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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 47 min ago

Diocesi: mons. De Donatis (vicario Roma), “senza il Signore si può essere giovani ma vecchi dentro, anche morti”

Mon, 2017-09-18 11:15

“La componente giovanile delle nostre comunità si è lentamente spostata alla finestra, sviluppando un senso di estraneità nei confronti della comunità cristiana e si è addormentata”. Lo ha detto il vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, durante l’incontro con i sacerdoti e i diaconi permanenti, nella basilica di San Giovanni in Laterano, nella giornata conclusiva del convegno diocesano, aperto nel giugno scorso da Francesco. “Non lasciamoli soli! Accompagnare i genitori nell’educazione dei figli adolescenti” è il tema dell’assise annuale. Il presule ha rivolto ai tanti presenti il saluto e la benedizione di Papa Francesco, che ha incontrato al ritorno dal viaggio in Colombia. “Vi ringrazio per i messaggi e le preghiere che ho ricevuto da parte vostra nella prima parte del mio ministero – ha affermato -. Dio vuole che la nostra comunità si converta e ciò non può avvenire se non mettiamo al centro i giovani e i piccoli. È con tristezza che vediamo i ragazzi della città appiattirsi sulla mediocrità. Stanno perdendo la capacità di sognare, rimangono soli, si chiudono nell’individualismo. Senza il Signore si può essere giovani ma vecchi dentro, anche morti”. Poi, mons. De Donatis ha delineato l’impegno della comunità cristiana, ricordando la vicenda del giovane Eutico di cui si parla negli atti degli apostoli. “Dobbiamo lasciare altre occupazioni, cercare Eutico esanime a terra e donargli la vita dello Spirito”. Da qui il compito per i sacerdoti di “aiutare i genitori a riscoprire la loro vocazione paterna e materna, la bellezza di un amore di donazione che li rende simili a Dio, la luminosità del gesto di chi muore un po’ perché il figlio possa avere vita. Vogliamo aiutare loro a riscoprire che la fede in Gesù e la relazione con Lui sostiene e dà forma anche al proprio modo di essere genitori”.

Diocesi: Oria, nel pomeriggio mons. Galantino apre il convegno ecclesiale “Il seminatore uscì a seminare”

Mon, 2017-09-18 11:09

Sarà il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, ad aprire oggi pomeriggio il convegno ecclesiale della diocesi di Oria (Br), dedicato quest’anno al tema “Il seminatore uscì a seminare”. Alle 18, nella nuova Chiesa di san Giovanni Paolo II, presso il santuario di San Cosimo alla Macchia, mons. Galantino presiederà la celebrazione eucaristica al termine della quale terrà l’intervento introduttivo al convegno. Nella serata di domani, martedì 19 settembre, invece, i lavori si svolgeranno nei tre vicariati della diocesi. A partire dalle 19.30 sono in programma incontri di confronto e condivisione. Per mercoledì 20, sempre alle 19.30, è in programma la serata conclusiva al santuario di San Cosimo alla Macchia. Dopo l’ascolto del lavoro prodotto nei tre vicariati, sarà il vescovo di Oria, mons. Vincenzo Pisanello, a delineare le conclusioni fornendo indicazioni pastorali per il nuovo anno.

Germania: card. Marx sui 25 anni di episcopato di mons. Hofmann, “fede solida e profonda”. “Cercato dialogo tra religione e arte”

Mon, 2017-09-18 10:45

“La tua parola ha peso nella nostra Conferenza. Le tue argomentazioni teologiche sono sempre apprezzate. La tua solida fede, le prediche incisive, la fede profonda in Dio e il tuo speciale dono di vedere l’arte non come evento estetico, ma per scoprire la prospettiva teologica che ne sta dietro, ti connotano in modo particolare”. Questi i tratti che, secondo il presidente dei vescovi tedeschi card. Reinhard Marx, distinguono il vescovo Friedhelm Hofmann, vescovo di Würzburg che ieri ha festeggiato i 25 anni di episcopato. Mons. Hofmann, che è anche presidente della Commissione liturgica e vicepresidente della commissione Arte e cultura della conferenza episcopale tedesca, è l’iniziatore del “progetto artistico per il 50° del Concilio Vaticano II” che ha coinvolto diverse diocesi in Germania. Per questo il card. Marx lo ha elogiato, ricordando anche il suo “coraggio nel trovare parole chiare là dove l’arte ha ferito la chiesa o il sentimento religioso dei credenti” e per aver “cercato un dialogo tra chiesa e arte, in particolare i giovani artisti contemporanei”. E ancora, nell’ambito della liturgia mons. Hofmann ha contribuito in modo “competente e sensibile” nella preparazione della nuova edizione del libro di canti liturgici. Nella celebrazione festosa il card. Marx lo ha anche ricordato come “pastore e sacerdote”, “testimone e predicatore credibile del vangelo” e gli ha augurato di “rimanere lieto e forte nella fede”. Mons. Hofmann ha compiuto 75 anni il 12 maggio scorso.

