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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 2 hours 9 min ago

Morte Dj Fabo: p. Bebber (Aris) su richiesta archiviazione per Cappato, “frutto di società edonistica. Dignità della vita non viene mai meno”

Wed, 2017-05-03 14:10

“Non possiamo accettare una richiesta frutto di una società edonistica, di quel degrado che vorrebbe far prevalere la cultura della morte sulla cultura della vita che noi continueremo a promuovere e sostenere in ogni situazione”. Non usa mezzi termini padre Virginio Bebber, presidente dell’Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari), commentando al Sir la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Milano per Marco Cappato, indagato per aiuto al suicidio in relazione alla morte in Svizzera, lo scorso 27 febbraio, di Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo. La parola passa ora al Gip che potrà accogliere o respingere tale richiesta. “Questo è solo un primo passaggio – precisa p. Bebber – ma costituisce una doppia forzatura. Lo Stato non può rinunciare alle proprie competenze. Se esistono delle leggi occorre osservarle: perché dovremmo consegnarci solo in mano ai giudici?”. Inoltre, secondo il presidente dell’Aris, la richiesta della Procura milanese tenta di creare un clima favorevole ad aperture eutanasiche “nell’errato presupposto che la vita quando non sia più ‘piena’ ed ‘efficiente’ non sia più meritevole di essere vissuta”. “La vita – ribadisce – non è mai ‘indegna’, è sempre dono, la dignità non viene mai meno. Se il malato in fin di vita si sente un peso, è chiaro che desidera morire, ma se si sente accompagnato e sostenuto con amore le cose cambiano”. Di qui, conclude, il “nostro compito di istituzioni sanitarie cattoliche – e lo facciamo da sempre – di accompagnare con amore questi fratelli sofferenti verso la morte, perché la affrontino non nella sofferenza e nella paura ma nella maniera più umana possibile”.

Mediterraneo: Festival Sabir, a Siracusa dall’11 al 13 maggio edizione “dedicata alle Ong che salvano vite in mare”

Wed, 2017-05-03 14:08

Sarà dedicato alle Ong che fanno salvataggi in mare – “al posto dei governi che dovrebbero far entrare le persone in sicurezza” – la terza edizione del Festival diffuso delle culture mediterranee che quest’anno si svolgerà a Siracusa dall’11 al 13 maggio, promosso dall’Arci insieme ad Acli e Caritas italiana, con la collaborazione di Asgi, A Buon diritto, Carta di Roma e Cgil. Il “dibattito surreale e assurdo sul ruolo delle Ong”, come lo ha definito Filippo Miraglia, vicepresidente nazionale Arci, ha fatto da sfondo alla presentazione oggi a Roma del Festival Sabir. “Chi ha orchestrato la campagna ha già ottenuto il risultato di screditare le associazioni che operano nel campo dell’accoglienza e del salvataggio di vite umane – ha osservato Miraglia – e gli effetti purtroppo li vedremo nel lungo periodo”. Nelle precedenti edizioni il Festival Sabir (“sabir” era una lingua franca era parlata nei porti del Mediterraneo) si è svolto a Lampedusa e Pozzallo, quest’anno è stata scelta Siracusa “perché è una delle città che ha accolto più persone sbarcate dalle navi e più minori non accompagnati nelle strutture di accoglienza”, ha precisato.

Giovanni Maria Bellu, giornalista e presidente dell’associazione “Carta di Roma” che vigila sull’applicazione del codice deontologico sul tema migrazioni, ha fatto notare come la polemica montata ad arte contro le Ong sia “da studiare: stiamo assistendo alla formazione del pregiudizio attraverso l’affinamento del discorso razzista. Nella propaganda razzista non ci si può spingere fino al punto di dire ‘lasciamoli morire in mare’ ma si può delegittimare chi li salva”. Loris De Filippi, presidente di Medici senza frontiere, ha descritto “danni molto gravi ai concetti di solidarietà, altruismo e compassione generati da questa strumentalizzazione politica: sui social siamo sommersi da una valanga di insulti bruttissimi, questo ci fa capire che purtroppo il cinismo è entrato nella nostra società e i 5.000 morti l’anno in mare, pari ad una guerra a media intensità, non contano più”. De Filippi ha invitato l’intero mondo della solidarietà a reagire “in maniera molto compatta per far fronte ad una battaglia culturale che sta impoverendo il Paese”.

Siria: Mfs, “incursione di uomini armati negli ospedali di Ghouta Est. Costretti a sospendere sostegno medico alle strutture”

