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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 21 min 28 sec ago

Charlie Gard: Scienza & Vita, “curarlo sino alla fine è un dovere morale”

Tue, 2017-07-25 17:42

“La vicenda di Charlie Gard sta per concludersi, purtroppo col peggior esito per il piccolo bimbo di 11 mesi”. Lo ricorda in una nota odierna Scienza & Vita, che in questo frangente, desidera rinnovare anzitutto “la propria vicinanza sincera e affettuosa a Charlie, ai suoi genitori e alla loro intensa sofferenza, col massimo rispetto per il dramma umano e familiare che stanno vivendo”. “Contestualmente – prosegue Scienza & Vita – vogliamo riaffermare la nostra profonda convinzione circa il valore e la dignità del piccolo Charlie: una vita gravemente malata e inguaribile non perde mai il suo valore intrinseco, né il diritto ad essere sostenuta e protetta”. A tal proposito, evidenzia la nota, “ci preme rimarcare, ancora una volta, la sostanziale differenza che c’è tra due concetti distinti e connessi: ‘inguaribile’ e ‘incurabile’. Una situazione clinica ‘inguaribile’ non diventa mai, per ciò stesso, anche ‘incurabile’. All’opposto, laddove non vi sia più alcuna possibilità di offrire terapie, a maggior ragione deve aumentare l’impegno degli operatori sanitari nel ‘prendersi cura’ della persona malata. Tanto più se si tratta di un bimbo di pochi mesi che non può né esprimersi né comunicare”.
Ma, osserva Scienza & Vita, “questo supporto, che si sostanzia nella somministrazione delle opportune cure palliative, deve essere inteso in modo autentico, e non può certo essere ridotto al ricorso alla ‘sedazione terminale’ perché Charlie non si spenga tra le sofferenze, una volta sospesa la ventilazione meccanica. Pur nella rinuncia a qualsiasi inutile insistenza ‘terapeutica’ (che attualmente non potrebbe portare alcun beneficio a Charlie), dunque, riteniamo che affrettare la sua morte mediante la sospensione dei supporti vitali sia un atto errato, sotto il profilo sia etico sia deontologico”. “Sarebbe giusto, invece – si legge nella nota -, accompagnarlo fino alla sua morte naturale, curandone attentamente i sintomi che gli causano dolore o altri aggravi”. Più in generale, “la vicenda di Charlie richiama tutti noi al principio etico secondo cui l’eventuale sospensione dei trattamenti per un paziente sia motivata esclusivamente dalla loro inefficacia ‘de facto’ o dai pesanti aggravi che essi causassero al paziente stesso”. Infine, Scienza & Vita ribadisce che “solo una convinta e consolidata alleanza di cura tra medici e genitori (trattandosi di un minore di pochi mesi) può assicurare il miglior percorso per il bene del paziente, il suo vero ‘miglior interesse'”.

Diocesi: Pietà di Rondanini illustra la “Preghiera per la Chiesa di Milano” composta dall’arcivescovo eletto Delpini

Tue, 2017-07-25 16:54

Sarà l’immagine della Pietà Rondanini a illustrare la “Preghiera per la Chiesa di Milano” composta dall’arcivescovo eletto di Milano, mons. Mario Delpini, per affidare a Dio la Chiesa ambrosiana e il suo prossimo ministero. L’immagine, concessione del Museo Pietà Rondanini al Castello Sforzesco, dove l’opera di Michelangelo Buonarroti è custodita, compare sul fronte della cartolina distribuita ai fedeli nelle chiese e santuari che mons. Delpini sta visitando in queste settimane – spiega una nota della curia milanese – nel corso del suo pellegrinaggio mariano: itinerario spirituale “che l’arcivescovo eletto ha scelto di compiere come gesto di devozione personale per prepararsi all’ingresso in diocesi” il prossimo 24 settembre. Accanto alla Pietà appare la frase “Per annunciare che la terra è piena della gloria di Dio”, riferimento esplicito al motto episcopale di mons. Delpini “Plena est terra gloria eius”, con cui si conclude anche il testo della preghiera. In basso nella cartolina appare la scritta che spiega la scelta dell’immagine: “A questa morte si appoggia chi vive”.

