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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 39 min ago

Comunicazione: Ceu, presentato il progetto editoriale di rilancio dei media ecclesiali

Thu, 2017-06-01 19:22

In occasione della 51ª Giornata mondiale per le comunicazioni sociali, la Conferenza episcopale umbra (Ceu) ha presentato il nuovo progetto editoriale dei media ecclesiali promosso dalla Commissione regionale per le comunicazioni sociali. Si tratta di un progetto nel segno dell’integrazione e collaborazione tra i media umbri che, “oltre a interessare il rilancio de ‘La Voce’ e di ‘Umbria Radio’ – ha sottolineato Riccardo Liguori, coordinatore della Commissione regionale – si caratterizza per aver dato vita al primo quotidiano online cattolico umbro www.umbriaoggi.news, attualmente curato dalla redazione di Umbria Radio, che ha ottenuto risultati soddisfacenti nei suoi primi 100 giorni di attività”. “Un ruolo non secondario in questo progetto – ha aggiunto Liguori – è affidato agli uffici stampa diocesani e regionale della Ceu”. “Questo progetto – si legge in una nota – ha preso forma nel 2015, seguendo la sollecitazione della Conferenza episcopale italiana (Cei) alle Chiese diocesane a riprogettare i propri mezzi di comunicazione per fronteggiare la crisi in atto che sta attraversando l’informazione in generale”. Il progetto è stato sostenuto nel 2016 dalla stessa Cei attraverso la Fondazione Comunicazione e Cultura in virtù del suo carattere esemplare. Per mons. Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia e delegato Ceu per le Comunicazioni sociali, “la Chiesa umbra investe in un progetto ambizioso che cerca di portare il proprio patrimonio di idee e di approccio alla realtà ancora più vicino alla gente in una comunicazione che sia costruttiva e che sottolinei le positività. Un progetto che ha alla base il criterio dell’integrazione dei vari media ciascuno con il suo specifico e che da questa integrazione vengono valorizzati”. Altri obiettivi sono il miglioramento dell’offerta informativa e della presenza sul territorio, dando voce e ascolto alle comunità locali.

Diocesi: Venezia, il 5 giugno torna il “gelato prima degli esami” con il patriarca Moraglia

Thu, 2017-06-01 19:06

Si rinnoverà nei prossimi giorni, nella diocesi di Venezia, la tradizione del “Gelato prima degli esami”, l’appuntamento informale e festoso che vedrà il patriarca Francesco Moraglia assieme ai ragazzi, perlopiù 14enni, impegnati a breve nei cosiddetti “esami di terza media”. “Il patriarca Francesco – è scritto nell’invito trasmesso in queste settimane ai vari gruppi della diocesi – desidera incontrare i ragazzi in tre diversi luoghi e tempi (in Terraferma, a Venezia e sul Litorale) verso la fine dell’anno scolastico e prima degli esami di licenza per essere loro accanto in questo importante momento della vita (non solo scolastica!)”. All’incontro sono invitati anche i responsabili dei gruppi, i catechisti, gli educatori, gli insegnanti e quanti altri li accompagnano nella crescita umana e cristiana perché “come comunità educante possiamo essere partecipi delle gioie e delle fatiche della loro maturazione”. Ecco, nel dettaglio, il calendario degli incontri previsti: lunedì 5 giugno, con inizio alle 19, il “gelato prima degli esami” sarà presso il Centro pastorale card. Urbani di Zelarino (per tutta la zona di Mestre, Marghera e Riviera); martedì 6, alle 17.30, a Jesolo presso la parrocchia di S. Giovanni Battista (per l’intera zona del Litorale); mercoledì 7, alle ore 19, a Venezia nel patronato parrocchiale dei Frari (per il centro storico della città e le isole).

Dire: i titoli e il tg politico

Thu, 2017-06-01 18:50

(DIRE-SIR) – Ecco titoli e tg politico realizzato dall’agenzia DIRE (anche su www.dire.it e www.agensir.it).

http://89.97.250.172/News/2017/06/01/2017060102180901923.MP4

Pil cresce più delle attese, Renzi: avanti così

L’Istat rivede al rialzo la crescita del Pil del primo trimestre. Il prodotto è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% nei confronti del 2016. Dati accolti con soddisfazione dal segretario del Pd Matteo Renzi: “I risultati sono figli di anni di lavoro serio e rigoroso, ma non basta”, ha detto. Sulla stessa linea il premier Paolo Gentiloni: “L’Italia cresce più del previsto e l’impegno continua”, ha commentato.

Alfano: sostengo governo, Renzi vuole farlo cadere?

Alternativa popolare continua a sostenere il governo Gentiloni, Renzi dica se vuole farlo cadere. Lo ha detto Angelino Alfano al termine della direzione di Ap. “La nostra fiducia è stata mal ripagata, ma accettiamo la sfida dello sbarramento al 5% nella legge elettorale”, ha annunciato il ministro degli Esteri. Secca la risposta del Pd che respinge le accuse degli alfaniani: Falso, noi sempre leali con Gentiloni.

