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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 16 min 19 sec ago

Consiglio europeo: Merkel, “su migrazioni serve solidarietà. Nessun Paese si può sottrarre”. “Essenziale il tandem Germania-Francia”

Fri, 2017-12-15 13:39

(Bruxelles) Il Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre si chiude, come previsto, con il via libera alla seconda fase dei negoziati per il Brexit, alcuni passi avanti nelle politiche comunitarie in materia di difesa (varo della Pesco, cooperazione strutturata e permanente in materia militare), cultura e istruzione (Erasmus+, riconoscimento titoli di studio), dimensione sociale, Uem. Restano le distanze sulla “dimensione interna” delle migrazioni (riforma dell’asilo, ricollocamenti), mentre si rafforza l’impegno in Libia e per contrastare le cause dei flussi dall’Africa verso l’Euro. “L’alleanza franco-tedesca si conferma essenziale per l’Europa comunitaria – afferma Angela Merkel nella conferenza stampa appena rilasciata prima di partire da Bruxelles, svolta, significativamente, assieme al presidente francese Emmanuel Macron –. Non è un rapporto che esclude altri, ma senza questa collaborazione stretta l’Ue non procede”. E cita l’esempio della Pesco. Sulle migrazioni: “C’è un accordo tra gli Stati per la lotta contro l’immigrazione illegale e contro le cause della migrazione. Ma serve una vera solidarietà interna. Tutti gli Stati, nessuno escluso, devono cooperare”. Sul Brexit: “Bene passare alla seconda fase dei negoziati. Finora si è lavorato con risultati, ma ci sono ancora molti argomenti difficili da affrontare”.

Papa Francesco: ricevuto in udienza il presidente della Bolivia

Fri, 2017-12-15 13:32

Nella mattina di oggi, Papa Francesco ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il presidente dello Stato plurinazionale di Bolivia, Juan Evo Morales Ayma, il quale, successivamente, ha incontrato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, accompagnato da mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. “Nel corso dei colloqui, che si sono svolti in un clima cordiale – riferisce la sala stampa vaticana – è stato espresso apprezzamento per il contributo che la Chiesa ha dato e continua ad assicurare in favore del progresso umano, sociale e culturale della popolazione del Paese e si è fatto cenno all’attualizzazione del regime pattizio tra la Santa Sede e la Bolivia. Inoltre, sono stati evocati alcuni temi attuali di comune interesse”.

Diocesi: mons. Sorrentino (Assisi), “la Spogliazione è un concetto essenziale per poterci mettere in rapporto non solo con Dio ma tra noi”

Fri, 2017-12-15 13:29

“La Spogliazione è un concetto essenziale per poterci mettere in rapporto non solo con Dio, ma in rapporto reciproco tra noi”. Lo ha affermato ieri pomeriggio il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, nel corso della lezione che ha tenuto nella sala della Spogliazione del Palazzo vescovile agli iscritti all’Università della Terza età di Assisi. Si è trattato, si legge in una nota, di “una visita di studio durante la quale il vescovo ha parlato approfonditamente del gesto della Spogliazione compiuto da Francesco e dell’importanza della figura del vescovo Guido per avere colto in esso tutta la sua profondità”. Parlando del santuario della Spogliazione e dell’ispirazione che egli ha avuto di erigerlo, mons. Sorrentino ha spiegato che “ci troviamo in un contesto il quale costituisce la perla che per varie circostanze è rimasta per 800 anni un po’ nascosta, il santuario in cui Francesco appare come il giovane di questa città”. “Questo è il momento – ha aggiunto – in cui la città di Assisi si può ritrovare in qualcosa di veramente suo. Assisi e Francesco, un binomio inscindibile, due parole che si richiamano”. Per mons. Sorrentino, “quello che ha fatto Francesco è una professione religiosa fatta in maniera spettacolare. Qui ci troviamo di fronte alla perla delle perle”. Al termine della lezione è stata consegnata al vescovo una stampa di una copia della pergamena della benedizione di san Francesco fatta riprodurre dalla famiglia Modestini alla tipografia Alteroca di Terni.

