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Servizio Informazione Religiosa
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30° Ordinariato militare austriaco: mons. Marcianò (Italia), “secolarismo e fondamentalismo i due estremi che affliggono il tempo attuale”

Thu, 2017-11-23 15:49

“Secolarismo e fondamentalismo. Due estremi che affliggono il tempo attuale, presentandosi apparentemente come realtà infinitamente distanti, contrastanti: da un lato, la negazione di ogni religione; dall’altro, l’esasperazione della religione. In realtà, due estremi più vicini di quanto non sembri”. Lo ha detto ieri mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, in occasione del trentesimo anniversario della costituzione dell’Ordinariato militare austriaco, parlando a Wiener Neustadt delle “sfide della pastorale militare tra secolarismo e fondamentalismo”. “Il problema di fondo è, in realtà, l’individualismo che la secolarizzazione genera, esasperato da edonismo e relativismo contemporaneo: la ‘morte di Dio’ annunciata, nei decenni passati, da tanti intellettuali cede il posto a uno sterile culto dell’individuo”, ha aggiunto l’arcivescovo citando Benedetto XVI. Inoltre, mons. Marcianò ha ritrovato le radici del fondamentalismo nell’individualismo esasperato, “frutto, peraltro, di un’esasperata secolarizzazione. Paradossalmente, il fondamentalismo è come una secolarizzazione portata all’estremo”. Focalizzandosi sull’impegno dell’Ordinariato militare, ha affermato l’esigenza di “un’autentica ecclesialità”, che affianchi “lo sforzo di creatività pastorale”. “La globalizzazione dell’indifferenza, della violenza, dell’odio, dell’intolleranza, la globalizzazione del fondamentalismo e della secolarizzazione esigono una sorta di ‘globalizzazione della pastorale’ – ha sottolineato -. Non una pastorale uniforme, ma una pastorale che si sforzi di trovare punti di unità tra la Chiesa e il mondo militare, unità tra gli Ordinariati militari nazionali, unità all’interno della ‘famiglia militare’ in Europa”. Una capacità che deve essere propria di “Chiese sorelle”, “in quanto ci ritroviamo all’interno di quella realtà militare che vorremmo sempre più vedere come una vera e propria famiglia”.

Salute: Commissione analizza sistemi sanitari di 28 Paesi Ue. Andriukaitis, “pochi fondi per la prevenzione”

Thu, 2017-11-23 15:43

(Bruxelles) “Spendere solo il 3% dei nostri bilanci sanitari per la prevenzione, rispetto all’80% per la cura delle malattie, è semplicemente troppo poco”. Vytenis Andriukaitis, commissario Ue per la salute e la sicurezza alimentare, espone alcune considerazioni personali a margine della presentazione, oggi a Bruxelles, dell’ampia relazione sui sistemi sanitari dei Paesi membri dell’Unione. “È indispensabile un accesso migliore all’assistenza sanitaria di base, in modo che il pronto soccorso non sia la prima struttura cui si rivolgono i cittadini”, afferma fra l’altro il commissario. “È inoltre indispensabile che la promozione della salute e la prevenzione delle malattie siano al centro di ogni settore d’intervento in modo da migliorare la salute della popolazione e ridurre la pressione sui sistemi sanitari”. Si tratta di indicazioni che scaturiscono dalla relazione “Lo stato della salute nell’Ue” del 2017: “Mettendo a disposizione dati e approfondimenti esaurienti intendiamo sostenere le autorità sanitarie nazionali nel far fronte alle criticità e nell’adottare le scelte giuste in ambito strategico e negli investimenti”. Il documento afferma: “Solo riprogettando i nostri sistemi sanitari possiamo garantire che restino all’altezza dei loro compiti e forniscano assistenza centrata sul paziente”.

Rohingya: firmato accordo tra governi Myanmar e Bangladesh per il rientro dei rifugiati nel Rakhine

Thu, 2017-11-23 15:31

I governi di Myanmar e Bangladesh hanno firmato oggi un accordo per il ritorno nello Stato del Rakhine delle centinaia di migliaia di rifugiati musulmani Rohingya fuggiti in seguito alle violenze dell’esercito dopo gli attacchi terroristici del 25 agosto. Fonti locali avevano annunciato questa mattina di negoziazioni in corso in vista di un imminente accordo. L’agenzia Reuters ha confermato poco fa che la firma è avvenuta oggi dopo un incontro a Naypyitaw, capitale del Myanmar, tra la leader de facto Aung San Suu Kyi e il primo ministro del Bangladesh Abul Hassan Mahmood Ali. Papa Francesco visiterà i due Paesi dal 27 novembre al 2 dicembre.

