Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 18 min ago

Portogallo: Fatima, a settembre il Giubileo dei giovani nel centenario delle apparizioni mariane

Mon, 2017-07-17 13:48

Il santuario di Fatima ha annunciato la preparazione del “Giubileo dei giovani del centenario delle apparizioni”, che si svolgerà nei giorni 9 e 10 settembre, con l’intento di “far scoprire nel messaggio di Maria una proposta di spiritualità rivolta ai giovani del XXI secolo”. Incentrato sul tema: “Il segreto della pace, il cammino del cuore”, l’incontro è destinato alla partecipazione di giovani tra i 16 ed i 35 anni d’età, e sarà realizzato in collaborazione con il Dipartimento nazionale della Pastorale giovanile, coinvolgendo tutti i segretariati diocesani e i movimenti cattolici. “In Fatima sussiste un segreto, che qui ciascuno può scoprire sopra se stesso: il segreto del proprio essere”, ha affermato padre José Nuno Silva presentando l’iniziativa. Nelle due giornate del Giubileo, il programma si svilupperà secondo quattro tappe: “Preparare la pace; il cuore della pace; la pace del cuore; vivere la pace”. Nella serata del 9 settembre saranno presenti anche i musicisti António Zambujo e Miguel Araújo, i quali presenteranno canzoni composte utilizzando le scritture di suor Lucia. Sarà anche realizzata una trasmissione in diretta che proseguirà per tutta la notte, caratterizzata da “una profonda esperienza di silenzio in cammino” percorrendo le stazioni della Via Crucis e ritornare alla basilica della Santissima Trinità al sorgere del sole per una riflessione conclusiva. Nella mattinata del 10 settembre, i giovani si riuniranno per partecipare al rosario, alla messa, alla cerimonia di benedizione del Giubileo e alla processione dei saluti.

Università: Cattolica di Roma, da oggi a mercoledì la “summer experience” di Medicina ed Economia

Mon, 2017-07-17 13:20

Una nuova esperienza di orientamento universitario dedicata agli studenti del quarto e del quinto anno delle scuole superiori per scoprire le attitudini e gli interessi e affrontare in maniera consapevole la scelta del proprio futuro: questa l’idea fondante e la finalità del Forum delle Opportunità, l’incontro romano del progetto “Summer Experience” promosso dall’Ufficio Orientamento e Tutorato dell’Ateneo, che si svolge da oggia mercoledì 19 luglio nel campus di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Attraverso un confronto con docenti, studenti e tutor, la partecipazione a lezioni, lavori di gruppo e attività pratiche su argomenti di Economia e Medicina e chirurgia gli studenti del quarto e quinto anno delle scuole superiori potranno vivere tre giorni da universitario, non solo tra le aule, ma vivendo anche la città di Roma.
I partecipanti potranno così prepararsi ai test di ammissione dell’Università Cattolica; in particolare gli studenti del quinto anno interessati ai corsi di laurea della Facoltà di Economia potranno sostenere, senza alcun costo aggiuntivo, il Tiec, cioè il test di ammissione per l’anno accademico 2017-2018. Il Forum delle Opportunità – informano gli organizzatori – si aprirà oggi pomeriggio con l’illustrazione del programma delle giornate e la visita del campus per i genitori dei partecipanti. Quindi, seguirà un incontro di orientamento psicoattitudinale sulla scelta universitaria con laboratori di gruppo.

Domani, alle ore 9, si terrà un incontro con esperti e docenti delle facoltà di Economia e Medicina e chirurgia per conoscere i percorsi di formazione universitaria e alle ore 11.30 si terrà un incontro di didattica interattiva con casi applicativi e sessioni di laboratorio. Al termine dei lavori del pomeriggio gli studenti potranno partecipare alla visita guidata della città di Roma. Mercoledì 19 luglio, alle ore 9, si svolgerà per gli studenti la visita del campus con l’illustrazione di tutti i servizi offerti dall’Ateneo e alle ore 11.30 si terrà un incontro sulle prospettive occupazionali e il mondo del lavoro con testimonianze di ex studenti dell’Università Cattolica. Alle ore 14.30 si svolgeranno sessioni di simulazione delle prove di ammissione ai corsi delle Facoltà di Economia e Medicina e chirurgia e gli studenti del quinto anno interessati ai corsi della Facoltà di Economia potranno sostenere il test d’ingresso (Tiec).

Cinema: Feds e “Rivista del Cinematografo” conferiranno il Premio “Robert Bresson 2017” al regista Gianni Amelio

