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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 49 min ago

Giordania: un centinaio di ragazzi da tutto il mondo a Madaba per lo Youth World Peace Camp

Sat, 2017-09-16 16:26

Quasi un centinaio di giovani da tutto il mondo in queste ore stanno viaggiando verso la città di Madaba in Giordania, roccaforte cristiana in Medio Oriente. Italia, Spagna, Argentina, Belgio, Etiopia e Libano sono solo alcuni dei Paesi di provenienza dei ragazzi che parteciperanno allo Youth World Peace Camp organizzato dall’associazione vicentina “Non Dalla Guerra”, da Caritas Jordan e da Living Peace Int’l. Da domani fino al 22 settembre i giovani saranno impegnati in attività di volontariato con i rifugiati siriani e iracheni presenti nel Paese. Tra loro anche 30 ragazzi cristiani della città di Aleppo, che grazie a Caritas hanno ottenuto un visto temporaneo per partecipare all’evento. “Un’esperienza unica per trasmettere un messaggio di pace e vicinanza anche al popolo giordano – dice Giovanni Zambon, uno dei fondatori di “Non Dalla Guerra”, direttamente dal Camp nella parrocchia “Holy Spirit Church” di Hanina -, e per promuovere il valore del volontariato, ancora poco diffuso nel Paese”. Dopo questi primi cinque giorni di servizio, i ragazzi si sposteranno all’Università americana di Madaba, voluta anche dal Papa emerito Benedetto XVI. Per tre giorni di workshop e conferenze sul tema dell’educazione alla pace e del dialogo interreligioso, fino al 25 settembre. A partecipare al forum sono state invitate alcune rappresentanze di spicco del governo locale, della casa reale e il nunzio apostolico.

Giappone: da domani visita pastorale del cardinale Filoni

Sat, 2017-09-16 16:21

Prenderà il via domani, domenica 17 settembre, la visita pastorale del cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, in Giappone dove rimarrà fino al 26 settembre. Dopo l’arrivo a Tokyo, nei giorni successivi sono in programma la visita al seminario di Fukuoka (lunedì 18) mentre a Nagasaki (martedì 19) incontrerà in un primo momento sacerdoti, religiosi e fedeli e poi pre-seminaristi e aspiranti. Il 20 settembre, dopo aver incontrato i vescovi della regione di Nagasaki, Filoni giungerà ad Hiroshima per la visita al Memoriale della pace e della bomba atomica. Anche ad Hiroshima è in programma un incontro con sacerdoti, religiosi e fedeli. Nella giornata di giovedì 21 sarà ad Osaka, per incontrare i vescovi della regione, sacerdoti, religiosi e fedeli. Venerdì 22 il card. Filoni sarà sui luoghi del terremoto e dello tsunami a Sendai mentre da sabato 23 sarà a Tokyo dove, oltre ai consueti incontri, domenica 24 visiterà l’Università Sofia, mentre nel pomeriggio incontrerà sacerdoti, religiosi e fedeli, quindi celebrerà la Messa nella cattedrale insieme ai vescovi del Giappone. Come ha sottolineato mons. Isao Kikuchi, vescovo di Niigata e presidente della Caritas, all’agenzia Fides, “è la prima volta che il card. Filoni viene in Giappone. Speriamo che la sua presenza sia un incoraggiamento per la nostra piccola comunità cattolica”. Sulla situazione della Chiesa giapponese, il vescovo, rileva che “ci troviamo in una fase di invecchiamento: invecchia la società e anche il personale ecclesiale è piuttosto anziano, così a volte è difficile gestire le parrocchie; inoltre cresce la presenza di migranti di fede cattolica e la loro cura pastorale diventa un compito urgente e impegnativo; assistiamo poi al declino delle vocazioni, sia al sacerdozio che alla vita consacrata”.

