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Updated: 16 min 11 sec ago

Gran Bretagna: attacco alla metropolitana di Londra. Scotland Yard, “è terrorismo”

Fri, 2017-09-15 12:04

Torna il terrore a Londra. Una esplosione si è verificata questa mattina nella metropolitana londinese intorno alle 8.20 (in Italia erano le 9.20), in piena ora di punta, in un treno che stava arrivando nella stazione di Parsons Green. Molti feriti, una ventina, hanno riportato “bruciature al volto”. Secondo i media britannici, sono stati visti dei “contenitori con esplosivo” all’interno del vagone in cui si è verificata l’esplosione. I passeggeri, terrorizzati, sono fuggiti dando vita a una pericolosa calca quando il treno si è fermato alla stazione: sono saltati fuori dalle carrozze e si sono messi a correre. Con un tweet Scotland Yard ha fatto sapere di trattare quanto avvenuto come un atto di terrorismo.

The Met’s Counter Terrorism Command are investigating after the incident at #ParsonsGreen tube station is declared a terrorist incident

— Metropolitan Police (@metpoliceuk) September 15, 2017

La Metropolitan police ha chiesto alla popolazione di mantenere la calma e se qualcuno ha visto o sentito qualcosa di sospetto di mettersi in contatto con loro, chiamando il numero 0800 789 321 e per emergenze il 999. A chi invece è in possesso di immagini e video, la polizia chiede di scaricarle sul sito www.ukpoliceimageappeal.co.uk

Nella stazione c’è una forte presenza di agenti armati. Le misure di sicurezza sono previste dal protocollo anti-terrorismo di Scotland Yard. Subito dopo la deflagrazione, si è saputo che gli artificieri stanno disattivando un secondo ordigno esplosivo trovato sempre nella metropolitana di Parson Green.

 

Papa Francesco: a Santa Marta, sotto la croce “Maria ci partorì tutti, partorì la Chiesa”

Fri, 2017-09-15 11:59

È un invito a “contemplare la Madre di Gesù, contemplare questo segno di contraddizione, perché Gesù è il vincitore ma sulla Croce, sulla Croce” quello rivolto questa mattina da Papa Francesco nella messa a Casa Santa Marta. Nel giorno in cui la Chiesa fa memoria della Beata Vergine Maria Addolorata, il Papa – riferisce Radio Vaticana – ha affermato che “ci vuole fede per capire, almeno per avvicinarsi a questo mistero”. Maria sapeva e “tutta la vita ha vissuto con l’anima trafitta”. Seguiva Gesù, sentiva i commenti della gente, stava sempre dietro a suo Figlio. E “per questo diciamo che è la prima discepola”, ha sottolineato Francesco. Maria aveva l’inquietudine che faceva nascere nel suo cuore questo “segno di contraddizione”. Nel momento finale, era lì, in silenzio, sotto la croce guardando il Figlio. Forse – ha osservato Francesco – ha sentito commenti del tipo: “Guarda, quella è la Madre di uno dei tre delinquenti”. Ma Lei “mostrò la faccia per il Figlio”. “Questo che io dico adesso – ha proseguito – sono piccole parole per aiutare a contemplare, in silenzio, questo mistero. In quel momento, Lei ci partorì tutti: partorì la Chiesa. ‘Donna’ – Le dice il Figlio – ‘ecco i tuoi figli’. Non dice ‘madre’: dice ‘donna’. Donna forte, coraggiosa; donna che era lì per dire: ‘Questo è mio Figlio: non Lo rinnego’”. Il passo del Vangelo odierno è, quindi, più che per riflettere, da contemplare. “Che sia lo Spirito Santo – ha concluso Francesco – a dire a ognuno di noi quello che di cui abbiamo bisogno”.

Diocesi: Teramo, domani mons. Galantino alla presentazione di “Un solo cuore per una sola terra” di mons. Seccia

Fri, 2017-09-15 11:49

Ci sarà anche mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, alla presentazione del volume “Un solo cuore per una sola terra” che si svolgerà domani, sabato 16 settembre, alle 16.30 presso l’aula magna “Benedetto Croce” dell’Università degli studi di Teramo. Il libro, ispirato alla nota enciclica di Papa Francesco “Laudato si’”, è stato scritto da mons. Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri, e propone – si legge in una nota – “un percorso di educazione e conversione ecologica rivolto agli adolescenti nelle scuole e nelle aule di catechismo”. Il volume “vuole essere un aiuto per ripensare uno stile di vita personale che favorisca il rispetto e la salvaguardia della natura, l’impegno ad una solidarietà universale, l’educazione al bene comune, il rifiuto della cultura dello scarto”. Dopo i saluti di Luciano D’Amico, magnifico rettore dell’Università degli studi di Teramo, del sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, e di Maria Gabriella Di Domenico, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Roseto 1”, saranno mons. Seccia e Sandra De Colli, insegnante di religione cattolica e direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, a presentare il volume. Concluderà il pomeriggio l’intervento di mons. Nunzio Galantino.

