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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 55 min ago

Argentina: aborto, alcune cliniche private contro l’approvazione della depenalizzazione

Sat, 2018-06-16 16:23

“No” di un gruppo di cliniche private alla pratica dell’aborto nelle loro strutture. Lo hanno annunciato con un comunicato San Juan de Dios, San Camilo, Bazterriza, Santa Isabel, Del Sol, Fleni, Austral e Mater Dei, dopo l’approvazione della legge che ne riconosce la depenalizzazione. Le cliniche hanno chiesto inoltre che la legge preveda l’obiezione di coscienza sia per i medici sia per le istituzioni. Anche l’ospedale privato universitario di Cordoba e l’Istituto Médico Simes della cittá di Posadas hanno aderito al comunicato. “Anche noi, le istituzioni della salute, fondate e gestite da persone che perseguono il bene alla luce di valori comuni, vogliamo scegliere come curare gli argentini”, si legge. La nota continua segnalando che le cliniche non vogliono temere il rischio di “prigione, inabilitazione o chiusura delle strutture per aver operato secondo la loro coscienza e ideali”.

Frati minori: Nairobi, cambiamenti climatici al centro del Consiglio plenario dell’Ordine

Sat, 2018-06-16 16:21

Sono stati i problemi climatici al centro del quarto giorno del Consiglio plenario dell’Ordine (Cpo) dei Frati Minori ieri, venerdì 15 giugno, a Nairobi. “L’Asia è la regione più vulnerabile ai cambiamenti climatici – ha detto Reu José Galoy, un frate delle Filippine -. Per troppo tempo le risorse naturali in Asia sono state sfruttate e utilizzate per lo sviluppo dei paesi del primo mondo, mentre sono gli asiatici che, ora, sperimentano i più gravi effetti del cambiamento climatico derivante da questa attività”. I frati hanno discusso assieme a William Ng, proveniente da Hong Kong, sulla promozione dell’enciclica di Papa Francesco “Laudato Si”, nei loro diversi contesti, sottolineando che “la semplicità dello stile di vita è la risposta chiave” e che “i frati hanno molto da contribuire alla discussione in questo ambito”. Tra le altre priorità indicate, la necessità di formatori più qualificati in Vietnam, che ha il maggior numero di vocazioni nei Frati minori in Asia, i negoziati di pace in corso in Corea e il numero crescente di assassinati legati alla droga nelle Filippine e molte altre minacce alla pace e alla sicurezza. Successivamente, il Cpo ha rivolto la sua attenzione all’America Latina, alle sue tre Conferenze: Cono Sud, Bolivariana e Guadalupana. Queste Conferenze comprendono tutti i paesi dal Messico all’Antartico, escluso il Brasile, che presenterà la propria situazione fra qualche giorno. “L’Ordine, nella sua storia plurisecolare, ha una lunga tradizione in questi paesi – si legge in una nota -. Oggi i frati vi stanno cercando nuovi modi per immedesimarsi con i problemi delle società contemporanee, fortemente influenzate dalla globalizzazione, dalla secolarizzazione, dalle mutate norme morali, dalla migrazione, dal traffico di droga e da altre sfide”. Per far fronte a ciò i membri del Consiglio hanno indicato una più agile strategia pastorale, una sorte di “predicazione itinerante”, un impegno nei mass media e nella comunicazione, il coinvolgimento nell’educazione a tutti i livelli e l’adozione degli insegnamenti e delle proposte della Evangelii Gaudium nelle diverse attività.

Chiese d’Oriente: mons. Lorusso, “conservare la tradizione ma rinnovare”

Sat, 2018-06-16 16:00

“Il Sinodo intereparchiale ha tracciato le prospettive future: conservare la tradizione ma allo stesso tempo rinnovare, alla luce di quell’organico progresso auspicato dal Concilio Vaticano II; promuovere una pastorale efficace per la rievangelizzazione, in sintonia con le strutture ecclesiali”. Lo ha detto mons. Lorenzo Lorusso, sotto segretario della Congregazione per le Chiese orientali, intervenuto al 21º Incontro dei vescovi orientali cattolici nell’Eparchia di Lungro. “Lo scopo del Sinodo è stato tradurre in orientamenti pastorali adeguati l’annuncio della Parola di Dio, recuperare una ecclesiologia, sulla linea dell’insegnamento del Concilio Vaticano II, per poter attuare la comunione, vivendo lo specifico della tradizione spirituale bizantina”. Riflettendo sulle norme del diritto canonico che riguardano le Eparchie italiane, mons. Lorusso ha evidenziato come “con l’approvazione e la promulgazione degli Orientamenti pastorali e Norme canoniche le tre circoscrizioni ecclesiastiche bizantine in Italia hanno nel loro oggi storico una peculiare fisionomia normativa, il diritto particolare, dal quale non può prescindere ed a cui deve far riferimento ogni comportamento pastorale salvaguardando le tradizioni italo-albanese e ora italo-greca, senza contraddire la mens del Ccee”.

