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Germania e Scandinavia: dal 18 settembre al Kloster Schöntal convegno delle Missioni cattoliche italiane

Sat, 2017-09-16 09:00

Si svolgerà al Kloster Schöntal (diocesi di Rottenburg-Stuttgart), da lunedì 18 a giovedì 21 settembre, il convegno nazionale delle Missioni cattoliche italiane (Mci) in Germania e Scandinavia. Il tema – spiega il coordinatore nazionale padre Tobia Bassanelli – “è quello dell’ecumenismo, in occasione del 500° anniversario della Riforma luterana, che già caratterizza l’attuale anno pastorale, dagli incontri di zona a quelli nazionali, come il Convegno dei laici (19-21 maggio a Simmern) ed il Meeting dei giovani (17-18 giugno ad Aschaffenburg)”. La prima giornata, il 19 settembre, avrà un carattere di studio, con un approfondimento storico-teologico del tema, a cura del direttore della Facoltà di teologia di Lugano e docente di storia della Chiesa, don Renato Roux, ex missionario a Darmstadt. Nella seconda giornata prevale invece l’approccio pastorale sia con le testimonianze di famiglie appartenenti a confessioni cristiane differenti sia con la riflessione sulla nostra esperienza nei lavori di gruppo. La terza ed ultima giornata sarà dedicata, alla relazione del delegato nazionale delle Mci in Germania e Scandinavia, dei Gruppi di studio e al dibattito conclusivo. “Il convegno nazionale – conclude p. Bassanelli – è sempre un buon luogo di incontro tra gli operatori pastorali delle Mci in Germania e Scandinavia. Permette quelle conoscenze e quei contatti personali che altrimenti è difficile avere. Promuove un approfondimento comune su temi importanti della nostra pastorale”.
Attualmente in Germania e Scandinavia sono attive 84 Missioni cattoliche italiane rette da 68 missionari, la metà italiani. Nella pastorale sono inoltre impegnati diaconi, suore e collaboratori pastorali.

Pino Puglisi: card. Bassetti, “fra mafia e Vangelo non può esserci alcun contatto”

Fri, 2017-09-15 21:17

“Fra la mafia e il Vangelo non può esserci alcuna convivenza o tantomeno connivenza. Non può esserci alcun contatto né alcun deprecabile inchino”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e presidente della Cei, che ha presieduto stasera a Palermo una veglia di preghiera in memoria di don Pino Puglisi, nel luogo in cui il sacerdote è stato ucciso da Cosa nostra, in piazza Anita Garibaldi, 24 anni fa. Il porporato ha ricordato anche coloro che “hanno pagato con il sangue il loro impegno contro l’illegalità: oltre a Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che sono stati uccisi qui a Palermo, vorrei ricordare il giudice ‘ragazzino’ Rosario Livatino di cui è in corso il processo di beatificazione”. Poi, l’attenzione di nuovo su don Puglisi con un monito: “Non dobbiamo correre il rischio di trasformare il beato Puglisi in un ‘santino’. Don Pino, infatti, ci parla ancora oggi dal cielo. E ci dice molte cose. Ci esorta a dire il nostro ‘sì’ al Signore e il nostro ‘no’ fermo a ogni forma di criminalità; e poi ci chiede di impegnarci nell’educazione alla ‘vita buona’ che è legalità, apertura dell’altro, rispetto delle regole e della convivenza civile”. Dopo avere richiamato la sua eredità spirituale, Bassetti indica quella civile lasciata dal sacerdote ucciso dalla mafia, che “vorrei riassumere con una frase: con la mafia non si convive”. Padre Pino Puglisi ne è l’esempio. “È stato senza dubbio un figlio coraggioso della ‘Chiesa che parla’ e che non sta in silenzio; di una Chiesa che non si inchina davanti a nessuno, ma che si inginocchia solo davanti a Gesù Cristo crocifisso e ai poveri per lavar loro i piedi”. Perché, ha sottolineato Bassetti, “chi è discepolo di Cristo è tenuto a denunciare le tenebre, quindi le organizzazioni criminali. Denunciarle con le parole, con i gesti, con la sua testimonianza, ma anche rivolgendosi alle forze dell’ordine e alla magistratura”.

Pino Puglisi: card. Bassetti, “riduttivo definirlo solamente come un prete antimafia”

Fri, 2017-09-15 21:16

“È riduttivo definire don Puglisi solamente come un prete antimafia”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e presidente della Cei, che ha presieduto stasera a Palermo una veglia di preghiera in memoria del sacerdote ucciso da Cosa nostra 24 anni fa. Il porporato ha raccontato di averlo conosciuto personalmente fra gli anni Settanta e Ottanta durante gli incontri dei responsabili dei centri vocazionali. “Ricordo ancora il suo sorriso, il suo sguardo, la sua dedizione totale al Signore – ha aggiunto Bassetti -. Una persona apparentemente fragile. Ma già allora si percepiva che era un gigante della fede”. Poi, il porporato ha ritratto l’impegno di Puglisi. “Non si può ridurre la sua grande figura soltanto all’impegno sociale, perché egli è stato, prima di tutto, un prete palermitano che si è fatto annunciatore del Vangelo”. Una caratteristica che, secondo Bassetti, lo ha indotto a “combattere per riaffermare la sacralità della vita umana. Ha lottato per la giustizia perché i suoi giovani e i suoi poveri potessero vivere liberi dalla paura e dal ricatto della mafia – ha puntualizzato -. Annunciare il Vangelo dell’amore e della libertà dei figli di Dio lo ha portato alla testimonianza più autentica: lo ha portato al martirio”. È stato ucciso quindi “per la sua attività pastorale”. “Una ‘felice colpa’ che nel maggio del 2013 lo ha fatto diventare beato e martire”, un “martire della mitezza”. Infine, Bassetti citando mons. Vincenzo Bertolone, che è stato postulatore della causa di beatificazione di Puglisi, ha spiegato che “egli era solamente un prete che incarnava nel rione Brancaccio la sua fede, che si traduceva in un’azione evangelizzatrice, che sottraeva progressivamente ai capi e ai capi dei capi il vero controllo sul territorio e sulla gente, soprattutto sui giovani”.

