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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 5 hours 24 min ago

Diocesi: Terni, oggi il convegno “Quale carità per gli anni 2020”

Sat, 2017-11-18 09:19

Oggi, nella parrocchia di Sant’Antonio a Terni, si terrà il secondo convegno della carità sul tema: “Quale carità per gli anni 2020 nella diocesi di Terni-Narni-Amelia”. A due anni dal precedente incontro diocesano, la Chiesa locale è chiamata a verificare il cammino percorso e rinnovare l’azione pastorale, adattandola ai bisogni e alla situazione odierna. Un incontro che raduna il mondo vasto delle persone impegnate in ambito caritativo, dagli operatori e volontari della Caritas diocesana e delle Caritas parrocchiali, ai gruppi e movimenti e associazioni di volontariato. Al convegno interverranno il vescovo Giuseppe Piemontese, il direttore della Caritas diocesana, diacono Ideale Piantoni, che illustrerà il piano pastorale della carità in diocesi, Nunzia De Capite, psicologa e responsabile delle Relazioni della Caritas Italiana che presenterà alcune linee pastorali alla diocesi, l’assessore ai servizi sociali del comune di Terni Francesca Malafoglia, che parlerà delle attività del comune di Terni nel sociale e nel volontariato, Francesco Venturini, presidente dell’associazione di volontariato San Martino, che illustrerà le attività delle opere segno della Caritas in risposta alla povertà gestite dall’associazione.
“In questi due anni sono cambiate alcune cose importanti nel comprensorio ternano e nello scenario economico politico – spiega il direttore della Caritas diocesana – per cui sentivamo il bisogno di una verifica della situazione e cercare un orientamento per il futuro. La mia sensazione di inversione di rotta tra povertà extra comunitarie e povertà italiane ha trovato reale riscontro nel quotidiano. Alcune misure ministeriali e regionali come il Sia o l’aiuto alle neo maternità, hanno, di fatto, diminuito le domande di aiuto delle famiglie numerose e con maternità, notoriamente extracomunitarie; di contro, il prolungarsi della crisi economica, ancora grave nel nostro territorio, ha accentuato i problemi dei nuclei italiani: affitti, sanità, problemi legali, crisi famigliari e altro. Era perciò doveroso interrogarsi tra associazioni caritative ecclesiali socio-assistenziali e istituzioni per fare il punto del presente e volgere, tutti insieme, uno sguardo verso il futuro, non dimenticando le linee guida della Caritas nazionale, per affrontare insieme i vari problemi e individuare percorsi possibili da seguire nei prossimi anni”.
Durante il convegno, sono previsti dei laboratori in cinque ambiti: attenzione agli ultimi, rete di comunione; immigrazione e integrazione; osservatorio povertà, ascolto e presa in carico; casa e lavoro; promozione del volontariato e formazione-educazione alla carità. Al termine dei lavori saranno presentate le idee ed i suggerimenti innovativi nati dal convegno.

Diocesi: Padova, oggi appuntamento con “Openfield” sul tema del lavoro

Sat, 2017-11-18 09:00

Oggi, in Facoltà teologica del Triveneto (via Del Seminario 79 a Padova), appuntamento con “Openfield” – il campo aperto di riflessione e approfondimento sociopolitico, organizzato da Pastorale sociale e del lavoro, Fisp – Scuola di formazione all’impegno sociale e politico, Azione cattolica, Acli, Agesci, Csi, Noi Associazione – che concentrerà l’attenzione sul lavoro. “Fair Jobs & Growth. Il valore del lavoro” è, infatti, il titolo dell’edizione 2017. Dignità e crescita del lavoro sono i fari che vogliono illuminare l’appuntamento padovano che si pone in stretta relazione con il “contemporaneo” appuntamento europeo del Social Summit di Göteborg, iniziativa organizzata e promossa dalla Commissione europea e dal Consiglio europeo, in collaborazione con il Governo svedese, che vede la partecipazione dei capi di stato e di governo dell’Unione europea, istituzioni dell’Ue, parti sociali europee, società civile e altri attori chiave, con l’obiettivo di discutere e dibattere proprio sulla tematica di “Crescita e Lavoro equo”.
“L’idea del lavoro – spiegano i promotori di Openfield – come semplice impiego è messa a dura prova dal contesto di crisi economica e dalla progressiva perdita dei diritti lavorativi e sociali. Diventa per noi prioritario riaffermare un modello di lavoro dignitoso (Fair), fondato sul rispetto e sulla promozione della dignità della persona umana. Il lavoro così inteso è opportunità di crescita (Growth) per la persona e la comunità, valorizza la persona all’interno di un gruppo, è base della giustizia e della solidarietà sociale, genera la vera ricchezza”. Su questo tema si confronteranno il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla; il responsabile del servizio per la pastorale sociale e del lavoro di Milano, don Walter Magnoni, e il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli.

