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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 6 hours 35 min ago

Filippine: salesiani distribuiscono aiuti a popolazione di Marawi dopo attacco terroristico

Mon, 2017-07-24 16:41

L’organizzazione di volontariato laicale salesiano (l’acronimo in inglese è Salvo) dell’Ispettoria delle Filippine Sud dei salesiani ha realizzato operazioni di soccorso per le famiglie colpite dalla crisi umanitaria in corso a Marawi City a seguito dell’attacco dei miliziani del gruppo “Maute”. Ne dà notizia oggi l’agenzia dei salesiani Ans. Dal 23 maggio scorso i miliziani hanno lanciato infatti un attacco su vasta scala nella città di Marawi City, distrutto e dato alle fiamme la cattedrale di Maria Ausiliatrice e molti altri edifici e preso in ostaggio numerosi cittadini cristiani. Da allora il numero di morti negli scontri ha superato quota 500: tra cui 392 miliziani, 93 soldati e almeno 45 civili. Il gruppo giovanile “Rondalla” del santuario arcidiocesano di Nostra Signora di Lourdes, alcuni membri della Salvo e volontari hanno preparato i kit di primo soccorso con alimenti (a beneficio di 472 famiglie), abiti (a beneficio di 290 persone), kit per l’igiene (a beneficio di 210 persone). Sono distribuiti alla popolazione sfollata tramite la parrocchia di Nostra Signora della Medaglia Miracolosa a Lumbia, Cagayan de Oro City. I salesiani sono stati i primi a fornire interventi di soccorso nella zona. Secondo un coordinatore laico dell’azione sociale dell’arcidiocesi di Cebu City, ci sono circa 4.000 famiglie sfollate, senza lavoro, con risorse limitate, e traumatizzate dall’esperienza di guerra improvvisa che hanno dovuto fronteggiare. Oltre ai generi di prima necessità hanno bisogno di sostegno e accompagnamento psicologico.

 

Diocesi: Rieti, 2.500 risposte al questionario per giovani. Per il 30% “la Chiesa non è disponibile ad ascoltare le loro istanze”

Mon, 2017-07-24 16:24

“Il 74% dei nostri ragazzi dice di sentirsi poco ascoltato dalla comunità ecclesiale e solo il 30% pensa che la Chiesa sia disponibile ad ascoltare le loro richieste”. Sono alcuni dati relativi alle risposte che 2.500 giovani delle scuole superiori sul territorio della diocesi di Rieti hanno fornito al questionario predisposto dall’Ufficio diocesano evangelizzazione e catechesi per conoscere più a fondo la realtà giovanile locale anche in vista del Sinodo sui giovani del 2018. In attesa che la lettura delle risposte sia completata, emerge comunque che “il 98% dei ragazzi è battezzato, il 94% ha ricevuto la Comunione e l’84% la Cresima”. Alla domanda “Chi ti ha parlato per la prima volta di Gesù”, oltre la metà risponde con un componente della famiglia: il 37% ha indicato i genitori, il 16% i nonni davanti alla maestra. Altri dati riguardano la conoscenza di Gesù: il 45% afferma di conoscerlo bene, il 37% poco, il 16% quasi per niente. Inoltre il 92% degli studenti non legge per conto suo il Vangelo. Circa la frequenza alla Messa domenicale quasi il 90% dei giovani reatini dice di non andarci mai o quasi mai. A fronte di un 47% che la trova noiosa e di un 23% che la ritiene difficile da seguire, più del 15% la trova avvincente e il 32% ritiene attraente il momento della Comunione. Significativo comunque che il 59% dei giovani, per quanto riguarda la fede, si consideri ancora in ricerca. A inizio settembre, presso il centro pastorale di Contigliano, si svolgerà l’incontro diocesano che quest’anno sarà dedicato ai giovani, di cui è attesa una buona partecipazione perché – commenta il vescovo Domenico Pompili – “non sia un parlare sui giovani ma un parlare con i giovani”.

