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Updated: 24 min 21 sec ago

Sale della Comunità: Cinema Beltrade di Milano e Cinema Galliera di Bologna, migliori incassi della stagione Movieday

Thu, 2017-11-16 13:48

Le Sale della Comunità crescono anche grazie a iniziative in Rete. Il Cinema Beltrade di Milano e il Cinema Galliera di Bologna fanno registrare infatti i migliori incassi della stagione 2016-2017 Movieday. Movieday è una piattaforma web italiana che permette al pubblico di organizzare delle proiezioni cinematografiche, scegliendo il film da vedere e condividendo il tutto con amici. Gli spettatori possono selezionare dal catalogo capolavori di ogni epoca, film in anteprima e opere indipendenti, individuando poi la sala tra le 196 aderenti (Movieday.it).
Su quasi 200 cinema che fanno parte della rete Movieday, 30 sono Sale della Comunità. E tra queste, i cinema Beltrade di Milano e il Galliera di Bologna hanno attivato le strategie comunicative più convincenti, risultando le sale più apprezzate dagli spettatori, in termini di incassi ottenuti. “Movieday è stata una risposta all’esigenza di intercettare un pubblico anagraficamente giovane e social – commenta Marta Bernardi, esercente del Cinema Galliera, nella nota stampa dell’Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema, Acec.it) – permettendoci di lavorare in sinergia con appassionati di cinema, distributori indipendenti, portando alla luce tutte quelle opere attrattive che la grande distribuzione non prende in considerazione ma che il pubblico desidera vedere”.
Un nuovo modo di vivere il cinema, di abitare la sala cinematografica, utilizzando le opportunità offerte da Internet; un servizio per le sale che si inserisce, si integra, accanto alla programmazione tradizionale del cinema. “Abbiamo visto Movieday nascere e crescere – sottolinea Monica Naldi, esercente del Cinema Beltrade – anche recependo le esigenze dei registi, del pubblico e delle sale. Con loro abbiamo organizzato proiezioni speciali che vanno in una direzione da noi spesso praticata: quella di dare spazio a opere di minor appeal commerciale, che però attraggono un pubblico desideroso di riunirsi e confrontarsi su dei temi specifici o delle particolari passioni cinematografiche”.

Ue: domani a Göteborg (Svezia) il “Summit sociale per il lavoro e la crescita”. Presenti i leader dei 28

Thu, 2017-11-16 13:35

Al “Summit sociale per il lavoro e la crescita equa” che si tiene domani a Göteborg, i capi di Stato e di governo dei 28 Paesi Ue, i leader delle istituzioni e i rappresentanti della società civile saranno chiamati a confrontarsi in modo “interattivo” in tre workshops paralleli, guidati ciascuno da un moderatore che starà nel centro del “cerchio”, per capire come concretamente “promuovere lavoro” e quindi crescita. La fotografia del mercato del lavoro oggi in Europa parla di 235 milioni di persone occupate, di cui il 72% nel terziario (rispetto al 67% di dieci anni fa), 2 lavoratori su 5 sono con lo stesso datore di lavoro da oltre 10 anni; 44 milioni con contratti part-time (11 milioni in più rispetto al 2007), 22 con contratti temporanei (erano 18,5 dieci anni fa). 16 milioni di cittadini comunitari vivono e lavorano in un Paese Ue diverso dal proprio: il doppio rispetto a dieci anni fa, così come sono raddoppiati i lavoratori nella fascia 55-64 anni (oggi 32 milioni). La discussione nei workshops (accesso al mercato del lavoro; occupazione e condizioni di lavoro eque; il lavoro nella transizione) dovrà muovere da questi e molti altri dati che la Commissione ha predisposto. Una delle sfide: entro il 2060 la tendenza demografica europea genererà un vuoto di 38 milioni di lavoratori che il recente afflusso di immigrati potrà solo parzialmente colmare. Il materiale di lavoro è disponibile sul sito del Summit, che trasmetterà in diretta i lavori (www.socialsummit17.se).

Povertà sanitaria: Daniotti (presidente), “sono persone come noi, saremo sempre in prima linea”. Sfida è “fare aderire tutte le farmacie”

Thu, 2017-11-16 13:30

“I poveri non sono numeri, sono persone come noi, vivono con noi e domenica sarà la loro giornata voluta da Papa Francesco. Per questo siamo e saremo sempre in prima linea per aiutarli”. Così Sergio Daniotti presidente della Fondazione Banco farmaceutico, concludendo la presentazione a Roma, presso l’Aifa, del “Rapporto 2017 – Donare per curare: Povertà sanitaria e donazione farmaci”, promosso dal Banco e BFResearch. “Noi copriamo il 30% di quello che gli enti chiedono”, afferma; per soccorrere in modo più efficace le persone più vulnerabili “dovremo cercare di raggiungere in modo capillare il maggior numero di farmacie con l’obiettivo di farle aderire tutte”. L’Osservatorio donazione farmaci nasce per fornire un contributo di conoscenza a chi si occupa degli ultimi, ovvero gli enti assistenziali. “Il nostro contributo – spiega il presidente del Banco farmaceutico – è a disposizione delle istituzioni e costituisce per esse un elemento di sostegno, in termini di dati, analisi e previsioni, all’elaborazione delle politiche socio-sanitarie e degli strumenti necessari per soccorrere la popolazione più fragile”. “La legge 166 facilita – conclude -, ma io ho un sogno; che le aziende, prima di distruggere chiedano al Banco se il prodotto interessa”.