Ecumenismo: Cremaschi (monaca Bose) a Sae, “i cambiamenti politici nell’Est Europa con i cristiani ortodossi”

Tue, 2017-07-25 16:44

Stamattina, nel secondo giorno della Sessione ecumenica del Sae, in corso ad Assisi, Lisa Cremaschi, monaca della Comunità di Bose, ha sottolineato che “i cambiamenti politici avvenuti nell’Est Europa hanno permesso di nuovo l’incontro con i cristiani ortodossi” che spesso nel corso dei secoli hanno testimoniato la loro fede anche attraverso il martirio in senso proprio, spesso incompresi e considerati “arretrati” da cristiani appartenenti alle Chiese occidentali che vivono nell’opulenza e nella libertà. Questo cambiamento ha favorito il grande Sinodo di Creta, “profezia di una piena comunione”. Parlare di riforma, secondo la monaca di Bose, è “recuperare una forma andata perduta, ritrovare quell’immagine di Dio deposta in ogni essere umano sfigurato dal peccato e, a livello ecclesiale, ritrovare la forma della Chiesa primitiva descritta nei sommari degli Atti degli Apostoli”, sempre vivendo la fedeltà al Vangelo nel contesto della storia senza adeguamento al mondo. Cremaschi ha riflettuto sulla parola riforma come ritorno alla Parola di Dio ripercorrendo la predicazione di Basilio, “monaco” della Chiesa indivisa, “presbitero di grande comunione nonostante i dissensi con il suo vescovo, che ricercava l’unanimità tra cristiani di Oriente e di Occidente, coraggioso di fronte al potere politico. Fedele alla tradizione ma innovatore, custode della liturgia come forte espressione della comunione con i santi del cielo e della terra”. Dopo l’inaugurazione dei sei gruppi di studio e dei due laboratori di cinema e narrazione, la giornata di oggi si concluderà stasera con la Messa presieduta da don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei.

Ecumenismo: padre Papavasileiou (ortodosso) al Sae, “la vera riforma è accompagnare la trasformazione del mondo per prepararlo alla parusia”

Tue, 2017-07-25 16:40

“Allargare gli orizzonti” è la direzione che la sessione ecumenica del Sae si è data oggi. Il “viaggio” del secondo giorno ad Assisi è iniziato con la preghiera preparata da un gruppo liturgico interconfessionale e centrata sull’“alleanza di Dio con tutti gli esseri viventi”. Nella mattinata si è riflettuto sul tema “Quali riforme nell’ambito dell’Ortodossia?”, con padre Dionisios Papavasileiou, parroco a Bologna della chiesa ortodossa afferente alla Sacra Arcidiocesi d’Italia del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, e Lisa Cremaschi, monaca della Comunità di Bose. “Le circostanze storiche e politiche – ha detto Papavasilleiou – non hanno impedito alla Chiesa d’Oriente di occuparsi e riflettere sul significato del termine riforma. Anche se essa viene intesa in modo diverso dalla cristianità occidentale, non con categorie fenomenologiche o sociologiche”. Parlando del Sinodo panortodosso di Creta il monaco ha osservato che i suoi risultati “hanno portato alla luce una nuova aria assistita dallo Spirito Santo”. Per il suo modo di procedere e di custodire il “depositum fidei”, la Chiesa ortodossa “rischia davanti agli occhi degli occidentali di diventare un museo di antichità in cui sono esibiti bellissimi oggetti che meritano di essere contemplati”. In realtà, ha evidenziato, “esistono tentativi di riforma e movimenti che li attuano, ad esempio nel modo di partecipare all’Eucaristia o nella riforma dei testi liturgici e della lingua delle celebrazioni, ma senza toccare il contenuto della fede”. “La vera riforma – ha concluso – è quella di attuare e accompagnare la trasformazione del mondo per prepararlo alla parusia”.

Migranti: Como, consegnati stamattina gli attestati dei corsi di formazione della rete Caritas-Acli

Tue, 2017-07-25 16:38

“Questi ragazzi sono arrivati fin qui spinti da un sogno, ma a questi sogni bisogna dare concretezza. Il rischio che corrono i richiedenti asilo accolti sul territorio è infatti quello di trovarsi in un limbo senza prospettive dove si finisce per accontentarsi solo di quello che viene dato”. Sono queste le parole pronunciate oggi dal direttore della Caritas di Como, Roberto Bernasconi, durante la cerimonia per la consegna degli attestati dei corsi di formazione per richiedenti asilo promossi dalle rete Caritas-Acli. Sono 31 i migranti, per lo più africani, che hanno partecipato ai corsi promossi nei primi sei mesi del 2017: falegnameria, cameriere e gommista installatore. Alla cerimonia – organizzata all’auditorium don Guanella di Como – erano presenti le principali autorità cittadine: il prefetto Bruno Corda, il questore Giuseppe De Angelis e il sindaco Mario Landriscina. “Queste non sono occasioni simboliche – ha spiegato il prefetto – ma sono la concretizzazione di quello che deve essere una buona accoglienza: l’idea di dare a queste persone un bagaglio di competenze e professionalità che possa servire qualunque siano i successivi passi delle loro vite”. I corsi di formazione rientrano nei progetti promossi dalla rete Caritas-Acli e dalle realtà che hanno firmato la “Carta della Buona Accoglienza”: Opera don Guanella, Padri Somaschi, le Parrocchie di Rebbio e Olgiate Comasco, la Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione.

