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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 16 min 55 sec ago

Diocesi: Napoli, giovedì 15 giugno messa e processione per il Corpus Domini a Miano per dire “no a ogni forma di violenza”

Tue, 2017-06-06 15:12

La preghiera contro la violenza, nella solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. In occasione del Corpus Domini, giovedì 15 giugno, le parrocchie del quartiere di Miano, a Napoli, si ritroveranno per la celebrazione eucaristica, presso la parrocchia dei Santi Alfonso e Gerardo e successivamente per la processione nelle strade del quartiere e concludere nella parrocchia di Maria Ss Assunta in Cielo – chiesa madre del quartiere. A presiedere la celebrazione unitaria, alle 18.30, mons. Gennaro Acampa, vescovo ausiliare di Napoli. Vi prenderanno parte le comunità dei Santi Alfonso e Gerardo, di Santa Maria Assunta in Cielo, Santa Maria dell’Arco (Frati minori) e Santa Maria della Provvidenza (Opera Don Guanella).
Sarà un’occasione “per dire, ancora una volta, no ad ogni forma di violenza, in un momento particolarmente difficile per il quartiere, dove il malaffare dilagante sta fortemente condizionando e inquinano la vita sociale”. “Non possiamo mancare… Insieme si può costruire e sostenere il bene comune. Sia per i credenti una testimonianza di fede in Gesù, Pane di Vita… e per i non credenti, ma uomini di buona volontà, sia la voglia di camminare per la pace e la giustizia”, si legge in una nota diffusa dal decano dell’8° decanato (Scampia, Miano, Chiaiano), don Francesco Minervino.

Elezioni in Germania: Wallacher (scuola superiore filosofia Monaco), “una lotta efficace contro cause migrazioni è nell’interesse dell’Europa e imperativo etico”

Tue, 2017-06-06 14:44

“Una lotta efficace contro le cause delle migrazioni è nell’interesse dell’Europa ed è anche un imperativo etico”. In linea con il Trattato di Lisbona, bisogna, quindi, “non solo trattare le persone in cerca di protezione nel rispetto dei diritti umani, ma anche tener fede alla nostra responsabilità per una globalizzazione equa”. Così scrive Johannes Wallacher, preside della scuola superiore di filosofia di Monaco di Baviera, nel sesto contributo che la Commissione Justita et Pax tedesca ha pubblicato oggi in vista delle elezioni di settembre. Se è vero che ogni società è responsabile della costruzione dei presupposti di fondo per un suo buon funzionamento, afferma Wallacher, è anche vero che “le condizioni concrete per la stabilità politica, sociale e lo sviluppo economico oggi in nessun luogo possono più essere indipendenti da influenze esterne”. I Paesi industrializzati devono ad esempio “innalzare il livello di trasparenza nei flussi di denaro nell’estrazione di materie prime o lottare contro i paradisi fiscali e l’evasione” per lasciare spazio ai Paesi più poveri di vedere “aumentare il loro valore economico”. Altro esempio sono le politiche di sicurezza e le esportazioni di armi o la lotta contro i cambiamenti climatici. A riguardo, la Germania ha ora una “strategia per la sostenibilità” conforme all’Agenda Onu 2030, ma gli obiettivi saranno raggiunti solo se “tutti” avranno accesso a “requisiti economici adeguati”, senza “superare i limiti ecologici del pianeta”.

Università: Bonini (rettore Lumsa), “continueremo ad investire su educazione e formazione”

Tue, 2017-06-06 14:23

“Con le Edizioni Studium, abbiamo aperto un nuovo fronte: la Lumsa continuerà ad investire sul  terreno sul quale è nata, cioè l’educazione e la formazione”. Lo ha assicurato Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa, concludendo la presentazione della rivista “Pedagogia e vita”, delle Edizioni Studium, il cui primo numero del 2017 esce in una veste completamente rinnovata e a cadenza quadrimestrale. “Non possiamo vivere di gloria, non possiamo vivere del nostro passato”, ha esordito il rettore: “Dobbiamo conoscerlo per farlo interagire con una realtà sempre più vivace che ci mette continuamente in discussione”. “È importante che il passato venga messo alla prova del presente, per generare futuro”, la tesi del rettore, che si è soffermato sull’importanza di “avere una visione ampia del territorio dell’educazione”, come ha sempre fatto la Lumsa fin dalle origine. “Lo sport è un fronte interessante perché è un fronte globale”, ha proseguito Bonini riferendosi al tema del primo numero monografico del 2017. “L’Università non è qualcosa di chiuso, deve dialogare con le altre Università e con la società”, ha concluso: “Dialogo, apertura, investimento” sono le parole d’ordine, a cui si aggiunge il ruolo fondamentale degli atenei come suscitatori di “senso critico”.

