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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 47 min ago

Diocesi: Udine, domenica 24 giugno mons. Mazzocato consacra sei nuovi sacerdoti

Thu, 2018-06-21 12:56

Domenica prossima, 24 giugno, alle 16, nella cattedrale di Udine, l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, ordinerà sei nuovi sacerdoti. Si tratta di don Paolo Greatti, don Francesco Ferigutti, don Michele Sibau, don Alberto Paschini, don Nicola Zignin e don Michele Lacovig, di età compresa tra i 24 e i 39 anni. “Ad accompagnare i sei giovani, l’entusiasmo delle comunità cristiane: quelle di origine e quelle che li hanno accolti nei loro primi anni di servizio – afferma l’arcidiocesi in un comunicato -. Gli ordinandi sono segno della vitalità di una Chiesa che, anche di fronte a sfide grandi, conserva la propria capacità di rigenerarsi e rinnovarsi”. La celebrazione sarà trasmessa in diretta dall’emittente diocesana Radio Spazio.

Terra Santa: mons. Shomali (vicario per la Giordania) insignito della Legione d’Onore

Thu, 2018-06-21 12:43

Lunedì 18 giugno, mons. William Shomali, vicario patriarcale in Giordania, è stato insignito del titolo di Cavaliere della Legione d’Onore da Pierre Cochard, console generale di Francia in nome della Repubblica francese. Un’onorificenza, la più alta concessa dalla Repubblica francese, che riconosce i vincoli di lealtà e stima che uniscono il Patriarcato latino di Gerusalemme e la nazione francese. Lo rende noto il Patriarcato latino di Gerusalemme che in una nota, diffusa oggi, scrive: “Con questo titolo onorifico viene ammessa la relazione speciale che mons. Shomali ha stabilito con la Francia. Il prelato palestinese è infatti molto legato alla cultura francese, padroneggia la lingua di Molière che permette di aprirsi a un mondo culturale molto ricco. Nel corso della sua carriera, ne ha instancabilmente promosso l’insegnamento e la divulgazione fra i seminaristi, i sacerdoti e le scuole cristiane. È stato quindi ringraziato per aver contribuito a creare una rete fra tutte le generazioni che mantiene la fedeltà alla presenza storica della Francia e alle sue azioni” in Terra Santa. Nella cerimonia, presenti anche Michel Sabbah, patriarca emerito, e mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino, il Console generale ha elogiato il ruolo di mons. Shomali in difesa dei Cristiani d’Oriente, “una parte inseparabile dell’identità dei popoli e delle nazioni di questa regione. I cristiani del Medio Oriente si aspettano sostegno spirituale, ma anche economico e diplomatico per garantire che, in questo ambiente difficile, si continui a essere messaggeri di giustizia, pace e fraternità”. Da parte sua mons. Shomali ha citato il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, che, nel suo discorso al Bernardins, ha dichiarato che “sacrificare i cristiani d’Oriente, come vorrebbero alcuni, o dimenticarli, significa essere sicuri che non ci sarà stabilità e che nessun progetto si potrà costruire a lungo termine in questa regione”. Il console generale di Francia ha parlato di Gerusalemme come del “terreno su cui i principi del diritto e della giustizia sono messi alla prova. La vera pace può essere raggiunta solo riconoscendo i diritti dei popoli e il diritto internazionale”.

Accademia dei lincei: domani la chiusura del 415° anno accademico alla presenza del presidente Mattarella

Thu, 2018-06-21 12:35

Ci sarà anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, domani, venerdì 22 giugno, all’Accademia dei Lincei per la chiusura dell’anno accademico 2017-2018, il 415° dalla fondazione della più antica Accademia del mondo. Alla cerimonia, che avrà inizio alle 12, saranno inoltre presenti il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, la vicepresidente del Senato, Paola Taverna, il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il ministro degli Affari esteri, Enzo Moavero Milanesi e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.
La cerimonia si aprirà con la relazione del presidente dell’Accademia, Alberto Quadrio Curzio, sull’attività svolta nell’anno accademico 2017-2018 e nel triennio 2015-2018. Poi la tradizionale conferenza di chiusura che quest’anno sarà tenuta dal presidente emerito Lamberto Maffei su “Ambiente e cervello, un dialogo continuo”. A conclusione della cerimonia ci saranno il conferimento dei premi assegnati dall’Accademia dei Lincei agli studiosi e ai ricercatori che si sono distinti nei campi delle discipline umanistiche e scientifiche e l’annuncio dei premi Feltrinelli, che verranno conferiti a novembre in occasione dell’apertura dell’anno accademico 2018-2019.