Ucraina: Shevchuk, “vicinanza del Papa straordinaria, temiamo escalation di violenza dopo i mondiali”

Sat, 2018-06-16 15:47

“La vicinanza del Santo Padre all’Ucraina in questi anni è stata ed è straordinaria”. Lo ha detto al Sir Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kiev-Halich, intervenuto nell’Eparchia di Lungro al 21° Incontro dei vescovi orientali cattolici. “Fra pochi mesi si conclude la prima tappa della missione conosciuta in tutto il mondo come ‘Il Papa per l’Ucraina’. Già con la colletta nelle parrocchie cattoliche in Europa in favore del nostro Paese il Pontefice si era reso vicino alla nostra gente”, ha aggiunto. Il presule ha evidenziato inoltre che “ci siamo sentiti molto confortati anzitutto dalle attenzioni del Santo Padre anche per aver risvegliato le coscienze dell’Europa. Il Santo Padre ha aiutato a rompere questo ghiaccio di silenzio, questa incrostatura dell’indifferenza delle società di consumo, ha svegliato le coscienze e lui stesso si è fatto la voce del popolo ucraino sofferente”. Uno dei timori dell’arcivescovo è “un’escalation di violenza dopo i mondiali in Russia”. “Il modo e l’intensità dell’azione militare dipende molto sia dall’azione internazionale diplomatica ma anche dai mondiali di calcio che si stanno svolgendo in Russia”. Infatti, “si teme che dopo la competizione ci sarà una forte crescita della violenza così come è successo dopo la chiusura delle Olimpiadi di Sochi”. “All’epoca – ricorda Shevchuk – la Crimea fu annessa e iniziò l’azione militare in Donbass. Adesso ci si chiede cosa succederà dopo i mondiali russi. La società civile ucraina per questo ha dichiarato di boicottare il mondiale con lo slogan: ‘Mentre voi guardate il calcio, qualcuno viene ucciso’”.

Diocesi: Torino, stasera incontro dei giovani e lectio divina al Santuario della Consolata

Sat, 2018-06-16 14:21

La diocesi di Torino si prepara a festeggiare la sua patrona, la Consolata, mercoledì 20 giugno. Fino a martedì 19 sarà celebrata una messa per le religiose alle 6 e, alle 18. Nelle stesse giornate si terranno i pellegrinaggi delle Unità pastorali, a partire dalle 20.30 con la recita del Rosario e, alle 21, con la messa presieduta dall’arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia. Stasera sabato 16 giugno invece, alle 20.30, sarà il momento dell’incontro diocesano dei giovani in preparazione al Sinodo dei vescovi, che sarà seguito, alle 21, dalla lectio divina, presieduta dall’arcivescovo. Lunedì 18, infine, è in programma una celebrazione con i gruppi etnici in onore della nuova beata suor Leonella Sgorbati, martire in Somalia, missionaria della Consolata, mentre, alle 21, mons. Nosiglia celebrerà la messa. Il giorno della festa, mercoledì 20 giugno, la celebrazione solenne presieduta dall’arcivescovo sarà alle 11, nel 50° della sua ordinazione sacerdotale. Seguirà, alle 12, la Supplica. Alle 16, mons. Guido Fiandino celebrerà un’altra messa con i missionarie e le missionarie della Consolata. Alle 18, la presiederà il card. Severino Poletto. Alle 20.30 si terrà la tradizionale processione presieduta dall’arcivescovo. Quest’anno la statua tornerà a sfilare come negli anni ’60 su un antico trono processionale, completamene restaurato.

Volontariato: mons. Galantino, “può contribuire a ricucire il tessuto sociale”