Xenophobia and populism: pastor Olav Fykse Tveit (Wcc), “Pope Francis reminded us of three words for the ecumenical movement: working, walking and praying together”

Fri, 2017-12-15 13:18

“In August, I met Pope Francis and I had a long talk with him. We spoke of the ecumenical movement nowadays and we discussed what we can do together today. At some point, the Pope told me: we must remember these three words, ‘working, walking and praying together’. This is the way to go today to continue the ecumenical movement, he told us”. This was said to SIR by pastor Olav Fykse Tveit, general secretary of the World Council of Churches, during the work meeting that is ending today, promoted by the Vatican Ministry of the Service for Integral Human Development and by the World Council of Churches, in partnership with the Pontifical Council for the Unity of Christians, to pave the ground to the world conference on xenophobia and populism that will take place in May next year. “I smiled at this comment of his, because it perfectly agreed with the three words that appeared in the title that the WCC had given to the Report on its work in 2016. So, the Pope encouraged us by pointing at a way of effort and action that we too deeply believe in, that is: this is the time to do together all that we can do together, because challenges are big and only together can the Churches face them”.  Now, the job is to fight the increasing xenophobia and populism that are rampant, especially in connection with migration. Nowadays, the Churches – the pastor says – are called to “do all they can to build bridges between men. This is the powerful message that Pope Francis is giving us. A message that WCC deeply shares. The Churches are called to start a pilgrimage of justice and peace on earth, to do it together and in everybody’s interest, not for the benefit of some”.

Xenofobia e populismo: Tveit (Wcc), “papa Francesco ci ha ricordato tre parole per il movimento ecumenico: lavorare, camminare e pregare insieme”

Fri, 2017-12-15 13:18

“Ho incontrato in agosto papa Francesco ed ho avuto con lui una lunga conversazione. Abbiamo parlato del movimento ecumenico e abbiamo discusso su ciò che possiamo fare oggi insieme. Ad un certo punto il Papa mi ha detto: dobbiamo ricordare queste tre parole, ‘working, walking e pray together’ (lavorare, camminare e pregare insieme). Questa è la strada per proseguire nel movimento ecumenico, ci ha detto”. Lo racconta al Sir il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), a margine dell’incontro di lavoro che si conclude oggi, promosso dal Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale e dal Wcc, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, per preparare la Conferenza mondiale su xenofobia e populismo. che si terrà il prossimo anno nel mese di maggio.
“A questa sua osservazione io ho sorriso perché corrispondeva esattamente alle tre parole che figuravano nel titolo che il Wcc aveva dato al Rapporto sulla sua attività del 2016. Il Papa ci ha così incoraggiato indicandoci una via di impegno e azione in cui anche noi crediamo profondamente e cioè: questo è il tempo di fare insieme tutto ciò che possiamo fare perché le sfide sono grandi e solo insieme le Chiese le possono affrontare”. L’impegno ora è quello di contrastare i fenomeni crescenti di xenofobia e populismo, che stanno dilagando in relazione soprattutto alle migrazioni. Le Chiese – dice il pastore – sono chiamate oggi a “spendersi per costruire ponti tra gli uomini. Questo è il messaggio forte che ci sta dando papa Francesco. Messaggio che il Wcc condivide profondamente. Le Chiese sono chiamate a intraprendere il pellegrinaggio della giustizia e della pace sulla terra, a farlo insieme e per il bene di tutti, non per il beneficio di qualcuno”.

Diocesi: Prato, nel fine settimana “Avvento di fraternità” nelle parrocchie a sostegno dei bisognosi seguiti dalla Caritas

Fri, 2017-12-15 13:00

Sarà dedicato ai bisogni delle famiglie in difficoltà il tradizionale appuntamento dell’“Avvento di fraternità” promosso dalla Caritas diocesana di Prato. Domani, sabato 16 dicembre, e domenica 17, tutte le offerte raccolte nelle chiese e parrocchie della diocesi di Prato saranno destinate a dare sollievo a quelle situazioni di povertà esistenti sul territorio. Una realtà che è stata fotografata nell’ultimo rapporto Caritas sulle povertà a Prato. “A fine 2017 – si legge in una nota – saranno più di 2.700 le persone che si sono rivolte per un aiuto, principalmente economico, ai venti centri di ascolto della rete diocesana (composta non solo da Caritas). La maggior parte degli utenti ha alle spalle una famiglia e dunque è possibile stimare in oltre quattromila il numero delle persone seguite e assistite da Caritas”. “Anche se si tratta di una piccola istantanea di una situazione che sicuramente, e purtroppo, abbraccia un bacino più ampio di persone rispetto a quelle che i nostri centri diocesani e parrocchiali hanno incontrato, il Rapporto – spiega la direttrice Caritas pratese, Idalia Venco, in una lettera inviata a tutte le parrocchie – rimane un punto di vista prezioso e privilegiato che ci stimola a proseguire nel nostro servizio di carità, un servizio che quotidianamente vivete all’interno delle vostre comunità”. “L’invito – conclude la nota – è quello di essere generosi, perché grazie a quanto donato si potrà dare speranza alle famiglie, e non solo attraverso un semplice aiuto economico, in quanto con le somme raccolte saranno attivati anche alcuni tirocini lavorativi”.