Luigi Sturzo: Palladino (ex presidente Centro internazionale studi), “prete scomodo che ha onorato la Chiesa”

Thu, 2017-11-23 15:28

“Luigi Sturzo fu esiliato due volte. La prima dal fascismo, la seconda dalla Democrazia cristiana dopo la sua morte”. Il ritratto compiuto da Giovanni Palladino, ex presidente del Centro internazionale studi Luigi Sturzo, è inedito, privato e frutto di una lunga ricerca. Suo padre, Giuseppe, fu amico dello studioso, uomo politico, economista e sacerdote. In onore di quella amicizia, Palladino ha chiesto l’apertura nel ‘95 della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio che finalmente oggi vede la chiusura in sede lateranense. Le motivazioni della causa e il giudizio conclusivo del Tribunale sono stati illustrati questa mattina a Roma presso l’Istituto Luigi Sturzo. “Mio padre – ha ricordato Giovanni Palladino – era un economista ed è stato il più vicino a don Sturzo. Insieme a lui organizzò per quattro anni dei corsi di formazione politica ed economica post-laurea perché volevano creare una palestra per la classe dirigente”. Per la causa, Palladino racconta di aver girato il mondo al fine di raccogliere le testimonianze. “Ho conosciuto personaggi straordinari – continua a margine della conferenza – che hanno rilevato tanti particolari. Mi sono arricchito e forse oggi posso dire che conosco Sturzo più di mio padre”. Per lui, don Sturzo “è stato un prete scomodo, il suo messaggio ha onorato stupendamente la Chiesa che oggi è assediata da cattivi esempi. Il nostro Paese non ha recepito la sua testimonianza. Abbiamo dimenticato il Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa”. “Sturzo – ha proseguito – diceva sempre che la sua opera non fosse farina del suo sacco ma derivasse dal Vangelo. La Chiesa oggi riconosce la validità del suo grido che è quello del Vangelo che dobbiamo riportare nella quotidianità per sperare in un migliore futuro”. A proposito della conclusione della fase diocesana, Palladino ha aggiunto: “Tanta gente mi ha detto che avrei fatto un buco nell’acqua. Abbiamo creduto che la Chiesa avrebbe realizzato questo risultato grazie a tutta la squadra del Vicariato a cominciare da mons. Tasciotti. Un lavoro fantastico che ho avuto la grazia di seguire. Vedrete – ha concluso – che farà rumore perché il segreto di Sturzo sta uscendo dalla cantina e in prospettiva sarà sempre più studiato”.

Luigi Sturzo: Antonetti (Ist. Sturzo), “fra gli autori della modernizzazione del Paese”

Thu, 2017-11-23 15:22

“Questo processo di beatificazione ha messo in luce una serie di realtà e soprattutto il dramma personale di un sacerdote che ha assunto ruoli pubblici assolutamente rilevanti”. Così Nicola Antonetti, presidente dell’Istituto Luigi Sturzo, durante la conferenza con cui sono stati spiegati i motivi della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio don Luigi Sturzo. “Don Sturzo – ha aggiunto – è stato uno degli autori del processo di modernizzazione del Paese. Dopo l’esilio a Londra è stato un politico importante, un prete che ha fatto i conti con l’essere uomo politico che si è rilevato un dramma profondo, riscontrabile nei carteggi con il fratello Mario, anch’egli sacerdote e poi monsignore. Questa sua spiritualità lo ha accompagnato per tutta la vita”. Il presidente dell’Istituto ha ricordato come la figura di don Sturzo non fosse ben vista da tutta la Chiesa: “Non piaceva – ha commentato – che un prete fosse segretario di un partito. Lui rifletteva spesso sulla spiritualità alla quale ogni cattolico vincola la vita alla testimonianza della croce. Questa forza è stata alla base della vicenda meno nota, durante il dopoguerra, quando fece una battaglia per la difesa della democrazia che per lui sarebbe rimasta una realtà fragile se non si fosse fondata su alcuni principi”. “Sturzo ha fatto troppi anni in esilio”, ha ricordato. “Poteva tornare in Italia ma non l’ha fatto perché voleva dimostrare al mondo che non tutta la Chiesa era a favore del concordato”. “Sono grato a chi ha compiuto il processo di canonizzazione senza clamore. Un modo di fare – ha concluso Antonetti – che certamente don Luigi Sturzo avrebbe apprezzato”.

