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Servizio Informazione Religiosa
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Nuovi santi: mons. Bertolone (Cec), “Angelo d’Acri” era “uno che spendeva tutte le proprie forze, fin quasi a perdersi, pur di venire incontro al prossimo”

Fri, 2017-10-13 16:02

“Una festa di fede e di popolo per ricordare l’amore di cui il frate calabrese, presbitero dell’Ordine dei Cappuccini, era sì ricco da indurre il biografo fra Giocondo Leone ad affermare: ‘Padre Angelo d’Acri è morto consumato dall’amore verso Dio e verso il prossimo’”. A scriverlo oggi, in un messaggio, il presidente della Conferenza episcopale calabra (Cec), mons. Vincenzo Bertolone, in vista della canonizzazione del beato Angelo d’Acri che avverrà domenica 15 ottobre. “Stella di carità”, “uno che spendeva tutte le proprie forze, fin quasi a perdersi, pur di venire incontro al prossimo, specialmente il più abbandonato e derelitto, come – ad esempio – i detenuti, che andava spesso a visitare ed istruiva e soccorreva, adoperandosi – scrive il presule – affinché venissero mitigate le pene loro inflitte se non addirittura graziati e rimessi in libertà quanti erano stati incarcerati per debiti non pagati a causa della povertà”. “Carità inestinguibile animata dal fuoco dello Spirito che in lui si trasforma – scrive mons. Bertolone – in fuoco di carità verso Dio e il prossimo, anche dopo la rovinosa caduta che lo renderà zoppo sulla strada, per i territori meridionali. Andava a piedi o con mezzi di fortuna a predicare qua e là nel Regno di Napoli, vero mosaico di contraddizioni socioculturali, economiche, tipiche di una società feudale. Con tutti i suoi contrasti tra ricchi feudatari (per esempio i Sanseverino) e la povera gente. Padre Angelo dà a Cesare quel che è di Cesare e, pur avendo compiuto la scelta preferenziale per i poveri, non disdegna di frequentare i potenti (come i citati Sanseverino) con l’unico scopo di cercare di porsi come mediatore tra la nobiltà e i miserabili, sempre al centro delle sue cure e in cima ai suoi pensieri”. Padre Angelo, conclude, “ci guiderà da santo, facendosi banditore per nostro tramite della gioia del Vangelo, in una Chiesa in uscita verso tutte le situazioni socioculturali ed economiche, dove poveri e scartati aspettano da noi la semplicità della Parola del Vangelo e il fuoco divino della carità”.

Società: Meter, domani l’inaugurazione del Polo formativo e educativo a Pachino

Fri, 2017-10-13 15:46

Domani 14 ottobre s’inaugura il Polo formativo ed educativo di Meter a Pachino (Sr). Per l’occasione i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, e l’ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede, Janusz Kotański, hanno espresso al presidente di Meter don Fortunato Di Noto il loro ringraziamento e augurio per l’inaugurazione. La benedizione sarà presieduta da mons. Antonio Staglianò , vescovo di Noto; anche l’arcivescovo di Siracusa, mons. Salvatore Pappalardo, ha espresso parole di stima per l’opera che sarà a servizio dell’infanzia e delle famiglie. Il Polo per la formazione ed educazione, si legge in una nota, “è uno spazio armonico multidisciplinare dotato di sale attrezzate ed equiparate ad alti standard tecnici e funzionali. Una superficie interna di oltre 1.500 mq ed un’area esterna di 10.500 mq con una chiara attività di servizi correlati e strutturati tra di loro per dare risposte di aiuto a tutte le esigenze sociali ed ecclesiali. Le attività formative del Polo sono seguite dalle figure professionali di Meter e si avvalgono anche di collaboratori di enti statali e privati di notevole importanza. Il Polo si erge per formare risorse umane di alto profilo, per arginare e rispondere alle problematiche sociali nell’ambito dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia. Le attività sono studiate ed elaborate per tutti gli interessi sociali”. Per Meter onlus il Polo “è un ulteriore incoraggiamento ad andare avanti con vigore e forza sulla strada intrapresa. Grazie alla generosità della Congregazione religiosa Suore Adoratrici del Beato Francesco Spinelli, Meter prosegue l’importante impegno intrapreso a beneficio del territorio siciliano, nazionale e internazionale, per l’infanzia, l’adolescenza, le famiglie, le comunità ecclesiali, civili e sociali”.

Gioco d’azzardo: D’Urso e Simeone, lettera aperta a Lino Banfi, “vittima di una manipolazione pubblicitaria”. “Sia di esempio ad altri personaggi che speculano sul dolore”