Pino Puglisi: card. Bassetti, “faceva paura alla mafia perché predicava l’amore”

Fri, 2017-09-15 21:15

“Un ‘padre’ autorevole”, un “uomo mite e gioioso, che cercava il dialogo e che faceva dell’accoglienza un tratto caratteristico della sua esistenza”, un “sacerdote autentico, sincero e caritatevole”. Il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e presidente della Cei, ha ricordato con queste parole stasera a Palermo don Pino Puglisi, durante la veglia di preghiera che ha presieduto in sua memoria, nel luogo in cui il sacerdote è stato ucciso da Cosa nostra 24 anni fa. Il porporato, in piazza Anita Garibaldi, ha salutato le autorità, i palermitani e, in particolare, chi vive nel quartiere Brancaccio, “luogo che ha visto nascere, esattamente 80 anni fa, il 15 settembre 1937, don Pino Puglisi, e che lo ha accolto, poi, nel settembre del 1990, come sacerdote, quando venne nominato parroco a San Gaetano”. Il card. Bassetti ha sottolineato che “don Pino ha dato, senza alcun dubbio, la vita per i propri amici. I suoi amici siete stati, per primi, voi palermitani”. In particolare, il presidente della Cei ha ricordato che “i giovani erano il suo tesoro. Un tesoro da custodire e soprattutto da preservare dagli inganni suadenti e dalle scorciatoie promesse dai malavitosi”. Fu questa, secondo il cardinale, la sua particolare intuizione. “In una terra di miseria e disoccupazione, Puglisi intuì, come don Milani, che era fondamentale fornire dignità ai poveri partendo dall’educazione – ha aggiunto -. Egli toglieva i bambini e gli adolescenti dalla strada e li sottraeva alla mafia. È stato un prete che faceva paura alla mafia perché predicava l’amore e smascherava ciò che si celava dietro al codice d’onore mafioso”.

Infrastrutture: Del Rio (ministro), “classificazione sismica degli edifici è anche incentivo all’economia”

Fri, 2017-09-15 20:21

(dall’inviata ad Assisi) “La classificazione sismica del patrimonio edilizio pubblico e privato è un grande stimolo anche per l’economia”. Ne è convinto il ministro per le Infrastrutture e i trasporti, Graziano Del Rio, che ha concluso questa sera il convegno dedicato al terremoto, nell’ambito del “Cortile di Francesco” in corso ad Assisi. “Gli italiani amano molto la propria casa, che però da luogo di riparo può diventare anche luogo di morte”, ha esordito il ministro, facendo notare che “ci siamo dimenticati di dire che il territorio italiano è un territorio fragilissimo. Siamo il Paese che paga più prezzi al mondo, in termini di catastrofi naturali: negli ultimi dieci anni abbiamo speso più di 140 miliardi di euro per la ricostruzione dei danni del territorio, cui vanno aggiunti quasi 250 miliardi per i disastri idrogeologici”. “C’è bisogno di una straordinaria opera di prevenzione”, l’appello di Del Rio: “In Italia c’è bisogno di dare valore al concetto della cura di quello che abbiamo, e la cosa più preziosa che abbiamo è l’habitat, le comunità che riceviamo dai nostri padri e che però per continuare a risplendere della loro bellezza hanno bisogno di manutenzione”. Di qui la decisione del governo di introdurre per gli edifici, oltre alla classe energetica, anche la classe sismica: “Adesso è possibile classificare la propria casa, così come è avvenuto per la classe energetica, e usufruire di un ecobonus ancora più forte di quello per le ordinarie ristrutturazioni, anche per i condomini”. “La certificazione degli edifici – ha annunciato il ministro a proposito del ‘Progetto casa Italia’ – avverrà gradualmente, ma bisogna pur cominciare”. “Abbiamo bisogno di legalità – ha concluso – perché la legalità è una sicurezza per tutti, se vogliamo che il nostro territorio smetta di piangere per i suoi morti. Non possiamo prevedere i fenomeni naturali, ma possiamo impedire che i fenomeni naturali distruggano la vita dei nostri figli. Noi italiani siamo generosissimi nell’emergenza, e nessuno può darci lezioni in questo ambito: abbiamo bisogno, però, che qualcuno ci aiuti ad essere disciplinati nel quotidiano, a costruire giorno dopo giorno un Paese più sicuro per noi e per i nostri figli”.