Papa al Wcc: la preghiera delle Chiese per l’unità dei cristiani, la pace e l’accoglienza dei migranti

Thu, 2018-06-21 12:27

Preghiere per l’unità dei cristiani, per la pace, per l’accoglienza dei migranti. Sono state pronunciate questa mattina durante la preghiera ecumenica che alla presenza di Papa Francesco si è appena conclusa nella cappella del Consiglio ecumenico delle Chiese. “Rendici dolorosamente consapevoli della nostra mancanza di fiducia per non essere uniti”, è stato detto. “Dacci la lealtà di riconoscere con coraggio la nostra indifferenza nascosta, la sfiducia e l’inimicizia l’uno verso l’altro. Concedi che tutti possiamo incontrarci l’un l’altro in Te affinché dalle nostre anime e dalle nostre labbra possa sempre levarsi la tua preghiera per l’unità dei cristiani”. La seconda invocazione è stata dedicata alla pace. “Signore Gesù Cristo, Tu sei la via della pace. Vieni nelle nostre vite, nelle nostre terre infrante e porta il tuo amore che tutto può curare. Aiutaci ad essere disposti ad inchinarci davanti a te nel vero pentimento e a inchinarci l’uno verso l’altro nel vero perdono. Con il fuoco del tuo Santo Spirito sciogli i nostri cuori induriti, distruggi l’orgoglio e il pregiudizio che ci separano e rendici strumenti di amore, pace, unità e armonia tra le persone indipendentemente da razza, colore e credo”.
Molto forte alla fine la preghiera per i migranti. “Signore Gesù, tu che da bambino hai conosciuto le difficoltà della vita di un immigrato e di un rifugiato, oggi ci chiami ad accogliere i membri della famiglia di Dio che vengono nella nostra terra per sfuggire alla oppressione, alla povertà, alla persecuzione, alla violenza e alla guerra ma siamo pieni di paura, di dubbi e persino di sospetti. Costruiamo barriere nei nostri cuori e nelle nostre menti. Signore Gesù, aiutaci con la tua grazia a bandire la paura dai nostri cuori, affinché possiamo abbracciare ciascuno dei tuoi figli come nostro fratello e sorella e accogliere gli immigrati e rifugiati con gioia e con generosità, offrendo loro il nostro aiuto e venendo incontro ai loro bisogni”.

Clima: Coldiretti, “addio alla quarta primavera più calda di sempre”

Thu, 2018-06-21 12:14

Quella che ci lasciamo alle spalle è la quarta più calda primavera di sempre a livello climatologico. Lo sottolinea la Coldiretti in un comunicato pubblicato quest’oggi, 21 giugno, primo giorno d’estate. In base all’elaborazione fatta sui dati del Noaa, il National Climatic Data Centre, le temperature medie registrate sulla superficie della terra e degli oceani in questi mesi siano “addirittura superiori di 0,77 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo”. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una conferma della tendenza al cambiamento climatico che si avverte anche in Italia dove la primavera 2018 è stata la quarta più bollente dal 1800 secondo Isac Cnr che ha rilevato peraltro la caduta del 21% di precipitazioni in più, rispetto alla media del periodo storico. L’andamento anomalo di quest’anno si è manifestato – continua la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo. Un dato, questo che non ha fatto bene al terreno e alle coltivazioni. Le precipitazioni primaverili sono importanti per ristabilire le scorte idriche necessarie per l’estate, ma l’acqua – precisa la Coldiretti – per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento.

Lussemburgo: diocesi, corso di formazione per “équipe funerali”. “Accompagnare nel dolore, annunciare la speranza cristiana”

Thu, 2018-06-21 11:18

Un corso in dodici giornate di formazione e uno stage nelle parrocchie sono il percorso che l’arcidiocesi di Lussemburgo propone alle persone che vogliono impegnarsi come volontari nelle cosiddette “équipe dei funerali”. Si tratta di uomini e donne chiamati ad essere i primi a stare accanto ai parenti del defunto: “hanno un colloquio con la famiglia, dopo la morte del loro caro, sono responsabili della preparazione del funerale e del servizio liturgico al cimitero o al crematorio”, spiega il sito dell’arcidiocesi. Come membri di una “equipe” nel decanato o nella parrocchia, sono “al servizio della comunità cristiana che si prende cura dei defunti”. Il corso di formazione, che partirà il 29 settembre prossimo, si svolgerà presso la “Luxembourg school of religion and society” (Lsrs) e lo potranno frequentare coloro che avranno avuto un mandato preciso dal parroco o dal consiglio pastorale. Il corso tratterà temi legati all’affrontare la morte e il dolore, il rito funebre, preparare e svolgere la liturgia funebre, annunciare la speranza cristiana, affrontare la morte e il dolore da diverse prospettive teologiche e pratiche. I primi volontari saranno pronti alla fine del 2020.

Papa a Ginevra: arrivato al Wcc per la preghiera ecumenica

Thu, 2018-06-21 11:08

Il Papa è arrivato alle 11.05, con una decina di  minuti di anticipo sulla tabella di marcia, al Centro ecumenico del World Council of Churches (Wcc) per la preghiera ecumenica. Al suo arrivo è stato accolto da Olav Fykse Tveit, segretario generale del Wcc, dalla moderatrice, Agnes Aboum, dal metropolita Gennasios, vicemoderatore, e dal vescovo Mary Ann Swemson, vicemoderatrice, che lo hanno accompagnato nella cappella del Centro. Presenti anche i membri del Comitato centrale del Wcc, alcuni partner ecumenici e il seguito papale. Dopo la processione iniziale, la preghiera ecumenica si aprirà con i saluti introduttivi e proseguirà con la preghiera di pentimento, la preghiera per la riconciliazione e per l’unità, e la lettura. Quindi il Papa pronuncerà il suo primo discorso in terra elvetica, al termine del quale – dopo la recita del Padre Nostro e la preghiera per l’unità della Chiesa – si recherà in auto all’Istituto ecumenico di Bossey.

