconta – e 5 anni fa riflettevo per preparare la mia successione e mettere a posto le cose. Poi è arrivata la guerra e mi sono detto: ‘Non è il mio momento, devo fare qualcosa per aiutare il mio popolo'”. Un “grandissimo problema” è rappresentato dall’esodo dei cristiani: “La prima Chiesa è stata stabilita in Siria, mentre in Palestina i cristiani erano fuori legge qui si riunivano in pubblico. C’è qualcosa di molto speciale nei cristiani di Siria. Ho consacrato il resto della mia vita alla loro permanenza in questa terra santificata dal sangue di milioni di martiri e dalle reliquie di migliaia di cristiani che sono morti in Siria. Lotto per fare tutto quello che posso contro questa emorragia”.

Il vescovo ha lanciato anche il programma “Aleppo vi aspetta”, per invitare i cristiani a tornare nel loro Paese: “Siamo pronti ad aiutare tutti coloro che vogliono, ma non possono. Paghiamo il viaggio e offriamo una casa per 4 anni, li aiutiamo con il lavoro e ospitiamo i figli nelle scuole cattoliche. Se alcune famiglie cominceranno a tornare, potrà cambiare il ciclo e il futuro sarà migliore. Quando la guerra finirà, il lavoro ci sarà e la gente sarà felice di vivere ad Aleppo”.

Vaccini: Sereni (vicepresidente Camera), “dopo approvazione decreto occorre ricucire fiducia tra mondo scientifico e cittadini”

Thu, 2017-07-27 11:37

“Voterò convintamente la fiducia sul decreto vaccini perché penso che il governo abbia fatto bene ad assumere una posizione univoca ma non basterà il decreto, dobbiamo lavorare sulla marea di sfiducia pervasiva con cui ci troviamo a dover fare i conti”. Lo ha detto Marina Sereni, vicepresidente della Camera dei deputati, intervenuta alla presentazione, questa mattina a Montecitorio, di “MonitoRare, III Rapporto sulla condizione della persona con malattia rara in Italia” realizzato dalla Federazione italiana malattie rare Uniamo fimr onlus rivela grazie al contributo non condizionato di Assobiotec – Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie (Federchimica) e con la collaborazione di ministero della Salute ed altre realtà. Commentando il Rapporto, Sereni definisce “gravi le differenze tra regioni” – la ricerca rivela che il 66,7% dei centri di riferimento si trova al nord, il 19,7% al centro, mentre il sud ne ha solo il 13,6% . “Non è un problema di carattere amministrativo – sostiene – ma un problema che riguarda la vita delle persone a seconda del luogo in cui si nasce e si vive”. Con riferimento alla votazione sul decreto vaccini approvato dalla Commissione, Sereni rilancia: “Dobbiamo interrogarci: come è stato possibile che una grande quantità di notizie false sia stata elevata a verità assoluta? Da dove nasce la sfiducia? Al fondo di quelle falsità c’è sostanzialmente la sfiducia contro qualsiasi tipo di autorità, scientifica o istituzionale. Dopo l’approvazione del decreto dovremo chiedere ai medici di medicina generale e a tutti i soggetti coinvolti un lavoro di ricucitura della fiducia tra mondo scientifico e cittadini”.

Malattie rare: al Sud solo il 13,6% dei centri di riferimento. Ancora non finanziato il Piano nazionale