+++ Attacco a Londra: card. Nichols, “la generosità dei soccorsi mostra tutto ciò che di buono c’è nell’umanità” +++

Fri, 2017-09-15 20:05

Sgomento e preghiera ma anche una lode alla generosità di quanti oggi si sono messi al servizio delle persone colpite dimostrando “tutto ciò che di buono c’è nell’umanità quando un piccolo numero di persone cerca di dividere la nostra società”. È quanto esprime il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster e primate della Chiesa d’Inghilterra, in un comunicato diffuso in seguito alla deflagrazione di una bomba alla stazione della metropolitana Parsons Green.

The generous actions of those who rushed to tend the wounded & those in shock demonstrate all that is good in humanity. #ParsonsGreen

— Cardinal Nichols (@CardinalNichols) September 15, 2017

“Sono sgomento  di fronte ad un altro attacco codardo che ha colpito persone innocenti, compresi bambini piccoli, mentre si stavano recando a lavoro e a scuola questa mattina”, scrive il cardinale: “Prego per tutti coloro che sono stati feriti nell’esplosione e nella calca che è seguita, e per tutti coloro che sono stati colpiti dall’incidente. Dio possa concedere loro e a tutti i londinesi la pace e rafforzare la nostra decisione di resistere a tali atti malvagi “. Il cardinale ha anche elogiato gli uomini e le donne dei servizi di emergenza che hanno curato i feriti e soccorso i residenti vicino alla stazione . “La generosità di quanti si sono precipitati a soccorrere i feriti e le persone  dimostra tutto ciò che di buono vi è nell’umanità mentre un piccolo numero persone cerca di dividere la nostra società. Occorre rimanere all’allerta ma mantenere la calma”.

Economia: Visco (Banca d’Italia), “in crescita dell1,5%, ma problema principale resta lavoro”

Fri, 2017-09-15 20:01

(dall’inviata ad Assisi) “L’economia italiana, in graduale rafforzamento da oltre un triennio, ha nettamente accelerato nell’ultimo anno”. Lo ha detto il governatore della Banca D’Italia, Ignazio Visco, intervenuto alla sessione finale del convegno sul terremoto organizzato nell’ambito del “Cortile di Francesco”, in corso ad Assisi fino al 17 settembre. “Nel complesso del 2017 la crescita dovrebbe essere vicina all’1,5 per cento, per poi proseguire su ritmi simili nel prossimo anno”, ha ricordato il governatore: “Anche la crescita dell’occupazione è in ripresa, nonostante il venir meno degli incentivi alle nuove assunzioni a tempo indeterminato. Nei primi sei mesi dell’anno il numero degli occupati è salito di 130.000 unità. La ripresa coinvolge anche i più giovani, particolarmente colpiti dalla lunga recessione. Tra quelli con meno di 30 anni la percentuale di coloro che non hanno un lavoro né sono impegnati in un percorso formativo è diminuita di circa due punti tra il 2014 e il 2016 e ha continuato a ridursi nel 2017. Attualmente si colloca poco al di sopra del 23 per cento, un livello ancora lontano da quelli di gran parte degli altri Paesi europei”. “I problemi strutturali dell’economia italiana, che hanno amplificato la crisi e ritardato la ripresa rispetto al resto dell’area, vanno affrontati proseguendo e accelerando i necessari interventi di riforma”, la tesi di Visco, ricordando che “questi dieci anni sono stati i peggiori della storia economica del nostro Paese in tempo di pace”: “Dal 2007 al 2013 il prodotto interno lordo è diminuito del 9 per cento; la produzione industriale di circa un quarto; gli investimenti del 30 per cento; i consumi dell’8. Gli effetti più dolorosi si sono manifestati nel mercato del lavoro: nel 2014 il tasso di disoccupazione era pari a quasi il 13 per cento, più del doppio che nel 2007. Ancora oggi il prodotto è inferiore di circa il 6 per cento al livello di inizio 2008, il tasso di disoccupazione supera l’11 per cento. Rispetto al resto dell’area euro l’Italia ha scontato i ritardi con i quali è stato avviato l’ammodernamento necessario a fare fronte alle sfide della globalizzazione, del cambiamento tecnologico e dell’unione monetaria”. “La questione del lavoro, tanto difficile da creare, mantenere, trasformare – è la tesi del governatore – resta la questione centrale dei nostri giorni non solo sul piano dell’economia; essa riguarda l’integrazione sociale e la stessa identità personale di chi vive nel nostro Paese”. Per soddisfare le “legittime esperienze” delle nuove generazioni, ha concluso Visco, “occorre un salto di qualità che richiede il concorso convinto di tutti: imprenditori, lavoratori, amministratori pubblici. Servono investimenti robusti in conoscenze ampie e diffuse, in competenze nuove e interconnesse, ingredienti essenziali per far fronte ai rischi per l’occupazione e attenuare le disuguaglianze che la rivoluzione digitale rischia di accentuare”.

Prostituzione: Caritas Firenze, ordinanza sindaco per “ostacolare organizzazioni criminali e fenomeno che distrugge dignità donne”

Fri, 2017-09-15 19:30

“Accogliamo con grande apprezzamento l’ordinanza emessa ieri dal sindaco Dario Nardella che prevede il contrasto alla prostituzione tramite la sanzione al cliente”. Ad affermarlo in una nota è la Caritas diocesana che, impegnata “a favore degli ultimi e dei più svantaggiati nella nostra città, ha da sempre un’attenzione per le ragazze costrette a prostituirsi. È per questo che capiamo quanto possa essere importante questa ordinanza: è un tentativo che punta a ostacolare le organizzazioni criminali e il fenomeno che distrugge la dignità di donne ridotte in schiavitù”. “Stimiamo il lavoro che l’associazione Papa Giovanni XXIII fa quotidianamente su tutto il territorio nazionale e siamo a fianco di tutte le realtà che si impegnano per difendere la dignità delle persone, perché una donna – conclude la Caritas – non possa essere considerata e trattata come un oggetto”.