Mon, 2017-07-17 13:06

È Gianni Amelio il vincitore del Premio “Robert Bresson 2017”. Il riconoscimento verrà consegnato al regista italiano dalla Fondazione Ente dello spettacolo (Feds) e dalla “Rivista del Cinematografo” in occasione della 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, in programma dal 30 agosto al 9 settembre 2017. Gianni Amelio riceverà il premio nel corso di una cerimonia che si terrà al Lido di Venezia, presso lo Spazio dalla Fondazione Ente dello spettacolo (sala Tropicana 1) dell’Hotel Excelsior. “Istituito nel 1999 – si legge in una nota – il ‘Premio Robert Bresson’ viene assegnato ogni anno, in accordo con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura della Santa Sede, al regista che abbia dato testimonianza con il suo lavoro del difficile percorso di ricerca del significato spirituale dell’esistenza”. Ad aggiudicarselo, nelle precedenti edizioni, sono stati Giuseppe Tornatore, Manoel de Oliveira, Theo Angelopoulos, Krzysztof Zanussi, Wim Wenders, Jerzy Stuhr, Zhang Yuan, Daniel Burman, Walter Salles, Aleksandr Sokurov, Mahamat Saleh-Haroun, Jean-Pierre e Luc Dardenne, Ken Loach, Amos Gitai, Carlo Verdone, Mohsen Makhmalbaf e Andrei Konchalovsky. Amelio, nato nel 1945 a San Pietro Magisano (Cz), ha esordito come regista negli anni ‘70 con alcuni film per la televisione (“La fine del gioco”, “La città del sole”, “La morte al lavoro”, “Il piccolo Archimede”). Nel 1982 il debutto al cinema con “Colpire al cuore” e la sua prima partecipazione in concorso alla Mostra di Venezia dove, nel 1998, ha vinto il “Leone d’Oro” con “Così ridevano” nel quale ha intrecciato “esperienza pubblica e memoria personale rappresentando l’emigrazione interna dal sud al nord dell’Italia negli anni ‘50”. Attualmente insegna al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma.

Salute: Osp. Bambino Gesù, prosegue il viaggio dei piccoli pazienti a bordo di “Nave Italia”

Mon, 2017-07-17 12:51

Proseguono le avventure in mare aperto per i piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a bordo di “Nave Italia”, il brigantino a vela che la Fondazione Tender to Nave Italia Onlus (creata dalla Marina Militare e dallo Yacht Club Italiano) dedica al recupero delle persone affette da disagio fisico o psichico. La collaborazione tra Fondazione Tender to Nave Italia Onlus e Bambino Gesù, avviata nel 2011, ha consentito a tanti bambini e ragazzi malati di vivere un’esperienza indimenticabile, si ricorda in una nota: a bordo del brigantino i pazienti imparano a condividere regole, spazi in comune e momenti ludici, tutto a vantaggio dell’autostima e della consapevole gestione di sé. Dopo la spedizione dei ragazzi del reparto di Endocrinologia e Diabetologia, salpati nel giugno scorso, dal 18 al 22 luglio sarà la volta di 14 piccoli pazienti del progetto “Epilessia fuori dall’ombra”. A prendere il largo dal porto di Olbia saranno bambini e adolescenti di età compresa tra i 12 e i 18 anni, affetti da epilessia in trattamento farmacologico con sufficiente controllo delle crisi. Seguirà “A gonfie vele contro il cancro”, dal 29 agosto al 2 settembre. Il progetto – informano gli organizzatori – è giunto alla quarta edizione e si rivolge a pazienti affetti da patologie onco-ematologiche in fase stabile. I piccoli marinai, sempre di età compresa tra i 12 e i 18 anni, salperanno dal porto di Livorno e rientreranno in quello di Civitavecchia. Un lungo viaggio nel quale saranno seguiti a bordo da diversi infermieri e da un oncoematologo-pediatra. Dal 26 al 30 settembre prenderà il via la quarta ed ultima spedizione, quella rivolta ai “siblings”, fratelli e sorelle di pazienti con malattie metaboliche o epilessia. “Convivere con un fratello o una sorella con malattie croniche complesse e invalidanti può avere ripercussioni sulla qualità di vita del ragazzo sano”, si lege nel comunicato: “Lo scopo dell’esperienza a bordo sarà quella di ristabilire all’interno della famiglia del bambino malato un giusto equilibrio, offrendo al fratello sano nuovi strumenti per accrescere la propria autostima e indipendenza”. Partenza prevista dal porto di Gaeta, rotta verso le isole pontine e rientro nel porto di Civitavecchia.

Diocesi: mons. Bertolone (Catanzaro-Squillace), “diamo tutti contenuti alla speranza”. La preghiera a san Vitaliano, “rendici più uniti”

Mon, 2017-07-17 12:30

“Non c’è domani senza presente e senza ieri. In quest’ottica, dalla nuova amministrazione, ovvero da coloro che il libero voto popolare ha designato al servizio della cittadinanza, ci si aspetta perciò che dia ad ognuno di noi una cospicua dose di speranza”. È quanto ha detto ieri sera l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, al termine della processione di san Vitaliano, patrono della città di Catanzaro e della diocesi. “Invertiamo la rotta: spes non più ultima ma prima dea! Diamo, tutti, contenuti alla speranza! – è stato il monito dell’arcivescovo -. Soprattutto i cattolici impegnati in politica, sia individualmente che attraverso l’associazionismo”. Bertolone ha chiesto di dar vita subito ad uno sportello aperto 24 ore al giorno per ascoltare i bisogni della gente, realizzare un censimento delle persone indigenti (“gli indigenti sono qualcosa di più in basso dei poveri”), inserire nel bilancio comunale la voce “aiuti ai poveri” oltre ad una presenza maggiore nelle periferie “geografiche ed esistenziali; in ogni senso, vigili sulla presenza della ‘ndrangheta che – neanche a dirlo – trova nelle condizioni di degrado sociale, povertà e disoccupazione, l’humus favorevole per seminare la zizzania, anziché il buon grano”. San Vitaliano – ha pregato mons. Bertolone – “forse ti abbiamo deluso per aver abbandonato e trascurato la città del vento, che soffia buono e generoso sul cuore dei catanzaresi e di tutti coloro che qui sono venuti e qui forse ancora in tanti verranno. Ti chiediamo un aiuto particolare. Uno solo, dal quale far rinascere il nostro spirito catanzarese: renderci più uniti. Una maggiore coesione sarà frutto del nostro esserci incontrati”. L’arcivescovo ha poi sottolineato che “siamo tutti corresponsabili del bene, della pace degli altri” e ha auspicato che “si combatta l’individualismo esasperato, il disimpegno fatalista, la polemica sterile e dannosa, il lobbismo, le consorterie e prepotenze”.

