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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 2 hours 10 min ago

Società: Pax Christi, “scegliere la strada del disarmo” e “smilitarizzare i cappellani militari”

Tue, 2017-05-02 14:20

“Per uscire dal sistema di guerra occorre scegliere la strada unilaterale e faticosa del disarmo”. Queste le conclusioni del congresso nazionale di Pax Christi Italia che si è svolto a Sacrofano (Roma) sul tema “La nonviolenza è profezia e politica”. Pax Christi Italia esprime oggi “forte preoccupazione per lo scenario globale di guerra e, nello stesso tempo, per l’aumento delle spese militari che per l’Italia potrebbe raggiungere la cifra di 100 milioni di euro al giorno; per l’incremento delle esportazioni delle armi italiane aumentate, negli ultimi due anni, di circa il 200%; esprime “dissenso rispetto al disegno di legge di delega al Governo, approvato dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della difesa Roberta Pinotti, per la riorganizzazione del sistema di difesa e relative strutture, cosiddetto Libro Bianco; ritiene “necessario e improrogabile un impegno italiano, europeo e degli altri Stati membri dell’Onu perché si giunga all’approvazione del Trattato per la non proliferazione nucleare e alla ratifica dello stesso da parte di ciascuno Stato membro”;  auspica che “l’Italia partecipi ai prossimi appuntamenti internazionali presso l’Onu sulla messa al bando delle armi nucleari e che l’Europa assuma un impegno fermo per impedire l’escalation del conflitto tra Usa e Corea del Nord”; denuncia una “sempre più evidente lesione dei diritti sociali che non può che consolidare un modello di sviluppo e di convivenza civile iniquo, inaccettabile per un numero sempre più crescente di persone”.

Pax Christi Italia ha apprezzato l’intervento del segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, che ha invitato ad “un impegno per disarmare i linguaggi”. È stata anche fatta presente “l’urgenza della smilitarizzazione dei cappellani militari e di un maggior impegno perché la teologia della pace divenga centrale nelle comunità e nella formazione pastorale”. L’assemblea ha poi ricordato con affetto e riconoscenza mons. Diego Bona, già presidente di Pax Christi Italia dal 1994 al 2002, morto il 29 aprile scorso. I lavori si sono conclusi con l’elezione del nuovo Consiglio nazionale per i prossimi 4 anni.

Riforma protestante: Venezia, giovedì una giornata di studio all’Ise S. Bernardino

Tue, 2017-05-02 14:03

Si tiene giovedì 4 maggio a Venezia, presso l’Istituto studi ecumenici “San Bernardino”, la giornata di studio dal titolo “Riforma e riforme nel Nordest, con interventi di Giovanni Vian (Università Ca’ Foscari – Venezia) e Riccardo Burigana (Istituto di studi ecumenici); modera Luciano Bertazzo (Facoltà teologica del Triveneto). L’incontro si svolgerà dalle ore 14.30 alle 17.30, nel convento di San Francesco della Vigna, Castello 2786. L’appuntamento concluderà il progetto “A 500 anni dalla Riforma protestante. Ripensare l’evento, viverlo ecumenicamente”, promosso dalla Facoltà teologica del Triveneto e dall’Istituto di studi ecumenici per riflettere sul significato che, da parte cattolica, è possibile riconoscere in questo evento e nei processi religiosi, culturali, politici, a esso in vario modo collegati. Il progetto ha il sostegno del Servizio nazionale per gli studi superiori di teologia e scienze religiose della Conferenza episcopale italiana.

Terra Santa: Roma, 4 maggio presentazione della nuova “Guida francescana per pellegrini e viaggiatori”

Tue, 2017-05-02 13:46

Ottocento pagine che raccontano la storia, la religione, l’arte e l’archeologia della Terra Santa. Trentadue pagine a colori con le mappe delle principali città e dei siti archeologici più significativi. Più di 200 luoghi descritti in maniera dettagliata, con gli orari di apertura e tutte le informazioni utili per i turisti. Puntuali riferimenti biblici per ogni località, con oltre 180 brani riportati integralmente. Sono solo alcuni numeri della nuova “Guida francescana per pellegrini e viaggiatori” (in questi giorni in libreria) dedicata a chi vuole scoprire Israele, Palestina, Giordania e Sinai. Il volume è curato da fra Heinrich Fürst e fra Gregor Geiger che uniscono alla competenza archeologica, biblica, storica e geografica la passione per queste terre. Proprio la cura per il dettaglio, l’approfondimento, le spiegazioni accurate, i continui rimandi ai testi biblici fanno di questa guida “uno strumento irrinunciabile per tutti quei pellegrini e viaggiatori che vogliono affrontare l’ascesa verso Gerusalemme”. La prefazione al volume è di padre Francesco Patton, custode di Terra Santa.