Charlie Gard: giudice Francis, “il mio compito è stato sempre determinare l’interesse superiore” del piccolo

Tue, 2017-07-25 16:17

“È impossibile per chiunque di noi comprendere o persino provare a immaginare l’agonia vissuta dai genitori di Charlie nelle ultime settimane e mesi mentre cercavano di confrontarsi con la decisione che ora hanno preso. Molto è stato detto, soprattutto negli ultimi giorni, da chi non sa quasi nulla di questo caso ma si è sentito autorizzato a esprimere opinioni”. Cominciano così le sei pagine della sentenza del giudice Nicolas Francis, presidente della Corte di fronte a cui sono comparsi i genitori di Charlie e l’Ospedale pediatrico di Londra, pubblicata ieri sera, dopo la decisione di Connie Yates e Chris Gard di accettare che al piccolo “siano somministrate cure palliative e gli sia permesso di morire con dignità”. Nel documento il giudice ripercorre sinteticamente tutte le tappe legali del contenzioso. “Il mio compito è sempre stato di determinare l’interesse superiore di Charlie e non i benefici che ne sarebbero potuti derivare alla ricerca scientifica”. Alla luce delle ultime indagini mediche, che hanno rilevato che in alcune parti del corpo di Charlie “non ci sono più muscoli e in altre parti i muscoli sono stati sostituiti in misura significativa da materia grassa”, e del consenso raggiunto tra ospedale e genitori, il giudice quindi conferma la sentenza di aprile, ricordando che la “terapia nucleoside non è stata sperimentata nemmeno su topi con lo stesso tipo di disfunzione mitocondriale di Charlie”.
Quattro note conclusive completano la sentenza: un grazie a tutti i medici che hanno reso testimonianza e a quelli che si sono presi cura di Charlie in questi mesi; un grazie “a tutti gli avvocati che hanno assistito la Corte” e in particolare il “team che ha assistito i genitori non dietro compenso economico, ma gratuitamente”. Un commento sull’”assurda idea” circolata per cui “Charlie è prigioniero del servizio di sanità nazionale”: in Inghilterra “i bambini hanno diritti indipendenti dai genitori” e quando genitori e ospedale non trovano accordo, è un “giudice indipendente che definisce l’interesse superiore del bambino”, che è rappresentato in tribunale. E infine l’opinione che “la mediazione debba essere tentata in tutti i casi come questo, anche se non fa altro che portare le parti a una maggiore comprensione delle posizioni altrui”.
Oggi il caso Charlie è tornato di fronte al giudice perché non c’è consenso tra genitori e ospedale se il piccolo Charlie possa tornare a casa per morire. Significherebbe applicare un ventilatore portatile e un’assistenza medica complessa per garantire le cure palliative al piccolo.

Germania: polemica su ipotesi di inasprimento giudiziario contro i sacerdoti che danno rifugio ai richiedenti asilo

Tue, 2017-07-25 16:08

Secondo una inchiesta del quotidiano di Monaco di Baviera, la “Sueddeutsche Zeitung”, pubblicata ieri, lo Stato libero della Baviera in futuro procederà penalmente in maniera sistematica contro il clero che proteggerà nelle chiese e nelle dipendenze ecclesiali i richiedenti asilo in attesa della concessione dei permessi. Per il quotidiano, i tre procuratori generali della Baviera a Monaco, Norimberga e Bamberga agirebbero, a partire dal prossimo autunno, in accordo attraverso le informazioni pubbliche raccolte dal marzo 2017. L’azione procedurale si svilupperebbe in 3 fasi: un primo stadio nel quale il sacerdote che offre alloggio e assistenza a richiedenti asilo ancora senza documenti di accettazione della domanda, riceverebbe una citazione dalla polizia. Un secondo livello nel quale il sacerdote responsabile riceverebbe una sanzione pecuniaria, e una terza fase nella quale il prete riceverebbe una ordinanza di rigore. Il ministero bavarese della Giustizia ha però respinto il rapporto della “Sueddeutsche Zeitung”: il portavoce del ministero, Thomas Pfeiffer, ha detto che non esiste uno schema processuale così definito, ma, in tutte le inchieste, tutte le circostanze a carico e le attenuanti vengono prese in considerazione e i “pubblici ministeri non hanno un giudizio preconfezionato”.
Recentemente i rifugi nelle chiese cattoliche ed evangeliche in Baviera sono aumentati a causa dell’aumento dei rifugiati, come è aumentato il numero di volontari impegnati nella cura e assistenza dei richiedenti asilo. La “Conferenza ecumenica mondiale delle Chiese che offrono asilo”, che si è riunita a Francoforte il 2 luglio, lamenta “una politica sempre più rigida e restrittiva nel periodo di attesa dell’asilo, e l’elevato numero di domande di asilo evidenzia le carenze in materia di politica europea dei rifugiati”.

