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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 25 min 29 sec ago

Poland: 323 new priests ordained in 2017

Wed, 2017-07-19 18:13

323 diocesan priests have been ordained in Poland in 2017. The Diocese of Tarnow, with 25 new priests, tops the list for the number of ordinations, followed by the Archdiocese of Katowice with 18 new priests ordained this year, including 25-year old Tymoteusz Szydlo, the son of Ms Beata Szydlo, head of the Polish government. In the Diocese of Warsaw, there were 17 ordinations to the priesthood, in the Archdiocese of Krakow 13, and in that of Lublin 12. In the last year, 334 new priests were ordained compared to 401 four years ago in 2013. According to educators, the training in seminaries, which usually lasts six years, ends with the ordination of about half of the students. The Statistical Institute of the Catholic Church in Poland informs that in 2014, throughout the country divided into 41 dioceses, there were 148 bishops and 25,000 priests incardinated in the dioceses. The priests belonging to religious congregations, by contrast, were almost 5,800. In 2014, 2,647 seminarians were studying in seminaries across Poland.

Diocesi: Campobasso, mons. Bregantini alla riconsegna del Crocifisso ligneo restaurato di Petrella Tifernina

Wed, 2017-07-19 17:18

Il Crocifisso ligneo della chiesa romanica di San Giorgio Martire (sec. XII) a Petrella Tifernina, in Molise, datato tra il 1400-1500, torna a splendere dopo un lavoro di restauro – della durata di due anni – che lo ha liberato da ben 15 strati di ridipintura e portato avanti da Rsf – Restauratori Senza Frontiere-Italia, grazie al contributo del coro parrocchiale. Venerdì 21 luglio, alle ore 20, presso la chiesa di San Giorgio Martire, avrà luogo la cerimonia di riaccoglienza e presentazione dell’opera inserita in un incontro di riflessione presieduto dall’arcivescovo di Campobasso-Bojano, mons. GianCarlo Bregantini, alla presenza del parroco don Domenico Di Franco. A seguire, una fiaccolata con il Crocifisso ligneo per le vie di Petrella. Sabato 22 luglio, alle ore 16, si terrà il convegno sul tema ” Il Crocifisso ligneo di Petrella Tifernina (CB) Il restauro” presso la Chiesa san Giorgio Martire a Petrella Tifernina.

Abusi coro Ratisbona: p. Zollner (Ccp), “molto importante sensibilizzare Chiesa e istituzioni su prevenzione”

Wed, 2017-07-19 17:11

“Un passo molto importante, anche per la sensibilizzazione di tutta la società e per tutte le istituzioni sia della Chiesa sia fuori dalla Chiesa, perché in una istituzione si possono fare tante cose che possono prevenire l’abuso”. In un’intervista a Radio Vaticana, padre padre Hans Zollner, gesuita e presidente del Centre for child protection della Pontificia Università Gregoriana, definisce in questi termini la volontà del vescovo di Ratisbona di fare luce sugli abusi di cui sono state vittime 547 ragazzi del coro giovanile “Regensburger Domspatzen” e la pubblicità seguita alla vicenda. Per il gesuita occorre prevenire gli abusi ad esempio intervenendo “nella scelta del personale educativo e non educativo, nella educazione e formazione di queste persone che lavorano con i ragazzi: che siano persone sane, che siano persone anche equilibrate e che sappiano cosa è una trasgressione delle loro competenze e una trasgressione in termini di violenze che non sono solo inammissibili ma sono anche reati criminali”. Quanto alle responsabilità dei genitori che non avrebbero dato giusto peso ai racconti dei figli e a quelle delle autorità statali “latitanti” nelle ispezioni scolastiche, p. Zollner spiega che i genitori erano orgogliosi che i loro figli studiassero in “questa scuola prestigiosissima, con la possibilità che diventassero dei grandi musicisti, che potessero fare il giro per il mondo”. Certo, ammette, “gli uffici di sovrintendenza per la educazione e la scuola – dobbiamo dire – che, sì, hanno chiuso gli occhi, hanno chiuso le orecchie e non hanno fatto il loro dovere. Ma è difficile anche giudicare come pensiamo oggi la cosa, perché in quell’epoca probabilmente alcune di queste persone consideravano come un fatto normale che si schiaffeggiassero ancora i ragazzi, anche se questa non era più l’usanza abituale, già dalla fine degli anni ’60 e all’inizio degli anni ’70”. Forse, conclude, “non c’era ancora la sensibilità necessaria” per “denunciare la cosa”.

