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Vescovi Usa: mons. Murry, “il razzismo sarà sconfitto dalle azioni ed è tempo di agire”. Possibile convocazione nazionale sul tema

Wed, 2017-11-15 09:04

(da Baltimora) “Il male non ha diritti. Il male del razzismo ha creato muri tra le persone che solo la nostra fede può rompere”. Monsignor George V. Murry, vescovo di Youngstown e presidente della Commissione sul razzismo, istituita dalla Conferenza episcopale Usa a seguito dei fatti di Charlottesville ha tenuto un’intera sessione dell’assemblea dei vescovi dedicata a questa piaga ancora viva nel Paese.
Dopo aver tratteggiato le origini della Commissione, definita “la forma più alta di risposta decisa dalla Conferenza dei vescovi dopo anni di battaglie” ha precisato che questa task force studierà il problema non solo dentro la Chiesa ma anche fuori e lo farà con gruppi di dialogo e di ascolto e con una lettera pastorale, di cui ha annunciato alcuni punti.
Con estrema franchezza, monsignor Murry, che è un vescovo afro-americano, ha precisato che nonostante i progressi, la storia del Movimento dei diritti civili, figure fondamentali come quella di M.L.King jr., il razzismo esiste ancora e in “preoccupante ripresa in questi ultimi anni e talvolta alcuni leaders cattolici sono stati parte del problema poiché non hanno vissuto pienamente il Vangelo e gli insegnamenti della Chiesa e questo va riconosciuto con chiarezza”. Tra i progetti della Commissione, oltre alla creazione di gruppi di ascolto in tutto il Paese, c’è quello di istituire una convocazione nazionale sul tema, nel 2018, magari in concomitanza con la celebrazione della festività dedicata a M.L.King.
Animato da esperienze e proposte il dialogo che ne è seguito.
Il vescovo di Birmingham, in Alabama, Stato dove il razzismo ha dato chiari segni di vitalità, ha raccontato che i gruppi di ascolto, a cui lui stesso ha partecipato sono stati molto efficaci nell’affrontare le criticità del problema, “consapevoli che questo tema viene spesso considerato imbarazzante e genera non poche polemiche poiché tanti preferirebbero che fosse trattato in privato e non come tema pubblico”. E invece monsignor Murray e con lui, molti altri vescovi, hanno chiesto che il tema venga affrontato apertamente perché “spettacoli come quello di Charlottesville richiedono risposte pubbliche dalla società e dalla Chiesa, consapevoli che questo non è solo un problema per gli Usa. Il Vangelo ci chiama a lavorare per la giustizia e il razzismo nega la giustizia alle persone, semplicemente per la loro razza”. L’azione dei vescovi si trova a fare i conti anche con il primo emendamento che garantisce la libertà di espressione e su questo punto tante sono state le osservazioni soprattutto sulle sfide che comporta la fedeltà alla dottrina sociale della Chiesa e il rispetto delle leggi dello Stato. A conclusione monsignor Murry ha dichiarato: “Il razzismo non sarà mai sconfitto dalle parole, ma solo dalle azioni ed è tempo di agire”.

Notizie Sir del giorno: Papa in preghiera per Sud Sudan e Congo, Onu accusa Ue sui migranti, Italia fuori dai mondiali, Giornata dei poveri, Cop23

Tue, 2017-11-14 19:30

Papa Francesco: il 23 novembre celebrazione di preghiera per la pace in Sud Sudan e R.d.Congo

Papa Francesco, giovedì 23 novembre alle 17.30, presso l’Altare della Cattedra nella Basilica Vaticana, presiederà una celebrazione di preghiera per la pace in Sud Sudan e nella repubblica Democratica del Congo. Lo rende noto la Prefettura della Casa Pontificia. L’evento è aperto a tutti, senza bisogno di biglietti. (clicca qui)

Migranti: Onu accusa Ue, “sofferenza dei migranti detenuti in Libia è oltraggio a coscienza umanità”

“La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità” e quella che “era già una situazione disastrosa ora è diventata catastrofica”: lo denuncia oggi l’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani Zeid Raad Al Hussein a proposito delle “orribili condizioni di detenzione in Libia”, e criticando “l’Ue e i suoi Stati membri per non aver fatto nulla per ridurre gli abusi perpetrati sui migranti”. Gli osservatori dell’Onu in Libia “sono rimasti scioccati da ciò che hanno visto: migliaia di uomini denutriti e traumatizzati, donne e bambini ammassati gli uni sugli altri, rinchiusi dentro capannoni senza la possibilità di accedere ai servizi più basilari”. Le testimonianze descrivono un inferno di atrocità. (clicca qui)

Italia eliminata dai mondiali: don Albertini (Csi), “sport capace di aggregare il Paese”. “Abbiamo perso, soffriamo, ma la vita non è finita”

Era dal 1958 che non accadeva. La nazionale di calcio italiana non parteciperà ai mondiali 2018 in Russia, eliminata ai play off dalla Svezia: 1-0 nella partita di andata e 0-0 ieri sera a San Siro. “Dispiace non per me, ma per il movimento, perché abbiamo fallito un qualcosa che anche a livello sociale poteva essere veramente importante”, ha affermato dopo l’eliminazione Gigi Buffon con la voce rotta dalle lacrime. “Credo che la nazionale sia capace di legare il Paese; 73mila persone ieri sera allo stadio che comunque hanno tenuto duro lo dimostrano. Del resto lo sport è sempre stato capace di aggregare, dare speranza, sogni, infondere fiducia in tante persone”, dice al Sir don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del Csi. In particolare, osserva Albertini, “i mondiali in estate costituiscono per molti un’occasione di condividere gioia, sofferenza. Lo sport, più di tante altre agenzie, è capace di aggregazione, di offrire motivi di incontro e condivisione. Un mondiale senza la nostra nazionale sarà un po’ più povero”. (clicca qui)