Reliquie San Nicola in Russia: mons. Cacucci (Bari-Bitonto), “questo evento ha attraversato i media di tutto il mondo”

Tue, 2017-07-25 16:02

Dopo oltre due mesi in Russia, a Mosca e a San Pietroburgo, le reliquie di San Nicola sono pronte a far ritorno a Bari. Venerdì 28, infatti, in mattinata a San Pietroburgo verrà celebrata dal patriarca Kirill e dai metropoliti la divina liturgia . “Questo evento permette di considerare che l’ecumenismo di popolo molte volte può essere più determinante dell’ecumenismo dei capi delle Confessioni”. Lo ha detto l’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci, presentando oggi il programma di rientro a Bari delle reliquie di San Nicola. “Il ritorno della reliquia di san Nicola a Bari va inquadrato nell’esperienza che il popolo russo ha vissuto. A nessuno è sfuggito come questo evento abbia attraversato i mass media di tutto il mondo. Durante il nostro pellegrinaggio a Mosca continuamente i media russi davano come notizia principale la presenza della reliquia di san Nicola”. Un evento che è andato al di là di ogni previsione grazie ai quasi due milioni e mezzo di pellegrini russi che hanno reso omaggio al frammento di 13 centimetri della costola sinistra del vescovo di Myra: “Potevo immaginare la presenza di un numero elevato di russi – ha continuato mons. Cacucci -, ma, dal primo momento dell’arrivo in aeroporto a Mosca, gli onori ricevuti non hanno fatto invidia ad altri grandissimi eventi accaduti in Russia”.

Spagna: mons. Barrio (Santiago de Compostela), “i nostri governanti sappiano trovare soluzioni ai problemi politici, sociali e culturali” per costruire “bene comune”

Tue, 2017-07-25 15:53

“Quando abbiamo raggiunto così tante cose buone come mai avevamo fatto, in Spagna e in Europa, non dobbiamo dimenticare l’eredità della nostra storia, che, insieme ad aspetti negativi che devono essere sradicati, ci fornisce valori e ideali sufficienti e necessari per costruire una società solidale e piena di speranza”. Lo ha detto oggi mons. Julián Barrio, arcivescovo di Santiago de Compostela, in Spagna, nella celebrazione della Messa in occasione della festa di San Giacomo apostolo, nella cattedrale di Compostela. “Non si può costruire il proprio senza garantire gli altri – ha aggiunto il presule -. La storia spirituale e morale dell’Europa intorno alla memoria di Giacomo offre più elementi comuni per costruire una autentica comunità piuttosto che elementi divergenti o contrari tra loro, consapevoli di una pluralità complessa andando oltre un pluralismo inconciliabile”. L’arcivescovo ha invitato a “recuperare la centralità della dimensione religiosa nella vita. Emarginare Dio non libera l’uomo”. Nella sua omelia, mons. Barrio ha chiesto l’intercessione di San Giacomo affinché “i nostri governanti sappiano trovare, nel dialogo sereno e rispettoso della verità, soluzioni ai problemi politici, sociali e culturali” e ha pregato per “tutte quelle persone che stanno offrendo i loro migliori sforzi per rispondere alle esigenze del bene comune”.

Brexit: Parlamento Ue ribadisce i punti fermi del negoziato: diritti dei cittadini, accordi finanziari e frontiere sull’isola d’Irlanda

Tue, 2017-07-25 15:28

(Bruxelles) “Si potrà iniziare a parlare di un nuovo rapporto tra Unione europea e Regno Unito solo se si saranno fatti progressi sufficienti nei tre principali ambiti: i diritti dei cittadini, accordi finanziari e il problema delle frontiere sull’isola d’Irlanda”. Lo sottolinea in una nota il gruppo del Parlamento europeo incaricato di seguire il Brexit, alla luce degli incontri negoziali Ue-Regno Unito della scorsa settimana per il Brexit. Sarà il Parlamento a dire formalmente quando il “punto di progresso sufficiente sarà stato raggiunto”; dovrà avvenire per tutti e tre gli ambiti e non solo in uno o due. Sono soprattutto i diritti dei cittadini a preoccupare: è una “missione centrale del progetto europeo proteggere, non diminuire, i diritti fondamentali di tutti i cittadini”. Il Parlamento vuole si raggiungano “pieni diritti per i cittadini Ue in Gran Bretagna e dei cittadini britannici nell’Ue”; ciò significa salvaguardare i diritti “su riunificazione famigliare, copertura sanitaria, diritto di voto nelle elezioni locali, trasferibilità dei diritti sociali e le regole sulla residenza permanente”. Allo stesso tempo il Parlamento vuole evitare “pesi amministrativi per i cittadini” o intrusioni “nella privacy dei cittadini”, come vorrebbe la proposta di “controlli sistematici” contro il crimine. Infine il comitato dei sei parlamentari, presieduto da Guy Verhofstadt, chiede che “l’accordo di recesso sia direttamente esecutivo e includa un meccanismo in cui la Corte europea di giustizia possa svolgere pienamente il proprio ruolo”.