Abusi coro Ratisbona: p. Zollner (Ccp), “Chiesa ha voluto fare luce nel buio. Dobbiamo affrontare ingiustizie e crimini commessi”

Wed, 2017-07-19 17:06

“E’ stata la volontà del vescovo della città di Ratisbona, la mia città nativa, che ha dato l’incarico ad un avvocato a cui ha offerto tutte le possibilità non solo di consultare gli archivi ma anche di contattare le vittime e di parlare con altre persone coinvolte. Quindi c’è stato il coraggio del vescovo di fare luce in un buio veramente molto profondo”. Padre Hans Zollner, gesuita e presidente del Centre for child protection della Pontificia Università Gregoriana, in un’intervista a Radio Vaticana esprime soddisfazione per come la Chiesa ha voluto fare luce sul terribile scandalo degli abusi subiti tra il 1945 e i primi anni Novanta da 547 ragazzi del coro giovanile “Regensburger Domspatzen”, della cattedrale di Ratisbona (Regensburg). A svolgere le indagini è stato l’avvocato Weber: “Lui – spiega p. Zollner – aveva tutti gli strumenti per indagare, aveva mano libera ed ha lavorato molto rigorosamente, con anche un comitato di consiglieri scientifici. Dunque ha prodotto veramente un rapporto molto ben fatto e ineccepibile nella sua vastità, nella sua profondità e anche nella sua scientificità”. Per il gesuita “dobbiamo vedere in faccia la realtà e dobbiamo affrontare tutte le ingiustizie, i peccati, i crimini che sono stati commessi da parte di sacerdoti e anche da altri impiegati della Chiesa. Ad esempio, in questo caso di Ratisbona, c’erano anche molti educatori laici del liceo impiegati nell’internato di questa scuola, che hanno abusato con violenza fisica e anche sessuale dei ragazzi”.

Diocesi: Udine, “Incontri in biblioteca”, dialogo su otto biografie da don Milani a pre Toni Beline

Wed, 2017-07-19 17:03

Nell’ambito dell’iniziativa “Documenti e memoria: incontri in Biblioteca” a cura della Biblioteca del Seminario di Udine, don Federico Grosso, prodirettore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Udine, giovedì 20 luglio alle 20.30 nel Centro culturale “Paolino d’Aquileia” a Udine, parlerà sul tema della biografia in rapporto alla teologia al quale ha già dedicato un libro intitolato “Teologia e biografia: un dialogo aperto. Stili e criteri per una proposta teologica esistentivo-testimoniale” (Edizioni Messaggero Padova). L’autore ha scelto di narrare le biografie e le fisionomie teologiche di quattro coppie di personaggi-autori – da don Lorenzo Milani a don Primo Mazzolari, passando per i friulani pre Toni Belline e pre Checo Placereani. “Il mio obiettivo – spiega don Grosso – era quello di individuare, passando attraverso biografie concrete, le tracce di una proposta teologica incisiva nel suo ieri e nel suo oggi, insomma, dei modelli di riferimento”.

Aborto: Forum Famiglie Marche, “promuoviamo il parto in anonimato come alternativa umana”

Wed, 2017-07-19 16:47

“Oltre a nuovi modi per abortire, sperimentiamo anche protocolli di valutazione delle motivazioni delle richieste di Ivg e di interventi integrati con il privato sociale che negli ultimi 40 anni ha dato prova di poter fare la differenza, e promuoviamo in maniera convinta il parto in anonimato come alternativa umana all’aborto”. È l’appello lanciato dal Forum delle associazioni familiari delle Marche ai consiglieri regionali marchigiani a seguito del prolungamento deciso dalla Regione della sperimentazione della “interruzione volontaria di gravidanza farmacologia”, in alternativa all’aborto chirurgico, fino al 30 settembre 2018. “Con l’aborto chimico – osserva il Forum – si riducono i costi legati alla ospedalizzazione” e “si affida l’intervento direttamente alla mano della madre che assume da sola la pillola letale, alleggerendo il lavoro e forse la coscienza di medici ed infermieri non obiettori, che ormai hanno capito che l’aborto non ha nulla a che fare con la salute della donna, se non nel senso di minacciarla”. Inoltre, così “si riducono anche i tempi, in quanto l’aborto chimico non può essere praticato oltre una certa settimana di gravidanza e quindi bisogna fare presto, non c’è tempo per troppi ragionamenti”. Ma – sottolinea il Forum marchigiano – con l’aborto una donna non sceglie se essere madre oppure se non esserlo, ma sceglie se essere madre di un figlio vivo o essere madre di un figlio morto”. Per questo viene chiesto di sostenere misure alternative all’aborto consentendo di portare a termine la gravidanza, perché “dopo non molto tempo – conclude la nota – quella madre sarà felice di aver dato alla luce suo figlio, e di averlo tenuto oppure affidato per amore ad un destino migliore”.