La guida verrà presentata a Roma il 4 maggio alle ore 17.30, presso la Stanza delle Statue, Delegazione di Terra Santa, (via Matteo Boiardo 16). Tra i presenti fra Gregor Geiger, docente di Ebraico biblico e lingue semitiche, Studium Biblicum Franciscanum (Gerusalemme), curatore dell’opera, fra Claudio G. Bottini, biblista, decano emerito dello Studium Biblicum Franciscanum (Gerusalemme), e mons. Pierbattista Pizzaballa, arcivescovo, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme. A fare gli onori di casa fra Giuseppe Ferrari, delegato del padre custode per l’Italia, presidente della Fondazione Terra Santa. In occasione della presentazione ci sarà inoltre la possibilità di conoscere da vicino l’ufficio pellegrinaggi della Custodia che hanno la specificità di essere promossi e guidati sul posto dai Francescani di Terra Santa. Chi vi partecipa contribuisce anche alla missione di custodia dei Luoghi Santi. Info:www.pellegrinaggicustodia.it

Rinnovamento carismatico cattolico: Papa Francesco al Giubileo d’Oro del Rinnovamento. Il 3 giugno veglia al Circo Massimo

Tue, 2017-05-02 13:29

Papa Francesco celebrerà tra un mese il Giubileo d’oro del Rinnovamento carismatico cattolico. L’Iccrs (International Catholic Charismatic Renewal Services) e la Catholic Fraternity stanno infatti organizzando un grande evento a 50 anni dalla nascita di “questa corrente di grazia” nel 1967. Questo evento si svolgerà a Roma dal 31 maggio al 4 giugno in preparazione alla prossima Pentecoste, con la partecipazione di carismatici provenienti da tutto il mondo: per esplicita volontà del Papa, oltre agli aderenti alle varie realtà del Rinnovamento cattolico, interverranno anche esponenti del mondo evangelico e pentecostale. “Proprio da Papa Francesco è partito nel 2014 l’invito per questa grande festa e siamo ansiosi di celebrare questo nostro Giubileo”, ha dichiarato Gilberto Gomes Barbosa, presidente della Catholic Fraternity. Il Giubileo d’oro del Rinnovamento carismatico cattolico si aprirà nella mattinata di mercoledì 31 maggio con l’udienza generale del Santo Padre in piazza San Pietro. Seguirà un articolato programma di incontri, simposi, laboratori e celebrazioni, che si svolgeranno in varie basiliche, chiese e location nel centro di Roma. Interverranno i testimoni dei primi anni del Rinnovamento e i massimi leader mondiali. L’evento si concluderà nella serata di sabato 3 giugno con una grande veglia con il Papa al Circo Massimo e domenica 4 con la celebrazione solenne della festa di Pentecoste in piazza San Pietro. Il Rinnovamento carismatico cattolico è nato durante un ritiro di studenti all’Università Duquesne di Pittsburgh (Pennsylvania – Usa) nel febbraio del 1967. In quel fine settimana, gli studenti pregarono a lungo chiedendo a Dio di poter sperimentare in maniera nuova la grazia del Battesimo e della Cresima. E fecero una potente esperienza di Dio, che cambiò i loro cuori e che divenne nota come “Battesimo nello Spirito Santo” (chiamata anche “Effusione dello Spirito”). L’esperienza carismatica ben presto uscì dal college di Duquesne e cominciò a diffondersi nelle parrocchie e nelle altre realtà cattoliche in tutto il mondo. Cinquanta anni dopo, si stima che il Rinnovamento sia presente oggi in oltre 200 Paesi e che abbia raggiunto più di 120 milioni di cattolici.

Salesiani: concluso a Genova il Forum del Movimento giovanile dell’Italia Centrale