Unitalsi: pellegrinaggio in Terra Santa e Egitto. Mons. El Soriani (copto-ortodosso), “siamo tutti cristiani”

Thu, 2018-06-21 11:07

“Siamo tutti cristiani”: con queste parole mons. Anba Barnaba El Soriani, vescovo della diocesi copto-ortodossa di San Giorgio a Roma ha concluso il pellegrinaggio dell’Unitalsi in Terra Santa e in Egitto, sui “passi della Sacra Famiglia”. Partiti il 15 giugno, i circa 50 partecipanti, tra pellegrini, ammalati, disabili e volontari – accompagnati dai delegati nazionali Preziosa Terrinoni e don Gianni Toni, responsabili dell’Unitalsi della Sezione Romana Laziale – hanno fatto tappa a Tel Aviv, Gerusalemme, Betlemme, Il Cairo fino a Wadi al Natrun, dove ieri, nel monastero ortodosso della Vergine Maria risalente al V secolo, mons. Lino Fumagalli, vescovo di Viterbo, ha celebrato una messa in rito latino. “Un evento quasi storico – ha commentato Anba Barnaba El Soriani –: il monastero ha aperto le sue porte per far celebrare per la prima volta una messa secondo il rito latino. Abbiamo dato testimonianza concreta di essere tutti cristiani”. “Andremo in Egitto come pellegrini di pace – aveva detto poco prima della partenza da Roma mons. Lino Fumagalli – sarà ritornare alle radici della nostra fede. Sarà bello inaugurare questo nuovo itinerario spirituale (tanto voluto anche dall’Egitto) che potrà far riscoprire a tutti i cristiani i luoghi dove secondo la tradizione la Sacra Famiglia trovò rifugio e ospitalità nei tre anni in fuga da Betlemme”. Parole condivise dal vescovo copto-ortodosso per il quale “partecipare a questo pellegrinaggio insieme al vescovo Fumagalli vuole significare unire simbolicamente le due famiglie, quella copta con quella cattolica, la Terra Santa all’Egitto. La fuga della Sacra Famiglia in Egitto è molto importante per tutto il nostro popolo egiziano”. Il pellegrinaggio, organizzato in collaborazione con la diocesi di Viterbo e la Sib (Società italiana di beneficenza), oggi sarà di ritorno a Roma.

Scuola: Giachi (Anci), “introdurre l’educazione alla cittadinanza” per “trasmettere quanto sia importante essere un bravo cittadino”

Thu, 2018-06-21 10:56

“Non avendo una materia con un voto, anche sulle pagelle, le famiglie non trovano nessun accenno ad una competenza così importante come quella che abbiamo raccolto intorno al tema dell’‘educazione alla cittadinanza’. Si va dall’educazione al rispetto della Costituzione e dei principi fondamentali a quello per l’ambiente, dal rispetto degli altri a quello per i beni comuni, dalla non discriminazione al galateo del digitale… Competenze oggi fondamentali, anche per i tanti cittadini nuovi che arrivano nel nostro Paese”. Lo afferma in un’intervista al Sir la vicesindaca di Firenze e presidente della commissione nazionale scuola di Anci, Cristina Giachi, tra le principali promotrici dell’introduzione dell’educazione alla cittadinanza come materia scolastica. La proposta è stata presentata nei giorni scorsi dall’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) in Corte di Cassazione ed ora è in attesa di essere sottoscritta da 50mila italiani per diventare oggetto di discussione in Parlamento. L’idea è nata a Firenze e condivisa dall’Anci perché “tutti i sindaci rilevano l’esigenza di avere cittadini più consapevoli di cosa vuol dire amministrarli, del quadro normativo nel quale ci muoviamo, di qual è la cornice istituzionale della loro vita quotidiana”. Tra i cittadini, assicura Giachi, “finora l’accoglienza è stata buona. E nessuno ci ha detto ‘è inutile’”. Reazione più “ostile” da parte del mondo della scuola: “c’è forse un po’ di resistenza, per via di una difesa da parte degli addetti ai lavori dell’attuale stato dell’arte con la trasversalità di queste competenze: un’aspirazione molto alta – rileva la vicesindaca – quella di collocare l’esigenza della cittadinanza all’interno di ogni materia di studio”. “La nostra proposta di legge – precisa Giachi – non è una critica allo stato dell’arte di questo insegnamento, ma vuole aggiungere un elemento che è quello percepito dagli amministratori locali che quotidianamente si confrontano con cittadini che ignorano quanto sia necessaria la loro consapevolezza per gestire meglio le comunità civiche, per rispettarci di più, per poter esprimere meglio la nostra libertà”.

