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Updated: 15 min 6 sec ago

Terremoto in Centro Italia: Arquata, fabbrica Tods a Pescara del Tronto. Della Valle, “non è un gesto eroico. Speriamo di portare qui altri imprenditori”

Wed, 2017-12-20 18:40

“Questo è un momento importante per tutti, soprattutto per le persone che ci lavorano. Sono tutti giovani. Noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare: siamo venuti qui ed abbiamo portato lavoro che è quello che questa gente vuole. Qui non vogliono regali, vogliono poter lavorare ed avere una vita dignitosa. Quindi tentiamo di aiutarli, ma non sono gesti eroici. È una fabbrica che produce lavoro e reddito”. Lo ha detto al Sir Diego Della Valle, oggi, in occasione del taglio del nastro della fabbrica Tods a Pescara del Tronto. “Speriamo di convincere altri amici imprenditori a venire perché con un po’ di insediamenti come questo eliminiamo il problema del lavoro ai ragazzi di questo territorio che di disgrazie ne hanno viste tante. Quindi da gennaio cominciamo a portare qui un po’ di amici e speriamo tra un anno di vedere la nascita di altre fabbriche. È Natale e faccio questo augurio, io sono propositivo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il fratello Andrea Della Valle: “Finalmente abbiamo realizzato questo piccolo progetto. In quattro mesi siamo riusciti a fare l’azienda. Undici mesi per il progetto e per formare i ragazzi grazie al supporto di tutti i tecnici della Tods, che si sono messi a disposizione. Quando c’è la volontà di tutti, la voglia dei giovani di lavorare e noi che diamo questa opportunità, si va avanti bene. Anche la politica ci ha dato una grande mano, una volta compresa l’importanza del progetto”. Entusiasta per il nuovo insediamento il sindaco di Arquata, Aleandro Petrucci. “Una giornata importante per Arquata e per il territorio, l’unica fabbrica che c’è ad Arquata, in futuro non lo sappiamo. Ci auguriamo che altre aziende possano fare lo stesso. Perché qui c’è spazio per altri dieci aziende, ci sono altri 10-15 mila metri quadri disponibili per iniziative analoghe”.

Yemen: Unicef, “permettere un accesso umanitario senza ostacoli in tutto il territorio, i porti e gli aeroporti e agevolare la distribuzione di assistenza salvavita per i bambini”

Wed, 2017-12-20 18:36

“Le recenti limitazioni imposte alle importazioni di carburante verso lo Yemen hanno provocato nel Paese una carenza di beni fondamentali e un aumento dei prezzi, con una forte ricaduta sull’accesso all’acqua sicura e altri servizi vitali per i bambini, come l’assistenza sanitaria e i servizi igienici. Questi tagli rappresentano l’ultima sfida da affrontare per contenere l’epidemia di diarrea acquosa acuta e di colera in Yemen”. Lo denuncia oggi l’Unicef. “Del milione di casi sospetti di diarrea acquosa acuta e colera, i bambini sotto i 5 anni sono più 250.000. Oltre 385.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta grave e stanno combattendo per rimanere in vita. Lo scarso accesso all’acqua pulita è anche una delle cause principali della malnutrizione”, ricorda l’’Unicef, che sta garantendo circa 450.000 litri di carburante ogni mese per consentire alle stazioni per il pompaggio dell’acqua di continuare a funzionare a Sana’a, Hodeida, Hajja e in altre città nel Paese.
Intanto, un aereo dell’Unicef è atterrato oggi a Sana’a portando circa 6 milioni di dosi di vaccini per proteggere milioni di bambini a rischio di malattie prevenibili e per contrastare inoltre un’epidemia di difterite, in corso, che sembra abbia colpito oltre 300 persone e causato la morte di 35. Tra questi i bambini i più colpiti. L’Unicef invita nuovamente le parti in conflitto a “permettere un accesso umanitario senza ostacoli in tutto il territorio, i porti e gli aeroporti dello Yemen e ad agevolare la distribuzione di assistenza salvavita per i bambini nel Paese”.

Terremoto in Centro Italia: Arquata, nella frazione di Pescara del Tronto oggi taglio del nastro della nuova fabbrica Tods. Il parroco, “un segno per tutta la comunità”

Wed, 2017-12-20 18:36

“L’apertura di questo stabilimento è un segno importante per tutta la comunità e quindi invoco la benedizione per la famiglia Della Valle, per tutti coloro che hanno reso possibile ciò e per chi vi lavorerà”. Ha esordito così il parroco di Arquata del Tronto, don Nazzareno Gaspari, al taglio del nastro per la nuova fabbrica Tods costruita in 4 mesi nella frazione di Pescara del Tronto duramente colpita dal terremoto del 24 agosto 2016. “Il lavoro dà dignità – ha proseguito il sacerdote -: anche Giuseppe con il suo lavoro ha sostenuto la famiglia di Nazareth”. Presenti alla cerimonia di apertura il vescovo di Ascoli, mons. Giovanni D’Ercole, i fratelli Della Valle, Diego ed Andrea, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, la commissaria straordinaria alla ricostruzione Paola De Micheli, il sindaco di Arquata Aleandro Petrucci e diverse autorità locali. La prima scarpa del gruppo realizzata nella nuova azienda si chiamerà “Arquata”. Diego Della Valle ha garantito il proprio impegno affinché altri imprenditori facciano lo stesso sul territorio.