Sat, 2018-06-16 14:02

“È compito di tutti ricucire il tessuto sociale sottoposto con incredibile cinismo alla frantumazione. Un ruolo importante può giocarlo il volontariato: un’esperienza che accomuna giovani e adulti, di qualsiasi estrazione ‘arruolando’ quanti decidono di dare un taglio alle abitudini del quieto vivere”. Lo scrive il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, nell’articolo pubblicato oggi su “il Sole 24 Ore”, per la rubrica “Testimonianze dai confini”. Grazie al volontariato, secondo il vescovo, è possibile “contribuire al nascere di nuovi modi di vivere e partecipare alle sorti del nostro mondo, piccolo o grande che sia”. Mons. Galantino lo presenta come una scelta “controcorrente” in una società “dal volto spesso cinico e ripiegato su se stesso” e nella quale “il tempo significa denaro e ricerca talvolta ossessiva del tornaconto”. Poi, il vescovo sottolinea come “il volontario non è chiamato ad agire solo ‘per’, ma ad agire anche ‘con’”. Un agire in questo modo “non genera soltanto coinvolgimento e promozione della persona che smette di essere e di vedersi considerato un soggetto passivo”. “La persona attivamente coinvolta infatti è portata essa stessa a diventare protagonista del proprio cambiamento. Nella libertà dell’azione volontaria coordinata si compie il passaggio dall’agire individuale all’agire sociale che, accanto alla libertà, esige autonomia”. Il segretario generale della Cei evidenzia dunque che “l’azione volontaria non può essere esposta a collateralismi né può essere subordinata ai luoghi della politica. Deve piuttosto essere capace di operare in un autentico e libero confronto con gli altri attori”. Un’autonomia che “non vuol dire estraneità verso la politica e le istituzioni, ma capacità di offrire un contributo originale alla ricostruzione delle reti di cittadinanza e al rinnovamento della politica, colmando la distanza che oggi separa la sfera istituzionale dalla società”. È questa la strada che – sostiene il vescovo – “dà corpo alla democrazia partecipativa senza sostituire né rinnegare la democrazia rappresentativa”.

Biblioteche ecclesiastiche: Alessandrini (Edb), “crisi culturale e dei consumi ma aumentano lettori libro religioso. Editori devono reinventarsi”

Sat, 2018-06-16 13:51

La crisi strutturale del 2008 “ha cambiato il paradigma del consumo producendo cambiamenti significativi anche del consumo culturale”, mentre “solo 3 italiani su 10 hanno gli strumenti per orientarsi compiutamente nel mondo della scrittura e della lettura. Il 5% è di fatto analfabeta o analfabeta di ritorno; il libro non è più un ascensore sociale e il suo prestigio è diminuito rispetto al passato”. A delineare questo scenario è Roberto Alessandrini (Edizioni Dehoniane Bologna – Edb) al convegno “Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di Abei (1978 – 2018)” che si chiude oggi a Roma. Tra le cause di questa crisi culturale Alessandrini ravvisa “la debolezza del sistema scolastico, la scarsa consapevolezza che dove non c’è cultura non c’è innovazione o cambiamento, l’impoverimento e banalizzazione del discorso pubblico, l’incapacità dei media di mediare” mentre “non è più chiara la distinzione tra percezione e realtà”. Un contesto al quale si aggiungono “elementi di criticità del libro religioso. Il primo – spiega – riguarda l’autoreferenzialità verbale e visiva di molti di questi testi, spesso escludenti e comprensibili solo agli ‘interni’. Poi il privilegiare la produzione devozionale rispetto a quella culturale, la saggistica anziché la testimonianza e la vita vissuta. Nonostante ciò aumentano i lettori, il 40% non praticanti o non credenti, segno della domanda di senso che attraversa la società”. In questo scenario “l’editore religioso deve reinventarsi”.

Migranti: card. Bassetti, “l’Italia non può essere lasciata sola ad affrontare eventi così complessi e drammatici”

Sat, 2018-06-16 13:43

“La santità non riguarda solo lo spirito, ma anche i piedi, per andare verso i fratelli, e le mani, per condividere con loro. Le Beatitudini evangeliche insegnino a noi e al nostro mondo a non diffidare o lasciare in balìa delle onde chi lascia la sua terra affamato di pane e di giustizia; ci portino a non vivere del superfluo, a spenderci per la promozione di tutti, a chinarci con compassione sui più deboli. Senza la comoda illusione che, dalla ricca tavola di pochi, possa ‘piovere’ automaticamente il benessere per tutti”. Lo scrive in un messaggio il card. Gualtero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, in merito alla questione dei migranti. “Ho letto e riletto con attenzione queste parole, pronunciate ieri da Papa Francesco. Le ho lette e rilette sentendole profondamente mie, al punto di scegliere di rilanciarle a mia volta, come presidente della Conferenza episcopale italiana”. “Non mi nascondo quanto sia complesso il fenomeno migratorio: risposte prefabbricate e soluzioni semplicistiche hanno l’effetto di renderlo, inutilmente, ancora più incandescente. Crediamo nel diritto di ogni persona a non dover essere costretta ad abbandonare la propria terra e in tale prospettiva come Chiesa lavoriamo in spirito di giustizia, solidarietà e condivisione. Crediamo altresì – aggiunge il cardinale – che la società plurale verso la quale siamo incamminati ci impegni a far la nostra parte sul versante educativo e culturale, aiutando a superare paure, pregiudizi e diffidenze. Nel contempo, crediamo nella salvaguardia della vita umana: nel grembo materno, nelle officine, nei deserti e nei mari. I diritti e la dignità dei migranti, come quelli dei lavoratori e delle fasce più deboli della società, vanno tutelati e difesi. Sempre”. Per Bassetti “l’Italia, che davanti all’emergenza ha saputo scrivere pagine generose e solidali, non può essere lasciata sola ad affrontare eventi così complessi e drammatici. Proprio perché crediamo nell’Europa, non ci stanchiamo di alzare la voce perché questa sfida sia assunta con responsabilità da tutti. Assicuro che le comunità cristiane, forti della loro ‘origine mediterranea’, non mancheranno di offrire – accanto all’accoglienza – un contributo di pensiero in ordine all’elaborazione di una prospettiva di una pacifica convivenza nel Mediterraneo”.