Croazia: Caritas vende alberi di Natale nel centro di Zagabria per aiutare le famiglie povere

Fri, 2017-12-15 12:47

Acquistando un albero di Natale si aiutano le famiglie più bisognose e si salvaguardano i boschi. Succede in Croazia con l’iniziativa “Per 1000 gioie – Dona e porta gioia”, organizzata dalla Caritas nazionale in collaborazione con la società “Foreste croate” che si occupa del patrimonio forestale del Paese. Il 16 dicembre nella piazza centrale di Zagabria “Trg bana Jelacica” i volontari della Caritas croata, dell’Ordine francescano secolare e gli studenti del liceo classico dell’arcidiocesi di Zagabria, venderanno 230 alberi di Natale con le radici al prezzo da 100 a 150 kune (circa 14 e 20 euro). Oltre agli alberi saranno distribuiti anche i materiali promozionali della Caritas. All’iniziativa aderiscono numerose personalità famose come il sindaco di Zagabria Milan Bandic, l’atleta Mario Moznik, i conduttori televisivi Jelena Pajic e Frano Ridjan. “Facciamo questa iniziativa per il 16° anno consecutivo – spiega mons. Fabian Svalina, direttore della Caritas croata – ma questa volta ci sentiamo incoraggiati fortemente da Papa Francesco che ha istituito la Giornata mondiale dei poveri ricordandoci che i poveri non sono un problema ma ci aiutano a capire l’essenza stessa del Vangelo”.

Servizio civile: card. Montenegro (Caritas) ai giovani, “grazie perché mettete la vostra gioventù a disposizione di tutti”

Fri, 2017-12-15 12:29

“Grazie perché mettete la vostra gioventù a disposizione di tutti. La vostra è una presenza davvero preziosa”. Così il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, si è rivolto ai giovani impegnati nel servizio civile in un videomessaggio inviato al convegno in corso oggi a Roma sui 40 anni di servizio civile in Caritas. Centinaia i giovani presenti in sala, a rappresentare gli oltre 110.000 che hanno svolto l’obiezione di coscienza o il servizio civile nelle Caritas diocesane di tutta Italia. “45 anni fa, nel 1972 – ha ricordato – in questo stesso giorno veniva approvata la prima legge sull’obiezione di coscienza, senza il rischio di dover finire in carcere”.  Il card. Montenegro ha ricordato la figura di mons. Giovanni Nervo, direttore di Caritas italiana, che in questo senso “è stato un pioniere e un uomo coraggioso nell’aprire sentieri. Un cammino lungo in cui abbiamo scoperto che costruire la pace è il dono più bello all’umanità”. Infine, sempre parlando ai giovani: “Insistete, indignatevi ogni volta che la pace viene ignorata. Siate giusti per dimostrare che la legge del cuore può avere il sopravvento”.

Fake news: mons. Viganò (Spc), “il problema non è la non veridicità, ma la verosimiglianza”

Fri, 2017-12-15 12:24

“Nelle fake news il problema non è la non veridicità, che è molto evidente, ma la verosimiglianza”. Lo ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria vaticana per la comunicazione, a margine del convegno “Interferenze”, svoltosi presso l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede sul futuro della radio a 80 dalla morte di Guglielmo Marconi. “Dietro la verosimiglianza – ha fatto presente Viganò – si nasconde una strategia che può diventare pericolosa”.

Radio: Menduni (Roma Tre), “non produce immagini ma le stimola”. Greco (Radio Rai), “è la parola che vince sull’immagine”

Fri, 2017-12-15 12:21

“La radio non produce immagini, ma le stimola”. A farlo notare è stato Enrico Menduni, di Roma Tre, intervenendo al convegno “Interferenze”, in corso a Palazzo Borromeo sul futuro della radio a 80 anni dalla morte di Guglielmo Marconi. “Non poteva sfuggire alla Chiesa la grande potenzialità della radio”, ha detto Raffaella Perin, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, tracciando un excursus storico del rapporto tra la Chiesa e i media e sulla nascita e l’evoluzione di Radio Vaticana. “La congenialità della Chiesa con i media comincia con san Paolo”, le ha fatto eco Menduni, soffermandosi sull’evoluzione e il rinnovamento della radio, che fino agli anni Ottanta “ha conquistato la fiducia delle nicchie generazionali, in particolare dei giovani” e, dopo gli Anni Ottanta, con l’avvento del digitale “ha modificato i modi di produzione, pur restando analogica in termini di diffusione”. Col passaggio dal digitale a Internet, sono nate le “web station” e lo streaming audio e video. “Oggi la digitalizzazione della radio è parziale, ma andiamo verso una totale digitalizzazione”, ha detto Menduni, secondo il quale il futuro della radio passa dalla “responsabilità di non sprecare le tecnologie, ma di metterle a servizio della cultura, dell’informazione e di una comunicazione interattiva che ha al suo centro la persona”. “Il futuro della radio già c’è: è la radiovisione”. Ne è convinto Pierluigi Diaco, giornalista e conduttore di Rtl 102.5. Di parere opposto Fabio Volo, conduttore di Radio Deejay, secondo il quale invece “la radiovisione è una brutta tv e una bruttissima radio. La radio è una cosa intima, personale: è come leggere un libro. La sorella della radio non è la televisione, è la letteratura. La radio è emozione, e quindi è eterna”. “La televisione generalista è in crisi, gli ascolti delle radio invece sono in crescita”, il dato citato da Volo. Un esempio: “Tutto il calcio minuto per minuto”, definita dalla sua “voce”, Riccardo Cucchi, una trasmissione storica nel modo di “fare la radio”, dove “la breaking news è un goal”. “La radio è la casa della parola, e il grande privilegio della radio è il non avere immagini”, ha chiosato.

Scandinavia: card. Arborelius proclamato “svedese dell’anno”. “Si è prodigato per migliorare il Paese”

Fri, 2017-12-15 12:18

Lo “svedese dell’anno” è il cardinale di Stoccolma Anders Arborelius, decretato dal magazine Fokus. “È stato un riconoscimento inaspettato così come lo era stato diventare cardinale”, ha commentato il card. Arborelius. “Come cattolico e cardinale, si può essere un vero svedese e non solo uno un po’ strano, al margine”. In una lunghissima intervista pubblicata anche online (fokus.se), Johan Hakelius ne ripercorre la vita, toccando tanti temi d’attualità e raccontando la Chiesa cattolica in Svezia, dove l’atteggiamento anticattolico è durato fino alla seconda metà degli anni ‘70. “Penso che la Svezia sia diventata più aperta negli anni in cui sono stato vescovo. È più facile parlare di religione”, dice il cardinale, anche se “quello che un tempo era il ‘pericolo cattolico’ ora è diventato ‘il pericolo musulmano’”. Nato luterano nel 1949, è entrato in carmelo nel 1971, dove è rimasto per 27 anni, fino alla nomina episcopale nel 1998; è stato il primo vescovo cattolico svedese dalla Riforma, primo cardinale svedese della storia. Si è meritato il riconoscimento perché “rappresentare la Chiesa cattolica in un Paese la cui identità è principalmente laica o altrimenti luterana, richiede un atteggiamento coraggioso” e perché “gioca un ruolo centrale nell’incontro tra svedesi e immigrati”. Il riconoscimento va a una persona che “ha fatto qualcosa per cambiare la Svezia in meglio”, ha “dimostrato indipendenza e originalità”. Il premio è stato consegnato al cardinale ieri, giovedì 14 dicembre, durante una cerimonia pubblica.

Ius soli: mons. Galantino, “tema trasformato in merce elettorale, c’è paura di parlare di valori”

Fri, 2017-12-15 12:17

Il tema dello ius soli e della mobilità umana “è stato trasformato, in maniera indecente, in merce elettorale”. Lo ha detto oggi a Roma monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, a proposito del rischio reale che la legge sulla cittadinanza non venga approvata prima della fine della legislatura. Ne ha fatto cenno durante il suo intervento al convegno sul servizio civile organizzato da Caritas italiana. “C’è gente che non vuole nemmeno provarci solo perché ha paura, ma paura di che? Di perdere quattro voti?”, ha osservato. Mons. Galantino ha criticato “chi dovrebbe guidarci” perché “non sta dando attenzione dovuta ai valori nuovi, forti: non si possono fare certe scelte e andare avanti con l’individualismo sfrenato, i nostri politici hanno paura di parlare di valori”. Ha poi sottolineato l’importanza della “questione educativa, perché si educa anche attraverso certe scelte e leggi, un certo modo di presentarsi”. Anche “di fronte a certe derive del mondo giovanile verso il passato che minacciano di imporsi – ha aggiunto – la questione educativa rimane importante. La Chiesa deve dunque metterci la faccia, offrendo uno spazio educativo”.

Servizio civile: mons. Galantino, “esperienza di valori alti che non può ridursi a occasione di lavoro”

Fri, 2017-12-15 12:15

“L’esperienza ecclesiale del servizio civile non può essere contrabbandata, non può ridursi ad una occasione di lavoro, non deve essere funzionale al mercato”. Lo ha affermato oggi a Roma mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo al convegno sui 40 anni di servizio civile in Caritas.”Questo atteggiamento non aiuta voi ragazzi perché si trasforma in un parcheggio – ha detto mons. Galantino rivolgendosi a centinaia di giovani in sala -. E noi in parcheggiatori abusivi che continuiamo a dare un po’ di mancia. Ribellatevi, perché questo non vi aiuta ma vi illude”. Secondo il segretario generale della Cei “stiamo diventando schiavi di un pensiero unico dominante che è l’individualismo, e a questo dobbiamo continuamente ribellarci”.  “Vogliamo far presente la forza di un pensiero critico che sa prendere le distanza dal ‘così fan tutti’ – ha sottolineato, accennando all’approvazione di ieri della legge sul biotestamento -, per non costruire un’attitudine al malcontento ma orientata al vivere responsabile. Per scegliere in maniera motivata e vivere in maniera consapevole. Essere cioè cristiani che portano speranza e fanno emergere la possibilità di vivere diversamente”.  Dal 1977 ad oggi almeno 110.000 giovani hanno svolto l’obiezione civile o il servizio civile nelle Caritas diocesane di tutta Italia.

Natale: preside scuola “Calvino” di Milano, “non lo abbiamo cancellato”

Fri, 2017-12-15 12:14

“Se noi avessimo chiamato la festa, festa di Natale, avremmo dato un messaggio fuorviante, perché il nostro obiettivo non era celebrare il Natale – per le attività natalizie c’è tutta la settimana ventura con innumerevoli attività, proprio di tipo religioso – però non era quello il nostro obiettivo”. Così Dorotea M. Russo, preside dell’Istituto statale “Italo Calvino” di Milano, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha respinto l’accusa lanciata ieri da un quotidiano nazionale di aver “cancellato” il Natale cristiano e di averlo sostituito con la “Grande festa delle Buone Feste” per non urtare la sensibilità di chi non festeggia il Natale. “Ho colto l’occasione – ha aggiunto la preside – per trasformare quella che era l’idea di una semplice festa fuori dall’orario scolastico in un momento di aggregazione in cui presentare questo progetto”. In verità, come si può leggere sul sito della scuola, quella non è la “festa di Natale” dell’istituto, ma un momento per presentare, in occasione di una festa promossa da associazioni di genitori in orario extrascolastico, un progetto per docenti e famiglie sugli emergenti problemi dei preadolescenti. “Il Natale è il Natale – ha concluso la preside – ed ha le sue connotazioni religiose. Gesù Bambino nasce per tutti e nasce in ogni continente e questo presepe l’hanno preparato tutti i bambini del plesso scolastico, anche quelli che non si avvalgono della religione cattolica”.