Wed, 2017-05-03 13:59

“Nessuna arma o persona armata può entrare all’interno delle strutture mediche; i pazienti devono essere considerati al di fuori del conflitto e tutte le parti devono prendere le giuste precauzioni per evitare attacchi diretti all’azione medica; il trasporto di feriti e altri pazienti, indipendentemente dalla loro identità, e la libera circolazione delle ambulanze, devono essere consentiti e facilitati; le strutture mediche, i loro beni, le attrezzature e le ambulanze non devono mai essere utilizzati per scopi militari; quando necessaria, l’evacuazione dei pazienti e dei medici in una zona più sicura deve essere garantita”. Sono le richieste che Medici senza Frontiere (Msf) lancia ai gruppi armati nella zona di Ghouta Est, nelle periferie assediate di Damasco, dopo che quest’ultime avrebbero attaccato, il 29 aprile, alcune strutture sanitarie supportate dall’organizzazione medico-umanitaria, provocando di fatto la sospensione del supporto medico. Secondo quanto riportato dai medici che Msf sostiene nell’area “i gruppi armati non hanno mostrato assolutamente alcuna considerazione per lo status di protezione di cui devono godere pazienti, strutture mediche e operatori sanitari. Il 29 aprile, circa 30 uomini armati e col volto coperto hanno fatto irruzione nell’ospedale Hazzeh per cercare specifici pazienti feriti e hanno sequestrato l’ambulanza dell’ospedale”.
Situazione analoga nel centro medico di Aftares ripetutamente bersagliato da proiettili. La zona rurale di Ghouta Est, nei pressi di Damasco, è assediata dalle forze governative siriane fin dai primi mesi del 2013. Msf fornisce sostegno da remoto alla maggior parte delle strutture sanitarie della zona e ha costruito un forte legame con i medici, aiutandoli a mantenere uno spazio per fornire cure mediche imparziali, dando loro assistenza medica sia tecnica sia materiale. “A nome dei medici che sosteniamo, Msf condanna fermamente l’incursione armata nelle strutture sanitarie da parte di persone col volto coperto, l’intimidazione degli operatori sanitari e il sequestro di un’ambulanza”, dichiara Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di Msf. “Gli spazi medici sono protetti dal diritto internazionale e devono rimanere un luogo di umanità, trattando tutti – civili e non – esclusivamente sulla base dei loro bisogni medici. Faremo sentire la nostra voce per difendere la natura protetta di questi spazi e sottolineare la necessità di dare priorità alla salvaguardia dei pazienti e del personale medico”.

Migranti: Aimetti (Rete civica sindaci), “l’accoglienza diffusa è la chiave vincente”

Wed, 2017-05-03 13:35

“A papa Francesco ho portato il saluto delle nostre comunità, le sue parole sono state la scintilla che in tanti di noi hanno innescato quest’impegno per i rifugiati”. A parlare al Sir è Silvio Aimetti, sindaco di Comerio e portavoce della Rete civica dei sindaci per l’accoglienza, che riunisce una trentina di Comuni della provincia di Varese , rappresentativi di un terzo della popolazione. Bergoglio, oggi, ha citato la Rete nei saluti al termine dell’udienza generale. “Molti di noi – rimarca Aimetti – si sono attivati proprio dopo l’appello all’accoglienza di papa Francesco nel settembre 2015, taluni anche a livello personale, per dare un esempio”. La Rete tra i sindaci del territorio sensibili alla questione è nata un paio di anni fa “per condividere buone prassi e promuovere progetti di accoglienza diffusa”, con piccoli gruppi “in modo che possano imparare l’italiano, svolgere lavori socialmente utili e integrarsi nelle comunità”.
A Comerio ci sono 8 richiedenti asilo su 2.900 abitanti e “vanno nelle scuole a raccontare la loro storia. Poi fanno lavori di pubblica utilità: ad esempio, portano a casa dagli anziani i libri della biblioteca comunale chiesti in prestito, oppure mantengono pulita la piazza”. Il sindaco sottolinea l’importanza “di fare rete e diffondere una cultura dell’accoglienza”, convinto che proprio “l’accoglienza diffusa sia la chiave vincente: se nei 139 Comuni della provincia di Varese si accogliessero 2 migranti ogni mille abitanti, non ci sarebbero problemi di affollamento e l’integrazione funzionerebbe”. A riprova del successo della formula “nel mio Comune – prosegue Aimetti – due migranti accolti durante la loro richiesta di asilo oggi, terminato il percorso, hanno trovato un lavoro fisso, contribuendo così con le loro tasse al welfare italiano”. La Rete poi, lavora “a stretto contatto con la Caritas ambrosiana e anche con le altre confessioni religiose, sensibilizzando all’accoglienza le realtà ecclesiali anche dove non c’è un progetto da parte del Comune”.

Ballottaggio Macron/Le Pen: mons. Pontier (Cef), “Chiesa non si schiera” e invita i cattolici ad andare a votare