Ius soli: mons. Perego (Migrantes), “vittoria dell’incapacità di risolvere i problemi reali del Paese”

Mon, 2017-07-17 12:16

Il rinvio della legge sulla cittadinanza è una vittoria “dell’indecisione, una vittoria dell’incapacità di risolvere i problemi reali del Paese. Il diritto in questione non è un premio ma uno strumento fondamentale di integrazione”. A dirlo è mons. Gian Carlo Perego, direttore generale pro-tempore della Fondazione Migrantes e arcivescovo di Ferrara-Comacchio, in una nota dopo il rinvio del ddl sullo “ius soli”. “Dietro questo rinvio – aggiunge il presule – c’è la paura di affrontare un tema che certamente divide la società civile, che è, però, in democrazia un tema sul quale i politici non possono che essere responsabili. Si tratta di un provvedimento che riguarda poche migliaia di persone, ragazzi che hanno terminato gli studi, che giocano con i nostri ragazzi, partecipano alla vita delle città. Ci sono genitori che lavorano e sono dentro le nostre comunità. Rinviare ancora lo ‘ius soli’ significa non volere quella cittadinanza attiva dei migranti che è un tassello della democrazia. È questo l’aspetto più deludente di quanto annunciato dal premier Paolo Gentiloni”. Per il direttore generale pro-tempore di Migrantes, è “inconcepibile che su una legge così semplice ci siano state tante polemiche, che si parli addirittura di caduta del governo. Il rinvio non è che un segnale forte che dimostra la mancanza di coraggio su alcune scelte importanti per il futuro del nostro Paese. In un momento in cui tutti chiedono maggiore integrazione e meno discriminazione, questa battuta d’arresto – conclude – sull’estensione dello ‘ius soli’ invece non fermerà la fantomatica invasione, ma la reale integrazione”.

Ius soli: Arci, il rinvio è “ingiustizia insopportabile”. “Prevale nuovamente il calcolo elettorale”

Mon, 2017-07-17 12:07

“Quel che temevano è purtroppo diventato realtà. Grazie a un gioco di scaricabarile fra il segretario del Pd e il governo, il rischio che neanche in questa legislatura venga approvata la legge di riforma della cittadinanza è altissimo. Il boccone da ingoiare è veramente amaro. Prevale nuovamente il calcolo elettorale”. Lo afferma oggi Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, a proposito del rinvio della legge sulla cittadinanza, annunciato dal premier Gentiloni. “Invece di ribadire le ragioni di una legge giusta e urgente, si è preferito evitare incognite su un voto dagli esiti incerti – osserva Chiavacci -. Dunque ora si parla dell’autunno. Questo però significa praticamente mai in questa legislatura, perché a settembre il Parlamento sarà impegnato su una difficile legge di Stabilità e la sessione di bilancio durerà tutto dicembre”. “Sarebbe più onesto – sottolinea – dire chiaro e tondo che dello ius soli si parlerà ormai nella prossima legislatura, sempre che gli equilibri che usciranno dalle elezioni lo consentano. E così più di un milione di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, nati o cresciuti in Italia da genitori stranieri continueranno a vedersi esclusi dalla cittadinanza italiana, nonostante italiani si sentano a tutti gli effetti”. “Una decisione ipocrita e crudele per gli effetti che comporta – conclude -. Due ragazzi seduti nello stesso banco, o che giocano insieme a pallone, o che frequentano lo stesso gruppo di amici, non avranno uguali diritti. Un’ingiustizia insopportabile”.

Religioni: presentato all’Onu un piano d’azione per leader religiosi contro “incitamento alla violenza” e “crimini atroci”

Mon, 2017-07-17 11:51

“Un Piano d’azione destinato ai leader religiosi per impedire l’incitamento alla violenza e a commettere crimini atroci” è stato presentato il 15 luglio nella sede dell’Onu a New York, dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Gutierres. Articolato in 177 obiettivi suddivisi in tre gruppi di raccomandazioni, il piano mira ad impedire crimini e atrocità e a rafforzare e costruire strategie di convivenza non solo nelle aree del mondo a rischio, ma anche in tutti quei contesti dove serve lavorare alla prevenzione di estremismi violenti e di conflitti. Destinato principalmente ai leader religiosi, il documento offre raccomandazioni dettagliate anche agli Stati, alle organizzazioni della società civile e ai media nuovi e tradizionali, poiché “la prevenzione dei crimini, la garanzia di libertà di espressione, religione, credo e di riunione pacifica, sono frutto di un’operazione multilivello a cui tutti sono chiamati a collaborare”. Il progetto è stato sviluppato con la collaborazione di 232 leader religiosi e peacemaker provenienti da 77 Paesi e ha richiesto due anni di lavoro. Buddisti, cristiani, indù, ebrei, musulmani e sikh di vari gruppi e denominazioni, sono stati tra gli estensori del documento e a loro si sono aggiunti rappresentanti di varie minoranze religiose tra cui i Baha’i, Candomblé, Kakai, Yazidi: il 30% degli interlocutori era costituito da donne. Per l’Italia erano presenti rappresentanti di Coreis (Comunità religiosa islamica italiana), Comunità di sant’Egidio, Unione buddista italiana, Fondazione per i diritti umani Robert F. Kennedy, della moschea Al-Wahid di Milano e della Commissione interministeriale per i Diritti umani.

