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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 2 hours 11 min ago

Lavoro: Alessandrini (Roma Tre), fondamentale “migliorare la qualità della formazione”

Thu, 2017-05-04 17:45

“Migliorare la qualità dell’informazione è un elemento estremamente importante per trovare lavoro”. Ne è convinta Giuditta Alessandrini, docente di Pedagogia all’Università di Roma Tre, che ha introdotto oggi nell’ateneo romano un seminario di studio su “Le skills per il futuro e nuove responsabilità dell’università”, promosso in collaborazione con il Comitato delle Settimane sociali. Ricordando la “dimensione antropologica del lavoro”, la docente ha evidenziato il “paradosso” portato dalla globalizzazione, che “ha visto crescere non solo la prosperità, ma anche le disuguaglianze”, e ha sottolineato l’importanza della “formazione professionale”, che può tornare a essere “la prima scelta nel momento in cui garantisce l’apprendimento di un mestiere”. Ma la vera sfida oggi è “inventare il lavoro”, hanno convenuto Umberto Margiotta (Università Cà Foscari, Venezia) ed Emanuele Massagli (Adapt). “Attraverso la formazione – ha sottolineato Margiotta – si creano generazioni capaci di inventare il nuovo”, ed è così che “troveranno lavoro i giovani”, gli ha fatto eco Massagli. La formazione, insomma, serve sempre più non per entrare in una determinata occupazione, ma per fornire un bagaglio di capacità che permettano di mettersi in gioco e “inventare” il proprio futuro lavorativo.

Diocesi: Genova, sabato la terza edizione della Giornata della scuola statale e paritaria

Thu, 2017-05-04 17:40

Dopodomani, a Genova, si svolgerà la terza edizione della “Giornata diocesana della scuola statale e paritaria”, organizzata dall’Ufficio per la scuola della diocesi di Genova. L’iniziativa prenderà il via intorno alle ore 10 al porto antico per concludersi alle ore 12 presso la cattedrale di San Lorenzo. Per l’occasione saranno presenti alunni della scuola dell’infanzia e delle scuole secondarie di primo e di secondo grado con i loro insegnanti ed i genitori. Alle ore 10, quindi, il ritrovo dei partecipanti presso il porto antico della città dove si svolgerà l’incontro con mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare dell’arcidiocesi. Da lì si snoderà il corteo che salirà in via San Lorenzo e piazza De Ferrari per poi ridiscendere verso la cattedrale dove si terrà l’incontro con il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei e del Ccee. “L’incontro – spiegano gli organizzatori – sarà accompagnato dai canti preparati dalle varie scuole partecipanti ‘a distanza’, con la certezza che l’insieme, nonostante la differenza di età e di provenienza, costituirà una piacevole armonia e renderà indimenticabile questo ormai consueto appuntamento”. L’attenzione della diocesi genovese verso il mondo scolastico proseguirà sabato 13 maggio quando genitori, insegnanti e dirigenti scolastici si confronteranno in sei zone diverse della città per realizzare, spiegano dalla diocesi di Genova, “un’alleanza educativa tra le famiglie e la scuola a beneficio degli alunni”.

Congresso Fuci: mons. Sanguineti (Pavia), “nel Mediterraneo oggi si gioca una sfida di civiltà”

Thu, 2017-05-04 17:39

“Nel Mediterraneo oggi si gioca una sfida di civiltà: quanto saremo in grado di farci carico della speranza di chi si imbarca?”. È la domanda che mons. Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, ha rivolto al pubblico che sta partecipando all’apertura del 66° Congresso nazionale Fuci. “Voi giovani universitari – ha dichiarato mons. Sanguineti – siete i futuri responsabili della nostra società e siete chiamati a studiare soluzioni praticabili e giuste, non le più facili e nemmeno le più scontate, ma quelle che tengano conto del bene di tutti, per realizzare il miglior bene possibile. Non sono pochi coloro che vengono meno al loro dovere di trovare soluzioni eque per chi accoglie e chi chiede accoglienza, per questo vi invito a fare tesoro di questi lavori”. Anche il sindaco di Pavia Massimo Depaoli ha fatto appello alla responsabilità nei confronti del tema delle migrazioni: “Pavia ha una lunga tradizione di accoglienza, da sempre all’incrocio di strade. Il tema che affrontate è al centro dell’attenzione, anche in modo scorretto e approssimativo, ed è facile cadere in errore. Credo siamo molto utile un approccio al fenomeno migratorio che chiami in causa sì l’etica e la morale, ma anche la ragione, perché una scelta di isolamento è razionalmente, storicamente e socialmente insostenibile. Vi ringrazio per gli spunti che ci offrirete, che saranno utili anche per noi amministratori, perché i comuni sono in prima linea”.