Polonia: Nosowski (direttore rivista “Wiez”) sulla riforma della giustizia, “violato il principio democratico della divisione dei poteri”

Mon, 2017-07-24 16:01

“Il presidente del PiS, Jaroslaw Kaczynski, con la sua riforma organica dello Stato, assoggettando il potere giudiziario all’esecutivo ha violato il principio democratico della divisione dei poteri. A quanto pare quel principio è molto importante per un gran numero di polacchi. In questi giorni alle proteste prendono parte anche molti giovani e persone che non sono affatto sostenitori dell’opposizione”. Zbigniew Nosowski, direttore della rivista “Wiez” d’ispirazione cristiana e copresidente della Consiglio dei cristiani ed ebrei polacchi, commenta, intervistato dal Sir, gli ultimi sviluppi della politica polacca. Oggi il presidente Duda ha posto il veto sulle riforme volute dal governo conservatore e le proteste continuano a difesa della stato di diritto. Qual è l’aspetto più problematico della riforma del sistema giudiziario voluta dal PiS? “L’aspetto peggiore – afferma l’intellettuale cattolico – mi sembra il fatto che il Parlamento possa procedere con la sola maggioranza semplice ad eleggere i membri del Consiglio nazionale della magistratura, che è un organo definito dalla Costituzione polacca. Questo ha evidenziato il desiderio di Kaczynski di assumere un totale controllo della magistratura e del Paese. Se n’è accorto perfino il presidente Andrzej Duda…”.
“Il partito di governo fin dalla sua vittoria elettorale adopera una fraseologia che noi in Polonia chiamiamo nazional-cattolica. Kaczynski – aggiunge Nosowski – ha deciso di utilizzare proprio quel linguaggio avendo intuito le sue potenzialità in considerazione degli atteggiamenti tradizionalisti di gran parte della società polacca. Ha capito che se vuole ottenere il potere in Polonia deve adoperare proprio quel linguaggio. In qualche maniera è il contrario del famoso detto ‘Parigi val bene una messa’”.

Ireland: childhood poverty, appeal from five associations. Grant house, education and rights

Mon, 2017-07-24 15:43

Five Irish associations, including the San Vincenzo de’ Paoli, made an appeal to the government for “inserting decisive measures against childhood poverty in the Budget 2018”. Poor children are over one hundred thousand (1 out of 9); 2,800 children are homeless; and “thousands of children live in inadequate or crowded houses”; above all, children with one parent are in difficulties. It was denounced by the Associations presenting a Report at the Pre-Budget Forum, summoned by the Minister for Social Protection Regina Doherty, and dedicated to children’s needs. The Report now examined by authorities includes “clear instructions for practical solutions”, meant “to support income and investments in quality state services”, the fundamental elements “to reduce childhood poverty”. The Associations ask for “free access to primary schools as a right for every child”, because “education develops the potential of children and allows them to escape from poverty”. And they ask for investments in council housing, as well as “rent aid” to avoid “more homeless families”. And more: investments in services such as the “school canteen programme”: last year, 102 thousand children took advantage of free meals during the school year. However, just “long-term and strategic investments” will “decrease childhood poverty”, “making a real difference”.

Irlanda: povertà infantile, appello da cinque associazioni. Garantire casa, istruzione e diritti

Mon, 2017-07-24 15:43

Cinque associazioni irlandesi, tra cui la San Vincenzo de’ Paoli, hanno presentato un appello al Governo perché “garantisca che il Bilancio 2018 contenga misure decisive per affrontare la povertà infantile”. Sono oltre 100mila i bambini in situazione di povertà (1 su 9) e 2.800 senza fissa dimora, oltre “alle migliaia che vivono in case inadatte, sovraffollate”; sono soprattutto i figli di famiglie monoparentali a fare più fatica. Lo hanno denunciato le associazioni presentando un Rapporto al Pre-Budget Forum, convocato dalla ministra per la protezione sociale Regina Doherty e dedicato ai bisogni dei bambini. Il Rapporto, che ora è all’attenzione delle autorità, contiene “chiare indicazioni per soluzioni pratiche”, fatte di “sostegno al reddito e investimenti in servizi statali di qualità”, elementi fondamentali per “ridurre la povertà infantile”. Le associazioni chiedono “accesso gratuito alla scuola primaria come diritto per ogni bambino”, poiché “l’istruzione sviluppa il potenziale dei bambini e consente loro di sfuggire alla povertà”. E poi investimenti per l’edilizia sociale e nel frattempo “sostegno per gli affitti” per evitare che “altre famiglie restino senza casa”. E ancora: investimenti in servizi come il “programma mense scolastiche”: lo scorso anno 102mila bambini hanno beneficiato durante l’anno scolastico della “mensa gratuita”. Saranno però solo “investimenti di lungo periodo e strategici” a far “progredire la riduzione della povertà infantile” e a fare “la vera differenza”.