Wed, 2017-05-03 13:06

Il presidente della Conferenza dei vescovi francesi (Cef), mons. Georges Pontier, ribadisce oggi che “il ruolo della Chiesa non è quello di schierarsi per l’uno o l’altro candidato, ma di ricordare a ciascun elettore ciò che la nostra fede ci chiede di tenere in conto” e invita i cattolici a non disertare le urne e a non optare per la scheda bianca, ma di esercitare “la propria responsabilità di cittadini”. In una intervista pubblicata oggi sul sito della Conferenza episcopale francese e rilanciata dal Sir, mons. Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente dei vescovi francesi, risponde alle “critiche” – così si legge nella domanda – di chi si attendeva dalla Chiesa cattolica un più chiaro orientamento al voto. Mons. Pontier parla di “un clima isterico” e osserva come in un contesto simile, la Chiesa sceglie piuttosto di favorire la riflessione e il discernimento ricordando “i criteri” che devono guidare i cattolici alla scelta del candidato: il rispetto della dignità di ogni persona umana, l’accoglienza dell’altro anche se diverso, l’importanza della famiglia e della filiazione, l’apertura al mondo, la giusta distribuzione delle ricchezze, l’accesso al lavoro, alla casa. “Nessun programma – osserva l’arcivescovo – soddisfa tutti questi criteri. Spetta pertanto a ciascuno, alla luce del Vangelo, esercitare la propria considerazione e votare secondo coscienza”.
Il presidente dei vescovi francesi invita i cattolici ad andare a votare domenica prossima. “Anche se è comprensibile la tentazione di astenersi come espressione di una grande insoddisfazione, mi sembra importante continuare ad esercitare la propria responsabilità di cittadini. Astenersi può favorire l’elezione di un candidato” e “in una democrazia, il nostro voto conta”. Rispetto alla situazione politica, “la posizione della Conferenza episcopale di Francia – confessa mons. Pontier – non è semplice. Sarebbe più facile dare una consegna di voto” ma è “da 45 anni che i vescovi si rifiutano di farlo”. L’invito della Chiesa oggi è quello di abbassare i toni “delle invettive e degli atteggiamenti. L’ingiuria, la deformazione, la strumentalizzazione delle proposte non sono degni del dibattitto”. L’arcivescovo conclude proponendo una riflessione: “Sarebbe utile che i politici si interroghino per capire come siamo arrivati a questa situazione inedita per cui più del 40% dei francesi al primo turno hanno votato per gli estremi”.

Biotestamento: Bova (Forum sociosanitario), ddl è “via mascherata verso eutanasia”. Incoraggiare “cultura della vita”

Wed, 2017-05-03 12:45

“Bisogna incoraggiare tutte le strutture sanitarie che, con dedizione tecnico-professionale, scientificità e amore, si dedicano alla cura degli anziani che necessitano di assistenza, soprattutto in caso di malattia. Bisogna anche rispettare, ringraziare e aiutare le famiglie che seguono i propri cari, specialmente se anziani o grandi anziani, con affetto e calore umano. D’altra parte, come confermato da numerosi studi, il ‘prendersi cura’ con amore favorisce molto il buon esito della terapia”. Lo ha detto Aldo Bova, presidente nazionale del Forum sociosanitario di ispirazione cristiana, nel fare visita ad un paziente di 102 anni, ricoverato nella casa di cura Villa delle Magnolie di Castelmorrone (Ce) per effettuare la riabilitazione dopo un intervento chirurgico d’impianto di endoprotesi per frattura del collo femorale. “Sonnino Ruocco, assistito premurosamente dai figli, è in buone condizioni psico-fisiche e risponde bene alle cure riabilitative”, ha aggiunto Bova. Per il presidente del Forum, “viviamo un momento storico in cui prevale la cultura dello scarto e di conseguenza l’atteggiamento di trascurare e abbandonare i soggetti anziani o grandi anziani, anche alla luce dell’approvazione del testo sul cosiddetto ‘biotestamento’ alla Camera, che riteniamo presenti una via mascherata verso l’eutanasia”. Occorre, il suo invito, “fare ogni sforzo possibile per promuovere nell’opinione pubblica la cultura della vita, che va tutelata sempre, dal suo sorgere fino alla sua fine naturale”.

Sciopero della fame: ordinari cattolici Terra Santa a Israele, “ascoltate il grido dei detenuti palestinesi”. Condanna della “detenzione senza processo”

Wed, 2017-05-03 12:42

“Invitiamo le autorità israeliane a sentire il grido dei prigionieri, a rispettare la loro dignità umana e ad aprire una nuova porta verso la costruzione della pace”. È l’appello che la Commissione “Giustizia e pace”, che opera in seno all’Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa ha lanciato nei giorni scorsi, in merito allo sciopero della fame intrapreso, dal 17 aprile scorso, da oltre 1.500 detenuti politici palestinesi e denominato “Libertà e dignità”. Nell’appello, pervenuto al Sir, la Commissione “Giustizia e pace” spiega che “l’obiettivo di questo atto disperato è quello di far luce, sia a livello locale che internazionale, sulle condizioni disumane in cui sono detenuti dalle Autorità israeliane. I detenuti invocano il rispetto dei loro diritti umani e della loro dignità, come riconosciuto dal diritto internazionale e dalla Convenzione di Ginevra, e la fine della detenzione amministrativa”. La Commissione, nel comunicato, “afferma la necessità dell’applicazione del diritto internazionale nei confronti dei prigionieri politici. Condanna l’uso della detenzione senza processo, tutte le forme di punizione collettiva, nonché l’uso della forza e della tortura per qualsiasi motivo. Inoltre – si legge nel testo – non dobbiamo mai dimenticare che ogni prigioniero è un essere umano e la sua dignità, data da Dio, deve essere rispettata”. “La liberazione dei prigionieri – conclude la Commissione – sarà un segno di una nuova visione, e l’inizio di una nuova storia, per entrambi i popoli, israeliani e palestinesi. Come cristiani siamo inviati a lavorare per la liberazione di ogni essere umano e per la creazione di una società umana in cui ci sia uguaglianza per tutti, israeliani e palestinesi”.

