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Via Pulchritudinis: mons. Palombella (Cappella Sistina), “un concerto con il meglio del nostro archivio rinascimentale”. Piccinetti (Fiera Roma), “già richieste da Corea del Sud, Spagna e Argentina”

Mon, 2017-12-18 14:42

“Un unicum” nel panorama internazionale, per il quale “ci sono già arrivate richieste da Corea del Sud, Spagna e Argentina”. Così Pietro Piccinetti, amministratore unico di Fiera Roma – durante la conferenza stampa di presentazione, svoltasi presso la Radio Vaticana – ha definito “Via Pulchritudinis”, l’Expo internazionale di arte sacra in programma dal 3 al 6 febbraio alla Fiera di Roma. Il 3 febbraio, giorno dell’apertura, alle ore 19 è in programma un concerto del Coro della Cappella musicale pontificia Sistina, che eseguirà “il meglio del repertorio tratto dal nostro archivio rinascimentale”, ha annunciato il direttore, il maestro Massimo Palombella, che la mattina al 3 febbraio, alle 11, parteciperà ad una tavola rotonda sulla musica sacra con mons. Marco Frisina, maestro del Coro della diocesi di Roma, e Jean Paul Lecot, maestro di Cappella del Santuario di Lourdes. La Cappella Sistina, ha ricordato Palombella, “è la più antica istituzione corale del mondo ancora in attività” e possiede “il più grande archivio al mondo di musica rinascimentale”, custodito dagli inizi del Novecento negli Archivi vaticani e ora diffuso musicalmente, nelle partiture originali, anche grazie alla collaborazione tra il Coro della Cappella Sistina e la Deutsche Grammophone. I tesori musicali rinascimentali inediti dell’Archivio, ha reso noto Palombella, durante il concerto del 3 febbraio “verranno incastonati lungo il cammino dell’anno liturgico: dall’Avvento alla solennità dei Santi Pietro e Paolo”. Destinatari principali di “Via Pulchritudinis” sono tutti gli operatori dei settori merceologici dell’arte sacra, dell’accoglienza professionale e del turismo religioso.

Rifugiati: Centro Astalli, inaugurati i nuovi locali ristrutturati della mensa “nel cuore di Roma”

Mon, 2017-12-18 14:34

Un impianto di areazione a norma, docce e uffici ristrutturati: sono stati inaugurati oggi a Roma da mons. Angelo De Donatis, vicario di Roma, i nuovi locali della mensa per richiedenti asilo e rifugiati del Centro Astalli, il servizio dei gesuiti per rifugiati, dove ogni giorno passano in media circa 300 persone. Nel 2016 sono stati almeno 20.000 i richiedenti asilo e rifugiati che hanno usufruito dei servizi in via degli Astalli 14a, un importante punto di riferimento nella capitale che offre gratuitamente pasti, docce, ambulatorio medico e orientamento socio-legale. “Qui tutto ebbe inizio 30 anni fa dall’intuizione di padre Arrupe – ha detto padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli -. Questo luogo è diventato casa per tante persone, forse quasi un milione in più di trent’anni. Un luogo nel cuore della nostra città, un luogo semplice, poco visibile e sottoterra che diviene casa per una persona straniera”. Non è secondario, ha precisato padre Ripamonti, “che questa mensa si trovi nel cuore di Roma, capitale del nostro Paese. È un seme di umanità che va curato e difeso perché è baluardo contro la disumanizzazione e la criminalizzazione dell’azione umanitaria, è baluardo contro ogni forma di intolleranza più o meno manifesta”.  Una rifugiata del Camerun, Sussy Ntoko, ha raccontato la storia della sua difficile fuga da sola, lasciando la figlia da una sorella in Nigeria, perché le loro vite erano in pericolo: “La destinazione non mi importava. dovevo solo trovare un posto sicuro – ha detto -. La mia prima casa in Italia è questo posto. Qui ci sono i miei amici, il mio medico, il mio avvocato. Ho capito che per un rifugiato in un Paese straniero la cosa più importante è sapere che c’è qualcuno che ti conosce e ti riconosce”. Alla ristrutturazione hanno contribuito la Fondazione Bnl e il gruppo Bnp Paribas, che l’ha sostenuta nell’ambito del progetto internazionale “Support to refugees”. Luigi Abete, presidente Bnl, ha ricordato che “essere proattivi nella solidarietà non è solo un atto di bontà ma un grande investimento sociale e culturale”.

