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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 17 min 21 sec ago

Rohingya: Medici senza frontiere, “almeno 6.700 morti nel Rakhine tra agosto e settembre per le violenze”

Thu, 2017-12-14 10:58

“In un mese, dal 25 agosto al 24 settembre 2017, sono morti a causa della violenza in Myanmar, nello Stato di Rakhine, almeno 6.700 Rohingya, tra cui 730 bambini al di sotto dei 5 anni”. È quanto emerge da un’indagine condotta dall’organizzazione medico umanitaria Medici senza frontiere (Msf) tra i rifugiati Rohingya in Bangladesh. “Secondo le stime più prudenti – si legge in una nota – sui 9mila decessi accertati, nel 71,7% dei casi la causa del decesso è legata direttamente alla violenza. In un solo mese 6.700 Rohingya hanno perso la vita colpiti da armi da fuoco (69% dei casi negli adulti; 59% nei bambini), bruciati vivi nelle loro case (9% negli adulti; 15% nei bambini), per violenti percosse (5% negli adulti; 7% nei bambini) e a causa dell’esplosione di mine (2% nei bambini)”. Secondo Medici senza frontiere, “i numeri dimostrano come i Rohingya siano stati il bersaglio della spirale di violenza iniziata il 25 agosto scorso quando l’esercito e la polizia del Myammar, oltre ad alcune milizie locali, hanno lanciato l’operazione di sgombero nello Stato di Rakhine in risposta agli attacchi dell’Esercito per la salvezza dei Rohingya dell’Arakan. Da allora, più di 647mila Rohingya sono fuggiti dal Myanmar per trovare rifugio in Bangladesh, dove oggi vivono in campi sovraffollati e in scarse condizioni igieniche”. I dati raccolti da Msf sono il risultato di sei analisi retrospettive sulla mortalità condotte nei primi giorni di novembre in diverse aree dei campi profughi Rohingya a Cox’s Bazar in Bangladesh, poco oltre il confine con il Myanmar. La popolazione totale coperta dall’analisi è di 608.108 persone; tra loro 503.698 sono fuggite dal Myanmar dopo il 25 agosto. “Il tasso di mortalità totale – tra il 25 agosto e il 24 di settembre – tra la popolazione intervistata è di 8 persone su 10mila al giorno, che equivale al decesso del 2,26% (con un intervallo di confidenza che va dall’1,87% al 2,73%) del campione della popolazione. Applicando questa proporzione alla popolazione totale arrivata in Bangladesh dal 25 agosto nei campi presi in esame dalle ricerche, il numero di Rohingya morti nel primo mese dopo l’inizio del conflitto si attesterebbe tra le 9.425 e le 13.759 persone, includendo almeno 1.000 bambini di età inferiore ai 5 anni”. Secondo Sidney Wong, direttore medico di Msf, “il numero totale dei decessi è probabilmente sottostimato perché Msf non ha condotto indagini in tutti i campi profughi in Bangladesh, oltre a non essere riuscita a intervistare i Rohingya ancora in Myanmar”. “Ancora oggi – aggiunge – molte persone stanno fuggendo dal Myanmar verso il Bangladesh. Chi riesce ad attraversare il confine racconta di essere stato vittima di violenza nelle ultime settimane”. Per Wong, “la firma di un accordo per il ritorno dei Rohingya tra i governi di Myanmar e Bangladesh è prematura. I Rohingya non possono essere costretti a ritornare in Myanmar e la loro sicurezza e i loro diritti devono essere garantiti prima che qualsiasi piano di rientro venga preso seriamente in considerazione”.

Solidarietà: Comunità Sant’Egidio, nel fine settimana a Milano il “Rigiocattolo per l’Africa 2017”

Thu, 2017-12-14 10:40

Si svolgerà sabato 16 e domenica 17 dicembre, a Milano, la diciottesima edizione del “Rigiocattolo per l’Africa”, manifestazione promossa dal “Paese dell’Arcobaleno”, movimento di bambini e adolescenti di tutto il mondo della Comunità di Sant’Egidio. L’evento principale avrà luogo in piazza San Carlo, angolo corso Vittorio Emanuele, dalle 9 alle 19; anche la comunità parrocchiale Giovanni Paolo II ospiterà l’iniziativa presso il salone dell’oratorio di santa Maria Goretti, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Il “Rigiocattolo per l’Africa”, si legge in una nota, “è un’iniziativa di solidarietà con l’Africa ed è una proposta ecologica: i ragazzi del ‘Paese dell’Arcobaleno’, aiutati da altri coetanei di numerose scuole e gruppi della città, venderanno in piazza giocattoli e libri usati, raccolti e risistemati durante l’anno per evitare sprechi e aiutare la natura”. “Il ricavato della vendita – prosegue la nota – andrà a sostegno del Programma Dream di approccio globale alla cura dell’Aids in dieci Paesi dell’Africa sub-sahariana (Mozambico, Malawi, Tanzania, Kenya, Repubblica di Guinea, Guinea Bissau, Nigeria, Angola, Repubblica Democratica del Congo, Camerun), avviato nel febbraio 2002 dalla Comunità di Sant’Egidio”. Oltre che a Milano, gli stand del “Paese dell’Arcobaleno” saranno presenti anche nelle piazze di Roma, Napoli, Novara, Genova, Bari, Firenze, Catania, Messina, Livorno, Pisa, Padova, Trieste, Parma e poi Parigi, Barcellona, Madrid, Manresa e ancora Antwerpen, Genk e Liège in Belgio, Gladbach e Würzburg in Germania.