Austria: Aiuto alla Chiesa che soffre costruisce scuole e chiese in Sudan

Wed, 2017-07-19 16:43

“Aiuto alla Chiesa che Soffre” Austria (Acf) ha in atto una serie di progetti in favore della Chiesa sudanese, per la costruzione di scuole, chiese e centri di aggregazione sociale. Acf ha presentato ieri durante una conferenza stampa a Vienna, il programma con il quale sostiene lo sviluppo del sistema scolastico alla base del progetto. “Molti bambini restano tutto il giorno in giro per strada se non vengono a scuola da noi – ha detto padre Daniele, missionario italiano del cammino neocatecumenale incardinato nel clero di Khartoum – e i loro genitori non si preoccupano di loro. I bambini non ricevono attenzione, tenerezza, certamente non dai loro padri”. Il religioso si prende particolarmente cura dei bambini ed integra l’azione tra scuola e parrocchia: le condizioni di vita dei bambini sono “molto difficili” e le loro famiglie sono povere e di grandi dimensioni. Acf ha riposto grandi speranze nello sviluppo del sistema scolare: “Le nostre risorse umili sono qui: altrimenti senza educazione dei figli non hanno alcuna possibilità di una vita migliore” ha sottolineato padre Daniele. Le scuole della Chiesa stanno guadagnando il rispetto della maggioranza musulmana della popolazione. L’afflusso nelle città della popolazione è continuo e lo Stato non ha fondi per intervenire: nella sola Khartoum la Chiesa gestisce una ventina di scuole pubbliche con alunni cristiani e musulmani. Il missionario, che ha dieci anni di esperienza nel Sud-Sudan, ricorda che “abbiamo a malapena i soldi per gli insegnanti e i libri, ma anche se non riceviamo fondi da tasse scolastiche nessuno viene mandato via”.

Pace: Comunità Papa Giovanni XXIII, nel fine settimana a Rimini “Operazione Colomba” celebra 25 anni in prima linea nelle guerre

Wed, 2017-07-19 16:28

In occasione del “Colombaraduno”, in programma a Rimini per sabato 22 e domenica 23 luglio, verranno celebrati i 25 anni di attività di “Operazione Colomba” nelle zone di guerra. Il corpo nonviolento di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII è nato infatti nell’estate del 1992, nel pieno del conflitto bellico in ex-Jugoslavia, “dall’intraprendenza – si legge in una nota – di alcuni giovani romagnoli sostenuti da don Oreste Benzi, che ha sempre creduto nella potenzialità di questo progetto”. “Portare la presenza di volontari civili, non armati, al fianco dei più poveri, nel cuore delle guerre. Da questa intuizione – spiega Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII – si è poi scoperto che il modello di intervento funziona: dove sono presenti i nostri volontari, allora la violenza si riduce e si favorisce il dialogo”. Dal 1992, prosegue, “siamo intervenuti nella maggior parte delle crisi belliche degli ultimi anni: dalla Cecenia al Congo, da Timor Est al Chiapas”. In 25 anni la Comunità di don Benzi, tramite i progetti di “Operazione Colomba” è intervenuta in 17 situazioni di guerra o di conflitto nel mondo con circa 2.000 volontari. Oggi “Operazione Colomba” è presente in Israele e Palestina, Libano, Albania e Colombia dove denunciano violenze, aggressioni e abusi, proteggono popolazioni e profughi. Dalla Siria, conclude la nota, “grazie ai corridoi umanitari, legali e sicuri, sono riusciti a portare in Italia le famiglie più fragili”.

