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Servizio Informazione Religiosa
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India: mercatino natalizio nella centro parrocchiale di Crespi d’Adda per sostenere una scuola per giovani ‘intoccabili’

Thu, 2017-12-14 17:15

Natale tempo di solidarietà e di amicizia: con questo spirito la onlus “Coriandoli per Shanti Bhavan” di Gorgonzola (Milano) ha promosso nei giorni scorsi un mercatino natalizio con oggetti realizzati a mano ed una vasta collezione di sciarpe in lana originali indiane, all’interno del centro parrocchiale “La Pista” di Crespi d’Adda. Scopo dell’iniziativa raccogliere fondi per sostenere i progetti di solidarietà del campus “Shanti Bhavan” (a 70 km da Bangalore – nell’estremo nord del Tamil Nadu, vicino ai confini del Karnataka e dell’Andhra Pradesh) dove 300 ragazzi dai 3 ai 19 anni “appartenenti alla ‘non casta’ degli ‘Intoccabili’ hanno la possibilità di accedere ad un’istruzione qualificata che permetta loro di riscattare se stessi nella società attraverso ciò che sanno e ciò che sanno fare, interrompendo il meccanismo perverso che rende i poveri ancora più poveri”. L’onlus lombarda, fondata nel 2014 a Gorgonzola, intende così “supportare in ogni modo possibile chi, tramite l’educazione scolastica, è alla ricerca di un riscatto personale da una vita altrimenti destinata ad abusi, discriminazione ed emarginazione”. La scuola residenziale è costituita dall’edificio scolastico, con le singole aule per ciascun grado, aule supplementari per i gradi più alti, laboratori scientifici, un laboratorio informatico, una sala d’arte, una sala musica, due biblioteche, quindi, le residenze separate per ogni grado, la palestra, la cucina con la sala da pranzo, gli edifici amministrativi, il campo da basket e un campo sportivo. Alla scuola è stata dedicata anche una docu-serie, sul portale web Netflix, che racconta la realtà di chi impara e di chi presta servizio a Shanti Bhavan (“Oasi di pace”). “Daughters of Destiny: the journey of Shanti Bhavan’, questo il titolo della docu-serie diretta da Vanessa Roth (premio Oscar nel 2008 per il cortometraggio Freeheld) con la colonna sonora di A.R. Rahman (che con The Millionare si è aggiudicato due Oscar ed un Golden Globe) è distribuita in oltre 100 Paesi in 30 lingue.

Diocesi: Prato, domenica 17 dicembre mons. Agostinelli ordina sacerdote Marco Galgano

Thu, 2017-12-14 17:11

Nel pomeriggio di domenica 17 dicembre il vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli, ordinerà sacerdote il diacono Marco Galgano. La celebrazione eucaristica nel corso della quale il seminarista 40enne verrà consacrato presbitero è in programma per le 16 nella cattedrale. Originario di Barberino di Mugello, Galgano è entrato nel seminario di Prato nel 2012 e lo scorso 25 giugno è diventato diacono. “Prima di intraprendere il cammino sacerdotale – si legge in una nota – ha lavorato per alcuni anni come perito informatico. Poi, dopo essere entrato in contatto con la parrocchia di Santa Maria delle Carceri, ha iniziato a studiare teologia ed è maturata in lui la vocazione”. Da seminarista ha prestato servizio a Coiano e Grignano e attualmente si sta impegnando nell’oratorio di Sant’Anna. “Essere sacerdote – afferma Galgano – per me significa essere un amico di Gesù attento alle persone; il diaconato mi ha insegnato che un prete deve mettersi a servizio del prossimo”. “Come avvenne per il diaconato – prosegue la nota – è probabile che anche per l’ordinazione sacerdotale la cattedrale sia piena di giovani, in particolare dell’oratorio di Sant’Anna. Ci sarà anche un pullman di amici proveniente da Barberino e non mancheranno i familiari del novello sacerdote”. La prima messa di don Galgano sarà celebrata la vigilia di Natale, domenica 24 dicembre alle 10.30 nella basilica di santa Maria delle Carceri.

Cinema: mons. Viganò, accordo Spc e Normale di Pisa per “valorizzare patrimonio audiovisivo” su Pio XII

Thu, 2017-12-14 17:01

“Recuperare e valorizzare il patrimonio audiovisivo su Pio XII”. Questo l’obiettivo della collaborazione scientifica avviata tra la Segreteria per la Comunicazione (SpC) e la Scuola Normale Superiore di Pisa. Ad annunciare l’intesa è stato mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della SpC, durante la tavola rotonda su “La Santa Sede nell’età della comunicazione di massa”, svoltasi oggi presso la Filmoteca Vaticana in occasione del 60° anniversario della Miranda Prorsus, l’enciclica di Pio XII dedicata al cinema, alla radio e alla televisione. “La collaborazione tra Spc e Normale – ha spiegato Viganò- è nata da alcuni elementi di ricerca storiografica che porteranno ad un portale dove confluiranno video e scritti. Una grande biblioteca, insomma, a disposizione degli studiosi che andrà a implementarsi nel tempo”.

