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Updated: 4 hours 31 min ago

Siria: Wfp, un convoglio di aiuti alimentari raggiunge via terra Qamishli sotto assedio

Thu, 2017-06-22 17:19

Grazie ad un corridoio via terra appena aperto, un convoglio di tre camion dell’agenzia delle Nazioni Unite World food programme (Wfp) è arrivato nella città di Qamishli, governatorato di Hasakeh, nel nord-est della Siria. Il convoglio trasportava assistenza salva-vita per le famiglie affamate. È la prima volta in due anni che il Wfp riesce a consegnare cibo via terra, da quando, nel dicembre 2015, l’area è diventata inaccessibile. A partire da quel momento, il Wfp è stato costretto a condurre costose operazioni aeree per consegnare il cibo alle famiglie vulnerabili. Il convoglio ha consegnato rifornimenti di cibo per un mese per 15.000 persone. “Questa svolta nell’assistenza umanitaria ci consentirà di aumentare il sostegno regolare a tutte le 250.000 persone in stato di bisogno a Hasakeh, dalle 190.000 che siamo riusciti ad assistere grazie alle operazioni aeree”, ha dichiarato Jakob Kern, direttore e rappresentante Wfp in Siria. L’accesso via terra a Hasakeh è stato reso possibile grazie ad una migliorata situazione della sicurezza. “Una volta stabilito un regolare accesso ad Hasakeh, il WFP cesserà gradualmente le attuali operazioni via aerea”, ha aggiunto Kern. Si prevede che la sostituzione delle attuali operazioni di trasporto aereo con quelle via terra, ad Hasakeh, consentirà un risparmio di circa 19 milioni di dollari all’anno, sufficienti a fornire assistenza alimentare per un anno ad ulteriori 100.000 persone. Ogni mese, il Wfp fornisce assistenza alimentare a quattro milioni di persone vulnerabili in tutti i 14 governatorati della Siria. Oltre alle operazioni d’emergenza, il Wfp  sta anche aumentando il sostegno per il recupero a lungo termine concentrandosi sui mezzi di sussistenza, sulla nutrizione e migliorando l’accesso all’istruzione primaria per i bambini in Siria attraverso i pasti scolastici.

Diocesi: Monreale, domenica un convegno su “Famiglia, giovani, lavoro: tra delusione e profezia”

Thu, 2017-06-22 17:07

Domenica 25 giugno, dalle 9.30, Poggio San Francesco ospiterà un convegno che ha al centro il tema del lavoro: “Famiglia, giovani, lavoro: tra delusione e profezia”. Il convegno, con la presenza dell’arcivescovo Michele Pennisi, vedrà tra i relatori suor Alessandra Smerilli, docente di economia e gestione delle imprese presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione “Auxilium” di Roma, che relazionerà sul tema del convegno; Mimmo Milazzo, segretario regionale Cisl, sulla “Situazione del lavoro giovanile in Sicilia”, Steni Di Piazza, presidente Mecc, su “Microcredito per l’economia civile e di comunione”, e Vincenzo Barbaro, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro, su “Inserimento dei giovani al lavoro: opportunità dell’apprendistato”. Modererà Mario Talluto, direttore dell’Ufficio di pastorale familiare diocesano.
L’idea di questo convegno prende le mosse dalle sollecitazioni che Papa Francesco lo scorso maggio ha dato a Genova quando ha affermato che “il mondo del lavoro è una priorità umana. E pertanto, è una priorità cristiana, e anche una priorità del Papa. Perché dove c’è un lavoratore, lì c’è l’interesse e lo sguardo d’amore del Signore e della Chiesa”. Infatti, l’evento, organizzato dagli Uffici di pastorale sociale e del lavoro, della famiglia, dei giovani e dalla Consulta delle aggregazioni laicali dell’arcidiocesi di Monreale, vuole essere “l’occasione per costruire alleanze dentro e fuori la Chiesa, perché di fronte ad una sfida così importante per il futuro della nostra società si rimetta al centro la dignità della persona”.
Don Antonio Chimenti, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, coordinerà nel pomeriggio un dialogo di testimonianze a più voci sulle “Buone prassi a confronto”, con i contributi di Veronica Leone, animatrice di comunità del “Progetto Policoro”, e Caterina Bonomo, progettista “Psr – Piano sviluppo rurale”. “Siamo fra i Paesi, in Europa, con la più alta percentuale di disoccupati e da qualche anno di quelli che hanno smesso di cercare un lavoro perché stanchi o scoraggiati, e che per questo nel migliore dei casi cercano altro all’estero oppure affondano nell’apatia. La Chiesa non può rimanere inerme, è suo preciso compito dare prove concrete di speranza”, sostiene don Chimenti, presentando l’iniziativa.