Sport: Regni (Lumsa), “deve essere educazione. Risponde a un bisogno di bontà e bellezza”

Tue, 2017-06-06 14:08

“Lo sport è troppo importante per lasciarlo agli sportivi”. Ne è convinto Raniero Regni, ordinario di Educazione degli adulti e Pedagogia sociale all’Università Lumsa, intervenuto oggi alla presentazione, presso la sede dell’ateneo, della visita “Pedagogia e vita”, rinnovata nell’assetto, nella periodicità oltre che nei suoi direttori. “Lo sport deve essere educazione, l’educazione deve attingere alla forza dello sport”, la proposta dell’esperto, che è uno dei condirettori della rivista, insieme a Giuseppe Mari e Antonio Bellingreri. “Lo sport risponde ad un bisogno”, ha proseguito Regni: “un bisogno di bontà, di bellezza, del gesto sportivo che è belllo in sé. Un bisogno che non può non trovar posto nell’educazione, altrimenti il rischio è quello di separare l’anima dal corpo”. Sulla necessità della pedagogia, come “scienza in dialogo con l’esperienza”, si è soffermato Antonio Bellingreri, ordinario di pedagogia generale e sociale all’Università di Palermo, secondo il quale anche nella pedagogia dello sport “bisogna assumere le domande fondamentali dell’esistenza ed esplicitarle”.

Sport: Mari (pedagogista), “disciplinare l’aggressività” per eliminare la violenza

Tue, 2017-06-06 13:52

“Il problema della violenza nello sport non è grave soltanto perché accadono eventi violenti, con tutte le loro conseguenze, ma perché non si riesce più ad accedere alla lettura simbolica dell’evento sportivo”. Lo ha detto Giuseppe Mari, ordinario di Pedagogia generale nella facoltà di Scienze motorie sportive dell’Università Cattolica di Milano, intervenendo oggi alla presentazione della rivista “Pedagogia e vita”, dell’Editrice Studium, che nella sua nuova veste grafica e nella periodicità quadrimestrale esordisce con un numero monografico dedicato a “Sport e educazione”. “Lo sport fornisce la disciplina del comportamento, attraverso una competizione che si concorda con la collaborazione”, ha spiegato l’esperto, secondo il quale “la sfida educativa non è rimuovere, ma disciplinare l’aggressività: l’aggressività disciplinata conduce alla forza, l’aggressività indisciplinata conduce alla violenza. Alla forza, infatti, è associata la capacità di costruire, mentre alla violenza la capacità di distruggere”. La disciplina del comportamento, dunque, tipica della pratica sportiva è per Mari “la leva da azionare per avere la capacità di affrontare la sfida della violenza, e anche della devianza, avendo chiaro però la specificità del gesto sportivo e la specificità del gesto educativo”.

“Pedagogia e vita”: Dalla Torre (rettore emerito Lumsa), “riassetto e potenziamento rivista per far fronte a nuove sfide”

Tue, 2017-06-06 13:42

“La Lumsa, che nasce nel 1939 come istituzione magisteriale, per l’intuizione di una donna, Luigia Tincani, e con una finalità pedagogico-educativa, ha sempre dedicato una particolare attenzione alla tematiche pedagogiche e alla formazione della persona”. Con queste parole Giuseppe Dalla Torre, per 23 anni rettore dell’ateneo e presidente del Consiglio di amministrazione delle Edizioni Studium, ha spiegato “il riassetto e il potenziamento” della rivista “Pedagogia e vita”, nata per iniziativa dell’allora Giovambattista Montini  “per aiutare dal punto di vista scientifico i giovani ricercatori”. Presentando oggi, presso l’Università Lumsa, la nuova veste della rivista, con un numero monografico dedicato al tema “Sport e educazione”, Dalla Torre ha spiegato che l’obiettivo è “far fronte alle nuove sfide in ambito pedagogico”, facendo tesoro anche della “gloriosa” tradizione dell’Editrice La Scuola, di cui è erede “Pedagogia e vita”. “L’evento di oggi – ha dichiarato il rettore emerito – ha un particolare significato sia per le Edizioni Studium, perché consente una maggiore presenza di questa editrice nel comparto scuola-università, sia perché permette di ritornare alle ragioni delle origini della rivista, nata come cooperativa tra i ‘fucini’ di allora”. Un ritorno alle origini, questo, anche per la Lumsa, ha sottolineato Dalla Torre, auspicando che la rivista rinnovata “possa essere utile alle giovani generazioni, in quel compito che una nostra amatissima docente, Edda Ducci, definiva di ‘umanazione'”.