Consiglio Ue: Tajani (Europarlamento), “ridistribuzione automatica dei rifugiati”

Thu, 2017-12-14 16:55

(Bruxelles) “Avere raggiunto ‘progressi sufficienti’ non significa aver risolto tutti i problemi” circa i negoziati con il Regno Unito. “Abbiamo davanti ancora molto lavoro”. Lo ha affermato Antonio Tajani intervenendo in apertura del Consiglio europeo in corso a Bruxelles. Nel suo discorso, che tradizionalmente apre il vertice, il presidente del Parlamento europeo ha toccato tutti i punti all’ordine del giorno: Brexit, sicurezza e difesa, pilastro sociale, immigrazione, governance economica. Sul Brexit ha aggiunto: “Il Parlamento sarà attento, in particolare, alla reale salvaguardia dei diritti dei cittadini e alla procedura che verrà istituita per garantire il loro status speciale”. Su sicurezza e difesa: “I cittadini chiedono protezione, non possiamo continuare ad affidarci a potenze militari di altri. La nostra sicurezza, il controllo delle frontiere, la gestione dei flussi migratori, la lotta al terrorismo, la stabilità ai confini, dipendono da noi”. Ampio il paragrafo sulla dimensione sociale, l’educazione e la cultura, con riferimento al lavoro, alla digitalizzazione. “Per creare nuovi posti, dobbiamo puntare anche su settori ad alta intensità di lavoro e creatività. La nostra storia e cultura millenaria hanno un potenziale per la crescita che dobbiamo ancora sfruttare pienamente. Penso a turismo, design, digitalizzazione dei siti culturali, alta gamma, artigianato di eccellenza”.
Nel capitolo successivo: “I cittadini chiedono di risolvere la crisi migratoria. Non vogliono più assistere a flussi incontrollati, pellegrinaggi di richiedenti asilo, morti in mare o nel deserto, tratta di schiavi. Andare in ordine sparso sarebbe un grave errore che ci allontanerebbe da soluzioni davvero efficaci. Serve invece una forte strategia europea, un vero coordinamento delle nostre azioni e la messa in comune di più mezzi e risorse. Da un lato, dobbiamo rafforzare il controllo delle frontiere esterne, respingendo o, rimpatriando con rapidità e fermezza, chi non ha diritto ad entrare; dall’altro, dobbiamo dimostrare solidarietà a chi fugge da guerre e persecuzioni”. L’attuale sistema di asilo, “che scarica tutti gli oneri sui Paesi di prima accoglienza, non funziona”; “chiediamo che la redistribuzione dei rifugiati avvenga in maniera automatica, sulla base di criteri equi e oggettivi, in linea con lo spirito di solidarietà su cui si fonda da sempre la nostra Unione”.

Dialogo: al-Tayyib (al-Azhar), “il 17 dicembre manderò gli auguri a Papa Francesco per il suo compleanno”

Thu, 2017-12-14 16:53

“Non ho timore di quello che potrebbe accadere nel mondo, dove c’è tanto male, perché ci sono persone come Papa Francesco, che annunciano la riconciliazione in mezzo alle difficoltà di oggi”. Lo ha detto Ahmad al-Tayyib, Grande Imam di al-Azhar, durante un incontro al Cairo con alcuni giornalisti italiani, in occasione del pellegrinaggio di una delegazione dell’Opera Romana Pellegrinaggi sulle orme della Sacra Famiglia. Dalla massima autorità sunnita anche un messaggio di gratitudine a Francesco, che “sviluppa il dialogo fra tutti”, “per il messaggio di amore e pace che sta diffondendo nel mondo”. Poi, al-Tayyib ha ricordato il recente viaggio del Papa in Bangladesh, dove “abbiamo pianto assieme per quello che accade”. Infine, un annuncio: “Il 17 dicembre manderò gli auguri a Sua Santità per il suo compleanno”.