Reliquie San Nicola in Russia: p. Capotosto (priore basilica), “piccolo seme nel terreno dei rapporti tra Roma e Mosca”

Mon, 2017-07-24 15:20

“Questo evento ha reso il popolo protagonista. Se si coinvolge il popolo, questo può fare da cerniera per una ancora maggiore comunione tra le istituzioni religiose, ovvero affinché si muova il vertice delle Chiese. Proseguiamo quindi in quella linea di orizzonte tracciata tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill nel famoso incontro a Cuba”. Queste le parole al Sir del domenicano Ciro Capotosto, priore della basilica di san Nicola a Bari, alla vigilia del ritorno delle reliquie di san Nicola nel capoluogo pugliese dopo 2 mesi e mezzo di esposizione in Russia, prima a Mosca e poi a San Pietroburgo. “Cresce l’attesa nella città di Bari e, specialmente, nella città vecchia – assicura padre Capotosto – per il rientro della reliquie di san Nicola”. “Stiamo coinvolgendo tutta la cittadinanza e tutte le parrocchie della diocesi dedicate a san Nicola perché ci sia un’adeguata accoglienza, simile a quella che c’è stata in Russia”, aggiunge il domenicano. Secondo il priore, l’amore dimostrato dai russi verso San Nicola e quello dei devoti fedeli baresi rappresentano “un evento unico nella storia che porta dentro di sé un significato grandissimo ma, allo stesso tempo, modesto perché, nella sua maestosità, è stato seminato nel terreno dei rapporti tra Roma e Mosca un piccolo seme che ora dovrà dare i propri frutti”.

Diocesi: Padova, da ottobre riparte il biennio di pastorale familiare per coniugi

Mon, 2017-07-24 15:15

Ripartirà ad ottobre, a Padova, l’itinerario biennale di formazione in pastorale familiare per coniugi. L’iniziativa, attiva da più di 25 anni, è rivolta in particolare alle coppie di sposi disponibili per la pastorale familiare negli ambiti parrocchiali e vicariali. Il corso – spiegano i direttori Cristiano Pivato e Francesca Aggujaro in un intervento pubblicato dal settimanale diocesano “La Difesa del popolo” – è stato pensato “venendo incontro alle esigenze delle parrocchie: attenzione certamente ai tradizionali corsi per fidanzati, ma più in generale alla pastorale familiare, anche nel contesto dei percorsi d’iniziazione cristiana e quelli di preparazione al battesimo”. “Vorremmo che nascesse un vero e proprio patto tra le coppie che sceglieranno di partecipare al biennio”, aggiungono. Per questo, “stiamo organizzando dei colloqui conoscitivi che si svolgeranno tra ottobre e novembre, per capire il contesto comunitario e le richieste pastorali delle singole comunità. Nel primo anno biennio – precisano – verranno proposti “contenuti di carattere teologico, antropologico, morale, pastorale, spirituale, culturale, scientifico, a partire dall’esperienza e si attuerà soprattutto in dinamiche e condivisioni di coppia e di gruppo”. “Il secondo anno – proseguono – prevede l’esperienza dei laboratori con l’inserimento della coppia nelle attività di pastorale in accordo con il parroco e il consiglio pastorale e con il supporto dell’équipe dell’ufficio famiglia, con incontri e verifiche periodiche”. Sul sito www.ufficiofamiglia.diocesipadova.it sono disponibili ulteriori informazioni e la scheda di adesione.

Africa: Medici Cuamm, a Washington presentazione dei “cuscini del parto” per incoraggiare le donne ad andare in ospedale