Fondazione Ente dello Spettacolo: Pesaro, domani presentazione del concorso “Digitali e solidali”

Thu, 2018-06-21 10:45

Sarà presentato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, venerdì 22 giugno, alle 10.30, nello spazio del Centro arti visive – Pescheria di Pesaro, il primo concorso per cortometraggi “Digitali e solidali – L’Italia, rete delle buone notizie”. Un’iniziativa promossa con il Corriere della Sera Buone Notizie – L’impresa del bene e Fastweb. “Il concorso di video vuole stimolare tutti i cittadini al racconto del bene, specie di quello nascosto, invisibile ai media e ai più – si legge in una nota -. È un’occasione per portare in evidenza le storie di solidarietà possibili grazie alla rete e al digitale”. Tra i cortometraggi inediti, o già editi, ma non prima del 1° gennaio 2017, la Fondazione Ente dello Spettacolo selezionerà i primi dieci da trasmettere al vaglio del giudizio di una giuria presieduta dal regista Salvatore Mereu e composta da quattro membri: due della redazione della Rivista del Cinematografo, uno del Corriere della Sera Buone Notizie e uno di Fastweb. Saranno scelte così le tre opere da premiare durante il Castiglione Cinema 2018 a Castiglione del Lago, occasione in cui saranno proiettati i cortometraggi. I dieci video selezionati saranno annunciati e proiettati durante la 75ª Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia e saranno visibili sui canali web della Fondazione Ente dello Spettacolo, Corriere Buone Notizie e Fastweb per un mese successivo alla premiazione a Castiglione Cinema 2018. Il termine per mandare gli elaborati è il 31 luglio 2018.

Consiglio d’Europa: Battaini-Dragoni, il progetto europeo antidoto a nazionalismo e populismi

Thu, 2018-06-21 10:37

(Strasburgo) “Il nazionalismo – sul quale servirebbero le dovute puntualizzazioni, per non fare di tutta un’erba un fascio – minaccia la cooperazione internazionale e il dialogo tra le nazioni, che sono al fondamento della pace. Esso mira alla prevalenza degli interessi nazionali anche a discapito di quelli della più vasta comunità europea e internazionale. I nazionalismi tendono a far prevalere interessi ‘materiali’ anche passando sopra al fatto che l’Europa è una ‘comunità di valori’ che ci avvicinano, accomunano i nostri popoli e Stati. I nazionalismi inoltre chiudono le porte, elevano barriere. È l’esatto contrario di cui hanno bisogno i nostri Paesi che da soli non possono affrontare le sfide globali”. Gabriella Battaini-Dragoni è vice segretario generale del Consiglio d’Europa. Intervistata dal Sir sull’attualità europea e sul futuro del continente, analizza il fenomeno nazionalista e il populismo, cui il CdE ha dedicato dibattiti, studi, interventi. A suo avviso il progetto europeo offre, rispetto alle chiusure nazionalistiche, “un percorso di apertura e di solidarietà: stare insieme per non diventare insignificanti, per rafforzare le nostre democrazie e le nostre economie, per tutelare meglio i diritti dei cittadini”.
E i populismi? “Nel rapporto annuale del Segretario generale, si spiega come sia importante essere precisi nella definizione di populismo che danneggia la democrazia, limitando il dibattito, delegittimando il dissenso e riducendo il pluralismo”. “La governance democratica – specifica – è di fondamentale rilevanza. Per questo come Consiglio d’Europa insistiamo su programmi rivolti all’educazione alla cittadinanza, perché al fondo c’è un problema culturale, di coscienza civica, di assunzione personale di responsabilità verso la propria comunità locale e verso il proprio Paese. Un’attenzione speciale tutti noi dovremmo rivolgerla ai giovani, per suscitare spirito critico, cultura democratica e i valori della solidarietà e della partecipazione”.

Nicaragua: rappresentanti degli organismi internazionali nel Paese a inizio luglio. Dialogo ancora sospeso dopo il massacro di Masaya

Thu, 2018-06-21 10:28

Prosegue in Nicaragua l’alternarsi di spiragli di speranza e di drammatiche evoluzioni. La buona notizia di ieri è che finalmente è arrivato alle istituzioni internazionali (Cidh, Onu e Ue) l’invito del Governo a recarsi nel Paese per accertare gli episodi di violenza delle ultime settimane. I rappresentanti degli organismi dovrebbero essere nel Paese centroamericano nei primi giorni di luglio. L’invito era stato concordato venerdì scorso dal tavolo del Dialogo nazionale, ma il Governo fino a ieri non aveva dato seguito a quanto stabilito, provocando, unitamente ai nuovi fatti di violenza, la nuova sospensione del Dialogo.
L’altro ieri, infatti, milizie filogovernative avevano sferrato un duro attacco alla città di Masaya, culla della rivoluzione sandinista, che si era dichiarata in stato di ribellione. Le forze paramilitari sono entrate in città e, secondo i testimoni, hanno iniziato a sparare con l’intenzione di uccidere. Sei le vittime della drammatica giornata, tra cui un bambino. Nel frattempo anche la città di León è in stato di aperta ribellione.
Il quotidiano nicaraguense indipendente “La Prensa” ha riferito una dichiarazione di mons. Abelardo Mata, vescovo di Estelí, segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale nicaraguense. “Non si può andare avanti così. Non si può uccidere un intero popolo”. Oggi, dalle 9 alle 12 (ora locale) nella cattedrale di Managua, si terrà una preghiera con adorazione eucaristica per il Paese.