Notizie Sir del giorno: morte Totò Riina, rapporto Caritas povertà in Italia, videomessaggio Papa al Myanmar, Giornata per la vita 2018, Pilastro sociale Göteborg

Fri, 2017-11-17 19:30

Totò Riina: mons. Pennisi e mons. Galantino, “le cose cambieranno non perché è morto”. Esclusi funerali pubblici

“Con la morte di Totò Riina è finito il delirio di onnipotenza del capo dei capi di cosa nostra, ma la mafia non è stata sconfitta e quindi non bisogna abbassare la guardia”. È il commento al Sir di mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, alla morte, stanotte, di Totò Riina. “Il compito della Chiesa – prosegue Pennisi – è quello di educare le coscienze alla giustizia e alla legalità e di contrastare la mentalità mafiosa”. Dello stesso avviso mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, che invita “tutti ad assumersi le proprie responsabilità e a pensare che le cose cambieranno non solo perché è morto Riina”. Don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali e sottosegretario della Conferenza episcopale italiana (Cei), spiega il perché la Chiesa evita i funerali pubblici di personaggi come Totò Riina. Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, sottolinea che “la morte di Riina, come la morte di ogni persona, chiede rispetto. Ma questo non cancella il ricordo di una vita che, nel caso di Riina, è stata violenta, incompatibile con l’etica del Vangelo, strumento di sofferenza, di omicidi, di stragi”. Così anche il presidente del Senato, Pietro Grasso: “La pietà di fronte alla morte di un uomo non ci fa dimenticare quanto ha commesso nella sua vita, il dolore causato e il sangue versato”. Per Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, “si è chiusa definitivamente l’era delle stragi”.

Povertà: Caritas Italiana, “in Italia 4 milioni 742mila persone vivono in uno stato di grave povertà”. In un decennio incremento del 165,2%

In Italia vivono in uno stato di grave povertà 4 milioni 742mila persone (il 7,9% dei residenti), un totale di 1 milione e 619mila famiglie (il 6,3% dei nuclei familiari). È quanto emerge dal rapporto “Futuro anteriore” realizzato da Caritas italiana su povertà giovanili ed esclusione sociale in Italia, che viene presentato questa mattina, a Roma, alla viglia della prima Giornata mondiale dei poveri. “Anche nel 2016 si registra un lieve incremento dell’incidenza della povertà”, rileva la Caritas, aggiungendo che nel Paese “nell’ultimo decennio si è registrato un incremento del 165,2% del numero dei poveri”. Giovani under 34, disoccupati e nuclei il cui capofamiglia svolge un lavoro da “operaio e assimilato”, famiglie con figli minori e nuclei di stranieri e misti sono le categorie più svantaggiate. (clicca qui)

Papa Francesco: videomessaggio al Myanmar, “non vedo l’ora di incontrarvi”. Un messaggio “di riconciliazione, di perdono e di pace”

(da Yangon) – “Cari amici, mentre mi preparo a visitare il Myanmar desidero inviare una parola di saluto e di amicizia a tutto il suo popolo. Non vedo l’ora di potervi incontrare”. Inizia così il videomessaggio che Papa Francesco ha inviato al Myanmar e che è stato postato oggi sulla pagina ufficiale Facebook – pope Francis in Myanmar 2017 – dedicata alla visita che il Santo Padre farà nel Paese dal 27 al 30 novembre. È padre Mariano Soe Naing, portavoce della Conferenza episcopale del Myanmar ad anticiparlo al Sir. “Vengo a proclamare il Vangelo di Gesù Cristo – dice il Papa parlando in italiano con sottotitoli in lingua birmana – messaggio di riconciliazione, di perdono e di pace”. Francesco rivolge quindi un saluto alla piccola comunità cattolica, 600mila fedeli in un Paese per l’85% buddista. “La mia visita vuol confermare la comunità cattolica del Myanmar nella sua fede in Dio e nella sua testimonianza nel Vangelo che insegna la dignità di ogni uomo e donna ed esige di aprire i nostri cuori agli altri, specialmente ai poveri e ai bisognosi”. Il Papa si rivolge quindi al popolo del Myanmar. (clicca qui)

Colombia: la Chiesa si prepara al Sinodo panamazzonico. Mons. Urbina (presidente Cec), “responsabilità di tutti”

“Stiamo lavorando intensamente, a metà dicembre andrò in Vaticano a incontrare Papa Francesco e il card. Turkson in occasione di una sessione della Fundación Populorum Progressio in preparazione al Sinodo dell’Amazzonia che il Papa ha indetto per ottobre 2019”. Lo dichiara al Sir mons. Oscar Urbina Ortega, presidente della Conferenza episcopale colombiana (Cec) e arcivescovo di Villavicencio, in seguito ad un incontro che si è svolto nei giorni scorsi con i vescovi mons. Francisco Javier Múnera e mons. José Joaquín Pinzón, rispettivamente vicari apostolici di San Vicente del Caguán e Puerto Leguízamo–Solano. Prosegue mons. Urbina: “Sono stato colpito dal messaggio di Papa Francesco in occasione della sua visita in Colombia. Parlando con lui a Bogotá mi ha detto di aver parlato della questione della difesa dell’Amazzonia a tutti i vescovi colombiani perché non è un tema locale, ma una responsabilità di tutti. Per questo motivo stiamo approfondendo varie proposte insieme alla Repam (la Rete ecclesiale panamazzonica, ndr) della Colombia per presentarle al Santo Padre. In questa prospettiva si è collocato l’incontro 6-8 novembre con i nostri vescovi, che hanno elaborato un Manifesto per la protezione e la difesa dei diritti dell’Amazzonia”. (clicca qui)