Mon, 2017-07-24 15:00

Medici con l’Africa Cuamm presenterà a Washington D.C. tra il 25 e il 27 luglio “i cuscini per il parto”, strumento innovativo pensato per convincere le donne della Karamoja, regione a nord dell’Uganda, a partorire in ospedale o nei centri di salute. Selezionato tra i finalisti dell’evento “Saving Lives at Birth: A Grand Challenge for Development”, promosso dall’Agenzia della cooperazione statunitense (Usaid), il progetto dei “cuscini per il parto” vuole dimostrare alle donne che è possibile ricorrere al parto assistito, senza rinunciare alle proprie tradizioni, ma in un ambiente sicuro e attrezzato in caso di emergenza. I risultati sono incoraggianti: grazie a questo strumento infatti dal 2013 al 2015 si è passati da 11.424 a 25.592 parti assistiti in struttura, con una copertura dei parti attesi nella regione salita dal 18% al 52%. L’evento di Washington D.C. vuole raccogliere i progetti più innovativi e sostenibili sviluppati nel mondo per migliorare la salute delle donne in gravidanza e dei neonati nei Paesi a risorse limitate, consentendo loro l’accesso alle cure che meritano. Di 550 progetti, 53 sono arrivati in finale; Medici con l’Africa Cuamm è l’unica organizzazione italiana: ora è aperta a tutti fino al 26 luglio la votazione on line per il progetto ritenuto migliore.
I “cuscini per il parto” (birth cushions) rappresentano un’innovazione low-tech e a basso impatto economico, implementata per la prima volta dal Cuamm nel 2013 in Karamoja (Uganda). Lì si è visto un incremento dei parti in struttura, che significano più complicanze trattate tempestivamente, a beneficio della salute di mamme e bambini. Considerato che le donne dimostravano di continuare a preferire il parto in casa a quello in struttura, perché lì erano costrette a partorire da distese, lo staff di Medici con l’Africa Cuamm ha prodotto un prototipo di “cuscino per il parto” su cui le donne possono partorire nella tradizionale posizione accucciata, assistite da un’ostetrica. In quattro anni i “cuscini per il parto” sono stati distribuiti in 81 centri di salute della Karamoja e si è visto un incremento notevole delle donne che si presentano in struttura, legato anche alla possibilità di partorire in maniera tradizionale. Info: www.mediciconlafrica.org.

Sud Sudan: Amnesty, “migliaia di donne e alcuni uomini vittime di violenze sessuali di massa”

Mon, 2017-07-24 14:46

Migliaia di donne e ragazze sudsudanesi e alcuni uomini hanno subito stupri nel corso di aggressioni sessuali di natura etnica durante il conflitto. Stanno affrontando gravi conseguenze psicologiche e stigma e non hanno nessuno cui chiedere aiuto. È quanto denuncia oggi Amnesty international in un rapporto intitolato “Non rimanere in silenzio. Le sopravvissute alla violenza sessuale in Sud Sudan chiedono giustizia e riparazione”. Il rapporto, frutto di una ricerca congiunta di Amnesty international e 10 difensori dei diritti umani sudsudanesi i cui nomi sono protetti per evitare rappresaglie da parte del governo, rivela che, dall’inizio delle ostilità alla fine del 2013, migliaia di persone in tutto il Paese hanno subito gravi atti di violenza sessuale. Gli autori appartengono a entrambe le parti in conflitto – le forze governative del presidente Salva Kiir di etnia dinka e dell’ex presidente Riek Machar di etnia nuer – e dei gruppi armati loro alleati.  “Siamo di fronte a violenze sessuali di massa eseguite con premeditazione nei confronti di donne vittime di stupri di gruppo, penetrate con bastoni e mutilate coi coltelli – ha dichiarato Muthoni Wanyeki, direttrice di Amnesty International per l’Africa orientale, il Corno d’Africa e la regione dei Grandi Laghi -. Queste azioni indifendibili hanno cambiato completamente la vita delle vittime, lasciandole alle prese con conseguenze debilitanti, di natura fisica e psicologica. Molte sopravvissute agli stupri sono state abbandonate dai loro mariti e dalle famiglie di questi e stigmatizzate dalla comunità d’appartenenza”. Le ricercatrici di Amnesty hanno intervistato 168 vittime, tra cui 16 uomini, in quattro stati del Sud Sudan e in tre campi per rifugiati nel nord dell’Uganda. In alcuni casi, gli aggressori hanno ucciso le donne dopo averle stuprate.  “Il governo sudsudanese deve prendere misure decisive per porre fine a quest’epidemia di violenza sessuale, iniziando a parlare chiaramente di tolleranza zero, avviando un’indagine approfondita e indipendente sugli attacchi sessuali e assicurando che i responsabili siano sottoposti a processi equi – ha affermato Wanyeki -. Inoltre il governo deve prevenire la violenza sessuale anche allontanando dalle forze armate le persone sospettate di stupro. Le vittime dovranno ricevere giustizia, cure mediche e riparazione”.