Stati Uniti: Trump annuncia la fine della separazione per le famiglie messicane. Mons. Gomez (Los Angeles), “pone fine a una crudele politica”

Thu, 2018-06-21 10:20

(da New York) Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha firmato mercoledì sera un ordine esecutivo con cui mette fine alla separazione dei bambini dai genitori che attraversano la frontiera illegalmente. Il presidente ha ceduto all’enorme pressione politica (interna al suo stesso partito), familiare (la moglie e la figlia avevano condannato la pratica) e civile (manifestazioni e petizioni si susseguono senza sosta) esercitata in questi giorni sulla Casa Bianca dopo che la decisione di una politica migratoria a tolleranza zero aveva portato 2.000 minori a essere collocati in strutture di accoglienza mentre i genitori venivano imprigionati non per un reato minore, ma per un crimine che richedeva la detenzione. “Avremo confini forti, molto forti, ma terremo insieme le famiglie”, ha detto Trump firmando l’ordine: “Non mi piaceva la vista o il sentimento di separazione delle famiglie”. L’ordine comunque non risolve gli ostacoli legali alla detenzione per le famiglie che per un ordine giuridico del 1997 non può superare i 20 giorni, mentre la proposta dell’amministrazione sarebbe di protrarre il periodo. Nell’ordine nulla si dice dei bambini separati e in strutture di accoglienza e nulla si dichiara sui luoghi che da oggi dovrebbero ospitare le famiglie intere. Il vicepresidente Mike Pence ha chiesto che il Congresso agisca in settimana esaminando i due disegni di legge fortemente contestati dai vescovi americani, che però nulla dicono sulla politica di separazione e ora ricongiungimento familiare. L’arcivescovo di Los Angeles, José Gomez, ha twittato: “Accolgo con favore l’ordine esecutivo del Presidente che pone fine alla crudele politica di separazione familiare” e ha insistito sull’approvazione di una legge bipartisan da parte del Congresso che fornisca un percorso di cittadinanza per gli immigranti introdotti illegalmente nel paese da bambini, i cosidetti “Dreamers”.

Papa Francesco: arrivato a Ginevra per pellegrinaggio ecumenico a Wcc

Thu, 2018-06-21 10:12

Papa Francesco è atterrato all’aeroporto di Ginevra per il suo 23° viaggio internazionale. L’aereo papale era partito dall’aeroporto di Fiumicino alle 8.30 di questa mattina, per il pellegrinaggio ecumenico al Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), il cui motto è “Camminare, pregare e lavorare insieme”. All’arrivo Francesco è stato accolto dal presidente della Confederazione Svizzera, Alain Berset e da due ex Guardie Svizzere Pontificie in divisa. Due bambini, in abito tradizionale, hanno offerto dei fiori al Papa e subito dopo è cominciata l’accoglienza ufficiale, con la cerimonia di benvenuto che non prevede discorsi. Prima di salire sulla macchina Francesco saluterà Gottfried Locher, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Svizzera, poi il trasferimento alla sala Vip dell’aeroporto per l’incontro privato con il presidente, che si concluderà con lo scambio dei doni. Contemporaneamente, in una sala attigua, si svolgerà l’incontro tra il ministro degli Esteri, Ignazio Cassis, e altre tre personalità svizzere con il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, il sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato, Angelo Becciu, il nunzio apostolico in Svizzera, Thomas Edward Gullikson, e l’Osservatore permanente presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, Ivan Jurkovic. Al termine dei due incontri, la presentazione della delegazione svizzera. Infine il programma prevede il trasferimento al Centro ecumenico del Wcc, distante tre chilometri dall’aeroporto, che sarà il luogo della preghiera ecumenica e del primo discorso in terra elvetica, sotto forma di riflessione.

Diocesi: mons. Semeraro (Albano), “nel discernimento valutare la bontà dell’intenzione”

Thu, 2018-06-21 10:05

“Nel fare discernimento non basta valutare oggettivamente la bontà di una scelta o di una decisione. Queste, difatti, spesso sono neutre, oppure solo apparentemente buone. Ciò che, invece, dà la qualità di una scelta per il nostro agire è l’intenzione”. Lo scrive il vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, nella lettera pastorale dal titolo “In te la sorgente della vita”, che consegnerà oggi ai sacerdoti. Il presule segnala che “dall’intenzione riceve la direzione il nostro cuore ed essa lascia capire quali sono i veri motivi per cui si agisce in un determinato modo, piuttosto che in un altro”. Parole che si fondano su una consapevolezza: “Una scelta di per sé buona può a volte essere motivata da un’intenzione non pura, che non è secondo Dio”. Questa è, secondo mons. Semeraro, la “grande fatica del discernimento”, cioè “esaminare il tuo cuore per vedere se ciò che stai per fare è secondo Dio”. Perché “il nostro cuore è un mondo di pensieri, emozioni, pulsioni, reazioni, sentimenti che si mescolano e condizionano le nostre intenzioni”. L’invito del vescovo è, quindi, quello di “fare chiarezza” per “liberare il più possibile le nostre intenzioni da ciò che non è secondo Dio”. Si tratta di un “momento di riflessione”, che “deve precedere il nostro agire”. “È una sorta di esame di coscienza previo – conclude -, dove si scruta non se il nostro agire è stato, o non secondo Dio, ma se ciò che stiamo per compiere segue la volontà di Dio, oppure è sotto il dominio della nostra volontà”.