Fri, 2017-10-13 15:28

Il presidente della Consulta nazionale Antiusura, Mons. Alberto D’Urso, e il Coordinatore del Cartello “Insieme contro l’Azzardo”, Attilio Simeone, esprimono “solidarietà” a “Lino Banfi che nei giorni scorsi, vittima di una manipolazione pubblicitaria, ha visto la sua immagine associata a una campagna di comunicazione a favore dell’azzardo”. In una lettera aperta all’attore, D’Urso e Simeone sottolineano che “il mondo dei mass media è alterato e sottomesso al sistema del marketing e della pubblicità, in cui i lettori sono considerati consumatori e non persone con una dignità. L’obiettivo è fare colpo ad ogni costo. Disposto a tutto pur di conquistare fette di mercato. Il sorpruso, la violenza, la manipolazione della realtà sono alcune delle tecniche del marketing. Catturano più lettori o telespettatori sull’onda di una comunicazione sensazionalistica. Un tritacarne mediatico in cui ci passa di tutto pur di arrivare alla pancia del pubblico. E questa volta nel tritacarne ci è finito lei caro Lino Banfi, per i nipoti d’Italia ‘Nonno Libero'”.
“La nostra società della comunicazione – prosegue la lettera aperta – ha bisogno di tornare a riflettere sull’etica che significa andare oltre la correttezza deontologica. Comporta interrogare la propria coscienza in quanto persone e non soggetti al servizio delle regole del mercato”. Di qui l’appello: “La società della comunicazione deve smettere i panni del venditore e deve tornare a generare verità e relazioni tra le persone. Per esempio il sistema mass mediale per quanto riguarda l’usura riesce solo in modo sensazionalistico a sbattere in prima pagina gli usurai-carnefici arrestati, che subiscono il sequestro dei beni, ma non va oltre. I giornalisti non si interrogano sulle cause dell’usura, le dinamiche delle relazioni umane tra l’ usurato e il coniuge o il figlio o il genitore. Cosa c’è nell’animo di una vittima di usura. Per quanto riguarda l’azzardo, stesso discorso, spingono in prima pagina i pochi vincitori milionari, ma tacciono sui milioni di persone che si suicidano a causa dei debiti di gioco”. La lettera si conclude con un attestato di stima a Banfi “per aver preso subito le distanze dal mondo dell’azzardo” e l'”auspicio è che sia da esempio per tanti personaggi del mondo dello spettacolo che ne hanno fatto una ragione di guadagno facile speculando sul dolore e la disperazione delle persone più povere e indifese”.

G7: Oxfam, “pochi aiuti per i piccoli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo”

Fri, 2017-10-13 15:10

“Un numero ancora troppo grande di piccoli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo non riceve oggi gli aiuti necessari per sfamare le proprie famiglie e i mezzi necessari per adattarsi all’impatto dei cambiamenti climatici”. A lanciare l’allarme è Oxfam alla vigilia del G7 Agricoltura, in programma domani e domenica a Bergamo, attraverso il rapporto “Finanziare le donne in campo”. Il report analizza il livello di finanziamenti pubblici stanziati da alcuni Paesi, soprattutto in Africa, e dai Paesi donatori per lo sviluppo del settore agricolo e rurale, evidenziando che i governi “non si stanno impegnando a fondo”. Solo l’Etiopia ha raggiunto l’obiettivo, fissato nella dichiarazione di Maputo del 2013 sui diritti delle donne in Africa, di destinare il 10% del bilancio dello Stato per il finanziamento delle attività delle donne impegnate in agricoltura. Nel 2014, il Ghana ha investito quasi la metà dei fondi internazionali ricevuti per l’adattamento ai cambiamenti climatici – sostenendo il settore agricolo – ma di questi finanziamenti, il ministero delle Pari opportunità ha ricevuto, in media, dal 2010 al 2015, solo lo 0.1%. La Nigeria ha ricevuto una minima parte degli aiuti internazionali destinati al settore agricolo e allo sviluppo rurale (il 4.9%) nel periodo 2007-2015. L’Unione europea, degli oltre 7.500 progetti di sviluppo agricolo finanziati tra il 2007 e il 2015, ha destinato solo lo 0.6% dell’aiuto all’obiettivo principale di eliminare la disuguaglianza di genere nel settore agricolo. “Al G7 Agricoltura non possiamo dimenticarci della sopravvivenza di decine di milioni di persone vittime della fame in molti Paesi del mondo”, ha detto Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia.

Lavoro: Pontificia Università Santa Croce, congresso interdisciplinare a 500 anni dalla riforma e a 100 dalla rivoluzione russa

Fri, 2017-10-13 14:53

Un’ampia riflessione interdisciplinare sul lavoro come attività che perfeziona l’uomo e la società, mettendo a confronto Riforma protestante e teologia cattolica, materialismo marxista e fede cristiana, economia e dimensione sociale, futuro e dignità del lavoratore. È quella che coinvolgerà oltre 250 partecipanti da tutto il mondo al congresso promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce, in programma il 19 e il 20 ottobre sul tema “Quale anima per il lavoro professionale?”. Due le ricorrenze che faranno da cornice al convegno: il V centenario della Riforma protestante e il primo della Rivoluzione russa. Ad offrire un approccio storico-antropologico saranno Brad S. Gregory, dell’University of Notre Dame (Indiana, Usa) e Benedetta Giovanola (Università Macerata). Della riflessione teologica sul lavoro si occuperanno Santiago Sanz, dell’Università della Santa Croce, e Ana Marta González, dell’Universidad de Navarra. A fornire l’approccio etico ed economico saranno Brian Griffiths of Fforestfach, della Goldman Sachs International, e Maria Chiara Carrozza, della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. I lavori si concluderanno con una tavola rotonda su “Economia e lavoro: il futuro del lavoro e la dignità del lavoratore” a cui prenderanno parte l’amministratore delegato di Acea Spa, Stefano Antonio Donnarumma, il presidente e amministratore delegato di Anas Spa, Gianni Vittorio Armani, e Martin Schlag, direttore del Centro di ricerca Markets, Culture & Ethics.