Diocesi: Modena-Nonantola, al via oggi la mostra interattiva “In fuga dalla Siria”

Thu, 2017-05-04 16:46

Caritas diocesana e ufficio di Animazione missionaria di Modena-Nonantola propongono una mostra interattiva, “In fuga dalla Siria”, nei locali della parrocchia di Gesù Redentore a Modena (via Leonardo da Vinci), da oggi al 7 maggio. “Mettersi nei panni dell’altro è la chiave per comprendere quello che sta succedendo oggi nel mondo e che, inevitabilmente, ci coinvolge anche nel nostro quotidiano – si legge in una nota della diocesi -. Ogni partecipante sarà chiamato ad assumere l’identità di una persona costretta a fuggire, e nel percorso dovrà prendere le decisioni di conseguenza: un gioco di ruolo che metterà ciascuno dei partecipanti nei panni di chi non ha altra scelta che lasciare il proprio Paese”.
In mattinata i turni sono stati pensati per le scuole, mentre nelle altre giornate l’ingresso è su prenotazione a turni; il laboratorio ha la durata di un’ora: giovedì e venerdì dalle 18 alle 22, con ultimo turno ore 21; sabato dalle 15 alle 22, con ultimo turno alle 21 e domenica dalle 10 alle 18, ultimo turno alle ore 17. Info: Segreteria Caritas, tel. 059 2133847; oppure mail missiomodena@gmail.com

Fatima: Rai Premium e Rai Vaticano, una fiction e un programma di approfondimento sabato 13 maggio

Thu, 2017-05-04 16:28

Fatima, tra fiction e attualità, sabato 13 maggio, dalle 21,20 alle 23,30 su Rai Premium. La Rete Rai ripropone la fiction “Il Terzo segreto di Fatima”, scritto da Andrea Purgatori e Jim Carrington e diretto da Alfredo Peyretti, prodotto da Rai Fiction e Ciro Ippolito e poi alle 23 un programma di approfondimento di Rai Vaticano, a cura di Massimo Milone, con un reportage di Costanza Miriano, produttore esecutivo, Francesco Puglielli, edizione Benny Virno Lamberti. Rai Vaticano con “Fatima, una storia di popolo” si chiede, tra l’altro, cosa rimanga, dopo cento anni del messaggio delle apparizioni, intervistando, tra gli altri, il card. Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il docente di mariologia Gianmatteo Roggio, i giornalisti Saverio Gaeta e Vincenzo Sansonetti, autori di libri e inchieste su Fatima e l’ex Miss Italia, l’attrice Giusy Buscemi, animatrice di un gruppo di preghiera mariana.
Il miracolo di fede popolare ha portato a Fatima numerosi Pontefici. Nel reportage di Rai Vaticano, tra l’altro, il radio messaggio di Pio XII, (l’8 dicembre 1953) e i viaggi di Paolo VI, 1967 e Giovanni Paolo II, 1991, che volle incastonare nella corona che cinge il capo della Madonna di Fatima, il proiettile sparato, nell’attentato, per mano di Ali Agca. Per il Papa polacco la Madonna di Fatima lo aveva salvato. E nel decimo anniversario dell’attentato volle renderle omaggio. Quest’anno il viaggio di Papa Francesco, e la canonizzazione dei pastorelli Francesco e Giacinta che, con Lucia, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917 mentre erano intenti a pascolare il gregge, videro una donna che si presentò come Vergine del Rosario e che lasciò loro tre messaggi da diffondere al mondo. “Da allora – come ricorda Rai Vaticano – Fatima è una grande affascinante storia di popolo”. Nel reportage di Rai Vaticano, il card. Muller ricorda , tra l’altro, i “danni delle ideologie totalitarie del 900, il terrorismo attuale e l’esigenza, per la Chiesa, di costruire la Civitas Dei”. Il programma di Rai Vaticano “Fatima, una storia di popolo” sarà trasmesso in replica anche da Rai Storia, domenica 14 maggio alle ore 12.

