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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 12 min 17 sec ago

Missioni: p. Serra (comboniano), “dare visibilità al Vangelo uscendo da uno stato di chiusura che ci porta a non vedere verità e realtà”

Tue, 2017-11-14 16:46

“Don Orione ha fondato una spiritualità missionaria basata su due amori: Dio e il povero. Il suo carisma in poche parole. Se vuoi arrivare alla terra di Dio devi passare per la terra dei poveri”. Con queste parole padre Teresino Serra, missionario comboniano già superiore generale della congregazione fondata da san Daniele Comboni, ha aperto il terzo giorno del VI convegno missionario orionino in corso a Montebello (Pv). “In questa ottica – ha spiegato – il nostro primo obiettivo deve essere quello di dare visibilità al Vangelo ‘missionario’ cioè ascoltato, meditato, vissuto, celebrato e testimoniato uscendo, così, da uno stato di chiusura che ci porta a non vedere la verità e la realtà”. “Proprio per questo – ha sottolineato padre Serra – oggi don Orione non esisterebbe a mettersi al fianco del Papa, rimasto quasi solo nelle sue lotte contro le politiche false e passive, in favore dei migranti. Griderebbe contro la globalizzazione dell’indifferenza. Griderebbe anche contro una parte della Chiesa chiusa, passiva, che dimentica la sua ragione di essere: la missione tra i più bisognosi. Ed in ultimo griderebbe contro i suoi discepoli che si sono accomodati e occupati in servizi poco missionari”. Per il comboniano, un missionario oggi deve essere “necessariamente impegnato nel campo della giustizia sociale, della difesa dei diritti umani ed anche della cura del creato, con la ricerca di modelli di vita più solidali e che proteggano i più deboli”. “Occorre avere la capacità di sapere lavorare superando la pretesa di realizzare tutto da soli”, ha ammonito Serra, e “sperimentare una profonda esperienza di collaborazione per fare rete”. “Tutto questo deve portaci a non confondere la missione facendola diventare una realtà diluita, un analgesico. L’invito di Papa Francesco ad andare nelle periferie – ha evidenziato – è chiaro ed implica prima di tutto l’uscita da noi stessi”.

Caso Regeni: Amnesty a governo italiano, “quali passi avanti nella ricerca della verità?”

Tue, 2017-11-14 16:36

Alla scadenza del secondo mese dal ritorno dell’ambasciatore italiano al Cairo e dalla conseguente normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Italia ed Egitto, il presidente di Amnesty international Italia, Antonio Marchesi, è tornato a chiedere al primo ministro Gentiloni e al ministro degli Esteri Alfano “se vi siano novità relative alla ricerca della verità sull’uccisione di Giulio Regeni”. Tali novità, sotto forma di “passi avanti” nella collaborazione della procura del Cairo con quella di Roma, erano state annunciate dal governo sia il 14 agosto in occasione dell’ufficializzazione del ritorno dell’ambasciatore sia successivamente come sviluppo positivo di tale decisione. Marchesi ha inoltre chiesto al governo di sapere come l’Italia abbia risposto alla convocazione del suo ambasciatore – e di quelli di Canada, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito – da parte del ministero degli Esteri egiziano per esprimere profonda indignazione per una “interferenza inaccettabile ed evidente”, ossia aver espresso preoccupazione per la sorte dell’avvocato per i diritti umani Ibrahim Metwally, detenuto da metà settembre. Infine, Marchesi ha sollecitato il governo a condividere notizie sulla figura di supporto tecnico alle indagini sulla tortura e l’uccisione di Giulio Regeni. Tale figura, di cui era stato dato annuncio dalla Farnesina il 14 agosto, contestualmente a quello del ritorno dell’ambasciatore ai Cairo, non risulta presente al Cairo e presumibilmente neanche ancora nominata. Come in occasione della prima lettera, Marchesi ha informato il governo che Amnesty Italia continuerà a chiedere verità per Giulio Regeni e a monitorare con scadenza mensile i progressi realizzati, nell’auspicio di ricevere buone notizie.