Via Pulchritudinis: mons. Fisichella (Santa Sede), no a “sciatteria nelle nostre celebrazioni”

Mon, 2017-12-18 14:27

“Molte volte c’è una sciatteria nelle nostre celebrazioni che mette paura”. A lanciare il grido d’allarme, a proposito degli abiti e degli arredi liturgici, è stato mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione (Pcpne), presentando oggi, nella Sala Marconi della Radio Vaticana, “Via Pulchritudinis”: quattro giorni, dal 3 al 6 febbraio 2018, per “riflettere su quello che è oggi l’arte religiosa” nelle sue varie forme – dalla pittura alla musica, dalla scultura all’architettura – grazie alla prima Expo internazionale dedicata all’arte sacra, organizzata da Fiera Roma e Fivit in collaborazione con il Pcpne. Di “Via Pulchritudinis”, ha ricordato Fisichella ai giornalisti a proposito di una delle competenze del suo dicastero, “parla Papa Francesco in uno dei suoi primi documenti, l’Evangelii gaudium,  da lui stesso definita il documento programmatico del pontificato”. Per il Papa, l’annuncio cristiano “non è solamente una cosa vera e giusta, ma anche bella”, e la “Via Pulchritudinis” aiuta la trasmissione della fede, compito che implica anche “il coraggio di trovare nuovi segni, nuovi simboli e nuove espressioni”. Quattro i temi principali della rassegna, uno per ogni giornata: musica sacra; architettura e spazio liturgico; arredi liturgici; scultura, mosaico, vetrate. Il primo giorno, 3 febbraio, è in programma una tavola rotonda sulla musica sacra, e si concluderà alle ore 19 con un concerto nella Cappella Sistina per tutti i partecipanti. Il 4 febbraio è dedicato all’architettura e allo spazio liturgico e prevede una tavola rotonda, alle 15.30, cui parteciperanno l’architetto Andrea Longhi, docente di storia dell’architettura al Politecnico di Torino, il liturgista Crispino Valenziano e mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica e già direttore dell’Ufficio Cei per i beni culturali. Tra le domande della tavola rotonda, ha anticipato Fisichella: “Come si costruisce una chiesa, e chi costruisce una chiesa, un architetto credente o un architetto famoso non credente? Si devono copiare gli stili antichi, come il romanico o il gotico, oppure ogni volta che si entra in una chiesa moderna ci si deve imbattere in una chiesa brutta?”. Il 5 febbraio si parlerà di arredi liturgici con una tavola rotonda, alle 15.30, cui parteciperanno mons. Corrado Maggioni, sottosegretario della Congregazione per il Culto Divino e i Sacramenti, il liturgista Giorgio Bonaccorso e Sara Piccolo Paci, docente di storia dell’arte e di storia del costume, della moda e di antropologia culturale. La tavola rotonda conclusiva, il 6 febbraio alle 15.30, è infine dedicata “al ruolo dei musei nell’arte sacra di oggi”, con la partecipazione di padre Marko Rupnik, uno dei massimi esperti al mondo nell’arte dei mosaici, Antonio Paolucci, direttore emerito dei Musei Vaticani, e Carla Benelli, consulente e storica dell’arte al Mosaic Center di Gerico, in Palestina.  Per ogni giornata verrà dato spazio all’esposizione di un’opera d’arte legata al tema del giorno: il 4 febbraio il bozzetto della Scala Regia di Gian Lorenzo Bernini; il 5 febbraio il piviale e la mitra delle aperture degli Anni Santi 1975, 1983, 2000, 2016; martello e cazzuole usati nell’Anno Santo 1975 e una copia della tiara di Pio XII. Il 6 febbraio, infine, i convegnisti potranno ammirare la statua di Gesù Buon Pastore, realizzata tra la fine del terzo secondo e l’inizio del quarto, uno dei pezzi di maggior pregio dei Musei Vaticani.

Rifugiati: mons. De Donatis (Roma) al Centro Astalli, “questo è un luogo di speranza”

Mon, 2017-12-18 14:26

“Questo è un luogo di speranza che dà tanta fiducia ai giovani che arrivano in Italia”: lo ha ricordato mons. Angelo De Donatis, vicario di Roma, inaugurando oggi a Roma i locali ristrutturati della mensa del Centro Astalli, il servizio dei gesuiti per i rifugiati, visitato anche da Papa Francesco il 10 settembre 2013. “Bisogna invitare di nuovo il Papa per far vedere i locali ristrutturati”, ha auspicato mons. De Donatis, esprimendo l’augurio che “si moltiplichino segni di grande speranza come questa mensa, dove ciò che conta è la qualità della relazione e dell’accoglienza, per fare sentire l’altro riconosciuto”. Parlando poi a margine con i giornalisti a proposito dell’impegno delle istituzioni cittadine nei confronti delle povertà ha detto: “Sì, penso che tutti quanti potremmo fare di più. Mi auguro di non rinchiuderci solo nei nostri bisogni ma di saper guardare anche alle necessità di chi ha meno di noi”. Mons. De Donatis ha poi benedetto i locali della mensa.