Minori migranti: Intersos lancia raccolta fondi per un nuovo centro di accoglienza a Roma

Fri, 2017-09-15 11:32

Intersos lancia oggi la campagna di raccolta fondi “Sogno la fine di un viaggio da incubo” – dal 15 settembre al 15 ottobre 2017 si può donare con un Sms o chiamata da rete fissa il 45525 – per realizzare Intersos24, un nuovo centro di accoglienza a Roma (in via di Torre Spaccata) per minori stranieri non accompagnati. La struttura, in grado di ospitare a fine lavori fino a 60 ragazzi, sarà aperta 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno e avrà al suo interno un ambulatorio medico le cui porte saranno aperte anche ai romani in difficoltà, in modo da contribuire ad una vera integrazione. Nell’ambulatorio saranno presenti specialisti in ginecologia, pediatria e malattie infettive. “Sarà un luogo aperto per il quartiere e per tutta la città di Roma. Uno spazio dove si potrà toccare con mano l’integrazione”, dichiara Cesare Fermi, responsabile Programma migrazioni di Intersos. “L’operatività dell’ambulatorio non intende sostituirsi alle strutture del servizio sanitario locale – continua – ma piuttosto l’obiettivo del progetto è quello di dare vita ad un modello riproducibile di servizio socio-sanitario, che non si sostituisca al servizio sanitario pubblico, ma che anzi lo supporti e lo integri”. Le principali attività di accoglienza diurna spazieranno dall’assistenza medica di base alla attività di sportello per l’informazione e l’orientamento ai servizi; dallo sportello informativo legale a quello di supporto psicologico; dai laboratori di partecipazione attiva all’inserimento in percorsi formativi/lavorativi. Le attività di accoglienza notturna comprenderanno invece la cena, un posto letto, docce, servizio di lavanderia, la colazione. Ad affiancare le attività del Centro ci sarà inoltre un servizio di Unità di strada, attivato da Intersos già dal novembre 2016, volto al monitoraggio del territorio, all’aggancio dell’utenza, alla promozione del servizio, all’individuazione dei casi più vulnerabili. Con l’apertura di Intersos24 chiude il centro A28 che dal 2011 a oggi ha ospitato oltre 4mila minori stranieri non accompagnati.

European Bishops: Minsk to host plenary assembly of Ccee about youth and Europe

Fri, 2017-09-15 11:29

Youth and Europe: these are the two key themes at the centre of the yearly plenary assembly of the Council of European Bishops Conferences (Ccee), which, from September 27th to October 1st, will bring to Minsk, Belarus, the presidents of the Bishops Conferences from as many as 45 countries across the continent. At the invitation of monsignor Tadeusz Kondrusiewicz, archbishop of Minsk-Mohilev, for the first time in the history of Ccee the plenary assembly will be going to Belarus to coincide with the 500th anniversary of the printing of the Bible, the first book ever printed in Belarusian. “The Bishops – as written in a release posted by Ccee today – will discuss young people, especially what young people are like today, their wishes, their needs, their fears, their expectations and their relationships, the challenges that today’s ever-changing world raises to the Church in thinking about its pastoral service and proposing the Gospel to this specific group of people, who are the future of the Church”. A European symposium was held in Barcelona last March, that had brought together bishops and directors of the youth, vocational, school and university pastoral services. So, Minsk’s plenary assembly is one further opportunity to get ready for the forthcoming Bishops’ Synod about young people, due to take place in Rome in autumn 2018. The second topic that will be discussed by the plenary assembly will be Europe, with the bishops sharing views, above all, on the contribution and mission of the Church in the building of the common European home and how to announce Christ’s Gospel in Europe. The patriarchal exarch of all Belarus, metropolitan bishop Pavel of Minsk and Zaslavl, the deputy prime minister of the Republic of Belarus, Vasily Zharko, the mayor of the city, Andrei Shorets, and leaders of the country’s other religions will be at the opening of the meeting. In the morning of Thursday, September 28th, the president of the Republic of Belarus, Aleksandr Lukashenko, will give audience to the attendees. The plenary meeting will end on Sunday, October 1st, with the bishops taking part, in groups, in Eucharistic celebrations in several parish churches around Minsk, in order to get closer to the local community.