Giornata per la vita 2018: messaggio dei vescovi italiani, “il Vangelo della vita, gioia per il mondo”

“‘L’amore dà sempre vita’: quest’affermazione di papa Francesco, che apre il capitolo quinto dell’Amoris laetitia, ci introduce nella celebrazione della Giornata della Vita 2018, incentrata sul tema ‘Il Vangelo della vita, gioia per il mondo’”, questa l’apertura del Messaggio – diffuso oggi – del Consiglio episcopale permanente della Cei per la 40ª Giornata nazionale per la vita che si celebra il 4 febbraio 2018. Al centro della riflessione dei vescovi italiani è “la Parola di Dio, consegnata a noi nelle Sacre Scritture, unica via per trovare il senso della vita, frutto dell’Amore e generatrice di gioia”, una gioia “che il Vangelo della vita può testimoniare al mondo, è dono di Dio e compito affidato all’uomo; dono di Dio in quanto legato alla stessa rivelazione cristiana, compito poiché ne richiede la responsabilità”. (clicca qui)

Ue: Chiese in Europa, apprezzamento per Pilastro sociale di Göteborg. “Tradurlo in azioni concrete”

“Il Pilastro europeo per i diritti sociali è un passo vitale e ulteriore verso un’economia sociale di mercato europea. Per questo apprezziamo il consenso di alto livello raggiunto con la sua proclamazione da parte del Parlamento, Consiglio e Commissione”. Lo si legge in una nota congiunta diffusa dai segretariati della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e della Conferenza delle Chiese europee in concomitanza con la firma del Pilastro avvenuta stamane a Göteborg a conclusione del Summit sociale. “Incoraggiamo l’Ue e i suoi Stati membri a tradurre il documento in azioni concrete, coinvolgendo tutti i partner – comprese le organizzazioni ecclesiali e religiose – al fine di creare un mercato interno più radicato ed equo, per un’Europa più sociale e per il beneficio di tutti nell’Ue” scrivono le Chiese. (clicca qui)

Marcia migranti: Mons. Moraglia (Venezia), “ringrazio tutti per questo generoso coinvolgimento”

“In queste ore, come Chiesa di Venezia, abbiamo cercato di alleviare una situazione che rischiava di deflagrare: è stato un intervento di tipo emergenziale, messi di fronte ad una situazione singolarissima – di vera difficoltà ed emergenza oggettiva, che rischiava di ‘incartarsi’ e di aggravarsi ulteriormente – a cui abbiamo offerto una risposta con la disponibilità dei nostri parroci che ringrazio, insieme alle loro comunità, per l’aiuto dato con prontezza”. Lo rileva il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, facendo il punto – in una dichiarazione rilasciata a genteveneta.it – sull’emergenza migranti affrontata in queste ore nel Mirese. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 18 novembre. Caritas su povertà giovanili, morte Totò Riina, messaggio Cei per Giornata vita 2018

Fri, 2017-11-17 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale al rapporto Caritas sulle povertà giovanili e l’esclusione sociale. Il paradosso italiano è che ci si ritrova a star peggio dei propri padri e dei nonni, anzi a considerare le generazioni precedenti come “bastone della gioventù” per andare avanti. È infatti la generazione degli under 35 a vivere nel nostro Paese la condizione di maggiore difficoltà economica e troppo spesso a scendere sotto la soglia di povertà, così come accade ai bambini. La grande fotocronaca di taglio è per la morte del boss mafioso Riina. Il commento è affidato a Danilo Paolini, responsabile della redazione romana: “Il signore della morte è morto, come tocca in sorte a tutti gli esseri terreni. E non ha fatto un gran vita, perché proprio della morte aveva fatto la sua vita. Non c’era niente di grande in quello che ha fatto, se non la ferocia e la disumanità. Non era un anti-eroe. E non era l’anti-Stato. Era solo il signore della morte, Salvatore Riina. ‘Totò’ forse per i suoi amici, o per i sottoposti, o per i tanti che gli ubbidivano perché ne avevano paura. Temevano la sua lucida, implacabile, sconfinata capacità di fare il male. Il Male. Per tutti gli altri era e deve restare Salvatore Riina, condannato in via definitiva a 26 ergastoli. Niente diminutivi né soprannomi, per favore, se non altro per rispetto dello Stato, di tutti i cittadini che credono nella legalità e nel diritto e, soprattutto, delle tantissime vite che Riina ha falciato. Non si diminuisce l’orrore, non ci si scherza”. Tra gli altri temi di “Avvenire”, il messaggio della Conferenza episcopale per la Giornata per la vita 2018 che si celebrerà in febbraio; e un’inchiesta sul patrimonio immateriale dell’umanità, che l’Unesco si appresta ad ampliare.