Giornata mondiale dei poveri: le iniziative nelle diocesi italiane

Sono numerose le iniziative promosse nelle diocesi italiane in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri che si celebrerà domenica 19 novembre. A Molfetta sono attese 700 persone per la messa presieduta da mons. Cornacchia e il successivo il pranzo nel seminario vescovile. Sempre in Puglia, i sindaci della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca serviranno il pasto a 72 bisognosi nel Salone del Pellegrino, nei pressi della Basilica di Leuca. A Venezia, in tutte nelle chiese, si svolgerà una colletta a favore delle mense sostenute dalla diocesi. In preparazione alla Giornata mondiale dei poveri, giovedì 16 novembre a Trento si svolgerà il dibattito su “Al passo dei poveri: dal problema ai volti” mettendo a confronto politica, Chiesa e media. Parteciperà anche l’arcivescovo Tisi. A L’Aquila, invece, l’arcivescovo Petrocchi sarà impegnato da venerdì 17 in diverse celebrazioni e iniziative. Domenica sarà nella parrocchia di san Giovanni Battista di Pile dove consegnerà al parroco una somma in denaro per il sostegno alle opere caritative parrocchiali. In un messaggio alla diocesi, il vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, mons. Riccardo Fontana, suggerisce che “ogni comunità scelga un’iniziativa concreta di vicinanza a qualche bisognoso” mentre il vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, mons. Domenico Battaglia invita a far “sedere alla mensa della propria casa una famiglia che vive nella povertà, persone segnate da qualche disagio grave, che sappiamo essere afflitte da abbandono e solitudine”.

Parlamento Ue: sala stampa intitolata alla giornalista maltese Caruana Galizia. Il marito, “Daphne continua a vivere”

(Strasburgo) “Je suis Daphne”: parole che Peter Caruana Galizia pronuncia nella sala stampa del Parlamento europeo a Strasburgo, da oggi intitolata alla giornalista maltese uccisa il 16 ottobre nel suo Paese. “Daphne è stata uccisa a pochi metri dalla casa dove abbiamo cresciuto i nostri figli. Era una donna straordinaria. Le hanno chiuso la bocca”, afferma, proprio a causa del suo lavoro di giornalista investigativa. Il marito della giornalista è stato invitato a presenziare alla intestazione della sala delle conferenze stampa nella sede dell’Europarlamento. Spiega che la moglie, innamorata della famiglia e del suo lavoro, stava facendo luce su interessi economici che riguardano la politica maltese, sul riciclaggio di denaro e altri affari. (clicca qui)

Cop23: card. Marx, “ridurre le emissioni nocive per il clima, c’è in gioco il bene del mondo”

“È ora di fare passi avanti per ridurre le emissioni nocive per il clima. Ugualmente, i Paesi sviluppati devono finanziare le misure necessarie per alleviare i danni e le perdite causati dai cambiamenti climatici nei Paesi più poveri”. Sono gli auspici espressi dal card. Reinhard Marx, presidente dei vescovi tedeschi, alla vigilia dell’incontro di alto livello che concluderà la Cop23. Sono infatti attesi mercoledì e giovedì 15-16 novembre capi di Stato e di governo provenienti da tutto il mondo per la fase finale del summit Onu sul clima. Facendo riferimento all’Enciclica Laudato si’, il cardinale scrive in una nota diffusa oggi, che “la preoccupazione per la ‘casa comune’ che il Papa sollecita spetta anche a tutti i politici”. (clicca qui)

Sanità: Aris, lettera aperta a Parlamento per dire sì a proposta aumento tassazione sigarette

Piena adesione “all’iniziativa assunta dalla presidente della Commissione Igiene e Sanità, Emilia Grazia De Biasi, sottoscritta all’unanimità dalla intera Commissione Sanità del Senato, nel presentare un emendamento alla legge di bilancio in discussione in questi giorni, che propone di aumentare la tassazione sulle sigarette per una cifra complessiva pari a 600 milioni di euro da destinare ai farmaci anticancro innovativi e alle cure palliative, permettendo tra l’altro di adeguare il fabbisogno standard della sanità pubblica per il 2018 all’erogazione dei Lea ed alla incidenza dei costi contrattuali”. Ad esprimerla è oggi l’Associazione religiosa istituti sociosanitari (Aris) in una lettera aperta al Parlamento italiano a firma del presidente padre Virginio Bebber. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 15 novembre. Condanna Onu dell’intesa Ue-Libia su migranti, Pil italiano in crescita, nazionale fuori dai Mondiali di Russia

Tue, 2017-11-14 19:29

“Avvenire” sceglie di aprire la sua prima pagina con la condanna che l’Alto commissariato per i diritti umani dell’Onu ha fatto dell’intesa tra Unione europea e la Guardia costiera libica per i rimpatri dei migranti. Nel Paese africano vengono commesse molte atrocità, documentate anche dalla Ccn, che ha filmato un’asta di giovani venduti come schiavi, pratica già denunciata da “Avvenire”. Il commento è affidato a Paolo Lambruschi, esperto della materia e autore di inchieste sui traffici di esseri umani: “L’accordo con la Libia, siglato a Roma a febbraio dal governo italiano, non poteva avere effetti diversi perché è stato stipulato con uno Stato fallito e riguarda in sostanza il traffico di esseri umani business più lucrativo per quelle popolazioni, private dei proventi del petrolio e ansiose di sostituirli  Anche se il patto ha portato al dimezzamento degli arrivi e un’impennata nel numero dei rimpatri volontari dalla Libia (sarebbero 8.ooo anche se sulla loro volontarietà qualche operatore umanitario solleva dubbi), è stato un patto con il diavolo, perché ha legittimato anche sequestratori e torturatori di persone inermi e in fuga. Non era prevedibile?”, si chiede dunque Lambruschi. Due fotocronache collegate danno conto della crisi di due regimi, pur molto lontani geograficamente e politicamente: il Venezuela di Maduro rischia la banca rotta per default del debito, mentre lo Zimbabwe di Mugabe è alle prese con la sollevazione di parte delle Forze Armate. A centro pagina, un titolo per i dati (positivi) del Pil italiano, proprio nel giorno in cui è annunciata una lettera della Commissione europea sui conti e sulla manovra appena varata: Bruxelles rileva una dinamica ancora non soddisfacente, solo a maggio però il giudizio definitivo. Spazio anche per la mancata qualificazione della nazionale di calcio ai Mondiali di Russia: “Avvenire” la commenta da più punti di vista con cinque brevi analisi. Infine, un’inchiesta sulle auto che vengono incontro alle esigenze dei disabili grazie a tecnologie sempre più avanzate.