Elezioni amministrative: mons. Seccia (Lecce) ai sindaci eletti, “testimoniate dialogo e solidarietà”

Sat, 2018-06-16 13:40

“Le auguro di cuore di testimoniare alla sua gente di essere ‘primo cittadino’ non perché in testa a una graduatoria di merito, ma perché sarà in grado di essere di esempio per tutti nell’esprimere col suo servizio i valori della legalità, del dialogo, dell’accoglienza, della solidarietà”. Lo scrive l’arcivescovo di Lecce, mons. Michele Seccia, nella lettera indirizzata ai sindaci di quattro Comuni della diocesi neoeletti: Torchiarolo, San Pietro Vernotico, Squinzano e Vernole. Ricordando le parole di Papa Francesco, che lo scorso 30 settembre ha incontrato una delegazione dell’Anci, il presule auspica che i sindaci possano costruire “una città che non ammette i sensi unici di un individualismo esasperato, che dissocia l’interesse privato da quello pubblico”. Da qui l’augurio di “poter godere sempre del sostegno, dell’incoraggiamento e della collaborazione della comunità per la quale spenderà gran parte del suo tempo e le sue preziose competenze”. “La vicinanza e la familiarità con ogni suo concittadino – aggiunge – le consentiranno di non sentirsi mai solo ‘nell’avventura dell’amministrare’ nemmeno quando dovrà prendere decisioni difficili e impopolari”. La via indicata è quella della “condivisione dei problemi”, che “le consentirà di fare sempre scelte giuste e sostenibili”. Infine, un’ultima raccomandazione. “Poiché il bene comune, cioè il benessere di tutte le persone che vivono nel suo comune, è un obiettivo che si può perseguire e raggiungere soltanto in un clima di unità d’intenti e di concordia sociale, avverto come Pastore l’esigenza di ribadirle la fondamentale funzione sociale che ricoprono nei nostri territori le comunità parrocchiali e tutte le realtà associative che ruotano intorno ad esse”.

Papa Francesco: a Forum famiglie, “non stancatevi di sostenere la crescita della natalità in Italia”

Sat, 2018-06-16 13:33

“Non stancatevi di sostenere la crescita della natalità in Italia, sensibilizzando le istituzioni e l’opinione pubblica sull’importanza di dar vita a politiche e strutture più aperte al dono dei figli”. È l’invito contenuto nel discorso scritto consegnato dal Papa durante l’udienza di oggi al Forum delle famiglie. “È un autentico paradosso che la nascita dei figli, che costituisce il più grande investimento per un Paese e la prima condizione della sua prosperità futura, rappresenti spesso per le famiglie una causa di povertà, a motivo dello scarso sostegno che ricevono o dell’inefficienza di tanti servizi”, la denuncia di Francesco, secondo il quale “queste e altre problematiche vanno affrontate con fermezza e carità, dimostrando che la sensibilità che portate avanti riguardo alla famiglia non è da etichettare come confessionale per poterla accusare – a torto – di parzialità. Essa si basa invece sulla dignità della persona umana e perciò può essere riconosciuta e condivisa da tutti, come avviene quando, anche in contesti istituzionali, ci si riferisce al ‘Fattore Famiglia’ quale elemento di valutazione politica e operativa, moltiplicatore di ricchezza umana, economica e sociale”. “Grazie per l’impegno che profondete, per una partecipazione attiva e responsabile delle famiglie alla vita culturale, sociale e politica, e per la promozione di adeguate politiche familiari che tutelino e sostengano le funzioni della famiglia e i suoi diritti”, scrive il Papa citando lo Statuto del Forum: “Continuate inoltre, nell’ambito della scuola, a favorire un maggior coinvolgimento dei genitori e a incentivare tante famiglie a uno stile di partecipazione”.

