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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 6 hours 32 min ago

Bambini rifugiati: Unhcr, 3,5 milioni non vanno a scuola. Al via la II edizione della campagna #MettiamoceloInTesta per garantire loro l’istruzione

Mon, 2018-01-15 14:25

Come cambia la vita di un bambino con o senza l’istruzione? Sarà questo il tema al centro dell’evento-performance dell’agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) per il lancio della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Mettiamocelo in testa. Solo l’istruzione può salvare la vita e il futuro di un bambino rifugiato” (hashtag #MettiamoceloInTesta) che avrà luogo a Roma, il prossimo 22 gennaio alle 11, presso la Sala Santa Rita (Via Montanara 8) con la partecipazione di Carlotta Sami portavoce Unhcr e Lino Guanciale testimonial dell’agenzia Onu. Nel corso dell’ultimo anno accademico, oltre 3,5 milioni di bambini rifugiati in tutto il mondo non hanno avuto la possibilità di andare a scuola. Eppure, per la sopravvivenza di un bambino rifugiato, la scuola non è meno importante di una tenda dove dormire, del cibo o delle cure mediche. Con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza decisiva dell’istruzione per il futuro di milioni di bambini rifugiati e di garantire loro accesso ad un’istruzione di qualità, dal 14 al 28 gennaio l’Unhcr lancia la seconda edizione della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Mettiamocelo in testa. Solo l’istruzione può salvare la vita e il futuro di un bambino rifugiato” che si potrà sostenere con un sms o chiamata da rete fissa al numero solidale 45516.

Diocesi: Terni, nel pomeriggio la tavola rotonda su “Sacre Scritture e fondamentalismi” apre la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Mon, 2018-01-15 14:08

Sarà la tavola rotonda su “Sacre Scritture e fondamentalismi”, in programma oggi pomeriggio a Terni, ad aprire le celebrazioni diocesane per la “Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani” (18-25 gennaio), uno dei principali incontri ecumenici delle Chiese cristiane. Dalle 16.30, presso il Caffè letterario della Bct di Terni, interverranno Claudio Paravati, direttore della rivista “Confronti”, il pastore Pawel Gajewski e don Vincenzo Greco, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e dialogo. Sul tema della Settimana di preghiera “Potente è la tua mano, Signore”, l’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo insieme alla parrocchia ortodossa di Sant’Alò e Santa Parascheva e alla Chiesa Valdese e Metodista, hanno organizzato altri momenti di riflessione e preghiera ecumenica. I cinque incontri dedicati alla preghiera ecumenica si terranno presso la parrocchia Sant’Antonio di Padova a Narni Scalo (sabato 20 gennaio, 18), nella chiesa San Francesco d’Assisi di Amelia (lunedì 22 alle 17) e nella chiesa di Santa Maria del Carmelo a Terni (mercoledi 24, ore 17) con don Vincenzo Greco, il pastore Pawel Gajewski e padre Vasile Andreica; martedì 23, alle 17, nella chiesa Evangelica Metodista di Terni si svolgerà la celebrazione ecumenica della Parola di Dio con la partecipazione del vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Giuseppe Piemontese; giovedì 25, alle 17, presso la parrocchia ortodossa Rumena nella chiesa di Sant’Alò vespro ortodosso con la partecipazione del vicario generale, mons. Salvatore Ferdinandi. “In diocesi – spiega don Greco – stiamo avviando un cammino comune attraverso anche la costituzione del consiglio delle Chiese cristiane di Terni-Narni-Amelia. Un organismo inteso a promuovere il dialogo e le attività ecumeniche tra le diverse confessioni religiose cristiane presenti a livello territoriale formando un coordinamento locale”.

Papa Francesco: ai giornalisti sul volo, distribuita foto di bambino a Nagasaki

Mon, 2018-01-15 13:55

A bordo del B777 dell’Alitalia che dovrebbe atterrare a Santiago intorno alle 20 (ora locale) il Papa ha fatto distribuire dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, ai 70 giornalisti al seguito, una foto scattata a Nagasaki – di cui ha dato notizia il 30 dicembre il Sir – dopo l’esplosione della bomba atomica del ’45 con, sul retro, la firma e la scritta: “… il frutto della guerra”; nella didascalia si sottolinea la “disperazione del bambino, espressa nel gesto di mordersi le labbra che trasudano sangue”. Il Papa ha spiegato ad alcuni giornalisti di averla trovata per caso e di esserne rimasto profondamente colpito tanto da volerla condividere. Si tratta dell’istantanea, scattata dallo statunitense Joseph Roger O’Donnell, inviato dopo le esplosioni nucleari nelle due città giapponesi, Hiroshima e Nagasaki, in cui un bambino sta aspettando che suo fratello morto, in uno zaino che porta sulle spalle, venga cremato.