Ok Camera a manovrina, Padoan chiede sconto di 9 mld

Via libera dell’aula della Camera alla manovrina. Il provvedimento passa ora al Senato dove la maggioranza è in bilico dopo che Mdp e Udc non hanno votato la fiducia. Nel testo, tra le misure approvate, ci sono i nuovi voucher per famiglie e imprese; la web tax per far pagare le imposte ai colossi di Internet e il prestito ponte di Alitalia. Intanto il ministro Padoan ha chiesto all’Europa uno sconto di 9 miliardi sul deficit nella legge di bilancio di ottobre.

Terremoto, Camusso: troppi ritardi, ora investimenti

Istituire una zona economica speciale per favorire nuovi investimenti. È quanto chiede la Cgil nel suo Progetto di sviluppo delle zone terremotate, presentato oggi dopo aver offerto una degustazione dei prodotti di Illica, frazione di Accumuli. Il sindacato chiede un reddito di solidarietà per i disoccupati che si impegnano in attività utili. Susanna Camusso accusa: “Troppi ritardi e il progetto Casa Italia che fine ha fatto?”.

Lunedì la cordata per l’Ilva, sindacati: è sciopero

L’Ilva sarà assegnata alla cordata industriale Am-Investco alla quale si aggiungerà Intesa Sanpaolo: “Questo è quel che il governo ha detto e lo farà entro il 5 giugno”. Così Maurizio Landini, segretario Fiom, al termine del nuovo incontro al ministero dello Sviluppo economico. Landini ha ribadito il no dei sindacati ai licenziamenti, aggiungendo che lo sciopero di Taranto e quello di lunedì a Genova rappresentano il primo segnale agli imprenditori.

Ilva Genova: don Moretti (cappellano lavoro), “trovare la migliore soluzione possibile”

Thu, 2017-06-01 18:44

“Come cappellani del lavoro siamo vicini a tutti i lavoratori e non entriamo nelle vicende aziendali”. Ad affermarlo don Massimiliano Moretti, parroco della chiesa di Santa Zita a Genova, cappellano del lavoro e responsabile del Percorso diocesano di formazione alla politica, in merito alla vicenda dell’Ilva che ha annunciato migliaia di esuberi tra i lavoratori. E a Genova per lunedì 5 giugno sono attesi una assemblea dei lavoratori e manifestazioni. Don Moretti ricorda inoltre che i cappellani del lavoro “hanno un profondo rispetto per tutte le parti sociali: imprenditori, sindacati e lavoratori”. L’auspicio è che proprio “imprenditori e sindacati possano trovare la migliore soluzione per il rilancio dell’azienda e del lavoro” e che “la contrattazione venga svolta con coscienza e nel modo migliore da tutte le parti coinvolte”.

Ilva Genova: Maestripieri (Cisl), “l’occupazione deve essere preservata”

Thu, 2017-06-01 18:39

“Genova non può perdere altra occupazione” perché “se si perdono altri posti di lavoro chiude la città”. A dichiararlo Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Genova, in merito alla vicenda degli annunciati esuberi all’Ilva. “È inevitabile che chi acquista Ilva, considerato che l’alternativa è la chiusura – ha aggiunto – tenti di imporre le migliori condizioni possibili a suo favore, ma il governo deve ‘tenere’ perché non si possono mettere due città in ginocchio: visto che ci sono più imprese disposte a rilevare l’azienda, deve fare l’interesse del territorio e degli occupati”. Il segretario generale Cisl di Genova ha poi ricordato la recente visita di Papa Francesco a Genova: “Gli imprenditori, ci ha ricordato Papa Francesco proprio all’Ilva sabato scorso, devono fare gli imprenditori. Non possono semplicemente ‘prendere’ e rottamare. Devono investire, a Genova per la ‘banda stagnata’”. “Dopo anni di commissariamento, che hanno provocato una diminuzione dei volumi produttivi, incertezza occupazionale e perdita di valore di mercato, la Cisl si aspetta una reale svolta per Ilva”. Per Maestripieri, “servono investimenti sui siti produttivi per non penalizzare l’occupazione da troppo tempo sotto scacco in un settore strategico per l’economia non solo di Genova e della Liguria, ma dell’intero Paese”. “Lunedì prossimo – ha concluso – ci sarà l’aggiudicazione ufficiale degli asset di Ilva da parte del governo”. Per questo “chiediamo con forza che la trattativa sindacale, vincolante per l’acquisizione, concretizzi una reale prospettiva e chiarisca quale sarà il piano industriale che deve prevedere certezze occupazionali e produttive a partire dallo stabilimento di Cornigliano”.