Parlamento Ue: riforma sistema d’asilo, accoglienza migranti responsabilità condivisa tra tutti i Paesi membri

Thu, 2017-11-16 13:27

(Strasburgo) Il primo Paese d’arrivo dei migranti non dovrà più essere automaticamente responsabile per il trattamento delle domande d’asilo; gli Stati membri devono accogliere la propria quota di richiedenti asilo; i Paesi che si rifiutassero di rispondere ai loro obblighi potrebbero perdere fondi Ue. Questo, almeno, nelle intenzioni del Parlamento europeo, che oggi a Strasburgo ha approvato il mandato negoziale per la riforma del sistema di asilo. Con tale documento il Parlamento si predispone ad avviare le trattative politiche per la riforma del regolamento di Dublino, “con l’obiettivo di garantire una ripartizione equa dei richiedenti asilo tra i Paesi aderenti all’Unione”. Il mandato negoziale , redatto dalla commissione per le libertà civili, è stato approvato con 390 voti in favore, 175 voti contrari e 44 astensioni. I colloqui tra Parlamento e Consiglio, i due organismi legislativi dell’Ue, potranno essere avviati quando gli Stati membri avranno concordato la propria posizione negoziale. Cecilia Wikström, eurodeputata svedese, relatrice per la riforma del regolamento di Dublino, ha affermato: “Esorto il Consiglio ad adottare al più presto una posizione comune, in modo da poter avviare i negoziati tra Parlamento, Commissione e Consiglio e mettere in atto quanto prima un sistema di asilo europeo realmente nuovo e ben funzionante”.
Le modifiche proposte dall’Assemblea mirano a porre rimedio alle carenze dell’attuale sistema e a garantire “che tutti gli Stati membri accettino la propria parte di responsabilità per l’accoglienza dei richiedenti asilo”. La maggior novità riguarda il fatto che il Paese in cui un richiedente asilo arriva, non sarebbe più automaticamente responsabile del trattamento della domanda di asilo. “I richiedenti asilo verrebbero invece ripartiti tra tutti i Paesi dell’Unione europea e sarebbero ricollocati in un altro Stato membro in maniera automatica”. I Paesi Ue che non dovessero accogliere la propria quota di richiedenti asilo rischierebbero, secondo la proposta dei deputati, di veder ridotto il loro accesso ai fondi comunitari.

Giornata mondiale poveri: Bulgaria, azioni concrete per senzatetto e migranti. Patashev (Caritas), “occasione per sensibilizzarci”

Thu, 2017-11-16 13:23

In Bulgaria per decisione della Conferenza episcopale la Giornata mondiale dei poveri viene preceduta da una settimana dedicata ai poveri con diverse iniziative a loro sostegno. La Caritas ha individuato come gruppo più vulnerabile i profughi ai quali è dedicato un opuscolo speciale intitolato “Uguali nella diversità”, dove si spiega la situazione riguardante i migranti e la loro integrazione. È stata lanciata anche la piattaforma web disponibile in varie lingue, inclusi arabo, farsi e dari. “La Giornata per i poveri è un’occasione molto bella di andare incontro alle persone in bisogno, e soprattutto per motivare anche le persone che non hanno la possibilità di farlo spesso”, spiega al Sir il segretario generale della Caritas in Bulgaria, Emanuil Patashev. A suo avviso, “è molto importante che tale iniziativa arrivi dal Santo Padre”. “Nella routine quotidiana spesso non abbiamo tempo per pensare ai poveri, per questo abbiamo creato il ‘manuale’ per i profughi, così le persone si possono informare online perché in Bulgaria vigono ancora molti pregiudizi riguardo i migranti e pochi riescono a integrarsi con successo”. Tra le iniziative in corso, diversi mercatini di beneficienza organizzati dalle Caritas locali; a Russe, nella casa di accoglienza per i senzatetto e al centro per bambini con disabilità, si svolgono giornate speciali con discussioni su temi riguardanti la loro vita. A Burgas invece è in corso una raccolta di vestiti, scarpe e coperte destinate ai senzatetto della città.