Tue, 2017-05-02 13:21

Si è concluso ieri, a Genova, con una giornata dedicata alle testimonianze, il V Forum del Movimento giovanile salesiano (Mgs) dell’Italia Centrale. “Ho lasciato quelle cose che per me erano una sicurezza: i miei genitori e miei fratelli, sapevo che non sarebbe stato facile vederli e comunicarmi con loro frequentemente”, ha raccontato suor Bernarda Santamaria Merens, Figlia di Maria Ausiliatrice, originaria dell’Argentina e missionaria in Bolivia. Don Mauro Mergola, salesiano e parroco a Torino, è giunto a Genova accompagnato da 15 minori stranieri non accompagnati di cui si occupa con l’Opera di San Giovannino. Ha spiegato come “la Chiesa e la comunità in uscita – si legge in una nota – si può manifestare anche senza fare tanti chilometri di strada: il portone della Chiesa parrocchiale aperto mentre nelle tarde ore serali c’è la movida”. “Si offre uno spazio di silenzio e una presenza che silenziosa vuole fare memoria” perché “ogni giovane si senta ricercato da Dio. Nessuno è dimenticato da Dio”. Di missione in un contesto di comunità e nell’orizzonte della spiritualità salesiana ha parlato invece Carlos De Olivera Sama, salesiano cooperatore originario dell’Argentina e attualmente educatore a Roma al Borgo Ragazzi Don Bosco. Una spiritualità che, secondo De Olivera, è “una trappola”: “quando entri una volta non riesci più a uscire”. Nella celebrazione eucaristica conclusiva, don Leonardo Mancini, superiore dei salesiani dell’Italia Centrale ha sottolineato che “la testimonianza raccolta anche negli interventi deve essere assunta da ciascuno dei presenti. Per fare questo è necessario essere discepoli prima che apostoli, cioè prima che missionari”.

Economy: unemployment steady in the EU. Peaks in Greece, Spain and Italy. 4 million young people without a job.

Tue, 2017-05-02 13:12

(Brussels) Unemployment is steady in the euro-zone, having stopped at 9.5% in March, the same as in February. In 2016, it was 10.2%, instead. In the 28-EU, things are not going much better, though, with 8.1% jobless people; one year ago, they were 8.7%. These figures come from Eurostat, which reveals 19 million 716 thousand people across the EU are looking for a job. Compared to one year before, 1.6 million jobs have been found. Young people aged 25 or less that are looking for a job are nearly 4 million, though (17.2% in the EU), with the usual peaks in Greece (48.0%), Spain (40.5%) and Italy (34.1%). In the EU member states, overall unemployment rates are lowest in the Czech Republic (3.2%), Germany (3.9%) and Malta (4.1%). At the opposite end of the spectrum, the highest unemployment rates are in Greece (23.5%) and Spain (18.2%). Of the largest countries, Italy is at 11.7%, France at 10.1%, Poland at 5.3%, and the United Kingdom at 4.5%.

 

 

Economia: disoccupazione stabile nell’Ue. Punte massime in Grecia, Spagna e Italia. 4 milioni di giovani senza lavoro

Tue, 2017-05-02 13:11

(Bruxelles) Disoccupazione stabile nella zona euro, che a marzo si è fermata al 9,5%, lo stesso dato del mese precedente. Un anno prima era invece del 10,2%. Nell’Ue a 28 le cose vanno meglio, con un tasso di senza lavoro all’8,1%; un anno fa era all’8,7%. I dati provengono da Eurostat, che attesta a 19 milioni e 716mila le persone in cerca di impiego a livello comunitario. Rispetto a un anno prima si sono recuperati 1,6 milioni di posti. I giovani con meno di 25 anni in cerca di lavoro sono però quasi 4 milioni (17,2% a livello Ue), con le consuete punte massime in Grecia (48,0%), Spagna (40,5%) e Italia (34,1%). Tra i Paesi membri dell’Ue, i livelli complessivi di disoccupazione sono minimi in Repubblica ceca (3,2%), Germania (3,9%) e Malta (4,1%). Al contrario, i livelli massimi di disoccupazione sono in Grecia (23,5%), Spagna (18,2%). Fra i Paesi più grandi l’Italia è all’11,7%, la Francia al 10,1%, la Polonia al 5,3%, il Regno Unito al 4,5%.

Ong e salvataggi: mons. Perego (Fondazione Migrantes), “è giusto che la Magistratura sia vigile”, ma fuoco politico indistinto “ipocrita e vergognoso”. Serve “accoglienza diffusa”

Tue, 2017-05-02 13:10

La situazione drammatica e instabile della Libia l’ha creata l’Europa e le incaute scelte europee non possono essere pagate solo da coloro che oggi sono costretti a mettersi in mare e arrivano da noi, cioè i migranti. A dirlo è stato il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, che questa mattina ha partecipato alla trasmissione “CoffeeBreak” su La 7. “Sempre e in ogni occasione è giusto che la Procura e la Magistratura siano vigili e assumano conoscenze sulla situazione attuale nel Mediterraneo, perché i migranti non siano doppiamente vittime”, ha detto mons. Perego: però, il fuoco politico “indistintamente sulle nove Ong che operano nel Mediterraneo per salvare le vite umane – di fronte alle morti che sono passate a oltre 5mila nel 2016 rispetto alle 3mila del 2015 –, con risorse di fondazioni bancarie e di privati e della società civile, è stato un atto, lo ripeto, ipocrita e vergognoso. Sono troppi coloro che stiamo accogliendo? Credo sia un atto intelligente e di responsabilità accogliere 175mila persone in maniera diffusa negli 8mila comuni italiani, valorizzando percorsi personali di accompagnamento e di integrazione, utilizzando le risorse disponibili per un servizio nuovo e per figure – educatori, mediatori etc. – che possono essere utili per creare e favorire dialogo e inserimento sociale sul territorio. Tanto più in un Paese che sta morendo – nel 2016 ci sono stati 150mila morti in più rispetto alle nascite – e che può trovare un suo futuro in percorsi di ‘meticciato’ – come più volte ha detto il card. Scola – come è sempre avvenuto nella storia italiana, questa volta in maniera pacifica”. “È chiaro – conclude – che anche nell’accoglienza diffusa dei migranti l’Europa deve finalmente svegliarsi dal sonno e promuoverla in tutti e 27 i Paesi europei”.