Vescovi europei: a Minsk l’assemblea plenaria del Ccee su giovani ed Europa

Fri, 2017-09-15 11:29

Giovani ed Europa. Questi i due principali temi al centro dell’annuale assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), che dal 27 settembre al 1° ottobre riunirà a Minsk (Bielorussia) i presidenti di tutte le Conferenze episcopali rappresentanti ben 45 Paesi del continente. Su invito di monsignor Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo di Minsk-Mohilev, per la prima volta nella storia del Ccee l’assemblea plenaria giunge in Bielorussia nell’anno in cui ricorre il 500° anniversario della stampa della Bibbia, primo libro a essere stampato in lingua bielorussa. “I vescovi – si legge in un comunicato diffuso oggi dal Ccee – si confronteranno sul tema dei giovani, in particolare sulla figura del giovane oggi, i suoi desideri, i suoi bisogni, le sue paure, le sue aspettative e le sue relazioni, sulle sfide che il mondo odierno in continuo cambiamento pone alla Chiesa nel pensare la pastorale e nel proporre il Vangelo a questa particolare categoria di persone che costituiscono il futuro della Chiesa”. Nel marzo scorso a Barcellona si era svolto un simposio europeo che aveva riunito vescovi e responsabili della pastorale giovanile, vocazionale, scolastica e universitaria. La plenaria di Minsk costituisce dunque un ulteriore momento di preparazione al prossimo Sinodo dei vescovi sui giovani in programma a Roma per l’autunno 2018. Il secondo tema al centro dei lavori sarà quello dell’Europa: i vescovi si confronteranno, in particolare, sul contributo e la missione della Chiesa alla costruzione della casa comune europea e su come annunciare il Vangelo di Cristo in Europa. In apertura dell’incontro, sarà presente l’esarca patriarcale di tutta la Bielorussia, il metropolita Pavel di Minsk e Zaslavl, il vice-primo ministro della Repubblica di Bielorussia, Vasily Zharko, il sindaco della città, Andrei Shorets, e rappresentanti di altre religioni presenti nel Paese. Nella mattinata di giovedì 28 settembre, il presidente della Repubblica di Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, incontrerà in udienza i partecipanti alla plenaria. L’assemblea plenaria si concluderà domenica 1° ottobre con la partecipazione dei vescovi, divisi in gruppi, alle celebrazioni eucaristiche in diverse parrocchie di Minsk al fine di favorire l’incontro con la comunità locale.

Movimento apostolico ciechi: dal 21 al 24 settembre a Roma il congresso nazionale

Fri, 2017-09-15 11:20

Dal 21 al 24 settembre si terrà a Roma, presso la Casa “San Juan de Avila”, Via Pietro De Francisci, 158, il XVII congresso nazionale del Mac – Movimento apostolico ciechi. L’Assemblea nazionale del Mac, composta da circa 110 delegati dei 46 gruppi diocesani, sarà chiamata a rinnovare il Consiglio nazionale e a definire l’indirizzo e le linee programmatiche del prossimo quadriennio. Il tema del congresso è “Vi ho chiamato amici – I gruppi Mac per una Chiesa in uscita”. L’associazione risponde all’invito che Papa Francesco ha fatto alle Chiese italiane riunite in convegno nel novembre 2015 a Firenze. “Desideriamo avviare un processo per dare un contributo come Mac alla realizzazione di quel sogno di Chiesa raccontato nell’Evangelii Gaudium – spiega l’associazione -. In un mondo frammentato cercheremo di individuare le strategie idonee per costruire relazioni significative tra le persone, così che anche le persone con disabilità visiva possano trovare il loro posto di protagonisti all’interno di comunità ospitali”. Nella giornata di 22 settembre, dopo il saluto ai presenti e i saluti delle autorità, il presidente nazionale Francesco Scelzo terrà la relazione congressuale; lo stesso giorno interverrà Franco Miano parlerà di “Laici associati nella Chiesa in uscita”. Seguirà il dibattito assembleare e l’elezione dei nuovi organi. Il 23 settembre alle ore 19 la celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Angelo De Donatis, arcivescovo vicario per la diocesi di Roma. A conclusione del congresso, il 24 settembre, l’assemblea nazionale del Mac approverà il documento finale, quale indirizzo per il quadriennio 2017/2021.