 

Scuola: Gentili (Settimane sociali), contro dispersione “rafforzamento formazione professionale asset strategico di politiche e investimenti”

Fri, 2017-10-13 14:42

“La vera politica attiva del lavoro è rafforzare con adeguati finanziamenti la filiera della formazione professionale”. Non ha dubbi Claudio Gentili, membro del Comitato scientifico organizzatore della Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari 26 – 29 ottobre). Intervenendo oggi all’incontro della Consulta dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università (Unesu) della Cei , Gentili sostiene che di fronte alla sfida dell’industria 4.0 l’ampliamento, la diffusione e il consolidamento della formazione professionale devono diventare “un asset strategico delle politiche e degli investimenti del futuro”. Occorre inoltre “aggiornare e ampliare il repertorio nazionale delle qualifiche e dei diplomi” di questa formazione e “ampliare i certificati di Its proponendo nuove figure e nuovo indirizzi”. Per l’esperto è necessario raddoppiare la Iefp offerta dagli enti accreditati nelle regioni in cui è debole o inesistente. Lo Stato, spiega, finanzia ogni anno l’università con 7 miliardi, mentre “la posta di 13 milioni messa l’anno scorso per la formazione professionale è scomparsa. Con investimenti contenuti sarebbe possibile in un anno raddoppiare gli iscritti alla Iefp delle regioni in cui essa coinvolge meno del 2% della popolazione scolastica di quella fascia di età riducendo così il forte divario sul territorio (in Lombardia gli studenti coinvolti sono il 20%) e rafforzando la lotta alla dispersione”.
Indispensabile, secondo l’esperto, anche l’istituzione di una cabina di regia scuola-lavoro presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, realizzata in accordo con i ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dello Sviluppo economico, rappresentanti di Regioni e imprese “per coordinare le azioni necessarie”.

Diocesi: mons. Sorrentino (Assisi), “è bello vedere tanti ragazzi che vengono interrogandosi sul futuro e chiedendosi di che cosa debbano spogliarsi oggi”

Fri, 2017-10-13 14:37

“Una giornata di grande spessore culturale e spirituale è quella vissuta giovedì pomeriggio 12 ottobre al santuario della Spogliazione di Assisi dove nella prima parte dell’incontro Francesco Santucci ha illustrato le ultime ricerche sul palazzo vescovile, mentre nella seconda si è svolta la messa in ricordo di Carlo Acutis, il giovane milanese, già servo di Dio, morto prematuramente undici anni fa che è sepolto ad Assisi per il suo forte legame con la città” e a cui “è dedicato l’oratorio di Santa Maria Maggiore”. Lo ricorda un comunicato diffuso oggi dalla diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino. Nella Messa, il vescovo, mons. Domenico Sorrentino, ha messo in risalto la specialità del santuario della Spogliazione “che gli assisani devono sentire sempre più come casa loro, perché è qui che nasce tutto, prima ancora del francescanesimo. Il santuario della Spogliazione è il luogo della città che più appartiene agli assisani. È una perla dentro il santuario a cielo aperto che è la nostra Assisi ed io sono ben felice che le porte di casa mia siano sempre più aperte a tutti, residenti, turisti e pellegrini”. Nell’omelia ha poi ha puntato l’attenzione sulla figura del giovane Carlo che “aveva delle grazie speciali. Carlo si è innamorato di Assisi tanto da respirare la santità di Francesco. Questo giovane, la cui santità deve essere ancora dichiarata e riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa, viveva però questo suo stato di grazia nell’ordinario: era un ragazzo solare, gli piaceva giocare, andare in piscina qui ad Assisi, era poi un mago del computer ma che amava dire a tutti: ‘Il segreto della mia vita è Gesù’. Sono felice che l’oratorio di Santa Maria Maggiore sia stato dedicato a questo giovane, oltretutto è anche il Papa, nella lettera inviatami per l’inaugurazione del 20 maggio, ad aver messo in evidenza come questo luogo sia il santuario dove i giovani possono avere il loro discernimento”. Ed “è bello – ha concluso il vescovo – vedere tanti ragazzi che vengono interrogandosi sul loro futuro e chiedendosi di che cosa debbano spogliarsi oggi”.

Luciana Frassati: giovedì 19 ottobre il ricordo all’Istituto Sturzo di Roma a 10 anni dalla morte

Fri, 2017-10-13 11:42

A dieci anni dalla morte sarà ricordata a Roma Luciana Frassati, sorella del beato Pier Giorgio Frassati e moglie del diplomatico polacco Jan Gawronski. La sua figura e la sua opera saranno delineate giovedì 19 ottobre, alle 16, all’istituto Luigi Sturzo. Interverranno, tra gli altri, il vescovo di Ivrea, mons. Edoardo Cerrato, lo storico Franco Cardini, il poeta Elio Pecora, il giornalista Marcello Sorgi. “Mia madre è stata una delle grandi protagoniste del secolo scorso – dichiara il figlio Jan -. Rischiò la vita per aiutare i patrioti polacchi perseguitati dal nazismo, mantenendo i contatti fra loro e il governo in esilio di Sikorski, nascondendo esponenti della resistenza e trasferendo all’estero testimonianze dell’occupazione. Non a caso Walesa le ha conferito la più alta onorificenza polacca”.

Papa Francesco: a Santa Marta, vigilare per non cadere nella “mondanità”, che viene dal demonio

