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Updated: 11 hours 49 min ago

Argentina: nelle “Villas” periferiche di Buenos Aires centri di ascolto e assistenza per donne con gravidanze a rischio o indesiderate

Wed, 2018-07-18 17:49

Centri per donne con una gravidanza a rischio o non prevista. L’iniziativa è dei curas villeros della provincia di Buenos Aires: mentre nel Paese è infuocato il dibattito sulla depenalizzazione dell’aborto, nei quartieri più periferici e degradati della grande metropoli la Chiesa ha l’obiettivo di creare una diffusa rete di “case dell’abbraccio materno”. L’iniziativa è stata presentata ieri nella parrocchia di Cristo Obrero della Villa 31 di Buenos Aires, contestualmente a un articolato documento, firmato da alcuni vescovi e da numerosi curas villeros. Tra gli altri: mons. Gustavo Carrara, vescovo ausiliare di Buenos Aires e vicario episcopale per le Villas de Emergencia, mons. Jorge García Cuerva, vescovo ausiliare di Lomas de Zamora, mons. Eduardo García, vescovo di San Justo, mons. Gabriel Barba, vescovo Gregorio Laferrère, padre José María “Pepe” Di Paola, di Villa La Carcova. I centri vogliono essere un esempio concreto, è stato spiegato durante la conferenza stampa, di “custodia della vita a 360 gradi, specialmente in situazioni di vulnerabilità e povertà”. Nel documento si fa riferimento anche al dibattito sulla nuova legge, in questi giorni al Senato dopo l’approvazione della Camera: “Come Chiesa presente nelle Villas e nei quartieri popolari, dove si vivono diverse difficoltà, vogliamo rinnovare il nostro impegno nella lotta per la cultura della vita e dei diritti umani. Sperando che i senatori possano rendere testimonianza dell’immenso valore che ha tutta la vita umana, quella della madre e quella della nascitura o del nascituro, proponiamo una risposta concreta alla difficoltà dei giovani e degli adolescenti dei nostri quartieri, che affrontano gravidanze a rischio o anche gravidanze indesiderate o programmate”.

Nei nuovi Centri, assicurano vescovi e sacerdoti, “garantiremo alimentazione, attenzione e controllo medico e sanitario, sostegno psicologico, orientamento legale e sociale”, con l’obiettivo che le mamme “possano portare avanti la loro gravidanza e affrontare i primi anni di vita dei loro piccoli, fino a poter entrare nell’età scolare”. Durante la presentazione, ieri, non sono mancate alcune testimonianze di donne, operatrici sociali e pastorali. “Ci sono due parole importanti – ha detto ad esempio Mariela Cisneros -: indifferenza e dare. L’indifferenza ferisce, il dare conforta ed è meraviglioso. La nostra proposta non è tanto una campagna contro la legge sull’aborto, è una proposta di vita”. Ha aggiunto Carolina Sánchez: “In molti casi, noi che stiamo di fronte a queste donne che vivono situazioni così complicate, siamo donne che in alcuni momenti abbiamo patito le loro stesse situazioni”.

Lavoro: Alleva (Istat), “nel 2017 dati confermano che il canale di ricerca più proficuo per trovarlo resta il contatto con amici e parenti (40,7%)”

Wed, 2018-07-18 17:48

“Con riferimento all’anno 2017, i dati confermano come il canale di ricerca più proficuo per trovare lavoro resti il contatto con amici e parenti (40,7%, che sale al 44,0% nelle regioni del Centro, al 50,3% fra le persone che hanno conseguito al massimo la licenza media e al 57,6% fra gli stranieri). Segue, seppure a distanza significativa, l’essersi rivolto direttamente al datore di lavoro (17,4%), una strategia che sembrerebbe premiare soprattutto chi è in possesso di un titolo di studio relativamente più elevato (19% di chi ha un diploma di scuola superiore rispetto al 15,5% di chi ha al massimo la licenza media)”. Lo ha reso noto il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, nell’audizione alla Commissione Lavoro e previdenza sociale del Senato per l’Indagine conoscitiva sul funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego in Italia e all’estero. “In questo contesto – ha aggiunto il presidente dell’Istat – il ricorso al Centro pubblico per l’impiego (Cpi) è stato ritenuto utile solamente dal 2,4% degli intervistati, confermando un ruolo estremamente marginale per il successo delle azioni di ricerca di lavoro. Tale quota scende ulteriormente all’1,8% nelle regioni del Nord, mentre è più elevata nel Mezzogiorno (2,8%) e al Centro (3%)”. Per Alleva, “il miglioramento dei servizi pubblici per l’impiego rappresenta dunque una condizione necessaria per garantire una maggiore efficienza nell’incontro fra domanda e offerta di lavoro e, al contempo, una leva su cui agire per migliorare i processi di inclusione”. “Si tratta, più in generale, di rispondere alle sfide poste dal mercato del lavoro con una visione coerente di raccordo fra sistema dell’istruzione, formazione nelle imprese e ammodernamento del sistema produttivo”, ha notato il presidente dell’Istat, mettendo anche “in luce il sotto-finanziamento del sistema dei servizi pubblici per l’impiego in Italia”.

