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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 43 min ago

Codice di condotta Ong: Stilli (Aoi), “già lo applicano ma ci sono criticità”

Mon, 2017-07-17 19:13

“Alcuni punti sono assodati, è probabile che firmeranno il Codice perché già li praticano”. Ma ci sono delle criticità, tra cui il divieto di trasbordo ad una nave più grande, che potrebbe impedire alle Ong di salvare più vite umane. Così Silvia Stilli, portavoce dell’Aoi l’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, commenta in una intervista al Sir il Codice di condotta per le Ong che salvano vite umane nel Mediterraneo, dopo il via libera dall’Unione europea. L’Aoi chiede, inoltre, “un Tavolo di coordinamento tra istituzioni e associazioni presso la presidenza del Consiglio che segua tutta la questione degli sbarchi, dai salvataggi all’accoglienza”. Le Ong hanno una settimana di tempo per firmare o meno il Codice di condotta. “Bisogna aspettare e vedere cosa emergerà dall’incontro – dice Stilli -. Abbiamo una relazione forte con Msf, Moas, Sos Mediterranée e Save the children e sappiamo che vogliono una interlocuzione per discutere le problematicità del codice. Non sono maldisposti, perché è un Codice di condotta che già applicano. Porre l’accento sul fatto che non hanno voglia di rispondere della loro autonomia è sbagliatissimo. Le Ong hanno rapporti molto sereni con i sindaci e le associazioni delle zone di sbarco. È tutto molto gonfiato”. Stilli contesta però il metodo: “Le Ong si sono viste recapitare il Codice di condotta senza essere consultate prima”, contravvenendo ad “un impegno preso in sede europea. Se non c’è un confronto e non si sentono le rispettive ragioni o convergenze è ovvio che si parte subito con il piede sbagliato”. Ciò che preoccupa di più è “il divieto di trasbordo da una nave all’altra”: “Nei momenti di grande emergenza ci sono navi più grandi che possono accogliere migranti da quelle più piccole, le quali possono poi facilmente ripartire a salvare altre vite umane. Se questa possibilità viene annullata o fortemente limitata viene messa in discussione la capacità di salvare più vite umane possibili. Siccome l’imperativo principale, per le Ong, è essere nella capacità di salvare vite umane, tutti i deterrenti per bloccare la loro operatività non funzioneranno, non sono sostenibili”. Stilli teme che, riducendo l’operato delle navi umanitarie, possa accadere “qualche tragedia epocale come “già visto con la chiusura forzata di Mare Nostrum”.

Migranti, proteste nel messinese: il vescovo di Patti, “non è gente razzista”. Servono “coordinamento e collaborazione”

Mon, 2017-07-17 18:59

“La cultura dell’accoglienza e del rispetto della persona non può non camminare di pari passo con la piena assunzione delle proprie responsabilità, e questo è valido sia per la gente comune, sia anche per chi è chiamato a decidere per il bene di tutti”. È un vero e proprio appello quello che lancia mons. Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti. I destinatari sono i rappresentanti delle istituzioni e della politica. Il presule, impegnato in un appuntamento di formazione dei giovani preti, interviene partendo dalle recenti notizie di cronaca che hanno accompagnato l’arrivo a Sinagra, paese del Messinese che ricade nella diocesi di Patti, di un gruppo di migranti, in particolare degli abitanti del vicino paese di Castell’Umberto. “È vero che ci sono state proteste, ma non è una questione di accoglienza”, dice mons. Giombanco all’Ufficio stampa della Conferenza episcopale siciliana e al Sir, e aggiunge con decisione: “Assolutamente non la si chiami gente razzista, anzi che emerga la volontà di aiutare chi si trova in difficoltà. Semmai la si accompagni e la si aiuti ad affrontare questo momento: non si può garantire la dignità delle persone, sia quelle accolte che quelle che accolgono, se non ci si prepara bene”. Una “preparazione” che, per il presule, riguarda “l’informazione e la formazione dei singoli, ma anche la concreta gestione delle situazioni. Certe enfatizzazioni, utili a far notizia – aggiunge -, di certo non aiutano nessuno”.
La protesta è montata nei giorni scorsi dopo che è stata resa nota la decisione del prefetto di Messina, Francesca Ferrandino, di inviare una cinquantina di migranti in una struttura alberghiera attualmente dismessa, in territorio di Sinagra, ma ad un passo da Castell’Umberto appunto. Vincenzo Lionetto Civa, sindaco di quest’ultimo paese, aveva denunciato con un “avviso importante e urgente” diramato su Facebook, che tutto sarebbe avvenuto a sua insaputa e incitato alla protesta perché la struttura che ospita i migranti risulta da anni inagibile. I cittadini, guidati dal sindaco, hanno organizzato barricate attorno all’albergo e hanno fermato il gruppo elettrogeno destinato all’hotel che non ha l’allaccio all’energia elettrica. Per la Prefettura di Messina “la struttura era già stata visionata e ha acqua e luce attraverso un generatore di corrente elettrica”.
“Occorrono coordinamento e collaborazione – commenta, intanto, mons. Giombanco -, occorre creare una situazione che garantisca la dignità e la sicurezza di tutti, a partire da chi arriva e a finire a chi accoglie”.