Danimarca: Chiesa luterana, “più sacerdoti per rispondere alle richieste degli studenti” in scuole e università

Mon, 2018-01-15 13:52

La Chiesa luterana in Danimarca deve trovare il modo di rispondere alla crescente richiesta di “sacerdoti per gli studenti”. I 17 pastori distribuiti nelle principali istituzioni educative del Paese non bastano più e anche le istituzioni più piccole si stanno rivolgendo ai vescovi per chiedere nuove forze. Lo si legge sul sito della Chiesa danese. La velocità con cui gli studenti sono chiamati a compiere il loro programma di studi genera “più stress e se qualcosa accade agli studenti sul piano personale” diventano vulnerabili e questo li spinge “a cercare persone” che siano disponibili ad ascoltarli. In generale, questi accompagnatori pastorali “aiutano tutti gli studenti”, si legge sempre sul sito. “Hanno piena riservatezza e non tengono un diario come uno psicologo. Non devi essere un cristiano per rivolgerti a loro. I colloqui sono gratuiti”. Il primo pastore è entrato a lavorare in Università nel 1966, a Copenaghen. Negli anni ’90 questo servizio è stato esteso ad altre istituzioni educative. Le ultime tre assunzioni sono avvenute nel 2017 presso lo University College a Lillebælt, a North Jutland e a Odense. Secondo i vescovi si tratta “di una sfida riuscire a soddisfare il grande bisogno che risulta al momento”.

Giornata migrante e rifugiato: card. Betori (Firenze), “comprensibili paure e timori” ma “non diventino rifiuto e odio”

Mon, 2018-01-15 13:33

“Noi accogliamo perché riconosciamo in ogni uomo e in ogni donna il volto di Gesù. Chiunque egli sia, da qualunque parte venga, per qualsiasi ragione arrivi da noi, qualsiasi sia la sua provenienza etnica o religiosa, in questa persona è Gesù che noi incontriamo”. Lo ha detto ieri il cardinale arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, nell’omelia della Messa presieduta nella chiesa di San Salvatore in Ognissanti, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018, presenti tutte le comunità etniche del territorio. Citando Papa Francesco e i quattro verbi del tema di quest’anno della Giornata, “accogliere, proteggere, promuovere, integrare”, il card. Betori si è soffermato in particolare sul valore dell’accoglienza e, sempre citando il Papa, ha ricordato che “le paure e i timori da parte di chi accoglie o chi è accolto sono umanamente comprensibili, ma non devono condizionare le nostre scelte, le nostre risposte che devono essere generose. Il timore non deve diventare paura, rifiuto e odio”. Le difficoltà, ha concluso, “ci possono essere, ma non dobbiamo permettere che i problemi prendano il sopravvento. Nei nostri cuori deve sempre vincere l’accoglienza”. Durante la celebrazione, la processione d’ingresso e l’offertorio sono stati accompagnati dalle danze della comunità dello Sri Lanka, mentre i canti sono stati eseguiti da quelle filippina, ucraina e africana. In diverse lingue anche la preghiera dei fedeli: dall’albanese, allo spagnolo, fino al cinese.

Famiglia: Forum, giovedì presentazione al Senato di un “patto per la natalità”

Mon, 2018-01-15 13:17

Un “patto per la natalità”. A presentarlo alla stampa, il prossimo 18 gennaio presso il Senato, saranno Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari; Giancarlo Blangiardo, docente di demografia all’università di Milano Bicocca, e Alessandro Rosina, docente di demografia all’Università Cattolica di Milano. “Il nostro Paese – spiega il Forum in un comunicato – sta vivendo l’inverno demografico più difficile della sua storia. Da circa quaranta anni i tassi di fecondità sono molto bassi: meno di due figli per donna. Un dato, soprattutto, induce a riflettere: è molto marginale la quota di persone che dichiara di non volere figli. È attestata invece un’ampia parte di popolazione che desidererebbe due o più figli, e che però non ha i mezzi per andare oltre il primo”. Gli effetti della denatalità, “di cui ancora facciamo fatica ad essere pienamente consapevoli, saranno dirompenti”, prosegue il Forum. Per anni “la politica ha considerato la natalità un tabù. Ma è arrivato il momento di non guardare più alla prospettiva di parte o agli interessi elettorali. In ballo c’è il destino di un Paese”. Appuntamento giovedì 18 gennaio, presso la Sala Nassirya del Senato, alle ore 10,45.