Diocesi: Prato, domani mons. Agostinelli accoglie bambini del Saharawi nel palazzo vescovile

Mon, 2017-07-24 14:22

Domani, martedì 25 luglio, un gruppo di bambini del Saharawi faranno visita al vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli, nel palazzo vescovile. L’incontro è programmato per le ore 10. L’appuntamento è inserito all’interno delle iniziative di accoglienza dei bambini provenienti dal Saharawi promosse a Prato e in tutta la Toscana. I bimbi sono accompagnati da Sandro Volpe, del coordinamento in solidarietà della Repubblica Saharawi, e da Roberto Macrì, presidente dell’Opera Santa Rita, che per un giorno ospiterà e farà da guida al gruppo. A seguire i bambini saranno accolti nella sede della Provincia di Prato dalla vice presidente Paola Tassi.

United States: religious leaders write to Trump to foster peace of Israel and Palestine

Mon, 2017-07-24 14:22

New York – “We believe peace between Israel and Palestine is possible”. Those words were written by thirty-five religious Christian, Muslim and Jewish leaders in a letter sent to Donald Trump to encourage the efforts of US presidency for putting an end to the Israeli-Palestine conflict. The leaders added that “on the basis of the legitimate, long-term expectations of Israeli and Palestine people in terms of national security and self-determination, the two-State solution is still the most realistic way to meet the essential interests of both peoples to put an end to the conflict”. In the analysis submitted to Trump (the outcome of the relation of every leader with the Council of Religious Institutions in the Holy Land), they point out that though “a few Israelis and a few Palestinians think one State is preferable, according to recent surveys the majority of the peoples are still in favour of two States. Following the one-State solution would cause further years of violence”. Religious authorities encourage and support the efforts and the initiatives promoted by the government, to find a peaceful solution. They also say that “the accomplishment of fair peace would have a positive impact on both peoples, for the Middle East, for US interests, and for the whole world”. The letter was signed by Msgr. Oscar Cantú (Bishop of Las Cruses and President of the Justice and Peace Commission of the United States), Bishop Emeritus of Washington McCormick, bishops of the Orthodox Church and of the Methodist Church, members of the clergy of all Christians denominations, imams and representatives of the Islamic world, as well as twelve Rabbis in charge of synagogues and Jewish organisations.

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Lago di Bracciano: Irsa-Cnr, negli ultimi giorni livello sceso di 10 cm. Se prosegue abbassamento è a rischio ecosistema

Mon, 2017-07-24 14:06

Negli ultimi giorni nel lago di Bracciano si è registrato un abbassamento del livello idrico di circa 10 cm, portando il livello del bacino a -163 rispetto allo zero idrometrico. Se le condizioni meteo climatiche dovessero rimanere inalterate, portando il livello del lago a -200cm, si rischierebbero ripercussioni sull’intero ecosistema lacustre. E’ quanto si legge in una nota dell’Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (Irsa-Cnr), che da oltre 15 anni svolge attività di monitoraggio sul lago di Bracciano, diffusa oggi in relazione alla crisi idrica di Roma e del Lazio. Secondo i ricercatori, la perdita di superficie adibita ai processi di autodepurazione sarebbe pari al 22,5% (in pratica il lago si comporta come un grande ecosistema filtro, con abbattimento in particolare della sostanza organica e dei nutrienti).

Gli effetti degli abbassamenti idrici nel lago, prosegue la nota, “determinano, inoltre, significative ripercussioni anche sulla falda circumlacuale che svolge un’importante funzione di alleggerimento delle criticità legate al potenziale innesco di processi eutrofici, influendo sulla diluizione dei nutrienti, sulla circolazione e movimentazione idrologica, sulla riduzione termica”. Per i ricercatori il “caso Bracciano” deve fare scuola a livello nazionale ed internazionale, “rivalutando l’importante ruolo della pianificazione e della collaborazione interistituzionale che veda il supporto scientifico strutturato di enti di ricerca ed università”. Inoltre, le sfide imposta dai cambiamenti climatici “devono alimentare un sistema diffuso e multiforme di tutela e razionalizzazione dell’acqua in una visione ecologica che la vede parte attiva di ciascuno dei 94 processi ambientali che regolano la vita del nostro pianeta”.
L’acqua, conclude la nota, “deve essere vista come valore essenziale, non solo culturale ma civile ed economico, in grado di influenzare la qualità dell’ambiente, della vita individuale ed il benessere sociale”.