Lavoro: Alleva (Istat), “nel 2017 per l’87,3% la ricerca è stata prevalentemente affidata a canali di natura informale”

Wed, 2018-07-18 17:47

Nel 2017 “la ricerca di lavoro è stata prevalentemente affidata a canali di natura informale: l’87,3% delle persone in cerca di lavoro si è rivolto a parenti, amici e conoscenti, un valore in aumento rispetto a quello registrato prima della crisi (81,2% nel 2007”. Lo ha reso noto il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, nell’audizione alla Commissione Lavoro e previdenza sociale del Senato per l’Indagine conoscitiva sul funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego in Italia e all’estero. “Nella media del 2017 – ha inoltre affermato Alleva – le persone in cerca di lavoro hanno svolto in media 3,5 azioni di ricerca di un’occupazione nel corso del mese precedente l’intervista”. “Tale intensità – ha proseguito – risulta maggiore nelle regioni del Nord (3,9 azioni), rispetto a quelle del Centro (3,5) e del Mezzogiorno (3,1). È inoltre mediamente più alta fra i giovani (3,7 azioni, che diventano 4,2 nel Nord), e in generale fra chi ha un titolo di studio più elevato (4 azioni per i laureati)”. Dai numeri forniti dal presidente dell’Istat emerge che nel 2017, “poco meno di un terzo (31,6%) delle persone che sono disponibili a lavorare dichiara di aver avuto almeno un contatto con un Centro pubblico per l’impiego (Cpi): si tratta, in particolare, del 42,5% dei disoccupati e del 21,6% degli inattivi più vicini al mercato del lavoro”. “Fra i disoccupati, i contatti maggiori sono avvenuti nelle regioni del Nord (49,0%); la percentuale è relativamente più alta fra gli uomini (43,9% rispetto al 40,8% delle donne), gli ultracinquantenni (45,5%) e i possessori di un titolo di studio intermedio (44,9% per chi ha conseguito un diploma di scuola secondaria superiore, rispetto al 38,7% di chi è in possesso di laurea)”, ha aggiunto. Alleva ha ricordato che “un’indagine ad hoc condotta nel 2016 in Italia e negli altri Paesi dell’Ue sui giovani di età compresa fra i 15 e i 34 anni conferma il limitato ricorso ai Cpi”.

Lavoro: Alleva (Istat), “nel 2017 il 24,2% di chi era in ricerca si è rivolto ai Centri pubblici per l’impiego”

Wed, 2018-07-18 17:46

Nel 2017 ai Centri pubblici per l’impiego (Cpi) “si è rivolto in media circa un quarto delle persone in cerca di lavoro (24,2%). Il ricorso ai Cpi è cresciuto durante la crisi (fino a toccare il 31,6% nel 2012), per poi ridiscendere negli anni successivi”. Lo ha reso noto il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, nell’audizione alla Commissione Lavoro e previdenza sociale del Senato per l’Indagine conoscitiva sul funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego in Italia e all’estero. “I contatti – ha spiegato Alleva – sono relativamente più frequenti nelle regioni del Nord (30,3% delle persone in cerca rispetto al 19,2% del Mezzogiorno), fra gli uomini (25,4% rispetto al 22,7% delle donne) e nelle fasce di età superiore ai 50 anni (26,2% rispetto al 23,3% dei giovani fra i 15 e i 34 anni)”. Come ha notato il presidente dell’Istat, “si rivolgono ai Cpi soprattutto le persone con titolo di studio intermedio: la quota è pari al 25% fra i diplomati rispetto al 21,7% delle persone con almeno la laurea”.
“Le differenze territoriali – ha aggiunto – si ampliano significativamente quando si esamina il ricorso alle Agenzie di intermediazione diverse dai Cpi. Sul totale delle persone alla ricerca di un lavoro, la quota di chi afferma di essersi rivolto a un’Agenzia di questo tipo nel corso del 2017 è pari al 15,5%. Tale percentuale va dal 29,2% del Nord, al 14,1 del Centro fino al 7,9 nel Mezzogiorno”.

Nigeria: Tajani incontra donne vittima di violenze nei campi libici, “il loro strazio ci spinge a lottare contro i trafficanti”

Wed, 2018-07-18 17:38

Nella sua prima giornata di visita in Nigeria il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, accanto a numerosi incontri istituzionali ha incontrato dei rifugiati evacuati dalla Libia. “Non possiamo fermare le migrazioni. Quindi dobbiamo lavorare insieme, africani ed europei per cercare soluzioni”, ha detto. Parole di gratitudine, poi, per il lavoro svolto dalla Commissione Ue per rendere possibili le evacuazioni di emergenza.

Queste giovani rifugiate somale ed eritree mi hanno raccontato le orribili violenze che hanno subito nei campi libici. Sono state salvate grazie all’azione dell’ #UNHCR e dell’Ue. Fra di loro moltissi cristiani. Il loro strazio ci spinge a lottare contro i trafficanti pic.twitter.com/b2DBmbaOIZ

— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) 18 luglio 2018

Sul suo profilo Twitter, Tajani ha postato una foto che lo ritrae con un gruppo di donne: “Queste giovani rifugiate somale ed eritree mi hanno raccontato le orribili violenze che hanno subito nei campi libici. Sono state salvate grazie all’azione dell’Unhcr e dell’Ue. Fra di loro moltissimi cristiani. Il loro strazio ci spinge a lottare contro i trafficanti”. In mattinata Tajani ha incontrato i presidenti dei Parlamenti di Niger, Mali, Ciad, Burkina Faso e Mauritania: “Conto sul loro sostegno per estendere a tutti i Paesi del Shael l’efficace cooperazione con il Niger per controllare i flussi migratori”.