Giornata mondiale poveri: Tivoli, domenica 19 novembre Messa di mons. Parmeggiani con le persone bisognose. Poi sarà a pranzo e cena alle mense di san Lorenzo

Thu, 2017-11-16 13:18

In vista della prima Giornata mondiale dei Poveri, indetta da Papa Francesco per domenica 19 novembre, il vescovo di Tivoli, mons. Mauro Parmeggiani, ha già invitato parrocchie e fedeli della diocesi a realizzare opere concrete a favore dei poveri “affinché essi – si legge in una nota – insegnino a tutti ad andare all’essenziale e a fidarci di più dell’unica ricchezza che abbiamo: il Signore Gesù”. In particolare ha suggerito alle famiglie di invitare a pranzo o a cena, domenica 19, uno o più poveri “al fine di creare legami di amicizia e fraternità che possano continuare a durare nel tempo rinnovando – di tanto in tanto – la frequentazione reciproca sicuro che ‘dai poveri abbiamo più da ricevere che da dare, da imparare che insegnare’”. Il vescovo, domenica 19, celebrerà una messa alle 11.30, nella cattedrale di Tivoli, animata dai giovani della parrocchia del Duomo e alla quale sono stati invitati, tramite la Caritas diocesana, tutti i poveri che desidereranno essere presenti. Al termine della celebrazione, i ragazzi della parrocchia faranno un piccolo dono a ciascun partecipante alla celebrazione. Poi, alle 12.30, il vescovo pranzerà con i poveri presso la mensa di San Lorenzo che mons. Parmeggiani stesso volle nei locali dell’episcopio fin dal 2008 quando giunse a Tivoli. Alla sera, alle 19.30, sarà invece a cena con i poveri presso l’altra mensa di San Lorenzo, sita a Villanova di Guidonia accanto al dormitorio invernale notturno per padri separati dalle loro famiglie e senza fissa dimora che il vescovo inaugurò tre anni fa.

Povertà sanitaria: Cella (farmacologo), “tra i poveri diabete mellito e malattie psicotrope”. Scaccabarozzi (Farmindustria), “sensibilizziamo associati ma semplificazione burocratica aiuterebbe”

Thu, 2017-11-16 13:09

“Le malattie della povertà sono malattie socialmente trasmissibili: le più diffuse sono diabete mellito e malattie psicotrope”. Lo sostiene Silvano Cella, docente di farmacologia presso l’Università degli studi di Milano, intervenuto questa mattina alla presentazione, presso la sede dell’Aifa a Roma, del “Rapporto 2017 – Donare per curare: Povertà sanitaria e donazione farmaci,” promosso da Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato dall’Osservatorio donazione farmaci (organo di ricerca di Banco farmaceutico). Esprimendo soddisfazione per i medicinali raccolti grazie alla generosità degli italiani durante la Giornata nazionale di raccolta dello scorso febbraio, Cella osserva che le malattie dei poveri “sono soprattutto croniche e necessitano di farmaci con prescrizione medica. Quelli raccolti nella Giornata non lo sono; certamente alleviano tanti sintomi fastidiosi, eppure i poveri non se li possono permettere”. Per Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria, “bisognerebbe pensare a livello istituzionale ad una forma di compartecipazione alla spesa farmaceutica in base al reddito ampliando la fascia di esenzione. Sul farmaco da prescrizione l’industria si sta impegnando ma si può fare di più”. Un passo avanti per incrementare le donazioni “potrebbe essere l’emanazione del decreto attuativo della legge 166 che dovrebbe chiarire le modalità di donazione. Nostro dovere è sensibilizzare ulteriormente gli associati ma una semplificazione della parte burocratica aiuterebbe molto”.

Povertà sanitaria: Rovati (Univ. Cattolica) e Pesenti (Odf), “1.772 enti caritativi sono Servizio sanitario solidale che garantisce risposta a cittadini indigenti”

Thu, 2017-11-16 13:00

“Di fronte alla povertà sanitaria e all’incapacità del nostro Sistema sanitario nazionale (Ssn) di essere fino in fondo universalista e inclusivo, la risposta concreta è garantita nel nostro Paese dai 1.722 enti caritativi sostenuti nella loro attività dal Banco Farmaceutico”. Lo dice Giancarlo Rovati, ordinario di sociologia generale presso l’Università Cattolica, intervenuto questa mattina, a Roma, alla presentazione del “Rapporto 2017 – Donare per curare: Povertà sanitaria e donazione farmaci,” promosso da Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato dall’Osservatorio donazione farmaci (Odf, organo di ricerca di Banco farmaceutico). Senza queste strutture, “non semplicemente parallele al Ssn ma ad esso in qualche modo necessarie e forse indispensabili, migliaia di persone resterebbero prive di farmaci e di cure adeguate”. “Per centinaia di migliaia di persone svantaggiate – aggiunge Luca Pesenti, direttore della ricerca Odf – la principale possibilità di ricevere assistenza medica primaria è rappresentata dagli ambulatori degli Enti assistenziali e caritativi diffusamente presenti sul territorio, che hanno dimostrato di sapersi integrare efficacemente con l’intervento pubblico”. Nel loro insieme “queste organizzazioni costituiscono una sorta di ‘Servizio sanitario solidale’, che merita di essere considerato e supportato dalle istituzioni pubbliche, anche in quanto soggetti depositari di informazioni accurate e attendibili sul bisogno di salute della fascia più vulnerabile della popolazione: un repertorio da cui trarre indispensabili indicazioni di policy sul versante terapeutico, assistenziale e preventivo”.