Argentina: i vescovi aderiscono all’iniziativa “Un minuto per la pace” dell’8 giugno

Thu, 2017-06-01 18:33

In occasione del terzo anniversario dello storico incontro dell’8 giugno 2014 tra Papa Francesco e i presidenti di Israele, Shimon Peres, e della Palestina, Abu Mazen,  per pregare per la pace, la Conferenza episcopale argentina ha espresso ieri la sua adesione all’iniziativa “Un minuto per la pace”, prevista per il prossimo 8 giugno, alle ore 13. Promossa dalla Commissione episcopale per la giustizia e la pace e l’azione cattolica argentina insieme al Dipartimento per i laici e alla Commissione episcopale per l’ecumenismo, il giudaismo, l’islam e le altre fedi (Ceerjir), l’iniziativa è orientata alla riflessione, la preghiera e la ricerca di impegni individuali per la pace nel mondo.
“Gli impegni individuali – si legge nel comunicato dell’episcopato argentino – devono essere in grado di seminare la vita comunitaria con gesti di servizio, fraternità, dialogo e misericordia”. L’iniziativa è sostenuta anche a livello internazionale dal Fiac e dall’Unione mondiale di organizzazioni femminili cttoliche (Umofc).

Diocesi: mons. Tessarollo (Chioggia), “il Parlamento lavori e legiferi sul tema del ‘lavoro per tutti’” perché “è una priorità umana”

Thu, 2017-06-01 18:17

“Che dignità può avere chi non è messo nelle condizioni di provvedere col suo lavoro e intraprendenza alla sua stessa vita e a quella della sua famiglia?”. È una delle domande che il vescovo di Chioggia, mons. Adriano Tessarollo, rivolge nell’intervento pubblicato sull’ultimo numero del settimanale diocesano “Nuova Scintilla” nel quale commenta le parole pronunciate dal Papa, a Genova, nell’incontro con il mondo del lavoro. “Trovo urgente pensare quanto il Vangelo influisce concretamente sulla vita sociale oggi e non solo a parole”, osserva il vescovo, perché “il Vangelo riguarda l’uomo nel suo stare nel tempo, nel suo essere riconosciuto nella sua dignità umana e nel suo essere ‘figlio di Dio’”. “È riconosciuta e promossa la dignità della persona dando qualche elargizione ad alcuni in qualche occasione e lasciando gli altri, anche più poveri, nell’impossibilità di trovare un lavoro?”, chiede Tessarollo. “Il reddito di cittadinanza restituisce la responsabilità e la dignità o fa sentire alla persona che è un mantenuto e non un collaboratore prezioso alla vita e al benessere suo e di tutti?”, domanda il vescovo, secondo cui è “il caso che il Parlamento, espressione della democrazia, lavori e legiferi sul tema del ‘lavoro per tutti’, sul fatto che ‘il lavoro è una priorità umana’, sul fatto che senza lavoro per tutti non c’è democrazia, sulla revisione di quelle leggi meritocratiche che creano discriminazione e disuguaglianza di libertà e dignità, come se ogni persona non avesse una bocca da sfamare e i figli di ognuno non avessero gli stessi diritti di quelli degli altri”.

Crollo nascite: Stronati (Sin) “eliminare punti con meno di 500 parti l’anno”

Thu, 2017-06-01 18:10

A 7 anni dall’Accordo Stato Regioni che ha previsto la progressiva razionalizzazione e riduzione dei piccoli punti nascita, “sono ancora 118 le piccole maternità aperte sul territorio nazionale. Corrispondono al 24% del totale (Piano nazionale esiti 2016). Di queste sono 80 quelle sotto i 500 parti all’anno” ha spiegato Serena Battilomo, della Direzione generale prevenzione sanitaria del ministero della Salute. Intervenendo oggi al congresso della Sip (Società italiana i pediatria) in corso a Napoli. “Centri nascita con bassi volumi di attività – ha osservato da parte sua Mauro Stronati, presidente della Sin (Società italiana di neonatologia) – sono meno sicuri per la madre e per il bambino” perché “hanno una casistica inferiore e pertanto non vi è la stessa esperienza nell’affrontare situazioni di emergenza urgenza e non si hanno a disposizione strumenti diagnostico terapeutici adeguati a situazioni complesse”. Per Stronati “bisogna proseguire con l’attuazione del piano di riduzione e accorpamento dei punti nascita e con la definitiva eliminazione di quelli con numero di nati inferiore a 500 parti all’anno”. “Malgrado l’impegno di organismi tecnici delle istituzioni ministeriali e regionali e delle Società scientifiche di area ginecologica e pediatrico-neonatologica”, i risultati in termini di accorpamento dei piccoli punti nascita e di adeguamento a quanto prescritto nei decreti ministeriali e regionali “sono rimasti in molti casi inapplicati”, ha detto Giovanni Corsello, past president Sip e presidente Fiarped. “Motivazioni tecniche ed evidenze scientifiche acclarate in tutto il mondo rendono questo obiettivo di salute necessario anche sul piano etico”.