Rohingya: Moas apre la seconda unità di soccorso medico a Unchiprang in Bangladesh

Tue, 2017-11-14 19:10

A un mese dall’inaugurazione della prima “Aid station” a Shamlapur in Bangladesh, l’Ong Moas (Migrants offshore aid station) ha aperto una seconda unità di soccorso medico a Unchiprang. Il centro garantirà l’assistenza medica di cui c’è bisogno fra i rifugiati Rohingya nei campi vicino la riserva di Teknaf e nella comunità bengalese che li ospita, con particolare attenzione per le donne incinte le neo-mamme e i bambini. A causa della sua posizione isolata e immersa nella giungla, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha recentemente indicato Unchiprang come un luogo molto difficile, che necessita aiuti urgenti. A oggi, solo poche organizzazioni umanitarie hanno potuto accedere all’area a causa delle condizioni del terreno scosceso e spesso impraticabile, dove molti rifugiati muoiono a causa degli elefanti che li travolgono. Viste le terribili condizioni negli accampamenti, questa seconda Aid station è dotata di tende mediche all’avanguardia e di sistemi elettrici e idrici indipendenti. Moas ha reclutato un team di dottori e infermiere che forniranno servizi medici primari e secondari, con particolare attenzione all’elevato tasso di malnutrizione fra i bambini e fra i soggetti a rischio. La clinica può contare anche su un’attrezzatura d’avanguardia per la diagnostica donata dalla Comunità di Sant’Egidio. Seguendo il modello già sperimentato con la prima Aid station in Shamlapur, il centro medico di Unchiprang avrà un pronto soccorso e una farmacia aperti a tutti per cure e medicine. La sala parto, gestita da una levatrice e da un ginecologo, può diventare una sala operatoria quando necessario, per traumi e operazioni minori. Le Aid stations possono curare fino a 300 pazienti al giorno, garantendo un’assistenza medica di qualità in luoghi dove mancano le strutture di base. “Si tratta della struttura medica più avanzata di quest’area”, afferma Christopher Catrambone, fondatore Moas, “ci permette di somministrare cure efficaci e di intraprendere interventi umanitari dove maggiormente necessari”.

Torino Film Festival: presentata la 35ª edizione con 36 anteprime mondiali. Premio al compositore Pino Donaggio e omaggio a Brian De Palma.

Tue, 2017-11-14 19:00

È stata presentata oggi a Roma e a Torino la 35ª edizione del Torino Film Festival (Torinofilmfest.org), sotto la direzione artistica di Emanuela Martini, che si svolgerà nel capoluogo piemontese dal 24 novembre al 2 dicembre 2017. Il festival del cinema di Torino vanta numeri importanti in termini di presenze cinematografiche: 134 lungometraggi, 10 mediometraggi e 25 cortometraggi, tra cui 36 anteprime mondiali e 59 anteprime italiane. Film d’apertura, venerdì 24 novembre, sarà la commedia britannica “Finding Your Feet” (“Ricomincio da me”) di Richard Loncraine, con nel cast Imelda Staunton e Timothy Spall.
Sezione di punta della manifestazione piemontese è Torino 35, dedicata ai giovani autori emergenti: 15 film si contenderanno i riconoscimenti assegnati dalla giuria internazionale presieduta dal regista cileno Pablo Larraín (“Jackie”) – tra i giurati c’è anche l’attrice italiana Isabella Ragonese. In gara l’Italia è rappresentata da Andrea Tagliaferri e Jacopo Quadri, ma anche dall’italo-scozzese Armando Iannucci.
Il nostro Paese trova poi un’importante vetrina nella sezione Festa Mobile, dove passeranno l’ultimo capitolo della saga di Sydney Sibilia “Smetto quando voglio. Ad honorem”, “Amori che non sanno stare al mondo” di Francesca Comencini e “L’altrove più vicino” di Elisabetta Sgarbi.
La sera del 29 novembre verrà consegnato il Gran Premio Torino al compositore Pino Donaggio, che nella sua carriera ha all’attivo importanti collaborazioni, tra cui Brian De Palma, Dario Argento, Pupi Avati, Liliana Cavani, Troisi-Benigni (“Non ci resta che piangere”); per il piccolo schermo Donaggio ha composto le musiche di “Don Matteo”, “Raccontami” e “Un passo dal cielo”.
E proprio al regista statunitense Brian De Palma (classe 1940) il Torino Film Festival renderà omaggio con una retrospettiva. Tra i suoi titoli maggiormente noti: “Scarface”, “Carlito’s Way”, “Gli intoccabili”, “Mission: Impossible” e “Black Dahlia”.