Internet ed educazione: conferenza del fondatore del Telefono Azzurro sabato all’Auxilium

Thu, 2017-11-16 12:49

Una conferenza per “conoscere gli ultimi sviluppi della rete e comprenderne le questioni educative e le ricadute a livello sociale, culturale, politico ed economico”. Ne parlerà sabato, 18 novembre, Ernesto Caffo, fondatore e presidente di “SOS Il Telefono Azzurro onlus” e docente di Neuropsichiatria infantile all’Università di Modena – Reggio Emilia, nell’ambito del corso interdisciplinare 2017-2018, che la facoltà di Scienze dell’educazione “Auxilium” di Roma organizza sul tema del “Vivere ed educare in una società connessa”. “Da un lato, internet sta determinando significativi cambiamenti neuropsicologici nei cervelli in fase di sviluppo (attenzione, memoria, apprendimento) – si legge in una nota -. Dall’altro, i ragazzi sembrano non cogliere le conseguenze di cosa condividono in rete. Poi ci sono genitori e insegnanti spesso inconsapevoli dei pericoli nell’uso dei dispositivi digitali. Come promuovere la crescita della generazione digitale e tutelarla da abusi e violenze?”. Un interrogativo al quale proverà a rispondere Caffo durante il suo intervento rivolto a chi si occupa di educazione.

Salute: card. Montenegro (Agrigento), misericordia di Francesco “non è una sanatoria”

Thu, 2017-11-16 12:40

La misericordia di Papa Francesco “non è grazia a buon mercato, non è una sanatoria che mette a posto i conti con Dio e con i fratelli: è una dolce forza di perdono e di tenerezza che richiede, in chi la riceve, altrettanta tenerezza e forza di perdono”. Lo ha spiegato il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, intervenendo alla conferenza internazionale “Affrontare le disparità globali in materia di salute”, in corso nell’Aula nuova del Sinodo fino al 18 novembre, per iniziativa del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. “In un mondo stanco e imbevuto di disillusioni, nonostante il senso di infinito che avverte – ha detto il cardinale – sentire il Papa che parla di misericordia è come sentirsi tirare il lembo della grazia per ricordarci la necessità di credere nella forza dell’amore, che quando va a pieni giri, quando schiaccia l’acceleratore, diventa misericordia e ci rende capaci di sperare in Dio e negli uomini”. Quando parla di misericordia, ha proseguito Montenegro, il Papa “accompagna le parole con dei gesti che lo rendono credibile e fanno comprendere quello che dice. Per lui, la misericordia è una forma autentica di fede e non solo una modalità di evangelizzazione. In questo modo, sta dando forma ad una Chiesa povera che trova nella misericordia il suo habitus e la sua architrave”. La Chiesa di Francesco, per Montenegro, “è una Chiesa che deve stare con coloro che ha ricevuto come testamento insieme all’Eucaristia, in modo che siano loro finalmente a parlare e a essere ascoltati”. Bergoglio “parla ripetutamente dei poveri, dei malati, degli emarginati, come si parla di amici: sono la carne sanguinante di Cristo, tanto che ha istituito per loro la Giornata mondiale dei poveri”. “La triste storia delle migrazioni, che coinvolge oggi milioni di persone, non è solo un fatto di cronaca giornalistica, ma è storia sacra, continuazione della storia biblica”, ha affermato Montenegro: “Tutti gli uomini sono della razza di Dio”. La novità, con Papa Francesco, è che “prima i poveri erano una categoria, una folla anonima per cui è sufficiente un po’ di elemosina. Oggi Francesco ci ricorda che i poveri sono sfruttati per vili interessi e calpestati dalle logiche perverse e dal potere del denaro”. Tutto ciò “richiede una visione nuova”: “Papa Francesco – ha concluso Montenegro – è il nuovo Mosè, che a Lampedusa, a Lesbo e nelle altre periferie del mondo e della città ci indica non solo la strada da percorrere, ma si fa compagno di viaggio per poter arrivare insieme, lui e noi, alla terra nuova”.

Povertà sanitaria: Melazzini (Aifa), “serve ulteriore sforzo per sostenere Ssn. Accesso a farmaco è diritto da garantire a tutti”

Thu, 2017-11-16 12:13

“Il Rapporto Odf 2017 conferma la necessità di compiere un ulteriore sforzo per sostenere quella straordinaria e complessa macchina che è il Sevizio sanitario nazionale, risorsa che costituisce un unicum tutto italiano e che tropo speso diamo per scontata. Importante il gioco di squadra perché l’accesso al farmaco è un diritto e va garantito a tutti”. Ne è convinto Mario Melazzini, direttore generale Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che apre questa mattina nella sede dell’agenzia a Roma l’incontro di presentazione del “Rapporto 2017 – Donare per curare: Povertà sanitaria e donazione farmaci,” promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato dall’Osservatorio donazione farmaci (organo di ricerca di Banco farmaceutico). “In Italia – osserva Melazzini – la povertà non arresta la propria crescita e preoccupa il divario tra il livello di spesa sanitaria media pro capite, circa 695 euro l’anno, e quello delle persone indigenti che dispongono di circa 106 euro”. Per il direttore generale Aifa occorre “limitare l’impatto dei fattori socio-economici sullo stato di salute degli italiani. La povertà sanitaria non è solo una ferita inferta al tessuto sociale, ma è anche causa di stress con conseguenze epidemiologiche e cliniche”. L’antidoto è “la sinergia tra istituzioni, mondo del no profit, aziende farmaceutiche e cittadini. Le energie dei soggetti pubblici e privati – conclude Melazzini – possono insieme arginare gli effetti negativi delle congiunture economiche attraverso la donazione dei farmaci e il recupero di quelli ancora validi”.