Reddito d’inclusione: Poletti (ministro), “20 milioni di euro dal 2018 per persone in povertà estrema e senza dimora”

Mon, 2017-09-18 10:24

“Per la prima volta a partire dal 2018 una quota del Fondo povertà pari a 20 milioni di euro finanzierà gli interventi e servizi in favore delle persone in povertà estrema e senza dimora (articolo 7 del decreto attuativo del Rei)”. È l’annuncio dato ieri dal ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, intervenendo a Roma, presso il centro d’accoglienza “Madre Teresa di Calcutta”, alla giornata organizzata in una struttura per senza dimora da fio.Psd (Federazione italiana organismi per le persone senza dimora). “Basta parlare di emergenza – ha affermato Poletti – ma costruiamo una rete permanente di soggetti che affrontino quelle che sono ormai problematiche quotidiane differenti l’una dell’altra e che necessitano di essere considerate singolarmente”. Per periodo di programmazione 2014-2020, con possibilità di spesa fino al 2023, sono a disposizione circa 100 milioni di euro da destinare a interventi di contrasto alla grave marginalità. “Nell’esperienza italiana – ha evidenziato Poletti – si tratta del primo intervento nazionale, peraltro di natura strutturale, per contrastare la povertà estrema e la condizione di senza dimora, che supera l’approccio emergenziale adottato finora a livello locale”.
Nell’introdurre l’incontro “informale” con i partecipanti seduti sui cartoni, la presidente di fio.Psd, Cristina Avonto, ha evidenziato soprattutto la necessità di esigere per tutti “dignità” e “diritti”. La Federazione “attraverso il Network Housing First – ha evidenziato – ha aiutato più di 500 persone inserendole in appartamenti sul mercato privato, perché la vera sfida è rendere i soggetti interessati, ‘persone’ e non ‘utenti dei servizi’”. Laura Baldassarre, assessora del Comune di Roma, ha annunciato un progetto in cantiere di co-housing, che prevede l’avvio di un condominio solidale rivolto soprattutto agli anziani.

Rome Half Marathon Via Pacis: mons. Sánchez de Toca (Pcc), “un’immagine che resterà nella storia”

Mon, 2017-09-18 10:02

“Credo rimarrà nella storia l’immagine dei rappresentanti di sei comunità di fede diverse, che alla partenza hanno letto la dichiarazione di principi sullo sport lanciata lo scorso ottobre in Vaticano nel corso della conferenza internazionale ‘Sport at the Service of Humanity’. Questa immagine dovrebbe diventare un’icona mondiale”. Non ha dubbi mons. Melchor Sánchez de Toca y Alameda, sottosegretario del Pontificio Consiglio della cultura e responsabile della sezione sport del dicastero, mentre traccia in un’intervista al Sir un bilancio della Rome Half Marathon Via Pacis, la prima mezza maratona multireligiosa che ieri ha percorso le vie della città eterna per iniziativa di Roma Capitale e Pontificio Consiglio in collaborazione con la Fidal e con il patrocinio di Coni e Cip. Il  tracciato ha toccato i luoghi di culto delle diverse confessioni religiose – basilica di San Pietro, moschea, sinagoga, chiese valdese e ortodossa – per concludersi di nuovo a San Pietro. Ad affiancarla, anche una 5 km non competitiva. A sottolinearne la dimensione multireligiosa la presenza delle comunità ebraica, islamica e Bahai; dell’unione induista e dell’unione buddista. “Auspico che questa iniziativa culturale e sportiva possa favorire il dialogo, la convivenza e la pace”, le parole di Papa Francesco ai partecipanti, dopo la recita dell’Angelus. Duemila gli iscritti alla competitiva; poco meno di quattromila gli altri. “La comunità colombiana in Italia – prosegue Sánchez de Toca –  grazie all’ambasciatore, ha mobilitato tutti i colombiani che hanno voluto così rispondere al viaggio del Papa nel loro Paese e dare il proprio sostegno alla pace. I responsabili della grande moschea di Roma hanno voluto partecipare con 200 iscritti, uomini e donne”. “Ci aspettiamo – chiosa – che nei prossimi anni questa Via Pacis diventi un po’ la mezza maratona della capitale”. L’evento ha inoltre segnato il debutto alla grande di “Athletica Vaticana”, community di podisti amatoriali, dipendenti del Vaticano, il cui motore è proprio Sánchez de Toca, appassionato runner.