Thu, 2017-07-27 11:33

Nel campo delle malattie rare persiste in Italia una grave disomogeneità territoriale: il 66,7% dei centri di riferimento, ossia degli ospedali che partecipano all’European Reference Networks (Ern) si trova al nord, il 19,7% al centro, il 13,6% al sud. Lo rivela “MonitoRare, III Rapporto sulla condizione della persona con malattia rara in Italia”, presentato questa mattina alla Camera dei deputati. Criticità anche per quanto riguarda la regolamentazione delle terapie farmacologiche e non in ambito scolastico, misura importante per la piena inclusione sociale dei malati rari. Sul fronte dei Servizi socio-assistenziali e del lavoro, “ancora si fatica a comprendere – afferma il Rapporto – che la presenza di una malattia rara è da considerarsi come un potenziale fattore di rischio di esclusione sociale” e l’assistenza territoriale “potrebbe fare una grande differenza in termini di inclusione e raggiungimento di autonomie”. Sempre in ambito socio-assistenziale, si registra una carenza di programmi di sollievo presso strutture di degenza per le persone con malattia rara, “aspetto sul quale ci si attende che la Legge n. 112/2016 (cd. ‘dopo di noi’) possa portare a breve un positivo contributo”. Infine il Rapporto denuncia la “poca attenzione da parte dei governi” e “la mancata volontà” di istituire due importanti tavoli di lavoro: il Comitato nazionale con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder di settore, e l’istituzione di un Tavolo, con ministero della Salute, Aifa e Regioni, per definire le problematiche connesse all’erogazione dei farmaci orfani ai pazienti in trattamento e segnalati al registro nazionale, stabilito dall’accordo della Conferenza Stato – Regioni n. 103 del 10 maggio 2007, oltre alla mancata dotazione di risorse finanziarie del Piano nazionale malattie rare “che ha, di fatto, de-potenziato la portata delle azioni previste”.

Malattie rare: 1 miliardo 393 milioni la spesa per farmaci orfani, più screening neonatale

Thu, 2017-07-27 11:32

Dal 2013 al 2016 in Italia si registra un aumento del numero dei farmaci orfani disponibili: 87 a fine 2016. Le nuove autorizzazioni da parte di Aifa nel corso dell’ultimo anno sono state 18, confermando il trend di crescita rispetto alle 14 del 2015 e alle 13 del 2014; i consumi sono aumentati del 52% e la spesa per questi farmaci è salita dai 917 milioni di euro del 2013 ai 1.393 milioni del 2016 (+52%): nello stesso periodo di tempo l’incidenza della spesa per i farmaci orfani sul totale della spesa farmaceutica è salita dal 4,7% al 6,1%. Sono alcuni dati contenuti in “MonitoRare, III Rapporto sulla condizione della persona con malattia rara in Italia” presentato questa mattina a Montecitorio. Il numero di farmaci per le malattie rare compreso nell’elenco della Legge n. 648/1996 è cresciuto dai 13 del 2012 ai 27 del 2016. “Un segno positivo la crescita del numero di farmaci orfani disponibili in Italia – commenta Ugo Capolino Perlingieri, componente Comitato di presidenza Assobiotec – elemento che dimostra come l’industria bio-farmaceutica del nostro Paese sia in prima fila nella battaglia contro le malattie rare”. Il Rapporto evidenzia inoltre un trend di crescita decisa della copertura dello screening neo-natale esteso per le malattie metaboliche ereditarie, aumentato di più di 20 punti percentuali nel biennio 2012-2014 (dal 29,9% del 2012 al 50,4% del 2015), ancorché il numero di patologie presenti nel pannello di screening nelle diverse Regioni riporti ancora rilevanti differenze. La situazione più critica è relativa alle Regioni dell’Italia meridionale. In crescita anche i laboratori clinici considerati nel database di Orphanet (+1,8% 2016) e il numero di malattie testate (+28,2%). Negli ultimi 5 anni, per l’Italia si passa da 264 a 279 laboratori censiti (+5,7%), nei quali le malattie testate quasi raddoppiano, passando da 794 a 1.497 (+88,5%).