Dire: i titoli e il tg politico

Wed, 2017-12-20 18:28

(DIRE-SIR) – Ecco i titoli e il tg politico della Dire. Anche su www.dire.it e www.agensir.it.

Banche. Parla Ghizzoni, polemica su richieste Boschi

Nell’audizione più attesa in commissione banche l’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni conferma i contatti con la sottosegretaria Maria Elena Boschi. “Mi chiese se era pensabile per Unicredit un intervento su banca popolare dell’Etruria”, ha detto Ghizzoni. “Fu un colloquio cordiale, non avvertii pressioni da parte del ministro”, ha aggiunto. Mentre le opposizioni chiedono le dimissioni di Boschi, lei si difende ricordando di non aver chiesto a Ghizzoni di acquisire la banca, ma di valutare se fosse possibile farlo.

Gentiloni allo stabilimento Tod’s di Arquata 

“Ci sono giorni complicati, oggi invece è un giorno di grande incoraggiamento”, dice il presidente del consiglio Paolo Gentiloni in visita allo stabilimento Tod’s di Arquata del Tronto, nel cratere marchigiano del terremoto. Il premier ringrazia la famiglia Della Valle, i lavoratori, il sindaco e tutta la valle. “È una bella giornata che ci fa pensare bene per il futuro ma che ci fa essere di nuovo ostinatamente presenti in questi territori”. Il governo, aggiunge il presidente del consiglio, è più che mai determinato a vincere il corpo a corpo con la burocrazia e coi ritardi.

Manovra, importanti misure per il settore agricolo

Via libera allo street food contadino nella manovra 2018 che conterrà importanti misure per il settore agricolo. L’assemblea nazionale Coldiretti plaude, su tutte, alla decontribuzione per i giovani agricoltori, al bonus verde e alla sterilizzazione delle aliquote Iva. “Un risultato che si deve innanzitutto al Pd. Questa legislatura verrà ricordata come quella più agricola nel nostro Paese”, sottolinea il ministro Maurizio Martina. Per il collega Andrea Orlando “è stato fatto un primo passo che si aggiunge alle leggi su caporalato ed ecoreati.

Como, critiche all’ordinanza contro l’elemosina

Fa discutere l’ordinanza del sindaco di Como Mario Landriscina che vieta l’elemosina nel centro storico della città. Prevede multe per senzatetto, clochard e migranti in azione entro le mura antiche. Interviene con durezza il direttore della Caritas diocesana Roberto Bernasconi che chiede un passo indietro del primo cittadino. “Il Natale si fonda sull’accoglienza di Cristo che nasce in una condizione di profugo e di emarginato”, dice Bernasconi, mentre l’ordinanza “mette fuori legge anche il Gesù Cristo che deve arrivare”.

Integrazione: Furlan (Cisl), “razzismo e xenofobia sono modelli di vita che non ci piacciono e che non vogliamo”

Wed, 2017-12-20 18:27

“Razzismo e xenofobia sono modelli di vita che non ci piacciono e che non vogliamo”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenendo questo pomeriggio alla conferenza “Il nuovo volto dell’integrazione”, organizzata dal sindacato, a Roma. “Abbiamo bisogno di un’Europa dove il senso dell’europeismo più profondo sia nel tema della dignità delle persone, aprendo le braccia all’accoglienza. Vogliamo un’Europa che contribuisca a un mondo di pace e benessere futuri”. Nel suo intervento il segretario ha condannato in più momenti i razzismi. “Noi ci sentiamo alleati di chi ha responsabilità politiche e si impegna a cambiare in meglio quest’Europa”. Rivolgendosi al ministro dell’Interno, Marco Minniti, Furlan ha detto che “ci sentiamo alleati nel nostro Paese di coloro che ritengono, lei per primo, che non c’è dignità delle persone, se al tema della legalità non teniamo legato quello del rispetto dei diritti umani”. Una condizione che “ha caratterizzato l’azione del governo”. Infine, un richiamo all’importanza dello ius soli. “Abbiamo bisogno di una legge su ius soli o ius culturae, per dare un’identità forte alle persone. Cerchiamo di farla già in questo fine legislatura”.