Natale: Schiavazzi (giornalista) a “La Vita in diretta”, triste che questa parola diventi sempre più rada

Fri, 2017-12-15 12:12

“La parola Natale è sempre più rada. È triste sentir dire ‘Season greetings’ e peggio la ‘Grande festa delle Buone Feste’”. Lo ha affermato ieri pomeriggio il giornalista Piero Schiavazzi intervenendo a “La Vita in diretta”, su Rai Uno, all’approfondimento condotto da Francesca Fialdini sul Natale “negato” all’Istituto statale “Italo Calvino” di Milano e alla scuola elementare “Aldo Moro” di Vallo della Lucania. “Dimmi in quale redazione un titolo come ‘Grande festa delle Buone Feste’ non sarebbe stato bocciato”, ha proseguito Schiavazzi rivolgendosi alla conduttrice. “Chiunque di noi l’avrebbe bocciato in riunione di redazione perché abbatteva lo share”. Il giornalista ha precisato anche che “la ‘Festa di Babbo inverno’, dell’accoglienza dell’inverno, ricordo – perché c’è un lapsus di memoria che nella scuola non è consentito – che è il modo in cui veniva chiamato il Natale durante le dittature comuniste dell’est sovietico”. Secondo Schiavazzi, “su questi temi si decide un cambio di civiltà. E quando ciò avviene, dura 3 o 4 secoli. Il Papa parla di colonizzazione ideologica”. “Natale – ha aggiunto – è una festa laica: è la festa di un Dio bambino che nascendo separato dal palazzo, fuori, separa la religione dalle istituzioni”.

Germania: presentato il secondo “Rapporto ecumenico sulla libertà di religione dei cristiani nel mondo”

Fri, 2017-12-15 11:33

Il secondo “Rapporto ecumenico sulla libertà di religione dei cristiani nel mondo” è stato presentato oggi in una conferenza stampa a Berlino da Ludwig Schick, vescovo di Bamberg, presidente della Commissione Chiesa universale della Conferenza episcopale tedesca, e da Petra Bosse-Huber, vescovo incaricato per le questioni internazionali della Chiesa evangelica tedesca. Il documento offre una “panoramica dello stato globale del diritto umano alla libertà religiosa”. Lo studio è espressione della “speciale solidarietà” verso i “fratelli e sorelle nella fede” che “vivono molte difficoltà e subiscono discriminazioni”, ha spiegato mons. Schick. Guarda in primo luogo ai cristiani, “ma non è esclusivo”. Per i cristiani in alcune parti del mondo è “amara routine quotidiana” vivere nell’impossibilità di “frequentare le celebrazioni in una chiesa o leggere la Bibbia con altri”, ha ricordato il vescovo Petra Bosse-Huber. È ancora “particolarmente tormentata” la situazione dei cristiani in Medio Oriente, in alcune zone dell’Africa sub-sahariana o nei Paesi (Cina, Vietnam e alcuni Paesi dell’ex Urss) in cui le attività religiose sono “controllate e limitate” dai governi. Si parla anche di Myanmar e India dove le repressioni sono compiute in nome di una “eredità religioso-culturale”. E poi c’è l’Europa “dove i segni e le confessioni religiose sono sempre più banditi dalla sfera pubblica”. Un’attenzione speciale è dedicata agli ostacoli posti al “diritto di cambiare il proprio credo”.

Radio: Elettra Marconi, “il periodo più lungo che mio padre ha trascorso a Roma è stato per la costruzione di Radio Vaticana”

Fri, 2017-12-15 11:31

“Il periodo più lungo che mio padre ha trascorso in Italia, è stato a Roma, per la costruzione di Radio Vaticana, per permettere che la voce del Papa parlasse a tutto il mondo”. Lo ha detto Elettra Marconi, figlia del Premio Nobel che ha progettato Radio Vaticana. Aprendo con la sua testimonianza il convegno “Interferenze”, in corso all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, Elettra ha ricordato l’amicizia personale di suo padre con Pio XI e Pio XII, che “era un amico di famiglia dalla parte di mia madre: lo abbiamo avuto vicino tutta la vita”. Elettra ha ricordato che suo padre la portava sempre con sé, durante le udienze private con Pio XI, e “la piccola Elettra” si è così potuta accorgere che “i due andavano molto d’accordo: mio padre gli è stato devoto fino all’ultimo, aveva un’udienza con lui anche il giorno prima della sua morte”. “Mi sorridevano tutti e due”, ha ricordato Elettra rievocando quei “momenti indimenticabili”: “Avevano una grande fede e fiducia in Dio, oltre che un’ammirazione per le conquiste della scienza e della tecnologia, che però per entrambi dovevano essere usate solo per il bene, per salvare la vita della gente”.