Dialogo interreligioso: da domani la plenaria sul “ruolo della donna nell’educazione alla fraternità universale”

Tue, 2017-06-06 13:22

“Il ruolo della  donna nell’educazione alla fraternità universale”. È il tema della sessione plenaria del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, in programma il 7 e l’8 giugno e presieduta dal presidente del dicastero, il card. Jean-Louis Tauran.  All’appuntamento  – si legge in un comunicato diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede – sono stati invitati i  membri e i consultori dell’organismo pontificio.  Il tema sarà affrontato da un punto di vista generale con quattro + riflessioni affidate alla biblista Nuria Calduch-Benages, della Pontificia  Università Gregoriana, su “La donna educa alla fraternità  universale: riflessione biblico-sapienziale”; a suor Raffaella Petrini,  docente di dottrina sociale della Chiesa all’ Angelicum, su “Feminine Qualities against the Technocratic Paradigm: A Catholic Social Perspective on Women’s Contribution to Fraternity”; a Marie Derain, difensore dei  diritti dei minori a Parigi, su “Construire la paix: la part des femmes”; a Clare Amos, World Council of Churches, su “The Role of Women in  Educating towards Universal Fraternity – a perspective from the World  Council of Churches”. Sono previsti momenti di riflessione sul tema e di scambio di  informazioni sul dialogo interreligioso. Mons. Miguel Ángel Ayuso Guixot, segretario del dicastero, esporrà ai partecipanti le attività del Consiglio negli ultimi anni. “L’Assemblea plenaria rappresenta sempre una felice e opportuna occasione per riflettere sull’attuale situazione del dialogo interreligioso in varie parti del  mondo e per approfondire quale debba essere il ruolo della comunità cristiana  per la promozione del ruolo della donna nell’educazione alla fraternità e per la costruzione di migliori relazioni con gli appartenenti ad altre religioni”, si legge nella nota. I partecipanti alla sessione plenaria, a conclusione dei lavori, saranno  ricevuti in udienza dal Papa.

Sport: Pigozzi (rettore Foro Italico), “c’è molta retorica educativa, si parla molto di valori e poco di virtù”

Tue, 2017-06-06 13:11

“Nel mondo dello sport c’è molta retorica educativa: si parla molto di valori e poco di virtù”. È l’analisi di Fabio Pigozzi, rettore dell’Università “Foro Italico” di Roma, intervenuto oggi alla presentazione, presso l’Università Lumsa, del n. 75 della rivista “Pedagogia e vita”, edita dalle Edizioni Studium e rinnovata nell’assetto, nella periodicità e nei suoi direttori. “Lo sport  ha delle virtù intrinseche – l’inclusione, la democrazia, la pace – ma si tratta di virtù e valori che non si manifestano mai da soli, perché necessitano di un lungo processo di estrinsecazione e di esemplificazione che spetta alla famiglia, in primo luogo, portare a compimento”, ha detto il rettore, riferendosi al tema del primo numero del 2017, dedicato a “Sport e educazione”. “Lo sport ha un capitale umano straordinario”, ha proseguito Pigozzi sulla scorta della sua esperienza a capo dell’unico ateneo in Italia, e uno dei tre in Europa, dedicato esclusivamente alle scienze motorie e sportive: “Se ben utilizzato, può essere, se non una panacea, un modo per risolvere molti problemi – sociali, educativi, economici – che colpiscono la nostra società”. Di qui l’importanza della ricerca “sia teorica che sperimentale”, e dei corsi di “pedagogia dello sport” introdotto dall’ateneo per la prima volta in Italia, e trasversali ad ogni disciplina.