Catalogna al voto: dossier Ispi, instabilità politica peserà sull’economia. In fuga oltre 3mila imprese

Wed, 2017-12-20 18:20

La Catalogna domani va al voto tra una serie infinita di frammentazioni che attraversano l’elettorato – fronte separatista, fronte unionista –, i partiti stessi, le posizioni dei singoli leader. “A prescindere da una sua possibile quanto risicata vittoria, a essere in dubbio è però la tenuta del fronte indipendentista – si legge nel dossier sul voto del 21 dicembre pubblicato oggi da Ispi – dopo la serie di accuse incrociate che i leader dei diversi partiti si sono scambiati dal referendum del 1 ottobre in avanti. Non è dunque affatto detto che, in caso le urne restituiscano una nuova maggioranza pro–indipendenza, la questione della secessione dalla Spagna riesca a riunire intorno a un unico programma i tre partiti” che aspirano alla secessione da Madrid. Il dossier dell’Ispi si occupa di vari aspetti, fra cui il peso dell’indipendenza sull’economia regionale e spagnola. “Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2015 il Pil catalano ammontava a 204 miliardi di euro. È una cifra equivalente al 19% del Pil spagnolo, il che significa che, se la Catalogna fosse indipendente, avrebbe dimensioni superiori a quelle di 15 paesi dell’Unione europea (superando per esempio Portogallo e Grecia). La Catalogna costituisce dunque una parte rilevante dell’economia spagnola, pesando per il doppio di quanto faccia ad esempio la Scozia per l’economia del Regno Unito (10% del Pil nazionale)”.
Non si possono peraltro escludere scosse su Pil, banche e imprese, commerci, turismo e occupazione, in caso di indipendenza. “A oggi oltre tremila imprese catalane – prosegue il dossier dell’Ispi – hanno spostato la propria sede al di fuori della regione. Tra queste troviamo le 62 imprese catalane quotate in borsa, le più grandi delle quali sono Banco Sabadell e CaixaBank (istituti di credito), Gas Natural (energia) e Abertis (infrastrutture)”. Sul fronte di crescita e occupazione, uno studio della Esade Business School “stima che più di un quarto dei datori di lavoro catalani avrebbe ridotto le proprie prospettive di assunzione per il 2018, e che quasi la metà di loro (46%) avrebbe congelato i propri piani di investimento nella regione”. Sul lungo periodo, “secondo alcuni esperti, l’instabilità attuale potrebbe tradursi in una riduzione dell’1,5% del Pil regionale rispetto al trend precedente la crisi, equivalente a una perdita di 18 miliardi di euro. Ma, come nel caso dell’intera Spagna, è ancora difficile fare stime precise sull’impatto a lungo termine della crisi, che dipenderà soprattutto dalla sua durata e dalla sua intensità”.

Beni confiscati: Save the Children, a Casal di Principe aperti oggi un “Punto Luce” e uno “Spazio Mamme”

Wed, 2017-12-20 18:18

Sono stati aperti oggi a Casal di Principe, in provincia di Caserta, all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata, il nuovo “Punto Luce” e lo “Spazio Mamme” di Save the Children, luoghi per contrastare la povertà educativa di bambini e ragazzi e per accompagnare le madri sin dai primissimi anni di vita dei propri figli. Le attività saranno realizzate in collaborazione con la Cooperativa Eva, da anni presente sul territorio con interventi a sostegno dell’infanzia e delle donne. Nel “Punto Luce”, che sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, bambini e adolescenti dai 6 anni in su avranno la possibilità di svolgere gratuitamente molteplici attività legate allo studio, all’utilizzo sicuro del computer e di internet, alla lettura, ai laboratori artistici, culturali e ricreativi, al movimento e al gioco creativo. Lo “Spazio Mamme” – aperto il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 9 alle 13 e il mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 19 – è invece un luogo dedicato ai bambini tra 0 e 6 anni di età per offrire loro percorsi educativi stimolanti sin dai primissimi anni di vita e per rafforzare le capacità genitoriali degli adulti in condizioni di fragilità economica e sociale, grazie anche al coinvolgimento di pediatri, nutrizionisti e psicologi. Anche in questo caso i servizi sono totalmente gratuiti.
“Siamo particolarmente orgogliosi di partecipare al percorso di rinascita in atto nel territorio di Casal Principe e di contribuire così al rafforzamento di una vera e propria comunità educante, con il coinvolgimento delle famiglie, delle scuole, delle realtà territoriali e delle istituzioni, per offrire ai bambini e agli adolescenti le opportunità che meritano per vivere appieno la propria infanzia e costruire il futuro che sognano e al quale hanno diritto. I due spazi inaugurati oggi si aggiungono a quelli che già da alcuni anni abbiamo attivato in alcuni quartieri di Napoli, per venire incontro ai bisogni dei minori ma anche dei loro genitori in condizioni di fragilità, dando così continuità al nostro impegno in una regione dove il peso della povertà economica e di quella educativa si fa purtroppo sentire in modo fortissimo sul futuro dei bambini”, ha dichiarato Raffaela Milano, dei direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children.

