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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 29 min 31 sec ago

Diocesi: Grosseto, presentazione del libro “Silvano Piovanelli. Padre, fratello, amico” scritto dal giornalista Andrea Fagioli

Wed, 2017-07-19 14:45

Nell’ambito della rassegna “Frammenti di Bellezza”, proposta per il secondo anno consecutivo dall’ufficio cultura della Diocesi di Grosseto, venerdì 21 luglio (ore 21.15, piazzale chiesa san Giovanni Battista), a Castiglione della Pescaia, sarà presentato il libro “Silvano Piovanelli. Padre, fratello, amico” (Società Editrice Fiorentina), scritto dal giornalista Andrea Fagioli, direttore del settimanale Toscana Oggi e critico televisivo di Avvenire. La biografia del cardinale scomparso un anno fa a 92 anni, è ricostruita nei capitoli “il prete”, “il vescovo”, “l’emerito”. Il testo propone, spiega l’autore, “frammenti ricavati in gran parte da materiale personale: ricordi, interviste, appunti di conversazioni, ritagli di giornale, soprattutto di ‘Toscana Oggi’, messi da parte negli anni in cui, come tanti altri, ho avuto la fortuna di frequentare e di condividere qualcosa con il cardinale”. La prefazione è del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, mentre il ricordo conclusivo è del cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori con la testimonianza di don Luigi Innocenti. La rassegna “Frammenti di Bellezza” è una anticipazione della “Settimana della Bellezza”, l’evento culturale e di fede promosso dalla Diocesi locale attraverso l’ufficio per la pastorale della cultura, quest’anno in programma dal 21 al 29 ottobre sul tema della speranza.

Europa: Zin (esperto), “base della costruzione della casa comune” è “la riconciliazione tra Francia e Germania”

Wed, 2017-07-19 14:36

“Alla base della costruzione della casa comune europea c’è un gesto di amicizia: la riconciliazione tra Francia e Germania”. Lo afferma Edoardo Zin, esperto di Europa ed europeista convinto, intervenendo alla seconda giornata di Acting EurHope, Summer School promossa a Roma dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio (18 -22 luglio). Zin, che ha curato il volume di Robert Schuman “Per l’Europa”, ripercorre genesi e sviluppo di ciò che oggi è l’Ue, “dall’unione economica all’unione politica degli Stati come auspicava l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman”, a partire da quel 9 maggio 1950 che, spiega, “ne segna la nascita: per questo ogni anno il 9 maggio si tiene la festa dell’Europa”. Quel giorno si concluse una fase storica iniziata con la pace di Versailles e con la nascita degli Stati nazione, “e si concluse con la proposta di una federazione di Stati”. “Schuman che aveva portato avanti il suo progetto europeo – prosegue Zin – quel giorno convoca i giornalisti e dà loro un annuncio: la famosa Dichiarazione Schuman che segna la vera nascita dell’Europa”. Lo statista francese “si mette alla guida di un popolo per guidarlo verso la pace, lui che aveva vissuto tre guerre sulla sua carne”, comprendendo che per “rimuovere la prima causa di conflitto occorreva mettere in comune materie prime come il carbone e l’acciaio, poi superate dall’energia atomica”. “Ed ora, se vogliamo che l’Europa proceda – avverte Zin-, dobbiamo assolutamente recuperarne i valori fondanti. Non è facile mettere insieme culture, tradizioni, valori, sistemi scolastici diversi ma la diversità è ricchezza”.

Incendi: mons. Bonanno (San Marco Argentano-Scalea), “vicino ai cittadini di Praia a Mare”

Wed, 2017-07-19 14:19

Il vescovo di San Marco Argentano-Scalea, monsignor Leonardo Bonanno, “è vicino ai cittadini di Praia a Mare che hanno sofferto per il devastante incendio che ha deturpato la bellezza della collina di contrada Vingiolo, attorno al Santuario della Madonna della Grotta”. È quanto si legge in una nota diffusa dalla diocesi calabra. “Possa la preghiera dei devoti della Santa Vergine – continua il vescovo – convertire gli animi di quanti sono responsabili di siffatti delitti contro la natura che è opera di Dio a vantaggio dell’uomo”. Per mons. Bonanno, l’invito a custodire il creato che raccomanda Papa Francesco nella sua enciclica “Laudato Si’”, “deve far riflettere specialmente in questi drammatici giorni. Il vescovo esprime anche “la riconoscenza della Chiesa diocesana ai responsabili delle istituzioni del luogo e a quanti sono posti a salvaguardia dell’ordine pubblico, tra questi i Vigili del Fuoco e tutti i volontari che hanno operato in queste ore”.