Papa Francesco: a Unione apostolica clero, “le chiacchiere sono un terrorismo, distruggono l’altro”

Thu, 2017-11-16 11:57

“Le chiacchiere distruggono la diocesi, distruggono l’unità dei presbiteri, fra loro e col vescovo”. Lo ha detto questa mattina Papa Francesco ricevendo in udienza i partecipanti all’assemblea internazionale della Confederazione Unione apostolica del clero. “Fratelli sacerdoti, io mi raccomando, per favore: sempre vediamo cose brutte negli altri, sempre – perché le cataratte a quest’occhio non vengono -, gli occhi sono pronti a vedere le cose brutte, ma mi raccomando di non arrivare alle chiacchiere”, è stato il monito del Pontefice. Francesco ha indicato anche una via da seguire ai sacerdoti di fronte a particolari situazioni. “Se io vedo cose brutte, prego o, come fratello, parlo. Non faccio il ‘terrorista’, perché le chiacchiere sono un terrorismo. Le chiacchiere sono come buttare una bomba: distruggo l’altro e me ne vado tranquillo. Per favore, niente chiacchiere, sono il tarlo che mangia il tessuto della Chiesa, della Chiesa diocesana, dell’unità fra tutti noi”. La “misura alta” della vita cristiana – ha ricordato il Papa – è la santità. “A maggior ragione questo concerne i ministri ordinati”. Per questo motivo ha chiesto di fare attenzione a un altro pericolo. “Penso alla mondanità, alla tentazione della mondanità spirituale, tante volte nascosta nella rigidità: una chiama l’altra, sono ‘sorellastre’”.

Papa Francesco: a Unione apostolica clero, pastori “con il grembiule del servizio”. “Prima il piano pastorale”

Thu, 2017-11-16 11:56

“I pastori sono chiamati a essere servi saggi e fedeli che imitano il Signore, cingono il grembiule del servizio e si chinano sul vissuto delle proprie comunità, a comprenderne la storia e a vivere le gioie e i dolori, le attese e le speranze del gregge loro affidato”. Con queste parole il Papa ha descritto “l’impegno nell’azione pastorale e al servizio del popolo di Dio, visibile nell’oggi e nella concretezza della Chiesa locale”. Il Concilio Vaticano II, ha ricordato Francesco ricevendo in udienza i partecipanti all’assemblea internazionale della Confederazione Unione apostolica del clero, “ha insegnato che il modo proprio con cui i ministri ordinati raggiungono la santità è ‘nell’esercitare le proprie funzioni con impegno sincero e instancabile nello Spirito di Cristo’; ‘essi infatti sono ordinati alla perfezione della vita in forza delle stesse sacre azioni che svolgono quotidianamente, come anche di tutto il loro ministero’”. “I ministri ordinati acquisiscono un giusto stile pastorale anche coltivando reciproci rapporti fraterni e partecipando al cammino pastorale della loro Chiesa diocesana, ai suoi appuntamenti, ai progetti e alle iniziative che traducono operativamente le linee programmatiche”, ha proseguito il Papa: “Una Chiesa particolare ha un volto, ritmi e scelte concrete; va servita con dedizione ogni giorno, testimoniando la sintonia e l’unità che viene vissuta e sviluppata con il vescovo”. “Il cammino pastorale della comunità locale ha come punto di riferimento imprescindibile il piano pastorale della diocesi, il quale va anteposto ai programmi delle associazioni, dei movimenti e di qualsiasi gruppo particolare”, il monito di Francesco, che ha esortato ad esprimere la dedizione alla Chiesa particolare “con un respiro più grande che rende attenti alla vita di tutta la Chiesa”. “Si diventa ministri per servire la propria Chiesa particolare, nella docilità allo Spirito Santo e al proprio vescovo e in collaborazione con gli altri presbiteri, ma con la consapevolezza di essere parte della Chiesa universale, che varca i confini della propria diocesi e del proprio Paese”, ha proseguito il Papa: “Se la missionarietà è una proprietà essenziale della Chiesa, lo è soprattutto per colui che, ordinato, è chiamato a esercitare il ministero in una comunità per sua natura missionaria, e ad essere educatore alla mondialità. La missione, infatti, non è una scelta individuale, dovuta a generosità individuale o magari a delusioni pastorali, ma è una scelta della Chiesa particolare che si rende protagonista nella comunicazione del Vangelo a tutte le genti”.