Vescovi sardi: procede la riflessione sulla lingua sarda nella liturgia

Wed, 2017-12-20 18:17

Questioni riguardanti la Facoltà Teologica della Sardegna, il Seminario regionale, l’accorpamento degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero: sono state al centro della riunione della Conferenza episcopale sarda, che si è svolta lo scorso 5 dicembre presso il centro di spiritualità “N.S. del Rimedio” in Donigala Fenughedu, sotto la presidenza di mons. Arrigo Miglio. Il presule, si legge in un comunicato diffuso oggi, ricordando la recente Settimana sociale di Cagliari, ha sottolineato “il percorso di preparazione fatto non solo dalla diocesi di Cagliari ma da tutta la Regione ecclesiastica, soprattutto con i sei seminari di studio, i cui risultati sono confluiti nel lavori dell’importante assise. Si tratta di una preziosa eredità per il futuro, sia in termini di contenuti e di prospettive pastorali, sia per la qualità dei delegati provenienti dalle diverse diocesi sarde. Sono un prezioso gruppo di lavoro che potrà tornare utile per future iniziative volte ad individuare e promuovere anche in Sardegna buone pratiche di lavoro”.
Proseguendo la riflessione sulla lingua sarda nella liturgia, “si è fatto il punto sullo stato attuale dei lavori portati avanti da un’Associazione di esperti, d’intesa con la Conferenza episcopale sarda – ricorda la nota -. Ad essi era stato affidato il compito di predisporre la traduzione dei testi dell’ordinario della Santa Messa (le parti fisse), e una decina di parti proprie relative alle feste del Signore, della Madonna e dei Santi. Una buona parte di tali testi è stata già predisposta nella variante campidanese e in quella logudorese, alcuni altri devono essere ancora completati”. Tali testi verranno esaminati e valutati da una commissione presieduta da mons. Ignazio Sanna, vescovo delegato per la Liturgia, e composta da alcuni specialisti nelle materie interessate: liturgia, Sacra Scrittura, linguistica sarda. Tale commissione riferirà alla Conferenza, prima che questa approvi e inoltri alla Santa Sede la richiesta di un’approvazione ad experimentum.
Infine, nel corso della seduta la Conferenza ha proceduto anche al conferimento della delega per due settori pastorali al nuovo arcivescovo di Sassari, mons. Gian Franco Saba: quella della Cultura e delle Comunicazioni sociali, finora ricoperta da Monsignor Paolo Atzei, e quella per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso finora ricoperta da monsignor Roberto Carboni.

Don Luigi Orione: San Giovanni Rotondo, oggi inaugurato un asilo nido intitolato al santo

Wed, 2017-12-20 18:01

Questa mattina è stato inaugurato in via Labriola a San Giovanni Rotondo (Fg) un asilo nido intitolato a San Luigi Orione, alla presenza del sindaco di San Giovanni Rotondo, Costanzo Cascavilla, del consigliere provinciale dell’Opera Don Orione, don Leonardo Verrilli, e di fra Leone Di Maggio in rappresentanza dei Cappuccini. L’inaugurazione conclude un iter iniziato con la delibera della Giunta comunale di San Giovanni Rotondo del 9 novembre 2015, nella quale si legge: “Un importante legame umano e spirituale ha unito San Luigi Orione con San Pio da Pietrelcina: per dieci anni, dal 1923 al 1933, in circostanze molto problematiche, Don Orione promosse la verità su Padre Pio, allora confusa e minacciata, attraverso un rapporto di fiducia con le autorità ecclesiastiche vaticane. Si consolidò tra i due santi un’amicizia di qualità superiore che si espresse in reciproca stima, affetto e preghiera, ricerca di santità personale e della Chiesa e anche collaborazione apostolica. Ci sono numerose testimonianze di persone indirizzate, secondo la necessità, da Don Orione a Padre Pio e da Padre Pio a Don Orione; Don Orione riconobbe la grazia e la vocazione di Padre Pio fin dagli inizi”.
Proprio all’ingresso della scuola è stato affisso un quadro che ritrae San Luigi Orione circondato dai bambini, con sotto una scritta che recita: “San Luigi Orione, amico e sostenitore di Padre Pio da Pietrelcina”. “Don Orione – dichiara don Laureano de la Red Merino, consigliere generale dell’Opera Don Orione – era molto attento alla formazione e all’educazione dei bambini, per questo riteniamo importante il fatto che proprio a lui sia stata dedicata questa scuola, in un luogo ricco di significato come San Giovanni Rotondo, in cui visse e operò un altro grandissimo Santo del ‘900”.

Catalogna al voto: Bonalumi (Ispi), “conflitto senza precedenti fra governo centrale e governo di una regione che si sente nazione”