Fede: mons. Apicella (Velletri-Segni), “assicurare a tutti i cristiani la completezza dell’iniziazione cristiana e una catechesi mistagogica permanente”

Tue, 2017-07-25 15:15

“Trasformare in iniziazione alla vita cristiana quella che attualmente è una semplice iniziazione ai Sacramenti, affidata ad una organizzazione catechistica, che diventa il fattore preminente di tutta la nostra attività pastorale”. È questa la sfida relativa all’iniziazione cristiana evidenziata dal vescovo di Velletri-Segni, mons. Vincenzo Apicella, sul numero di luglio/agosto del mensile diocesano “Ecclesia in c@mmino”. Secondo il vescovo, oggi emergono due esigenze: “Assicurare a tutti i cristiani la completezza dell’iniziazione cristiana e una catechesi mistagogica permanente; ambedue oggi sembrano essere per lo più disattese”. “Normalmente – prosegue Apicella – una buona percentuale dei bambini di Prima Comunione non prosegue l’itinerario per completare l’iniziazione cristiana e la posticipazione della Cresima riduce la comprensione della stessa Eucarestia, che a volte viene ridotta a fenomeno devozionale”. “Ma già a partire dal Battesimo – rileva il presule – si sente la necessità di proporre un itinerario che coinvolga soprattutto la famiglia, luogo primario dell’iniziazione cristiana”. Secondo Apicella, “il vero catecumenato nella nostra situazione pastorale non può che iniziare da una scelta consapevole dei genitori”. “Il vero spartiacque, la vera adesione di fede – aggiunge – più che al momento del matrimonio avviene alla nascita del figlio, quando i genitori divengono protagonisti dell’iniziazione cristiana del figlio e perciò stesso sono chiamati a recuperare anzitutto la propria”. “Questo può diventare problematico, ma per questo ancor più necessario – nota il vescovo – nella situazione di crisi in cui si trova oggi la famiglia e a questo proposito risulta indispensabile porre attenzione alle indicazioni che provengono dalla Amoris Laetitia”. “La mistagogia, allora, non è solo l’ultimo stadio dell’iniziazione cristiana, ma ne diventa la premessa, per potersi estendere poi ai nuovi iniziati”. “Lo strumento per affrontare la questione è il Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti”, conclude, annunciando che “concretizzarlo, con i necessari adeguamenti, nella nostra concreta situazione di Chiesa, sarà il nostro impegno per il prossimo futuro”.

Codice di condotta Ong: Asgi, “nessun sostegno o legittimazione all’approvazione”

Tue, 2017-07-25 11:01

Nessun “sostegno o legittimazione all’approvazione” del Codice di condotta per le Ong coinvolte nel salvataggio di migranti in mare. Anzi, “pieno sostegno all’azione di ricerca e salvataggio delle Ong che, in tal modo, si fanno carico di compiti che gli Stati e l’Unione europea si sono dimostrati non avere la volontà o la capacità di svolgere, pur avendone la responsabilità ed il dovere giuridico, oltre che morale”. È quanto esprime l’Associazione per gli Studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) in un documento nel quale commenta la bozza del Codice di condotta per le Ong. L’Asgi “sottolinea che è priva di ogni riscontro fattuale l’idea stessa secondo la quale l’attività compiuta dalle Ong possa costituire un incentivo alle migrazioni irregolari o, addirittura, una forma di collusione con fenomeni criminali di traffico di persone”. “La richiesta fatta alle Ong di rispettare le regole internazionali di sicurezza della navigazione e di ottemperare alle istruzioni ricevute dal Mrcc (Maritime rescue coordination centre) di Roma appare superflua”, si legge nel documento, anche perché “non vi è alcun elemento che provi che le navi in questione si siano comportate diversamente”. “D’altro canto – prosegue l’Asgi – una richiesta alle navi delle Ong di cooperare attivamente con la cosiddetta ‘Guardia costiera libica’ all’evidente fine di consentire il ritorno in Libia dei migranti salvati potrebbe sollevare questioni gravi di rispetto del diritto internazionale e appare oggi in contrasto con l’obbligo di garantire lo sbarco in un porto sicuro alle persone salvate in mare”. Nel documento vengono sottolineati i contrasti del Codice di condotta con “i basilari principi del diritto internazionale del mare” oltre che “la situazione di forte insicurezza che riguarda la Libia” e il “trattamento disumano lì riservato alle persone provenienti da altri Paesi”.