Totò Riina: Guarnotta, “era ancora il capo dei capi. Non ho avuto paura di lui”

Fri, 2017-11-17 19:15

“Fino a poco tempo Totò Riina era ancora il capo dei capi insieme a Provenzano”. Lo ha detto il magistrato e componente del Pool Antimafia di Palermo, Leonardo Guarnotta, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando la morte del capo di Cosa Nostra avvenuta stanotte alle ore 3.37 nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma dopo 24 anni al 41 bis. Guarnotta insieme a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Giuseppe Di Lello istruì il maxiprocesso di Palermo.
“Negli ultimi tempi – ha aggiunto Guarnotta – forse le cose saranno cambiate. Sembra che tutti coloro che negli anni hanno scontato le lunghe pene fossero in attesa della notizia del decesso di Riina per ricostituirsi”.
“Bisogna uscire da un equivoco – ha sottolineato Guarnotta – non esiste una mafia buona e una cattiva. Non è buona perché non spara più, non compie attentati dinamitardi o non uccide. La mafia è sempre pericolosissima. Bisogna pensare che la mafia è passata da una strategia stragista, che non ha pagato vista la reazione fortissima dello Stato, a una strategia di sommersione”.
“Non ho odiato Riina – ha concluso Guarnotta – certo la paura è un sentimento umano a cui nessuno può sfuggire ma accanto a questa ci deve essere il coraggio”.

Giornata mondiale poveri: mons. Giudice (Nocera Inferiore-Sarno), “adottare una persona o un nucleo familiare che vive in uno stato di particolare indigenza”

Fri, 2017-11-17 19:06

“È mio vivo desiderio progettare, all’interno del tessuto parrocchiale, l’idea di adottare una persona o un nucleo familiare che vive in uno stato di particolare indigenza, senza dimenticare quanto viene già fatto da ogni comunità parrocchiale e religiosa per sostenere, accompagnare e dare risoluzione, laddove è possibile, alle tante forme di povertà che ogni attanagliano tanti nuclei familiari”. È quanto scrive il vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, mons. Giuseppe Giudice, in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri. “Ogni comunità sarà chiamata a vivere questa giornata secondo la creatività dello Spirito Santo con forme e iniziative particolari”, sottolinea il vescovo. Infatti, sono numerose le iniziative che singolarmente le parrocchie hanno organizzato per domenica 19 novembre.

Giornata mondiale poveri: Treviso, domenica 19 novembre messa al park Appiani e pranzo in seminario

Fri, 2017-11-17 19:00

In occasione della prima Giornata mondiale dei poveri, domenica 19 novembre, a Treviso, verrà celebrata una messa nella zona del parcheggio Appiani, “dove – si legge in una nota – negli ultimi mesi si sono concentrate, in particolare per la notte, diverse persone, migranti, ma non solo, che non hanno mezzi di sussistenza né un tetto sulla testa”. “Una zona – prosegue la nota – diventata simbolo di marginalità, che però nei modernissimi palazzi ospita molte importanti istituzioni, dalla Questura alla sede di Unindustria, all’auditorium della Fondazione Cassamarca”. L’iniziativa è promossa dall’équipe degli Uffici diocesani della prossimità, di cui fanno parte il Centro missionario diocesano, Migrantes, Caritas, la Pastorale sociale e del lavoro e l’ufficio di Pastorale della salute. “Per essere quella Chiesa in uscita che ci chiede di diventare Papa Francesco – sottolinea don Davide Schiavon, direttore della Caritas Tarvisina – domenica celebreremo alle 11 la messa nella cappella dell’area Appiani, invitando poi chi vive un momento di difficoltà, ma anche altre persone, a condividere un pranzo nel seminario diocesano, cuore della diocesi, dove si formano i sacerdoti, per dire pubblicamente che queste persone in difficoltà stanno al cuore dei progetti e dei pensieri della nostra chiesa diocesana, che non vuol lasciare nessuno ai margini”.

Giornata mondiale poveri: mons. Nolè (Cosenza-Bisignano) a 200 giovani, “Per aiutare bisogna anzitutto dire ‘io ci sono’ “

Fri, 2017-11-17 18:36

“C’è un mondo invisibile che ha bisogno della nostra compartecipazione, del nostro essere. Per aiutare i nuovi poveri bisogna anzitutto dire: ‘io ci sono’”. È un impegno “da protagonista” quello che monsignor Francesco Nolè, arcivescovo di Cosenza – Bisignano, ha chiesto stamattina a 200 giovani dell’Università della Calabria in un convegno sulle “nuove povertà” tenutosi in Seminario in occasione della Giornata mondiale del povero. Durante l’evento, organizzato dal dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Ateneo cosentino, insieme all’Itc teologico e all’Issr “San Francesco di Sales, il presule ha posto l’attenzione sulle nuove forme di povertà a partire da quelle dei giovani sfiduciati passando per la precarietà del lavoro, fino a quelle dei migranti “invisibili”, come “i bambini sfruttati per motivi diversi”, verso i quali “non possiamo rimanere con la coscienza chiusa”. Mons. Nolè ha richiamato anche “le povertà morali, come quelle di chi dipende dall’alcool o dalla droga o dalla malavita”. Per il vescovo, “oggi ci manca la capacità di guardare l’altro, ci fermiamo solo al nostro orizzonte, così c’è il rischio che quello che abbiamo, invece di condividerlo, lo sperperiamo”. L’antidoto “è avere lo sguardo profetico e lungimirante, una coscienza morale che ci renda capaci di misericordia verso il prossimo, capaci di farci noi stessi prossimi verso chi incontriamo”. Dinanzi al povero – l’invito del vescovo ai giovani – “spesso non abbiamo una monetina da dare, ma un sorriso sì, un minuto er fermarci ad ascoltare lo possiamo trovare”. Si tratta di “aprirci all’altro, senza pensare di poter salvare il mondo da soli o con internet o il telefonino. Creiamo degli spazi di dialogo!”.