Clima: Graziano da Silva (Fao), “milioni di persone in circolo vizioso di fame, malnutrizione e povertà”

Tue, 2017-11-14 16:33

“Le emissioni del settore agricolo sono destinate ad aumentare in futuro, contribuendo ancora di più al cambiamento climatico, a meno che il mondo non adotti metodi climaticamente intelligenti di produrre, trasportare, lavorare e consumare il cibo”. Questo il messaggio del direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, Cop23 in corso a Bonn, in Germania. “Il cambiamento climatico costringe milioni di persone in un circolo vizioso di insicurezza alimentare, malnutrizione e povertà. Dobbiamo guardare alla dura realtà: non stiamo facendo abbastanza per affrontare questa minaccia immensa”, ha affermato Graziano da Silva, sottolineando che i Paesi meno sviluppati e i Piccoli Paesi insulari in via di sviluppo (Sids) sono “particolarmente vulnerabili” al cambiamento climatico. Ricordando che “non dobbiamo lasciarci scoraggiare dalle sfide di fronte a noi” il direttore generale della Fao ha affermato che raggiungere Fame Zero entro il 2030 è ancora possibile: “L’agricoltura è dove la lotta al cambiamento climatico e alla fame si incontrano per svelare nuove soluzioni”. La Fao ha recentemente reso noto che il numero di affamati è tornato a crescere per la prima volta in dieci anni. Oggi sono 815 milioni le persone che soffrono la fame ogni giorno. L’aumento è dovuto soprattutto a conflitti e a crisi economiche, ma anche all’impatto del cambiamento climatico, soprattutto per quanto riguarda le situazioni di siccità prolungata in Africa. E stime dell’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) mostrano come il cambiamento climatico potrebbe aumentare il rischio di fame e malnutrizione fino al 20% entro il 2050. Ma soprattutto, ha ricordato Graziano da Silva, “almeno un quinto delle emissioni di gas serra possono essere attribuite all’agricoltura”: “Dobbiamo fare molto di più per ridurre le emissioni e allo stesso tempo migliorare i raccolti e costruire resilienza. Questo significa adottare pratiche come l’agro-ecologia e altri approcci di intensificazione agricola sostenibile e climaticamente intelligente”. Tra le altre soluzioni, “ridurre la deforestazione, ripristinare i terreni e le foreste degradate; eliminare gli sprechi e le perdite alimentari; rafforzare la capacità dei suoli di assorbire carbonio; allevamenti a basso impatto ambientale”.

Ragazzi: Fondazione Zancan, “il 56% dei quindicenni vittima di bullismo negli ultimi 6 mesi”. Il 51% dichiara di averlo compiuto”

Tue, 2017-11-14 16:20

A quindici anni, un ragazzo su due (56%) dichiara di aver subìto almeno una forma di bullismo negli ultimi sei mesi mentre il 51% ammette di averne compiute. Le forme più comuni sono di tipo verbale. Inoltre, il 16% è stato infastidito attraverso il computer o il cellulare (cyberbullismo). È quanto emerge dalla quarta annualità dello studio longitudinale “Crescere” curato dalla Fondazione Emanuela Zancan di Padova i cui dati sono stati presentati oggi. Dall’indagine, effettuata coinvolgendo mille ragazzi residenti tra le provincie di Padova e Rovigo, emerge che per quanto riguarda la scuola, a più di un ragazzo su due piace “abbastanza”, al 21% piace “molto”. Per il 19% dei ragazzi invece, il giudizio è negativo (“non piace tanto/per niente”). Per alcuni studenti la scuola è fonte di stress: il 10% si sente molto stressato per il lavoro che fa a scuola, il 39% “abbastanza”, soprattutto come “utilità per trovare lavoro” (indicato nel 62% dei casi), ma anche per “avere un buon futuro”, per “essere informato”, per “non farsi prendere in giro”, per “non farsi mettere i piedi in testa”. Altri due aspetti presi in considerazione nello studio sono lo sport e la salute. Si evidenzia un calo della pratica sportiva con il progressivo innalzamento dell’età dei ragazzi. Con il crescere dell’età, poi, sempre meno ragazzi si dedicano allo sport agonistico: dagli 11 ai 15 anni si passa dal 59% al 46% con una perdita di 13 punti percentuali. Se si prendono in esame le categorie, lo sport è meno praticato tra le ragazze (67% contro il 74% dei maschi), tra gli stranieri (54%, rispetto al 74% dei ragazzi italiani) e tra gli studenti degli istituti professionali (57% contro l’81% dei liceali).