Malattie rare: in Italia tra 370mila e 860mila pazienti, 160 studi clinici, 346 progetti per 15 milioni

Thu, 2017-07-27 11:31

In Italia continua a migliorare la copertura dei Registri regionali delle malattie rare e i più recenti dati disponibili consentono di affinare la stima sul numero di persone con malattia rara nel nostro Paese quantificabile nell’intervallo compreso tra 370mila e 860mila con una prevalenza tra lo 0,61% e l’1,45% sulla popolazione. Lo afferma “MonitoRare, III Rapporto sulla condizione della persona con malattia rara in Italia” presentato questa mattina Montecitorio. Secondo la ricerca realizzata dalla Federazione italiana malattie rare – Uniamo fimr onlus con il contributo di altre realtà del settore, aumentano gli studi clinici autorizzati sulle malattie rare: dai 117 del 2013 (20,0%) ai 160 del 2016 (24,6%), fatto a cui si aggiunge che i gruppi di ricerca italiani sono sostanzialmente presenti in 1 progetto su 5 (20,6%) relativi alle malattie rare che sono inseriti nella piattaforma Orphanet, con un leggero aumento rispetto agli ultimi anni (nel 2015 erano il 19,3% e nel 2014 il 18,3%). Inoltre secondo i primi risultati di una ricerca Uniamo Fimr in collaborazione con il ministero della Salute – Direzione generale della ricerca e dell’innovazione in sanità, alla quale hanno risposto ad inizio luglio 37 Irccs su 49 (75,5%), nel 2016 i 346 progetti sulle malattie rare (12,0% del totale) hanno assorbito il 12,4% delle risorse complessivamente investite nell’anno in progetti di ricerca corrente (per un valore di oltre 15 milioni di euro); notevole anche la relativa produzione scientifica come risulta dal contributo della Società italiana di ricerca pediatrica: oltre 500 pubblicazioni all’anno.

Malattie rare: Italia eccellenza in Europa con 189 centri di riferimento su 942

Thu, 2017-07-27 11:30

Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, intesa come il numero di caso presenti su una data popolazione, non supera una soglia stabilita. In Ue la soglia è fissata allo 0,05% della popolazione, ossia 5 casi su 10 mila persone. Nel campo delle malattie rare l’Italia si conferma un’eccellenza in Europa con la sua partecipazione in 23 European Reference Networks (Ern) attraverso 189 Centri di riferimento sui 942 totali della rete continentale. Lo rivela “MonitoRare, III Rapporto sulla condizione della persona con malattia rara in Italia” presentato questa mattina a Roma presso la Camera dei deputati. Il report è realizzato dalla Federazione italiana malattie rare – Uniamo fimr onlus, grazie al contributo non condizionato di Assobiotec – Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie (Federchimica) e con la collaborazione di ministero della Salute, Centri di coordinamento regionale per le Mr, Aifa, Cnmr-Iss, Orphanet, Telethon, Tngb, Stabilimento chimico farmaceutico militare e di alcune società scientifiche. “Siamo consapevoli che le malattie rare sono una importante sfida di sistema – afferma Tommasina Iorno, presidente di Uniamo Fimr onlus –, sono ad alta complessità assistenziale e l’impatto nella vita delle persone non tocca solo il piano della salute, ma quello psico-sociale dell’intero nucleo familiare: isolamento, discriminazione, povertà accompagnano spesso il percorso di vita di chi convive con queste patologie. C’è bisogno di un approccio comune in tutti i territori per dare un supporto a queste famiglie che includa anche l’aspetto socio-assistenziale e strumenti di integrazione scolastica e lavorativa”.

Sacerdoti: mons. Sanna (Oristano) ricorda nove “santi senza altare” della Sardegna per “proporre concreti itinerari di santità possibile”