Giornata mondiale poveri: Polonia, lettera pastorale di mons. Rys (Lodz). “Rispettare la logica dell’amore”

Fri, 2017-11-17 18:24

“L’incontro con Gesù nel povero ci impegna a rispettare la logica dell’amore: non si tratta di un solo incontro, di un momento, di una giornata dei poveri, bensì dell’incontro, dell’esperienza che possa continuare nel tempo, dell’atteggiamento coerente che cambi i nostri punti di riferimento e noi stessi in maniera durevole”: lo ha sottolineato il nuovo arcivescovo di Lodz in Polonia mons. Grzegorz Rys nella sua prima lettera pastorale “Verso il Vangelo della povertà”. Il presule esprimendo la soddisfazione perché l’inizio della sua missione coincide con la Settimana dei poveri e la Giornata mondiale dei poveri, sottolinea che gli esempi indicati da Papa Francesco sono dei santi, “che invece di aiutare i poveri di tanto in tanto, seppero condividere la vita dei diseredati”. Mons. Rys ricorda inoltre nella sua Lettera che l’anno in corso in Polonia sia dedicato a Sant’Alberto Chmielowski (1845-1916), frate francescano canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1989 e invita i fedeli “a partecipare ad ogni azione ogni iniziativa lanciata in occasione della Giornata dei poveri”. Il Pontefice il 14 settembre scorso ha nominato a capo della diocesi di Lodz il 53enne Grzegorz Rys, finora vescovo ausiliare di Cracovia.

Legalità: Sarzana (Sp), domani il ministro Orlando inaugura la casa famiglia gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXII in una villa confiscata

Fri, 2017-11-17 18:21

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, inaugurerà nella mattina di domani, sabato 18 novembre, a Sarzana (Sp) una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII, ottenuta da un bene confiscato alla mafia. “Siamo onorati di mettere il nostro carisma e la condivisione della vita con gli ultimi a servizio del bene comune”, spiega Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità fondata da don Benzi. “Nelle case famiglia, le fragilità vengono accolte e le ferite risanate dalla relazione con un papà e un mamma. Si tratta di un’azione di prevenzione che toglie terreno alle mafie, le quali fondano il loro potere sulla vulnerabilità della società”. Alle 10.30 il vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato, mons. Luigi Ernesto Palletti, celebrerà la messa. A seguire, la presentazione dell’iniziativa, con gli interventi del prefetto, Antonio Lucio Garufi, del sindaco, Pierluigi Peracchini, del presidente della Fondazione Carispezia, Matteo Melley, del presidente dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Giovanni Paolo Ramonda, del presidente del consorzio Cometa, don Franco Martini, e del vice presidente di Libera, Davide Pati. Per concludere, un rinfresco offerto dai promotori e dalla Confederazione italiana agricoltori.

Dire: i titoli e il tg politico

Fri, 2017-11-17 18:14

(DIRE-SIR) – Ecco i titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia Dire. Anche su www.dire.it e www.agensir.it.

http://89.97.250.171/News/2017/11/17/2017111701875002919.MP4

È morto Riina, il capo di Cosa Nostra

Questa notte, poco dopo le tre, è morto Totò Riina, il capo dei capi, il boss che fece guerra allo Stato e ordinò la morte di Falcone, Borsellino e Dalla Chiesa. Riina non è sopravvissuto agli ultimi due interventi e a cinque giorni di coma. Era ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale Maggiore di Parma, in regime di 41 bis ormai da 24 anni. I familiari non sono riusciti a vederlo prima della morte, nonostante il permesso straordinario accordato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando viste le condizioni del detenuto.

Ostia, a fuoco portone circolo Pd

Il portone del circolo Pd di Ostia è andato a fuoco la notte scorsa. È stato il senatore democratico Stefano Esposito, commissario del partito sul litorale romano, a darne notizia. Intanto la Procura di Roma ha aperto una inchiesta a carico di ignoti. “Un abbraccio affettuoso a tutti i ragazzi del Pd di Ostia. Lo diciamo con forza: il Pd non si fa intimorire e non si fa minacciare”, ha detto il segretario Matteo Renzi in una diretta Facebook. Al circolo Pd di Ostia è arrivata anche la vicinanza del ministro della Giustizia Andrea Orlando e della sindaca di Roma, Virginia Raggi.

Violenza donne, Boschi: 26mila chiamate al 1522

Da gennaio a ottobre di quest’anno sono state 26.481 le chiamate al numero verde antiviolenza 1522, l’84% sono arrivate da donne italiane, che nel 70% dei casi hanno figli. Lo riferisce la sottosegretaria alle Pari opportunità, Maria Elena Boschi, presentando a Palazzo Chigi gli spot della nuova campagna di comunicazione per promuovere il numero gratuito antiviolenza e antistalking. Al numero verde si sono rivolte 4 mila vittime di violenza, 630 sono state le denunce di stalking.