Europa: Enrico Letta su Europeinfos, “cristiani facciano sentire la loro voce nelle sedi deputate”

Thu, 2017-12-14 10:22

(Bruxelles) “Non c’è bisogno di inventare nuovi appuntamenti con il rischio di rinchiudersi”, facendo “gruppo a parte”; i cristiani, “qualunque sia il loro stato, dovrebbero partecipare ai dibattiti in corso, ascoltare e parlare”, nei “luoghi nella società civile, che hanno bisogno di nuove forze” o, ad esempio, nelle “convenzioni democratiche o altre forme di dialogo con i cittadini” che dovrebbero partire nei mesi a venire. È l’indicazione che Enrico Letta, presidente dell’Istituto Jacques Delors dà, sul numero di dicembre di Europeinfos, il mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), rileggendo il “piccolo miracolo” del dialogo tra uomini politici e uomini di Chiesa di tutta Europa che si è svolto a Roma a fine ottobre. Secondo l’ex-premier italiano, per proseguire quel dialogo i cristiani possono anche aprire i propri spazi a “temi e iniziative europee”, com’è avvenuto alle recenti Settimane sociali di Francia, cita Letta, o come fa Taizé. “Che cosa abbiamo previsto quest’anno sull’Europa?” è la domanda che “diocesi, parrocchie, scuole” dovranno porsi guardando al calendario del 2018. Da proseguire, secondo Letta il dialogo tra Est e Ovest, perché “dagli stessi riferimenti cattolici, traiamo conclusioni a volte troppo distanti”. Non basta “fermarsi all’osservazione di una distanza, il dispiacere per le differenze, la rinuncia all’unità”. I cristiani trovano qui “una vocazione a essere ponte”: “un ottimo” e “urgente” servizio per l’Europa”.

Ecuador: il vicepresidente Glas condannato a sei anni di carcere per corruzione nell’ambito della vicenda Odebrecht

Thu, 2017-12-14 10:04

Il vicepresidente dell’Ecuador Jorge Glas, fedelissimo dell’ex presidente Rafael Correa e già sospeso dalle proprie funzioni dal presidente Lenín Moreno lo scorso agosto, è stato condannato a sei anni di reclusione dal Tribunale di Quito. Glas è accusato di aver ricevuto tangenti per 13,5 milioni di dollari dalla multinazionale brasiliana delle costruzioni Odebrecht. Glas è il politico di più alto grado nell’ambito dello scandalo Odebrecht, che ha coinvolto buona parte dei Paesi sudamericani e ha finora sfiorato altri numerosi presidenti, ex presidenti e uomini di governo di vari stati. La condanna di Glas traccia un ulteriore solco tra il presidente Moreno (eletto nel febbraio scorso con l’appoggio di Correa) e il suo predecessore, che ieri, appena giunta la notizia, ha twittato: “Hanno condannato un innocente! Una sentenza piena di tante irregolarità dovrà essere trasmessa ai tribunali internazionali, però hanno già raggiunto il loro obiettivo: appropriarsi della vicepresidenza. È lo stesso spartito di quanto accaduto con Dilma, Lula, Cristina (gli ex presidenti brasiliani Roussef e Lula e l’ex presidente argentina Kirchner, ndr). È questione di tempo, i nostri popoli avranno una reazione”.

¡Condenaron a un inocente!
Un juicio lleno de tantas irregularidades tendrá que ir a instancias internacionales, pero ya tienen su objetivo: apoderarse de la Vicepresidencia.
El mismo libreto que con Dilma, Lula, Cristina.
Todo es cuestión de tiempo, nuestros pueblos reaccionarán

— Rafael Correa (@MashiRafael) December 13, 2017


Nessun commento, invece, da Moreno, in partenza per le visite di Stato in Spagna e Italia. Glas ha già annunciato che ricorrerà in appello. Non ci sono commenti ufficiali da parte della Chiesa dell’Ecuador. Sul suo profilo personale di twitter il portavoce dell’arcidiocesi di Gyayaquil, padre César Piechenstein, scrive: “L’impunità è fertilizzante per maggior corruzione. Un applauso ai giudici che hanno avuto la responsabilità e il coraggio di fare bene il proprio lavoro, nonostante le pressioni e le minacce”.

La impunidad es abono para más corrupción.
Un aplauso a los fiscales que tuvieron la responsabilidad y el valor de hacer bien su trabajo, aun en medio de presiones y amenazas.
Sigan haciéndolo.#CasoOdebrecht

— César Piechestein (@elcuradetodos) December 13, 2017


Nell’agosto scorso, in un comunicato, la Conferenza episcopale dell’Ecuador aveva scritto che il popolo “soffre sulla propria carne delle conseguenze di una corruzione che, in alcun modo, può restare impunita, poiché sempre l’impunità causa ancora maggiore corruzione”.

Egitto: mons. Chiavarini (Orp), “dal 2018 ripartiranno i pellegrinaggi”

Thu, 2017-12-14 09:45

“Dal 2018 l’Egitto tornerà nel nostro catalogo, ripartiranno così i pellegrinaggi”. Lo dice l’amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi, mons. Remo Chiavarini, che sta guidando in questi giorni una delegazione in visita ai principali luoghi dell’itinerario della Sacra Famiglia nel Paese, dove si sarebbe rifugiata in fuga da Erode, come raccontato dal Vangelo di Matteo. Due i percorsi in programma che l’Orp intende realizzare. Il primo si sviluppa sulle mete dell’Egitto classico, toccando Assuan e la zona delle piramidi. Il secondo, invece, guarda ai luoghi che hanno accolto la Sacra Famiglia e a quelli del monachesimo, da Alessandria al Cairo. “L’Egitto può entrare nella nostra programmazione perché è esempio di quel grande mondo mediorientale dal quale nasce il Cristianesimo. È di grande importanza perché permette di capire lo sfondo biblico – ha spiegato mons. Chiavarini -. Gesù che da bambino arriva qui riassume la storia di Israele, che è intimamente legata all’Egitto. Non si potrebbe capire la Bibbia senza il sostrato babilonese ed egiziano”. Dal governo egiziano sono giunte rassicurazioni sul fronte della sicurezza. E così l’amministratore delegato dell’Orp sottolinea l’importanza di un’iniziativa che va “al di là di volumi e numeri” e “vuole essere strumento di legami”. “L’Egitto è la chiave di accesso al mondo arabo islamico col quale creare vie di comunicazione”.

Gerusalemme: mons. Chiavarini (Orp), “nessuna disdetta dei pellegrinaggi”

Thu, 2017-12-14 09:44

“Non ci sono state disdette dei pellegrinaggi per Gerusalemme, dopo gli ultimi fatti”. Lo afferma l’amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi, mons. Remo Chiavarini, commentando le possibili conseguenze sui viaggi religiosi che potrebbero essere causate dall’annuncio del presidente statunitense Donald Trump sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale israeliana e dai relativi scontri. “La Terra Santa aveva visto negli ultimi tempi una grande ripresa delle richieste – aggiunge -. Sono stato a novembre lì ed era complicato, ad esempio, entrare nella basilica della Natività per il grande numero di visitatori. Adesso l’annuncio di Trump ha creato molto scompiglio. Finora, però, non abbiamo ricevuto disdette per questo motivo, se non alcune fisiologiche che non si possono attribuire a ciò”. All’Orp arrivano voci rassicuranti dal Medio Oriente. “Sappiamo che adesso a Gerusalemme e a Betlemme, accanto alla basilica della Natività, oltre che a Nazareth, la situazione è piuttosto calma. C’è una militarizzazione abbastanza evidente, ma tutto è tranquillo”.