Papa Francesco: a Forum famiglie, “riconoscimento e sostegno” alla famiglia deve essere “primo interesse delle istituzioni”

Sat, 2018-06-16 13:32

“Il nostro mondo, spesso tentato e guidato da logiche individualistiche ed egoistiche, non di rado smarrisce il senso e la bellezza dei legami stabili, dell’impegno verso le persone, della cura senza condizioni, dell’assunzione di responsabilità a favore dell’altro, della gratuità e del dono di sé”. È il monito del Papa, contenuto nel discorso scritto consegnato durante l’udienza al Forum delle famiglie, a cui si è rivolto parlando per circa 25 minuti a braccio. “Per tale motivo – scrive Francesco – si fatica a comprendere il valore della famiglia, e si finisce per concepirla secondo quelle stesse logiche che privilegiano l’individuo invece che le relazioni e il bene comune. E questo nonostante che negli ultimi anni di crisi economica la famiglia abbia rappresentato il più potente ammortizzatore sociale, capace di ridistribuire le risorse secondo il bisogno di ognuno”. Al contrario, “il pieno riconoscimento e l’adeguato sostegno alla famiglia dovrebbero rappresentare il primo interesse da parte delle istituzioni civili, chiamate a favorire il costituirsi e il crescere di famiglie solide e serene, che si occupino dell’educazione dei figli e si prendano cura delle situazioni di debolezza”. “Chi impara a vivere rapporti autentici nell’ambito della famiglia, sarà più capace di viverli anche in contesti più ampi, dalla scuola al mondo del lavoro”, garantisce il Papa: “E chi si esercita al rispetto e al servizio a casa, potrà meglio praticarli anche nella società e nel mondo”. “L’obiettivo di un più forte sostegno alle famiglie e di una loro più adeguata valorizzazione, va raggiunto attraverso un’instancabile opera di sensibilizzazione e di dialogo”, la ricetta di Francesco: “Questo è l’impegno che il Forum porta avanti da venticinque anni, nei quali avete realizzato una grande quantità di iniziative, stabilendo un rapporto di fiducia e di collaborazione con le istituzioni”. “Vi esorto a proseguire tale opera facendovi promotori di proposte che mostrino la bellezza della famiglia, e che quasi costringano, perché sono convincenti, a riconoscerne l’importanza e la preziosità”, la consegna per i presenti.

+++ Migranti: messaggio del card. Bassetti, no a “risposte prefabbricate e soluzioni semplicistiche”. “Crediamo nella salvaguardia della vita umana” ++

Sat, 2018-06-16 13:30

“La santità non riguarda solo lo spirito, ma anche i piedi, per andare verso i fratelli, e le mani, per condividere con loro. Le Beatitudini evangeliche insegnino a noi e al nostro mondo a non diffidare o lasciare in balìa delle onde chi lascia la sua terra affamato di pane e di giustizia; ci portino a non vivere del superfluo, a spenderci per la promozione di tutti, a chinarci con compassione sui più deboli. Senza la comoda illusione che, dalla ricca tavola di pochi, possa “piovere” automaticamente il benessere per tutti”.
“Ho letto e riletto con attenzione queste parole, pronunciate ieri da Papa Francesco. Le ho lette e rilette sentendole profondamente mie, al punto di scegliere di rilanciarle a mia volta, come Presidente della Conferenza Episcopale Italiana”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e presidente della Cei, in un messaggio inviato pochi minuti fa e rilanciato dal Sir. “Non mi nascondo – scrive il cardinale – quanto sia complesso il fenomeno migratorio: risposte prefabbricate e soluzioni semplicistiche hanno l’effetto di renderlo, inutilmente, ancora più incandescente. Crediamo nel diritto di ogni persona a non dover essere costretta ad abbandonare la propria terra e in tale prospettiva come Chiesa lavoriamo in spirito di giustizia, solidarietà e condivisione”.
Altresì, “crediamo che la società plurale verso la quale siamo incamminati ci impegni a far la nostra parte sul versante educativo e culturale, aiutando a superare paure, pregiudizi e diffidenze”.
Nel contempo, aggiunge il cardinale, “crediamo nella salvaguardia della vita umana: nel grembo materno, nelle officine, nei deserti e nei mari. I diritti e la dignità dei migranti, come quelli dei lavoratori e delle fasce più deboli della società, vanno tutelati e difesi. Sempre. L’Italia, che davanti all’emergenza ha saputo scrivere pagine generose e solidali, non può essere lasciata sola ad affrontare eventi così complessi e drammatici. Proprio perché crediamo nell’Europa, non ci stanchiamo di alzare la voce perché questa sfida sia assunta con responsabilità da tutti”.
Il cardinale conclude assicurando che “le comunità cristiane, forti della loro ‘origine mediterranea’, non mancheranno di offrire – accanto all’accoglienza – un contributo di pensiero in ordine all’elaborazione di una prospettiva di una pacifica convivenza nel Mediterraneo”.