Abusi coro di Ratisbona: l’inchiesta della diocesi sulle violenze compiute. 547 vittime tra il 1945 ed il 1992

Wed, 2017-07-19 13:51

L’inchiesta sulle accuse di maltrattamenti e abusi accaduti nel coro giovanile “Regensburger Domspatzen”, della cattedrale di Ratisbona (Regensburg), è stata completata e pubblicata ufficialmente ieri: un passo decisivo per una questione che la diocesi ha voluto affrontare affidando lo studio e la ricerca degli atti a una commissione presieduta dal procuratore speciale indipendente Ulrich Weber. Nelle 450 pagine del rapporto finale, Weber ha stimato come “molto plausibile” il numero di 547 vittime complessive tra il 1945 ed il 1992. Un totale di 500 coristi è stato oggetto di violenze fisiche, 67 di violenza sessuale. Come presunti autori delle violenze sono state identificate 49 persone, di cui 9 anche per gli abusi sessuali. L’inchiesta ha evidenziato che la maggior parte dei casi si verificò tra il 1960 ed il 1970. Le vittime hanno descritto le scuole Etterzhausen e Pielenhofen, dove vivevano in convitto, come “l’inferno”, “la prigione” o “il campo di concentramento”. La commissione ha evidenziato come la violenza fisica fosse “un fatto abituale, spesso brutale” e che tra infrazione e sanzione c’era “uno squilibrio assoluto”. In particolare, tutti gli errori venivano “sanzionati e puniti con poche eccezioni”. L’inchiesta ha evidenziato che “quasi tutti i responsabili del coro della cattedrale” avrebbero “avuto un po’ di conoscenza degli episodi di violenza”, ma “mostrarono poco interesse per l’argomento” mettendo la tutela del coro come argomento più importante: con ciò ignorando le sorti delle vittime e proteggendo parzialmente gli autori delle violenze. Weber ha espresso il desiderio che la sua inchiesta possa contribuire a dare pace alle vittime: la diocesi ha riconosciuto loro un risarcimento tra 5mila a 20mila euro a persona. Ad oggi, 300 domande per i risarcimenti sono state fatte dalle vittime.

Migranti: Mattarella, “non si può affidare ai trafficanti di esseri umani la chiave per le immigrazioni in Europa”

Wed, 2017-07-19 13:34

“Il Mediterraneo – mare che è sempre stato sede di civiltà, allevamento di civiltà, sede e luogo di scambi, di conoscenza, e che continua a essere sempre più il baricentro della vita europea – è anche attraversato quotidianamente da sofferenze e da traffici inaccettabili, che vanno contrastati perché non si può affidare ai trafficanti di esseri umani la chiave per le immigrazioni in Europa”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando, a Roma, il personale del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. “Nel corso degli anni – ha ricordato Mattarella – sono state tante le vite salvate nel Mediterraneo e ciò ha comportato, sulla nostra Marina militare e sulla Guardia costiera, la riconoscenza del Paese e l’apprezzamento non soltanto d’Europa ma del mondo intero”. “È una delle condizioni più impegnative della vostra attività – ha aggiunto – che non ha sostituito, ma si è affiancata e si è aggiunta alle altre numerose attività che dovete svolgere e a cui fate fronte nel corso dell’anno”. Un impegno, ha rilevato Mattarella, nel quale “la professionalità è affiancata dal senso di umanità”. Secondo il presidente, “l’attività del salvataggio in mare è particolarmente rilevante nell’immaginario e nell’emozione dei nostri concittadini, ma si affianca a una quantità di compiti di grande importanza che giorno per giorno la Guardia costiera assicura” come quelle “del contrasto al traffico di esseri umani, dell’attività preliminare investigativa da rimettere poi all’autorità giudiziaria e alle forze dell’ordine”. “Desidero, a nome della Repubblica, ringraziarvi e manifestarvi l’apprezzamento per quanto fate”, ha concluso.