Conferenza delle Chiese europee: dibattito al Parlamento Ue su “governance economica come dialogo tra teologia, economia e politica”

Thu, 2017-06-22 17:04

(Bruxelles) “Oltre la prosperità? La governance economica europea come dialogo tra teologia, economia e politica” è il titolo del documento di discussione recentemente pubblicato dalla Conferenza delle Chiese europee (Cec), che oggi è stato al centro di un dibattito al Parlamento europeo tra rappresentati delle Chiese, delle istituzioni politiche e della società civile. Il vescovo Christopher Hill, presidente, ha sottolineato come “le Chiese siano da molto tempo interessate ai temi della governance economica, soprattutto attraverso l’impegno nei servizi per l’istruzione e la sanità e attraverso il loro impegno per la coesione sociale, in termini di bene comune”; il documento intende “contribuire alla discussione” e non necessariamente “proporre soluzioni”. Esso “raccoglie ampie riflessioni suscitate dalle molte e interrelate crisi, tra cui il referendum britannico sull’Unione europea, l’instabilità finanziaria e il movimento di massa dei migranti e dei rifugiati”. Oggi a Bruxelles si è discusso di “relazione tra sussidiarietà e integrazione”, lotta alla crescente disuguaglianza sociale, ruolo della trasparenza nei processi di democratizzazione e costruzione della fiducia nelle istituzioni, necessità di riforme delle istituzioni finanziarie. La riflessione sul documento continuerà in vista dell’assemblea Cec del 2018 incentrata sul “futuro dell’Europa” attraverso il triplice imperativo biblico di “testimonianza, giustizia e ospitalità”.

Lavoro: suor Smerilli, “formare in digitale per non lasciare nessuno indietro”

Thu, 2017-06-22 17:02

“Formare all’etica della Rete per abitare il mondo digitale” e, soprattutto, “formare in digitale per non lasciare nessuno indietro”. Sono i due messaggi forti portati questa mattina da suor Alessandra Smerilli, membro del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, al convegno “Il lavoro che cambia” promosso dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. “Come Settimane Sociali – ha detto suor Smerilli, che è economista e docente alla Pontificia Facoltà Auxilium – siamo interessati alle trasformazioni del lavoro per accompagnare il processo e perché nessuno ne sia escluso. Ribadiamo l’importanza della formazione sul digitale e al digitale a partire dalla scuola dell’infanzia. È importante insegnare e imparare ad abitare la Rete e il mondo digitale perché in un mondo in cui tutto cambia velocemente, la consapevolezza e il fattore umano fanno la differenza”. A Cagliari, dove dal 26 al 29 ottobre si terrà la 48ª Settimana Sociale, ha concluso la docente, “porteremo la nostra proposta istituzionale che non potrà prescindere da questi temi”.

Bioetica ambientale: Isernia, da domani convegno internazionale su “dolore e sofferenza”

Thu, 2017-06-22 16:49

“Dolore e sofferenza nell’era dell’ambiente”. Domani e sabato la Biblioteca comunale di Isernia ospiterà i lavori del convegno internazionale di bioetica ambientale, quest’anno al suo sesto appuntamento, promosso dall’Istituto italiano di bioetica-sezione Campania, a cui si associano il Centro interuniversitario di ricerca bioetica, la Fnomceo, la Uems, con il patrocinio della sezione san Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale. Il tema è “Pain and Suffering in Environmental Era”, che sarà svolto in tre tavole rotonde, rispettivamente intitolate: “Profili multidisciplinari della questione del dolore”; “Il diritto a non soffrire tra zanzare tigri, orti urbani e benessere psicofisico”; “Per non far soffrire il biosistema: reati ambientali, filiere produttive illegali, simboliche biculturali”.
“Siamo ormai nell’era dell’ambiente, della complessità e dei biosistemi. Un’era con i suoi tempi e le sue modalità che, dal punto di vista dell’evoluzione del clima, della terra, dell’aria e dell’energia, spesso confliggono con i tempi molto accelerati dell’homo tecnologicus. Questo richiede, dal punto di vista della bioetica ambientale, non soltanto delle analisi di tipo multidisciplinare e transdisciplinare, in vista di possibili criteri e relative teorie che garantiscano uno sviluppo, come ancora si dice, sostenibile; ma anche un approccio olistico, da parte di tutte le molteplici discipline coinvolte nell’ottica bioetica (dalla filosofia e teologia al diritto, dalla biologia all’ingegneria, dall’ecologia alla zoologia, alla botanica…)”, spiega Pasquale Giustiniani, tra i relatori del convegno, ricordando che c’è anche la “Laudato si’ di Papa Francesco tra i riferimenti del meeting. Interverranno all’appuntamento giuristi, filosofi-bioeticisti, teologi, sociologi e antropologi culturali, medici, esperti di arte, letteratura, botanica, tecnologie alimentari, biotecnologie. Lo statement conclusivo – elaborato “in diretta” dai convegnisti nella tavola rotonda di sabato pomeriggio – sarà rilanciato a livello nazionale ed europeo, attraverso l’organizzazione dei medici specialisti europei.