Catholic Action: International Forum, on 8 June “A minute for peace” especially for the Middle East and Syria

Tue, 2017-06-06 13:11

This year, too, International Forum Catholic Action (IFCA) is proposing the initiative “A minute for peace”. The goal is to encourage “continuous prayer” on 8 June to mark “the second anniversary – a statement reads – of the historical meeting between Pope Francis and the presidents of Israel and Palestine”, Shimon Peres and Abu Mazen, which was held in the Vatican on 8 June 2014 to implore the gift of peace. This year’s event is inspired by the words Pope Francis addressed to the participants in the II International Congress of Catholic Action last April by which he reminded them of the traditional “pillars” of CA: prayer, formation, sacrifice and apostolate. “Pray: in that holy extroversion that places the heart in the needs of the people, in their sufferings and in their joys. A prayer that journeys, that takes you far”, the Pope said. For this reason, “International Forum Catholic Action, WUCWO, Azione Cattolica Italiana, Acción Católica Argentina and the Justice and Peace Commission of the Argentinian Bishops’ Conference invite their members, and those who wish to do so, to take to heart the suffering of the peoples without peace – particularly those in the Middle East and Syria – turning it into prayer”. At 1.00 p.m. on Thursday, 8 June, “at work, on the street, at home, we are all invited to a minute’s prayer ‘that takes far’ embracing the world”. “It is a simple way – the promoters say – to remember that each of us, every day, can be an instrument of peace”.

Diocesi: Aversa, venerdì 9 giugno l’incontro “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”

Tue, 2017-06-06 12:50

“Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”: è il titolo dell’incontro che l’Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Aversa organizza venerdì 9 giugno 2017 alle 18,15 nel salone della curia vescovile (Via Santa Maria a Piazza, 49), in occasione della 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. “Sentiamo forte il desiderio di incontrarci tanto con giornalisti e operatori del mondo dei media, quanto con coloro che si occupano di comunicazione nella nostra comunità diocesana”, afferma don Francesco Riccio, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali. “Ci ritroveremo a conversare insieme e a comunicarci la nostra passione di annunciatori del Vangelo, impegno che svolgiamo con competenza acquisita nel tempo e pieni di speranza e fiducia, cosi come Papa Francesco ci indica nel suo messaggio”, aggiunge.
Alla conversazione del 9 giugno interverranno padre Farid Saab, specializzato in Comunicazioni sociali e speaker in Lingua Araba di Radio Maria, e Alfonso Pirozzi, giornalista dell’agenzia Ansa. “Sono due uomini diversamente impegnati nel mondo delle comunicazioni – conclude don Riccio -: il loro contributo potrà esserci di aiuto e compagnia in questa sosta serale di inizio giugno”.

Chiese orientali: riaperta a Roma la Casa di san Basilio. Card. Sandri, “luogo per fare esperienza di come il Corpo di Cristo respiri con due polmoni”

Tue, 2017-06-06 12:32

La chiesa rettoria di san Basilio agli Orti Sallustiani, in Roma, “dovrà essere un luogo che aiuti non solo a ricordare i due polmoni con cui respira il Corpo di Cristo – orientale ed occidentale – ma a farne la concreta esperienza”. Lo ha affermato ieri pomeriggio il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, al termine della divina liturgia in rito bizantino che ha sancito la riapertura della chiesa e del collegio da parte dell’Ordine basiliano del Santissimo Salvatore (Chiesa patriarcale greco-melkita di Antiochia). “L’evento – ha osservato Sandri – ci fa riscoprire la vocazione universale della Chiesa di Roma, presieduta dal suo vescovo, Papa Francesco” che “è chiamato ad amare e a provvedere per tutte e singole le tradizioni che compongono l’unica Chiesa di Cristo, la quale ‘non è latina, greca, slava, ma cattolica’, come scriveva un secolo fa Papa Benedetto XV”. “La diocesi di Roma – ha aggiunto il prefetto – in questi anni si è distinta per la costante attenzione di preghiera, sensibilizzazione e carità verso le tragiche situazioni dei conflitti che insanguinano il Medio Oriente, in particolare in Siria e in Iraq”, coinvolgendo “anche le diverse comunità orientali presenti nell’Urbe”. “Auspico che i padri salvatoriani entrino a far parte di questo circuito virtuoso”, ha proseguito Sandri. Un pensiero è stato rivolto alla “venerabile e cara Chiesa Melkita” i cui vescovi, dopo “la rinuncia al governo patriarcale presentata da Sua Beatitudine Gregorio III”, si raduneranno in Sinodo a partire dal 19 giugno prossimo: “Possano essere guidati e illuminati, oltre che sostenuti dalla nostra convinta preghiera, nello scegliere un pastore secondo il cuore di Cristo – ha concluso – capace di mostrarsi vero ‘caput et pater’ per i fedeli melkiti, nella madrepatria come nei tanti luoghi della diaspora”.