Belgio: indagine Fondazione Re Baldovino. I ricercatori chiedono autonomia e denunciano la “commercializzazione” della scienza

Tue, 2017-11-14 15:18

Che cosa muove i ricercatori delle università belghe a fare il proprio lavoro? Non è il denaro, non la carriera, bensì “la curiosità e il desiderio di generare nuove conoscenze”. Risulta da una indagine condotta dalla Fondazione Re Baldovino su 1720 ricercatori: a loro sta a cuore soprattutto l’“autonomia e la libertà accademica”. Il 50,5% degli intervistati ha dichiarato che a motivarli è soprattutto “il desiderio di fare avanzare la conoscenza scientifica”; per il 43% quella personale. Per il 35% dei ricercatori, il loro lavoro deve rispondere direttamente a bisogni presenti nella società, per il 60% ciò non è requisito necessario. Tra gli ostacoli principali, la mancanza di tempo e la difficoltà a tenere insieme le tre dimensioni accademiche, cioè l’insegnamento, la ricerca e l’interazione con il contesto; poi c’è la “feroce competizione” legata soprattutto alla laboriosa ricerca di finanziamenti. Per il 54,3% dei ricercatori, ciò ha ripercussioni negative sulla qualità della ricerca stessa. Un’altra difficoltà è legata alla pubblicazione delle ricerche su riviste di alto livello, spesso a pagamento. Una minaccia in tutto ciò è la “commercializzazione della ricerca”, mentre la qualità scientifica è salvaguardata soprattutto là dove è possibile “una cultura del confronto critico all’interno e tra i gruppi di ricerca”.

Giornata mondiale poveri: diocesi L’Aquila, celebrazioni e incontri. Dall’arcivescovo una donazione per le opere caritative a Pile

Tue, 2017-11-14 15:00

In occasione della prima Giornata mondiale dei poveri, sono diverse le iniziative organizzate a L’Aquila alle quali parteciperà l’arcivescovo Giuseppe Petrocchi. Si inizia venerdì 17 ottobre, alle 21, con la veglia di preghiera in preparazione alla Giornata, animata dal Coro diocesano giovanile “San Massimo”. La veglia sarà celebrata nella parrocchia di san Francesco d’Assisi in Pettino dove sono ospitati alcuni giovani migranti. Nella mattinata di domenica 19 novembre, l’arcivescovo si recherà nella parrocchia di san Giovanni Battista di Pile dove è attiva una mensa serale per i poveri. Qui mons. Petrocchi incontrerà i volontari della mensa e alcuni ospiti, facendo dono al parroco, don Ramon Mangili, di una somma in denaro per il sostegno alle opere caritative della parrocchia. Al termine della visita, alle 11.30, celebrerà la messa per i poveri all’interno della tenda-chiesa dove, dal sisma del 2009, la comunità parrocchiale si riunisce per la celebrazione eucaristica. Infine, martedì 21 novembre, accompagnato dal direttore della Caritas diocesana, don Massimiliano De Simone, l’arcivescovo si recherà presso i locali del Movimento Celestiniano in piazza d’Armi dove sarà accolto da padre Quirino Salomone. Alle 17 incontrerà prima un gruppo di immigrati ospiti del Movimento e poi un gruppo di animatori della mensa Fraterna Tau che assicura quotidianamente i pasti ai poveri.

Giornata mondiale poveri: diocesi Molfetta, attesi in 700 per la messa e il pranzo di domenica 19 novembre

Tue, 2017-11-14 14:46

Saranno circa 700, tra volontari e ospiti della Caritas diocesana, i partecipanti alle iniziative promosse nella diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi per domenica 19 novembre in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri. “La Caritas diocesana, diretta da don Cesare Pisani, ha predisposto – si legge in una nota – un programma secondo quanto auspicato dal vescovo Domenico Cornacchia, per esprimere accoglienza ampia e sincera ai fratelli che vivono situazioni di povertà”. Le iniziative prenderanno il via alle 10, in piazza Municipio a Molfetta, con l’accoglienza e l’animazione a cura dei gruppi giovanili parrocchiali. Alle 12, mons. Cornacchia presiederà in cattedrale la celebrazione eucaristica al termine della quale si terrà, presso il seminario vescovile, il pranzo di convivialità a cura dell’Associazione Cuochi Baresi, dell’Associazione Amira e degli alunni dell’Istituto Alberghiero Molfetta. Per le 14.30 è prevista l’inaugurazione della sede del Coordinamento e centro d’ascolto Caritas cittadino, in piazza Municipio. Seguirà un momento di festa con il concerto a cura di “Dio lo vuole Band”. Alle 18.30, presso la Fraternità Francescana di Betania, a Terlizzi, si svolgerà l’incontro-testimonianza su “I poveri nella vita di don Tonino”. Con il vescovo Cornacchia, interverranno don Raffaele Tatulli, vicario generale della diocesi, Mimmo Cives, medico di don Tonino Bello, e Mimmo Pisani, della Casa di accoglienza “don Tonino Bello”. In occasione della Giornata mondiale dei poveri, il settimanale diocesano “Luce e Vita” ha predisposto un numero speciale contenente il messaggio integrale del Papa, una riflessione di don Pisani e la presentazione di dieci centri di ascolto dislocati in diocesi.