Notizie Sir del giorno: attentato Londra, NordCorea, fame nel mondo, Sinodo giovani, Papa a Bologna, terremoto Messico

Fri, 2017-09-15 19:30

Attacco a Londra: fr. Daley (parroco), “non farci condizionare nel nostro modo di vivere”

“Quello che dobbiamo fare ora è non farci condizionare nel nostro modo di vivere”. Lo ha detto al Sir fr. Michael Daley, parroco della chiesa “Holy Cross”, spiegando come Londra sta reagendo all’attacco terroristico di questa mattina, quando una bomba è deflagrata nella stazione metropolitana di Parsons Green. La parrocchia si trova nelle immediate vicinanze e ancora più vicino alla metropolitana c’è la scuola primaria cattolica la “Holy Cross Catholic Primary” legata alla parrocchia. “Quello che abbiamo vissuto è uno choc. Tanto più se come nel caso di oggi, il terrorismo ha colpito un’area residenziale come quella in cui viviamo – ha aggiunto -. Non siamo nel centro della città. Parsons Green è un posto dove la gente vive, non lavora. Per cui non ci sono negozi o uffici”. (clicca qui)

Corea del Nord: segretario Onu condanna lancio missile balistico

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, condanna il lancio di un altro missile balistico dalla Repubblica democratica popolare di Corea (DPRK) il 15 settembre. Questa violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza arriva pochi giorni il sesto test nucleare della Corea del Nord. Guterres invita la leadership della Corea del Nord “a cessare ulteriori test, rispettare le relative risoluzioni del Consiglio di sicurezza e consentire spazio per la ripresa di un dialogo sincero sulla denuclearizzazione”. (clicca qui)

Fame nel mondo: rapporto Onu, “815 milioni di persone senza cibo, di nuovo trend in aumento” (+38 milioni)

Dopo una costante diminuzione da oltre un decennio, la fame nel mondo è di nuovo in aumento, colpendo nel 2016 circa 815 milioni di persone, vale a dire l’11% della popolazione mondiale, afferma la nuova edizione del rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare e la nutrizione nel mondo pubblicato oggi. L’aumento – 38 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso – è dovuto in gran parte alla proliferazione di conflitti violenti e agli shock legati al clima. Circa 155 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni sono troppo bassi per la loro età, mentre 52 milioni soffrono di deperimento cronico, che significa che il loro peso non è adeguato rispetto alla loro altezza. Circa 41 milioni di bambini sono invece in sovrappeso. Preoccupano inoltre, secondo il rapporto, l’anemia delle donne e l’obesità degli adulti. (clicca qui)

Sinodo giovani: card. Baldisseri, “può rappresentare un tassello del rinnovamento missionario della Chiesa”

“Il Sinodo dei giovani può rappresentare un tassello di quel rinnovamento missionario della Chiesa, che per l’esortazione apostolica ‘Evangelii gaudium’, costituisce la sfida di questo tempo. Ai giovani dobbiamo rivolgerci non solo perché ci aiutino a comprendere come annunciare il Vangelo ma anche per capire meglio cosa Gesù chiede alla sua Chiesa, cosa si aspetta da essa, cosa tagliare e cosa cucire di nuovo per questa missione”. Lo ha detto il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, chiudendo oggi a Roma, presso la Curia generalizia dei gesuiti, il Seminario internazionale sulla situazione giovanile in preparazione alla XV Assemblea generale ordinaria prevista nell’ottobre del 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. (clicca qui)

Papa a Bologna: mons. Zuppi, “saranno toccate alcune delle ferite più o meno recenti della città”

(da Bologna) “È con gioia che accogliamo Papa Francesco tra noi. Del resto il sentimento della gioia rappresenta il suo carattere, il suo stile. E questo coincide anche con un sentimento di grande attesa della città e della regione per la sua visita”. Così l’arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, nella conferenza stampa di presentazione della visita del Pontefice in città, il prossimo 1° ottobre. “Si tratta di incontro molto atteso – spiega l’arcivescovo – che porta con sé anche tutta la Sapienza che sta caratterizzando il Pontificato di Francesco. Un uomo alla continua ricerca del dialogo e dell’ascolto. Credo che il Pontefice stesso sia in attesa di questo. Non è mai stato a Bologna, pur avendo sentito parlare della sua grande tradizione”. Quello che dirà nei tanti incontri programmati, “aiuterà a renderci più consapevoli della storia e dell’eredità che, come città, abbiamo”. (clicca qui)

Caritas italiana: boom di muri e barriere che dividono i popoli. Erano 15 nel 1989 oggi sono 63