Rai Due: “Sulla via di Damasco”, sabato 16 dicembre puntata dedicata a “Il dialogo è vita”

Thu, 2017-12-14 16:53

Sarà dedicata a “Il dialogo è vita” la puntata di “Sulla via di Damasco”, in onda sabato 16 dicembre, alle 7.55 su Rai Due. Il programma, firmato da mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti, “torna a parlare di dialogo cristiano-islamico e di come – si legge in una nota – si possano coniugare identità religiosa e apertura all’altro senza cedere alla paura del terrore fondamentalista”. In primo piano, le testimonianze sul dialogo più difficile, quello della vita, tra persone di fedi diverse, raccolte all’Istituto Universitario Sophia (a Loppiano, Firenze), una comunità di studio e di ricerca dove “il sapere è al servizio della fraternità universale”. Arooj Javed, cristiana e studentessa di nazionalità pachistana, racconterà la sua prova di dialogo con una mussulmana indiana, superando fratture e pregiudizi che ancora oggi dividono due popoli lungo crinali che sono anche religiosi. Subito dopo, la testimonianza di una ricercatrice musulmana-sciita del Centro islamico di Inghilterra (Londra), impegnata nel progetto per il dialogo interreligioso “Wings of unity” che vede collaborare l’Istituto Sophia e il Centro inglese, e che l’ha condotta a passare alcuni mesi a Loppiano. In un’intervista, Piero Coda, teologo e preside dell’Istituto fondato da Chiara Lubich, spiegherà come quel programma di formazione con l’Islam sciita rappresenti un importante orizzonte di ricerca, ma anche uno spazio di vita, per far crescere nel mondo le radici della pace. A seguire, la voce di una volontaria dell’Associazione Lvia, Khadija Tirha, con il suo impegno per il dialogo nella frontiera della cooperazione internazionale. La puntata chiuderà con la proposta di Mounir Farag, docente dell’Università Senghor in Egitto, su come sconfiggere la minaccia del terrorismo, ripartendo dalla vita, dalla carità, prima ancora che dal dialogo teologico ed ideologico.

Diocesi: Lecce, mons. Seccia sabato 16 visiterà il liceo “Ciardo-Pellegrino”. Il pastorale donatogli dall’arcidiocesi realizzato da due docenti dell’Istituto

Thu, 2017-12-14 16:36

Sarà il liceo “Ciardo-Pellegrino” il primo istituto scolastico visitato dal neoarcivescovo di Lecce, mons. Michele Secchia. Sabato 16 dicembre, infatti, mons. Seccia terrà fede alla promessa fatta alla dirigente scolastica Tiziana Paola Rucco il giorno del suo insediamento, lo scorso 2 dicembre: “Verrò a farvi gli auguri di Natale e a congratularmi di persona per il bellissimo pastorale realizzato nella vostra scuola”. Alle 12, l’arcivescovo farà visita alla sede “Pellegrino” del liceo artistico e coreutico di Lecce per porgere gli auguri di Natale alla comunità scolastica e per ringraziare per il pastorale ricevuto in dono dall’arcidiocesi in occasione del suo insediamento a Lecce. “Com’è noto – si legge in una nota – l’opera è stata progettata e realizzata in legno d’ulivo e argento dai docenti del laboratorio di design dei metalli e dell’oreficeria, Antonio Perrone e Flavio Antonio Tricarico”. Sabato mattina, dopo il saluto della dirigente scolastica, un gruppo di alunni, guidati dalla docente Loredana Bruno, eseguiranno un canto natalizio e un brano musicale; poi con un messaggio augurale daranno il loro benvenuto a Lecce a mons. Seccia. L’arcivescovo avrà l’occasione di salutare alunni, docenti e personale ausiliario e poi verrà accompagnato dalla dirigente Rucco in visita nel laboratori della scuola.

Terrorismo: al-Tayyib (al-Azhar), “uccide anche i musulmani. Non ha una religione e una patria”

Thu, 2017-12-14 16:29

(dal Cairo) “Il terrorismo uccide anche i musulmani. È segno che non ha una religione né una patria”. Lo ha detto Ahmad al-Tayyib, Grande Imam di al Azhar, durante un incontro al Cairo con alcuni giornalisti italiani, in occasione del pellegrinaggio di una delegazione dell’Opera Romana Pellegrinaggi sulle orme della Sacra Famiglia. “La lezione che noi dobbiamo imparare è che i terroristi non guardano solo all’Occidente o ai cristiani in Medioriente – ha aggiunto -. Tutte le nazioni devono muoversi ovunque per combattere insieme questo cancro. I musulmani nel mondo hanno pagato un prezzo altissimo a causa del terrorismo”.