Sanità: Lorenzin (ministro), “sistema sanitario è investimento”. Bilanciare innovazione, qualità, sostenibilità per assicurare diritto di cura a tutti

Mon, 2017-12-18 14:20

Il “sistema sanitario e centrale nelle politiche di sviluppo e va considerato come un investimento”. Non ha dubbi Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, intervenuta alla presentazione del primo Rapporto Enpam-Eurispes sul sistema sanitario italiano. Ricordando che i nuovi Lea “sono stati fatti con il contrasto agli sprechi e il recupero dei fondi grazie alla Consip”, il ministro afferma: “In materia di devices medici serve un bilanciamento tra qualità, accessibilità e sostenibilità economica”. Lorenzin cita quindi “il fondo che ci ha permesso di curare i malati di epatite C a costi sostenibili e il fondo per l’innovazione tecnologica per malati oncologici”, ossia “il fatto di aver garantito farmaci salvavita a tutti rendendo strutturali i due fondi fuori dal budget”. L’obiettivo è ora “garantire alle regioni più virtuose di procedere sempre meglio e aiutare quelle meno virtuose a uscire dal girone infernale. Occorre tenere insieme gli interessi delle diverse realtà territoriali trovando un meccanismo di riequilibrio per garantire a tutti i cittadini gli stessi servizi, almeno quelli essenziali”. La riorganizzazione ospedaliera va fatta “sulla programmazione dei fabbisogni sulla base dei quali si sviluppa lo sblocco del turnover dicendo stop alle assunzioni motivate da altri interessi, e in base a questi criteri si fanno i concorsi”. Approvato di recente un nuovo provvedimento sulle tariffe per le farmacie, “nel quale – annuncia – abbiamo inserito anche i galenici. La farmaceutica territoriale è sotto controllo, quella che non regge è l’ospedaliera: c’è bisogno di una nuova governance”. Uno speciale ringraziamento ai Nas, “grazie ai quali continuiamo a fare operazioni di controllo su tutte le Rsa, sui farmaci e sugli alimenti”. La grande sfida per i prossimi cinque anni è “trovare nuove forme per mantenere un sistema di altissima qualità e garantire a tutti accesso a cure innovative”. Di fronte al dilemma etico del costo di 600mila euro del nuovo farmaco per la leucemia infantile: “Non possiamo accettare che la salute venga gestita come un prodotto finanziario. Abbiamo bisogno di un visione condivisa non solo italiana ma anche con gli altri grande buyer internazionali. Garantire una vera equità – conclude il ministro – è assicurare a chiunque la possibilità di cura”.

America Latina: Celam riconosciuto consultore della società civile per l’Organizzazione internazionale del lavoro

Mon, 2017-12-18 14:09

Il Celam (Consiglio episcopale latinoamericano) attraverso il Dejusol (Distretto per la giustizia e la solidarietà dello stesso Celam) è stato riconosciuto come consultore della piattaforma globale delle organizzazioni della società civile all’Organizzazione internazionale del lavoro (Oit) per il periodo 2017-2025. La decisione è stata presa a margine della IV Conferenza mondiale sul lavoro minorile, svoltasi recentemente a Buenos Aires. Un documento del Celam segnala il primo obiettivo di questo accordo: “Essere voce profetica per la dignità dell’infanzia latinoamericana, in favore di un diritto alla vita piena e in abbondanza, facendo appello a tutta la società per sradicare le cause strutturali che provocano il lavoro minorile”. Altro obiettivo è quello di promuovere il rispetto e la tenerezza nelle relazioni tra adulti e bambini, collocando il lavoro minorile come il risultato delle pratiche violente ed inique che attanagliano il continente la povertà. Per Elvy Monzant, segretario esecutivo del Dejusol, l’accordo tra Celam e Oit sviluppa l’idea che “come Chiese prendiamo posizione rispetto al tema
del lavoro infantile ed alziamo la nostra voce”. Il salesiano padre Alejandro Cussianovich, docente dell’Università San Marcos di Lima e referente mondiale sul tema del protagonismo dell’infanzia e adolescenza, fa parte del gruppo di lavoro promosso dal Celam. Spiega al Sir che “si tratta di una responsabilità molto seria per un tema spinoso. Dobbiamo come Chiese assumere l’urgenza di mostrare una vocazione profetica e farlo con umiltà, ma anche con l’audacia prudente che è dono dello Spirito”. Aggiunge Cussianovich: “La pedagogia della tenerezza rappresenta un richiamo affinché nelle relazioni educative ciò che afferisce all’affettività costituisca una componente obbligatoria nei necessari processi di umanizzazione della nostra condizione umana. In contesti di permanente violazione dei diritti umani si impone di rivendicare l’amore, e la sua espressione nella tenerezza, come un’autentica e necessaria virtù politica”. Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, commenta al Sir: “Il riconoscimento dell’Organizzazione internazionale del lavoro all’impegno profuso dal Celam rappresenta un importante riconoscimento e momento di dialogo per tante esperienze ecclesiali di base, come la Pastoral do menor in Brasile, e i movimenti dei bambini lavoratori come il peruviano Manthoc. Si tratta di un contributo importante per interpretare il fenomeno complesso del lavoro minorile nell’ottica del debito sociale verso l’infanzia e adolescenza, storicamente emarginate in America Latina, come richiama Papa Francesco”.