Aumentano le barriere che dividono i popoli: erano 15 nel 1989, anno della caduta del Muro di Berlino, oggi sono diventate 63. Nel 2015 sono stati avviati i lavori di 17 recinzioni, altre 4 nel 2016. Un terzo dei Paesi del mondo ha oggi qualche forma di recinzione che divide Paesi o i poveri dai ricchi. Un boom negativo che ha toccato anche l’Europa, con 13 nuovi muri a partire dal 2013 per contenere i flussi migratori della rotta balcanica. Lo scorso anno sono stati costruiti anche i 175 chilometri tra Ungheria e Serbia, voluti dal governo nazionalista di Viktor Orban. Il bilancio di Frontex, l’agenzia europea per il controllo dei confini, è quasi triplicato dal 2014 ad oggi (da 97 milioni di euro a 281).  Sono alcuni dei dati contenuti nel Dossier di Caritas italiana  “All’ombra del muro” presentato a Roma durante il seminario “Oltre i muri: comunità che si incontrano e raccontano” e disponibile da oggi on line. (clicca qui)

Messico: la Caritas fa il punto sugli aiuti ad una settimana dal terremoto. Danneggiate almeno 121 chiese

Ad una settimana dal terremoto che ha colpito il Messico, duecento tonnellate di generi alimentari e di prima necessità sono già arrivati negli Stati più danneggiati, Oaxaca e Chiapas. Lo ha detto padre Rogelio Narváez, segretario esecutivo della pastorale sociale – Caritas della Chiesa messicana, durante una conferenza stampa che si è tenuta nella sede della Conferenza episcopale messicana (Cem), alla presenza del segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola. Padre Narváez ha spiegato che al momento è urgente l’afflusso nelle zone colpite di alimenti e acqua potabile, oltre che l’allestimento di centri di prima accoglienza. Ma già nelle prossime settimane la Caritas metterà a punto un piano di lavoro per sostenere la ricostruzione. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 16 settembre. Fame nel mondo, C9 e riforma Curia romana, politica, attentato Londra, NordCorea

Fri, 2017-09-15 19:29

“Avvenire” sceglie di dare l’apertura della sua prima pagina al drammatico rapporto Onu sulla fame nel mondo. Sono 815 milioni le persone senza cibo sufficiente, con una preoccupante inversione di tendenza, che per anni era stata discendente. Trentotto milioni gli “affamati” in più sul pianeta, prime cause le guerre e i cambiamenti climatici. Scrive Gerolamo Fazzini nel suo editoriale: “La fame nel mondo, purtroppo, torna a crescere. E ciò avviene – purtroppo – dopo lunghi anni in cui, invece, il trend era di segno opposto. Lo dicono, implacabili, gli osservatori che monitorano il fenomeno, ossia tre agenzie dell’Onu (Fao, Ifad e Wfp), nell’ultimo rapporto diffuso ieri: nel 2016, rispetto all’anno precedente, si sono registrati ben 38 milioni di affamati in più. All’incirca quanti ne conta uno Stato di medie dimensioni. Il punto è che la responsabilità di questa situazione non è da attribuire all’improvvisa mancanza di generi alimentari, né – come vorrebbero taluni neo-malthusiani – all’aumento, sic et simpliciter, della popolazione mondiale. Da tempo gli esperti vanno ripetendo che nel XXI secolo avremmo gli strumenti e le possibilità per sfamare l’intera umanità. No: è l’uomo, con le sue scelte spesso miopi e talora decisamente scellerate, a produrre gli scenari preoccupanti che abbiamo sotto gli occhi”. La fotocronaca è per un’intervista al vescovo Marcello Semeraro, segretario del Consiglio C9, chiamato dal Papa a collaborare alla riforma della Curia romana. “Siamo a due terzi dell’opera – dice Semeraro – e ancora in un periodo di rodaggio, riunioni almeno sino alla fine del 2018”. A centro pagina, un ampio titolo politico per i due casi del giorno. Le accuse di complotto mosse dal Pd ad ambienti investigativi dopo le rivelazioni di un pm di Modena e le nuove regole per le elezioni datesi da M5S, secondo cui anche gli indagati potranno correre. Richiamo evidente per l’attentato di Londra, fortunatamente parzialmente fallito. Infine, gli altri temi esteri: il nuovo lancio missilistico della Corea del Nord e l’abolizione in Tunisia del divieto per le donne di sposare uomini non islamici.

Pino Puglisi: mons. Lorefice (Palermo), “ha incarnato la pastorale nella vita concreta della gente”

Fri, 2017-09-15 19:28

“La vita di don Pino potremmo definirla come un ‘prendersi cura’. È stato un pastore che si è preso cura delle persone che gli sono state affidate”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, durante l’omelia della Messa che ha concelebrato oggi pomeriggio in cattedrale con il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nel 24esimo anniversario dell’assassinio di don Puglisi per mano mafiosa. Il presule ha sottolineato come il sacerdote sia stato “un presbitero che ha incarnato la sua pastorale nella vita concreta della gente, da Godrano a Brancaccio. Penso a lui – ha aggiunto mons. Lorefice – come un padre che è capace di trasmettere ai figli, ai piccoli, una fede che si incarna nella vita”. Poi, un invito ai tanti sacerdoti della diocesi presenti in cattedrale. “Nelle nostre chiese c’è un’unica via, non quella di un sociologismo o di un’attenzione ai problemi sociali. La cura dei cristiani è più profonda”. Al termine dell’omelia, l’arcivescovo ha commentato la lettera pastorale rivolta alla diocesi dal titolo “Scrivo a voi, padri. Scrivo a voi, giovani”, pubblicata proprio oggi. “Non presenta norme tecniche ma prospettive di fondo”. Alla Messa ha partecipato anche il missionario laico palermitano, Biagio Conte, rientrato in città ieri sera dopo aver attraversato le venti Regioni italiane portando con sé una croce.