Simposio docenti università: Gianotti, il Cern come modello europeo della ricerca

Thu, 2017-06-22 16:37

Il Cern di Ginevra non è soltanto il più grande laboratorio al mondo per lo studio della fisica delle particelle ma è anche “un modello organizzativo che è oggetto di studio per i sociologi, le business schools, i manager e gli amministratori delle aziende”. Lo ha detto Fabiola Gianotti, l’italiana che del Cern è direttrice generale, nella Lectio Magistralis tenuta nel corso del XIV Simposio internazionale dei docenti universitari, in svolgimento a Roma. La Gianotti, dunque, ha presentato lo straordinario “caso” organizzativo del Cern, la cui eccellenza non si manifesta soltanto sul piano dei risultati scientifici. I suoi esperimenti coinvolgono 3mila scienziati provenienti da oltre 40 Paesi. La struttura in tutte le sue componenti e dimensioni è stata progettata da centinaia di fisici ed ingegneri provenienti da centinaia di istituzioni e costruita da centinaia di aziende. Com’è possibile far funzionare questo insieme così complesso “al costo di un cappuccino all’anno per ogni cittadino europeo”?
In estrema sintesi, la direttrice del Cern ha indicato in quattro pilastri il segreto del successo del Cern: l’autorità proviene dal contributo intellettuale e non dalle gerarchie aziendali, così che anche i più giovani possono essere protagonisti di decisioni strategiche; struttura organizzativa leggera e burocrazia ridotta al minimo, con il pieno sfruttamento di tutti gli strumenti disponibili senza che vengano represse le idee e le iniziative individuali; decisioni costruite sul consenso dopo discussioni aperte a tutti; comune passione per la conoscenza, un valore che trascende ogni provenienza, cultura, lingua, popolo.

Synod on youth: Card. Woelki (Cologne), “we need to listen to young people”

Thu, 2017-06-22 16:33

The questionnaire by which the Vatican intends to consult young people across the world on their faith and lives in preparation for the Synod in 2018 has been accessible online for a few days now. The Archdiocese of Cologne has now translated the online survey, thus becoming the first German diocese to give its young people the chance to have their say, since the official website of the Synod has not yet published a translation into German. At www.jugend-macht-kirche.de, the Archdiocese of Cologne has also included some additional questions. In the meanwhile, the German Bishops’ Conference (DBK), in cooperation with the Federation of German Catholic Youth (BDKJ), is working on the German version of the questionnaire that shall be uploaded to the Vatican’s official website. According to the Archbishop of Cologne, Cardinal Rainer Maria Woelki, “we need to listen to what young people think about certain matters” because “we need to learn to rely on our youth, to trust our young people”. Card. Woelki stressed the importance of the consultation initiated by Pope Francis which will end on 30 November 2017; it is for this reason that the Archdiocese of Cologne has acted ahead of the official schedule by making its own translation into German so as to allow greater discernment on the proposed topics of life, the family, work, religion, and on specific topics such as confidence in Church institutions or parenthood.