Wed, 2017-12-20 18:00

“Domani la Catalogna va al voto in un clima di estrema incertezza. L’ex presidente della Generalitat catalana Carles Puigdemont è dal 30 ottobre in autoesilio in Belgio e i poteri sono stati nel frattempo assunti dal governo centrale. Anche se i risultati del voto non saranno probabilmente risolutivi, l’intera Europa attende col fiato sospeso l’ennesimo capitolo di uno scontro che rischia di portare alla prima secessione in Europa occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale”. Lo si legge nel dossier preparato dall’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) di Milano in vista delle elezioni che si terranno domani nella regione spagnola della Catalogna. Gilberto Bonalumi, dell’Ispi, afferma che “nello spazio di un mese si è consumato un conflitto senza precedenti fra il governo centrale, che ha impugnato la legalità costituzionale, e il governo di una regione che si sente nazione e pertanto non riconosce più la legittimità di quella Costituzione”. A seguito del referendum dell’1 ottobre, il 27 ottobre scorso il Parlamento catalano ha dichiarato l’indipendenza della Catalogna. Quello stesso giorno il Senato spagnolo ha approvato l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, dando mandato – segnala ancora Ispi – al primo ministro spagnolo Mariano Rajoy di sospendere gli organi autonomisti della Catalogna e di imporre il controllo diretto di Madrid. Rajoy ha dunque assunto i pieni poteri, delegandoli alla viceprimo ministro Soraya Sáenz de Santamaría in qualità di “coordinatrice ad interim”, e convocato nuove elezioni regionali per il 21 dicembre.
“Oltre ai vertici regionali sono stati rimossi anche circa 200 tra funzionari pubblici, capi di gabinetto e consiglieri. Quello che a tutti gli effetti è un vero e proprio commissariamento rende direttamente dipendenti da Madrid anche le forze di polizia regionali, i famosi Mossos d’Esquadra, il cui capo Josep Luis Trapero è stato sostituito a fine ottobre a causa della sua decisione di non intervenire per impedire lo svolgimento del referendum”. Il 30 ottobre l’ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, è fuggito assieme ad altri 4 suoi ministri in “autoesilio” in Belgio, “pur dichiarando di voler restare alla testa del suo partito (poi rinominato Junts per Catalunya) e ricandidandosi personalmente”. Infine il 2 novembre Oriol Junqueras, vice di Puigdemont al governo catalano e leader di Esquerra Republicana, partito indipendentista di sinistra, è stato arrestato assieme ad altri 7 ministri del governo catalano rimasti in Spagna: 6 di questi sono poi stati scarcerati su cauzione il 4 dicembre.

Commercio ambulante: Decaro (Anci), “con proroga concessioni vittoria dei Comuni. Salvaguardati posti di lavoro”

Wed, 2017-12-20 17:44

“Con la proroga al 2020 dell’applicazione della direttiva Bolkestein sul commercio ambulante otteniamo due importanti risultati per il Paese: la tutela delle centinaia di migliaia di posti di lavoro collegati alle 200mila concessioni in essere e la garanzia di un’applicazione integrale e corretta delle nuove norme. È una battaglia sulla quale l’Anci ha investito con determinazione e siamo soddisfatti di poter riconoscere oggi a governo e Parlamento grande sensibilità rispetto a questa istanza”. Lo afferma il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, commentando l’approvazione da parte della Commissione bilancio della Camera dell’emendamento che proroga le concessioni sul commercio ambulante fino al 2020.
“Più volte nel corso dell’ultimo anno – spiega Decaro – avevamo chiesto e ottenuto un’interlocuzione con il governo sulla scadenza delle concessioni, inizialmente prevista nel 2017, poi prorogata al 2018. I Comuni stanno già lavorando per rispettare le nuove procedure di assegnazione, ma il numero elevato delle concessioni e la conseguente mole di verifiche e incombenze a carico degli uffici comunali in vista delle gare costituivano criticità in grado di compromettere l’ordinato passaggio al nuovo regime. L’emendamento ora approvato rappresenta il coronamento di quell’impegno e il giusto premio alla determinazione con la quale i sindaci hanno condotto il dialogo con governo e forze parlamentari”.

Paesi Bassi: relazione sugli abusi sessuali nella Chiesa. Card. Eijk, “trasparenza su una pagina nera”

Wed, 2017-12-20 17:39

È di duecento pagine il rapporto molto dettagliato che la fondazione olandese “Beheer & Toezicht” sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica nei Paesi Bassi ha pubblicato relativamente al periodo 2011-2017. Questo organismo indipendente istituito nel 2011 ha lavorato su quattro direttrici: una hot-line, una commissione per le denunce, una per i risarcimenti e una piattaforma per l’assistenza. Sono state presentate 3.368 segnalazioni di abusi sessuali, che hanno generato 2.060 denunce. Un totale di 28.600.158 euro è stato pagato attraverso la Fondazione in risarcimento alle vittime, in base alla gravità del danno subito. A questi vanno aggiunti altri 750mila euro della cosiddetta “Slotactie” per gli anni precedenti. “Positivo” il giudizio sulla collaborazione della Chiesa in questi anni e su chi ha lavorato nei servizi messi a disposizione delle vittime, che secondo il rapporto, sono state anche loro “soddisfatte”. Gratitudine ha espresso il card. Willem Eijk alla presentazione del rapporto per il lavoro fatto per rendere giustizia alle vittime e “dare trasparenza su una pagina nera della storia della Chiesa”. “Terremo pienamente in conto gli esiti della relazione finale”, ha affermato Eijk, anche a nome della Conferenza degli ordini religiosi in Olanda e “saremo disponibili a condividere le esperienze acquisite”, “ora che anche il mondo dello sport, della televisione, del cinema e della politica” sono confrontati con il problema dell’abuso sessuale.