Papa Francesco: a Unione apostolica clero, “spiritualità diocesana” è “spiritualità di comunione”

Thu, 2017-11-16 11:54

“Promuovere una spiritualità della comunione”, che diventi come un “principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l’uomo e il cristiano”. È questo, per il Papa, il primo imperativo di un sacerdote: è il cardine della “spiritualità diocesana” che è “spiritualità di comunione”. “Si diventa esperti di spiritualità di comunione anzitutto grazie alla conversione a Cristo, alla docile apertura all’azione del suo Spirito, e all’accoglienza dei fratelli”, ha spiegato Francesco ricevendo in udienza i partecipanti all’assemblea internazionale della Confederazione Unione apostolica del clero. “La fecondità dell’apostolato non dipende solo dall’attività e dagli sforzi organizzativi, pur necessari, ma in primo luogo dall’azione divina”, ha ammonito il Papa: “Oggi come in passato sono i santi i più efficaci evangelizzatori, e tutti i battezzati sono chiamati a tendere alla misura alta della vita cristiana, cioè alla santità. A maggior ragione questo concerne i ministri ordinati”. La Giornata mondiale di preghiera per la santificazione del clero, che si celebra ogni anno nella festa del Sacro Cuore di Gesù, per Francesco “costituisce un’occasione propizia per implorare dal Signore il dono di zelanti e santi ministri per la sua Chiesa”. “Per realizzare quest’ideale di santità, ogni ministro ordinato è chiamato a seguire l’esempio del Buon Pastore che dà la vita per le sue pecore”, l’invito: “E dove attingere questa carità pastorale se non nel cuore di Cristo? In esso il Padre celeste ci ha colmati di infiniti tesori di misericordia, tenerezza e amore: qui possiamo sempre trovare l’energia spirituale indispensabile per irradiare nel mondo il suo amore e la sua gioia. E a Cristo ci conduce, ogni giorno, anche la relazione filiale con la nostra Madre, Maria Santissima, specialmente nella contemplazione dei misteri del Rosario”.

Papa Francesco: a Santa Marta, “è lo Spirito Santo a far crescere il regno di Dio, non i piani pastorali”

Thu, 2017-11-16 11:49

“È lo Spirito Santo che fa crescere dentro il regno di Dio, non sono i piani pastorali, le grandi cose. No, è lo Spirito, di nascosto. Fa crescere e arriva il momento e appare il frutto”. Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata a Casa Santa Marta. Secondo quanto riferisce Radio Vaticana, il Papa ha osservato che come il seme che, seminato, cresce da dentro, così il regno di Dio cresce “di nascosto” in mezzo “a noi” o si trova nascosto come “la gemma o il tesoro” ma “sempre nell’umiltà”. “Ma chi dà la crescita a quel seme, chi lo fa germogliare?”, ha chiesto il Papa. “Dio, lo Spirito Santo che è in noi”, la risposta. “E lo Spirito Santo è spirito di mitezza, spirito di umiltà, è spirito di ubbidienza, spirito di semplicità”. Riferendosi poi alla vicenda del “buon ladrone”, il Papa si è domandato chi sia stato a seminare il seme del regno di Dio nel suo cuore: forse la mamma – ha ipotizzato – o forse un rabbino quando gli spiegava la legge. Poi, forse, se ne è dimenticato ma ad un certo punto “di nascosto” lo Spirito lo fa crescere. Questo fa dire al Papa che il regno di Dio è sempre “una sorpresa” perché è “un dono dato dal Signore”. Gesù – ha proseguito – spiega anche che “il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione e nessuno dirà: ‘Eccolo qui oppure eccolo là’”. “Non è uno spettacolo o più brutto ancora un carnevale”, ha ammonito il Papa, aggiungendo che “il regno di Dio non si fa vedere con la superbia, con l’orgoglio, non ama la pubblicità: è umile, nascosto e così cresce”. “Noi tutti siamo chiamati a fare questa strada del regno di Dio: è una vocazione, è una grazia, è un dono, è gratuito, non si compra, è una grazia che Dio ci dà. E noi tutti battezzati – ha rilevato – abbiamo dentro lo Spirito Santo”. “Come è il mio rapporto con lo Spirito Santo, quello che fa crescere in me il regno di Dio? Una bella domanda da farci oggi: io ci credo, credo davvero che il regno di Dio è in mezzo a noi, è nascosto o mi piace più lo spettacolo?”, ha continuato. In conclusione, l’invito a chiedere allo Spirito Santo la grazia di fare germogliare “in noi e nella Chiesa, con forza, il seme del regno di Dio perché divenga grande, dia rifugio a tanta gente e dia frutti di santità”.