Diocesi: Firenze, inaugurati due nuovi appartamenti per ragazzi disagiati

Sat, 2017-09-16 15:04

“È possibile creare percorsi d’integrazione veri nella nostra società, anche per questi giovani che vivono in condizioni disagiate e che, attraverso lo studio e il lavoro, possono raggiungere quell’autonomia che permette loro di essere cittadini a pieno titolo della nostra comunità”. Lo ha detto l’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, durante l’inaugurazione di due nuovi appartamenti per ragazzi disagiati, in via Ponte alle Mosse. “In questa casa troviamo un bellissimo incrocio di generosità – ha aggiunto -. Quello di una famiglia, quello della diocesi, attraverso la Caritas, quello degli stessi ragazzi che si mettono in gioco per il loro futuro”. L’iniziativa, infatti, si inserisce nell’ambito del progetto della Regione Toscana dedicato agli “Appartamenti per l’autonomia”. A realizzarla è la Caritas di Firenze, diretta da Alessandro Martini, con l’intervento dei privati. Una famiglia fiorentina, la famiglia Braganti, infatti, ha dato in comodato d’uso alla diocesi due appartamenti ristrutturati e adeguati alle esigenze di una casa famiglia. L’obiettivo del progetto è sostenere l’inserimento sociale, educativo e l’avvio al lavoro dei ragazzi disagiati che vengono ospitati. Si tratta di minori di età compresa tra i 16 e i 18 anni o neo-maggiorenni, fino ai 21 anni, presi in carico dai servizi sociali dei Comuni, sia italiani che stranieri. Gli altri appartamenti, messi già a disposizione della Caritas per questo progetto, accolgono, da gennaio, 11 ragazzi, quotidianamente accompagnati dagli operatori in un percorso di autonomia e indipendenza.

Artigianato: Tecné-Dire, lavori in casa, vi ricorre il 34%

Sat, 2017-09-16 14:48

(DIRE – SIR) – La disponibilità a rivolgersi a un artigiano è ancora in funzione del reddito. Una ricerca realizzata da Tecné in collaborazione con l’agenzia Dire rivela che il 17 per cento degli intervistati si affida sempre a un artigiano per avere un lavoro di qualità. Mentre il 60% decide di farlo solo se si tratta di un lavoro difficile che necessita di competenze adeguate. Fa da solo in ogni caso il 7% del campione, mentre il 16% preferisce risparmiare pur avendo la consapevolezza che la qualità sarà inferiore. Tuttavia nelle fasce di reddito più basse prevalgono nettamente quanti sono “costretti” a optare per soluzioni alternative all’artigiano, mentre nelle fasce più alte di reddito la maggioranza si dichiara disponibile a rivolgersi a un artigiano. Il 40% degli italiani si arrangia da solo se deve fare dei lavori in casa. Ad agevolare il fai da te è la diffusione di punti vendita della grande distribuzione dedicati a questa attività, dove ci si rivolge non solo per acquistare utensili e materiali ma anche per ricevere consigli e imparare tecniche, come fa il 59% di chi preferisce il fai da te.

Per i lavori di casa si rivolge a un artigiano il 34% del campione, mentre il 26% fa riferimento a un operaio tutto fare, rivela la ricerca. Il reddito è stato determinante nell’orientare il comportamento d’acquisto nell’ultimo anno. Il 32% si è affidato a un artigiano per acquistare prodotti o eseguire lavori, mentre l’11 per cento ha richiesto un preventivo optando poi per soluzioni più economiche. Il 46% ha invece cercato direttamente altre soluzioni senza interpellare alcun artigiano. La discriminante è in base al reddito: le fasce economiche più alte si affidano a un artigiano mentre man mano che si riducono le possibilità di spesa prendono piede soluzioni alternative. Il passaparola e la rete informale di relazioni (amici o chi ha già fatto lavori) rappresentano il principale “media”nella ricerca di un artigiano. Così è per l’83% degli intervistati. Il 10% si rivolge ai negozi specializzati mentre solo il 7% cercherebbe riferimenti e recensioni sulla rete web. Una percentuale che raddoppia tuttavia quando si parla di consumatori giovani, mentre tra gli anziani sale all’88% la quota di chi si affida esclusivamente al passaparola. (www.dire.it)