Lavoro: De Leeuw (Conf. sindacale europea), “lottare per la domenica come giorno sacro e per difendere il diritto allo sciopero”

Thu, 2017-11-23 14:57

“Lottare per la domenica come giorno sacro e per difendere il diritto allo sciopero”. Per il presidente della Confederazione sindacale europea, Rudy De Leeuw, è uno dei compiti urgenti del sindacato, in un mondo del lavoro in cui “otto persone in tutto il mondo detengono la metà della ricchezza della popolazione”  e dove “precarietà e sicurezza continuano a crescere”, grazie anche alla “sempre maggiore pervasività della nuova tecnologia sulla vita delle persone e delle famiglie”. “Controllare l’orario dei lavoratori – ha spiegato De Leeuw intervenendo alla conferenza internazionale delle organizzazioni sindacali in corso in Vaticano – fa parte della vita privata: oggi è sempre l’uomo che deve adeguarsi alla macchina, e non il contrario”. Il rischio, per l’esperto, è che “l’apparato normativo dell’Ilo, che ha forgiato quasi cento anni di conquiste sul lavoro fondate sul dialogo sociale, sia sottoutilizzato e sottovalutato, non solo nelle otto norme fondamentali per il lavoro, tra cui quella sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”. “Bisogna smettere di produrre precarizzazione”, il monito del relatore, che ha esortato anche i sindacati a “difendere il diritto allo sciopero, che oggi viene sempre più compresso ed è invece fondamentale per un dialogo degno di questo nome”. “Non possiamo accettare attacchi a questo capisaldo delle organizzazioni sindacali”, ha detto De Leeuw,  secondo il quale “per garantire uno sviluppo sostenibile attraverso le nuove tecnologie occorre superare la contraddizioni tra meno posti di lavoro e centralità del lavoro per lo sviluppo sostenibile”.

Mobilità ciclistica: Decaro (Anci), “il Senato approvi la legge prima della fine della legislatura. Sarebbe svolta epocale per il nostro Paese”

Thu, 2017-11-23 14:47

“Siamo qui, con le associazioni che l’hanno ispirata e sostenuta, per sollecitare il Senato ad approvare prima del termine della legislatura la legge sulla mobilità ciclistica, di cui mi onoro di essere stato, da parlamentare, il primo firmatario. Sarebbe una svolta epocale per questo Paese: qui il 65 per cento delle persone fa spostamenti in automobile inferiori ai cinque chilometri, spostamenti che si possono fare comodamente in bicicletta”. Lo ha detto Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari, partecipando alla passeggiata a due ruote organizzata dalla Fiab, federazione italiana amici della bicicletta, a Roma.
La legge quadro sulla mobilità ciclistica è stata approvata all’unanimità dalla Camera il 14 novembre. Decaro ne ha ricordato i punti qualificanti: “Il testo promuove l’uso delle bici attraverso l’obbligo di realizzazione di biciplan comunali, provinciali e regionali, con appositi incentivi, con la realizzazione di stazioni di bike sharing presso le stazioni ferroviarie e dei bus extraurbani. Vanno nella stessa direzione l’obbligo di introdurre nel regolamento comunale spazi e parcheggi per le biciclette, la possibilità di utilizzare case cantoniere e stazioni ferroviarie abbandonate come punti di scambio per chi usa le due ruote o fa cicloturismo, la conversione in piste ciclabili dei sedimi ferroviari o di corsie che fiancheggiano gli acquedotti non più usate per i loro scopi originari”.
Il presidente dell’Anci ha sottolineato anche le prescrizioni che possono rendere le città e anche il territorio extraurbano davvero a misura di bici: “L’introduzione dell’obbligo, ogni volta che si realizza una infrastruttura stradale, di progettare una ciclabile, pur già previsto dal Codice della strada, viene dalla nuova legge rafforzato introducendo come penalità la perdita del finanziamento per l’intera opera”.

Diocesi: Modena, sabato 25 novembre “Chiesa-sport-cultura. Per un’educazione ai valori” con mons. Castellucci e don Albertini

Thu, 2017-11-23 14:27

Sarà “Chiesa-sport-cultura. Per un’educazione ai valori” il tema del convegno che si terrà sabato 25 novembre, a Modena, per iniziativa della Consulta diocesana per la cultura in collaborazione con Centro Sportivo italiano (Csi), Us Acli, Polisportiva giovanile salesiana (Pgs) e Anspi. Dalle 9.30, presso il salone della Città dei ragazzi, interverranno don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del Centro sportivo italiano (Csi) e l’arcivescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci. “Educare ai valori attraverso lo sport – si legge in una nota – è un modo per farsi capire anche da coloro che non professano la fede cristiana o non si sentono parte della Chiesa cattolica, ma condividono l’esigenza di una riflessione approfondita su temi nei quali sono in gioco la dignità dell’uomo, i valori della vita pubblica, la speranza per un futuro migliore”. Il convegno, spiegano i promotori, “sarà aperto dalle voci di alcune realtà del territorio, che porteranno la propria esperienza raccontando ‘buone pratiche’ nello sport, inteso come valido strumento per la crescita integrale della persona”.