Il nunzio mons. Bernardito Auza, intervenendo a nome della Santa Sede, ha ribadito il pensiero di Papa Francesco sul considerare le religioni “parte della soluzione del problema” e ha sottolineato la necessità per i leader religiosi di partecipare a “significativi incontri interreligiosi”. Ha incoraggiato poi a utilizzare le buone pratiche offerte dal piano per dissuadere dall’odio e dalla violenza “coloro che usano motivazioni pseudoreligiose e che non saranno dissuasi da argomentazioni secolari ed economiche ma che hanno bisogno, piuttosto, di veri argomenti religiosi che dimostrino come l’interpretazione che induce violenza è infedele al testo sacro e al Dio che gli estremisti pretendono di servire”. Infine, un richiamo è andato alla responsabilità degli Stati nel fermare genocidi e atrocità “perché i leader religiosi possono contribuire nel prevenire i crimini, ma poi non hanno gli strumenti per fermarli e questo è un compito degli Stati, delle loro agenzie e delle forze armate”. Il segretario Gutierres, nel corso del dibattito sulle strategie attuative, ha precisato che il piano “può aiutare a salvare vite umane, a ridurre la sofferenza e a realizzare una visione condivisa di pace, inclusività, società giusta, dove la diversità è un valore e i diritti di tutti gli individui sono protetti”.

Politica: p. Occhetta (Civiltà Cattolica), sulla sconfitta di Renzi ha contribuito anche lo “ius soli”. Serve “nuovo accordo” tra forze politiche

Mon, 2017-07-17 11:40

“Renzi ha contribuito a polarizzare il voto – è stato così anche ai tempi di Berlusconi -, ma sulla sconfitta hanno pesato alcuni temi politici emersi durante la campagna elettorale, come quello della cittadinanza agli immigrati, il cosiddetto ‘ius soli'”. È quanto scrive padre Francesco Occhetta nell’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”, in cui analizza l’esito delle recenti elezioni amministrative. “Queste elezioni, con il loro valore politico e simbolico, riaprono i progetti sulle coalizioni nazionali”, la tesi di Occhetta, secondo il quale “quegli stessi partiti che si sono mostrati litigiosi sul piano nazionale e alleati in periferia dovrebbero chiarire davanti all’elettorato dove vogliono portare il Paese. Il centrodestra è unito, almeno formalmente, ma manca di leader; il centrosinistra, che il leader ce l’ha, manca di unità”. Per Occhetta, “l’accordo sulla legge elettorale, al di là del merito, avrebbe ridotto le distanze tra le principali forze politiche e creato un clima più sereno per la formazione di coalizioni post-elettorali”. Con una legge elettorale, invece, “che obbligherà forze politiche con programmi diversi a stare insieme prima del vito, sarà difficile riprodurre a livello nazionale ciò che sta funzionando nel governo locale”. “Mentre è in carica il governo Gentiloni, che auspichiamo possa arrivare a fine legislatura, per quale motivo le forze politiche non cercano un nuovo accordo?”, la proposta. “I criteri da rispettare – argomenta Occhetta – sono noti: garantire governabilità allo schieramento e al premier che si vota; rispettare le minoranze politiche; introdurre una consistente soglia di sbarramento che favorisca la riduzione dei partiti e dei gruppi parlamentari, che attualmente sono 23”. “La qualità della legge elettorale – conclude Occhetta – dipender anche dai nuovi regolamenti parlamentari e dalle regole sui finanziamenti pubblici dei partiti, di cui nessuno parla e che in questi anni non sono cambiate”.

Politica: p. Occhetta (Civiltà Cattolica), “astensione strutturata” e “incomunicabilità tra centro e periferia”

Mon, 2017-07-17 11:32

“L’astensione strutturata e crescente, il prevalere della bipartizione politica del voto locale tra centrodestra e centrosinistra, rispetto alla ripartizione politica nazionale, e la crescente incomunicabilità tra centro e periferia”. Sono questi, scrive padre Francesco Occhetta sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”, i tre dati politici che le elezioni amministrative dell’11 giugno scorso hanno fatto risaltare. “Per il M5S – scrive il gesuita – si è trattato di un risveglio amaro: è bastato un anno per passare dai trionfi elettorali locali all’esclusione dei ballottaggi. Ma in politica una rondine non fa primavera, e il risultato dei grillini alle amministrative non indica un ridimensionamento del consenso sul piano nazionale”. Quanto all’astensionismo, che è cresciuto fino a quasi il 40%, secondo Occhetta è indice di una “astensione strutturata” che “ha perso le proprie radici, i legami con la storia dei territori che garantivano senso di identità e di partecipazione. Il voto dei giovani, inoltre, si è fondato sulla percezione ‘a pelle’ del candidato, senza tenere in conto il partito di appartenenza e il programma”. Altro dato che esprime un’inversione di tendenza: “La votazione diretta del sindaco – che, agli inizi degli anni Novanta, aveva raggiunto percentuali di affluenza di quasi l’86% nel Nord-Est – è entrata in crisi”. Rispetto, infine, agli esiti delle politiche del 2013, in cui si era imposto il tripolarismo, localmente si consolida il bipolarismo: “Ma servano ben altre conferme prima di poterlo affermare anche sul piano nazionale”, il comento di Occhetta, che ricorda come “è comunque il centrodestra a essere l’area più premiata nei territori”.