Sanità: Lorenzin (ministro), “economia in crescita, spero più risorse in legge bilancio”. “Uniformare trattamenti regionali e modelli di monitoraggio”

Mon, 2017-12-18 13:55

“Nel 2013 la spesa sanitaria era 107 miliardi, oggi è 113. Non è tutto quello di cui abbiamo bisogno ma è tutto quello che possiamo avere. Siccome il budget del sistema sanitario è legato alla crescita e l’economia sta dando segni di consolidamento positivo, questo mi fa sperare che nella prossima manovra di bilancio le risorse del fondo possano aumentare”. Così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, intervenuta alla presentazione, oggi presso l’Auditorium del dicastero, del primo Rapporto sul sistema sanitario italiano “Il termometro della salute”, realizzato dalla Fondazione Enpam e da Eurispes sotto l’egida dell’Osservatorio su salute, previdenza e legalità. Ai giornalisti in attesa il ministro dice: “Niente anticipazioni, parlerò solo dopo l’approvazione degli emendamenti”. Lorenzin ha quindi ricordato che cinque anni fa il Ssn stava per morire, oggi sta bene ma occorre stabilizzarne la salute e prevenirne ulteriori patologie. Tra i passi compiuti il ministro ricorda il miliardo di risorse nel nomenclatore del nuovi Lea e afferma che occorrono “modelli organizzativi diversi”. Anzitutto, sostiene, “occorre risolvere la difformità dei trattamenti regionali e uniformare i modelli di monitoraggio e verifica. Stiamo lavorando su modelli di gestione innovativi e stiamo per presentare alla stampa il cruscotto che ci permette di verificare i livelli di performance nelle diverse strutture”. “Nell’erogazione del fondo – prosegue – dobbiamo immaginare il recupero delle regioni in grave deficit. Il metodo attuale dei commissariamenti non ci soddisfa. I problemi che abbiamo nelle Asl sono legati a incapacità della dirigenza, non ai finanziamenti”.

Anglicani: è donna il vescovo di Londra. Si chiama Sarah Mullally e faceva l’infermiera

Mon, 2017-12-18 13:51

È donna il nuovo vescovo anglicano di Londra. Si chiama Sarah Mullally ed è stata la Regina Elisabetta ad approvare oggi la sua nomina come 133° vescovo di Londra. Il vescovo Sarah succede al rev. Richard Chartres che si era ritirato ad inizio anno. Si installerà nel 2018 con una cerimonia alla St. Paul’s Cathedral. Londra ha così un vescovo donna dopo che solo nel 2005 la Chiesa di Inghilterra ha aperto all’episcopato femminile, a seguito di una aspra disputa e vent’anni dopo la comparsa delle prime donne preti. Fu Libby Lane, la prima donna inglese ordinata vescovo in una cerimonia che si svolse nella cattedrale di York, alla presenza di un centinaio di vescovi e diverse centinaia di fedeli. Infermiera di professione, il vescovo Sarah era un funzionario statale nel Dipartimento della salute prima dell’ordinazione sacerdotale. È stata ordinata nel 2001 e nel 2015 fu nominata vescovo di Crediton nella diocesi di Exeter. “È un grande onore essere nominata alla sede di Londra”, la sua prima dichiarazione. “Avendo vissuto e lavorato a Londra per oltre 32 anni, il pensiero di tornare qui è come andare a casa. Mi viene spesso chiesto come sia stato avere due carriere, prima nel Dipartimento della sanità e ora nella Chiesa. Preferisco pensare di avere sempre avuto una sola vocazione: seguire Gesù Cristo, conoscerlo e farlo conoscere, cercando sempre di vivere con compassione al servizio degli altri, sia come infermiera, sia come sacerdote o vescovo. Avere ora l’opportunità di farlo in questa città è un meraviglioso privilegio”. Le prime congratulazioni sono dell’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby: “Essendo una delle prime donne consacrate come vescovo nella Chiesa d’Inghilterra, non solo ha tracciato una pista per gli altri, ma ha anche coltivato i principi della reciproca accoglienza che continuerà a dare frutti a Londra”.

Full statement from Archbishop of Canterbury @JustinWelby on the announcement of Bishop Sarah Mullally as the next #BishopofLondon: https://t.co/7rhRlg3GfW pic.twitter.com/bKnGKUiHZx

— Lambeth Palace ن (@lambethpalace) December 18, 2017

 

Irregolarità ospedale San Camillo-Forlanini: d’Alba (direttore generale), “massimo supporto alle azioni finalizzate a trasparenza e rispetto della legalità”

Mon, 2017-12-18 13:37

“Le vicende giudiziarie di queste ultime ore che hanno coinvolto anche alcuni dipendenti del San Camillo offrono occasione per ribadire che le Direzioni aziendali hanno garantito il massimo supporto e continueranno a farlo in modo continuo alle azioni finalizzate alla trasparenza ed al rispetto della legalità”. È quanto dichiara, in una nota, Fabrizio d’Alba, direttore generale dell’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, a seguito della conclusione da parte dei carabinieri delle indagini circa irregolarità nei padiglioni Casa Accoglienza e Marchiafava dell’azienda ospedaliera romana, contestando reati di truffa, frode nelle pubbliche forniture, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, corruzione. “Anche questa inchiesta infatti – come già accaduto per fatti analoghi accaduti nei mesi scorsi – ha preso il via nell’estate del 2016 su denuncia dell’Azienda a seguito di una serie di controlli interni avviati dopo il parziale cedimento del tetto di una nostra struttura”. Secondo d’Alba, “le attività di controllo e verifica hanno rappresentato gli elementi portanti per il lavoro svolto dall’autorità giudiziaria”. “Per vicende analoghe – conclude il direttore generale – sono stati individuati ed allontanati con licenziamento i dipendenti responsabili di condotte illegali. E questo ancor prima che intervenisse l’autorità giudiziaria con la quale collaboriamo in modo costante”.