Thu, 2017-07-27 11:16

“Richiamare l’attenzione sulla necessità di proporre a tutti i fedeli concreti itinerari di santità possibile”. Con questa finalità l’arcivescovo di Oristano, monsignor Ignazio Sanna, ricorda sull’ultimo numero de “L’Ortobene”, il settimanale della diocesi di Nuoro, nove presbiteri sardi che, già “in occasione dell’anno del sacerdote, ho chiamato santi senza altare, per indicare che essi non sono proclamati santi dalla Chiesa ufficiale ma sono considerati tali dalla devozione popolare”. “I martiri senza altare della Sardegna – prosegue – sono il gesuita padre Giovanni Antonio Solinas di Oliena, ucciso nel 1683 in Argentina; il cappuccino fra Tommaso da Calangianus, martirizzato a Damasco nel 1840; il francescano monsignor Giovanni Sotgiu di Norbello, ucciso dai briganti in Cina nel 1930; l’oblato di Maria vergine padre Raffaele Melis di Genoni, morto a Roma durante un bombardamento, nell’agosto del 1943, mentre soccorreva i feriti”. Sanna ricorda poi che “negli ultimi decenni del Novecento, si sono aggiunti almeno altri tre sacerdoti, appartenenti a tre istituti missionari: il comboniano Silvio Serri di Ussana, morto in Uganda nel 1979, il saveriano Salvatore Deiana di Ardauli, morto in Brasile nel 1987, il missionario del Pime Salvatore Carzedda di Bitti, morto nelle Filippine nel 1992”. “Due altre figure sacerdotali – aggiunge l’arcivescovo – sono di particolare importanza per le popolazioni della Sardegna, anche se non nate in territorio sardo: padre Felice Prinetti, (1842-1916), fondatore della prima e più importante Congregazione Religiosa Femminile della Sardegna, le Figlie di San Giuseppe di Genoni; padre Giovanni Battista Manzella, (1885-1937), missionario vincenziano ed evangelizzatore instancabile della nostra gente”.

Incidenti stradali: Aci-Istat, nel 2016 meno morti (-4,2%) ma più feriti gravi (+9%). Costi sociali sono stimati in 17 miliardi di euro

Thu, 2017-07-27 11:00

Nel corso del 2016, sulle strade italiane sono diminuiti i morti (3.283 contro i 3.428 del 2015: -4,2%) mentre sono aumentati gli incidenti (175.791 rispetto ai 174.539 dello scorso anno: +0,7%), i feriti (249.175 erano 246.920 nel 2015: +0,9%), e, soprattutto, i feriti gravi (oltre 17mila rispetto ai 16mila del 2015: +9%). Sono alcuni dei dati del rapporto Aci-Istat diffuso oggi nel quale si evidenzia come sia salito da 4,7 a 5,2 il rapporto feriti gravi/decessi, mentre i costi sociali sono stimati in 17 miliardi di euro. “Per la prima volta dopo due anni, si registra una diminuzione significativa delle vittime sulle nostre strade”, dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia (Aci). “Evidentemente – prosegue – ci stiamo muovendo nella giusta direzione, anche se non bisogna mai abbassare la guardia. Impegno e investimenti per la sicurezza, infatti, non sono mai sufficienti, come dimostra il sensibile aumento dei feriti gravi”. Dal rapporto emerge come siano i giovani tra i 20 e i 24 anni le principali vittime (260 morti) degli incidenti stradali; seguono le fasce d’età 25-29 e 45-49 per gli uomini (194 e 195 morti) e 75-79 per le donne (62 vittime). Nel 2016 sono aumentati del 25,6% le morti di bambini tra 0 e 14 anni e quelle degli ultra novantenni (+20%). In generale, l’aumento dei morti ha riguardato maggiormente i ciclomotoristi (+10,5%) e i ciclisti (+9,6%), categorie che insieme ai pedoni rappresentano gli utenti più a rischio (quasi il 50% dei decessi). Distrazione, mancata precedenza e velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente (complessivamente il 41,5% dei casi). Sostanzialmente invariate rispetto al 2015 le principali violazioni al codice della strada sanzionate dalle forze dell’ordine: al primo posto la velocità (2.660.951), seguita dal mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta dei bambini (196.358), l’assenza di copertura assicurativa (173.298) e l’uso del telefono alla guida (158.753).