Sanità: Roma, questa mattina si presenta il progetto “Salute e migrazione: curare e prendersi cura”

Mon, 2017-09-18 09:52

Verrà presentato questa mattina, alle 11.30 presso la sala “Caduti di Nassirya” di Palazzo Madama, a Roma, il progetto “Salute e migrazione: curare e prendersi cura” promosso dall’Osservatorio internazionale per la salute (Ois) con il Centro Astalli. Si tratta di un’iniziativa finalizzata alla formazione specifica di medici e operatori sanitari che si svolgerà dal 19 al 22 settembre presso il Centro Astalli di Roma. All’incontro di questa mattina, promosso dal senatore Antonio De Poli, questore del Senato, interverranno tra gli altri il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento nonché presidente della Commissione episcopale per il Servizio della carità e la salute della Cei e presidente di Caritas italiana, il presidente del Comitato scientifico dell’Ois, Giuseppe Petrella, il sottosegretario al ministero dell’Interno, Domenico Manzione, il presidente del Centro Astalli, padre Camillo Ripamonti, Massimo Tortorella, fondatore dell’Ois, Pietro Bartolo, responsabile del presidio sanitario di Lampedusa, Federico Soda, direttore dell’Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’Oim, Santino Severoni, coordinatore del Programma Salute pubblica e migrazione dell’Oms Europa, Stefano Vella, direttore del Centro per la salute globale (Iss) e Francesco Aureli, presidente dell’Ois. Modera il giornalista David Parenzo.

Rosario Livatino: davanti alla stele ritrovata una macchina per scrivere e un foglio con poesie di Quasimodo e Gatto

Mon, 2017-09-18 09:52

Una vecchia macchina per scrivere con un foglio su cui sono state stampate due poesie: “A mio padre” del poeta Alfonso Gatto, protagonista dell’ermetismo italiano, e parte di “Lettera alla madre”, poesia di Salvatore Quasimodo. Questa la scoperta rinvenuta nei pressi della stele in memoria del giudice Rosario Livatino – nella periferia di Agrigento – oggetto nei mesi scorsi di un atto vandalico. A pochi giorni dalla commemorazione dell’uccisione (21 settembre) di Livatino, ignoti hanno compiuto questo gesto. Nel darne notizia il direttore dell’“Amico del Popolo” (settimanale della diocesi di Agrigento), si chiede: “Chi ha deposto la macchina nei pressi della stele? Perché? Quale messaggio? Che cosa lega insieme Livatino, Quasimodo e Gatto? Perché due poesie riferentesi ai genitori, il Padre e la Madre?”.

Rome Half Marathon Via Pacis: Bianchetti (direttore artistico), “un grande successo”

Mon, 2017-09-18 09:43

“Un grande successo”. Non ha dubbi Lorena Bianchetti, direttore artistico, nel tracciare per il Sir un bilancio della “Rome Half Marathon Via Pacis”, la prima mezza maratona multireligiosa per la pace promossa ieri dal Pontificio Consiglio della cultura e da Roma Capitale, in collaborazione con la Fidal e con il patrocinio di Coni e Cip. “Famiglie, giovani, anziani, persone con diverse abilità – afferma Bianchetti – sono stati tanti i partecipanti che hanno voluto scrivere il proprio messaggio di pace: ‘Io corro perché…’. Questo, infatti, il leitmotiv di un appuntamento in cui i partecipanti hanno portato il biglietto con su scritto il mondo che vorrebbero costruire”. La Via Pacis, aggiunge Bianchetti, “che ha avuto il saluto di papa Francesco subito dopo la preghiera dell’Angelus, è stata un no alla violenza, al terrorismo, al razzismo, all’indifferenza ed è stata occasione per ricordare l’impegno dello sport come strumento capace di trasmettere valori di pace insieme a tutte le religioni del mondo. Ribadendo così anche l’obiettivo siglato, nell’aula Paolo VI con papa Francesco, nell’incontro dal titolo ‘sport e fede’, evento che si è svolto nell’ottobre scorso e che ha visto la presenza del segretario delle Nazioni Unite insieme al presidente del Comitato olimpico internazionale”.