 

Sinodo giovani: card. Woelki (Colonia), “abbiamo bisogno di ascoltare i giovani”

Thu, 2017-06-22 16:33

Da pochi giorni è on-line il questionario con il quale, in vista del Sinodo del 2018, il Vaticano ha chiesto ai giovani del mondo di parlare della fede e della loro vita. Ora, l’arcidiocesi di Colonia ha tradotto il sondaggio on-line ed è la prima diocesi tedesca a dare ai propri giovani la possibilità di rispondere alle domande, in quanto ancora sul sito ufficiale del Sinodo non è presente la traduzione tedesca. Sotto www.jugend-macht-kirche.de sono state inserite anche delle domande supplementari dell’arcidiocesi di Colonia. Nel frattempo la Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in collaborazione con la Federazione dei giovani cattolici tedeschi (Bdkj), sta realizzando una versione tedesca del questionario che dovrebbe quindi essere inserita nel sito ufficiale del Vaticano. Per l’arcivescovo di Colonia, il cardinale Rainer Maria Woelki, “c’è bisogno di sentire cosa pensano i giovani su alcune questioni” perché “dobbiamo imparare a fare affidamento sui nostri giovani, ad avere fiducia nei nostri giovani”. Woelki ribadisce l’importanza della consultazione avviata da Papa Francesco e che scadrà il 30 novembre prossimo, e per questo l’arcidiocesi di Colonia si è mossa in anticipo sui tempi ufficiali, realizzando una propria traduzione per permettere un più profondo discernimento sui temi proposti: vita, famiglia, lavoro, religione, e su argomenti peculiari come la fiducia nelle istituzioni ecclesiali o la genitorialità.

Siccità: stato emergenza, in arrivo 8,6 mln per Parma-Piacenza

Thu, 2017-06-22 16:22

(DIRE-SIR) – Otto milioni e 650.000 euro per affrontare l’emergenza siccità nei territori di Parma e Piacenza, ulteriori deroghe alle norme nazionali per assicurare la fornitura di acqua potabile alla popolazione (anche mediante autobotti) e per potenziare l’approvvigionamento di acqua con interventi strutturali. Lo ha stabilito questa mattina il Consiglio dei ministri, accogliendo così la richiesta di stato di emergenza nazionale presentata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, avanzata lo scorso 13 giugno.
“Abbiamo ottenuto dal Governo quanto chiesto dall’Emilia-Romagna per far fronte ad una situazione eccezionale”, sottolinea il presidente Bonaccini in una nota. “È stato giusto procedere autonomamente alla richiesta di stato di emergenza nazionale perché ci ha consentito di accelerare al massimo i tempi e dare risposte a un territorio dove la siccità ha colpito più che altrove. Stiamo seguendo giorno per giorno la situazione e lavorando per rispondere al meglio alle necessità imposte da una crisi idrica importante”.
Per rispondere all’emergenza siccità nei campi e alle necessità di garantire acqua potabile in tutta la regione, sempre oggi, a Bologna, c’è stata la riunione con i rappresentanti dei Consorzi di bonifica, le associazioni degli agricoltori, i gestori del servizio idrico integrato, Atersir e Arpae per illustrare nel dettaglio le procedure semplificate per le deroghe ai prelievi di acqua, superando i limiti del cosiddetto “deflusso minimo vitale” dei fiumi, in base alla delibera della giunta regionale. Già da ora, i titolari di concessioni possono presentare la domanda di deroga ad Arpae.
“La dichiarazione di stato di emergenza nazionale e le importanti risorse in arrivo sono frutto dell’impegno dalla Regione in stretta collaborazione con il dipartimento nazionale di Protezione civile e i territori”, chiosa l’assessore all’Ambiente, Paola Gazzolo. “Ora continueremo ad essere al fianco della popolazione e degli operatori agricoli, anche mettendo a disposizione le nostre conoscenze e i nostri uffici per supportare le richieste di deroga ai limiti di prelievo di acqua”.
Il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli sottolinea in una nota come il Governo abbia agito “con grande tempestività per dare risposte straordinarie, a fronte della situazione di grave carenza idrica che sta riguardando i consumi domestici e quelli irrigui per l’agricoltura”. Tutte le misure straordinarie che seguiranno lo stato di emergenza- afferma ancora il sottosegretario- verranno stabilite in stretto raccordo con la Regione Emilia Romagna”.

(www.dire.it)

Liturgia e catechesi: mons. Maniago, “lavorare insieme è un dovere”