Raidue: “Sulla via di Damasco”, domani puntata su “La tenerezza è una rivoluzione”

Fri, 2017-09-15 10:52

Sarà intitolata “La tenerezza è una rivoluzione” la puntata di “Sulla via di Damasco”, in onda sabato 16 settembre, alle 8.45 su Rai Due. Il programma, firmato da mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti, approfondirà una tra le parole nuove più usate da Papa Francesco: tenerezza. “Cosa si nasconde dietro questa parola? E quali significati assume la tenerezza in un mondo deturpato dai muri, dall’egoismo, dalle guerre e da un’economia che schiaccia i diritti?”. Queste sono alcune delle domande da cui scaturiscono le riflessioni di don Luigi Verdi, fondatore della Fraternità di Romena, e le testimonianze di ospiti straordinari, il cantautore Francesco Guccini e lo scrittore Davide Rondoni, i quali – si legge in una nota – “da prospettive diverse, racconteranno il loro incontro con la tenerezza, ripercorrendo alcuni momenti significativi della loro vita e offrendo una risposta personale alle più acute domande di questo tempo”. Spazio poi alla testimonianza di Maria Volpe, ispettrice capo della Questura di Agrigento, impegnata in operazioni di accoglienza di bambini migranti che arrivano in Italia senza nessuno: racconterà del suo spendersi “con tutte le energie per dare amore a quei piccoli che non possono contare sull’affetto di un padre e di una madre”. Verrà poi proposta la vicenda del giovane attivista Vittorio Arrigoni, ucciso a Gaza nell’aprile 2011, che “invocava il dialogo e il ritrovare la propria umanità”. La sua storia d’amore per i più deboli verrà ripercorsa dalle parole della madre, Egidia Beretta, per ricordare quel figlio che da bambino non voleva essere il lupo cattivo delle favole. In chiusura, l’intervista ad Antonio e Giulia, sposati da 64 anni. “La loro sfida di stare insieme per sempre, affrontando ogni difficoltà con la soluzione della delicatezza e del rispetto – conclude la nota – si rivelerà la chiave per non rendere mai il rapporto sterile e noioso”.

Riordino settore azzardo: Simeone (esperto), “segna un passo indietro in merito ai poteri di enti locali e Regioni”

Fri, 2017-09-15 10:31

“L’intesa raggiunta, oltre a disciplinare un tipo di attività che per le attuali caratteristiche è incostituzionale per contrasto all’art. 41 della Costituzione, in merito ai poteri degli enti locali e Regioni segna un passo indietro”. Lo dice in un’intervista al Sir Attilio Simeone, coordinatore del Cartello “Insieme contro l’azzardo”, commentando l’intesa raggiunta sul riordino del settore dell’azzardo, giovedì 7 settembre, nella Conferenza unificata Stato-Regioni. “Mentre la nostra Costituzione lascia a Regioni ed enti locali mano libera di intervenire qualora l’azzardo si manifesta con modalità molto aggressive sotto il profilo della salute pubblica – precisa Simeone -, l’intesa raggiunta impone di tenere in considerazione anche gli investimenti fatti dai concessionari. Si è voluto creare un ostacolo in più”. L’obiettivo dichiarato dell’intesa è la riduzione dell’offerta di gioco, ma, avverte l’esperto, “ridurre l’offerta non equivale a ridurre il consumo. Togliere dal mercato le slot obsolete installate nei rifugi alpini piuttosto che negli stabilimenti balneari e sostituirle con le Vlt, più aggressive in termini di capacità di fatturato e di rischio patologico conseguente, non comporterà necessariamente aver ridotto il consumo e quindi aver perseguito l’obiettivo della delega. Anzi, il timore che accada il contrario è assai fondato. L’istituzione di sale destinate nelle quali si entrerà mostrando un documento e di conseguenza non andando a disciplinare tutta l’offerta di azzardo come, ad esempio, i gratta e vinci, farà aumentare proprio il consumo di questi ultimi e quello on-line che non presenta attualmente alcuna disciplina”.