Fri, 2017-10-13 11:33

Solo Cristo crocifisso ci salverà dai demoni che ci fanno “scivolare lentamente verso la mondanità”, salvandoci pure dalla “sciocchezza” – di cui parla San Paolo ai Galati – e “dalla seduzione”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, a partire dal brano odierno del Vangelo di Luca,  in cui Gesù dice: “Se io scaccio i demoni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio”. Francesco ha esortato ad un esame di coscienza e a compiere le opere di carità, “quelle che costano”, ma che “ci porteranno a essere più attenti” e vigili affinché non entrino “furbi” personaggi, appunto i demoni. Il Signore, ha spiegato, “chiede di essere vigilanti”, per non entrare in tentazione: Per questo il cristiano è sempre “in veglia, vigila, sta attento”, come una “sentinella”. Il Vangelo parla della lotta tra Gesù e il demonio, di “alcuni” che dissero come Cristo avesse il “permesso di Belzebù” per farlo. Gesù non racconta una parabola, bensì “dice una verità”: quando lo spirito impuro “esce dall’uomo”, si aggira “per luoghi deserti”, cercando sollievo e, non trovandone, decide di ritornare da dove era venuto, dove abita l’uomo “libero”. Allora il demone decide di prendere “altri sette spiriti peggiori di lui”, in modo che anche la “condizione di quell’uomo” diventi “peggiore della prima”. Proprio la parola “peggiore”, ha evidenziato il Papa, ha “tanta forza” nel brano, perché i demoni entrano “in sordina”: “Incominciano a fare parte della vita. Anche con le loro idee e le loro ispirazioni – ha detto Francesco – aiutano quell’uomo a vivere meglio … e entrano nella vita dell’uomo, entrano nel suo cuore e da dentro incominciano a cambiare quell’uomo, ma tranquillamente, senza fare chiasso. È diverso, questo modo è diverso da quello della possessione diabolica che è forte: questa è una possessione diabolica un po’ ‘da salotto’, diciamo così. E questo è quello che il diavolo lentamente fa, nella nostra vita, per cambiare i criteri, per portarci alla mondanità. Si mimetizza nel nostro modo di agire, e noi difficilmente ce ne accorgiamo. E così, quell’uomo, liberato da un demonio, diventa un uomo cattivo, un uomo oppresso dalla mondanità. E questo è quello che vuole, il diavolo: la mondanità”. La mondanità, per il Papa,  è “un passo avanti nella ‘possessione’ del demonio”: è un “incantamento”, è la “seduzione”. Il demonio, infatti, è il  “padre della seduzione”, e quando entra “così soavemente, educatamente e prende possesso dei nostri atteggiamenti”, ha spiegato il Papa, i nostri valori “vanno dal servizio di Dio alla mondanità”. Così si diventa “cristiani tiepidi, cristiani mondani”, con una “mescolanza”, una “macedonia” – tra “lo spirito del mondo e lo spirito di Dio”. Tutto ciò “allontana dal Signore”. Per “non cadere” e per uscire da tale situazione, la tesi del Papa, occorre la vigilanza: “Vigilare significa capire cosa passa nel mio cuore, significa fermarmi un po’ ed esaminare la mia vita. Sono cristiano? Educo più o meno bene i miei figli? La mia vita è cristiana o è mondana? E come posso capire questo? La stessa ricetta di Paolo: guardare Cristo crocifisso. La mondanità soltanto si capisce dov’è e si distrugge davanti alla croce del Signore. E questo è lo scopo del Crocifisso davanti a noi: non è un ornamento; è proprio quello che ci salva da questi incantamenti, da queste seduzioni che ti portano alla mondanità”. Oltre all’esame di coscienza e alla preghiera, Francesco ha esortato a “farsi una frattura, ma non alle ossa: una frattura agli atteggiamenti comodi: le opere di carità. Io sono comodo, ma io farò questo, che mi costa. Visitare un ammalato, dare un aiuto a qualcuno che ne ha bisogno… non so, un’opera di carità. E questo rompe l’armonia che cerca di fare questo demonio, questi sette demoni con il capo, per fare la mondanità spirituale”.

Sud Sudan: padre Albanese, “non è solo una periferia geografica, ma soprattutto esistenziale”. È “una regione del mondo di cui si parla troppo poco”

Fri, 2017-10-13 11:27

“Il Sud Sudan non è solo una periferia geografica, ma soprattutto esistenziale. Si tratta di una regione del mondo assai dimenticata e di cui si parla troppo poco”. Lo ha detto padre Giulio Albanese intervenendo questa mattina alla presentazione del libro “Sud Sudan: Il lungo e sofferto cammino verso pace, giustizia e dignità”, scritto dal frate comboniano Daniele Moschetti. Il volume, presentato stamane nella sede di Radio Vaticana, si apre con un’introduzione di Papa Francesco ed è un reportage dettagliato della situazione dei diritti umani nel Sud Sudan, dilaniato da una guerra civile che dura ormai da quattro anni. Partendo dal testimonianza di Moschetti, padre Giulio Albanese ha voluto lanciare un messaggio chiaro: l’informazione va considerata sempre come la prima forma di solidarietà, “perché la comunicazione, soprattutto quella che riguarda i Paesi poveri, in fondo rappresenta una missione”. Secondo padre Albanese, “è curioso che in Italia la maggior parte delle testate giornalistiche si focalizzi soltanto sugli sbarchi e sulla cronaca nera, dimenticandosi quali sono le vere ragioni alla base del fenomeno migratorio. La verità – ha aggiunto il sacerdote – è che il sistema dei media non dà minimamente rilievo a cosa accade in Paesi come la Somalia, o il Sudan, dove si combattono guerre dimenticate e dove la povertà è enorme”. Padre Albanese ha infine elogiato il ruolo della comunità cristiane e della Chiesa nei territori africani, da lui definite “agenzie educative che possono aiutare a guardare al futuro con speranza”.

Salute: Forum sociosanitario cristiano, il 19 ottobre a Caserta un convegno per “umanizzare” la medicina

Fri, 2017-10-13 11:25

“Il Forum sociosanitario cristiano si batte da sempre per diffondere la cultura dell’umanizzazione della medicina. È evidente, infatti, che gli ammalati, se curati con competenza, accoglienza, ascolto, se seguiti bene e se ‘studiati’ attentamente per le loro patologie, possono andare più facilmente verso la guarigione, incorrendo in un numero minore di complicanze”. Ad affermarlo è Aldo Bova, presidente nazionale del Forum sociosanitario cristiano e primario emerito dell’Ortopedia dell’ospedale San Gennaro di Napoli, il quale aggiunge: “Nel campo della riabilitazione, in particolare, il rapporto amorevole tra medici e riabilitatori e pazienti è indispensabile per condurre soggetti fragili e deboli da una condizione di ridotta abilità ad una condizione di buona funzionalità”. “Stiamo avviando una capillare attività di sensibilizzazione in giro per l’Italia per ‘ricordare’ agli operatori del mondo della salute che i pazienti non sono numeri e non possono essere trattati come macchine da riparare in officina”, sottolinea il presidente Bova che annuncia l’iniziativa “Riabilitare con amore”, in programma giovedì 19 ottobre (ore 10.30) nell’auditorium della clinica Villa delle Magnolie in Castel Morrone (Ce). Previste le relazioni di padre Carmine Arice, superiore generale del Cottolengo e già direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute; di Vincenzo Saraceni, segretario nazionale Associazione medici cattolici italiani, e dello stesso Aldo Bova.

Colombia: congresso di riconciliazione. “La Chiesa ondamentale per il dialogo e per chiudere il capitolo della violenza”

Fri, 2017-10-13 11:16

“Il ruolo della Chiesa è fondamentale per il dialogo e per chiudere il capitolo della violenza” in Colombia. L’affermazione è stata condivisa ieri, a Bogotá – durante la seconda giornata del settimo congresso nazionale di riconciliazione, promosso dalla Chiesa colombiana – da diversi attori internazionali e in particolare dall’ambasciatore della Norvegia in Colombia, Johan Vibe, e dal capo di gabinetto della missione di verifica dell’Onu in Colombia, Raúl Rosende. Vebe ha evidenziato il ruolo della Chiesa e in particolare della pastorale sociale nel cammino di riconciliazione: “La Chiesa sarà un aiuto fondamentale negli sforzi di dialogo per chiudere tutti i capitoli della violenza”, ha detto.
Rosende ha aggiunto: “La Chiesa ha una presenza radicata come nessun altro, nei territori più lontani, nei luoghi più remoti, in zone dove il conflitto è stato presente e pertanto dove la gente soffre di più”. Inoltre, “ha credibilità e legittimità, la gente ha fiducia in essa”.
I due relatori si sono mostrati preoccupati, mentre l’implementazione dell’accordo con le Farc prosegue lentamente, per le persecuzioni e le uccisioni di leader sociali e per la necessità di presenza dello Stato nei territori più colpiti dal conflitto con progetti di promozione all’educazione e alla salute. È stata anche sottolineata la fondamentale presenza della Chiesa nella verifica del cessate il fuoco bilaterale tra Governo e guerriglia dell’Eln.
Nel pomeriggio il dibattito è proseguito con seminari e tavole rotonde sui temi sello sviluppo integrale e dell’implementazione dell’accordo di pace. Diego Bautista, direttore dell’équipe di pace territoriale dell’Alto Commissariato per la pace ha segnalato che “lo Stato presenta ancora molte mancanze per poter avanzare nella realizzazione degli impegni, non solo verso le Farc, ma verso le comunità nelle periferie del Paese”. E ha poi messo in evidenza l’importanza che il cammino di pace si allarghi al maggior numero possibile di attori della società civile.
Mario Andrés Pineda, del progetto Barometro che sta verificando costantemente l’avanzamento del processo di pace, ha osservato che esso avanza negli aspetti concreti della cessazione del fuoco e del disarmo, ma la sfida del reinserimento e della sicurezza per le comunità, per gli ex guerriglieri e per i loro familiari è ancora una sfida da affrontare.

Cristiani perseguitati: Rapporto Acs, Mantovano e Monteduro “ideologia e estremismi, virus contrari alla libertà religiosa”

Fri, 2017-10-13 11:01

“Oggi vaste aree del mondo subiscono l’azione di due aggressivi ceppi virali, l’ideologia di alcuni Stati e gli estremismi di matrice politico-religiosa, entrambi contrari all’autentica libertà religiosa. Si tratta di virus che sopprimono la libertà di fede con leggi dello Stato (ogni riferimento alla sharia è voluto) e assalti terroristici (che insanguinano anche le strade d’Europa)”. Così Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, rispettivamente presidente e direttore di Acs-Italia, scrivono nella prefazione del rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sulla persecuzione anticristiana “Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017”, presentato oggi a Milano. Lo studio prende in esame tredici Paesi: Cina, India, Iraq, Pakistan, Siria, Sudan, Turchia, Egitto, Eritrea, Iran, Nigeria, Arabia Saudita e Corea del Nord. Concetti ribaditi anche durante la presentazione: “Ciò che realmente preoccupa – oltre alla presenza dei virus in sé, è la totale indifferenza per i ricercatori che dedicano la loro vita ad individuare ed affinare i vaccini. Questi ultimi esistono, ma non vengono considerati adeguatamente da chi, applicandoli, ridurrebbe le infezioni virali a semplici focolai”. Il vaccino, per Mantovano e Monteduro, è rappresentato dal “sostegno alle minoranze perseguitate direttamente nelle aree in cui soffrono. Se Acs lo garantisce attraverso la generosità dei suoi benefattori, governi e comunità internazionale avrebbero ben altri e più consistenti mezzi”. Citando l’Iraq, il presidente e il direttore di Acs ribadiscono la necessità, ora che il cancro rappresentato dall’Isis è stato “disarticolato militarmente”, di passare “alla terapia per ritrovare quella salute di cui si godeva prima della malattia”. Questa consiste nel riportare “le pacifiche comunità cristiane nei loro originari villaggi di Ninive e a Mosul”. Così facendo “ci vaccineremo dal virus dell’estremismo politico-religioso dello jihadismo. È talmente evidente la questione politica, con chiari riflessi sulla sicurezza e sulla pressione migratoria che giunge anche dal Medio Oriente, che non dovrebbe essere Acs a occuparsene, ma le Istituzioni stesse! Non stiamo ovviamente affermando – concludono Mantovano e Monteduro – che il mondo sarebbe perfetto, ma di certo non dovrebbe più fronteggiare un movimento islamista così virulento. Abbiamo fatto il caso dell’Iraq, ma il medesimo principio può essere applicato in ogni area in cui la libertà religiosa viene calpestata, indipendentemente dalla latitudine”.

Cristiani perseguitati: Rapporto Acs, “vittime di fondamentalismo, nazionalismo religioso e regimi totalitari”

Fri, 2017-10-13 11:00

Tra il 2015 e il 2017 la situazione dei cristiani è peggiorata a causa di violenze e oppressione così come le negazioni alla libertà di fede sono diventate più efferate. È quanto emerge dal rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sulla persecuzione anticristiana “Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017”, presentato oggi a Milano. Lo studio prende in esame tredici Paesi: Cina, India, Iraq, Pakistan, Siria, Sudan, Turchia, Egitto, Eritrea, Iran, Nigeria, Arabia Saudita e Corea del Nord. L’indagine, che si basa su ricerche sul campo effettuate da Acs, dimostra come “anche tra il 2015 e il 2017 i cristiani siano stati vittime del fondamentalismo, del nazionalismo religioso, di regimi totalitari e di violenze direttamente o indirettamente finanziate dall’Occidente, nonché dell’incapacità dei governi occidentali di porre un freno al genocidio in atto in Medio Oriente e non solo”. La ricerca denuncia “violazioni dei diritti umani fondamentali quali violenze, stupri, detenzioni illegali, processi iniqui, divieto di riunioni di carattere religioso e dell’espressione pacifica del credo religioso”.

I risultati principali del Rapporto mostrano che in Arabia Saudita “il Cristianesimo è illegale. Lo Stato sostiene di tollerare il culto privato dei non musulmani, ma le conversioni dall’Islam sono punite con la pena di morte”; in Cina “nuove norme hanno portato ad un maggior numero di chiese distrutte e croci rimosse. Le Chiese domestiche sono sotto crescente pressione affinché si conformino all’ideologia comunista o si sciolgano”; in Corea del Nord “i cristiani arrestati, considerati spie degli Usa, sono inviati automaticamente nei campi di internamento dove vengono uccisi o subiscono lavori forzati, torture, persecuzione, privazione di cibo, stupri, aborti forzati e violenze sessuali”; in Egitto “più di 100 cristiani sono morti in tre attentati a Tanta, Alessandria e Minya. Vi sono inoltre continui casi di copti uccisi da estremisti”; in Eritrea “misure ancor più repressive nei confronti dei cristiani, carcere per quanti si oppongono al crescente controllo governativo dei gruppi religiosi”; in India “drastico aumento degli attacchi anticristiani in seguito alle elezioni del marzo 2017. Nei primi mesi di quest’anno sono stati riportati 316 atti commessi ai danni dei cristiani”; in Iran “la Chiesa ha subito confische di terreni, rifiuti di visti e forme di sorveglianza e intimidazione”; in Iraq lo “Stato islamico ha cercato di eliminare il Cristianesimo nelle aree sotto il proprio controllo, facendo anche ricorso alla distruzione delle chiese e alle conversioni forzate”; in Nigeria “oltre all’azione di Boko Haram, un numero crescente di attacchi da parte dei pastori fulani ha devastato villaggi cristiani e ucciso molti fedeli. Rapporti della Chiesa locale indicano prove della complicità di governo locale ed esercito nella fornitura di armi e denaro agli estremisti”; in Pakistan “la discriminazione ordinaria ai danni dei cristiani è in aumento, nelle scuole (i libri di testo incitano all’odio verso le minoranze), sul posto di lavoro (molti cristiani svolgono le mansioni più umili) e in ambito giudiziario”. In Siria “sono emersi racconti agghiaccianti di atrocità genocidarie commesse da Isis tra il 2015-2017. Un numero sproporzionato di fedeli ha lasciato il Paese, fino a metà della popolazione cristiana”. In Sudan “la persecuzione ai danni dei cristiani è aumentata, le leggi di pianificazione edilizia sono utilizzate come pretesto per distruggere le chiese e gli edifici di proprietà dei cristiani, nel tentativo di schiacciare il Cristianesimo” e infine in Turchia dove “tra gli edifici confiscati dallo Stato anche 50 proprietà della Chiesa siro-ortodossa. Presenti indicazioni di una continua intolleranza che si concretizza anche nell’islamizzazione di storici siti cristiani, come ad esempio l’Hagia Sophia”.