Partecipazione: Donati (sociologo), “movimenti populisti prodotto crisi classe media”. Archer (Pass), “economia più complessa di slogan”, “interagire” con Ong

Tue, 2017-05-02 13:00

“I movimenti populisti sono il prodotto della crisi della classe media e dell’incapacità del sistema sociale di assicurare un minimo di partecipazione sociale”. Ne è convinto il sociologo Pierpaolo Donati, intervenuto alla conferenza stampa a conclusione della sessione plenaria della Pontificia Accademia delle scienze sociali (Pass),  in corso fino a stasera sul tema “Verso una società partecipativa: nuove strade per l’integrazione sociale e culturale”. Ai lavori, ha reso noto la vicedirettrice della Sala Stampa della Santa Sede, Paloma Garcia Ovejero, è attesa oggi anche la principessa Carolina di Monaco. “La crisi della democrazia partecipativa – ha spiegato il sociologo – deriva in primo luogo dall’aumento delle disuguaglianze sociali, un fenomeno globale dalla conseguenze drammatiche”. “Il modello del multiculturalismo è ormai fallito – la denuncia dell’esperto – e occorre passare al nuovo modello delll’interculturalità, che si deve far carico del bene comune all’interno delle relazioni tra le varie culture”. “L’economia è più complicata dei semplici slogan”, ha messo in guardia Margaret Archer, presidente della Pontificia Accademia delle scienze sociali, esortando a guardare a Papa Francesco, che indica nella “fraternità” un “altro modo di guardare alle politiche nazionali” o a questioni scottanti come il dibattito attuale sulla Brexit. “Interagire” con le Ong, la proposta operativa, che vanno “sostenute” nel loro modo di “affrontare problemi internazionali” come le migrazioni, il traffico di organi e i cambiamenti climatici.

Associazioni: Asci Don Guanella onlus, festa per i 25 anni. Solidarietà e cooperazione in Italia e nel mondo

Tue, 2017-05-02 12:54

Asci (Associazione per la solidarietà e la cooperazione internazionale) Don Guanella onlus ha festeggiato domenica 30 aprile a Nuova Olonio (Sondrio), durante la tradizionale assemblea annuale, i 25 anni di fondazione. Era infatti il 9 maggio 1992 quando a Chiavenna un gruppo di laici dava vita all’associazione con l’obiettivo di sostenere i Servi della Carità impegnati a portare “pane e Signore” (come amava ripetere san Luigi Guanella) nelle missioni aperte nel mondo. Una realtà cresciuta in questi venticinque anni sia numericamente, con l’adesione dei laici che ruotavano attorno all’Opera don Guanella di Roma, che professionalmente, dotandosi di operatori in grado di arricchire il servizio offerto dai religiosi. Oggi Asci don Guanella è una realtà impegnata con propri progetti di cooperazione internazionale, al fianco delle missioni guanelliane, in Africa (Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Ghana), America Latina (Argentina, Brasile, Colombia, Guatemala, Cile, Paraguay e Messico), Asia (India e Filippine) e Europa (Romania e Italia). Da alcuni anni Asci don Guanella affianca, al servizio nel mondo, anche alcune attività in Italia sia in campo educativo che assistenziale. Da 11 anni l’associazione gestisce a Como – in collaborazione con la Caritas diocesana, la parrocchia di San Bartolomeo e le suore Vincenziane – l’ambulatorio cittadino per senza fissa dimora.
“Nel corso del 2016 – spiega Giacomo Manfredi, operatore dell’associazione e referente per l’Italia – sono state realizzate 900 visite mediche grazie al coinvolgimento di 25 medici volontari che prestano il loro servizio in ambulatorio”. Lo sportello rappresenta un punto di riferimento per persone che, per ragioni diverse, non possono accedere al servizio sanitario nazionale. Asci è presente in Italia anche a Messina, nel quartiere di Fondo Fucile nella parrocchia Santissimo Salvatore, dove due educatori dell’associazione stanno portando avanti un progetto educativo con gli adolescenti in una delle zone a maggior rischio degrado della città.