Italia-Europa: Milano, convegno annuale de lavoce.info su economia, Brexit e populismi

Mon, 2017-09-18 09:30

Dalle crisi bancarie al populismo passando per la Brexit. Sono questi i temi al centro del convegno annuale de lavoce.info, il sito d’informazione e analisi economica che in quindici anni di attività è diventato in Italia un think tank che raccoglie analisi e approfondimenti su temi relativi all’economia italiana e internazionale. Per fare il punto su questi argomenti, lavoce.info ha promosso un incontro in collaborazione con il dipartimento di economia e finanza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dal titolo “Le emergenze europee: dalle banche alla Brexit”, in corso oggi, dalle 9.30, nell’aula Bontadini (largo Gemelli, 1 Milano). Il convegno, aperto dalla relazione introduttiva dal docente della Bocconi Alessandra Casarico, vede tra i relatori anche il presidente dell’Inps Tito Boeri. Seguono gli interventi di Angelo Baglioni, docente dell’Università Cattolica e di Marco Onado, professore alla Bocconi, che analizzano il modo in cui sono stati affrontati i recenti casi di crisi di alcune banche italiane. “L’esperienza di questi casi – spiegano gli organizzatori – mostra che l’applicazione delle nuove regole europee (il bail-in) incontra molte difficoltà e la credibilità di queste regole è messa a dura prova. Una delle ragioni di questa situazione è che è mancata la protezione del risparmiatore, a cominciare dalla trasparenza e dalla correttezza nei rapporti banca-cliente. I relatori cercheranno di delineare le prospettive del sistema bancario italiano, alla ricerca di maggiore efficienza e redditività”.

Migranti: Papa Francesco incontrerà i vescovi e delegati delle Conferenze episcopali in Europa riuniti a Roma

Mon, 2017-09-18 09:27

Papa Francesco incontrerà il 22 settembre i vescovi e direttori nazionali che si occupano di migranti all’interno delle Conferenze episcopali in Europa (Ccee). L’incontro annuale si svolgerà a Roma, presso la Bonus Pastor, dal 21 al 23 settembre, a porte chiuse. Oltre all’udienza di Papa Francesco la mattina in Vaticano ci sarà un dialogo-confronto con i responsabili per la sezione “Migranti e Rifugiati” del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale e la presentazione del rapporto sul lavoro delle Conferenze episcopali nell’ambito della pastorale dei migranti da parte del prof. Gian Carlo Blangiardo, docente presso l’Università di Milano Bicocca. “I direttori nazionali presenteranno le attuali sfide, proprie a ciascun Paese, dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti”, spiega una nota del Ccee. Seguirà l’intervento dei responsabili della Santa Sede che riferiranno sulle priorità e i progetti su cui lavora il dicastero vaticano. Questo tempo di dialogo si concluderà con una discussione sulle modalità di coordinamento tra i vari attori della pastorale dei migranti in Europa (Santa Sede, Conferenze episcopali, organismi ecclesiali internazionali). I lavori si concluderanno nella mattinata di sabato 23 settembre con una visita al Centro San Saba, gestito dall’Associazione Centro Astalli (il Servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia) e che ospita uomini richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

Cortile di Francesco: Minniti (ministro Interno), “dobbiamo fare di tutto per approvarlo in questa legislatura”