Rai Uno: mercoledì 19 luglio speciale “Francesco, il Papa del dialogo” alla viglia del viaggio in Russia del card. Parolin

Mon, 2017-07-17 18:41

“Vado in Russia come collaboratore del Papa. Come collaboratore di colui che vuole costruire ponti per far crescere, nel mondo, la capacità di comprendersi, capirsi, dialogare. Per costruire un clima e un ambiente di giustizia e di pace”. È quanto ha dichiarato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, alla vigilia del viaggio che in agosto lo porterà in Russia, in un’intervista per lo speciale di Rai Vaticano, “Francesco, il Papa del dialogo”, a cura di Massimo Milone, in onda su Rai Uno, mercoledì 19 luglio ore 24.00 (repliche su Rai Storia, domenica 23 luglio, alle 12 e, per l’estero, sui canali di Rai Italia). “Mi lascerò guidare dallo Spirito”, ha rivelato il cardinale che incontrerà anche Putin. “Costruire ponti – spiega – nel caso della Russia, è condividere relazioni bilaterali che già esistono e che toccano l’attività della Chiesa cattolica e il dialogo con la Chiesa ortodossa. Ma non si potrà non affrontare il contesto di attività internazionali dove la Russia ha una più attiva presenza, come il tema del Medio Oriente e della Siria o dell’Ucraina, Paese dove mi sono recato lo scorso anno”. Rispetto alla “attività della diplomazia della Santa Sede che Papa Francesco vuole inserita nella realtà di questo mondo dove c’è il buono e il bello ma c’è anche il male e occorre lavorare, per la pace, la giustizia, lo sviluppo”, secondo Parolin “il Papa cerca di aprire nuovi percorsi di fraternità. Va a toccare il cuore dell’uomo e si scontra anche con cuori che non vogliono aprirsi al messaggio del Vangelo”. Per il segretario di Stato, “dialogo significa incontro, conoscenza, comprensione. Mettersi nei panni dell’altro, comprendere il suo punto di vista. Trovare ambiti di coincidenza e collaborazione”. Nel corso dello speciale verranno ripercorsi i viaggi di Papa Francesco all’insegna del dialogo, con i commenti dello storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di sant’Egidio, del direttore di “Limes”, Lucio Caracciolo, del cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, mons. Sanchez Sorondo, e del card. Beniamino Stella, prefetto della Congregazione del clero.

Dire: i titoli e il tg politico

Mon, 2017-07-17 18:30

(DIRE-SIR) – Ecco titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia DIRE (anche su www.dire.it e www.agensir.it).

http://89.97.250.171/News/2017/07/17/2017071702182901830.MP4

Rinvio per lo ius soli, Migrantes dice no

Non ci sono le condizioni per approvare lo ius soli prima dell’estate. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni conferma l’impegno ad approvare la legge sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia, ma rinvia il voto al prossimo autunno. Lo slittamento piace ai settori moderati della maggioranza, ma non alla sinistra. Critica anche la fondazione Migrantes. “Così vince l’incapacità di risolvere i problemi reali del Paese”, dice monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione. Lo ius soli non è un premio – aggiunge – ma uno strumento fondamentale di integrazione.

Vitalizi, M5S in pressing per abolirli

Se salta lo ius soli, c’è più tempo per abolire i vitalizi agli ex parlamentari e le pensioni a quelli in carica. Luigi Di Maio va in pressing sulla maggioranza. Il Movimento Cinque Stelle chiede che il ddl Richetti sia liberato dalla commissione bilancio, dov’è in attesa dei pareri della Ragioneria. “Basta prese per i fondelli”, dice il vicepresidente della Camera, che ricorda come 2600 ex parlamentari percepiscano il vitalizio. Tra questi, Clemente Mastella, per 6939 euro, Vittorio Sgarbi per 4943. E Boneschi, che dopo un solo giorno in Parlamento, prende 3108 euro al mese. Tagliare i vitalizi farebbe risparmiare 1 miliardo in 10 anni.

Siccità e caldo record: 2 miliardi di danni

Ammontano a circa 2 miliardi le perdite provocate dal caldo record di questo 2017 alle nostre coltivazioni e agli allevamenti. La stima arriva dalla Coldiretti che invita a puntare sulla prevenzione dal momento che in Italia perdiamo 9 litri di pioggia su 10. A peggiorare il quadro di un anno “tra i più siccitosi degli ultimi due secoli” ci si è messo anche un luglio “bollente”, con temperature minime che sono risultate superiori di 2,6 gradi e precipitazioni in calo del 60%.

Quarto Oggiaro alla Camera, modello di periferia che cambia

Quarto Oggiaro da ‘ghetto’ urbano a modello di trasformazione sociale. A Montecitorio la presidente Laura Boldrini riceve i rappresentanti delle associazioni attive nel popoloso quartiere milanese, da Save the children, alla fondazione Perini, a Quarto Oggiaro vivibile. È l’occasione per un confronto, dopo la visita di Boldrini a novembre. “Avete creato le condizioni per vivere bene. E va dato risalto al vostro lavoro. La Camera dei deputati è la vostra casa”, dice Boldrini. Associazioni e consiglieri chiedono alla politica meno vincoli, sia nella gestione dei fondi che negli iter amministrativi.