Gerusalemme: al-Tayyib (al-Azhar), “condanniamo la scelta di Trump”

Thu, 2017-12-14 16:27

(dal Cairo) Le conseguenze della scelta di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele “ci addolorano”, perché “ha prodotto scontri che hanno causato 1.500 feriti”. Lo ha detto Ahmad al-Tayyib, Grande Imam di al-Azhar, durante un incontro al Cairo con alcuni giornalisti italiani, in occasione del pellegrinaggio di una delegazione dell’Opera Romana Pellegrinaggi sulle orme della Sacra Famiglia. “La decisione da parte del presidente americano è già realtà – ha aggiunto -, la politica mondiale sta facendo degli sforzi per cambiarla. Noi condanniamo questa sua scelta”.

Papa Francesco: a gesuiti del Bangladesh, “le piccole Chiese che crescono in periferia devono parlare alla Chiesa universale. Hanno qualcosa da insegnarci”

Thu, 2017-12-14 13:47

“Nominando i cardinali, ho cercato di guardare alle piccole Chiese, quelle che crescono in periferia. Non per dare consolazione a quelle Chiese, ma per lanciare un chiaro messaggio: le piccole Chiese che crescono in periferia e sono senza antiche tradizioni cattoliche oggi devono parlare alla Chiesa universale, a tutta la Chiesa. Sento chiaramente che hanno qualcosa da insegnarci”. Lo ha affermato Papa Francesco incontrando i gesuiti del Bangladesh nel corso del suo ultimo viaggio apostolico. Secondo quanto riferisce padre Antonio Spadaro, riportando sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica” la trascrizione delle due conversazioni avute dal Papa con i gesuiti di Bangladesh e Myanmar, Francesco ha rivelato che “anche per me il Bangladesh è stata una sorpresa: c’è tanta ricchezza”. “Sinceramente – ha spiegato – non conosco bene le attività della Compagnia di Gesù in Bangladesh. Ma il fatto che il provinciale abbia incaricato due gesuiti di lavorare nei campi profughi mi fa capire che i gesuiti si muovono”. E ricordando che “questa sera ho salutato le due bambine rohingya”, il Papa ha riconosciuto che “i bambini mi danno tenerezza”. “La tenerezza fa bene in questo mondo tante volte crudele: ne abbiamo bisogno”, ha notato Francesco, evidenziando “quanto sia importante avere un cuore capace di tenerezza e di compassione per chi è debole o povero o piccolo”.

Papa Francesco: a gesuiti del Bangladesh, “Gesù Cristo oggi si chiama rohingya”

Thu, 2017-12-14 13:46

“Gesù Cristo oggi si chiama rohingya”. Lo ha affermato Papa Francesco incontrando 13 gesuiti che svolgono la loro missione nel Bangladesh poco dopo l’incontro ecumenico al termine del quale ha incontrato un gruppo di rohingya. Secondo quanto riferisce padre Antonio Spadaro, riportando sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica” la trascrizione delle due conversazioni avute dal Papa con i gesuiti di Bangladesh e Myanmar nel corso dell’ultimo viaggio apostolico, Francesco così si è espresso: “Davanti a quella povera gente che ho incontrato ho sentito vergogna! Ho sentito vergogna per me stesso, per il mondo intero!”. Rispetto alla questione dei rifugiati, Papa Francesco ha ricordato di aver visitato tre campi “enormi: Lampedusa, Lesbo e Bologna”. “A volte – ha aggiunto – non si distingue bene tra un luogo da cui si attende di uscire e un carcere sotto un altro nome. E a volte i campi sono veri campi di concentramento, carceri”. Il Papa ha anche puntato il dito contro “i Paesi che chiudono le loro frontiere. Purtroppo in Europa ci sono Paesi che hanno scelto di chiudere le frontiere. La cosa più dolorosa è che per prendere questa decisione hanno dovuto chiudere il cuore”. “Il nostro lavoro missionario – ha sottolineato Francesco – deve raggiungere anche quei cuori che sono chiusi all’accoglienza degli altri”. E rievocando quanto ha vissuto nel campo di Lesbo, dove i bambini “con una mano salutavano me e con l’altra afferravano la caramella” offerta dal Patriarca Bartolomeo o dove un uomo musulmano di circa trent’anni con tre figli gli ha raccontato della moglie cristiana sgozzata dai terroristi perché non voleva togliersi la croce che aveva addosso, il Papa ha ammonito: “Queste cose vanno viste e vanno raccontate. Queste cose non arrivano ai salotti delle nostre grandi città. Abbiamo l’obbligo di denunciare e di rendere pubbliche queste tragedie umane che si cerca di silenziare”.