Solidarietà: Bisceglie, al Ceis don Picchi il riconoscimento Giovanni Paolo II 2017

Wed, 2017-05-03 12:41

È stato assegnato al Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi il riconoscimento Giovanni Paolo II 2017. “Per la missione sociale, umanitaria ed educativa della propria attività, espressione di partecipazione e di solidarietà, svolta in 50 anni senza alcun tipo di discriminazione e promossa in aiuto dell’emarginazione e del disadattamento soprattutto verso i giovani e le famiglie, sono riconosciuti i meriti al Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi”: così recita la motivazione del riconoscimento, giunto alla sesta edizione, la cui cerimonia di premiazione si svolgerà il 13 maggio prossimo a Bisceglie. “Sono molto felice – afferma il presidente del Ceis, Roberto Mineo – di questo ulteriore prestigioso riconoscimento per l’attività del nostro Centro per diversi motivi. Innanzitutto perché è un premio intitolato a san Giovanni Paolo II che ha sostenuto concretamente e voluto anche tanto bene al nostro don Mario Picchi. Fu proprio Wojtyla a inaugurare quella che è oggi la sede principale del Ceis, a Roma, in via Attilio Ambrosini, tornando spesso nelle diverse strutture del Centro, che man mano cresceva e si espandeva, e donando a don Mario la sede di Castel Gandolfo che era l’ex villa di un cardinale. Struttura visitata lo scorso anno da Papa Francesco durante uno dei ‘Venerdì della misericordia’ del Giubileo straordinario”.
“Sono anche molto contento – prosegue Mineo – che gli organizzatori di questo premio lo abbiano legato a un concorso per gli studenti delle scuole pugliesi sul tema ‘Giovani, prendete in mano la vostra vita: dire no alla droga, alla violenza, all’alcol’. Quello della prevenzione, come il Ceis non si stanca mai di ripetere, è un lavoro fondamentale per contrastare ogni forma di dipendenza. Il dato drammatico oggi è che la prevenzione, che una volta si faceva negli anni del liceo, oggi dobbiamo farla già alle elementari. Di questo dovrebbe prendere consapevolezza chi in modo a dir poco irresponsabile continua a sostenere la legalizzazione della cannabis”. Mineo si dice “molto contento” che “questo premio arrivi pochi giorni prima del settimo anniversario della morte di don Mario Picchi, che ricorderemo il 29 maggio prossimo con una messa. Speriamo che la diocesi di Roma avvii presto la sua causa di beatificazione. Sarebbe il giusto sigillo per un uomo che ha dato tutto se stesso per gli altri, per chiunque bussava alla sua porta senza alcuna distinzione”.

Giubileo: mons. Fisichella, i “Venerdì della misericordia” continuano “con le visite a sorpresa del Papa”. Tra i frutti la Giornata mondiale dei poveri

Wed, 2017-05-03 12:11

I “Venerdì della misericordia”, voluti dal Papa per l’Anno giubilare, “stanno continuando ancora periodicamente con le visite a sorpresa del Santo Padre”. Lo ha fatto notare mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, durante la “lectio” in corso oggi a Roma sul primo Giubileo dell’era della globalizzazione. “Durante l’Anno santo Papa Francesco – ha ricordato il vescovo – ha visitato una casa di riposo nella periferia di Roma, un centro per malati in stato vegetativo, la comunità ‘Il Chicco’ per persone con disabilità intellettiva, la neonatologia dell’Ospedale San Giovanni, un hospice per malati terminali, ex prostitute assistite dalla Comunità Giovanni XXIII, alcuni sacerdoti in difficoltà e alcuni che hanno lasciato il ministero insieme alle loro famiglie, una casa famiglia per bambini e ragazzi… insomma un vero mosaico dal quale far emergere il volto concreto della misericordia che non conosce confini. Più aumenta la povertà nelle sue diverse forme e più la Chiesa è impegnata a scoprire nuove forme con cui essere nel mondo testimone della misericordia”. “Con questo Giubileo, un fatto è certo: la misericordia è diventata la protagonista, almeno per un anno, del vivere quotidiano dei cristiani”, il bilancio di Fisichella. Nella “Misericordia et misera”, inoltre, Papa Francesco  “delinea il percorso della vita futura della Chiesa perché possa essere sempre strumento di misericordia nei confronti di tutti, senza escludere mai nessuno”. Tra le novità introdotte da Bergoglio nell’Anno giubilare, Fisichella ha citato l’istituzione della Giornata mondiale dei poveri “come impegno per tutta la Chiesa a riflettere su come proprio la povertà stia al cuore del Vangelo e su come, per promuovere sia la giustizia sia la pace sociale, la Chiesa debba impedire che ci siano persone nel bisogno e nell’indigenza. Una Giornata in cui i poveri potranno essere i protagonisti nella vita della Chiesa per superare quella cultura dello scarto e dell’emarginazione che abbraccia larghi settori della cultura”.