Diocesi: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia), “la vita ha senso nella misura in cui è spesa bene”

Mon, 2017-12-18 12:41

“Alimentate il dialogo con Dio andando a Messa, curando la riflessione interiore e il modo di relazionarci con gli altri. Prestate attenzione alle ispirazioni della coscienza: oggi, purtroppo, ascoltiamo altri maestri e non lo Spirito di Dio. Teniamo ciò che è buono e togliamo ciò che è male: ci siamo abituati a tutto, non ci scuote più nulla, siamo divenuti insensibili, non prestiamo attenzione a ciò che accade intorno a noi”. Sono gli atteggiamenti suggeriti dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, per prepararsi bene al Natale. Li ha elencati ieri nell’omelia tenuta a Montefiorello di Vallo di Nera dove è stato festeggiato il restauro di due tele della chiesa dell’Immacolata Concezione: un ritratto di santa Apollonia e l’Adorazione dei Magi. Boccardo ha invitato a “cogliere il vero senso del Natale, che è riconoscere Dio che ci viene incontro e prende su di sé la nostra natura umana”. “In questo – ha proseguito – ci sostengono le persone che ci hanno preceduto sulla terra: esse ci ricordano che la vita ha senso nella misura in cui è spesa bene”. Per l’arcivescovo, “sono proprio loro, i vostri antenati di Montefiorello, che vollero con tutto il cuore e con tanta fede questi quadri, facendo anche dei significativi sforzi economici per realizzarli. Ora che sono stati restaurati non dobbiamo solo ammirarli, ma siamo chiamati a coltivare la fede che queste immagini hanno generato negli anni”. Le due opere sono state riportate al loro antico splendore dalla restauratrice nursina Emanuela D’Abbraccio. “Il lavoro – si legge in una nota – è stato fortemente voluto dal parroco, don Roberto Crisogianni, e dal sindaco, Agnese Benedetti, ed è stato finanziato dall’Università agraria di Meggiano-Piedipaterno presieduta da Igino Dominici”.

Legionari di Cristo: card. Bertello a 33 nuovi sacerdoti, “siete chiamati a dire a tutti che Dio non abbandona l’uomo”

Mon, 2017-12-18 12:20

“Con il vostro ministero siete chiamati a dire a tutti che Dio non abbandona l’uomo e, di fronte ai tanti mali che affliggono la società, alle ingiustizie, alle sofferenze, a portare con la vostra vita un messaggio di fiducia e di fraternità verso i più poveri, verso coloro che aspettano una parola di consolazione, hanno bisogno di essere difesi nei loro diritti e consolati nel loro dolore”. Lo ha affermato sabato scorso il card. Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, presiedendo nella basilica di San Paolo fuori le Mura, a Roma, l’ordinazione sacerdotale di 33 Legionari di Cristo. Facendo riferimento alla “domenica del Gaudete”, Bertello ha commentato che “la nostra gioia si trasforma in gratitudine al Signore perché è lui il vero protagonista di ogni bene. Da lui vengono la vocazione e la grazia della perseveranza. Il nostro pensiero va pure a quanti hanno visto nascere, hanno sostenuto ed accompagnato la risposta di questi ordinandi alla chiamata del Signore: le loro famiglie, i loro superiori, i loro formatori”. Il cardinale ha poi osservato: “Non diciamo, forse, che il sacerdote è ‘alter Christus’ e agisce ‘in persona Christi’?”. “Questo – ha detto rivolgendosi ai novelli sacerdoti – è il cammino verso la santità che dovrete riprendere ogni giorno nell’umiltà, nell’obbedienza e nella carità per far sì che il vostro ministero, il vostro operare corrisponda al vostro essere”. “Per la Legione di Cristo e per tutto il Regnum Christi – ha evidenziato padre Eduardo Robles-Gil, direttore generale della congregazione e del movimento – è un’immensa gioia poter offrire alla Chiesa 33 nuovi sacerdoti, che contribuiranno, con il loro ministero sacerdotale a rendere presente, nel cuore delle persone e nella società, l’amore misericordioso di Dio che tra una settimana contempleremo nel mistero di Betlemme, mentre nasce per amore dell’umanità”.

Sanità: Oliveti (Enpam), Ssn “fiore all’occhiello ma sotto pressione. Servono cambiamenti rapidi ed efficaci”

Mon, 2017-12-18 11:55

“Il rapporto è un indicatore dell’attenzione alla questione salute attraverso una disamina del nostro sistema sanitario tramite il nostro Ssn, fiore all’occhiello ma costantemente sotto pressione perché il suo finanziamento è una problematica lacerante e la sua efficacia in qualche parte del Paese è messa in discussione”. Lo ha detto Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam, presentando questa mattina a Roma presso l’Auditorium del ministero della Salute il primo Rapporto sul sistema sanitario italiano. La ricerca, intitolata “Il termometro della salute”, è realizzata dalla Fondazione Enpam e da Eurispes sotto l’egida dell’Osservatorio su salute, previdenza e legalità istituito dai due enti lo scorso gennaio. “Dobbiamo stabilire criteri – avverte Oliveti – perché ogni cittadino sia uguale di fronte al diritto alla salute. Uno dei dati più importanti di cui dovremo parlare nei prossimi anni sarà il rapporto del Ssn con gli aspetti assicurativi” ma più in generale “servono adattamenti rapidi ed efficaci per rispondere al cambiamento. Anzitutto di fronte agli interventi dell’intelligenza artificiale nella professione medica”.