Servizio civile: priorità del Cnesc al governo, “finanziamento del fondo nazionale e pubblicazione del bando per un contingente di 50mila giovani”

Wed, 2018-07-18 17:30

Finanziamento del fondo nazionale, pubblicazione del bando ordinario 2018 giovani, pubblicazione Avviso deposito progetti per 2019, accreditamento Servizio civile universale (Scu), Programmazione Scu. Sono queste le priorità elencate questa mattina a Roma dai rappresentanti della Conferenza nazionale enti servizio civile (Cnesc) al sottosegretario Vincenzo Spadafora in occasione della presentazione del 17° rapporto annuale Cnesc. “Il mantenimento dell’attuale contingente di 41mila giovani – spiega il Cnesc in un comunicato – richiede almeno 300 milioni anno, a cui si aggiungono i cofinanziamenti degli enti. L’obiettivo del precedente Governo era di arrivare a 100mila giovani l’anno in servizio. Il governo Conte sta preparando la legge di stabilità 2019-20121. Desideriamo sapere quali sono gli obiettivi per il servizio civile”. Il Cnesc chiede inoltre l’apertura del bando ordinario 2018 da fine luglio a fine settembre.
“È una soluzione che viene incontro alle dinamiche giovanili – spiega il Cnesc –, obiettivo primario, anche se per alcune organizzazioni vuol dire interrompere per alcuni mesi le attività rivolte ai cittadini e alle comunità locali, spostate di fatto all’avvio del 2019. Ci aspettiamo che questa linea di lavoro sia confermata ed entro i prossimi giorni sia pubblicato il bando”. Alcune difficoltà si stanno incontrando sul versante dell’accreditamento all’albo unico del Servizio civile universale (Scu). “Nell’immediato – aggiunge il Cnesc – va realizzato l’obiettivo di permettere l’ingresso nel servizio civile di nuove organizzazioni, pubbliche e di terzo settore, che fino ad ora sono rimaste estranee. Più in generale, data la scadenza del 4 maggio 2019, dobbiamo dire che, nonostante i nostri sforzi, resta in piedi l’approccio che per iscriversi a questo Albo, anche se dal 2003 sei iscritto all’Albo del servizio civile nazionale, deve quasi ripartire da zero”. La sfida sul campo è la programmazione triennale e annuale. “Questa dovrebbe, almeno per il primo ciclo, poggiare sulle concrete attività delle organizzazioni che da anni operano – spiega il Cnesc –, inserita però nel contesto politico-culturale dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, recepita anche dai Governi nazionali”.

Piano Juncker: superato obiettivo di 315 miliardi di euro di investimenti. Hoyer (Bei), “modello vincente da cui non si può tornare indietro”

Wed, 2018-07-18 17:21

(Bruxelles) Il piano di investimenti per l’Europa, il cosiddetto piano Juncker, funziona con effetti evidenti sull’economia dell’Ue ed è riuscito a rivoluzionare il modo di finanziare l’innovazione in Europa. Ne è convinto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che oggi ha annunciato che l’obiettivo originario previsto dal piano nel 2015 pari a 315 miliardi di euro di investimenti è stato superato, e le 898 operazioni approvate dovrebbero portare a 335 miliardi di euro di investimenti nei 28 Stati membri dell’Ue. Per altro il Parlamento europeo e il Consiglio hanno concordato l’anno scorso di prorogare la durata (fine 2020) e portare a 500 miliardi di euro il Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis). Grazie ai finanziamenti, si legge in una nota della Commissione, 15 milioni di famiglie in più possono accedere alla banda larga ad alta velocità; oltre 500mila alloggi popolari ed economici sono stati costruiti o ristrutturati; 30 milioni di europei beneficiano di migliori servizi sanitari; 7,4 milioni di famiglie sono state fornite di energia rinnovabile. Questi “progetti senza il Feis non sarebbero stati possibili”, e non hanno creato debito dato che “due terzi degli investimenti provengono dal settore privato”, ha detto Juncker ai giornalisti. Di fianco a lui, il presidente del Gruppo Banca europea per gli investimenti (Bei), Werner Hoyer, ha parlato di “avvenuta trasformazione” del modo in cui l’Europa finanzia le sue priorità”, “modello vincente da cui non si può tornare indietro”.

