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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 52 min ago

Enti ecclesiastici: mons. Galantino, “no a criminalizzare condizioni di debolezza in sé a prescindere dai comportamenti”

Tue, 2018-06-19 11:50

“Oggi sembrano farsi avanti concezioni individualistiche e privatistiche che di fatto rischiano di lasciare indietro i più deboli con il pericolo di criminalizzare le condizioni di debolezza in sé, prima e a prescindere dai comportamenti: una realtà su cui dobbiamo vigilare”. A lanciare il monito è mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nel saluto al convegno “Enti ecclesiastici e riforma del Terzo settore” promosso oggi dal Centro studi sugli enti ecclesiastici e sugli altri enti senza fini di lucro (Esen) dell’Università Cattolica di Roma che ospita l’iniziativa.
“La Cei – spiega il segretario – è particolarmente attenta e interessata a questo tema specifico. Mi sembra siamo in presenza di una riforma organica che intende ripensare la disciplina di un mondo vitale per la nostra convivenza nel quale i nostri enti svolgono da sempre un ruolo di particolare rilievo. Dalla sanità alla scuola, dall’assistenza ai servizi sociali, dall’attività di promozione culturale a quelle di promozione del turismo religioso”. Per Galantino “non vi è settore di welfare in cui non siano presenti le nostre realtà. Una presenza oggi tanto più preziosa quanto più si manifesta la crisi dello Stato sociale e mentre qualcuno fa sempre di più perché queste nostre realtà vengano spinte ai margini anche se questo momento di crisi dello Stato sociale rende più preziosa questa presenza”.
Di qui l’invito a vigilare affinché i più deboli non rimangano indietro e “le condizioni di debolezza in sé, prima e a prescindere dai comportamenti” non vengano criminalizzate. “Dobbiamo valutare rischi e opportunità di questa nuova disciplina coniugando carisma e missione delle nostre organizzazioni con il mutato clima normativo – conclude Galantino -. In questa prospettiva la raccomandazione è lavorare insieme, camminare insieme mettendo insieme le energie con più lealtà e maggiore sinergia ed evitando i navigatori solitari, quelli che hanno la mania di essere sempre i primi”. Solo così “riusciremo ad aiutarci e a mantenere lo sguardo fisso agli obiettivi, nel rispetto di quello che sono i nostri enti”.

Sinodo giovani: card. Baldisseri, “in un mondo che non ci aiuta più a sognare”, occorre “sognare per e con i giovani cose grandi”

Tue, 2018-06-19 11:36

“In un mondo che non ci aiuta più a sognare”, l’Instrumentum laboris “può essere letto come un invito a ricominciare a desiderare l’impossibile, a sognare per e con i giovani cose grandi”. Lo ha detto il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, durante la conferenza stampa di presentazione in sala stampa vaticana. “Il Sinodo dedicato ai giovani ci dà l’opportunità di ritrovare la speranza della vita buona, il sogno del rinnovamento pastorale, il desiderio della comunione e la passione per l’educazione”, ha sottolineato Baldisseri: “L’ascolto che abbiamo messo in campo durante questi ultimi anni in vista del Sinodo ci ha restituito una mancanza di speranza piuttosto generalizzata: anziché coltivare una speranza affidabile e vivere a partire da essa, molti giovani tentano continuamente la sorte: le scommesse in ogni campo aumentano esponenzialmente, il gioco d’azzardo si amplia tra i giovani, nelle nostre città si moltiplicano le sale da gioco in cui si smette di sperare, affidando la propria vita a un improbabile colpo di fortuna. Quando si perde la speranza si tenta la fortuna”. “Il desiderio più grande – ha concluso il cardinale – è che questo Sinodo sia un’occasione di vita e di speranza per i giovani, per la Chiesa e per il mondo. Per tutti i giovani, perché in un mondo che sta rubando loro affetti, legami e prospettive di vita, riscoprano la bellezza della vita a partire dalla felice relazione con il Dio dell’alleanza e dell’amore. Per la Chiesa, perché in un momento non facile riacquisti, attraverso un percorso di autentico discernimento nello Spirito, un rinnovato dinamismo giovanile. Ed infine per il mondo intero, perché tutti gli uomini e le donne possano riscoprire di essere destinatari privilegiati della buona notizia del Vangelo”.

Amianto: Ona, 6.000 decessi nel 2017 per malattie asbesto-correlate. “Confermato il trend in aumento”

Tue, 2018-06-19 11:11

A causa di malattie causate dall’esposizione all’amianto “solo in Italia, ogni anno, perdono la vita non meno di 6.000 persone, e tale trend è destinato ad aumentare per i prossimi anni, fino a raggiungere il picco massimo tra il 2025 e il 2030, per poi iniziare una lenta decrescita”. Le stime dell’Osservatorio nazionale sull’amianto (Ona) per il 2017, “confermano il trend in aumento, sia in ordine alle diagnosi, che, purtroppo, per i decessi”. In particolare nell’ultimo anno 1.900 nuovi casi di mesotelioma e 1.800 decessi, 3.500 decessi per tumori del polmone causati dall’amianto e 600 decessi per asbestosi. Sono alcuni dei dati contenuti nel “Libro bianco delle morti di amianto in Italia” presentato questa mattina a Roma per iniziativa dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona). Tra i numeri contenuti nel volume, anche quelli relativi all’amianto ancora da bonificare in Italia: 32 milioni di tonnellate (di cui almeno 36,5 milioni di metri quadrati di coperture) di amianto compatto e 8 milioni di tonnellate di amianto friabile. I siti industriali contaminati “con notevole presenza di materiali di amianto” sono circa 50mila mentre gli edifici (pubblici e privati) sono 1 milione. Altri dati riguardano scuole (non meno di 2.400 quelle con presenza di amianto), biblioteche ed edifici culturali (almeno 1.000), ospedali (250, ma la mappatura è ancora in corso), rete idrica (l’Ona stima 300mila chilometri di tubature) e siti di interesse nazionali (40 di cui 10 solo con amianto come Fibronit di Broni e Bari ed Eternit di Casale Monferrato). “Le Regioni e le Asl – si legge nel volume – ne hanno invece censiti soltanto 370.000” mentre “sono stati bonificati soltanto 6.869 edifici, su un totale sottostimato di 265.213, tra edifici pubblici e privati”. Secondo Ezio Bonanni, autore del “libro bianco” e presidente di Ona, “questi ritardi determinano la perdurante esposizione ambientale e lavorativa, a polveri e fibre di amianto, ancora a 26 anni dall’entrata in vigore della legge 257/92” prolungando la “strage di lavoratori e cittadini”.

Albania: i leader delle comunità religiose scrivono a Macron e Merkel, “decisione importante” aprire i negoziati di adesione all’Ue

Tue, 2018-06-19 09:36

“L’apertura dei negoziati di adesione dell’Albania all’Ue è una decisione importante”. È quanto scrivono in una lettera al presidente Emmanuel Macron e alla cancelliera Angela Merkel i leader delle comunità religiose del Paese. “Noi albanesi siamo parte dell’Europa”, di una “storia che risale fino alle sue origini”, e “radici culturali e sociali comuni ci uniscono”, si legge nel testo inviato oggi al Sir. “Riteniamo che il nostro cammino verso l’Ue rappresenti ciò che è sempre stato il desiderio della nostra gente”, di una “società libera in cui ognuno può esercitare i propri diritti, tra cui fondamentale è il diritto alla libertà di religione e credo”.

Musulmani, cattolici, ortodossi, protestanti, bektashi insieme si dicono “grati a Dio” che nella storia del popolo albanese sia sempre stato vissuto il “valore del rispetto per la differenza religiosa, in una convivenza armoniosa, come un’unica famiglia”. Parlano dei giovani, i leader religiosi sottolineano che “sono tra i più entusiasti dell’Europa” ma anche “tra i più frustrati, poiché vivono vicino ai coetanei europei” ma sono esclusi dalle loro opportunità. I leader religiosi chiedono quindi a Macron e Merkel il “sostegno al processo di adesione” in un momento in cui “i valori di tolleranza, solidarietà e diritti umani sono sottoposti a forti pressioni a causa del radicalismo, del fanatismo e di altre ideologie nefaste”, e riconoscere così “il desiderio sincero di tutti gli albanesi” e appoggiare “il nostro impegno irreversibile per l’Albania come parte dell’Europa”.

Diocesi: Bari, inaugurata casa accoglienza per donne in difficoltà. Mons. Cacucci, “segno per andare incontro alle esigenze di oggi”

Tue, 2018-06-19 09:27

“Grazie alle suore alcantarine, che hanno messo a disposizione questi ambienti, e grazie alla Caritas diocesana cerchiamo di andare incontro alle esigenze che si rendono sempre più vive oggi”. Con queste parole l’arcivescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci, ha inaugurato ieri pomeriggio la “Casa Ain Karem”, il nuovo centro per l’autonomia e il reinserimento sociale di donne con difficoltà economiche e di carattere sociale. La nuova struttura, realizzata in una parte della “casa” delle suore francescane alcantarine di Bari, nasce su progetto dalla Caritas di Bari-Bitonto, ed è stata realizzata in collaborazione con la Società cooperativa sociale “Mi stai a cuore”, grazie al contributo dell’8xmille Cei.

L’esigenza di cui parla mons. Cacucci è proprio quella di accogliere donne sole che desiderano uscire da situazioni di marginalità, e sostenerle attraverso la formazione e l’orientamento socio lavorativo nell’ambito della trasformazione agro-alimentare e della sartoria. “La crisi della famiglia si riflette sugli uomini e sulle donne – ha detto mons. Cacucci -. Mentre noi abbiamo una casa per padri separati e abbiamo anche una casa di accoglienza dei senza fissa dimora, c’è una comunità di suore che segue le donne vittime della tratta. Al di là di questo, noi dobbiamo tener presente che ci sono altre donne che vivono un certo disagio”. Una vera e propria riposta al territorio attraverso accoglienza e formazione. La struttura prevede dieci posti letto in cinque stanze. Due di queste saranno, in caso di emergenza, riservate a coppie in difficoltà economica: “Indubbiamente c’è anche questo elemento. Tutto questo è una goccia, è un segno. Non dobbiamo mai avere la pretesa di risolvere il problema, di sostituirci alle istituzioni – conclude mons. Cacucci -. Il compito della Chiesa è quello di essere profetica, cioè di dare dei segni. E questi segni ci auguriamo che vengano accolti da tutti”.

Film Papa all’Onu di Ginevra: mons. Jurkovič al Sir, una presentazione in vista della visita del Papa. Evento che “passerà alla storia”

Tue, 2018-06-19 09:09

“La figura del Papa porta un vero carattere di festa. Sarà un incoraggiamento alla gente che lavora con generosità da tanto tempo e un momento che passerà alla storia”. Così mons. Ivan Jurkovič, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, al Sir sulla visita di Papa Francesco, il 21 giugno, al Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) per i suoi 70 anni. “La Chiesa cattolica non ne fa parte – spiega l’arcivescovo – ma è una vera festa per il Consiglio quando la Chiesa cattolica è presente”. In attesa dell’arrivo del Papa è stato presentato ieri a Ginevra il film “Pope Francis: a man of his word”, diretto da Wim Wenders. A promuoverlo, la Missione permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, il governo dell’Honduras, l’Ordine di Malta e la Confederazione Svizzera. Con il regista erano presenti l’ambasciatore dell’Honduras, i produttori e mons. Dario Edoardo Viganò. Secondo mons. Jurkovič è “azzeccato che la presentazione del film e la visita ecumenica del Papa si svolgano nello stesso periodo”. “Le Nazioni Unite sono particolarmente sensibili a un aspetto che il Papa possiede in maniera egregia: la capacità di dare visibilità alle idee”, spiega l’arcivescovo, sottolineando che “qui ci sono tante buone idee, tanta generosità e programmi. Nessuno, però, li vede. Se legati alla figura del Papa, possono avere visibilità e può esserci una promozione della nobiltà delle idee delle Nazioni Unite”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Onu, 68 milioni di migranti per guerre e persecuzioni. Roma e Sicilia, lotta alla criminalità

Tue, 2018-06-19 09:00

Migrazioni: rapporto Onu, nel mondo 68 milioni di persone in fuga per guerre, violenze e persecuzioni

Nel 2017 il numero di persone costrette a fuggire nel mondo a causa di guerre, violenze e persecuzioni ha raggiunto un nuovo record per il quinto anno consecutivo. Nel suo rapporto annuale Global Trends, pubblicato oggi, l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, riporta che a fine 2017 erano 68,5 milioni le persone costrette alla fuga. A determinare tale situazione, si legge nel rapporto Unhcr, sono state in particolare la crisi nella Repubblica Democratica del Congo, la guerra in Sud Sudan e la fuga in Bangladesh di centinaia di migliaia di rifugiati rohingya provenienti dal Myanmar. Le nazioni maggiormente colpite sono per lo più i Paesi in via di sviluppo.

Cronaca/1 Roma, 58 arresti: tra i capi d’accusa traffico di droga, riciclaggio, usura, sequestro di persona

Vasta operazione dei Carabinieri di Roma e della Polizia di Stato, con la collaborazione della Guardia civil spagnola, tra Roma, la Sardegna, Molise e Piemonte e Spagna per eseguire un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 58 persone, emessa dal gip di Roma su richiesta della locale Dda, a carico di un’associazione egemone a Montespaccato, alla periferia di Roma. Tra i capi d’accusa traffico di droga, riciclaggio, usura, estorsioni, sequestro di persona, con l’aggravante delle modalità mafiose. Per gli inquirenti l’associazione a delinquere, egemone nel quartiere capitolino di Montespaccato, era capeggiata da Franco Gambacurta e finalizzata a una serie di delitti aggravati dalle modalità mafiose. “In particolare – riferisce Ansa – usura, esercizio abusivo del credito, estorsioni, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, intestazione fittizia di beni immobili, rapporti creditizi, attività economiche ed imprenditoriali, nonché di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata dalla transnazionalità”.

Cronaca/2 Paternò, operazione antimafia, 19 fermati. La “mente” del clan dirigeva le operazioni dal carcere

Carabinieri del comando provinciale di Catania stanno eseguendo un’ordinanza cautelare nei confronti di 19 presunti capi ed affiliati del gruppo di Paternò del clan mafioso Laudani. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga, rapina, porto e detenzione di armi. Le indagini del Nucleo investigativo del Reparto operativo, coordinate dalla Dda della Procura, hanno consentito di ricostruire l’organigramma del clan caratterizzato da una autonomia criminale anche nei confronti di Cosa Nostra catanese, “con la quale non ha disdegnato di stringere alleanze partecipando alle più sanguinose faide degli anni Ottanta e Novanta, con saldi legami anche con la ‘ndrangheta reggina”. È emerso anche che il responsabile del gruppo continuava a reggere dal carcere le fila del gruppo impartendo ordini e direttive tramite la moglie, il suocero e il nipote di un fedelissimo detenuto con lui.

Balcani: sei ministri degli Interni a Bruxelles per discutere con l’Ue di frontiere, migrazioni e sicurezza

I ministri degli interni dei sei Paesi dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Montenegro, Serbia e Kosovo) saranno oggi a Bruxelles per una riunione con il commissario Ue alle Migrazioni, Dimitris Avramopoulos. Discuteranno della cooperazione tra la regione e l’Ue in materia di gestione delle frontiere, migrazione e sicurezza. Prenderanno parte all’incontro anche i rappresentanti dell’attuale presidenza Ue bulgara e della futura presidenza austriaca, il commissario alla sicurezza Julian King, e il direttore esecutivo di Frontex Fabrice Leggeri. La riunione anticipa il vertice tra i ministri degli Interni dell’Ue e dei Balcani occidentali previsto per il prossimo ottobre.

Francia: sicurezza stradale, il governo stabilisce nuovi limiti alla velocità per salvare vite umane

Giro di vite della Francia su velocità e sicurezza stradale. Dal 1° luglio su 400.000 km di strade secondarie a doppio senso di marcia, il limite di velocità scenderà dai 90 agli 80 km/h. L’annuncio arriva dal primo ministro Édouard Philippe. Per il governo di Parigi guidare piano è sinonimo di sicurezza. Proprio come in altri Paesi: Malta, Svezia, Danimarca e Paesi Bassi. “L’obiettivo è quello di ridurre i morti sulle strade d’oltrape”, spiega Euronews. Per molti, tuttavia, la mossa del governo francese sarebbe solo una trovata per riempire le casse statali con multe e contravvenzioni. “Un dato è certo: su queste stesse strade secondarie nel 2016 i morti sono stati 1.911, cioè il 55% del totale: la riduzione del limite, seppur minima, permetterebbe di salvare 300 o anche 400 vite l’anno”. La nuova riforma non piace all’associazione “40 milioni d’automobilisti” che ha raccolto 600mila firme. La motivazione è da ricercare nel fatto che non è ritenuta efficace contro gli incidenti mortali.

Regno Unito: governo May battuto alla Camera dei Lord. Brexit in salita, prossima tappa al summit di Bruxelles

Pesante sconfitta del governo May alla Camera Alta di Londra sulla legge quadro per la Brexit. I Lord hanno infatti riproposto ieri, nel ping pong fra i due rami del Parlamento britannico, un emendamento che mira a garantire alle Camere un “voto significativo” sull’esito dei negoziati con Bruxelles in grado di bloccare un eventuale divorzio “no deal”. Il governo aveva presentato un testo in cui riconosceva al Parlamento il diritto di dire la sua sui negoziati, senza dare indicazioni vincolanti. Ma è stato battuto con 354 voto a 235. I tempi per definire i futuri rapporti Ue-Regno Unito cominciano a stringersi. Se ne discuterà ancora una volta durante il Consiglio europeo, a Bruxelles, dei prossimi 28 e 29 giugno.

Notizie Sir del giorno: richiedenti asilo in Ue, migrazioni, salute in carcere, Colombia, campagna “Chiudiamo la forbice!”, “Casa Ain Karen” a Bari

Mon, 2018-06-18 19:30

Ue: rapporto Easo. “Oltre 700mila richiedenti asilo in Europa nel 2017”. In Germania record di 222mila richieste in un anno, Italia seconda con 128mila

(Bruxelles) “Nel 2017 sono state registrate 728.470 richieste di protezione internazionale nell’Ue, pari a una diminuzione del 44% rispetto al 2016, ma esse restano a un livello più alto rispetto al periodo precedente alla crisi dei rifugiati, iniziata nel 2015”. Lo si legge nel rapporto annuale su migrazione e asilo diffuso oggi da Easo, European Asylum Support Office, l’agenzia comunitaria che tiene monitorato questo settore. Il documento, di 264 pagine, afferma che “la pressione migratoria resta elevata alle frontiere esterne dell’Ue, ma è scesa per il secondo anno consecutivo, per lo più lungo le rotte del Mediterraneo orientale e centrale, mentre si è verificato un incremento senza precedenti lungo la rotta del Mediterraneo occidentale”. La Germania continua a essere il Paese che riceve il maggior numero di richieste di protezione internazionale (222mila lo scorso anno) ed è anche in cima alla lista delle decisioni assunte in materia. “L’Italia è stata il secondo principale Paese destinatario, con 128.850 richieste, seguita dalla Francia, con oltre 100mila richieste totali”. Nel 2017, 32.715 minori non accompagnati hanno fatto richiesta di protezione internazionale nell’Ue, la metà rispetto al 2016; la percentuale delle richieste dei minori non accompagnati rispetto all’insieme delle richieste si è attestata al 4%, per un totale di oltre 1.300 minori soli sono giunti in Ue per chiedere protezione. (clicca qui)

Migranti: Santa Sede, appello ai media per “diffondere informazioni certe e dimostrate sui flussi”

“Chiediamo a tutti i mezzi di comunicazione che contribuiscano, secondo le loro possibilità, a diffondere informazioni certe e dimostrate sui flussi migratori e a dissipare quelle che generino unicamente percezioni negative dei migranti”. Si è concluso con questo appello il Colloquio su Migrazione internazionale Santa Sede-Messico, svoltosi nei giorni scorsi, al termine del quale si è concordato di tenere una nuova edizione in Vaticano. “Giustizia, solidarietà e compassione”: sono queste – si legge nel comunicato conclusivo, diffuso oggi dalla sala stampa della Santa Sede – le parole-chiave affidate dal Papa nel suo messaggio ai partecipanti, in cui Francesco ha auspicato una “responsabilità globale e condivisa della migrazione internazionale”, partendo dall’“atteggiamento fondamentale” di “uscire all’incontro dell’altro, per accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo”. “Capire la complessità dei movimenti migratori contemporanei che ubbidiscono a cause multiple, e che molte volte sono determinate da situazioni di conflitto, disastri naturali, povertà e dalla ricerca di migliori condizioni di vita e di opportunità”, il primo imperativo su cui Santa Sede e Messico concordano. “I bambini sono quelli che più stanno soffrendo le conseguenze delle migrazioni forzate”, si legge nel comunicato, in cui entrambe le parti s’impegnano a “insistere sulla centralità della persona umana in ogni esercizio politico, compreso quello diretto a regolamentare i flussi migratori, riaffermando l’inviolabilità dei diritti umani e della dignità di ogni essere umano che si sposta”. (clicca qui)

Salute in carcere: don Grimaldi (cappellani), “attese, lentezze, scarsità di risorse. Emergenza fasce deboli società qui è moltiplicata”

Negli istituti di pena del nostro Paese è emergenza sanitaria. A delinearne lo scenario in un’intervista al Sir è don Raffaele Grimaldi, per 23 anni cappellano nel carcere di Secondigliano (Napoli) e da un paio d’anni ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane, auspicando maggiore attenzione da parte della politica e la ripresa dell’iter della riforma dell’ordinamento penitenziario. “L’emergenza sanitaria nel nostro Paese riguarda tutte le fasce deboli della società – spiega –, ma negli istituti di pena è ulteriormente acuita perché la popolazione carceraria è estremamente vulnerabile. I detenuti sono realmente gli ultimi degli ultimi” e “i direttori dei penitenziari conoscono bene le grosse difficoltà per far venire uno specialista, per sottoporre i reclusi a visite, esami diagnostici e specialistici esterni, ricoveri e/o interventi chirurgici. Le procedure per autorizzazioni e permessi da parte dei magistrati e dei tribunali rallentano molto gli interventi sanitari e il problema si aggrava ulteriormente in presenza di detenuti in regime di alta sicurezza (41 bis). I tempi talvolta si allungano anche per mancanza di mezzi o personale per la scorta, pure in caso di interventi di emergenza”. (clicca qui)

Colombia: Duque è il nuovo presidente con il 54%. Preoccupazione per il futuro degli accordi di pace

La destra di Álvaro Uribe Vélez, come ampiamente previsto dai sondaggi, torna al potere in Colombia. Iván Duque, del Centro democratico, a capo di un’alleanza conservatrice e contraria agli accordi di pace con le Farc, è il nuovo presidente della Colombia. Ieri nel ballottaggio ha battuto Gustavo Petro, candidato della sinistra, a capo della lista “Colombia Humana”. Una vittoria netta ma non schiacciante, quella di Duque, che ha ottenuto il 54% dei voti (per un totale di circa 10 milioni e 300mila voti), contro il 41,8% di Gustavo Petro (circa 8 milioni di voti) e il 4,2% di schede bianche (che in Colombia vengono comunque contate in percentuale). Duque trionfa nel cuore del Paese, lungo le cordigliere. Petro vince invece a Bogotá, lungo la Costa pacifica, nel Sud del Paese e in alcune zone lungo la costa atlantica. Anche se quello dell’accordo con le Farc non è stato il tema più presente nella campagna elettorale, resta la preoccupazione per l’implementazione della pace. Duque ha infatti dichiarato più volte l’intenzione di modificare in alcuni aspetti (senza specificare bene quali) l’accordo di pace, già firmato e blindato in Costituzione, e di interrompere il dialogo dell’Avana con l’Eln. (clicca qui)

Disuguaglianze: società civile lancia la campagna “Chiudiamo la forbice!” per un mondo più giusto e solidale

In occasione del terzo anniversario dell’uscita della Laudato si’, un’ampia alleanza di soggetti promotori, aderenti e media partners ha lanciato la campagna triennale “Chiudiamo la forbice: dalle diseguaglianze al bene comune, una sola famiglia umana”. Obiettivo, un mondo più giusto e solidale. Per i promotori, la diseguaglianza segna in maniera profonda tutte le società del pianeta causando ferite profonde e generando rabbia e malcontento sociale mentre, si legge in un comunicato, la paura diventa “il facile collante per un’agenda politica che crede di affrontare i problemi approfondendo i solchi che attraversano la società e il pianeta, e creando muri che generano nuove esclusioni e conflitti”. Di qui l’imperativo di “garantire ad ogni donna e ogni uomo che vive su questo pianeta la possibilità di vivere una vita dignitosa e piena, libera dalla paura e dal bisogno, in questa generazione e nelle generazioni future, affinché le migrazioni siano una scelta libera”. Tre, in particolare, gli ambiti sui quali si concentra la campagna: produzione e consumo del cibo, pace e conflitti, mobilità umana nel quadro delle nuove sfide sociali e climatiche, tra loro connesse, come indica Laudato si’. (clicca qui)

Migranti: vescovi sardi, “accogliere, promuovere, integrare”. Sì a corridoi umanitari, paure non condizionino scelte

“Questi fratelli e sorelle bussano alle nostre porte, in fuga da situazioni di vita insostenibili per la guerra o la fame”, e per i cristiani il comandamento di Cristo “è un prezioso banco di prova dell’autenticità della propria fede”. Si rivolgono anzitutto ai sacerdoti e ai fedeli sardi i vescovi della regione, che nel corso della loro riunione ordinaria dello scorso 12 giugno, sotto la presidenza di mons. Arrigo Miglio, fra i punti all’ordine del giorno hanno affrontato il tema dell’immigrazione. Di fronte al dibattito che contrappone chi è favorevole e chi è contrario e alle contrapposizioni tra schieramenti politici e i governi nazionali, i vescovi “continuano ad appoggiare le diverse iniziative di solidale e integrante accoglienza che sono state poste in essere in questi anni, anche nelle diocesi e nelle parrocchie italiane”, e “vedono un positivo approccio al problema nella pratica dei corridoi umanitari”, si legge in un comunicato diffuso oggi. Contestualmente richiamano alla riflessione di tutti il costante magistero di Papa Francesco che intendono rilanciare e diffondere. I vescovi ricordano che l’accoglienza deve garantire concretamente dignità e reale integrazione alle persone le quali, a loro volta, devono “conoscere, riconoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei paesi in cui sono accolti”. (clicca qui)

Diocesi: Bari-Bitonto, oggi taglio del nastro per “Casa Ain Karen”. Ospiterà donne in difficoltà

È stata chiamata “Casa Ain Karem” e nasce da un progetto della Caritas di Bari-Bitonto con l’obiettivo di offrire accoglienza a donne in difficoltà. La struttura, adiacente all’Istituto delle terziarie francescane alcantarine di Bari, è stata benedetta questo pomeriggio, dal vescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci. Realizzata in collaborazione con la cooperativa sociale “Mi stai a cuore”, grazie ad un contributo del fondo 8xmille della Cei, “Casa Ain Karem” ospiterà un centro per l’autonomia e il reinserimento sociale di donne sole sia italiane che extracomunitarie con difficoltà economiche e di carattere sociale. La struttura di tipo residenziale dispone di 5 camere per un totale di 10 posti, una cucina per facilitare e favorire l’autonomia abitativa e una sala laboratorio per attività ricreative e di animazione utili alla gestione del tempo. L’accoglienza nella struttura potrà avere una durata massima di 6 mesi e alle ospiti della casa saranno offerti percorsi educativi personalizzati, supportati dalla presenza di un equipe psico-socio-educativa. Il progetto di “Casa Ain Karem” prevede, inoltre, l’attivazione di corsi di formazione specifici per poter puntare al reinserimento sociale e lavorativo delle donne. (clicca qui)

Giornata rifugiato: Caritas Ambrosiana, flash mob al Pirellone di Milano. Gualzetti, “migrazioni ci sono sempre state. Servono menti aperte, non porti chiusi”

Mon, 2018-06-18 19:23

Due scalatori del gruppo alpinistico i “Ragni di Lecco”, si sono calati dal “Pirellone”, sede del consiglio della Regione Lombardia nel corso del flash mob anti razzista organizzato oggi da Caritas Ambrosiana, in vista della Giornata mondiale del rifugiato. “Scendendo alla cima del grattacielo Pirelli, in corda doppia, i due Ragni di Lecco, con la faccia di un grande scimpanzé raffigurato sulla schiena, hanno metaforicamente rappresentato l’evoluzione umana”, spiega una nota Caritas. “Un testo recitato ha illustrato il senso della scena e spiegato il contributo che nella storia millenaria della nostra specie hanno avuto le migrazioni”. Una volta giunti a terra, 15 figuranti travestiti da scimmie sono usciti dai loro costumi e divenuti in questo modo simbolicamente uomini, hanno lanciato lo slogan “Scendi dalla pianta. Be human” che è anche l’hashtag del social contest proposto da Caritas Ambrosiana nell’ambito della campagna internazionale “Share the journey”. Infine un grande striscione lungo 20 metri è stato steso a terra proprio sotto il Pirellone, con la scritta “Be human”, come monito alla politica affinché prenda decisioni ispirate a valori di civiltà.

“Quando scesero dalle piante, i nostri antenati, cominciarono a muoversi per il mondo, e muovendosi, si mescolarono, dando vita ad una sola razza: quella umana”, ha dichiarato Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana. “Le migrazioni ci sono sempre state, hanno accompagnato la nostra storia evolutiva. Sta a noi trasformarle in un’opportunità per tutti, affrontandole con coraggio, intelligenza, umanità. Oppure renderle solo un enorme problema, alimentando la paura, erigendo muri, voltando le spalle ai principi su cui si fonda la nostra civiltà e che rendono grandi i nostri Paesi e le nostre città. Abbiamo bisogno di menti aperte non di porti chiusi”. Il contest invita i cittadini a postare sui propri profili social foto e testi “che raccontino i tanti incontri positivi che contraddistinguono la nostra relazione quotidiana con persone originarie di un altro Paese”. Il concorso si concluderà il 15 settembre 2018. I 10 contenuti più votati entreranno in finale e saranno valutati da una giuria di esperti composta da figure rappresentative del mondo della solidarietà, dell’informazione e dell’arte. Al vincitore sarà assegnato come premio un viaggio per due persone in Kenya organizzato dall’agenzia di turismo responsabile “Viaggi e Miraggi”.
Mons. Luca Bressan, vicario episcopale della diocesi di Milano, ha affermato: “C’è una narrazione allarmistica del fenomeno migratorio. Con questo contest vogliamo invitare i cittadini a considerare l’incontro con lo straniero in modo diverso. Un modo più aderente alla realtà quotidiana che tutti noi viviamo, ma che perdiamo di vista sopraffatti da una rappresentazione a senso unico. Tutti insieme dobbiamo ricostruire un nuovo senso comune. Non partendo dalla paura, che è sempre una cattiva consigliera, ma dal coraggio del nostro patrimonio di valori che è la nostra più autentica identità”. Sul sito web regolamento e tema del contest.

Italia-Germania: incontro a Berlino tra Merkel e Conte. In agenda migrazioni, lotta alla povertà ed Eurozona. “Hotspot Ue in Africa”

Mon, 2018-06-18 19:20

Migrazioni, lotta alla povertà, governance economica dell’Eurozona, scambi commerciali, Libia: sono i temi sul tavolo delle discussioni che la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier italiano Giuseppe Conte intavolano a Berlino. Prima del faccia a faccia i due leader hanno tenuto una conferenza stampa nella quale hanno segnalato gli argomenti in agenda. Conte in particolare ha ribadito le posizioni espresse nel recente incontro con il presidente francese Macron. “Nuovo approccio alla questione migratoria”, che richiede, ha detto Conte, una “gestione europea” e un “approccio integrato, multilivello” e “solidale”, controllo delle frontiere esterne e interne (altrimenti sarebbe a rischio la stessa area Schengen), hotspot Ue in Africa. “Chi mette il piede in Italia”, ha ripetuto come a Parigi, “mette piede in Europa”. Da qui la necessità di rivedere le regole di Dublino, alle quali sta lavorando il suo governo e che porterà in discussione al Consiglio europeo di fine giugno.

Amianto: bomba ecologica all’ex Materit di Ferrandina (Val Basento). Martoccia (sindaco) a Tv2000, “cittadini non sono al sicuro”

Mon, 2018-06-18 19:17

Oltre 600 sacchi pieni di amianto tossico pericoloso per la salute dei cittadini all’interno dello stabilimento ex Materit a Ferrandina, Comune della Val Basento, in Basilicata. Una fabbrica abbandonata che, tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta, ha prodotto migliaia di manufatti in amianto. Le telecamere del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, sono riuscite ad entrare per la prima volta all’interno dell’area di circa 77mila metri quadri. Un’inchiesta curata dalla giornalista Caterina Dall’Olio che ha fatto emergere la pericolosità di questi ‘big bags’, grandi sacchi pieni di amianto soprattutto allo stato friabile, il più nocivo e mortale.

“È la prima volta che qui entra una telecamera – ha detto il vicesindaco di Ferrandina, Maria Murante, entrando anch’essa per la prima volta nello stabilimento insieme alle telecamere del Tg2000 – devo dire che sono impressionanti, non li avevo mai visti. Quei sacchi dovrebbero essere sicuri”. Dalle immagini all’interno della fabbrica girate con un drone la realtà è diversa: da alcuni sacchi che sarebbero dovuti essere sigillati fuoriesce della polvere di amianto. “Alcuni pastori – ha proseguito il vicesindaco – hanno rotto le recinzioni per far pascolare le proprie pecore all’interno dell’area contaminata andando così a intaccare tutto il ciclo alimentare. Qualcuno sostiene anche che ci possano essere delle lastre di amianto sotto il terreno. Ma è un’ ipotesi su cui nessuno ha mai fatto una verifica”.
Nonostante i sigilli lo stabilimento è confinante con il fiume Basento che sfocia nel Mar Ionio. “Non mi sento assolutamente tranquillo. La comunità e le aziende circostanti oggi non sono al sicuro”, ha detto il sindaco di Ferrandina, Gennaro Martoccia, dando voce alle paure degli abitanti, molti di loro colpiti da tumore causato proprio dall’amianto. “La responsabilità della bonifica – ha aggiunto il sindaco – ce l’ha la Regione che d’accordo con il ministero deve fare la bonifica”.
La Regione Basilicata, a seguito dell’accordo con il ministero dell’Ambiente del 2013, ha a disposizione per la bonifica Materit circa 3,5 milioni di euro. La gara d’appalto è stata fatta per l’affidamento dei lavori, ma è stata subito invalidata con una sentenza dal Tar confermata dal Consiglio di Stato perché l’ azienda arrivata prima non è stata ritenuta idonea per i lavori.
“C’è stato un lungo periodo – ha sottolineato l’assessore all’ambiente della Regione Basilicata, Francesco Pietrantuono – in cui il Paese Italia sulle tematiche ambientali è stato molto leggero. Il progetto esecutivo in base alla gara riportava meno di un anno nella realizzazione degli interventi. Mi sento arrabbiato nei confronti di una burocrazia che tiene in stallo l’esecuzione di lavori che considero sicuramente una cosa non complessa”.

Unitalsi: pellegrinaggio in Terra Santa e Egitto. Patriarca Sidark (copto-cattolico), “qui musulmani e cristiani un solo popolo”

Mon, 2018-06-18 19:11

“Musulmani e cristiani sono un solo popolo, superando tante sfide, tante difficoltà grazie anche al vostro aiuto non solo economico, ma umano e sociale”. Lo ha detto oggi il patriarca della Chiesa copto-cattolica d’Egitto, Ibrahim Isaac Sidrak, durante la prima giornata del pellegrinaggio in Terra Santa ed Egitto organizzato dell’Unitalsi e dalla diocesi di Viterbo in collaborazione della Società italiana di beneficenza. L’incontro con il patriarca si è svolto nel seminario maggiore della Chiesa copto-cattolica di Maadi. “L’Egitto vive in sicurezza grazie agli sforzi di tutti noi, vi accogliamo con tutta la nostra gioia, per testimoniare come l’Egitto non rappresenta più una meta solo di divertimento, ma anche una terra dove vivere esperienze umane, culturali e spirituali”. Il vescovo di Viterbo, mons. Lino Fumagalli, ha affermato che “la ricerca del bene comune è possibile se ciascuno fa la propria parte e cerca di camminare insieme”. “Io mi auguro – ha aggiunto – di poter ritornare a ripercorrere la via della Sacra Famiglia per fare un’esperienza di un popolo che ha grande voglia di crescere sia nella conoscenza del Vangelo ma anche del bene comune”. Presente anche il nunzio apostolico in Egitto, mons. Bruno Musarò. “La presenza della Santa Famiglia in Egitto può essere interpretata come manifestazione di fede e di devozione, una manifestazione che viene chiamata di devozione popolare, e sappiamo come la Chiesa appoggia questa devozione che a sua volta alimenta le fede di noi battezzati. E penso che proprio l’Unitalsi può favorire questo rinnovarsi della fede, ossia andare alle radici”.

Giornata rifugiati: Guterres (Onu), “ristabilire l’integrità del regime internazionale di protezione”

Mon, 2018-06-18 19:04

“In occasione della Giornata mondiale dei rifugiati, tutti dobbiamo pensare a che cosa possiamo fare per aiutare di più. La risposta inizia con unità e solidarietà”. Lo scrive il segretario generale dell’Onu, António Guterres, nel suo messaggio per la Giornata che ricorre il 20 giugno. “Oggi, più di 86 milioni di persone nel mondo sono rifugiati o sfollati a causa di un conflitto o di persecuzione. Questa cifra equivale alla popolazione del 20° Paese più grande del mondo – si legge -. L’anno scorso, ogni due secondi qualcuno è diventato sfollato. Soprattutto nei Paesi più poveri”. Guterres esprime preoccupazione “nel vedere sempre più situazioni in cui i rifugiati non ricevono la protezione di cui hanno bisogno e alla quale hanno diritto”. Alla luce di ciò, l’invito del segretario generale dell’Onu è quello di “ristabilire l’integrità del regime internazionale di protezione dei rifugiati”. Per riuscire in questo obiettivo, “nel mondo di oggi, nessuna comunità o Paese, che offre un riparo sicuro alle persone che fuggono dalla guerra e dalla persecuzione, dovrebbe essere da solo o privo di supporto”. “Dobbiamo rimanere uniti, o falliremo”. Ricordando che quest’anno il Global Compact sui rifugiati verrà presentato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Guterres sottolinea come “questo offra una soluzione e riconosce i contributi che i rifugiati apportano alle società che li accolgono”.

Nicaragua: Terre des Hommes, “governo assicuri la protezione dei minori”

Mon, 2018-06-18 18:55

Ferma condanna, da parte del Movimento mundial en favor de la infancia (Mmi) del Nicaragua, dell’atroce assassino di un neonato di 5 mesi e di una bambina di due anni e mezzo nel quartiere Carlos Marx di Managua, durante un attacco contro la popolazione civile da parte di gruppi armati il 16 giugno scorso, durante la quale sono morti quattro adulti ed è stato ferito gravemente un minore. Le organizzazioni che compongono l’Mmi – tra le quali anche Terre des Hommes – lanciano un appello al Governo del Nicaragua perché ponga fine alla violenza e garantisca la protezione dei bambini e degli adolescenti. “Nei conflitti sociali e nelle altre situazioni di conflitto – afferma oggi Terre des Hommes in un comunicato – i bambini sono particolarmente vulnerabili e le loro esigenze specifiche devono essere tenute in considerazione secondo il principio del superiore interesse del minore, come detta la Convenzione internazionale dei diritti dei minori, sottoscritta dal Nicaragua. Lo stesso principio è incluso nella Constitución Política del Nicaragua e nella legge 287, nel Código de la Niñez y la Adolescencia che richiede allo Stato di adoperarsi per uno sviluppo completo dei bambini e degli adolescenti”. Da aprile ad oggi sono stati almeno 15 i minori uccisi nell’ambito della crisi nicaraguense e migliaia di bambini stanno vivendo in un clima di violenza permanente, con gravi ripercussioni sulla loro salute fisica e psicologica. Terre des Hommes ribadisce “la volontà di operare in collaborazione con le autorità e con tutti i settori della popolazione per contribuire alla protezione e alla sicurezza dei bambini e degli adolescenti nicaraguensi”.

Giornata rifugiati: medici con l’Africa Cuamm in Uganda accanto a chi accoglie la gente in fuga dal Sud Sudan

Mon, 2018-06-18 18:43

Il 20 giugno si celebra la Giornata mondiale del rifugiato. Nello stesso giorno, ad Addis Abeba, si attende l’incontro tra i capi delle due fazioni in lotta in Sud Sudan. E proprio sulla crisi in corso in Sud Sudan e sullo sforzo di accoglienza, silenzioso e imponente, che l’Uganda sta mettendo in atto per oltre un milione di rifugiati in fuga dal più giovane Stato del mondo, che Medici con l’Africa Cuamm richiama l’attenzione. “Questa crisi non è destinata a risolversi in tempi brevi – spiega don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm – ma ci insegna che l’accoglienza di chi ha bisogno è possibile, lavorando già in Africa. In Uganda, per esempio, negli ultimi anni oltre un milione di sud sudanesi sono stati accolti in West Nile, a nord ovest del Paese. Lì vive una popolazione di 1.700.000 persone, che pacificamente hanno accolto e continuano ad accogliere chi più ha bisogno. È una lezione di umanità, che dobbiamo fare nostra e sostenere. Sempre più spesso sentiamo la gente dire di aiutarli a casa loro. Bene, allora facciamolo davvero, altrimenti sono solo slogan. Sono fortemente convinto che è possibile e si può fare. Dobbiamo mobilitarci tutti, per un intervento consistente a favore di chi ha bisogno”. Medici con l’Africa Cuamm sono presenti in Uganda, in West Nile, fin dall’agosto dello scorso anno. Ad oggi sono 19 o campi rifugiati raggiunti dal Cuamm, che sta supportando 257 strutture sanitarie e punta a riabilitarne altre 24. “I vaccini sono la priorità – afferma Peter Lochoro, rappresentante di Medici con l’Africa Cuamm in Uganda – perché molti sud sudanesi non sono vaccinati e si sono dovute fronteggiare già diverse epidemie di morbillo. Ma con la stagione delle piogge in corso aumentano anche le zanzare e quindi la malaria: basterebbe poco per ridurne l’impatto. Servono zanzariere. Nel frattempo però anche nella Repubblica Democratica del Congo la situazione sta diventando complicata e stanno arrivando sempre più rifugiati anche da lì, sempre qui in West Nile. Già adesso le risorse sono poche e non sappiamo se questa zona avrà le forze per essere accogliente all’infinito”.

Salute: Policlinico Gemelli, nuovo centro di farmacologia clinica di genere coniuga ricerca a benessere del paziente

Mon, 2018-06-18 18:35

“Abbiamo raggiunto il decimo piano”. Così Giovanni Scambia, direttore scientifico fondazione Policlinico Gemelli Irccs e direttore del Dipartimento Salute donna e bambino, in occasione dell’inaugurazione oggi pomeriggio del Centro di farmacologia clinica di genere e del giardino terapeutico, posti proprio al decimo piano di una delle palazzine del nosocomio romano. La nuova struttura prevede di condurre delle sperimentazioni di fase I sui nuovi farmaci o combinazioni terapeutiche. Il reparto conta quattro posti letto e un day hospital che si sviluppa su una superficie di 380 mq. Attualmente nel centro sono in corso 23 trial clinici in ginecologia di fase I e III, per lo più sui carcinomi dell’ovaio. Il centro si presenta come uno spazio accogliente, dove ricerca e comfort si combinano per il benessere dei pazienti. “La maggior parte delle pazienti di questo ospedale è donna. Infatti – ha continuato Scambia – un’intera ala è stata dedicata alla loro salute. Quella che inauguriamo oggi è dedicata alla chemioterapia all’aperto, ai percorsi sensoriali e al benessere psicofisico favorito dal contatto diretto con la natura. Un’altra è dedicata ai trattamenti oncologici tradizionali e sperimentali, calibrati sul profilo genetici del paziente e del tumore. L’obiettivo principale è personalizzare i trattamenti medici su misura del singolo paziente e sviluppare nuovi farmaci antitumorali per garantire trattamenti mirati, più efficaci e con meno effetti collaterali, sulla base delle caratteristiche genetiche e molecolari di ogni tumore senza sottovalutare ansie e aspettative personali”. Chi ha definito il risultato raggiunto “un cammino entusiasmante e virtuoso” è il professor Riccardo Masetti, direttore dell’Unità di Chirurgia Senologica del Policlinico. “Il centro – ha aggiunto – parla di ispirazioni e collaborazioni speciali. Come chirurgo oncologo, ho visto tante cose succedere grazie a persone speciali che nasce grazie alla associazione Oppo e le sue stanze, un giovane strappato troppo presto alla vita”. “Il centro – ha spiegato Masetti – sarà strategicamente importante nel campo della medicina femminile. Il giardino invece è frutto della riqualificazione di due terrazze che non erano mai state usate dall’ospedale. Lo spazio non solo parla di attenzione al malato ma anche di approccio olistico. Il centro di terapie integrate permetterà alla persona di essere aiutata a superare gli aspetti psicologici a volte più forti della problematica oncologica, attraverso consulenze nutrizionali o altro tipo di terapie. Ospiteremo in un ambiente idoneo i gruppi di pazienti. Il progetto – ha concluso – parla di collaborazioni fra associazioni no profit che si prenderanno cura di allestire le terrazze”.

Diocesi: mons. Cipolla (Padova) indice la prima visita pastorale

Mon, 2018-06-18 18:22

“Come state?”. La prima domanda che mons. Claudio Cipolla rivolse alla Chiesa di Padova al suo ingresso farà da leitmotiv alla prima visita pastorale, che il vescovo compirà in diocesi. Indetta con una lettera che porta la data di oggi, 18 giugno, la visita pastorale sarà all’insegna della fraternità e della quotidianità. “Vengo per fermarmi e per stare in mezzo a voi con i sentimenti di un figlio, di un fratello e di un padre – scrive il vescovo Cipolla nella lettera di indizione –. Vorrei, pertanto, dare alla mia prima Visita la tonalità della ferialità e della quotidianità, che include anche la gioia e la festa del vederci, in un’occasione certamente speciale e unica. Continueremo quel dialogo avviato all’inizio del mio ministero con le parole ‘come state?’, rendendolo più profondo e concreto”. Nel primo anno di Visita pastorale, da ottobre 2018 a giugno 2019, il vescovo visiterà 133 parrocchie. A guidare il percorso nel territorio diocesano saranno tre semplici criteri: l’omogeneità territoriale; l’appartenenza amministrativo-comunale; eventuali collaborazioni pastorali già in atto. Le prime realtà coinvolte saranno dal 19 al 28 ottobre le comunità della pedemontana vicentina. “Ci siamo già incontrati in molte delle nostre parrocchie condividendo l’ascolto della Parola, la celebrazione eucaristica e altri rilevanti momenti ai quali mi avete invitato o in occasioni in cui ho avvertito l’urgenza di esservi particolarmente vicino – scrive mons. Cipolla -. Penso sia davvero opportuno, ora, accrescere questa nostra conoscenza e fraternità nel Signore, incontrando ogni singola parrocchia della nostra ampia e diversificata diocesi”. “La visita pastorale – prosegue il vescovo – sarà l’occasione per confermarci nella fede, per valorizzare tutto il bene presente nelle nostre parrocchie e per rilanciare anche alcune scelte che avvertiamo prioritarie in questo tempo di grandi trasformazioni”. Sul sito diocesano – www.diocesidpadova.it – è possibile consultare il calendario completo del primo anno di visita pastorale.

Diocesi: mons. Zedda (Iglesias), le feste religiose “non siano fiera dello spreco, del consumismo e della banalità”

Mon, 2018-06-18 18:08

“Le feste religiose devono esprimere anzitutto testimonianza di fede e di vita cristiana ed essere momenti forti dello spirito, occasione di preghiera e di riflessione”. Lo scrive il vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda, nelle indicazioni riguardo ai comitati per le feste religiose pubblicate su “Sulcis Iglesiente Oggi”, il blog del settimanale diocesano. Un testo nato dalla consapevolezza che “nelle diverse parrocchie della diocesi la prassi attualmente seguita riguardo alla costituzione dei comitati per le feste religiose e ai rapporti tra gli stessi comitati e i parroci non è uniforme e presenta talora qualche difficoltà”. Così il vescovo mette in guardia dalla tentazione di cadere nella “fiera dello spreco, del consumismo, della banalità”. Non può, sottolinea il vescovo, non esserci un accordo tra il comitato per la festa e il parroco, che “ne resta il primo responsabile, anche quando le spese di organizzazione fossero sostenute – con adeguate convenzioni – da organizzazioni civili”. Mons. Zedda precisa il ruolo del comitato, cioè quello di “offrire collaborazione alla comunità parrocchiale per la realizzazione delle manifestazioni religiose ed eventualmente anche di quelle civili”. E poi invita i componenti a “distinguersi per serietà di comportamento e spirito cristiano e partecipare attivamente alla preparazione spirituale e catechetica e ai momenti liturgici della festa”. Il presule chiede trasparenza nelle raccolte delle offerte per l’organizzazione delle feste. Quindi, indica l’uso di un’unica cassa “in cui convergano le libere offerte dei fedeli ed eventuali contributi pubblici espressamente finalizzati alla festa”, mentre le persone deputate alla raccolta delle offerte devono “essere autorizzate dal parroco con mandato scritto”. Infine, l’obbligo di “documentare dettagliatamente la contabilità”.

Maturità: Coldiretti, “la dieta salva esami? Più frutta e meno caffè”

Mon, 2018-06-18 17:54

Bocciati salatini, cioccolato, cacao, caffè, the, curry, pepe, paprika, superalcolici e cibi preparati con dado da cucina. Promossi pasta, riso, pane, orzo, lattuga, radicchio, cipolla, aglio, rape, cavolo, formaggi freschi, yogurth, uova sode, infusi caldi con miele, latte caldo, frutta dolce. Questa la pagella che la Coldiretti ha stilato per i 509mila studenti che si apprestano ad affrontare gli esami di maturità. Per un buon rendimento, banditi dalle tavole caffè, cioccolato e salatini. “L’abuso di caffè è l’errore alimentare più frequente degli studenti che si preparano ad affrontare l’esame di maturità – spiega la Coldiretti in un comunicato -, perché provoca eccitazione, ansia ed insonnia che fanno perdere concentrazione e serenità mentre la frutta aiuta a rilassarsi e a combattere il grande caldo che disturba in questi giorni gli studi”. Semaforo verde, invece, per alimenti ricchi di sostanze rilassanti, importanti per vincere la preoccupazione e favorire il sonno, in grado di aiutare l’organismo a rilassarsi per affrontare con la necessaria energia e concentrazione la sfida scolastica. “È necessario – consiglia la Coldiretti – cercare di riposare adeguatamente facendo attenzione all’alimentazione, evitando sia il digiuno che gli eccessi, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti”. Coldiretti ricorda che esistono cibi che “aiutano a rilassarsi per la presenza di un aminoacido, il triptofano, che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento”. Consigliatissimo il tradizionale bicchiere di latte caldo prima di andare a dormire: oltre a diminuire l’acidità gastrica che può interrompere il sonno, fa entrare in circolo durante la digestione elementi che favoriscono una buona dormita. E, infine, spazio anche a un dolcetto di incoraggiamento: oltre a fornire carboidrati semplici, ha una positiva azione antistress.

Cinema: box office al 17 giugno, sempre in testa “Jurassic World”. Giraldi, “non ci sono rivali per Hollywood”

Mon, 2018-06-18 17:49

“Non ci sono rivali per Hollywood”. Commenta così Massimo Giraldi, presidente della Commissione nazionale valutazione film della Cei, i dati del box office italiano dopo le uscite del fine-settimana 14-17 giugno. “I dinosauri di ‘Jurassic World’ occupano stabilmente il podio per la seconda settimana consecutiva portando a casa €1.792.541, per un totale di quasi 7milioni di euro. I titoli a seguire non superano invece i 200mila euro, segno di una stanchezza stagionale e di una proposta debole, di tiepido richiamo”.
Dietro “Jurassic World” diretto da Juan Antonio Bayona e interpretato da Chris Pratt e Bryce Dallas Howard, al secondo e terzo posto troviamo le due new entry in classifica “211. Rapina in corso” di York Alec Shackleton e “Ogni giorno” di Michael Sucsy, che ottengono rispettivamente €191.476 e €187.283. Scende al quarto posto “Solo: A Star Wars Story”, firmato da Ron Howard, spin-off della saga “Star Wars” che aggiunge altri €168.212, all’incasso complessivo di oltre 4milioni di euro.
Dalla quinta alla decima posizione tutti risultati molto bassi. Andiamo per ordine: quinto in classifica è l’animazione giapponese “Mary e il fiore della strega” che totalizza in quattro giorni €148.192, sesto si posiziona “Deadpool 2”, supereroe Marvel che aveva avuto una buona partenza ma si è ormai attestato sotto i 100mila euro, esattamente €92.821, ottenendo un discreto risultato complessivo di quasi 7milioni di euro. La storia della poetessa statunitense Emily Dickinson, “A Quiet Passion”, diretta con vigore dal regista inglese Terence Davies e interpretata in maniera esemplare da Cynthia Nixon, guadagna in quattro giorni €68.849, portandosi al settimo posto della classifica nazionale.
Tre grandi autori internazionali sono nella parte bassa della top ten: ottavo è “La stanza delle meraviglie. Wonderstruck” di Todd Haynes con €66.520, nono “La truffa dei Logan” di Steven Soderbergh con €62.995 e decimo “Dogman” di Matteo Garrone, uscito durante il Festival di Cannes, che ottiene altri €60.185 per un incasso complessivo di oltre 2milioni di euro. Il titolo di Garrone è l’unico italiano tra i primi dieci.

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