Vescovi Usa: card. Parolin, “accogliere e integrare la nuova ondata di migranti che continua senza sosta”

Tue, 2017-11-14 18:59

(da Baltimora) “Nel suo primo secolo di fondazione della vostra Conferenza episcopale, la grande sfida della Chiesa in questo Paese è stata promuovere la comunione in una Chiesa fatta da migranti per integrare la diversità dei popoli, delle lingue e delle culture in un’unica fede e inculcare il senso di cittadinanza responsabile e di attenzione al bene comune. Anche oggi è urgente accogliere e integrare la nuova ondata di migranti che continua senza sosta”. Così il cardinale e segretario di Stato, Pietro Parolin, intervenendo, domenica sera alla messa di apertura della Conferenza episcopale Usa, che celebra quest’anno il centenario della sua nascita e che a Baltimora è riunita per la sua assemblea generale. Sorta nel 1917 come Consiglio nazionale cattolico per coordinare le attività delle parrocchie di fronte all’ondata di famiglie costrette a lasciare la loro patria e approdate nel nuovo continente a seguito della guerra, questo primo segno di Conferenza episcopale è diventato ben presto uno strumento di comunione e di testimonianza unitaria tra i vescovi non solo sulle attività concrete ma anche sull’evangelizzazione.
Il cardinale – durante l’omelia, il cui testo è stato diffuso oggi – ha incoraggiato i vescovi a continuare la loro profetica testimonianza di fronte alle sfide del Paese e li ha incoraggiati a farlo “liberi da ogni spirito di partigianeria e nel generale consenso. E in un’epoca di crescente secolarismo, materialismo e involgarimento delle relazioni, la Chiesa in America deve riproporre la speranza che viene da Cristo”. Ha poi sottolineato che tutta la comunità cattolica deve lavorare per “una società più inclusiva in grado di disperdere le ombre della polarizzazione, della divisione e della rottura sociale, grazie al Vangelo”. Parolin ha elogiato il contributo responsabile e profetico che la Conferenza ha dato al dibattito politico su temi sociali fondamentali come “la difesa dei valori morali e dei diritti dei poveri, degli anziani, dei più vulnerabili e di quelli che non hanno voce, a cui si aggiunge l’eccezionale testimonianza a difesa della vita, delle famiglie e dell’accesso alle cure sanitarie”. L’ultima raccomandazione è riservata alla cura dei rifugiati e, in particolare, alle discussioni su di loro in ambito politico e statistico che sembrano ignorare le necessità e la vita reale di queste persone, ma non ha dimenticato di sottolineare la gratitudine per “i doni abbondanti che lo Spirito Santo ha concesso alla Chiesa degli Stati Uniti” e ha augurato che “continuino a far brillare la fiamma della fede collegialmente e individualmente”.

Libri: Roma, presentazione di “L’enciclica dei gesti di Papa Francesco” di Muolo. Tarquinio, “parole incarnate”

Tue, 2017-11-14 18:52

“Tutti i gesti che Francesco ci propone sono parole incarnate”. Lo ha detto Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, durante la presentazione del libro “L’enciclica dei gesti di Papa Francesco” (Edizioni San Paolo) del giornalista Mimmo Muolo della stessa testata cattolica, questa sera a Roma. In un momento storico in cui “le parole sono maltrattate e ridotte di valore, i gesti di Francesco sono un mezzo straordinario ed efficace che gli consentono di parlare a tanti, anche a quelli che altrimenti non avrebbero capito”. Tarquinio ha ricordato la scelta del Papa di cercare il contatto con la gente durante i suoi viaggi. “Una desacralizzazione? Fa quello che ci è stato comandato: andare per le strade del mondo, oggi assetato di immagini. Francesco ce ne mette tante a disposizione”. Diversi gli esempi citati, dalla testa poggiata sul petto del patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, all’abbraccio col Grande imam di Al Azhar, che “è l’antidoto ai tanti tagliagola del Daesh – ha spiegato il direttore –. Questo è un gesto che parla a tutti, anche a quelli che cristiani non sono. È una parola incarnata. È la caratteristica di tutti gli uomini che diventano simbolo”.
“Il minimo comune denominatore dei gesti di Francesco è la misericordia. Il suo è un pontificato che fa della misericordia l’architrave su cui sta costruendo un edificio bellissimo”. Lo ha detto Mimmo Muolo, vaticanista di Avvenire e autore del libro “L’enciclica dei gesti di Papa Francesco”, durante la presentazione del testo. L’autore ha ricordato due tra gli ultimi gesti del Papa: la scelta di bloccare la vendita di sigarette ai dipendenti vaticani, che “accoppia l’insegnamento ai fatti concreti” e la somma importante ottenuta con il kit di semi di grano messi a disposizione della Fao per i poveri. “Francesco – ha aggiunto Muolo – è un Papa che non occupa spazi ma che apre processi”.

Libri: Roma, presentazione di “L’enciclica dei gesti di Papa Francesco” di Muolo. Gli interventi di don Lorizio e Fulvio Ferrario

Tue, 2017-11-14 18:50

“La rivelazione si fa attraverso gesti e parole connessi tra di loro”. Lo ha affermato don Giuseppe Lorizio, docente di Teologia alla Pontificia Università Lateranense, durante la presentazione del libro “L’enciclica dei gesti di Papa Francesco” (Edizioni San Paolo) del giornalista Mimmo Muolo, questa sera a Roma. Il docente ha richiamato gli insegnamenti del Vaticano II per spiegare l’atteggiamento del Pontefice. “Si dà così concretezza all’amore di Dio per noi. Ogni Papa ha una sua gestualità, i gesti effettivamente compiuti da Francesco presentano delle scelte relative al messaggio che si vuole lanciare”, ha spiegato don Lorizio, che ha ricordato come “i messaggi non siano solo verbali”. “La parola ha una sua sacramentalità che si verifica nel momento in cui parole e fatti coincidono, non si contraddicono. In Francesco ciò avviene”. Secondo il docente, con lui si è verificata una “desacralizzazione del quotidiano. Si era portati a pensare che tutto quello che facesse il Papa fosse sacro. Ma così non è più”. Si tratta di una “rivoluzione” già “avviata da Papa Benedetto con la scelta di dimostrare che Papa non lo si è in eterno. Quella rinuncia ha dato inizio a un ripensamento del pontificato e della figura del Pontefice”.
“Papa Francesco ha aperto una serie di orizzonti nel dialogo interreligioso, andando a visitare, incontrando e presentando piccole analisi sul protestantesimo”. Lo ha detto Fulvio Ferrario, docente della Facoltà valdese di Teologia di Roma, durante la presentazione del libro. Ricordando la presenza del Papa nella chiesa luterana di Lund, il teologo ha sottolineato come Francesco abbia saputo “ascoltare come esperienza di fede” e “ha proposto di parlare delle differenze antropologiche ed etiche che dividono cattolici e protestanti. La sua schiettezza è stata edificante”. Da Lund a Torino, altra visita di Francesco. “In quell’occasione fu chiamato dai fratelli protestanti ‘caro fratello Francesco’. Per averlo fatto vuol dire che si è creato un clima che ha permesso di chiamarlo così. Questo dimostra come sia cambiato dal punto di vista della pratica ecumenica – ha sottolineato Ferrario –. Avere il Papa maestro in Cristo anche per noi prima era impensabile, oggi è possibile. I gesti del Papa sono interconfessionali, interessano anche noi”.