Diocesi: Pistoia, da ottobre a dicembre 30ª Settimana teologica su “I linguaggi del divino”. Si parte con mons. Galantino

Mon, 2017-07-17 18:17

Sarà dedicata a un “percorso teologico attraverso la Evangelii Gaudium di Papa Francesco” la 30ª edizione della Settimana teologica “I linguaggi del divino” che si svolgerà, a Pistoia, tra ottobre e dicembre 2017. La novità più importante della nuova edizione presentata oggi, è proprio quella che la rassegna non si svolgerà più come era tradizione in una sola settimana bensì in due mesi. “L’obiettivo – si legge in una nota – è ampliare la partecipazione a una iniziativa che non vuole essere indirizzata soltanto alla Chiesa pistoiese ma all’intera città”. Per il vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli, la Settimana teologica è “un patrimonio importante della Chiesa pistoiese che non solo non può venir meno ma che deve essere sempre più valorizzato e apprezzato”. Ad accompagnare le classiche conferenze di carattere teologico quest’anno verranno organizzati altri appuntamenti a latere, di carattere culturale, artistico e musicale. Per la 30ª edizione cambierà anche la location: non più il seminario ma “luoghi più ‘laici’ – prosegue la nota – per indicare il desiderio di dialogo con l’intera città”. Gli eventi saranno quindi ospitati nella Sala maggiore del Comune e nell’antico palazzo dei vescovi. Ad aprire la rassegna sarà, lunedì 2 ottobre alle 17.30, il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, con un incontro dedicato a “Un nuovo linguaggio ecclesiale”. Il 5 ottobre sarà la volta di mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, che alle 17.30 parlerà dei “Nuovi linguaggi per comunicare”. In programma anche incontri con mons. Giordano Frosini, il card. Francesco Montenegro, Mauro Magatti, Chiara Giaccardi e Leonardo Becchetti, mons. Piero Coda, Adriano Fabris, mons. Paolo Martinelli e padre Marko Ivan Rupnik.

Incendi in Maremma: mons. Cetoloni (Grosseto), “ferita violenta e gravissima”. “Reagiamo e uniamo le forze”

Mon, 2017-07-17 18:07

“Lo scempio che una mano scellerata sta provocando al nostro ambiente naturale è una ferita violenta e gravissima, che suscita sgomento e nello stesso tempo ci chiede una reazione corale, come donne e uomini consapevoli del valore straordinario che l’ambiente ha per tutti noi”. Così il vescovo di Grosseto, monsignor Rodolfo Cetoloni, commenta gli incendi che stanno colpendo la Maremma. “Grazie ai vigili del fuoco, agli operatori del soccorso, alle forze dell’ordine, ai volontari e a quanti, in questi drammatici giorni, si stanno prodigando per respingere gli ‘assalti’ di coloro che stanno provando con veemenza a distruggere la natura che ci circonda. Il vostro lavoro – afferma il vescovo – è encomiabile e straordinaria è l’abnegazione che abbiamo tutti potuto constatare”. “È questo che ci rincuora – prosegue – e che ci chiama tutti a fare la nostra parte per contrastare in modo fermo e condiviso ogni tentativo di distruggere un patrimonio che è la nostra casa comune”. Il vescovo esprime poi “solidarietà alle persone che hanno subìto danni dagli incendi”. “Tra le tante forme di marginalità da proteggere – osserva Cetoloni – c’è anche l’ambiente, sempre più fragile ed esposto a gesti sconsiderati, che ci feriscono come comunità, perché toccano uno degli elementi di coesione e di appartenenza”. Richiamando le parole di Papa Francesco nella sua enciclica Laudato si’, quando invita tutti noi a tenere “inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore”, il vescovo auspica che “questo appello possa accomunarci tutti nel reagire di fronte alla ferita drammatica inferta al nostro ambiente”. “Occorre far percepire che c’è una comunità che non si rassegna, che non si lascia abbattere da chi sta tentando in ogni modo di fiaccare il futuro di questa terra, che ha fatto della tutela e promozione dell’ambiente un suo tratto distintivo”. “Non prevalgano lo scoraggiamento e la paura – conclude – ma sappiamo reagire e unire le forze. La Chiesa di Grosseto è al fianco di istituzioni, imprenditori e cittadini”.

Diocesi: Caritas Bolzano-Bressanone, decima campagna “La fame non fa ferie” contro siccità e carestie in Africa