Infanzia: Save the children, ogni anno 130mila ragazzi a rischio dispersione scolastica. Con “Fuoriclasse in movimento” in 2 anni dimezzate assenze

Tue, 2017-11-14 14:32

Ogni anno nel nostro Paese oltre 130mila ragazzi sono a rischio dispersione scolastica e l’abbandono continua a essere tra le sfide maggiori per la scuola italiana. A rivelarlo è l’VIII Atlante dell’infanzia a rischio “Lettera alla scuola” di Save the children, pubblicato da Treccani e presentato oggi in anteprima a Roma Nelle scuole superiori il tasso di abbandono in un anno è stato del 4,3%, pari a 112mila ragazzi, mentre alle medie il tasso è sceso all’1,35%, che corrisponde a 23mila alunni. Il rischio di dispersione è più elevato dove si vivono condizioni di disagio. Per rispondere a questa sfida, una delle principali per il sistema nazionale di istruzione, Save the children ha presentato anche “Fuoriclasse in movimento“, iniziativa nata dallo sforzo congiunto dell’Organizzazione e dei docenti delle scuole di primo e secondo grado, che mette in rete 150 istituti in tutta Italia, raggiungendo in modo diretto 20mila minori e coinvolgendo attivamente circa 2mila insegnanti e 1.000 genitori. Obiettivo, cambiare le politiche scolastiche, partendo dal dialogo tra docenti, studenti e famiglie: strumento centrale in questo percorso sono i Consigli fuoriclasse, tavoli di confronto per definire insieme soluzioni e azioni di cambiamento nel campo della didattica, delle relazioni, della riqualificazione degli spazi scolastici in seguito all’analisi dei problemi e delle esigenze del singolo istituto e del territorio. Il programma, soggetto a valutazione di impatto, ha raggiunto nel primo biennio i seguenti risultati: nelle scuole secondarie aderenti, il numero di assenze medio è stato dimezzato, passando da 12 a 6; i ritardatari cronici sono stati ridotti dell’8,6%; il 5% degli studenti ha migliorato il rendimento in due materie fondamentali; le famiglie disinteressate all’andamento scolastico dei figli sono diminuite dell’8,1%. Risultati positivi registrati anche nelle primarie. Sul portale online manifesto e criteri di adesione, mappe e dati che consentono di seguire l’iniziativa.

Infanzia: Neri (Save the children), “a volte scuola aumenta disparità”. Bray (Treccani), “adeguare rapidamente sistema formativo”

Tue, 2017-11-14 14:17

“La scuola è un luogo chiave nell’infanzia di ogni bambino: è qui che i talenti e le relazioni vengono sviluppati, è qui che sono gettate le basi del loro futuro”, afferma Valerio Neri, direttore generale di Save the children, presentando oggi in anteprima a Roma l’VIII Atlante dell’infanzia a rischio “Lettera alla scuola”, pubblicato da Treccani . “Oggi – prosegue – continuiamo a trovarci di fronte a una scuola che, a volte, alimenta le disparità”. Occorre che “sia riconosciuto il diritto di tutti i bambini a un’eguale istruzione, a prescindere dal contesto sociale e economico in cui vivono. Ogni bambino deve accedere alle stesse opportunità”. Per Massimo Bray, direttore generale di Treccani, “a scuola i bambini si liberano dall’ignoranza, dai pericoli della strada, dalla povertà, dall’isolamento, talvolta dalla solitudine, spesso dalla fame e dalle malattie” ed è “la strada più sicura per creare cittadini liberi e consapevoli”. “L’avvento della società digitale ha determinato una delle più sconvolgenti rivoluzioni culturali e antropologiche della storia dell’umanità. Ciò impone anche alle società avanzate, come quella italiana, di adeguare rapidamente il proprio sistema formativo”. Oggi “nuove povertà economiche e educative sono tornate a minacciare il futuro dei bambini”, osserva Raffaela Milano, direttrice Programmi Italia-Europa di Save the children. “La scuola italiana è stata spesso lasciata sola. In un Paese segnato da grandi squilibri territoriali, l’Italia non ha mai sperimentato un dispositivo nazionale per sostenere le scuole nei contesti più svantaggiati”