Artigianato: Tecné-Dire, di grande valore, ma non vede la ripresa

Sat, 2017-09-16 14:47

(DIRE – SIR) – Gli artigiani italiani non vedono ancora la ripresa. Lo rivela la ricerca “Gli italiani e gli artigiani”, realizzata da Tecné in collaborazione con l’agenzia Dire. La percezione economica personale rivela un’ampia quota di artigiani in difficoltà, che hanno peggiorato la propria condizione rispetto all’anno precedente. Rispetto a 12 mesi prima, la situazione economica è migliorata, infatti, solo per l’8% degli artigiani. È invariata per il 60%, mentre è peggiorata per il 32%. Tiepide anche le attese per il prossimo anno: il 67% degli artigiani ritiene che tra 12 mesi la propria condizione sarà uguale a quella di oggi, mentre un artigiano su 4 teme un peggioramento. Ottimista l’8% degli intervistati. Eppure gli italiani hanno una forte consapevolezza del valore dell’artigianato nel complesso dell’economia nazionale. La grande maggioranza ritiene, infatti, che se scomparissero gli artigiani sarebbe una grave perdita per il sistema economico: il 43% ritiene che l’economia perderebbe molto, il 47% che perderebbe abbastanza. Il valore degli artigiani italiani è indubbio ed è ampiamente riconosciuto dalla grande maggioranza del campione. Il 42% ritiene importante acquistare prodotti di artigiani perché sinonimo di qualità mentre il 44% lo lega alla tipologia di prodotto. Tra le persone più mature, con oltre 55 anni di età, prevale nettamente l’associazione tra artigiano e qualità, mentre tra i giovani è più forte la relazione alla tipologia di prodotto. (www.dire.it)

Lavoro: Acli, un piano strategico in sei punti per rafforzare e ampliare l’offerta formativa

Sat, 2017-09-16 14:34

Un piano strategico articolato in sei punti per rafforzare e ampliare l’offerta formativa e, così, rispondere alla sfida posta da Industria 4.0. Lo hanno presentato oggi le Acli, a conclusione del 50° Incontro nazionale di studi, svoltosi a Napoli sul tema “Valore Lavoro. L’umanità del lavoro nell’economia dei robot”. Queste le proposte dell’associazione: “Investire nella formazione professionale; consolidare e diffondere l’infrastruttura formativa; innovare le qualifiche e i diplomi; sviluppare il sistema terziario professionalizzante (Its); investire in un sistema accogliente di formazione professionale; riconoscere il valore sociale della maternità e del lavoro di cura”. Il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, ha concluso l’incontro affermando che “questo evento colloca le idee nella realtà, per costruire progetti nei luoghi di vita. L’idea sulla quale tornare è il lavoro. Abbiamo una fedeltà al lavoratore, alla persona, ma qualche idea ce la siamo fatta anche sul lavoro. Per noi il lavoro richiama lo sviluppo sociale, non è solo occupazione. Per noi il lavoro è senso in sé. Connettere il lavoro allo sviluppo di una persona, di una collettività significa leggere il lavoro in una ottica politica”.

Economia: Rossini (Acli), “istituire nuovo social bonus per promuovere il lavoro giovanile”

Sat, 2017-09-16 14:32

Si è chiuso oggi a Napoli il 50° Incontro nazionale di studi delle Acli, che quest’anno ha avuto come tema centrale “Valore Lavoro. L’umanità del lavoro nell’economia dei robot”. Nella sua relazione conclusiva, il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, ha lanciato un appello al governo per rilanciare il lavoro soprattutto in ambito giovanile, a partire dalla formazione delle loro competenze, chiedendo che “nella seconda fase di attuazione nazionale del programma europeo Garanzia Giovani, siano privilegiate azioni integrate di formazione e lavoro a partire dall’istituzione di un social bonus rafforzato per la promozione del lavoro giovanile”. Nella mattinata, nel corso di una tavola rotonda coordinata dal direttore del Tg1 Andrea Montanari, sono intervenuti anche il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, il presidente di Alilauro spa e di Lauro.it, Salvatore Lauro, e il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte. Giovani, crisi occupazionale e nuove figure professionali sono stati al centro del dibattito. Nella suo intervento Rossini ha sottolineato la necessità di un nuovo piano nazionale sul lavoro: “Non abbiamo in mano alcuna ricetta definitiva. Non si può creare lavoro ‘per decreto’, perché lo Stato non può essere l’azienda principale e perché un’incontrollata crescita del debito pubblico grava sulle spalle dei cittadini di oggi e di domani, soprattutto dei più deboli. Un’economia nuova richiede un approccio nuovo, prodotti e servizi nuovi. La prima condizione è migliorare la qualità del sistema-Paese, perché siamo un Paese che non funziona bene in modo omogeneo.La seconda condizione è essere convinti che la politica industriale sia ancora decisiva. La terza condizione sta nel trovare investimenti. Non è solo una questione di investimenti pubblici, c’è anche una questione di investimenti privati: occorre convincere i ‘nostri’ industriali a rischiare sul futuro”.