Dire: i titoli e il tg politico

Tue, 2017-11-14 18:47

(DIRE-SIR) – I titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia Dire. Anche su www.dire.it e www.agensir.it.

Cresce il Pil, confermate stime governo

L’Istat comunica che il prodotto interno lordo per il terzo trimestre dell’anno è cresciuto dello 0,5% rispetto al secondo trimestre. La crescita di beni e servizi prodotti in Italia nel 2017 si attesta quindi a +1,8%, superiore alle previsioni del governo. “Il sistema si è messo in moto, non disperdiamo i risultati”, dice il premier Paolo Gentiloni, che ieri ha presentato un piano in sette punti e 300 milioni di risorse ai sindacati sul tema delle pensioni. Viene incontro alle richieste di Cgil, Cisl e Uil sull’allentamento dei requisiti per la pensione di anzianità a partire dal 2019.

Nazionale fuori dai mondiali, scontro Renzi-Salvini

L’uscita della nazionale italiana dai mondiali di calcio diventa un caso politico. Per Matteo Salvini “troppi stranieri in campo, dalle giovanili alla Serie A, e questo è il risultato”. Il segretario del Pd Matteo Renzi spiega invece che “chi conosce il calcio sa che gli argomenti di Salvini sono ridicoli: gli stranieri stanno ovunque”. Per Renzi il leader della Lega fa lo “sciacallo”.

Pro e contro la caccia, centrodestra diviso

Derby ambientale nel centrodestra. Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini chiedono di non discriminare i cacciatori. Parere opposto a quello della leader del Movimento Animalista Michela Brambilla. Per lei la caccia va messa al bando, le doppiette vanno fermate. Ospiti della fondazione “Una”, Bernini e Gelmini chiedono di tutelare l’attività venatoria. Dietro l’industria delle armi, spiega Gelmini, ci sono posti di lavoro, c’è un pezzo di economia che non va marginalizzato.

Dal Papa kit per coltivare a 5mila famiglie del Sud Sudan

Grazie ai 25mila euro donati recentemente da Papa Francesco alla Fao 5mila famiglie, cioè 30mila persone del Sud Sudan hanno ricevuto un kit per la coltivazione ortofrutticola attraverso il quale potranno provvedere alla loro sussistenza. “Questi kit ortofrutticoli possono davvero fare la differenza tra la vita e la morte per molte persone”, spiega al Sir Serge Tissot, rappresentante della Fao in Sud Sudan. I kit arrivano in un momento in cui si prevede un peggioramento della sicurezza alimentare per i prossimi mesi.

Piccoli Comuni: Castelli (Anci), nuovo piano Poste è nello spirito della legge Realacci

Tue, 2017-11-14 18:29

“Arriva da Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste italiane, la prima risposta concreta alla legge sui Piccoli Comuni recentemente approvata dal Parlamento. Il nuovo piano di Poste, esposto oggi in audizione alla Camera, esclude infatti chiusure e rimodulazioni orarie degli uffici postali nei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, se non in condivisione con gli enti locali e in piena aderenza allo spirito della nuova legge sui piccoli Comuni”. Lo afferma il coordinatore dei piccoli Comuni dell’Anci, Massimo Castelli, che aggiunge: “L’Anci ha da sempre prestato massima attenzione e impegno nel favorire il confronto nazionale e territoriale tra tutte le istituzioni interessate e Poste, e questo è un risultato concreto”. “Lo stesso approccio – aggiunge – dovrà ora essere portato avanti nel monitorare la qualità del servizio relativamente alla consegna della posta a giorni alterni, tenendo conto delle direttive comunitarie su tale specifica modalità di servizio, valorizzando la capillarità delle rete postale e le potenzialità dei servizi in formato elettronico, offrendo al cittadino nuove opportunità e mantenendo la prossimità di uno dei servizi maggiormente sentiti sul territorio nazionale, anche nei casi di fusioni tra Comuni. L’Anci da parte sua proseguirà la propria azione a tutela del servizio postale tenendo conto di questi ‘valori’, a garanzia del mantenimento della funzione di presidio dello Stato in particolare nei piccoli Comuni, nelle aree montane e interne di cui è caratterizzato oltre il 60% del nostro Paese”. La legge per i piccoli Comuni prevede, tra l’altro, la possibilità per i Comuni o le frazioni non serviti dal servizio postale di stipulare apposite convenzioni con Poste italiane per effettuare i pagamenti di imposte comunali, tasse, bollette e vaglia presso gli esercizi commerciali. Per garantire inoltre uno sviluppo sostenibile e un governo equilibrato del territorio la nuova normativa stabilisce che i vari Enti competenti promuovano nei Piccoli Comuni l’efficienza e la qualità dei servizi essenziali, servizi postali compresi. A tale scopo i Piccoli Comuni possono istituire anche in forma associata centri multifunzionali per l’erogazione delle prestazioni.