Crollo nascite: Villani (Sip): “valorizzare la maternità” e “aiuti concreti alle donne”. Albano (garante infanzia), “per i bambini parità di accesso alle cure”

Thu, 2017-06-01 18:08

“Aumenta l’età delle donne al parto: oggi più di un terzo ha il primo figlio a un’età media di 35 anni e più dell’8% a 40 o oltre. Dobbiamo interrogarci su questi dati: chiederci ad esempio se è sufficientemente noto, tra la popolazione, che la donna raggiunge il picco massimo di fertilità tra i 18 e i 28 anni e che dopo i 35 anni la capacità riproduttiva declina irrimediabilmente”, ha spiegato Alberto Villani, presidente Sip (Società italiana di pediatria), intervenuto al Congresso della Sip in corso a Napoli. “Dobbiamo chiederci – ha aggiunto – se abbiamo investito abbastanza in campagne per una maternità cosciente in cui viene detto chiaramente che esiste un’età in cui la donna è fertile. Oltre a questo servono anche concreti aiuti alle donne perché possano sentirsi sicure, protette e felici di divenire madri, serve soprattutto un cambiamento culturale che valorizzi la maternità nella nostra società: chi ha figli non deve sentirsi penalizzata nella vita e nel lavoro”. “Tutti i bambini e i ragazzi – ha affermato la garante nazionale per l’infanzia e adolescenza Filomena Albano – devono avere accesso a condizioni di cura eque e a un adeguato sostegno socio-affettivo, in qualunque parte di Italia essi nascano e vivano. La parola salute è una di quelle che ricorrono più frequentemente nella convenzione delle Nazioni Unite del 1989. Per vigilare sulla sua attuazione è stata istituita l’Autorità di garanzia che presiedo”.

Diocesi: Latina, domani la Parish Cup 2017

Thu, 2017-06-01 18:00

Domani si terrà la Parish Cup 2017, manifestazione sportiva diocesana giunta alla settima edizione. Quest’anno sarà la parrocchia di Sabaudia ad ospitare gli oltre trecento giovani provenienti dalle varie comunità della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. In tutto 24 squadre tra maschili, femminili e miste che che si sfideranno nei vari tornei di calcetto e pallavolo. Per la prima volta, informa la diocesi, “l’evento assume anche una dimensione tesa al dialogo interreligioso. Infatti, a scendere in campo con la maglia della parrocchia Sant’Anna di Pontinia ci sarà una squadra di ragazzi islamici, ospiti della struttura”. Ci sarà spazio anche per coloro che si sentono portati per sport fisicamente meno impegnativi: il torneo di burraco e quello di scacchi. Per i più piccoli non mancheranno i laboratori creativi dell’associazione Martis Bambini. Non viene tralasciata la dimensione spirituale, visto che durante la giornata sono previsti momenti di preghiera che troveranno il loro culmine nella Messa presieduta dal vescovo Mariano Crociata.

“Scopo dell’iniziativa – spiega don Peppino Mustacchio, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale del Turismo, Tempo libero e Sport, organizzatore dell’evento – è quello di creare un’occasione di festa e di sport in cui i giovani delle nostre parrocchie possano vivere un’esperienza positiva di fede e di comunione ecclesiale, in particolare tra le parrocchie della stessa chiesa diocesana. Quest’anno, inoltre, abbiamo deciso di marcare maggiormente la dimensione spirituale che deve caratterizzare l’evento, ossia la sua finalità educativo-pastorale. Gli stessi organizzatori hanno voluto intraprendere per primi un percorso che li ha visti maggiormente impegnati nella spiritualità e nella crescita della condivisione reciproca, pregando costantemente il Signore perché l’evento raggiunga i frutti spirituali desiderati a favore dei giovani che vi hanno preso parte”.

Diocesi: Terni, sabato pomeriggio in cattedrale la veglia di Pentecoste con il vescovo Piemontese

Thu, 2017-06-01 17:44

La diocesi di Terni-Narni-Amelia vivrà sabato 3 giugno, alle 18, nella cattedrale Santa Maria Assunta di Terni, la veglia di preghiera alla vigilia della solennità della Pentecoste che sarà presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese. “La veglia di Pentecoste, che rappresenta un importante momento d’incontro per la chiesa locale e di preghiera comunitaria, riunisce – si legge in una nota – i vari movimenti ecclesiali, associazioni, parrocchie e fedeli, in segno di unione e di preghiera comune, perché la Pentecoste sia seme di accoglienza e fraternità nell’unità tra le diversità di carismi e doni a servizio della Chiesa”. La veglia sarà scandita dall’ascolto della Parola di Dio nelle letture previste dalla liturgia, da canti e invocazioni allo Spirito Santo, nella memoria della storia della salvezza, della Pentecoste e nel rinnovamento delle promesse battesimali, dall’accensione delle sette lampade, simbolo dei doni dello Spirito Santo, da parte di sette rappresentanti delle varie realtà parrocchiali. “Fare memoria della Pentecoste – ricorda mons. Piemontese – è disporci ad accogliere il dono dello Spirito, che realizza la comunione e ci predispone alla missione evangelica”. “Questa preghiera – conclude il vescovo – ci predispone ed incoraggia ad accogliere la misericordia del Padre attraverso i doni dello Spirito, effusi sulla nostra Chiesa”.