Cristiani perseguitati: Siracusa, al santuario Madonna delle Lacrime un incontro promosso da Acs

Wed, 2017-05-03 12:03

Domani, giovedì 4 maggio 2017 alle ore 19, nel salone San Giovanni Paolo II del santuario Madonna delle Lacrime, a Siracusa, si terrà il convegno “Cristiani in Medio Oriente: la loro persecuzione, la nostra indifferenza”, organizzato dalla Fondazione di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che soffre”, in collaborazione con la Biblioteca Alagoniana. Presenzierà mons. Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa. L’incontro, moderato dal rettore del santuario Madonna delle Lacrime, don Aurelio Russo, si aprirà con l’intervento di Alessandro Monteduro, direttore di Acs Italia, su “Il dramma dei cristiani in Siria e in Iraq dal 2011”. Sono passati ormai sei anni dall’inizio della crisi in Siria, dove “Aiuto alla Chiesa che soffre” ha sostenuto i cristiani con progetti per un totale di 17.786.401 euro. Il direttore di Acs Italia si farà portavoce degli “appelli accorati” che dai martoriati Paesi giungono ogni giorno alla Fondazione e parlerà del suo recente viaggio nel Nord dell’Iraq, nei territori appena liberati dall’occupazione dell’Isis. Dall’inizio dell’avanzata dello Stato Islamico nel giugno 2014, “Aiuto alla Chiesa che Soffre” ha finanziato in Iraq progetti per oltre 29,2 milioni di euro a beneficio dei cristiani perseguitati e ha varato un “Piano Marshall” per ricostruire i villaggi cristiani della Piana di Ninive. “Aiutare i cristiani iracheni a vivere in patria, come loro desiderano – spiega Monteduro -, rappresenta la speranza che si imporrà sull’orrore prodotto dall’Isis”.

Giubileo: mons. Fisichella, a Roma quasi 22 milioni di pellegrini, nel mondo più di 900 milioni di persone ha attraversato la Porta Santa

Wed, 2017-05-03 11:54

“Oggi possiamo affermare con dati sicuri che hanno partecipato al Giubileo qui in Roma 21.292.926 pellegrini”. A rendere noto il dato è mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, nella “lectio” in corso alla Link Campus University di Roma. “Il gruppo più numeroso – ha proseguito il vescovo, entrando nel dettaglio – proveniva dall’Italia, a cui facevano seguito i gruppi di lingua tedesca, poi quelli provenienti da Usa, Polonia, Spagna e ancora da Russia, Cina, Giappone, Corea del Sud, Venezuela, Ciad, Ruanda, Angola, Isole Cook, Nepal… insomma, pellegrini provenienti da 156 Paesi di tutto il mondo sono stati presenti a Roma. Si può dire che il mondo ci ha fatto visita e Roma è stata realmente al centro dell’interesse di questi pellegrini”.

“Nei Paesi in cui il cattolicesimo è più profondamente radicato, la percentuale di fedeli che hanno attraversato la Porta Santa ha superato l’80% del numero di cattolici totali”, ha evidenziato Fisichella: “Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla diffusione capillare delle diocesi. Il 50% delle circa 3.000 diocesi mondiali è presente proprio in Europa e in America centro-meridionale. Il crescente numero di diocesi in Africa e, in parte, in Asia, ha permesso di raggiungere milioni di persone anche nel resto del mondo. A livello globale, infatti, grazie ai dati forniti da alcune importanti diocesi sparse in tutto il mondo, è stato possibile stimare una partecipazione media tra il 56% e il 62% della popolazione cattolica complessiva. Si parla di una forchetta tra i 700 e gli 850 milioni di fedeli che hanno varcato la Porta Santa, dall’8 dicembre 2015 al mese di novembre 2016, nelle diocesi”, senza contare i fedeli che hanno attraversato le Porte della Misericordia aperte nei santuari e nei luoghi di pellegrinaggio di tutto il mondo. “I più grandi santuari hanno registrato un’affluenza media di 3 milioni di fedeli”, ha proseguito il presule: “Ad esempio, il santuario di Cracovia è stato meta di pellegrinaggio per 5 milioni di cattolici; il santuario di Santiago de Compostela ha battuto il record del 2010 di affluenza; il santuario di Guadalupe ha visto la presenza di circa 22 milioni di pellegrini. La somma di questi dati, pertanto, porta a un risultato complessivo di oltre 900-950 milioni di fedeli che in tutto il mondo hanno attraversato la Porta Santa”. Il primo Giubileo della globalizzazione, inoltre,  ha navigato anche in internet:  il sito creato per l’evento, realizzato in sette lingue, ha ricevuto oltre  6.523.000 visite. Le visualizzazioni delle pagine sono state oltre 16.220.000; le ricerche oltre le 32.300 mentre i download oltre 1.524.000. Gli iscritti al sito sono stati oltre gli 8 milioni. Tra gli esempi, Fisichella ha citato  il video di Papa Francesco che in piazza san Pietro confessa i ragazzi – che in meno di 24 ore ha raggiunto oltre 2.398.000 persone con oltre 42.000 “mi piace” e 8.000 condivisioni di cui 1.500 commenti – e la foto di Papa Francesco all’Ospedale san Giovanni nel reparto di neonatologia, che nel giro di poche ore ha raggiunto 1.800.000 persone con 6.600 condivisioni.