Mon, 2017-07-17 18:03

La Caritas altoatesina ha lanciato oggi la decima edizione della campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi “La fame non fa ferie” con la quale “vuole puntare l’attenzione sulla siccità in Africa”. “La situazione è devastante. Molte famiglie non hanno acqua, miglio, né mais o farina”, spiegano Paolo Valente e Franz Kripp, direttori della Caritas diocesana di Bolzano-Bressanone. “I più deboli sono a rischio – proseguono – oltre un milione di bambini se non ottengono rapidamente un aiuto rischiano di morire di fame”. Secondo Valente e Kripp, “il tempo a disposizione è poco, c’è bisogno urgente di acqua potabile, cibo e medicine”. “Oltre agli aiuti emergenziali – sottolineano – ci sarà bisogno poi di sostegno per permettere alla popolazione, una volta terminato il periodo di siccità, un nuovo inizio”. “In questi dieci anni – ricordano i direttori – più di 100mila persone hanno ricevuto il supporto necessario per costruirsi una vita dignitosa e sono anche nelle condizioni di poter superare periodi di crisi come questo senza aiuti esterni. Migliaia di altoatesini, grazie alle loro donazioni, hanno reso possibile tutto questo”. Alla campagna, infatti, sono stati donati oltre 10 milioni di euro, attraverso i quali la Caritas ha sostenuto progetti di aiuto in 20 Stati africani. Anche quest’anno la Caritas diocesana si affida alla solidarietà e alla generosità della popolazione altoatesina. “Cinque euro a settimana garantiscono a tanti bambini di ricevere quotidianamente cibo e proteine per prevenire la malnutrizione e le sue conseguenze, 8 euro è invece il costo di un forno speciale grazie al quale le donne hanno bisogno di meno legna per cucinare” mentre “40 euro garantiscono un pasto quotidiano a un bambino per l’intero anno scolastico”. Chi volesse contribuire può farlo attraverso i conti correnti della Caritas diocesana di Bolzano-Bressanone: www.caritas.bz.it

Libia: Mogherini, “coordinare gli sforzi e gli obiettivi sotto l’egida dell’Onu”

Mon, 2017-07-17 18:03

Giornata di lavoro “positiva” per la riunione tra i ministri degli esteri dei 28 membri dell’Ue, ha detto in conferenza stampa l’Alto rappresentante dell’Ue Federica Mogherini. Tra le decisioni prese, la “nostra posizione sulla Repubblica democratica popolare di Corea: il regime di sanzioni verso la Corea del Nord è attualmente tra le più restrittive in atto” e si è deciso che “considereremo l’adozione di ulteriori misure in piena coordinazione con i partner internazionali e gli amici regionali e le delibere del Consiglio di sicurezza dell’Onu”. Per l’Ue, la Corea del Sud “ha un ruolo leader: la soluzione alle tensioni sta nella penisola stessa” e Seul può guidare il cammino. L’Ue sosterrà “in ogni modo” la proposta di colloqui militari che Seul ha fatto a Pyongyang. “Crediamo che pace e denuclearizzazione della penisola devono essere raggiunte con mezzi di pace” e confermiamo la nostra politica di “impegno critico con Pyongyang”, anche attraverso un migliore coordinamento tra le sette rappresentanze diplomatiche dei nostri membri”. Si è poi discusso di Libia e delle “priorità politiche per risolvere la crisi politica libica”. L’Unione considera il ruolo dell’Onu “centrale per la mediazione e per trovare vie per soluzioni inclusive”. Le iniziative avviate sono state utili, ma c’è bisogno di “coordinare gli sforzi e gli obiettivi sotto l’egida dell’Onu”. La Libia ha “risorse sufficienti per trovare la sua strada per uscire dalla crisi, condizione necessaria per lavorare sulla sicurezza e sulla migrazione”. Si è poi deciso di rivedere il mandato della missione Ue che sostiene le autorità libiche nel pattugliamento delle coste libiche. Sono state decise anche restrizioni sull’esportazione alla Libia di gommoni e imbarcazioni gonfiabili, usate dai trafficanti. Si è parlato poi di migranti coni direttori dell’ Unhcr e dello Iom per un “approccio globale” alla questione dei migranti e rifugiati e, in particolare, per le persone che arrivano in Libia dalla Nigeria. Il trend è stato invertito e le organizzazioni stanno riuscendo ad accedere nei campi di raccolta dei profughi. Un tema che non era all’ordine del giorno, ma è stato discusso è la situazione in Venezuela: “Abbiamo visto chiaramente che la consultazione organizzata ieri dall’opposizione mostra la volontà della gente di trovare soluzioni pacifiche”, e che la “maggioranza della popolazione non sembra sostenere l’Assemblea costituente”, ha dichiarato Mogherini. Sono necessari “gesti politici per far diminuire le tensioni” e “riprendere il lavoro verso soluzioni negoziate”. L’Ue crede che “il sostegno regionale sarebbe importante attraverso la creazione di un gruppo di amici accettati da governo e dall’opposizione per sostenerli nella ricerca di vie pacifiche”. E l’Ue sarebbe disposta ad offrire ogni sostegno possibile.

Mediterraneo: a Santa Maria di Leuca dal 10 al 14 agosto giovani europei e immigrati per la #cartadileuca.1

Mon, 2017-07-17 17:53

Dal 10 al 14 agosto 2017 i giovani dell’Europa e dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo (compresi giovani ospitati nei centri di accoglienza per immigrati) si confronteranno sul tema: “Mediterraneo, un porto di fraternità” per scrivere la #cartadileuca.1, che diventi appello ai governanti a fare del Mediterraneo un’arca di Pace. L’evento – che sarà presentato il 19 luglio a Roma (ore 11, Fondazione Con il Sud, via del Corso 267) – è realizzato dalla Fondazione “Parco Culturale Ecclesiale Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” della diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, in collaborazione con Regione Puglia, Fondazione Migrantes, Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, Comunità di Sant’Egidio, Focsiv, Caritas italiana”, Csi (Centro sportivo italiano), Fondazione “Notte della Taranta”, “Arci Lecce”, e con il contributo di enti ed imprese del Salento e del Capo di Leuca. Alla conferenza stampa interverranno, tra gli altri,  mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento–S. Maria di Leuca, Michele Emiliano, presidente Regione Puglia, don Stefano Ancora, presidente Fondazione Parco culturale ecclesiale “ Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, Carlo Borgomeo, presidente Fondazione con il Sud, don Mario Lusek, direttore Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, Gianfranco Cattai, presidente Focsiv, Alberto Quattrucci, della Comunità di Sant’Egidio, e Nicoletta Dentico, di Banca Etica.