Diocesi: Andria, domani sera cena interculturale “La Téranga” con lo spettacolo “Confini disumani”

Thu, 2017-07-27 10:21

Si svolgerà nella serata di domani, venerdì 28 luglio, presso la Mensa della carità della Casa di accoglienza “S. Maria Goretti” della diocesi di Andria, un nuovo appuntamento de “La Téranga”, la cena interculturale ideata dalla Comunità “Migrantesliberi”, operante nella Città di Andria e nel territorio della Provincia di Barletta-Andria-Trani, “per promuovere – si legge in una nota – la conoscenza e l’integrazione socio-culturale di richiedenti asilo politico e persone che vivono situazioni di disagio e marginalità”. Per l’occasione, i partecipanti avranno la possibilità di assistere in allo spettacolo “Confini disumani”, riadattato in esclusiva per la serata dalla coreografa Roberta Ferrara e messo in scena dai danzatori Gianfranco Scisci, Tonia Laterza e Serena Angelini. “Confini disumani” – prosegue la nota – “ispirandosi al testo ‘Solo andata’ di De Luca, è un viaggio del corpo e della mente; è la brutalità umana in scena miscelata alla forza di uomini e donne che sotto il nome di ‘immigrati’ non possono varcare il confine per una vita migliore”. L’appuntamento di domani segue quello dello scorso 14 luglio, durante il quale alla degustazione di alcuni piatti tipici dei Paesi africani e Medio-orientali ha fatto seguito la proiezione del cortometraggio “Progetto M”, patrocinato dall’Associazione di Volontariato “Salah”, in collaborazione con la Casa accoglienza “S. Maria Goretti”, l’Ufficio per le migrazioni della diocesi di Andria e la Comunità “Migrantesliberi”.

Media cattolici: mons. Galantino, “non possiamo permetterci il lusso di far venire meno le voci delle periferie”

Thu, 2017-07-27 10:05

“Non possiamo permetterci il lusso di far venire meno le voci delle periferie. Questo però non significa che dobbiamo arroccarci in vecchie tecnologie, in vecchie pretese”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, parla della situazione dei media cattolici, in particolare dei settimanali diocesani, in una videointervista pubblicata sul sito web di “Toscana oggi” e rilanciata sull’ultimo numero del settimanale cattolico regionale. Alla domanda sul rischio che molte diocesi diventino afone, il segretario generale della Cei ha risposto notando che “si è afoni se non si vive, se non si testimonia, si è afoni se non si ha il coraggio di vivere il Vangelo, nonostante tutto”. “È chiaro che tutto questo deve essere anche comunicato”, ha aggiunto Galantino, rilevando che “la preoccupazione della Cei e di tutti quanti i vescovi è che non vengano meno queste voci di periferia, nel senso più nobile della parola”. “I giornali diocesani assicurano la presenza, la vitalità del territorio che sfugge, purtroppo, alla grande stampa”, ha ricordato. Secondo il segretario generale, “abbiamo bisogno di aggiornare il nostro modo di essere, il nostro modo di stare, soprattutto tutto il nostro modo di collaborare”. “È volontà, desiderio e preoccupazione dei vescovi non far morire assolutamente – anzi intensificare – la presenza dei settimanali cattolici, delle radio e delle televisioni”, ha assicurato. “Questo però non si risolve soltanto dando soldi, ma soprattutto spingendo verso progetti più articolati, più realistici, più coraggiosi. Di questo ha bisogno ora la nostra stampa”, ha concluso.

Comunicazione: mons. Galantino, “i giornalisti hanno una grandissima responsabilità”. “Devono stare attenti a non piegarsi a interessi di bassa lega”

Thu, 2017-07-27 10:00

“I giornalisti in questo momento più che mai hanno una grandissima responsabilità. Soprattutto se mettono al centro l’uomo e non l’interesse di chi li paga, della carriera o del servizio al pensiero unico”. Lo ha affermato mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in una videointervista pubblicata sul sito web di “Toscana oggi” e rilanciata sull’ultimo numero del settimanale cattolico regionale.

I giornalisti “hanno una grande influenza, una grande responsabilità ma se sono uomini veramente liberi”, ha proseguito. Secondo Galantino, “professionisti lo sono già, però devono stare attenti a non piegare tante volte questa loro professionalità a interessi di bassa lega”.