Spagna: mons. Hernandez (Valencia), “i centri di detenzione per migranti sono il fallimento delle politiche”

Thu, 2018-06-21 09:41

(da Valencia) – I Cie spagnoli per i rimpatri “rappresentano il fallimento della politica migratoria: dovrebbero esserci più centri di accoglienza che di detenzione”. Lo afferma al Sir è mons. Olbier Hernandez Carbonell, delegato episcopale per le migrazioni dell’arcidiocesi di Valencia, in una riflessione all’indomani dello sbarco dei 630 migranti della nave Aquarius a cui è stato negato l’approdo in Italia. 42 migranti saranno accolti dalle strutture dell’arcidiocesi di Valencia. Un problema scottante che riguarda infatti la Spagna sono i “Centros de internamiento de extranjeros” (Cie) dove vengono detenuti i migranti irregolari in attesa del rimpatrio. In Spagna ci sono solo 4 centri di accoglienza per rifugiati ma 7 Cie, soprattutto alla frontiera Sud dove i controlli sono serratissimi. Secondo l’ultimo rapporto della Sjm dei gesuiti spagnoli, che denunciano “troppa sofferenza”, in quei centri nel 2017 sono stati rinchiusi 8.814 persone, tra cui 396 donne e 48 minorenni. Sono soprattutto algerini (31%), marocchini (18%) e ivoriani (13,78%). In totale, negli anni, sono state detenute 18.794 persone migranti, avviati 21.834 procedimenti di espulsione. 9.326 persone sono state rimpatriate, spesso in tempi rapidissimi e senza le necessarie garanzie per consentire ai più vulnerabili e a chi ne ha diritto di chiedere asilo, come denuncia l’Ong dei gesuiti.  “La legislazione spagnola ed europea deve cambiare – sottolinea mons. Hernandez -, con programmi di accoglienza e integrazione per permettere ai migranti una vita degna ma anche aiutandoli veramente – e non per altri interessi come accade ora – nei Paesi di provenienza”. Il problema, a suo avviso, è che in Spagna “non ci sono validi programmi di integrazione” o comunque ce ne sono pochi e limitati. Tutto è in mano alle Ong, alle Caritas e alla società civile organizzata, che oramai “è satura”. La Caritas di Valencia e la delegazione per le migrazioni hanno un progetto congiunto di accoglienza ai rifugiati “En casa hay sitio para un hermano mas” (In casa c’è posto per un fratello in più), realizzato insieme ai gesuiti.  Al momento accolgono più di 100 rifugiati in appartamenti indipendenti. Lo scorso anno ne hanno assistiti, con servizi vari, circa 25.000, il 48% del totale degli “utenti” Caritas.

Usa: il card. Theodore McCarrick lascia l’esercizio pubblico del ministero sacerdotale

Thu, 2018-06-21 09:41

(da New York) La notizia è giunta come un fulmine e ha lasciato sotto shock e ammutoliti clero e fedeli: il cardinale Theodore McCarrick, già arcivescovo di Newark in New Jersey e Washington, ha lasciato l’esercizio pubblico del ministero sacerdotale su richiesta della Santa Sede a seguito dell’accusa di abuso sessuale perpetrata su un adolescente circa 45 anni fa. Il cardinale, oggi novantenne e in pensione si dichiara “sconvolto dal rapporto” e pur proclamandosi innocente ha obbedito alla richiesta di non esercitare alcun ministero in pubblico. Nei mesi precedenti quando era stato informato dal cardinale di New York, Timothy Dolan, dell’accusa di abusi sessusali, McCarrick aveva collaborato pienamente al processo ritenendo “essenziale che le accuse venissero segnalate alla polizia, accuratamente investigate da un’agenzia indipendente, e consegnate al comitato di revisione dell’arcidiocesi di New York”. L’abuso sembra essere stato perpetrato quando il cardinale era un giovane sacerdote di una parrocchia della diocesi di New York, ma non sono stati forniti dettagli a riguardo. Dolan che era stato nominato dal Vaticano per sovrintendere alle indagini e ha seguito il procedimento stabilito dal “Documento dei vescovi americani” che prevede la consegna dell’accusa ai funzionari delle forze dell’ordine. Le indagini sono state condotte da un’agenzia legale indipendente che ha poi consegnato i risultati alla commissione diocesana di esperti che ha ritenuto le accuse “credibili e motivate”. “Questo doloroso sviluppo sconvolgerà i miei molti amici, familiari e le persone che sono stato onorato di servire nei miei sessant’anni da prete”, ha detto McCarrick esprimendo dispiacere anche per il dolore vissuto dalla vittima e dall’intero popolo di Dio ferito da questo scandalo.

Il presidente della Conferenza episcopale americana, Daniel DiNardo, ha dichiarato che “la solenne promessa di proteggere i bambini e i giovani da ogni male non verrà meno e si applicherà a tutti coloro che lavorano nella Chiesa, indipendentemente dalla posizione elevata che occupano e dalla durata del loro servizio”. DiNardo esprime la sua gratitudine a Dolan per aver condotto il procedimento “con senso di giustizia e con chiara compassione per le vittime” e al contempo “con profonda tristezza” chiede scusa a chi ha sperimentato il trauma degli abusi ed “è stato danneggiato da uno dei ministri della Chiesa”. L’arcidiocesi di Washington ha dichiarato che “sebbene rattristata e scioccata, attende l’esito finale del processo canonico e nel frattempo chiede preghiere per tutti i soggetti coinvolti”, rinnovando l’impegno a prendersi cura delle vittime di abuso e di identificare gli autori. Il card. Joseph Tobin di Newark, la diocesi dove per ben 15 anni McCarrick è stato arcivescovo, è consapevole della gamma di emozioni suscitate dalle notizia soprattutto in coloro “che hanno vissuto il trauma degli abusi sessuali da parte del clero”. A loro Tobin ha offerto le sue scuse, le sue preghiere e il suo supporto dichiarando allo stesso tempo che non è stato mai segnalato un abuso di minore da parte del cardinale McCarrick, anche se “sia in questa diocesi che in quella di Metuchen sono giunte tre accuse di cattiva condotta sessuale verso adulti”, due delle quali completamente cadute. Il cardinale Tobin ha invitato tutti, al di là dei legami forti stabiliti con McCarrick, a sostenere il processo che porterà all’ascolto delle vittime e alla verità e incoraggia chiunque abbia subito abusi da parte del clero di farsi avanti, assicurando una collaborazione efficace anche con le autorità civili. McCarrick è stato ordinato sacerdote a New York City nel 1968 ed è il secondo cardinale ad essere stato rimosso dal suo ministero pubblico.