Papa Francesco: “Preghiamo per tutte le vittime delle mafie”

Wed, 2017-07-19 13:30

“Preghiamo per tutte le vittime delle mafie, chiediamo la forza di andare avanti, di continuare a lottare contro la corruzione”. È il tweet lanciato oggi da Papa Francesco sull’account @Pontifex.

Preghiamo per tutte le vittime delle mafie, chiediamo la forza di andare avanti, di continuare a lottare contro la corruzione.

— Papa Francesco (@Pontifex_it) July 19, 2017

Immigrazione: Alfano, “al Brennero le cose funzionano bene”

Wed, 2017-07-19 13:29

“Al Brennero le cose funzionano bene e noi continueremo a garantire anche in futuro il massimo della sicurezza così come è stato in questi anni e così come sta accadendo in questi giorni”. Lo ha detto questa mattina il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, in visita a Bolzano, nell’ambito di un progetto nazionale di sostegno all’internalizzazione delle imprese. “Prima o poi – ha aggiunto il capo della Farnesina – finirà anche la campagna elettorale austriaca e quindi si abbasseranno anche alcuni livelli di tonalità”. Alfano ha sottolineato che il tema oggi è quello di non far partire i migranti dalla Libia. “Dobbiamo lavorare con i Paesi di transito affinché non arrivino neanche in Libia – ha spiegato il ministro, auspicando una stabilizzazione del Paese africano –: è un lavoro faticoso quello che stiamo portando avanti”. Il ministro ha inoltre ricordato il lavoro fatto con il governo austriaco fin dallo scorso anno. “Venimmo qui al Brennero – ha rammentato il capo della Farnesina, che all’epoca era ministro degli Interni – il 16 maggio 2016 con il ministro degli Interni austriaco Wolfgang Sobotka per verificare la situazione. A quei tempi l’Austria aveva annunciato la costruzione di un muro. Il muro non è stato fatto”. L’incontro del 16 maggio 2016 è stato ricordato anche dal presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, che ha ringraziato il governo italiano per “l’impegno molto forte anche verso i colleghi austriaci”: “La situazione che descrivono oggi anche gli uffici competenti austriaci è assai tranquilla. Non ci sono quasi più transiti illegali”.

25° della strage di Via D’Amelio: Mattarella, “Borsellino ha vissuto il suo servizio allo Stato, con coraggio, dedizione, tenacia e mitezza d’animo”

Wed, 2017-07-19 13:24

“Oggi ricordiamo Paolo Borsellino non perché è stato assassinato ma perché ha vissuto in maniera autentica il suo servizio allo Stato, con coraggio, dedizione e tenacia, facendo della mitezza d’animo uno dei suoi punti di forza”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presiedendo il Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura dedicato al ricordo di Paolo Borsellino, a 25 anni dalla strage di via d’Amelio. Nel suo intervento, Mattarella ha ripercorso l’attività professionale di Borsellino di cui “colpisce non soltanto l’altissimo livello di professionalità, ma anche il suo spirito di abnegazione, che si rinviene nel suo modo di ‘vivere’ il ruolo di magistrato”. Il presidente ha ricordato come negli anni del “maxi-processo”, “insieme a Falcone e ad altri valorosi colleghi vengono sperimentati, con successo, metodi investigativi nuovi e più efficaci, attraverso la condivisione delle informazioni tra i magistrati e con maggiore attenzione verso il potere economico delle cosche, il settore degli appalti e quello dei movimenti bancari”. Grazie a “questo nuovo metodo, fondato sulla condivisione delle informazioni, sul lavoro di gruppo, sulla specializzazione dei ruoli, l’ufficio istruzione di Palermo raggiunge risultati processuali di rilievo inedito”. Per Mattarella, “il percorso professionale di Borsellino è lo specchio del suo modo di essere”: “la naturale disposizione ad ascoltare, fondata su un reale rispetto dell’interlocutore, l’innata inclinazione a motivare i suoi collaboratori, l’indiscussa capacità di consigliare, il rigore morale”. Il presidente ha anche ricordato di Borsellino l’impegno “nel dialogo con i giovani, convinto che la testimonianza di valori positivi promuove una società sana e virtuosa, in grado di emarginare la criminalità”. Su ciò che è successo il 19 luglio 1992, “deve ancora avere una definitiva parola di giustizia. Troppe – ha riconosciuto Mattarella – sono state le incertezze e gli errori che hanno accompagnato il cammino nella ricerca della verità sulla strage di via D’Amelio”.