Mon, 2017-09-18 09:25

(dall’inviata ad Assisi) “Dobbiamo fare di tutto per approvarlo in questa legislatura”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, interpellato sullo “ius soli” da Corrado Formigli, moderatore dell’incontro con cui ieri sera si è concluso ad Assisi il “Cortile di Francesco”. “Penso ci siano le condizioni per costruire una maggioranza parlamentare”, ha proseguito Minniti, secondo il quale bisogna fare, inoltre, una battaglia culturale: “Non c’è alcun rapporto tra gli sbarchi sulle nostre coste e lo ius soli, che in realtà è uno ius soli molto temperato da uno ius culturae: riguarda i figli degli immigrati regolari che hanno passato la loro vita in Italia, sono nati qui e hanno fatto un ciclo di studi”. E di “ius soli” ha parlato anche il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, protagonista insieme a lui del dibattito: “Più che di ius soli io parlerei di ius culturae”, ha detto anche lui, citando un passo dell’Esodo: “Vi sarà una stessa legge per colui che è nato dentro la tua terra e per lo straniero che è venuto ad abitare in essa. Tratterai l’altro con la stessa modalità con cui tratti tuo figlio”. “Se una persona ha vissuto un’esperienza significativa nel nostro Paese, ha il diritto di essere membro della nostra stessa comunità”, ha commentato Ravasi, secondo il quale “il contrassegnare il fenomeno migratorio come emergenza lo fa diventare un vessillo terribile che genera incubo e paura”. I numeri reali, invece, che riguardano l’Italia “sono numeri incomparabili”, ad esempio, con quelli del Libano, un Paese di 4.500.000 abitanti di cui 2.300.000 sono rifugiati.

Papa Francesco: Angelus, Dio ci perdona “sempre”, ma non può farlo “se chiudiamo il cuore all’amore per gli altri”

Mon, 2017-09-18 09:01

Il perdono “non nega il torto subito, ma riconosce che l’essere umano, creato ad immagine di Dio, è sempre più grande del male che commette”. Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri, al quale secondo la Gendarmeria vaticana hanno partecipato 30mila persone. Commentando la pagina in cui Gesù, rispondendo a Pietro su quante volte dovrà perdonare il fratello che commette una colpa, ha detto:”Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette”, Francesco ha commentato: “Vale a dire sempre”, come spiega anche la parabola del re misericordioso e del servo spietato, nella quale emerge tutta “l’incoerenza di colui che prima è stato perdonato e poi si rifiuta di perdonare”. “L’atteggiamento incoerente di questo servo è anche il nostro quando rifiutiamo il perdono ai nostri fratelli – ha ammonito il Papa – mentre il re della parabola è l’immagine di Dio che ci ama di un amore così ricco di misericordia da accoglierci, amarci e perdonarci continuamente”. Il perdono di Dio inizia infatti fin dal battesimo, con il “condono di un debito insolvibile che è il peccato originale”; e poi “con una misericordia senza limiti, ci perdona tutte le colpe non appena mostriamo anche solo un piccolo segno di pentimento”. Di qui la necessità di vincere la “tentazione di chiudere il cuore a chi ci ha offeso e ci chiede scusa”. “Chiunque abbia sperimentato la gioia, la pace e la libertà interiore che viene dall’essere perdonato può aprirsi alla possibilità di perdonare a sua volta”, ha assicurato Francesco, citando il corrispondente versetto del Padre Nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”. “Il perdono di Dio è il segno del suo straripante amore per ciascuno di noi”, ha concluso il Papa; “è l’amore che ci lascia liberi di allontanarci, come il figlio prodigo, ma che attende ogni giorno il nostro ritorno; è l’amore intraprendente del pastore per la pecora perduta; è la tenerezza che accoglie ogni peccatore che bussa alla sua porta. Il Padre celeste è pieno di amore e vuole offrircelo, ma non lo può fare se chiudiamo il nostro cuore all’amore per gli altri”.

Laudato si’: mons. Seccia (Teramo-Atri), “l’uomo non deve essere spettatore ma attore del creato”

Sat, 2017-09-16 18:10

Si è svolta oggi pomeriggio a Teramo la presentazione del libro “Un solo cuore per una sola terra” di mons. Michele Seccia, vescovo della diocesi di Teramo-Atri, testo ispirato alla Laudato si’ di Papa Francesco. “Un atto di amore per il territorio abruzzese. Un atto di speranza dopo quanto vissuto in questo ultimo anno”, le parole di mons. Seccia che ha rinnovato il suo invito alla popolazione “Non perdiamo l’amore verso il territorio nonostante tutto. Perché è vero che non mancano eventi sismici e quant’altro, ma è vero altresì che spetta all’uomo rispettare l’ambiente. Questa non è una pubblicità dell’ambiente ma è un invito all’uomo che non deve essere spettatore ma attore del creato”. Intervenuto alla presentazione mons. Nunzio Galantino, che al microfono di teramoweb.it ha rinnovato l’impegno della Chiesa sul tema dell’ambiente sulla traccia della parole di Papa Francesco e della Laudato si’: “La Chiesa non sta facendo solo la crocerossina andando a mettere cerotti con i contributi dell’8xmille, ma sta cercando di andare oltre e questo testo è un esempio”. La modalità con cui la Chiesa approccia il tema dell’ambiente è quello della “ecologia integrale”, cioè “mentre si tratta dell’ambiente si sta parlando di qualcosa che riguarda l’uomo”.