Diocesi: San Marino-Montefeltro, le “Giornate di riflessione e preghiera per la politica” dedicate a economia ed etica

Tue, 2017-06-06 12:10

Saranno dedicate al binomio economia ed etica le “Giornate di riflessione e preghiera per la politica 2017”, organizzate anche quest’anno dalla diocesi di San Marino-Montefeltro per ricordare la figura di san Tommaso Moro. “Al centro della riflessione – si legge in una nota – vi sarà il rapporto tra economia ed etica. In questi anni di crisi finanziaria ed economica è stata trascurata l’analisi dell’origine del fenomeno: una profonda crisi antropologica che nega il primato dell’essere umano, riducendo l’uomo solo al suo bisogno di consumo”. “L’esclusione e l’inequità generati da questa visione dell’economia – proseguono i promotori – hanno sviluppato una globalizzazione dell’indifferenza che rende incapaci di compassione e rifiuta l’etica che relativizza il denaro”. Il primo appuntamento è in programma per venerdì 9 giugno quando, alle 21 presso la sala Montelupo a Domagnano, suor Alessandra Smerilli, docente di economia e segretario del Comitato scientifico delle Settimane sociali dei cattolici italiani, parlerà di “Economia ed etica: come superare le logiche dell’esclusione e dell’iniquità”. Sabato 17 giugno, invece, il campo sportivo dell’oratorio don Bosco di Murata ospiterà dalle 20.30 la partita amichevole di calcio tra una rappresentanza dei sacerdoti e una delle persone impegnati in politica di San Marino e del Montefeltro. Nella giornata di domenica 18 giugno tutte le comunità parrocchiali della diocesi saranno invitate a ricordare nella preghiera i politici ed amministratori mentre giovedì 22 giugno, alle 21 presso il santuario della Madonna della Consolazione di Borgo Maggiore, verrà celebrato il Giubileo dei politici.

Papa Francesco: a Santa Marta, “l’ipocrisia uccide le comunità. Non sia il linguaggio dei cristiani”

Tue, 2017-06-06 11:43

“L’ipocrisia non è il linguaggio di Gesù. L’ipocrisia non è il linguaggio dei cristiani. Un cristiano non può essere ipocrita e un ipocrita non è cristiano. Questo è così chiaro”. Lo ha detto, stamattina, Papa Francesco nella Messa a Casa Santa Marta. “L’ipocrita sempre è un adulatore o in tono maggiore o in tono minore ma è un adulatore”, ha osservato il Pontefice, evidenziando che l’adulazione è anche “non dire una verità, è esagerare, è far crescere la vanità”. Ha così rammentato il caso di un prete, “conosciuto tanto tempo fa”, che si beveva “tutte le adulazioni che gli facevano, era la sua debolezza”. L’adulazione, ha sottolineato poi, incomincia “con cattiva intenzione”. E “l’ipocrita ha questa doppia faccia”.
Il terzo aspetto, ha fatto notare il Santo Padre, “è che il linguaggio dell’ipocrisia è il linguaggio dell’inganno, è lo stesso linguaggio del serpente a Eva, è lo stesso”. Comincia con l’adulazione per poi distruggere le persone, persino “strappa la personalità e l’anima di una persona. Uccide le comunità”. “Quando ci sono ipocriti in una comunità – ha ammonito – c’è un pericolo grande lì, c’è un pericolo molto brutto”. Il Signore Gesù ci ha detto: “Sia il vostro parlare: sì, sì, no, no. Il superfluo procede dal maligno”.
“Quanto male fa alla Chiesa l’ipocrisia”, ha sostenuto Francesco, mettendo in guardia da “quei cristiani che cadono in questo atteggiamento peccaminoso che uccide”: “L’ipocrita è capace di uccidere una comunità. Sta parlando dolcemente, sta giudicando bruttamente una persona. L’ipocrita è un uccisore. Ricordiamo questo: incomincia con l’adulazione, soltanto si risponde con la realtà. Non mi vengano con queste storie, la realtà è questa, come con l’ideologia, questa è la realtà. E alla fine è lo stesso linguaggio del diavolo che semina quella lingua bifida nelle comunità per distruggerle. Chiediamo al Signore che ci custodisca per non cadere in questo vizio dell’ipocrisia, del truccarci l’atteggiamento ma con cattive intenzioni. Che il Signore ci dia questa grazia: ‘Signore, che io mai sia ipocrita, che sappia dire la verità e se non posso dirla, stare zitto, ma mai, mai, un’ipocrisia’”.