Papa Francesco: a Forum famiglie, “famiglia minacciata per mancanza di lavoro”. “Perdete tempo con i vostri figli e custodite i nonni”

Sat, 2018-06-16 13:28

“La famiglia è minacciata, per la mancanza di lavoro”. Lo ha denunciato il Papa, nel discorso rivolto a braccio al Forum delle famiglie. “Famiglia, amore, pazienza, gioia. E perdere tempo nella famiglia”, la consegna finale di Francesco, che ha definito “una cosa brutta” il non avere la possibilità di “perdere tempo” in famiglia, giocando con i propri figli, “perché per guadagnare oggi si devono avere due lavori”. Senza contare i “giovani che non possono sposarsi perché non c’è lavoro”. Poi il Papa ha citato il “consiglio” che gli ha fatto il decano di filosofia, quando era in seminario, sul “tema della maturità umana”. “Qual è un criterio di tutti i giorni per sapere se un uomo, se un sacerdote è maturo”?, ha chiesto il professore ai suoi studenti: “Un sacerdote è maturo se è capace di giocare con i bambini, questo è il test”, la risposta. “Perdete tempo con i bambini, con i vostri figli, giocate con i vostri figli, non li disturbate!”, l’invito. “Per favore, custodite i nonni, fate parlare i nonni, che i bambini parlino con i nonni”, l’altro appello: “Accarezzate i nonni, non allontanateli dalla famiglia perché sono fastidiosi, perché ripetono le stesse cose. Amate i nonni, e che loro parlino con i bambini”.

Papa Francesco: a Forum famiglie, “omicidio dei bambini” è “atrocità”, lo stesso dei nazisti “ma con guanti bianchi”

Sat, 2018-06-16 13:24

“Il secolo scorso tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso, ma con guanti bianchi”. A denunciare l’aborto, definito “un’atrocità” e paragonato alle atrocità dei nazisti, è stato il Papa, nella parte finale del discorso pronunciato a braccio ricevendo in udienza il Forum delle associazioni familiare.  “Ho sentito dire che è di moda, o almeno è abituale – ha detto Francesco riferendosi alle indagini che si fanno ‘nei primi mesi di gravidanza’ – che quando, forse, il bambino non sta bene o viene con qualche cosa, la prima offerta è: lo mandiamo via”. “L’omicidio dei bambini”, l’ha definito il Papa, grazie al quale “per risolvere una vita, che sia tranquilla, si fa fuori un innocente”. “Quando da ragazzo la maestra ci insegnava storia – ha raccontato il Papa – ci diceva cosa facevano gli spartani quando nasceva un bambino con malformazioni: lo portavano al monte e lo buttavano giù per curare la purezza della razza. Ma come si può fare quello? È un’atrocità. Oggi facciamo lo stesso”, ha commentato riferendosi al “protocollo dei medici”. “Lo dico con dolore”, ha concluso: “I figli, il dono più grande. I figli che si ricevano come vengono, come Dio li manda, come Dio permette”.

 

 

 

Papa Francesco: a Forum famiglie, “tante donne nel silenzio” hanno aspettato che “il marito tornasse alla fedeltà”. “E’ santità”

Sat, 2018-06-16 12:40

Nel matrimonio, “un’altra cosa che aiuta tanto è la pazienza. Saper aspettare”. Ne è convinto il Papa, che nel discorso rivolto a braccio al Forum delle associazioni familiari, per il suo 25° anniversario, ha fatto notare che “ci sono nella vita situazioni di crisi forte, crisi brutte, dove arrivano anche tempi di infedeltà”. “Quando non si può risolvere il problema in quel momento”, per Francesco bisogna fare ricorso a “quella pazienza dell’amore che aspetta, che aspetta”. L’esempio citato è quello di “tante donne che nel silenzio hanno aspettato guardando da un’altra parte, aspettando che il marito tornasse alla fedeltà: e questo è santità. La santità che perdona tutto perché ama”. Nel matrimonio, insomma, ci vuole “molta pazienza l’uno dell’altro”: quando uno è nervoso e grida, non si risponde con un altro grido. “Stare zitto, lasciar passare la tempesta e al momento opportuno parlarne”, il consiglio del Papa, che ha ricordato ancora una volta le “tre parole magiche, ma importanti nel matrimonio”:  permesso, grazie e scusa. “Prima di tutto permesso”, ha spiegato, per “non esser invadente con l’altro, quel rispetto l’uno all’altro”. La parola scusa, inoltre, “è qualcosa che è tanto importante. Tutti sbagliamo nella vita. Questo aiuta ad andare avanti. Aiuta a portare avanti la famiglia, la capacità di chiedere scusa. E’ vero, porta sempre un po’ di vergona ma è una santa vergogna. E’ una cosa che aiuta tanto”.