Ius soli: Gambino (Università europea), “aggiungere requisito esclusività cittadinanza italiana”

Mon, 2017-07-17 11:22

“La proposta all’esame del Senato prevede che il minore straniero sia nato in Italia da genitore residente oppure, alternativamente, abbia compiuto un ciclo scolastico, ma non vi è alcuna verifica dell’accettazione dei principi su cui si regge la Costituzione italiana, con il rischio che si possa essere contemporaneamente cittadini anche di un Paese con principi e valori addirittura contrari, si pensi a poligamia, mutilazioni genitali, ruolo sociale della donna, se non addirittura di un Paese nemico dell’Occidente”. Lo dichiara in una nota Alberto Gambino, ordinario di diritto civile e prorettore dell’Università Europea di Roma. “La cittadinanza è un istituto giuridico che indica l’appartenenza alla comunità politica organizzata con precisa attribuzione di diritti e di doveri e ove ciò derivi dal fatto di nascere in uno Stato – prosegue Gambino – allora non può pensarsi che lo stesso soggetto appartenga contemporaneamente anche ad un’altra comunità politica organizzata, in base alla discendenza ‘di sangue’ dai suoi genitori non italiani, specie ove quella comunità abbia principi e valori in contrasto con la comunità di residenza”. “Per attenuare questi rischi – conclude il giurista – si approfitti allora della pausa di riflessione dettata da Gentiloni e Alfano per aggiungere il requisito della esclusività della cittadinanza italiana, così come avviene in realtà proprio nel sistema spagnolo”.

Stati Uniti: i vescovi chiedono al governo di aumentare la quota d’ingresso dei rifugiati

Mon, 2017-07-17 11:02

Il presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale statunitense, mons. Joe S. Vásquez, ha chiesto all’amministrazione Usa di innalzare il tetto massimo di accoglienza dei rifugiati a 75mila, dopo che la scorsa settimana è stata raggiunta la quota di ammissioni per gli Usa (50mila) nel 2017. L’attuale presidenza aveva varato lo scorso marzo un ordine esecutivo che abbassava le quote di ingresso da 110mila alle attuali 50mila. A nome dei vescovi, mons. Vasquez aveva già manifestato le perplessità della Chiesa, ma in una nuova lettera del 15 luglio ha voluto esprimere ulteriore preoccupazione “per le conseguenze umane di questa limitazione e per il suo impatto sui rifugiati più vulnerabili come quelli non accompagnati, anziani e malati, oltre che per le minoranze religiose”: “Queste popolazioni vulnerabili non saranno in grado di accedere alla protezione necessaria e continueranno ad affrontare pericoli e sfruttamenti. Dobbiamo essere consapevoli che ogni rifugiato è più che un numero, è un figlio di Dio”. Nel loro appello, i vescovi hanno ribadito che limitare gli ingressi a 50mila non risponde ai reali bisogni di accoglienza, visto che i rifugiati nel mondo sono circa 22 milioni , e “non riflette la nostra compassione e la nostra capacità di nazione. Crediamo fermamente che gli Stati Uniti hanno la buona volontà, il carattere, la leadership e le risorse per aiutare i più vulnerabili e in cerca di protezione. La Chiesa, da parte sua, continuerà ad accompagnare e accogliere i rifugiati giunti nel Paese e a garantire i servizi a loro necessari”.

Diocesi: mons. Moraglia (Venezia), “la città deve vivere la sua identità in modo inclusivo ed essere accogliente”

Mon, 2017-07-17 10:41

“Una città come la nostra amata Venezia deve vivere la sua identità in modo inclusivo ed essere città accogliente che sa conservare viva la propria storia”. Lo ha affermato ieri il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, in occasione della solennità del Santissimo Redentore, che ha presieduto nell’omonima basilica alla Giudecca. Nell’omelia, Moraglia ha parlato della speranza, osservando che “senza la speranza eterna anche le speranze terrene risultano difficili da tenere deste perché instabili, fragili e, soprattutto, deludenti”. Il patriarca ha poi passato in rassegna lacune problematiche globali e territoriali. “È illusione pensare ad una redistribuzione della ricchezza a livello mondiale senza una ‘conversione’ della politica”, ha ammonito Moraglia. “Urge una migliore suddivisione delle risorse fra gli uomini, fra gli Stati e fra i continenti perché – ha proseguito – la pace dipende, non poco, da questa giustizia sociale fra uomini e Stati. Lavorare allo sviluppo d’intere regioni vuol dire costruire la pace”. Secondo il patriarca, “per il cristiano la via della speranza e dell’impegno passa anche attraverso l’esercizio rigoroso della responsabilità politica e sociale, economica e finanziaria”. Riferendosi poi al “caso delle banche venete”, ha evidenziato come sia necessario “mantenere sempre alto – da parte di tutti – il livello di attenzione, vigilanza e responsabilità” e ha auspicato che “non avvenga” che “a rimetterci siano proprio i cittadini più deboli, i piccoli risparmiatori”. Moraglia ha fatto accenno anche “alla questione epocale dei migranti”, rispetto alla quale “la politica non può più balbettare” ma “deve parlare un linguaggio chiaro” e “avere soprattutto un progetto”. Il patriarca ha anche richiamato la necessità che “vengano portate a compimento le grandi opere iniziate” a Venezia ma “sempre nel rispetto della natura unica e fragilissima di questa città e della sua laguna che vanno messe al riparo da tante ferite che possono esserle inflitte”.