 

Paesi Bassi: Cordaid e Giustizia e pace, appello a governo e parlamento per una politica migratoria “umana”

Mon, 2018-01-15 13:00

Una lettera aperta al governo e al parlamento olandesi è stata inviata da Cordaid e Giustizia e pace, insieme a un gruppo di organizzazioni caritative e sociali, in occasione della Giornata mondiale delle migrazioni, per “lanciare un appello morale al governo e al parlamento”. La richiesta è che “nel più breve tempo possibile” il governo Rutte III “elabori il quadro politico e definisca le risorse” di una politica migratoria e di sviluppo “umana, in cui la protezione dei diritti e della dignità di ogni persona, in particolare dei più vulnerabili, è centrale”. Citando il messaggio di Papa Francesco, si scrive che “accogliere, proteggere, sostenere e integrare sono un invito anche al governo e al parlamento” perché creino le condizioni per rendere possibile il lavoro” che tante parrocchie e agenzie diaconali portano avanti già da tempo. Mons. Gerard de Korte, responsabile della commissione Chiesa e società della Conferenza episcopale olandese, tra i firmatari della lettera, ha sottolineato: “Abbiamo letto l’appello di Papa Francesco come una sfida per ciascuno di noi, nel nostro ambiente”. Sebastiaan van der Zwaan, direttore di Giustizia e pace, ha sottolineato la necessità che “il governo sviluppi una politica d’integrazione sostenibile, che faccia un uso ottimale del potenziale sociale locale” che “consente ai rifugiati di costruire una nuova esistenza nei Paesi Bassi”, a beneficio dei rifugiati, ma anche della “società olandese nel suo insieme”.

Diocesi: Alba, è morto ieri il sacerdote paolino don Domenico Fedele Brandolino

Mon, 2018-01-15 12:43

È morto nella mattinata di ieri, domenica 14 gennaio, don Domenico Fedele Brandolino, sacerdote paolino e vicario del vescovo di Alba per la vita religiosa. Di origini abruzzesi, don Brandolino era nato il 26 novembre 1939. Ordinato sacerdote nella Società San Paolo il 30 giugno 1968, ha svolto il suo apostolato soprattutto nell’insegnamento scolastico nel vocazionario paolino di Roma. Trasferito poi nella comunità di Alba, per molti anni ha prestato la sua collaborazione come redattore del mensile “Vita Pastorale” e delle altre riviste paoline della redazione albese. Da diversi anni serviva la Chiesa diocesana di Alba come vicario del vescovo per la vita religiosa. “Mons. Marco Brunetti – si legge sul sito del settimanale diocesano ‘La Gazzetta d’Alba’ – insieme alla curia, ai presbiteri e alla comunità diocesana, esprime il suo cordoglio alla comunità di Casa Madre della Società San Paolo, oltre che ai familiari di don Domenico, assicurando il ricordo nella preghiera presso il Padre comune”. I funerali di don Brandolino saranno celebrati mercoledì 17 gennaio, alle 10, nel tempio San Paolo di Alba.

Ue: Bruxelles, prima riunione del gruppo di esperti sulle fake news. “Minacciano i valori democratici”

Mon, 2018-01-15 12:28

(Bruxelles) Si svolge oggi a Bruxelles la prima riunione del gruppo di esperti di alto livello sulle fake news. Presieduto da Madeleine de Cock Buning, esperta nel settore del diritto dei media e della comunicazione, composto da 40 membri espressione della varietà di interessi, aree geografiche e ambiti connessi al tema delle “notizie false” (reti sociali, media, società civile, giornalisti, membri del mondo accademico), il gruppo è chiamato a “definire innanzitutto che cosa rientri sotto questa definizione” per “identificare e fornire opzioni” per contrastare gli effetti negativi delle fake news. La commissaria per l’economia e le società digitali Mariya Gabriel e Madeleine de Cock Buning hanno brevemente presentato ai giornalisti stamane il lavoro che è stato avviato. Le “fake news si propagano oggi a un ritmo inquietante, minacciano la reputazione dei media e lo stato della democrazia, i valori democratici” ha dichiarato la commissaria; senza voler “costringere i cittadini a credere o meno all’informazione”, senza voler “limitare i diritti dei media e della comunicazione”, si tratta di lavorare per “favorire la trasparenza, la diversità e la credibilità delle fonti di informazione”. Il gruppo lavorerà per elaborare “opzioni per la Commissione ed elementi di riflessione su tutte le questioni legate alla diffusione delle false informazioni nei media tradizionali e sociali e sul modo per affrontarne le conseguenze politiche e sociali”. Nella primavera 2018 è prevista una comunicazione da parte della Commissione.