Infanzia: Save the children, in Italia 1.292mila minori in povertà assoluta, uno su otto, +14% dal 2016. Aumenta dispersione scolastica

Tue, 2017-11-14 14:15

In Italia vivono 669mila famiglie con minori in condizione di povertà assoluta che, una volta sostenuti i costi per la casa e per la spesa alimentare, possono spendere solo 40 euro per la cultura e 7,60 per l’istruzione al mese. È un fenomeno che investe tutto il Paese: i bambini in tale situazione – 1.292.000, il 14% in più in un anno – rappresentano il 12,5% del totale dei minori (il 12% al Nord, l’11,6% al Centro, il 13,7% al Mezzogiorno). È la fotografia scattata da Save the children nell’VIII Atlante dell’infanzia a rischio “Lettera alla scuola”, pubblicato da Treccani e presentato oggi in anteprima a Roma in attesa dell’uscita nelle librerie il 23 novembre. Più colpite dall’inasprimento delle condizioni di povertà sono le famiglie numerose, con genitori giovani, di recente immigrazione. Una famiglia di origine straniera con bambini su tre vive in povertà assoluta. I minorenni in povertà relativa nel 2016 hanno raggiunto il 22,3% (+20,2%). La correlazione tra condizione socio-economica e successo (o insuccesso) scolastico in Italia è più forte che altrove: nelle scuole che presentano un indice socio-economico basso l’incidenza di ripetenze rispetto alle scuole con un indice elevato è 23 punti percentuali maggiore, laddove la differenza media nei paesi Ocse è del 14,3%. Sebbene negli ultimi decenni siano stati compiuti importanti passi in avanti nel contrasto alla dispersione scolastica, con una tendenza positiva che ha visto il tasso di abbandono abbassarsi progressivamente dal 2008 a oggi, il fenomeno della dispersione, secondo l’Atlante, continua a rappresentare una delle principali sfide con cui la scuola italiana deve fare i conti.

 

Papa Francesco: a Tv2000, “Dio non nasconde la sua volontà a chi la cerca e aspetta anche chi non la cerca”

Tue, 2017-11-14 14:04

“Se noi siamo sinceri e aperti al Signore, riusciremo a fare la volontà di Dio, perché lui non nasconde la sua volontà, la fa capire a quelli che la cercano. E a quelli che non gli importa li lascia e li aspetta. Lui aspetta sempre”. Lo afferma Papa Francesco, nella quarta puntata del programma “Padre nostro”, condotto da don Marco Pozza, in onda su Tv2000 alle 21.05 di domani, mercoledì 15 novembre. Dio, prosegue il Papa, vuole che “nulla vada perduto”, è un “Dio in attesa. È per questo che quando si accorge che qualcosa è perduta lascia quello che non è perduto e va a trovare quella smarrita”.

Il Papa dialoga con il giovane cappellano del carcere di Padova, don Pozza, nell’introduzione di ogni puntata. Il programma, nato dalla collaborazione tra la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede e Tv2000, è strutturato in nove puntate, trasmesse ogni mercoledì, nel corso delle quali don Pozza incontra anche noti personaggi laici del mondo della cultura e dello spettacolo. Nella quarta puntata ospiti saranno gli alpinisti Simone Moro e Tamara Lunger. Dall’incontro, dalle parole e dalle risposte del Papa a don Pozza è nato anche il libro “Padre nostro” di Papa Francesco, edito da Rizzoli e Libreria Editrice Vaticana, in uscita in Italia il 23 novembre.

Parlamento Ue: Premio Lux al film “Sameblod” che racconta le vicende del popolo della Lapponia

Tue, 2017-11-14 13:48

(Strasburgo) “Sameblod” (Sangue Sami) di Amanda Kernell è il film vincitore del Premio Lux 2017, assegnato oggi dal Parlamento europeo. Il film, risultato di una cooperazione svedese, danese e norvegese, racconta la storia di una ragazza lappone che negli anni ‘30 decide di abbandonare la comunità in cui vive per identificarsi nella società svedese e che per questo subisce razzismo e incomprensione. Gli altri due film finalisti erano “Western” di Valeska Grisebach e “120 Battements par minutes” (120 battiti al minuto) di Robert Campillo. Il premio è stato consegnato alle sorelle Lene Cecilia Sparrok (che interpreta Elle Marja) e Mia Erika Sparrok (Njenna), le quali hanno ricordato le sofferenze e le discriminazioni subite dal popolo Sami della Lapponia.