Crollo nascite: De Curtis (neonatologo), al sud mortalità infantile +30% rispetto al centro-nord. Complicanze da età avanzata madri e Pma

Thu, 2017-06-01 17:37

Nel 2016 sono nati centomila bambini in meno rispetto al 2008. Quell’anno le nascite erano state circa 576mila mentre nel 2016 appena 474mila. Il numero medio di figli per donna è sceso da 1,46 del 2010 a 1,35 nel 2015 (dati Istat). Di crisi della natalità e di sicurezza del percorso nascita si è parlato al Congresso della Società italiana di pediatria in corso a Napoli nell’ambito di una tavola rotonda dal titolo “Nascere oggi in Italia”. “La diminuzione della natalità è determinata da molti fattori ma le considerazioni economiche, legate all’aumento della povertà e alla disoccupazione giovanile hanno indubbiamente un ruolo importante”, ha spiegato Mario De Curtis, ordinario di pediatria della Sapienza Università di Roma e direttore Uoc Neonatologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico Umberto I. In Italia i tassi di mortalità infantile sono tra i più bassi al mondo ma, spiega ancora De Curtis “l’età avanzata delle donne al parto, associata all’aumento del ricorso a tecniche di riproduzione medicalmente assistita, ha portato a un aumento delle gravidanze multiple e delle nascite pretermine (prima di 37 settimane di gestazione) che spesso possono associarsi a complicanze. Un elemento particolarmente preoccupante è rappresentato dal fatto che nelle regioni meridionali la mortalità infantile continua ad essere del 30% più elevata rispetto al centro nord. Ugualmente la mortalità dei bambini stranieri nel primo anno di vita è più alta (4,3 per mille) rispetto a quella dei bambini italiani (2,9 per mille). È estremamente importante migliorare l’organizzazione e l’assistenza perinatale nelle regioni meridionali del nostro Paese e dare una maggiore attenzione alla cura delle donne immigrate in gravidanza”. “Abbiamo osservato una riduzione dell’8% del total fertility rate, il tasso di fecondità generale calcolato su donne in età fertile, dal 2011 al 2015”, aggiunge Carla Guerriero, del Centro per gli studi in economia e finanze (Csef) dell’Università Federico II di Napoli, autrice di una relazione insieme a Annalisa Scognamiglio, sempre del Csef.

Mediterraneo: presentato oggi a Roma l’Atlante geopolitico

Thu, 2017-06-01 17:35

È stato presentato oggi a Roma l’Atlante geopolitico del Mediterraneo (Bordeaux Edizioni), curato dall’Istituto di studi politici “S. Pio V” presso la Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”. “Le Primavere arabe – si legge in una nota – sembrano un lontano ricordo e la pallida speranza dell’avvio di un processo di democratizzazione e di partecipazione sociale che non si è mai compiutamente realizzato. Al contrario, esse hanno invece determinato l’attuale fase storica, caratterizzata da una profonda incertezza e da una forte instabilità in tutta l’area del Mediterraneo. In un contesto così instabile e in continua evoluzione, ha potuto crescere, prosperare e affermarsi lo Stato Islamico, arrivando a controllare enormi porzioni di territorio iracheno e siriano. In quelle regioni la paura, la violenza e la negazione di ogni diritto della persona si sono affermate come poche altre volte nella storia dell’umanità”. L’Atlante geopolitico del Mediterraneo 2017 analizza questi e altri fenomeni attraverso undici schede relative alla storia e all’attualità dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo, arricchite da approfondimenti sulla politica dell’Unione europea nella regione e sul fenomeno dei foreign fighters.
“Il rapporto tra il Mediterraneo e l’Europa è tuttora ambiguo e contraddittorio: il vincolo millenario tra l’antico Mare nostrum e il Vecchio Continente stenta a strutturarsi anche da un punto di vista politico”, ha commentato Antonio Iodice, presidente dell’Istituto di studi politici S. Pio V che ha realizzato l’Atlante. “La geografia, in questo caso, non è premiante: il Mediterraneo è oggi viatico di ‘viaggi della disperazione’, speranze affidate a imbarcazioni di fortuna, malvagità da parte di chi non si vergogna di organizzare tratte di uomini e donne, fughe precipitose da persecuzioni e guerre”, ha aggiunto Iodice, per il quale “uno sforzo comune, che unisca amministratori e società civile, deve condurci a un salto di livello e indurci a considerare quelle acque e quelle sponde come un potenziale di ricchezza e di sviluppo, non di rischio o di morte”.