Papa Francesco: a gesuiti del Myanmar, “di fondamentalismi ce ne sono dappertutto”. Quello “cristiano nega l’Incarnazione”

Thu, 2017-12-14 13:44

“Di fondamentalismi ce ne sono dappertutto. E noi cattolici abbiamo ‘l’onore’ di avere fondamentalisti tra i battezzati”. Lo ha affermato Papa Francesco incontrando i gesuiti del Myanmar nel corso del suo ultimo viaggio apostolico. Secondo quanto riferisce padre Antonio Spadaro, riportando sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica” la trascrizione delle due conversazioni avute dal Papa con i gesuiti di Bangladesh e Myanmar, Francesco ha definito il fondamentalismo “un atteggiamento dell’anima che si erge a giudice degli altri e di chi condivide la sua religione”. “È un andare all’essenziale – pretendere di andare all’essenziale – della religione, ma a un punto tale da dimenticarsi di ciò che è esistenziale. Dimentica le conseguenze”. Per il Papa, “gli atteggiamenti fondamentalisti prendono diverse forme, ma hanno il fondo comune di sottolineare molto l’essenziale, negando l’esistenziale”. “Il fondamentalista nega la storia, nega la persona. E – ha ammonito – il fondamentalismo cristiano nega l’Incarnazione”. Riferendosi al ministero di sacerdoti e vescovi, Francesco ha ribadito che “dobbiamo conoscere l’odore di pecora, per capire, comprendere e accompagnare, e le pecore devono percepire che emaniamo odore di Dio. E questa è la testimonianza. Oggi la missionarietà, grazie a Dio, non passa dal proselitismo”. Il Papa ha anche evidenziato che “una delle cose che il Signore rispetta è la libertà. Compresa la libertà di allontanarsi da lui, la libertà di peccare. Lui sta in silenzio e soffre. Sta zitto. Arriva a questo estremo”. E ha suggerito “prossimità, vicinanza” nelle situazioni in cui “le risposte intellettuali non servono”. Per “rispondere” ad una domanda esistenziale, ha consigliato il Papa, “avvicinati. Accompagna. Stai vicino. E lo Spirito Santo ti ispirerà che cosa puoi fare, che cosa puoi dire”. “Perché dire – ha esortato – è l’ultima cosa. Prima fare. Stare in silenzio, accompagnare, stare vicini”.

Papa Francesco: a gesuiti del Myanmar, “bisogna essere uomini di preghiera nell’abitare i crocevia della storia”

Thu, 2017-12-14 13:42

“Bisogna essere uomini di preghiera nell’abitare i crocevia della storia”. Lo ha affermato Papa Francesco incontrando i gesuiti del Myanmar nel corso del suo ultimo viaggio apostolico. Secondo quanto riferisce padre Antonio Spadaro, riportando sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica” la trascrizione delle due conversazioni avute dal Papa con i gesuiti di Bangladesh e Myanmar, Francesco ha ricordato quanto disse Paolo VI il 3 dicembre 1974. “Ci ha rivolto un discorso che resta pienamente attuale”, ha notato il Papa. “Vi raccomando di leggerlo. È un documento attuale”. “Dice – ha aggiunto – questa frase: ‘Ovunque, nei crocevia della storia vi sono i gesuiti’. Lo ha detto Paolo VI! Non dice: ‘State chiusi in un convento’, ma dice ai gesuiti: ‘Andate nei crocevia’”. “E – ha ammonito Francesco – per andare ai crocevia della storia, miei cari, bisogna pregare!”. Riferendosi ai fedeli del Myanmar presenti alla celebrazioni, il Papa ha anche rivelato che “quando ho saputo che queste persone avevano viaggiato e camminato molto, che per venire avevano risparmiato denaro, vi confesso che ho provato una grande vergogna”. “Il Popolo di Dio ci insegna virtù eroiche”, ha proseguito, ribadendo che “ho provato vergogna di essere pastore di un popolo che mi supera per virtù, per sete di Dio, per senso di appartenenza alla Chiesa, perché venivano a vedere Pietro. L’ho provata, e ringrazio Dio per avermela fatta provare”. Francesco ha evidenziato che “c’è una grazia che il gesuita deve chiedere, è quella di una grande vergogna”. Il Papa ha poi definito quello in Myanmar e Bangladesh “un viaggio molto difficile”. “Forse – ha osservato – ha rischiato pure di essere cancellato a un certo punto. Dunque, è un viaggio difficile. Ma proprio perché difficile, dovevo farlo!”. E “se questo viaggio appariva difficile, sono venuto perché noi dobbiamo stare nei crocevia della storia”.