Vacanze: Coldiretti/Ixè, “circa 6 milioni di italiani soggiorneranno alle aree colpite dal terremoto”

Tue, 2017-07-25 10:36

“Circa sei milioni di italiani hanno deciso di fare visita alle aree colpite dal terremoto durante le vacanze estive”. È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione dell’incontro con centinaia di agricoltori nel Comune di Amatrice (Ri) per fare un bilancio sulla situazione nelle campagne, sulla ricostruzione, sul mercato e sulle produzioni. Secondo l’indagine, “a undici mesi di distanza dalle prime scosse emerge una decisa volontà di sostegno da parte degli italiani verso i territori devastati dal sisma”. “Il 32% dei turisti – sottolinea Coldiretti – ha scelto di rimanere per 1 o 2 giorni, il 27% per 3 o 4 giorni, il 14% per 5 o 6 giorni, il 16% per una settimana o più mentre l’11% senza pernottare”. Secondo la Coldiretti, si tratta di “un segnale importante che si è manifestato anche con dimostrazioni concrete di solidarietà da parte di clienti storici (e non) negli agriturismi e nelle altre strutture recettive e di ristorazione”. “La situazione resta però difficile con le presenze che – precisa la Coldiretti – sono ben al di sotto degli anni precedenti il sisma. A pesare è l’abbandono forzato delle popolazioni, trasferite sulla costa che ha fatto venir meno la clientela, mettendo in grave difficoltà le aziende agricole che non hanno più un mercato locale per i propri prodotti”. Secondo il monitoraggio della Coldiretti la maggioranza degli agriturismi colpiti si è attrezzata per la stagione estiva. Secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat, “nei 131 Comuni del cratere colpito dai terremoti del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre, operano 444 agriturismi dei quali 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria”. “Il ritorno dei turisti italiani e stranieri è essenziale per chi come gli agricoltori è rimasto a presidiare queste terre ferite”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, sottolineando l’esigenza che “la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”.

Anziani: Acli Roma, “E…state con noi 2017” per contrastare caldo e solitudine

Tue, 2017-07-25 10:03

Si chiama “E…state con noi 2017” l’iniziativa promossa dalle Acli di Roma e la Fap Acli di Roma in collaborazione con il circolo Acli Cosimelli. L’iniziativa, arrivata quest’anno alla IV edizione, ha l’obiettivo “di contrastare il caldo e la solitudine, i due peggiori nemici dell’estate specialmente per i tanti anziani che restano in città”. Durante tutto il periodo estivo, infatti la sede delle Acli di Roma, in via Prospero Alpino 20, rimarrà aperta, dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15,30 alle ore 17, per tutti i nonni e le nonne di Roma. Previste numerose attività e servizi gratuiti quali: corsi di informatica e sull’utilizzo dei tablet e degli smartphone, cineforum, sala lettura e prestito libri; spazio ludico ricreativo e giochi di società; laboratori del riuso creativo; aria condizionata; spazio ristoro con acqua e gelati e wi-fi gratuita.
Quest’anno poi sarà possibile la misurazione della pressione. Inoltre, su appuntamento sarà attivo uno sportello di sostegno psicologico.
“E…state con noi – spiega Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia – è una delle iniziative delle Acli per sostenere la nostra città in un momento di grandi difficoltà non solo economiche, ma anche relazionali. In tale contesto le classi sociali più fragili ne fanno le spese a partire proprio dagli anziani che nel periodo estivo spesso sono soli e non sanno a chi rivolgersi. Abbiamo pensato ai servizi più importanti da offrire alle famiglie nel periodo estivo sia con iniziative rivolte ai più piccoli con i centri estivi, sia con proposte rivolte alle nostre nonne e nonni mettendo a diposizione la nostra sede come snodo di socializzazione e relazioni vive”.
“La Fap Acli – aggiunge Francesco De Vitalini, presidente della Fap Acli Roma – ha nel proprio Dna l’attenzione alla terza età soprattutto se fragile e in difficoltà. Per questo la nostra iniziativa per l’estate si inserisce in un programma di sostegno e affiancamento agli anziani che dura 365 giorni all’anno. È certo che nei mesi estivi alcune criticità legate al mondo over 65 si accentuano e a volte si radicalizzano. Per questo abbiamo aderito con convinzione all’iniziativa delle Acli di Roma che rappresenta una risposta concreta per combattere soprattutto la solitudine di tanti nonni e nonne di Roma”.