Diocesi: Vercelli, morto nella serata di sabato mons. Cesare Massa

Mon, 2017-07-17 10:23

È morto nella tarda serata di sabato 15 luglio, a Vercelli, mons. Cesare Massa. Decano del clero vercellese, aveva compiuto 93 anni lo scorso 13 marzo. Laureatosi in pedagogia a Torino, è stato professore di filosofia al liceo classico di Varallo e poi in quelli di Vercelli, dove insegnò anche all’Istituto magistrale. Prima di diventare sacerdote nel 1969, ordinato dall’arcivescovo Albino Mensa, Massa fu anche impegnato in politica come esponente della Democrazia cristiana ricoprendo la carica di segretario vercellese del partito e di consigliere comunale. Per diversi anni ha diretto anche il settimanale diocesano “L’Eusebiano”, testata che dal 1993 ha preso il nome de “Il Corriere eusebiano”. La sua, ricordano dal settimanale, fu “una direzione caratterizzata dall’intelligenza e dalla sensibilità in particolare verso i temi di rilevanza sociale”. In stretto contatto con Enzo Bianchi e la Comunità monastica di Bose, mons. Massa fu fondatore e animatore a Vercelli del Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic). Nel 2011, “per la sua attività nel mondo ecclesiastico e della comunicazione ecclesiastica”, fu insignito del riconoscimento di “Vercellese dell’anno”. I funerali saranno celebrati domani, martedì 18 luglio, alle 10.30 nella basilica di sant’Andrea, a Vercelli. La camera ardente, invece, è allestita nella Chiesa di san Michele, di cui mons. Massa era rettore.

Cardinale Bassetti: incontro a Spello con l’Azione cattolica, “seminare, accogliere, ascoltare, cuore pulsante dell’azione dei laici”

Mon, 2017-07-17 10:01

Riflettendo sulla parabola del seminatore, il cardinale Gualtiero Bassetti, incontrando l’Azione cattolica a Spello, ha affermato: “Gesù invita continuamente i suoi discepoli ad ascoltare. Li invita a non farsi dominatori ma docili custodi di una Parola che è stata rivelata e donata. Custodi di una parola di vita che devono donare al mondo con la stessa gioia e la stessa gratuità con cui l’hanno ricevuta. Quel seme e quella parola che hanno avuto non è di loro proprietà. Essi hanno il privilegio di esserne intermediari preziosi ma mai proprietari unici. E questo è il dono che ogni credente ha ricevuto: ognuno nel proprio ministero o nel proprio ruolo. E questo è anche il grande dono per l’Azione cattolica”. “Infatti, questi tre verbi che abbiamo appena accennato – seminare, accogliere, ascoltare – rappresentano il cuore pulsante dell’azione dei laici nel mondo contemporaneo… Tre azioni, tre verbi, che caratterizzano da sempre la storia dell’Azione cattolica e che possono essere messe accanto alle tre parole che da sempre la contraddistinguono: preghiera, azione e sacrificio”.
Paolo VI, ha detto il presidente Cei, in occasione del centenario dell’Azione cattolica “ne ribadì con forza la missione: ‘servizio costante per il prossimo e difesa della verità’. Papa Francesco in occasione del 150° anniversario della fondazione ha invitato l’Ac a raggiungere le ‘periferie’ e a cercare ‘senza timore il dialogo con chi vive accanto’ perché è nel ‘dialogo che costruiamo la pace, prendendoci cura di tutti e dialogando con tutti’. Queste parole di due grandi papi si legano alla perfezione con le tre azioni che abbiamo messo in rilievo oggi, seminare, accogliere, ascoltare, e ne danno un ancor maggior significato. Perché nulla è impossibile a Dio”.

Cardinale Bassetti: incontro a Spello con l’Azione cattolica, “cristianesimo è fede fondata sull’amore che viene da Dio”

Mon, 2017-07-17 10:00

“Ci sono tre parole che, meglio di altre, sintetizzano la liturgia della Parola di oggi: il seminatore; il terreno; le orecchie. Tre parole a cui sono legati tre verbi di cruciale importanza: seminare; accogliere; ascoltare”. Attorno a questi tre verbi si è sviluppata l’omelia che il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha svolto durante la messa celebrata ieri a Casa San Girolamo di Spello, incontrando la presidenza nazionale dell’Azione cattolica. Il cardinale – accolto dal presidente Matteo Truffelli e dall’assistente ecclesiale mons. Gualtiero Sigismondi – ha trascorso la mattinata con la presidenza, per un confronto durante il quale ha invitato a riprendere e sviluppare il profilo di chiesa e di laicato presenti nella “Evangelii nuntiandi” di Papa Paolo VI e nella “Evangelii gaudium” di Papa Francesco. Ha quindi parlato di una “chiesa del tempo ordinario”, nel quale l’Ac è chiamata a svolgere un ruolo “essenziale”. Si trattava, ha ricordato il porporato, del primo incontro con un’associazione ecclesiale da quando ha assunto la presidenza Cei. “Il seminatore – ha fra l’altro affermato nell’omelia – compie due diversi movimenti: esce e semina. Esce da dove? Non si tratta di un’uscita da un luogo a un altro. È un’uscita esistenziale e mistagogica. Esce da se stesso per andare incontro all’altro. È quello a cui ci invita continuamente papa Francesco. È un’uscita che è essenzialmente un atto di amore totale e gratuito, e mai un semplice gesto esteriore. È questo un punto cruciale: il cristianesimo non è una religione incentrata sul dovere, ma è una fede fondata sull’amore preveniente da Dio”.