Germania: don Giele (Lipsia), “tanti battesimi di adulti, ma molte persone hanno dimenticato di aver dimenticato Dio”

Tue, 2017-11-14 18:20

La Chiesa tedesca dedica molta attenzione al problema della diaspora, delle abiure e dell’ateismo sostanziale della società nei Land della ex Repubblica democratica tedesca. Secondo il portale www.katholisch.de della Chiesa cattolica tedesca, la situazione porta a non vedere mai “le storie di successo che vengono raramente raccontate. Troppo spesso domina un’immagine negativa della Chiesa dal Mar Baltico sino ai Monti metalliferi al confine con la Repubblica Ceca”. In realtà, come sta venendo messo in evidenza da una serie di inchieste, la Chiesa cattolica nella ex Germania dell’Est è molto varia: se da un lato paga l’essere minoritaria ed erede della Chiesa del silenzio perseguitata dal regime comunista, dall’altro gode di una freschezza data dalla giovinezza dei suoi membri e dalla forza della testimonianza, che ha goduto dell’effetto traino del Katholikentag a Lipsia, la città più grande della Sassonia, nel 2016. “Grazie alla nuova chiesa, noi come cattolici siamo veramente visibili nella città”, dice il prevosto Gregor Giele della parrocchia della Ss. Trinità di Lipsia, chiesa inaugurata e benedetta due anni fa, che con il suo campanile di 50 metri svetta in città. La chiesa corrisponde a un magnete: “Rispetto alla popolazione attuale, il numero dei cristiani tra i nuovi arrivati è al di sopra della media”, dice Giele, e ben 20 sono stati i battesimi di adulti. Ma il prevosto sottolinea come il problema restano i 40 anni di ateismo di Stato che ha cancellato l’idea di Dio in troppe generazioni: “Molte persone hanno dimenticato di aver dimenticato Dio”.

Migranti: ricorso dell’Asgi al Tar del Lazio per 2,5 milioni di euro “sviati” per motovedette libiche

Tue, 2017-11-14 18:15

L’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) ha depositato il 14 novembre al Tar del Lazio un ricorso contro il decreto 4110/47 per “sviamento” di 2,5 milioni di euro del Fondo Africa, utilizzati invece per rimettere in efficienza 4 motovedette della guardia libica per respingere i migranti che tentano la traversata del Mediterraneo. “L’attività di sostegno alle autorità libiche – denunciano le avvocate Giulia Crescini e Cristina Laura Cecchini  – rende palese la responsabilità del governo italiano, tanto nelle operazioni di respingimento condotte dal governo libico su delega del governo italiano, quanto nell’aggravamento delle condizioni di vita di migranti e rifugiati in Libia, dove gli stessi sono sottoposti a trattamenti disumani e degradanti”. Secondo l’Asgi con  il Decreto 4110/47 il Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale ha accordato infatti al ministero dell’Interno un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per “la rimessa in efficienza di 4 motovedette, la fornitura di mezzi di ricambio e la formazione dell’equipaggio. Tutte attrezzature ed attività da destinare alle autorità libiche”. Il decreto, affermano, “appare con tutta evidenza illegittimo per eccesso di potere, sotto il profilo dello sviamento di potere. L’art. 1 comma 621 L 232/2016 istitutivo del Fondo Africa stabilisce, infatti, che il fondo stesso è finalizzato a realizzare ‘interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i Paesi africani d’importanza prioritaria per le rotte migratorie’”. Invece il decreto svierebbe “i Fondi da tali finalità fornendo, come espressamente riferito nell’atto stesso, supporto tecnico alle competenti autorità libiche per migliorare la gestione delle frontiere e dell’immigrazione”. “Appare assolutamente evidente come l’utilizzo dei fondi sia profondamente difforme rispetto agli obiettivi per i quali tali fondi erano stati stanziati”, denunciano. “Occorre al più presto tornare nell’ambito di un dibattito democratico sul tema e disdettare formalmente e quanto prima l’accordo tra Governo Gentiloni e Al Serraj, così come quelli con altri soggetti in Libia che non diano garanzie di agire nel rispetto dei diritti fondamentali della persona” concludono le legali dell’Asgi.

Parlamento Ue: sicurezza stradale, introdurre sistemi di guida assistita. Gli interventi dei deputati Koch e Giuffrida

Tue, 2017-11-14 18:02

(Strasburgo) Installare obbligatoriamente su tutte le nuove auto dispositivi, già presenti in commercio, che “hanno una provata influenza sulla sicurezza stradale”. Tra questi strumenti figura, ad esempio, la frenata automatica di emergenza in presenza di ciclisti o pedoni. La proposta, intesa a una maggiore sicurezza – tenuto conto che ogni anno nell’Ue muoiono 25mila persone a causa di incidenti stradali – arriva dal Parlamento europeo, che oggi ha approvato a stragrande maggioranza una risoluzione che procede in questa direzione. La più parte degli incidenti è dovuta a errore umano: “cervelli e occhi elettronici nelle nostre auto, che aiutino il guidatore a reagire meglio in situazioni pericolose, possono fare la differenza e salvare delle vite”, spiega l’Euroassemblea. Si tratta di sistemi che frenano o diminuiscono la velocità nel caso la macchina rilevi la presenza di persone, oppure aiutano chi è al volante a mantenersi in carreggiata con segnali sonori, o sono in grado di sterzare automaticamente. Sistemi già presenti su un numero ancora modesto di autovetture di alta gamma. Il relatore della proposta, il deputato tedesco Dieter-Lebrecht Koch ha dichiarato: “Alla guida di un’auto, andando a piedi o in bicicletta, tutti commettiamo degli errori. E in questi casi i sistemi di assistenza automatica sono come silenziosi copiloti che ci aiutano ad evitare gli incidenti”. “Tutti dovrebbero poter acquistare un’auto di questo tipo. Ed è proprio grazie a un’ampia diffusione che il prezzo di queste vetture non arriverà alle stelle; saranno solo un po’ più costose”.
L’eurodeputata Michela Giuffrida ha affermato in proposito: “Venticinquemila morti in un anno nell’Unione europea, e 135mila feriti gravi rappresentano tragedie e numeri terribili, che riguardano tutti, ma proprio tutti noi, raccontando la quotidianità nella strade della modernissima Europa”. Il miglioramento della sicurezza stradale nell’Unione europea “è l’elemento primario, se non per evitare del tutto, per ridurre sensibilmente queste statistiche. Le tecnologie di sicurezza da includere nella prossima revisione della normativa, come assistenza alla guida, frenata di emergenza automatica e assistenza intelligente per il controllo della velocità, sono una priorità e devono divenire al più presto caratteristiche standard in tutta Europa”. Ma, secondo Giuffrida, “non basta. Dobbiamo pretendere che, qualora siano riscontrate non conformità, i consumatori europei dovrebbero poter contare su misure correttive rapide, adeguate e coordinate, compreso il richiamo dei veicoli in tutta l’Unione; solo così, grazie all’importante contributo dei centri di ricerca, potremo salvare migliaia di vite all’anno, e accelerare contemporaneamente il processo di reale digitalizzazione del mercato interno”.