Bioetica: Fatebenefratelli, concluso a Madrid il primo congresso mondiale

Fri, 2017-09-15 19:00

Il diritto alla salute e ad una vita degna, la povertà e le sfide ambientali: questi alcuni temi affrontati nel primo Congresso mondiale di bioetica che l’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio (noto come “Fatebenefratelli”) ha tenuto in questi giorni a Madrid alla presenza di 500 persone, tra religiosi e collaboratori degli Ospedali dell’Ordine – attivo ancora oggi, dopo 500 anni, con 300 opere nei 5 continenti – professionisti e studenti di ogni aspetto della bioetica. Lo riferisce un comunicato. “Ospitalità, bioetica e persona”, lo slogan dei lavori. Tra le personalità intervenute alla cerimonia d’apertura, l’arcivescovo di Madrid, mons. Carlos Osoro. Nella sua relazione iniziale, il superiore generale dell’Ordine, fra Jesús Etayo, ha posto l’accento sul fatto che la bioetica è la disciplina che studia i dilemmi etici della vita, “presenti in tutti gli ambiti, assecondati dal protagonismo delle persone e dalle decisioni che bisogna prendere in campo sanitario, oltre che dai progressi della scienza medica che aprono nuove forme di intervento sulla vita umana, dall’inizio alla fine naturale”. Ha quindi sottolineato che l’Ospitalità è “principio, valore, virtù e punto di riferimento etico” dei Fatebenefratelli; una missione – parafrasando le parole di Papa Francesco – che porta l’Ordine a curare le fragilità del mondo. Fra José M. Bermejo, presidente del Comitato organizzatore, ha sottolineato che la “bioetica deve essere aperta al mondo, al dialogo, all’incontro, alla libertà e al rispetto di tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro lingua, cultura, condizione sociale o credo religioso”. Per il filosofo e teologo  Francesc Torralba, la dignità umana è un concetto che non può essere privo di contenuto e non deve lasciare indifferenti. La bioeticista clinica M. Teresa Iannone ha parlato delle questioni etiche critiche nella vita dell’Ordine oggi.

Donne: Acli, 73% delle under 29 è indipendente dai genitori ma è ancora difficile conciliare famiglia e lavoro

Fri, 2017-09-15 18:58

Essere madre e lavoratrice oggi in Italia risulta ancora molto difficile. Nonostante questo, le ragazze italiane tendono a diventare indipendenti prima dei loro coetanei uomini. Infatti, tra i giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni che hanno scelto di andare a vivere soli, il 73,3% è composto da donne. Il dato emerge dalla ricerca dell’Iref (Istituto ricerche educative e formative) “Il ri(s)catto del presente”, realizzata dalle Acli nazionali su un campione di 2.500 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e i 29 anni e presentata oggi a Napoli dove si sta svolgendo la 50ª edizione del convegno nazionale degli studi delle Acli. “In questi giorni – afferma Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli – stiamo avanzando alcune proposte normative per il lavoro dei giovani. Una di queste riguarda proprio il riconoscimento del valore sociale della maternità e del lavoro di cura”. Per le donne, spiegano dalle Acli, esistono una serie di condizioni che rendono faticoso riuscire a coniugare maternità e famiglia con il lavoro. Una delle conseguenze è una maggiore propensione delle ragazze ad accettare compromessi pur di trovare o mantenere un lavoro. Per Emiliano Manfredonia, presidente del Patronato Acli, occorre cominciare a pensare a un utilizzo “elastico” del sistema previdenziale attuale, in modo da “contribuire nella fase della maternità, ed in particolare nei primi anni di vita del bambino, ad aumentare il reddito disponibile della lavoratrice madre, in modo che possa permettersi di affrontare le spese necessarie ed utili alla maternità, o alla conciliazione dei tempi di lavoro e di cura, o comunque trovare in parte compensazione per la riduzione dello stipendio a causa di eventuali periodi di part-time necessari per assicurare la cura al neonato”.

Austria: Vienna, convegno internazionale dei centri pastorali e caritativi “Porte aperte”

Fri, 2017-09-15 18:49

Per la prima volta in Austria, dal 18 al 20 settembre, circa 40 responsabili e dipendenti “Offene Tür” (Porte aperte) di diversi Paesi si incontreranno per la riunione biennale di confronto e valutazione delle nuove iniziative da assumere per le attività assistenziali proprie dell’organizzazione: le “Porte aperte” sono luoghi ad ingresso libero e anonimo dove disadattati, poveri, persone sole e oppresse, possono ricevere sostegno e consulenze sulla vita, ascolto e aiuto concreto e spirituale per le proprie difficoltà, assistenza pastorale, sociale e religiosa. L’attività è completamente gratuita. All’inizio degli anni ’50, i luoghi “Porte aperte” furono creati al centro delle grandi città in Austria, Germania, Svizzera e Ungheria, su iniziativa di religiosi cattolici collegati ai servizi pastorali telefonici di ascolto sociale e d’emergenza. L’idea era quella di offrire uno spazio per la discussione con pastori ed esperti dei problemi del disagio sociale urbano. Ci sono “Porte aperte” di ispirazione cattolica, protestante e ecumenica.
Lunedì 18 settembre si ritroveranno presso il Pallottihaus di Vienna i responsabili delle attività che raggiungono ogni anno centinaia di migliaia di persone, che sono per lo più al di fuori dei circuiti assistenziali delle parrocchie o delle organizzazioni come Caritas e Diakonie, come riferisce il padre redentorista Lorenz Voith, responsabile della “Gesprächsinsel” (Isola della conversazione) di Vienna. “Le Porte aperte sono un pilastro importante della pastorale sociale – dice Voith – perché le offerte delle strutture a porta aperta stanno diventando sempre più importanti nelle città”.