Pino Puglisi: mons. Bertolone (Catanzaro-Squillace), “prete tanto semplice, quanto scomodo. Un testimone di resilenza”

Sat, 2017-09-16 14:22

Don Pino Puglisi “ha pagato il suo amore per Cristo e per la Chiesa con la propria immolazione ‘reo’ di aver ‘aizzato’ la gente a perseguire valori umani e cristiani, quali la tutela dei più deboli, dell’educazione della gioventù, del rispetto della giustizia e della legalità, dell’acquisizione di diritti fino a quel momento totalmente negati ai cittadini. E tutto questo con la sola ‘arma’ del Vangelo di Cristo”. A scriverlo oggi, sul sito della Conferenza episcopale calabra, è l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone. Puglisi – sottolinea – era un “prete tanto semplice, quanto scomodo, specialmente per chi tentò di relegarlo in un angolo, anzi cancellarlo. Ieri, i mafiosi fisicamente. Oggi tutti coloro che pensano di farne un santino da conservare nel portafogli”. “Ma di fronte ad un martirio che chiama al dovere della testimonianza – ammonisce mons. Bertolone – non c’è più spazio ormai per la menzogna del male. Non più”. Nella sua riflessione l’arcivescovo ricorda come Puglisi sia diventato “una specie di eroe inerme, cioè protagonista non violento di un modus vivendi, di resilienza”. Questa – prosegue – “per un sacerdote, e in generale per il cristiano, è la dote del buon grano rispetto all’asfissia generata dalla zizzania”. “Ci sono ambiti nei quali la resilienza è messa a dura prova”, rileva Bertolone, facendo riferimento proprio al “quartiere palermitano di Brancaccio, dove il parroco venne ucciso la sera del 15 settembre del 1993”. L’arcivescovo non dimentica poi il “dolce sorriso di don Pino, espresso anche in punto di morte, quasi a voler dire che era possibile il cambiamento anche in quel quartiere degradato e pressoché dimenticato dalle Istituzioni civiche e dai politici”. “Tutto ciò generò avversione nei confronti di un messaggio che altro non era – ed è – che il fedele annuncio dell’insegnamento evangelico”.

Papa Francesco: “Serve azione globale per affrontare riduzione inquinamento e sviluppo Paesi poveri”

Sat, 2017-09-16 14:16

Tweet di Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale Onu per la preservazione dello strato di ozono. “Serve un’azione globale per affrontare contemporaneamente la riduzione dell’inquinamento e lo sviluppo dei Paesi poveri”, scrive il Papa sull’account account @Pontifex in nove lingue.

Serve un’azione globale per affrontare contemporaneamente la riduzione dell’inquinamento e lo sviluppo dei Paesi poveri.

— Papa Francesco (@Pontifex_it) September 16, 2017

Istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1987, la Giornata nasce per commemorare la firma del Trattato di Montreal, avvenuta proprio il 16 settembre di quell’anno, che vincola gli Stati firmatari a ridurre la produzione e l’uso delle sostanze che minacciano lo strato di ozono.

Crisi idrica sud Pontino: sacerdoti Formia, “solidarietà verso chi ha protestato pacificamente e verso chi è stato incomprensibilmente denunciato”

Sat, 2017-09-16 13:50

“Come pastori delle comunità parrocchiali di Formia, vogliamo esprimere in maniera univoca la solidarietà verso quanti in quei giorni hanno protestato pacificamente. Vogliamo, altresì, esprimere piena solidarietà verso coloro che sono stati colpiti da un provvedimento di denuncia che noi riteniamo incomprensibile”. È quanto scrivono i sacerdoti di Formia in una lettera aperta “sul problema della mancanza di acqua nel Sud Pontino”. Il “disagio profondo e perdurante, verso il quale non ci sembra siano state fornite risposte adeguate dall’ente gestore, nella componente pubblica e privata, ha finito per alimentare un movimento di protesta spontaneo che ha occupato pacificamente le strade di Formia”, sottolineano i sacerdoti ricordando che “dagli inizi di giugno ininterrottamente la mancanza d’acqua ha caratterizzato in maniera significativa diverse zone della nostra città”. “Il disagio – aggiungono – è divenuto ancora più insostenibile per le persone anziane o malate, le quali non riescono a provvedere all’approvvigionamento idrico utilizzando i punti d’acqua dislocati nelle diverse zone della città”. I sacerdoti chiedono “al nostro Sindaco e a tutti i Sindaci del comprensorio di adoperarsi per affrontare con ogni mezzo a disposizione il profondo disagio che l’interruzione della fornitura di acqua, bene pubblico e primario, ha determinato soprattutto nei confronti degli utenti più deboli e svantaggiati”. Inoltre chiedono che si provveda ad “affrontare e risolvere il male gravissimo della dispersione di un bene così prezioso com’è l’acqua” e che “i Sindaci si adoperino per una totale pubblicizzazione del servizio idrico”.