Diocesi: Acireale, la festa di san Sebastiano nel 2018 dedicata a “il martire ieri e oggi”

Mon, 2017-12-18 11:48

Sarà dedicato al tema “il martire ieri e oggi” il programma della festa di san Sebastiano che si svolgerà a gennaio 2018 ad Acireale. Ad annunciarlo è il can. Vittorio Rocca, rettore della basilica di san Sebastiano, che aggiunge: “Avremo anche in mezzo a noi gli abiti sacerdotali del beato padre Pino Puglisi, martire dei nostri giorni. E l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, donerà alla basilica una reliquia di padre Puglisi”. Il programma dei festeggiamenti in onore di san Sebastiano martire verrà presentato sabato 23 dicembre, alle 10.30, presso i locali della sagrestia della basilica dedicata al santo, nel corso di una conferenza stampa a cui interverranno, oltre al can. Rocca, anche Michele Bottino, segretario del comitato dei festeggiamenti, il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, con Antonio Coniglio, assessore al turismo, cultura e sviluppo economico di Acireale. Saranno presenti anche Salvatore Leotta, mastro del fercolo, e Alfio Amas, rappresentante dei devoti. “Un’altra novità – anticipa il can. Rocca – riguarda la notte dal 19 al 20, che sarà la notte sacra di san Sebastiano. Quella notte infatti la basilica rimarrà aperta per la preghiera con turni di veglia a cura di vari gruppi ecclesiali della città”. “Inoltre – continua – siamo in cammino verso il 450° anno della festa, che si svolgerà nel 2021 (il primo documento che abbiamo è la bolla di autorizzazione alla processione del 1571). Il 25 gennaio, per sottolineare quest’evento, le reliquie del santo saranno portate solennemente nel quartiere di san Cosmo”. In calendario anche appuntamenti culturali come l’evento multimediale della Bibbia che sarà resa in spettacolo con musica e danza il 12 gennaio.

Natale: mons. Mansi (Andria), “non è la festa di una visita estemporanea, ma di una presenza”

Mon, 2017-12-18 11:22

“Quella del Natale non è la festa di una visita estemporanea, ma di una presenza”. Lo scrive nel suo messaggio alla diocesi il vescovo di Andria, mons. Luigi Mansi, che presiederà in cattedrale sia la messa della notte di Natale sia il pontificale, il 25 dicembre. “Al di là degli aspetti romantici e commerciali, noi celebriamo il mistero dell’infinito amore di Dio per la nostra umanità”, aggiunge il vescovo. “Un amore che si è manifestato in tanti modi, ma che trova il suo culmine nel fatto che, quando giunse la pienezza dei tempi, Dio mandò il suo Figlio in mezzo a noi perché diventasse uno di noi”. Una presenza, prosegue mons. Mansi, che rende “la nostra una umanità visitata, anzi abitata da Dio”. Il vescovo sottolinea inoltre che “dinanzi ai venti di male, di violenza, di cattiveria che spirano da ogni dove, la risposta di Dio non è un rifiuto sdegnoso di quello che siamo, ma un continuo, anzi un eterno ritorno di fiamma”. E lo sostiene fino alle conseguenze estreme. “Se il mondo non è ancora saltato in aria per le infinite contraddizioni della storia umana, è proprio perché dentro a questa storia c’è una presenza misteriosa ma amorevole e provvidente. Ed è la presenza di Dio stesso, presenza amorevole, paziente, misericordiosa e incoraggiante”. Infine, mons. Mansi rivela il suo “grande sogno”: “Sapere che tutti i fratelli e sorelle, che il Signore mi ha affidato, possano vivere il Natale con questo spirito autentico, riscoprendo la gioia, lo stupore, la meraviglia di vedersi amati così tanto dal Signore. E riscoprendo così la gioia di rispondere a questo amore divino con il nostro”.