25° della strage di Via D’Amelio: Mattarella, “Borsellino ha combattuto la mafia con la determinazione di chi sa che è un fenomeno che può essere sconfitto”

Wed, 2017-07-19 13:23

“Paolo Borsellino ha combattuto la mafia con la determinazione di chi sa che la mafia non è un male ineluttabile ma un fenomeno criminale che può essere sconfitto. Sapeva bene che, per il raggiungimento di questo obiettivo, non è sufficiente la repressione penale ma è indispensabile diffondere, particolarmente tra i giovani, la cultura della legalità”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presiedendo il Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura dedicato al ricordo di Paolo Borsellino, a 25 anni dalla strage di via d’Amelio. “Come ho già detto in occasione della seduta dedicata a Giovanni Falcone – ha sottolineato – la rievocazione delle loro figure non può, e non deve, trasformarsi in un rituale fine a se stesso, originato dalle spinte emotive suscitate dall’occasione”. “Questo – ha aggiunto – ci viene ricordato, ancora una volta, dall’ignobile oltraggio recato al busto di Giovanni Falcone nella scuola di Palermo a lui dedicata. E, ancora ieri, da quello contro la stele che ricorda Rosario Livatino”. Per Mattarella, “ricordare Borsellino vuol dire far memoria di come egli visse, interpretò e svolse il suo ruolo di magistrato, costantemente impegnato nella sua terra d’origine per l’affermazione della legalità, con rigore e con determinazione, sempre con noncuranza riguardo alla visibilità per l’attività svolta”. “Borsellino – ha proseguito – non si è mai arreso, non ha mai rinunciato a sviluppare il suo progetto di legalità, anche quando era diventato ormai consapevole di essere vittima predestinata della mafia. Come disse ad un giornalista, sapeva di camminare ‘con la morte attaccata alla suola delle scarpe’”. “A lui – ha concluso – il Paese è riconoscente per la testimonianza che ha reso, per il sacrificio a cui è stato sottoposto e, con lui, la sua famiglia, per il grande senso di umanità, giustizia, speranza che ha permeato tutta la sua esistenza, dedicata, con efficacia straordinaria, all’obiettivo che la Sicilia e l’Italia fossero liberate dalla mafia”.

Salesiani: Torre Annunziata, il 25 luglio si inaugura la comunità alloggio per minori “Peppino Brancati”

Wed, 2017-07-19 12:49

Verrà inaugurata martedì 25 luglio 2017, a Torre Annunziata (Na), la comunità alloggio per minori “Peppino Brancati”. In questa nuova struttura residenziale, intitolata al primo “scugnizzo” napoletano accolto da san Giovanni Bosco a Torino, saranno ospitati 8 ragazzi tra i 14 e i 21 anni, inviati dai Servizi sociali territoriali e dal Centro di Giustizia minorile. All’inaugurazione, in programma a partire dalle 17 presso la sede dei Salesiani in via Margherita di Savoia 22, interverranno il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e mons. Francesco Marino, vescovo di Nola. I locali della comunità alloggio sono stati ristrutturati grazie al contributo di Salesiani per il Sociale – Federazione Scs/Cnos, l’ente dei Salesiani impegnato a contrastare il disagio e l’emarginazione giovanile in Italia. La comunità sarà gestita dall’associazione salesiana “Piccoli passi grandi sogni” che già da anni accoglie minori in difficoltà presso la casa “Mamma Matilde” sempre a Torre Annunziata. “Sulla scia di quel primo ragazzo accolto da Don Bosco e mamma Margherita nella casa di Valdocco, ancora oggi – afferma don Antonio Carbone, direttore della comunità – vogliamo essere casa di chi non ha casa”. “In un territorio segnato da forti problematiche sociali e delinquenziali – aggiunge – siamo felici di ampliare le attività di prevenzione e recupero svolte da noi Salesiani attraverso l’oratorio, il centro giovanile e queste due comunità”.