Cultura: De Bortoli inaugura “Conversazioni a Spello” su “Cattolici, politica e società”. Appuntamento il 16 settembre

Thu, 2017-07-27 09:37

“Cattolici, politica e società”: è il tema che sarà affrontato da Ferruccio De Bortoli, già direttore del “Corriere della Sera” e de “Il Sole 24 ore”, oggi presidente della Casa Editrice Longanesi, il prossimo 16 settembre a Spello. Si tratta della prima edizione delle “Conversazioni a Spello”, volute dall’Azione cattolica italiana e dal Comune di Spello per – spiegano i promotori – portare riflessioni di alto livello culturale, religioso e sociale nella cittadina umbra e per valorizzare la stessa Casa San Girolamo. Questo luogo rappresenta, per la città di Spello, un patrimonio di rilevante carattere storico e culturale. E l’Azione cattolica – cui è affidata la struttura – sta valorizzando, dal 2010, l’antico monastero, con appuntamenti formativi e a carattere spirituale lungo il corso dell’anno, con proposte specifiche nei periodi di Avvento, Quaresima e per l’intera estate. Il programma della giornata prevede l’accoglienza nel pomeriggio di sabato 16 settembre (ore 16); quindi una presentazione e visita della Casa con una sosta sulla tomba di Carlo Carretto (1910-1988), che qui visse numerosi anni, figura significativa del cattolicesimo italiano tra pre e post Concilio. Alle 18 la relazione di De Bortoli. A seguire apericena. Per informazioni: www.azionecattolica.it; http://casasangirolamo.azionecattolica.it/.

Usa: Senato respinge revoca Obamacare. Mons. Dewane, “l’assistenza sanitaria deve essere universale e conveniente”

Thu, 2017-07-27 09:17

(da New York) – Il Congresso statunitense ha votato no all’abolizione della riforma sanitaria nota come Obamacare poiché non è stato presentato un valido piano di sostituzione e si rischia di generare incertezza e caos soprattutto nelle fasce di popolazione più fragili. Anche la Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha continuato a dichiarare “inaccettabili le attuali proposte di cambiamento, come inaccettabili restano i tentativi di abrogare l’Affordable Care Act senza un adeguato sistema sostitutivo”. I vescovi hanno affidato il loro messaggio a mons. Frank J. Dewane presidente della Commissione Giustizia e Sviluppo che in una nota ai senatori, proprio ieri, ha ribadoto che “l’assistenza sanitaria dovrebbe essere veramente universale e conveniente. Tutte le persone che hanno bisogno dovrebbero avere accesso a un’assistenza sanitaria completa e qualificata, secondo quanto possono permettersi. E il riceverla non deve dipendere dal loro stadio di vita, dal lavoro dei genitori, dal loro guadagno, da dove le persone vivono o sono nate”. Pur apprezzando gli sforzi fatti per la protezione per i non nati, i vescovi sono consapevoli che la cosiddetta Obamacare necessita riforme soprattutto per eliminare le barriere di accesso alle cure, tuttora presenti e per tutelare maggiormente l’obiezione di coscienza e la libertà religiosa soprattutto nella difesa della vita. Per questo mons. Dewane ha chiesto ai senatori repubblicani e democratici di lavorare insieme nel promuovere quei cambiamenti attenti al bene comune, senza per questo pregiudicare l’accesso alle cure per milioni di cittadini già in difficoltà, inclusi gli immigrati.