Servizio civile: Mattarella, ricchezza per lo sviluppo della società. Incoraggiamento a tutti i giovani

Fri, 2017-12-15 11:23

Un “incoraggiamento a tutti i giovani che stanno svolgendo la loro attività – e a quanti si apprestano a farlo – all’interno dei progetti messi in campo, siano di integrazione sociale, di assistenza ai più deboli, di tutela dell’ambiente, di promozione culturale, di educazione alla pace”. È quanto esprime il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione rilasciata in occasione della Giornata nazionale del servizio civile. “Le associazioni e gli enti che organizzano – su mandato delle istituzioni di governo – questa presenza – afferma Mattarella – sappiano utilizzare al meglio per lo sviluppo della società questa ricchezza rappresentata dalla disponibilità dei giovani, consentendo loro di sperimentare il proprio talento, di accrescere la propria formazione”. Questa Giornata, ricorda il presidente, “è stata istituita prendendo a riferimento il giorno in cui venne promulgata nel nostro Paese – era il 1972 – la prima legge sull’obiezione di coscienza e sul servizio civile, allora sostitutivo dell’obbligo di leva. A quei valori di pace, di cooperazione, di difesa non armata della Patria e dei principi costituzionali, il servizio civile ha continuato a ispirarsi nella sua crescita e nell’evoluzione organizzativa e normativa. Da pochi mesi, dopo un costruttivo confronto che ha coinvolto Governo, Parlamento e numerose forze attive nella società, è stato definito un modello di servizio civile universale, in grado di offrire più ampie opportunità ai giovani e maggiore sostegno alle reti di comunità”. L’auspicio del presidente è che “al più presto il servizio civile universale possa diventare pienamente operativo, aderendo così anche alla crescente domanda di partecipazione giovanile, con un incremento di esperienze civiche e di cittadinanza attiva”.

Migranti: Guterres (Onu), “generano benefici economici, sociali e culturali per le società di accoglienza”

Fri, 2017-12-15 11:17

“I dati mostrano in maniera inconfutabile che i migranti generano benefici economici, sociali e culturali per le società di accoglienza ovunque. Eppure cresce nel mondo l’ostilità nei loro confronti. Mai come ora il bisogno di solidarietà nei loro confronti è stato così urgente”. Lo scrive il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in un messaggio diffuso in occasione della Giornata mondiale dei migranti che si celebrerà lunedì 18 dicembre. “Rendiamo omaggio ai contributi e alla vitalità dei 258 milioni di migranti nel mondo”, aggiunge Guterres, ricordando che “le migrazioni hanno accompagnato la storia dell’uomo. Da tempi immemorabili, le persone si sono mosse in cerca di nuove opportunità e migliori condizioni di vita”. “Cambiamenti climatici, pressione demografica, instabilità, disuguaglianze crescenti e aspirazioni a una vita migliore, così come il bisogno di forza lavoro, ci dicono che il fenomeno migratorio è una realtà destinata a restare”, osserva il segretario generale dell’Onu, rilevando che “occorre pertanto una cooperazione internazionale efficace nella gestione delle migrazioni per garantire che i benefici che ne derivano siano distribuiti nel modo più ampio possibile e che al contempo siano tutelati i diritti umani dei migranti, così come riconosciuto dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”. “Lo scorso anno, i governanti mondiali si sono impegnati ad adottare nel 2018 un accordo globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare”, rammenta Guterres, che così conclude: “Guardando al futuro, facciamo che la migrazione sia un processo positivo per tutti”.

Radio Vaticana: mons. Viganò, con la riforma “radio di flusso” e “radiovisione”

Fri, 2017-12-15 11:15

Da quando, il 12 febbraio 1931, per la prima volta, grazie a Guglielmo Marconi, si sentì in tutto il mondo la voce del Papa in diretta simultanea, attraverso i microfoni di Radio Vaticana, “ne è stata fatta di strada”. Lo ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria vaticana per la Comunicazione, aprendo oggi il Convegno “Interferenze. Il futuro della radio digitale a 80 dalla morte di Guglielmo Marconi”, in corso all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. “Siamo in una fase di ristrutturazione dei grandi palinsesti”, ha detto Viganò durante il suo saluto, riferendosi al processo di riforma dei media vaticani messo in moto da Papa Francesco. Riferendosi, in particolare, al futuro di Radio Vaticana, Viganò ha spiegato che l’auspicio è che si passi “da una radio che dedica alcune ore a far sentire la voce del Papa ad una radio di flusso e ad una vera e propria radiovisione, all’interno del grande cammino di riforma del sistema della comunicazione della Santa Sede”.

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