Siria: mons. Audo (Aleppo) a Acs, “famiglie cristiane iniziano a tornare”. Campagna 2017 per il progetto “Una goccia di latte”

Tue, 2017-05-02 12:38

“La gente di Aleppo ha oggi maggiore fiducia e le famiglie cristiane iniziano a tornare”. A dichiararlo ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) è mons. Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo e direttore di Caritas Siria, che parla anche di “clima lievemente più disteso” a causa della cessazione dei bombardamenti, motivo per cui alcune famiglie stanno facendo ritorno dal Libano e da alcune aree della Siria dove avevano trovato rifugio negli ultimi anni. “Certo non possiamo sicuramente parlare di un ritorno massivo, ma è senza dubbio un primo segnale di speranza”, aggiunge mons. Audo. La situazione, tuttavia, resta ancora drammatica. L’80% degli aleppini si compone di rifugiati, e il 70% di essi vive al di sotto della soglia di povertà. “Ormai da un mese abbiamo nuovamente l’acqua corrente, ma manca ancora l’elettricità. La gente non ha un lavoro ed è totalmente dipendente dagli aiuti”. Dall’inizio della crisi siriana nel 2011, Acs ha realizzato nella sola città di Aleppo progetti per un totale di 2.458.731 euro, assicurando alle famiglie cristiane beni di prima necessità quali pacchi viveri e combustibile per riscaldamento ed elettricità. Un’attenzione in particolare è rivolta ai bambini, attraverso il progetto “Una goccia di latte”, che dal 2015 assicura latte in polvere a circa 2.850 bambini. “Ora che la situazione è lievemente migliorata si rende ancor più necessario fornire aiuti, affinché sempre più cristiani aleppini tornino alle loro case”. La città, un tempo roccaforte della cristianità in Siria, negli ultimi sei anni è stata abbandonata da circa il 75% dei fedeli. In questi giorni Acs-Italia promuove una nuova campagna per sostenere il progetto “Una goccia di latte” per l’intero il 2017. Sono necessari 18.750 euro mensili affinché i bambini di Aleppo, già espropriati della serenità dell’infanzia, non siano privati anche del latte necessario alla loro crescita.

Siria: padre Alsabagh (parroco Aleppo), “ricevute quasi 700 richieste per riparare case e 190 per avviare attività commerciali”

Tue, 2017-05-02 12:32

“Il futuro è nebbioso, sappiamo che la guerra è lunga: basta vedere l’esempio dell’Iraq o del Libano, dove il conflitto non cessa a distanza di molti anni e regna il caos. Nonostante il realismo, siamo positivi e certi della vittoria della vita sulla morte, della carità sull’odio. Teniamo sempre aperto il cuore, sicuri che Gesù avrà l’ultima parola; come cristiani ci sentiamo responsabili di creare il regno dei cieli e diventare ponte di riconciliazione, perdono, pace”. Lo dice al Sir padre Ibrahim Alsabagh, parroco della parrocchia latina di san Francesco di Assisi nel quartiere di Azizieh ad Aleppo, facendo un punto sulla situazione della città martire siriana. Continua il parroco: “Davanti alla distruzione, pensiamo alla ricostruzione. Abbiamo ricevuto quasi 700 richieste per riparare case danneggiate o distrutte e 190 per avviare un’attività commerciale: ci sono tanti giovani valorosi e con esperienza che non riescono a ricominciare a lavorare. Ne abbiamo aiutati 140, con la speranza che acquisiscano indipendenza dagli aiuti umanitari: per esempio abbiamo pagato per un anno l’affitto di una panetteria-pasticceria a un giovane, cui abbiamo acquistato anche macchinari usati ma in buono stato. Ora compriamo da lui i dolci per i bambini e le famiglie che distribuiamo alle feste”. Per il parroco, “prima di tutto è indispensabile ricostruire l’uomo. Le ferite sono molto profonde negli adulti e in particolare nei piccoli, ecco perché abbiamo avviato un progetto d’istruzione che aiuta le scuole private cattoliche e ortodosse della città: il livello d’istruzione non deve abbassarsi, gli insegnanti devono essere retribuiti e il Governo non dà sovvenzioni. La scuola è indispensabile affinché i bambini non subiscano ulteriori traumi: alcuni professori sostengono che ora si vedono i primi risultati della guerra e la nuova generazione è persa. I ragazzi sono resistenti al processo educativo, sono maltrattati, violenti, parlano di morte e mostrano enormi disagi psicologici. Per rinascere puntiamo proprio sui bambini: oltre alla scuola, ci dedichiamo all’oratorio estivo, in partenza il 1° giugno, e al catechismo, con gite e campi gioco, in modo da scoprire i talenti, promuoverli e permettere loro di vivere in armonia”.