Cooperazione: Sudan, Italia per de-radicalizzazione ex ribelli

Mon, 2017-07-17 17:26

(LOOKOUT NEWS-DIRE-SIR) – (di Rocco Bellantone) Oltre che nell’ambito sanitario e nella gestione dell’emergenza profughi, l’Italia è impegnata in Sudan in un importante progetto focalizzato sulla de-radicalizzazione degli ex ribelli delle regioni meridionali del Paese: lo spiega Vincenzo Racalbuto, direttore della sede di Khartoum dell’Agenzia italiana per la cooperazione italiana allo sviluppo (Aics). “Soprattutto nello Stato del Nilo Azzurro – sottolinea Racalbuto – con Undp (United Nations Development Programme) finanzieremo un programma di circa un milione di euro per favorire il reinserimento nella società degli ex combattenti dell’ultima guerra tra nord e sud del Paese (conclusasi nel 2011 con il referendum che ha portato all’indipendenza del Sud Sudan, ndr). Sono in gran parte disabili, hanno perso gambe, braccia, occhi. Se rimanessero rinchiusi in casa, la frustrazione di non poter lavorare li porterebbe ad avvicinarsi più facilmente ad ambienti fondamentalisti. Per il bene di questo Paese, è importante creare anche per loro delle opportunità di lavoro”. (www.lookoutnews.it)

(www.dire.it)

Nord Kivu (RDC): Fondazione Missio, “rapiti ieri due sacerdoti diocesani. Non si hanno notizie”

Mon, 2017-07-17 17:05

Due sacerdoti diocesani della parrocchia di Bugnuca, nel Nord del Kivu, nella Repubblica democratica del Congo, sono stati sequestrati ieri sera da un gruppo di uomini armati e ancora non si hanno loro notizie. Si tratta di don Charle Borromè Kipasa e del suo viceparroco, don Jean Pierre Akilimali, entrambi sulla quarantina d’anni, ordinati sacerdoti nel 1998. Si trovavano in casa quando, verso le 21, è avvenuta l’incursione armata. Lo hanno raccontato alla Fondazione Missio fonti missionarie di Butembo raggiunte al telefono, spiegando che “il parroco e il viceparroco, congolesi, sono stati portati via da un gruppo di rapinatori vestiti da militari” che “hanno rubato, saccheggiato e distrutto tutto, non sappiamo nulla della sorte dei due sacerdoti”. “Qui regna una confusione totale – aggiungono i missionari – non sappiamo se sono comuni banditi che indossavano abiti militari, o appartenenti a qualche gruppo ribelle”. Prima di provvedere al sequestro, i rapinatori hanno portato via due auto e due moto. Le automobili sono state ritrovate poco dopo, non lontane dalla casa in cui vivevano i sacerdoti. “La zona – proseguono i missionari – è ormai insicura da molto tempo, altre situazioni simili si sono verificate in altri luoghi, ma finora non c’erano stati rapimenti. Se non quello del 2012 quando vennero rapiti tre padri assunzionisti”. Una delle ipotesi è che sia un attacco diretto proprio contro la Chiesa cattolica: “Ci sono stati altri attacchi contro la Chiesa e adesso questo contro di noi. Potrebbe essere un messaggio del governo diretto proprio contro la Chiesa cattolica”, concludono i missionari. Il vescovo ha inviato dei sacerdoti nella zona per cercare di capire la dinamica di quanto accaduto.

Sport: Csi Roma, domani serata conclusiva della stagione con la partita tra parlamentari e giornaliste. Federfarma dona 15 defibrillatori a realtà sportive

Mon, 2017-07-17 17:04

Sarà “Lo sport che ha a cuore la vita” lo slogan che caratterizzerà la serata conclusiva della stagione associativa del Comitato provinciale romano del Centro sportivo italiano (Csi) in programma per domani, martedì 18 luglio. “Lo slogan – si legge in una nota – oltre a ribadire la mission di sempre del Csi centrata sulla salvaguardia della persona umana, mette l’accento sull’obbligo di legge per lo sport dilettantistico, intervenuto dall’inizio del mese di luglio, di dotarsi di defibrillatori e relativi operatori”. “Grazie a Federfarma Roma – prosegue la nota – saranno donati 15 defibrillatori a società e gruppi sportivi della Capitale, da anni impegnate attraverso lo sport nell’educazione di bambini e adolescenti”. Per Vittorio Contarina, presidente di Federfarma Roma, si tratta di “un premio per alcune realtà della città di Roma che si impegnano quotidianamente nel formare alla vita i nostri bambini e ragazzi”. Domani, dalle 20 presso la sede di Lungotevere Flaminio 55, si sfideranno – per il secondo ano consecutivo – la nazionale femminile di calcio delle parlamentari e la rappresentativa delle giornaliste che si contenderanno il trofeo “Estate Csi – Memorial Jo Cox”. La squadra delle parlamentari, allenate da Katia Serra, scenderà in campo con Veronica Tentori, Anna Ascani, Caterina Bini, Lorenza Bonaccorsi, Lia Quartapelle, Chiara Gribaudo, Valentina Paris, Laura Coccia e Lara Comi. Il team delle giornaliste, guidato da Enrico Varriale, potrà contare su Isabella Di Chio, Cristiana Caricato, Francesca Cantini, Ilaria Chimenti, Letizia Davoli, Mara Pannone, Costanza Miriano, Annachiara Valle e Sara Meini.