Padre Jacques Hamel: Saint-Etienne-du-Rouvray, il 26 luglio una messa a un anno dall’assassinio. Inaugurazione di una stele alla memoria

Wed, 2017-07-19 12:22

A un anno dall’assassinio di p. Jacques Hamel, il prossimo 26 luglio nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray l’arcivescovo di Rouen, mons. Dominique Lebrun, celebrerà la messa alle 9, esattamente nell’orario in cui aveva cominciato a celebrare p. Hamel prima di essere brutalmente ucciso da due giovani terroristi. Lo rende noto il sito della diocesi di Rouen, che ha pubblicato il programma previsto per l’anniversario. La messa, che sarà trasmessa in diretta sul canale Kto, sarà seguita alle 10.50 dall’inaugurazione di una stele repubblicana per la pace e la fratellanza e alla memoria di padre Jacques Hamel, eretta dal comune di Saint-Etienne-du-Rouvray. Alle 18, poi, i vespri nella basilica di Notre-Dame de Bonsecours a cui seguirà un tempo di preghiera sulla tomba di p. Jacques Hamel, che è sepolto nel cimitero di Bonsecours. Il 13 aprile scorso è stato dichiarato aperto il processo di beatificazione per p. Hamel, che era nato il 30 novembre 1930 a Darnétal ed era diventato sacerdote il 30 giugno 1958 a Rouen; quando è stato ucciso aveva 86 anni. Il settimanale francese “La Vie” ha dedicato oggi un’edizione speciale al parroco, con una lunga intervista-testimonianza alla sorella Roselyne.

Diocesi: Civitavecchia-Tarquinia, dal 20 luglio riaprono al pubblico i nuovi affreschi del Duomo

Wed, 2017-07-19 12:09

È in programma per giovedì 20 luglio la riapertura del presbiterio del Duomo di Tarquinia. Nell’occasione potranno essere ammirati gli affreschi restaurati di Antonio del Massaro da Viterbo, detto il Pastura. I dipinti del ciclo mariano risalgono alla seconda metà del XV secolo e vennero riscoperti all’inizio dei lavori di ristrutturazione del 1875. L’opera di restyling è stata eseguita dal consorzio “RestIt Restauro Italia” attraverso l’impiego delle migliori tecniche di pulitura, come il laser, microemulsioni acquose e batteri per la rimozione dei sali di superficie. Ma anche di pietre preziose come l’oro e il lapislazzuli. Sono stati rimossi i precedenti interventi che hanno occultato o banalizzato alcune porzioni del dipinto originale. La direzione dei lavori è stata affidata alla funzionaria di zona della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Luisa Caporossi.

Settimana sociale: Mcl, a settembre a Senigallia il seminario “Attraverso il lavoro, lo sviluppo dell’Italia e la crescita dell’Europa”

Wed, 2017-07-19 11:50

Si svolgerà tra l’8 e il 9 settembre, a Senigallia (An), il seminario nazionale di studi e formazione “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale. Attraverso il lavoro, lo sviluppo dell’Italia e la crescita dell’Europa” promosso dal Movimento cristiani lavoratori (Mcl) in vista della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari, 26-29 ottobre 2017). La giornata di venerdì 8 si aprirà con i saluti di Carlo Costalli e di don Ernesto Lettieri, rispettivamente presidente e assistente ecclesiastico nazionale di Mcl. Dopo l’introduzione del vicepresidente Piergiorgio Sciacqua, prenderà la parola mons. Fabiano Longoni, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei. Per il pomeriggio sono previsti gli interventi di Giovanni Gut, responsabile dell’Ufficio Studi di Mcl, e di Mario Taccolini, docente di storia economica e membro del Centro di Ateneo per la Dottrina sociale della Chiesa presso l’Università Cattolica. Nella mattinata di sabato 8 interverranno Domenico Delle Foglie, presidente del Copercom, e Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse e vice presidente del Comitato organizzatore delle Settimane Sociali. Per le 12 è in programma il saluto del vescovo di Senigallia, mons. Francesco Manenti. Il pomeriggio sarà dedicato a “I giovani e il cambiamento del mondo del lavoro. Comparse o protagonisti?” con i contributi di Maria Pangaro, Giancamillo Palmerini e Francesco Nespoli. Il seminario inizierà già nel pomeriggio di giovedì 7 con “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, momento nel quale i Giovani Mcl si confronteranno sul prossimo Sinodo dei vescovi.