Europa: Giovannini (giornalista Rai), “nell’epoca dei muri e del filo spinato viaggiano tranquillamente capitali sporchi e armi”

Wed, 2017-07-19 16:25

“Viviamo un grande paradosso; l’epoca dei muri e del filo spinato ma sappiamo che i capitali, soprattutto quelli sporchi, viaggiano tranquillamente come le armi. I Balcani sono un’armeria a cielo aperto. Eppure l’utilità dei muri ha fatto breccia nelle persone perché manca una coscienza del demos europeo”. “Esiste una finanza che legittimamente è internazionale e di per sé non c’è nulla di male; il problema è quando opera a discapito delle persone, e la politica serve proprio a costruire degli argini contro la finanza e il capitalismo deviati”. “Noi possiamo diventare un unico popolo senza dover annacquare o addirittura sciogliere le nostre identità: questa è un’idea sbagliata eppure su queste cose i tabloid inglesi hanno costruito la propaganda pro Brexit”. La “colpa” però è anche la “mancanza di coraggio di classi dirigenti e giornalisti che hanno lasciato la parola ‘identità’ ostaggio delle destre populiste, mentre deve essere riscoperta in chiave diversa alla luce dello stato di diritto, della parità uomo donna, del rispetto dei diritti umani, del pluralismo politico: è questo che ci caratterizza in quanto europei”. E a proposito di populismi e retorica antieuropeista, un ruolo forte ce l’hanno le donne e, in quanto tali, più subdolo. Perché? Richiamando Marine Le Pen; Frauke Petry, leader di Alternative für Deutschland, il più importante partito di estrema destra in Germania dai tempi della seconda guerra mondiale, detta “Adolfina” dai suoi detrattori; la premier polacca Beata Szydlo, Giovannini spiega: “Attraverso un volto femminile le donne esprimono in modo astutamente rassicurante e mite pensieri radicali. Hanno capito che possono veicolare messaggi di chiusura sotto l’immagine della nazione come grande grembo materno che va tutelato per proteggere meglio i propri cittadini”.

EU Commission: a consultation about the implementation of the EU strategy for the social inclusion of the Roma opening now

Wed, 2017-07-19 16:21

(Brussels) – A public consultation to take stock of the implementation of the EU strategy for the social inclusion of the Roma, adopted in 2011, was opened by the European Commission today. The deadline of the Strategy for the promotion of the social and economic inclusion of the Roma and the fight against discrimination will be 2020. The Strategy is focussed on four key areas: education, employment, health, and housing. In the midst of the process for the implementation of the Strategy, the EU Commission wants to “take stock of the results achieved and find in which areas more must be done”. “Citizens, organisations, businesses and institutions” of any kind that are interested in the social inclusion of the Roma can answer the 15-question questionnaire that will be on the EUSurvey platform until October 25th. The EU Commission will then publish a summary of the answers at the end of the consultation, so that a “better, more effective strategy” can be devised for after 2020. It is important that “the weaknesses of our policy” be understood, Vera Jourová, Commissioner for Justice Consumers and Gender Equality, stated today. “I am on the side of the outcasts and those who are left out, so I want us to take all the effective, concrete steps we can to improve the situation of the Roma”, the Commissioner added.

Commissione Ue: aperta una consultazione sull’implementazione della strategia Ue per l’integrazione dei Rom

Wed, 2017-07-19 16:21

(Bruxelles) – Una consultazione pubblica per verificare l’implementazione della Strategia Ue per l’integrazione dei Rom, adottata nel 2011, è stata aperta oggi dalla Commissione europea. La Strategia ha come obiettivo temporale il 2020 per la promozione dell’inclusione sociale ed economica dei Rom e la lotta alla discriminazione. Si concentra su quattro ambiti principali: istruzione, occupazione, salute e abitazione. A metà del percorso d’implementazione della Strategia, la Commissione vuole “fare il punto dei risultati raggiunti e identificare gli ambiti dove è necessario fare di più”. Al questionario, composto da 16 domande che saranno sulla piattaforma EUSurvey fino al 25 ottobre, possono rispondere “cittadini, organizzazioni, imprese e istituzioni” di ogni genere, interessate al tema dell’integrazione dei Rom. La Commissione si è impegnata a pubblicare poi una sintesi delle risposte, al termine della consultazione, per pensare a “una strategia migliore e più efficiente” negli anni successivi al 2020. È importante identificare “i punti deboli della nostra azione”, ha dichiarato oggi Vera Jourová, Commissaria per la giustizia, i consumatori e l’uguaglianza di genere. “Io sto dalla parte di chi è escluso o lasciato ai margini, perciò voglio che facciamo tutti i possibili passi concreti ed efficaci per migliorare la situazione dei rom”, ha aggiunto la Commissaria.