Card. Dalla Costa venerabile: card. Betori, “profonda gratitudine” al Papa per “riconoscimento virtù eroiche”

Thu, 2017-05-04 16:14

Il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, esprime “profonda gratitudine” al Santo Padre per il riconoscimento delle virtù eroiche del card. Dalla Costa, “punto di arrivo di un lungo cammino di approfondimento della sua figura e della sua presenza tra noi, in cui hanno offerto il loro contributo la sezione per le cause dei Santi del nostro Tribunale diocesano e poi soprattutto la Congregazione per le Cause dei Santi, cui va la gratitudine della Chiesa fiorentina”. Oggi il card. Elia Dalla Costa, arcivescovo di Firenze dal 1931 al 1958, è stato dichiarato venerabile perchè gli sono state riconosciute le virtù eroiche professate in vita. Papa Francesco, dopo aver ricevuto questa mattina  in udienza il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha autorizzato la Congregazione a promulgare il decreto. Il processo diocesano di beatificazione è stato aperto il 21 dicembre 1981 in occasione del ventennale della morte, avvenuta il 22 dicembre 1961. Nel novembre 2012 Dalla Costa è stato riconosciuto “Giusto tra le nazioni” dal Museo dell’Olocausto Yad Vashem di Gerusalemme “per aver offerto rifugio a oltre 110 ebrei italiani e 220 stranieri” nella Firenze occupata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.  Il card. Betori auspica che il cammino possa continuare fino alla beatificazione e poi alla canonizzazione del card. Dalla Costa. L’odierno decreto del Papa è un riconoscimento del porporato, prosegue Betori, in particolare della “sua dedizione alla gente di Firenze”, della “testimonianza di alta spiritualità”, della “guida pastorale offerta alla nostra diocesi”, della difesa della dignità delle persone nella tragedia della guerra e delle persecuzioni razziali. La diocesi proporrà prossimamente una celebrazione di ringraziamento per il dono ricevuto oggi dal Papa.

Ong e salvataggi: p. Albanese a Tv2000, “blasfemo strumentalizzare questione a fini elettorali”. No a “mercenari della parola”

Thu, 2017-05-04 16:11

Sulla questione migranti e le accuse alle Ong sono da “mettere sotto accusa prima di tutti i giornalisti e i politici”. Lo ha detto il missionario comboniano padre Giulio Albanese, ospite di “Avanti il prossimo”, talk show di Tv2000 condotto da Piero Badaloni. “Lo dico senza peli sulla lingua – ha sottolineato padre Albanese -. C’è una questione deontologica: chi prende penna e calamaio deve fare soprattutto un servizio all’opinione pubblica, dare voce a chi non ha voce. Questo non è successo. Ci troviamo di fronte a mercenari della parola. Le responsabilità cadono sugli editori che permettono che questo avvenga, sui direttori di testata e su quei colleghi giornalisti che si prestano a simili misfatti. Queste accuse non hanno alcun fondamento”. “Sono molto arrabbiato – ha aggiunto Albanese – anche nei confronti di certi personaggi della politica italiana. Stiamo strumentalizzando questioni che hanno a che fare con la sacralità della vita. C’è gente che siede nella stanza dei bottoni che dovrebbero servire la ‘res publica’ ma che al contrario strumentalizza la questione migratoria solo per generare un consenso elettorale. Questo è blasfemo”. “Si è parlato del dramma dei migranti – ha concluso padre Albanese – e del ruolo che svolgono le Ong con una logica denigratoria, gettando fango e una cortina fumogena che ha provocato un effetto devastante sull’opinione pubblica. Alla fine il messaggio forte che è stato messo alla ribalta e che ha messo alla berlina le Ong è che questi signori abbiano fatto affari con i trafficanti di essere umani. Trovo tutto questo disgustoso”.

Senegalese morto a Roma: Centro Astalli, “seria preoccupazione per i fatti di Milano e della Capitale”. P. Ripamonti, “equazione immigrazione e sicurezza pericolosa”

Thu, 2017-05-04 15:50

“Profondo cordoglio”: lo esprime il Centro Astalli per la morte ieri a Roma di Nian Maguette, uomo di 54 anni, originario del Senegal, ribadendo “seria preoccupazione per i fatti di Roma e Milano che hanno riguardato immigrati in strada”. “Episodi gravi – sottolinea il Centro Astalli – che si aggiungono al più generale clima in cui si criminalizza la solidarietà, sotto ogni forma essa si manifesti: dal salvataggio di vite umane in mare al dar da mangiare ai poveri in una mensa cittadina”.
“L’equazione immigrazione e sicurezza è pericolosa e mendace” sottolinea p. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, evidenziando che “contribuisce a minare la fiducia sociale, a creare paure e razzismo, a fuggire la responsabilità di mettere in atto da parte delle istituzioni, politiche sociali serie e inclusive per gestire le periferie umane e urbane, che non possono essere semplicemente cancellate. Da questo punto di vista Milano e Roma nei giorni scorsi hanno mostrato il loro aspetto peggiore. Abbiamo la responsabilità di eliminare la povertà e le sue cause. Sbagliato e pericoloso pensare di poter eliminare fisicamente i poveri”.
Il Centro Astalli chiede a “istituzioni nazionali e locali” di “interrompere misure e politiche che associno arbitrariamente immigrazione e sicurezza. Vanno garantiti diritti e rispettata la dignità di ogni essere umano. Creare spazi di legalità per i migranti è la via per renderci più sicuri. È necessaria una nuova legge organica sull’immigrazione come stiamo chiedendo con la campagna ‘#Erostraniero L’umanità che fa bene’, di cui siamo promotori”.