Lavoro: mons. Santoro (Cei), “sia degno”

Sat, 2017-09-16 13:39

È una riflessione sul “lavoro degno” quella proposta da monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, intervenendo al XXIX Seminario di formazione europea organizzato da Ciofs-Fp, a Bari, dal 13 al 15 settembre, sul tema “Il duale per l’Italia – Contaminazione istituzionale e sociale alla base del lavoro per i giovani”. Nel suo saluto, ieri, mons. Santoro ha messo al centro, anche nell’esperienza duale, il “lavoro degno”. Lavoro degno – ha spiegato – significa in primo luogo lotta al lavoro nero, al lavoro criminale, al lavoro precario, piaghe che non possono continuare a essere l’unica prospettiva per molte persone. Il vescovo ha poi ricordato che lavoro degno, lavoro femminile e innovazione tecnologica sono tematiche che verranno affrontate nel corso della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari, 26-29 ottobre) e diventano uno spunto ideale e valoriale per la prosecuzione del lavoro di allineamento tra scuola, formazione professionale e mondo del lavoro.

Cortile di Francesco: Tozzi (geologo), “in Italia gli eventi naturali diventano catastrofi”

Sat, 2017-09-16 13:38

(dall’inviata ad Assisi) “In Italia gli eventi naturali diventano catastrofi”. A lanciare il grido d’allarme è stato Mario Tozzi, intervenuto al “Cortile di Francesco”, in corso ad Assisi fino a domani. “Il nostro è il Paese della bellezza”, ha esordito il geologo, “dove il contesto ha molto valore: ma il contesto si è molto corrotto, abbiamo perduto l’idea di bellezza e non l’abbiamo sostituita”. “In Italia ci sono otto milioni di metri quadrati al secondo di suolo che spariscono”, ha detto Tozzi: “Nessun Paese europeo ha queste medie”. Questo significa che “la conoscenza ambientale non viene praticata, a cominciare dalle scuole, ed è proprio questa che va recuperata nel nostro Paese, dove gli eventi naturali diventano catastrofi”. “Anche la protezione dell’ambiente può essere un volano economico”, ha osservato il geologo: “Abbiamo il record europeo delle frane, ma non siamo capaci di proteggere il territorio. Bisogna essere resilienti e limitare i danni, per diventare noi esempio di convivenza nel territorio, come lo siamo stati fino al Rinascimento”.

Cortile di Francesco: Realacci (Legambiente), “c’è un nesso tra effetto serra ed effetto guerra”

Sat, 2017-09-16 13:24

(dall’inviata ad Assisi) “C’è un nesso tra effetto serra ed effetto guerra”. Per Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, questo non è uno slogan, ma l’espressione della “tensione” esistente tra la questione ambientale e i conflitti in atto nel mondo. Intervenendo al “Cortile di Francesco”, in corso ad Assisi fino a domani, Realacci ha esortato a “cogliere queste interconnessioni e a comprendere, come scrive il Papa nella Laudato si’, che la questione ambientale è una sfida integrale”. Un esempio per tutti, il legame con l’economia: “Le parti dell’economia italiana che vanno meglio sono quelle che incrociano i temi ambientali”, ha fatto notare il relatore, secondo il quale “l’economia a misura d’uomo, e dunque di ambiente, è più forte perché è più competitiva”.  “Occuparsi di ambiente e avere una vita più sobria non toglie qualcosa, ma aggiunge, rende la vita più felice”, ha assicurato Realacci, che ha citato le costituzioni senesi del 1309, scritte in lingua volgare: “Chi governa deve avere a cuore massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini” .

Don Tom Uzhunallil: p. Artime (Rettor Maggiore), “non sappiamo se è stato pagato riscatto”. I momenti della liberazione