Afghanistan: mai così tante vittime civili, conflitto si espande

Mon, 2017-07-17 16:52

(DIRE-SIR) – Mai così tante vittime civili in Afghanistan, dove nel primo semestre 2017 l’Onu ha registrato 1.662 morti e 3.851 feriti. Esplosioni, attentati, mine e ordigni artigianali hanno colpito la popolazione soprattutto a Kabul, precisa la Missione di assistenza dell’Onu in Afghanistan (Manua) nel suo rapporto semestrale, diffuso oggi dalla stampa internazionale. Le vittime civili sono in aumento in 15 su 34 provincie del Paese: segno che il conflitto si estende, con una nuova ondata di attacchi perpetrati dagli insorti. Secondo il rapporto, le vittime donne dall’inizio dell’anno a fine giugno sono state 174, ovvero il 23% in più rispetto al periodo precedente, mentre i bambini che hanno perso la vita sono il 9% in più, 436. Molte morti sono dovute all’attacco suicida del camion esploso a Kabul nel quartiere delle ambasciate, il 31 maggio: il più grave dal 2001 secondo il presidente Ashraf Ghani. Sono in aumento anche le vittime, in particolare donne e bambini, di mine antiuomo e raid aerei contro ribelli, talebani e cosiddetto Stato islamico. La Manua attribuisce la maggior parte del bilancio di vittime alle forze anti-governative, e stima che sia responsabile di un numero sempre maggiore di morti e feriti (il 12% in più rispetto all’ultimo semestre del 2016). Secondo i dati della Manua, dal gennaio 2009 sono state 26. 500 le vittime civili del conflitto afghano, più di 49.000 i feriti.

(www.dire.it)

Commissione europea: cresce occupazione ma è allarme giovani ed equità generazioni

Mon, 2017-07-17 16:32

Sono oggi oltre 234 milioni le persone nell’Ue che hanno un lavoro; l’occupazione non è mai stata a livelli così alti nell’Ue e la disoccupazione al suo minimo dal 2008. Dal 2013, sono stati creati 10 milioni di posti di lavoro nell’Ue. Sono i dati dell’edizione 2017 dell’Indagine annuale sull’occupazione e sugli sviluppi sociali (Esde) pubblicata oggi dalla Commissione europea. Se progresso generale c’è stato, però “c’è un peso particolarmente pesante sulle giovani generazioni che tendono ad avere più difficoltà nel trovare lavoro” e vivono “situazioni occupazionali non-standard e precarie” con conseguente “diminuzione delle coperture sociali” e nel lungo periodo “pensioni più basse in base ai salari”. La Commissione lancia un appello alla “giustizia intergenerazionale” perché si garantisca a tutte le generazioni di “beneficiare del trend economico oggi positivo”. Altro punto critico è la previsione di “un declino annuo dello 0.3% dell’età lavorativa della popolazione”, cioè “una forza lavoro più piccola dovrà garantire di restare sull’attuale cammino di crescita”; ci saranno meno contribuenti a versare per il sistema pensionistico. “I giovani di oggi e i loro figli potrebbero finire in una situazione peggiore dei loro genitori” ha commentato la Commissaria per l’occupazione e gli affari sociali, Marianne Thyssen; per questo “con il pilastro europeo dei diritti sociali vogliamo preservare e migliorare i nostri standard sociali e le condizioni delle generazioni future”.

Diocesi: Vercelli, morto don Cesare Massa. Novello (Fraternità di Romena), “ha sognato per la Chiesa il cammino del Concilio”