 

Giubileo: mons. Fisichella, Papa Francesco “ha impresso un forte impulso alla vita della Chiesa”

Wed, 2017-05-03 11:46

Con l’indizione del Giubileo, “Papa Francesco ha impresso un forte impulso alla vita della Chiesa tutta”. Ne è convinto mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che nella “lectio” in corso oggi alla Link Campus Università, a Roma, ha citato le parole conclusive della bolla “Misericordiae vultus”: “In questo Anno giubilare la Chiesa si faccia eco della Parola di Dio che risuona forte e convincente come una parola e un gesto di perdono, di sostegno, di aiuto, di amore. Non si stanchi mai di offrire misericordia e sia sempre paziente nel confortare e perdonare. La Chiesa si faccia voce di ogni uomo e ogni donna e ripeta con fiducia e senza sosta: Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre”. “Questo Giubileo non ha una particolare scadenza a cui riferirsi”, ha ricordato il presule: “È stato realmente ‘straordinario’ perché si è posto fuori da ogni circuito temporale e storico per provocare a vivere l’essenza stessa della Rivelazione di Dio”. La misericordia, infatti, “non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Dio rivela il suo amore. Il volto di Cristo diventa l’emblema della predicazione della Chiesa e la sua credibilità nel mondo contemporaneo si gioca proprio su questa testimonianza”. “Papa Francesco ha permesso che in questo Giubileo si riscoprissero nella predicazione, e nella vita quotidiana, le opere di misericordia corporale e spirituale”, il bilancio di Fisichella: “Queste per secoli erano state patrimonio della vita della Chiesa, ma purtroppo dimenticate. Certamente i cristiani hanno sempre vissuto anche inconsciamente di tali opere, questo è stato il tempo per riscoprirle e riviverle in un contesto culturale profondamente modificato e con nuovi volti di povertà e di violenza”.

Diocesi: Nocera Inferiore-Sarno, con il Premio Euanghelion al via la alla prima edizione delle Giornate della comunicazione

Wed, 2017-05-03 11:44

Tre giorni, dal 10 al 12 maggio, per confrontarsi e ascoltare esperienze di buona comunicazione. Compie dieci anni il “Premio Euanghelion”, riconoscimento ai testimoni della buona notizia, istituito nel 2006 dalla diocesi di Nocera Inferiore–Sarno. Un appuntamento che quest’anno triplica, dando vita alla prima edizione delle Giornate diocesane della comunicazione. Il tema conduttore degli appuntamenti sarà “Dal centro alla periferia: quando comunicare è una Buona Notizia”. “La Buona Notizia – si legge in una nota della diocesi – è il ‘pane fragrante’ fatto con la farina che i giornalisti ‘macinano’ ogni giorno. Papa Francesco definisce così il lavoro degli operatori della comunicazione nel Messaggio per la Giornata mondiale della comunicazioni sociali 2017”. Il “Premio Euanghelion”, spiega la diocesi, “vuole riconoscere il lavoro di queste macine che consentono alla buona e bella notizia di non essere soffocata. Un’attività quasi sempre frutto di sinergie. Esempi concreti di questo stile, che saranno insigniti del Premio, sono l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, la Testata giornalistica regionale della Rai e la trasmissione ‘I ragazzi del Bambino Gesù'”. La tre giorni si svolgerà nella curia vescovile di Nocera Inferiore. Il programma prevede l’apertura delle Giornate mercoledì 10 maggio, alle 9.30, con la premiazione del concorso scolastico “Io comunico” che ha avuto come tema la figura di Sant’Alfonso Maria Fusco. L’11 maggio, a partire dalle 19, alla presenza del vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, mons. Giuseppe Giudice, ci sarà la consegna del Premio a padre Gianni Epifani, dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, e a Vincenzo Morgante, direttore della Testata giornalistica regionale della Rai. Il 12 maggio, a partire dalle 19, ci sarà la consegna del Premio alla trasmissione di Rai 3, prodotta e ideata da Stand By Me, “I ragazzi del Bambino Gesù”. Un’ampia presentazione delle Giornate è pubblicata sull’ultimo numero del mensile diocesano “Insieme”, mentre uno speciale aggiornamento del sito e dei social diocesani consentirà di essere costantemente informati sulle novità.

Giubileo: mons. Fisichella, “vi racconto come è nato l’Anno santo straordinario della misericordia”