Piano freddo: Roma, al via a Trastevere progetto di accoglienza con Ipab, Acli e Croce rossa

Mon, 2018-01-15 12:27

Un ricovero notturno per le ore più fredde. Ma anche un insieme di servizi socio sanitari finalizzato a promuovere un percorso di inclusione delle persone accolte. E’ l’innovativo progetto avviato a Roma, in Via Dandolo 63, dal Primo Municipio con il Centro regionale Sant’Alessio, insieme alle Acli di Roma e Provincia e alla Croce rossa di Roma. 25 posti garantiti ogni notte, a partire dalle 18, in una struttura residenziale a Trastevere, composta da tre grandi appartamenti, resa disponibile dal Fondo Sant’Alessio gestito da Sorgente Sgr per tramite dell’Ipab, con la fornitura di pasto caldo per la cena e colazione al mattino. Il tutto accompagnato – per chi ne avesse bisogno – da assistenza sanitaria, sociale, psicologica, legale, orientamento al lavoro, servizio di patronato. “Abbiamo aderito – spiega Lidia Borzì, presidente Acli Roma e provincia – con entusiasmo a questa iniziativa, anche perché prevediamo di portare avanti con chi si rivolgerà a questo centro anche un progetto di inclusione attiva che possa dare supporto e aiuto anche al termine di questa esperienza e andare oltre l’assistenza immediata”. L’innovazione di quest’anno, spiegano Sabrina Alfonsi, presidente del Primo Municipio, ed Emiliano Monteverde, assessore municipale alle Politiche sociali, “è che il progetto si realizza in una palazzina articolata in veri e propri appartamenti perfettamente attrezzati per l’accoglienza, il che facilita sicuramente l’aiuto per alcune tipologie che presentano problematiche specifiche, come i nuclei familiari e le donne sole”. “Il ricovero, che resterà attivo per 75 giorni, non solo garantirà accoglienza alle persone che decideranno di usufruirne, ma rappresenterà un presidio di sicurezza interno allo stesso edificio, rimasto inabitato nelle more della programmata valorizzazione, e per l’intero Rione Trastevere”, ha dichiarato il presidente dell’Ipab, Amedeo Piva. Di “un passo nella direzione giusta” parla Debora Diodati, presidente della Croce rossa di Roma.

 

Papa Francesco: il 25 gennaio presiede i vespri a San Paolo fuori le Mura

Mon, 2018-01-15 12:20

Giovedì 25 gennaio, alle ore 17.30, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, il Papa presiederà la celebrazione dei secondi vespri della solennità della conversione di San Paolo Apostolo, a conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sul tema: “Potente è la tua mano, Signore” (cfr. Es 15, 6). A darne notizia, tramite la Sala Stampa della Santa Sede, è oggi l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche pontificie.
Prenderanno parte alla celebrazione i rappresentanti delle altre chiese e comunità ecclesiali presenti a Roma. Sono invitati, in modo particolare, il clero e i fedeli della diocesi di Roma.

Terra Santa: mons. Cantu (Usa), “soluzione ‘Due popoli, due Stati’ unica possibile. Cristiani mediorientali si impegnino in politica”