Papa Francesco: a Forum famiglie, “grazie per la passione”. “La vita di famiglia è un sacrificio, ma un bel sacrificio”. È “fare la pasta tutti i giorni”

Sat, 2018-06-16 12:37

“Da tempo non sentivo parlare sulla famiglia con tanta passione. Ci vuole coraggio per farlo oggi. Grazie”. Con queste parole il Papa ha ringraziato Gigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, nell’udienza concessa per i 25 anni dell’associazione. Dopo aver sentito, infatti, il saluto del presidente, Francesco ha scelto di consegnare il discorso scritto e ha parlato a braccio per circa 25 minuti. “Guardarsi negli occhi”, la prima immagine scelta per il marito e la sposa. A tal proposito, il Papa ha raccontato un aneddoto di una coppia che festeggiava 60 anni di matrimonio: “Erano giovani, si erano sposati a 18 anni, a quel tempo si sposavano giovani. Oggi, perché si sposi un figlio, le mamme aspettano tanto. Ma c’è una soluzione: non stirare più le camicie”, ha scherzato Francesco. A quella coppia, il Papa ha chiesto: “Ancora avete lo stesso amore? Si sono guardati, ho visto che avevano gli occhi bagnati. ‘Siamo innamorati’, mi hanno detto tutti e due. Non lo dimentico mai. Dopo 60 anni, ‘siamo innamorati'”. “È il calore di una famiglia che cresce, un amore che non è amore di romanzo, di poco tempo, è un vero amore”, ha commentato: “Essere innamorati tutti la vita, con tanti problemi che ci sono”. “Un’altra cosa che domando ai matrimoni – ha aggiunto a proposito di chi festeggia 50 o 60 anni di matrimonio – è: ‘Chi di voi ha avuto più pazienza? È matematico: tutt’e due. Questo indica una vita insieme, una vita per due: quella pazienza di tollerarsi mutualmente”. Ai giovani sposati da pochi mesi, invece, Francesco chiede: “Avete litigato? Sì. Ah, va bene. Questo è importante. Ma è anche importante non finire la giornata senza fare la pace. Per favore, insegnate questo. E’ normale che si litighi, siamo persone libere e se c’è qalche problema dobbiamo spiegarlo. Ma non finire mai la giornata senza fare pace, perché la guerra fredda del giorno dopo è molto pericolosa”. “La vita di famiglia è un sacrificio, ma un bel sacrificio”, ha detto il Papa: “L’amore è come fare la pasta tutti i giorni. L’amore nel matrimonio, per l’uomo e per la donna”. “Fare più donna sua moglie, fare più uomo suo marito”, la “sfida” rispettivamente per l’uno o per l’altro: “E così vanno avanti tutt’e due”.

Anziani e persone disabili: Palma (Garante), “monitoraggio delle condizioni nelle strutture residenziali”

Sat, 2018-06-16 12:37

“L’area della libertà e della salute si è ampliata quest’anno al monitoraggio delle strutture residenziali per disabili e anziani ove si concretizzi di fatto una privazione della libertà. Sono le strutture che in ambito internazionale vengono definite Social care home”. Lo ha detto il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, anticipando ieri i contenuti della relazione annuale che sarà depositata a breve in Parlamento. In Italia, nel 2014, i presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari pubblici e privati hanno ospitato complessivamente 273.316 persone con disabilità e non autosufficienza, pari al 70,8% del numero totale di ospiti. Uno dei dati che “fa comprendere la vastità del mandato di monitoraggio che lo rendono impossibile senza la costruzione di referenti territoriali del Garante nazionale e senza il supporto degli Istituti di ricerca, di altre istituzioni e dell’importante ruolo dell’associazionismo di settore”. Da qui la necessità dello sviluppo di alcuni protocolli tra il Garante e altre istituzioni per “la costruzione di un’anagrafe che è stata realizzata classificando le strutture in base alle prestazioni erogate (sanitarie; socio-sanitarie; sociali) e al grado di residenzialità (residenziale; semiresidenziale)”. Apprezzamento viene espresso dal presidente della Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish), Vincenzo Falabella: “Vengono condivise e riconosciute come fondate e legittime le istanze, le rivendicazioni, le proposte, gli approfondimenti che riproponiamo con insistenza negli ultimi anni in materia di segregazione delle persone con disabilità”.

Chiese d’Oriente: mons. Vasil, “Chiese siro malabaresi e malankarese dell’India sono le vere Chiese missionarie dell’Oriente cristiano”

Sat, 2018-06-16 12:10

“Le Chiese siro malabaresi e malankarese dell’India sono le vere Chiese missionarie dell’Oriente cristiano”. Mons. Cyril Vasil, segretario della Congregazione per le Chiese orientali, a margine del proprio intervento al 21º Incontro dei vescovi cattolici orientali in Calabria, ha sottolineato che “tali Chiese fanno missioni ad gentes, di prima evangelizzazione tra le caste più basse della società, tra gli induisti e i tribali di varie regioni. Lo fanno in una misura e con una intensità in cui non lo fa nessuna Chiesa orientale”. Il relatore ha sottolineato come “l’impegno missionario non pretende di creare nuovi malabaresi, ma nuovi cristiani che apparterranno alla tradizione liturgica locale”. Mons. Vasil ha sottolineato come “le due Chiese indiane possono avvalersi nella amministrazione e comunicazione di una lingua comune veicolare come quella inglese”, anche se “la difficoltà da superare è rappresentata dalla sommersa ma ancora esistente suddivisione della società indiana nelle caste sociali”. Mons. Vasil ha concluso evidenziando che “la Chiesa siro-malabarese e siro-malankarese stanno facendo passo da giganti”.