Migranti stagionali: Forti (Caritas) al Foro Boario di Saluzzo, “c’è bisogno di risposte immediate”

Wed, 2017-07-19 16:14

“Chiediamo ai rappresentanti del governo di intervenire sulla situazione del Foro Boario a Saluzzo affiancando le istituzioni locali. C’è bisogno di risposte immediate”: questa la richiesta di Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana, in questi giorni in visita a Saluzzo (Cuneo) al Foro Boario, l’area dove ogni anno vivono, in condizioni molto precarie, i migranti stagionali che arrivano per la raccolta di frutta.

Dal 17 al 19 luglio la Caritas italiana ha organizzato a Saluzzo un incontro tra i 18 punti del “Progetto Presidio” contro lo sfruttamento lavorativo in agricoltura presenti in Italia, che coinvolge 10 Caritas diocesane. Lo scopo è raccogliere spunti per migliorare i propri servizi.  “Siamo ancora in tempo per salvaguardare un equilibrio quasi instabile nella tendopoli di Saluzzo”, ha detto ieri Forti incontrando i sindaci del territorio e dichiarando la “totale disponibilità di Caritas italiana a collaborare con le istituzioni”. A Saluzzo è stato anche inaugurato il mini campo accoglienza del progetto della Caritas diocesana di Saluzzo e per circa 60 migranti lavoratori stagionali.

A Saluzzo l'inaugurazione del mini campo accoglienza di @SaluzzoMigrante e #Lagnascogroup per circa 60 migranti lavoratori stagionali pic.twitter.com/Z7LrZ9Ewi8

— Luciana Forlino (@ForlinoLuciana) July 19, 2017

 

Ecumenismo: Sae, da domenica ad Assisi sessione su “Riforma, profezia tradizione nelle Chiese”

Wed, 2017-07-19 16:03

Prenderà il via domenica 23 luglio, presso la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli (Assisi), la 54ª Sessione di formazione ecumenica del Segretariato attività ecumeniche (Sae), associazione interconfessionale di laici a partire dal dialogo ebraico-cristiano. I lavori, ai quali parteciperanno fino al 29 luglio circa 250 persone, saranno dedicati al tema “È parso bene allo Spirito Santo e noi” (At 15,28). Riforma, profezia tradizione nelle Chiese” e offriranno l’opportunità per riprendere – si legge in una nota – “un trinomio esaminato nel 2016 mettendo in primo piano l’elemento della Riforma vista come esigenza di rinnovamento appartenente a ogni Chiesa cristiana”. In programma tavole rotonde e gruppi di studio. “La settimana – prosegue la nota – si presenta come un’esperienza ecumenica integrale che unisce studio, liturgia, convivialità, meditazioni bibliche, fruizione artistica, dove alla base di tutto ci sono le relazioni umane. Anche i bambini e i ragazzi presenti con le famiglie potranno partecipare ai lavori attraverso un percorso ideato appositamente per loro”. Tra i relatori e le relatrici ci sono esponenti di diverse Chiese e religioni: gli evangelici Eric Noffke, Paolo Ricca, Luca Maria Negro, Davide Romano, Anna Maffei; i cattolici Lisa Cremaschi, Francesca Cocchini, Severino Dianich, Carlo Molari, Simone Morandini, Giovanni Cereti, Gianfranco Bottoni, Andrea Grillo; gli ortodossi Traian Valdman e Dionisios Papavasileiou; gli ebrei Anna Foa, Bruno Segre, Barbara Aiello; i musulmani Nibras Breigheche e Chaimaa Fathii. Previste le collaborazioni nella liturgia con i monaci di Bose presenti a San Masseo, le suore dell’Atonement di Assisi, la Pro Civitate Christiana di Assisi che ospiterà il Culto di Santa Cena, i Frati minori della Basilica di Santa Maria degli Angeli che ospiterà la preghiera ortodossa. La Domus Pacis ospiterà le celebrazioni ecumeniche di apertura e di chiusura della sessione e l’Eucaristia presieduta da don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale ecumenismo e dialogo della Cei, e l’accoglienza dello Shabbat.