Biotestamento: Centro studi Livatino, ora “indispensabile un lavoro, culturale prima ancora che politico, per convincere che la vita non è un bene disponibile”

Thu, 2017-12-14 13:30

“Con il voto di oggi il Senato non ha operato una scelta originale: ha disposto che sia pubblicato sulla Gazzetta ufficiale quel che da un decennio a oggi avevano già sancito – a partire dal caso Englaro – sentenze di merito, della Cassazione e della Corte costituzionale. Se, proprio alla stregua di quelle sentenze, una legge era necessaria, essa avrebbe dovuto ribadire il diritto alla vita in ogni momento della esistenza dell’uomo”. Lo si legge in una nota del Centro studi Rosario Livatino, a commento dell’approvazione, oggi in Senato, della legge in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento (Dat).  “Per uscire dal totalitarismo, subdolo ma reale, che manipola la vita, la seleziona geneticamente e ne dispone con arbitrio la fine, non sarà sufficiente il sostegno ai medici che rifiuteranno il ruolo di boia: sostegno che pure diventerà necessario in assenza di una norma sull’obiezione di coscienza – denuncia il Centro studi Livatino -. Nè sarà sufficiente l’eventuale modifica delle norme più devastanti approvate oggi: come quella che impone l’eutanasia pure agli ospedali di ispirazione religiosa”. Sarà “indispensabile un lavoro, culturale prima ancora che politico, per riscoprire le basi antropologiche dell’ordinamento, per convincere che la vita non è un bene disponibile, per ribadire che il medico opera per il bene del paziente e non per far rientrare i conti della sanità pubblica, per scongiurare il suicidio di una Nazione di zombie, nella quale ogni anno il numero dei morti supera largamente quello dei nuovi nati”. In definitiva, “per rendere possibili ‘le scelte più difficili, quelle che hanno a che fare con il diritto alla vita in presenza di leggi che intendono introdurre nel nostro ordinamento un diritto all’eutanasia’. Queste ultime sono le parole profetiche che Rosario Livatino pronunciava nell’aprile 1986: oggi calpestate dal voto di un Parlamento che ha sancito per legge la ‘morte di Stato'”.

Libano: summit Bkerké, i capi cristiani e musulmani uniti nel “no” alle scelte Usa su Gerusalemme

Thu, 2017-12-14 13:27

Ogni tentativo unilaterale mirante a imporre Gerusalemme come capitale esclusiva dello Stato di Israele rappresenta un atto “ingiusto” e contrario a tutte i pronunciamenti internazionali riguardanti il profilo della Città Santa. Lo ha ribadito il Patriarca maronita il card. Bechara Boutros Rai, aprendo il summit inter-religioso da lui convocato nella sede patriarcale di Bkerké per esprimere una posizione comune riguardo alla questione di Gerusalemme e alle nuove tensioni scatenatesi intorno alla Città Santa dopo che l’Amministrazione Trump ha reso operativa la decisione di trasferirvi l’ambasciata Usa in Israele. Tutte le principali comunità religiose presenti in Libano hanno aderito alla convocazione del Patriarca Rai: al “summit” di Bkerkè hanno partecipato, tra gli altri, il Gran Mufti sunnita Abdellatif Daryan, il Mufti Kabalan in rappresentanza dei musulmani sciiti, il Catholicos armeno apostolico Aram I, il rappresentante dei drusi, il Patriarca siro cattolico Ignatius Youssif III Younan, il Patriarca cattolico greco-melkita Youssef Absi e anche il rappresentante dei drusi. Il Patriarca maronita Rai, nel suo intervento, ha anche ribadito la necessità di applicare tutte le risoluzioni internazionali che riconoscono e tutelano il profilo unico e lo statuto speciale di Gerusalemme, città santa per gli ebrei, i cristiani e i musulmani di tutto il mondo. Il Mufti della Repubblica libanese Daryan ha ribadito la propria opposizione ai processi di “giudaizzazione” di Gerusalemme, confermando il sostegno ai palestinesi “nella loro lotta per la giustizia” e nel loro “legittimo diritto alla resistenza”.

Musica: il 16 dicembre il Concerto di Natale torna in Vaticano. Molti gli ospiti internazionali. Spazio anche alla danza