Missionari: Como, domani documentario sul saveriano padre Giovanni Abbiati

Thu, 2017-06-01 17:27

Domani, venerdì 2 giugno, al Cine-teatro nuovo di Rebbio a Como ci sarà la proiezione della prima di “Secondo Giovanni”, documentario che racconta la storia del saveriano padre Giovanni Abbiati, il missionario valtellinese rimasto ucciso in un incidente stradale nel 2009 in Bangladesh. Il docu-film è stato realizzato dal regista Tomaso Vimercati su incarico dell’Associazione Solidarietà Terzo Mondo che gestisce a Sondrio una bottega del commercio equo-solidale. La storia di padre Abbiati è, infatti, intrinsecamente legata a questa forma di commercio: colpito dalle capacità artigiane delle donne bengalesi, a partire dalla fine degli anni ’70, costituì un’associazione locale – chiamata BaSE – con l’obiettivo di realizzare prodotti da commercializzare in Italia. “Quello che è riuscito a costruire padre Giovanni – racconta Vittorio Mottin, parte della troupe – in oltre trent’anni di missione ha dell’incredibile, soprattutto per quanto riguarda il ruolo della donna nella società bengalese e la sua emancipazione. Sono migliaia le donne che, grazie alle cooperative artigiane avviate da padre Abbiati, hanno potuto guadagnare di che vivere e, decine di migliaia, i loro bambini che hanno potuto frequentare le scuole. Interi villaggi che hanno cambiato volto”. Il documentario racconta attraverso interviste e stralci di lettere dello stesso padre Giovanni questo lungo impegno. “Come familiari – spiega il fratello, Domenico Abbiati, tra i fondatori dell’Associazione Solidarietà Terzo Mondo – siamo stati subito entusiasti di questa possibilità e abbiamo deciso di promuovere la realizzazione del documentario. Non volevamo però che venisse realizzato un santino da tenere come immagine ricordo, ma raccogliere una testimonianza che potesse mantenere viva e alimentare la spinta missionaria che ha animato la vita e le opera di padre Giovanni”.

Diocesi: mons. D’Ercole (Ascoli Piceno), “con i Teatri del Sacro si potrà conoscere la bellezza e la forza culturale della città”

Thu, 2017-06-01 17:19

“Una proposta che, dopo il terremoto, ha un significato diverso. Può manifestare la forza culturale della città”. Si è espresso così il vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D’Ercole alla presentazione in città, dopo quella avvenuta ieri a Roma, della quinta edizione de “I Teatri del Sacro”, in programma dal 4 all’11 giugno proprio ad Ascoli. “Accanto al cibo, la cultura: insieme danno la ricchezza della città – ha proseguito il vescovo -. Le persone potranno conoscere la bellezza di Ascoli. E la costruzione del futuro di Ascoli sarà basata sull’incontro e il dialogo culturale aperto al mistero del Sacro, connesso ai misteri nel cuore dell’uomo”. La scelta di spostare il festival ad Ascoli deriva, come confermato dagli organizzatori, “anche dalla volontà di aiutare le popolazioni colpite dal sisma del Centro Italia a ricostruire anche lo spirito e non solo gli edifici”.

Diocesi: Prato, sabato sera mons. Agostinelli presiede la veglia di Pentecoste con le aggregazioni laicali

Thu, 2017-06-01 17:10

Associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali della diocesi di Prato si ritroveranno nella serata di sabato 3 giugno per vivere insieme la veglia di Pentecoste che si svolgerà nella cattedrale di Santo Stefano. Alle 21, il vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli, presiederà la messa solenne organizzata dalla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali. “Tutti – si legge in una nota – sono invitati a partecipare a questo annuale momento di incontro e di preghiera, nel giorno in cui lo Spirito Santo è disceso sugli apostoli, dando così vita alla Chiesa”. Quest’anno la celebrazione avrà come spunto di riflessione e di impegno l’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”. “Da questa lettera del Papa – conclude la nota – prenderanno spunto le preghiere dei fedeli e il tradizionale gesto dell’accensione dei ceri, simbolo dei sette doni dello Spirito Santo”.

Iraq: card. Filoni (prefetto), “la splendida testimonianza di padre Ragheed Ganni deve rimanere nella memoria della Chiesa”