25° della strage di Via D’Amelio: Grasso, “l’esempio di Borsellino è sopravvissuto all’esplosivo”

Wed, 2017-07-19 11:33

“Borsellino ha saputo, con la fermezza e la dedizione di un uomo innamorato del suo Paese, dare a tutti noi una grande lezione di coerenza e di senso del dovere”. È il ricordo che il presidente del Senato, Pietro Grasso, lascia sulla sua pagina Facebook in memoria dell’amico Paolo Borsellino, a 25 anni dalla strage di Via D’Amelio, in cui perse la vita insieme ai cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

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Di Paolo Borsellino ricordo il sorriso. Solare, simpatico, sempre pronto a farti uno scherzo: quante risate ci ha fatto…

Pubblicato da Pietro Grasso su Mercoledì 19 luglio 2017

“Il suo esempio – scrive Grasso – è sopravvissuto all’esplosivo di Via D’Amelio, al tempo, alle calunnie, ai pezzi di verità mancanti: vive e si rafforza nei gesti di chi, ogni giorno, si impegna per la legalità e la giustizia; nella voce di quanti non rimangono più in silenzio; nel coraggio che serve per rifiutare compromessi e scorciatoie indebite; nella certezza che non cederemo mai fino a quando, e succederà, la mafia avrà una fine”. Di Borsellino, confida Grasso, “ricordo il sorriso. Solare, simpatico, sempre pronto a farti uno scherzo: quante risate ci ha fatto fare quando rubava le paperelle che Giovanni custodiva gelosamente sulla sua scrivania per chiedergli poi il riscatto. Frammenti di vita, come quelli di questa bella foto, dettagli che mostrano il volto umano e privato del simbolo che onoriamo in questo triste anniversario. Professionalmente aveva un eccezionale talento, una passione viscerale e una ineguagliabile capacità di superare fatica e delusioni. Sapeva sempre dare il giusto consiglio ai colleghi più giovani: me ne ha dati tanti, preziosissimi, quando iniziai a studiare le carte del maxiprocesso”. Per il presidente Grasso, “la quiete di una domenica qualunque d’estate si trasformò, in un istante, in una ferita che non potremo mai sanare. Non abbiamo dimenticato nulla di quella domenica palermitana, né della vita e dell’esempio degli uomini e delle donne vittime della furia omicida della mafia”.

Danneggiata stele Livatino: Centro studi Livatino, “oltraggio è un ulteriore incentivo a seguire l’esempio di Rosario”

Wed, 2017-07-19 11:21

“L’oltraggio al monumento di Agrigento in ricordo di Rosario Livatino non merita commenti o aggettivi. Chi ne è l’autore sappia che rappresenta un ulteriore incentivo a seguire e a far conoscere l’esempio di rettitudine, di professionalità e di dedizione del magistrato del quale è in corso la causa di beatificazione: esattamente come il suo sacrificio, 27 anni fa”. Così il Centro studi “Rosario Livatino”, formato da magistrati, docenti universitari e avvocati, commenta il danneggiamento della stele che ricorda il giudice Rosario Livatino, nel luogo in cui – sulla strada che va da Canicattì ad Agrigento – il magistrato venne ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990. Il monumento venne fatto erigere dai genitori del giudice Livatino.

Stati Uniti: salta la riforma sanitaria di Trump. Vescovi, “perdita di copertura sarebbe devastante per poveri e persone più vulnerabili”

Wed, 2017-07-19 11:00

Il Senato statunitense non ha raggiunto il quorum necessario per approvare la riforma sanitaria voluta dal presidente Trump e ha ritirato il progetto in attesa di sviluppi. La Better care continua a suscitare perplessità anche tra i vescovi statunitensi che considerano “inaccettabile” la proposta di riforma, per “l’impatto negativo che avrà sui poveri e sulle persone più vulnerabili”. Tra i punti contestati c’è “la non accessibilità alle cure per 22milioni di persone”. Il vescovo Frank J. Dewane, presidente della Commissione per la giustizia e lo sviluppo umano della Conferenza episcopale, ha scritto a ciascun senatore ribadendo che “in un momento in cui i tagli fiscali sembrano favorire i ricchi e gli aumenti della spesa federale puntano alla difesa, questa perdita di copertura sarà devastante”. Inoltre, “le persone più anziane e quelle a basso reddito pagheranno più di quanto previsto dalla legge in vigore a causa dei minori livelli di sostegno del credito fiscale e dei premi assicurativi molto più elevati”. Pur apprezzando l’incremento di finanziamenti nella lotta alle droghe, i vescovi chiedono che venga vietato l’utilizzo di fondi pubblici a sostegno dell’aborto e dei piani che lo considerano “assistenza sanitaria”. E su questo fronte chiedono maggiore tutela dell’obiezione di coscienza esercitata da pazienti, assicuratori, acquirenti, sponsor e fornitori di servizi sanitari. “La rimozione della copertura assicurativa per i più bisognosi non è la risposta ai problemi sanitari della nostra nazione e non ci aiuterà a costruire il bene comune”, ha concluso mons. Dewane.