Charlie Gard: card. Bassetti, “per i genitori una scelta drammatica. Ora il bambino sia accompagnato e curato nel naturale decorso della malattia”

Tue, 2017-07-25 09:44

“I genitori si sono trovati di fronte a una scelta drammatica che è stata quella di arrendersi alla malattia”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha commentato la decisione dei genitori del piccolo Charlie Gard di abbandonare la battaglia legale per le cure al figlio. In un’intervista rilasciata questa mattina a Radio Uno, Bassetti ha sottolineato come “veramente in tutta questa vicenda, in queste settimane, abbiamo condiviso che c’è qualcosa di più della ragionevolezza giuridica e clinica”. “Abbiamo anche constatato – ha aggiunto – nuove disponibilità fra diversi medici al confronto per riconsiderare la possibilità di un’opzione terapeutica straordinaria. E mi sembra che tutto questo poteva essere fatto”. Ora “aspettiamo la fine” del piccolo malato terminale, ha proseguito il presidente della Cei. “A questo punto – ha ammonito – devono essere rispettati i diritti di Charlie, che dev’essere accompagnato e curato nel naturale decorso della malattia”. “Non può essere disidratato, non può essere privato del cibo. Tutte le cose che si fanno normalmente per curare un malato – ha concluso – devono essere fatte anche nella sua condizione terminale”.

Charlie Gard: card. Bassetti, “troppo si è voluto discutere in senso giuridico quando il fatto era umano”

Tue, 2017-07-25 09:42

“Troppo si è voluto discutere in senso giuridico quando veramente il fatto era umano. Ed era un diritto dei genitori fare di tutto per salvare la vita del loro piccolo”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha commentato la decisione dei genitori del piccolo Charlie Gard di abbandonare la battaglia legale per le cure al figlio. In un’intervista rilasciata questa mattina a Radio Uno, Bassetti ha ricordato come nelle ultime settimane “c’erano state disponibilità da parte del Bambino Gesù e anche di altri istituti, dall’America stessa”. “Tutto questo traccheggiare, tutto questo tardare – ha aggiunto – è come se avesse portato i genitori a una resa. Si sono create delle condizioni talmente difficili della malattia del bambino che, a questo punto, cosa si deve fare?”. Il presidente della Cei ha voluto “esprimere la propria vicinanza e anche quella dei confratelli vescovi ai genitori del piccolo Charlie”. “Perché sulla base delle loro dichiarazioni mi sono reso conto che la loro rinuncia a sottoporre il piccolo alla sperimentazione americana è data dal troppo tempo trascorso, che purtroppo ha provocato danni tali da rendere inefficace il tentativo”.

Diocesi: Palestrina, a settembre la settima edizione della Festa della famiglia a Castel San Pietro Romano

Tue, 2017-07-25 09:38

Siamo ancora a luglio, ma è già tempo di programmi per settembre. La diocesi di Palestrina infatti ha già iniziato a pubblicizzare la settima edizione della Festa della famiglia a Castel San Pietro Romano. Il tema della giornata, prevista per il prossimo 17 settembre, è “Famiglie, se si danno la mano”. L’obiettivo è chiaro fin da titolo: accendere nelle famiglie il desiderio di aprirsi le une alle altre. Ad animare la festa ci saranno i Giallisti, un duo musicale che promuove la musica emergente e indipendente. Loro sono Fabio Ricci e Alessandra Drusian, coppia sul palco e nella vita privata. Insieme hanno dato vita a questo progetto, ben espresso dal loro slogan: “Diamo voce a chi non ce l’ha”. Il loro repertorio comprende brani dal ricco contenuto spirituale. L’intera iniziativa è stata ispirata dalle parole di Papa Francesco, che definisce la famiglia “una fabbrica di speranza, di speranza di vita e di risurrezione”.

Giovani: Fuci, a Camaldoli la Settimana teologica intitolata “Ecumenismo: il coraggio di una strada comune”