Caritas, il 37% dei giovani a rischio povertà

Secondo il Rapporto 2017 di Caritas Italiana su povertà giovanili ed esclusione sociale “il futuro di molti giovani in Italia non è proiettato verso l’avvenire”. Nella fascia 18-34 anni è povero 1 su 10 e il rischio povertà ed esclusione sociale tocca il 37% dei giovani italiani. In crescita anche il numero complessivo di poveri, riferisce il Sir, incrementati del 165,2% in un decennio: nel 2016 le persone in grave povertà sono
risultate essere 4 milioni 742mila.

Giornata per la vita 2018: Gigli (MpV), “gratitudine e piena condivisione” con il messaggio Cei

Fri, 2017-11-17 18:09

“Il Movimento per la vita italiano esprime gratitudine e piena condivisione alla Cei per il messaggio rivolto in occasione della 40ª Giornata per la vita”. Lo dichiara in una nota il presidente del Movimento, Gian Luigi Gigli, che aggiunge: “Il mondo ha tremendo bisogno di relazioni aperte all’incontro, solidali con chi vive la fatica dell’esistenza umana, di volontari all’opera come buoni samaritani nell’ospedale da campo delle miserie umane. Nella sua proposta culturale e nella sua rete di assistenza, il Movimento testimonia ogni giorno ‘il Vangelo della Vita, gioia del mondo’. Ad una società sempre più segnata dall’individualismo e dall’autoreferenzialità non ci stanchiamo di ripetere che senza l’accoglienza, la cura e il rispetto della vita – di ogni vita – il mondo potrà solo essere più violento e con meno gioia, cioè meno umano e vivibile per tutti”.

Giornata mondiale poveri: la Chiesa colombiana chiede “gesti di bontà e prossimità”

Fri, 2017-11-17 18:04

In preparazione alla Giornata dei poveri che si celebrerà il prossimo 19 novembre la Conferenza episcopale colombiana ha diffuso due brevi video. Nel primo mons. Oscar Urbina Ortega, presidente della Conferenza episcopale colombiana e arcivescovo di Villavicencio, rivolge un appello a tutti i fedeli chiedendo loro un gesto di bontà e prossimità verso i poveri da vivere nella Giornata. “In ciascuna diocesi, in ogni parrocchia si organizzeranno diverse attività per mostrare e per confermare il nostro impegno nella vicinanza ai più poveri”, continua mons Urbina, che ricorda il recente appello del Papa, durante la sua visita in Colombia, a mettersi in ascolto dei poveri e dei sofferenti.


Nel secondo video il direttore del Segretariato nazionale di Pastorale sociale, mons. monseñor Héctor Fabio Henao Gaviria, ha spiegato che tutti dobbiamo accogliere l’iniziativa del Papa perché “in tutta la Chiesa universale si manifesti l’opzione preferenziale del Signore per i più poveri”. Un appello che viene rivolto a tutte le parrocchie perché esprimano concretamente la loro solidarietà verso gli ultimi.

Giornata mondiale poveri: Roma, domani veglia di preghiera nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Domenica pranzi nelle mense Caritas

Fri, 2017-11-17 17:47

Domenica 19 novembre si celebrerà la prima Giornata mondiale dei poveri, istituita da Papa Francesco a conclusione del Giubileo della Misericordia. La Chiesa di Roma, per celebrare la giornata, ha promosso una serie di attività iniziate lo scorso 11 novembre con la presentazione del rapporto “La povertà a Roma: un punto di vista” e del sussidio pastorale “Non lasciamoli soli. La pedagogia della carità come scelta educativa”, entrambi realizzati dalla Caritas diocesana di Roma. Gli appuntamenti proseguiranno domani, sabato 18 novembre, alle ore 20, con la veglia di preghiera per il mondo del volontariato nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura. La veglia è promossa dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione è verrà animata da parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali della diocesi di Roma.
Domenica 19 novembre, alle ore 10, ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre nella basilica di San Pietro, alla quale seguirà l’Angelus. Alla Messa parteciperanno più di 4.000 tra bisognosi, persone meno abbienti e poveri accompagnati dal personale delle associazioni di volontariato provenienti non solo da Roma e dal Lazio, ma anche da diverse diocesi del mondo. Al termine 1.500 di loro saranno ospitati in Aula Paolo VI, per prendere parte a un pranzo festivo insieme a Papa Francesco. In piazza San Pietro ci saranno anche 250 tra ospiti e volontari dei centri di accoglienza della Caritas di Roma: senza dimora, rifugiati, malati di Aids. Oltre 100 saranno quelli che si fermeranno a pranzo con il Santo Padre. Numerosi saranno inoltre i poveri accompagnati da diverse parrocchie della Capitale. La Caritas di Roma, oltre alle consuete aperture delle mense di Ostia e Colle Oppio, ospiterà nelle mensa della “Cittadella della Carità – Santa Giacinta” e nella mensa “San Giovanni Paolo II” di via Marsala oltre 300 ospiti provenienti da altre diocesi che parteciperanno alla celebrazione eucaristica con il Santo Padre. Il pranzo sarà gentilmente offerto dalla cooperativa sociale di ristorazione Danny Kaye che proporrà menu diversi per venire incontro alle varie culture (lasagna alla bolognese, mezze maniche alla “monsignore”, risotto alla pescatora, spezzatino carciofi e patate, filetto di persico alla palermitana, pollo al curry). In molte parrocchie della Capitale, dopo le celebrazioni eucaristiche, si svolgeranno iniziative di solidarietà che vedranno protagonisti i poveri.