Francia: la diocesi di Bourges propone ai giovani un cammino di 15 giorni attraverso la natura e i villaggi rurali

Wed, 2017-07-19 10:39

Un cammino di 15 giorni attraverso la natura e i villaggi rurali della diocesi di Bourges (Francia) è cominciato il 16 luglio per i giovani che vogliono “uscire di casa per nutrirsi di incontri semplici e conviviali”, creare degli scambi, vivere l’enciclica Laudato sì’ attraverso l’incontro con la natura della regione, condividere delle riflessioni in vista del Sinodo, vivere una vita semplice, dedicare del tempo al proprio cammino di fede. Le giornate sono scandite dalla preghiera, dai chilometri e dagli incontri lungo il percorso. Questa proposta vuole essere anche in preparazione al “lancio ufficiale” del Sinodo sui giovani che la diocesi vivrà il prossimo 14-15 ottobre, con un grande incontro tra tutte le realtà giovanili attive sul territorio. “Nell’attesa, una riflessione ci è stata chiesta da Papa Francesco per camminare insieme”, spiegano gli organizzatori del “Cammino per il sinodo e la riscoperta della nostra casa comune”. Chiunque, giovane o meno, cattolico o di altra fede, si può unire a questo viaggio per “un’ora, un giorno o due settimane”. Dal 5 luglio, inoltre, sul sito della diocesi, ogni mercoledì alle 12 è pubblicato il contributo un giovane che “racconta la sua storia, il suo Sinodo, che cosa si attende e che cosa vuole mettere in gioco”.

Tv2000: Ruffini (direttore), “vogliamo dare un orizzonte di senso”

Wed, 2017-07-19 10:11

“Tv2000 e InBlu Radio non sono una tv e una radio di nicchia. Tv2000 non è una tv per pochi. È una tv per tutti”. Lo ha detto il direttore di rete di Tv2000 e InBlu Radio, Paolo Ruffini, a margine della presentazione ieri sera a Roma dei nuovi palinsesti. Una programmazione ricca di oltre 80 produzioni e di 150 film, molti dei quali in prima visione, delle dirette degli eventi con il Papa e di numerosi nuovi programmi: da “Caro, virgola” con i video-selfie per Francesco e altri personaggi famosi a “Missione possibile”, condotto da Max Laudadio, in quattro periferie del mondo. E poi, tra gli altri, “Segreti, i misteri della storia” dell’attore Cesare Bocci; “Ritratti di coraggio” con Paola Saluzzi e “Per sempre”, programma sul matrimonio condotto dall’attrice Beatrice Fazi. “Vogliamo dare un orizzonte di senso. Ciò che tiene insieme tutto è la ricerca di senso nella comprensione e nel racconto del mondo – ha spiegato Ruffini -. Tra i programmi nuovi, ad esempio, la troviamo in quelli che approfondiscono il significato di essere italiani. Ne parlano ‘Italiani anche noi’ di Eraldo Affinati e ‘Angeli del mare’, dedicato a coloro che soccorrono i migranti che scappano dal loro Paese. Particolare attenzione rivolgiamo anche alle periferie italiane e non”. Commentando i dati che indicano Tv2000 come la settima tv nazionale al mattino, Ruffini ha detto che “la bellezza dei nostri numeri è che misurano una qualità e una quantità che cresce in un momento in cui altre quantità decrescono”.

Danneggiata stele Livatino: card. Montenegro (Agrigento), “basta con il sangue innocente!”. “Logica mafiosa ha fatto tanto male al nostro territorio”