Thu, 2017-06-22 16:12

“Tra catecheti e liturgisti, lavorare insieme è un dovere. Non c’è soltanto una Chiesa che ce lo chiede, c’è una realtà che chiede l’annuncio del Vangelo e la possibilità di incontrare il Signore, che è l’unica cosa decisiva. È un grido che ci raggiunge e non possiamo con le nostre dispute di bassa lega fare sì che questo grido vada smorzato”. Lo ha affermato questa mattina mons. Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta e presidente della Commissione per la liturgia della Cei, chiudendo il Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani che si è svolto a Salerno. Per Maniago, “è stato interessante vedere la passione con cui un’assemblea come questa ha partecipato. Si è percepita un’intensità grande sia nei piccoli gruppi sia nei momenti insieme”. Rivolgendosi ai sacerdoti, ai catechisti e agli operatori pastorali presenti, il vescovo ha rilavato come questi giorni sono stati il riflesso “di quella passione e di quella intensità con cui quotidianamente vi impegnate e lavorate per una causa che è evidentemente comune”. Maniago ha ribadito che “non si parte da zero” e “sia il percorso che ha fatto la catechesi in questi decenni, sia il percorso che ha fatto la liturgia sono stati lunghi, intensi e molto fruttosi”. “Non c’è paragone – ha evidenziato – tra quello che possiamo offrire adesso, tra le riflessioni che facciamo ora e quelle che si potevano fare qualche anno fa”. Ricordando il tema del convegno – “Bambini e ragazzi nell’azione simbolico-rituale della Chiesa: liturgia e catechesi” – mons. Maniago ha osservato che “pensare ai bambini e a come introdurli in una realtà così importante e per noi decisiva, è un impegno che prende tutti. Su questo argomento dobbiamo mettere le nostre energie migliori che non possono essere in competizione”.

Simposio docenti università: Dionigi, essere oltre le mode ma saper cogliere le sfide dei tempi

Thu, 2017-06-22 16:09

“L’università è se stessa se è altra dalla società, dalla politica, dalle istituzioni: in una parola se è contraltare dell’attualità e resistenza alle mode e al presente. Ma è altresì se stessa se coglie le sfide e i segni dei tempi, se è in sintonia con la storia e non solo col presente, se interpreta il destino dei singoli e della società”. È quanto ha affermato Ivano Dionigi, già magnifico rettore dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, nella Lectio Magistralis tenuta al XIV Simposio internazionale dei docenti universitari, in corso a Roma.
Dionigi ha individuato “nelle due direzioni e tensioni della tradizione e della traduzione” i compiti “permanenti e insostituibili” dell’università, chiamata a confrontarsi con “due rivoluzioni”: quella tecnologica del digitale e quella sociale dell’immigrazione. La prima rivoluzione sfida il pensiero umanistico a “non adagiarsi pigramente su concetti acquisiti”, poiché “questo mondo nuovo va letto con parole originali e con pensieri lunghi, soprattutto nel momento in cui l’uomo per la prima volta rischia di sentirsi inferiore e antiquato rispetto agli effetti che ha causato”. La seconda rivoluzione impone di confrontarsi con “l’arrivo di nuovi popoli” che “spinti da guerra, fame, persecuzione migrano verso il nostro Occidente in cerca di quella giustizia che abbiamo rimosso dal nostro lessico”. “Al pensiero lungo, interrogante e dialogante – ha sottolineato Dionigi – è affidato il compito di dismettere definitivamente il nostro eurocentrismo e di riconoscerci parte”.

G8 di Genova: Amnesty, “nuova condanna Corte europea è buona notizia. Ora introdurre reato di tortura”

Thu, 2017-06-22 16:09

“La nuova condanna da parte della Corte europea dei diritti umani nella sentenza Bartesaghi Gallo e altri contro l’Italia è una buona notizia perché aiuta a fissare nella memoria collettiva una pagina tragica della storia italiana recente che non deve mai più ripetersi”: lo ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia. “È importante anche perché sottolinea la necessità di rafforzare la cultura dei diritti umani tra le forze di polizia ed è un ulteriore sollecito, semmai ce ne fosse bisogno, al nostro Paese affinché si doti di una legislazione che permetta di punire adeguatamente il reato di tortura, che tuttora manca”, ha concluso Marchesi.

Consiglio d’Europa: “nazionalismi e populismi strumentalizzano paure e incertezze”. Jagland, “profonda preoccupazione”