Riordino settore azzardo: mons. D’Urso (Consulta antiusura), “la politica deve scegliere da che parte stare”

Fri, 2017-09-15 10:27

“L’influenza delle lobby, riguardo al riordino dell’azzardo, viene sottolineata da tutti, ma nessuno la contrasta in modo incisivo. Purtroppo, il gioco è sfuggito dalle mani della politica e dello Stato. Staremo a vedere se con questo riordino lo Stato sarà capace di estromettere dall’azzardo le lobby, che oggi la fanno da padrone”. Lo denuncia al Sir, in un’intervista, mons. Alberto D’Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura, a proposito dell’intesa raggiunta in Conferenza unificata Stato-Regioni sul riordino del settore dell’azzardo, giovedì 7 settembre. “Come noi abbiamo deciso di stare dalla parte delle vittime, anche la politica deve fare una scelta di campo. Noi non vogliamo uno Stato biscazziere”, aggiunge mons. D’Urso, per il quale una riduzione dell’offerta di gioco non basta: “Se l’azzardo fa male, anche se ci sono poche vittime, è un fatto grave”. In attesa che l’intesa sia tradotta dal ministero dell’Economia e delle Finanze in un decreto ministeriale, per poterne cogliere tutta la portata, “come Consulta antiusura – afferma il presidente – continueremo il nostro servizio accanto alle vittime. Occorre promuovere un’educazione al gioco e e alla sobrietà a scuola, in famiglia, nelle parrocchie, nelle altre agenzie educative. Non si possono ignorare le conseguenze negative dell’azzardo. Stiamo vivendo un momento difficile: non siamo usciti dalla crisi e certamente la mancanza di lavoro continuerà a indurre la gente a tentare la fortuna. Non dimentichiamo poi che le vittime dell’azzardo diventano vittime di usura e quante famiglie si sfasciano”. “Stiamo anche studiando – conclude – come offrire un’assistenza legale ai gestori dei bar che vogliono togliere le macchinette ma che subiscono pressioni per non farlo”.

Messico: la Caritas fa il punto sugli aiuti ad una settimana dal terremoto. Danneggiate almeno 121 chiese

Fri, 2017-09-15 10:18

Ad una settimana dal terremoto che ha colpito il Messico, duecento tonnellate di generi alimentari e di prima necessità sono già arrivati negli Stati più danneggiati, Oaxaca e Chiapas. Lo ha detto ieri padre Rogelio Narváez, segretario esecutivo della pastorale sociale – Caritas della Chiesa messicana, durante una conferenza stampa che si è tenuta nella sede della Conferenza episcopale messicana (Cem), alla presenza del segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola. Padre Narváez ha spiegato che al momento è urgente l’afflusso nelle zone colpite di alimenti e acqua potabile, oltre che l’allestimento di centri di prima accoglienza. Ma già nelle prossime settimane la Caritas metterà a punto un piano di lavoro per sostenere la ricostruzione. Pronta è stata la risposta dei messicani durante la raccolta realizzata durante lo scorso fine settimana, ma anche dall’estero e in particolare da diversi Paesi europei sono arrivati messaggi, con la disponibilità a concorrere alla ricostruzione degli edifici danneggiati. Tra questi ci sono anche 122 chiese gravemente danneggiate (il rapporto è incompleto, in quanto mancano ancora i dati di alcune diocesi)”. Durante la conferenza stampa è stato messo in evidenza che, diversamente da chi tende a mettersi sotto i riflettori, sono soprattutto le diocesi ad essere presenti “prima, durante e dopo un’emergenza”, non solo con aiuti materiali, ma anche con un “accompagnamento spirituale per superare il trauma”.

Vescovi Colombia: bilancio della visita del Papa. “Rimangono nel cuore vicinanza, bontà e testimonianza di fede”