Finland: number of priests on the rise. New rules for the Presbyteral Council

Mon, 2017-07-24 14:05

Up to now, the Presbyteral Council of the Diocese of Helsinki has been composed of all the priests of the Diocese. According to the website of the Diocese, this “extremely unusual practice” has become “almost impossible” in Finland too, since “there has been an increase in the number of priests (currently 30), as well as in the number of believers in the Diocese”. For this reason, the Bishop of Helsinki, Mgr. Teemu Sippo, has issued new rules for the Council, which, from now on, will include five members elected from among the priests in addition to the members of the Episcopal Council. Furthermore, the Bishop may invite another priest. The Council will serve a five-year term”. Some days ago, to comply with the new rules, the Bishop appointed the first Council that will remain in office until July 2022. The Presbyteral Council, the Diocese explains in a statement, “acts as an advisory body to the Bishop in accordance with the Canons 495-502 of the Code of Canon Law and in those cases in which the opinion of the Presbyteral Council is required”.

Finlandia: cresce il numero di sacerdoti. Si rinnovano le regole del Consiglio presbiterale

Mon, 2017-07-24 14:05

Il Consiglio presbiterale della diocesi di Helsinki fino ad ora era composto da tutti i sacerdoti che appartenevano alla diocesi, una “pratica molto rara”, spiega il sito della diocesi che però anche in Finlandia “è diventata quasi impossibile, perché i sacerdoti sono aumentati di numero (sono attualmente 30), così come è cresciuto in modo significativo il numero dei credenti nella diocesi”. Per questo il vescovo di Helsinki, mons. Teemu Sippo, ha rinnovato le regole del Consiglio in modo che esso includerà, oltre ai membri del Consiglio episcopale, cinque membri eletti tra i sacerdoti. Inoltre, il vescovo può invitare un altro sacerdote. Il Consiglio resta in carica per una durata di cinque anni”. Nei giorni scorsi quindi in conformità con le nuove regole, il vescovo ha nominato il primo Consiglio che resterà in carica fino al luglio 2022. Il consiglio presbiterale, spiega la nota della diocesi, “agisce come organo consultivo del vescovo in conformità con i canoni del Diritto canonico 495-502, e nei casi in cui sia richiesta l’opinione del Consiglio presbiterale”.

Reliquie San Nicola in Russia: mons. Cacucci (Bari-Bitonto), “esperienza di ecumenismo di popolo”

Mon, 2017-07-24 13:36

“L’esperienza vissuta in Russia è andata oltre qualsiasi previsione e grande è stata l’accoglienza e continua la sensibilità manifestata da parte delle autorità religiose russe e del popolo. Ed esiste già un rapporto di fraternità e amicizia che siamo certi si consoliderà ulteriormente”. Così l’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci, commenta al Sir la conclusione del trasferimento temporaneo in Russia delle reliquie di san Nicola che, nella giornata di venerdì 28 luglio, torneranno a Bari. L’iniziativa rimanda all’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill a Cuba: “Quell’incontro è stato una pietra miliare”, afferma Cacucci. Secondo l’arcivescovo, “l’ecumenismo ha un futuro se diventa sempre più un ecumenismo di popolo. Se invece è legato solo ai vertici non credo possa avere dei risultati significativi”. “Credo che, da dopo il Concilio – osserva Cacucci – non ci sia stata un’esperienza di ecumenismo di popolo come quella vissuta grazie alle reliquie di san Nicola. È questa la direzione dell’ecumenismo del futuro”. “Dobbiamo ancora capire insieme al Patriarcato – aggiunge – quali saranno i gesti concreti da fare per sviluppare ancora di più questa amicizia. Non è però il caso di accelerare con gesti eclatanti. Sono convinto che l’ecumenismo è segnato da singoli piccoli passi”. Grazie alle reliquie di san Nicola, “il dialogo che si è ulteriormente aperto tra le due Chiese può essere d’esempio su tutti i livelli, non solo quello religioso”. “Lo stesso Putin ha sottolineato che il ruolo delle Chiese in questa distensione internazionale è determinante. È inutile illudersi: il rapporto religioso è fondamentale anche per la pace del mondo”, conclude Cacucci.