Wed, 2017-05-03 11:42

“Nella lunga storia dei giubilei si è inserito anche il Giubileo della misericordia”. Lo ha ricordato mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, in una “lectio” su “Il primo Giubileo della globalizzazione”, in corso oggi, a Roma,  nell’antica biblioteca della Link Campus University (Via del Casale di San Pio V, 44), parlando dell’Anno santo della misericordia, indetto da Papa Francesco con la bolla “Misericordiae vultus”, iniziato l’8 dicembre 2015 e conclusosi il 20 novembre del 2016.
“Il sorgere di questo Giubileo non si trova in nessuna fonte ufficiale, ma appartiene ai miei ricordi personali”, ha precisato Fisichella, raccontando l’origine dell’evento: “Nell’agosto del 2014 mi giunse inaspettata la telefonata con la quale venivo convocato a Roma per l’udienza con Papa Francesco il 28 agosto. L’incontro con il Papa durò circa un’ora. Presentai al Santo Padre il programma del dicastero che presiedo, prospettando le diverse iniziative per l’anno successivo. Il discorso con il Papa poi andò a finire sulla misericordia. Ricordai a Papa Francesco l’esperienza della misericordia nella vita della Chiesa e feci riferimento a un articolo molto contestato che nel 2009 avevo scritto sull’Osservatore Romano, proprio richiamando la misericordia come la prima reazione dinanzi alla violenza nei confronti di una bambina brasiliana” . “Il Papa mi ascoltava molto attentamente – ha proseguito Fisichella – e poi mi disse: ‘Giovanni Paolo II sarà ricordato come il Papa della misericordia’. Risposi: ‘Santo Padre, mi permetto di dissentire. Certo, San Giovanni Paolo II ha avuto il grande merito di riportare la misericordia in primo piano nella vita della Chiesa con la sua enciclica ‘Dives in misericordia’, ma sono convinto che lei sarà ricordato come il Papa della misericordia per il suo richiamo continuo alla misericordia e, soprattutto, per i ripetuti segni di misericordia che compie’. A questo punto, il Papa guardandomi fisso disse: ‘Come mi piacerebbe un Giubileo della misericordia!’. Fui stupito e gli dissi: ‘Santo Padre, intende dire un Anno della misericordia come è stato l’Anno della fede del 2013?’. E lui ancora più convinto mi disse: ‘No, no, proprio un Giubileo della misericordia’. Così nacque l’Anno straordinario della misericordia”.

Scuola: Arciconfraternita Sant’Antonio di Padova, quasi mille partecipanti al “Premio della bontà 2017”

Wed, 2017-05-03 11:27

Le opere partecipanti al “Premio della bontà 2017”, indetto dall’Arciconfraternita di Sant’Antonio di Padova, sono state 963, oltre un centinaio in più rispetto a quelle dello scorso anno, giunte da 15 regioni italiane e 34 province; “oltre un metro l’altezza della pila di plichi contenenti gli elaborati” giunti dalle scuole primarie e secondarie di I e di II grado di tutta l’Italia. “Non è stato facile per la giuria selezionare i vincitori per le tre categorie del concorso scolastico – Narrativa, Disegno e Multimediale –, che riceveranno il riconoscimento nella cerimonia di premiazione prevista in due momenti”, spiegano gli organizzatori: uno “civico” che si terrà sabato 20 maggio alle ore 20.30 all’auditorium Pollini di Padova, e un momento religioso ovvero la messa di domenica 21 maggio alle ore 11.00 nella Basilica di Sant’Antonio. Entrambe le cerimonie saranno presiedute da mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo prelato di Loreto e delegato pontificio per la basilica antoniana, presente alla manifestazione per la quarta volta consecutiva”. Tutte le classi delle 71 istituzioni scolastiche partecipanti, si sono cimentate sul tema di questa 43esima edizione ispirato dalle parole di Papa Francesco: “Il virus dell’indifferenza ci fa chiudere occhi e cuore di fronte ai bisogni di chi ci sta accanto”. I vincitori sono sul sito www.arciconfraternitasantantonio.org

Diocesi: Frosinone, alternanza scuola-lavoro in archivio storico a Veroli

Wed, 2017-05-03 11:05

Anche la diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino entrerà nel circuito dell’alternanza scuola-lavoro. Nell’archivio storico di Veroli due studenti potranno collaborare alla digitalizzazione dei registri anagrafici più antichi delle parrocchie cittadine. Il progetto sarà coordinato dalla docente Maria Cristina Perilli e dalla direttrice dell’ente Luisa Alonzi. I ragazzi – spiega la diocesi – dovranno mettere mano a 600 metri lineari di documentazione appartenenti a più di 40 fondi. In particolare saranno loro affidati i registri della cattedrale e della parrocchia di Sant’Erasmo a Veroli. Le più recenti tecnologie tuteleranno il patrimonio storico dai danni e dall’usura. Un lavoro importante, perché nella maggior parte dei casi è proprio dai dati di battesimo, cresima, matrimonio e morte che è possibile ricostruire la vita di una persona, di una famiglia, di un’intera comunità. Il progetto ha come obiettivo anche la messa in opera di strumenti e tecniche utili alla tutela e alla conservazione del patrimonio.

Papa Francesco: udienza, saluta “rete” dei “sindaci per l’accoglienza” e membri dell’Arsenale della pace

Wed, 2017-05-03 10:55

La Rete civica dei sindaci per l’accoglienza della provincia di Varese e i membri dell’Arsenale della Pace di Torino. Sono due dei destinatari dei saluti ai fedeli di lingua italiana, che come di consueto concludono l’udienza del mercoledì in piazza San Pietro, alla quale oggi hanno assistito 15mila persone. “Sono lieto di accogliere gli studenti del pontificio Collegio Missionario San Paolo di Roma e i partecipanti al Corso promosso dalla Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium”, ha esordito il Papa, che poi oltre a quelli citati ha salutato anche i fedeli di Albanella e l’Associazione 24 luglio. Nel triplice saluto finale ai giovani, ai malati e agli sposi novelli Francesco ha esortato i giovani ad imparare a pregare Maria “con la preghiera semplice ed efficace del Rosario”.