Integrazione: card. Bassetti, “non è assimilazione, ma condivisione di quello che abbiamo e che siamo “

Wed, 2017-12-20 17:35

“Integrazione non è assimilazione, ma condivisione di quello che abbiamo e che siamo nella nostra civiltà e nella nostra razza”. Lo ha detto l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, intervenendo questo pomeriggio alla conferenza “Il nuovo volto dell’integrazione”, organizzata dalla Cisl, a Roma. “Lo ius soli non è solo un fatto anagrafico, ma è anche accettazione di una terra come propria patria, come propria dimora”. Più che di “ius soli”, il cardinale preferisce parlare di “ius culturae”, che “è più onnicomprensivo di un fatto culturale e di valori morali. Questo patto va favorito”. Secondo il card. Bassetti, “l’integrazione deve nascere da valori comuni europei che devono essere condivisi”. “Sono fiero – ha aggiunto – di quello che sta facendo l’Italia, ma quante volte abbiamo notato la sua solitudine. Non si può lasciare sulle spalle di un solo Paese una situazione così difficile da gestire. L’Europa deve pensare a una integrazione con regole comuni”. Infine, il presidente della Cei ha richiamato, con le parole di Papa Francesco, quanto sia importante “accogliere, integrare, accompagnare e sostenere”. “Se accogli una persona e la metti in panchina non sei un Samaritano che si china su di lui. Una persona va accolta, ma anche integrata. E poi va accompagnata. Va creata unità, portata concretezza nel valore educativo e formativo. Perché una persona non può affrontare da sola le difficoltà che oggi si incontrano”.

Natale: il 22 dicembre il card. Parolin celebra la Messa al Ceis di Roma

Wed, 2017-12-20 17:27

Venerdì prossimo, 22 dicembre, alle 18, il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, presiederà la Messa di Natale nel Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi di Roma. Alla celebrazione, che si svolgerà nella sede centrale del Ceis, (via Attilio Ambrosini, 129), parteciperanno i ragazzi delle comunità terapeutiche, le donne con bambini in difficoltà, i rifugiati politici ospiti del Centro insieme con i loro familiari e gli operatori delle diverse strutture.  “Siamo molto felici per i nostri ragazzi – sottolinea il presidente del Ceis, Roberto Mineo – che il primo collaboratore di Papa Francesco voglia festeggiare per il terzo anno consecutivo il Natale insieme con tante persone che lottano ogni giorno per uscire da numerose forme di dipendenza, in primis quella della droga. In questo momento in cui, soprattutto a Roma, registriamo un drammatico ritorno dell’eroina, è quanto mai importante ribadire con forza un secco no a ogni forma di droga e attuare politiche efficaci per la prevenzione di questa piaga impressionante senza dimenticare nemmeno tutte le altre dipendenze a iniziare dal gioco d’azzardo”.  In quasi cinquant’anni di attività il Ceis ha accolto diverse volte il beato Paolo VI, san Giovanni Paolo II e Francesco. Fondato da don Mario Picchi alla fine degli anni Sessanta, il Centro si è sviluppato nel corso del tempo con numerose strutture sia a Roma che nella sua provincia: dalla comunità terapeutica per i tossicodipendenti alla cura dei giovani in doppia diagnosi (tossicodipendenza e problemi psichiatrici); dall’assistenza domiciliare ai malati di Aids e agli anziani, alle iniziative in favore di senza fissa dimora, immigrati, rifugiati, richiedenti asilo politico e donne vittime di violenza.

Sport e disabilità: premiati dal Coni gli atleti Special Olympics Alessandro Dressadore e Martina Casagrande

Wed, 2017-12-20 17:10

In occasione della cerimonia dei collari d’oro al merito sportivo, tenutasi ieri presso la Casa delle armi al Foro Italico, gli atleti Special Olympics Alessandro Dressadore e Martina Casagrande, in rappresentanza della delegazione italiana che nel marzo scorso ha partecipato ai Giochi mondiali invernali in Austria, hanno ricevuto dal Coni e dal Cip un riconoscimento simbolo di gratitudine e ammirazione per la loro dedizione allo sport. Una medaglia d’oro ed una d’argento per Alessandro Dressadore, conquistate rispettivamente nel Super G e nello Slalom; due medaglie d’argento, nella corsa con le racchette da neve, per Martina Casagrande nei 200 metri e nella staffetta 4×100. “Questo premio mi riempie di orgoglio – ha dichiarato Dressadore -. Voglio condividere questa gioia con tutti i compagni con i quali ho avuto la fortuna di vivere un’esperienza mondiale che, medaglie a parte, porterò con me per tutta la vita. In questo giorno speciale ringrazio la mia famiglia che ha sempre avuto fiducia in me sostenendomi ed incoraggiandomi”. “Sono una ragazza competitiva, amo vincere ma anche stare con gli altri – ha affermato Casagrande – . Lo sport mi ha fatto vivere tante avventure, e ogni volta è una nuova scoperta. Oggi sono più autonoma, in Austria, per esempio, ci sono andata da sola, pronta a vivere un’esperienza nuova senza paura, con la gioia nel cuore”.