Prostituzione: Ramonda (Apg23), “scelta di Firenze” indica via da seguire “a Parlamento e altre amministrazioni”

Fri, 2017-09-15 18:46

“Pieno appoggio e gratitudine alla scelta del sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha emanato un’ordinanza che prevede il contrasto alla prostituzione tramite la sanzione del cliente”. È quanto esprime Giovanni Paolo Ramonda, presidente di APG23 — Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, il sacerdote che per primo in Italia ha combattuto la cultura della prostituzione. “La scelta di Firenze indica la via da perseguire per le altre amministrazioni e per il Parlamento. La prostituzione è schiavitù. L’ordinanza indica a tutti che il comportamento di certi uomini è profondamente sbagliato – aggiunge Ramonda -. I veri uomini non comprano il sesso”. La Comunità Papa Giovanni XXIII promuove, insieme ad un cartello di associazioni, l’iniziativa “Questo è il mio corpo”, campagna di liberazione per le vittime della tratta e della prostituzione. La proposta, ispirata al modello nordico, ha l’obiettivo di ridurre sensibilmente il fenomeno colpendo la domanda e multando i clienti delle prostitute. Info e approfondimenti sul sito

Diocesi: Prato, gli auguri social del vescovo agli studenti per il primo giorno di scuola

Fri, 2017-09-15 18:22

Il vescovo Franco Agostinelli invia i suoi auguri a tutti gli studenti pratesi in questo primo giorno del nuovo anno scolastico. E lo fa pubblicando un video sulla sua pagina Facebook, creata appositamente dal presule per mettersi in contatto con i giovani. L’augurio del vescovo è triplice: “Il mio pensiero va a voi, cari ragazzi, ai vostri insegnanti e alle vostre famiglie”. “Lo so – dice mons. Agostinelli – studiare costa fatica, non è una passeggiata, ma quello della scuola è un capitolo importante della vostra vita. Oggi per voi inizia una nuova avventura, spero che possiate vivere un anno proficuo, che vi aiuti a crescere come persone”. Il pensiero poi è per gli insegnanti: “Auguri anche a voi, la vostra è molto più di una professione ma una missione”. Mentre ai genitori mons. Agostinelli suggerisce di interessarsi sempre alla vita scolastica dei figli, “al di là del voto buono o meno buono, chiedete loro – aggiunge il vescovo – cosa hanno imparato, quale insegnamento hanno recepito. Questo è l’importante”.

Pubblicato Decreto virtù card. Van Thuan: card. Turkson, “la sua testimonianza è un costante invito alla santità collettiva”

Fri, 2017-09-15 18:21

Cercò di vivere la prigionia “colmandola di amore”; la “testimonianza di fede, speranza e carità del Servo di Dio, che si è profusa, giorno dopo giorno, con umiltà e discrezione, è un costante invito alla santità collettiva, che trova la sua massima espressione nella fedeltà a Dio e nell’aiuto reciproco nel percorrere il cammino di santità”. Così il card. Peter K. A. Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che è attore della causa di beatificazione del cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuân, ha ripercorso oggi i tredici anni di dura prigionia e isolamento (dal 1975 al 1988) del porporato vietnamita. Occasione ne è stata, riferisce Radio Vaticana, la Messa solenne di ringraziamento celebrata oggi a Roma presso la chiesa di Santa Maria della Scala. Nel corso della cerimonia presieduta dal card. Turkson, è stato reso pubblico il Decreto che riconosce le virtù eroiche del cardinale Van Thuân e ne autorizza la venerabilità,  del quale è stata data lettura in italiano e in vietnamita. Seguendo la vicenda personale del Servo di Dio fino all’odierno Decreto, Turkson ne ha sottolineato l’atteggiamento di mitezza, pazienza e amore verso il prossimo “che rese i suoi carcerieri anche suoi scolari nell’ascolto della Parola di Dio” e ha rilanciato a “modello per tutta la comunità cristiana” quanto Van Thuân ebbe a dire, cioè che “la chiave di volta di tutto il periodo delle prigionia fu l’amore per Gesù crocifisso e abbandonato”.