Papa Francesco: a Santa Marta, impariamo da Giuseppe, “l’uomo che non prende nulla per sé”

Mon, 2017-12-18 11:10

San Giuseppe sa “come camminare nel buio”, “come si ascolta la voce di Dio”, “come si va avanti in silenzio”. Lo ha assicurato il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, esortando a prendere esempio dal padre terreno di Gesù, che anche in mezzo a “dubbi”, al “dolore”, alla “sofferenza”, mentre mormoravano “le chiacchierone del paese” sulla maternità di Maria, anche quando non capiva sapeva, tuttavia, che Maria era “una donna di Dio” e decise di “lasciarla in silenzio”, non accusandola “pubblicamente”. Finché non “intervenne il Signore”, con un angelo in sogno, che gli spiegò come il bambino “generato in lei” venisse “dallo Spirito Santo”: e così “credette e obbedì”. Nella sua lotta interiore, Giuseppe sente la voce di Dio: “Ma alzati – quell’‘alzati’, tante volte, all’inizio di una missione, nella Bibbia: ‘Alzati!’ – prendi Maria, portala a casa tua. Fatti carico della situazione: prendi in mano questa situazione, e vai avanti”. “Giuseppe non è andato dagli amici a confortarsi, non è andato dallo psichiatra perché interpretasse il sogno… no: credette”, ha commentato il Papa: “È andato avanti. Ha preso in mano la situazione. Ma cosa doveva prendere in mano, Giuseppe? Qual era la situazione? Di quale cosa Giuseppe doveva farsi carico? Di due cose. Della paternità e del mistero”. “Lui si è fatto carico di una paternità che non era sua: veniva dal Padre”, le parole di Francesco: “E ha portato avanti la paternità con quello che significa: non solo sostenere Maria e il bambino, ma anche far crescere il bambino, insegnargli il mestiere, portarlo alla maturità di uomo. ‘Fatti carico della paternità che non è tua, è di Dio’. E questo, senza dire una parola. Nel Vangelo non c’è alcuna parola detta da Giuseppe. L’uomo del silenzio, dell’obbedienza silenziosa”. Giuseppe, inoltre, “prende in mano questo mistero e aiuta: con il suo silenzio, con il suo lavoro fino al momento che Dio lo chiama a sé. Di quest’uomo che si è fatto carico della paternità e del mistero, si dice che era l’ombra del Padre: l’ombra di Dio Padre. E se Gesù uomo ha imparato a dire ‘papà’, ‘padre’, al suo Padre che conosceva come Dio, lo ha imparato dalla vita, dalla testimonianza di Giuseppe: l’uomo che custodisce, l’uomo che fa crescere, l’uomo che porta avanti ogni paternità e ogni mistero, ma non prende nulla per sé”.

Sanità: Enpam/Eurispes, liste d’attesa troppo lunghe. Malasanità soprattutto in Sicilia e Calabria

Mon, 2017-12-18 11:03

Ulteriore nodo del servizio sanitario italiano, rilevato dal primo Rapporto Enpam – Eurispes presentato oggi a Roma, la lunghezza delle liste di attesa per le visite specialistiche e per i ricoveri ospedalieri, che ha prodotto riflessioni critiche sul ruolo e il reale funzionamento dell’intramoenia per il quale gli italiani hanno sborsato nel 2015 ben 1.118.395.000 di euro contro una spesa in ticket di 1.403.626.000 di euro. Dalla relazione conclusiva del 2013 della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, emerge che in circa 4 anni (aprile 2009 – dicembre 2012) il numero di denunce al vaglio dell’attenzione parlamentare aveva raggiunto quota 570. Fra queste, 400 relative a casi che hanno comportato la morte del paziente. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia, 107 in Calabria, 63 nel Lazio, 37 in Campania. Oltre la metà dei decessi (232, il 58%) è riferibile a Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Un quadro che evidenzia forti differenze territoriali: le regioni del Nord che registrano meno criticità rispetto al Sud, e quelle sotto Piano di rientro e sono maggiormente esposte. “L’evoluzione pur faticosa dei piani di rientro di molte regioni, il varo dei nuovi Lea e delle nuove politiche vaccinali – conclude il rapporto -, fanno ritenere che, comunque, il sistema non sia ‘immobile’, e che per alcuni versi siano state imboccate le strade giuste in un rapporto più equilibrato tra autonomia ragionale e ministero della Salute”.

Sanità: Enpam/Eurispes, 23,6 miliardi di euro il costo di corruzione, sprechi, inefficienze

Mon, 2017-12-18 11:02

Sprechi e corruzione in sanità: le statistiche Ocse e Ue fanno rientrare l’Italia nei range medi di diffusione di cattive pratiche e illegalità. Lo afferma il primo Rapporto sul sistema sanitario italiano, “Il termometro della salute”, realizzato dalla Fondazione Enpame da Eurispes e presentato oggi a Roma. Le stime internazionali più accreditate stimano mediamente il danno legato a corruzione e frode in sanità pari al 5,59% della spesa pubblica. Secondo il Rapporto, se si applicassero questi valori alla situazione italiana, “che per ciò che riguarda la spesa pubblica vale circa 113 miliardi di euro l’anno, ciò si tradurrebbe in un danno di circa di 6,5 miliardi di euro l’anno”. Aggiungendo l’inefficienza della spesa (3% del totale) e gli sprechi (18% della spesa totale), il mix di pratiche corruttive, sprechi e inefficienze costerebbe annualmente al nostro Paese ben 23,6 miliardi di euro. Rilevante l’impatto positivo dell’azione di Consip e Anac e l’attività di contrasto dell’illegalità delle Forze dell’ordine. Il Comando dei carabinieri per la tutela della salute ha prodotto solo nel 2016 ben 13.881 operazioni di controllo nell’area della sicurezza sanitaria e farmaceutica per un totale di 6.151.019 euro di sanzioni amministrative. Il valore dei beni sequestrati è stato di 165.347.185 euro. Chiuse o sequestrate 237 strutture; sequestrati 38.002 dispositivi e presidi medici, 727.933 confezioni di farmaci e 473.010 fiale o compresse. La Guardia di finanza nel 2016 ha segnalato che le frodi più ingenti hanno interessato procedure di accreditamento di strutture sanitarie, per un valore economico di oltre 50,4 milioni di euro, truffe legate a indebite percezioni di rimborsi e pagamenti da parte del Ssn (27 milioni di euro) e illecite attività lavorative svolte da dipendenti (7,1 milioni di euro). Tredici miliardi l’anno il costo della medicina “difensiva” (aumento immotivato e a scopo cautelare di prescrizione di farmaci, visite, esami e ricoveri).