Siria: padre Alsabagh (parroco Aleppo), “la situazione resta difficilissima. Abbiamo adottato 740 famiglie”

Tue, 2017-05-02 12:31

“Se dal 22 dicembre non sono più caduti missili nel centro di Aleppo, tante battaglie atroci tra l’esercito siriano e l’Isis continuano e la strada principale che conduce alla città rischia sempre di essere bloccata”. Lo dice al Sir padre Ibrahim Alsabagh, parroco della parrocchia latina di san Francesco di Assisi nel quartiere di Azizieh ad Aleppo, facendo un punto sulla situazione della città martire siriana. “La realtà – spiega – resta difficilissima. Tutti i quartieri sono devastati, l’elettricità manca e la comunità continua ad acquistarla dai generatori sparsi nelle strade. Per l’acqua abbiamo in progetto di costruire dei pozzi. Inoltre abbiamo fornito 1500 depositi di acqua da tenere in casa. Continuiamo ad affrontare l’emergenza: consegniamo più di 3mila pacchi alimentari al mese e a gennaio abbiamo adottato 740 famiglie sposate nel 2012: ho promesso che a maggio avremmo incluso anche quelle che si sono unite nel 2010. Si tratta di un grande progetto umano e spirituale che necessita di un accompagnamento materiale per assistere la scelta eroica di avvicinarsi al sacramento del matrimonio, e al dono della vita”. “Adottare” significa fornire un pacco alimentare di 40 dollari ogni mese e dare un aiuto economico per spese indispensabili come l’elettricità, che costa 20 dollari al mese. In tutto assicuriamo alle famiglie 100 dollari mensili, ai quali si aggiunge l’assicurazione medica, in particolare durante gravidanza, nascita e post-partum. Conclude il parroco: “Il progetto è stato sostenuto in parte da Papa Francesco. Al termine dei suoi esercizi spirituali di Quaresima ha diretto ad Aleppo 100mila euro. Gli ho scritto una lettera di ringraziamento in cui dettagliavo i conti. Abbiamo ricevuto la somma il 17 marzo e il 18 la metà era già stata utilizzata: le famiglie hanno bisogno complessivamente di quasi 50mila euro al mese. Cerchiamo di procurare loro il minimo e vivere la povertà con dignità umana”.

Papa Francesco: a Santa Marta, “la tenerezza di Dio è capace di cambiare un cuore di pietra con un cuore di carne”

Tue, 2017-05-02 12:20

“La tenerezza di Dio è capace di spostare un cuore di pietra e mettere al suo posto un cuore di carne”. Papa Francesco ha concluso così l’omelia dell’odierna Messa mattutina a Casa Santa Marta. Partendo dalla Prima Lettura che narra il martirio di Stefano, il Papa ha spiegato che il cristiano è un testimone di obbedienza mentre chi lapidava Stefano non capiva la Parola di Dio. Anche i discepoli di Emmaus, ha riconosciuto Francesco, non capivano, “avevano paura” ma “erano buoni”, “aperti alla verità”. E quando Gesù li rimprovera il loro cuore si riscalda mentre coloro che lapidarono Stefano “erano furibondi”, non volevano ascoltare. Questo, per il Papa, è il dramma della “chiusura del cuore”: “il cuore duro”. Di qui l’esortazione del Salmo 94 a non indurire il cuore e la promessa di cambiare il cuore di pietra con uno di carne: un cuore “che sappia ascoltare” e “ricevere la testimonianza dell’obbedienza”. “Questo fa soffrire tanto, tanto, la Chiesa – assicura Francesco -: i cuori chiusi, i cuori di pietra, i cuori che non vogliono aprirsi” e non lasciano entrare lo Spirito Santo. “Invece, la Lettura di oggi ci dice che Stefano, pieno di Spirito Santo, aveva capito tutto: era testimone dell’obbedienza del Verbo fatto carne, e questo lo fa lo Spirito Santo. Era pieno”. Dal Papa l’invito a guardare “questa tenerezza di Gesù: il testimone dell’obbedienza, il Grande Testimone, Gesù, che ha dato la vita, ci fa vedere la tenerezza di Dio in confronto a noi, ai nostri peccati, alle nostre debolezze. Entriamo in questo dialogo e chiediamo la grazia che il Signore ammorbidisca un po’ il cuore di questi rigidi”.