Commissione Ue: “Il nostro personale sia valutato indipendentemente da età, sesso, orientamento sessuale o disabilità”

Wed, 2017-07-19 15:49

(Bruxelles) La Commissione europea ha introdotto nuove norme nella sua politica per le risorse umane: si è data l’obiettivo di avere al 1 novembre 2019 il 40% dei posti di responsabilità occupato da donne e ha introdotto una nuova “Carta della diversità e l’inclusione”. Le istituzioni Ue devono diventare “un posto di lavoro migliore per tutti”, comprese donne, disabili, gay e lesbiche, transessuali e personale più anziano, spiega una nota diffusa dalla Commissione oggi. Per ogni categoria la Carta dà indicazioni specifiche. Altro obiettivo è “valorizzare al meglio i talenti di tutti gli impiegati della Commissione”. Tra le misure per favorire le donne in posizione di responsabilità, la definizione di “obiettivi individuali per i vari dipartimenti quando si assumono nuovi Capi unità” e sollecitazioni a “cercare candidature femminili adeguate prima di procedere ad una nuova nomina”, per i dipartimenti che non rispettano la percentuale. “Vogliamo che il nostro personale sia valutato e accettato, indipendentemente dall’età, sesso, orientamento sessuale o disabilità”, ha commentato il commissario Gunther H. Oettinger, incaricato del bilancio e delle risorse umane. “Se ci baseremo su questa diversità, saremo più innovativi e offriremo risultati migliori per i nostri cittadini”. Le organizzazioni che hanno “una forza lavoro diversificata e sono inclusivi verso tutti, tendono a fornire risultati migliori, innovare di più e prendono decisioni migliori” si legge nella nota della Commissione.

Europa: Giovannini (giornalista Rai), “in tema di immigrazione passiamo dalla rimozione all’emergenza al pietismo”

Wed, 2017-07-19 15:47

Per comunicare l’Europa “occorre rinnovare il linguaggio. Come giornalisti abbiamo grandi responsabilità” e “chi nutre sospetti sulla nostra categoria a volte ha ragione”. Lo sostiene Eva Giovannini, giornalista Rai, intervenuta alla seconda giornata di Acting EurHope in corso a Roma fino a sabato. “E’ difficile – ammette – fare questo mestiere senza piegarsi alla retorica di chi ci accusa di essere bugiardi o di propagare fake news. Inoltre, la brevità della comunicazione alimenta la semplificazione-banalizzazione della complessità e favorisce il cinismo, mentre Internet inasprisce il sospetto di complottismo”. In tema di immigrazione, osserva, “passiamo dalla rimozione del problema al lessico dell’emergenza al pietismo. Soprattutto nel gioco della rappresentazione ne parliamo senza dare veramente voce all’oggetto del dibattito: gli immigrati con le loro storie”. E ancora: “Che senso ha parlare di solidarietà se si chiudono le porte a chi fugge dalle guerre? Come possiamo chiamarci europei?”. “Siamo molto indietro sulla comunicazione sull’Europa – sostiene Giovannini – ma quest’ultima non ci aiuta: tra gli annunci e le loro realizzazioni passano spesso tempi biblici: un esempio per tutti il roaming gratuito, annunciato cinque anni fa come imminente e attuato un mese fa”. Difficile smantellare le fake news: fra le tante quella sui presunti costi stratosferici dei burocrati europei che “in realtà – chiarisce la giornalista – costano ad ognuno dei 500 milioni di cittadini Ue 1 euro e 40 centesimi al mese”.

Accoglienza: Milano, al Memoriale della Shoah accolti ogni notte fino al 15 settembre 35 profughi in transito

Wed, 2017-07-19 15:40

Trentacinque profughi in transito saranno accolti, ogni notte, al Memoriale della Shoah di Milano fino al 15 settembre. L’iniziativa, partita il 16 luglio e realizzata per la terza estate consecutiva, è promossa dalla Fondazione Memoriale della Shoah in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio. Dal 2015, anno di inizio del progetto di accoglienza, il Memoriale ha accolto 6.350 profughi tra uomini, donne e bambini, provenienti da Eritrea, Siria, Sudan e da altri 23 Paesi, “mettendo a loro disposizione – si legge in una nota – brandine fornite dalla Protezione Civile, pasti caldi e servizi igienici, oltre al calore e alla disponibilità dei volontari della Comunità di Sant’Egidio, responsabile del coordinamento e della gestione dell’accoglienza”. “Sentiamo il dovere morale di fare sentire a casa chi dalla propria casa è dovuto fuggire”, spiega Roberto Jarach, vicepresidente della Fondazione Memoriale della Shoah. “Anche perché – aggiunge – le mura del Memoriale raccontano migliaia di storie di fuga, angoscia, indifferenza: quella stessa indifferenza raccontata, e denunciata, dalla scritta che campeggia nell’atrio del Memoriale”. “All’annuncio dell’accoglienza al Memoriale della Shoah, anche quest’anno sono centinaia le persone che ci hanno contattato per aiutare in tanti modi”, afferma Stefano Pasta, della Comunità di Sant’Egidio, rilevando che “se la xenofobia e l’ostilità possono essere contagiose, la solidarietà lo è altrettanto”. “Con l’accoglienza dei profughi – prosegue – nata dall’insegnamento della scritta ‘indifferenza’ all’ingresso del Memoriale, vogliamo contribuire a costruire l’Europa dei ponti e non dei muri”.