Attack in London: 130 imams and religious leaders sign a declaration, “No funeral prayers for terrorists”

Tue, 2017-06-06 11:28

One hundred and thirty imams and religious leaders all over Great Britain, and from all schools of thought issued a Declaration with an unprecedented decision: rejecting to say the traditional Islamic funeral prayer for terrorists, “a ritual usually carried out for any Muslim, independently of his actions”. They also invited other imams and religious leaders to do the same. “As a consequence, and in the light of essential Islam principles – says the Declaration made known and supported by the Muslim Council of Britain – we will not say the traditional funeral prayer for terrorists, and we ask all imams and religious leaders to deny such privilege. Those actions cannot be justified, and are totally in contrast with the noble teachings of Islam”. In the Declaration, the imams say: “We pray God for the men doing those attacks to be judged in the afterlife depending on the seriousness of their crimes. Because of their acts and their denial of our religious principles, they are out of any association with our community, for which every human life cannot be violated, and that is the basic principle (Q.5: 32)”. And more: “These vile assassins are trying to divide our society and instil fear. We’ll make sure they fail. We ask everyone to join us: we are a community. Before such vile cowardice, unlike terrorists, we have to foster love and compassion. These criminals offend the name of our religion and our Prophet, who was sent to be Mercy for the whole creation”. The Declaration includes the signatures of 130 imams and high intellectuals of British Islam.

Attacco a Londra: 130 imam e leader religiosi firmano una dichiarazione, “nessuna preghiera funebre ai terroristi”

Tue, 2017-06-06 11:28

Centotrenta imam e leader religiosi di tutta la Gran Bretagna e di tutte le scuole di pensiero hanno pubblicato una Dichiarazione dove con una decisione “senza precedenti” rifiutano di eseguire la tradizionale preghiera islamica funebre per il terrorista – “un rituale normalmente eseguito per ogni musulmano indipendentemente dalle sue azioni” – ed hanno invitato altri imam e leader religiosi a fare altrettanto. “Conseguentemente e alla luce dei principi etici che sono essenziali all’Islam – si legge nella Dichiarazione diffusa e sostenuta dal Muslim Council of Britain -, noi non eseguiremo la preghiera funebre tradizionale ai terroristi e invitiamo altri imam e leader religiosi a ritirare tale privilegio. Questo è perché tali azioni indifendibili sono completamente in contrasto con gli insegnamenti elevati dell’Islam”.
Nella dichiarazione, gli imam spiegano: “Preghiamo Dio che gli autori di questi attacchi siano giudicati secondo la gravità dei loro crimini nell’aldilà. I loro atti e la negazione dei nostri principi religiosi li allontanano da ogni associazione con la nostra comunità per la quale l’inviolabilità di ogni vita umana è il principio fondatore (Q.5: 32)”. E ancora: “Questi vili assassini cercano di dividere la nostra società e d’infondere paura. Ci assicureremo che falliranno. Invitiamo tutti a unirsi a noi: siamo una comunità. Di fronte ad una tale vile codardia, a differenza dei terroristi, dobbiamo sostenere l’amore e la compassione. Questi criminali contaminano il nome della nostra religione e del nostro Profeta, che è stato inviato a essere Misericordia per tutta la creazione”. Alla dichiarazione seguono le firme di 130 imam e alti intellettuali dell’islam britannico.

++ Reliquia don Bosco rubata: don Cereda (salesiani), “non ci sono novità circa le indagini” ++

Tue, 2017-06-06 11:27

“A tutt’oggi non ci sono novità circa le indagini per risalire all’autore del furto della reliquia di Don Bosco; confidiamo nella magistratura inquirente che sta indagando a tutto campo”. Così don Francesco Cereda, vicario del rettor maggiore dei Salesiani, commenta al Sir il decorso delle indagini per il furto del reliquiario contenente il cervello di san Giovanni Bosco, avvenuto nel pomeriggio di venerdì 2 giugno a Colle don Bosco (At). “La notizia del furto ha avuto risonanza in tutto il mondo, come espressione dell’amore a don Bosco”, osserva don Cereda, per il quale “è questo il significato di una reliquia di un santo: offrire un elemento visibile e tangibile per favorire l’invocazione e l’imitazione del santo. Così è di don Bosco, che continua a essere amato e invocato per i giovani, specialmente i più bisognosi e poveri”. “Ci auguriamo e preghiamo perché questa reliquia possa ritornare presto al suo posto al Colle Don Bosco – conclude il vicario del rettor maggiore dei Salesiani – precisamente nel luogo dove don Bosco stesso è nato”.