Ue: Gozi (governo), “forte sostegno” alla candidatura di Milano per l’agenzia del farmaco

Tue, 2017-11-14 18:00

(Strasburgo) “Forte sostegno” alla candidatura di Milano per la sede dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco; sì alle liste transnazionali per l’elezione del Parlamento europeo fra due anni; convinzione che la manovra economica del governo vada nella giusta direzione. Tutti temi affrontati da Sandro Gozi, sottosegretario agli affari europei del governo italiano, che oggi a Strasburgo ha avuto una serie di colloqui con eurodeputati ed altri esponenti delle istituzioni Ue. Interpellato su un severo giudizio che sarebbe stato espresso dal commissario Ue Jyrki Katainen sui conti pubblici italiani (“la situazione non migliora”), Gozi afferma: “Noi diciamo sempre la verità agli italiani e quindi non so cosa intenda dire Katainen. Restiamo fiduciosi che il progetto di legge di bilancio vada nella giusta direzione”. “Come sempre il dialogo con la Commissione prosegue per giungere a una soluzione positiva”. Gozi si porta poi sul tema delle liste transazionali, delle quali si discute da tempo in sede Ue. Le posizioni più europeiste sono favorevoli, per dare un vero respiro europeo alle votazioni del 2019 (benché il Ppe, diviso al suo interno, per ora sia contrario).
Gozi osserva dunque che “secondo noi è fondamentale che ci sia una scelta netta a favore delle liste transnazionali”, dopo il Brexit”, e che riguardino almeno “una trentina di seggi”. Si tratterebbe, secondo il sottosegretario, di “un passaggio politico simbolico, occasione che non dobbiamo perdere per creare un embrione di veri partiti politici europei”. Sull’Ema a Milano parla di “scelta che andrebbe a favore dell’operatività dell’agenzia”, e quindi degli interessi generali europei.

Sanità: Aris, lettera aperta a Parlamento per dire sì a proposta aumento tassazione sigarette

Tue, 2017-11-14 17:51

Piena adesione “all’iniziativa assunta dalla presidente della Commissione Igiene e Sanità, Emilia Grazia De Biasi, sottoscritta all’unanimità dalla intera Commissione Sanità del Senato, nel presentare un emendamento alla legge di bilancio in discussione in questi giorni, che propone di aumentare la tassazione sulle sigarette per una cifra complessiva pari a 600 milioni di euro da destinare ai farmaci anticancro innovativi e alle cure palliative, permettendo tra l’altro di adeguare il fabbisogno standard della sanità pubblica per il 2018 all’erogazione dei Lea ed alla incidenza dei costi contrattuali”. Ad esprimerla è oggi l’Associazione religiosa istituti sociosanitari (Aris) in una lettera aperta al Parlamento italiano a firma del presidente padre Virginio Bebber. Nel sottolineare il peso del progressivo definanziamento della sanità pubblica sulle 230 strutture aderenti all’Aris, il presidente ricorda il tentativo della ministra Lorenzin di aumentare le tasse sulle sigarette, bocciato dall’allora premier Renzi perché “misura impopolare”. “Le ragioni delle multinazionali del tabacco – commenta Bebber – prevalgono sugli interessi che riguardano la tutela della salute e i corretti stili di vita, in particolare per la fascia di età giovanile”. In ogni caso, conclude, la tassa di scopo “non potrà ridurre in modo significativo il consumo di tabacco, ma certamente, se approvata, avrà il merito di garantire un introito da destinare al Ssn, stimato in circa 700 milioni, per sostenere la spesa per farmaci innovativi oncologici. Anche in considerazione del fatto che per il 2018 il Fondo sanitario nazionale subirà una riduzione rispetto all’atteso di circa 604 milioni per far fronte al contributo dovuto dalle regioni a statuto speciale”.

 

Parlamento Ue: sala stampa intitolata alla giornalista maltese Caruana Galizia. Il marito, “Daphne continua a vivere”

Tue, 2017-11-14 17:33

(Strasburgo) “Je suis Daphne”: parole che Peter Caruana Galizia pronuncia nella sala stampa del Parlamento europeo a Strasburgo, da oggi intitolata alla giornalista maltese uccisa il 16 ottobre nel suo Paese. “Daphne è stata uccisa a pochi metri dalla casa dove abbiamo cresciuto i nostri figli. Era una donna straordinaria. Le hanno chiuso la bocca”, afferma, proprio a causa del suo lavoro di giornalista investigativa. Il marito della giornalista è stato invitato a presenziare alla intestazione della sala delle conferenze stampa nella sede dell’Europarlamento. Spiega che la moglie, innamorata della famiglia e del suo lavoro, stava facendo luce su interessi economici che riguardano la politica maltese, sul riciclaggio di denaro e altri affari. “Sono stati bloccati i suoi beni, sono stati avviati 47 procedimenti giudiziari contro di lei. Persino uno dei miei figli è stato denunciato dal primo ministro”. Parla di “eliminazione fisica” di una voce libera su cui le autorità non riescono a far luce. “Ma Daphne vive nei nostri tre figli, che sono forti, nell’indignazione di tanta gente, nel lavoro coraggioso di altri giornalisti. Daphne continua a vivere”.