Nelson Mandela: Rughetti (Amref Italia), “chi oggi chiude i porti e alimenta il razzismo studi la sua lezione”

Wed, 2018-07-18 17:12

“Invitiamo chi oggi chiude i porti ai migranti, chi oggi erige muri e alimenta razzismo e xenofobia, a studiare la lezione di Nelson Mandela, che certamente avrebbe voluto un mondo diverso e per questo si è battuto tutta la vita, in carcere, per 26 anni, e da Presidente del Sudafrica”. Lo afferma Roberta Rughetti, responsabile Programmi Africa di Amref Italia, nella giornata in cui ricorre il centenario dalla nascita di Nelson Mandela. “Ricordare la lezione morale, politica ed umana di Nelson Mandela è un imperativo per tutti coloro che, come noi, lavorano in Africa per migliorare le condizioni di vita delle persone – dichiara – . Noi crediamo che pace e diritti, a partire da quello alla salute del quale ci occupiamo in modo specifico, debbano essere al centro dell’agenda politica di tutti i Paesi”.  Rughetti ricorda che l’impegno di Amref è “per l’empowerment delle fasce più deboli della popolazione, soprattutto nel continente africano”. “Mandela – precisa – è in questo senso molto più di un esempio, molto più di un’icona, è l’emblema dell’Africa che rialza la testa, che si libera di ogni forma di postcolonialismo e si batte per un futuro di pace duratura e condizioni di vita dignitose per tutti”.

Piccole Figlie dei SS. Cuori di Gesù e Maria: suor Alfonsina Mazzi confermata alla guida per un secondo mandato

Wed, 2018-07-18 16:57

“Chiamate ad alzarci e andare con Maria, mosse dall’amore, aperte alla gioia”. Su questo tema si è svolto dal 5 al 18 luglio 2018 presso il Centro diocesano di spiritualità di Marola (Reggio Emilia) il capitolo generale della Congregazione delle Piccole Figlie dei SS. Cuori di Gesù e Maria. Dopo un anno di preparazione che ha coinvolto tutta la famiglia religiosa, le 21 suore capitolari hanno elaborato il programma dei prossimi sei anni e hanno eletto la superiora generale e il suo Consiglio. Ieri 17 luglio alla guida della Congregazione è stata confermata per un secondo mandato suor Alfonsina Mazzi. Sempre ieri, il Capitolo generale ha inoltre eletto vicaria generale suor Monica Cognetti; consigliere le religiose Alba Nani, Angela Giubertoni, Pascasie Muhungusa Byamungu. La nuova economa generale è suor Erika Lopez Gonzalez. Suor Mazzi, nell’assumere il nuovo incarico, ha dichiarato: “Il Signore ci conceda di essere audaci e creative nell’oggi della nostra storia, sviluppando il gusto spirituale di rimanere vicino alla gente, con semplicità e gratuità, facendoci compagne di cammino con la preghiera di intercessione e instaurando relazioni calde e concrete”.

Direttiva audiovisivi Ue: Comece, “misure più rigorose” per “garantire massima protezione” dei minori

Wed, 2018-07-18 16:31

(Bruxelles) La versione rivista della direttiva sui servizi dei media audiovisivi recentemente approvata dalle istituzioni Ue è positiva per aver mantenuto il “riferimento alla tutela dello sviluppo morale dei minori” così come per aver “introdotto nuove regole sulla protezione dei minori da contenuti dannosi nelle piattaforme di condivisione dei video”. Lo afferma oggi una nota della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) che nel corso del processo di riforma della direttiva è intervenuta per segnalare la “priorità” che ha “una solida tutela dei minori dal contenuto nocivo”, sebbene “le misure relative allo sviluppo morale dei minori siano state attaccate senza alcun motivo durante le discussioni al Parlamento europeo”. Non così positivo nella direttiva rivista è invece il fatto che anziché il divieto per i programmi legati alla pornografia o alla violenza gratuita, come inizialmente proposto dalla Commissione, la direttiva abbia inserito un “obbligo di misure molto severe” rispetto a tali contenuti. Per questo la Comece “incoraggia gli Stati membri ad attuare misure più rigorose di quelle indicate nella direttiva, per garantire la massima protezione per lo sviluppo morale dei minori”.

Cei: Comitato interventi caritativi, finanziati 112 progetti. Più di 70 in Africa, per oltre 10 milioni di euro