 

Laudato si’: mons. Galantino, “l’intento è suscitare un nuovo stile di vita nel rapporto con Dio e gli altri, non solo con l’ambiente”

Sat, 2017-09-16 18:00

L’enciclica Laudato si’ “presenta un carattere decisamente pastorale e mostra subito l’intento di suscitare un nuovo stile di vita, nei singoli e nelle comunità, nel rapporto con Dio e con gli altri e non solo con l’ambiente. Non è un’enciclica verde né un documento di tipo politico né, come ha scritto qualcuno, ‘un’enciclica no-global’”. Lo ha affermato oggi pomeriggio, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, intervenendo a Teramo alla presentazione del volume “Un solo cuore per una sola terra” di mons. Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri. “L’ecologia, così come è intesa da Papa Francesco – ha spiegato mons. Galantino – non è una questione tecnica: parte dal cuore dell’uomo e ha a che fare con la ‘vocazione’ propria di ogni essere umano sulla terra”. Secondo il segretario generale della Cei, “in gioco non è puramente il destino dello scenario su cui si svolge la recita della vita umana, ma lo spartito delle possibilità o il canovaccio delle azioni sceniche che fanno dell’esistenza umana una vita vera”. “Ciò vale in particolare nel nostro tempo”, ha aggiunto, osservando che “il modello dominante di sviluppo appare destinato a condurci in un vicolo cieco”. Galantino, commentando il testo di mons. Seccia, si è poi soffermato sulla “funzione educativa dell’enciclica”. Rispetto alla capacità di “stare nel mondo con senso di responsabilità, comprendendolo come autentica casa comune”, il segretario generale della Cei ha evidenziato l’importanza che per “la promozione di questo obiettivo di base” si lavori “non solo all’interno dei confini ecclesiali ma là dove si acquisiscono le nozioni indispensabili, ci si prepara a svolgere un compito nel mondo, si matura una propria personalità umana compiuta”. E ricordando che la “Laudato si’ si rivolge a tutti gli uomini e le donne che un tempo si sarebbero detti ‘di buona volontà’”, Galantino ha richiamato una frase dell’Enciclica: “Alla politica e alle varie associazioni compete uno sforzo di formazione delle coscienze. Compete anche alla Chiesa”.

Laudato si’: mons. Galantino, “l’ambiente è uno degli anelli deboli dell’umanità”

Sat, 2017-09-16 18:00

“Se il Papa ha deciso di dedicare un’enciclica al tema della custodia del creato, significa che l’ambiente è uno degli anelli deboli dell’umanità; è una delle povertà – quella dell’ambiente – che non può vederci indifferenti”. Lo ha affermato oggi pomeriggio, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, intervenendo a Teramo alla presentazione del volume “Un solo cuore per una sola terra” di mons. Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri. Per la sua riflessione, mons. Galantino è partito dal “sogno” di Papa Francesco che “veda la Chiesa ed il mondo impegnati a prendersi cura della ‘casa comune’, il creato in tutta la sua interessante e ricca complessità” e da quel “Ah, come vorrei una Chiesa poveri tra i poveri”, pronunciato poco dopo essere diventato Papa. “Questo sogno iniziale di Papa Francesco – ha osservato il segretario generale della Cei – sta orientando il suo pontificato e rappresenta la cornice all’interno della quale vanno collocati i gesti più significativi e le parole più incisive del Pontefice”. Secondo Galantino, “tutto ciò a cui, anche in questi ultimi giorni stiamo assistendo, ci spingono a qualificare la Terra come una superficie povera” ma “in questo caso, povertà non è sinonimo di infertilità o mancanza di risorse”. “La povertà della terra – ha spiegato – è lo scenario inquietante che emerge quando i rapporti e i processi decisionali politici ed economici sono stati costruiti mediante ingiustizie che si pongono come unico obiettivo facili tornaconto”.