Sat, 2017-09-16 13:22

“Non sappiamo se sia stato pagato un riscatto e chi ha reso possibile la liberazione. Io ero a Malta quando ci hanno chiamato per dirci che padre Tom era su un aereo dell’Oman che lo avrebbe portato a Fiumicino”: così il Rettor maggior dei salesiani, padre Ángel Fernández Artime, ha introdotto oggi a Roma la prima conferenza stampa di don Tom Uzhunallil, il salesiano liberato dopo 18 mesi dal rapimento in Yemen il 4 marzo del 2016, durante l’attacco di un commando armato che ha ucciso 16 persone, tra cui quattro suore Missionarie della Carità. Il Rettor maggior ha detto di “non sapere bene come sono stati i movimenti: non ci aspettavamo nulla fino al momento in cui abbiamo ricevuto la telefonata”. Don Tom ha poi raccontato nei dettagli il momento della sua liberazione: “Il giorno prima uno dei miei sequestratori mi ha detto: ‘Abbiamo buone notizie per te. Ti mandiamo a casa’”. Gli restituiscono gli stessi pantaloni che aveva 18 mesi prima con una cintura (nonostante avesse perso nel frattempo 30 chili), gli fanno fare una doccia e lo conducono in macchina con altre 3 persone in una località a tre o quattro ore di viaggio. Aspettano ma qualcosa va storto, perché tornano indietro. “Mi hanno detto: ‘Forse hai pregato solo il tuo terzo Dio, prova a pregare il secondo’. Questo perché non capiscono bene la Trinità”, ha spiegato don Tom, che non ha perso il senso dell’ironia e racconta in continuazione aneddoti. Lo riportano nella casa dove è recluso e nel cuore della notte lo svegliano. Stavolta gli fanno indossare un burka da donna sopra i suoi abiti e di nuovo lo infilano in un’automobile con tre persone. “Siamo arrivati nello stesso posto del giorno prima – ha detto –  e abbiamo aspettato due ore”. Fino all’arrivo dei suoi liberatori. “Un uomo mi ha preso la mano, ha controllato la foto se fossi io e abbiamo viaggiato fino alla mattina dopo nel deserto. Ho capito solo dopo che ho passato la frontiera dello Yemen ed ero in Oman”. Qui è stato accolto dalle autorità che gli hanno dato abiti, una valigia e un rasoio per radere una lunga barba di 18 mesi. Il giorno dopo era a Roma dal Papa. “Senza questa avventura – ha concluso con un sorriso – non lo avrei mai visto di persona. Non sono stato capace di dirgli le parole giuste perché ero molto commosso. Papa Francesco mi ha baciato le mani e benedetto e mi sono sentito indegno. So che ha pregato per me”.

Diocesi: Bari-Bitonto, dal 23 settembre al 1° ottobre ottava edizione di “Notti Sacre”. Tema: “Famiglie e Città: un cammino comune”

Sat, 2017-09-16 13:13

“La famiglia, istituzione di diritto naturale, e la città, società fondata dagli uomini, sono ambedue a servizio delle persone”. Si verifica questo “nella realtà delle nostre famiglie, delle nostre città? Sono le nostre città a misura di persone e di famiglie?” Il “male oscuro” del nostro tempo “sembra essere l’ideologia incontrastata dell’individualismo dopo la caduta delle storiche ideologie dominanti nel secolo scorso: il marxismo e il capitalismo”. È quanto scrive l’arcivescovo di Bari-Bitonto, Francesco Cacucci, presentando l’ottava edizione di “Notti Sacre”, che anche quest’anno propone concerti, mostre, incontri e occasioni di preghiera, organizzati dalla diocesi barese nelle chiese del borgo antico di Bari. Il programma e i contenuti della rassegna – che si terrà dal 23 settembre al 1° ottobre sul tema “Famiglie e Città: un cammino comune” – saranno presentati mercoledì 20 settembre a Bari (Circolo della vela – ore 11). Interverranno, oltre a monsignor Cacucci, tra gli altri, il direttore artistico, don Antonio Parisi, ed il sindaco di Bari, Antonio Decaro. “Notti Sacre 2017 procede nel suo cammino artistico e di evangelizzare con la cultura, alla base del nostro impegno ecclesiale”, spiega don Parisi. “La rassegna prosegue anno dopo anno nella ricerca di nuove musiche, nuove produzioni, nuovi interpreti, nuovi artisti, nuovi momenti di emozioni”, conclude.