Thu, 2017-06-22 16:04

(Strasburgo) “La forte spinta del populismo nazionalista, gli sforzi continui in materia di integrazione dei migranti e la risposta degli Stati europei ai nuovi attacchi terroristici che hanno colpito l’Europa nel 2016” sono le “maggiori evoluzioni” identificate dalla Commissione contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa (Ecri) nel suo rapporto annuale pubblicato oggi a Strasburgo. “L’impennata del populismo nazionalista – vi si legge – ha contraddistinto il 2016. I movimenti nazionalisti e xenofobi hanno strumentalizzato le paure e le incertezze; gli insulti razzisti e il discorso dell’odio xenofobo hanno raggiunto livelli senza precedenti e sono entrati in molti casi nella tendenza politica dominante”. Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, commenta: “La crescita di politiche populiste in Europa è profondamente preoccupante, in particolare quando è rivolta alle minoranze, inclusi migranti e rifugiati. Invito tutti i responsabili politici a fare tutto ciò che è in loro potere per impedire questa pericolosa tendenza e impegnarsi a costruire società inclusive”.
Il presidente dell’Ecri, Christian Ahlund, ha sottolineato che il discorso dell’odio si sviluppa nella sfera politica e mediatica: “non è sufficiente perseguire penalmente e tenere sotto controllo il discorso dell’odio, dobbiamo contrastarlo attivamente. I codici deontologici interni dei media e dei parlamentari dovrebbero prevedere delle sanzioni. Le élite politiche, religiose e culturali, gli artisti e le celebrità sportive devono partecipare in maniera attiva alla diffusione di un contro-discorso”.

Agricoltura: Acli Terra, “solidarietà a proteste produttori italiani contro grano contaminato dal Canada”

Thu, 2017-06-22 15:51

Acli Terra, che ha come obiettivo primario la tutela delle tipicità locali, esprime oggi solidarietà “ai produttori italiani che in questi giorni stanno protestando contro i continui sbarchi di grano, potenzialmente contaminato, proveniente dal Canada”. Lo afferma Giuseppe Cecere, presidente nazionale dell’associazione professionale agricola delle Acli, a commento dello sbarco nel porto di Bari di circa 600mila quintali di grano probabilmente arricchito con sostanze come micotossina Don, Glifosate e Cadmio. La nave è stata sottoposta a sequestro dalla Procura della Repubblica ma le proteste degli agricoltori riguardano principalmente la mancanza di chiarezza e trasparenza sui controlli. Cecere sottolinea anche la concomitanza dello sbarco con il periodo di trebbiatura del grano e chiede alle autorità che venga fatta luce sull’accaduto: “Ci chiediamo perché le analisi non vengano fatte in loco al momento della partenza, e perché non venga preso in considerazione il rischio elevatissimo di nocività per i consumatori. Più che di una leggerezza nei controlli – conclude – si tratta di una vera e propria spregiudicatezza che tende a favorire le produzioni industriali, a scapito della qualità, della sicurezza alimentare e della tipicità di un prodotto, quale il grano, che è alla base del made in Italy.”

Iniziazione cristiana: mons. Sartor, “armonizzare il vissuto familiare con il vissuto catechetico e liturgico”

Thu, 2017-06-22 15:41

“Solo se la narrazione della Scrittura, l’attenzione costante all’umano e la soggettività della comunità cristiana saranno nostri ambiti di lavoro quotidiano potremo essere fedeli alla felice prospettiva che ci appassiona, a quel destino che ci vede oggi raccolti a condividere come viva armonia la stupenda sinfonia della fede cristiana”. Lo ha affermato questa mattina mons. Paolo Sartor, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale (Ucn), nella relazione conclusiva del Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani che si è svolto a Salerno. “Non abbiamo più tempo per dispute sul primato della liturgia o della catechesi”, ha osservato Sartor, aggiungendo che questo è ancor più vero “dopo Evangelii Gaudium e due Sinodi sulla famiglie” e a maggior ragione “in vista dell’appuntamento sinodale sulla vita e la fede dei giovani e sulla loro vocazione, rispetto al quale se ci sono due settori che sono ampiamente ignorati sono quelli della liturgia e della catechesi”. Sartor ha inoltre rilevato che “se ripartiremo dall’ascolto delle persone, cominciando proprio dai bambini e dai ragazzi con le loro famiglie, avremo il miglior cammino da fare insieme”. Per il direttore dell’Ucn, “un lavoro comune sull’iniziazione offrirebbe la possibilità di ripartire dalla centralità delle relazioni nella comunità, tra le famiglie della comunità, tra preti e laici, per essere comunità emotivamente mature nell’accogliere e accompagnare le famiglie”. “Solo la partecipazione dei bambini ai riti – ha aggiunto – permette a tutti i cristiani di cogliere la multiformità delle espressioni e il diritto di ciascuno a parteciparvi coi propri tempi e i propri riti”. Per Sartor, inoltre, è necessario “armonizzare il vissuto familiare con il vissuto catechetico e liturgico, sapendo che avvengono in tempi e spazi differenti e sono espressi e compresi con linguaggi differenti”. Anche per questo “è necessario fare di più per la formazione liturgica dei catechisti” così com’è necessario “interrogarsi sulla formazione catechetica dei liturgisti”.