Laudato si’: mons. Galantino, “non favorire atteggiamenti di sfruttamento”. “La violenza non si vince con altra violenza”

Sat, 2017-09-16 17:59

“Gli eventi accaduti in America dovrebbero riportare alla ragione. Bisogna contrastare il disimpegno con l’impegno. Un impegno culturale, politico e anche spirituale, perché non bisogna disimpegnarsi dalla cura dell’ambiente e favorire atteggiamenti di sfruttamento selvaggio che non rispettano la natura che è l’ambiente per l’uomo”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, intervenendo a Teramo alla presentazione del volume “Un solo cuore per una sola terra” di mons. Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri. Un riferimento anche ai leader politici che vedono come superfluo l’investimento sull’ambiente: “Dobbiamo educare la società”. Quanto alla crisi coreana, “la mentalità con la quale certi personaggi ragionano crea imbarazzo e senso di impotenza”, le parole di Galantino che ha incalzato sull’argomento: “Non vorrei che si ingenerasse la mentalità che la violenza si vince con la violenza. Non esiste nella storia una guerra finita con altre guerre. Soprattutto se ci sono in campo armi letali alle quali si sta facendo riferimento in questi giorni”.

“L’ambiente non prescinde dall’uomo. La tutela dell’ambiente è la tutela dell’uomo e diventa ancora più vero in un contesto nel quale si sta parlando di immigrazione che è legata allo sfacelo dell’uso della terra”, le parole del segretario generale della Cei che ha precisato il legame tra le parti, “l’esempio dell’Africa e di quei territori colonizzati dove si è tolto tutto o quasi. Gli uomini che hanno bisogno di vivere si mettono in giro per vedere dove campare”.

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna) ordina 4 sacerdoti, “siate ministri di misericordia”

Sat, 2017-09-16 17:30

“Siate ministri di misericordia, di questo amore così sovrabbondante che scioglie dai profondi e resistenti legami del male, che rigenera le persone, che non si arrende, che sa fare nascere un fiore anche nei deserti privi di vita”. Lo ha detto oggi pomeriggio l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, nell’omelia rivolta ai 4 sacerdoti che ha ordinato in cattedrale. Fabrizio Marcello, 27 anni, si è formato nella parrocchia di San Donnino. Francesco Scalzotto, 30 anni, proviene da quella di San Lorenzo di Budrio. Tra i nuovi sacerdoti, anche Emilio Giovanni Beretta, 50 anni, e Andres Bergamini, 45 anni, entrambi membri delle Famiglie della Visitazione. “Siamo tutti peccatori perdonati. Se non lo dimentichiamo, come il servo del Vangelo, saremo liberi di aiutare tanti e lo faremo ‘di cuore’, come ci chiede Gesù. E quanto è diverso fare le cose ‘di cuore’ e non per sacrificio. La vera misericordia – ha osservato mons. Zuppi – non nasce mai da una pienezza, ma da una povertà, dal poco della nostra vita”. L’arcivescovo ha invitato i quattro nuovi sacerdoti a dedicarsi “assiduamente” alla preghiera, “perché questa genera e fa crescere” la misericordia. “Parlate anche voi con Gesù, in quella finestra che solo la vita interiore ci fa scoprire nel nostro cuore. Fatelo come Guareschi descrive don Camillo che parla con il Crocifisso e anche a voi Gesù consolerà, raccogliendo le vostre gioie e delusioni, le incertezze e anche le presunzioni”. Infine, l’incoraggiamento a essere “figli, fratelli e padri”. “Oggi insieme capiamo che non dobbiamo avere paura dell’amore”.

Cortile di Francesco: Riccardi, “non dare la cittadinanza significa marginalizzare”

Sat, 2017-09-16 17:07

(dall’inviata ad Assisi) “Non dare la cittadinanza vuol dire non integrare, e quindi favorire la marginalizzazione”. Ne è convinto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, che intervenendo oggi al “Cortile di Francesco” ha parlato anche del dibattito sullo “ius soli”, precisando che il ddl in discussione parla in realtà di “ius culturae”. In un’Italia in cui i cittadini “sono spaesati e domina la paura di fronte a migrazioni e terrorismo”, per non cadere preda degli “imprenditori della paura” occorre innanzitutto “superare la sproporzione tra parole e realtà”, ha affermato lo storico elencando i dati: “Nel 2015 sono arrivati in Italia 153mila profughi, il 9% in meno del 2014, ma se ne è parlato l’80% in più e sui tg il 200% in più. Negli ultimi due mesi del 2017 gli sbarchi sono calati del 79%, ma la paura per i migranti è cresciuta fino ad arrivare al 46%. Le parole della paura aumentano, ma gli sbarchi diminuiscono”. “Dobbiamo imparare a parlarne in modo emozionale e a non strumentalizzare o lasciarci strumentalizzare”, la proposta di Riccardi, che ai giornalisti ha affidato alcuni imperativi di manzoniana memoria: “osservare, ascoltare, paragonare, pensare prima di parlare”. Sulla questione dei migranti, ha osservato lo storico, “in Italia manca la preparazione e mancano le reti: oggi il cittadino globale non ha più reti, è solo di fronte al mondo, il che vuol dire il più delle volte solo davanti alla tv”. “Bisogna creare un processo di ripensamento positivo sulle migrazioni”, l’invito di Riccardi, secondo il quale “occorre investire sulla cultura degli italiani perché sappiano leggere quello che accade. Le radici del populismo si battono attrezzandosi sul mondo globale”.