Giovani: 250 “europei del Sud” e migranti all’evento #CartadiLeuca.1 nel nome di don Tonino Bello

Wed, 2017-07-19 15:30

Oltre 250 giovani europei e richiedenti asilo ospiti nei centri Sprar e nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) pugliesi si riuniranno dal 10 al 14 agosto a Santa Maria di Leuca per la seconda edizione dell’evento internazionale “#cartadileuca.1 – Mediterraneo, un porto di fraternità”, promosso dalla Fondazione di partecipazione “Parco culturale ecclesiale Terre del Capo di Leuca” (espressione della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca), in collaborazione con Regione Puglia, Migrantes, Focsiv, Comunità di Sant’Egidio, Banca Etica, Finetica e altre realtà nazionali e internazionali. L’obiettivo è far incontrare i giovani europei e dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo per dialogare su temi quali la democrazia, la fraternità, la pace, il lavoro. L’evento è stato presentato oggi a Roma nella sede della Fondazione Con il Sud. “È una iniziativa in sintonia con il nostro territorio – ha detto al Sir monsignor Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca -, per tenere fede alla nostra identità di ‘europei del Mediterraneo'”. Nel territorio diocesano, ad Alessano, c’è anche la tomba del Servo di Dio don Tonino Bello: “Non vogliamo solo custodire un monumento ma attualizzare il suo messaggio, il suo esempio e i suoi insegnamenti”. E come il territorio pugliese ha saputo accogliere negli anni ’90 gli albanesi che sbarcavano con le navi, oggi mons. Angiuli lancia un appello: “Un fenomeno così importante e decisivo come le migrazioni ritrovi consenso e apporto da parte di tutti noi”. Già lo scorso anno 130 giovani avevano stilato la prima Carta di Leuca, che quest’anno sarà firmata dopo la camminata notturna del 14 agosto verso il santuario di Leuca. Conterrà appelli ai governanti contro muri e divisioni e a favore dell’integrazione e della fraternità. Novità di quest’anno, ha spiegato don Jonatan De Marco, vicedirettore del Parco “Terre del Capo di di Leuca” è la presenza di quattro “Tende della convivialità” per far discutere i giovani su temi diversi, quali l’ambiente, la cultura e la comunicazione, il turismo sostenibile, lo sviluppo integrale: “Vogliamo che dal confronto emergano iniziative concrete. L’idea più fattibile sarà accompagnata e sostenuta da Banca Etica”. Gianfranco Cattai, presidente Focsiv, ha auspicato che “Leuca diventi un laboratorio potente per l’Europa e un appuntamento fisso a cui non mancare”. Anche Alberto Quattrucci, della Comunità di Sant’Egidio, sogna “un movimento di giovani del Sud Europa per creare comunità che possano integrare”. Nicoletta Dentico, di Banca Etica, ha invitato a dedicare attenzione a “giovani e migranti, perché hanno energia, idee originali e innovative”. I giovani possono partecipare gratuitamente all’evento iscrivendosi sul sito www.camminidileuca.it entro il 30 luglio.