Mon, 2017-07-17 16:29

“Faceva parte di quella generazione di giusti che, nel dopoguerra, all’esperienza della follia più disumana opponevano la creatività dell’intelligenza, in favore di strade di democrazia, di giustizia, di ripudio della guerra . Lo dicono anche le sue grandi amicizie coltivate sin da allora: Carlo Carretto, Arturo Paoli, Luigi Scalfaro, e altri anche fuori Italia. Con tutti questi ha sognato presto per la Chiesa un cammino diventato in seguito quello del Concilio”. Così Gianni Novello, collaboratore della Fraternità di Romena in provincia di Arezzo, ricorda don Cesare Massa, morto sabato sera, a Vercelli, a 93 anni. “È stato tra i primi iniziatori della sezioni italiana del movimento cattolico internazionale Pax Christi”, ricorda Novello, aggiungendo che “ha collaborato all’organizzazione di tanti incontri in Italia e in Europa ispirati alle tre parole generatrici di Pax Christi: studio, preghiera, azione”. “A questo scopo – aggiunge – ha viaggiato molto per incontrare soprattutto esperienze spirituali antiche e nuove in Italia e in vari Paesi esteri”. Don Massa “credo che abbia incontrato direttamente i più significativi protagonisti del Concilio e del dialogo ecumenico nato da questo”, osserva Novello. “Personalmente – rivela – gli sono molto grato per l’accompagnamento che ha dato alla maturazione della mia vocazione spirituale e laica. Mi ha fatto allora conoscere la comunità ecumenica di Taizè dove sono poi entrato a farne parte come uno dei primi fratelli cattolici”. Per Novello, don Massa visse “il suo sacerdozio come uomo di ascolto e con un suo particolare aspetto di monaco nella città, attentissimo ai segni dei tempi”. “Ha talvolta sofferto incomprensioni ed emarginazioni – continua – ma sempre affrontandole con uno stile di ‘mitezza forte’, come direbbero i nonviolenti dell’America Latina”. “La sua è stata una testimonianza di pace giusta – conclude – esercitata con forza e nascondimento come una pietra bella messa nella fondazione di un edificio”.

Diocesi: Vercelli, morto don Cesare Massa. Mons. Bettazzi, “nel piccolo numero di chi desiderava dar vita a Pax Christi Italia”

Mon, 2017-07-17 16:22

“Quando fui nominato Presidente di Pax Christi Italia, lo trovai nel piccolo numero di membri col desiderio di dar vita ad una apertura della Sezione italiana, allora orientata da un Segretario, un industriale toscano che la vedeva come un appoggio alla Democrazia cristiana, in particolare ai suoi settori più conservatori”. Così monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea e già presidente di Pax Christi Italia e International, ricorda don Cesare Massa, morto sabato sera, a Vercelli, a 93 anni. “Massa – prosegue – era con noi quando, nell’autunno del 1968, a Bergamo nella canonica di don Cesare Bonicelli si decise di iniziare l’anno con una Marcia della pace (e la prima, in quel 31 dicembre 1968, fu da Sotto il monte – dove ci parlò padre Turoldo – a Bergamo, con la Messa di mezzanotte presieduta dal vescovo Gaddi)”. “Massa – aggiunge Bettazzi – che aveva presieduto nel novembre 1973 l’assemblea di Torino dei ‘Cristiani solidali coi popoli dell’Indocina’, assunse anche l’impegno di direttore responsabile del bollettino di Pax Christi quando, nel 1976, questo acquistò un carattere maggiormente pubblico”. Con Bettazzi, Massa fu nominato “membro onorario” del movimento. “Personalmente – rivela Bettazzi – avevo mantenuto il contatto con lui, partecipe della spiritualità Jesus Caritas, con una casa nel Biellese, a Bose di Magnano, poi divenuta sede della Comunità fondata da Enzo Bianchi”. Don Massa “aveva mantenuto l’amicizia con Pax Christi, partecipando attivamente, ad esempio, alle iniziative di commemorazione della grande Route”. “L’abbiamo visitato più volte, in questi ultimi tempi, rinsaldando la testimonianza della sua amicizia. Ora preghiamo per lui”, conclude Bettazzi.

Yemen, Nigeria, Somalia e Sud Sudan: Consiglio ministri esteri Ue, “agire immediatamente” con un aumento dei fondi umanitari

Mon, 2017-07-17 16:12

La carestia in Yemen, nord-est Nigeria, Somalia e Sud Sudan con i suoi “20 milioni di persone a rischio di morte per fame” è entrata nelle discussioni odierne del Consiglio dei ministri degli esteri dei 28 membri dell’Ue, che hanno deciso di “agire immediatamente” innanzitutto con un aumento dei fondi umanitari, si legge nelle Conclusioni adottate. Poiché “queste crisi sono frutto dell’uomo e hanno radici in conflitti, necessitano di soluzioni politiche che vadano oltre l’assistenza umanitaria” e spezzino il circolo vizioso di violenza, disastri naturali, scarsità alimentare e tensioni sociali. Per questo il Consiglio “insiste” sulla necessità di “investire nella prevenzione dei conflitti” con la mediazione e il coinvolgimento delle istituzioni Ue, Nazioni Unite e Banca Mondiale. Da Bruxelles un appello anche per il “rispetto internazionale delle regole umanitarie e dei diritti umani” affinché siano rimossi gli ostacoli che “impediscono la distribuzione dell’assistenza salva vita”. Si chiede poi di “implementare gli impegni politici concordati per aumentare l’efficienza dell’azione umanitaria”, riguardo trasparenza, affidabilità e pertinenza delle iniziative. Il Consiglio rinnova poi l’impegno verso i Paesi limitrofi alle quattro aree di crisi dove si sono riversati i rifugiati. Infine un invito ad “attori umanitari, per lo sviluppo e politici a lavorare più strettamente insieme” per costruire una capacità di “resilienza statale e sociale” ai fattori che conducono alla fame.