Austria: dal governo 5 milioni di euro per interventi contro carestia in Africa orientale. Plauso della Caritas

Mon, 2017-07-24 13:22

Caritas Austria ha accolto con favore l’aumento dei finanziamenti da parte del Fondo per le catastrofi del ministero degli Esteri austriaco, con la destinazione delle somme per interventi urgenti in Africa Orientale e per la pianificazione di una sorta di “piano Marshall” per il continente africano. “Sono grato per i 5 milioni di euro oggi stanziati – ha dichiarato il presidente di Caritas Austria, mons. Michael Landau –. Il denaro supplementare permetterà la sopravvivenza e la sicurezza di migliaia di bambini, donne e uomini”. La distribuzione degli aiuti sarà gestita in accordo fra Caritas, ong internazionali e il governo federale austriaco. Il ministro degli Esteri, Sebastian Kurz, ha confermato l’impegno verso la regione del lago Ciad, Sud Sudan, Somalia, Etiopia, Uganda e Kenya. L’Africa orientale è al centro della tradizionale campagna di sensibilizzazione contro la fame, già iniziata dalla Caritas e organizzata per tutto il prossimo mese di agosto: 22,9 milioni di persone in Africa orientale sono attualmente colpiti dalla carestia. “La fame è la peggiore forma di povertà. Attualmente, abbiamo una situazione in cui le persone possono mangiare nelle zone colpite non più di una volta al giorno, e molti solo una piccola porzione di polenta per l’aridità dei campi”, ha detto Landau, che ha recentemente visitato al zona di Marsabit nel nord del Kenya constatando la gravità della situazione: “Fino a quando i bambini muoiono di fame, abbiamo fallito come società”.

Giovanni Bianchi: Rossini (Acli), “un grande uomo e un grande presidente”

Mon, 2017-07-24 13:14

“Con Giovanni Bianchi se ne va un grande uomo e un grande presidente delle Acli. Un uomo che, nonostante i numerosi e importantissimi incarichi a livello politico nazionale, è rimasto sempre attaccato alla nostra associazione. Era con noi anche nell’ultimo incontro di spiritualità delle Acli a Bose. Con lui, se ne va un amico e una guida”. Così l’attuale presidente delle Acli, Roberto Rossini, ha voluto ricordare Giovanni Bianchi, morto questa mattina dopo una breve malattia.
Giovanni Bianchi era nato a Sesto San Giovanni il 19 agosto del 1939 e si era laureato in scienze politiche presso l’Università Cattolica di Miano. Dopo aver ricoperto incarichi nelle Acli a livello regionale – riferisce una nota dell’associazione – era stato presidente nazionale dal 31 maggio 1987 al febbraio 1994, succedendo a Domenico Rosati. La sua ricca esperienza nelle Acli lombarde gli aveva consentito di approfondire “il solco e la radice” delle Acli: il cattolicesimo sociale e politico. Di qui il suo richiamo all’esperienza di Luigi Sturzo e alla spiritualità di Giuseppe Dossetti.
In questa linea era stato anche tra i rifondatori del Partito popolare italiano, più volte deputato e presidente nazionale nel 1995-1996. Nel 2008 aveva guidato come segretario il Pd milanese. Nel 2000 aveva fondato a Milano il Circolo Dossetti di cultura e formazione politica e dal 2004 era presidente del Cespi (Centro studi problemi internazionali) con sede in Sesto San Giovanni. Dal 2012 aveva assunto la carica di presidente dell’associazione nazionale partigiani cristiani.
Le esequie si svolgeranno domani, martedì 25 luglio, alle ore 16, presso la chiesa di Santo Stefano in piazza Petazzi a Sesto San Giovanni.

Diritti umani: al Giffoni Experience il Premio Amnesty 2017 a “They call us monsters” e “Confino”

Mon, 2017-07-24 13:07

Nel corso della 47esima edizione del Giffoni Experience una giuria composta da attivisti campani ha scelto i due film che hanno meglio rappresentato il tema dei diritti umani. Vince il Premio Amnesty 2017 “They call us monsters” di Ben Lear con la seguente motivazione: “Per aver mostrato con impatto e chiarezza le sfaccettature di storie difficili di adolescenti, nei loro errori e nelle loro qualità. Per aver affrontato il tema della possibile reintegrazione di questi ragazzi nella società, colpevoli di crimini violenti ma processati come adulti, violando così i loro diritti e privandoli della possibilità di essere quelle persone che già a tratti dimostrano e desiderano di essere. Per aver messo in evidenza il dibattito che la legge 260 porta con sé, raccontando la dolcezza e la spensieratezza di questi giovani e la tragedia dei gravi crimini che hanno commesso. Uno Stato che lascia a se stessi questi ragazzi rischia di perdere la loro sensibilità, acuita da una vita difficile, e il possibile contributo che potrebbero dare alla società una volta scontata la pena”. Il Premio Amnesty Corto 2017 è stato invece assegnato all’italiano “Confino” di Nico Bonomolo “per la capacità di raccontare attraverso una storia del passato una realtà quanto mai attuale. La negazione della libertà d’espressione da parte delle autorità rappresenta una grave violazione dei diritti umani ma è soltanto grazie al poter esprimere liberamente il proprio pensiero che una società civile può essere definita tale, poiché essa si sviluppa e cresce attraverso il confronto e il rispetto delle diverse opinioni di tutti”. La giuria Amnesty ha scelto di dedicare questo premio a Idil Eser e Taner Kiliç, rispettivamente direttrice e presidente di Amnesty International Turchia, attualmente in carcere insieme ad altri attivisti per i diritti umani a causa del loro lavoro in difesa della libertà di espressione.