Istituto Giovanni Paolo II: mons. Sequeri (preside), “corrispondere alla fiducia del Papa”

Thu, 2017-11-16 11:32

“Corrispondere a una fiducia così grande, e applicarci seriamente a questo compito di rinnovamento, sarà per noi motivo di gioia e di dedizione senza riserve”. Ad assicurarlo è stato mons. Pierangelo Sequeri, presidente del Pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia, durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2017-2018. Il riferimento è alla “Summa familiae cura”, con cui Papa Francesco ha dato un nuovo assetto all’istituto voluto da Giovanni Paolo II. “In primo luogo si tratta di onorare la straordinaria fiducia che ci è generosamente accordata”, ha detto Sequeri a proposito degli impegni futuri: “Papa Francesco mette la sua firma su questa rifondazione dell’Istituto: e dunque si fa personalmente garante del suo munus di competenza e di servizio per tutta la Chiesa. Il Papa non si limita a conservare l’esistente, desidera aprirgli un futuro. Rilancia l’intuizione lungimirante e l’eredità preziosa della sua prima fondazione come un tesoro che deve essere custodito e un talento che deve essere trafficato. E ci affida personalmente il compito di modellare la nuova costituzione di questo centro di studi, di ricerca e di formazione, nei termini più rispondenti alle esigenze del progetto pastorale che la Chiesa post-sinodale è autorevolmente impegnata a costruire”. “L’obiettivo della Chiesa – ha concluso il preside – è quello di attrezzarsi per abitare evangelicamente la realtà storica delle relazioni famigliari, per illuminare la sua verità e prendersi cura delle sue fatiche in termini adeguati alla condizione esistenziale in cui sono chiamati a viverle gli uomini e le donne che le sono affidati da Dio”. Nell’anno accademico 2016-2017, il numero degli studenti iscritti nella sede centrale è stato di 533, provenienti da 60 Paesi diversi. 107 gli studenti iscritti nella sezione statunitense, 1.357 nella sezione messicana, 793 nella sezione spagnola, 40 per ogni corso di specializzazione nella sezione brasiliana. La sezione per l’Africa francofona nello scorso anno accademico ha registrato 39 iscritti da 9 Paesi diversi, quella indiana 57. Gli studenti del Centro associato di Melbourne, in Australia, sono stati 119, quelli del Centro associato di Beirut, in Libano, 81. A Daejeon (Corea), il Centro conta un totale di 45 studenti, mentre quello di Bacolod (Filippine) ha avuto complessivamente 63 studenti. 446, infine, gli studenti totalizzati al Centro associato di Bogotá, in Colombia.

Istituto Giovanni Paolo II: mons. Sequeri (preside), c’è “oscuramento” su famiglia e matrimonio

Thu, 2017-11-16 11:31

Sulla famiglia e sul matrimonio, incombe oggi un “oscuramento aggravato da una diffusa incertezza a riguardo della verità e della sostenibilità del vincolo, e in generale dei legami”. Così mons. Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia, ha definito lo “stato di salute” della famiglia e del matrimonio, nella sua relazione in apertura dell’anno accademico 2017-2018. “La latitanza e le reticenze delle istituzioni politiche, insieme con la pressione di conformità esercitata dalle odierne dinamiche sociali e culturali, contribuiscono in molti casi ad aggravare gli effetti di questa vulnerabilità della condizione famigliare”, ha proseguito Sequeri, secondo il quale “la Chiesa non può sottrarsi al compito di condividere questa condizione. E lungi dal prenderne distanza, deve frequentarla – e anzi, generosamente abitarla – con tutto l’amore, con tutta la misericordia, e con tutta l’energia di cui dispone da parte dello Spirito di Dio”. Dopo il doppio appuntamento sinodale sulla famiglia, ha ricordato il preside, l’Amoris Laetitia ha rilanciato la “speciale attenzione che le comunità cristiane devono dedicare all’annuncio evangelico e alla cura pastorale delle virtù coniugali e famigliari”: è l’esortazione apostolica del Papa, ha sottolineato Sequeri, a dettare “i contenuti e lo stile sui quali la Chiesa deve registrare il suo profilo ministeriale e testimoniale”. Di qui la necessità e l’urgenza “di una ricerca e di una formazione teologica seriamente attrezzata per il confronto con l’ampiezza della problematica antropologica che investe oggi la relazione dell’uomo e della donna nel suo complesso, con le sue profonde implicazioni sulla visione del legame sociale e sulle strutture della convivenza civile”. “L’esperienza della relazione personale, in tutte le sue forme, come anche i modi di vivere la corporeità – l’analisi del preside – appaiono oggi interpretate, plasmate e articolate secondo modalità inedite della libertà e dei vincoli, sulle quali incide fortemente la pervasività della sfera economica, tecnica, giuridica che oggi modella le istituzioni e il costume. Il discernimento morale, il confronto interreligioso, la dialettica culturale, impongono direttamente al singolo problemi di orientamento che stanno in tensione con l’incalzante offerta di nuove possibilità per l’autonoma ricerca di realizzazione personale, affettiva, spirituale dell’esistenza”.