G7: Coldiretti, “38 milioni di affamati in più nel 2016, nonostante i prezzi dei prodotti agricoli siano calati”

Fri, 2017-10-13 10:50

“La fame è aumentata nonostante si sia verificato un drastico calo dei prezzi dei prodotti agricoli che nel 2016 sono scesi al minimo dell’ultimo quinquennio per le principali materie prime ricomprese nell’Indice Fao”. Lo ha denunciato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che nel 2016 la fame ha toccato circa 815 milioni di persone, 38 milioni di persone in più dell’anno precedente, in occasione dell’apertura del mercato contadino di Campagna Amica al G7 agricolo a Bergamo nella zona sentierone dove sono presenti anche gli agricoltori terremotati. “Uno su tre nel mondo – sottolinea la Coldiretti – lavora in agricoltura o nella pesca con 2,5 miliardi di persone impegnate quotidianamente a sfamare il pianeta che molto spesso sono spinte loro stesse all’indigenza dalle quotazioni irrisorie”. Per gli altri “a pesare è il fatto che nonostante il forte calo dei prezzi alla produzione agricola – denuncia la Coldiretti – quelli al consumo rimangono alti con conseguenti difficoltà per i più poveri dove resta alta l’insicurezza alimentare tanto che l’11% della popolazione soffre la fame secondo la Fao”. Oggi è chiaro che “l’emergenza alimentare – sostiene la Coldiretti – non si risolve con i prezzi bassi all’origine per i produttori perché questi non consentono all’agricoltura di sopravvivere e, con la chiusura delle imprese, destrutturano il sistema che non è più in grado di riprendersi anche in condizioni positive. Gli aiuti alimentari sono necessari, ma non bastano e occorre investire nell’agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove devono essere garantiti credito e investimenti adeguati, se si vuole continuare a sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente, e si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino speculazioni vergognose”. “Occorre ripensare a fondo il sistema di produzione e di distribuzione del cibo e perseguire un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica in grado di assicurare un futuro all’agricoltura e un cibo sicuro e accessibile a tutti, in Italia e nei Paesi più poveri” ha concluso Moncalvo, evidenziando che “è necessario lavorare sulla sovranità alimentare con politiche ed investimenti dei Governi volti a favorire la crescita delle agricolture dei diversi Paesi e regole commerciali rispettose e consapevoli del valore del cibo ma anche promuovere azioni di riequilibrio all’interno della catena alimentare che contribuiscano alla valorizzazione e alla remunerazione delle produzioni agricole”.

Consiglio europeo dei giovani: Bruxelles, 100 delegati under 30 per discutere di lavoro, “stage non retribuiti” e “mondo digitale”

Fri, 2017-10-13 10:33

(Bruxelles) Si riunirà a Bruxelles dal 16 al 19 ottobre il Consiglio europeo dei giovani (Yec), la conferenza annuale cui partecipano circa 100 delegati provenienti da tutta l’Unione, per “discutere le politiche e gli affari europei dalla prospettiva giovanile” e “fornire un contributo utile per il processo decisionale dell’Ue”. Dallo Yec infatti escono ogni anno delle “raccomandazioni politiche innovative” su temi centrali dell’agenda del Consiglio europeo. Quest’anno i temi di confronto selezionati dall’associazione che organizza l’evento, la Young European Leadership, sono il mercato del lavoro e in particolare “la diffusa disoccupazione giovanile, gli stage non retribuiti e la mobilità sociale”; le “politiche europee che hanno impatto sugli affari interni degli Stati”, con una speciale attenzione al tema della crisi dei migranti e le questioni ad essa connesse; e infine, in linea con la priorità del semestre estone, il tema della “digitalizzazione e comunicazione”, dal punto di vista delle opportunità offerte dal crescente ruolo della tecnologia nella comunicazione delle idee ma anche del sempre più diffuso rischio di produzione e diffusione delle cosiddette “fake news”. Il Consiglio europeo dei giovani “non è un gioco di simulazione”, spiegano gli organizzatori: ai giovani partecipanti infatti è affidata la responsabilità, dopo il Consiglio, di diffonderne i risultati tra i parlamentari, i politici e gli esperti dei loro Paesi.

Famiglia Vincenziana: mons. Depalma, per immigrati occorre portare “non solo piatti di pasta, ma vera integrazione”

Fri, 2017-10-13 10:29

“Dal punto di vista delle politiche locali si fa poco: poca integrazione, poche politiche demografiche, poca giustizia sociale per italiani e stranieri, poco lavoro”, mentre “l’accoglienza sincera ha bisogno di accettare la sfida del lasciarsi visitare dalla diversità, imparando la grammatica antropologica dell’ascolto e dell’attesa”. Mons. Beniamino Depalma, arcivescovo emerito di Nola, ha parlato così del fenomeno migratorio, in occasione del Simposio per i 400 anni della Famiglia vincenziana in corso questa mattina, a Roma. “Notiamo quotidianamente che lo spazio per l’accoglienza, oggi, è posto nei confini della scuola, delle palestre, degli oratori ma ha perso, per lo più, i collegamenti con la vita ordinaria della comunità – ha sottolineato il presule -. Il confinamento suona come un’intollerabile separazione, come un carcere di cristallo, che c’è ma si nasconde nell’ordinarietà della vita consumata”. Secondo mons. Depalma, per superare questi steccati bisogna “creare antidoti alla paura dell’ospite, del visitatore, dello straniero”. L’arcivescovo emerito ha ribadito l’importanza di portare “non solo piatti di pasta, ma vera integrazione”. “Credo che l’assistenza materiale di cui si fanno carico in modo a volte contraddittorio lo Stato e in modo generoso gli enti caritatevoli siano altamente insufficienti. La vera sfida è un’integrazione che passa in primis attraverso gli incontri e le relazioni personali e senza pregiudizi, e in seconda analisi attraverso vere e proprie alleanze che comprendano parrocchie, scuole, associazioni, istituzioni”, ha osservato mons. Depalma. La via indicata in quest’ottica dall’arcivescovo è quella di “lavorare per alleanze e reti in cui ciascuno faccia la propria parte” e “promuovere l’integrazione delle nuove famiglie nella comunità, ponendo una specie di osservatorio delle nuove presenze in quartiere così da evidenziare i nuclei ospitati per poterli poi visitare, offrire loro un riferimento parrocchiale”.