Teologia: Wald (Fac. Teol. Paderborn), “coscienza non è fondamento autonomo di validità della morale”

Fri, 2017-11-17 17:43

“La tutela costituzionale della libertà di coscienza nelle società moderne è in vistoso contrasto con il fatto che, fino a oggi, non ci sia consenso intorno al fenomeno e alla definizione di coscienza. Nell’accezione generale, la coscienza viene considerata infatti ‘istanza assoluta’ e insieme una specie di ‘zona tabù’ dell’intimità dove l’agire morale appare liberato da ogni giustificazione. In questo modo, la convinzione dell’assolutezza dell’intimità della coscienza, porta al paradosso di mettere in dubbio la validità del diritto di limitare il nome della coscienza”. Lo ha detto Berthold Wald, professore della Facoltà Teologica di Paderborn, prendendo la parola durante il XVII Colloquio di Teologia Morale che si è tenuto a Roma nel Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul Matrimonio e Famiglia. Solo nella modernità, ha spiegato il docente, “si è diffusa un’idea di coscienza che poggia sulla convinzione dell’infallibilità della coscienza”. Quando si parla oggi spesso di una infallibilità della coscienza, “questa può essere attribuita sensatamente solo alla coscienza originaria, dato che questo impulso dal centro del cuore è la fonte dell’assolutezza, ma non il garante per l’infallibilità della coscienza”: in altre parole, “tranquillizzarsi nel seguire sempre e solo la propria coscienza è ingannevole. La coscienza infatti – ha commentato Wald – “non può essere fondamento autonomo di validità della morale, ma sottosta essa stessa alla differenza tra vero e falso e tra bene e male”.

Teologia: Maceri (Pont. Fac. Teologica Sardegna), “autorità non è indipendente né al di sopra della verità”

Fri, 2017-11-17 17:39

“Tra verità e autorità c’è un nesso indissolubile. La verità religiosa naturale, la verità morale e quella rivelata hanno bisogno dell’autorità per non soccombere alla superbia della ragione, alle illusioni e ai falsi ragionamenti indotti dai sentimenti, ma anche al torpore all’inerzia della volontà”. Così Francesco Maceri, docente alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, è intervenuto oggi pomeriggio a Roma al XVII Colloquio di Teologia Morale che si è tenuto nella sede del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul Matrimonio e Famiglia. “L’autorità – ha proseguito Maceri – non è indipendente né al di sopra della verità, bensì ha in essa il suo fondamento e il suo limite invalicabile. Riferirsi alla coscienza personale in relazione al Magistero, al suo compito davanti alle norme universali negative dando per scontato il legame della coscienza del cristiano, è dottrinalmente insufficiente e pastoralmente inefficace. La definizione della coscienza come originario vicario di Cristo – ha concluso il docente – ci suggerisce di interrogarci e riflettere sul legame con Cristo alla coscienza sia di chi è cristiano sia di chi non lo è”.

Teilhard de Chardin: plenaria Pontificio Consiglio cultura, all’esame proposta di petizione al Papa per rimozione monitum Sant’Uffizio

Fri, 2017-11-17 17:38

La proposta di una petizione a Papa Francesco “perché voglia contemplare la possibilità di rimuovere il Monitum che dal 1962 è stato imposto sugli scritti di P. Pierre Teilhard de Chardin, S.J., dalla Sacra Congregazione del Sant’Ufficio”. La proposta – ancora in discussione e in fase di valutazione – è stata avanzata nel corso dei lavori dell’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della cultura sul tema “Il futuro dell’umanità: nuove sfide all’antropologia”.che si concludono domani con l’udienza pontificia. “Riteniamo che un tale atto non solo riabiliterebbe lo sforzo genuino del pio gesuita nel tentativo di riconciliare la visione scientifica dell’universo con l’escatologia cristiana – si legge tra l’altro nella petizione -, ma rappresenterebbe anche un formidabile stimolo per tutti i teologi e scienziati di buona volontà a collaborare nella costruzione di un modello antropologico cristiano che, seguendo le indicazioni dell’Enciclica Laudato Si’, si collochi naturalmente nella meravigliosa trama del cosmo”.

Teologia: mons. Sequeri (Pont. Ist. Giovanni Paolo II), “assimilazione linguaggio romantico in apologetica fede”

Fri, 2017-11-17 17:35

“La moderna epopea dell’amore romantico ha offerto un terreno propizio per l’affermarsi del cristianesimo come religione dell’amore, inteso come sentimento che si autocertifica della sua abilità e della sua giustizia. E questo insediamento si è effettivamente realizzato, anche da parte del parlare e del sentire cristiano. Dal punto di vista culturale, inoltre, l’esaltazione romantica del sentimento cosmico del sacro ha anche favorito una facile assimilazione del linguaggio romantico all’interno dell’apologetica della fede”. Lo ha detto il preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, mons. Pierangelo Sequeri, parlando questo pomeriggio a Roma nel corso del XVII Colloquio di Teologia Morale. Intervenuto nella sede del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul Matrimonio e Famiglia, mons. Sequeri ha osservato come “nell’immaginario collettivo l’amore romantico si affermi come stato di eccezione dell’innamoramento di coppia, che già di per sé riduce l’amore all’intima reciprocità dell’innamoramento di due persone”. Questo però – è l’osservazione di mons. Sequeri- “mette drasticamente tra parentesi tutto il resto, come la comunità, la società, il mondo e la storia. Nel momento in cui l’individualismo moderno giunge a teorizzare l’autorealizzazione come senso dell’amore, l’innamoramento è pronto a trasferirsi sul sé, proprio a motivo della sua coincidenza con il sentimento autoriferito del rapimento e dell’incanto del desiderio. È quest’ultimo, infatti, prima ancora che l’alterità dell’altro, ad istituire il referente di autenticità dell’esperienza d’amore”.