Prostituzione: don Buonaiuto (Apg23), “inganno, violenza e tratta delle donne sono ingiustizie insopportabili. Il Parlamento si impegni per loro con una legge”

Wed, 2017-12-20 16:59

“Inganno, violenza e tratta delle donne sono ingiustizie insopportabili. Il Parlamento si impegni per loro con una legge. Tante sono le proposte presentate durante questa legislatura, ma nessuna è diventata finora legge”. Lo ha detto don Aldo Buonaiuto della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), parlando questo pomeriggio di prostituzione alla conferenza “Il nuovo volto dell’integrazione”, organizzata dalla Cisl, a Roma. “Abbiamo chiesto di fermare la domanda, di fermare il cliente”, ha aggiunto il sacerdote che ha raccontato di accogliere in una sede della comunità “ragazze giovanissime con orecchie tagliate o paralizzate a causa delle violenze subite”. Storie comuni di ragazze giunte in Italia dalla Nigeria, dalla Romania, dalla Moldavia e dall’Albania. “Il 40% sono minorenni e la maggior parte ha meno di 23 anni – ha raccontato -. A loro viene chiesto di soddisfare bisogni perversi da oltre un milione di maschi, che pensano di avere il diritto di comprare il corpo di ragazze che possono avere l’età delle loro figlie”. Dal punto di vista normativo, anche la Comunità Papa Giovanni XXIII ha presentato una proposta di legge. “Abbiamo condotto una campagna che si chiama ‘Questo è il mio corpo’. Ma la nostra proposta è ferma come tante altre in Parlamento. Il governo faccia qualcosa per queste persone schiavizzate. Nessuno si interessa di loro”.

Ordinanza anti-accattonaggio Como: Landriscina (sindaco), “non faremo nessun passo indietro”, ma sì al confronto “con chi ogni giorno si sporca le mani con i più poveri”

Wed, 2017-12-20 16:53

Non ritira l’ordinanza anti-accattonaggio e anti-bivacco ma apre a un confronto “con chi ogni giorno si sporca le mani con i più poveri”. Lo ha detto questa mattina il sindaco di Como, Mario Landriscina, durante una conferenza stampa organizzata per rispondere alle polemiche nate a seguito dell’adozione, il 15 dicembre scorso, di un’ordinanza “per il ripristino del decoro urbano” che vieta l’accattonaggio “statico” o “molesto” nel centro storico della città oltre ai bivacchi in alcune zone sensibili. Proprio sulla scia di questo provvedimento – istituito in occasione del Natale (per un periodo massimo di 45 giorni) – domenica mattina alcuni agenti della polizia municipale avevano impedito ad un gruppo di volontari di distribuire la colazione ai senza tetto nei pressi dell’ex chiesa di S. Francesco. Sul tema era intervenuto anche il direttore della Caritas di Como, Roberto Bernasconi, chiedendo al sindaco di ritirare l’ordinanza. “Non faremo nessun passo indietro” ha proseguito Landriscina precisando come la decisione sia in continuità “con il decreto Minniti e simili a decine di altri in tutta Italia”. Anche la ricostruzione dei fatti da parte del campo della polizia municipale Donatello Ghezzo differisce da quella fatta dai volontari. “C’è stato sicuramente una difficoltà comunicativa – ha spiegato Ghezzo -, quello degli agenti era un normale controllo e nessuno ha minacciato sanzioni”. Un “probabile malinteso” l’ha definito il sindaco che, tuttavia, ha confermato l’impossibilità di ripristinare la distribuzione delle colazioni (oggi spostate in uno spazio messo a disposizione da una parrocchia) nel piazzale dell’ex chiesa di San Francesco. “Massimo rispetto per i volontari – ha chiosato il sindaco – ma è necessario conciliare l’accoglienza con le legittime rivendicazioni dei cittadini che chiedono il rispetto della sicurezza e del decoro urbano”.

Biotestamento: Lorenzin (ministro Salute), “incontrerò medici cattolici su questione coscienza”

Wed, 2017-12-20 16:35

(DIRE-SIR) – “Quello del cosiddetto ‘fine vita’ è un tema che non può che essere lasciato alle valutazioni di coscienza di ciascun parlamentare. Preciso inoltre che la legge in esame non disciplina il suicidio assistito né l’eutanasia, ma regola il consenso informato”. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rispondendo al question time alla Camera in merito alle iniziative volte a riconoscere l’obiezione di coscienza in materia di testamento biologico. “Non ignoro che la legge appena approvata non contenga una specifica disciplina in tema di obiezione di coscienza per i medici – ha proseguito Lorenzin – proprio per questa ragione assicuro che seguirò con grande attenzione l’applicazione delle nuove disposizioni e che, nell’ipotesi in cui si dovessero verificare le criticità paventate dagli onorevoli interroganti, assumerò immediatamente le necessarie iniziative, di mia competenza, volte a salvaguardare la piena operatività del sistema sanitario, come ho fatto, in tutti questi anni, con riferimento alla legge sulla Ivg, rispetto alla quale ho sempre verificato, nella qualità di ministro della Salute, che sussistesse l’accesso alle pratiche abortive, rispettando il diritto all’obiezione di coscienza”. A riprova di questo impegno, il ministro ha fatto sapere che è sua “intenzione, immediatamente dopo la pubblicazione della legge, incontrare i rappresentanti delle strutture sanitarie private cattoliche per condividere con loro opportune modalità applicative della legge, volte a contemperare la necessità di applicare fedelmente le nuove disposizioni legislative, con la altrettanto fondata esigenza di assicurare agli operatori sanitari il rispetto delle loro intime posizioni di coscienza”, ha concluso Lorenzin.