Thu, 2017-12-14 13:23

Sarà Gerry Scotti il conduttore del Concerto di Natale che sabato prossimo, 16 dicembre (ore 18.30), in occasione del 25° anniversario della sua nascita, tornerà nell’Aula Paolo VI in Vaticano sotto l’egida della Congregazione dell’Educazione Cattolica. Accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Universale Italiana diretta dal maestro direttore e concertatore Renato Serio e dai vocalizzi di Art Voice Academy si esibiranno star italiane e internazionali all’insegna della cultura dell’incontro nello spirito di unità e di pace della festa cristiana. Tra le “star” internazionali, figurano Patti Smith, Annie Lennox, Noa, Lola Ponce. Tra gli italiani, Albano, Gigi D’Alessio, Enrico Ruggeri, Alex Britti, Fabio Armiliato.  Spazio anche alle esibizioni strumentali che vedranno sul palco il grande flautista Andrea Griminelli con Gabriel’s Oboe, l’indimenticabile melodia scritta da Morricone per il film “Mission”, e lo spagnolo Hevia, virtuoso di “Midi”, la cornamusa elettronica da lui inventata. Le immancabili voci bianche saranno quelle del Piccolo Coro di Piazza Vittorio, diretto dal maestro Giuseppe Puopolo. Novità assoluta nella sua storia, il Concerto di Natale ospiterà la danza con uno dei suoi interpreti  più prestigiosi, lo spagnolo Joaquin Cortès.  A ricordare il senso cristiano del Natale i componenti del Presepio Vivente di Vetralla. Il Concerto di Natale è prodotto dalla Prime Time Promotions e promosso da Fondazione Don Bosco nel Mondo e dalla Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes a sostegno di due progetti  che hanno al centro la comunicazione digitale: “Liberare i bambini che lavorano come schiavi nelle miniere congolesi di coltan, il minerale necessario alla costruzione di computer e smartphone, e promuovere un’educazione alla gestione e all’uso degli stessi per combattere il cyberbullismo”. Domani il Papa incontrerà in udienza privata, nella Sala Clementina,  gli artisti e gli organizzatori del Concerto.  Il Concerto di Natale sarà messo in onda da Canale 5 la sera del 24 dicembre in prima serata ed in contemporanea, per tutto il mondo, su www.canale5.mediaset.it. I biglietti sono acquistabili on line o presso l’Ufficio delle Poste Vaticane in Piazza San Pietro (orario: dal lunedi al sabato dalle 8.30 alle 18.30 – domenica  dalle 9.30 alle 17.00).

Europa: Omnes (Unione giovani federalisti), “Ue torni alla solidarietà e parli con i cittadini”

Thu, 2017-12-14 13:14

(Bruxelles) “È tempo che l’Ue si assuma le proprie responsabilità e si concentri sui valori che l’hanno vista nascere. Il ‘metodo intergovernativo’, che lascia agli Stati membri l’iniziativa delle decisioni, cristallizzando così gli egoismi nazionali, a scapito del metodo comunitario, non è più un’opzione, nel momento in cui l’Ue fatica a occupare il posto che dovrebbe essere il suo in un mondo sempre più globalizzato”. La pensano così i giovani dell’Unione dei federalisti europei, una rete di 30mila Ong, politicamente plurali unite dall’obiettivo di creare una federazione democratica europea. La loro vice-presidente Ophélie Omnes ha partecipato al Congresso della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), in Vaticano a ottobre “(Re)thinking europe”. Rilanciando alcune riflessioni, sul numero di dicembre del mensile Comece Europeinfos, Omnes muove dalla constatazione condivisa tra tutte le persone così tanto diverse presenti a Roma che “l’Europa non parla abbastanza alle persone”. Oggi l’Ue “deve dotarsi di una nuova struttura per assicurare una vera solidarietà”, nel senso di essere “più democratica, più vicina alle preoccupazioni dei cittadini, più forte sulla scena internazionale”. L’ambizione è quella di definire “una struttura federale, basata sul principio di sussidiarietà”. “Fintanto che le decisioni sono confiscate dai governi nazionali, che non vedono le cose secondo il prisma dell’interesse comune europeo, sarà difficile avvicinare gli europei”.

Diocesi: Reggio Calabria-Bova, da domani on line il patrimonio archivistico per un periodo storico compreso tra il 1589 e il 1945

Thu, 2017-12-14 12:57

Più di 4 secoli di storia, quasi un milione di megabytye, oltre 300mila immagini digitalizzate dalle pagine di migliaia di registri di 109 parrocchie dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova per un periodo storico compreso tra il 1589 e il 1945 costituiscono l’immenso patrimonio archivistico (in continua evoluzione) che domani sarà online a disposizione di tutti. Saranno consultabili, dopo quattro anni di lavoro, tutti i registri parrocchiali dell’Archivio storico della diocesi calabrese suddivisi in atti di battesimo, defunti, matrimoni e stato delle anime, un tesoro stimato in circa 625mila informazioni anagrafiche utili per ricerche storiche e genealogiche. Il risultato di questo progetto verrà presentato proprio domani da Maria Pia Mazzitelli per l’Archivio storico diocesano, Antonio Galletta e Giorgio Nordo per Calabria Formazione e dall’arcivescovo mons. Giuseppe Fiorini Morosini e dall’arcivescovo emerito mons. Vittorio Mondello.