Europa: Giovannini (giornalista Rai), “negli ultimi due anni costruiti sette muri interni”

Wed, 2017-07-19 15:26

“In Europa negli ultimi due anni la situazione è precipitata. Sono stati costruiti sette muri interni, i passi indietro sono stati moltissimi”. Non ha dubbi Eva Giovannini, giornalista Rai. Alla seconda giornata di Acting EurHope, Summer School promossa a Roma dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio (18 -22 luglio), Giovannini parte dall’inchiesta condotta fra il 2012 e il 2015 sui nazionalismi in Europa: “Europa anno zero – Il ritorno dei nazionalismi” e racconta di avere intervistato “militanti, sostenitori e leader dei partiti che nel progetto europeo non credono e soffiano sul fuoco della paura”. “Non c’è da stare molto tranquilli – afferma – neppure oggi dopo la vittoria di Macron con un successo del 66%, quasi un plebiscito è stato detto, ma a fronte di un’astensione del 25% e di un Front national raddoppiato, quindi tutt’altro che sgonfiato”. Secondo la giornalista è presto per dire se ha vinto l’europeismo: “Occorre fare un distinguo, e non solo in Francia ma anche in Olanda. È nel lungo periodo che le tendenze vanno analizzate”. “In Gran Bretagna ha vinto la Brexit” e in Germania non devono meravigliare certi spostamenti di partiti “a destra”. Se nel Paese “locomotiva dell’Europa – chiosa -, ci sono 7 milioni di working poors, figli dei minijobs, nei land più poveri come la Sassonia questi partiti nazionalisti soffiano sul fuoco”. Per Giovannini, “se non affronta seriamente la questione economica e del lavoro, sarà sempre più facile far credere a chi ha le tasche sempre più vuote la favola del cattivo che sta arrivando e sta scippando sanità e pensioni. Insomma, qualsiasi formazione populista potrebbe sottrarre facilmente voti ai partiti cosiddetti europeisti”.

Europa: Zin (esperto), “problema di giurisdizione” e “deficit di democrazia”

Wed, 2017-07-19 15:23

Un percorso tormentato, quello della costruzione europea, scandito da” un passo avanti e due indietro come quelli riguardanti il sogno di Alcide De Gasperi di una costruzione della comunità europea di difesa, accarezzato nel 1952 e naufragato due anni dopo”. A narrare la storia dell’attuale Ue è Edoardo Zin, esperto di Europa, alla seconda giornata della Summer School Acting EurHope in corso a Roma fino al 22 luglio. “Dopo il carbone e l’acciaio è la volta dell’energia atomica e nel 1957 si trovano a Roma sei Paesi, tutte democrazie, per firmare un nuovo Trattato (il cosiddetto Trattato di Roma) incentrato su quattro punti fondamentali: lo sviluppo delle istituzioni comuni, la creazione di un mercato unico, la fusione progressiva delle economie, la graduale armonizzazione delle politiche sociali”. Oggi, di fronte all’euroscetticismo, per Zin esiste “anzitutto un problema di giurisdizione: bisogna che l’Europa passi dall’intergovernabilità al federalismo” perché l’Europa “è una federazione” e non è sufficiente che gli Stati “cedano determinate competenze all’Ue”. “Manca una politica estera comune; abbiamo un europarlamento strapieno di lobby che esercitano influenze fortissime. L’euroscetticismo e i populismi nascono anche da queste cose”. “In Europa – conclude Zin – abbiamo un deficit di democrazia. La Commissione dovrebbe rappresentare il governo dell’Ue ma deve sottostare al Consiglio formato dai capi di Stato e di governo dei 28 paesi che le impongono determinate scelte politiche”.

Diocesi: Perugia, una cena “Sapori e colori dal mondo” per condividere cibo e amicizia

Wed, 2017-07-19 15:19

“Sapori e colori dal mondo” è l’iniziativa della comunità parrocchiale di Ponte Pattoli (frazione a nord di Perugia) e di altre associazioni del territorio rivolta alle tante famiglie provenienti da altre regioni italiane e dall’estero e che da anni vivono in questa zona che fa parte dell’Alta Valle del Tevere perugino (21a Unità pastorale dell’arcidiocesi con i suoi 10mila abitanti). L’evento avrà luogo presso il locale ‘Cva’ della parrocchia giovedì sera 20 luglio (ore 20), Si tratta di una cena a buffet con musica dal vivo, canti e balli in costumi tipici, alla quale si può partecipare anche portando da casa piatti della regione o della nazione di origine per condividerli con tutti. L’iniziativa coinvolge molti parrocchiani impegnati in attività di volontariato sociale e caritativo, con l’unico obiettivo di condividere non soltanto cibo proveniente ma anche momenti di amicizia tra culture e popoli diversi. Il 4 giugno scorso la stessa comunità parrocchiale aveva organizzato la 3a edizione del “Pranzo della Misericordia” per famiglie in difficoltà.

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