(www.dire.it)

Diocesi: Caritas Catania, mense e servizi aperti per tutte le feste. Don Galvano (direttore), “Gerusalemme sia capitale del mondo intero”

Wed, 2017-12-20 16:35

Anche quest’anno i volontari della Caritas diocesana di Catania si apprestano a celebrare le festività natalizie nel segno della condivisione e della fratellanza con gli ultimi della città. Diverse le iniziative programmate, che amplieranno l’offerta della tradizionale apertura quotidiana della mensa dell’Help Center, presso la stazione centrale. Domenica 24 dicembre si terrà il consueto pranzo domenicale, confermato anche in occasione del Santo Natale. In entrambi i giorni, don Piero Galvano, direttore della Caritas diocesana, celebrerà la Messa per assistiti e volontari. Per Santo Stefano, 26 dicembre, si conferma la collaborazione con la parrocchia Santissimo Crocifisso dei Miracoli (via Enrico Pantano 42) che, grazie alla guida del parroco, padre Gianni Notari, e alla fattiva azione delle famiglie, organizza il “pranzo con i poveri” per più di 400 bisognosi. L’impegno della Caritas continua anche il 31 dicembre e il 1° gennaio. Per queste particolari occasioni le porte dell’Help Center si aprono alle 12, con la celebrazione eucaristica di don Galvano. Seguirà il tradizionale pranzo. Un impegno confermato anche per sabato 6 gennaio, giorno dell’Epifania, e per domenica 7 gennaio, due giornate che riproporranno la celebrazione della Santa Messa e del pranzo sociale. La mensa resterà inoltre aperta quotidianamente, come avviene per tutto il periodo dell’anno. Agli assistiti saranno distribuite fette di panettone durante tutti i giorni di festa, dal 24 dicembre all’Epifania, ma sono in programma anche altre iniziative. Da don Galvano l’augurio di aprire “con umiltà la nostra mente e il nostro cuore all’amore di Dio e dell’uomo”. “In questo Santo Natale – prosegue – sento profondamente il bisogno di esortare Papa Francesco e le Nazioni Unite affinché proclamino Gerusalemme ‘Capitale del mondo intero’: è questa la via della pace, segno profetico di riconciliazione e di unità della famiglia umana”.

Non profit: Bobba (ministero Lavoro), “c’è una tendenza a crescere che vogliamo accompagnare”

Wed, 2017-12-20 16:31

“Per il non profit c’è una tendenza a crescere che vogliamo accompagnare”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Luigi Bobba, sottosegretario del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenendo a Roma alla presentazione dei risultati del “Primo censimento permanente sulle istituzioni non profit” svolto dall’Istat nel 2016 con riferimento al 2015. Nel richiamare i contenuti della recente riforma del Terzo settore, Bobba ha riconosciuto che “questo censimento è un servizio importante al Paese e a chi è deputato ad avere responsabilità per costruire le politiche dedicate a questa realtà”. “Avere a disposizione dei dati affidabili, aggiornati e approfonditi – ha proseguito – è fondamentale per costruire politiche che siano possibilmente efficaci”. Bobba ha poi evidenziato che “la riforma del Terzo settore ha un’ambizione: non solo di riordinare il quadro complessivo della normativa ma anche costruire un quadro di opportunità”. “In questi anni – ha evidenziato il sottosegretario – c’è stata una crescita dei volontari, delle imprese e delle organizzazioni che si qualificano come enti di Terzo settore”. “La preoccupazione è far sì che il numero di volontari, 5 milioni 529mila, possa crescere. Perché un Paese che ha un crescente numero di persone che si dedicano ad un impegno civico e volontario mettendosi in gioco per dei beni comuni è un Paese che costruisce rete e legami di solidarietà più forti, è in qualche modo capace di avere una forza di inclusione sociale”. Bobba ha accennato all’importanza dell’“incremento delle imprese sociali” e ha richiamato la necessità di sostenere le “start up a vocazione sociale”. Per il sottosegretario, “il censimento permanente andrà messo in sintonia con la scelta che la riforma ha fatto di avere un unico registro nazionale degli enti di Terzo settore”. Questo, “per avere trasparenza nei confronti di cittadini e istituzioni, per non avere più zone opache che rischiano di gettare una luce negativa sul mondo del Terzo settore”. Bobba ha anche sottolineato l’importanza che le realtà del non profit sempre più “si aggreghino in reti associative e nei Centri di servizio di volontariato”.

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