Consiglio ecumenico delle Chiese: concluso il Comitato centrale. Assemblea Generale nel 2021 in Germania. Processo di pace in Corea e diritti umani

Thu, 2018-06-21 09:38

Si è concluso ieri il Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle Chiese che questa mattina si appresta ad accogliere nella sua sede di Ginevra papa Francesco. In questi giorni, il Comitato – composto da 150 delegati di Chiese di tutto il mondo – ha preso una serie di decisioni e risoluzioni. Tra le più importanti la scelta di accogliere l’invito della Chiesa evangelica in Germania (Ekd) a svolgere nel 2021 nella città tedesca Karlsruhe, al confine con la Francia, la prossima assemblea generale del Wcc. L’assemblea, che si tiene ogni otto anni, è fondamentale per la vita delle Chiese membro e dell’intero movimento ecumenico. Si presenta come una “opportunità unica per continuare il viaggio verso la comunione”. È anche la sede dove vengono esaminati i programmi, decise le politiche future da seguire, nonché eleggere i presidenti e nominare i membri del Comitato centrale che funge da organo direttivo principale del Wcc fino alla prossima assemblea. Erano 50 anni che un’assemblea del Wcc non si teneva sul continente europeo. L’ultima infatti si svolse a Uppsala nel 1968.
Il Consiglio ecumenico sta seguendo inoltre molto da vicino il processo di pace tra le due Coree. In questi giorni a Ginevra una delegazione della Corea del Sud e della Corea del Nord ha avuto scambi intensi. In una “risoluzione”, il Comitato centrale del Wcc ha definito la recente dichiarazione di Panmunjom, firmata ad aprile dal presidente della Corea del Sud Moon Jae-in e dal presidente Kim Jong-un della Corea del Nord (Rdpc), così come il summit del presidente Kim con il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump, “un importante primo passo indietro dall’orlo dello scontro armato nucleare, e verso un futuro più pacifico e sicuro nella regione”. La dichiarazione chiede a tutte le parti di lavorare per “la piena attuazione della dichiarazione di Panmunjom, che rappresenta il quadro di riferimento per assicurare una pace sostenibile nella penisola coreana”.
Infine, il Comitato centrale ha voluto ricordare che quest’anno non solo ricorrono i 70 del Wcc, ma anche della Dichiarazione universale dei diritti umani. In una Dichiarazione diffusa ieri sera, il Consiglio ecumenico delle Chiese ribadisce “con vigore il carattere cruciale, anzi indispensabile” di questo strumento giuridico internazionale, “specialmente in un momento in cui i diritti umani sono sempre più a rischio, anche in Stati e Regioni in cui sono stati sempre riconosciuti”. Si è quindi lanciato un forte appello alle Chiese per dare “nuovamente priorità al sostegno dei diritti umani”.

Diocesi: Grosseto, il 28 luglio e il 4 agosto la raccolta di san Lorenzo per i poveri. Appello della Caritas ai volontari

Thu, 2018-06-21 09:22

La raccolta di san Lorenzo quest’anno raddoppia: accanto alla data del 4 agosto si aggiunge anche quella di sabato 28 luglio, tra Grosseto e Castiglione della Pescaia. Volontari in alcuni supermercati raccolgono le donazioni degli alimenti per i poveri. Nel primo appuntamento la raccolta si terrà in 4 supermercati di Unicoop Tirreno. Nel capoluogo in quelli di via Emilia, via Inghilterra e all’Ipercoop del centro commerciale Maremà; a Castiglione della Pescaia al supermercato Coop nella galleria commerciale nella zona delle Paduline. Il sabato successivo, 4 agosto, la raccolta sarà effettuata in altri sei supermercati di Grosseto: i punti Conad di via Clodia, via Senegal e del centro commerciale Aurelia Antica; i punti Simply di via Scansanese e via Einaudi e il supermercato Todis in via Repubblica Domenicana. La raccolta, in entrambe le date, avrà inizio la mattina intorno alle 8.30 e continuerà fino alle 20. Appello della Caritas perché ci sia un numero di volontari sufficiente a coprire i turni. Per offrire la propria disponibilità, occorre contattare la Caritas diocesana telefonando allo 0564 28344 (dal lunedi al venerdi), oppure inviando una email a: sanlorenzo@caritasgrosseto.org. I volontari saranno dislocati agli ingressi dei supermercati per distribuire i volantini e, all’uscita, per ricevere e inscatolare i prodotti donati. Altri volontari faranno la spola fra i supermercati per ritirare le scatole riempite e stoccarle nella sede dell’Emporio della solidarietà.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Migranti, irritazione italiana verso il vertice di domenica. Usa, retromarcia su separazione bambini da genitori immigrati