Vacanze: Rocchi (Ospitalità religiosa), “500 strutture aperte al turismo per ogni esigenza e per ogni tasca. Per Settimane della misericordia 3000 notti gratuite”

Thu, 2017-05-04 15:33

“Che preferiate il mare o la montagna, i laghi o i boschi, le città d’arte o i luoghi ameni, troverete sempre in tutte le regioni una vacanza a misura d’uomo in una struttura religiosa”. È “il messaggio che viene dal portale no-profit www.ospitalitareligiosa.it che per l’imminente estate ha registrato ben 500 strutture religiose in tutta Italia disponibili ad accogliere i turisti”. Lo ricorda Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità religiosa italiana. Si tratta di conventi, case per ferie, istituti religiosi che per loro conformazione offrono un soggiorno “esperienziale” destinato a distinguersi rispetto alla più classica delle vacanze. Sul portale dell’ospitalità religiosa, prosegue Rocchi, “chiunque può costruirsi in pochi click la propria vacanza indicando una scala di esigenze. Otterrà così un elenco delle strutture che corrispondono ai suoi desideri e potrà contattarle direttamente senza alcuna intermediazione”.
Oltre alle 500 strutture religiose che quest’anno hanno scelto di aprire le porte ai turisti, altrettante sono quelle laiche che hanno manifestato, tramite il portale, la propria disponibilità verso il particolare settore dell’ospitalità religiosa. Ma in entrambi i casi, comunque, “l’invito alla vacanza è davvero per tutti. E stavolta anche per i meno abbienti – sottolinea Rocchi -, perché l’iniziativa delle Settimane della misericordia, voluta dal portale con l’apprezzamento di Papa Francesco, mette a disposizione oltre 3.000 notti gratuite per chi una vacanza non potrebbe permettersela. Un motivo in più per riconoscere a queste strutture il merito di un’accoglienza a 360 gradi e gustarsi una vacanza che, in fondo, farà del bene davvero a tutti”.

Sciopero della fame detenuti palestinesi: Alkaila (ambasciatrice), “ultima scelta per ottenere risposta a legittime richieste”

Thu, 2017-05-04 15:19

“L’ultima scelta per ottenere una risposta alle loro legittime richieste, dopo aver perso la speranza che vengano rispettate le leggi e le Convenzioni internazionali che garantiscono i loro diritti umani all’interno delle carceri. Insistiamo sul fatto che le richieste dei detenuti sono legittime e umane, e per questo devono essere esaudite”. Così Mai Alkaila, l’ambasciatrice in Italia dello Stato di Palestina, ha illustrato oggi alla stampa lo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, in corso ormai da 18 giorni, e che “li vede attraversare una fase molto critica, pericolosa per la loro salute, e tale da mettere a repentaglio le loro vite”. Lo sciopero “per la Libertà e la Dignità”, come è stato definito dal suo promotore Marwan Barghouthi, leader di Al-Fatah in carcere da 15 anni, vede l’adesione di circa 1.800 detenuti, su un totale di 6.500, di diverse carceri, Ashkelon, Nafha, Ramon, Hadarim, Gilboa e Beersheba. “Israele – ha denunciato l’ambasciatrice – ha cercato di convertire questa Intifada dei detenuti in uno sciopero politico, nel tentativo di falsificare la verità insinuando che si tratta di una protesta contro la legittima leadership palestinese, ma questi tentativi di mistificazione non passeranno”. La leadership palestinese, a cominciare dal presidente Abu Mazen, ha rimarcato Alkaila, “e insieme a tutto il popolo palestinese, è e sarà con i nostri detenuti finché non verranno accolte le loro istanze. I detenuti, con la loro lotta per la dignità, rappresentano l’avanguardia e la voce della coscienza di ogni palestinese che aspiri alla libertà della Palestina”.