Tue, 2017-07-25 09:19

Si terrà anche quest’anno a Camaldoli un momento estivo per studenti universitari, organizzato dalla Fuci dal 30 luglio al 5 agosto. Uno spazio di riposo, incontro, confronto e approfondimento, al termine della sessione estiva di esami che molti studenti decidono di vivere per ricaricarsi e distendersi dalle fatiche di studio e di vita quotidiana appena passate. La Settimana teologica ha per titolo “Ecumenismo: il coraggio di una strada comune”. “Le parole di esortazione di Papa Francesco all’incontro con l’altro, in un clima di apertura a livello ecclesiale, ci spingono come giovani studenti universitari a conoscere meglio l’altro, seguendo i principi cristiani del dialogo”, si legge in una nota. A guidare la riflessione della Settima teologica saranno Riccardo Burigana, direttore del Centro per l’ecumenismo a Venezia, Brunetto Salvarani, docente di Teologia della missione e del dialogo presso la Facoltà teologica dell’Emilia Romagna, eFulvio Ferrario, pastore valdese e coordinatore della Commissione consultiva per le relazioni ecumeniche della Tavola Valdese. Inoltre, ci saranno invitati speciali che porteranno la loro testimonianza. Durante la settimana, i ragazzi partecipanti avranno modo di confrontarsi tramite momenti di dibattito e laboratori, oltre che conoscersi meglio grazie alle serate di conoscenza, giochi e divertimento. Info: www.fuci.net

Lavoratori licenziati a Genova: “Il profitto non è tutto. Ciò che dovrebbe stare a cuore alle aziende dovrebbe essere i lavoratori”

Tue, 2017-07-25 09:16

“Ericcson mi ha dato molto ed io ho dato la mia vita e tutte le mie energie all’azienda. Amo l’azienda per cui ho lavorato, amo il mio lavoro ma vorrei evidenziare che, come ha detto proprio il Santo Padre ai lavoratori all’Ilv, non c’è domenica felice se al lunedì non hai il lavoro”. Ad affermarlo è Stefano Ponte, “uno dei 61 lavoratori che hanno ricevuto l’avviso di licenziamento da parte di Ericcson”. Genovese, padre di 2 bambini di 8 e 5 anni, è separato ed ha 48 anni. Sabato 27 maggio ha partecipato, a Genova, alla Messa che si è svolta a Piazzale Kennedy e all’offertorio ha portato all’altare il pane e il vino, insieme ad un’altra lavoratrice, consegnandoli nelle mani di papa Francesco. “Il lavoro – ha aggiunto – è dignità perché la dignità non deriva dall’assegno di disoccupazione. L’essere umano, infatti, è spronato a vivere con il lavoro che è vita, aggregazione, condivisone, società e valori. E a me, papà separato, tutto questo manca da un giorno”. Nonostante tutto, ha proseguito: “Sono sereno perché ad Ericcson ho dato tutto me stesso”. Dalla sua vicenda personale ha però colto l’occasione per lanciare un appello “al mondo del lavoro in generale perché possa pensare anche all’essere umano in quanto tale, e non soltanto al profitto, perché solo una società in cui si muove l’economia può essere appetibile”. La sua voce è rivolta “a tutte le aziende ed a tutte le multinazionali: non guardare ai pochi punti di profitto che si possono avere nel bilancio ma guardare alle vite umane che vengono distrutte”. “Il profitto – ha concluso – non è tutto. Ciò che dovrebbe stare a cuore alle aziende dovrebbe essere i lavoratori che permettono di raggiungere il profitto”.

Lavoratori licenziati a Genova: don Moretti (cappellano), “le istituzioni non li abbandonino. È un dovere morale”

Tue, 2017-07-25 09:07

“Chiediamo alle istituzioni pubbliche di fare il possibile e l’impossibile. È un dovere morale”. L’appello di don Massimiliano Moretti, parroco della chiesa di Santa Zita e cappellano del lavoro e responsabile del percorso di formazione alla politica della diocesi di Genova, riguarda i lavoratori genovesi di Ericcson licenziati venerdì sera con l’invio di una email e che oggi hanno manifestato a Genova. “Se purtroppo è prassi che le multinazionali non abbiano un cuore e licenzino senza pietà – ha scritto il sacerdote su un social network – non è invece normale che la nostra società non sia capace di includere queste persone”. Per il sacerdote, “le istituzioni non possono abbandonarli ma devono prendersene carico. Non importa se il debito aumenterà, intanto non sarà questo a cambiare le sorti del nostro bilancio. Ma per queste persone una riassunzione può cambiare la vita”. Sempre tramite i social network, il sacerdote ha poi aggiunto che “sono le politiche liberiste che hanno prodotto questo triste sfacelo” e che “gli economisti che dicono che lo Stato deve privatizzare tutto il possibile hanno fatto i danni che sono sotto i nostri occhi”. A suo avviso “è ora di cambiare rotta altrimenti fra qualche anno ci troveremo a fronteggiare rivolte sociali terribili. E i politici se non lo capiscono saranno i primi a pagarne le conseguenze. La strada imboccata è questa e purtroppo sarà inevitabile”. “Ridiamo speranza alla gente – ha concluso – aiutiamo le aziende che assumono altrimenti vivremo una tragedia annunciata”.

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