Wed, 2018-07-18 16:16

Sono 112 i progetti finanziati a luglio dal Comitato Cei per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo: più di 70 saranno in Africa, per oltre 10 milioni di euro (fondi 8×1000). I dati sono stati pubblicati oggi sul sito chiesacattolica.it e danno conto delle decisioni prese durante la riunione del Comitato tenutasi il 6 e il 7 luglio a Roma. Per i 112 progetti approvati saranno stanziati € 18.058.583 (fondi 8×1000) così suddivisi: € 10.781.486 per 72 progetti in Africa; € 1.443.163 per 16 progetti in America Latina; € 4.343.961 per 20 progetti in Asia; € 1.121.238 per 2 progetti in Medio Oriente; ed € 368.735 per 2 progetti in Est Europa.
Il sito della Cei segnala, tra i progetti più significativi, tre riguardanti l’Africa. Il primo, in Ciad, per la costruzione della Fransalian Mission School a Doba: un complesso scolastico per le scuole dell’infanzia e primaria, che prevede anche un campo sportivo e una residenza per gli insegnanti. Un secondo progetto è in Tanzania ed è volto al rafforzamento della qualità dei servizi materno-infantili e nutrizionali presso l’ospedale di Tasamaganga. Si tratta di migliorare la qualità clinica dei servizi; migliorare gli standard di cura dei malnutriti gravi; migliorare le capacità di assistenza del personale clinico (ginecologico/ostetrico e neonatologico/pediatrico) e amministrativo (curandone la formazione mediante seminari); migliorare la raccolta dei dati e la pianificazione dei servizi in accordo con le autorità distrettuali; fornire stock di farmaci essenziali e materiali di consumo; fornire stock di strumenti di base per le sale parto e operatoria e per il reparto di neonatologia e realizzare le opere di adeguamento necessarie. Gli interventi coprono un bacino di utenza di 10.000 donne gravide, 36.000 bambini sotto i 5 anni e 58.000 donne in età fertile. Il terzo progetto è in Tunisia ed è rivolto alle scuole cattoliche dell’arcidiocesi di Tunisi. Si tratta di percorsi educativi, sviluppati attraverso laboratori di educazione alla pace e alla legalità, di conoscenza dei valori democratici, dei diritti umani e del dialogo interreligioso, e destinati al personale docente e amministrativo delle scuole. Le attività si svolgeranno in alcune aule dell’Ecole Secondarie Libre 5 di Tunisi che saranno ristrutturate e fornite di equipaggiamenti informatici, attrezzature sportive, libri, sussidi audiovisivi, proiettore, fotocopiatrice, stampanti e materiale di cancelleria.
Tra i progetti più interessanti anche tre che saranno realizzati in America Latina. Il primo è in Brasile, dove nel 2012 è stata fondata l’Orchestra “Crianca Cidada” grazie alla Scuola di formazione in liuteria e archi, per dare agli adolescenti più disagiati l’opportunità di conoscere, apprezzare, costruire e poi suonare uno strumento musicale. Si rende ora necessario ampliare gli spazi per la formazione e il lavoro dei ragazzi, costruendo nuovi ambienti dove ospitarli. Il secondo progetto è a Cuba, nella diocesi di Bayamo-Manzanillo. Si tratta di un piano triennale rivolto a circa 1.200 adulti con disabilità totale o parziale e prevede l’acquisto di materiale sanitario e medicine e il rafforzamento del programma di formazione, promozione e accompagnamento delle persone inserite nel programma VIH-sida della diocesi. L’ultimo, in Ecuador, è rivolto alla comunità di Cotopaxi, dove la Radio diocesana chiede un contributo per rinnovare le proprie attrezzature e avviare programmi formativi che contribuiscano all’evangelizzazione e alla promozione culturale, economica e sociale della popolazione.
Vengono segnalati ancora due progetti che saranno realizzati in Asia, precisamente in India. Il primo, presso il Karuna Hospital nella diocesi di Idukki, prevede l’allestimento di un dipartimento di oncologia con l’acquisto di materiali e macchinari e la creazione di un percorso formativo rivolto a infermieri e personale. Il secondo sarà realizzato a Srikakulam, una delle zone più remote del distretto dell’Andhra Pradesh, dove non sono presenti istituti scolastici. Il progetto prevede la costruzione di un college universitario per i ragazzi tribali rurali più poveri della diocesi, che, attualmente, è l’unica ad occuparsi dell’educazione, istruzione e orientamento dei bambini.
Dall’inizio del 2018 ad oggi sono stati approvati 584 progetti per un valore complessivo di € 82.868.366.

Perdono di Assisi: alla Porziuncola il saio delle stimmate di san Pio da Pietrelcina

Wed, 2018-07-18 15:50

L’abito che san Pio da Pietrelcina indossava il giorno in cui ricevette le stimmate, sarà esposto alla Porziuncola in occasione del Perdono di Assisi. Il saio delle stimmate arriverà il 29 luglio alle 10.45 e potrà essere venerato fino al 2 agosto dalle migliaia di pellegrini che si attendono ad Assisi. Tante, come ogni anno, le iniziative in programma per accompagnare la festa del Perdono di Assisi. Domenica 29 luglio alle 19 inizierà il triduo in preparazione al Perdono: le meditazioni del vescovo di Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini, introdurranno i pellegrini alla celebrazione della misericordia lucrata da san Francesco nella chiesetta di Santa Maria degli Angeli. Mercoledì 1° agosto sarà il giorno dell’apertura della solennità del Perdono. Alle ore 11, come di consueto, il ministro generale dell’Ordine dei Frati minori Michael Perry, presiederà la solenne celebrazione eucaristica che terminerà con la processione di “Apertura del Perdono”, così detta perché da quel momento, cioè dalle 12 del 1° agosto, fino alle 24 del 2 agosto l’Indulgenza plenaria concessa alla Porziuncola quotidianamente si estende a tutte le chiese parrocchiali sparse nel mondo, e anche a tutte le chiese francescane. Alle 19, i primi Vespri saranno presieduti dal vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino. Seguirà l’offerta dell’incenso da parte del sindaco di Assisi Stefania Proietti. La tradizionale veglia di preghiera serale alle 21.15, con processione aux flambeaux, sarà guidata da p. Giuseppe Renda, custode della Porziuncola. Il 2 agosto sarà possibile partecipare alle numerose celebrazioni Eucaristiche, tra cui quelle delle ore 9, 11 e 19, che saranno presiedute rispettivamente da mons. Domenico Sorrentino, mons. Luciano Paolucci Bedini e dal Ministro provinciale Claudio Durighetto. A partire dalle 14.30 i giovani della 38ª Marcia francescana, provenienti da tutte le Regioni d’Italia e da alcune nazioni estere, varcheranno la porta della Porziuncola dopo aver camminato, per oltre una settimana, guidati dal tema “Con un nome nuovo”. Padre Durighetto, presiederà alle 19 i Vespri solenni del Perdono. Durante i due giorni di festa la basilica rimarrà aperta per l’intera giornata per permettere ai pellegrini di accostarsi al sacramento della riconciliazione. La piazza della basilica ospiterà invece cinque spettacoli che faranno da cornice alle celebrazioni liturgiche: “Gloriosus Francisuc” con Michele Placido, Concerto dell’Orchestra sinfonica russa, “In viaggio con Maria”, Concerto del Perdono della Banda della Gendarmeria Vaticana e il balletto “Le due vie”.