Fri, 2017-09-15 10:11

“Rimangono nel cuore di tutti i colombiani la vicinanza, la bontà, la testimonianza di fede e i messaggi del successore di Pietro”. Lo scrive la Conferenza episcopale colombiana in comunicato letto ieri durante una conferenza stampa promossa a Bogotá per tracciare un bilancio della storica visita di papa Francesco della scorsa settimana. Alla conferenza stampa hanno preso parte il cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá e presidente del Celam, mons. Oscar Urbina Ortega, presidente Cec e arcivescovo di Villavicencio, mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, segretario generale Cec e vescovo ausiliare di Medellín, mons. Fabio Suescún Mutis, vescovo castrense e responsabile del Comitato preparatorio per la visita del Santo Padre, e mons. Ettore Balestrero, nunzio apostolico in Colombia. Nel comunicato, letto all’inizio della conferenza stampa da mons. Álvarez, i vescovi ringraziano tra gli altri, oltre al Santo Padre, il popolo colombiano “che ha accolto il Santo Padre con affetto e gioia senza uguali”, il presidente Santos e tutte le autorità, i mass media. Prosegue il comunicato: “Il Santo Padre ci ha indicato, con il suo insegnamento e con la sua testimonianza, il cammino che dobbiamo affrontare uniti per togliere alla radice qualsiasi forma di violenza e per raccogliere frutti di giustizia, verità, perdono, riconciliazione e pace. Facciamo del Magistero pontificio in Colombia una fonte inesauribile di riflessione e di iniziative pastorali, e apriamo il passo ad un nuovo dinamismo evangelizzatore”. Nel corso della conferenza stampa, mons. Suescún ha sottolineato la sintonia tra il Papa e il popolo colombiano, “che ha ricevuto il Santo Padre con il cuore”. Mons. Balestrero ha messo in evidenza il dichiarato apprezzamento di Francesco per il popolo colombiano, ed ha aggiunto: “Si è visto quanto la fede sia radicata nei colombiani, pensiamo solo che il 20% del Paese ha visto direttamente il Papa. Ognuno di noi si è sentito consolato e appoggiato da Papa Francesco”. Ora, però, “abbiamo una grande responsabilità di venirci incontro tra noi”. Ha aggiunto mons. Urbina: “Ci rimane un compito profondo, la riconciliazione del Paese, dopo il primo passo fatto con il Papa servono altri passi, dobbiamo imparare a camminare insieme. La riconciliazione è un lavoro serio, da fare con le vittime, con i poveri, per la costruzione di un nuovo ordine sociale che implica la dignità di ciascuna persona”. Il presidente della Conferenza episcopale ha messo anche in evidenza le positiva diversità tra la varie regioni, emerse anche durante la visita del Papa, ed ha esplicitamente auspicato “una riforma agraria, elemento fondamentale per la nazione e per il suo sviluppo integrale”. Infine, il card. Salazar ha sottolineato la ricchezza, per la Chiesa, dei discorsi ai vescovi colombiani e al Celam, a partire dall’esigenza che la Chiesa viva per prima il Vangelo non solo a parole ma nei fatti.

Diocesi: mons. Savino (Cassano all’Jonio), messaggio per inizio scuola. Alleanza educativa fra famiglia, scuola e Chiesa

Fri, 2017-09-15 10:05

All’inizio dell’anno scolastico il vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, scrive a dirigenti, docenti, genitori, studenti delle scuole di ogni ordine e grado per rivolgere loro l’“augurio di buon anno scolastico”. Un augurio rivolto “specificatamente proprio a voi docenti, operatori e dirigenti scolastici cui è affidato il delicatissimo compito di leggere la realtà in cui siamo immersi e da essa ricavare segni positivi di cambiamenti possibili su cui avviarsi per contribuire a orientare, sostenere e soprattutto alimentare il processo di crescita delle competenze, capacità e conoscenze degli uomini del futuro”, si legge nel messaggio. Nel testo si sottolinea che “nessuno può essere tanto arrogante e prevaricatore da affermare di essere in grado di disegnare percorsi che abbiano una indiscussa efficacia educativa e tanto meno lo posso fare io a nome della Chiesa diocesana che nelle parrocchie e nelle associazioni ecclesiali ha i suoi centri educativi”.
Mons. Savino ricorda che al centro del nuovo anno pastorale della diocesi c’è il tema “Evangelizzazione, comunità e iniziazione cristiana”: “Intendiamo – spiega – ripartire dai piccoli, dai bambini che dopo il Battesimo, deciso dai genitori, si accostano ai sacramenti della Riconciliazione, Comunione e Confermazione cristiana. Ogni proposta della Chiesa – si legge nel messaggio – richiede attento ascolto e serena accoglienza da parte delle famiglie e della scuola, dove i bambini e i ragazzi trascorrono la maggior parte delle loro giornate. Per questo, come ben sapete, occorre che famiglia, scuola e Chiesa concordino negli obiettivi educativi da perseguire, nel riconoscimento e nel rispetto reciproco”.

Pastorale sanitaria: Aipas, dal 9 ottobre ad Assisi il convegno “#Giovani, #fede e #malattia”

Fri, 2017-09-15 09:57

Sarà dedicato a “#Giovani, #fede e #malattia – Difficoltà e risorse pastorali” il convegno nazionale organizzato dall’Associazione italiana di pastorale sanitaria (Aipas) in programma alla Domus Pacis di Assisi dal 9 al 12 ottobre. “Sembra innaturale per un giovane interrogarsi sulla malattia e sulla morte – si legge in una nota – eppure la sofferenza e l’accompagnamento del malato rappresentano una fonte di spiritualità anche per le giovani generazioni. Ancor più profondamente, il tema del dolore interpella poi la nostra fede quando ad ammalarsi è un giovane”. L’appuntamento di Assisi, in vista del Sinodo sui giovani voluto da Papa Francesco, vedrà la partecipazione, tra gli altri, di don Michele Falabretti, responsabile Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, di Nadia Bouzekri, presidente dell’Associazione dei Giovani musulmani d’Italia, e di don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, recentemente nominato superiore generale della Società dei sacerdoti di san Giuseppe Benedetto Cottolengo e padre della Piccola Casa della Divina Provvidenza. Al convegno parteciperà una delegazione dell’Ordine Ospedaliero Fatebenefratelli, guidata da fra Marco Fabello, presidente dell’Irccs di Brescia.