Diocesi: mons. Seccia (Teramo), “l’impegno socio-politico non è riservato a pochi”

Thu, 2017-07-27 09:05

“L’impegno socio-politico non è un ambito riservato a pochi”. A ribadirlo è monsignor Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri, nella lettera pastorale indirizzata alla sua diocesi, dal titolo “Aprirò una strada nel deserto”. “Avverto una forte provocazione e la trasmetto a voi tutti – confessa il vescovo – quando sento solo lamenti e critiche su tutto e su tutti per la diffusa insoddisfazione della situazione che il territorio sta vivendo da molti mesi e a causa degli eventi negativi che si sono ripetuti, nonostante lo sforzo delle istituzioni nel fare fronte alle emergenze e ai bisogni della gente. Mi chiedo: non è forse il momento di farsi carico di una maggiore responsabilità civile, ecclesiale, politica, professionale, familiare … la Città, la Polis, la Res – Publica camminano con le gambe degli uomini e delle donne del tempo! Abbiamo trascurato la formazione ai valori, della responsabilità, del primato del bene comune, della solidarietà e della corresponsabilità, del primato della dignità della persona, della sussidiarietà e dello spirito di servizio mentre si stanno imponendo altri pseudo-valori tipici della cultura consumistica, la ricerca di interessi privati o di piccoli gruppi prevalenti … con l’amara conseguenza della polemica e della frammentazione di correnti ideologiche (politiche)!”. “Il credente, come ogni persona di buona volontà e con intenzione retta, ha a cuore la società intesa come ‘casa comune’ nella quale dovrebbe prevalere il bene comune più che il conflitto tra le parti sociali”, scrive il presule, ricordando “con quale calore e determinazione il beato Paolo VI ribadiva che la politica è una delle forme più alte della carità. Anche Papa Francesco ha ripreso lo stesso concetto affermando che la politica sia vissuta come forma alta di carità”. “La speranza cammina con le gambe degli uomini e i sogni diventano realtà quando al risveglio cominciamo a realizzare ciò che abbiamo sognato come possibile e desiderabile”, afferma Seccia, augurandosi che la lettera “sia fatta oggetto di riflessione e considerazione all’interno delle associazioni, dei movimenti, delle parrocchie e nei diversi ambiti della comunità ecclesiale, affinché possa suscitare un rinnovato desiderio all’impegno sociale e politico, svolto come testimonianza e come servizio al bene comune”.

Sir: le principali notizie dall’Italia e dal mondo. Libia, Italia valuta uso navi militari. Vitalizi, la Camera approva ora va al Senato. Vaccini, oggi fiducia sul Decreto

Thu, 2017-07-27 09:00

Libia: Gentiloni, valutiamo uso navi contro trafficanti

Faccia a faccia tra il premier Paolo Gentiloni e quello libico Fayez al-Sarraj a Palazzo Chigi dopo l’incontro di ieri di Parigi sul futuro della Libia. Gentiloni, al termine dell’incontro ha fatto sapere che l’Italia valuta l’uso di navi militari con la Libia contro i trafficanti di uomini nel Mediterraneo. “L’incontro di oggi è di particolare importanza – ha detto il premier Paolo Gentiloni in una conferenza stampa a Palazzo Chigi con il premier libico Fayez al-Sarraj  – perché avviene all’indomani di quello di Parigi che l’Italia sia augura produca risultati importanti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Non sarà un percorso semplice ma siamo fiduciosi che lavorando tutti insieme si possano ottener risultati”.

Vitalizi: la Camera approva il ddl Richetti, ora va al Senato

L’Aula della Camera ha approvato la proposta di legge Richetti sull’abolizione dei vitalizi dei parlamentari. Il testo, approvato a Montecitorio con 348 voti a favore, 17 contrari e 28 astenuti, passa al Senato. I deputati M5S sono esplosi in un tripudio di giubilo mentre la presidente Laura Boldrini annunciava il risultato della votazione. Ad astenersi sono stati i deputati di Mdp; Fi non ha votato. I deputati di AP hanno votato contro. Secondo la nuova proposta di legge, dalla prossima legislatura i criteri anagrafici per la pensione dei parlamentari saranno quelli della legge Fornero. L’adeguamento alla legge Fornero comporterà un aumento dei requisiti anagrafici richiesti per l’accesso all’assegno mensile. Il ricalcolo interamente su base contributiva dei vitalizi dei parlamentari non potrà “in nessun caso essere applicata alle pensioni in essere e future dei lavoratori dipendenti ed autonomi”.