Diocesi: mons. Luezzi nuovo vescovo di Teramo-Atri. Il “benvenuto” della Conferenza Episcopale di Abruzzo e Molise

Thu, 2017-11-23 14:16

“A nome dei vescovi dell’Abruzzo e del Molise, esprimo profonda gratitudine al Santo Padre Francesco per aver nominato il nuovo vescovo di Teramo-Atri nella persona di mons. Lorenzo Leuzzi, finora vescovo ausiliare di Roma, che conosco personalmente da anni e stimo per le sue competenze e la sua attività pastorale soprattutto in ambiente giovanile e universitario”. Lo scrive mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente della Conferenza episcopale regionale di Abruzzo e Molise (Ceam), a seguito della nomina di mons. Leuzzi a vescovo di Teramo-Atri. “Mentre ringrazio ancora mons. Michele Seccia per il servizio da lui reso finora con fede, carità e saggezza pastorale quale vescovo di Teramo-Atri, oltre che per il contributo sempre significativo da lui dato alla Conferenza episcopale regionale – prosegue mons. Forte – esprimo la certezza che il nuovo pastore, ricco dell’esperienza e delle capacità che lo contraddistinguono, potrà fare molto bene per quella Chiesa, dalle profonde tradizioni religiose e dalla fede viva”. “Nell’assicurare la preghiera mia e dei confratelli vescovi, auguro ogni bene al caro vescovo Lorenzo e gli do con gioia il benvenuto nella Conferenza dei vescovi della Regione, contando sulla sua collaborazione anche per il comune servizio alle diocesi di Abruzzo e Molise. La Vergine Santa – conclude Forte – assista Lui e noi tutti nel nostro impegno a favore di quanti il Signore ha voluto affidarci”.

Dottrina sociale della Chiesa: Verona, questa sera il card. Tagle apre la settima edizione del Festival su “Fedeltà è cambiamento”

Thu, 2017-11-23 14:16

Sarà il card. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, ad inaugurare questa sera, a Verona, la VII edizione del Festival della dottrina sociale della Chiesa con un intervento ispirato al tema “Fedeltà è cambiamento”. All’incontro, in programma alle 20.30 al Cattolica Center, parteciperanno anche mons. Giuseppe Zenti, vescovo di Verona, e Federico Sboarina, sindaco della città. La serata sarà aperta del video messaggio di Papa Francesco. “‘Fedeltà è cambiamento’ – spiega mons. Adriano Vincenzi, coordinatore del Festival – significa che non si guarda solo indietro, non ci si guarda solo attorno, ma si guarda in avanti”. “Con questa settima edizione – aggiunge – vogliamo cambiare la prospettiva: cosa succede se guardiamo al mondo in rapido cambiamento da un punto di vista differente? Non è un caso che proprio quest’anno ci sia una forte componente internazionale, a cominciare dall’apertura dei lavori affidata al card. Tagle. Ma parleremo anche di Africa, una terra strategica perché, oltre a dare il pane, è necessario formare le coscienze: solo allora ci può essere vera autonomia”. Tra gli appuntamenti internazionali in calendario, alle 10.15 di domani, venerdì 24 novembre, l’incontro su “Teoria e pratica: la dottrina sociale della Chiesa e il territorio” che vedrà fra i relatori mons. Moses Hamungole, vescovo di Monze in Zambia, mentre alle 16.30 nella tavola rotonda “Discernimento sociale cristiano: per una fedeltà che è cambiamento” guidata da Diego Alonso-Lasheras, della Pontificia Università Gregoriana, saranno presentate esperienze della Dottrina sociale della Chiesa in tutto il mondo, con interventi di docenti di dottrina sociale provenienti da Italia, Polonia, Inghilterra, Svizzera, Germania, Croazia, Slovenia, Zambia.