Beneficenza: Roma, nel pomeriggio si inaugura la mostra “Misericordia in Russia”

Thu, 2017-12-14 12:42

Verrà inaugurata nel pomeriggio di oggi, giovedì 14 dicembre, presso il Palazzo della Cancelleria, a Roma, la mostra fotografica “Misericordia in Russia”. “Le opere di noti fotografi contemporanei russi – si legge in una nota – mostrano il contributo della Chiesa ortodossa russa e delle Fondazioni di beneficenza nelle opere misericordia, spirituale e corporale”. L’esposizione, che sarà inaugurata alle 18, è curata da Igor Lapshin ed Ekaterina Soboleva ed è realizzata dalla Fondazione San Gregorio il Teologo e dalla Casa Editrice del Patriarcato di Mosca, insieme alla Associazione “Sofia: Idea Russa, Idea d’Europa”, all’Accademia “Sapientia et Scientia”, alla Fondazione di beneficenza “Sofia” (Russia) e alla Fondazione “Dialogo delle culture – Mondo unito”. Gode anche del patrocinio del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, dell’Ambasciata russa presso la Santa Sede, del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca e del Dipartimento sinodale per le opere di beneficenza e gli affari sociali. “La misericordia è un punto di vitale importanza per una sempre maggiore vicinanza tra le Chiese nel cammino verso l’unità, come dice dal Dichiarazione congiunta di Cuba. Oggi, per esempio, le Chiese operano fianco a fianco nell’assistenza ai profughi siriani e alla popolazione dilaniata dalla guerra”, affermano gli organizzatori. “Non è un caso – aggiungono – che una delle sezioni della mostra è dedicata alla visita di Madre Teresa di Calcutta a Mosca nel 1987, su invito di Sua Santità il Patriarca di Mosca e tutte le Russia Pimen, proprio in occasione della del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Demetrio”. Dell’esposizione fa parte anche la scultura in bronzo di Madre Teresa con bambini a grandezza naturale, realizzata dallo scultore Aleksej Leonov, e donata a Roma dalla Fondazione “Dialogo delle culture – Mondo Unito”. La mostra, ad ingresso gratuito, resterà aperta fino al 28 dicembre.

Migrazioni: mons. Marcianò (ordinario militare), “ogni possibile soluzione solo nel rispetto della dignità della persona”

Thu, 2017-12-14 11:17

“Una cosa è l’ordine e l’integrazione, altra è il rifiuto; una cosa è la necessaria regolamentazione, altra è l’eliminazione. Soprattutto, una cosa è la necessità di evitare ogni superficialità nella gestione di un fenomeno complesso”, come le migrazioni, “altra è l’isolamento di un Paese come l’Italia da parte dell’Europa, l’isolamento di alcune città e regioni d’Italia da parte di altre città e regioni, addirittura l’isolamento di operatori specializzati e generosi, quali voi siete, da parte di figure istituzionali o dei cittadini”. Lo ha detto, ieri, mons. Santo Marcianò, ordinario militare in Italia, nella Messa, celebrata nella chiesa di Santa Caterina da Siena, a Roma, con le Capitanerie di Porto in preparazione al S. Natale. “Il messaggio cristiano, in particolare il messaggio del Natale, ce lo insegna – ha sottolineato il presule -: dinanzi alla gestione di un fenomeno immane e controverso come quello migratorio, ogni possibile soluzione potrà essere trovata solo rispettando la dignità della persona e i diritti umani, la promozione del bene comune e la sussidiarietà da parte dello Stato; non ultimo, risvegliando la solidarietà, che fa dell’umanità un popolo di fratelli. Sono i principi di Dottrina Sociale della Chiesa; e sono principi che, nel vostro lavoro, mettete in pratica giorno dopo giorno, testimoniandoli e insegnandoli a ciascuno di noi”.
Non solo: “È un giogo quello che vi unisce a coloro che voi servite, agli stranieri, ai migranti, ai profughi. È come se voi sentiste che la vostra vita è legata alla loro, che sono per loro i vostri gesti, le vostre scelte, le vostre stesse stanchezze, che è per loro quella lontananza dalla famiglia, anche a Natale…”. Per l’ordinario militare, “tutto questo fa del vostro servizio un modo di celebrare il Natale, rispettando il mistero della vita, la cui sacralità mai dobbiamo tradire. Si tratta di un messaggio che voi offrite a tutti, che è per tutti gli uomini, perché tutte le vite umane debbono riscoprirsi legate tra loro da un giogo, non separate dall’indifferenza!”.

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