Multa a Google: Vestager (commissaria anti-trust), “compito della Commissione è proteggere i consumatori e la competizione”

Wed, 2018-07-18 15:44

(Bruxelles) “Tutte le compagnie sono le benvenute nell’Unione europea ma devono rispettare le regole”. Lo ha detto la commissaria all’anti-trust Margrethe Vestager, rispondendo in conferenza stampa alle domande dei giornalisti. La Commissione con la decisione di multare Google ha “protetto i consumatori europei e la reale competizione”, tanto più in un tempo in cui è necessario alimentare la “fiducia che la tecnologia è a nostro servizio, e non il contrario”. La Commissaria ha anche spiegato che i soldi che la Commissione europea riceverà quando Google pagherà la multa, andranno in un “conto chiuso” e resteranno, in caso Google faccia ricorso alla Corte, fino alla sentenza definitiva. Quindi torneranno agli Stati membri. Così, ha spiegato Vestager, sta avvenendo con la multa del 2017 di 2,4 miliardi di euro che “Google ha pagato con garanzie bancarie” e che sono ora su un “conto chiuso”. Rispetto al “significato politico” della decisione a pochi giorni dall’incontro annunciato tra Junker e Trump il prossimo 25 luglio, Vestager ha dichiarato che “noi facciamo il nostro lavoro”, la “missione è molto semplice, proteggere i consumatori e la competizione”, “qualsiasi sia il contesto politico”. Su come Google possa fare per modificare le irregolarità sugli smartphones che sono in mano adesso agli europei la Commissaria ha dichiarato di “non essere nella posizione di saperlo”.

Multa a Google: minata la concorrenza, 90 giorni di tempo per modificare la condotta illegale

Wed, 2018-07-18 15:38

(Bruxelles) “Detenere una posizione dominante non è di per sé illegale ai sensi delle norme antitrust dell’Ue”, ma “le imprese dominanti hanno la particolare responsabilità di non abusare di tale potere limitando la concorrenza nel mercato in cui sono dominanti o in mercati distinti”. Invece le tre pratiche usate da Google sono state ritenute dalla Commissione europea “funzionali al consolidamento della propria posizione dominante nel comparto dei servizi di ricerca generica su Internet”. Abbinando illegalmente le applicazioni Google relative alla ricerca e al browsing, l’azienda “ha ridotto gli incentivi dei produttori a preinstallare applicazioni di ricerca e browsing concorrenti così come gli incentivi degli utenti a scaricare tali applicazioni. Ciò a sua volta ha ridotto la capacità dei concorrenti di competere in modo efficace con Google”. Gli incentivi in cambio della preinstallazione di Google Search “hanno danneggiato la concorrenza riducendo fortemente gli incentivi di tali produttori e operatori a preinstallare applicazioni di ricerca concorrenti”. Google ha anche illecitamente impedito lo sviluppo e la distribuzione di sistemi operativi Android concorrenti, riducendo “la possibilità di sviluppare e vendere dispositivi che utilizzano versioni di Android non approvate da Google”, come Fire OS, la versione Android sviluppata da Amazon. Ciò ha avuto un impatto diretto sugli utenti “negando loro l’accesso a ulteriori innovazioni e a nuovi dispositivi mobili intelligenti basati su versioni alternative del sistema operativo Android”. La multa di euro 4.342.865.000 è stata calcolata in base alla “durata e alla gravità dell’infrazione” e al “valore delle entrate di Google provenienti dai servizi di pubblicità sui motori di ricerca realizzate su dispositivi Android”. Oltre alla multa, Google ha 90 giorni di tempo per interrompere e modificare la condotta illegale.