Diocesi: Benevento, da venerdì 5 maggio il IV corso di formazione per Caritas parrocchiali

Tue, 2017-05-02 12:16

L’ascolto, l’osservazione e il discernimento, il centro di ascolto, l’Osservatorio sulla povertà, la comunicazione Caritas, il laboratorio promozionale Caritas, lo statuto di una Caritas parrocchiale: saranno questi gli argomenti che saranno affrontati durante il quarto ciclo dei corsi di formazione per attuare le Caritas parrocchiali che prenderà il via venerdì 5 maggio alle ore 17, alla Cittadella della Carità “Evangelii Gaudium”, a Benevento. Saranno cinque gli appuntamenti della durata di un’ora ognuno, rivolti ai volontari delle parrocchie dell’arcidiocesi di Benevento. Al termine del ciclo di incontri i partecipanti saranno impegnati in un tirocinio al centro di ascolto diocesano e all’Osservatorio della povertà. Gli incontri si terranno venerdì 5 maggio, 12 maggio e 19 maggio, martedì 30 maggio e venerdì 9 giugno dalle ore 17alle ore 18e saranno guidati dalla responsabile della promozione Caritas, Giusy De Vita. Gli interessati possono iscriversi al corso telefonando alla segreteria Caritas al numero 0824/25508, o mandando una email all’indirizzo segreteriacaritas@diocesidibenevento.it .

Partecipazione: Pass, “cresce la disuguaglianza sociale fra élites e massa”

Tue, 2017-05-02 11:58

“Il fattore più significativo che opera contro la partecipazione sociale è la crescente disuguaglianza sociale fra ristrette élites e la massa della popolazione”. È una delle conclusioni della plenaria della Pontificia Accademia delle scienze sociali (Pass), ancora in corso in Vaticano.  “Le statistiche sulla distribuzione  della ricchezza e delle opportunità di vita indicano degli enormi divari fra Paesi e Paesi e interni ai vari Paesi”, si legge nel comunicato diffuso oggi dall’organismo pontificio: “Preoccupa in particolare il fatto che in Europa e America la classe media si sia notevolmente  indebolita, diversamente da altri paesi come l’India e la Cina dove la classe media si è rafforzata”. “Laddove la classe media subisce dei tracolli, la democrazia partecipativa è  messa in pericolo”, il grido d’allarme. “Nonostante tutto ciò – l’auspicio – è possibile operare per una migliore ‘società partecipativa’ qualora si  riesca a instaurare una vera cooperazione sussidiaria fra un sistema politico che si renda sensibile alla voce di chi non è rappresentato, una economia civilizzata e forme associative di società civile basate su reti di reciprocità”. “Occorre rendere circolari le forme di partecipazione da top-down a bottom-up – il dettaglio della proposta –  valorizzando le realtà intermedie basate sul principio di collegialità”.

Partecipazione: Pass, “frammentazione” e “sistemi politici incapaci di governare la società” creano “disintegrazione”

Tue, 2017-05-02 11:37

“Il diffondersi della frammentazione sociale” e l'”incapacità dei sistemi politici di governare la società”: sono “due  fenomeni” che “si vanno diffondendo in tanti Paesi e creano situazioni di forte disintegrazione sociale, in cui diventa sempre più difficile realizzare forme di partecipazione sociale ispirate a principi di giustizia, solidarietà e fraternità”. A lanciare il grido d’allarme è la Pontificia Accademia delle scienze sociali (Pass), in un comunicato diffuso oggi, a conclusione della sessione plenaria dell’organismo pontificio, svoltasi in questi giorni sul tema: “Verso una società partecipativa: nuove strade per l’integrazione sociale e culturale”. “Le cause di queste tendenze disgregative che operano contro una società più partecipativa – si legge nel comunicato – sono state individuate nella crisi della rappresentanza politica, nelle crescenti disuguaglianze sociali, negli squilibri demografici a livello planetario, le crescenti migrazioni e il numero elevato di rifugiati, il ruolo ambivalente delle tecnologie dell’informazione e comunicazione, nei conflitti religiosi e culturali”. “Partecipazione, lotta all’esclusione e integrazione sociale e culturale”, i temi dell’incontro, cui il Papa ha fatto pervenire il suo messaggio. “Lo scopo di includere le persone e le comunità nella società non può essere perseguito con misure forzate o in maniera standardizzata”, evidenzia il comunicato, che in negativo cita l’esempio di “sistemi scolastici che non tengono conto delle differenze culturali e delle culture locali”. “Una reale partecipazione sociale è possibile solo a condizione che vi sia libertà religiosa”, la tesi di fondo.