Salute: card. Zenari (nunzio), “in Siria il sistema sanitario è al collasso”

Fri, 2017-11-17 17:35

“In Siria, la situazione sanitaria rischia il collasso: più della metà degli ospedali pubblici e dei centri di prima assistenza sono chiusi o parzialmente agibili a causa del conflitto. Quasi due terzi del personale sanitario ha lasciato il Paese”. A lanciare il grido d’allarme è stato il cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, intervenuto questo pomeriggio alla Conferenza internazionale “Affrontare le Disparità Globali in materia di Salute”, in corso fino a domani nell’Aula nuova del Sinodo per iniziativa del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, in collaborazione con la Confederazione internazionale delle Istituzioni sanitarie cattoliche. Il cardinale si è soffermato, in particolare, sulla drammatica situazione dei tre ospedali cattolici – due a Damasco e uno ad Aleppo – che operano in Siria da più di un secolo, molto stimati dalla popolazione, e che “non sono operanti nel pieno della loro capacità: molti servizi sono chiusi, i posti letto vuoti e non c’è più la tradizionale coda agli sportelli per le prenotazioni, mentre negli ospedali pubblici le liste di attesa sono interminabili”. Questo perché, ha spiegato Zenari, “le istituzioni sanitarie private devono affrontare da sole i costi di gestione sempre più cari e insostenibili. L’85% dei siriani vive in condizioni di povertà e non è in grado di contribuire minimamente alle cure mediche”. È nata così, dalla nunziatura apostolica, l’iniziativa “Ospedali aperti”, incoraggiata e sostenuta da Papa Francesco e dai suoi collaboratori, grazie alla quale “viene garantita l’assistenza ai malati poveri senza distinzione etnica o religiosa”. Il progetto, avviato un mese fa, “richiede fondi consistenti, ma ora i tre ospedali cominciano a ricevere i pazienti poveri che saranno curati gratuitamente”, la buona notizia. Per scongiurare il collasso del sistema sanitario siriano, ha reso noto inoltre il nunzio apostolico, sono in atto progetti di partenariato con altri ospedali del mondo, come quelli con il Policlinico Gemelli per il potenziamento del servizio informatico o con il Bambino Gesù per la formazione di medici pediatrici in alcuni ospedali pubblici siriani.

Giornata mondiale poveri: Parma, domani inaugurazione Centro diurno femminile della Caritas. Domenica preghiera con mons. Solmi e merenda in vescovado

Fri, 2017-11-17 17:30

La Chiesa di Parma, accogliendo la richiesta di Papa Francesco, celebra la Giornata mondiale dei poveri “come occasione per riconsiderare il rapporto con i poveri e con la povertà”, richiamando “le comunità ad attenzioni e gesti, che devono diventare ordinari”, si legge in una nota. “Invito le nuove parrocchie, le singole parrocchie a incentivare la creatività della misericordia, trovando forme concrete per vivere questa Giornata. La Consulta delle realtà caritative ha ideato un percorso che può essere esemplificativo, una sorta di pellegrinaggio in zone e situazioni in cui vivono i poveri (persone senza dimora, famiglie sfrattate, bambini in difficoltà), per concludersi in duomo, domenica 19 alle ore 16, con una semplice celebrazione incentrata sul Padre nostro, nel quale invochiamo: ‘Dacci oggi il nostro pane quotidiano’ a cui seguirà una agape fraterna – scrive il vescovo, mons. Enrico Solmi -. Una proposta che tocca ogni persona e famiglia a saper ascoltare i poveri, perché ‘la loro stessa presenza parla alla comunità di percorsi difficili, relativizza una visione solo materiale dell’esistenza, invita ad una solidarietà possibile e creativa’ e a metterli ‘nel bilancio, anche risicato, delle persone, delle famiglie, delle comunità, dei giovani’ perché restino ‘come criterio di scelta’”.
Tra gli appuntamenti previsti domani, sabato 18, alle ore 16, inaugurazione del Centro diurno femminile della Caritas, in via Trento 18. Domenica 19, alle ore 16, preghiera insieme, nella cripta della cattedrale, presieduta dal vescovo, seguita da una merenda in vescovado. La Giornata continuerà con la preghiera di contemplazione per operatori della carità lunedì 27 novembre alle ore 18.30, presso la cappella delle suore del Buon Pastore (via Sidoli, 63). Tra le iniziative di convivialità realizzate domenica 19, il pranzo offerto dalla Comunità di sant’Egidio, presso la propria sede in Borgo Caterina, 12, alle ore 12.30.

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