Enti locali: Decaro (Anci), “fondamentale liberare gli avanzi di amministrazione per dare uno choc alla spesa di investimento”

Wed, 2018-07-18 15:37

“Che i Comuni investano non è soltanto una necessità per i cittadini, ma un’occasione, un volano economico per l’intero Paese. Per questo ho ricordato al ministro dell’Economia che gli amministratori degli enti locali sono in attesa di alcune misure fondamentali e non possono più aspettare”. Lo dichiara il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, intervenendo al convegno “Partenariato pubblico privato: nuovi investimenti e controllo della finanza pubblica” che si è svolto oggi al ministero dell’Economia e delle finanze e aperto dal ministro Giovanni Tria.
“I Comuni, dovendo far fronte alla contrazione delle risorse – ricorda Decaro – hanno utilizzato nuovi contenitori, come i programmi europei, e strumenti, come il partenariato pubblico privato, con risultati apprezzabili: i Comuni sono i primi committenti con 2.655 bandi attivi nel 2017 e con un valore complessivo di 33 miliardi, il 37% dell’intero mercato del Ppp”. “Per realizzare gli investimenti – aggiunge il presidente Anci – è necessario incrementare e agevolare il ricambio generazionale del personale dei Comuni. Negli anni di blocco del turn over abbiamo perso il 15% di dipendenti: più di 50mila unità”.
In vista della Legge di bilancio, Decaro ha riepilogato le richieste dei Comuni: “È fondamentale liberare gli avanzi di amministrazione per dare uno choc alla spesa di investimento. Bisogna aiutare i Comuni a rimettere in moto un ciclo ordinario degli investimenti attraverso la programmazione, che significa stabilità di risorse, fondi per la progettazione, procedure più efficienti nella filiera della spesa per investimenti”. “Chiediamo il rifinanziamento del Bando periferie”, ha proseguito. “Vogliamo una task force che supporti i Comuni per partecipare ai bandi di gara. Non è più rinviabile la ristrutturazione del debito il cui costo, troppo alto, satura la capacità di indebitamento dei Comuni e di conseguenza bloccano gli investimenti”. “Infine – osserva Decaro – è necessario graduare l’accantonamento al fondo crediti dubbia esigibilità, altra leva che determina rigidità di bilancio. E attendiamo quei fondi, 560 milioni, di tagli non più previsti dal 2019 anche per operare una perequazione verticale che un po’ corregga certi eccessi della perequazione orizzontale”.

Multa a Google: Commissione europea, ha agito illegalmente per “consolidare la posizione dominante sul mercato”

Wed, 2018-07-18 15:30

(Bruxelles) Le tre restrizioni che Google ha posto in essere e che vanno contro le regole Ue della concorrenza riguardano l’imposizione ai produttori di telefonia mobile di preinstallare l’applicazione Google Search e la sua applicazione di browsing (Chrome) come condizione per la concessione della licenza relativa al portale di vendita di applicazioni di Google (Play Store). Google ha anche pagato alcuni grandi produttori e operatori di reti mobili affinché preinstallassero a titolo esclusivo l’applicazione Google Search sui loro dispositivi e, infine, ha impedito ai produttori che desideravano preinstallare le applicazioni Google di vendere anche un solo dispositivo mobile intelligente funzionante con versioni alternative di Android non approvate da Google (le cosiddette “Android forks”). Oggi l’80% circa dei dispositivi mobili intelligenti in Europa e nel mondo utilizza Android, ma la decisione della Commissione non riguarda il modello open source né il sistema operativo Android per se, bensì il fatto che le applicazioni e i servizi Android di proprietà di Google sono ceduti ai produttori di dispositivi tramite contratto, nel quadro del quale Google impone restrizioni, così come le impone ad alcuni operatori di reti mobili. In questo modo Android diventa strumento “per consolidare la posizione dominante” di Google “sui mercati dei servizi di ricerca generica su Internet, dei sistemi operativi per dispositivi mobili intelligenti che possono essere concessi in licenza e dei portali di vendita di applicazioni per il sistema operativo Android”.

Cambogia: chi invita a boicottare le elezioni rischia il carcere

Wed, 2018-07-18 15:19

(DIRE-SIR) – Vietato l’appello a boicottare le elezioni in Cambogia, pena una denuncia in sede penale. L’avvertimento giunge da Tep Nypha, il direttore della Commissione elettorale nazionale. Il 29 luglio il Paese andrà al voto per rinnovare governo e parlamento.
Una parte delle opposizioni in esilio all’estero ha lanciato la campagna “Clean Finger”, ovvero “dito pulito” (dalla necessità di lasciare l’impronta digitale per poter votare) con l’obiettivo di convincere gli elettori a disertare i seggi.
All’origine dell’iniziativa di protesta c’è lo scioglimento del principale partito di opposizione (Partito nazionale per la salvezza della Cambogia, Cnrp) nonché l’arresto del suo leader, Kem Sokha. Molti esponenti del Cnrp, che alle scorse elezioni aveva sfiorato il 40 per cento dei consensi, sono inoltre fuggiti all’estero per evitare il carcere. Più in generale le organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato una campagna elettorale “sbilanciata” a favore del partito di governo – il Partito popolare della Cambogia, Cpp. Gli attivisti contestano inoltre misure che restringono la libertà di espressione. A preoccuparli, anche la recente cessione del principale quotidiano di opposizione a un imprenditore appartenente alla cerchia del primo ministro Hun Sen.
“Intraprenderemo azioni legali contro chi inviterà i cittadini a boicottare le elezioni per proteggere l’interesse dei cittadini, delle elezioni e della democrazia”, ha sottolineato il direttore della Commissione elettorale.
Lo scorso autunno Unione Europea e Stati Uniti hanno deciso di interrompere i finanziamenti per l’organizzazione delle elezioni in Cambogia come gesto di protesta per lo scioglimento del Cnrp. (www.dire.it)