Austria: Vienna, una App per scoprire orari delle messe e come raggiungere le chiese dell’arcidiocesi

Fri, 2017-10-13 09:59

L’arcidiocesi di Vienna ha lanciato la sua nuova applicazione per telefonini e tablet, “1000Kirchen” (1000 chiese): l’applicazione facilitata, chiamata smartchurch in gergo informatico, permetterà l’accesso ai servizi di oltre mille chiese e cappelle dell’arcidiocesi di Vienna che offre gratuitamente questo servizio agli utenti di internet mobile. Il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, durante la conferenza stampa di presentazione dell’App ha detto che “questa smartchurch per smartphone è veramente un servizio intelligente e di grande attualità per la Chiesa, per la gioia dell’incontro con Gesù Cristo nella santa messa”. E poiché le persone diventeranno sempre più mobili e connesse, secondo il cardinale “anche la chiesa dovrà diventarlo”. Nella grande offerta liturgica della città di Vienna e della parte orientale della Bassa Austria, che appartiene all’arcidiocesi, non è stato sempre facile tenere traccia delle informazioni locali, gli orari delle messe, le manifestazioni comunitarie, si legge nel comunicato pubblicato sul sito dell’arcidiocesi. Cliccando su una certa chiesa si arriverà alla schermata dei dettagli e si potranno visualizzare tutti i servizi inerenti al culto e anche le indicazioni stradali.
Nel 2016, 430.000 utenti hanno utilizzato il sito www.erziozese-wien.at con i servizi di telefonia mobile, ha spiegato Carl Rauch, amministratore delegato della società dei media dell’arcidiocesi di Vienna. Con l’applicazione “1000Kirchen”, disponibile per iOS e Android, il servizio cercherà di offrire dati sempre aggiornati e il più rapidamente possibile, anche con l’uso della tecnologia Gps. L’applicazione è stata sviluppata dal Webteam del servizio di pubbliche relazioni dell’arcidiocesi di Vienna in collaborazione con l’agenzia austriaca “Fluxguide”, leader internazionale nel settore.

Svizzera: Lugano, dopo sette anni domani riapre la cattedrale. Le origini risalgono al Medioevo

Fri, 2017-10-13 09:40

Domani, sabato 14 ottobre, dopo sette anni di difficili restauri, sarà riaperta al culto la Cattedrale di San Lorenzo di Lugano. La celebrazione eucaristica di domani, con la dedicazione dell’altare, sarà preceduta oggi da una cerimonia ufficiale di riapertura alla quale parteciperanno rappresentanti del mondo delle istituzioni cantonali, della Conferenza episcopale svizzera e delle istituzioni locali. Sarà presente anche il nunzio in Svizzera, l’arcivescovo Thomas Gullickson, in rappresentanza del Papa. Il vescovo di Lugano, mons. Valerio Lazzeri, presiederà la celebrazione eucaristica di riapertura e dedicazione dell’altare, che sarà trasmessa in diretta televisiva dalla Rsi- Televisione della Svizzera italiana sabato a partire dalla 9. Poiché è previsto un grande afflusso di fedeli da tutto il Canton Ticino, è stato allestito un megaschermo nei giardini vescovili. Secondo i dati diffusi dalla diocesi di Lugano, il costo del restauro è stato di 13,6 milioni di euro, raccolti principalmente con donazioni private e sovvenzioni pubbliche. La chiesa di San Lorenzo fu costruita nell’818 e fu sede di parrocchia. Nel 1078 divenne collegiata. Dal 1884 San Lorenzo divenne la sede dell’Amministrazione apostolica per il Ticino, da cui deriva la diocesi di Lugano, istituita da Papa Paolo VI nel 1971. Della chiesa romanica originaria restano oggi i pilastri e gli archi della navata, mentre i corali, e le navate laterali sono gotiche. L’altare maggiore e altri arredi sono invece barocchi.

Apparizioni a Fatima: Roma, oggi per chiusura centenario Messa a San Pietro con card. Comastri. Anche una processione promossa dall’Unitalsi

Fri, 2017-10-13 09:22

Oggi, in occasione della chiusura del centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima si terrà nella basilica papale di San Pietro una celebrazione presieduta dal card. Angelo Comastri, vicario del Papa per la Città del Vaticano. Animerà la celebrazione il coro “Believe” diretto dalla soprano coreana, Mingi Ka. Prima della Santa Messa, alle ore 16, si terrà su via della Conciliazione, una grande processione promossa dalla Sezione romana-laziale dell’Unitalsi con la statua della Madonna di Fatima che fu benedetta da Papa Francesco all’inizio del suo Pontificato. Fu proprio questa icona della Vergine ad aprire le celebrazioni per il centenario della apparizioni lo scorso 12 ottobre 2016 e proprio per questo le chiuderà in San Pietro. Oltre all’Unitalsi saranno presenti anche i Cavalieri del Santo Sepolcro e la Banda della Gendarmeria Vaticana. Al termine della processione e prima della celebrazione si terrà la recita del Santo Rosario presieduta dal card. Comastri.
“Oggi – spiega Preziosa Terrinoni, presidente della Sezione romana-laziale dell’Unitalsi – chiuderemo in San Pietro un percorso durato un anno che ci ha visto protagonisti nel portare in tutte le diocesi del Lazio la statua della Madonna di Fatima, che, ci tengo a sottolineare, è stata acquistata dai malati assistiti dalla nostra Sezione. Fino all’11 novembre la nostra Associazione organizzerà ancora dei pellegrinaggi a Fatima. In particolare la nostra Sezione tornerà al santuario portoghese dal 3 al 7 novembre”. Info: www.unitalsi.it

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