Argentina: da ieri al 6 maggio la 113ª Assemblea plenaria della Conferenza episcopale

Wed, 2017-05-03 10:46

Da ieri al 6 maggio è riunita a Pilar, nella provincia di Buenos Aires, la 113ª Assemblea plenaria della Conferenza episcopale argentina (Cea). Dopo uno scambio pastorale su diverse questioni proprie dell’attività della Chiesa nel Paese, i vescovi hanno esaminato gli obiettivi che la Chiesa si era proposta per il periodo 2010-2016, in occasione del Bicentenario del primo governo patrio e dell’indipendenza dalla Spagna. A chiusura della giornata, è stata celebrata una Messa presieduta dal presidente dell’episcopato argentino e arcivescovo di Santa Fe di Veracruz, mons. José María Arancedo. Oggi sarà la Commissione episcopale per i ministeri a presentare una proposta di lavoro che riguarda la prevenzione dei casi di abuso su minorenni e adulti vulnerabili. Per il pomeriggio è previsto l’inizio di una serie di conversazioni tra i presuli intorno alla questione della riconciliazione, ritenuta una opportunità per riflettere sulla comunione all’interno della Chiesa e per offrire un servizio per l’incontro fraterno degli argentini. Domani mattina, i vescovi si confronteranno sull’assenza di partecipazione alla messa della domenica e sulla perdita del senso di questa giornata. Nel pomeriggio ci sarà uno spazio per la Commissione per l’ecumenismo che presenterà una rassegna sul rapporto tra la Chiesa cattolica e le altre fedi (evangelici e pentecostali). Ospiti dell’Assemblea, l’arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), il card. Laurent Monsegwo Pasinya, accompagnato dal vescovo ausiliare Donatien Bafuidinsbni, e il cancelliere dell’Accademia Pontificia delle scienze sociali, mons. Sanchez Sorondo, che, nella mattina di venerdì, parlerà delle diverse attività richieste da Papa Francesco. A chiusura delle riunioni dell’Assemblea sarà analizzata la questione degli Scout e un intervento della Commissione per l’istruzione.

Papa Francesco: “L’Egitto è stato un segno di speranza, di rifugio, di aiuto, sia per la storia, sia per oggi”

Wed, 2017-05-03 10:36

“L’Egitto per noi è stato un segno di speranza, di rifugio, di aiuto”: con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha concluso la catechesi dell’udienza di oggi, svoltasi in piazza San Pietro alla presenza di 15mila fedeli e dedicata al suo recente viaggio in Egitto. “Raccontare questo viaggio entra nella strada di parlare di speranza”, ha proseguito Francesco ancora a braccio: “Per noi l’Egitto ha questo segno di speranza, sia per la storia, sia per oggi, per la fraternità” raccontatavi. “Ringrazio nuovamente coloro che hanno reso possibile questo viaggio e quanti in diversi modi hanno dato il loro contributo, specialmente tante persone che hanno offerto le loro preghiere e le loro sofferenze”, la conclusione della catechesi: “La Santa Famiglia di Nazaret, che emigrò sulle rive del Nilo per scampare alla violenza di Erode, benedica e protegga sempre il popolo egiziano e lo guidi sulla via della prosperità, della fraternità e della pace”.

Papa Francesco: udienza, “in Egitto ci sono tanti seminari, e questa è una consolazione!”

Wed, 2017-05-03 10:25

In Egitto “ci sono tanti seminari, e questa è una consolazione!”. Lo ha esclamato, a braccio, il Papa, ripercorrendo idealmente il secondo giorno del suo recente viaggio apostolico, dedicato ai fedeli cattolici. “La Santa Messa celebrata nello Stadio messo a disposizione dalle autorità egiziane è stata una festa di fede e di fraternità, in cui abbiamo sentito la presenza viva del Signore Risorto”, la testimonianza di Francesco: “Commentando il Vangelo, ho esortato la piccola comunità cattolica in Egitto a rivivere l’esperienza dei discepoli di Emmaus: a trovare sempre in Cristo, Parola e Pane di vita, la gioia della fede, l’ardore della speranza e la forza di testimoniare nell’amore che abbiamo incontrato il Signore!”. L’ultimo momento, quello vissuto insieme con i sacerdoti, i religiosi e le religiose e i seminaristi, nel Seminario Maggiore. “È stata una liturgia della Parola, in cui sono state rinnovate le promesse di vita consacrata”, ha detto il Papa: “In questa comunità di uomini e donne che hanno scelto di donare la vita a Cristo per il Regno di Dio, ho visto la bellezza della Chiesa in Egitto, e ho pregato per tutti i cristiani nel Medio Oriente, perché, guidati dai loro pastori e accompagnati dai consacrati, siano sale e luce in quelle terre, in mezzo a quei popoli”.

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