Violenza sulle donne: Eures, 114 femminicidi nei primi 10 mesi del 2017

Thu, 2017-11-23 14:05

Sono 114 le donne vittime di femminicidio nei primi 10 mesi del 2017. Lo rivela il quarto rapporto di Eures sul femminicidio in Italia, diffuso in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che ricorre sabato 25 novembre. Nella nuova indagine statistica, l’Istituto di ricerca approfondisce dinamiche ed evoluzione del fenomeno segnalando ancora una volta l’inadeguatezza della risposta istituzionale alla domanda di protezione e aiuto delle donne vittime di violenza. Tra il 2015 e il 2016 il numero di femminicidi in Italia è tornato ad aumentare, passando da 142 a 150 (+5,6%), soprattutto a causa di una forte crescita del fenomeno nelle regioni del Nord e del Centro. Sempre nel 2016 a livello regionale il numero più alto di femminicidi lo si è registrato in Lombardia (25 vittime), seguita da Veneto (17), Campania (nonostante un calo dei casi, passati 31 a 16), Emilia Romagna (13). Nello scorso anno il 76,7% dei femminicidi è maturato in un contesto familiare e affettivo, con una forte connotazione negativa data da possesso e gelosia, ma anche dall’isolamento e dal disagio. Dal 2000 a oggi le donne vittime di omicidio volontario nel nostro Paese sono state 3mila: nel 2016 i femminicidi sono tornati a crescere rispetto all’anno precedente (+5,6%, da 142 a 150), trend sostanzialmente confermato dai 114 casi – più di uno ogni 3 giorni – dei primi dieci mesi di quest’anno.

Lavoro: Camusso (Cgil), “contrattare la tecnologia”, algoritmo è “nuovo capo del personale”

Thu, 2017-11-23 14:04

“Non dobbiamo pensare agli algoritmi come entità astratte, ma come frutto di scelte, che come tali vanno contrattate”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, intervenendo alla conferenza internazionale delle organizzazioni sindacali in corso in Vaticano. “Oggi dobbiamo chiederci come sia possibile contrattare la tecnologia”, ha spiegato Camusso indicando in tale impegno uno dei compiti principali del sindacato del futuro. “La tecnologia – ha fatto notare – è straordinariamente avanzata nel settore terziario, dove molte mansioni sono sostituite dalle macchine”. Ciò significa, ha spiegato, “colpire il lavoro delle donne e spesso dei migranti, cioè la fascia più debole della popolazione, che con più difficoltà accede alla riqualificazione del lavoro”. “In tante parti del mondo il lavoro sta diventando invisibile”, la denuncia della sindacalista, secondo la quale “anche in Italia tornano forme di schiavismo organizzato attraverso la tratta di esseri umani, come il caporalato”. “Al lavoro che si distrugge si deve porre rimedio attraverso la creazione di nuovo lavoro”, la proposta della Cgil, che ha definito urgente per il mondo sindacale il compito di “contrastare l’idea che il mondo si polarizzi tra una èlite che ha il monopolio del lavoro, grazie alla padronanza delle nuove tecnologie, e il resto che non può accedervi”. Altro compito del sindacato, per Camusso, è “chiedersi come possano essere tutelati i diritti delle persone che lavorano, indipendentemente dal luogo in cui lavorano e dalle forme di contrattualizzazione”. “L’idea che il mondo del lavoro si polarizzi tra una élite di pochi che lavorano e tanti che ne vengono esclusi – ha concluso Camusso – è l’idea che i processi migratori siano processi di lavoratori invisibili, sfruttati, che rasentano la schiavitù”. “Includere, a tutti i livelli”, la parola-chiave per il sindacato: “In primo luogo – ha affermato la segretaria generale della Cisl – attraverso la formazione, che è il primo strumento per evitare la polarizzazione, per non subire la tecnologia ma per interagire con essa”.

Salute: Commissione Ue promuove il servizio sanitaria italiano. Speranza di vita da record, ma troppi bambini obesi