Portogallo: Conferenza episcopale auspica progetti di reinserimento per i detenuti

Tue, 2017-05-02 11:30

Al termine della 191ma Assemblea plenaria, la Conferenza episcopale porto-ghese (Cep) ha emesso un comunicato nel quale è stato fatto “il punto della situazione riguardante l’attività religiosa, giuridica e sociale svolta della Chiesa negli istituti carcerari di tutto il Paese”. Dal testo, si apprende che attualmente l’azione della Pastorale penitenziaria riguarda “50 stabilimenti di pena, dove si trovano rinchiusi circa 14mila detenuti”. Inoltre, dall’analisi dell’esperienza operativa emerge che “insieme alla prevenzione della reiterazione dei crimini, la risocializzazione dei detenuti costituisce una delle maggiori sfide della giustizia portoghese”. A parere dei vescovi, risulta “assolutamente vitale incentivare la creazione di iniziative che favoriscano il reinserimento nella vita attiva delle persone che hanno scontato la pena nel periodo immediatamente successivo alla loro liberazione”. Al fine di espletare nel miglior modo possibile la propria missione secondo tale prospettiva, la Cep ha quindi deciso di dotare il settore della Pastorale penitenziaria di ulteriori risorse economiche, che consentano anche una diversificazione e un miglioramento degli strumenti operativi. In particolare, i vescovi hanno evidenziato “la necessità di una maggiore formazione e un più accurato accompagnamento degli agenti pastorali, dei collaboratori e dei volontari”, per il cui reclutamento è infine auspicata “la costituzione di un servizio specifico in tutte le diocesi”.

Sinodo dei giovani: card. Baldisseri a Lecce, “mettere i giovani al centro, per ringiovanire le nostre comunità sempre più stanche e invecchiate”

Tue, 2017-05-02 11:16

“Dobbiamo riconoscere che noi adulti, anche credenti e pastori d’anime, ci siamo spesso mostrati distratti di fronte al potenziale immenso dei giovani. Come Chiesa siamo chiamati a mettere i giovani al centro, a farli parlare anche quando ci criticano, ad ascoltarli con pazienza e attenzione. Solo così potremo ‘ringiovanire’ le nostre comunità, che appaiono sempre più stanche e ‘invecchiate’”. È quanto ha affermato ieri sera il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, chiudendo, a Lecce, il cammino sinodale dei giovani leccesi. Per questo, ha spiegato il cardinale rivolgendosi ai giovani, il Papa ha convocato “un Sinodo dei giovani, con e per tutti i giovani, nessuno escluso, nel quale vi è stato chiesto di diventare protagonisti del cammino della vostra Chiesa locale”. “Sarebbe bello – ha proseguito Baldisseri – se uno dei frutti di questo Sinodo dei giovani fosse l’impegno a promuovere qui, in questa vostra bellissima terra, una nuova e coraggiosa cultura dell’ambiente, combattendo la mentalità consumistica dilagante e riscoprendo il rapporto con la natura sul modello di san Francesco d’Assisi”. Il cardinale ha consegnato ai giovani anche un altro impegno: quello “a rispettare la donna, riconoscendo la sua pari dignità e a vivere le relazioni affettive con rispetto, delicatezza, attenzione all’altro”. “Cari giovani – ha aggiunto – riportate l’amore nella nostra società. Incendiate le nostre città con la forza di una ritrovata capacità di donazione”.

Missioni: dal convegno di Monreale i seminaristi chiedono una Chiesa più aperta e in dialogo

Tue, 2017-05-02 11:05

Dialogo ecumenico e confronto all’interno della Chiesa. Sono due aspetti messi in evidenza dai 150 partecipanti al 61° Convegno missionario nazionale per i seminaristi, organizzato dalla Pontificia Unione Missionaria, che si è tenuto nei giorni scorsi a Monreale. Al temine dei lavori i seminaristi hanno stilato un documento che verrà consegnato ai vescovi come contributo alla Chiesa per arricchire la formazione dei giovani sacerdoti. I seminaristi vorrebbero una Chiesa missionaria autenticamente in dialogo: “Le ferite possono diventare feritoie per comunicare tra di noi”, hanno detto al termine dei laboratori. “La base ha voglia di confronto, senza per questo rinunciare alla certezza dell’identità”, hanno proseguito, osservando che “non si tratta di perderla ma semmai di metterla in gioco, stando nel qui ed ora”. Inoltre, è generale la richiesta che nei seminari si potenzi l’offerta dei corsi: “Per conoscere meglio le altre religioni bisogna che qualcosa di più su di esse ci venga insegnato”. Ma non solo: hanno suggerito di far partecipare anche le figure femminili alla loro formazione accademica oltre a chiedere di ricevere una preparazione meno teorica, più in contatto col mondo e con la vita di tutti i giorni. C’è necessità di maggiore aderenza ai problemi reali della gente, aprendo le porte, anche quelle dei seminari stessi, per accogliere e incontrare. Non a caso, i seminaristi propongono che si dedichi maggioro spazio a materie sociali, alla salvaguardia del creato, all’ambiente, alla psicologia.

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