Lavoro: dal Parlamento Ue 3,3 milioni di euro per cercare un nuovo impiego ai licenziati da Almaviva Contact Spa a Roma

Tue, 2017-11-14 13:40

(Strasburgo) L’Unione europea stanzierà aiuti per 3 milioni e 347mila euro per sostenere nella ricerca di un nuovo impiego gli oltre 1.600 lavoratori licenziati da Almaviva Contact Spa. La decisione è giunta oggi dall’emiciclo del Parlamento europeo con 579 voti a favore, 79 contrari e 15 astensioni. Almaviva Contact Spa “ha dovuto chiudere il proprio call center di Roma alla fine del 2016, lasciando in esubero 1.664 lavoratori”, chiarisce l’Euroassemblea. “I ricavi dell’azienda sono diminuiti del 45% tra il 2011 e il 2015, a causa dell’elevato costo del lavoro e della pressione esercitata sui prezzi dalla crescente concorrenza globale”. Secondo la relazione redatta dall’eurodeputato Daniele Viotti, “poiché non era possibile allineare l’elevato costo del lavoro locale con quello degli altri centri Almaviva, non c’erano alternative alla chiusura”. Il co-finanziamento, mobilitato attraverso il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, andrà a integrare le otto misure adottate dalle autorità italiane “che includono l’aiuto nella ricerca di un nuovo impiego, la formazione professionale e il rimborso dei costi di mobilità”. Dei 1.610 lavoratori che soddisfano i requisiti per ricevere gli aiuti Ue, il 79% sono donne, la maggior parte delle quali un’età compresa tra i 30 e i 55 anni. Gli aiuti saranno erogati nelle prossime settimane.

Sacerdoti: card. Stella, “servi senza guadagno, che non cercano nel ministero il proprio interesse”

Tue, 2017-11-14 13:29

“Siamo chiamati a essere servi senza guadagno, che non cercano nel ministero il proprio interesse né avanzano pretese di riconoscimenti e rivendicazioni”. Lo ha detto questa mattina il card. Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero della Santa Sede, durante l’omelia della Messa che ha presieduto in occasione dell’assemblea internazionale dell’Unione apostolica del clero (Uac), a Roma. Il cardinale ha spiegato quale deve essere la “vera autorità” per un sacerdote, cioè “non servirsi dell’abito sacerdotale per crescere nel proprio io”, perché – ha aggiunto citando Papa Francesco – “il prete è un uomo scalzo”. “Essere servi significa coltivare la comunione e relazioni di fraternità. Dobbiamo vivere l’offerta di noi stessi a vantaggio dei fratelli”. Quindi, da un lato, l’invito ai membri dell’Uac a evitare le “lusinghe del potere”, il “carrierismo” e la “ricerca della gloria personale”. Dall’altro, l’incoraggiamento a “portare nel cuore e nella preghiera davanti al Signore i sacerdoti soli e in difficoltà, quelli che vivono il buio interiore”. “Il valore del cammino dell’Unione apostolica del clero – ha sottolineato il card. Stella – consiste nell’aiutare ogni sacerdote a non perdere il contatto profondo col dono ricevuto nell’ordine sacro”.

Naufragio di Lampedusa: Terre des Hommes, “soddisfazione per il respingimento della richiesta d’archiviazione dell’inchiesta sulla Strage dei bambini”

Tue, 2017-11-14 13:13

Terre des Hommes “esprime profonda soddisfazione per il respingimento della richiesta d’archiviazione dell’inchiesta sulla ‘Strage dei bambini’, il naufragio dell’imbarcazione che si è inabissata l’11 ottobre 2013 a largo di Lampedusa e dove hanno trovato la morte 60 minori e più di 250 persone, per lo più siriani, a cui è stato negato soccorso”. “Nessun bambino merita un destino atroce come questo”, dichiara Federica Giannotta, responsabile dei Progetti Italia di Terre des Hommes, secondo cui “siamo fiduciosi che la giustizia non volterà loro le spalle”. “Le leggi del mare, le convenzioni internazionali, il codice della navigazione e il codice penale imponevano agli ufficiali oggi imputati e alla comandante indagata di intervenire tempestivamente in soccorso dei naufraghi che si trovavano palesemente in situazione di pericolo”, afferma Alessandra Ballerini, avvocato specializzata in diritto dell’immigrazione e consulente di Terre des Hommes, che sta assistendo alcuni dei sopravvissuti. La fondazione opera dal 2011 con il progetto “Faro” di assistenza ai minori stranieri non accompagnati e alle famiglie con bambini e nel 2016 ha prestato assistenza psicologica e psicosociale a 12.638 persone, in maggioranza bambini e famiglie con minori. “Il Mediterraneo – aggiunge Giannotta – è stato per anni sotto i riflettori della politica internazionale e ora sembra quasi dimenticato. Invece la gente continua a perdere la vita come ci confermano gli arrivi di navi con salme ancora di bambini degli ultimi giorni in Sicilia”.