Sanità: Enpam/Eurispes, precariato, insufficienza organici, invecchiamento medici rischiano di generare vuoti

Mon, 2017-12-18 11:01

Precariato, insufficienza degli organici, forte invecchiamento del personale sanitario che in particolare nella medicina generale (medico di base e pediatra di libera scelta) rischia nel futuro prossimo di generare vuoti incolmabili. Questi alcuni punti critici rilevati dal primo Rapporto sul sistema sanitario italiano (Ssn), “Il termometro della salute”, realizzato da Fondazione Enpam e da Eurispes e presentato oggi a Roma. Secondo dati del ministero della Salute aggiornati al 2012 il comparto assorbiva 45.437 medici di medicina generale. La Federazione italiana dei medici di famiglia prevede che circa 21.700 medici di base andranno in pensione entro il 2023, mentre il numero dei giovani medici “in ingresso” non sarà superiore alle 6mila unità. “Questo – afferma il Rapporto – significherà una carenza di 16mila medici di base e la quasi certezza che entro il prossimo decennio almeno un terzo dei residenti nella Penisola non potrà avvalersi del medico di famiglia”. I servizi ospedalieri assorbono il 44,4% degli addetti, di questi il 18% è impiegato per mansioni amministrative. Nelle Regioni sottoposte a piani di rientro si fa sempre più ricorso a lavoro precario per sopperire alla carenza di personale causata dal mancato turn-over. Con riferimento al 2011, nelle strutture della sanità pubblica opererebbero almeno 35mila figure precarie, tra cui 10mila medici. Gli odontoiatri sono 37.047 (Istat-Rcfl-2016), ma in confronto ad altri Paesi europei la quota di quelli che lavorano nella sanità pubblica è tra le più basse, nel 2016 il 2,9%, ovvero a meno di 1.100 unità. Le cure dentarie sono dunque sostanzialmente a carico delle famiglie, incidendo fortemente sulla spesa sanitaria totale.

Sanità: Enpam/Eurispes, Italia investe il 14,1% della spesa pubblica. Due milioni e 200mila gli operatori

Mon, 2017-12-18 11:00

L’Italia investe il 14,1% della spesa pubblica per mantenere il proprio sistema sanitario, l’1,1% meno della media europea. L’Irlanda è il Paese che vi dedica la quota più alta (19,3%), ma questa spesa incide solo per il 5,7% del proprio Pil. Cipro è il Paese che spende per la sanità la percentuale più bassa della spesa pubblica, pari al 2,6% del proprio Pil. A rivelarlo è il primo Rapporto sul sistema sanitario italiano, presentato oggi a Roma presso il ministero della Salute. Intitolata “Il termometro della salute”, la ricerca è realizzata dalla Fondazione Enpam e da Eurispes e sotto l’egida dell’Osservatorio su salute, previdenza e legalità istituito dai due enti nello scorso gennaio. Secondo il Rapporto illustrato da Alberto Baldazzi, ricercatore Eurispes, nel 2015 gli operatori impegnati nel comparto sono stati 1.796.000. Considerando la quota di lavoro nero che si annida soprattutto nell’area della cura alla persona, è legittimo ritenere che a questi si debbano aggiungere tra le 300mila e le 400mila unità, portando il totale a circa 2.200mila addetti, ovvero ad una quota vicina al 10% del totale occupati del Paese. Per il presidente Eurispes, Gian Maria Fara, “nonostante i ritardi e i problemi, il nostro Sistema sanitario nel confronto internazionale rimane uno dei migliori al mondo per la capacità di assicurare la salute dei nostri cittadini”.

Diocesi: Agrigento, sabato 23 dicembre nel palazzo vescovile scambio di auguri per il Natale con il card. Montenegro

Mon, 2017-12-18 10:46

L’arcivescovo di Agrigento, il card. Francesco Montenegro, sabato 23 dicembre, aprirà le porte del palazzo vescovile e del museo diocesano per accogliere fedeli e visitatori. Ad annunciarlo è la stessa diocesi agrigentina. Dalle 19 alle 22, il palazzo, il museo e la sacrestia monumentale inoltre saranno aperti per dare la possibilità di visitare e conoscere luoghi ecclesiali significativi della Chiesa di Agrigento. “In quell’occasione – si legge in una nota – quanti vorranno potranno porgere i loro auguri di un buon Natale all’arcivescovo”.

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