Thu, 2018-06-21 09:00

Migranti: domenica a Bruxelles il vertice a 8. Irritazione italiana su bozza di accordo

Irritazione da parte del governo italiano per le anticipazioni sulla bozza delle conclusioni del vertice informale di domenica prossima, a Bruxelles, con la presenza dei leader di Germania, Francia, Italia, Spagna, Grecia, Bulgaria, Malta e Austria n vista del Consiglio europeo di fine giugno. Fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato che l’Italia non firmerà un “accordo preconfezionato”. Non solo: è stata anche valutata l’ipotesi che il premier Conte diserti il vertice. Il nodo è la questione relativa ai ricollocamenti, che l’Italia vuole che sia affrontata solo dopo un chiarimento sui principi dei “primary movements”, ovvero la prima accoglienza nei Paesi di approdo dei migranti. “L’obiettivo – ha chiarito il vicepremier Salvini – è proteggere le frontiere esterne, non è dividere il problema tra Paesi europei ma risolvere il problema a monte. Se qualcuno in Ue pensa che l’Italia debba continuare ad essere punto di approdo e campo profughi ha sbagliato a capire”. Oggi, intanto, a Budapest si terrà la riunione del “gruppo Visegrad” con i leader di Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, Paesi che più volte si sono dimostrati ostili al sistema di quote europee per i rifugiati. Alla riunione parteciperà anche il cancelliere austriaco Sebastian Kurz.

Stati Uniti: dopo le polemiche Trump firma decreto per tenere unite le famiglie di migranti

Dopo giorni di polemiche e indignazione per via della “tolleranza zero” attuata al confine tra Stati Uniti e Messico, il presidente americano Donald Trump ha firmato ieri l’ordine esecutivo per tenere unite le famiglie di migranti che entrano illegalmente negli Usa. La decisione di Trump è arrivata dopo che lo speaker della Camera bassa del Congresso, il repubblicano Paul Ryan, aveva annunciato per oggi il voto su una proposta che chiedeva di fermare la separazione dei bambini dai genitori entrati irregolarmente negli Stati Uniti. Nell’ordine esecutivo è previsto che durante il procedimento penale sia il Segretario della sicurezza interna degli Stati Uniti ad avere in carico le famiglie straniere nella loro interezza, a meno che la detenzione possa rappresentare un rischio per il benessere del bambino. Trump ha comunque confermato che la linea della “tolleranza zero” con gli immigrati irregolari rimane.

Accoglienza: individuato “sistema criminale”, 5 arresti a Benevento

Sono 5 le persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Benevento ed eseguita in queste ore dalla Polizia di Stato di Benevento, dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Benevento e del Nas, Reparto Nucleo antisofisticazione e sanità di Salerno. Tra loro un funzionario pubblico, un impiegato del ministero della Giustizia ed un appartenente alle forze dell’ordine, accusati a vario titolo di diversi reati di truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode in pubbliche forniture, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. L’indagine, iniziata nel novembre 2015 e coordinata dalla Procura di Benevento, ha consentito di ricostruire un sistema criminale che sostanzialmente lucrava sulle assegnazioni pilotate dei migranti, sul sovraffollamento dei centri, sulla falsa attestazione di presenze degli ospiti, con la connivenza di alcuni pubblici dipendenti. Altre 36 persone risultato indagate con l’accusa di aver commesso diversi reati.

Maturità: in corso la seconda prova scritta. Aristotele al Classico

Gli oltre 500mila maturandi italiani sono tornati questa mattina sui banchi di scuola per la seconda prova scritta, diversa per indirizzo di studio. Agli studenti del liceo Classico è stata sottoposta una versione di greco dall’Etica nicomachea di Aristotele. Ieri, per il tema d’italiano, oltre un quinto degli studenti (22,1%) ha scelto la traccia su “I diversi volti della solitudine nell’arte e nella letteratura”. A seguire l’analisi del testo di un brano de “Il giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani, affrontata dal 18,5% dei maturandi, mentre il 16,8% si è cimentato con la traccia “La ‘creatività’ è la straordinaria dote – squisitamente umana – di immaginare; risultato di una formula complessa, frutto del talento e del caso”. Il 14,8% ha svolto il tema sul principio dell’eguaglianza formale e sostanziale nella Costituzione. Per il 13,7% invece tema sul dibattito bioetico sulla clonazione.

Roma: i Cinquestelle annunciano mozione, la Capitale è una “città antifascista”

A pochi giorni dall’approvazione della mozione per intitolare una via della Capitale a Giorgio Almirante, proposta avanzata da Fratelli d’Italia e sostenuta anche dai Cinquestelle ma bloccata dalla sindaca Virginia Raggi, il M5S presenta in Campidoglio una nuova mozione per inserire nello Statuto del Comune “il principio che Roma è una città antifascista”. La nuova mozione impegna la giunta a non intitolare luoghi pubblici a chi è portatore “di idee riconducibili al fascismo, antisemite o razziali”.

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