Don Tom Uzhunallil: “Sono stato sempre sereno e ho pregato. Mai maltrattato o minacciato”

Sat, 2017-09-16 13:01

“Dio è stato molto gentile con me”. Ha esordito così don Tom Uzhunallil, il salesiano liberato dopo 18 mesi dal rapimento in Yemen il 4 marzo del 2016 , durante l’attacco di un commando armato che ha ucciso 16 persone, tra cui quattro suore Missionarie della Carità. Il ricordo delle religiose di Madre Teresa lo ha fatto esplodere in un pianto di commozione oggi a Roma, quando nella sede centrale dei salesiani ha raccontato per due ore i lunghi mesi di sequestro fino alla liberazione il 12 settembre in Oman e l’incontro con Papa Francesco il giorno dopo. “È troppo presto per parlare delle suore – ha detto – devo aspettare di essere più calmo”. Don Tom, 59 anni, è dimagrito 30 chili durante la detenzione forzata, ma ha ripetuto più volte di non aver mai subito violenza né mai è stato minacciato o forzato a convertirsi all’Islam. “Mi hanno dato sempre cibo e medicine per curare il mio diabete – ha raccontato -. Passavo il mio tempo a pregare per tutti, soprattutto per le suore e gli altri yemeniti uccisi, a fare esercizi per tenere allenata la mente (“contavo i secondi della mia vita”) e il corpo, a volte riuscivo anche a celebrare spiritualmente la messa, anche se non avevo il pane e il vino”. Quando il commando è entrato nella casa delle Missionarie della Carità hanno fatto sedere don Tom in un angolo, “forse perché si sono resi conto che ero indiano, straniero, quindi potevano chiedere soldi”. Poi l’hanno rinchiuso nel bagagliaio di una macchina insieme al tabernacolo e ad altri oggetti che avevano rubato nella cappella. “Non ho mai avuto paura – ha sottolineato più volte – e sono sempre stato sereno. Mi sono detto: senza il volere di Dio nulla può succedermi, neanche un capello potrà essermi torto se Dio non vuole. Questo mi ha dato la forza. Ogni giorno ringraziavo prima di dormire e quando mi svegliavo dicevo: Dio dammi la forza di vivere questo giorno”. All’inizio era bendato, poi, durante la prigionia – è stato spostato in quattro luoghi diversi – ha sempre visto in faccia i suoi rapitori, che gli hanno perfino messo a disposizione un medico e l’insulina e le medicine per il diabete, difficilissime da reperire in un Paese in guerra come lo Yemen. “Quando hanno girato i video con i miei appelli sembra che mi maltrattassero – ha spiegato -. In realtà mi hanno detto di fingere per avere risposte più rapide e suscitare interesse”.

Famiglia: messaggio di mons. Galantino a pellegrinaggio RnS, “il Paese non investe sulla famiglia”

Sat, 2017-09-16 12:55

“Non è facile dare testimonianza del bene, della fiducia, della speranza, in un’epoca in cui la famiglia attraversa una profonda crisi antropologica, economica, sociale, che ne mina le basi portando alla frammentazione dei nuclei familiari e a nuove povertà”. Lo ricorda mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nel messaggio inviato a Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), in occasione del X pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia, promosso da RnS, in collaborazione con la Prelatura Pontificia di Pompei, con i Comuni di Pompei e di Scafati, con l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei, il Forum delle associazioni familiari e con il patrocinio del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. “Oggi – scrive Galantino nel testo diffuso dal Rinnovamento – la paura del ‘per sempre’ condanna a un precariato affettivo a tempo indeterminato che – unito alla mancanza di lavoro, all’emergenza pubblica di un Paese che non investe sulla famiglia – paralizza i sogni dei giovani e innesca una spirale demografica discendente dalle conseguenze drammatiche. Le Istituzioni purtroppo non sembrano più credere alla verità e all’importanza fondativa della famiglia, unione di un uomo e di una donna, che invece – a dispetto di tutti i detrattori – resta il luogo in cui si formano i cittadini del futuro (…) Non possiamo non ricordare che tutti noi ci siamo affacciati alla tenerezza e alla saggezza dei nonni, alla giocosità degli zii, alla solidarietà cameratesca di fratelli e cugini”. Purtroppo, però, osserva il vescovo, “sempre meno bambini oggi sperimentano questa ‘casa’ di relazioni feconde e frontiera sincronica (fra individuo e società) e diacronica (fra generazioni) così, quando le relazioni familiari, per le ferite che in certi casi si sono prodotte, non possono costituire questa scuola di umanità, è la comunità cristiana che è chiamata ad essere famiglia anche per chi non crede più alla famiglia”. Per questo, “il vostro Pellegrinaggio – che resta in ascolto del presente e aiuta la famiglia a viverlo, con uno sguardo saldo al futuro – è davvero un ‘camminare insieme’ nella luce della fede, accompagnati da quella ‘letizia dell’amore’ che rende unica e bella la famiglia cristiana”. Nell’Anno del Giubileo d’oro del Rinnovamento nel mondo, il Pellegrinaggio, riferisce RnS, “vuole riservare un particolare riguardo all’accoglienza di famiglie profughe, straniere, senza lavoro, segnate dalla sofferenza”. In Italia il Rinnovamento conta più di 200mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.