Cortile di Francesco: Bianchi (Bose), “l’Italia ha bisogno di esercitarsi nella fiducia”

Fri, 2017-09-15 18:19

(dall’inviata ad Assisi) “L’Italia ha bisogno di esercitarsi alla fiducia, soprattutto nelle nuove generazioni, perché se c’è la fiducia può anche attestarsi la speranza”. Con queste parole Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, ha concluso il suo intervento al “Cortile di Francesco”, incentrato sul tema del pellegrinaggio e del viaggio come metafora dell’esistenza umana, oltre che del cristiano. “Camminare insieme”, l’imperativo: in un momento in cui “la paura fa crescere l’individualismo, e l’individualismo fa crescere la paura”, occorre ritrovare la consapevolezza che “per sperare insieme bisogna stare insieme”. “Anche se la Chiesa vietasse i pellegrinaggi, si farebbero ugualmente”, ha affermato Bianchi, ricordando che “i pellegrinaggi non danno la salvezza: l’unica salvezza per il cristiano viene da Dio, e si traduce in carità vissuta”. Il pellegrinaggio, però, “è un momento antropologico che fa parte della vita dell’uomo e della fede, e anche se non è fonte di salvezza è assolutamente necessario per vivere da cristiani, per trovarci insieme, dire e sentire che siamo una comunità, un corpo, la Chiesa”. Quando viaggiamo o quando compiamo un pellegrinaggio, il monito di Bianchi, non dobbiamo mai dimenticare i poveri, “che non si muovono mai”, o coloro che “fanno i viaggi a rischio della loro vita, per un po’ di pane o di libertà. Sono quelli che viaggiano a caro prezzo, e che noi abbiamo la responsabilità di accogliere in maniera intelligente, come sono intelligenti l’amore e la gratuità”.

Cortile dei Gentili: Giannini, “stoytelling” spesso è “manipolazione”, “resistere alle sirene”

Fri, 2017-09-15 18:17

(dall’inviata ad Assisi) “La crisi di fiducia nei giornalisti è il riflesso di una più generale crisi di fiducia di cui soffre il nostro Paese”: a cominciare dalla politica, che gli italiani considerano “un esercizio di potere sempre più esposto ai singoli interessi”, e dunque passibile di “delegittimazione”. Lo ha detto il vicedirettore de “la Repubblica”, Massimo Giannini, intervenuto al “Cortile di Francesco”. “La reazione di difesa che i media adottano rispetto a questo generale processo di delegittimazione – ha spiegato Giannini – è il cosiddetto storytelling, la narrazione, che non è solo un fatto stilistico, ma contenutistico”. “Questo tipo di narrazione – la denuncia del giornalista – si traduce sempre più spesso in manipolazione: oggi in Italia non c’è più accordo su niente, neanche sui numeri”. “La verità non c’è, ci sono i fatti alternativi”, ha detto Giannini citando l’espressione usata dal portavoce del presidente americano Trump quando è stato interpellato dai giornalisti Usa in merito alla coerenza tra quanto detto in campagna elettorale e quanto poi messo in pratica. Come reagisce, a sua volta, l’opinione pubblica nostrana a questo meccanismo comunicativo? “La gente o scappa o si lascia travolgere dal flusso mediatico”, la risposta di Giannini, secondo il quale il compito dei giornalisti è “resistere”, andare in controtendenza: “Non mollare la realtà, non lasciarci andare alle sirene della narrazione, ma guardare più lontano e più a fondo”, la sua proposta.

Kenya: Unicef, “370.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta, di cui 72.000 in forma grave”

Fri, 2017-09-15 18:00

A causa della mancanza delle grandi piogge di marzo-giugno – le terze piogge scarse consecutive dall’inizio del 2016 – altri 37.000 bambini in Kenya hanno superato la soglia della malnutrizione acuta, di cui 72.600 stanno soffrendo della sua forma più grave, che richiede cure salvavita specializzate. A febbraio si stimavano 343.000 bambini affetti da malnutrizione acuta. “Nella prima metà del 2017 abbiamo raggiunto il 60% di bambini in più rispetto al 2016 con assistenza salvavita, ma sempre più bambini stanno diventando malnutriti”, ha dichiarato Werner Schultink, rappresentante dell’Unicef in Nigeria. “Abbiamo bisogno di rendere il cibo nutritivo, l’acqua sicura e l’assistenza sanitaria di base molto più accessibili ai bambini e alle famiglie vulnerabili, in modo che i bambini malnutriti possano riprendersi, e in modo che coloro che sono a rischio non cadano malati”. In 4 dei 17 sondaggi condotti fra giugno e luglio, i tassi di malnutrizione acuta erano almeno il doppio rispetto alla soglia di emergenza del 15%. Il Turkana meridionale ha registrato il tasso più alto – 37% – vicino al picco del 37,4% registrato durante la crisi del Corno d’Africa del 2011. Il Turkana centrale, il Turkana settentrionale e il North Horr nella contea di Marsabit hanno registrato tassi di malnutrizione acuta fra il 30 e il 37%. Altre 9 contee hanno registrato tassi superiori al 15%. La malnutrizione in Kenya ha colpito il 19,1% delle persone, ovvero 8,8 milioni. La mancanza di cibo e acqua nelle scuole e la migrazione legata alla siccità stanno anche spingendo i bambini fuori dalla scuola. Molte scuole hanno chiuso, mentre altre sono sovraffollate a causa dei bambini migranti o di bambini in cerca della mensa scolastica. Ci sono notizie non confermate dell’aumento di matrimoni precoci e del lavoro minorile. Nel Paese, 1,6 milioni di bambini si trovano oggi in una situazione di insicurezza alimentare, un numero in aumento rispetto agli 1,2 milioni di febbraio e ai 600.000 di agosto 2016. L’Unicef chiede 24,7 milioni di dollari per finanziare la sua risposta contro la siccità.

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