Scuola: Colombo (Forum famiglie), “genitori sono richiamati ad una presenza attiva sui temi della parità dei sessi e della violenza contro le donne”

Tue, 2017-11-14 17:21

“I temi del rispetto, della violenza contro le donne, della parità dei sessi sono linguaggi nuovi da approfondire nella chiarezza e trasparenza in un reale pluralismo educativo e culturale. I genitori sono richiamati ad una presenza attiva dentro le scuole per sostenere e condividere con i docenti le scelte formative”. Lo afferma Maria Grazia Colombo, vicepresidente del Forum delle associazioni familiari, a seguito della riunione di insediamento presso il ministero dell’Istruzione, dell’università e delle ricerca dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio e la promozione di iniziative sulla parità tra i sessi e il contrasto della violenza contro le donne. Presenti, oltre il Forum delle famiglie, un centinaio di realtà territoriali e nazionali che operano con la scuola in occasioni di confronto formativo per genitori, docenti e studenti. “C’è molto da fare”, commenta Colombo, secondo cui “il rischio oggi è che la scuola diventi sempre più un contenitore in cui inserire progetti, sperimentazioni e attività varie”. “Stamattina – prosegue – al tavolo dell’Osservatorio è uscita con chiarezza l’immagine di una scuola fragile ed anche sola, isolata, che sempre più ha bisogno di comunicare con il territorio”. È necessario “quindi non una scuola come terra di conquista ma campo da coltivare”.

Giornata mondiale poveri: mons. Moraglia (Venezia), “non rimanere impigliati in una mentalità mondana”. Domenica colletta per le mense sostenute dalla diocesi

Tue, 2017-11-14 17:09

“Andando contro una certa pigrizia o disattenzione, siamo chiamati a dar spazio al povero che Dio ci fa incontrare anche in situazioni non semplici e che siamo chiamati a far ‘nostre’ con un supplemento di carità e fantasia evangeliche”. Lo scrive il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, in un messaggio alla diocesi in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri che si celebrerà domenica 19 novembre. Secondo Moraglia, siamo invitati “a far posto al povero non rimanendo impigliati in una ‘mentalità mondana’ che ci rende sordi e ciechi”. “Oggi – aggiunge – la sfida è costruire una società che sia realmente inclusiva, accogliente, capace d’incontrare gli altri anche innanzi a diritti che configgono. E quando tale “incrocio” di umanità chiede di mettersi in discussione, facciamolo con semplicità attraverso la conversione del cuore”. “La questione – ammonisce – è porre sempre l’uomo come soggetto imprescindibile di diritti e doveri in ogni frangente (anche limite) della convivenza sociale”. La Caritas veneziana, diretta dal diacono Stefano Enzo, propone in questi giorni alcune iniziative tese a raccogliere in modo concreto e diffuso finalità e obiettivi della Giornata. Venerdì 17 novembre, nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore in via Aleardi, a Mestre, il patriarca presiederà alle 18 un incontro di preghiera. Inoltre, è stata promossa l’idea di condividere un pasto con qualcuno in difficoltà, anche attraverso un momento comunitario. Infine, si sono invitate le comunità parrocchiali a far sì che l’animazione delle messe di domenica 19 novembre contenga e valorizzi l’annuncio della Giornata anche con segni e gesti concreti, compresa una colletta speciale a favore delle mense sostenute dalla diocesi di Venezia.

Unione apostolica clero: confermato mons. Magrin presidente

Tue, 2017-11-14 17:05

Mons. Giuseppe Magrin è stato confermato presidente internazionale dell’Unione apostolica del clero (Uac) per i prossimi cinque anni. Lo hanno deciso i membri dell’Uac durante l’assemblea in corso a Roma. Mons. Magrin, 79 anni, è stato alla guida dell’Unione dal 1991 al 2004 e poi dal 2012 al 2017. Negli otto anni in cui non è stato presidente si è occupato della formazione del clero nei seminari in terra di missione. “Andrò a visitare i collegi di Roma dove tanti giovani preti potranno diventare animatori, una volta tornati nelle loro diocesi”, ha annunciato dopo la conferma deliberata dall’assemblea. L’obiettivo principale resta, a suo avviso, la “realizzazione di una direzione dell’Uac nelle singole diocesi”.

Giornata mondiale poveri: mons. Battaglia (Cerreto Sannita), “una Chiesa povera, in uscita, sinodale, samaritana”

Tue, 2017-11-14 16:56

“La Giornata dei poveri interpella profondamente anche noi ed è per tutta la nostra comunità diocesana un’opportunità, un passo fondamentale, nel cammino di una Chiesa che si desidera povera, in uscita, sinodale, samaritana, in stato permanente di missione”. Lo scrive mons. Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, in un messaggio alla diocesi in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri che si celebrerà domenica 19 novembre. “In questa nostra storia segnata dall’ingiustizia sociale, da tante forme nascoste di povertà, dall’indifferenza ma anche dalla compassione e dalla gratuità di tanti che si chinano a servire, Papa Francesco ci spinge a riscoprire insieme il cuore stesso della missione di Gesù: l’annuncio ai poveri, il vangelo della liberazione e della gioia”, osserva il vescovo. “Mentre scrivo – rivela Battaglia – penso e ho di fronte i volti di molti che sentono il peso della loro condizione, la precarietà, la solitudine, la malattia, l’incapacità di assicurare un futuro ai propri figli o anche semplicemente un piatto a tavola”. “La comunione – ammonisce – è dono che chiede di essere accolto responsabilmente”. “Siamo chiamati a costruire fraternità, a riedificare le antiche rovine e le città desolate”, prosegue il vescovo, ricordando che “la solidarietà parte da ciascuno di noi e dalle nostre comunità”. “Uniamo allora i nostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti. Apriamo le porte delle nostre parrocchie, delle nostre case”. E sottolineando che “la povertà non va solo combattuta ma prima di tutto accolta”, mons. Battaglia lancia una proposta: “Come sarebbe bello e significativo se domenica ciascuno di noi invitasse a sedere alla mensa della propria casa una famiglia che vive nella povertà, persone segnate da qualche disagio grave, che sappiamo essere afflitte da abbandono e solitudine”.

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