Thu, 2017-06-01 17:01

“Un sacerdote gioioso, intelligente, profondamente amante della sua scelta di vita e generoso parroco. La splendida testimonianza di fede di padre Ragheed è veramente tale, e deve rimanere presente nella memoria della Chiesa. A dieci anni dal suo martirio, padre Ganni è vivo nella memoria dei parenti, degli amici, della Chiesa Caldea e di tutta la Chiesa Cattolica”. Così il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli e già nunzio apostolico in Iraq e Giordania, ricorda la figura padre Ragheed Aziz Ganni, membro dell’Arcidiocesi Caldea di Mosul (Iraq), ucciso barbaramente il 3 giugno 2007 a soli 35 anni. Al martire caldeo è stato dedicato il libro “Un sacerdote cattolico nello Stato islamico” scritto da padre Rebwar Audish Basa, amico e confratello di padre Ganni, con la prefazione dello stesso cardinale Filoni. “Avevo conosciuto padre Ganni in Iraq, durante il mio mandato di nunzio apostolico in quel Paese – scrive il cardinale -. Lo avevo incontrato a Bagdad e poi a Mosul. Mi impressionarono la sua vivacità e il suo entusiasmo sacerdotale, nonostante le difficoltà dei tempi. Dalla caduta del regime di Saddam Hussein, tutta la popolazione, infatti, sembrò passare attraverso la grande tribolazione: guerra, esplosioni, attentati, saccheggi, uccisioni, ricatti. I cristiani in Iraq divennero il bersaglio preferito di fanatici islamici e di criminali; dapprima Bagdad, e poi Mosul, furono i centri di violenze sistematiche”. Nella prefazione il card. Filoni ricorda anche l’arcivescovo Faraj Rahho, ucciso a Mosul il 12 marzo del 2008: entrambi “sono stati un’oblazione del popolo di Dio per Cristo stesso. Grazie – conclude il prefetto – padre Ganni, grazie per averci insegnato a vivere da sacerdoti coraggiosi, amanti del proprio ministero, fedeli a Gesù Cristo, da servitori del Popolo di Dio. La Chiesa si onora di averti figlio devoto e ti crede parte di quella eletta schiera di martiri che nessuno può contare e di cui parla il Libro dell’Apocalisse”. Una delegazione di Aiuto alla Chiesa che soffre, che ha voluto il libro su padre Ganni, lo scorso marzo, durante una visita alla Piana di Ninive (Iraq) ha ritrovato nella chiesa di Saint-Adday a Karamles, la pietra tombale del sacerdote caldeo completamente fatta a pezzi dai miliziani dell’Isis, cercando di ricomporla.

Nigeria e Niger: Msf, “mancano vaccini per effettuare campagne preventive di meningite C”

Thu, 2017-06-01 16:56

Anche quest’anno, la Nigeria e il Niger si trovano a dover fronteggiare un’epidemia dilagante di meningite C. Le équipe di Medici senza frontiere (Msf) stanno rispondendo a questa emergenza con campagne di vaccinazione e assistenza sanitaria in entrambi i paesi. L’indisponibilità di vaccini è fra le cause che impediscono di bloccare lo scoppio di queste epidemie. “Purtroppo non ci sono abbastanza vaccini per effettuare campagne preventive contro tutti i tipi di meningite”, spiega Miriam Alía, esperta di vaccinazioni e risposta alle epidemie per Msf. In Nigeria, dove è in corso l’ondata di meningite più estesa degli ultimi 9 anni, Msf lavora insieme al ministero della Salute nello Stato di Sokoto e ad Anka, nello Zamfara, e ha finora fornito assistenza a oltre 2.400 pazienti. In aggiunta, le équipe di Msf hanno assistito il governo nella vaccinazione di circa 140.600 persone nelle aree più colpite dello stato di Sokoto. Un’altra campagna vaccinale è stata supportata da Msf la settimana scorsa per immunizzare oltre 136.000 persone nelle quattro aree più colpite dello Yobe.
“Le sfide principali che la Nigeria si trova ad affrontare sono una risposta tardiva – causata da un sistema di sorveglianza debole che è all’origine della dichiarazione ritardata dell’epidemia – l’indisponibilità di test e una grave carenza di cure”, spiega Bart Bardock, coordinatore dell’Unità di risposta alle emergenze di Msf in Nigeria.
In Niger, Msf ha condotto delle campagne di vaccinazione in collaborazione con le autorità locali per oltre 463.800 persone, fra i due e i 20 anni di età, in 28 aree che hanno raggiunto il livello d’allerta o la soglia di epidemia intorno a Niamey, Tillabery, Dosso, Tahoua e Maradi. Per Felix Kouassi, capo missione di Msf in Niger, “la vaccinazione è fondamentale per contrastare questa malattia. Per questo è importante che le aziende produttrici siano in grado di garantire una quantità globale sufficiente di vaccini a un prezzo sostenibile”.
“Riuscire a vaccinare 136.000 persone in una settimana, in aree remote con temperature superiori ai 40 gradi, significa pensare persino al numero di penne per scrivere che saranno necessarie”, spiega Daniela Muñoz, coordinatrice logistica di Msf, impegnata nella campagna vaccinale nello Stato nigeriano di Yobe. “La parte più delicata ed essenziale è preservare la catena del freddo, il che significa tenere i vaccini a una temperature costante compresa fra i 2 e gli 8 gradi. Se ciò non avviene, i vaccini perdono di efficacia”.