Tra le richieste dei detenuti alle Autorità carcerarie d’Israele “l’istallazione di telefoni pubblici per i detenuti palestinesi in ciascuna prigione e sezione, affinché possano comunicare con le loro famiglie”; “la regolarità delle visite ogni due settimane senza ostacoli da nessuna parte”; “i permessi ai detenuti di fare fotografie con le famiglie ogni tre mesi”; “l’aumento della durata della visita da 45 minuti a un’ora e mezza”; il permesso di “visitare i detenuti a figli e nipoti sotto ai 16 anni di età”. Richieste sono state inoltrate anche per la salute. Tra queste “esami medici periodici, possibilità di essere assistiti da medici specializzati provenienti da fuori del carcere; rilascio dei detenuti ammalati, e in particolare di coloro che sono disabili o affetti da mali incurabili”. I detenuti chiedono anche garanzie “di un trattamento umano durante il loro trasporto; fine della politica d’isolamento e della politica di detenzione amministrativa, permesso per i detenuti di avere libri, giornali, indumenti e cibo e di tenere gli esami di maturità (Tawjihi) in modo ufficiale e condiviso”. “Il sistema giudiziario israeliano – si legge in una nota dell’Ambasciata della Palestina – è illegittimo e viola il diritto internazionale, condannando praticamente ogni palestinese che viene arrestato” alla cosiddetta “detenzione amministrativa, cioè la carcerazione senza accuse e senza processo, basata su prove segrete”. In carcere “i prigionieri palestinesi vengono privati dei loro più fondamentali diritti e sottoposti a diverse forme di tortura”. Ad aprile 2017 risultano detenuti nelle carceri israeliane 6.500 palestinesi, 478 sono detenuti a vita, 58 donne prigioniere, 300 i minori. 530 quelli in detenzione amministrativa.

Libano: card. Rai (maronita), l’invito dei patriarchi e dei vescovi cattolici al Papa a visitare il Paese

Thu, 2017-05-04 15:14

“Un invito ufficiale a visitare il Libano, a nome di tutti i patriarchi e i vescovi cattolici presenti nel Paese dei Cedri”. A trasmetterlo a Papa Francesco il patriarca maronita, card. Bechara Boutros Rai, secondo quanto da lui stesso riferito alla stampa libanese poco prima della sua partenza, il 3 maggio, per Roma, dove prende parte in questi giorni alla plenaria della Segreteria vaticana per la comunicazione. Nel giugno 2016, riferisce Fides, davanti al sacerdote maronita Rouphael Zgheib, direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie del Libano, che gli chiedeva quando avrebbe compiuto una visita apostolica in quel Paese del Medio Oriente, Papa Francesco si smarcò con una contro-domanda: “E voi libanesi – replicò il vescovo di Roma – quando eleggerete il vostro presidente?”. La vacatio della carica presidenziale nel Paese dei Cedri è durata quasi due anni e mezzo, e i protocolli diplomatici vaticani escludono viaggi papali in nazioni bloccate da una simile paralisi istituzionale. Ma adesso quell’argomento usato da Papa Francesco non vale più. Da lunedì 31 ottobre 2016, il Libano ha scelto come nuovo presidente l’ex generale Michel Aoun, cristiano maronita. Il presidente Aoun è stato ricevuto da Papa Francesco in Vaticano lo scorso 16 marzo. Dopo l’incontro con il vescovo di Roma, Aoun ha scritto sul suo account twitter che il Papa gli aveva espresso la volontà di visitare il Libano, assicurando la sua costante preghiera per quel Paese.

Diocesi: Piazza Armerina, una mostra su “Antartide e cambiamenti climatici”

Thu, 2017-05-04 14:57

Una mostra su “Antartide e cambiamenti climatici” sarà allestita presso il Museo diocesano di Piazza Armerina. La cerimonia di inaugurazione è prevista sabato 13 maggio 2017, alle ore 17. Lo rende noto la stessa diocesi che informa che l’evento, organizzato nel contesto delle imminenti celebrazioni del Bicentenario della diocesi di Piazza Armerina (istituita da Pio VII il 3 luglio 1817), si collega all’Enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco sulla “Salvaguardia del Creato” e dell’Anno Santo straordinario. La mostra, coordinata da mons. Antonino Scarcione, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e per la salvaguardia del creato, si giova, tra l’altro, di proiezioni di video inediti, “catturati” nel famoso Continente Bianco, di pannelli concettuali, della ricostruzione, di dimensione 1/1 del cranio dell’ unica specie di dinosauri, trovato in Antartide, il “Cryolophosaurus ellioti” e di reperti (Rocce, licheni, fossili, lamellibranchi e bivalvi, tronchi fossilizzati…). “L’obiettivo – afferma Antonio Mirabella, curatore della mostra – è quello di far conoscere il grave danno, che stiamo arrecando a tutto il creato, col nostro arrogante modo di ‘usare’ madre natura”. All’inaugurazione è previsto l’intervento, in videoconferenza intercontinentale, di Sergio Bravo Escobar, magnifico rettore dell’Universitad de La Frontera (Cile) e l’intervista agli organizzatori di radio Antartide di Buenos Aires. La mostra si protrarrà fino al 30 novembre 2017. Orari di visita: da giovedì a domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Diocesi: Caritas Milano, il 20 maggio raccolta indumenti usati per centri accoglienza minori non accompagnati

Thu, 2017-05-04 14:39

Sarà dedicata ai progetti per i minori stranieri non accompagnati la raccolta di indumenti usati che si svolgerà il 20 maggio nelle parrocchie della diocesi di Milano. Coi proventi ricavati dall’iniziativa saranno finanziate comunità, centri di accoglienza e percorsi di sensibilizzazione nel territorio. In particolare saranno sostenute le comunità per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati, Casa Elim a Parabiago, Casa sul pozzo di padre Angelo Cupini a Lecco, La Scala presso la parrocchia Santi Nazaro e Celso alla Barona a Milano rivolta ai neomaggiorenni. Infine le risorse economiche che si ricaveranno contribuiranno a promuovere l’accoglienza familiare e l’affido degli adolescenti migranti soli. Del tema si parlerà domani alle ore 20.30, nella sede di Caritas ambrosiana, durante l’incontro “Adolescenti migranti Non accompagnati. Accoglienze possibili”. E’ in crescita progressiva il numero di minori stranieri non accompagnati che chiedono accoglienza sul nostro territorio: adolescenti provenienti in prevalenza dai paesi nordafricani. “Tra i migranti rappresentano la fascia più vulnerabile e come tale devono poter beneficiare di percorsi specifici, come riconosciuto dalla nuova legge e già previsto dai Comuni più sensibili, ad esempio Milano”, sottolinea Luciano Gualzetti, direttore di Caritas ambrosiana. Istituita nel 1985, la raccolta indumenti usati è un’iniziativa solidale e di lotta allo spreco. Ogni anno migliaia di volontari raccolgono vestiti usati e scarpe e li conferiscono nei centri di raccolta sparsi nella diocesi dai quali una società specializzata nel recupero e nel riciclo preleva il materiale, restituendo il ricavato a Caritas che lo utilizza per finanziare progetti sociali. Lo scorso anno, 713 parrocchie (il 65% delle comunità della diocesi) e 3 mila volontari hanno aderito all’iniziativa. Sono stati raccolti 422 mila chili di filato.

Santa Sede: eretti a Udine, Treviso-Belluno e Trento tre nuovi Issr collegati alla Facoltà teologica del Triveneto

Thu, 2017-05-04 14:19

La Congregazione per l’Educazione cattolica, accogliendo la richiesta del gran cancelliere della Facoltà teologica del Triveneto, mons. Francesco Moraglia, ha eretto tre nuovi Istituti superiori di Scienze religiose (Issr) collegati alla Facoltà. Si tratta dell’Issr “Santi Ermagora e Fortunato” – promosso dalle diocesi di Gorizia, Trieste e Udine – con sede a Udine; dell’Issr “Giovanni Paolo I” – promosso dalle diocesi di Belluno-Feltre, Treviso e Vittorio Veneto – con sede a Treviso e polo accademico Fad (formazione a distanza) a Belluno; dell’Issr “Romano Guardini” – promosso dall’arcidiocesi di Trento – con sede a Trento. L’attività di questi Issr prenderà il via con l’anno accademico 2017/2018. I nuovi Istituti nascono al termine di un percorso di due anni e mezzo, condiviso tra Facoltà, Conferenza episcopale triveneta e Istituti coinvolti, all’interno del progetto nazionale di ristrutturazione della presenza degli Issr nel territorio italiano. “Si tratta di una razionalizzazione volta ad accreditare maggiormente la qualità accademica e scientifica dei nostri Istituti e a meglio garantirne la sostenibilità economica – spiega il preside della Facoltà, mons. Roberto Tommasi –. Ci auguriamo che la nuova mappa degli Issr per alcuni anni funzioni al meglio, permettendo che ci si possa dedicare con serenità a migliorare e qualificare l’offerta formativa a servizio dei nostri studenti”.

Ue: Casa della storia europea. Poettering, “conoscenza del passato per un futuro di pace”

Thu, 2017-05-04 14:18

(Bruxelles) Una “casa dei cittadini”, per conoscere la storia del Vecchio continente e dell’integrazione comunitaria, e per continuare a costruire insieme il futuro dell’Europa. Con questa idea ispiratrice, ripetuta oggi a Bruxelles, l’allora presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Poettering, aveva proposta la realizzazione di una “Casa della storia europea” durante il suo primo intervento da presidente, nel febbraio 2007. Oggi Poettering ricorda quei momenti, spiega che al progetto hanno lavorato, in dieci anni, numerosissime persone, che ringrazia: storici, intellettuali, funzionari del Parlamento. La Casa nasce con il sostegno dell’Eurocamera e della Commissione Ue (Poettering cita l’allora presidente Barroso). Chiarisce che “l’iniziativa è stata sostenuta da tutti i gruppi politici” del Parlamento, e che al comitato scientifico è stato assicurata piena autonomia. “In questo museo saranno proposti – dice – momenti di confronto, conferenze, seminari, occasioni per dibattere la storia”, che, ovviamente, può essere vista da diverse angolature e con visioni nazionali. Quindi, dopo aver richiamato “l’eredità dei padri fondatori”, un messaggio finale: “L’Ue rappresenta una storia di pace, libertà, sviluppo. Fuori dai suoi confini, nella stessa Europa, abbiamo visto varie guerre, dai Balcani” negli anni ’90, “all’Ucraina di oggi”. Anche per questo la “conoscenza della storia può aiutare a realizzare un futuro di pace”.

Ue: Casa della storia europea. Tajani (Parlamento), “Possiamo cambiare l’Unione, ma ci serve più Europa, non meno”

Thu, 2017-05-04 14:02

(Bruxelles) Nel corso della prima visita alla Casa della storia europea, a Bruxelles, che sarà inaugurata sabato 6 maggio, il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, loda l’idea iniziale e la determinazione con la quale l’allora presidente, Hans-Gert Poettering, aveva dato avvio al nuovo museo. “Poettering è il padre della Casa della storia”, afferma. Poi, interrogato sul Brexit e i rapporti tra Ue e Londra, afferma: “Nella mia recente visita alla premier Theresa May ho detto che le elezioni” che si terranno nel Paese l’8 giugno “sono una buona iniziativa per fare chiarezza” nella politica britannica. “Lavoreremo assieme per una buona soluzione” sul Brexit. “Loro hanno scelto di andarsene e noi abbiamo espresso la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini europei, a partire dai 3 milioni che vivono” sull’isola. “Michel Barnier – aggiunge – è il miglior negoziatore possibile” da parte dell’Ue. Poi torna sulla storia europea e sull’attualità: “Ci serve un’Europa più forte” per affrontare “sfide come il terrorismo, le migrazioni, per la crescita e il lavoro. Se ci sono punti deboli” nella politica Ue “vanno affrontati e risolti. Possiamo cambiare e migliorare l’Ue, ma ci serve più Europa, non meno Europa”.

Ue: Casa della storia europea. Tajani (Parlamento), “cultura è identità. Museo per avvicinare i cittadini”

Thu, 2017-05-04 13:56

(Bruxelles) “Questo museo vuole essere anzitutto un messaggio ai cittadini, per avvicinarli all’Europa”. Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, esprime il suo parere in occasione della presentazione in anteprima alla stampa della Casa della storia europea. Il museo, che si avvale delle più moderne tecnologie, accostando documenti antichi, manufatti d’epoca, immagini del passato e dell’attualità, è collocato nell’edificio Eastman, a due passi dalla sede dell’Euroassemblea a Bruxelles. Sarà inaugurato ufficialmente il 6 maggio. “Europa significa 70 anni di pace e libertà. Questo museo – dice Tajani – intende aiutare a riflettere in questa direzione. Noi tutti abbiamo bisogno di conoscere la nostra storia per comprendere il presente e anche, se necessario, per cambiare questa Unione. Una Ue necessaria, da migliorare, ma alla quale non possiamo rinunciare”. Il progetto della Casa della storia europea aveva preso avvio nel 2007, grazie a una idea dell’allora presidente del Parlamento, il tedesco Hans-Gert Poettering. Il costo totale si aggira sui 60 milioni: soldi ben spesi? “Lo dico con chiarezza. I soldi investiti nella formazione, nell’educazione delle giovani generazioni, nella conoscenza, sono sempre ben spesi. Cultura è identità, e oggi ce n’è assoluto bisogno”.

EU: House of European History. Tajani (EU Parliament), “culture is identity. A museum to bring the citizens closer”

Thu, 2017-05-04 13:56

(Brussels) “This museum wants to be above all a message to the citizens, to bring them closer to Europe”. Antonio Tajani, president of the European Parliament, passes his opinion during the press conference for a preview of the House of European History. Using the latest technology, by collating ancient records, vintage pieces, images of the past and current ones, the museum is in the Eastman building, a stone’s throw from the Brussels premises of the European Parliament. This museum – Tajani says – intends to help reflect in this sense. We all need to know our own history to understand the present and even, if needed, to change this Union. A necessary EU, one that must be improved, but one we cannot do without”. The House of European History had been first planned in 2007, prompted by an idea of the then president of the European Parliament, the German Hans-Gert Poettering. The overall cost is about 60 million euros: money well spent? “I say it clearly. Money invested in the education, in the training of the young generations, in learning, is always well spent. Culture is identity, and today it is badly needed”.

Media: mons. Galantino: “non dobbiamo farci seppellire dall’irrilevanza, anche la difficoltà deve essere stimolo”

Thu, 2017-05-04 13:55

“Non dobbiamo farci seppellire dall’irrilevanza, dobbiamo invece farci interpellare e interrogare dalla realtà. Anche la difficoltà deve essere stimolo”. Lo ha affermato questa mattina monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, aprendo a Roma l’incontro annuale dei direttori degli Uffici diocesani per le comunicazioni sociali dedicato quest’anno al tema “Comunicazione e crisi”. Galantino ha ricordato le “crisi che segnano e che mettono a dura prova le diverse realtà periferiche e di conseguenza anche la realtà centrale” della Chiesa italiana e, richiamando il tema della prossima giornata mondiale delle Comunicazioni sociali – “Non temere, perché io sono con te” -, ha ribadito a ciascuno dei presenti la “vicinanza della segreteria generale della Cei”. Anche perché – ha aggiunto – “la Segreteria generale sta investendo molte energie rispetto ai problemi e alle prospettive della comunicazione oltre che alla situazione dei mezzi di comunicazione periferici”, temi affrontati da Presidenza della Cei, Consiglio permanente e Assemblea generale. “Non possiamo sottrarci al discernimento”, ha ammonito il segretario generale, aggiungendo che “va fatto in loco”. Dal livello centrale, ha proseguito, “c’è grande disponibilità a collaborare mettendo in campo confronti ma nessuna voglia di sostituirsi alle responsabilità o di imporre soluzioni”. Galantino ha anche posto l’attenzione sullo “scenario costituito da trasformazioni di tipo tecnico” che coinvolge tutti i media e ha espresso preoccupazione per gli indicatori di diffusione riferiti ai media diocesani. “Soprattutto, però, preoccupa lo scenario dal punto di vista antropologico”. Per questo bisogna “chiederci fino a che punto la nostra comunicazione ha un’incidenza dal punto di vista pastorale, perché faccia maturare coscienza critica e la consapevolezza che oggi il Vangelo è possibile, è vero”. Galantino ha anche sottolineato come sia importante “imparare a capire e a comunicare nello stile che provvidenzialmente ci viene offerto dal Papa”.

Frati minori cappuccini: fr. Maurizio Placentino nuovo ministro provinciale della Provincia religiosa “Sant’Angelo e Padre Pio”

Thu, 2017-05-04 13:45

Fr. Maurizio Placentino è il 139° ministro provinciale dei Frati minori cappuccini della Provincia religiosa “Sant’Angelo e Padre Pio”. È stato eletto nella tarda mattinata di ieri dai 111 frati che hanno partecipato al 128° Capitolo provinciale ordinario, presieduto dal ministro generale dell’Ordine, fr. Mauro Jöhri. Nato il 1° maggio 1977 a San Giovanni Rotondo, fr. Placentino ha frequentato il Seminario serafico a Pietrelcina (Benevento) e a Venafro (Isernia), vestendo l’abito cappuccino il 6 ottobre 1996. Ha emesso la professione temporanea dei voti il 20 settembre 1997 e la definitiva il 30 settembre 2000 a Foggia. Il 3 luglio 2004 è stato ordinato sacerdote dal vescovo cappuccino di Goré (Ciad) Rosario Pio Ramolo. Ha conseguito la licenza in Scienze bibliche nel 2007 presso il Pontificio istituto biblico di Roma e l’8 maggio discuterà la sua tesi di dottorato in Teologia biblica presso la Pontificia università gregoriana. Nella sua Provincia religiosa fr. Maurizio è stato guardiano e direttore del Seminario di Isernia, responsabile del Servizio di animazione vocazionale con sede a San Marco la Catola (Fg); dal 2015 era guardiano del convento di Santa Fara di Bari (sede del Teologato) e vice maestro degli studenti.
Nel pomeriggio di ieri è stato eletto anche il vicario provinciale, fr. Francesco Dileo da Cerignola (Foggia), nato il 2 marzo 1967, rettore del santuario di San Pio da Pietrelcina in San Giovanni Rotondo, e sono stati eletti gli altri tre componenti del governo. Secondo consigliere è fr. Matteo Lecce da San Giovanni Rotondo, nato il 7 aprile 1972, segretario provinciale; terzo consigliere è fr. Giuseppe D’Onofrio da Gesualdo (Avellino), nato il 19 luglio 1949, parroco di Pietrelcina; quarto consigliere è fr. Antonio Salvatore da Carife (Avellino), nato il 30 ottobre 1940, guardiano del Convento di Montefusco (Avellino).

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