Thu, 2017-11-23 14:00

(Bruxelles) “La speranza di vita degli italiani è tra le più alte d’Europa, sebbene si riscontrino disparità a livello regionale e socioeconomico. Nonostante gli stringenti vincoli di bilancio, l’Italia è riuscita a riformare e ampliare il pacchetto delle prestazioni sanitarie nazionali”. Lo si legge nel “Profilo della sanità in Italia 2017” pubblicato oggi dalla Commissione europea assieme ai profili degli altri 27 Paesi Ue e a un ampio documento riassuntivo su scala comunitaria. Per la Commissione di Bruxelles, il governo italiano “sta promuovendo una ricentralizzazione dei finanziamenti e sta progettando un nuovo sistema che consenta di ripartire le risorse tra le regioni per raggiungere l’ambizioso obiettivo di offrire a tutti i residenti l’accesso al pacchetto di prestazioni ampliato”. La speranza di vita alla nascita in Italia ha raggiunto, secondo il documento di 20 pagine, 82,7 anni nel 2015, contro i 79,9 anni del 2000, “ponendo il Paese al secondo posto nell’Unione europea dopo la Spagna”. L’allungamento della speranza di vita “si deve soprattutto alla riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari. Permangono tuttavia notevoli disparità legate al sesso e alle condizioni socioeconomiche”. In Italia “la mortalità evitabile rimane tra le più basse dell’Unione, il che fa supporre una buona efficacia del sistema sanitario nel trattamento dei pazienti con malattie potenzialmente letali”. Ancora: “Il servizio sanitario nazionale italiano copre automaticamente tutti i cittadini e i residenti stranieri. Nell’accesso alle prestazioni sanitarie, tuttavia, si riscontrano notevoli variazioni in base alle regioni e alla fascia di reddito”.
Nel profilo delineato a Bruxelles per l’Italia si legge: “un maggior numero di infermieri è stato formato per far fronte all’invecchiamento della popolazione e nuove misurazioni delle prestazioni sono state introdotte per favorire una maggiore responsabilizzazione e una migliore qualità dell’assistenza”. Nel 2014 in Italia “la percentuale degli adulti che fumavano tabacco quotidianamente era del 20%, appena al di sotto della media Ue e in calo rispetto al 25% del 2000. Anche il consumo di alcol per adulto è sceso e si colloca ampiamente al di sotto della media Ue”. Per contro, “si è riscontrato un aumento dei problemi di sovrappeso e obesità infantile, con una diffusione ormai superiore alla media Ue”. Una ulteriore osservazione: “Sebbene una serie di servizi di base siano gratuiti, le spese direttamente a carico dei pazienti sono relativamente elevate (23% del totale, contro una media Ue del 15 % nel 2015) e riguardano soprattutto i farmaci e le cure odontoiatriche”.

Diocesi: Acireale, il 29 novembre riapre al culto il santuario della Madonna di Valverde. Il vescovo Raspanti, “non posso che gioire”

Thu, 2017-11-23 13:56

“Non posso che gioire per la prossima riapertura al culto del santuario della Madonna di Valverde. All’indomani della chiusura mi recai personalmente sul posto per invocare la Vergine Maria ed invitare i fedeli alla preghiera ed alla fiducia. Sono lieto che mercoledì prossimo, primo giorno della novena a Maria Immacolata, presiederò con la messa la celebrazione di riapertura”. È quanto afferma il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, in merito alla prossima riapertura al culto del santuario della Madonna di Valverde a seguito della cessazione delle condizioni di pericolo che avevano portato alla chiusura con l’ordinanza sindacale dell’1 ottobre scorso. Come si legge in una nota, “i rilievi e le iniezioni di calcestruzzo ad elevata fluidità nella parte sottostante la navata laterale sinistra del santuario, i lavori di consolidamento del sottosuolo della piazza antistante e l’allestimento di alcune condotte esterne provvisorie per lo smaltimento delle acque meteoriche, fanno si che non sussistono più condizioni di pericolo”. Per mons. Raspanti, si tratta di “una riapertura frutto della preghiera di tanti fedeli, così come dell’impegno di tanti enti, religiosi e civili, che con lavoro sinergico hanno reso possibile il ripristino delle condizioni di sicurezza in tempi davvero molto brevi”. “Un riconoscimento particolare – aggiunge – sento di esternarla all’Ufficio beni culturali della diocesi che ha svolto un’ottima azione di coordinamento tra parrocchia, amministrazione comunale, Soprintendenza ai Beni Culturali e associazioni locali”. Il progetto di restauro e consolidamento del santuario e dei locali annessi ammonta ad un totale di uro 406.945,71 euro, di cui quasi 285mila saranno finanziati dai fondi 8xmille della Cei ed i restanti 122mila saranno coperti tramite la raccolta fondi promossa dalla parrocchia.

Papa Francesco: ai francescani, “in dialogo con tutto il creato, superando qualunque calcolo economico o romanticismo irrazionale”

Thu, 2017-11-23 13:27

Entrare in “dialogo con tutto il creato”, “superando qualunque calcolo economico o romanticismo irrazionale”. È la consegna finale del Papa alle famiglie francescane, ricevute oggi in udienza. Per il Santo di Assisi, ha ricordato Francesco, “il creato era come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza. La creazione è come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia”. “Oggi questa sorella e madre si ribella perché si sente maltrattata”, le parole del Papa: “Davanti al deteriorarsi globale dell’ambiente, vi chiedo che come figli del Poverello entriate in dialogo con tutto il creato, prestandogli la vostra voce per lodare il Creatore, e, come faceva san Francesco, abbiate per esso una particolare cura, superando qualunque calcolo economico o romanticismo irrazionale. Collaborate con varie iniziative alla cura della casa comune, ricordando sempre la stretta relazione che c’è tra i poveri e la fragilità del pianeta, tra economia, sviluppo, cura del creato e opzione per i poveri”.