Diocesi: mons. Castoro (Manfredonia) messaggio per inizio scuola. “Al centro vi sia la relazione educativa”

Fri, 2017-09-15 09:24

“Al centro della scuola vi sia la relazione educativa, cioè un fiducioso rapporto tra chi insegna e chi apprende”. È quanto auspica l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, nel messaggio per l’inizio dell’anno scolastico. “Curate le relazioni e suscitate passioni autentiche non solo per i saperi, ma per la vita – afferma rivolgendosi a dirigenti, docenti, operatori e collaboratori – avendo come obiettivo lo sviluppo di personalità coerenti ed equilibrate, ma anche dinamiche e aperte a nuove esperienze, libere nel giudizio, capaci di collaborare con gli altri e consapevoli della loro funzione sociale”. “La scuola non è un’azienda dove far valere la prestazione, ma una comunità dove si intrecciano storie, volti, problemi, questioni”, osserva l’arcivescovo, ricordando che “ciò che conta è la vocazione di ciascuno a orientare la propria vita nella giusta direzione”. “Non sostituitevi alle famiglie, né sovrapponetevi ad esse – prosegue Castoro – ma stimolate i genitori affinché siano insieme a voi protagonisti della crescita dei propri figli”. “Lavoriamo tutti insieme per una scuola partecipata, condivisa, allargata anche ai bisogni degli adulti, i quali hanno bisogno anch’essi di essere formati”, aggiunge l’arcivescovo, che invita: “Impegniamoci per una scuola più a misura del nostro territorio, in dialogo con le altre agenzie educative presenti nelle nostre città”. Agli alunni, Castoro chiede di aiutare “i vostri insegnanti a tirare fuori da voi il meglio di voi stessi. Non siete dei vasi vuoti, ma campi che nascondono perle, che aspettano solo di essere valorizzate”. “Lasciatevi guidare, orientare, affiancare e accompagnare”, continua. “Aiutateci a costruire con voi una società più giusta e più equa, più inclusiva e meno escludente, più accogliente e meno xenofoba, più ospitale e meno sospettosa”.

Cortile di Francesco: Prodi, “la pace non è garantita, va conquistata ogni giorno”

Fri, 2017-09-15 09:15

(dall’inviata ad Assisi) “La pace non è garantita: va conquistata ogni giorno”. Ne è convinto Romano Prodi, che nell’incontro di ieri sera al “Cortile di Francesco”, in corso ad Assisi, ha fatto notare come dalla fine della guerra fredda, nel mondo “ci sono stati 31 conflitti con 300mila morti e nessuno ne ha parlato”. Di qui il ruolo strategico dell’Europa anche in questo campo. “Bisogna essere chiari e propositivi”, ha detto Prodi, citando il caso dell’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl, che quando i tedeschi non volevano l’euro ma il marco ha risposto loro: “Io voglio l’euro perché mio fratello è morto in guerra”.

Cortile di Francesco: Prodi, “chi è qui da tanti anni come cittadino italiano deve essere considerato cittadino italiano”

Fri, 2017-09-15 09:14

(dall’inviata ad Assisi) “Non confondere” la questione dello “ius soli” con quella più generale dei migranti in fuga dai loro Paesi. È l’invito di Romano Prodi, che durante l’incontro di ieri sera nella basilica superiore di Assisi, a conclusione della prima giornata del “Cortile di Francesco”, ha fatto notare che “le due questioni non hanno niente in comune: lo ius soli non riguarda i disperati che arrivano nel nostro Paese in modo irregolare, ma ragazzi che parlano e sono italiani. Chi è qui da tanti anni come cittadino italiano è e deve essere considerato cittadino italiano”. “Questi ragazzi sono quelli che garantiranno le nostre pensioni”, ha aggiunto: “In un Paese con una demografia che cala come la nostra abbiamo bisogno di loro”. L’anno scorso, per la prima volta, in Italia sono nati più stranieri che italiani, ha ricordato Prodi: “Se continuiamo così, il problema del Paese non si può risolvere se non abbiamo ragazzi integrati”.