Wed, 2017-07-19 09:54

“Come cristiani e come cittadini ci sentiamo offesi e addolorati per il gesto compiuto a danno della stele che ricorda il sacrificio di sangue che il Giudice Livatino ha pagato nel 1990. Alla barbarie della sua morte si è voluta aggiungere anche quella dell’oltraggio alla sua memoria, per tentare di eliminare ogni traccia che ricordasse un uomo che ha vissuto per la giustizia e per essa ha dato la vita”. Lo afferma il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, dopo avere appreso dell’oltraggio perpetrato da ignoti alla stele del giudice Rosario Livatino. “Dietro il vile atto di infrangere il monumento al giudice di Canicattì si nasconde quella logica mafiosa che tanto male ha fatto al nostro territorio. Siamo consapevoli – aggiunge il cardinale – che ci sono ancora persone e sistemi di potere che lavorano per distruggere il bene, per danneggiare la dignità di tanti cittadini onesti e per impedire qualsiasi sviluppo della Sicilia”. “A queste persone ripetiamo l’appello di Giovanni Paolo II: ‘Convertitevi, un giorno verrà il giudizio di Dio’; a queste persone vogliamo dire con chiarezza che il loro modo di ragionare e di fare è fuori dal Vangelo e, pertanto, loro stessi sono fuori dalla Chiesa; a queste persone vorremmo giungesse il grido di dolore di tanti genitori che – come quelli di Livatino – hanno dovuto piangere i loro figli innocenti, nella speranza che quelle lacrime li convincessero a fermarsi. Basta! Basta con i reati contro la giustizia! Basta con il sangue innocente! Basta con la cattiveria usata nei confronti di chi vuole lavorare onestamente! Basta!”.

“L’offesa arrecata ieri alla memoria di Livatino – sottolinea l’arcivescovo – ci spinge a recuperare con maggiore forza l’impegno a vivere e a testimoniare la giustizia. Nessuna barbarie fermerà la volontà di tanti uomini e donne di questa terra che credono nella giustizia. Con la forza umile che ci viene dal giudice Livatino desidero lanciare un appello a tutti: cerchiamo di essere noi un monumento vivente alla giustizia, al bene, al rispetto delle regole, all’amore. Come Livatino, nel posto in cui ci troviamo e nel lavoro che svolgiamo, impegniamoci ad essere persone giuste, corrette, integre; evitiamo ogni forma di compromesso con la mentalità mafiosa, ogni forma di omertà, di connivenza e di complicità con chi vuole dominare con il potere e l’ingiustizia. L’esempio che ci ha lasciato Livatino ci porti ad essere ‘affamati e assetati di giustizia’. Solo così il suo esempio continuerà a vivere e la nostra testimonianza sarà la risposta più bella a quanti vogliono offendere la memoria delle persone giuste che hanno fatto grande la nostra terra”.

25° della strage di Via D’Amelio: Manfredi Borsellino, “abbiamo assistito alla morte di un uomo lasciato solo”

Wed, 2017-07-19 09:41

“Sin dai primi giorni successivi alla sua morte, circolava la voce che egli fosse andato incontro ‘rassegnato’ a questo infausto destino. Bene, ciò non corrispondeva affatto a verità: mio padre amava in modo viscerale la vita e le tante piccole o grandi sorprese che questa riserva, sì da apparirmi inverosimile che egli andasse incontro alla morte ritenendola in quel momento un evento ineluttabile”. Lo scrive Manfredi Borsellino in una nota per il Sir nel giorno del 25° anniversario della strage di via D’Amelio. “In verità abbiamo assistito alla morte di un uomo lasciato solo in un momento storico in cui occorreva massima coesione e distribuzione della responsabilità, anche all’interno degli uffici giudiziari. Tuttavia – prosegue – noi non abbiamo alcun rammarico, poiché se la morte di mio padre, unitamente a quella di tanti altri servitori dello Stato, è servita a svegliare dal torpore tante coscienze, ciò ci ripaga della sua assenza”. “È evidente quanto sia stato forte il desiderio di avere un padre così al nostro fianco nei momenti in cui ci siamo trovati a fronteggiare situazioni molto più grandi di noi, nel momento in cui abbiamo scelto ciascuno di servire, seppur in amministrazioni diverse, lo Stato, quello Stato che non seppe essere in grado di difendere e proteggere uno dei suoi figli migliori – conclude – ma che mio padre ha sempre rispettato e onorato e ci ha sempre insegnato a rispettare e onorare, nel momento in cui avremmo avuto bisogno di un suo consiglio o anche solo di uno sguardo. Sono tuttavia convinto che io, le mie sorelle e mia madre, abbiamo seguito la strada che lui ci aveva tracciato. La nostra fede ci rende sicuri del fatto che un giorno lo rivedremo, bello e sorridente, come lo ricordiamo sempre”.

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