Vaccini: il governo pone la fiducia alla Camera sul Decreto legge

Il Governo pone la fiducia alla Camera sul decreto legge vaccini. Lo annuncia all’Assemblea di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro. Avrà inizio questa sera la votazione sulla fiducia che il Governo ha posto alla Camera sul decreto legge vaccini nel testo approvato dalla Commissione. Come già previsto dai capigruppo, la votazione finale sul provvedimento ci sarà venerdì alle 12.30: sarà preceduta dalle dichiarazioni di voto finali trasmesse in diretta televisiva.

Fincantieri: ultimatum della Francia all’Italia. Parigi minaccia la “prelazione”

Sale la tensione politica tra Italia e Francia sull’acquisizione dei cantieri Stx France di Saint Nazaire da parte di Fincantieri. Se Parigi insiste su un riequilibrio dell’azionariato per un 50-50 con il gruppo cantieristico italiano, Roma chiede che sia precisato che il controllo rimanga in mani italiane, appoggiando la strategia che aveva mosso Fincantieri all’acquisizione. Nel frattempo il mercato azionario reagisce male, facendo crollare il titolo del 13% per poi chiudere a -8,67%. E si avvicina la data del 29 luglio, giorno in cui scade il diritto di prelazione dello Stato francese sulle quote di Stx. Stamani il ministro dell’economia, Bruno le Maire, ha dichiarato esplicitamente che “lo stato francese eserciterà il suo diritto di prelazione” qualora l’Italia non accettasse la divisione paritaria della compagine azionaria.

Usa: Senato respinge revoca Obamacare. Bocciato il testo presentato dai repubblicani

Il Senato degli Stati Uniti ha bocciato il testo presentato dai repubblicani per la revoca della maggior parte della riforma sanitaria detta Obamacare senza prevederne una sostituzione. Il Senato degli Stati Uniti ha respinto con 45 voti favorevoli e 55 voti contrari la proposta che contemplava la revoca di Obamacare rinviando quindi ad un secondo momento la sostituzione dell’Affordable Care Act.

Italia show ai mondiali di nuoto. Federica Pellegrini, oro nei 200 sl. Sul podio anche Detti e Paltrinieri

Impresa di Federica Pellegrini ai mondiali di nuoto di Budapest. L’olimpionica ha vinto l’oro nei 200 stile libero con una super rimonta sulla ventenne Ledecky. “Adesso posso dire di essere in pace. Volevo una medaglia importante dopo quello che è successo l’anno scorso, ma non pensavo però all’oro. Questi sono i miei ultimi 200 stile, continuerò a nuotare seguendo un altro percorso”. Dai mondiali di nuoto, l’Italia porta a casa un bottino di medaglie. Gabriele Detti vince l’oro negli 800 stile libero, Gregorio Paltrinieri si piazza terzo.

Leucemie bambini: tecnica innovativa del Bambino Gesù, funziona il trapianto da genitori incompatibili

Il trapianto di midollo da genitori – che mai sono completamente compatibili con i figli – in bimbi con leucemie e tumori del sangue ha dimostrato di offrire le stesse probabilità di guarigione del trapianto da donatore compatibile. E’ il risultato di un’innovativa tecnica di manipolazione delle cellule staminali sviluppata dall’Ospedale Bambino Gesù, già applicata a immunodeficienze e malattie genetiche e allargata ora a leucemie pediatriche e tumori del sangue. E’, per gli esperti, “un’occasione di guarigione definitiva per centinaia di bimbi in Italia e nel mondo”.

Venezuela: manifestante ucciso durante sciopero anti-Maduro. E’ la vittima numero 100

Un manifestante è morto a Merida, capitale dello stato omonimo, nell’ovest del Venezuela, durante lo sciopero proclamato dalle opposizioni venezuelane per protestare contro il progetto di riscrittura della costituzione annunciato dal presidente Nicolas Maduro. Secondo i media locali, il decesso dell’uomo porta a cento il numero complessivo delle vittime delle violenze da inizio aprile.

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