Cortile di Francesco: Prodi, “o l’Europa è forte nei suoi principi, o non ha più niente da dire al mondo”

Fri, 2017-09-15 09:13

(dall’inviata ad Assisi) “O l’Europa è forte nei suoi principi, o non ha nulla da dire al mondo”. È stato netto Romano Prodi, già presidente della Commissione europea, sul ruolo politico di cui deve riappropriarsi il nostro Continente, dopo gli ultimi mesi frenati dalle elezioni francesi edalle prese con l’imminente appuntamento elettorale tedesco, che “quasi sicuramente non presenterà un grande fatto nuovo”, ha ipotizzato. “Trovare una politica comune”, l’imperativo urgente per l’Europa: “I problemi rimarranno, ma abbiamo tirato un sospiro di sollievo dopo l’uscita britannica che poteva portare ad uno sfaldamento generale”. “Basta con la debolezza”, ha ripetuto Prodi ricordando le grandi conquiste del nostro Continente, come lo Stato sociale: “Se continuiamo così, ogni giorno facciamo un piccolo passo indietro, perché il compito della democrazia è dare speranza non a qualcuno, ma a tutti”. “Negli ultimi anni di vita europea – l’analisi di Prodi a proposito di un deficit di solidarietà nell’Unione europea – sempre di più il potere è passato dalla Commissione ai singoli Stati: ciò vuol dire che comanda chi è più forte, e il Paese più forte è la Germania”.

Cortile di Francesco: card. Bassetti, “più Europa” per opporsi a xenofobia e terrorismo

Fri, 2017-09-15 09:11

(dall’inviata ad Assisi) Nel nostro Continente, serve “concretezza e azione”: “Questo è il momento di proporre e di agire, il momento di mettersi in gioco con gioia e gratuità”. Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha concluso il suo intervento di ieri sera al “Cortile di Francesco” con un invito alla mobilitazione. “Perché tutti noi abbiamo bisogno di più Europa”, ha spiegato: “Di un’ Europa dei popoli che sappia, prima di tutto, combattere la cultura della paura. E, poi, che sappia opporsi con tenacia al terrorismo. E infine che possa contrastare i rigurgiti di xenofobia di cui si odono gli strali”. Proprio per questo, la proposta del cardinale, è necessario lo sviluppo di una nuova “sensibilità europea”: “Ancor prima di un’elaborazione politica dei singoli Stati o dell’Unione europea – la tesi di Bassetti – è di cruciale importanza sviluppare un nuovo ethos continentale che, partendo dalla valorizzazione delle propria anima storica, sappia sviluppare una cultura della carità e dell’incontro. Una cultura nuova su basi antiche da cui possa nascere un’Europa ancora più viva, coesa e forte”.

Cortile di Francesco: card. Bassetti, in Europa “preoccupante cultura della paura”, “si ha paura quando si è senza identità”

Fri, 2017-09-15 09:09

(dall’inviata ad Assisi) “Le grandi sfide dell’Europa attuale – il terrorismo, l’economia e i migranti – stanno generando una preoccupante cultura della paura”. A lanciare il grido d’allarme è stato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, durante l’incontro con Romano Prodi organizzato ieri sera ad Assisi nel “Cortile di Francesco”. “Paura di vivere in una società senza identità, sempre più complessa e plurale”, ha specificato entrando nel dettaglio: “Paura dell’altro perché non lo si riconosce più come un nostro simile. Paura soprattutto nei confronti del forestiero. Che non solo è costretto a vivere come un apolide in terra straniera, ma che, sempre più spesso, è diventato una sorta di capro espiatorio di tutti i mali della nostra società”. “Si ha paura quando siamo senza identità”, ha ammonito il cardinale: “E se non si ritrova la nostra identità, la paura del diverso aumenterà ancora di più”. Poi la citazione di due discorsi di Papa Francesco: quello pronunciato nel 2016, in occasione del Premio Carlo Magno, in cui ha auspicato “un’Europa giovane, capace di essere ancora madre”, e quello di pochi mesi fa, in occasione delle celebrazioni del 60° anniversario dei Trattati di Roma, quando ha sottolineato che occorre “investire nella vita, nella famiglia, nei giovani”. “Queste parole – il commento di Bassetti – contengono un forte incoraggiamento a guardare al futuro, senza perdere la speranza e soprattutto sono un grande messaggio di libertà e responsabilità. La libertà di intraprendere strade nuove, la responsabilità di farlo pensando alla generazione future”.

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