Richiedenti asilo: Arci-Caritas-C.Astalli, “onere notifica atti non ricada su operatori”

Mon, 2017-07-17 15:57

“Non si possono scaricare sugli operatori dell’accoglienza le funzioni che competono ai pubblici ufficiali”: lo ribadisce oggi una nota congiunta di Arci, Caritas italiana e Centro Astalli, in merito alla legge n. 46/17 che ha introdotto una serie di modifiche alla normativa in materia di protezione internazionale attribuendo agli operatori dell’accoglienza l’onere della notificazione degli atti e dei provvedimenti ai richiedenti asilo presenti nelle strutture di accoglienza. “Abbiamo fatto presente al Ministro dell’Interno che si tratta a nostro parere di una procedura illegittima – sottolineano – che stravolge il principio di sussidiarietà che da decenni anima il nostro sistema. L’attribuzione di questo ruolo implica un’impropria e grave responsabilità che, in caso di errore dovuto ad inesperienza, espone sia gli operatori e i responsabili di strutture che gli stessi beneficiari, a conseguenze giuridiche ed economiche inaccettabili”.  Per questo motivo le tre organizzazioni hanno chiesto al ministro dell’Interno di “correggere la norma (legge 46/17), per evitare che la difficoltà delle istituzioni di assolvere alla pubblica funzione di notificazione degli atti amministrativi non venga scaricata sui progetti di accoglienza”. La risposta del ministro Minniti . informano – “è stata tutt’altro che positiva, confermando così un trend che impensierisce le scriventi organizzazioni”. “Purtroppo – concludono – stiamo assistendo da parte del Governo ad una serie di scelte, non ultima lo slittamento dell’approvazione della legge sullo ius soli, che preoccupano per il loro impatto sui territori e per la tenuta dei diritti delle persone più vulnerabili”.
Auspicano perciò “che si ripristini al più presto un clima di confronto e collaborazione costruttiva tra istituzioni ed enti di tutela” e chiedono “di intervenire in maniera tempestiva per la modifica di questa previsione”.

Agricoltura: Coldiretti, “con caldo e siccità non solo danni ma grano con straordinari contenuti proteici e frutta dolcissima”

Mon, 2017-07-17 15:52

“Non solo danni. Il caldo e la siccità hanno decimato le produzioni agricole, ma ne hanno esaltato le caratteristiche qualitative, dalla raccolta di supergrano con straordinari contenuti proteici alla frutta dolcissima cui le condizioni climatiche hanno garantito un elevato grado zuccherino e di sostanze antiossidanti (vitamine, antociani e betacaroteni)”. Inoltre “la vendemmia sarà fortemente anticipata e, si prevede, di ottima qualità anche perché il caldo ha impedito il propagarsi di malattie dove non si sono verificate gelate e grandine”. È quanto emerge dal Dossier sull’impatto dell’eccezionale situazione climatica sull’agricoltura nazionale presentato a Roma nel corso dell’assemblea nazionale della Coldiretti. “Anche il pomodoro da industria, dove si è potuto irrigare, sarà di grande qualità con la produzione di ottime conserve rosse come pure l’uva da tavola che – sottolinea la Coldiretti in una nota – sarà quest’anno particolarmente dolce”. “Si attendono, dunque, minori raccolti ma di qualità elevata anche perché per l’eccessivo calore – spiega la Coldiretti – non si sviluppano le patologie fungine che attaccano le piante e che sviluppano tossine (micotossine) pericolose per la salute”. Secondo Coldiretti, il caldo ha avuto un effetto positivo anche su altri parametri qualitativi delle produzioni 2017. “Emblematico – conclude la nota – è il caso del grano, la coltivazione più diffusa in Italia, che quest’anno a fronte di una forte riduzione quantitativa ha una qualità elevatissima, sia in termini di contenuto proteico sia per quanto riguarda i parametri di panificazione o di pastificazione”.

Austria: sempre più ragazze prestano servizio come ministranti

Mon, 2017-07-17 15:42

Il servizio all’altare dei chierichetti è sempre attraente per i bambini e i ragazzi: lo confermano i numeri presentati da Simon Mödl, a capo del servizio per la “Chiesa giovane” dell’arcidiocesi di Vienna. Rispetto alla diminuzione in altri settori i numeri, ha confermato Mödl all’agenzia della Chiesa cattolica austriaca Kathpress, “manifestano una stabilità incredibile e l’afflusso di ragazzi e ragazze è costante”. Degli oltre 45mila chierichetti austriaci – tra cui 10mila solo dell’arcidiocesi di Vienna – secondo uno studio, dal 2014 quasi il 55% è di sesso femminile. Ma il servizio all’altare comune per ragazze e ragazzi è un fenomeno recente: le ragazze sono state ammesse ufficialmente 25 anni fa. Un fattore importante rimane l’appoggio dei genitori, che assecondano il servizio non solo durante le funzioni della domenica o nelle feste. Per molte ragazze fare servizio all’altare è un segno di libertà e uguaglianza. Dai dati studiati a partire dal 2014, Mödl ha evidenziato come sia maggiore la percentuale femminile anche nei responsabili del servizio per l’altare: qui, in un ruolo in cui c’era l’esclusiva gestione da parte di cappellani e chierici, oggi le donne e le ragazze hanno ormai conquistato la leadership, e in tutta l’Austria sono circa 2.800 le responsabili liturgiche dei ministranti rispetto ai 2.200 uomini. Ciò a conferma di un dato generale della Chiesa austriaca: una minore attività nel lavoro educativo e sociale nel quale le donne manifestano, invece, una maggiore propensione all’interazione ed alla comunicazione.

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