Ambiente: card. Marx, “ridurre le emissioni nocive per il clima, c’è in gioco il bene del mondo”

Tue, 2017-11-14 12:58

“È ora di fare passi avanti per ridurre le emissioni nocive per il clima. Ugualmente, i Paesi sviluppati devono finanziare le misure necessarie per alleviare i danni e le perdite causati dai cambiamenti climatici nei Paesi più poveri”. Sono gli auspici espressi dal card. Reinhard Marx, presidente dei vescovi tedeschi, alla vigilia dell’”incontro di alto livello” che concluderà la Cop23. Sono infatti attesi mercoledì e giovedì 15-16 novembre capi di Stato e di governo provenienti da tutto il mondo per la fase finale del summit Onu sul clima. Facendo riferimento all’enciclica Laudato si’, il cardinale scrive in una nota diffusa oggi, che “la preoccupazione per la ‘casa comune’ che il Papa sollecita spetta anche a tutti i politici”. Riferendosi sia ai negoziati in corso a Berlino per la definizione di una nuova coalizione di governo, sia ai negoziati sul clima a Bonn, iniziati il 6 novembre scorso, il card. Marx ha affermato che “gli interessi particolari non possono essere messi in modo unilaterale al primo posto”. Secondo il cardinale di Monaco “in gioco non c’è nulla di meno che il bene comune del mondo, minacciato da emissioni di Co2 senza alcun limite. Non possiamo più giocare con il tempo, ma dobbiamo agire coraggiosamente”.

Giornata mondiale poveri: Trento, giovedì 16 novembre dibattito su “Al passo dei poveri: dal problema ai volti”

Tue, 2017-11-14 12:48

In preparazione alla prima Giornata mondiale dei poveri, la diocesi di Trento, attraverso Caritas e Fondazione Comunità Solidale, organizza un dibattito sul tema “Al passo dei poveri: dal problema ai volti” mettendo a confronto politica, Chiesa e media. L’iniziativa, in programma per le 17.30 di giovedì 16 novembre, si svolgerà a Trento, presso l’aula magna del seminario diocesano. Dopo l’introduzione di Piergiorgio Franceschini, dell’Ufficio stampa diocesano, e l’intervento dell’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, su “Per una Chiesa capace di riconoscersi nel povero” saranno gli assessori alle politiche sociali Luca Zeni (Provincia autonoma di Trento) e M. Chiara Franzoia (Comune Trento) a dialogare su “Conciliare il nuovo welfare con le storie e i volti delle persone”. Seguiranno le riflessioni proposte dai rappresentanti dei media locali, chiamati a rispondere alla domanda: “I poveri, notizia scomoda?”.

Paesi Bassi: diocesi di Den Bosch, progetto con i bambini “Celebrare l’eucarestia insieme”

Tue, 2017-11-14 12:47

La diocesi di Den Bosch, Paesi Bassi, ha deciso di dedicare più attenzione al coinvolgimento dei piccoli nelle celebrazioni domenicali. Parte così il progetto “Celebrare l’eucarestia insieme” che punta ad accogliere nelle liturgie i “bambini battezzati, ma non ancora invitati a fare la prima comunione”: sono “iscritti nelle nostre comunità di fede” e quindi “meritano un posto nelle nostre celebrazioni”, spiegano i promotori del progetto. “Non tutto nella liturgia può essere reso pienamente comprensibile ai bambini, ma possiamo cercare di spiegarla a loro”, a partire dai “segni, simboli e parole che hanno un riferimento nella vita quotidiana, anche dei bambini più piccoli. Questo progetto sull’Eucaristia muove da quelle esperienze”. La proposta verrà presentata alle parrocchie giovedì 23 novembre nel corso di un incontro seminariale che prevede una introduzione sulle motivazioni e gli obiettivi e poi la presentazione pratica del progetto e dei materiali disponibili. “Insieme celebrare Eucaristia” è un percorso “semplice in cui i genitori, i nonni e i membri delle parrocchie lavorano insieme per insegnare ai bambini a partecipare ‘passo dopo passo’ con la comunità di fede che celebra l’Eucaristia”.