Cristiani perseguitati: padre Basa (caldeo), “Chiesa irachena ha tanti martiri ma nessuno è stato proclamato santo. Cominciamo con padre Ragheed Ganni”

Thu, 2017-06-01 16:40

“La Chiesa irachena ha tantissimi martiri ma nessuno è stato proclamato santo dalla Chiesa cattolica. Cominciamo con padre Ragheed Ganni che, quel fatidico 3 giugno 2007, ha versato il suo sangue per la fede. Ai carnefici che gli chiedevano di chiudere la sua chiesa rispose, ‘Non posso chiudere la casa di Dio’ e subito dopo partirono i proiettili che uccisero lui e tre suddiaconi”. È l’auspicio espresso da padre Rebwar Audish Basa, prete caldeo, presentando oggi il suo libro “Un sacerdote cattolico nello Stato Islamico. La storia di padre Ragheed Ganni”, una iniziativa di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), in occasione del decimo anniversario della morte del sacerdote iracheno ucciso il 3 giugno 2007 a Mosul.

Padre Rebwar Audish Basa

Per padre Basa, confratello e amico di padre Ganni, “si potrebbe anche dedicare una Giornata o una festa liturgica per ricordare tutti i martiri dell’Iraq”. Nato a Karemles, nella Piana di Ninive nel 1972, nel 1996 padre Ragheed si trasferì a Roma per studiare teologia ecumenica – grazie ad una borsa di studio di Acs – presso l’Università di San Tommaso d’Aquino (Angelicum). Al termine dei suoi studi, nel 2003, in Iraq era già scoppiata la guerra, ma padre Ganni decise ugualmente di ritornare nel suo paese. Un’esperienza terrificante, racconterà lui stesso, quella di servire Dio “in un Iraq dove ogni giorno la violenza e il terrorismo privano decine di esseri umani della loro vita”. Da segretario del vescovo di Mosul, mons. Faraj Rahho, e parroco della Chiesa dello Spirito Santo, padre Ganni si misurò più volte con la crudeltà degli islamisti e assistette alle violenze sistematiche ai danni dei cristiani in Iraq. Nel 2004 il sacerdote martire si salvò miracolosamente dall’attentato all’arcivescovado di Mosul. Poi i numerosi attacchi alla sua chiesa e le tante minacce. Fino al 3 giugno del 2007 quando fu trucidato. Da allora, ha ricordato padre Basa, “l’Iraq ha continuato ad essere una terra di persecuzione e la barbarie islamista ha raggiunto il proprio apice con l’invasione della Piana di Ninive da parte di Isis nel giugno 2014. La speranza è che ci sia una vera pace in Iraq. Fintanto che la Costituzione irachena asserirà che la religione ufficiale del paese è l’islam non ci potrà essere vera pace. Se venissero garantiti tutti i diritti umani, in primis la libertà religiosa, senza discriminazioni i cristiani e non solo loro potrebbero vivere la loro fede con dignità. Se non possiamo esprimere liberamente le nostre idee che dialogo, che pace potrà mai esserci? Ognuno può e deve professare la religione che vuole”. Concetti ribaditi anche da Alessandro Monteduro, direttore di Acs-Italia: “Al virus dell’estremismo religioso noi proponiamo quel vaccino che è il sostegno alle minoranze cristiane perseguitate. Alla comunità internazionale chiediamo impegno per garantire il rispetto dei diritti umani in Iraq. I media siano un pungolo alla politica per mettere a tema il futuro delle comunità cristiane in Medio Oriente”.

Pax Christi: 50° guerra dei Sei giorni, “dignità umana e pari diritti del popolo palestinese e di quello israeliano”

Thu, 2017-06-01 16:25

“Pax Christi fa appello a tutte le parti di ritornare al tavolo negoziale per definire accordi di pace che riconoscano e proteggano la dignità umana e i pari diritti del popolo palestinese e di quello israeliano. Riteniamo che la ripresa di un processo di pace si debba basare su un fermo impegno nel rispettare il diritto internazionale e le risoluzioni Onu”. L’associazione cattolica e pacifista internazionale Pax Christi si mobilita alla vigilia del 50° anniversario dello scoppio della guerra dei Sei giorni (5 giugno 1967) che ha segnato l’inizio di un cinquantennio di occupazione israeliana sui territori palestinesi. “È il momento di dire basta!”, scrive Pax Christi annunciando un mese d’iniziative e attività per attirare l’attenzione sulle conseguenze di questi cinque decenni di occupazione israeliana sulle vite dei palestinesi. Bisogna che “governi, società civile e persone di buona volontà facciano pressione con ogni mezzo possibile, politico, economico e di sensibilizzazione, per cercare di mettere fine all’occupazione”, scrive oggi in una nota. Condizione indispensabile per poter raggiungere una soluzione che dia un futuro di pace ai due popoli, secondo Pax Christi, è che si istituisca “il divieto di vendita e consegna di armi a Israele e Palestina e l’immediata cessazione di qualsiasi cooperazione militare che contribuisce alla violenza del conflitto”.

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