Giornata giustizia penale internazionale: Mogherini (Ue), “garantire che gli autori dei reati più gravi siano assicurati alla giustizia”

Mon, 2017-07-17 09:32

“L’Unione europea e i suoi Stati membri ribadiscono il loro pieno sostegno alla Corte penale internazionale e al rafforzamento di un sistema di giustizia penale internazionale votato a scoraggiare la commissione di reati, lottare contro l’impunità e garantire la protezione dei diritti delle vittime”. Sono parole dell’alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, in occasione della Giornata della giustizia penale internazionale, che si celebra oggi. Il 17 luglio del 1998 veniva infatti adottato lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Questa giornata “celebra gli sviluppi e i risultati delle istituzioni di giustizia penale internazionale” e “ricorda che dobbiamo continuare a lavorare, a livello nazionale e internazionale, per garantire che gli autori dei reati più gravi siano assicurati alla giustizia”, ha dichiarato Mogherini. Perché “l’impunità genera maggiore odio, che porta ad atti di vendetta e a ulteriori sofferenze” e “la pace rimane un obiettivo irrealizzabile”. L’Ue sostiene anche le “iniziative di giustizia di transizione e i meccanismi della giustizia internazionale relativi a specifici Paesi”, come nel caso della Siria: l’Ue ha erogato 1,5 milioni di euro a favore del meccanismo internazionale, imparziale e indipendente per fornire assistenza nelle indagini e nell’azione penale nei confronti dei responsabili dei crimini più gravi in base al diritto internazionale.

Papa Francesco: Angelus, “un saluto speciale alla comunità cattolica venezuelana”

Mon, 2017-07-17 09:02

“Un saluto speciale rivolgo alla comunità cattolica venezuelana, rinnovando la preghiera per il vostro amato Paese”. Al termine dell’Angelus di ieri, il Papa ha rivolto nuovamente il suo pensiero al Venezuela, in una giornata cruciale per il futuro del Paese. Si è svolto ieri, infatti, il referendum popolare promosso dall’opposizione per dire no all’Assemblea costituente voluta dal presidente Maduro. I vescovi del Paese sostengono l’iniziativa, che non è riconosciuta dalle autorità, per contrastare – affermano – il tentativo di instaurare una dittatura militare marxista. Intanto, la crisi umanitaria si aggrava sempre di più. La Caritas italiana ha pubblicato un rapporto intitolato “Inascoltati, un popolo allo stremo chiede i suoi diritti fondamentali”. Sono oltre 11mila i bambini morti nel 2016 per mancanza di medicinali e la mortalità materna è aumentata quasi del 70%. Di fronte alla crisi alimentare, sanitaria e di sicurezza, la Cei ha voluto offrire un contributo di 500mila euro.

Papa Francesco: Angelus, fare “una bonifica del nostro cuore”

Mon, 2017-07-17 09:01

“Gesù, quando parlava, usava un linguaggio semplice e si serviva anche di immagini, che erano esempi tratti dalla vita quotidiana, in modo da poter essere compreso facilmente da tutti”. Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri. “Per questo lo ascoltavano volentieri e apprezzavano il suo messaggio che arrivava dritto nel loro cuore”, ha proseguito: “E non era quel linguaggio complicato da comprendere, quello che usavano i dottori della legge del tempo, che non si capiva bene ma che era pieno di rigidità e allontanava la gente. Non era una teologia complicata”. Nella parabola del buon seminatore, ad esempio, Gesù “si presenta come uno che non si impone, ma si propone”. “Il nostro cuore, come un terreno, può essere buono e allora la Parola porta frutto – e tanto – ma può essere anche duro, impermeabile”, ha spiegato Francesco. Tra il terreno buono e la strada, per il Papa ci sono però due terreni intermedi: il terreno sassoso, dove “il seme germoglia, ma non riesce a mettere radici profonde”, segno di un cuore superficiale, “senza spessore, dove i sassi della pigrizia prevalgono sulla terra buona, dove l’amore è incostante e passeggero”, e il terreno spinoso, “pieno di rovi che soffocano le piante buone”. “I rovi sono i vizi che fanno a pugni con Dio, che ne soffocano la presenza”, ha ammonito Francesco: “Anzitutto gli idoli della ricchezza mondana, il vivere avidamente, per sé stessi, per l’avere e per il potere”. Di qui l’invito a guardarci dentro: “A ringraziare per il nostro terreno buono e a lavorare sui terreni non ancora buoni”. “Chiediamoci se il nostro cuore è aperto ad accogliere con fede il seme della Parola di Dio”, l’esortazione finale: “Chiediamoci se i nostri sassi della pigrizia sono ancora numerosi e grandi; individuiamo e chiamiamo per nome i rovi dei vizi. Troviamo il coraggio di fare una bella bonifica del terreno, una bella bonifica del nostro cuore”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. “Ius soli” rimandato a dopo l’estate. Venezuela, sangue sul referendum anti-Maduro