Liturgia: don Cescon (docente), “è un grande sistema di comunicazione”

Sat, 2017-09-16 12:52

Verrà presentato domani, domenica 17 settembre, nel contesto di “Pordenonelegge”, il libro “Liturgia grande sistema di comunicazione” (Clv) scritto da don Bruno Cescon, per 20 anni direttore de “Il Popolo”, il settimanale della diocesi di Concordia-Pordenone, e docente al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma. Alla presentazione, ospitata dalle 19 presso l’auditorium della Regione Friuli Venezia Giulia di Pordenone, l’autore dialogherà con mons. Renato De Zan, biblista e docente al Sant’Anselmo (Roma). Nella prefazione al volume si legge che “narrare Dio con la liturgia significa raccontare l’incontro dell’uomo con il Cielo chino sulla terra”. “Un battesimo, l’eucarestia, le esequie di un conoscente sono i momenti più comuni, immediati per conoscere il cristianesimo anche nella nostra modernità”. “La liturgia si presenta come una vera e propria ‘summa’ di teologia celebrata”, prosegue la prefazione, notando che “la sua efficacia non si ferma alla celebrazione ma entra nell’esistenza delle persone. Pertanto influenza tutta la società, in quanto portatrice di valori umani che non sono riducibili ad una semplice proposta intellettuale. Divengono invece criteri che ispirano le azioni, i comportamenti individuali e sociali”. Nel volume, l’autore “prima compara l’uomo della modernità con l’uomo liturgico. Successivamente lo studio si sofferma sulla Liturgia come forma di comunicazione della Chiesa. Infine, il lettore è invitato a prendere contatto sulle nuove vie della comunicazione (rete, radio, televisione e altri mezzi di comunicazione) attraverso le quali la liturgia si fa presente al di fuori dei confini del tempio, con problematiche non facili da gestire”.

Famiglia: il messaggio del Papa al pellegrinaggio RnS, “spirituale vicinanza”

Sat, 2017-09-16 12:47

È giunto il messaggio di Papa Francesco agli oltre 10mila partecipanti al X pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia, promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) in collaborazione con la Prelatura Pontificia di Pompei, con i Comuni di Pompei e di Scafati, con l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei, il Forum delle associazioni familiari e con il patrocinio del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. Ne dà notizia RnS che riporta anche alcuni passaggi del testo: “Papa Francesco rivolge a tutti i partecipanti il suo cordiale saluto e assicura la sua spirituale vicinanza. Egli si compiace per tale significativo appuntamento, offerto in preparazione all’Incontro mondiale delle famiglie del 2018 a Dublino”. Papa Francesco esorta inoltre a pregare “per le famiglie provate a causa della mancanza del lavoro, per quelle perseguitate a motivo della fede e per ogni famiglia in situazione di sofferenza”.

Diocesi: don Delunghi (Perugia) ai giovani in partenza per esperienze di missione, “non sia solo una parentesi”

Sat, 2017-09-16 12:15

“Lo stupore lasci nel cuore di chi torna a casa un sano senso di inquietudine, perché non sia solo una parentesi nella loro vita”. Lo dice don Luca Delunghi, da poche settimane nuovo direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, che saluta così i due gruppi di giovani in partenza per le missioni in Malawi e in Kosovo. Il sacerdote richiama le esperienze di chi è già stato in terra di missione. “Chi dei ragazzi già ha vissuto questa esperienza – commenta – ha lasciato il segno in tanti altri giovani e non solo nella terra di missione. È per questo che ogni anno possiamo riproporre iniziative del genere, perché c’è qualcuno che lo sa raccontare e non solo con le foto e i post nei social, ma con la testimonianza e la bellezza del sorriso. Quello stesso sorriso di stupore che nasce in coloro che sono partiti per aiutare e portare soccorso e si ritrovano immersi dalla gioia di un popolo che, pur non avendo molto, sa gioire per quello che ha. È un popolo che sa spiazzare la sovrabbondanza dei nostri ragazzi, che si domandano ogni volta come è possibile che in quello stato di vita si possa essere sempre sorridenti”. Infine, don Delunghi spiega l’importanza della testimonianza dei giovani che partono per tutti gli altri. “Spesso anche chi vive la periferia della nostra città è disposto a uscire dalla sua per raggiungere quella di qualcun altro”.

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