Mon, 2018-01-15 12:10

“La soluzione ‘Due popoli, due Stati’, da sempre sostenuta dalla Santa Sede, resta l’unica per mettere fine al conflitto israelo-palestinese”. A ribadirlo al Sir, all’indomani della sua visita alla comunità cattolica di Gaza, è mons. Oscar Cantu, vescovo di Las Cruces, rappresentante dei vescovi degli Stati Uniti d’America presso l’Holy Land Coordination (Hlc), organismo istituito su indicazione della Santa Sede per sostenere le comunità cristiane della Terra Santa che ieri (fino al 18) ha cominciato da Gaza il suo tradizionale pellegrinaggio di solidarietà nei Luoghi di Gesù. Nella Striscia i 15 vescovi dell’Hlc hanno ascoltato le testimonianze dei giovani cristiani che hanno esposto le loro difficoltà riguardo ai temi del lavoro, della creazione di una nuova famiglia, delle pressioni fondamentaliste e delle pessime condizioni di vita in cui versa tutta la popolazione gazawa. Situazioni che spingono molti a partire e a non fare più ritorno. Per mons. Cantu “il dialogo deve restare elemento imprescindibile di ogni trattativa. Così come il diritto dei palestinesi di poter scegliere il proprio futuro, di autodeterminarsi e avere uno Stato. Purtroppo Israele avversa questo diritto e ciò rappresenta un problema, come hanno sottolineato le Nazioni Unite, in assemblea il 21 dicembre scorso, dove hanno condannato in schiacciante maggioranza la decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele”. “Ritengo che la decisione del presidente – aggiunge il presule statunitense – sia stata presa soprattutto per motivi di politica interna che riguardano la sua base di cristiani evangelici che sono convinti che il ritorno di Cristo sulla Terra avverrà solo quando tutta Israele sarà tornata nelle mani del popolo a cui Dio l’aveva assegnata. Non la pensa così la Chiesa cattolica e la stragrande maggioranza delle Chiese cristiane. Gerusalemme deve essere una città aperta a tutti e condivisa dai credenti delle tre grandi fedi monoteistiche. Non una città divisa”.
Riguardo l’esodo dei cristiani dalla Terra Santa e dal Medio Oriente, mons. Cantu afferma che questo fenomeno “mette a rischio la vita stessa della Chiesa madre di Gerusalemme. Nasce da qui l’urgenza di lavorare perché ciò non accada così che i cristiani possano continuare ad abitare la loro Terra Santa di cui sono i primi abitanti. È auspicabile che tutti gli organismi e le agenzie cristiane e cattoliche di aiuto e di solidarietà aumentino il loro impegno verso i bisognosi e quindi anche verso i cristiani locali che devono godere di piena cittadinanza nei loro Paesi. Lavoro e famiglia rappresentano le maggiori emergenze da affrontare soprattutto per il futuro delle giovani generazioni”. Il vescovo americano si dice anche contrario alla creazione di zone di sicurezza per i cristiani in Medio Oriente, soprattutto in Iraq e Siria. “Sarebbero un ghetto – stigmatizza mons. Cantu – i cristiani devono vivere in mezzo alla gente, essere lievito. Ma per far questo devono godere di pieni diritti”. Da qui anche la necessità che “i cristiani mediorientali si impegnino maggiormente nella vita politica dei loro Paesi per contribuire alla costruzione di una società più giusta, inclusiva e rispettosa del bene comune”.

Papa in Cile: Tv2000, in diretta gli appuntamenti del primo giorno

Mon, 2018-01-15 12:05

Tv2000, in collaborazione con il Vatican Media, trasmetterà in diretta gli appuntamenti del primo giorno del viaggio di Papa Francesco in Cile e Perù, martedì 16 gennaio. Tre le dirette speciali del “Diario di Papa Francesco”, condotte da Gennaro Ferrara e Nicola Ferrante: alle 12.10, 17.30 e 19.30. Tra gli appuntamenti più significativi trasmessi dall’emittente della Cei: l’incontro del Papa con le autorità, con la società civile e il corpo diplomatico nel palacio de la Moneda; la messa nel Parque O’Higgins; la visita al centro penitenciaro Feminino Di Santiago; l’incontro con i sacerdoti, i religiosi consacrati e i seminaristi e l’incontro con i vescovi nella sagrestia della Cattedrale. Tra gli ospiti in studio: Luis Badilla, direttore de “Il Sismografo”; Gilberto Bonalumi, consigliere Ispi per l’America Latina; padre Marcelo Gidi, docente di diritto canonico alla Pontificia Università Cattolica-Cile e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma.
Servizi, interviste e collegamenti saranno curati dagli inviati della redazione del Tg2000 nell’edizione delle 18.30. Approfondimenti anche all’interno della trasmissione “Bel tempo si spera”, condotta da Lucia Ascione, dalle ore 7.30.

Papa in Cile: la messa dei 9mila volontari. Card. Ezzati, “viene a portare la pace a persone che ne hanno davvero bisogno”

Mon, 2018-01-15 12:00

“Qualche giorno fa abbiamo visto alcune bombe lanciate in cinque comunità cristiane, ma quello che abbiamo visto oggi è molto più forte”. Lo ha detto, provocando un fragoroso applauso, sabato pomeriggio l’arcivescovo di Santiago, card. Ricardo Ezzati Andrello, all’inizio della celebrazione della “Messa di invio” alla Movistar Arena, alla quale hanno partecipato 9mila persone, tutti volontari che si sono messi a disposizione dei pellegrini che sono arrivati a Santiago del Cile per seguire Papa Francesco. L’incontro dei volontari è stato il primo grande evento in attesa oggi dell’arrivo del Papa. Una festa, animata con canti, danze e testimonianze. La Messa è stata concelebrata da tutti i vescovi e ausiliari del Cile e l’omelia è stata pronunciata dal presidente della Conferenza episcopale cilena. L’arcivescovo di Santiago, il card. Ezzati, in una conferenza stampa alla Movistar Arena, ha ripercorso le varie tappe del viaggio di Francesco nella città di Santiago, in particolare nel carcere femminile in cui “il Papa viene per portare la pace a persone che ne hanno bisogno davvero. Andrà anche alla Hogar de Cristo tra i più poveri della nostra città, a portare il dono della pace, invitando tutti noi ad essere solidali con chi ne ha più bisogno”. Il cardinale ha fatto poi riferimento all’incontro del Papa con i giovani a Maipú, “per invitarli a costruire la civiltà dell’amore, della solidarietà, dell’accoglienza, della cultura dell’incontro”.

Il porporato ha anche ricordato che Francesco “si recherà nel sud del Paese dove non solo incontrerà un popolo nativo che desidera ardentemente la dignità e il riconoscimento, ma anche una regione in cui la povertà è significativa”. La tappa invece a Iquique è all’insegna della “devozione popolare”, alla Virgen del Carmen, La Tirana, ed essendo questa regione del Nord, vicino a Perù e Bolivia, il Papa lancerà un “invito a costruire pace, armonia e solidarietà”.

Papa in Cile: abusi, le manifestazioni di protesta a Santiago dei laici di Osorno

Mon, 2018-01-15 11:54

Sono iniziate in questi giorni a Santiago del Cile, in coincidenza con la visita di Papa Francesco (15-18 gennaio), le proteste dell’organizzazione laici e laiche di Osorno, a 930 km a sud della capitale, che da tempo chiedono la rimozione del loro vescovo Juan Barros, perché temono abbia coperto gli abusi nell’ambito del “caso Karadima”. Una trentina di persone sono arrivate da due giorni a Santiago e stanno partecipando oggi ad un seminario internazionale sugli abusi sessuali in contesto ecclesiale organizzato dalla Fondazione per la Fiducia (Fundaciòn para la Confianza). Stasera alle 20 (ora locale) manifesteranno con slogan e cartelli al passaggio della papamobile a piazza Brasile. Dalle 22 alle 24 organizzeranno una fiaccolata all’esterno del Parco O’Higgins, dove domani alle 10.30 Papa Francesco celebrerà la messa pubblica. Domani alle 8 i manifestanti si riuniranno davanti al Palazzo de la Moneda, nello stesso momento in cui il Papa incontrerà le autorità istituzionali e il corpo diplomatico. Alle 16 manifesteranno davanti ai tribunali di giustizia. Il giorno dopo, 17 gennaio, saranno alle 18.30 alla Pontificia Universidad Católica de Chile, in coincidenza con la visita del Papa. “Dove andrà il Papa andremo noi – dice al Sir il portavoce dell’organizzazione Juan Carlos Claret – però non interverremo all’interno o durante un atto pubblico, perché come credenti ci interessa ascoltare il suo messaggio, soprattutto sociale, che in Cile è stato costantemente bloccato dai vescovi”. L’organizzazione di laici e laiche di Osorno lamenta che durante la visita del Papa “i preferiti della Chiesa”, ossia i poveri, gli esclusi, gli indigeni, “saranno semplici spettatori” e vorrebbe che “il Papa ci ascoltasse per rendersi conto della dimensione della crisi della Chiesa cilena”.

Giornata migrante e rifugiato: mons. Sorrentino (Assisi), “la diversità è ricchezza. Facciamo crescere cultura accoglienza”

Mon, 2018-01-15 11:18

“Gesù è il primo migrante che ha lasciato il suo paradiso per venire in mezzo a noi”. Lo ha detto il vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra–Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, durante la Santa Messa celebrata nel santuario della Spogliazione, chiesa di Santa Maria Maggiore, ieri, domenica 14 gennaio, in occasione della 104ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018. In un santuario gremito di fedeli, di tanti operatori della Caritas diocesana unitamente ai numerosi migranti accolti nelle diverse strutture, tra cui molte giovani mamme con i loro bambini, e di volontari della Misericordia di Assisi, si è pregato perché come sottolineato dal vescovo “nasca e cresca una cultura dell’accoglienza”. Mons. Sorrentino durante l’omelia, dopo essersi soffermato sul problema delle migrazioni, ha sottolineato che “non possiamo fare a meno di vedere tale problema, pertanto dobbiamo spingere la società civile, in tutte le sue culture, a vedere le cose secondo il cuore di Dio. La chiesa dovrebbe incontrare le persone ed essere per loro la voce di Gesù – ha aggiunto il vescovo -; le diversità sono sempre una grande ricchezza. Chiunque incontriamo sulla nostra strada è figlio di Dio e nostro fratello. La presenza di Gesù diventa più forte e viva, quando c’è un fratello che soffre”. Il vescovo ha poi sottolineato che “non ci si stacca dalle proprie radici per scherzo o per piacere, ma sempre con molta sofferenza. Dobbiamo imparare a capire le problematiche e le sofferenze dell’altro. Se non testimoniamo ciò, il Vangelo viene vanificato”.

Giornata migrante e rifugiato: mons. Piemontese (Terni), “nei loro confronti abbiamo dei doveri cristiani e umani”

Mon, 2018-01-15 11:01

“È importante confrontarci e riflettere su un tema delle migrazioni che definiamo di emergenza, ma che di emergenza non ha più nulla. Bisogna entrare in categorie nuove, nuovi modi di pensare e di organizzare le nostre comunità civili ed ecclesiali. Accogliere i rifugiati non è facoltativo, ma se vogliamo essere nel consesso civile e mondiale, siamo obbligati ad accogliere i rifugiati e altri che fuggono dai loro Paesi per i motivi più vari per salvare la propria vita, perché ci sono leggi internazionali che ci rendono solidali con queste persone”. Lo ha affermato ieri il vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Giuseppe Piemontese, in occasione della 104ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. All’iniziativa, ospitata ieri nella parrocchia di san Giuseppe lavoratore, a Terni, oltre a diverse comunità di immigrati erano presenti anche il pastore della Chiesa valdese, Pawel Gajewski, l’imam di Terni e presidente della Consulta per l’integrazione, Maarouf Abderrallim, il pastore della comunità nigeriana, gli ospiti delle strutture Sprar presenti sul territorio diocesano. Dopo le testimonianze di coloro che si trovano a diretto contatto ogni giorno con la realtà della migrazione, il vescovo ha ricordato che “è importante la conoscenza delle persone e vedere che gli esseri umani possono vivere e collaborare e sostenersi gli uni gli altri”. “Se non vogliamo lasciarci spingere da un sentimento di solidarietà – ha aggiunto -, almeno lasciamoci spingere da un sentimento di interesse e consideriamo che gli immigrati portano benessere. Una solidarietà che poi torna come gratificazione per ciascuno, anche di fronte ad un problema che sta diventando ordinario”. “La città di Terni – ha sottolineato mons. Piemontese – è una città che è abituata ad accogliere, dove da anni si mescolano persone di diverse provenienze regionali. Ed è una città ben organizzata socialmente. L’accoglienza può avvenire anche verso questi migranti nei confronti dei quali abbiamo dei doveri cristiani e umani”. “E poi – ha concluso – dovremmo un po’ di più lasciarci provocare dalle espressioni di Papa Francesco verso un atteggiamento di accoglienza per essere più uomini, più cittadini e più cristiani”.

Siria: Equiza (Unicef), “vergognoso che, dopo quasi sette anni, continui una guerra contro i bambini”. “Più di 30 uccisi nei primi 14 giorni dell’anno”

Mon, 2018-01-15 10:44

“Con l’inizio del nuovo anno, nel mondo, la maggior parte dei genitori sono pieni di speranza per il futuro dei propri figli; le madri e i padri in Siria, invece, sono in lutto per i bambini che hanno perso. È scioccante che nei primi 14 giorni dell’anno più di 30 bambini siano stati uccisi in un’escalation di violenza nella zona orientale di Ghouta, dove si stima che 200mila bambini siano rimasti intrappolati sotto assedio dal 2013”. Lo denuncia oggi Fran Equiza, rappresentante dell’Unicef in Siria, in una nota nella quale che sottolinea come anche “a Idlib, nel nord-ovest del Paese, si parla di gravi violenze avvenute nelle ultime settimane, a seguito delle quali sono rimasti uccisi e feriti decine di bambini e donne e sfollati circa 100mila civili”. “È vergognoso che, dopo quasi sette anni di conflitto, continui una guerra contro i bambini mentre il mondo guarda”, accusa Equiza, aggiungendo che “milioni di bambini in tutta la Siria e nei Paesi vicini hanno subito le conseguenze devastanti di livelli di violenza ininterrotti in diverse parti del Paese”. L’Unicef ha ricevuto informazioni dall’interno dell’area orientale di Ghouta: “Le persone – prosegue la nota – si stanno rifugiando nel sottosuolo temendo per la loro vita. Un attacco particolarmente violento contro edifici residenziali sembra essere stato così forte da ferire 80 civili, tra cui bambini e donne. Il personale medico ha dovuto faticare per estrarre i sopravvissuti dalle macerie”. “Di che cosa ha bisogno il mondo per intraprendere un’azione collettiva per porre fine alla guerra contro i bambini in Siria?”, domanda Equiza. “E chi combatte, quando si renderà conto che, uccidendo i bambini, sta uccidendo anche il futuro della Siria?”.

Diocesi: Milano, mons. Delpini apre il Sinodo sulla Chiesa multietnica. “Decisioni prospettiche per la comunità ambrosiana”

Mon, 2018-01-15 10:27

“Il Sinodo non è un insieme di riunioni per concludere con un documento. È invece un modo di vivere il nostro pellegrinaggio con la responsabilità di prendere la direzione suggerita dallo Spirito di Dio perché la nostra comunità cristiana possa convertirsi per essere la ‘tenda di Dio con gli uomini’”. Lo ha affermato mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, aprendo ieri, nella basilica di Sant’Ambrogio, il Sinodo diocesano “Chiesa dalle genti”. “La docilità allo Spirito è disponibilità alla conversione: la conformazione al Signore Gesù e alla volontà del Padre non dà mai ragione a nessuno, non è mai conferma rassicurante. È sempre invito, chiamata, attrattiva e spinta per un oltre inesplorato. Tutti siamo in cammino, tutti dobbiamo convertirci, anche se queste parole e queste urgenze ci possono mettere di malumore invece che contagiare di entusiasmo”. Un migliaio di fedeli riempiva l’antica chiesa cara ai milanesi: erano presenti, inoltre, i Consigli pastorale e presbiterale diocesani, i membri della Commissione preparatoria, i decani e il Consiglio episcopale milanese. Senso del cammino sinodale per Delpini è essere fedeli alla volontà del Signore: “La secolarizzazione e l’emarginazione del pensiero di Dio e della vita eterna, la situazione demografica, l’evoluzione della tecnologia, la problematica occupazionale, la liquidità dei rapporti affettivi, l’interazione tra culture, etnie, tradizioni religiose e tanti altri aspetti contribuiscono a rendere complessa la domanda: come deve essere la nostra Chiesa per essere fedele alla volontà del suo Signore?”.
Un cammino che muove dalla presenza dei migranti nelle terre ambrosiane, ma che non riguarda solo loro: “Verso le genti che abitano nelle nostre terre i discepoli del Signore continuano ad essere in debito: devono annunciare il Vangelo! Devono mettersi a servizio dell’edificazione della comunità. Tutti i discepoli del Signore hanno il compito di essere pietre vive di questo edificio spirituale. Se parlano altre lingue in modo più sciolto dell’italiano, se celebrano feste e tradizioni più consuete in altri Paesi che nelle nostre terre, se amano liturgie più animate e festose di quelle abituali nelle nostre chiese, non per questo possono sottrarsi alla responsabilità di offrire il loro contributo per dare volto alla Chiesa che nasce dalle genti per la potenza dello Spirito Santo”. Infine, da parte di mons. Delpini un invito: “Concentrarsi sull’essenziale, per concludere alle poche decisioni corrette e prospettiche, che farò mie perché la Chiesa di Milano sia Chiesa dalle genti”.

Papa in Cile: presidente Mattarella, “buon viaggio” per visita dal “profondo significato”

Mon, 2018-01-15 10:25

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato oggi al Papa, in viaggio per Santiago, prima tappa del suo 22° viaggio apostolico in Cile, il seguente messaggio: “Santità, il graditissimo messaggio che mi ha inviato in occasione della Sua partenza per il Cile e il Perù – del quale La ringrazio – mi offre l’opportunità di inviarLe, anche a nome degli italiani tutti, i più sentiti auguri di buon viaggio”. “L’Italia e la comunità internazionale – si legge ancora nel telegramma in cui Mattarella esprime a Francesco la “profonda e sincera stima del popolo italiano e mia personale” – sono consapevoli del profondo significato di speranza di questa sua visita apostolica in due Paesi profondamente influenzati da antiche culture e dalle radici popolari che ne animano la tradizione cattolica. La Sua presenza costituirà per il Cile e il Perù la più alta testimonianza dell’attenzione della Chiesa per la costruzione di società più eque e giuste”.

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