Famiglia: De Palo (Forum) al Papa, da Amoris Laetitia “nuovo modo di raccontare la famiglia”

Sat, 2018-06-16 11:44

“Un’altra cosa che ci sta particolarmente a cuore e per cui la vogliamo ringraziare è l’Amoris Laetitia”.  Lo ha detto Gigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, secondo il quale “è innegabile che la famiglia talvolta viene presentata come qualcosa di triste, noioso, grigio”. Per questo il Forum, grazie all’approfondimento e allo studio dell’Amoris Laetitia, sta cercando di “portare nell’opinione pubblica un nuovo modo di raccontare la famiglia, provando a raccontarla senza edulcorarla, nella sua complessità e realtà e, per questo, nella sua immensa bellezza”. “Qui oggi, in questa sala, c’è l’Amoris Laetitia che si è fatta carne”, ha assicurato De Palo: “Ci sono persone che si sono sposate non perché glielo hanno detto in parrocchia, ma perché hanno sentito nel loro cuore che non c’era niente di più bello. Persone che hanno sperimentato che non c’è niente di più bello di guardare negli occhi i propri figli e dire senza paura: io e mamma litigheremo ogni giorno, ma staremo insieme per tutta la vita e anche oltre. Non temete: noi saremo una certezza in questo mondo senza certezze. Persone che hanno sperimentato che ci vuole più coraggio a rimanere insieme che a lasciarsi, che è più eccitante fare pace che tradire. Persone che si sono aperte alla follia dell’adozione e dell’affido perché non riescono ad essere felici se c’è anche solo un bambino triste perché privo di una famiglia. Perché non c’è nulla di più bello della mano di un padre su un pancione ad aspettare il movimento impercettibile di un bimbo che scalcia dal grembo della mamma. Non c’è niente di più meraviglioso di domeniche mattina passate sul lettone a fare il solletico ai bambini prima di andare a Messa”.

Biblioteche ecclesiastiche: Cocchi (La Nostra Famiglia), progetto innovativo per giovani autistici. “Serve un’antropologia degli ultimi”

Sat, 2018-06-16 11:44

Un progetto innovativo per giovani affetti da disturbi dello spettro autistico (Asd). E’ “Digital Humanities: conoscenza ed uso di strumenti digitali nella formazione al lavoro di persone con Disturbi dello spettro autistico”, realizzato nel 2017 da “La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini (Lecco) e finanziato dalla Regione Lombardia. Un corso di formazione post-diploma di 620 ore per 13 giovani adulti, denominato “Multimediatecario”, finalizzato all’acquisizione di competenze in parte previste per la figura del bibliotecario, in parte riferibili all’editoria e alla multimedialità. A presentarlo è lo psicologo Mario Cocchi, intervenuto al convegno “Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di Abei (1978 – 2018)”che si conclude oggi a Roma. In estrema sintesi, il progetto “è stato orientato a potenziare motivazioni ed interessi delle persone con Asd, tenendo conto di alcuni specifici profili di attività: le pratiche inerenti l’archivistica e la selezione/conservazione dei documenti fino alla gestione di materiale multimediale sono apparse compatibili” con le loro capacità. Il tirocinio è stato svolto presso sedi territoriali, limitrofe alla zona di residenza dei corsisti ed ha coinvolto biblioteche di pubblica lettura, biblioteche universitarie ed una televisione locale.

Alla conclusione del progetto, i docenti hanno riconosciuto che il confronto con questi studenti ha rappresentato per loro “un significativo cambiamento nel modo di spiegare e più in generale di comunicare con l’altro”. Assumendo un modello di approccio centrato sulla persona, le “Digital Humanities” hanno rappresentato “uno spazio comunicativo in cui il disabile è diventato un interlocutore attivo”. E’ stato insomma sviluppato “un processo di cooperative learning”. Lo testimoniano in un video gli stessi partecipanti raccontando la propria esperienza, i propri dubbi, difficoltà e paure iniziali ma anche l’incoraggiamento ricevuto dai docenti, la sicurezza e la fiducia acquisita nelle proprie capacità, l’avere imparato a porre domande a accettare correzioni. Secondo i docenti, i giovani hanno dimostrato “sorprendentemente” anche una “capacità di interagire adeguatamente tra loro creando dei rapporti di confidenza ed amicizia, ci ci hanno meravigliato con la loro umanità”.  “Occorre superare le apparenze e scommettere sull’altro, sui suoi punti di forza”, conclude Cocchi sostenendo la necessità di una “antropologia degli ultimi”.

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