Mediterraneo: Pftim sezione San Luigi, sabato tavola rotonda su “identità e crisi, tra storia, cultura e religione”

Thu, 2017-12-14 09:38

Di “Identità e crisi del Mediterraneo tra storia, cultura, religione” si discuterà sabato 16 dicembre, dalle ore 10.50 alle ore 12.30, a Napoli, nella sala convegni della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale (Pftim), sezione “San Luigi”, in viale Sant’Ignazio di Loyola 51. Organizzata dalla Scuola di alta formazione di arte e teologia, nell’ambito del corso “Operatore per la valorizzazione dei beni culturali del Mediterraneo”, la tavola rotonda si configura come un workshop che ha “l’obiettivo di rintracciare gli elementi che, all’interno del patrimonio culturale, storico-artistico e religioso, testimonino il ruolo e il legame del Mediterraneo con i popoli, le parole, i territori, individuando i momenti i crisi e riscoprendo l’importanza del dialogo”. Il Mediterraneo, in effetti, è stato individuato come tema specifico del biennio 2017/18‐2018/19.
Coordinato da padre Emanuele Iula, l’incontro prevede la partecipazione di Sergio Tanzarella, Valerio Petrarca e padre Antuan Ilgit. Si rifletterà “sulla fortuna delle nozioni di ‘identità’ e di ‘popolare’, connettendola con i dinamismi sociali del Mediterraneo negli ultimi decenni. Attraverso alcuni esempi di studio, si faranno emergere temi utili per il dibattito riguardante l’interpretazione delle dinamiche religiose, istituzionali e popolari, negli scenari della globalizzazione”. Previsto anche un focus sulla Turchia: considerata dai Papi Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco come “ponte naturale tra due Continenti”, è chiamata ad essere “non soltanto un crocevia di cammini ma anche un luogo di incontro e di dialogo”.

Consiglio europeo: leader Ue a Bruxelles per decidere su difesa comune, Brexit e Unione bancaria

Thu, 2017-12-14 09:33

(Bruxelles) Prende avvio oggi alle 15 a Bruxelles il Consiglio europeo di fine anno durante il quale i 28 capi di Stato e di governo dei Paesi membri “esamineranno alcune delle questioni più urgenti, tra cui difesa, migrazione, affari esteri, temi sociali, istruzione e cultura”. Il summit – informa il Consiglio – procederà anche nella giornata di domani nella formazione “articolo 50” per discutere di Brexit. Infine il “vertice euro” sull’Unione economica e monetaria porterà alla conferenza stampa di chiusura prevista per domani attorno alle 13. Nella lettera di invito spedita ai leader, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha scritto: “Negli scorsi mesi abbiamo dato prova di un’unità eccellente. Abbiamo dimostrato di essere saldamente compatti e di sostenerci reciprocamente ove necessario”. Anche in questa occasione “potremo dimostrare che, nonostante le differenze, è possibile mantenere l’unità. Il miglior esempio in questo senso sarà l’avvio di una nuova cooperazione nel settore della difesa europea, ossia la cooperazione strutturata permanente (Pesco)”. Ed è proprio la “difesa comune europea”, nella quale si sono finora impegnati 25 Paesi, il primo piatto forte del summit. Seguiranno i “temi sociali” – finalmente all’attenzione dei vertici comunitari –, con in primo piano istruzione e cultura, secondo le indicazioni e gli obiettivi definiti con il “Pilastro sociale” inaugurato a novembre a Goteborg.
Le discussioni si porteranno poi sulle relazioni esterne (a partire dalla questione di Gerusalemme capitale) e sulle migrazioni (dimensioni interna ed esterna del fenomeno). Quindi il Consiglio europeo, riunito nel formato Ue27, “esaminerà gli ultimi sviluppi intervenuti nei negoziati in seguito alla notifica dell’intenzione di uscire dall’Ue da parte del Regno Unito”. I leader valuteranno nuovamente lo stato di avanzamento dei negoziati sul Brexit “al fine di stabilire se siano stati compiuti sufficienti progressi in tre questioni specifiche: diritti dei cittadini, Irlanda, obblighi finanziari” di Londra verso l’Ue. I leader dovrebbero decidere di passare alla seconda fase dei negoziati, ovvero quelli relativi ai rapporti futuri una volta che si sarà consumato il divorzio tra Ue e isola. Da ultimo il vertice euro discuterà dell’Uem e dell’Unione bancaria. Tusk ha più volte insistito: “il completamento dell’unione bancaria non è solo possibile ma anche necessario”.

Servizio civile: Caritas Italiana, venerdì 15 dicembre a Roma convegno “Tra memoria e prospettive” per i 40 anni dall’avvio dell’esperienza