Giornalismo: Ucsi Sicilia, Palermo ospiterà la celebrazione della festa di san Francesco di Sales nel 2018

Tue, 2017-11-14 12:43

“Sarà Palermo, capitale italiana della Cultura 2018, a ospitare la festa regionale dei giornalisti, il 26 gennaio 2018, in occasione della ricorrenza di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti”. Lo ha deciso il consiglio regionale dell’Ucsi Sicilia, al termine della riunione che si è svolta nei giorni scorsi ad Agira, in provincia di Enna. Il consiglio regionale è stato aperto con la riflessione del consulente ecclesiastico regionale, don Paolo Buttiglieri, che ha sottolineato come “l’Ucsi è in cammino” e le direttive da percorrere sono un “maggiore dialogo e una più intensa comprensione”. “Quest’anno, per la prima volta la festa regionale di san Francesco di Sales si svolgerà a Palermo – ha annunciato il presidente regionale dell’Ucsi, Domenico Interdonato – dove lo scorso anno è stata ricostituita la sezione provinciale. Sarà una festa per tutti i giornalisti che rifletteranno sulla comunicazione come dialogo e comprensione reciproca”.

Italia eliminata dai mondiali: don Albertini (Csi), “sport capace di aggregare il Paese”. “Abbiamo perso, soffriamo, ma la vita non è finita”

Tue, 2017-11-14 12:40

Era dal 1958 che non accadeva. La nazionale di calcio italiana non parteciperà ai mondiali 2018 in Russia, eliminata ai play off dalla Svezia: 1-0 nella partita di andata e 0-0 ieri sera a San Siro. “Dispiace non per me, ma per il movimento, perché abbiamo fallito un qualcosa che anche a livello sociale poteva essere veramente importante”, ha affermato dopo l’eliminazione Gigi Buffon con la voce rotta dalle lacrime. “Credo che la nazionale sia capace di legare il Paese; 73mila persone ieri sera allo stadio che comunque hanno tenuto duro lo dimostrano. Del resto lo sport è sempre stato capace di aggregare, dare speranza, sogni, infondere fiducia in tante persone”, dice al Sir don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del Csi. In particolare, osserva Albertini, “i mondiali in estate costituiscono per molti un’occasione di condividere gioia, sofferenza. Lo sport, più di tante altre agenzie, è capace di aggregazione, di offrire motivi di incontro e condivisione. Un mondiale senza la nostra nazionale sarà un po’ più povero”. Tuttavia, prosegue Albertini, “nello sport c’è chi vince e chi perde. Questo va messo in conto. Anche se siamo l’Italia capita pure a noi di perdere. Sportivamente io soffro, ma penso sia un’occasione per interrogarsi su che cosa ci sia alla base. La nazionale è il punto di arrivo. Sotto, c’è un mondo che si sta preparando, o ci sono scelte sbagliate come la ricerca del risultato immediato anziché la cura della preparazione e l’accompagnamento dei giovani?”. Ritornando alla disfatta di ieri sera, “mi spiace molto per Buffon, un professionista che al di là dei soldi ha investito la sua vita su questo e ha visto frantumarsi il suo obiettivo”. Il fallimento arriva alla vigilia di quello che sarebbe probabilmente stato il suo ultimo mondiale, il sesto. “Sì, le sue sono lacrime vere, davvero amare. È un dire: per me è finita. Del resto tutti gli azzurri stanno soffrendo molto perché resteranno segnati per questa sconfitta”. Anche Andrea Barzagli e Daniele De Rossi salutano, Giorgio Chiellini lascia aperto uno spiraglio. “Forse – prosegue Albertini – la preparazione tecnica/tattica non è all’altezza, ma quello che mi preme sottolineare è che abbiamo perso in uno sport, non nella vita. Soffriamo, sì, ma la vita non è finita. L’amarezza, la delusione sono emozioni comprensibili ma devono restare nel recinto di gioco. Vorrei dire ai campioni che stanno soffrendo, ai tifosi, a tutti gli sportivi e soprattutto ai giovani: non condizioniamo la vita a questo. Occasioni per andare a un mondiale e magari vincerlo ce ne saranno ancora. Intanto continuiamo tutti a mettere grinta in quello che facciamo”

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