Papa Francesco: ai francescani, “abbracciate i lebbrosi del nostro tempo”

Thu, 2017-11-23 13:23

“La minorità va anche vissuta in relazione a tutti gli uomini e le donne con cui vi incontrate nel vostro andare per il mondo, evitando con la massima cura ogni atteggiamento di superiorità che vi possa allontanare dagli altri”. È la raccomandazione del Papa, nell’udienza concessa oggi alle famiglie francescane. “San Francesco – ha ricordato – esprime chiaramente questa istanza nei due capitoli della Regola non bollata dove mette in rapporto la scelta di non appropriarsi di nulla con l’accoglienza benevola di ogni persona fino alla condivisione della vita con i più disprezzati, con quelli che sono considerati veramente i minori dalla società”. I frati, inoltre, “devono essere lieti quando vivono tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, tra infermi e lebbrosi, e tra i mendicanti lungo la strada”. Di qui la necessità di chiedersi: “Dove stiamo? Con chi stiamo? Con chi siamo in relazione? Chi sono i nostri preferiti? E, dato che la minorità interpella non solo la fraternità ma ciascuno dei suoi componenti, è opportuno che ognuno faccia l’esame di coscienza sul proprio stile di vita; sulle spese, sul vestire, su quello che considera necessario”. “E, per favore, quando fate qualche attività per i più piccoli”, gli esclusi e gli ultimi, non fatelo mai da un piedistallo di superiorità”, ha sottolineato il Papa: “Pensate piuttosto che tutto quello che fate per loro è un modo di restituire ciò che gratuitamente avete ricevuto”. “Aprite i vostri cuori e abbracciate i lebbrosi del nostro tempo, e, dopo aver preso coscienza della misericordia che il Signore vi ha usato, usate con essi misericordia, come la usò il vostro padre san Francesco”, l’invito di Francesco, che ha raccomandato ai francescani di prendersi cura anche degli “immigrati che cercano una vita degna” e di “tutti quelli che vivono nelle periferie esistenziali, privati di dignità e anche della luce del Vangelo”, così come degli ammalati e degli infermi.

Papa Francesco: a francescani, “evitare qualsiasi comportamento di superiorità” e “non parlare male alle spalle dei fratelli”

Thu, 2017-11-23 13:21

“La minorità si vive prima di tutto nella relazione con i fratelli che il Signore ci ha donato”. Lo ha spiegato il Papa alle famiglie francescane, ricevute oggi in udienza. Come? “Evitando qualsiasi comportamento di superiorità”, ha ammonito Francesco: “Questo vuol dire sradicare i giudizi facili sugli altri e il parlare male dei fratelli alle loro spalle; rigettare la tentazione di usare l’autorità per sottomettere gli altri; evitare di ‘far pagare’ i favori che facciamo agli altri mentre quelli degli altri a noi li consideriamo dovuti; allontanare da noi l’ira e il turbamento per il peccato del fratello”. “Si vive la minorità come espressione della povertà che avete professato – ha spiegato il Papa – quando si coltiva uno spirito di non appropriazione nelle relazioni; quando si valorizza il positivo che c’è nell’altro, come dono che viene dal Signore; quando, specialmente i ministri, esercitano il servizio dell’autorità con misericordia”. “Senza misericordia non c’è né fraternità né minorità”, il monito di Francesco: “La necessità di esprimere la vostra fraternità in Cristo fa sì che le vostre relazioni interpersonali seguano il dinamismo della carità, per cui, mentre la giustizia vi porterà a riconoscere i diritti di ciascuno, la carità trascende questi diritti e vi chiama alla comunione fraterna; perché non sono i diritti che voi amate, ma i fratelli, che dovete accogliere con rispetto, comprensione e misericordia”.

Diocesi: Pavia, giornata del Seminario. Don Diegoli (rettore), “farci carico del cammino di chi mette a disposizione della Chiesa la propria vita”

Thu, 2017-11-23 13:20

“Il Seminario è il tempo del paziente e lungo lavoro di crescita umana, spirituale, intellettuale e pastorale per giungere ad assentire consapevolmente al mandato che il Signore affida mediante la Chiesa”. Lo scrive don Davide Diegoli, rettore del Seminario di Pavia, nell’editoriale pubblicato sul settimanale diocesano “Il Ticino”, in occasione della giornata del Seminario, che ricorre domenica 26 novembre. “Dopo aver ricevuto in Seminario una formazione solida, ma ancora solo iniziale, il presbitero è chiamato per tutta la vita ad abitare stabilmente il crocevia dell’incontro del popolo di Dio con il suo Signore, imparando dal mistero di amore celebrato come fare della propria vita una offerta con amore”. Poi, uno sguardo alla Chiesa locale. “La giornata del Seminario che la Chiesa di Pavia celebra tradizionalmente nella solennità di Cristo Re – aggiunge il rettore – ci richiama a guardare con stima e misericordia i nostri pastori, che qui hanno mosso i loro primi passi, e a farci carico in ogni modo del cammino di chi intende mettere a disposizione della Chiesa, e quindi delle nostre comunità, tutta la propria vita”.