Thu, 2017-12-14 09:19

Sarà “40 anni di Servizio civile in Caritas. Tra memoria e prospettive” il tema del convegno che si svolgerà venerdì 15 dicembre, a Roma, presso The Church Village (via di Torre Rossa, 94). “Nella data che ricorda i 45 anni dall’entrata in vigore della prima legge sull’obiezione di coscienza al servizio militare, il convegno – si legge in una nota – celebra l’avvio dell’esperienza del servizio civile in Caritas Italiana”. “La convenzione con il Ministero della difesa – prosegue la nota – fu infatti firmata il 10 giugno 1977, con l’avvio dei primi due obiettori di coscienza il successivo 15 settembre”. Da allora sono stati quasi 100mila i giovani obiettori in servizio civile nelle Caritas diocesane, cui si aggiungono dal 2001 oltre 10mila ragazzi e ragazze del nuovo servizio civile nazionale. Il convegno prenderà il via alle 10 con il videomessaggio del card. Francesco Montenegro, presidente di Caritas Italiana, e gli interventi di mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, di Luigi Bobba, sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali con delega al Servizio civile, di Calogero Mauceri, capo Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale del Governo italiano, e di Licio Palazzini, presidente di Cnesc. Seguiranno la relazione di Maurizio Ambrosini, docente di sociologia all’Università di Milano su “Giovani e servizio civile: come sono cambiati in 40 anni?” e la tavola rotonda su “Giovani e servizio civile in Caritas in 40 anni” coordinata da Francesco Marsico di Caritas Italiana con la partecipazione di Luciano Gualzetti (Caritas Ambrosiana), Silvana Piccinini (Caritas Genova) e don Maurizio Tarantino (Caritas Otranto). Nel pomeriggio, dopo la relazione di Walter Nanni, di Carita Italiana, su “Giovani e servizio 2001-2016: una ricerca tra le Caritas diocesane”, è prevista un’altra tavola rotonda, dedicata a “Il mio servizio civile. Testimonianze di obiettori e volontari” a cui prenderanno parte Bruna Dilena, Alfredo Remedi, Mauro Salvatore e Francesco Tripodi. Le conclusioni saranno affidate a don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Paesi islamici, “Gerusalemme est, capitale dello Stato di Palestina”. Biotestamento, no del Senato a obbligo di idratazione

Thu, 2017-12-14 09:00

Medio Oriente. Paesi islamici al vertice di Istanbul, “Gerusalemme est, capitale dello Stato di Palestina”

L’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) ha riconosciuto “Gerusalemme est come capitale dello Stato di Palestina occupato”, invitando tutti i Paesi del mondo a fare altrettanto. È quanto si legge nella Dichiarazione finale del vertice straordinario dell’Oic, che si è svolto ieri a Istanbul. In apertura dei lavori, lo aveva ribadito anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan: “Dobbiamo riconoscere lo Stato di Palestina con i confini del 1967, liberandoci dall’idea che questo sia un ostacolo alla pace”, e “Gerusalemme come capitale dello Stato occupato di Palestina”. “Almeno 196 Paesi Onu sono fermamente contrari” alla decisione di Donald Trump, ha aggiunto Erdogan mentre il presidente palestinese Abu Mazen ha chiarito che “d’ora in poi” i palestinesi non accetteranno più alcun ruolo di mediazione degli Usa nel processo di pace in Medio Oriente. Su questa linea si sta muovendo anche il guardiano delle Chiavi del Santo Sepolcro a Gerusalemme, Adib Joudeh al-Husseini, che non incontrerà il vicepresidente Usa Mike Pence quando arriverà in visita, la prossima settimana, in città. “Non riceverò Pence – ha detto, citato dalla Wafa – come espressione del mio assoluto rifiuto della decisione del presidente Trump su Gerusalemme”. Husseini ha fatto appello anche al patriarca greco ortodosso Teofilo III e al custode di Terra Santa Francesco Patton “a boicottare la visita di Pence”.

Somalia. Kamikaze contro polizia, 10 morti

È di almeno 10 morti il bilancio di un attacco contro una accademia di polizia a Mogadiscio. Un attentatore suicida si è infiltrato tra gli agenti, facendosi esplodere durante l’addestramento del mattino.

Biotestamento. Sì del Senato all’articolo su Dat. Respinto l’obbligo di idratazione

L’Aula del Senato conclude l’esame dei 3.005 emendamenti presentati al disegno di legge sul biotestamento e supera la prova del voto segreto indenne. Molte proposte di modifica sono state “cangurate”, cioè ridotte di numero, ma tutte, inesorabilmente, sono state respinte. La seduta si è chiusa così ieri sera  prima del previsto. Alle 9.30 di questa mattina, prenderanno il via le dichiarazioni di voto e poi ci sarà il voto finale del provvedimento. Passato nell’Aula del Senato l’articolo 3 del disegno di legge sul biotestamento, un altro punto nodale del testo che riguarda le Dat, cioè le “disposizioni anticipate di trattamento”. La norma passa con 158 sì, 62 no e 10 astenuti. Respinto con voto segreto l’emendamento, a prima firma Gaetano Quagliariello (Idea), che chiedeva di mantenere sempre i trattamenti di sostegno vitale, ovvero l’idratazione e nutrizione. I no sono stati 163, 80 i sì e 2 astenuti. È stato il secondo voto segreto della giornata.

Cronaca. Sorelle uccise in casa nel Catanese, svolta nelle indagini: un fermo

Svolta nelle indagini dell’uccisione delle sorelle Maria Lucia e Filippa Mogavero, di 70 e 79 anni, accoltellate ieri nella loro casa di Ramacca: i carabinieri del comando provinciale di Catania e della compagnia di Palagonia hanno fermato il presunto duplice omicida. È un 30enne, con precedenti, di Ramacca, che avrebbe agito a scopo di rapina.

Terremoti. Sequenza sismica nel Canale di Sicilia

Sequenza sismica nel Canale di Sicilia: nella notte si sono registrate almeno 5 scosse di terremoto di magnitudo superiore a 2, le più forti di 3.9 e 3.7 alle 2:13 e alle 2:59. Epicentri circa 60 km a sud di Modica, in provincia di Ragusa. Già ieri altre due scosse di magnitudo 3.5 e 3.6 erano state registrate nella zona tra le 12 e le 13. Non si segnalano danni a persone o cose.

Ciclismo. Froome positivo a un controllo antidoping

Il corridore britannico Chris Froome è stato trovato positivo a un controllo antidoping effettuato il 7 settembre scorso durante la Vuelta, il Giro ciclistico di Spagna. La notizia è stata data dalla Federazione ciclistica internazionale, e anche le controanalisi avrebbero dato lo stesso esito. La sostanza incriminata è il salbutamolo, presente in un farmaco antiasmatico. Froome soffre di asma, ha fatto sapere il team Sky, e il farmaco è fra quelli consentiti dalle regole Wada se preso a basso dosaggio. “Tutti sanno che soffro di asma, ma so quali sono le regole e sono stato attento a non superare le dosi consentite”: questa la difesa del campione.

Santa Sede: summit xenofobia e populismo. Card. Turkson, “lungo il cammino delle migrazioni muri, rifiuti, spesso addirittura odio”

Wed, 2017-12-13 20:19

“Assistiamo oggi al fenomeno della migrazione che ha come effetto l’esperienza di rifiuto, di resistenza, di non accoglienza verso chi non appartiene a una comunità. Un sentimento che prende diverse forme. Talvolta è in gran parte xenofobia, altre volte genera populismo. Alla base è evidente una difficoltà di trattare e accettare la diversità”. Così il card. Peter K.A. Turkson, prefetto del Dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale, spiega al Sir l’incontro di riflessione che si è aperto questo pomeriggio a Roma per discutere dei fenomeni di xenofobia e populismo che sono in forte crescita in seguito alla crisi migratoria. L’evento è promosso dal Consiglio mondiale delle Chiese insieme al Dicastero vaticano, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. L’obiettivo è quello di preparare il terreno per una conferenza mondiale sugli stessi temi, in programma dal 21 al 24 maggio 2018. Ad aver accettato l’invito partecipanti da Germania, Italia, Zimbabwe e Costa d’Avorio e rappresentanti delle varie Chiese che compongono l’organismo del Wcc, dalla Chiesa di Grecia, a quella evangelica luterana, metodista, anglicana. Ad aprire oggi i lavori il cardinale Turkson insieme al pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc).
“La sfida per le persone che si mettono in viaggio è di trovare un nuovo habitat in cui vivere”, dice il cardinale: “Sono costrette ad abbandonare la loro terra e la decisione di fuggire non è facile da prendere. Spesso queste persone trovano lungo questo camino un muro, talvolta un rifiuto, alcune volte addirittura odio. La xenofobia intesa come paura per lo straniero, si rivela anche sotto forma di rifiuto razziale che viene attribuita alla diversità delle razze. Una forma di razzismo che si è molto amplificata in questi giorni. Alcune volte la paura si manifesta anche in base alla religione. L’Onu ha pubblicato diverse dichiarazioni contro la islamofobia, la cristianofobia, tutte fobie, non solo per il colore della pelle, non solo per lo straniero, ma anche per l’appartenenza a una fede, a una religione, a un intero sistema di vita. Sono fenomeni che testimoniano la difficoltà di accettare l’altro, soprattutto chi è diverso”.
Durante la tre giorni di lavoro si esploreranno, perciò, le modalità con cui le Chiese possono lavorare insieme per affrontare in modo proattivo questa crescente paura e trovare risposte costruttive modellate sulla spiritualità e sulle tradizioni cristiane di rispetto dei diritti e della dignità umana. Alla base vi è la convinzione del ruolo cruciale che le Chiese possono svolgere nel compito di “promuovere una società umana giusta e più sana”. “I cristiani – dice Turkson – non devono tradire la loro fede. Sono chiamati a condurre l’umanità alla fratellanza universale. Ad essere soprattutto fedeli alla parola di Gesù che ci unisce come fratelli, per essere veri evangelizzatori”.

Notizie Sir del giorno: catechesi del Papa sulla Messa, Premio Sacharov all’opposizione venezuelana, riforma media vaticani, allarme fake news in sanità

Wed, 2017-12-13 19:30

Papa Francesco: udienza, “è la Messa che fa la domenica cristiana”

“È la Messa che fa la domenica cristiana! E la domenica cristiana gira intorno alla messa. Che domenica è, per un cristiano, quella in cui manca l’incontro con il Signore?”. Così il Papa ha risposto alla domanda centrale della catechesi dell’udienza di oggi, in Aula Paolo VI: “Perché andare a Messa la domenica?”. “La celebrazione domenicale dell’Eucaristia è al centro della vita della Chiesa”, ha esordito Francesco citando il Catechismo della Chiesa cattolica: “Noi cristiani andiamo a Messa la domenica per incontrare il Signore risorto, o meglio per lasciarci incontrare da Lui, ascoltare la sua parola, nutrirci alla sua mensa, e così diventare Chiesa, ossia suo mistico Corpo vivente oggi nel mondo”. (clicca qui)

Parlamento Ue: Premio Sacharov all’opposizione democratica in Venezuela

(Strasburgo) “Quest’anno il Premio Sacharov è stato assegnato all’opposizione democratica del Venezuela, in particolare all’Assemblea nazionale (presieduta da Julio Borges) e a tutti i prigionieri politici che figurano nell’elenco del Foro Penal Venezolano, rappresentati da Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González”. Lo ha appena affermato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, nella cerimonia di assegnazione del riconoscimento, che si svolge nell’emiciclo del Parlamento Ue a Strasburgo. (clicca qui)

C9: Burke, “tra pochi giorni la presentazione del nuovo portale della SpC”

“Sarà presentata nei prossimi giorni, in versione Beta, la nuova produzione multimediale della Segreteria per la Comunicazione”, attraverso il relativo portale. Ad annunciarlo ai giornalisti, durante il briefing sull’ultima riunione del C9, è stato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke. Ad illustrare ai cardinali “l’ultimo tratto di strada” della riforma e dell’adeguamento della Segreteria per la Comunicazione – “che non è un ufficio, ma un Dicastero della Santa Sede” – è stato mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Spc, durante il C9 che si chiude oggi. Per il nuovo sistema comunicativo ci sarà un nuovo logo: “Vatican News”. (clicca qui)

Ue: Timmermans (Commissione), sui migranti solidarietà europea

(Strasburgo) “L’Ue sta serrando le fila su diversi aspetti. E lo si vedrà al Consiglio europeo” del 14 e 15 dicembre a Bruxelles. Lo afferma Frans Timmermans, vicepresidente vicario della Commissione europea, a Strasburgo per incontrare gli eurodeputati alla vigilia del summit che si occuperà di difesa, Brexit, migrazioni e vari altri temi. A proposito di migrazioni, il vicepresidente ribadisce: “L’unica soluzione che può venire è su scala europea” e comprende la “solidarietà tra gli Stati”.  (clicca qui)

Sanità: Censis, “allarme fake news. 8,8 milioni di italiani hanno trovato sul web informazioni mediche sbagliate”

Allarme fake news in sanità. “Sono 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), cercano informazioni sul web. Ma 8,8 milioni sono stati vittime di fake news nel corso dell’anno. In particolare, sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate. Dati allarmanti per la salute: se il medico di medicina generale (53,5%) e il farmacista (32,2%) restano le principali fonti di informazione, decolla il ricorso ai diversi canali web (28,4%)”. È quanto emerge dalla ricerca del Censis “Il valore socio-economico dell’automedicazione”, realizzata in collaborazione con Assosalute e presentata oggi a Roma. (clicca qui)

Estonia: attesa per la visita del Papa. Mons. Jourdan, “evento spirituale ed ecumenico”

“Cari fratelli e sorelle, la fine dell’anno ci ha regalato una notizia molto gioiosa: un vero regalo di Natale. Dopo anni di attesa e preghiere, abbiamo appreso che Papa Francesco visiterà l’anno prossimo l’Estonia”. Inizia così la lettera del vescovo Philippe Jourdan, datata 8 dicembre, ma pubblicata oggi sul sito della Chiesa cattolica in Estonia. “Per i cristiani, la visita del Papa è l’espressione della realtà più significativa perché il Papa è direttamente collegato a Gesù Cristo”, è colui che rappresenta “l’apostolo Pietro”. (clicca qui)

Diocesi: Rimini, domenica 17 la Caritas apre le porte ai poveri per il pranzo di Natale. Parteciperà anche il vescovo Lambiasi

Domenica 17 dicembre alle ore 12, le porte della Caritas diocesana di Rimini si apriranno per ospitare i poveri in attesa dell’ormai tradizionale pranzo di Natale. “Il fatto in sé non è un evento eccezionale – la stessa scena si ripete ogni giorno e ogni domenica- ma questo è un appuntamento particolare. Saranno circa 200 le persone che saranno servite a tavola da un gruppo di volontari – avverte la Caritas -. Il menù sarà tipicamente natalizio: antipasto, bis di primi ,abbondante secondo, frutta, e dolce”. Al pranzo parteciperà anche il vescovo Francesco Lambiasi. (clicca qui)

Diocesi: Rimini, domenica 17 la Caritas apre le porte ai poveri per il pranzo di Natale. Parteciperà anche il vescovo Lambiasi

Wed, 2017-12-13 19:27

Domenica 17 dicembre alle ore 12, le porte della Caritas diocesana di Rimini si apriranno per ospitare i poveri in attesa dell’ormai tradizionale pranzo di Natale. “Il fatto in sé non è un evento eccezionale – la stessa scena si ripete ogni giorno e ogni domenica- ma questo è un appuntamento particolare. Saranno circa 200 le persone che saranno servite a tavola da un gruppo di volontari – avverte la Caritas -. Il menù sarà tipicamente natalizio: antipasto, bis di primi, abbondante secondo, frutta, e dolce”. Al pranzo parteciperà anche il vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, “testimoniando la vicinanza e la condivisione di tutta la Chiesa di Rimini. I pranzi di Natale infatti sono l’immagine concreta che è possibile vivere insieme tra genti diverse con grande rispetto e amicizia: questo è il vero senso della festa”, sottolinea la Caritas, che ricorda: “A Natale, in tutto il mondo, le famiglie si riuniscono, comprano regali da scambiarsi sotto l’albero, apparecchiano la tavola per la festa: per chi non ha nessuno questa festa, più di tutte le altre, diviene un giorno veramente triste. Per questo la Caritas desidera, proprio in questo giorno in cui Gesù nasce povero per la salvezza del mondo, ritrovarsi insieme come una grande famiglia, dove tutti si possano sentire a casa loro: è l’immagine più bella, che spiega in modo eloquente il suo modo particolare di stare tra la gente, soprattutto con chi è più povero”.

Diocesi: Grosseto, inaugurata oggi pomeriggio la mostra d’arte presepiale nel palazzo vescovile

Wed, 2017-12-13 19:16

È stata inaugurata, questo pomeriggio, a Grosseto, la mostra d’arte presepiale allestita nella sala san Lorenzo del palazzo vescovile. “La mostra, organizzata dal Rotary club Grosseto, ha coinvolto l’Associazione italiana amici del presepe di San Giorgio a Cremano, che ha messo a disposizione le creazioni artistiche dei suoi maestri artigiani per far godere i grossetani della bellezza di un’arte antica e nobile, che racconta quanto il presepe – con le sue simbologie – abbia ispirato e continui ad ispirare tante persone, che si cimentano nella sua realizzazione facendo ricorso ai più diversi materiali e alle più svariate tecniche”, si legge in una nota. Il vescovo Rodolfo Cetoloni, assieme al presidente del Rotary club Grosseto Umberto Carini, ha accolto le autorità intervenute alla cerimonia, nell’atrio del palazzo vescovile, davanti al presepe allestito per augurare buon Natale a quanti attraversano giornalmente il corso Carducci. La mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 7 gennaio 2018, tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30. L’ingresso è da corso Carducci 11.

Tertio Millennio Film Fest: presentato oggi pomeriggio alla Filmoteca Vaticana il documentario “Choeurs en exil”

Wed, 2017-12-13 19:10

“Canti religiosi nel più bel senso del termine, vale a dire che mettono in connessione, collegano la terra al cielo, i morti con i vivi, gli armeni con i turchi, i figli delle vittime con quelli dei carnefici. Se il film riuscirà anche a scuotere le certezze di chi guarda, spingendolo a riconsiderare i propri pregiudizi, se offrirà una prospettiva diversa sul mondo, allora sapremo di aver fatto qualcosa di utile e il nostro lavoro troverà il suo significato”. Con queste parole i registi Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro hanno presentato questo pomeriggio il documentario “Choeurs en exil”, proiettato in anteprima nella cornice della Filmoteca Vaticana, alla presenza dell’ambasciatrice della Repubblica Armena in Italia, Victorya Bagdassarian, e dell’ambasciatore della Repubblica Armena presso la Santa Sede, Mikayel Minasyan. L’evento – organizzato nell’ambito della XXI edizione del Tertio Millennio Film Fest, festival del dialogo interreligioso – è stato preceduto dal concerto “Canti dall’Armenia”, una selezione di canti della tradizione popolare armena eseguiti dai musicisti Aram Kerovpyan e Virginia Pattie Kerovpyan, al cui lavoro è dedicato “Choeurs en exil”. Il film è “un viaggio iniziatico sulle tracce di una tradizione culturale che rischia di scomparire e mostra come sia possibile ricordare, curare e superare i traumi della storia attraverso un’esperienza estetica totale”.
“Nel loro peregrinare, Aram e Virginia incontrano testimonianze del passato, resti dimenticati sulle orme del Genocidio armeno. Ricordano e tentano di ritardare il tempo in cui il canto tradizionale e liturgico scomparirà – spiegano i due registi -. Questa arte in via di estinzione è sempre meno impiegata nelle chiese armene e le nuove generazioni hanno poco interesse nel trasmettere tale cultura, sebbene alcuni di loro continuino a crederci. Questi ultimi formano una minoranza, a Parigi, a Istanbul e forse anche altrove. Aram e Virginia cantano non solo per gli armeni, nelle chiese, ma in tutta Europa, sia nei concerti che nel corso degli incontri tenuti nei villaggi curdi o turchi; e le loro canzoni sono un soffio di verità”. “Choeurs en exil” è uno dei nove film in concorso per il “Premio Tertio Millennio – Un film per il dialogo interreligioso” assegnato da una giura interreligiosa presieduta da mons. Davide Milani. La cerimonia di consegna si terrà, alla presenza di mons. Dario E. Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, sabato 16 dicembre alle ore 17.30 in Filmoteca Vaticana.

Premio alla nascita: il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso di Asgi, Apn e Fondazione Piccini. “Confidiamo che l’Inps si adegui rapidamente alla decisione”

Wed, 2017-12-13 19:01

“Secondo il Tribunale di Milano la legge istitutiva del cosiddetto premio alla nascita di 800 euro una tantum non conferiva all’Inps alcun potere di restringere il numero di beneficiari, escludendo le mamme straniere prive di permesso di soggiorno di lungo periodo”. È quanto si legge in una nota diffusa oggi dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) rispetto all’ordinanza pronunciata ieri dal Tribunale di Milano. “Non è quindi neppure necessario – come avevano fatto invece altri giudici – fare riferimento a quelle norme comunitarie che prevedono la parità di trattamento per i titolari di permesso unico lavoro”, prosegue l’Asgi, rilevando che “in questo caso è proprio la legge nazionale istitutiva a prevedere il beneficio con la massima ampiezza (persino senza alcun limite di reddito) e, dunque, non può essere l’Inps ad escludere l’una e l’altra categoria di stranieri”. “Confidiamo che ora l’Inps si adegui rapidamente alla decisione del Tribunale – dichiara Alberto Guariso, che assisteva le associazioni ricorrenti (Asgi, Apn e Fondazione Piccini) – evitando così il diffondersi di un contenzioso che sarebbe non solo oneroso per lo stesso Inps, ma, soprattutto, ingiusto per la difformità di trattamento che verrebbe a crearsi in una materia così delicata tra chi agisce in giudizio e chi fa affidamento sulle erronee comunicazioni dell’Inps”. “Nel frattempo – prosegue la nota – è importante che tutte le donne straniere che si trovano almeno al settimo mese di gravidanza entro il 31.12.2017 facciano domanda all’Inps al fine di poter beneficiare della decisione milanese che, lo ricordiamo, riguarda la ‘discriminazione collettiva’ e quindi tutte le donne straniere regolarmente soggiornanti in Italia, indipendentemente dal titolo di soggiorno”.

Festival Francescano: decima edizione dedicata alla bellezza. Affidati a fra Dino Dozzi l’aspetto scientifico e a Cinzia Vecchi la responsabilità organizzativa

Wed, 2017-12-13 18:46

Nel 2018, il Festival Francescano festeggerà il suo decimo compleanno. L’edizione, in programma dal 28 al 30 settembre, si svolgerà come di consueto a Bologna e sarà dedicato al tema della bellezza. “Con piacere – affermano gli organizzatori del Movimento francescano dell’Emilia-Romagna – accettiamo l’invito della diocesi e del Comune di Bologna a fermarci in città. La collaborazione con le istituzioni, gli enti, le aziende e l’associazionismo bolognese ha dato buoni frutti, ma sappiamo che ci sono molte potenzialità ancora inesplorate sulle quali contiamo per la nuova edizione”. La presidenza rimane, per il secondo anno consecutivo, a fra Giampaolo Cavalli, teologo dell’Ordine dei Minori proveniente dal Veneto ma recentemente “adottato” da Bologna per il suo incarico di direttore dell’Antoniano. È cambiata invece la direzione del Festival Francescano. Fra Giordano Ferri, che per primo ebbe l’idea di “un festival che attualizzasse i valori universali di san Francesco d’Assisi”, si occuperà di nuove attività di evangelizzazione. “Quello che ci troviamo di fronte – afferma – è un traguardo importante e inaspettato per un evento nato per celebrare l’VIII centenario della Regola dell’Ordine e poi diventato un appuntamento annuale. Un traguardo che non avremmo mai raggiunto senza tutti coloro i quali hanno creduto in questa pazza idea”. Alla guida del Festival sono stati chiamati fra Dino Dozzi e Cinzia Vecchi. Il primo curerà l’aspetto scientifico della manifestazione mentre alla seconda spetterà la responsabilità organizzativa. “Raccontando la bellezza – anticipano i direttori – cercheremo di non limitarci solo alle belle arti, ma coglieremo l’occasione per riflettere sul nostro rapporto con il trascendentale, per riscoprire una bellezza quotidiana e a portata di mano. Ci interrogheremo sul ruolo della bellezza nell’esperienza contemporanea, nella definizione dell’identità, nella costruzione dei rapporti sociali e nell’immaginario comune”.

Dire: i titoli e il tg politico

Wed, 2017-12-13 18:28

(DIRE-SIR) – Ecco i titoli e il tg politico della Dire. Anche su www.dire.it e www.agensir.it.

Ryanair contro sciopero dei dipendenti, interviene governo

Ryanair scrive al personale di bordo italiano e avverte che se farà sciopero, il prossimo 15 dicembre, non percepirà aumenti concordati e promozioni. Contro la compagnia low cost si schiera subito la segretaria della Cgil Susanna Camusso, che chiede al governo di garantire il diritto di sciopero. Per il ministro dello sviluppo Carlo Calenda l’iniziativa di Ryanair è indegna. “Bisogna intervenire- dice il ministro- non si può stare su un mercato, prendere i vantaggi e non rispettare le regole”.

Tap, scintille tra Emiliano e Calenda

Un paragone oggettivamente sbagliato. Alla fine Michele Emiliano si scusa per aver detto del cantiere Tap a Melendugno che è come Auschwitz. Ma tra il presidente della Regione Puglia e il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda la tensione resta alta. Emiliano dà voce ai comitati locali che si battono contro l’istallazione del gasdotto in quel punto. Di parere opposto Calenda, secondo il quale l’Italia vive la condizione umiliante di chi non riesce neppure a interrare un tubo di un metro e mezzo.

Pensioni, mobilitazione della Cgil anche a Natale

Il Natale non ferma la mobilitazione della Cgil sulla vertenza pensioni. Dal sindacato di Corso Italia arrivano cartoline di Babbo Natale ai parlamentari. “I giovani mi chiedono un lavoro che io non posso dargli. Tocca a lei”, scrive Santa Claus ai deputati che stanno per approvare la legge di bilancio. Susanna Camusso sottolinea che “la vertenza sulla qualità del lavoro e del sistema previdenziale è aperta”. In piazza anche i precari di Nidil, “in manovra marchette e nessuna soluzione”, lamentano.

Papa Francesco: domeniche senza lavoro, non siamo schiavi

“L’astensione domenicale dal lavoro non esisteva nei primi secoli: è un apporto specifico del cristianesimo”. Lo ricorda Papa Francesco durante l’udienza in Vaticano. “Fu il senso cristiano del vivere da figli e non da schiavi, animato dall’Eucaristia, a fare della domenica – quasi universalmente – il giorno del riposo”, dice Bergoglio. Senza Cristo, aggiunge, siamo condannati a essere dominati dalla stanchezza del quotidiano. Sul tema è intervenuto anche Luigi Di Maio, candidato premier dei Cinque Stelle, per raccomandare negozi chiusi durante le feste. Così- dice- le famiglie saranno più felici.

Parlamento Ue: votata relazione sui diritti umani nel mondo. Speranza (Fafce), “aspetti etici problematici” e “una cultura nemica della vita”

Wed, 2017-12-13 18:22

(Strasburgo) “La Relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo e sulla politica dell’Unione europea in materia è stata adottata dal Parlamento europeo. Essa contiene aspetti etici molto problematici, come avviene ormai ogni anno negli ultimi tempi. Trattandosi di uno strumento politico importante del Parlamento, in cui si fa il punto sullo situazione dei diritti fondamentali nei Paesi terzi e sulla politica dell’Unione nei loro confronti, essa è al centro delle attenzioni di certi gruppi di pressione che promuovono una cultura nemica della vita”. Lo afferma Nicola Speranza, segretario generale della Fafce (Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche, con sede a Bruxelles), a proposito del testo passato oggi ad ampia maggioranza durante la plenaria dell’Euroassemblea a Strasburgo. “Per come era stata presentata, grazie al lavoro del relatore, l’eurodeputata tedesca Quisthoudt-Rowohl, essa lasciava sperare per il meglio: spunti positivi – afferma Speranza – sono infatti rintracciabili nei riferimenti alla liberta di pensiero, di coscienza e di religione o credo”. “Tuttavia al paragrafo 42 si incoraggiava già il riconoscimento legale dei matrimoni e delle unioni tra persone dello stesso sesso, in evidente contraddizione con il principio di sussidiarietà che vuole che non esista una posizione comune dell’Ue in materia, ma che ogni Stato abbia la facoltà di legiferare liberamente. Questa contraddizione è ancora più evidente se si pensa che questa relazione si riferisce a Stati terzi, non a membri dell’Unione”: per Nicola Speranza si tratta di “un chiaro tentativo di colonizzazione ideologica”.
“L’aggiunta di emendamenti pro-aborto, presentati da eurodeputati di tre gruppi politici differenti (Socialisti, Verdi e Sinistra unitaria), non ha fatto che rendere la relazione ulteriormente ideologica e inaccettabile”. Il segretario generale Fafce conclude: “Nulla di nuovo sotto il sole, dunque, dal momento che risoluzioni di questo tipo si ripetono da qualche anno a questa parte, senza per questo avere alcun valore giuridico per gli Stati membri dell’Unione. Solo un gran bisogno di lavorare per continuare a promuovere la vita, in maniera positiva, rispondendo alle sfide concrete dell’inverno demografico e dei bisogni delle famiglie, senza cadere in tranelli disfattisti, con realismo. Lavoro che la Fafce continua a portare avanti con tutti i suoi membri in Europa”. Speranza amplia poi la riflessione: “Un segno di incoraggiamento, contrariamente a quanto scritto nella risoluzione approvata ieri dal Parlamento europeo, ci viene dal sapere che questo stesso Parlamento ha rifiutato, votando il budget finale dell’Ue per il 2018, un’aggiunta di 20 milioni di euro da dedicare alla promozione di ‘servizi riproduttivi’, tra cui va inteso anche l’aborto, nei Paesi Terzi. Un risultato concreto di un lavoro svolto con pazienza, discretamente, che mette in mostra non soltanto una certa incoerenza degli stessi deputati europei che hanno votato in favore del report di ieri, ma che mostra anche quanto certe proposte ivi presenti siano pura ideologia, che si sgonfia facilmente di fronte ad un budget complesso da adottare”.

Salute: Medici cattolici di Roma, “no a stregonerie, rispetto per scienza e fede”

Wed, 2017-12-13 18:11

“No a stregonerie, rispetto per scienza e fede”. È quanto scrive in un comunicato l’Associazione medici cattolici italiani (Amci) della sezione di Roma. “Da qualche giorno – spiega l’associazione – su un quotidiano gratuito a larga diffusione leggiamo un messaggio pubblicitario che invita i lettori a prenotare, via telefono o sms, in un giorno di questa settimana, il ritiro a costo zero di una bottiglietta di Acqua Santa consacrata dal sacerdote del tempio di Salomone, che avrebbe effetti curativi su un gran numero di patologie (insonnia, depressione, attacchi di panico…)”. “Ci meravigliamo che l’annuncio ingannevole sia fatto fidando sulla presunta ingenuità dei cittadini ed è assai grave che si utilizzi l’accostamento alla sacralità della religione”, prosegue l’Amci di Roma. “I medici cattolici italiani – conclude il comunicato – invitano a diffidare di simili iniziative e ad affidarsi alle cure della scienza medica”.

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