Istituto Giovanni Paolo II: mons. Sequeri (preside), farsi carico della “vulnerabilità” e “complessità” delle famiglie

Thu, 2017-11-16 11:30

“È stato un anno ricco di eventi e anche di novità particolarmente rilevanti per l’assetto della nostra istituzione”. Lo ha detto mons. Pierangelo Sequeri, inaugurando l’anno accademico 2017-2018 del Pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia. Tracciando un bilancio del suo primo anno da preside, Sequeri è partito dalla consegna affidata dal Papa un anno fa, nella circostanza analoga a quella odierna, quando ha riconfermato la “lungimirante intuizione” di Giovanni Paolo II, esortando però l’istituto a “non chiudersi negli angusti limiti di una rigida ideologia di scuola”, ma a mettere “la migliore intelligenza della fede a disposizione della Chiesa universale: attrezzandola al confronto critico, ma anche al colloquio e allo scambio riflessivo, con le migliori espressioni delle tradizioni religiose e della contemporaneità culturale”. “La nuova congiuntura epocale assegna alla teologia uno speciale compito di chiarificazione e di motivazione della verità umana e cristiana del progetto coniugale e famigliare”, ha affermato Sequeri: “La nuova sensibilità ecclesiale, dal canto suo, deve anche farsi carico, con più generosa intelligenza della fede che salva, della vulnerabilità e della complessità che caratterizzano la storia vissuta e i passaggi difficili – spesso realmente drammatici – della sua attuazione”.  La fede e la vita della Chiesa devono, dunque, “saper abitare la storia famigliare dell’uomo, nella buona e nella cattiva sorte, senza abbandonarla al proprio destino”.

Migramed: Suliman (Caritas Giordania), “non servono soldi, ma un impegno per promuovere la pace in Medio Oriente”

Thu, 2017-11-16 11:20

“L’assistenza ai rifugiati è diventato un vero e proprio business in Medio Oriente. Tanti, troppi uomini si sono arricchiti sul dolore generato dalle guerre che caratterizzano la storia della regione negli ultimi 70 anni”. Lo afferma il direttore di Caritas Giordania, Whael Suliman, intervenuto nel corso del convegno Migramed. A seguito del conflitto siriano, racconta Suliman, “Benedetto XVI ci ha supportato con oltre un milione di dollari. Anche Papa Francesco ha generosamente dato una mano al nostro popolo. Tuttavia, abbiamo scritto al Santo Padre spiegando che quello che veramente ci manca non sono i soldi, ma la pace”. Così il direttore di Caritas Giordania invoca un intervento concreto per la pace da parte della Chiesa cattolica. “Siamo nati per vivere, non per morire. E siamo nati per vivere nel Medio Oriente, la nostra terra; ma il nostro popolo è vittima di un dolorosissima diaspora. Tra pochi anni – sottolinea Suliman – in Medio Oriente non sarà più possibile trovare nessuna minoranza. In pochi anni, abbiamo perso circa il 95% dei cristiani e i rimanenti vivono in buona parte in Egitto”. “Io stesso ho perso gran parte della mia famiglia. Siamo di origine libanese, scappati in Palestina nel 1860 e dopo il 1948 abbiamo dovuto lasciare quel Paese e arrivare in Giordania. Quasi tutta la mia famiglia ormai vive negli Stati Uniti, in Canada e Germania”, continua commosso. Suliman torna poi sull’esigenza di lavorare sulla risoluzione dei conflitti mediorientali: “I popoli arabi sono ricchi e i soldi via via arrivati dalla comunità internazionale non hanno risolto il problema, anzi, spesso sono stati essi stessi fonte di conflitto. Vorrei che tutti potessero vedere il campo profughi di Zaatari (dove vivono dal 2012 oltre 90mila rifugiati siriani, ndr). Noi giordani non ci vogliamo andare più. È disumano. I soldi che ci arrivano servono solo per dare un po’ da mangiare, medicine, ma non risolvono il problema per delle migliaia di persone che ci vivono a causa del male portato dall’uomo. Oggi è il momento di lavorare per la pace. E abbiamo bisogno di voi. La pace non si costruisce da sola”.

San Bonaventura: esposta domani a Roma la reliquia del braccio

Thu, 2017-11-16 11:19

Sarà celebrata domani, venerdì 17 novembre, alle 19, a Roma, nella basilica di Sant’Antonio, da mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano, la Messa in occasione dell’ottavo centenario della nascita di san Bonaventura. Durante la celebrazione eucaristica sarà esposta la reliquia del braccio del santo, autore della “Vita di san Francesco” e di molte altre opere teologiche, per le quali è stato dichiarato da Papa Sisto V “dottore della Chiesa”. La reliquia è custodita in un reliquiario che ne riproduce proprio il braccio destro. “Poco dopo la sua canonizzazione, quando nel 1490 si volle inviare da Lione a Bagnoregio, sua città natale, una parte del suo corpo come reliquia si scelse proprio un osso del braccio con cui scrisse la ‘Vita di san Francesco’ – si legge in una nota -. Il corpo di san Bonaventura essendo stato distrutto durante gli anni della guerra di religioni, questa reliquia è l’unica parte del suo corpo giunta a noi; e proprio per questo motivo la sua esposizione a Roma acquista un significato particolare”.

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