Mon, 2017-07-17 09:00

Ius soli: Gentiloni rinvia l’approvazione della legge, “impegno a vararla entro l’autunno”

Quella per lo “ius soli” è “una legge giusta” ma “non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva”. Lo ha affermato ieri il premier Paolo Gentiloni, in una nota nella quale ha assicurato che “l’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane”. La presa di posizione di Gentiloni arriva dopo i distinguo e le divisioni nella maggioranza di governo n vista del voto in Senato. Per monsignor Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e già direttore generale di Migrante, il rinvio dell’approvazione della legge “è una vittoria dei prepotenti sui piccoli che non hanno voce, una vittoria dell’indecisione, una vittoria dell’incapacità di risolvere i problemi”.

Venezuela: sangue sul referendum anti-Maduro

Sangue sul referendum informale convocato dall’opposizione al leader venezuelano Nicolas Maduro per respingere la convocazione di una nuova Assemblea costituente, per la cui formazione le elezioni sono in programma per domenica 30 luglio. A Caracas, l’attacco di “gruppi paramilitari” ha causato la morte di una donna in un seggio a Catia, quartiere popolare e un tempo chavista. Ma il bilancio potrebbe aggravarsi visto che altre persone sono state ferite. L’affluenza è stata comunque elevata, con oltre 7 milioni partecipanti. Per il referendum “anti-Maduro” si è votato anche in una settantina di Paesi nel mondo; seggi sono stati allestiti anche in Italia, a Milano, Torino, Bologna e Napoli. A Roma ha votato anche il padre del capo dell’opposizione al presidente venezuelano, Leopoldo Lopez, oggi agli arresti domiciliari dopo aver trascorso più di 3 anni in carcere.

Migranti: proteste per l’accoglienza nel messinese e a Civitavecchia

Non si placano le proteste relative all’accoglienza dei migranti sbarcati sulle coste italiane. I sindaci dei Nebrodi, nel messinese, dopo l’ingresso di 50 migranti nell’hotel Canguro, a Sinagra (Me), hanno dato il via ad un presidio permanente davanti all’albergo invocando un incontro con il prefetto di Messina, che ha disposto il trasferimento al centro delle polemiche. Ieri sera il prefetto ha comunicato la convocazione dei Primi cittadini per giovedì 20 luglio, alle 12. I sindaci, che non si dichiarano contrari all’accoglienza, chiedono che questa sia concordata con gli enti locali e non imposta dall’alto. A Civitavecchia, invece, il sindaco Antonio Cozzolino ribadisce la sua contrarietà al progetto del governo di aprire un hotspot per i migranti nel porto cittadino. Gli attracchi di navi per consentire gli sbarchi sono in programma già per questa settimana.

Italia: al via le domande per il “Bonus asilo nido”

Dalle 10 di oggi sarà possibile presentare la domanda per ottenere il “Bonus asilo nido”. Il beneficio, di 1.000 euro, spetta ai genitori di minori nati o adottati dal 1° gennaio 2016, residenti in Italia, cittadini italiani o comunitari, o in possesso del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. “Ai cittadini italiani – spiega l’Inps – per tale beneficio, sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria”. La richiesta potrà essere inoltrata fino al 31 dicembre 2017 attraverso i servizi web dell’Inps, Contact Center integrato o enti di Patronato. Il richiedente dovrà essere colui che ha affrontato l’onere della spesa per quanto concerne l’asilo nido e dovrà essere anche convivente in caso di agevolazione per supporto domiciliare. Il contributo, che può essere percepito al massimo per un triennio, è destinato al pagamento di rette per asili nido pubblici e privati o per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione a favore dei bambini al di sotto dei 3 anni affetti da gravi patologie croniche. “L’erogazione del bonus – precisa l’Inps – avverrà con cadenza mensile e sarà parametrato in 11 mensilità per quanto concerne la frequenza dell’asilo nido e in unica soluzione per il supporto domiciliare”. Il primo pagamento comprenderà l’importo delle mensilità documentate sino a quel momento maturate, mentre dal successivo l’importo del bonus sarà al massimo di 90,91 euro mensili e comunque non superiore alla spesa sostenuta per il pagamento della singola retta.

Corea: prove di dialogo tra Pyongyang e Seul

A due anni dall’accordo per rilanciare le relazioni diplomatiche, la Corea del Sud apre al dialogo con la Corea del Nord nell’intento di fermare qualsiasi attività militare al confine tra i due Paesi asiatici. “Il ministero delle difesa – ha dichiarato il vice ministro sudcoreano Suh Choo-Suk – ha richiesto l’inizio delle trattative su argomenti di natura militare il 21 luglio prossimo, nella zona di Tongilgak, per terminare tutte le attività ostili che provocano tensioni militari, lungo la linea di confine”. L’apertura diplomatica arriva a seguito della serie di test missilistici condotti dalla Corea del Nord nelle ultime settimane. I nuovi colloqui dovrebbero tenersi a Panmunjom, il villaggio di frontiera dove due anni si svolsero i negoziati.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie