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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 18 min 29 sec ago

Diocesi: Grosseto, la visita del vescovo ucraino Dmytro Grygorach dell’eparchia greco-cattolica di Buchach

Thu, 2017-12-21 15:48

Martedì 19 dicembre mons. Dmytro Grygorach, vescovo eparchita della diocesi di Buchach della Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina, ha fatto visita a mons. Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto, e alla Caritas diocesana. Da circa un anno la diocesi può contare sulla presenza e sull’apostolato di don Vitaliy Perh, che presta il suo aiuto pastorale nella parrocchia di San Giuseppe e al quale è affidata la cura spirituale degli ucraini di rito greco cattolico presenti sul territorio. Don Perh, prete cattolico di rito bizantino, ha la facoltà del biritualismo per cui può celebrare Messa sia in rito bizantino, che in rito latino (quello utilizzato nelle nostre chiese). Mons. Grygorach ha prima avuto un colloquio con mons.  Cetoloni nel palazzo vescovile, visitando anche la mostra presepiale nella sala San Lorenzo. Poi ha visitato la Caritas di via Alfieri, incontrando il direttore don Enzo Capitani, gli operatori e i volontari, per uno scambio sull’apostolato in questo campo. Il presule ha illustrato l’opera “Casa della misericordia”, struttura ricavata da una vecchia palazzina ristrutturata dalla Chiesa locale, che ospita ragazzi down, autistici e persone affette da particolari patologie. L’incontro si è concluso con un momento di preghiera. Caritas si è detta disponibile a collaborare per sostenere economicamente alcune iniziative della struttura, legate a progetti che Caritas stessa metterà a punto nelle prossime settimane.

Diocesi: Milano, visita all’Adorazione dei pastori del Perugino guidati dai “Gatti spiazzati”

Thu, 2017-12-21 15:29

Due tour per le feste di Natale al Museo diocesano di Milano proposti dal gruppo “Gatti spiazzati” costituito dai senza tetto del centro diurno La piazzetta di Caritas Ambrosiana. Venerdì 22 e sabato 30 dicembre, nel pieno delle festività natalizie, i “Gatti spiazzati” organizzano infatti due tour che a partire dall’Adorazione dei pastori, capolavoro rinascimentale dell’artista umbro Perugino, in prestito a Museo diocesano “Carlo Maria Martini”, consentiranno ai visitatori di scoprire le altre interpretazioni dello stesso soggetto – la Natività – fatte da altri autori contenute nel museo. La visita “sarà poi l’occasione – spiega la Caritas ambrosiana – per ammirare anche le altre bellezze artistiche e testimonianze storiche del complesso museale (la cappella Portinari, la Necropli cristiana, la chiesa di Sant’Eustorgio) reinterpretate dal punto di vista insolito di chi vive per strada”. L’appuntamento per entrambe le visite è alle 15.15 all’ingresso del Museo in piazza sant’Eustorgio, ma per partecipare occorre prima prenotarsi sulla pagina Facebook “Gatti spiazzati”. Il ricavato delle visite andrà all’associazione di senza tetto. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il gruppo di senza tetto e il Museo diocesano che ospita temporaneamente la pala dell’artista rinascimentale. Sono stati i curatori del Museo a fornire le schede delle opere sulle quali i Gatti spiazzati si sono preparati.
“Il mix inedito di notazioni artistiche sulle opere e aneddoti curiosi sulla vita del quartiere della gente di strada fanno di questi itinerari guidati un’esperienza di visita insolita”, dichiara Aldo Scaiano, coordinatore dei Gatti. Sempre per Natale, i “Gatti” hanno annunciato un’altra novità. La guida “I Gatti di Milano non toccano terra” sarà in vendita in 10 botteghe del commercio equo solidale della città, grazie all’accordo tra l’editore della guida, la Cooperativa Oltre promossa da Caritas Ambrosiana che pubblica il giornale di strada Scarp de’ tenis e la cooperativa Chico Mendes Altromercato.

Ilva Taranto: Commissione Ue, la società restituisca 84 milioni di “aiuti di Stato illegali”. “Se gestita oculatamente, l’azienda ha un futuro”

Thu, 2017-12-21 15:13

(Bruxelles) Nuovo, brutto colpo per l’Ilva di Taranto. La Commissione europea ha infatti completato l’indagine sulle misure di sostegno a favore del produttore di acciaio ed ha concluso che “due prestiti che l’Italia ha concesso all’Ilva nel 2015 comportavano aiuti di Stato illegali”. L’Italia deve ora procedere al recupero presso la società di tale “indebito vantaggio”, quantificabile in circa 84 milioni di euro. La Commissione ha “constatato che le altre misure di sostegno concesse non comportavano invece aiuti di Stato”. La Commissione, in una nota diffusa oggi a Bruxelles, precisa che tale “decisione in materia di aiuti di Stato non interferisce con l’attuazione delle misure ambientali essenziali per porre rimedio all’inquinamento del sito Ilva di Taranto. Essa non interferisce nemmeno con la procedura di vendita degli attivi dell’Ilva, in relazione alla quale la Commissione sta attualmente conducendo un’altra indagine, per verificarne la compatibilità con le norme dell’Ue in materia di concentrazioni”. La commissaria Margrethe Vestager, responsabile della politica della concorrenza, ha dichiarato: “La migliore garanzia di sostenibilità futura della produzione siderurgica dell’area di Taranto consiste nella cessione degli attivi dell’Ilva a condizioni di mercato; l’impresa non può dipendere dal sostegno artificiale dello Stato. La nostra indagine ha rivelato che due misure di sostegno pubblico hanno conferito all’Ilva un vantaggio indebito, grazie al quale ha potuto finanziare le proprie operazioni correnti. Ciò non altera il fatto che, se l’Ilva viene gestita oculatamente, il suo futuro è sostenibile. Come ha evidenziato la procedura di vendita gestita dal governo italiano, vi sono diversi potenziali offerenti disposti ad investire nel futuro dell’Ilva e ad adeguare lo stabilimento alle norme ambientali vigenti”.

Diocesi: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia), “l’atmosfera di Natale non nasconde lo spessore tragico della nostra storia”. Vicinanza ai lavoratori a rischio

Thu, 2017-12-21 14:56

“Nel Natale ormai prossimo sentiremo risuonare un annuncio formidabile: ‘Oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore’. Esso fa del Natale un giorno di autentica e profonda commozione, di gaudio interiore, di speranza certa”. Con queste parole l’arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, mons. Renato Boccardo invita a celebrare la ricorrenza della nascita di Gesù. “La particolare atmosfera che si rinnova a Natale non vuole nascondere però lo spessore tragico della nostra storia, segnata ancora da guerre e violenze, da povertà e malattie; non vuole negare la pesantezza di una situazione spesso troppo dura, che sembra volerci far perdere la speranza: il mio pensiero va a quanti nella nostra diocesi, e nell’Umbria tutta, vedono minacciato il posto di lavoro, in particolare alla Maran di Spoleto e alla Carrefour di Cascia – prosegue il presule -. Il lavoro, come ci ricorda il Papa, assicura dignità: auspico che, nel rispetto dei diritti e dei doveri di tutti, con speciale attenzione alle famiglie, si giunga ad una soluzione equa che non impoverisca ulteriormente il nostro territorio. Anche noi, come i pastori di Betlemme, desideriamo vedere la luce apparsa nelle tenebre!”.
Nella Notte di Natale, l’arcivescovo celebrerà la Messa di mezzanotte nella basilica cattedrale di Spoleto. Il 25 dicembre, invece, mons. Boccardo celebrerà tre Messe: alle 9 con le persone ricoverate all’Hospice “La Torre sul Colle” di Spoleto; alle 11.30 nella basilica cattedrale di Spoleto; alle 17 a Norcia, presso il Centro di comunità alla Madonna delle Grazie. Nei giorni successivi condividerà i giorni delle feste con i giovani, con gli anziani dell’Istituto Nazareno, con i detenuti del Carcere di Spoleto, con le persone in difficoltà accolte dai Padri Cappuccini di Spoleto. Visiterà i presepi viventi di Montefalco e Rapicciano di Spoleto e assisterà ad un’elevazione spirituale nella parrocchia di S. Martino in Trignano.

Principato di Monaco: in costruzione Agora, nuovo centro diocesano. Vescovo Barsi, “luogo per cultura e incontri”

Thu, 2017-12-21 14:37

Si chiamerà Agora il nuovo centro diocesano di Monaco-Montecarlo che è in costruzione nel cuore del Principato. Destinato a essere un “luogo d’incontro della fede cristiana e la cultura contemporanea”, dovrà servire a facilitare “gli scambi culturali, la comprensione della nostra società, il dialogo e il dibattito sul nostro destino comune”. “È stato il mio sogno fin dall’inizio del mio ministero qui”, ha spiegato l’arcivescovo Bernard Barsi: “eravamo dispersi e non c’era un luogo adeguato in cui raccoglierci per i grandi incontri”. Anche i diversi servizi diocesani sono sparsi nel Principato. L’Agora “non sarà un luogo di culto, ma offrirà spazi per organizzare attività culturali ed eventi propizi all’introspezione, ai dibattiti su idee e alla riflessione”. Questi il nome e gli obiettivi presentati ieri in una conferenza stampa per lanciare una nuova fase campagna di raccolta fondi, ora seguita dalla società “Monaco Crowdfunding”. Obiettivo è raccogliere altri 500mila euro entro la fine di marzo 2018. Come nella prima fase, ogni donazione di 50 euro è numerata e il nome del benefattore è associato a una pietra dell’edificio, con un certificato appositamente rilasciato.
Per chi dona più di 300 euro in dono anche un libro sulla cattedrale monegasca; più di 2000 euro di offerta danno diritto a una cena privata con l’arcivescovo. I nomi di chi supera i 5000 euro di offerta saranno scritti su una targa visibile, ma tutti i nomi dei benefattori saranno inseriti nell’altare della cappella, cuore della casa. Nelle prime 24 ore di raccolta, sono stati già donati 1350 euro. Nel Principato, si legge sul sito di Agora, abitano 38mila persone; è “un mondo di pace, con oltre 130 nazionalità. Realtà multi-culturale, il Principato è aperto e ogni giorno la sua prosperità è modellata dallo straordinario dinamismo che ognuno apporta nel Paese”.

Palestina: “Sunshine4Palestine” (ong), parte la campagna a sostegno del progetto “Science4People. Sulle ali della scienza per superare ogni confine”. Moni Ovadia testimonial

Thu, 2017-12-21 14:16

“Science4People. Sulle ali della scienza per superare ogni confine”: è questo il nome del progetto lanciato dalla Ong italo-palestinese “Sunshine4Palestine” che si pone lo scopo di “mostrare come attraverso la scienza si possano risolvere i problemi della vita di tutti in giorni, in particolare in territori nei quali la popolazione vive in condizioni drammatiche con enormi difficoltà nell’accesso a risorse energetiche, come in Palestina”. Il team di fisici di Sunshine4Palestine a febbraio ha formato un gruppo di giovani studentesse dell’università di Betlemme mostrando loro come realizzare alcuni semplici esperimenti legati ai temi dell’acqua e dell’energia elettrica con materiali green e di facile reperibilità. Le ragazze, grazie alle competenze apprese, hanno poi avviato un tour nelle scuole pubbliche e private della Palestina, incontrando oltre 400 giovani e mostrando loro gli esperimenti con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alla scienza e soprattutto dare loro una speranza per il futuro. Il prossimo step del progetto prevede che le ragazze arrivino in Italia per apprendere, grazie alla collaborazione con l’International Centre for Theoretical Physics (Itcp) di Trieste, come utilizzare una stampante 3D e costituire così a Betlemme un Fablab, un laboratorio aperto all’innovazione e all’apprendimento fruibile dalla popolazione che con costi limitati possa realizzare attrezzature da laboratorio e nuovi dispositivi tecnologici. Tra le tappe previste anche Roma e a Napoli. Per consentire la realizzazione del progetto e permettere alle studentesse di arrivare in Italia, l’ong ha lanciato una raccolta fondi che ha il suo testimonial in Moni Ovadia, attore teatrale, scrittore, compositore e cantante italiano, da sempre vicino ai temi dei diritti umani. “Non c’è nessun popolo come quello palestinese che abbia la consapevolezza di quanto ci sia bisogno di strumenti per uscire dalla situazione difficile in cui versa” è il commento dell’artista. “Fin dall’inizio abbiamo attuato un lavoro sinergico con le dieci studentesse dell’Università di Betlemme – ha aggiunto Barbara Capone, presidente e fondatrice di Sunshine4Palestine – con un obiettivo comune: diffondere il concetto che la scienza può e deve essere alla portata di tutti perché rappresenta uno strumento per risolvere le difficoltà quotidiane. La loro passione e voglia di fare ci spinge a sostenerle ed invitiamo tutti a farlo per dare un futuro sostenibile in un paese dove sembra che non ci sia”. Chi volesse effettuare una donazione potrà farlo attraverso la piattaforma Ulule (https://it.ulule.com/science4people/) cercando il progetto Science4People.

Città del Messico: card. Retes (arcivescovo ), “desidero un rinnovamento ecclesiale in forma sinodale”

Thu, 2017-12-21 14:02

“Un rinnovamento ecclesiale per essere una Chiesa in uscita, missionaria. E desidero promuoverlo in forma sinodale”. Questo l’intento espresso dall’arcivescovo eletto di Città del Messico, il cardinale Carlos Aguiar Retes, nella sua prima intervista dopo la nomina, rilasciata agli organi diocesani di comunicazione dell’arcidiocesi (l’organo ufficiale Desde la Fe e il portale Siame). Il card. Retes è stato infatti nominato dal Papa arcivescovo della diocesi con più battezzati in tutto il mondo lo scorso 7 dicembre. Il cardinale afferma di voler cercare, “attraverso il dialogo fraterno, la comunione ecclesiale tra tutti i settori dell’arcidiocesi, per dare vita a una pastorale incisiva, capace di portare i valori evangelici nelle trasformazioni culturali che sono in corso in questo cambio d’epoca”. Il card. Retes intende inoltre “costruire relazioni pubbliche con i differenti attori sociali: cittadini, imprenditori, sindacati e lavoratori, governatori, politici, membri di altre religioni e Chiese e, in generale, con coloro che siano disposti a collaborare e a generare sinergie che aiutino a risolvere i grandi problemi della città”. Ha poi affermato di voler proseguire in continuità con il predecessore, il card. Norberto Rivera, nel dare centralità al santuario di Guadalupe e ai tre Seminari maggiori esistenti. Il card. Retes si sofferma poi sull’imminente campagna elettorale, riguardo alla quale afferma di voler restare “aperto al dialogo con tutti gli attori del processo, cercando di essere propositivo, facendo proprie con sincerità e franchezza le preoccupazioni sull’attuale situazione della società messicana”.

Terra Santa: card. Sandri (Chiese orientali), “la presenza dei frati è seme di Vangelo” a servizio dell’uomo

Thu, 2017-12-21 13:42

“Dove non riescono ad avere forza le risoluzioni approvate dalle nazioni, i frati francescani, che fanno sentire una presenza di comunione, arrivano con il loro servizio”. Lo ha detto il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, intervenendo alla conferenza internazionale per gli 800 anni della Custodia di Terra Santa, promossa dall’Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa, aperta oggi, a Roma. “La presenza dei frati è seme di Vangelo, che non tiene nascosta l’appartenenza a Cristo, ma non dimentica il servizio all’uomo”, ha aggiunto il porporato. La loro è una Custodia che, a suo avviso, è “comunità internazionale”. “Nella processione della Domenica delle Palme tra canti in arabo e latino risuonano quelli in lingue europee e latino americane”, ha ricordato. Dal porporato, l’invito a evitare “l’incomunicabilità”, perché la Custodia ha “una forza profetica, capace di far sentire l’attrattiva della comunione che supera le differenze”. Per questo motivo, secondo il porporato, l’imperativo è “dialogare”. “Altrimenti moltiplichiamo muri e divisioni”. Il cardinale ha, infine, evidenziato alcuni impegni della Custodia e, in particolare, un “gesto concreto”, quello di “acquistare spazi per abitazioni dove le giovani coppie cristiane vadano ad abitare, restando a Gerusalemme”, un “gesto di fedeltà alla storia e al presente”.

Vaccinazioni su adulti: Università Cattolica, se 900mila in più facessero l’antinfluenzale il sistema economico nazionale “guadagnerebbe” 450 milioni di euro l’anno

Thu, 2017-12-21 13:42

Solo per la vaccinazione antinfluenzale, tra giornate di lavoro che non vengono perse e minore spesa previdenziale, la vaccinazione impatta per 500 euro a persona nell’arco dell’anno. Se si riuscisse a “convincere” 900mila adulti in età lavorativa in più a vaccinarsi (rispetto ai circa 2 milioni di italiani che attualmente si vaccinano in età adulta) il sistema economico “guadagnerebbe” ben 450 milioni di euro ogni anno. Lo rivela il primo studio “Adulti vaccinati” – che adotta l’approccio dell’impatto fiscale (il c.d. “fiscal impact”) in Italia – realizzato dall’Alta Scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, presentato questa mattina presso il ministero della Salute. I numeri, spiega il rapporto, “sono ancora più eclatanti per i vaccini anti-pneumococcici e per l’herpes zoster i cui effetti, diversamente da quanto accade per il vaccino antinfluenzale, si ripercuotono per molti anni dopo l’inoculazione: per ogni euro investito nella vaccinazione anti-pneumococcica l’impatto economico è pari a 19,5 volte l’investimento: per l’herpes zoster si arriva a 21,5 volte”. Prevenire è meglio che curare, afferma Americo Cicchetti, direttore di Altems: “Le spese per le vaccinazioni, nel caso di adulti in età lavorativa, non garantiscono solo un beneficio individuale e collettivo in termini di salute, ma aiutano il sistema economico in quanto riducono le spese previdenziali e permettono anche l’incremento del gettito fiscale grazie alla maggiore crescita economica indotta dalla maggiore produttività dei lavoratori stessi”.

Vaccinazioni su adulti: Università Cattolica, per ogni euro investito il sistema economico ne guadagna 18

Thu, 2017-12-21 13:41

Per ogni euro investito in vaccini in età adulta se ne recuperano in media 2 in termini di gettito fiscale e 16 in termini di maggiore produttività sul lavoro. Ogni euro investito nella vaccinazione ne rende 18 per il sistema economico nazionale. Solo per la vaccinazione antinfluenzale, tra giornate di lavoro che non vengono perse e minore spesa previdenziale, la vaccinazione impatta per 500 euro a persona nell’arco dell’anno. Questi, in sintesi, i principali risultati del primo studio, denominato “Adulti vaccinati”, che adotta l’approccio dell’impatto fiscale (il c.d. “fiscal impact”) in Italia realizzato dall’Alta Scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. L’analisi, che ha visto la partecipazione di ministero della Salute, Iss, Inps, Società italiana di igiene delle Università di Roma Tor Vergata, Genova e Firenze e Fimmg, è stata presentata questa mattina a Roma durante un workshop presso l’Auditorium del ministero della Salute, alla presenza del ministro Beatrice Lorenzin.

Terra Santa: Rosen (rabbino), “la Custodia preserva il dialogo interreligioso”

Thu, 2017-12-21 13:40

“La Custodia preserva il dialogo interreligioso e i contatti tra culture e religioni diverse. Oggi questo contatto mette Gerusalemme al centro dell’attenzione mondiale”. Lo ha detto il rabbino David Rosen, direttore internazionale degli Affari interreligiosi, intervenendo alla conferenza internazionale per gli 800 anni della Custodia di Terra Santa, promossa dall’Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa, aperta oggi, a Roma. Nel suo intervento Rosen ha presentato poi il ruolo dello sviluppo sostenibile nel giudaismo. “Vigilare e prestare attenzione alle risorse è quello che intendiamo per sostenibilità – ha aggiunto -. Al centro vi è il concetto che non siamo padroni delle risorse. Una visione realmente religiosa del mondo può vedere nell’uomo solo un amministratore”. Nella prassi giudaica, infatti, è praticata la consuetudine di benedire prima dei pasti, “consapevoli che qualsiasi cosa che esiste è un dono di Dio”. “La cultura biblica insegna che ogni bene è temporaneo”. Inoltre, “è un male la sostenibilità garantita solo ad alcuni e negata ad altri”. L’uomo, invece, è “al vertice dell’ecosistema”, perché “immagine di Dio”. Infine, secondo il rabbino, un piano per la sostenibilità è “necessario per vincere la fame che attanaglia il pianeta”.

Papa Francesco: ai dipendenti vaticani, “custodite la famiglia” e “fate una bella pulizia” con un confessore

Thu, 2017-12-21 13:28

“Vorrei dirvi con sincerità che quando so che una vostra famiglia in crisi e i bambini si angosciano per questo io soffro”. Lo ha confessato il Papa ai dipendenti vaticani, in Aula Paolo VI per gli auguri di Natale. “Lasciatevi aiutare!”, l’appello: “per favore, salvare la famiglia!”. “Nel Governatorato ho voluto che il segretario fosse un vescovo per curare la dimensione pastorale”, ha reso noto Francesco: “So che non è facile, ci sono problemi di personalità, problemi psicologici, tanti problemi in un matrimonio. Cercate di chiedere aiuto in tempo”. “Custodite la famiglia”, l’invito del Papa: “So che tra voi ci sono alcuni separati, lo so e soffro con voi. La vita è venuta così. Vi chiedo di risolvere i vostri problemi senza coinvolgere i bambini, mai litigare davanti ai bambini perché loro soffrono e bisogna pensare alla famiglia”. La terza parola, dopo lavoro e famiglia, usata dal Papa nel suo discorso a braccio è “chiacchiere”, “già ne ho parlato altre volte”: “Forse sbaglio, magari in Vaticano non si chiacchiera, ma un lavoratore di voi una volta mi ha detto che se non si chiacchiera in Vaticano si rimane isolati. Questa è una cosa grave e pesante, un chiacchierone è come un terrorista, butta una bomba e danneggia tante altre persone. A chi mi chiede un consiglio per non chiacchiere io dico: morditi la lingua!”. La quarta e ultima parola è “perdono e scusa perché non sempre diamo il buono esempio”: “Sto parlando della fauna clericale – ha precisato Francesco –  ci sono sbagli, peccati, ingiustizie che noi chierici compiamo: io chiedo perdono per tutti questi esempi non buoni. Anche io chiedo perdono a voi”. L’augurio finale di Buon Natale è di “passarlo con cuore sereno e coscienza pulita”. “Fate una bella pulizia”, il consiglio prenatalizio del Papa, che ha esortato i presenti a “cercare un buon confessore”. “Dicono che il miglior confessore è il prete sordo, non ti fa sentire vergogna”, ha scherzato Francesco,  aggiungendo che “ci sono tanti preti misericordiosi, e Natale è una buona opportunità per fare pace dentro di noi. Tutti abbiamo bisogno di confessarci. Ieri ho fatto la mia confessione di Natale, e mi ha fatto bene”. “Vi auguro Buon Natale, un Natale di gioia, ma quella gioia che viene da dentro”, il congedo del Papa, che ha mandato un augurio anche ai malati “che sono nelle vostre famiglie”, rivolgendo loro “un pensiero speciale”.

Papa Francesco: ai dipendenti vaticani, “non voglio lavoro in nero in Vaticano”. “Non bisogna lasciare nessuno senza lavoro”

Thu, 2017-12-21 13:14

“Vi ringrazio, ognuno di voi, per il lavoro che fate, perché formate delle squadre e ognuno di voi da il meglio del suo per il Vaticano, per aiutare tanta gente, siete una parte di questa catena che porta avanti il lavoro della Chiesa”. Con queste parole il Papa ha salutato i dipendenti vaticani, in Aula Paolo VI con le loro famiglie, dopo il discorso in Aula Clementina per gli auguri alla Curia Romana. “La prima parola che voglio dirvi è quindi il lavoro, per ringraziarvi del vostro lavoro”, ha esordito nel discorso durato circa quindici minuti e pronunciato interamente a braccio. “ C’è anche un problema, parlando in Vaticano, di lavoro. I lavoratori precari, mi è stato chiesto aiuto per i lavoratori precari”, le parole di Francesco: “Io ripeto quello che ho già detto: non voglio lavoro in nero in Vaticano!”. “Ho anche detto che non bisogna lasciare nessuno senza lavoro, a meno che ci sia un accordo e un’alternativa valida”, ha proseguito il Papa: “Per me è un problema di coscienza: non possiamo predicare la dottrina della Chiesa e avere in casa questi problemi. Per risolvere questi problemi serve l’aiuto di tutti”. “Il lavoro è la vostra strada di santità, felicità, di portare avanti la propria vita con soddisfazione perché il lavoro ci da dignità e la sicurezza del lavoro ci da la dignità”, ha detto Francesco salutato dagli applausi: “Oggi la maledizione più brutta che c’è è non avere lavoro, perché il lavoro ci dà dignità, e la sicurezza il lavoro ci dà la dignità”. Poi il riferimento all’attualità: “Non faccio nomi ma qui in Italia ci sono ditte importanti che sono a rischio e vogliono ‘razionalizzare’ – questa è la parola che si usa – il lavoro, quindi congedare tre-quattromila persone”. “E questo è brutto perché così si toglie dignità”, ha ammonito il Papa di nuovo applaudito: “Questo problema riguarda sia il Vaticano, che l’Italia che il mondo intero”.

Comece: documento su “resistenza agli antibiotici”, implicazioni concrete ed etiche per salute e agricoltura

Thu, 2017-12-21 13:04

(Bruxelles) Una delle nuove sfide sanitarie oggi è la “resistenza agli antibiotici” (o resistenza antimicrobica, Ram) “fenomeno in crescita globale per l’abuso o dell’uso inappropriato degli antibiotici in medicina, cure veterinarie, agricoltura e allevamento, ma anche per le carenze igieniche in ospedali e strutture sanitarie”. Anche a questo problema si dedica la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) che oggi presenta una comunicazione a riguardo. “La Ram potrebbe seriamente minacciare il trattamento medico degli esseri umani e rendere molto difficile o quasi impossibile il corretto trattamento di malattie gravi, oltre a portare con sé costi molto elevati”, si legge nella nota che spiega le iniziative adottate dall’Ue: dal divieto, nel 2006, dell’uso degli antibiotici nell’allevamento del bestiame, fino al lancio nel 2017 di “piano d’azione unico dell’Ue contro la Ram”. La Comece, per parte sua è interessata alle “implicazioni etiche” del problema, ma segnala anche “la necessità di azioni concrete per sensibilizzare le persone all’uso corretto degli antibiotici”. Diverse volte la Comece ha anche richiamato l’attenzione al settore degli allevamenti industrializzati, in cui i produttori usano antibiotici come “trattamento profilattico per prevenire malattie a causa di stress e sovraffollamento”. L’impegno della Comece proseguirà su “tutte le dimensioni del fenomeno”, per “sensibilizzare su questo problema, in particolare nelle istituzioni della Chiesa”.

Elezioni in Cile: mons. Valenzuela (Talca), “avanzi cultura del dialogo e dell’incontro”

Thu, 2017-12-21 12:04

“La questione chiave in Cile, dopo le elezioni presidenziali, è che avanzi una cultura del dialogo, della ricerca di accordi e dell’incontro. C’è una certa coincidenza tra le forze politiche nell’identificare i problemi del Cile. È possibile pensare a convergenze che mettano al primo posto i problemi e le domande dei settori di popolazione rimasti più indietro”. Lo dichiara il vescovo di Talca, mons. Horacio Valenzuela Abarca, interpellato dal Sir, a pochi giorni di distanza dal secondo turno delle presidenziali in Cile, che hanno visto prevalere il liberale Sebastián Piñera. Secondo mons. Valenzuela, “il Governo uscente ha lasciato avviati alcuni importanti provvedimenti per la crescita e l’equità, pensiamo ad esempio all’accesso all’educazione. Tali scelte potrebbero essere approfondite e affrontate, magari con maggiore responsabilità fiscale”. Il vescovo di Talca riconosce che “la campagna elettorale è stata dura” e che i candidati si sono squalificati a vicenda, “caricaturizzando le posizioni contrarie. Questo, a mio parere, ha impedito di discernere a fondo i temi più importanti. Alla fine, grazie a Dio, l’esercizio democratico è stato trasparente ed esemplare per il suo andamento fluido e per l’alta partecipazione di cittadini”. Quanto alle sfide che attendono il nuovo presidente, “credo che la più importante, e il motivo per cui l’elettorato lo ha scelto, sia l’attesa di una riattivazione dell’economia attualmente in letargo – aggiunge Valenzuela -. È molto auspicabile inoltre che, oltre alla crescita economica, sia possibile migliorare la distribuzione del reddito; il Cile è infatti caratterizzato da una diseguaglianza irritante. Più che povertà estrema, ci sono diseguaglianza e crescente corruzione. Un’altra grande sfida per Piñera è quella di mantenere e approfondire l’agenda, basata sui valori, in temi come la difesa della vita in ogni circostanza, il matrimonio, la visione cristiana dell’uomo”. Il vescovo di Talca, al termine della contesa elettorale, commenta anche la grande sconfitta, che si è verificata al primo turno, della Democrazia cristiana, crollata sotto il 6%: La Dc è stata la grande sconfitta di queste elezioni. Per aver contratto un cattivo ‘matrimonio’, è rimasta senza programmi e quasi senza una casa politica. Negli ultimi decenni la Dc ha avuto il problema di distinguersi dalla destra a qualunque costo. Questo ha portato il partito a mettere in secondo piano o a diluire temi legati alla propria identità, sui quali sentiva la pressione del populismo; e a stringere alleanze con settori che l’anno obbligato a rinunciare ai propri valori fondamentali. Uno dei temi sui quali la Dc ha ceduto quasi completamente è stato la difesa della vita del nascituro”.

Gerusalemme: Alfano (ministro Esteri), “i luoghi della Custodia sono la nostra patria”

Thu, 2017-12-21 11:51

“I luoghi della Custodia sono la nostra patria, sono la terra dei padri, un pezzo essenziale della nostra identità”. Lo ha detto questa mattina il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, intervenendo alla conferenza internazionale per gli 800 anni della Custodia di Terra Santa, promossa dall’Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa e aperta oggi, a Roma. Nel suo intervento, Alfano ha ribadito l’importanza di “un ideale di libertà in uno dei quadranti più complessi del mondo”, nel quale si inserisce la Custodia, che assume “un ruolo di promozione del dialogo”, una “via per superare le violente persecuzioni e le irragionevoli divisioni settarie”. Infatti, ha ribadito il ministro, “non è mai stata timorosa di fronte alle diversità religiose. Come l’Italia, è attenta al pluralismo”. Tra gli impegni della Custodia, elogiati dal ministro, quello della “tutela dei luoghi santi”. In quest’ottica, Alfano ha ricordato l’azione del governo, che “ha promosso una risoluzione all’Onu per la salvaguardia del patrimonio culturale nelle zone di guerra, serio ostacolo alla pace. La tutela secolare dei luoghi sacri da parte della Custodia – ha aggiunto – assume un valore politico”. Infine, uno sguardo sul versante delle rotte migratorie, che non riguardano solo il Medioriente. “Negli ultimi anni abbiamo salvato 600mila persone e abbiamo mantenuto il Paese sicuro. Siamo impegnati anche in un’azione diplomatica per mettere al centro i diritti dei migranti e dei rifugiati. C’è da inorridire di fronte alla situazione dei migranti nei Paesi libici. Per questo motivo, abbiamo avviato intese con organizzazioni internazionali, come l’Unhcr”.

Natale: Coldiretti, 950 milioni spesi in pesce per le feste (+5%). Istruzioni per l’acquisto

Thu, 2017-12-21 11:38

Circa 950 milioni di euro saranno spesi per acquistare il pesce durante tutte le festività del Natale, con il giorno della vigilia che fa registrare il consumo più elevato dell’anno. È quanto stima Coldiretti ImpresaPesca nel sottolineare che si registra un aumento del 5% rispetto allo scorso anno. Sogliole, triglie, seppie di produzione nazionali saranno prevalenti ma – sottolinea Coldiretti ImpresaPesca – il 62% degli italiani assaggerà il salmone arrivato dall’estero, appena l’11% si permetterà le ostriche e la stessa percentuale il caviale, spesso di produzione nazionale. Per non cadere nelle trappole del mercato in una situazione in cui 3 pesci in vendita su 4 provengono dall’estero, il consiglio della Coldiretti è di guardare l’etichetta sul bancone dove deve essere specificato il metodo di produzione (“pescato”, “pescato in acque dolci”, “allevato…”), il tipo di attrezzo oggetto della cattura e la zona di cattura o di produzione (Mar Adriatico, Mar Ionio, Sardegna, anche attraverso un disegno o una mappa). Per quanto riguarda il pesce congelato c’è l’obbligo di indicare la data di congelamento e nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”. Per garantirsi la qualità il pesce fresco – ricorda Coldiretti – deve avere inoltre una carne dalla consistenza soda ed elastica, le branchie di colore rosso o rosato e umide e gli occhi non secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. Infine, meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne mentre per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso.

Papa Francesco: messaggio alla conferenza per gli 800 anni della Custodia di Terra Santa. “Si diffondano amicizia, solidarietà e pace”

Thu, 2017-12-21 11:35

“Sull’esempio di san Francesco si diffondano ovunque l’amicizia, la solidarietà e la pace”. È l’auspicio di Papa Francesco nel messaggio, a firma del segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, inviato alla conferenza internazionale per gli 800 anni della Custodia di Terra Santa, promossa dall’Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa e aperta oggi a Roma. Il Papa rivolge agli organizzatori, ai relatori e ai partecipanti il suo “beneaugurante pensiero ed esprime il suo compiacimento per il tema scelto: ‘Il dialogo tra culture e religioni nella promozione della pace’, in un momento delicato della vita della città di Gerusalemme, simbolo per tutti di pacifica convivenza tra popoli e religioni diverse”. Da Francesco anche l’esortazione a “un autentico servizio alla vita e alla dignità della persona, tenendo in considerazione la diversità delle culture, delle tradizioni religiose e delle provenienze, come pure le ricchezze umane e spirituali, che esigono di essere accolte con rispetto”.

Papa Francesco: alla Curia Romana, “una fede che non ci mette in crisi è una fede di crisi”. Regala due libri ai presenti

Thu, 2017-12-21 11:27

“Il Natale ci ricorda che una fede che non ci mette in crisi è una fede in crisi; una fede che non ci fa crescere è una fede che deve crescere; una fede che non ci interroga è una fede sulla quale dobbiamo interrogarci; una fede che non ci anima è una fede che deve essere animata; una fede che non ci sconvolge è una fede che deve essere sconvolta”. Al termine del suo discorso alla Curia Romana, il Papa ha usato queste metafore per fare di nuovo ai presenti gli auguri di Natale. “Una fede soltanto intellettuale o tiepida – ha ammonito Francesco – è solo una proposta di fede, che potrebbe realizzarsi quando arriverà a coinvolgere il cuore, l’anima, lo spirito e tutto il nostro essere, quando si permette a Dio di nascere e rinascere nella mangiatoia del cuore, quando permettiamo alla stella di Betlemme di guidarci verso il luogo dove giace il Figlio di Dio, non tra i re e il lusso, ma tra i poveri e gli umili”. Poi una citazione di Angelo Silesio: “Dipende solo da te: Ah, potesse il tuo cuore diventare una mangiatoia! Dio nascerebbe bambino di nuovo sulla terra”. Finito di parlare, il Papa ha annunciato ai cardinali, vescovi e prefetti presenti il suo dono natalizio. Si tratta di due libri: “Je veux voir Dieu” (“Voglio vedere Dio”), del beato Maria Eugenio di Gesù Bambino, e “La festa del perdono”, messo a disposizione dal card. Mauro Piacenza, che lo ha realizzato insieme alla Penitenzieria apostolica come risultato del Giubileo della misericordia. “Ci farà bene a tutti leggerlo”, ha detto il Papa a braccio a proposito del primo volume, piuttosto voluminoso: “Magari non tutto – ha aggiunto – ma cerando nell’indice quello che ci interessa di più o di cui abbiamo più bisogno”.

Papa Francesco: alla Curia Romana, dialogo con le altre religioni necessario per evitare “l’inciviltà dello scontro”

Thu, 2017-12-21 11:15

“Il rapporto della Curia Romana con le altre religioni si basa sull’insegnamento del Concilio Vaticano II e sulla necessità del dialogo. Perché l’unica alternativa alla civiltà dell’incontro è l’inciviltà dello scontro”. Con queste parole il Papa, nel discorso alla Curia Romana per gli auguri natalizi, ha delineato la necessità del “dialogo” di quest’ultima con le altre religioni, costruito su tre orientamenti fondamentali: “Il dovere dell’identità, il coraggio dell’alterità e la sincerità delle intenzioni”. “Il dovere dell’identità – ha spiegato Francesco – perché non si può imbastire un dialogo vero sull’ambiguità o sul sacrificare il bene per compiacere l’altro; il coraggio dell’alterità, perché chi è differente da me, culturalmente o religiosamente, non va visto e trattato come un nemico, ma accolto come un compagno di strada, nella genuina convinzione che il bene di ciascuno risiede nel bene di tutti; la sincerità delle intenzioni, perché il dialogo, in quanto espressione autentica dell’umano, non è una strategia per realizzare secondi fini, ma una via di verità, che merita di essere pazientemente intrapresa per trasformare la competizione in collaborazione”. “Gli incontri avvenuti con le autorità religiose, nei diversi viaggi apostolici e negli incontri in Vaticano, ne sono la concreta prova”, ha garantito il Papa.

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