Diocesi: Perugia, dal 29 luglio al 9 agosto Festival laurenziano d’organo dedicato ai 500 anni della Riforma luterana

Mon, 2017-07-24 13:06

Sarà dedicata a “La riforma di Lutero in musica” la IX edizione del Festival internazionale laurenziano d’organo che si svolgerà nella cattedrale di san Lorenzo, a Perugia, dal 29 luglio al 9 agosto. La rassegna verrà presentata domani, martedì 25 luglio, nel corso di una conferenza stampa che si terrà dalle 11 presso la “Sala del Dottorato” delle Logge di san Lorenzo. La IX edizione, si legge in una nota, “si arricchisce di particolari e significative ricorrenze. Non ultima quella del 50° anniversario della progettazione dell’organo Tamburini ad opera del maestro Fernando Germani, organista italiano più importante al mondo della sua epoca”. L’organo, dal 1967, con le sue 5mila e più canne, accompagna le celebrazioni liturgiche della cattedrale, il cui restauro è terminato lo scorso anno. Alla presentazione interverranno mons. Fausto Sciurpa, presidente del Capitolo di san Lorenzo, e il maestro Adriano Falcioni, organista titolare della cattedrale di Perugia e direttore artistico del Festival. “Nella forma di un fecondo e benaugurante ecumenismo musicale – evidenzia mons. Sciurpa – si apre il IX Festival internazionale laurenziano d’organo”. Inoltre, annuncia il presidente del Capitolo di San Lorenzo, “un concerto, quello tenuto dal nostro organista, nonché direttore del Festival sarà dedicato alla figura del dottor Franco Buitoni, a poco meno di un anno dalla morte”. Al termine della conferenza stampa, il maestro Falcioni eseguirà alcuni brani all’organo Tamburini della cattedrale, offrendo un’anteprima del Festival.

Charlie Gard: la Corte riunita a Londra. Ospedale denuncia “scioccante e disgustosa marea di ostilità e interferenze”

Mon, 2017-07-24 13:04

Si è di nuovo riunita stamane alle 11 ora italiana la corte presieduta dal giudice Nicholas Francis chiamato a riaprire il caso del piccolo Charlie Gard, un anno il prossimo 4 agosto. La sentenza pronunciata l’11 aprile scorso sosteneva la scelta dei medici di sospendere le terapie al piccolo affetto da una rarissima malattia genetica. Su insistenza dei genitori, i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra hanno accettato di presentare al giudice nuove testimonianze e acquisizioni sulle possibilità terapeutiche per il piccolo, in vista di un eventuale permesso a trasferire il piccolo in America. “Il caso di Charlie Gard spezza il cuore. Capiamo perfettamente che ci sia un grande interesse pubblico e molte emozioni in gioco. Riconosciamo l’instancabile difesa dei genitori di Charlie e la vicinanza che la gente prova con questa situazione”, ha scritto in un comunicato diffuso nei giorni scorsi la presidente del pediatrico di Londra Mary MacLeod, che ha però denunciato “la scioccante e disgustosa marea di ostilità e interferenze” subite dalla “comunità ospedaliera” e le offese sul personale dell’ospedale, a volte anche minacce di morte. L’Ospedale “è in stretto contatto con la polizia metropolitana e faremo tutto il possibile per chiedere conto a chiunque sia coinvolto in questo tipo di comportamento deplorevole”, ha reso noto la presidente. Anche i genitori di Charlie hanno fatto sapere di essere stati oggetto dei più “pesanti commenti” e hanno altresì dichiarato che “nonostante i motivi di contrasto, abbiamo sempre avuto il massimo rispetto per tutto il personale che lavora instancabilmente al Great Ormond Street Hospital e per il lavoro molto difficile che fanno ogni giorno”.

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