Migranti e desaparecidos in Messico: mons. Guardiola (Cem), “non possiamo tacere ma vogliamo anche agire”

Tue, 2017-06-06 11:20

“Non possiamo tacere, ma oltre a parlare vogliamo anche agire”. Appare risoluto, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, segretario generale della Conferenza episcopale messicana (Cem), oltre che vescovo ausiliare di Monterrey, intervistato dal Sir sulla reazione della  Chiesa messicana alla spirale di violenza nella quale è caduto il Paese. Drammatico il bollettino delle uccisioni (in particolare di sacerdoti e giornalisti), delle persone scomparse, di atti violenti. Il narcotraffico pervade come un cancro la società. In seguito allo storico viaggio di papa Francesco dello scorso anno, “tutta la Chiesa è chiamata ad alzare la voce in modo chiaro” afferma mons. Miranda richiamando i  pronunciamenti di Cem, Dipartimenti pastorali, singoli vescovi. “Abbiamo attivato – spiega – un Osservatorio su ciascuna delle due grandi situazioni che maggiormente ci interpellano: i migranti e le persone scomparse. Alcune stime parlano di almeno 30mila desaparecidos in venticinque anni”. La maggior parte sepolta in fosse clandestine e mai identificata.

Oltre alla denuncia, la Chiesa del Messico punta a dare vita a progetti pastorali di accompagnamento delle vittime della violenza e dei loro familiari: “Un Progetto nazionale per la Costruzione della pace” di cui si sta occupando mons. Carlos Garfias Merlos, arcivescovo di Morelia e responsabile del settore “Giustizia, pace e riconciliazione” della Cem, che ha chiesto un Piano pastorale per la pace in ogni diocesi: formazione di sacerdoti, centri di ascolto e la costruzione di “reti tra i vari attori impegnati nella costruzione della pace: Chiesa, Governo, società civile, professionisti…”. Importante il dialogo della Chiesa con il Governo.” Stiamo per festeggiare i 25 anni di ristabilimento delle relazioni tra Governo e Chiesa”. Quanto ai migranti, mons. Miranda segnala la “ottima relazione di lavoro tra vescovi delle diocesi frontaliere sia messicane che statunitensi”. “Non sappiamo che cosa si siano detti”, è il commento all’incontro del Papa con Trump; “sappiamo solo che dobbiamo continuare ad operare in difesa della dignità dei migranti”.

Cassazione su Riina: Bindi (Antimafia), “la scarcerazione sarebbe un segnale di cedimento nei confronti della mafia”

Tue, 2017-06-06 11:17

“La dignità della persona va garantita in carcere e, per quanto riguarda la situazione di Riina, come Commissione Antimafia riteniamo che sia garantita da strutture sanitarie d’eccellenza che sono nel carcere in cui è detenuto. La sua scarcerazione sarebbe un segnale di cedimento dello Stato nei confronti della mafia che non ci possiamo permettere”. Così Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, commenta al Sir la sentenza della Cassazione che apre ad un’eventuale scarcerazione di Totò Riina perché gravemente malato. “Leggeremo con attenzione la sentenza della Cassazione – spiega Bindi – ma vorrei rassicurare tutti sul fatto che Totò Riina in carcere per il 41 bis ha a disposizione strutture sanitarie d’eccellenza ed è assolutamente garantita la dignità della sua persona per la fase che sta attraversando, che è quella della malattia”. “Crediamo che in questo modo si risponda alla domanda che anche la Cassazione sottolinea”, prosegue la presidente, rilevando che “nessuno vuole negare la dignità a chi, peraltro, non ha certamente assicurato dignità né in vita né in morte a migliaia di persone. Lo Stato agisce nel canone della legalità e quindi del rispetto della persona, e a Riina tutto questo è assicurato”. “Personalmente e anche come Commissione – aggiunge Bindi – siamo contrari alla commutazione della pena, soprattutto ad eventuali arresti domiciliari per molti motivi, il primo dei quali è che Riina non solo è stato ma è tuttora il capo di Cosa Nostra. Ci sono elementi evidenti da intercettazioni e da inchieste che sono ancora in corso”. “Nel caso fosse riportato nel suo luogo d’origine – prosegue – la sua casa si trasformerebbe in un santuario di mafia dove vive anche una famiglia di mafia: tutti i suoi figli, infatti, sono stati condannati per il 41 bis e non si sono mai dissociati”. “Lo Stato – puntualizza Bindi – è anche pronto ad usare l’arma della misericordia attraverso la giustizia, ma non può certamente mettere a rischio la dignità delle Istituzioni, delle vittime, di tutti gli altri cittadini”. “Si assista Riina come va assistita qualunque persona nella malattia, lo si accompagni verso la morte in maniera dignitosa, cosa che spesso non è garantita a molti cittadini italiani, ma – conclude – non si cambi il regime di 41 bis”.

Diocesi: Casale Monferrato, sabato 17 giugno l’assemblea diocesana. Don Devasini (vicario generale), “occasione per crescere in uno stile sinodale”

Tue, 2017-06-06 10:31

L’assemblea diocesana che si terrà sabato 17 giugno a Casale Monferrato sarà un’occasione “non solo per aiutare il vescovo ad individuare le vie che la Chiesa casalese sarà chiamata a percorrere negli anni che verranno ma soprattutto per aiutare la comunità credente ad acquisire e crescere in uno stile sinodale, lo stile della Chiesa del futuro”. Così il vicario generale della diocesi di Casale Monferrato, don Giampio Devasini, presenta l’appuntamento nel quale, il 17 giugno, la comunità ecclesiale monferrina in gruppi di lavoro, dopo la riflessione a partire dall’Evangelii Gaudium, “individuerà le proposte ritenute particolarmente urgenti e prioritarie per il futuro della diocesi”. “Il vescovo elaborerà poi un documento che rifletterà quanto emerso in assemblea indicando alcune vie di carattere pastorale”, aggiunge don Devasini, rivelando che “probabilmente il documento verrà presentato nel Convegno di inizio settembre, che sarà ancora presieduto da mons. Catella visto che, in occasione dell’assemblea generale della Cei, il nunzio apostolico gli ha chiesto di pazientare ancora qualche mese per la nomina del suo successore”. “L’assemblea diocesana è un appuntamento che, per quanto riguarda la storia recente della nostra diocesi, non è così comune”, ha rilevato Alberto Baviera, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali. “Anche per questo – ha proseguito – desideriamo che la partecipazione sia la più ampia possibile per fare della giornata del 17 giugno non solo un evento ecclesiale, ma un’occasione aperta all’apporto di tutti, un ‘evento di popolo’”.

Assisi: Marcia francescana, “Un passo oltre” scelto come inno ufficiale della 37ª edizione

Tue, 2017-06-06 10:29

S’intitola “Un passo oltre” l’inno ufficiale della 37ª Marcia del Perdono di Assisi, la Marcia Francescana che, dal 25 luglio al 4 agosto, di ogni anno riunisce frati, suore e migliaia di giovani in un cammino comune verso la Porziuncola, luogo di perdono e di pace. Il brano scelto, individuato da delegazione di frati minori provenienti da tutta Italia, è stato proposta dalla band Kantiere Kairòs, composta da 5 musicisti professionisti: Antonello Armieri (voce e chitarra), Jo Di Nardo (chitarra), Gabriele Di Nardo (batteria), Roberto Sasso (tastiere) e Davide Capitano (basso). “Abbiamo inviato il brano su proposta di un frate minore calabrese, che abbiamo conosciuto durante un nostro concerto lo scorso febbraio”, spiega Armieri, aggiungendo che in “Un passo oltre” hanno fatto proprie “alcune indicazioni suggerite dagli stessi frati, come la dinamica fra peccato e perdono che è funzionale alla crescita nel proprio cammino di fede, e come sia necessario superare se stessi per incontrare il Signore, abbandonando le proprie paure”. Per gli autori, il messaggio è che “le difficoltà, anziché essere viste come condanne e fallimenti, sono opportunità ed elementi di salvezza”. Nel video, aggiunge Sasso, “ripercorriamo la nascita del Kantiere per testimoniare come il nostro gruppo si è formato anzitutto per convertire noi stessi ogni giorno, per provare a fare un passo oltre insieme”. “Un passo oltre” farà parte del secondo album di Kantiere Kairòs, in uscita dopo l’estate. “S’intitolerà ‘Il seme’ o ‘Seme’”, anticipa Di Nardo. Il 2 agosto la band sarà a santa Maria degli Angeli per l’arrivo della Marcia del Perdono: “Alla Porziuncola porteremo le nostre intenzioni di preghiera e quelle che nell’arco di questi anni ci sono state affidate”, raccontano. “Vogliamo portare tutto il superfluo e il non essenziale per tornare bambini, semplici e piccoli come san Francesco d’Assisi”.

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