Abusi in Cile: Fares (La Civiltà Cattolica), “con il popolo fedele di Dio i passi necessari per convertire i cuori e sanare le ferite”

Wed, 2018-07-18 15:00

“Una ferita aperta, dolorosa e complessa, che da molto tempo sta sanguinando”. Padre Diego Fares, scrittore de “La Civiltà Cattolica”, definisce in questi termini lo scandalo degli abusi che ha colpito la società e la Chiesa del Cile. Nel quaderno 4034 della rivista, in uscita sabato 21 luglio, il gesuita tenta di dare conto del processo messo in atto da papa Francesco e dei criteri di discernimento che egli ha individuato per sanare questa piaga. Data d’inizio il 18 gennaio di quest’anno quando, interpellato da una giornalista sul caso del vescovo Barros, il Pontefice ha replicato: “Il giorno in cui avrò una prova parlerò”. Risposta alla quale sono seguite le sue scuse, e dopo un mese di preghiera e di consultazioni l’invio in Cile, il 19 febbraio, di mons. Charles Scicluna, con la missione di ascoltare le vittime e fare un rapporto sulla situazione. Un iter nel quale si inseriscono due testi particolarmente significativi del Papa: la lettera-meditazione consegnata ai vescovi cileni – convocati a Roma dal 15 al 17 maggio, alla luce del rapporto di Scicluna – perché pregassero per un’intera giornata, e la lettera indirizzata “al Popolo di Dio pellegrino in Cile”. Nella meditazione proposta i vescovi, osserva Fares, il Pontefice precisa i peccati concreti in maniera chiara e senza eufemismi. Condannare e punire le persone concrete va fatto, ma non basta. Non si deve dare spazio alla tentazione di “spostare il problema sulle spalle degli altri” e non si deve cedere nemmeno alle tentazioni di “non andare a fondo nel cercare le radici e le strutture che hanno permesso a questi avvenimenti concreti di accadere e di perpetuarsi”. Francesco introduce il criterio di fondo per questo discernimento, “che va contro la ‘psicologia da élite’, prevalsa in una parte significativa del clero cileno: il criterio del tutto e della parte e il luogo che la gerarchia occupa nel complesso del Popolo fedele di Dio”. Nella lettera ai battezzati cileni afferma tra l’altro: “Con voi sarà possibile fare i passi necessari per un rinnovamento e una conversione ecclesiale davvero sani e a lungo termine” e li esorta ad “avere il coraggio di dire ai pastori: ‘Questo mi piace… questo non va bene”’. “Ci troviamo davanti all’invito a farci coinvolgere, a camminare nella ricerca e a costruire fra tutti una Chiesa profetica, più sinodale, aperta alla speranza”, conclude Fares.

Costa d’Avorio: a 2 anni dal voto nasce l’Alleanza del presidente

Wed, 2018-07-18 14:52

(DIRE-SIR) – Un nuovo partito, fondato su un’alleanza con al centro la formazione del presidente Alassane Ouattara, è stato costituito in Costa d’Avorio a circa due anni dalle prossime elezioni. Il nuovo soggetto, denominato Rassemblement des houphouëtistes pour la dèmocratie et la paix (Rhdp), terrà una prima assemblea costituente questo pomeriggio nella capitale economica Abidjan. A guidarlo, sulla base di uno statuto già adottato, sarà Ouattara.
A rigor di Costituzione, nel 2020 il capo dello Stato potrebbe candidarsi per un terzo mandato. Di recente Ouattara ha però rilasciato dichiarazioni interpretate come segno della sua volontà di farsi da parte. Nell’Rhdp sono confluiti il Rassemblement des Rèpublicains (Rdp) del presidente, deputati indipendenti e l’Union pour la dèmocratie et la paix en Côte d’Ivoire (Udpci), formazione guidata dall’ex ministro degli Esteri Albert Toikeusse Mabri. (www.dire.it)

Africa: anche l’Etiopia aprirà la sua ambasciata in Eritrea

Wed, 2018-07-18 14:33

(DIRE-SIR) – Anche l’Etiopia riaprirà presto la propria ambasciata ad Asmara. A comunicare la decisione, riferiscono fonti di stampa africane, il ministero degli Affari esteri e l’ufficio di presidenza dell’Etiopia.
La data per l’inaugurazione della sede diplomatica non è stata ancora fissata, ma dovrebbe essere comunicata a breve. L’annuncio basterebbe a confermare una volta di più la recente intenzione dei due Paesi di porre fine allo stato di guerra, a quasi 20 anni dalla fine dei combattimenti.
La riapertura della rappresentanza diplomatica eritrea ad Addis Abeba è avvenuta lunedì, al culmine di uno storico viaggio di tre giorni del presidente eritreo Isaias Afewerki in Etiopia. Oggi inoltre è decollato il primo aereo della Ethiopian Airlines dall’aeroporto di Addis Abeba verso Asmara, inaugurando così anche la riapertura dei trasporti tra i due Paesi. (www.dire.it)

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