Simposio docenti università: mons. Leuzzi, nel cambiamento d’epoca il mondo ha bisogno della carità intellettuale

Thu, 2017-06-22 15:35

“Nel cambiamento d’epoca non è possibile scindere il popolo dalla società, come non è possibile scindere la carità samaritana e politica dalla carità intellettuale. La terza missione dell’università deve svolgere questo ruolo di animazione culturale capace di riannodare i legami della convivenza umana, rendendola funzionale per la crescita di tutto l’uomo e di tutti gli uomini”. Lo ha affermato mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e delegato per la pastorale universitaria, nell’intervento introduttivo al XIV Simposio internazionale dei docenti universitari, presso l’aula magna della Pontificia Università Lateranense. Il titolo del simposio, che si tiene in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, è “La terza missione delle università, dei centri di ricerca e delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica in Europa. Per uno sviluppo umano integrale”.
“Senza l’università – ha sottolineato mons. Leuzzi, richiamando anche l’esperienza del Giubileo – non sarà possibile, o quanto meno sarà più complesso, l’avvio di una nuova elaborazione culturale per costruire la società nel cambiamento d’epoca, come più volte indicato da papa Francesco”. “Il binomio conoscenza-misericordia – ha osservato ancora il vescovo – non solo ha rimesso al centro della vita dell’università la ricerca e la didattica, ma le ha rilanciate in una nuova sintesi che è quella delle progettualità sociale, ossia la terza missione nel cambiamento d’epoca”. In questa prospettiva, “una grande responsabilità è affidata ai docenti e all’intera comunità accademica: il mondo ha bisogno della carità intellettuale”.

Riforma media vaticani: mons. Viganò (SpC), “un approccio più antropologico che tecnocentrico”

Thu, 2017-06-22 15:16

“Un approccio più antropologico che tecnocentrico”. Così la Santa Sede sta affrontando la riforma dei media. Lo ha ribadito oggi mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione (SpC), intervenendo al 4° Meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non (Grottammare, 22-25 giugno). L’incontro, promosso da Ufficio comunicazioni sociali della Cei, Avvenire, Fisc, Sir, Ucsi, Tv2000 e Radio in Blu, “L’Ancora” e “La Vita Picena”, ha come tema una frase di Papa Francesco: “Tutto nel mondo è intimamente connesso”. Analizzando “la connessione dei media”, mons. Viganò ha ricordato che “oggi lo sviluppo del digitale rende possibile ampliare le opportunità non solo di scambio di informazioni ma anche di relazioni, collaborazione e socialità”. In questo contesto, ha sottolineato, “si comprende come abbia un senso parlare di nuovo umanesimo: infatti come l’intervento rinascimentale di Brunelleschi con Santa Maria del Fiore modellava il paesaggio di Firenze, oggi siamo tutti alle prese non solo con la trasformazione di un paesaggio visibile ma anche di uno spazio relazionale e collaborato. Se lo sguardo prospettivo del Quattrocento aveva un punto di fuga attorno al quale comporre lo sguardo, oggi il punto di fuga è moltiplicato tante quante sono le dorsali che connettono meridiani e paralleli digitali ridisegnando nuove geografie. E, oggi come nel Rinascimento, al centro c’è l’uomo, la sua forza e responsabilità nel governare la realtà”. Per questo, ha concluso, anche “nella connessione dei media si può parlare di nuovo umanesimo”.

Rapporto Caritas-Migrantes: Bernasconi (Lombardia), immigrazione è “fenomeno strutturale, non più emergenza”

Thu, 2017-06-22 15:04

“Questo rapporto deve diventare uno strumento di tutte le realtà lombarde, che si trovano in questo momento storico a doversi confrontare con il tema dell’immigrazione. Il punto è proprio questo: per recuperare il patrimonio di civiltà che abbiamo ereditato dai nostri padri, dobbiamo affrontare questo tema con la massima serenità, dal momento che continuiamo a chiamare ‘emergenza’ un fenomeno che è invece strutturale ormai da anni”. Lo ha detto Roberto Bernasconi, direttore della Caritas di Como e referente per il coordinamento regionale “immigrazione” delle Caritas lombarde, nel suo intervento di questa mattina a Milano durante la conferenza di presentazione del XXVI Rapporto Immigrazione di Caritas/Migrantes. Nel corso dell’incontro di stamane, ha preso la parola anche Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali del comune di Milano. “Il rancore fomentato in questi giorni dimostra che non siamo tutti pronti a ragionare sull’immigrazione allo stesso modo – ha ammonito Majorino -. C’è una parte della politica e della società che intende cavalcare le paure della gente verso gli immigrati. In questo modo, però, si mette in moto un gioco strumentale pericoloso che aumenta la distanza con gli stranieri e crea nuovi timori”. Secondo l’assessore, è necessario evitare di “rimanere inchiodati alla logica dell’emergenza, ma occorre fare un passo in avanti puntando a percorsi di dialogo che mettano al centro la diversità. Il tema delle nuove generazioni – ha sottolineato – è una sfida per il nostro futuro che merita politiche e interventi più adeguati”.