Papa Francesco: a francescani, “orgoglio spirituale” è “la peggiore delle mondanità”

Thu, 2017-11-23 13:18

“La vita di Francesco è stata segnata dall’incontro con Dio povero, presente in mezzo a noi in Gesù di Nazareth: una presenza umile e nascosta che il Poverello adora e contempla nell’Incarnazione, nella Croce e nell’Eucaristia”. A ricordarlo è stato il Papa, ricevendo oggi un udienza le famiglie francescane. “Una delle immagini evangeliche che più impressionò Francesco è quella della lavanda dei piedi ai discepoli nell’Ultima Cena”, ha proseguito, definendo la minorità francescana un “luogo di incontro e di comunione con Dio; luogo di incontro e di comunione con i fratelli e con tutti gli uomini e le donne; luogo di incontro e di comunione con il creato”. In san Francesco, ha ricordato, “la minorità, pur non mancando di motivazioni ascetiche e sociali, nasce dalla contemplazione dell’incarnazione del Figlio di Dio e la riassume nell’immagine del farsi piccolo, come un seme. È la stessa logica del ‘farsi povero da ricco che era’. La logica della ‘spogliazione’, che Francesco attuò alla lettera quando si spogliò, fino alla nudità, di tutti i beni terreni, per donarsi interamente a Dio e ai fratelli”. “La minorità caratterizza in modo speciale la vostra relazione con Dio”, ha detto il Papa ai presenti: “Per san Francesco l’uomo non ha nulla di suo se non il proprio peccato, e vale quanto vale davanti a Dio e nulla più. Per questo la vostra relazione con lui dev’essere quella di un bambino: umile e confidente e, come quella del pubblicano del Vangelo, consapevole del suo peccato. E attenzione all’orgoglio spirituale, all’orgoglio farisaico: è la peggiore delle mondanità”. Altra caratteristica della spiritualità francescana “è quella di essere una spiritualità di restituzione a Dio”: “Tutto il bene che c’è in noi o che noi possiamo fare è dono di colui che per san Francesco era il bene, e tutto va restituito all’altissimo, onnipotente e buon Signore. Lo facciamo attraverso la lode, lo facciamo quando viviamo secondo la logica evangelica del dono, che ci porta a uscire da noi stessi per incontrare gli altri e accoglierli nella nostra vita”.

Consumi: Coldiretti, “per il black friday il 54% degli italiani farà acquisti. Promozioni allargate ai mercati contadini”

Thu, 2017-11-23 13:02

“Nel weekend del black friday hanno deciso di fare acquisti il 54% degli italiani sotto la spinta delle promozioni e delle iniziative vantaggiose previste nei negozi, nei mercati e su Internet”. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Ixè per l’apertura del Villaggio contadino sul lungomare Caracciolo, Rotonda Diaz a Napoli, dove “l’appuntamento con lo shopping conveniente – si legge in una nota – si estende per la prima volta alla tavola e per tutto il weekend lungo un percorso di quasi 1,5 chilometri di mercati, ristoranti ed esposizioni ad hoc sarà possibile acquistare direttamente dagli agricoltori, anche terremotati, le eccellenze del made in Italy ma anche gustare piatti da gourmet con tutti i menu a 5 euro preparati dagli agrichef”. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, “per il black friday il 24% degli italiani farà acquisti solo in negozi, supermercati e mercati, il 17% sono online ed il 13% sia sul web che nel dettaglio tradizionale”. “Anche se si tratta di una iniziativa nordamericana nata già negli anni ’60 – spiega la Coldiretti – si sono moltiplicate anche in Italia promozioni commerciali per l’occasione che si allargano dal web ai grandi gruppi fino ai mercati contadini”. “La tendenza nazionale non è però quella di concentrare le offerte in un periodo limitato ma di spalmarle durante l’intero week end”, prosegue Coldiretti, secondo cui tra gli acquisti “più gettonati” ci sono tecnologia, abbigliamento, prodotti di bellezza e enogastronomia. Al primo black friday della tavola, organizzato dalla Coldiretti a Napoli, sarà presentato con 10mila agricoltori il nuovo censimento del patrimonio enogastronomico nazionale.

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