Cortile di Francesco: De Kerchove (sociologo), oggi domina “democratura”, cioè “governo dell’algoritmo”

Sat, 2017-09-16 17:03

(dall’inviata ad Assisi) “Democratura”, cioè “dittatura condivisa con il popolo”, o “governo dell’algoritmo”. Il sociologo Derrick De Kerchove, intervenuto oggi al “Cortile di Francesco”, ha usato questo neologismo creato da lui per delineare gli scenari che l’avvento del digitale ha prodotto  nella società. L’esempio da cui è partito è la “smart city” in cui si è trasformata oggi Singapore, dove grazie ad una sorta di “grande fratello” sviluppatosi attraverso lo sviluppo velocissimo delle nuove tecnologie è diventata in poco tempo un luogo “dove tutto si può sapere sempre e applicare subito, grazie a sistemi di sorveglianza dentro e fuori casa, dentro e fuori il nostro corpo”. Una sorta, dunque, di “governo di algoritmo” che produce “gente in stato confessionale permanente”, grazie ai “big data” che consentano di “prevedere i bisogni e di soddisfarli”. Nell’evoluzione del mondo digitale, in altre parole, “tutto è trasparente, connesso, mediato”: tuttavia, “la democratura non è democratica”, perché  i “big data” non sono accessibili al pubblico. C’è poi, per De Kerchove, il problema dell'”incrocio digitale”, cioè “di tutto quello che si sa su di te e che tu non sai. Più si sa su di te, meno tu esisti: stiamo delegando la nostra intimità ad un sistema di sorveglianza esterno, e tutto ciò opera un rovesciamento morale”.

Diocesi: Altamura, lunedì 18 settembre l’arcivescovo saluterà in streaming il mondo della scuola

Sat, 2017-09-16 16:56

Lunedì 18 Settembre 2017, alle ore 10.30, l’arcivescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, mons. Giovanni Ricchiuti, ha dato appuntamento in streaming, sul portale diocesano www.diocesidialtamura.it e sul Canale YouTube della diocesi, a tutti gli studenti di scuola media e superiore, ai dirigenti scolastici, ai docenti, e a tutti coloro che a vario titolo lavorano nel mondo della scuola, per un messaggio di saluto all’inizio del nuovo anno scolastico e per un augurio di buon cammino lungo i sentieri dell’impegno, della formazione e della ricerca culturale. Ne dà notizia oggi l’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, che ricorda quanto scrive l’arcivescovo nella lettera ai dirigenti di tutti gli istituti scolastici del territorio: “La finalità formativa ed educativa del mondo scolastico che vede impegnati nell’intravedere nuove proposte, nel cercare strategie più efficaci, nel comprendere i linguaggi e i moti che animano i nostri adolescenti e giovani non è estraneo al mondo ecclesiale, anzi, ci accomuna e ci fa sentire in sintonia e alleati per il bene delle nuove generazioni”. E poi aggiunge l’arcivescovo: “Vengo a bussare ai vostri istituti, per chiedervi, anche solo per pochi minuti, la parola, rispettando la laicità dell’ambiente scolastico, e soprattutto, quanti non sono interessati ad ascoltarla, col desiderio di costruire ponti e rafforzare questa fondamentale alleanza educativa”.
“Perché studiare; come affrontare oggi una cultura aperta al dialogo e al confronto con le diverse istanze del mondo; essere credenti tra i propri coetanei e testimoniare tra gli amici la propria fede; ciò che si attende il mondo giovanile dalle comunità parrocchiali”: saranno alcune delle domande alle quali l’arcivescovo risponderà in colloquio con alcuni ragazzi.

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