Rapporto Caritas/Migrantes: Gualzetti, “in Lombardia sta avvenendo una progressiva integrazione della popolazione straniera”

Thu, 2017-06-22 14:51

“Oltre 181mila persone hanno chiesto di essere accolte in Lombardia tramite la richiesta di asilo e, in un anno, oltre 54mila sono diventati italiani. Il rischio, però, è di focalizzarsi soltanto sui numeri, quando in realtà bisognerebbe allargare lo sguardo sui motivi che spingono queste persone a venire in Italia: non bisogna dimenticare che i conflitti che caratterizzano il Corno d’Africa ci riguardano da vicino, dato che nel prossimo futuro è previsto che oltre 30 milioni di persone lasceranno il proprio Paese per venire in Europa”. È il monito del direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, lanciato questa mattina nel corso della presentazione del XXVI Rapporto Immigrazione di Caritas/Migrantes. Gualzetti, che ha aperto il convegno intitolato “Nuova generazione di italiani”, ha messo l’accento sull’importanza di approvare lo “ius soli”, legge in corso di discussione in Parlamento: “I dati mostrano che in Lombardia sta avvenendo una progressiva integrazione della popolazione straniera – ha detto il direttore della Caritas -. Oltre la metà degli alunni stranieri sui banchi di scuola nella nostra regione potrebbe avere le carte in regola per diventare italiana se fosse approvata la legge sullo ius soli. È venuto il tempo di prendere atto di questa realtà”. Secondo Gualzetti, inoltre, per favorire l’inclusione “occorrono politiche di accoglienza serie, con uno sguardo rivolto ai processi di integrazione che vanno gestiti al meglio. L’obiettivo – ha concluso – è favorire un dialogo costante sia con chi è appena arrivato sia con chi vive in Italia da anni”.

Papa Francesco: domani riceve il luogotenente di gran maestro del Sovrano Ordine di Malta

Thu, 2017-06-22 14:46

Il Luogotenente di Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, fra’ Giacomo Dalla Torre, verrà ricevuto domani mattina da Papa Francesco in occasione della ricorrenza di San Giovanni Battista, Santo protettore del Sovrano Ordine di Malta, che si celebra il 24 giugno. Si tratta della prima udienza con il Pontefice da quando Fra’ Giacomo Dalla Torre è stato eletto Luogotenente di Gran Maestro, lo scorso 29 aprile. Nel corso dell’udienza si farà il punto sul processo di riforma della Carta Costituzionale avviato per rendere l’Ordine di Malta più in linea con le esigenze di una istituzione che negli ultimi anni è cresciuta e ha ampliato in maniera significativa la sua presenza sul territorio. “Il Luogotenente – si legge in una nota dell’Ordine di Malta – illustrerà i principali progetti dell’Ordine di Malta volti a portare aiuto e sostegno ai tanti rifugiati, sfollati e migranti in tutto il mondo”. Nel corso dell’incontro Fra’ Giacomo Dalla Torre presenterà anche le attività in ambito diplomatico per la promozione del rispetto delle leggi umanitarie internazionali con la partecipazione a numerosi summit come il Forum Globale sulla migrazione e lo sviluppo, che si apre a Berlino la prossima settimana. Il contributo per la formazione della Guardia Costiera libica nell’ambito della missione navale Sophia- Eunavfor Med- da parte del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e l’incessante lavoro di assistenza medica ai migranti nel Mar Mediterraneo a bordo delle Navi della Marina Militare italiana saranno altri temi al centro dell’incontro tra il Luogotenente e il Papa. L’Ordine di Malta 120.000 volontari e operatori e circa 2.000 progetti in 120 Paesi del mondo: assicura assistenza medica, sociale e psicologica ai più fragili e vulnerabili.  Al termine dell’udienza la delegazione guidata da fra’ Giacomo Dalla Torre sarà ricevuta dal Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin.

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